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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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14 gennaio 2015

Intervista dell'artista Daniele Pacchiarotti allo scrittore, giornalista e attivista (anti)politico Luca Bagatin

Nell'intervista - a braccio, senza filtri e senza tagli - fattami dall'artista Daniele Pacchiarotti e realizzata dal fotografo Antonello Ariele Martone - parliamo di temi di scottante attualità: Massoneria, politica, (anti)politica, religioni e fondamentalismo, donne, mass-media, Risorgimento, Amore e Libertà, libertà civili e sessuali, arte, erotismo e molto altro.



23 ottobre 2014

Intervista esclusiva di Luca Bagatin alla modella ed attrice spagnola Maria José Peon Marquez


Il sorriso di una donna salverà il mondo dalle brutture dell'umanità.

Questo è il pensiero che mi sovviene ogni qual volta vedo sorridere una bella donna che talvolta cattura la mia attenzione.

E' allora che mi interessa indagare nel suo animo, capirne e carpirne la sua essenza sin quasi ad innamorarmene. Spesso artisticamente parlando.

E' accaduto anche questa volta, complice il sorriso di Maria José Peon Marquez, modella ed attrice spagnola di Siviglia, che ho avuto in questi giorni il piacere di intervistare amichevolmente, per promuovere la sua bellezza e la sua arte e farla conoscere al pubblico italiano.


Luca Bagatin: Dunque Maria, parlami un po' del tuo lavoro. So che sei principalmente una modella...

Maria José Peon Marquez: Ho trascorso molti anni di lavoro nell'ambito della moda. Sono prevalentemente una modella in ambito fotografico, di passerella ed anche d'arte, essendo musa di pittori e scultori, in Spagna. Ho interpretato anche ruoli d'attrice.


Luca Bagatin: Che tipo di lavori artistici ami di più ? Quali sono gli ultimi progetti ai quali hai lavorato ?

Maria José Peon Marquez: Il lavoro che preferisco è quello di modella fotografica, che per me è quello che trasmette meglio le mie emozioni e nel quale mi sento anche più a mio agio. Ho peraltro avuto la fortuna di lavorare con grandi professionisti quali Francisco Guerrero, Josué Nargo e Manuel Jimenez. Il mio ultimo lavoro di recitazione è stato per una rock band di Siviglia - i 4Sfera - dove sono stata protagonista del loro ultimo video dal titolo "Identidad". Sto inoltre lavorando in diversi cortometraggi.


Luca Bagatin: Le foto che ti ritraggono sono spesso molto sexy, erotiche. Che cos'è per te l'erotismo ? L'erotismo ti rappresenta come donna ?

Maria José Peon Marquez: L'erotismo può essere ovunque, in una fotografia, in un dipinto, in natura... E' un argomento molto vasto e non sempre necessita di essere rappresentato da una donna. Più che l'erotismo direi che nel mio lavoro preferisco usare la sensualità, con limpidezza e sottigliezza, curando molto l'eleganza.


Luca Bagatin: Quali sono le tue prospettive future, le tue ambizioni, sostanzialmente ?

Maria José Peon Marquez: Cerco di superare me stesso ogni giorno, ma godendo sempre il mio lavoro. Le ambizioni possono diventare ossessioni, quindi la mia ambizione è quella di godere di quello che faccio, imparando ogni giorno e crescere.


Luca Bagatin: Quali sono i tuoi hobby ed interessi ?

Maria José Peon Marquez: Ne ho moltissimi !! (ride). Ma posso dire soprattutto l'arte e la musica. Suono infatti il pianoforte e la chitarra e a volte amo comporre musica. Ho anche diversi progetti musicali, ti dirò, Luca. Poi mi piace molto scrivere ed in futuro mi piacerebbe pubblicare un libro con molti dei miei scritti. Infine devo dire che sono anche una sportiva e lo sport è la mia passione....e poi...mi piace ballare !!!. Nell'ambito del ballo ci sono anche alcuni progetti professionali che sto sviluppando. Il mio tempo libero lo dedico invece alla mia famiglia ed ai miei amici più cari.


Luca Bagatin: Che cosa ami scrivere, in particolare ?

Maria José Peon Marquez: Mi affido a riflessioni quotidiane sulla vita, l'amore, la fine di un amore...cose così. Scrivo anche poesie, versi e racconti.


Luca Bagatin: Che tipo di donna sei ? Come ti definiresti, come donna ?

Maria José Peon Marquez: Mi considero una donna moderna, cerco sempre di adattarmi ai cambiamenti, ma mantengo sempre il mio stile personale. Sono abbastanza esuberante, imprenditoriale e metto passione nel mio lavoro. Mi piace essere innovativa e creativa nelle cose che faccio.





Luca Bagatin



9 aprile 2014

"Certezze": aforismi di Luca Bagatin



L'unica cosa che amo della moda sono le modelle

Se una storia d'amore non può essere eterna, non voglio esserlo nemmeno io

Dieci anni fa mi sentivo quarant'anni. Oggi, che di anni ne ho trentacinque, me ne sento ancora quaranta. Quindi posso dire che, per me, gli anni non sono affatto passati

Il colore che amo di più è certamente il rosso e ciò per almeno quattro motivi: è il colore del garibaldinismo, del repubblicanesimo, del socialismo delle origini e, non per ultimo, dell'erotismo

Ho certezza di poche cose, ma, quelle poche certezze che ho, sono frutto dell'esperienza, del ragionamento e del sentimento




18 aprile 2013

Società inglobalizzata



Chissà se è poi vero che le dimensioni del pene maschile, per la gran parte delle donne, contano.
Uno studio sostiene che sia "la combinazione delle diverse caratteristiche fisiche a determinare quanto sia attraente un corpo" e non i singoli tratti.
C'è da augurarselo perché, altrimenti, a prevalere sarebbe una sciocca legge di "esteriorità", già sufficientemente abusata nella nostra società mediaticizzata e commercializzata da bisogni e mode indotte.
C'è da chiedersi il perché, un tempo, ad esempio negli Anni '60 e '70, andassero di moda modelli di donna burrose e formose, tipo Brigitte Bardot, mentre oggi trionfi l'efebismo e l'indistinzione di una magrezza senza contenuto né forma.
Per fortuna esistono purtuttavia le Laetitia Casta - che pur ha smesso gli abiti di modella - a smentire tale canone imposto !
Anche per i maschietti marca piuttosto male, fra esteriorità che li vogliono senza un filo di pancetta, possibilmente depilati e palestrati, senza barba e con capelli alla "faraone".
Assurdità moderne senza né capo né coda, invero, che snaturano scelte personalissime, magari autenticamente trasgressive e fuori dal tempo, oltre che dallo spazio.
E poi questo salutismo elevato a dogma: niente sigari né sigarette, niente grassi saturi, solo sushi (che fa tanto "radical chic" senza choccare più nessuno), footing e palestra. Ma che tristezza !
E fra un po' dovremo anche sorbirci la relativa "legislazione salutista", come in Francia, ove le bibite gassate e zuccherate sono ipertassate.
No, decisamente così non va.
Occorre forse ripensare e ripensarsi. Leggersi e autoanalizzarsi, anche se queste potranno sembrare parole vane.
L'interiorità - per troppo tempo - è stata relegata a ruolo marginale di una società dei consumi in continua involuzione. Telefoni, telefonini, ipad, televisione e per molti versi il web, hanno soppiantato una comunicazione fatta di scambi affettivi/introspettivi.
La crisi economica di oggi non è che uno specchio di tale involuzione, che ha sostituito ai rapporti umani una sorta di freddo paravento fatto di danaro a buon mercato da spendersi e spandersi sino a non averne più. Il vivere al di sopra delle proprie possibilità - per troppi anni - tanto propagandato dai mezzi di comunicazione di massa e dai governi, non ha fatto altro che portare alla situazione attuale.
La morte civile, sociale e politica di un'umanità schiava della pubblicità, dei media, dei modelli imposti e, quel che è ancor peggio, senza alcun futuro certo.

Luca Bagatin



18 luglio 2012

"Al prelievo del sangue": cortometraggio by Baglu



Ci sono molte cose che si possono osservare facendo la fila al prelievo del sangue.
Baglu ne osservava molte, di facce. Quasi tutte bruttine, tristi, alcune anche simpatiche. C'erano anche ragazze carine, questo sì.
C'era un ragazzo di colore molto nervoso che continuava a grattarsi le caviglie mentre chiacchierava con una ragazza.
Baglu li osservava, insistentemente. Poi fu la volta di un signore con la barbetta ma...Baglu non riusciva a credere ai suoi occhi: si trattava di Baldi. Com'era invecchiato dall'ultima volta che si erano visti.
"Speriamo che non mi veda", pensò fra sè Baglu. "Non mi va. Che poi finisce che ci facciamo sempre i soliti discorsi...No, non mi va. E' troppo invecchiato".
Accanto a Baglu una ragazza con gli occhiali intenta a leggere una rivista, e per lui fu istintivo allungare lo sguardo verso i fogli che questa teneva in mano, ovvero i foglietti della ricetta medica. Baglu, sui foglietti, scorse il nome della ragazza. Si chiama Germana.
"E lei, Germana, che dice ? Vedo che legge, bene, bene. E' una rivista di moda ? Ma si parla di crisi industriale....".
La ragazza lo guardò, perplessa, ritirò il giornale e indignata: "Ma che dice, è matto ?". Si alzò e si allontanò da lui che, senza scomporsi, rimase seduto sulla sedia della sala d'attesa, sorridendo cordialmente.
Una ragazza mora, con i capelli lunghi ed il camice da infermiera lo chiamò: "Signor Baglu, è il suo turno, venga !"
"La ringrazio, buongiorno. Dove mi metto, lì ?"
"Sì, prego, si sieda e allunghi il braccio qui sul lettino"
"Non devo mica togliere l'orologio ?"
"No, non serve"
"Ma, mi dica...Alessandra vero ? Lo vedo qui, sul suo tesserino. E' un po' una mia fissa quella di leggere i tesserini, di conoscere i nomi di chi mi sta di fronte..."
Alessandra gli sorrise: "Guardi, però, non abbiamo molto tempo...Devo farle il prelievo e c'è altra gente"
"Sì lo so. La gente è piena di impegni, di problemi...Ma lei pensa che non ne abbia anch'io ?"
"Di impegni ?"
"No, di problemi"
"Non so..."
"Ecco, no, le dicevo. Mi piacciono molto le sue scarpe, con il tacco, verdi, eleganti, proprio adatte a lei. Le osservavo già appena sono entrato. Verdi...però è curioso per una ragazza giovane come lei, forse, no ?"
"Veramente...beh, oggi è il mio compleanno"
"Auguri allora ! Ma che c'entra ? Vuole dire che lei non è giovane ?"
"Beh"
"Mannò, dai, lasci stare. Non mi interessa la sua età, ma per me lei è giovane. Che poi cosa vuol dire oggi essere giovani ? Prendiamo me, anzi, no, prendiamo lei, che avrà più o meno la mia età. Lei lavora qui come infermiera, ma là fuori ? Là fuori che fanno i ragazzi della nostra generazione ?"
"Eh, soccazzi...scusi la volgarità"
"No, infatti, infatti, ha detto bene: soccazzi ! Ma lo sa che a me già lo dicevano a sei anni ? Già quando avevo sei anni mi prospettavano il futuro della mia generazione. Che poi noi siamo anche giovani, però dopo i trent'anni chi è più giovane, in verità ? Nessuno. Solo a noi, della nostra generazione, ci chiamano ancora giovani ! E lo sa chi ci chiama così ? Quelli che oggi hanno il culo al caldo ! E ora scusi lei, la mia volgarità."
"Signor Baglu, lei è molto simpatico però...devo farle il prelievo, fuori c'è la fila"
"No, vabè, io la ringrazio, anzi, ti ringrazio, permettimi, Alessandra. Arrivederci, ciao, lasciamo perdere, oggi no, il prelievo proprio no".
Baglu le sorride, la ragazza risponde al sorriso.
Stranamente, lei, non pensa proprio che lui sia matto. Anzi. Lo si nota dallo sguardo sul quale, la telecamera, fa un primissimo piano, prima dei titoli di coda e della colonna sonora di chiusura.



21 gennaio 2012

"La mia vita è un Caos Calmo": Riviste al maschile per uomini inesistenti": monologo sociologico by Baglu



In questi giorni mi sono trovato fra le mani una copia di una nota rivista "al maschile".
Il numero di gennaio.
In copertina un belloccio zeppo di muscoli, a petto nudo, in blue jeans.
Titolone ad effetto: "La dieta fabbrica muscoli". Più sotto: "Sesso: stanotte toccala qui (e qui). Vabè, andiamo oltre, sfogliamola un po'.
Trovo un articoletto, di poche righe, in cui si parla di Facebook e di come uno studio della University College di Londra abbia dimostrato che, più amici hai in quel social network e più il tuo cervello sarebbe sviluppato. Si dice, infatti (?!?), che se hai tanti amici su Facebook allora vuol dire che anche nella vita di tutti giorni sei propenso ad avere molti amici...Mah, sarà vero questo studio ? Nella vita reale sono un orso, su Facebook ho molti amici perché non voglio far torto a nessuno ed accetto tutti, ma nella vita reale sono scarsamente propenso ai rapporti sociali. E sicuramente non sono un cervellone.
Passiamo oltre e non mettiamola sul personale.
Ecco che si sprecano gli articoletti (sempre di poche righe) in cui ti invitano a fare palestra, sollevamento pesi, mangiare sano e tornare alla natura anche se abiti in un monolocale in pieno centro a Milano.
Ah, ecco la rubrichina dedicata al sesso o, quantomeno, una delle tante. E' curata da una sessuologa.
C'è Matteo, un ragazzo di Roma, di 30 anni, che dice di avere una relazione con una ragazza da quattro anni e chiede alla sessuologa se esistono sostanze naturali che aiutino a ritrovare il desiderio e diano vigore alla vita di coppia.  Non ho ancora letto la risposta della dottoressa, ma Baglu gli risponderebbe: ma a che ti servono ? Hai trent'anni, cazzo ! Perché ti fai di queste paranoie ? Stai con una ragazza da quattro anni: inventati qualcosa ! Non ci stai bene ? Poniti delle domande. Non ti ecciti più con lei ? Lei non è più eccitata da te ? Ed allora andate in analisi e non fate domande sceme !
La sessuologa pare molto più posata di Baglu. Risponde che sì, queste sostanze esistono, ma non aiutano ad aumentare il desiderio (che scoperta, neh !), ma aiutano solo l'eccitazione sessuale. Conclude dicendo: "Iniziate a divertirvi più insieme".
Grande scoperta che un ragazzo di trent'anni nel 2012 non ha ancora trovato. Triste e molto.
Poi, un certo Gianni di Vicenza, scrive che la sua ragazza - dopo tre anni - gli ha confessato che fa la spogliarellista in webcam, ma solo per soldi. Ne è geloso e soprattutto si chiede se lei non possa passare dal "virtuale al reale". Ma lo chiede ad una rivista.
Ma perché non lo chiedi alla tua ragazza, caro Gianni di Vicenza ? Parlane con lei che poi, mi chiedo, dopo tre anni dovresti anche conoscere bene.
La sessuologa della rivista gli risponde più o meno come gli avrei risposto io.
Baglu non è un genio, nè ha mai conseguito lauree in sessuologia. Però si porrebbe quesiti un po' più seri e sicuramente non lo farebbe per mezzo di una rivista patinata modaiola.
Ecco, sì, modaiola, perché alla pagina successiva cosa vedo ? La rubrica del "prima" e "dopo", con un ragazzo che prima ci mostra com'era, sovrappeso, e poi com'è oggi, dopo palestre e diete. Che tristezza.
Baglu va fierissimo dei suoi chili di troppo (ed un giro vita in crescita: viva le praline al cioccolato post-natalizie !!!) perché si piace in quanto uomo, persona, essere umano pensante. C'è chi, invece, si inventa rubriche per invitare ragazzi a dire quanto sono felici oggi, più magri. Come se la virtù di un uomo si misurasse con il giro vita.
Beh, in effetti nella pagina successiva c'è la pubblicità di un vasetto di integratori per massa muscolare con tre gusti sorprendenti (minchia !) al cioccolato, fragola e vaniglia.
Ma il vecchio uovo sbattuto della nonna no ? Magari con l'aggiunta zucchero e qualche goccia di rhum come piace a me no ?
No, non fa cool. E soprattutto non fa vendere milioni di prodotti inutili e, alla lunga, persino dannosi (molto di più delle mie abbuffate di Sacher Torte mattutine, oh yeah).
Vado oltre, anche se mi sto rendendo conto che il mio nervosismo cresce e così la mia perplessità mista a tristezza.
E' questa la sbobba che si beve la mia generazione e quella dei miei figli e magari, peggio ancora, dei figli dei miei figli ?
Aspettate, c'è ancora tempo per incazzarsi sul serio.
C'è una pagina della rivista, infatti, in cui ti appioppano una tabellina con le calorie delle varie gomme da masticare. Sì, quelle che magari ti mastichi la sera, se sei incazzato e vuoi evitare di ingurgitare mezzo chilo di frittelle alla crema (visto che siamo nel periodo carnevalesco), oppure se così, vuoi concederti una pausa senza per forza fumarti una sigaretta. Ecco che scopri che proprio le gomme da masticare che mangi tu, che ti piacciono e che costano meno delle altre, contengono un fottio di calorie !
Ecco che una rivistina del put ti fa sentire in colpa e ti "consiglia" di acquistare quelle con il frloruro del menga o con il sodio di potassio che fa tanto bene alle arterie del tuo cervello anche se sei un'ameba.
Ufffffff......mi mastico una gomma delle più caloriche e proseguo nell'analisi sociologica di questo prodotto editoriale ad alto contenuto diseducativo ed innervosente per maschi che, sono arrivati a trent'anni per capire che sono stati trent'anni sprecati.
Ecco la pagina con le donnine seminude. Brasiliane e nelle pose più scontate ed imbarazzanti. Ecco poi la pagina del belloccio in copertina muscoloso. Apprendo che è un noto (ah sì ?) rugbysta che nell'intervista dice che era mingherlino (ma comunque alto !) e che lo sport lo ha fatto diventare così. Un uomo bionico per il quale non proviamo nessuna invidia: preferiamo un corpo normale ad una corazza di muscoli nei quali ci sentiremmo troppo stretti. E soprattutto qualcun altro. Magari un rugbysta ex mingherlino, ma comunque alto.
La successiva rubrica del cocktail è modaiola, ma comunque degna di interesse.
Ma siamo a metà rivista.
Sorvoliamo sui consigli relativi al sollevamento pesi per approdare al "toccala qui, lì, per dilà e falla godere". La rubrica, invero, si chiama "Navigatore erotico".
C'è una donna nuda, a mò di mappa, tanto per far capire al lettore su "che cosa" andrà a "navigare".
Le labbra per il "navigatore dell'orgasmo facile" sono "il centro del mondo": ma quale scoperta !!! Beh, in effetti in giro ci sono maschi convinti che "il centro del mondo" sia il punto G: salvo non sapere ove esattamente si trovi.
Poi si passa al seno ed ai capezzoli, ovvero a come e perché stimolarli e poi, viva via, al resto del corpo.
Ora, io mi chiedo: ma non è più bello, per un uomo o per un ragazzo, magari alle prime armi (perché certi consigli mi sembra possano valere solo per inesperti o giù di lì), soprire via via il piacere di fare l'amore (non uso il termine sesso, perché non mi piace e sono un bacchettone in certe cose) con una donna ? Scoprire il piacere di eccitarla massaggiandole il collo, anche con le labbra, i capezzoli, il seno, le orecchie, i glutei e via via discorrendo ?
Occorre il "Navigatore erotico" preconfezionato su carta patinata con tanto di illustrazioni ????
Accanto al "Navigatore" c'è una rubrichina patetica che dovrebbe far sorridere, con aforismi volgari quanto privi di ilarità:
"LA VERITA' SALTA...FUORI: L'uomo lavora...duro !"
"IL DADO E' TRATTO: Un contatto con tette procura un con-tatto coatto a prescindere dall'impatto che sia duro o con-tatto".
Ma l'apice della mia tristezza è raggiunta con al famosa "dieta fabbrica muscoli" che ti fa perdere solo grasso. Ed anche la voglia di farla, aggiungerei io.
Si parte dalla prima colazione, che ti invitano assolutamente a fare, perché altrimenti ti abbufferai a pranzo. Cheppalle ! E ti invitano, soprattutto, a bere alla mattina, appena sveglio.
Mi dica chi di voi riesce a bere, la mattina, appena sveglio. Bere acqua, dico, non un semplice caffè.
Ricordati, poi, di mangiare cibo integrale, la mattina !!!! Non la Sacher Torte con la panna che, è tanto buona e che ti farà vivere e morire contento, no !!!! Mangia la sbobba per cavalli !
Mangia pane integrale, con un velo di burro e marmellata o miele e soprattutto: tostalo prima ! Insomma, è un cibo triste, se sei una buona forchetta, ma ti conviene fartelo piacere.
Ah e: non dimenticare di misurare il girovita ogni mattina ! Così ti sentirai in colpa se supererai i 102 cm. Se però sei Baglu o come Baglu, te ne fregherai altamente ed anzi, lo troverai un traguardo da superare, ogni giorno, tanto per mandare a quel paese - a colpi di panciate - i fighettini delle riviste patinate per maschi insicuri.
Vabè, poi passiamo agli spuntini: mangiare ogni tre ore. Ma come fai a mangiare ogni tre ore, io dico. Lavori e, dopo tre ore, mangi ? Ma che schifo. Ma ti distrai, ma ti fa venire sonno, ma ti fa sentire così pieno che a pranzo non avrei voglia di mangiare....
Ecco, lo scopo è proprio questo: mangiare poco a pranzo (sob..sob...).
Se proprio devi andare al bar prendi una barretta di cereali. La regola insomma è sempre quella: mangia come i cavalli. Guardali, sono slanciati, belli, con una folta chioma, hanno il muso lungo...ecco, appunto, hanno il muso lungo.
Noi siamo uomini, dico io, e non siamo fatti per vivere come cavalli e se proprio vuoi diventare come un cavallo allora guardati "Cavalli si nasce" di Sergio Staino, almeno ne uscirai con un po' di cultura in zucca.
Ma, siamo al pranzo fuori casa: carni bianche, pasta di grano duro a basso indice glicemico (stop all'ottima pasta all'uovo, magari fatta in casa, senza le merdacce industriali a basso contenuto del put).
Tralascio un sacco di punti che però mi sono letto, tutti alquanto tristi per ottime forchette che vogliono vivere da uomini anzichè come bruti cavalli capelloni...per arrivare al punto che mi ha fatto letteralmente gridare: "cena dai giapponesi".
NOOOOOOOOOOOOO
AHHHHHHHHHHHHHH
AHAHAHAHAHAHAHA
Sì, mi sono messo a gridare, poi a ridere convulsamente. Non ce l'ho fatta, ho gettato a terra la rivista e mi sono persino rotolato sul pavimento (vale come esercizio fisico ?).
Questa moda del giapponese addafinì ! Sarà leggera quanto vuoi, sarà buona, ipocalorica, ma non siamo in Giappone. E non siamo cavalli. Questi i due punti fermi della nostra analisi che ci è costata qualche ingrossamento del fegato, parecchie gomme da masticare e qualche sigaretta.
La rivista non è terminata, ma, sfogliandola, ho trovato anche i consigli per eliminare i "difetti che non sopporti", con anche inviti alla chirurgia estetica. E poi pare che uno studio abbia rilevato che il 50% dei maschi non sia contento del proprio aspetto fisico, soprattutto giovani.
Beh, sappiate, cari membri di questo 50% che, sin tanto che continuerete a pensarla in questo modo, non sarete uomini, ma business. Business utile alle rivistine patinate, alle industrie farmaceutiche orientate all'estetica (quale estetica ? secondo quale modello ?), dei prodotti per aumentare il tono muscolare, per aumentare il desiderio sessuale, per sembrare più belli, ma in realtà più idioti.
Curate la vostra interiorità, cari maschietti, specie più giovani, che è sempre più assente.
Le donne - strano ma vero per qualcuno - si conquistano con l'intelletto, prima che con il fisico. Prima lo capirete e prima crescerete.
Chi vi scrive, a 14 anni, non si piaceva. Eppure, a detta dei più, era "un figurino". Ma la sua interiorità era sgraziata, assente, da maschio-ameba.
Una volta curata quella, vedrete che vi sentirete bellissimi. Bellissimi perché voi stessi, con la vostra panzetta, con le vistre fossette al mento, con le borse sotto agli occhi, con la vostra muscolatura cadente. Ma sarete sicuri di voi stessi, ovvero smaglianti proprio perché ve ne fregate delle smagliature: vostre ed altrui.
E sù, non rompete tanto le palle con la storia della cura del corpo: pensate a Charlie Chaplin ed alle sue conquista sino a tarda età senza ricorrere a chirurgia estetica, a diete o al Viagra.
Sorridete di voi stessi e fate sorridere. Ed avrete successo.
I miei consigli, ovviamente, sono come sempre gratuiti e per questo, forse, più sinceri di tanti altri.



5 dicembre 2011

Intervista di Luca Bagatin a Marta Pellizzi: ideatrice di ALLforFASHION


Marta Pellizzi è una ragazza di 22 anni come molte altre.
Nata al sud, vive attualmente ad Imola ed è diplomata all'Istituto tecnico per geometri della sua città. Ama essere creativa, realizzare rose di carta crespa, la moda e fare volontariato.
Marta ha però un problema da quattro anni: è ipovedente.
Ciò, purtuttavia, l'ha spronata a darsi da fare proprio nei settori che ama di più: la moda ed il volontariato. E li ha voluti fondere nel progetto ALLforFASHION, ovvero un'iniziativa con lo specifico scopo di integrare al mondo della moda chi è disabile.
Ma cerchiamo di capire, proprio da lei, gli scopi del progetto e qualche cosa di più della sua vita e delle sue ambizioni.

Luca Bagatin: Dunque, Marta, raccontaci qualche cosa in più di te. Ad esempio: come è nata la tua passione per la moda ?

Marta Pellizzi: Fino a qualche anno fa non immaginavo nemmeno lontanamente di avere a che fare con questo mondo, lo sentivo distante da me e non lo percepivo come mio. Poi un giorno, dopo parecchi mesi che entrai nel mondo della disabilità, incominciai ad informarmi su come la moda si interessasse alle persone con un handicap e feci molte ricerche sul tema. Scoprii come il mondo delle passerelle non citava nemmeno chi ha un problema, venni a conoscenza solo di rari casi come concorsi aperti a chi è in sedia a rotelle o casi di sfilate che hanno visto modelle con disabilità come protagoniste. Mi resi conto che c'era bisogno di uno scossone, di qualcosa che potesse attirare l'attenzione. Decisi di seguire un corso di portamento e di informarmi leggendo articoli di moda. Creai quindi questo innovativo progetto che unisce la disabilità al mondo che la esclude. La mia, più che passione, è voglia di rivincita in un ambiente che tende ad escludere le persone apparentemente imperfette. Trovo che non sia giusto escludere una bellezza “diversa”, in fondo la bellezza è un qualcosa di soggettivo, che può avere varie forme ed è per questo che seppur diversa rimane tale.


Luca Bagatin: Non pensi che la moda tenda a massificare gli individui ? A condizionarne troppo le scelte individuali, a partire proprio dal personalissimo gusto nel vestire ?

Marta Pellizzi: La moda tende ad uniformare gli individui, ma non per questo non deve essere seguita. A mio avviso la moda, intesa come sfilate e grandi stilisti, dovrebbe mandare messaggi più vasti che parlano anche di disabilità e cioè dovrebbe avere nuovi orizzonti da varcare ed obiettivi da raggiungere. Se la moda introducesse più modelle e modelli con disabilità, la società verrebbe in qualche modo sensibilizzata e si vedrebbe con meno pena chi ha un handicap. In realtà ciò non viene fatto.


Luca Bagatin: Ad ogni modo, oltre alla moda, hai la passione per la scrittura, per il giornalismo. Puoi parlarcene ?

Marta Pellizzi: Scrivere è una passione a cui non rinuncerei per nulla al mondo. Ho incominciato a scrivere i primi articoli a marzo di quest'anno e poi, vedendo che i pezzi venivano apprezzati, ho continuato. Principalmente mi interesso di argomenti che coinvolgono il tema della disabilità, iniziative socio-culturali e di organizzazioni. Scrivo molto per i quotidiani online, anche se ho ottenuto numerose pubblicazioni su giornali cartacei. Nonostante io non abbia una preparazione specifica ho studiato da autodidatta l'argomento e mi esercito molto con la scrittura e la lettura. Di certo non voglio limitarmi a questo, ma aspiro a diventare una giornalista professionista. Mi iscriverò presto all'Università e intraprenderò la facoltà di lettere e filosofia a Bologna.

Luca Bagatin: Che cosa significa essere ipovedenti ? Quando ti sei resa conto di esserlo diventata ?

Marta Pellizzi: L'ipovedenza non è una malattia, ma è una condizione per cui si ha una ridotta capacità visiva. Io vedo molto poco, inoltre il mio campo visivo è molto, ma molto ridotto. Questa mia condizione è una conseguenza ad un grave problema di salute che mi ha portata a perdere la vista. Mi sono accorta di avere questo grave problema proprio perché avevo perso quasi totalmente la vista. Se non fosse per la perdita della vista non mi sarei mai accorta di quello che avevo e forse non sarei nemmeno qui a parlarne.

Luca Bagatin: Il progetto ALLforFASHION intende dunque includere qualsiasi tipo di disabilità ? Al momento vi sono molte modelle e modelli che ne fanno parte ?

Marta Pellizzi: Il progetto, vorrei specificare, in concreto vuole realizzare una sfilata di alta moda preceduta da sessioni formative di portamento e dalla realizzazione di un book fotografico per i partecipanti. La sfilata è fissata per settembre 2012 e sarà realizzata a Bologna, ci saranno sette modelle e sette modelli, ognuno con diversa disabilità. Per partecipare alla sfilata ed essere quindi scelti per partecipare al corso gratuito di portamento, posare per il book anch'esso gratuito e sfilare, bisogna superare una selezione. Questa selezione, chiamata anche casting, avverrà a gennaio-febbraio ad Imola. Le iscrizioni al casting sono aperte e si chiuderanno a fine dicembre, per cui sono bene accette le candidature di chi fosse interessato. Si possono trovare informazioni sul casting visitando il sito www.allforfahion.it. Le iscrizioni e le richieste di iscrizioni fino ad pervenute sono numerose, anche se noto che le richieste da parte dei maschietti sono in numero minore rispetto a quelle delle ragazze.

Luca Bagatin: Il tuo è sicuramente un progetto ambizioso e che sicuramente necessita di ingenti risorte umane ed economiche. Come intendi farvi fronte ? Sei supportata anche da qualche associazione di volontariato ?

Marta Pellizzi: A questo progetto lavoro da mesi ormai e sono ben consapevole delle risorse che sono necessarie per la realizzazione. Per le risorse umane mi appoggerò alle associazioni che frequento e ciò per avere un supporto nella sfilata e nelle attività che la precedono. Per il resto si, ho sino ad ora raccolto l'appoggio dell'associazione di promozione sociale MapAbility che ha sede a Pavia e che con entusiasmo ha condiviso gli ideali e lo spirito dell'iniziativa. Ho anche dei partner e l'appoggio della nota Accademia di Moda di Napoli che si è resa disponibile per la realizzazione degli abiti da sera da far indossare alla sfilata. Insieme a me c'è anche il direttore artistico Pasquale Esposito che si occuperà della direzione artistica di tutto ciò che riguarda la sfilata. Per le risorse economiche non ho ancora raccolto i fondi necessari, sono infatti da poco alla ricerca di sponsor che possano supportare il progetto e el spese necessarie. Colgo infatti l'occasione per comunicare che si accettano proposte da parte di aziende che vogliano aiutare la realizzazione dell'evento ed invito tutti a visitare il sito dedicato al progetto: www.allforfashion.it. Mi preme ricordare che il progetto non ha finalità lucrative ma ha scopi di sensibilizzazione ed integrazione.


Luca Bagatin



7 settembre 2011

Intervista esclusiva alla modella Erica Melargo firmata da Luca Bagatin



Erica Melargo, modella, sarda d'origine, simpaticissima ed acqua e sapone. E' un volto nuovo della televisione.
Un curriculum decisamente corposo il suo: laureanda in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università La Sapienza di Roma; ha seguito il corso di formazione politica della Scuola 2010 di Liberalismo vincendo la Borsa di Studio della Fondazione Luigi Einaudi per Studi di Politica ed Economia di Roma. Ha lavorato presso la Camera dei Deputati come assistente parlamentare e ha collaborato inoltre, con la Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa per la traduzione italiana ufficiale del Codice di soft law internazionale di Buona Condotta in materia elettorale. Conosce, oltre all'italiano, ben quattro lingue.
Il grande pubblico se la ricorderà per aver interpretato il ruolo di Sally, l'insegnante d'inglese perfezionista di Gigi D'Alessio in uno spot andato in onda sulle reti Rai.


Luca Bagatin: Ma, facciamoci dire da lei, chi è, veramente Erica Melargo?

Erica Melargo: Da questa tua splendida premessa non può che trasparire con chiarezza una prima “anima” di Erica Melargo, quella che non riesce a staccarsi dai libri, “i libri godono di eternità” - dice lo scrittore israeliano Amos Oz – e di questo ne sono fermamente convinta anche io. In ogni libro c’è sempre un po’di noi e poi, attraverso la penna dei più diversi scrittori scorre tutto un mondo, tutta una vita che altrimenti non potremmo interamente sperimentare, né conoscere, né avvicinare, se non altro, non in poche ore, o giorni. Ho una passione per i viaggi e per le lingue straniere (è da un po’ che mi gira per la testa e penso che quest’anno inizierò a studiare anche un po’di lingua araba). Adoro il mio percorso di studi per il suo carattere interdisciplinare e sempre aperto al fermento del mondo in ogni suo aspetto e poi ho appreso tantissimo dalle diverse esperienze che ho portato avanti nel corso di questi anni.

C’è poi una seconda anima ed è quella artistica che è parte di me: Erica che a 15 anni ha iniziato a muovere i primi passi sulla passerella. Quella parte di Erica che ama fortemente il teatro e l’arte in tutte le sue forme. Per oltre 8 anni ho studiato danza modern-jazz, classica e - con particolare passione - latino-americana. Ho lasciato da 3 anni e non nascondo che mi manca moltissimo. Nel frattempo ho studiato recitazione teatrale, televisiva e cinematografica. Fin dai miei primi spettacoli di danza e Musical con Alex La Rosa, ho sempre avuto una passione per il teatro. Passione anche in parte trasmessa dal mio bisnonno che fino all’età di 90 anni scriveva copioni teatrali. Il teatro ha il potere di catapultarmi virtualmente in un’altra dimensione, è un crocevia di emozioni per l’attore che deve riuscire a trasmetterle al meglio e genuinamente e per il pubblico che spente le luci deve “riceverle” ed emozionarsi. Ciò che a parole non si spiega, perciò consiglio sempre di andare a teatro.

Nel complesso Erica è forse…veramente un turbine di passione, impegno per qualsiasi cosa faccia e tanto, tanto entusiasmo e voglia di imparare, conoscere, “divorare la vita” in ogni suo aspetto e cercando sempre, sempre e ripeto sempre di regalare e lasciare un’emozione, un sorriso alle persone che fanno parte della mia vita e a tutte quelle che non ne fanno parte in prima persona ma che posso incontrare in tante occasioni.


Luca Bagatin: Preferisci il mondo della televisione o quello della moda?

Erica Melargo: Sono due mondi diversi, due modi diversi di esprimere me stessa.

Ho iniziato da piccola con la moda e certamente è un mondo che mi piace per il maggior grado di creatività che riesce a trasmettere e per la possibilità di girare il mondo. Sulle passerelle, così come sulla cartellonistica e sulle pubblicità di ogni tipo si vede il prodotto finito. Dietro tutto, oltre a noi modelle, c’è il lavoro di altre migliaia di persone, teste pensanti e intellettualmente vivaci – direi - che non smettono mai di stupirci. Dietro ciascun abito, ciascuna campagna c’è sempre una lunga storia: viaggi, libri, vita, arte ecc. ecc. ecc.

Però, se dovessi scegliere, ti direi che preferisco il mondo della televisione per la maggiore possibilità che da di veicolare informazioni, stati d’animo, messaggi, parole in positivo e in negativo, la tv ha mille volti e a me piacerebbe poter regalare sempre qualcosa di bello e positivo.


Luca Bagatin: La tua collega Metis Di Meo mi disse che nel cast della trasmissione "Un giorno in divisa" - dedicata alle Forze Armate ed al 150esimo dell'Unità d'Italia - che andrà in onda sulle reti nazionali, ci saresti dovuta essere anche tu, come intervistatrice. Ma quando andrà in onda "Un giorno in divisa"?

Erica Melargo: Colgo l’occasione per salutare Metis, una carissima amica, oltreché donna meravigliosa e vera professionista con una carica vitale inesauribile. Per quanto riguarda il programma “Un giorno in divisa”- che andrà in onda nella prossima stagione - sì, ci sono anche io come intervistatrice per la parte istituzionale. In quello che sarà un “viaggio” teso ad avvicinare l’intenso quotidiano delle forze armate ai cittadini grandi e piccini, io mi occuperò di strappare alcune curiosità a coloro che di solito vediamo solo in contesti cerimoniali o comunque sempre circondati da quella formalità che richiede il protocollo. I più alti esponenti delle rispettive forze armate nonché alcuni Ministri e Sindaci delle città che le ospitano potranno raccontarsi e raccontarci come si svolge un’intera giornata in divisa.


Luca Bagatin: Nel tuo curriculum è evidente il tuo interesse per la politica e per gli ideali liberali. Che ne pensi della politica oggi? C'è spazio, in Italia, per un'area liberale?

Erica Melargo: Ho sempre avuto un forte interesse per gli affari correnti. Al punto in cui siamo, penso sia sotto gli occhi di tutti un colore dei tempi abbastanza confuso e frammentato. La politica, in senso lato e non ideologico, deve ritrovare il suo senso originario, deve essere in grado di avere una più alta funzione pedagogica, etica e di arricchimento della consapevolezza delle persone circa i problemi collettivi. Su temi di così grande rilevanza quali quelli che riguardano noi uomini, tutti, nessuno escluso, è un vero peccato perdere la bussola. Credo che si perda sempre troppo tempo a recriminarsi a vicenda, fare e disfare in un continuo gioco distruttivo, oltreché competitivo. Sarebbe necessario un po’ più di rispetto reciproco, complementarietà, lungimiranza e attenzione a superiori valori umani.

Lo spazio c’è per le diverse aree che compongono l’Italia politica. In questo momento credo sia importante comprendere che i problemi si possono risolvere anche attraverso l’integrazione e la proposizione di soluzioni diverse e senza mai scordarsi di cooperare ognuno con il proprio ruolo.


Luca Bagatin: Erica Melargo, Metis Di Meo...due volti nuovi della televisione italiana.
Due "rosse" rampanti, verrebbe da dire.
E' superata, a tuo parere, l'epoca delle "more" e delle "bionde"?

Erica Melargo: Credo di sì o almeno lo spero. Mi sembra di avvertire che per quanto riguarda il mondo della tv e della moda in generale, si stia superando gradualmente l’epoca delle classificazioni “per forza” e questo mi rende felice. La bellezza di una donna è tale per una molteplicità di aspetti che vanno ben oltre il solo colore dei capelli che a mio parere è accompagnato – se non dalla personalità che si scopre in un secondo momento – quantomeno da una certa dose di fascino, naturalezza e poi la singolarità che appartiene ad ognuna di noi. Quindi, preferenze personali e maschili a parte, a mio parere, spazio alle more, alle bionde e finalmente anche a noi rosse.


Luca Bagatin: Che cosa vorrebbe fare "da grande" Erica Melargo?

Erica Melargo: “Da grande” ti racconterò.


Luca Bagatin



1 marzo 2010

QUAL E' IL MISTERO DELL'HOTEL "LA CORRIDA" ? racconto by Luca Bagatin

Come vi prennunciai nel post del 20 febbraio scorso, ho deciso di pubblicare il racconto (la cui mia prima stesura risale al 1998) che avrei voluto proporre al concorso IoScrittore, ma che, per motivi di parametri ristretti non ha potuto partecipare.

Trama

In effetti non è cosa semplice narrare un film al proprio produttore cinematografico.
Tanto più se il film è grottesco, assurdo e alquanto sconclusionato. Per quanto affatto privo di stupecafenti colpi di scena degni di un vero e proprio trhiller poliziesco.
E' purtuttavia ciò che tenta di fare Harry Mellish, autore e regista alter ego o - che dir si voglia -  parodia di Woody Allen, in questo particolarissimo racconto il cui "cuore" è la narrazione del film stesso.
Un film/racconto costruito come sceneggiatura: ambientato nell'hotel di una Barcellona senza tempo in cui si alterneranno aspiranti modelle, un compassato detective privato, noti stilisti, improbabili mafiosi, fotografi perfezionisti e bellissime amanti dai gusti sadomaso, in un crescendo di colpi di scena grotteschi come in un vero e proprio Circo Barnum.  
Ma tutto ciò nasconde un mistero: che cosa si cela - infatti - dietro all'Hotel La Corrida ?




Allora, Bill, iniziamo dai titoli di testa…


LA PARAMOUNT PRODUCTION PRESENTA:


Qual è il mistero dell’Hotel La Corrida?

Una storia di mafia, di donne, di moda, di sesso al limite del paradossale e del ridicolo

UN FILM DI HARRY MELLISH




Henry Humprey passeggia per le vie di Barcellona alla ricerca del “suo uomo”.
Sigaretta tra le dita, impermeabile alla Marlowe, sguardo smorto e triste: questo il nostro investigatore privato stile anni ‘40. Era di New York, cinquanta anni circa e al momento lavora per conto di un certo Louis di New Orleans che ha perso la ragazza, fuggita a Barcellona con un italiano pieno di soldi.
Ah, le donne! Perdono sempre la testa per uno pieno di soldi!
Henry è appunto sulle tracce di questo riccone e magari pure mezzo mafioso di italiano. Louis gli ha fornito un indirizzo di Barcellona ove ritiene possa trovarsi la ragazza, Mina, è il suo nome.
Henry continua a passeggiare avvolto nel suo impermeabile e si accende la seconda sigaretta, una di quelle senza filtro che con due tiri ti senti già al settimo cielo. Ama le emozioni forti, Henry! Gli piace anche bere, ma di questo parlerò a tempo debito.

Esterno giorno: Debby passeggia con tre o quattro borse piene di abiti. La ragazza non avrà che vent’anni, occhi grandi, sguardo vispo e allegro, trucco leggero, abiti metallici che le mettono in risalto il prosperoso seno con  capezzoli appuntiti sui quali brillano due diamanti rossi e lucenti.
Entra in un enorme hotel del centro denominato “La Corrida”. La hall è stata adibita a studio fotografico.
Un ragazzo dal fondo della hall, con fare femmineo si rivolge alla nostra eroina: - Debby, in ritardo anche oggi, cazzo! Se hai le tue cose, stattene a casa, tesoro, che non abbiamo bisogno di gente come te! -
- Smettila di rompere Miguel, e cominciamo il servizio! - risponde lei spazientita.
Miguel è alla macchina fotografica, Debby si slaccia gli abiti metallici abbassando una cerniera: ora possiamo vedere che il suo seno non è poi tanto prosperoso e i capezzoli appuntiti non erano che un’illusione dell’abito.
In pochi secondi si infila un lungo abito da sera nero molto aderente che le mette in risalto il sedere rotondo e bello sodo (questa volta non fasullo!). Miguel scatta alcune foto di lei in diverse pose. Poi Debby cambia abito: un completino sadomaso da schianto con tanto di borchie e catene...e frustino naturalmente. Miguel continua a scattare finchè lei...:
 - Basta, Miguel, sono stufa, sono ore che lavoriamo senza sosta! E poi sono stufa di essere fotografata così, mi sento ridicola! -
- Ho capito, tesoro, hai le tue cose, e va bene, facciamo una pausa di trenta minuti, va bene. -
Poi la prende per il collo e le dice:
 - Ascoltami bene, piccola, se hai intenzione di mandare a monte il mio servizio io ti strangolo! Lo sai quanti cazzo di fottuti soldi ho dovuto spendere? Lo sai, troietta da quattro soldi? -
- Lasciami, mi fai male, brutto frocio di merda! -
Miguel la guarda con odio e le sferra uno schiaffone che la fa cadere a terra con tanto di filo di sangue che le esce dalla bocca, poi le dice:
- Puttana! Con me hai chiuso! - E se ne va via adirato.

Interno notte: hall dell’hotel “La Corrida”.
Pedro, un uomo sulla trentina, entra nell’hotel e si dirige verso la reception.
Poggia la sua enorme valigia a terra e suona il campanello posto sul tavolo.
Poco dopo compare il portiere, un anziano signore sulla sessantina con giacca rossa d’ordinanza:
- Desidera, signore? - chiede il portiere.
- Vorrei una stanza -
- Ha una prenotazione a suo nome, signore? -
- Veramente no...Mi chiamo Pedro Martinez. Eccole un documento. -
- Bene, signore, eccole le chiavi della 315. Fernando, accompagna il signor Martinez alla 315. -
Il facchino prende la valigia con qualche difficoltà dato l’enorme peso e accompagna Pedro alla 315.
Pedro poggia la valigia sul letto e corre a farsi una doccia.

Henry Humprey passeggia avvolto dalle tenebre quando d’un tratto vede l’insegna luminosa di un pub: “Folies”. Vi entra e si siede al banco.
Ordina un whisky doppio con ghiaccio, lo beve d’un sorso e si accende l’ultima sigaretta del suo pacchetto.
Intima poi all’oste di avvicinarsi e questo si china verso di lui.
- Hai mai visto questa ragazza? - chiede Henry in perfetto spagnolo mostrandogli una foto di Mina e allungandogli un bigliettone da 100 dollari.
- E’ la ragazza di Antonio Ripamonte, il boss del quartiere. Un uomo molto pericoloso. Amico, ti consiglio di stargli lontano il più possibile se non vuoi ritrovarti disciolto nell’acido come è capitato a Carrasco, il barbiere il mese scorso -
- Che aveva combinato questo Carrasco? - chiede Henry.
- Non aveva pagato le tasse - risponde tranquillo l’oste.
- Evasore fiscale, eh? -
- In un certo senso -
- E dove alloggia questo “esattore delle tasse”? -
- All’hotel “La Corrida”, in pieno centro città -
- Sta con la ragazza?-
- Che cazzo vuoi che ne sappia io, amico, mica mi impiccio dei cazzi altrui! - risponde l’oste spazientito.
Henry fra sè: - Proprio come mi aveva detto Louis -
- Che hai detto? - chiede l’oste ad Henry.
- Ma fatti un po’ i cazzi tuoi, oste della malora! - risponde Henry con la sua solita flemma.
Paga il conto ed esce dal pub.
All’uscita lo bloccano due energumeni che lo spintonano e quasi lo gettano a terra.
- Sei un poliziotto? - gli chiede uno di loro.
- Agente privato Henry Humprey - e mostra loro il suo tesserino di riconoscimento.
- Sbirro, un uccellino è venuto a dirci che vorresti la ragazza del nostro capo, non è così? - gli fa, ironico, uno di loro.
- Un uccellino? Questo, forse? - dice Henry e gli sferra un calcio sotto la cintura.
L’energumeno si porta una mano lì e si lamenta, un altro estrae un coltello ma Henry, più veloce, riesce a disarmarlo. Il coltello cade a terra. Ora Henry estrae la sua pistola dalla giacca e la punta loro contro dicendo: - Dite al vostro capo che mi farò vivo al più presto -. Intasca la pistola nell’impermeabile e se ne va con le mani in tasca e camminando con passo tranquillo.
L’energumeno disarmato raccoglie il coltello precedentemente caduto e si sferra contro la schiena di Humprey. Henry, tuttavia, con scatto fulmineo si gira, estrae la pistola che aveva intascato e gli spara ferendolo ad un braccio.
- Ah, cazzo! - esclama il manigoldo.
- E che ti serva di lezione, ragazzo. Mai mettersi contro uno più vecchio di te di vent’anni - dice Henry che riprende il suo tranquillo cammino lasciandosi alle spalle i due malandati energumeni.

Interno giorno hotel “La Corrida”:
Debby scende le scale dell’hotel con una borsa voluminosa di abiti.
Ad attenderla c’è Miguel spazientito e una modella seminuda.
Lo sguardo di Debby si posa subito sulla modella dal corpo perfetto che  le sorride.
- Avanti principessa, avanti! Le sono passate le sue cose? Possiamo riprendere il servizio oppure desidera cappuccino e cornetti per ridestarsi dal suo profondo sonno ristoratore? - dice Miguel rivolgendosi a Debby.
Debby pare cadere dalle nuvole e soprappensiero: - Grazie, ma preferirei del ciocc...Oh! Scusami Miguel, caro...scusami...em...riprendiamo il servizio, và -
Miguel le rivolge un sorriso sarcastico e dice rivolgendosi all’altra modella: - Riprendiamo, và! La principessa è ritornata nel mondo reale -
- Questa è Gaia, tesoro, e lavorerà con te per il resto del servizio. Spero andrete d’accordo, perché se c’è una cosa che non sopporto è vedere due galline che starnazzano insultandosi a vicenda! -
- Due galline? - dice Gaia con la sua voce vagamente rauca.
- Puoi giurarci, Miguel, andremo d’accordo come...due angioletti - dice Debby sorridente ed emozionata.
- Lo spero bene, principessa sul pisello - risponde Miguel. - E adesso due minuti di pausa e poi si comincia - e si dirige verso l’uscita dell’hotel accendendosi una sigaretta.
Gaia si rivolge a Debby: - Se c’è uno che sta sul pisello quello è proprio lui, quello stronzo! -
- Non ti preoccupare, è fatto così. Lavoro con lui da alcune settimane e mi ha già picchiata perché mi ero stufata del suo perfezionismo maniacale da checca isterica e mi ha anche licenziata. Per fortuna poi le sue cose gli sono passate e mi ha riassunta. E’ uno stronzo, sì, ma quando gli passa l’incazzatura si può riprendere a lavorare e lavorare è quello che mi serve in questo momento. Altrimenti come mi mantengo? E poi chi me li compra gli abiti firmati -.
- Presumo quindi che tu non sia fidanzata....- dice Gaia.
- Fidanzata? Assolutamente no - risponde Debby con enfasi.
- Siamo in due allora. Quà la mano, socia! - dice Gaia stringendole la mano.
Le due si guardano fisse negli occhi...languidamente...si sorridono, si avvicinano l’una all’altra e...Entra Miguel: - Avanti, tesori, vestitevi, amori, si comincia... PRESTO! -.

Interno giorno stanza 315:
Pedro si sistema la cravatta davanti allo specchio della sua camera d’albergo. E’ vestito molto elegantemente con giacca e pantaloni blu scuro.
Si dirige verso il letto sul quale è posta la sua enorme valigia. La apre e ora possiamo vedere la canna di un fucile con silenziatore diviso in tre parti. Pedro provvede ad assemblare le parti. Lo lucida e lo pulisce sia internamente che esternamente. Lo prova, lo osserva e successivamente lo smonta e lo ripone nella valigia.
Esce dalla stanza con la valigia.
Si dirige verso la stanza 356, bussa e subito gli è aperto. Entra. Davanti a lui possiamo vedere  un’immensa scrivania con dietro una imponente poltrona che gli dà le spalle sulla quale vi è seduto un uomo che non ci è possibile al momento scorgere.
- Tutto ok, signor Ripamonte -. dice Pedro.
L’uomo sulla poltrona si volta e ora vediamo che si tratta di un bel giovane sbarbato che fuma il sigaro: - Benone Pedro, allora a questa sera al gala dell’hotel. Mi raccomando, dovrà essere un delitto perfetto, senza troppi spargimenti di sangue, lo sai quanto io detesti il sangue, mi fa venire il voltastomaco - gli risponde il giovane con accento siciliano.
Pedro batte i tacchi e se ne esce.

Esterno/interno giorno hall hotel “La Corrida”:
Henry Humprey entra nell’hotel con passo tranquillo, sigaretta in bocca e mani nelle tasche.
Si dirige verso la reception e chiede al portiere: - Alloggia qui Mr. Antonio Ripamonte? -
Il portiere lo guarda stupito e gli si avvicina: - Parli più piano signore - gli risponde il portiere a bassa voce. Poi continua con tono normale: - Desidera una stanza, signore? Ne abbiamo di meravigliose, con vista sul centro storico...-.
- Vorrei solo sapere se alloggia qui Mr. Ripamonte, amico - dice Humprey tranquillo ma vagamente spazientito.
Il portiere gli si avvicina nuovamente e a bassa voce: - Signore, vuole farmi licenziare? La prego...-
Henry gli allunga un biglietto da 100 dollari e dice: - E allora, amico? -.
Il portiere tossisce, si guarda intorno e, sempre vicino a lui e con voce bassa: - Stanza 356, non mi chieda di più! -
- Right. Mi può bastare - dice Humprey spegnendo la sigaretta nel posacenere posto sul bancone. Poi si volta e si ferma ad osservare un manifesto posto su una delle colonne della hall:

“Questa sera l’Atelier della Moda di Barcellona in collaborazione con la Direzione dell’Hotel La Corrida ha il piacere di invitarvi alla serata di gala per la presentazione della collezione primavera/estate ‘99
Sono ammessi solo i villeggianti muniti di apposito invito”

Henry si rivolge al portiere: - Scusa amico, a chi devo rivolgermi per avere un invito per questa “serata di gala”? -
- Ma, veramente, signore l’invito è riservato alle agenzie di moda ed ai loro collaboratori...non credo che... - e il Nostro gli allunga un altro biglietto da 100 dollari -...ah, capisco, lei è un agente di moda...dovevo capirlo subito, mi scusi ancora ed eccole un invito -.
- Vedo che noi due ci intendiamo, amico - risponde Humprey intascandosi l’invito e se ne esce dall’hotel.
Qui incrocia Miguel e urtandolo gli fa cadere alcuni rotoli di stoffa.
- Cazzo! Ma guardi un po’ dove cammina! - esclama Miguel chinandosi a raccogliere i rotoli.
- Scusa, amico, sono mortificato - risponde Henry aiutando a raccoglierli.
Gli sguardi si incrociano. Quello di Miguel, prima cupo e incazzoso ora è mite come quello di un agnellino osservando lo sguardo macho e attempato di Henry.
- Scusa ancora, ero sovrappensiero - dice Humprey.
- Ma si figuri! Sono io che sono sempre la solita sbad...ehm...il solito sbadatone! - esclama Miguel sfolgorando un sorriso a 360 gradi e fissando languidamente lo sguardo del nostro detective privato.
- Right. Ci vediamo, amico - conclude Humprey.
- Speriamo presto - lo saluta Miguel al quale dall’emozione cadono ancora una volta i rotoli di stoffa sui quali inciampa. - Debbyyyy, Gaiaaaa, venite ad aiutarmi! Cretineeee! - urla Miguel a terra.

Il portiere si rivolge al giovane facchino con fare preoccupato grattandosi la testa calva: - Fernando, ho paura che questa sera ne vedremo delle belle! Tieniti a disposizione, comunque. Qualsiasi cosa fuori dall’ordinario succeda, non esitare a chiamare la polizia, mi raccomando! -. E il facchino fa cenno di sì con la testa.

Interno sera: Salone delle Feste hotel “La Corrida”:
Tutto è pronto per la serata di gala offerta dall’Atelier della moda di Barcellona: è stato allestito un imponente e sfarzoso palco che occupa, insieme alle numerosissime sedie e al tavolo del rinfresco quasi interamente il Salone delle Feste dell’hotel.
Miguel è nervosissimo e non la smette di fumare e di passeggiare avanti e indietro in attesa degli invitati.
Le modelle delle principali agenzie di moda d’Europa sono dietro le quinte e terminano di prepararsi. Tra loro, anche Debby e Gaia, che si sistemano reciprocamente gli abiti sadomaso della collezione di Miguel.
Gaia indossa un gilet e dei pantaloni in pelle nera che le mettono in evidenza le già evidenti curve e ai piedi calza degli stivali con il tacco alto che sembrano dire: “vieni qui che ti calpesto!”, mentre Debby indossa una casacca in pelle bianca e una gonna in raso blu ed ai piedi delle zeppe nere, ma la cosa che la caratterizza è un collare acuminato che le stringe il collo con tanto di catena che Gaia dovrà tenere sul palco assieme ad una frusta per “domarla”.
Gaia si accende una sigaretta e si dirige verso la toilette. Debby si guarda intorno e poco dopo la segue. Alcune ragazze alzano le spalle come per dire “Bho!?!”
Gaia fuma tranquillamente, mentre Debby la sorprende: le getta via la cicca (lei non sopporta il fumo) e le getta anche le braccia al collo e la bacia appassionatamente. Poco dopo tossisce: - Ma quando la smetterai di fumare? -
- Per te, anche subito - le risponde maliziosamente Gaia gettando il pacchetto delle cicche nel bidone della spazzatura.
- Non so cosa mi sta succedendo, ma...ma...credo di essermi innamorata. E quel che è peggio, di una donna! dice Debby imbarazzata e poi continua emozionata - Ma...ma..che cosa hai detto? Che smetti di fumare....PER ME?!? -.
- Certo, guarda che anch’io...insomma...mi sono innamorata - e le due riprendono le effusioni amorose interrotte.
Poco dopo nella toilette entra Henry Humprey che, anche vedendo le due ragazze, rimane indifferente e con la sua proverbiale flemma: -Scusate ragazze, non è certo mia intenzione disturbarvi, ma ci deve essere un errore...-
Debby: - Certo che c’è un errore, BRUTTO MANIACO! -
- Ehm, intendevo dire un altro tipo di errore - e indica loro l’insegna della porta con la scritta: “Hombres”.
Debby arrossisce e guarda Gaia che risponde: -MMM..... scusate, dev’essere stata colpa mia, non conosco molto bene lo spagnolo...e poi, l’abitudine... -
Debby: - ‘ndiamo via và, che Miguel ci starà cercando -
- Siete due modelle per caso? - chiede Humprey.
- Sì, perché? -
- Perché temo che se Miguel è quello che dico io, è fuori di sè per la rabbia -
- Andiamo, Gaia, cazzo! -
- Arrivo...amore! -
Humprey, sempre senza espressione, questa volta improvvisa un sorriso di compiacimento, ci volta le spalle e si dirige verso il water.

Interno sera: Salone delle Feste hotel “La Corrida”:
Il Salone delle Feste è gremito di gente, principalmente collaboratori di agenzie di moda, fotografi, giornalisti, donne dell’Alta Società europea, stilisti famosi quali Gianfranco Ferrè e Gian Paul Gaultier, ai quali un nervoso Miguel ha già rivolto un caloroso saluto (le linguacce!), il giovane Antonio Ripamonte in qualità di Direttore dell’hotel e Henry Humprey, in qualità di “agente di moda”.
La sfilata quindi ha inizio, ma la nostra attenzione ora è rivolta verso la scala che sovrasta il palco e che porta ai piani superiori. Qui infatti troviamo il sicario Pedro Martinez che, nascosto dalla penombra di un cactus, armeggia con il suo fucile con silenziatore e con mirino ad alta precisione, che punta in direzione del povero Miguel. Dopo aver preso accuratamente la mira è ora pronto a sparare......- Pedro, caro, che combini? - lo chiama una voce soave e melodiosa di un’altrettanto soave e curvilinea fanciulla.
- Ehm...padrona...che ci fa qui? Non le aveva detto Mr. Ripamonte di rimanere nella sua stanza? - chiede  imbarazzatissimo e sottomesso Pedro.
- MMMM, fosse per Antonio! Dovrei rimanere chiusa in camera come un cadavere nella tomba! Ma io sono giovane e piena di vita e ho voglia di stare in società! Ma tu non mi hai risposto. Che cavolo ci fai con quell’arnese in mano, trombolotto? -
- ................. -   Pedro arrossisce sempre più e rimane interdetto.
Henry Humprey, che si trova seduto tra la folla, alza la testa e scorge Lei sullo scalone che parla con un cactus e rimane impietrito da cotanta bellezza e pensa: - Eh, alla mia età e con il cuore che mi ritrovo, guarda cosa mi tocca vedere! -, ma non resiste al suo cuore e “l’uomo di roccia” che non si scompone da almeno vent’anni, neanche se si tratta di pagare una montagna di tasse, si alza dalla sedia e si dirige verso la scalinata.
Pedro si accorge che qualcuno sta per salire e...: - Scusi, signorina Mina, ma devo proprio andarmene - e se ne va carponi portandosi dietro il cactus.
- .................. -  risponde Lei continuando ad osservarlo stupita.
- Coff...coff...- tossisce Humprey schiarendosi la voce -....ehm, che ci fa una dolce fanciulla come lei in questo luogo così appartato, invece di sfilare in passerella per la gioia di noi agenti di moda? -
- Bè, a dire la verità non sono una modella. Sono la fidanzata di Antonio Ripamonte. Fidanzata.......poooi......diciamo che sto con lui, ecco. Anche se è pieno di soldi è un tal gelosone che non le dico! Mi tiene segregata in camera, la 356, ventiquattrore al giorno! E adesso mi sono rotta! Adesso scendo e gli dò il benservito a quello...a quello...stronzo, scusi! E lei chi è, un agente di moda mi diceva? Mi farebbe sfilare? Non sono il massimo ma mi tengo bene!.....-
- Ehhh, non c’è che dire, indubbiamente! - esclama Henry inebriato da quel bombardamento ininterrotto di frasi proferito da una fanciulla così incantevole (troppo bella per descriverla, ma diciamo che per interpretarla vorrei o Megan Gale, o Anna Falchi o Manuela Arcuri o Laetitia Casta, oppure tutte e quattro insieme! Basta che mi mangi con gli occhi e che sia forte di petto e soprattutto...che ci stia con me!).
- Ma, diceva che è la fidanzata di Mr. Ripamonte? -
- Non sono la fidanzata...-
- Vabè quello che è...E poi mi parlava della stanza 356, quella di Mr. Ripamonte appunto! -
- Diamoci del tu, via, e poi non capisco perché mi fai tutte queste domande...tesoruccio!
Humprey tossisce e si accende una sigaretta: - Avrei bisogno di un whisky, doppio! - e poi continua: - Non sarai mica Mina? -
- Sì, sono io, anche se non ho inciso nessun disco con Celentano! - e se la ride da sola visto che Henry non conosce le canzoni italiane.
- Ma allora ti ho trovata, finalmente! -
- Perché, cercavi proprio me? Guarda, ti avverto: o mi ingaggi per un miliardo o non sfilo per nessuno, neanche per Gaultier! -
- Ingaggi? Un miliardo? Ma che stai farneticando? Io sono l’agente privato Henry Humprey e lavoro per Louis di New Orleans, una tua vecchia conoscenza, o mi sbaglio? -
- Ah, quello! Sì, lo conoscevo, sì. L’ho anche amato, lo confesso, ma poi mi sono accorta che era di una noia mortale e me ne sono andata: come si fà a stare con uno che ti fa fare sesso orale dalla mattina alla sera, nel senso che te ne fa parlare per ore e non ti fà mai combinare nulla! -
- Bhè, insomma, poche storie, ragazza! Tu adesso vieni con me a New Orleans da Louis e il caso è chiuso, right! -
- Right un cavolo fritto, carino! Prima ti fai passare per un agente di moda e adesso ti metti a dare pure ordini! Io da Louis NON-CI-TORNO! E poi...mi piaci tu. -
Henry accenna un sorriso e poi il suo volto torna triste: - Tu di più, purtroppo. -
Mina accompagna Henry verso la stanza 356, la apre e lo fa accomodare su una poltrona. - Aspettami qui, bello, vado a farmi una doccia e torno. Serviti pure del whisky, se vuoi - e gli manda un bacio a distanza.
Henry si alza dalla poltrona e va verso il frigobar dove beve a collo un’intera bottiglia di gin, poi torna a sedersi e si accende una sigaretta.
Alcuni minuti dopo Mina esce dalla toilette indossando una maschera nera tipo Zorro, un reggiseno ed una minigonna in pelle rigorosamente nera e dei sandali con i tacchi a spillo.
Lei va verso il Nostro e il suo sguardo è amorevole e smaliziato. Lo prende per mano e lo fa alzare. Tenendolo sempre per mano e accarezzandogli la spalla, lo accompagna verso un meraviglioso arazzo del XVII secolo. Qui schiocca le dita e l’arazzo cade a terra, scoprendo una miriade di attrezzi di piacere: frustini (come potrebbero mancare!), collari acuminati, peni di plastica di varie dimensioni, coltelli, manette con tanto di catene....
- Sei una dura, eh? A me piacciono le tipe dure! - dice Henry sempre impassibile ma ora, sarà per l’effetto dell’alcol (strano, lui regge benissimo!), sarà per l’effetto della vista di tanto ben di dio (Lei & l’attrezzatura), è un po’ meno impassibile del solito, tanto che le cinge la vita e la bacia con trasporto.
- Tesoruccio, scegli ciò che più ti aggrada - lo esorta Mina indicando gli attrezzi.
- Eh, ai miei tempi certe cose non si usavano! Ma questi credo andranno bene. - risponde Humprey porgendole frusta e  manette.
Poco dopo Henry è completamente nudo e ammanettato con i polsi legati alla spalliera del letto a lei che alterna scudisciate a baci appassionati.
- MMM, mai goduto così, mio schiavo d’amore! - grida Mina che, salita sul letto, calpesta il muscoloso petto di Henry imprimendo sulla carne i segni dei tacchi a spillo.
- Neanche io, in mezzo secolo di vita! - dice flemmatico ma sorridente il Nostro.
Musica in sottofondo. Si spengono le luci. Colpo di arma da fuoco nella notte crudele e dolce.
- Oddiomadonna! Che è stato? -
- Non lo so, piccola, ma se non mi sleghi non lo saprò mai! -
Mina in fretta e furia slega Humprey, ma, nella fretta, appunto, con le sue unghie affilate, gli fa un taglio sulla mano che gli fa uscire molto sangue.
- Oh,  poverino, scusa......- e gli lecca amorevolmente la ferita.
- Non c’è tempo, principessa, il lavoro mi aspetta! - ed esce dalla stanza praticamente nudo, ciò che fa svenire alcune signore.
- Occazz...Ho proprio perduto la ragione - e corre a rivestirsi.


Interno notte: Salone delle Feste hotel “La Corrida”:
Nel Salone si è scatenato il panico: urla e fischi la fanno da padroni!
Il portiere al facchino: - Fernando! Chiama la poliziaaaaaa!
Improvvisamente si riaccendono le luci e troviamo a terra Miguel ferito ad un braccio.
- AAAAAAAAAAAAH! CHE DOLOREEEE! Qualcuno mi salvi, PERDIOOO! -
Henry Humprey accorre e Mina lo segue.
- Che diavolo è accaduto?!? -
- Ma non lo vedeee! Hanno attentato alla mia personaaa! -
Debby: - Era ora che qualcuno ci pensasse a quella checcha isterica, non è vero, Gaia? Gaia? Dove sei? Gaia? -
Humprey: - Che nessuno si muova di qui! -
Ma il pubblico, urlante, è in agitazione: chi sviene dallo spavento, chi tenta la fuga…tuttavia le uscite sono tutte bloccate!
Sulla scala che sovrasta il palco, intanto, c’è Antonio Ripamonte che parla con un cactus e gli dice: - Imbecille! Che minchia di mira c’hai! L’hai colpito solo di striscio! Quel finocchio doveva andare all’altro mondo! Ti rendi conto che non ha pagato il ‘pizzo’ mensile? Nessuno è mai sopravvissuto alla famiglia Ripamonte!-
- Ma, io, veramente? - risponde Pedro-cactus.
- Antoniuccio, che fai? Tra tutto questo casino, ti metti a parlare con un cactus? - chiede Mina al suo “boy-friend”.
Ripamonte rimane interdetto e bestemmiando, scappa con il cactus.
- Antonoooo! Ma dove vaiiii? -
- Ah, e quello sarebbe Mr. Ripamonte, suppongo! - Humprey sale le scale e lo insegue sfoderando la sua Bodeo, ma si ferma in cima, dove scorge un silenziatore per fucile ancora caldo. -Mmm...Interessante...Antoniooooo! Vieni un po’ quiiiii! - e prosegue l’inseguimento.
- Cazzooooo! Qualcuno mi vuole aiutareee!- urla il povero Miguel ancora a terra, e subito accorre Mina.
- Poooverrinnno! Ti currro io! - esclama la dolce.
- Sto già maglio, cara, sto già maglio, grazie! - dice incazzoso Miguel rialzandosi e portandosi una mano sulla ferita (si scoprirà poi che era stato ferito solo di striscio e che poteva cavarsela con poco e di questo, l’esperto Henry, se n’era accorto).
- Ma dove è andato, quel bel ragazzetto? - prosegue Miguel rivolgendosi a Mina.
- Mha, sai come sono gli uomini, prima ti usaaaano....e poooooi....ti piantano in asso! - risponde enfatica la ragazza.
- Sono proprio dei mascalzoni! - esclama Miguel portandosi leziosamente le mani sui fianchi, poi continua: -...pensa che io, l’altr’anno, incontrai un bel giovane che...- e i due proseguono il discorso prendendosi sottobraccio e voltandoci le spalle.
Musica di sottofondo per sottolineare l’uscita di scena di Mina e Miguel.

Il portiere da sotto al bancone al facchino: - Fernando! Hai chiamato la polizia?-
Il facchino fà cenno di sì con la testa.

Interno notte: piani superiori hotel “La Corrida”:
Henry, intanto è ancora sulle tracce di Ripamonte e del cactus ed ora si aggira per il corridoio del settimo piano dell’hotel (gli altri sei erano pressoché deserti).
Da una stanza esce una mano con una pistola, che si scarica su Humprey, che agilmente evita i colpi.
- Che cazz...-
Dalla stessa stanza un uomo fugge.
Henry guarda la porta e vi scorge il numero 356 e la ispeziona cautamente, facendo attenzione che non vi sia nessuno.
All’interno, anziché gli “arnesi” di Mina, vi trova un’enorme profilattico gonfiato color fragola che viene pompato da un apparecchio elettronico con voce di donna che dice: - Questa stanza tra dieci secondi si trasformerà in un immenso lago di......- e la registrazione si inceppa...
-....proprio sul più bello! - esclama Humprey.
Sulla porta troviamo Ripamonte: - Caro vecchio, soprattutto vecchio, agente privato Humprey! Credi di essere il più forte, eh! Ma io ti ho giocato! Mina puoi anche tenertela, non mi serve più, ormai! Ma non posso permettermi di avere uno sbirro che mi stà alle calcagna, voglio essere a piede libero! - e, con un telecomando, chiude la stanza lasciando il Nostro in balia del profilattico gigante.
- Goddam’nt! E adesso, che faccio! Aspetto che quel coso scoppi? E che mi inondi di cosa, poi...?!? - Humprey per la prima volta dopo vent’anni, cambia espressione e comincia a sudare freddo. Il condom esplode - .....che mi inondi di...oh NOOOOO! - ed esce una sostanza viscosa (?!?).
Il Nostro, senza pensarci due volte e ovviamente prima di essere inondato da quella specie di “Blob spermatico”, si precipita verso la finestra e si getta di sotto, dove riesce miracolosamente ad aggrapparsi al pennone della bandiera spagnola dell’hotel.
- Qualcuno mi aiutiiii! Soffro di vertig...Occazz...! esclama guardando di sotto.
Nella stanza sopra al pennone troviamo Gaia e Debby seminude che si stanno baciando, o meglio, che si stavano baciando prima che il poderoso urlo di Henry le interrompesse.
- Mio Dio, il tipo della toilette! - esclama Debby coprendosi le nudità più nudose.
- Si, piccola, ma adesso, vuoi aiutarmi o vuoi farmi raggiungere l’inferno prima del necessario? -
- Aspetti, mi vesto -
- Ah, le donne! -
Gaia punta una pistola contro Debby. - Non provare ad aiutarlo! -
- Ma...Gaia! -
- Sono un Agente Federale della CIA ed ho ricevuto ordini precisi! Ho ricevuto l’ordine di catturare questo pollo e di condurlo presso il nostro Servizio Segreto di Washington. La CIA ha ancora dei conti in sospeso con Mr. Humprey dai tempi della guerra d’Algeria… non è vero Mr. Humpery? Tu naturalmente, mi aiuterai...tesoro -
- Ma, io, non capisco...io -
- Ingenua, sei solo un’ingenua –
Henry: - Non mi fai certo paura, ragazzina! E neanche quelli del Servizio Segreto Federale: appena li vedo gli faccio un culo così come ai vecchi tempi! –
Gaia si affaccia alla finestra: - Senti, vecchio, statti zitto o ti impallino! -
Debby ha così il tempo di scraraventerla a terra e di sottrarle la pistola.
- Odddio...cosa devo fare? -
- Aiutooo, tirami suuu! Non sono più un ragazzinooo! - urla Humprey.
- Ehm, sì, ma Gaia....Meglio legarla. Scusami, amore, ma devo farlo - e la lega utilizzando le sue calze come corda ed il suo reggiseno come bavaglio.
Poi lega alcuni reggiseni tra loro e li utilizza come corda per tirare fuori il Nostro da quella posizione così scomoda.
- Però! Ingegnosa la piccola! - esclama Henry.
Henry viene quindi slavato dalla Nostra Debby.
- Adesso ragazza tieni d’occhio la tua amante, mentre io vedo di rintracciare quel mafioso –
- Right! Ricevuto! –
Henry fa l’occhiolino a Debby ed esce di corsa dalla stanza.

Interno notte: hall dell’Hotel “La Corrida”:
Primo piano di Antonio Ripamonte: ‘Quel finocchio di Miguel non mi ha pagato il ‘pizzo’ e i miei scagnozzi non l’hanno ucciso, quella sgualdrina di Mina mi ha lasciato e quel ficcanaso di uno sbirro mi è alle costole! Ma non sono ancora fottuto! Terrò in ostaggio tutti gli ospiti della serata: da Ferrè a Galtier, da Laetitia Casta a Madonna! E chederò un colossale riscatto alle Multinazionali della moda, del cinema, dello spettacolo, dell’Universo!’
- Senor Ripamonte, ma gli invitati sono migliaia e lei…non dispone di nessun…nessun corpo di guardia…di nessun uomo ai suoi ordini qui a Barcellona per tenere in ostaggio tutta questa gente…tranne me e pochi altri…- proferisce un imbarazzato quanto tremante Pedro Martinez.
- Certo Pedro, ma neanche tu conosci il mistero di questo hotel, il segreto più segreto di tutti i segreti di Barcellona, della Spagna e del Mondo intero: l’Hotel “La Corrida” è un’astronave!
Un’ astronave che ci condurrà tutti su Marte, in cui mio padre, Julius Ripamonte, esimio astronauta e collaboratore della CIA al tempo della Guerra Fredda, costruì la Sede Operativa della Mafia Interstellare, la SOMI. E’ sufficiente che io prema il pulsante rosso di questo telecomando che nel giro di pochi secondi ci troveremo nella SOMI, dalla quale nessuno di questi fottuti stilisti o artisti del mio culo potrà figgire! –

- Fernando! Ma quanto ci mette la polizia ad arrivare! – urla il portiere al facchino.
Ripamonte lo fredda sparandogli un proiettile nel cranio.
- Testa di cazzo! Il tuo facchino è muto! –
Il facchino allarga le braccia e sorride a Ripamonte come a dire: ‘tutto è bene quel che finisce bene”

A questo punto Ripamonte sta per premere il fatidico pulsante…ma, proverbiale come sempre, un proiettile gli rende la mano destra inservibile e, quindi, gli fa cadere il telecomando a tarra.
Il proiettile è partito dalla Bodeo di Henry Humprey, il quale raccoglie il telecomando, punta la pistola contro Ripamonte e Pedro e, da esperto di TV, premendo il tasto verde del telecomando raccolto, sblocca tutte le uscite e fa uscire gli invitati presenti: - Fuori ragazzi, la festa è finita, arrivederci alla prossima sfilata…-
Arriva la polizia e arresta Ripamonte e il suo socio. Gaia viene trovata imbavagliata ma poco dopo rilasciata...viste le sue credenziali (Sappiamo che tornerà a Washington dove mollerà la CIA per aprire un locale gay in California).
Miguel si avvicina a Henry, come per dargli un bacio ma Debby lo spinge via a forza: - Avanti Miguel! Fuori dalle balle! –

L’Hotel “La Corrida” è ora vuoto, Henry si dirige verso il bancone del bar accendendosi una delle sue senza filtro…musica di sottofondo…poco dopo arriva la bellissima Mina che lo abbraccia e lo bacia con trasporto: - Tu si che sei un vero uomo! Vuoi essere il mio, per sempre? –
- Vedi, baby, io sono venuto qui a Barcellona lasciando la mia amata Manhattan per rintracciare te e riportarti da quello sfigato di Louis. Arrivato qui me ne è capitata una dopo l’altra! Un finocchio, due lesbiche, un mafioso di Marte, un profilattico gonfiato… E sono addirittura diventato il salvatore delle Multinazionali del Mondo dello Spettacolo…Wow! Roba da farti venire i brividi! Adesso chi se ne frega di tutto. Del mio passato del tuo... Ti va un viaggetto… -
- Alle Maldive…ai Tropici ? –
Henry preme il pulsante rosso del telecomando di Antonio Ripamonte.
L’hotel si trasforma il un’enorme astronave…si alza da terra…e vola in cielo…adesso è una piccola stella lucente.

Sullo schermo appare la scritta FINE e i titoli di coda.
La musica di sottofondo diventa un concerto.




- Ebbene, questo è il mio film! Che ne pensi Bill? - chiese Harry Mellish, un omuncolo occhialuto, sguardo triste, pochi capelli ricci in testa, basso e mingherlino, rivolgendosi al produttore della Paramount Bill Cook, dopo avergli raccontato la trama della sua opera.
Cook, seduto alla scrivania del suo studio lo guardò con severità ed un’accennata ironia, poi gli disse:
- Harry, e questo me lo chiami un film? E’ un concentrato di spazzatura mista a volgarità e violenza gratuita! E’ un cesso totale! E poi come mi hai mimato tu le scene, con anche le voci delle ragazze che...lasciamo perdere -
- Ma...ma...io…io… non capisco, che cosa c’è che non va? Io..io...credevo di aver creato il capolavoro della mia vita... -
- Tanto per cominciare Henry Hum... -
- Humprey! Henry Humprey -
- Sì, proprio lui, è un personaggio diseducativo: beve whisky e fuma tabacco della peggior specie. Pensa che cosa direbbero le associazioni salutiste! Già li vedo i titoli sui giornali! E poi quell’insieme di scenette sadomaso al limite del pornografico! E inserire anche due lesbiche e…un finocchio! Te le immagini le associazioni religiose che razza di casino pianterebbero? Harry, hai davvero superato i limiti, cribbio! Diciamocelo chiaramente, in questo, chiamiamolo film, hai inserito tutte le tue nevrosi, i tuoi stress quotidiani, le tue perversioni, insomma! Se proprio vuoi un consiglio da amico, Harry, torna al genere comico! Riposati! Ritrova te stesso, cribbio! I tuoi vecchi film hanno avuto un successo senza precedenti, e ora ti vuoi rovinare con questa porcheria? -
- Capisco Bill - rispose Harry abbassando lo sguardo che nel frattempo si era ancora più intristito.
- Bene, amico, sapevo che avresti capito! Ed ora facciamoci un buon caffè! - disse Cook felice e sorridente.
- Mi ci vorrebbe un whisky, doppio Bill - e se ne esce ancora con lo sguardo abbassato.   
All’uscita lo attende una ragazza sulla ventina, bionda, occhi azzurri, corpo meraviglioso, e degli aderenti abiti in pelle nera.
- Com’è andata, Harry? -
- Uno schifo totale, Samantha, una catastrofe universale! Non gli è piaciuto per nulla! Ha detto che è meglio che ritorni al comico! Faccio proprio ridere, vero Sam? -
La ragazza gli si avvicina, gli cinge la vita, lo stringe a se e lo bacia, poi gli dice: - No, cucciolo, in fondo io ti amo e non ti lascerò mai -
- Certo che sei proprio matta, Sam, non sai quante volte mi lascerei io se potessi! Ma forse quello che conta è proprio l’amore –.



29 marzo 2008

MASSIME ED AFORISMI (caustici) by Luca Bagatin



Al contadino poco importa se sia nato prima l'uovo o la gallina.
Egli non si occupa né di scienza, né di filosofia, né di religione.
Tale questione dovrebbe invece riguardare soprattutto coloro i quali si interessano dell'origine dell'Universo, i quali, evidentemente, hanno molto tempo da perdere nel porsi astrusi quesiti e contemporaneamente poco interesse ad accoppiarsi con membri della propria specie animale a scopo amoroso.

Non è lo studio il miglior antidoto all'ignoranza, ma sempre e comunque la curiosità !

I soldi non danno né eterna felicità, né eterna sicurezza.
Siamo fatti in carne ed ossa e, in quanto tali, fisicamente deperibili sino alla totale e completa estinzione corporea.

Meglio la donna brutta ma intelligente oppure quella bella ma stupida ?
Meglio la donna piacente, intelligente ma....non troppo furba !

Chi critica troppo l'altrui pensiero: o non è in grado di concepirne uno proprio, oppure vorrebbe eguagliarlo pur senza riuscirvi.

Di questi tempi, fra i giovani, va di moda lo sballo. Salvo poi rimetterci le penne.
Penne che, invece, sarebbero produttivamente utilizzabili per scrivere qualche cosa di ben più sublime di un necrologio.

Giordano Bruno, Tommaso Campanella e Jacques De Molay, ultimo Gran Maestro dei Templari, erano dei grandi eretici e per questo condannati al rogo dalla Santa Inquisizione.
L'eretico è etimologicamente "colui che sceglie". E, colui che sceglie appunto di pensare con la propria testa, dà sempre fastidio all'autorità costituita.

L'”essere” rispetto all'”avere” è sempre auspicabile. Così come lo è l'”essere” rispetto all'”apparire”.
Tutte le persone che cercano d'apparire, che conosco ed ho conosciuto, le ho sempre trovate incredibilmente vuote, stupide ed ignoranti.
Guardatevi in giro e vediamo se riuscite a darmi torto !


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini