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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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23 agosto 2015

A Roma va in onda la fiera dell'ipocrisia

A Roma va in onda non tanto e non solo un funerale in stile hollywoodiano-kitsch come è stato definito, ma anche la fiera dell'ipocrisia.

L'ipocrisia di una politica che finge di scandalizzarsi, quando invece era tutto autorizzato. Dal Comune, dai vigili, dall'AMA. Tutti sapevano, ma solo il giorno dopo tutti costoro hanno iniziato a scandalizzarsi, a stracciarsi le vesti. A scoprire che a Roma comanda la mafia, zingara o meno, da quel dì.

Del resto ci sono tanto di foto storiche che ritraggono noti politicanti e noti burocrati accanto a noti mafiosi. E tutti assieme cenano allegramente.

La mafia a Roma, del resto, è un fenomeno antico quanto il mondo. Lo stesso Impero Romano si reggeva sula corruzione e sul malaffare.

La mafia, del resto, è una certa mentalità ipocrita, dedita alla ricerca del guadagno facile, dell'edonismo senza faticare. La mentalità del “fotti il prossimo e godi”. Una mentalità diffusa e difficilmente sradicabile. Una mentalità familista e omertosa.

Una mentalità che si riverbera nella politica odierna, una politica effimera, che ha ucciso il pensiero, fondata sugli slogan, sulla disonestà intellettuale e sull'autoritarismo prima berlusconiano e poi renziano. Una politica fondata sul “gioco delle tre carte” che fa il paio con l'altrettanto ipocrita Chiesa cattolica che anche oggi finge di stracciarsi le vesti, la quale nel 2006 non autorizzò il funerale del povero Piero Welby, la cui memoria è stata ancora una volta oscurata. Dal malaffare diffuso. Dalla disonestà intellettuale e morale. Dalla bestemmia di coloro i quali hanno usurpato il Verbo del Cristo.

Non sappiamo come se ne potrebbe uscire. Forse iniziando a legalizzare droghe e non droghe, togliendone alla criminalità il monopolio. Forse abolendo per sempre gli appalti per le opere pubbliche e facendo realizzare i lavori ad aziende pubbliche e autogestite dai cittadini stessi. Forse istituendo comitati popolari composti da cittadini estratti a sorte, come nell'Agorà Greca, abolendo partiti ed elezioni politiche, portatrici di corruttela, clientelismo, dittatura della burocrazia.

Ad ogni modo tutto ciò sarebbe solo parzialmente risolutivo del problema. Occorre un cambio radicale di mentalità e di atteggiamento.

Sin tanto che il popolo sarà ipocrita, tendente alla corruzione ed alla corruttela, ovvero baserà la propria vita sull'egoismo anziché sull'amore per il prossimo, ovvero baserà la sua vita sul guadagno anziché sul dono; sino a che gli individui condurranno una vita ove ammirano chi ha di più anziché chi utilizza il proprio tempo libero per godere dei piaceri della natura e lavora onestamente...sin tanto che ciò tenderà a prevalere, la mafia continuerà ad avere la meglio.

E, come al solito, chi è causa del suo mal, pianga sé stesso.


Luca Bagatin



4 novembre 2013

La mia scelta laica eretica-erotica

Confesso, che poi non è nemmeno una confessione per chi mi conosce bene, di essere sempre stato un eretico.

Eretico in politica, nella vita privata ed in ambito culturale.

Ho fatto parte, sin da quando avevo sedici anni, di molti partiti politici ad esempio. Ne sono stato iscritto e talvolta ho ricoperto anche diverse cariche pubbliche, per così dire. Purtuttavia ho sempre e solo pensato con la mia testa e sono sempre rifuggito dalle ideologie e dai feticismi-fanatismi di partito.

Per me concetti quali “centralismo democratico”, oppure “disciplina di partito” sono sempre stati estranei ed astrusi.

Ho sempre avuto di fronte e per scelta personale, invece, poche ma chiare idee: libertà individuale spasmodica, laicità, onestà intellettuale e morale, arte e bellezza.

Allorquando queste prospettive collimavano con il tal partito, solo allora mi inscrivevo e iniziavo a lavorare...per portare avanti questi e solo ed unicamente questi princìpi.

Entrai così nei Verdi (salvo un rapidissimo passaggio nei giovani comunisti di Rifondazione, ma solo perché a sedici anni avevo letto quasi tutto Marx e ne rimasi affascinato...pur per un brevissimo lasso di tempo), successivamente bazzicai fra i Radicali, poi mi iscrissi ai partiti della galassia liberalsocialista ed infine approdai al Partito Repubblicano Italiano e, più recentemente, prima dando una mano al movimento di Oscar Giannino e poi riproponendo Ilona Staller in politica - ideandone la candidatura - mi candidai con lei nel Partito Liberale Italiano alle Amministrative romane, sperendo così di “erotizzare” gli “sclerotizzati” laico-liberali (che, fu subito evidente, preferirono rimanere "sclerotizzati").

Frequentai così, e per bene, le varie anime della sinistra, almeno quella autentica, libertaria e laica. Pur discostandomi sempre dalla ideologia e dalle visioni ideologiche, feticistiche e voyeuristiche del partitismo.

Invero, alla fine della fiera, nell'ambito di tali partiti non riuscii a soddisfare appieno i miei princìpi e così, in quasi vent'anni di militanza, me ne discostai totalmente, preferendo non avere più tessere di partito.

Del resto nell'ambito dei medesimi partiti feci sempre di testa mia: prima teorizzando (anticipando i tempi su quella che sarebbe diventata la Rosa nel Pugno) un'unificazione fra Verdi-Radicali e Socialisti e, successivamente, puntando ad un polo laico che si battesse per le libertà civili, sessuali, sociali ed economiche, contro il Potere Pd-PdL (anticipando per molti versi le denunce del Movimento Cinque Stelle). Ciò non avvenne né, credo ormai, in ambito politico-partitico, potrà mai avvenire.

I partiti ragionano secondo regole fisse, alchimie stantìe e di Potere, senza alcuna onestà morale ed intellettuale, mentre il sottoscritto crede nell'eresia, nell'erotismo e dunque anche nell'erezione, che è aspetto condannato e combattuto dalla “cultura” dominante del Potere-Prepotente-Impotente (PPI).

I Radicali, almeno per ciò che attiene al periodo dei mitici Anni '60 e '70 (e per certi versi '80), furono gli unici a comprendere la necessità di un linguaggio diverso. Un approccio nuovo alla politica-partitica-sclerotica. Introdussero l'arte, l'erotismo, la goliardia nelle loro battaglie di libera-Azione, ovvero di liberazione. Il Partito Radicale fu, per decenni, il partito delle donne, degli ecologisti, degli omosessuali, dei transessuali, delle prostitute, dei libertari, liberisti, libertini, anarcosocialisti, degli spiritualisti e delle pornostar.

Fu il partito del sincretismo fra Sacro e Profano. Dell'intelligenza controculturale che, negli USA, affondava le sue radici nella cultura beatnik, mai approdata davvero (nonostante i contributi di Nanda Pivano) nelle coste della buonista, bigotta, conformista, clericofascista e cattocomunista Italia.

Purtroppo anche i Radicali, con gli anni, si sono mutati e globalizzati. Ovvero inglobalizzati in un sistema conformista-consumista e di Potere al punto che – e non è un caso – oggi Emma Bonino siede al governo della Famiglia Letta-Berlusconi.

Quanto ai verdi, socialisti, liberali e repubblicani, si sono divisi equamente le poltrone elargite loro dal Potere dei Prodi, dei D'Alema e dei Berlusconi, dimenticando totalmente le loro antiche battaglie e oggi rimanendo addirittura con il cerino in mano, visto che non esistono più né verdi, né socialisti, né liberali, né tantomeno repubblicani-mazziniani.

E' anche per questo che ho smesso di andare a votare e farmi prendere per il deretano. La libertà, l'eresia non hanno prezzo.

Mai rinunciare al pensare con la propria testa, attraverso un constante studio ed approfondimento della realtà.

Mai rinunciare a ciò per il Potere, ovvero per quella che chiamano “politica” che, nei fatti, ne è la sua più becera espressione e che da secoli danneggia l'intelligenza umana.


Luca Bagatin



10 luglio 2013

"Amore e Libertà" appoggia i dodici referendum Radicali


Dodici referendum.

Saranno tanti, saranno pochi.

Serviranno oppure no, chissà.

Sempre meglio di niente e, soprattutto, sempre meglio che dare il voto a partiti inconcludenti.

I Radicali, quando si sono mobilitati con le loro iniziative di piazza, hanno sempre saputo catalizzare e focalizzare l'attenzione politica su questioni vitali per il cittadino e la comunità.

La fanno ancora una volta con dodici quesiti molto utili ed interessanti e che qui riportiamo, come tratto dal sito www.radicali.it:

  • Abolizione Finanziamento pubblico partiti
    Per abolire il finanziamento pubblico dei partiti e la truffa dei rimborsi elettorali.

  • 8xmille
    Per lasciare allo Stato le quote di chi non esprime una scelta.

  • Custodia cautelare
    Per limitare il carcere preventivo, cioé prima della sentenza di condanna, ai soli reati gravi.

  • Divorzio breve
    Per eliminare l’inutile obbligo di tre anni di separazione prima di poter chiedere il divorzio.

  • Droghe: niente carcere per fatti di lieve entità
    Per eliminare quelle norme che riempiono inutilmente le carceri e paralizzano la giustizia.

  • Ergastolo
    Per abolire il carcere a vita ed ottenere una pena detentiva che abbia la finalità di rieducare il condannato.

  • Lavoro e immigrazione*
    Per abrogare quelle norme discriminatorie che ostacolano il lavoro e il soggiorno regolare degli stranieri.

  • Magistrati fuori ruolo
    Per far rientrare nei Tribunali le centinaia di magistrati attualmente dislocati ai vertici della pubblica amministrazione per smaltire l’enorme debito giudiziario.

  • Responsabilità civile dei magistrati*
    Perché i cittadini possano ottenere dal magistrato, e in tempi rapidi, il giusto risarcimento dei danni a seguito di irregolarità e ingiustizie da loro subite.

  • Separazione delle carriere dei magistrati
    Per ottenere la garanzia di essere giudicati da un giudice terzo obiettivo ed imparziale che abbia una carriera diversa da quella del Pubblico ministero che accusa.

(* due quesiti)

Tematiche vitali, dicevo, alle quali vanno aggiunte anche la battaglia per l'eutanasia legale ed il suicidio assistito.

Tematiche che sto portando avanti cultural-politicamente “fuori dal Palazzo” anche con “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.blogspot.it), il movimento-non movimento politico-antipartitico che ho ideato alla fine del mese di maggio.

E' per questo che “Amore e Libertà”, con amore e libertà, ha deciso di appoggiare la raccolta di firme dei Radicali per queste dodici battaglie di civiltà che sono in grado – da sole – di spazzare via gran parte dell'insulsaggine e del malaffare della classe politica odierna.

Togliamo i danari ai partiti. Responsabilizziamo i magistrati e garantiamo ai cittadini una giustizia davvero giusta. Garantiamo dignità e lavoro ai nostri immigrati. Facciamo sì che i detenuti siano trattati con rigore sì, ma anche con dignità. Permettiamo a chi lo desidera di divorziare nel p breve tempo possibile, evitando sciocche ipocrisie di coppia avallate dallo Stato.

Servono 500 mila firme entro settembre.

Forza e coraggio, cari lettori. Firmate presso i vostri Comuni di residenza o presso i tavoli di raccolta firme. Non diamola vinta a chi ci vuole ancora immersi nell'oscurantismo e nella barbarie di legislazioni ipocrite e che avvantaggiano solo talune oligarchie di Potere.

Luca Bagatin (nella foto con Mina Welby)



5 luglio 2013

Rome 2013: diamo più colore/calore/Amore alla Città Eterna (se vogliamo che rimanga tale)...ovvero mia raccolta di foto ove si fondono e confondono Sacralità e Profanità



Con Ilona Staller e Lavinia Guglielman alla prima del thriller MULTIPLEX al cinema Adriano




Con Claudio Simonetti dei Goblin alla prima del thriller MULTIPLEX al cinema Adriano




Con Ilona Staller e la scrittrice Tiziana Marini (madre di Lavinia Guglielman) alla prima del thriller MULTIPLEX al cinema Adriano




Con Ilona Staller, Andrea Galatà e Chiara De Caroli alla prima del thriller MULTIPLEX al cinema Adriano




Il trio eroticamente vincente: Ilona Staller Cicciolina, Luca Bagatin Baglu  e Ursula Davis Hula Hop




Con Ilona Cicciolina, Ursula Davis Hula Hop e Filippo Bijoux




Con Ursula Davis Hula Hop (Mito di Donna non mitomane)




Alla conquista di Hula Hop... ;-)




Con Hula e Bijoux




Con la mia sorellina Ilona Staller Cicciolina




Ancora con mia sorella Ilona



Con Ursula Davis Hula Hop, ovvero una coppia perfetta o quasi ;)




Ilona, Hula & Filippo-Bijoux (foto esclusiva di Luca Bagatin)




Con Mina Welby (presso la sede del Partito Radicale)




Con Paolo Di Mizio...dal TG5 con furore !




Nello studio di Cesare Lanza, autore e giornalista libertario che mi assomiglia non poco




Con Debdeashakti




Con Lavinia Guglielman




Con Lavinia Guglielman




Con Amelia Scrocco




Il mio libro UNIVERSO MASSONICO sta spopolando in tutte le librerie !




La Porta Magica di Piazza Vittorio Emanuele




La Porta Magica di Piazza Vittorio Emanuele




La Porta Magica di Piazza Vittorio Emanuele




Presso lo Zoo delle Star di Aprilia




Presso lo Zoo delle Star di Aprilia




Presso lo Zoo delle Star di Aprilia




Presso lo Zoo delle Star di Aprilia






4 maggio 2013

EUTANASIA LEGALE: per vivere liberi sino alla fine



La storia di Piera, così come quelle di tanti altri, come Marcello, vecchio amico di Pordenone, mi commuove. Non può non commuovere, la sofferenza altrui.
Non può non commuovere la storia di Piero Welby o di Ramon Sampedro. La storia di malati che lottano contro la malattia e la sofferenza. Malati terminali o meno che, non potendone più, decidono di togliersi la vita.
Consapevolmente.
Civilmente.
Con Amore per sé stessi e per chi sta loro accanto.
La battaglia per l'eutanasia, come quella per il diritto suicidio, fra tutte, è quella che mi è più cara. Non è solo una battaglia di diritto, autodeterminazione, libertà. E' una battaglia d'amore contrapposto alla sofferenza.
Le parole mi mancano e fanno posto alle lacrime. Ed alla rabbia.
Alla rabbia nei confronti di coloro i quali negano il diritto all'eutanasia legale ed al suicidio assistito legale. Rabbia perché costoro non conoscono né l'amore né la pietà nei confronti del prossimo.
Non ho né avrò mai stima per una persona che non conosce né amore né pietà.
Ed ora voglio lasciarvi alla storia di Piera ed all'invito a firmare per la proposta di legge di iniziativa popolare lanciata in questi giorni dall'Associazione Luca Coscioni.
A fianco dei malati e dei sofferenti. Da sempre.

Baglu





28 gennaio 2012

Marco Pannella. Biografia di un irregolare



Sarà anche sin troppo elogiativa, ma, la biografia di Marco Pannella scritta dal giornalista Valter Vecellio, "Marco Pannella. Biografia di un irregolare", edito dalla Rubbettino, è indubbiamente il primo ed unico documento che racconta per filo e per segno chi è e chi fu il leader radicale.
Potrebbe apparire strano che una biografia sia scritta prima della dipartita dell'attore principale, ma ciò non fa che renderla contemporanea, attuale.
Come attuali sono le battaglie che conduce il Partito Radicale o come cavolo si chiama di volta in volta (Lista Pannella, Lista Bonino, Rosa nel Pugno...).
Il Partito Radicale di Pannella, come ci racconta lo stesso Vecellio, può dirsi continuatore, per molti versi, di quel Partito Radicale dei Liberali e dei Democratici che fu messo in piedi gli intellettuali laici che, negli anni '50, si raccolsero attorno al settimanale liberale "Il Mondo": Mario Pannunzio, Ernesto Rossi, Gaetano Salvemini, Niccolò Carandini, Leopoldo Piccardi, Ugo La Malfa e molti altri.
Il "primo" Partito Radicale, era forse un po' più "austero", ma aveva gli stessi caratteri di lotta ai privilegi ed alle corporazioni del partito radicale pannelliano.
L'avventura degli Amici del Mondo si concluderà presto e quei radicali finiranno chi nel Partito Repubblicano (la maggioranza), chi nel Partito Socialista, chi fonderà il Partito Radicale che erediterà Pannella.
La biografia di Vecellio parte dalle origini del Nostro: abruzzese di Teramo nato il 2 maggio 1930, battezzato Giacinto in ricordo dello zio ma chiamato dalla madre, Andrea Estechon, di famiglia svizzera francese, Marco. Sarà dunque la madre ad iscrivere il figlio in una delle tre scuole Montessori d'Italia, prima che siano bandite dal fascismo, assieme alla sua fondatrice.
Nel 1938, il bambino Pannella, seguirà corsi di scherma e violino, sotto l'insegnamento del professor Righetti, antifascista e repubblicano, e sarà proprio da lui che inizierà a respirare la prima aria liberaldemocratica.
Pannella, di quegli anni, come racconta a Vecellio, ricorda ancora la sua prima fidanzatina, Adria, che un giorno però non incontrò più e scoprì in seguito che se ne era dovuta andare con la famiglia perché ebrea: erano gli anni delle leggi razziali e quell'episodio fu decisivo per Pannella e per le battaglie per i diritti umani che intraprenderà negli anni a venire.
Un altro episodio segnerà la sua futura connotazione politica, ovvero quando fu ospite di una coppia, nell'alta Savoia, ove era stato spedito dalla famiglia per studiare. La coppia era così mal assortita che litigava tutte le sere e fu allora che iniziò a sentir parlare di divorzio e poi persino di obiezione di coscienza perché, in quegli anni, il figlio della coppia era partiti militare e temava lo scoppio della Guerra.
E' così che, durante la Seconda Guerra Mondiale, il giovane Marco inizia a leggere "Risorgimento Liberale", il foglio clandestino antifascista del Partito Liberale Italiano, fondato e diretto da Mario Pannunzio.
Marco Pannella si sente dunque un liberale, in particolare ricordando che l'Unità d'Italia l'hanno fatta i liberali, mentre l'altro punto di riferimento dell'epoca, ovvero il comunismo, non lo attira a causa della dittatura bolscevica.
Il giovane Pannella matura anche l'idea di andare a parlare con il filosofo Benedetto Croce, per convincerlo ad appoggiare la marcia per Trieste italiana e liberale e ci riesce. A Napoli, a casa di Croce, scopre persino di essere legato a lui da lontana parentela.
Da allora, Pannella, inizierà la militanza nel PLI, ovvero nella Giovane Sinistra Liberale e nell'Unione Goliardica Italiana, che allora raccoglieva laici, liberali, socialisti e repubblicani nelle Università.
Sono gli anni '50 e di qui all'incontro con gli Amici del Mondo e dunque alla fondazione del Partito Radicale dei Liberali e dei Democratici (che comprenderà liberali di sinistra ed ex del Partito d'Azione), il passo è breve.
Non manca, nella biografia di Vecellio su Pannella, un capitolo dedicato agli amori del Nostro.
Pannella ne ha avuti molti, vista anche la sua prestanza fisica ed i suoi occhi azzurri. Affascina, con il suo sguardo, persino Paola Fallaci, sorella di Oriana, la giornalista Natalia Aspesi e Sabina Ciuffini, allora valletta di Mike Bongiorno. Ma l'amore della sua vita è e rimane Mirella Parachini, di ventisei anni più giovane di lui, con la quale ha vissuto sempre un rapporto franco ed aperto.
E poi, ma chi l'avrebbe mai detto che Marco Pannella, abituato agli scioperi della fame, fosse in realtà un abile cuoco ? Fra i radicali sono ancora molti, come documenta Vecellio, che ricordano i suoi conditissimi ed abbondanti piatti di spaghetti. Cucinati anche quando lui faceva i digiuni.
Digiuni di dialogo, a sentire Pannella. Mai ricattatori. Digiuni che hanno origine con i famosi Sathyagraha di Gandhi, per lottare in maniera nonviolenta contro gli inglesi oppressori.
Il primo digiuno Pannella lo portò avanti a Parigi, negli anni '60, quando era corrispondente del quotidiano "Il Giorno", per la libertà dell'Algeria.
In Francia diverrà così popolare che persino il celebre scrittore e drammaturno Eugnène Ionesco ne diverrà amico e si iscriverà al Partito Radicale.
Saranno, del resto, moltissimi gli intellettuali che daranno fiducia a Pannella ed al PR: Leonardo Sciascia, Elio Vittorini, Pier Paolo Pasolini, Vladimir Bukowskij e numerosi altri. Sciascia sarà persino eletto deputato radicale in Parlamento ed a lui, così come ad Enzo Tortora, Pasolini, Pannunzio e Rossi sarà dedicato un capitolo a parte.
Pannella non è dunque solo il paladino dei diritti civili, del divorzio, dell'aborto, del voto ai diciottenni, delle primissime lotte per gli omosessuali con il FUORI! e quelle femministe, ma anche colui il quale, attraverso il determinante contributo di Luca Coscioni, negli anni 2000, porrà al centro della politica la libertà di cura per i malati. Malati di sclerosi laterale amiotrofica come Luca, e non solo.
Luca Coscioni, ricordano Pannella e Vecellio, fu censurato dalla classe politica italiana: a sinistra non vorranno candidare Liste Luca Coscioni, mentre a destra, non vorranno parlare di libertà di cura.
Però quella battaglia, quelle battaglie, non sono mai morte, al punto che oggi, in Parlamento, siede la vedova di Luca: Maria Antonietta Farina Coscioni, una fra le parlamentari più presenti e produttive.
Nelle biografia scritta da Vecellio, di Pannella c'è molto, molto altro: c'è il rapporto con i socialisti di Craxi, ma anche quello con i comunisti.
L'utopia pannelliana era e forse sarebbe quella di rinnovare la sinistra, o, meglio, di democratizzarla. Ci provò persino con Berlusconi, nel '94, quando sembrava l'erede di quella destra storica, che in realtà è la sinistra liberale. Ci ha provato con Bersani, tentando di democratizzare il Pd, anche qui, fallendo.
Il Partito Radicale sopravviverà a Pannella, si chiede l'ultimo capitolo della biografia ? Mah, chissà.
La cosa fondamentale e prioritaria è, ad ogni modo, quella di conoscere la storia, le storie radicali, così vilipese e nascoste dalla vulgata partitocratica e mediatica.
Storie di un'Italia libera e democratica, che, purtroppo, è inconsapevole di sè stessa.

Luca Bagatin



18 agosto 2008

BEAT BEAT.....Bagatin Beat.....BEAT BEAT....Suttora Beat......BEAT BEAT.....AnneHathaway Beat.....BEAT BEAT......Beati i Beat !



Il giornalista Mauro Suttora ama sfottere la mia passione per Anne Hathaway, nota attrice ventiseienne (ad oggi) nata a Brooklyn che, per il mio idoma, è e rimane Broccolino.
Come lo zio Broccolino, quello che ha fatto fortuna in America come America Ferrera, che con la sua bruttezza, ha fatto la fortuna di Ugly Betty: nota segretaria sfigata che ricorda tanto il sottoscritto all'età di 6 anni.
Mauro Suttora è praticamente culo & camicia con la Hathaway. Le sue intervista alla donzella sono financo apprezzate da Lanfranco Palazzolo: il che è tutto dire !
O, intendiamoci: ho una concezione del tutto particolare della bellezza femminile. Stravedo per le efebiche dagli occhi enormi nei quali perdersi (per sempre), le darkettone, le sick, le lesbiche, le dure, le impure. La Hathaway versione horror-sick per me sarebbe il top del sexual e dell'artisticamente rilevante.
E così non mi rimane che attendere l'arrivo del Suttora a braccetto della Hathaway di cui sopra, a Pordenonelegge: rinomata kermesse letteraria pordenonese ove si scialaqua danaro pubblico che è un piacere, con sommo gaudio del pueblo unido bassian-friulico, amante delle piccole vacanze, ma che non conosce Alberto Arbasino (eppur si fa autografare le sue opere omnie).
E così dal 19 al 21 settembre, nona edizione di Pordenonelegge appuntocom avrò la possibilità ( ? ) di conoscere e spolpare viva la bella Anne con tanto di permesso ufficiale accordatomi dall'autore di "Pannella & Bonino SpA", nonché collaboratore di Oggi, Libero, Il Foglio, Newsweek (cazzo, Mauro ! Con tutte queste collaborazioni non è che riesci a intruppare anche me da qualche parte ?).
Nel frattempo mi trovo a pensare a due Elene: una che "is Red", un'altra che è al mare.
La prima, a dirla tutta, è in Giappone. Che ci sia andata a fare non saprei proprio dire. Certo che se c'è in giro quel tale Dante lo Scoreggiante, quello che ne fa una e ne fa tante e che quando ne fa una al limone fa scappare tutto il Giappone....beh: è un casino !
La seconda (collaboratrice de La Sicilia e quindi non seconda a Suttora) è una Stella Mattutina. Nel senso che mi tira giù dal letto la mattina a suon di sms (leggi: essemmesse) come nel novembre dell'anno scorso fece Mina Welby informandomi che stava per leggere la relazione sulla Libertà di Ricerca Scientifica al Congresso di Padova....al quale mi sarei recato solamente cinque ore dopo !
Sto scrivendo questo mio sproloquio nel corso di questa lunga Notte di San Lorenzo: di stelle cadenti nemmeno l'ombra (anche perché è buio !).
Dicono che c'è un ritardo come quando supponi di aver calzato (calzato ? cazzato !) un preseva bucato.
Lo sciame di meteore è previsto fra l'11 e il 12 agosto augurandoci di non beccarne una in testa altrimenti l'incubo dei Galli di Goscinny e Uderzo si concretizzerà: il cielo che ti cade sulla testa ! Sai che roba, sorbole !
Roba da orbi che prendono botte da orbi senza vedersi nelle palle degli occhi non tanto in quanto ipovedenti, ma proprio in quanto orbi !
Beato quindi Suttora che è tornato da Pechino indenne; beata la Hathaway che si è liberata da Follieri, pugliese come il pane, ma non altrettanto buono; beata Helena (de la bela Turin) che is Red e beata anche Elena Orlando che è al mare a Panarea senza che nessuno le tiri un panaro di arancini e quindi la faccia piangere come Sbriciolina dopo le magrissime vendite del suo primo (e ultimo, sperem !) libro che il sottoscritto si è rifiutato di recensire.
E beato anche il già citato Lanfranco Palazzolo di cui mi onoro di essere fra i link (l'unico, l'inconfondibile, l'inibitabile ! Neanche fossi un Glen Grant).
Beati tutti voi imbattuti vacanzieri.
Per quel che mi riguarda, come da copione (copione ! Guarda che lo dico alla maestra !) preferisco rimanere  qui, Beat come sempre !



PS: tutti i personaggi citati sono di fantasia. E, se non lo sono, allora significa che la realtà supera la fantasia come l'allievo (Bagatin) supera il Maestro (Pinketts).
Ad ogni modo auspico che nessuno dei succitati mi quereli per affamazione.
L'unico affamato, qui, sono io. E si consideri che, nonostante debba dimagrire (pena il collasso cardiovascorossicircolatorio), non ho alcuna intenzione di mettermi a dieta così presto.




17 settembre 2007

ASSEMBLEA PUBBLICA XX SETTEMBRE a Cremona

ASSOCIAZIONE RADICALE PIERO WELBY

www.radicalicremona.it

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I n v i t o

GIOVEDI 20 SETTEMBRE 2007

Alle ore 18.00 - sotto i portici del Palazzo Comunale

di Cremona, di fronte alla lapide di Giacomo Pagliari

LIBERTA’ DELLO STATO, LIBERTA’ NELLO STATO:

CELEBRAZIONE PUBBLICA

DELLA BRECCIA DI PORTA PIA

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Alle ore 18,30 – presso la Sala Conferenze

Hotel Impero - piazza della Pace - Cremona

ASSEMBLEA PUBBLICA

DELL’ASSOCIAZIONE RADICALE PIERO WELBY

“le iniziative nonviolente dei radicali per la legalità, la laicità,

per la libertà di scegliere senza divieti ideologici o religiosi”

Ad entrambe le iniziative sarà presente

MINA WELBY

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per informazioni ed adesioni: info@radicalicremona.it



25 agosto 2007

Sull'Amore

 
L'Amore è più forte di qualsiasi vizio.

L'ho scritto questa mattina rispondendo ad un commento di Mina Welby arrivato sul mio blog, nel quale lei mi ha riferito che suo marito Piero, prima di essere tracheotomizzato, aveva smesso di fumare a letto per non nuocere alla di lei salute.
La cosa mi ha riportato ad una serie di ricordi, non sempre piacevoli, relativi ai miei fallimenti sentimentali, vissuti sempre come lutti verso i quali si finisce sempre per portare Eterno rispetto.
L'Amore e la Morte. Due polarità che accompagnano sempre, a volte consapevolmente a volte inconsciamente, la vita di ciascuno.
E penso anche al fattaccio di Garlasco, a Chiara, la ragazza barbaramente uccisa. E riesco ad immaginare il dolore di chi l'ha amata e le ha voluto bene.
Riesco a sentirlo nelle mia viscere più profonde.
E provo rabbia e tristezza per chi ha voluto o vuole sfruttare un fatto così macabro ed increscioso, per trasformarlo nell'ennesimo caso mediatico.
Solo un criminale nell'anima può anche solo poter pensare di fare una cosa simile. E come tale andrebbe considerato.
L'Amore, così come la Morte, non andrebbero mai sfruttati a scopi personali o mitizzati in sé, ma sempre vissuti intimamente. Vissuti, ovvero sperimentati con pienezza. "Sentiti", "percepiti" con il cuore che è lo strumento corporeo che più è in contatto con l'Anima.
La vita non è altro che Amore + Morte. Amore Eterno e Morte per giungere ad una nuova Rinascita.
Questo ci hanno insegnato gli Iniziati di tutti i tempi, ma questo è anche ciò che ciascuno di noi può comprendere nel senso più ampio del termine.
L'Amore è più forte di qualisasi vizio, dicevo all'inizio.
L'Amore è la massima apertura del cuore che si sostanzia in atti sia fisici che spirituali, ma non può essere descritto quasi mai a parole.
L'Amore può vincere la morte, e per "morte" con la "m" minuscola, intendo l'assenza di anima, di passioni, di volontà, di interessi, di continua voglia di sperimentare e Conoscere.
Purtuttavia l'Amore non può vincere la Morte per una nuova Rinascita. Essa è connaturata ad esso ed in tutto ciò non c'è nulla di cui si debba aver paura.
E' semplicemente un fatto Naturale da millenni.
E poi, diciamocela tutta, è un'illusione anche il solo pensare che la vita possa arrestarsi per sempre ! La Vita non muore mai.
Sono le Religioni Istituzionalizzate che ci insegnano a temere la Morte, ma tali Religioni non sono altro che allegorie simboliche mal o affatto comprese. Illusioni mentali che possono trasformarsi in vere e proprie patologie.
Le Religioni Istituzionalizzate monoteiste ti insegnano ad "essere buono perché altrimenti vai all'inferno" e sciocchezze simili.
E' assolutamente ipocrita il pensare di essere buoni per salvarsi la pelle !
E poi che cos'è realmente l'inferno ?
Basta guardarsi attorno, ma soprattutto accendere la televisione, guardare il telegiornale, leggere le pagine della crocana nera per accorgersi che, forse, l'inferno non è altro che uno stato della mente confusa e malata.
La sofferenza è il vero inferno sulla terra e non esiste altro inferno che questo.
Solo una mente aperta alla Comprensione ed all'Amore, forse, potrà liberarsi dalla sofferenza, ovvero da uno stato mentale confuso ed in difficoltà.
Il Conte di Saint Germain, Grende Iniziato del '700, ci insegnò che: "Io sono Dio" e così molti altri mistici antecedenti e futuri a lui.
Per cui, come può Dio temere la Morte ? Come può la sofferenza procurargli paura ?
Si tratta quindi di vivere e sperimentare continuamente e soprattutto evitando di perdersi in superstizioni o in credenze, tanto più se queste non le si è prima sperimentate di persona. E non certo con il solo utilizzo della mente, ma anche del cuore.


Luca Bagatin



11 agosto 2007

TRE ANNI DI BLOG


Il 9 è un numero esotericamente Sacro. Così come il 3, ma, non volendo qui parlare né di esoterismo, né tantomeno di Cabala ed essendo entrambi argomenti troppo complessi per essere trattati approfonditamente in un blog, mi limito a comunicarvi che il presente mezzo di comunicazione blogghifera nel quale vi trovate qui ed ora, ha compiuto tre anni il 9 agosto di quest'anno

Risultato importante visto e considerato che ha rischiato la chiusura coatta più e più volte ed invece, a tratti, di coatto c'è solo il suo autore. Soprattutto quando s'incazza di brutto.
E così www.lucabagatin.ilcannocchiale.it in questi ultimi due mesi ha raggiunto le 200 visite al giorno. E questo io credo anche grazie soprattutto al prestigio di coloro i quali mi hanno linkato in questi ultimi anni: dal gruppo "fuck'n roll" laziale Betty Ford Center, passando per Miss Welby - "nipotina" segreta del Calibano (nonché da una settimana sua "nonna" Mina Welby e questa, sì, proprio lei, la moglie del mitico Piergiorgio),  la Federazione Giovanile Repubblicana (che fra l'altro di sua sponte ha pubblicato un paio di miei pezzi) e molti altri siti e blogger che vanno dal "godereccio" al "politicheccio" passando per l'"erotico" e l'"esoterico".
Un anno fa mi ero proposto un obiettivo che dir ambizioso è davvero poco, riassumibile nella frase: "passare dal virtuale al reale, dal politico al culturale". E questo perché un blog non ha alcun senso d'esistere se rimane mero strumento di comunicazione mediata e non vissuta direttamente mediante la conoscenza diretta ed immediata.
In qualche modo penso di essermi avvicinato allo scopo avendo avuto il piacere di sentire telefonicamente molti di voi e ciò in prospettiva di poterci trovarci tutti (o quasi) un giorno "superando questa barriera di pixel" come già avvenuto con Alice (www.alice_in_chain.ilcannocchiale.it).
Durante quest'anno ho poi tentato di andare "oltre la politica" ed aumentare i contenuti cultural-letterar e a tratti sessual-comunicativi per rendere più "umano" il blog.
Dopo 11 anni di politica attiva ritengo che essa così com'è non possa risolvere pressoché alcuno dei problemi umani.
Solo attraverso una sana Evoluzione (rigettando ogni tipo di Rivoluzione) degli individui la politica può avere un senso. Diversamente essa è mero esercizio intellettuale, utilissimo, per carità, ma è e rimane strumento limitato.
Sono infatti lieto che le testate con le quali collaboro, dall'Opinione delle Libertà, passando per Generazioneelle, Liberalcafé e Giovani Dubbiosi.it abbiano sempre dato più spazio ai miei articoli di cultura e società sia essa letteraria, di costume o esoterica.
Ora è ancora una volta il momento di mettersi al lavoro, pur fra mille difficoltà, non ultima quella di aver (e di continuare a) inchiodato un truffatore pressoché "modello Wanna Marchi" di cui tuttavia non posso qui riferire altro in quanto l'inchiesta con annessi & connessi è tutt'ora in corso e si concluderà probabilmente definitivamente fra qualche anno e solo a quel punto potrò riferirvi completamente e senza censure di un caso che si fa sempre di più scottante.
Potrei continuare a scrivere per ore (c'è chi sostiene che io non dormo mai e scrivo anche la notte, ma questo v'assicuro che non è vero), ma è meglio concludere con una frase di Albert Einstein che ho letto qualche giorno fa sulla Rivista Italiana di Teosofia e che dovrebbe farci riflettere ed agire tutti:
"Il mondo è quel disastro che vedete non tanto per i guai combinati dai malfattori ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno a guardare".
Non lasciate passare mai nulla. Riflettete, approfondite, agite con determinazione. Attingete dai Grandi Iniziati del passato: Krishna, Buddha, Ermete Trimegisto, Cristo, Platone, Pitagora, Giordano Bruno, Dante, Cagliostro, Mazzini, Garibaldi, Madame Blavatsky, Krishnamurti, Gurdjeff, Gandhi, Einstein, sentite la loro Forza in Voi e ricordate che non esiste altro Dio all'infuori della Vostra Anima.

Luca Bagatin 

 
PS: "La vita non muore", mi/ci ricorda sempre la fine di uno dei libri di Oriana Fallaci.
Piergiorgo Welby e Giovanni Nuvoli io credo l'avessero capito e per questo si sono CONQUISTATI il diritto a morire.
Anche la Libertà, come la Vita e la Morte va conquistata.
Perdonatemi se vi riporto un "vecchio" testo del mio "alter ego" Baglu, Libero Marinaio dell'Inferno:

LA LIBERTA' VA CONQUISTATA
Chissà se si arriverà mai alla consapevolezza che oggi noi possiamo scrivere sulla stampa, sui nostri blog, sul web, parlare e discutere "liberamente" solo grazie ai sacrifici di chi ci ha preceduto. Ai sacrifici di persone che hanno pagato in prima persona, spesso con la vita, e/o portando su sé stesse i segni del martirio.
Chissà se si arriverà mai alla consapevolezza che la libertà non è mai cosa dovuta, ma che essa va conquistata. Conoscete il significato di questa parola? Mai meritata, questo no. Chissà se si arriverà mai alla consapevolezza che chi si riempie la bocca della parola "libertà" financo a fare di essa uno slogan compie un profondo e subdolo crimine contro l'umanità.
La parola, se non preceduta dal pensiero e seguita dall'azione è menzogna. Essa è illusione. Ed illudere un nostro compagno, amico, fratello, equivale a privarlo della sua dignità di essere vivente. Ci avete mai riflettuto? No? Del resto non vi può essere libertà senza giustizia, né giustizia senza libertà (come diceva Carlo Rosselli. E giustizia e libertà vanno conquistate, ma esse potranno essere conquistate se e solo se prima faranno parte del nostro/vostro essere. Quando saranno da noi/voi interiorizzate. Non fatevi incantare dalle facili promesse ma vivete come se foste completamente soli e non poteste contare su nessuno tranne su voi stessi. Approfondite e non lasciate mai che altri decidano per voi. Aprite gli occhi. Cadete e poi rialzatevi (anche se vi ci vorranno anni e forse più). Testimoniate il vostro essere vivi (quando avrete preso coscienza che sino a ieri eravate solo "ritornanti", "morti viventi"). AscoltateVI.
Cercate di comprendere i vostri Doveri (verso voi stessi, i vostri cari, la vostra nazione, l'Umanità) prima che il pretendere diritti (leggete in proposito "Doveri dell'uomo" di Giuseppe Mazzini, ma non lggetelo come si legge un qualsiasi libro. Interiorizzatene il contenuto. Fatelo vostro). E non credete mai in nulla (a partire da quanto ho qui sopra affermato) se prima non l'avete sperimentato di persona.

Baglu
Libero Marinaio dell'Inferno


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini