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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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30 aprile 2015

Presunte origini occulte della musica ? Ma fateci il piacere ! Ecco che il musicista di fama internazionale Fabio Mengozzi ci spiega il significato dell'esoterismo nella musica. E non solo




L'intervista completa può essere letta al seguente link:

http://lucabagatin.ilcannocchiale.it/post/2818161.html



13 febbraio 2014

"La politica e il Potere sono contro l'Amore". Aforismi/riflessioni by Luca Bagatin

Ciò che non hanno compreso o, meglio, ciò che i politici non vogliono ammettere è che se a trionfare fosse l'Amore, aspetti come la politica, il Potere, il danaro, l'esistenza delle Istituzioni-prostituzioni e degli Stati nazionali non sarebbero più necessari.


Vivere non significa sopravvivere. Spiegatelo ai rappresentanti delle Religioni Monoteiste Istituzinal-Prostituite.


Se il Papa dei cattolici Francesco abdicasse al suo ruolo mediatico e mediocre di rappresentante della Grande Menzogna Vaticana, potrebbe anche diventare il rappresentante terreno della Civiltà dell'Amore.


Per favore non chiamatelo Italicum (al massimo Italicus, ove gli stragisti di oggi sono i politici italiani). Chiamatelo Cacarellum.


Non sono certo contro la pornografia, ma ad essa preferisco l'erotismo. Una società fondata sulla Civiltà dell'Amore non necessiterebbe né di pornografia né di prostituzione. Anzi, ci sarebbe finalmente spazio per l'erotismo ed ogni mercimonio dei corpi (e delle menti) perderebbe ogni ragion d'essere.




7 gennaio 2014

"Parodia". Monologo by Baglu

Fingo semplicemente di non pensarci, ma in realtà non riesco a dimenticarla.

Succede, capita.

Però l'importante è fingere.

Fingere quantomeno di non pensarci.

Così come non voglio pensare ad altri aspetti. Tipo a Blondie che mi ha scritto che posso considerarla unicamente per affari e/o per un rapporto lavorativo.

Non è per presunzione, è solo che non faccio affari con nessuno. Credo ad aspetti desueti, o forse utopistici come l'amicizia e l'amore. Anche con le persone con cui decido, eventualmente, di collaborare.

Non amo le etichette, così come non amo che mi si dica che fisicamente (o moralmente) sono così o colà. Di voi potrei dire molto peggio e dimostrare, dati alla mano, ciò che affermo.

Ho un pessimo rapporto con il mio fisico e, credo, a ragion veduta. A differenza di voi, faccio autocritica (la mia è una formazione marxista, rammentatelo).

Non sono narcisista, al massimo ne sono la studiata parodia.

Perché tutto ciò che ci circonda, in realtà, è una grande, immensa parodia di una cosa che chiamiamo - per convenzione (e purtroppo, spesso, per convinzione) - vita.

Che posso dire ancora ?

Che mi piacerebbe conoscere meglio una persona. Una donna. Di cui in realtà so molto poco e ne so volutamente poco (forse le reticenze a farsi conoscere sono più da parte sua, credo per carattere), perché non è il caso che alla mia età e con le mie esperienze pregresse, me ne innamori. E, poi, sarebbe un innamoramento a senso unico, figuriamoci.

Le fiabe sono molto, molto belle. Sono la parodia di un ipotetico Paradiso che sappiamo tutti non esistere.

Occorre razionalizzare ed avere altre priorità. Anche a costo di sembrare freddi e distaccati. Oppure di apparire fastidiosamente ironici.



24 novembre 2013

Intervista esclusiva di Luca Bagatin a Patrizia Tasselli, autrice del romanzo di fantascienza "L'errore degli Dei"

Patrizia Tasselli, toscana doc, un passato da operaia di fabbrica, appassionata di viaggi, esoterismo e di culture arcaiche è, da diversi anni, collaboratrice della rivista di Studi Esoterici “Officinae”, organo ufficiale della Massoneria italiana della Gran Loggia d'Italia degli ALAM.

Patrizia ha dato alle stampe, alcuni anni fa, un romanzo che abbiamo recentemente recensito, ovvero “L'errore degli Dei”, edito da Giuseppe Laterza, con prefazione dell'ufologo Roberto Pinotti, che è la storia del viaggio di Cassandra, ricercatrice figlia del comandante Fonelli a guida del sottomarino Trieste, misteriosamente scomparso nelle acque del Mar Nero negli anni precedenti alla fine della Guerra Fredda.

Un viaggio da Istambul sino ai confini dell'Iraq, che condurrà la protagonista alla scoperta dell'esistenza di curiosi buchi-neri che hanno la proprietà di far precipitare le persone a ritroso nel tempo. Ed ecco che Cassandra scoprirà che suo padre - e tutto l'equipaggio del Trieste - sono in realtà stati sbalzati indietro, nell'era prediluviana, assieme ad un manipolo di alieni dediti a ricercare l'enzima NUE attraverso esperimenti sul cervello degli esseri umani, che si dice sia in grado di unificare i due emisferi del cervello e, dunque, essere in grado di creare una razza superiore, ove la razionalità dell'emisfero sinistro possa fondersi con l'emotività dell'emisfero destro del cervello.

Un'avventura descritta sotto forma di spy-story che, in realtà, racchiude profondi significati simbolico-esoterici e mitologici, ove la scienza moderna si fonde con il mito mesopotamico di Gilgamesh, Re di Uruk, che è stato spesso oggetto di studio dell'autrice.

Oggi abbiamo l'amichevole possibilità di intervistare Patrizia Tasselli, la quale ci racconterà, più in dettaglio, com'è nata l'idea di questo libro ed i suoi arcani e reconditi segreti.

Luca Bagatin: Dunque Patrizia, perché non inizi parlandoci un po' di te ? Come è nato, fra l'altro, il tuo interesse per la mitologia e l'esoterismo ?

Patrizia Tasselli: Credo che l’interesse per la mitologia sia nato in me da bambina, leggendo i tanti libri di novelle che fortunatamente i miei genitori e gli zii mi regalavano. Finito Carosello chiudevo la porta della mia cameretta e lasciavo fuori il mondo di campi e fabbriche, piccoli laboratori artigiani ricavati negli scantinati, botteghe di ferramenta dove si vendeva di tutto, chiodi, segatura, ddt sfuso, saponette e profumi. Spaziavo tra “Piccole donne”, “L’uccello di fuoco”, “Il Barone di Münchhausen” e quello rampante di Calvino, fino all’arrivo degli Anni '60, il boom economico, la borsa di studio e la scuola “in città”. La mattina l’Istituto Tecnico e il pomeriggio il corso di taglio e cucito, perché “non si sa mai”, diceva la mia mamma. All’inizio di quegli anni avvenne il mio folgorante incontro con “Civiltà Sepolte” di Ceram e nacque in me la passione per tutto ciò che è antico, primario, fonte, origine. E naturalmente nascosto, come la “mitica” Troia realmente esistita e alla fine scoperta. Quasi un decennio dopo Peter Kolosimo fece il resto con il suo “Non è terrestre”, suscitando definitivamente in me l’interesse verso la cosiddetta archeologia misteriosa, relegata immeritatamente dall’archeologia ufficiale nel ghetto delle pseudoscienze come fantarcheologia o pseudoarcheologia. Durante gli anni mi sono convinta che gli oggetti misteriosi trovati sparsi su tutta la terra - i cosiddetti OOPArt, Out Of Place ARTifacts, oggetti fuori posto - siano la testimonianza di civiltà perdute nell’abisso del tempo o dello spazio. Il passo successivo è stato la lettura delle leggende, o meglio dei miti, in chiave esoterica, ossia nella consapevolezza che contenessero verità nascoste, comprensibili solo a chi fosse disposto a cercare sotto la cenere il fuoco apparentemente spento.


Luca Bagatin: Com'è nata l'idea di scrivere “L'errore degli Dei” ?
Patrizia Tasselli:
L’idea di scrivere “L’errore degli Dei” è nata dalla sintesi di tre diversi progetti: un racconto sui viaggi nel tempo, uno sulla vita dei primi “ominidi umanizzati” e, infine, il più intrigante: la mia personale lettura del Gilgamesh. La storia del sottomarino scomparso mi è stata
suggerita in un sogno che ho avuto la prontezza di spirito di annotare appena sveglia. Non so perché.


Luca Bagatin: Il tuo romanzo è frutto unicamente della tua fervida fantasia oppure... ?
Patrizia Tasselli:
La trama del romanzo è frutto della mia fantasia e per la stesura mi sono avvalsa della miaesperienza di viaggiatrice. Non sono mai stata sul Mar Nero e la mia conoscenza diretta della Turchia è limitata a Istambul e alla Cappadocia, ovviamente è nulla per quanto
riguarda l’Iraq. So tuttavia per esperienza come funzionano certi viaggi improvvisati e come si comunica a gesti con la gente; a volte la mia ignoranza delle lingue straniere mi ha aiutata nell’arte dell’arrangiarsi e in questo senso alcuni passi del romanzo sono autenticamente autobiografici. Ho costruito il viaggio di Cassandra e Emin tramite Google Earth, osservando attentamente le foto di Panoramio, caricate da utenti non professionisti e per questo più realistiche. Ho fatto mie le curve delle strade di montagna, le autostrade, gli alberghi, le case, i siti archeologici con le loro meraviglie e i villaggi con le loro miserie.


Luca Bagatin: Credi davvero che entità extraterrestri esistano davvero e siano all'origine degli antichi miti e simboli che pervadono l'Umanità ?
Patrizia Tasselli:
Qui il discorso si fa più complicato. Sono convinta che entità extraterrestri abbiano non solo visitato il nostro mondo, ma che siano intervenuti nella creazione dell’uomo.
Non voglio entrare in argomenti che riguardano la fede che anima i creazionisti e difendo a spada tratta il buon Darwin fino a che, tornando indietro nel tempo, non si arriva alla separazione dell’uomo dalla scimmia, che non sappiamo quando sia avvenuta. Forse la separazione non c’è mai stata, le scimmie sono rimaste scimmie e gli ominidi si sono tutti estinti meno uno, l’Homo Sapiens, e non si capisce perché, visto che se Dio ha creato l’uomo dal nulla era perfettamente inutile. Una spiegazione logica, allo stato attuale della conoscenza, è quella di diversi interventi alieni sul DNA di alcuni individui di varie specie di scimmie. Esperimenti falliti meno uno riuscito, si fa per dire, quello da cui deriva la razza umana. Da qualche anno seguo con interesse gli studi di Mauro Biglino, esperto di lingua ebraica antica e collaboratore per anni con le Edizioni San Paolo per la traduzione della Bibbia, studi che sembrano confermare la mia teoria. Se così fosse è veramente possibile che gli antichissimi miti e i simboli indecifrabili che si riscontrano su tutto il globo terrestre siano la testimonianza non tanto di esseri alieni, ma di coloro che li hanno conosciuti e di cui sono stati forse allievi, forse vittime.


Luca Bagatin: Cassandra, la protagonista del romanzo, possiamo dire che è un po' il tuo alter-ego ?
Patrizia Tasselli:
Certo, Cassandra un po’ mi somiglia, ma soprattutto credo sia la figlia che avrei voluto avere, una che si pone domande e cerca risposte, ma più determinata di me nelle sue
scelte.


Luca Bagatin: Come mai sei così affascinata dal poema che racconta la storia di Gilgamesh, Re di Uruk ?
Patrizia Tasselli:
Il mio interesse per Gilgamesh ha un’origine davvero curiosa.
Stavo in cima a una scala appoggiata alla libreria e spolveravo i libri quando me ne è caduto uno. Sono scesa per raccoglierlo e mi sono accorta che non l’avevo mai letto. Si trattava di una raccolta di racconti egiziani e mesopotamici, tra cui una sintesi del poema di Gilgamesh, che mi incuriosì. Lessi per primo l’episodio della prostituta sacra Shamkhat, che interpretai come il metodo più antico per tenere buoni gli uomini irrequieti, poi lessi la tavola del diluvio. Fui affascinata soprattutto dallo stile del racconto e corsi in libreria a comprare l’opera completa tradotta da Giovanni Pettinato. Mi resi conto che in quel poema antichissimo era contenuta la sostanza di opere scritte in epoche molto più recenti, come la Bibbia, e che Gilgamesh precedeva di gran lunga i poemi di Omero, di Virgilio e Dante, nonché la storia di Siddharta. Solo dopo un’attenta lettura compresi che dietro il racconto delle gesta eroiche del re di Uruk era nascosto non solo un insegnamento etico e sapienziale, ma un vero e proprio messaggio esoterico. Con questa chiave di lettura le avventure di Gilgamesh appaiono come una serie di passaggi iniziatici verso la scoperta del sé. La stupenda allegoria dell’amicizia tra Gilgamesh e Enkidu, l’uno alter ego dell’altro, complementari a se stessi, o meglio due personalità insite nello stesso individuo, rappresenta la complessità dell’animo umano perennemente in bilico tra il bene e il male. Il bene, simbolicamente incarnato da Enkidu, insegna a Gilgamesh l’Amore dopo di che, terminata la sua missione, non ha più motivo di esistere e muore. La morte di Enkidu, divenuto ormai parte integrante di Gilgamesh, non può che rappresentare la morte iniziatica di Gilgamesh stesso che a partire da quel momento comincerà il suo lungo viaggio alla ricerca del senso della vita. Mi sembra che ci siano validi motivi per restare affascinati da questo mito.


Luca Bagatin: Stai già pensando ad un nuovo romanzo, oppure ad un saggio sull'argomento ? Patrizia Tasselli: Ti dirò che per ora sto fantasticando su un nuovo romanzo...che vorrei ambientare nella mitica Atlantide.

Luca Bagatin



15 novembre 2013

ILONA STALLER PARLA A TUTTO CAMPO DI MOANA POZZI. Intervista esclusiva di Luca Bagatin



Nessuno meglio di Ilona Staller in arte Cicciolina ha conosciuto Moana Pozzi.

Moana la pornodiva, ma anche la showgirl, cantante, scrittrice (scrisse "La filosofia di Moana"), attrice amata da Federico Fellini (che la chiamava affettuosamente "Moanina") e politica italiana leader del primo partito politico italiano ad inneggiare apertamente all'Amore (erano gli anni immediatamente successivi alla caduta del Muro di Berlino): il Partito dell'Amore, appunto.

Un personaggio, quello di Moana, rimasto eterno nel cuore degli italiani sia per la sua bellezza, che per la sua profondità d'animo ed arguzia. Oltre che per il fatto di essere morta a soli 33 anni.

Oggi abbiamo la possibilità di intervistare l'amica Ilona Staller, talent scout di Moana assieme al compianto Riccardo Schicchi.




Moana Pozzi, Riccardo Schicchi, Ilona Staller, Ursula Davis e Baby Pozzi


Luca Bagatin: Come hai conosciuto Moana Pozzi ?

Ilona Staller: Mi è stata presentata da Riccardo Schicchi, presso l'Agenzia Diva Futura, che avevo costituito con Riccardo alla fine degli Anni '70. Sarà stato il 1985. Allora Moana aveva già fatto un film porno: “Valentina ragazza in calore”.


Luca Bagatin: Credetti subito in lei, nel suo personaggio ?

Ilona Staller: Certo ! Con Moana legammo subito. Pensa che facemmo stampare, con Riccardo, dei manifesti con su scritto “Moana, raccomandata da Cicciolina”. Io allora ero popolarissima in tutto il mondo e Moana voleva seguire le mie orme. Realizzammo anche diversi fotoromanzi per il giornalino TILT. Eravamo una sorta di Charlie's Agnels erotiche (Ilona ride).


Luca Bagatin: Producesti anche i suoi primi spettacoli, se non erro...

Ilona Staller: Certo ! Ho prodotto tutti i suoi spettacoli e le sue canzoni, oltre che, naturalmente, i costumi di scena. Sia quelli di Moana che di Ramba, altra ragazza molto promettente dell'Agenzia Diva Futura.


Luca Bagatin: Com'era il tuo rapporto con Moana ?

Ilona Staller: Moana veniva spesso a mangiare a casa mia. Allora vivevo con Riccardo. Vivevamo assieme sin dal 1975, in una palazzina proprio accanto all'Agenzia. Moana amava quel posto, tanto che acquistò l'attico proprio di fronte a casa mia, dove oggi abita una famiglia con bambini. Pensa che il nostro condominio è stato costruito sopra ad un cimitero etrusco ! A Moana piaceva moltissimo la mia cucina ungherese. In particolare quando le preparavo il gulash ed il pollo con i peperoni. Ad ogni modo Moana non mangiava moltissimo perché teneva molto alla sua forma fisica, amava correre e fare molta ginnastica. Direi che era una “donna bionica” ! Altissima, a volte aveva un modo di incedere quasi militare e, accanto a me, sembrava la mia sorella maggiore...nonostante fosse più giovane di me (Ilona sorride).


Luca Bagatin: Che cosa ricordi, in particolare di lei ?

Ilona Staller: Ricordo che era molto intelligente e parlava molto bene in italiano. Era molto colta. Leggeva le sceneggiature dei film e se le ricordava subito ! Mentre io, povera me, dovevo leggerle anche quattro o cinque volte prima di impararle ! (Ilona ride) E poi amava molto la natura e l'ambiente, come me e Riccardo.


Luca Bagatin: Quando vi siete viste l'ultima volta ?

Ilona Staller: Ci siamo riviste quando entrambe siamo tornate dagli Stati Uniti, nel 1994. Io con mio figlio Ludwig e Moana con il marito. Più che altro è giusto dire che ci siamo appena intraviste. Una comune amica che viveva nel nostro palazzo, Katia, mi invitò ad andarle incontro in piscina. Ricordo una Moana cambiata, diversa, irriconoscibile...quasi moribonda. Moana non voleva farsi vedere in quelle condizioni, per cui se ne andò e da allora non la rividi mai più. Era partita per la clinica di Lione, in Francia, dove poi morirà.


Luca Bagatin: Da allora non hai avuto più contatti con nessuno della famiglia di Moana ?

Ilona Staller: Ricordo che, appena dopo la morte di Moana, sua madre venne da me e mi invitò a visitare la casa della figlia. Fu molto gentile, tanto che mi invitò a prendere un oggetto appartenuto a Moana. Presi degli stivali tigrati, che ancora conservo.


Luca Bagatin: Da diversi anni c'è chi afferma che, in realtà, quella di Moana, fu una morte simulata e lei sia invece ancora viva. Che ne pensi ?

Ilona Staller: Tutte bugie ! Tutte speculazioni ! Addirittura c'è chi ha tirato in ballo i servizi segreti, ma figuriamoci ! Mi dispiace che ci siano persone che strumentalizzano, per scopi pubblicitari e mediatici, la morte di Moana. E' come se domani mi mettessi a dire che Schicchi è vivo ed è rifugiato a casa mia ! Oppure che Moana è nascosta nella mia casa di Budapest, magari protetta dal Kgb, che fra l'altro non esiste nemmeno più ! Siamo seri, orsù !

Moana è e rimane un grande personaggio storico. Il fatto poi che sia morta a soli 33 anni la accomuna, per molti versi, ad un altro grande personaggio del passato, che ha fatto una tragica fine: Marylin Monroe.


Luca Bagatin (nella foto fra Ilona Staller e Ursula Davis)



13 ottobre 2013

I "Testimoni del mistero" di Pier Carpi



Pier Carpi è indubbiamente l'autore più versatile ed eclettico che sia mai esistito nel Novecento.

Saggista, giornalista, fumettista, narratore, poeta, regista e ricercatore del mistero, Pier Carpi morì nel 2000 a soli sessant'anni, dimenticato da tutti, nonostante egli abbia lasciato un solco profondo nella cultura del nostro Paese.

Autodidatta cresciuto in un rigido collegio emiliano, senza aver mai conosciuto i genitori, iniziò ben presto a disegnare e a lavorare prima come fumettista - nel corso degli Anni Sessanta - ideando personaggi noir quali Zakimort e Teddy Bob e collaborando a numerose storie di Diabolik e Topolino e, successivamente, appassionandosi al mistero, all'occulto, all'esoterismo, diventando autore di pietre miliari nella storia del genere, quali "Storia della Magia", "Le società segrete", "Cagliostro", "Rasputin" e numerosi altri volumi.

E' dai suoi saggi, del resto, che nascono i film che ha diretto quali "Un'ombra nell'ombra", "Cagliostro" e "Povero Cristo", nei quali lavorarono attori del calibro di Bekim Fehmiu, Valentina Cortese, Irene Papas, Massimo Girotti, Rosanna Schiaffino, un giovanissimo ed allora sconosciuto Mino Reitano ed anche il mio caro amico fraterno Peter Boom.

Ho recensito diversi saggi di Pier Carpi, in questi anni, ne ho parlato diffusamente anche nel mio libro "Universo Massonico" e, in questi giorni, mi sono imbattuto nel suo ennesimo capolavoro saggistico, ormai, come gli altri, fuori catalogo da anni e reperibile solamente in qualche mercatino dell'usato, presso qualche appassionato del genere o su ebay, anche a modico prezzo.

"Testimoni del mistero", edito da Rusconi nel febbraio del 1979, è una raccolta di sei racconti-incontri che Pier Carpi ha avuto con personaggi curiosi e misteriosi, tutti appassionati di esoterismo e mistero, quali Agatha Christie, Giorgio Strheler, Irene Papas, Felix Yussupoff, Giuliana d'Olanda e Walt Disney.

Personaggi curiosi ed al contempo insospettabili. Agatha Christie con la sua strana amnesia che la portò lontana da casa per giorni, senza che lei stessa sapesse ove si fosse recata e la sua convinzione che ogni autore di romanzi gialli sia, in sé, un anticipatore della realtà; Giorgio Strehler, già iniziato alla Massoneria in gioventù, poi "bruciato fra le colonne", ovvero espulso, da Maestri incapaci di insegnargli l'arte Libero Muratoria e la sua passione per il mago John Dee, grande alchimista Cinquecentesco, conoscitore del segreto delle macchine magiche del teatro elisabettiano; Irene Papas ed i fantasmi che la perseguitarono allorquando recitò nel film "Un'ombra nell'ombra" e si fece beffe del rituale magico che Pier Carpi aveva allestito per girare la scena madre del film, dopo averlo studiato negli anni approfonditamente; Felix Yussupoff, incontrato da Pier Carpi assieme allo scrittore Pitigrilli a Parigi, negli Anni Sessanta, il quale si dice che avesse ucciso il monaco-mistico russo Rasputin, la cui figura lo stesso Pier Carpi tentò di riabilitare in un suo saggio, anni dopo; la Regina Giuliana d'Olanda e la sua passione per la stregoneria, ovvero le sue gite a Castletown, nell'Isola di Man, in Irlanda, presso la quale ha sede il museo internazionale di stregoneria, gestito da moderne streghe e stregoni, i quali hanno il compito, attraverso rituali antichissimi, di diffondere energia positiva laddove ve ne sia bisogno. E, infine, l'incontro fra Pier Carpi ed il mitico Walt Disney, in una villa veneta, presso un raduno Internazionale dell'Ordine Templare Jacques de Molay, al quale, notoriamente, Disney era affiliato. Ed ecco, dunque, Walt Disney, amabilmente discorrere con Pier Carpi della storia e dei segreti dell'Ordine del Tempio, tutt'oggi esistente e tutt'oggi depositario di millenarie conoscenze esoteriche, le quali, nei secoli, furono ostacolate dal Potere politico e religioso.

"Testimoni del mistero" è un saggio breve, ma allo stesso tempo molto illuminante.

Pier Carpi, ancora una volta, come nel suo stile, presenta i fatti per quelli che sono e pone ai suoi intelocutori domande precise, con autentico approccio giornalistico, alla ricerca delle verità celate, nascoste, velate. Storie di questo e dell'altro mondo, ove avvenimenti storici si succedono ad avvenimenti supernormali e soprannaturali, che hanno visto protagonisti scrittori, registi, attori, nobili e fumettisti celebri del Novecento, tutti conosciuti, incontrati e dunque intervistati personalmente dall'autore.


Luca Bagatin



1 ottobre 2013

Ad H. by Baglu

Ad H.

by Baglu


Occhi curiosi, ma direi no, non sono solo gli occhi,

Che limpidi e azzurri invitano a dissetarsi, come in una fonte.

Capelli setosi, ma no, non sono solo i capelli,

Che lunghi e biondi sembrano sciogliersi in curve tutte da scoprire.

Labbra carnose, ma no, non sono solo le labbra,

Che quando sorridi, si schiudono piacevolmente a cuore.

Abiti eleganti, ma nemmeno gli abiti sono,

Che danno quel tocco glamour, se mai ce ne fosse bisogno.

Mistero, intelligenza velata, ironia, questa difesa spasmodica della "sfera",

Il detto-non-detto.

Sono le cose che ti rendono unica.

Almeno per me.



27 maggio 2013

Intervista esclusiva di Luca Bagatin alla scrittrice e giornalista Debora Attanasio, già segretaria storica di Riccardo Schicchi


Moana Pozzi, Riccardo Schicchi e Debora Attanasio.
Debora Attanasio con Ilona Staller in arte Cicciolina

Debora Attanasio, romana d'origine e milanese d'adozione.
E' scrittrice e giornalista del mensile al femminile Marie Claire, inoltre ha all'attivo un passato da segretaria del Re dell'eros Riccardo Schicchi, nell'ambito dell'agenzia di casting Diva Futura.
Proprio di questo parla il suo ultimo libro, dall'ironico titolo "Non dite alla mamma che faccio la segretaria - Memorie di una ragazza normale alla corte del re dell'hard" (Sperling & Kupfer), ovvero la sua storia di vent'enne finita alla corte di Cicciolina, Moana Pozzi, Ursula Davis e molte altre simpatiche attrici ed artiste erotiche.
Oggi ho il piacere di intervistarla amichevolmente.


Luca Bagatin: L'ironia del tuo libro traspare sia dal titolo che dalla copertina. Una scelta voluta, immagino.

Debora Attanasio: Certo. Mi ha sempre divertita l'idea che, da fuori, la gente vedesse il porno come un ambiente torbido e perverso, quando invece era un circo quasi demenziale e pieno di relazioni affettuose. Nel mio romanzo ho voluto rendere proprio l'idea dello stupore che ho provato io stessa quando l'ho scoperto, vent'anni fa, decidendo di rimanerci dentro, al sicuro, più a lungo possibile.


Luca Bagatin: Come sei approdata a Diva Futura ?

Debora Attanasio: Nell'estate del '92 ero in vacanza a Rimini, dove ho conosciuto un ragazzo che lavorava con Riccardo Schicchi. Al rientro, a settembre ho iniziato a sostenere un colloquio di lavoro dopo l'altro ed ero in imbarazzo per le proposte lascive dei datori di lavoro. Ricordo uno che mi tirava su la gonna con il righello mentre parlavo. Mi sono lamentata col mio nuovo amico e mi ha detto di venire a fare un colloquio col suo capo che era rimasto senza segretaria, perché non mi avrebbe molestata nessuno.


Luca Bagatin: Per te fu un lavoro imbarazzante ? Avevi pregiudizi o peprplessità relative al mondo del porno e dell'hard ?

Debora Attanasio: Mai nessun imbarazzo. Troverei più disdicevole lavorare per qualche famosa multinazionale che inquina l'ambiente e sfrutta manodopera sottopagata, o per qualche allevamento intensivo, veri lager che, fra cent'anni, saranno considerati dai nostri nipoti una vergogna inconcepibile. Vengo da una buona famiglia in cui si insegnava a guardare oltre le apparenze. E sono buddista, attenta alla causa ed effetto. Mia madre mi ha insegnato a portare rispetto a tutti e ad ascoltare le buone ragioni di tutti. Inoltre, da bambina adoravo Cicciolina, il suo personaggio mi divertiva, a 17 anni avevo cercato di intrufolarmi in un suo spettacolo in discoteca, a Terracina. Pensare che a pochi passi da me, all'ingresso di quel locale, c'era di sicuro anche il mio futuro datore di lavoro, mi fa tanto ridere.


Luca Bagatin: Hai qualche aneddoto relativo al tuo primo lavoro da segretaria ? Qualche aneddoto che riguardi Riccardo Schicchi, Ilona, Moana e le altre ?

Debora Attanasio: Per motivi di lunghezza - il manoscritto iniziale era di quasi 600 cartelle - ho dovuto tagliare via dal libro un bel viaggio con Ilona Staller, a Barcellona. Schicchi non poteva farsi vedere in giro con lei perché era in corso la causa d'affidamento di Ludwig, il figlio che Ilona aveva avuto dal marito americano, e la accompagnai io. Rimasi molto colpita dalle battute così diverse fra quelle volgari degli inservienti all'aeroporto italiano, e quelle dolcissime degli stessi in Spagna, che le mandavano bacini e la chiamavano "guapa!". In Italia non è stata mai compresa in pieno l'ironia e la grandezza di personaggi come lei.


Luca Bagatin: L'anno prossimo ricorrerà il ventennale della morte di Moana Pozzi. Qualcuno sostiene - a parer mio solo per fare gossip spicciolo - che sia ancora viva. Al di là di questi aspetti, che cosa puoi dirci di lei ? Come mai fu così tanto "santificata" dopo la sua morte ?

Debora Attanasio: Rispondo con una citazione del mio libro: quando muore una santa, si pesca nel torbido. Quando muore una peccatrice, si cercano i suoi miracoli. Penso pure che in Italia sia praticato volentieri lo sport di ferire usando un moralismo crudele, per sentirsi migliori di coloro che stiamo attaccando. Se poi la persona che abbiamo attaccato, muore, subentra il senso di colpa e la fretta di ingraziarsela perché ora è vicina al creatore, e magari mette una buona parola. Sono d'accordo con Don Aniello Manganiello, il prete di Scampia impegnato contro la camorra, quando dice che spesso confondiamo la superstizione con la fede.


Luca Bagatin: Se non ricordo male, partecipasti anche all'avventura del Partito dell'Amore, nei primi Anni '90, assieme a Schicchi, Biuzzi, Ilona e Moana. Che cos'era, per te, il Partito dell'Amore di allora ?

Debora Attanasio: Sono arrivata a elezioni concluse. L'ufficio era pieno di volantini e tessere del Partito dell'Amore e nessuno ne parlava piu. Quindi non ne ho un'idea ben precisa. Invece, mi sono candidata con Moana quando si è presentata alle elezioni per il sindaco di Roma. Ho preso solo 10 voti, ma è stata un'esperienza memorabile.


Luca Bagatin: Un progetto di questo tipo alle elezioni politiche, oggi, secondo te, funzionerebbe e sarebbe utile ?

Debora Attanasio: L'Italia ha bisogno di elettori ed eletti onesti e se un'ex diva dell'hard riesce a far capire alla gente comune che tutti devono dare il loro contributo per risalire la china, ben venga. I candidati hanno sempre paura di spiegare agli elettori che per pretendere vertici irreprensibili, devono iniziare ad esserlo anche loro. Quindi, niente evasione fiscale, niente raccomandazioni, niente falsi invalidi, niente mazzette, niente falsi parcheggi invalidi. Dell'impegno politico di Ilona Staller apprezzo molto la lotta al femminicidio e la violenza sulle donne. Anch'io ho avuto un compagno violento e so bene come la società ignori le tue invocazioni d'aiuto, in quelle situazioni.

Luca Bagatin: Come mai hai deciso, a distanza di così tanto tempo, di scrivere solo ora il libro relativo al tuoi primo, importante, impiego ?

Debora Attanasio: Perché i tempi sono cambiati. Vent'anni fa, se dicevo di lavorare nel porno, storcevano tutti il naso. Oggi mi ammirano. E poi, i risultati che ho raggiunto col mio lavoro di giornalista, che amo tanto e cerco di svolgere con il massimo della coerenza, danno più credibilità al mio racconto.

Luca Bagatin: Da segretaria a giornalista. Il passo per te è stato breve o impegnativo ?

Debora Attanasio: Negli ultimi anni guidavo il settore editoriale di Diva Futura, avevo già preso confidenza con la pubblicazione. Poi mi ha presa sotto l'ala Marco Gregoretti, un grande giornalista d'inchiesta che al tempo scriveva per Panorama i pezzi sulle nostre star, e il mio primo articolo su una testata importante l'ho scritto dopo aver pubblicato un manualetto per diventare pornoattori. Quindi, si può dire che aver lavorato per Schicchi mi ha spianato la strada. Certo, ho dovuto studiare anche molto, e lo faccio ancora.


Luca Bagatin: Che cosa ti manca del lavoro di allora ?

Debora Attanasio: Il senso di sicurezza. Non c'era il rischio che Schicchi mi licenziasse, non l'avrebbe mai fatto. Mi pagava anche il giusto e con regolarità, cosa che oggi non è scontata ovunque. E poi, volevo bene a molte persone, come Eva Henger o Francesco Malcom, l'attore. Siamo rimasti amici, ma le occasioni per frequentarsi sono drasticamente diminuite per i troppi impegni di tutti, e mi mancano molto.


Luca Bagatin: Relativamente alla tua pregressa esperienza, pensi che il lavoro compiuto da Diva Futura e le avventure politiche di Ilona e Moana, abbiamo contribuito a far cadere non pochi tabù nella bigotta società italiana ?

Debora Attanasio: Oggi non sono più così convinta che la missione di Riccardo Schicchi, liberare gli italiani dai tabù, sia riuscita. Mi sembra che i suoi ideali siano stati distorti e se ne siano appropriati proprio coloro che voleva colpire. Riccardo sognava un mondo dove non c'è bisogno di dividere sante e puttane, dove una donna che offre il suo corpo liberamente, per ottenere e dare piacere, non debba temere di rovinarsi la reputazione. O dove, addirittura, nessuno debba pagare per fare sesso, e nessuna sia costretta a fare sesso per sbarcare il lunario. Il sesso, per lui, era un rito magico, e amava e rispettava la donne. Invece vedo un paese dove risorge la misoginia, le madri sono bistrattate, le donne lavoratrici firmano lettere di dimissioni in bianco e comunque, prendono salari inferiori agli uomini, a parità di qualifiche. Un abisso tra noi e altri paesi stranieri civili. Qualcosa non è andato per il verso giusto, e non certo per colpa di Schicchi, o delle sue star.


Luca Bagatin



20 marzo 2013

"Aforismi bagatiniani" by Luca Bagatin



La verità è che l'amore fa star male ed io, nello specifico, sto già male di mio.
E' il linguaggio forbito, oggi, ad essere trasgressivo. Non certo quello da trivio.
Benedetto Croce, insigne filosofo, non si laureò mai.
Evviva gli autodidatti !!!!
O godi o Malagodi e, personalmente e libertariamente, preferisco la prima ipotesi.
Perché le cattiverie umane si riversano sempre contro le persone sbagliate e che non meritano di riceverle ?
Quando saremo riusciti a svelare questo mistero, solo allora, potremo dire di aver capito il senso della vita.
Non posso influire sul mio destino, ma, almeno, evitare che il destino degli altri mi travolga completamente.



16 gennaio 2013

E l'allodola disse al gufo: "Io sono sveglia e tu ?" (Sprazzi e Spritz di una storia d'amore): il nuovo libro di Andrea G. Pinketts e Laura Avalle

Lui è un uomo della notte; lei una donna che ama il giorno.
Lui è un quarantenne che vive con la madre ed il suo cane Benvenuto; lei una studentessa che vive con la sorella, ex Miss Muretto di Alassio.
Lui è un'ex promessa della boxe, poi diventato scrittore di una certa fama; lei un'aspirante giornalista.
Lui ama il fumo e la birra; lei detesta entrambi.
Lui ostenta smodata sicurezza ed egocentrismo; lei ostenta una certa insicurezza, per molti versi, tipicamente femminile.
Lui è un patito della soap opera "Vivere"; lei un'adoratrice del "TG5".
Lui ama il cinema, in particolare gli horror ed i b-movie; anche lei ama il cinema, ma rigorosamente storie d'amore strappalacrime. Ma entrambi amano i cartoni animati.
Lui è Andrea G. Pinketts, celebre scrittore di noir, lei è Laura Avalle, ribattezzata da Pinketts "Laura Downvalley", giornalista piemontese e direttrice di diverse testate della Guido Veneziani editore.
La loro è una storia d'amore. Vissuta dieci anni fa, ma raccontata solo oggi in un bellissimo libretto che si legge d'un fiato. Adatto per le coppie male assortite, quelle in crisi, ma anche e soprattutto per quelle che - nonostante l'amore sia finito - continuano a volersi bene.
"E l'allodola disse al gufo: "Io sono sveglia e tu ?" (Sprazzi e Spritz di una storia d'amore)"
è il lunghissimo titolo di questo breve ma intenso ed appassionato libro-verità edito dalla Europa Edizioni e scritto, a quattro mani, da Pinketts e dalla Avalle.
Un libro, per l'esattezza, scritto a metà: cinquanta pagine di racconto della loro storia d'amore scritte da Pink e cinquanta scritte dalla Downvalley.
L'idea nacque a lei, la Avalle, allorquando propose al suo ex fidanzato Pinketts di scrivere un diario - ciascuno per conto proprio - della loro storia d'amore, per poi rileggerlo assieme e rivivere le loro emozioni passate.
Alla fine ne è nato questo bel libro, in un'elegante veste editoriale illustrata da intriganti vignette curate da Elena Cesana, illustratrice in particolare di noir, che ritrae Pinketts e la Avalle come se fossero Humphrey Bogart ed Ingrid Bergman in Casablanca.
Un libro da non perdere, che vi farà sicuramente sorridere, appassionare ma anche riflettere sull'amore. E sul come vi possano essere coppie apparentemente mal assortite, i cui componenti hanno abitudini, stili di vita ed interessi opposti, ma legate da un sentimento che supera ogni possibile barriera. E, per dirla con Pinketts, ogni possibile birreria.

Luca Bagatin

PS: Andrea G. Pinketts è un amico che non ha mai amato le confidenze. Da quando lo conosco non ha mai raccontato nulla delle sue ex e questo libro, debbo sottolinearlo, mi ha fatto scoprire un lato "meno duro" e più "sensibile" del Pink Nazionale.
In compenso, da quando lo conosco, gli ho confidato molte delle mie storie passate, presentandogli anche una mia “ex ex”. Ma soprattutto sono riuscito a contagiare tutte le mie ex con i suoi libri.
E, anche per me, come per Pink, non tutte le ex vorremmo che fossero ex e rimpiangiamo "quel" fatidico giorno in cui fummo lasciati.
Fu per entrambi "un duro colpo per l'arte". 



Una foto d'annata datata aprile 2005


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini