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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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3 maggio 2014

Massoneria e Chiesa cattolica. Un ricordo della figura di Padre Rosario F. Esposito

Massoneria e Chiesa cattolica. Due istituzioni apparentemente inconciliabili fra loro, ma perché mai ?

Entrambe, infatti, promuovono la fratellanza fra i popoli e l'eguaglianza di fronte a Dio. Solamente la prima – ovvero la Massoneria – Dio lo chiama Grande Architetto dell'Universo e non ha dogmi.

Purtuttavia tanto bastò perché, nel corso dei secoli, dal XVIII secolo sin quasi ai giorni nostri, i Papi cattolici la considerassero la Sinagoga di Satana e dessero ascolto a tutta la letteratura antimassonica prodotta: da quella dell'abate Barruel passando per Léo Taxil e poco importa se tale letteratura sia stata ampiamente sconfessata con prove documentate.

In Italia è Guglielmo Adilardi, giornalista e scrittore oltre che studioso di Massoneria, ad essersi prevalentemente occupato del fenomeno relativo ai rapporti fra Massoneria e Chiesa cattolica.

A lui va infatti il merito dei numerosi volumi dedicati a tale argomento, negli anni aggiornati.

L'ultimo saggio in merito è stato edito solo pochi giorni fa dall'Istituto di Studi Lino Salvini (www.istitutodistudilinosalvini.com), recante le prefazioni di Paolo Giuntini, presidente dell'Istituto e del prof. Aldo A. Mola, avente per titolo “Massoneria e Chiesa cattolica – Dalla Humanum genus (1884) al dialogo”.

Il saggio è breve, ma molto interessante perché – oltre a presentare la bolla papale che condannò per l'ennesima volta e con forza massoni e Massoneria, dal titolo “Humanum genus”, del 1884, emanata da Leone XIII e la risposta alla stessa del Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico ed Accettato degli Stati Uniti d'America Albert Pike, ricorda figure indimenticabili del mondo cattolico e massonico che - in particolare in Italia - intessero per la prima volta un franco dialogo ed una franca collaborazione reciproca.

Fra queste si ricorda il paolino Padre Rosario Francesco Esposito (1921 - 2007), il quale, dopo aver inizialmente scritto saggi sulla Massoneria tutt'altro che lusinghieri, proseguì gli studi in merito e comprese che, per essere buoni cattolici, occorrerebbe anche essere buoni massoni.

Padre Esposito comprese, in sostanza, che la fede in Cristo non era diversa rispetto alla fede nel Grande Architetto dell'Universo e che sia la Chiesa cattolica che la Massoneria promuovevano e promuovono i medesimi valori di fratellanza, di diffusione della cultura della pace, del dialogo, della tolleranza, dell'amore e delle beneficenza.

Fu ad ogni modo alla metà degli Anni '60 che la Massoneria del Grande Oriente d'Italia – per mezzo dell'allora Gran Maestro Giordano Gamberini, già vescovo valdese – ricercò il dialogo con le gerarchie cattoliche, le quali inviarono in “avanscoperta” Padre Rosario Esposito, Padre Giovanni Caprile, Padre Vincenzo Miano e Padre Franco Molinari. E fu nel 1969 che ci fu un primo ufficioso incontro fra prelati e massoni, ovvero fra Padre Rosario Esposito ed il Gran Maestro Gamberini e da allora nacque una vera e propria collaborazione fra il prete paolino e la Massoneria, che lo porterà a difendere la doppia appartenenza cattolica e massonica sino alla morte, nonostante il permanere della scomunica papale prima e, allorquando la scomunica sarà tolta da parte della Chiesa cattolica nei confronti dei massoni, comunque il permanere dello “stato di peccato grave”.

Ma quale “peccato” possono mai commettere i massoni che Padre Esposito definiva, affettuosamente, “lebbrosi miei compagni di ricovero” ?

L'unico peccato, forse, è una certa concorrenza spirituale, diciamo noi. Sia la Libera Muratoria che la Chiesa cattolica, perseguono l'universalismo. La prima, purtuttavia, non ha dogmi e non è unica, visto che esistono – nel mondo – numerose massonerie: cristiane, atee, mistiche... E nell'ambito della Massoneria è vietatissimo disquisire non solo di politica, ma anche di religione. E ciò per permettere al massone di seguire le proprie personali inclinazioni, senza alcuna imposizione.

La Chiesa cattolica, diversamente, pone spesso paletti invalicabili, forse un po' in contraddizione con la stessa concezione di libertà insegnata dal Cristo.

E proprio gli insegnamenti originari del Cristo hanno animato tutta la vita di Padre Rosario Esposito che, nel 2006, all'età di 85 anni, aderì alla Massoneria della Gran Loggia d'Italia degli ALAM – Obbedienza di Piazza del Gesù, con preghiera di un'iniziazione semplice. E fu così che l'allora Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Danesin lo nominò Maestro Libero Muratore Onorario, per quanto ciò costò al Padre paolino pesanti critiche da parte della Società San Paolo, per bocca del superiore generale don Silvio Sassi.

Oggi, invero, esistono numerosissimi casi non solo di cattolici massoni, ma anche di preti massoni. Recente è il caso del religioso francese Padre Pascal Vesin, massone del Grande Oriente di Francia.

Del resto, come ricordava una fra le più alte autorità massoniche mai esistite, ovvero il già citato Albert Pike, la Massoneria ha santi patroni cristiani, ovvero San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista ed i suoi rituali sono spesso allegorie della Bibbia, che è anche il libro sacro per eccellenza delle logge massoniche cristiane.

Eminenti studiosi cattolici lo sanno e lo sapevano, pur nell'ignoranza generale della gran parte dei Vescovi, specie italiani.

Come scrive Guglielmo Adilardi nelle conclusioni del suo saggio: "Finché la Chiesa cattolica manterrà un atteggiamento di avversità preconcetta, quale quello odierno, la gran massa del popolo italiano sarà sempre avversa alla massoneria".

E tale avversione non porta né porterà certamente nulla di buono per coloro i quali necessiteranno di accostarsi alla spiritualità, all'amore per Cristo e per l'Uomo.

Disse Padre Rosario Esporito (il quale peraltro considerava la Santa Messa un atto iniziatico), di fronte ai confratelli, prima di essere iniziato massone: "Carissimi Fratelli, ho partecipato a tante cerimonie dell'uno e dell'altro gruppo massonico italiano e sempre mi sono sentito profondamente commosso, ma questa mattina davanti ad una manifestazione così, come dire, corale, io sto ringraziando il Grande Architetto dell'Universo che non mi ha fatto commuovere fino al pianto. (...) Fratelli siete e Fratelli vi ho sempre considerato, anche quando ho dovuto sorbire il calice amaro dell'incomprensione, non da parte vostra, mai, ma da parte dei miei, perché io presentavo a loro una pozione non facile da assumere e bene o male, con maggiore o minore sforzo, ho sempre fatto accettare il mio diritto a chiamarvi Fratelli".

Ciò di cui parlava Padre Esposito era il senso di quella Fratellanza dell'Umanità senza distinzioni che dovrebbe essere alla base di tutte le fedi, di tutte le tendenze religiose e spirituali, senza preconcetti, senza steccati, in un mondo che voglia essere unito ed alla ricerca di una piena concordia fra i popoli. Sarebbe bene che tutti quanti se ne ricordassero più spesso.


Luca Bagatin (nella foto con l'ex Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Danesin)



31 luglio 2013

PERCHE’ “PAPA” FRANCESCO CONTRO LA MASSONERIA ? SE SA PARLI ! di Aldo A. Mola

Riporto qui di seguito le riflessioni dell'amico fraterno Aldo A. Mola - storico di fama nonché Direttore del Centro per la Storia della Massoneria - a proposito delle recenti assurdità proferite dal Sig. Jorge Mario Bergoglio - proclamato papa dei cattolici con il nome di Papa Francesco - a proposito di presunte lobbies gay e massoniche.

Il Sig. Bergoglio dovrebbe piuttosto prendersela con una ed una sola lobby, potentissima e dannosissima da secoli, ovvero la lobby Vaticana.

La verità, ad ogni modo, presto o tardi si farà strada.

L.B.




PERCHE’ “PAPA” FRANCESCO CONTRO LA MASSONERIA? SE SA PARLI!

di Aldo A. Mola

Da Pio XII al 29 luglio 2013, nessun papa aveva più nominato la Massoneria in alcun documento della Chiesa cattolica. L’attuale vescovo di Roma, Francesco (Bergoglio) S.J., che non tiene al titolo di papa, dichiara che non “condanna” gli omosessuali in cerca della Chiesa cattolica ma la (o le?) loro (quali?) lobbies; e, per chissà quale strana associazione di pregiudizi, deplora altre lobbies, inclusi i massoni. A quali fatti documentati si riferisce? Se sa parli! Anzi, si rivolga ai tribunali competenti. Oppure eviti condanne generiche, fonite di ben note discriminazioni e persecuzioni.

V’è da domandarsi quali letture il vescovo di Roma abbia fatto sulla Massoneria, oltre ai romanzi di Antonio Bresciani, e quali ubbie conservi al riguardo. Auspichiamo che in cartella, accanto al rasoio (attrezzo pericoloso e minace) il vescovo di Roma metta anche uno specchietto per vedervi riflesse altre lobbies e la memoria delle sofferenze che uomini liberi e di buoni costumi hanno vissuto solo perché aggregati in un Ordine, la massoneria, un umanesimo filantropico ed educante che, pur tra errori e discontinuità, affratella al di là di ogni discrimine: di etnia, ideologie, lingua e religione. Non v’è motivo di farsi trascinare da una provocazione, forse non occasionale, forse strumentale. Gli uomini liberi guardano con indulgenza decine di vescovi che si sbracciano in inni e canti; sanno di dover tutelare il diritto di non associarsi al coro, la libertà di tenersi lontani dalle piazze, teatri di fanatismo; e continuano a percorrere la via maestra della razionalità. In silenzio operoso.

Aldo A. Mola
Direttore del Centro per la Storia della Massoneria



9 luglio 2012

"Novità storiche nel museo della Gran Loggia d'Italia" di Aldo A. Mola

NOVITA’STORICHE NEL MUSEO DELLA GRAN LOGGIA D’ITALIA

di Aldo A. Mola

Nella foto, a sinistra, il Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia prof. Luigi Pruneti e, a destra, particolare della sala del Tempio della GLDI


Paolo Thaon di Revel, ministro della Marina nei primi anni del governo Mussolini e Duca del Mare, cinse ai fianchi il grembiulino di massone e, col 33° grado, fu membro del Supremo Consiglio del Rito scozzese antico e accettato. E’ una delle rivelazioni offerte dal Museo della Massoneria, aperto da martedì 10 luglio in Roma, a Palazzo Vitelleschi (via S. Nicola de’ Cesarini 3), sede della Gran Loggia d’Italia, che in questi giorni ospita l’Associazione internazionale dei musei massonici. Oltre a cimeli, libri rari, diplomi, un ritratto autografato da “Joseph Mazzini” e molti gioielli di loggia, il Museo anticipa alcuni dei ventimila e più nomi elencati in registri matricolari tra il 1915 e il 1925. Il Piemonte vi ha parte di spicco. Tra gli affiliati alla Gran Loggia figurano infatti Vittorio Valletta, che per decenni fu lo stratega della Fiat e rimase al suo comando anche quando, su istigazione di Giorgio Amendola, i “partigiani” volevano ammazzare sia lui sia Giovanni Agnelli, “epurato” dal rango di senatore ed estromesso dall’impresa da lui stesso fondata. Era un’Italia difficile quella: va ricordato in tempi nei quali si rischiano risparmi e proprietà, ma almeno la vita pare ancora al sicuro.

Tra altri massoni iniziati o regolarizzati nelle file della Gran Loggia, di orientamento monarchico e “istituzionale”, figura il poi Maresciallo d’Italia Ugo Cavallero, di Casale Monferrato: una terra che dette molti militari, da Tancredi Saletta a Pietro Badoglio (massone secondo Dunstano Cancellieri, ma senza prova documentaria) e Angelo Gatti (iniziato alla “Propaganda massonica”). In una loggia di Torino entrò Italo Balbo, che poi passò alla “Savonarola” di Ferrara, alla quale aderì Edmondo Rossoni, massimo sindacalista mussoliniano, massone all’indomani della dichiarazione di incompatibilità tra Logge e Partito nazionale fascista. Della “Cavalieri di Scozia” di Torino fece parte Matteo Ceirano, pioniere dell’industria automobilistica, come suo fratello Giovanni Battista (che invece fu membro della “Giordano Bruno”). Tante storie diverse, perché così è degli uomini: puntini nello Spazio.

Fortemente voluto da Luigi Pruneti, gran maestro della Gran Loggia, e arricchito con la sciarpa massonica di Ernesto Nathan, sindaco di Roma, lettere di Pietro Nenni, Filippo Turati, Carlo Rosselli e una miriade di documenti, il Museo della Gran Loggia non ha certo la dotazione dell’Archivio Segreto Vaticano, però, grazie ad Annalisa Santini, presenta tutte le bolle di scomunica della massoneria, da Clemente XII a Benedetto XIV, da Pio VIII a Leone XIII: umori antichi, lontanissimi dalla serenità espressa da papa Benedetto XVI all’ascolto della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven, la “più massonica” tra le opere del grande compositore.

Questi cimeli illustrano quasi tre secoli di massoneria in Italia, un Paese su questa frontiera un po’ attardato rispetto a Gran Bretagna, Francia e alla stessa Spagna che conta una banca dati perfettamente ordinata, un Museo virtuale e un corso di laurea in storia della massoneria presso l’Uned (Università nazionale di educazione a distanza).

Iniziative culturali di questo taglio diffondono tolleranza in un Paese nel quale qualcuno ancora sospetta che i massoni abbiano volto di capro e coda di Belzebù. L’antimassonismo – ricorda Daniel Pipes in Il Lato oscuro della storia (Lindau) - è sempre stato il balsamo di chi crede al “grande complotto” quale motore della storia. Quando le cose vanno male si cerca un capro espiatorio anziché domandarsi chi dove come e quando ha sbagliato. Credere nel Maligno è più comodo che capire e fare con senso di responsabilità. E’ quanto insegna questo Museo. Esso non impone, propone. Non detta ma dialoga e auspica il concorso di chi serba documenti e voglia valorizzarli. La storia d’Italia è fatta anche di queste carte, di simboli, gioielli indossati da persone che dettero via alla grande Italia, dal Settecento di Vittorio Alfieri all’Ottocento di De Sanctis Carducci e Pascoli, al Novecento di Quasimodo, Totò, Claudio Villa ( affiliato alla P2 di Licio Gelli!) e tanti altri come il saluzzese Nino Bolla, scrittore e sceneggiatore, monarchico tutto d’un pezzo, affiliato alla Loggia Nazionale, o Curzio Malaparte. Quanto ne traluce, anche da una visita sommaria, dice che questo Museo non è sepolcreto di anticaglie ma vita.


Aldo A. Mola



15 aprile 2012

Da "Il Venerabile" di Pier Carpi (Gribaudo & Zarotti Editori, 1993)



"Sì", disse Mola, "chi volesse salvare la massoneria, dovrebbe recuperare solide fondamenta nella tradizione e costruire sul nuovo, in chiave tradizionale e spirituale. Considerare l'eguaglianza come giustizia e non come livellamento, superare il concetto di tolleranza nel senso di accettazione e comprensione.
Una nuova massoneria veramente al di sopra delle fazioni, che possa essere grande per chi la vive e indispensabile anche per il mondo profano, per i contributi di tradizione, conoscenza e spiritualità che può trasmettere, e per un ruolo che possa consentire ai maestri massoni di farsi arbitri insospettabili ed accettati, di controversie internazionali, a qualunque livello.
Per esempio, in una crisi tra cristiani ebrei e musulmani, nessuna setta potrebbe intervenire offrendo garanzie di imparzialità. Mentre la massoneria sì, perché esistono massoni nel cristianesimo, nell'ebraismo e nell'islamismo. Questi gli aspetti profani, molto importanti, della nuova, vera, massoneria. Ma essa deve soprattutto forgiare con pazienza e umiltà, nobiltà e detenzione dei veri valori, se stessa nell'àtanor della vera conoscenza".
Esitai, prima di parlare.
"Pensi, Aldo", gli chiesi, "che esistano dei massoni in grado di agire in questo modo, di ricostruire, di dar vita a una istituzione vera, non compromessa con nulla, tradizionale, esoterica e iniziatica insieme, capace di rifiutare le compromissioni storiche come il nazionalismo, il totalitarismo, le banalità del kulturkampf di Otto Von Bismarck, il grottesco risorgimento italiano, l'anticlericalismo temporale e viscerale, il fanatismo delle sètte protestanti americane e tutte quelle contaminazioni volgari ricevute nei secoli e accolte come fatti misterici e cause da far proprie, invece di lasciarle fuori dai templi ?".
Aldo Mola mi sorrise, accarezzandosi le mani.
"Esistono. Ne sono certo", disse con sollievo. "Basta che comincino a operare e ce la faranno. Ovunque essi siano in questo momento, brindiamo al loro lavoro, per costruire la nuova fratellanza".
Alzammo il bicchiere. E, nel sorseggiare un delicato vino di quelle colline, non smettemmo di guardarci negli occhi.
Dunque una speranza, per la massoneria, c'è ancora ?




4 novembre 2011

"Parliamo di Massoneria": un volume dell'ex Gran Maestro Armando Corona


Armando Corona (1921 - 2009), personalità di spicco del Partito Sardo d'Azione e successivamente del Partito Repubblicano Italiano, nel 1993, tre anni dopo aver retto il Supremo Maglietto del Grande Oriente d'Italia di cui fu Gran Maestro dal 1982 e tre anni prima di fondare la Gran Loggia d'Italia UMSOI, diede alle stampe un ottimo manuale di esoterismo dal titolo "Parliamo di Massoneria", edito dalla Bastogi con prefazione del prof. Aldo A. Mola con il quale fondò, peraltro, il Centro per la Storia della Massoneria.
L'introduzione del prof. Mola ci riporta indietro nel tempo, ovvero nell'epoca in cui i Gran Maestri della Massoneria erano soliti pubblicare dei "memoriali", specie in terra di Francia (pensiamo ad esempio ai Gran Maestri del Grand Orient de France che tutt'oggi pubblicano importanti scritti e discorsi).
Il prof. Mola, ricorda dunque gli scritti del Gran Maestro Giordano Gamberini, uno fra i pià grandi iniziati della Libera Muratoria italiana e le "balaustre" del suo successore, Lino Salvini, Gran Maestro dal 1970.
Ed ecco Armando Corona che, partendo dalle sue umili origini sarde in un piccolo paese di 3.000 abitanti, Villaputzu, racconta il suo percorso professionale di medico e spirituale di massone.
Racconta ai profani ed agli iniziati il significato profondo della Massoneria, la quale affonda le sue radici nell'Umanesimo e nell'interconfessionalismo. Ne percorre le tappe storiche, approfondendo la storia della Massoneria italiana, le sue scissioni, la clandestinità durante il fascismo, la sua evoluzione dal dopoguerra all'età moderna.
Offre poi ai lettori i rudimenti della ritualità massonica e del simbolismo: la base per la ricerca della via iniziatica entro sè stessi. La via della conoscenza, dell'antica gnosi, della levigazione delle pietra grezza sino all'edificazione del cosiddetto "Tempio interiore".
Parla di laicità e del rapporto fra scienza e fede e fra Massoneria e religioni. La necessità di un cammino comune fra fedi diverse alla ricerca della pace e del superamento degli steccati ideologici all'insegna della lotta contro il materialismo.
Il volume è completato da approfondite note del massonologo Luigi Troisi ed impreziosito da immagini e fotografie di simboli e documenti massonici.
"Parliamo di Massoneria" è, dunque, un'opera completa. Le memorie di un Gran Maestro del nostro recente passato.

Luca Bagatin



21 maggio 2011

Fratelli d'Italia: rapporto fra Massoneria e Risorgimento



"Fratelli d'Italia" dei veneziani Maurizio Del Maschio, Stefano Momentè e Claudio Nobbio, edito dalla Bastogi, è certamente il libro del 150enario dell'Unità d'Italia.
Non è solo o tanto un libro di "memorie sul rapporto fra Massoneria e Risorgimento" - come recita il sottotitolo - ma un vero e proprio compendio di Storia patria e risorgimentale.
Gli autori, significativamente, hanno voluto inserire - quale introduzione - un articolo del 1988, scritto dal già Presidente del Consiglio Giovanni Spadolini dal titolo "Dallo Statuto Albertino alla Costituzione repubblicana".
Fine storico, Spadolini, ripropone l'excursus che portò l'Italia dalla forma monarchica costituzionale a quella repubblicana: dall'oligarchia alla democrazia.
Gli autori di "Fratelli d'Italia", conducono dunque il lettore dall'Italia dei Lumi all'Italia napoleonica, divisa ancora in piccoli staterelli, parlando in particolar modo dell'influenza della Massoneria e delle idee massoniche di emancipazione nel processo di unificazione.
Sono dunque illustrate eminenti figure quali: Giuseppe Mazzini (carbonaro sì, massone probabilmente no); Giuseppe Garibaldi (repubblicano, mazziniano, massone, mai socialista, per quanto socio onorario di gran parte delle Società Operaie e di Mutuo Soccorso dell'epoca); Re Carlo Alberto di Savoia, Re Vittorio Emanuele, il Conte di Cavour....sino a Goffredo Mameli, il cui inno nazionale musicato dal massone Michele Novaro - Fratelli d'italia, appunto - è, emblematicamente, di origine libero muratoria. Così come è di origine libero muratoria persino il Tricolore italiano.
L'ottimo libro storico si conclude dunque, in appendice, con gli Articoli di Legge dello Statuto Albertino e della Costituzione della Repubblica italiana.
Come scritto e dimostrato dagli autori, l'Italia fu fatta nel segno di tre simboli inequivocabilmente massonici e - citando lo storico Aldo A. Mola - cagliostriani: il Tricolore, simbolo della libertà; l'Inno nazionale, simbolo della Fratellanza e la Carta Costituzionale, simbolo dell'Uguaglianza.

Luca Bagatin



1 aprile 2011

"Miti della Massoneria": recensione di Luca Bagatin tratta dal numero 7 di YR Magazine

“Miti della Massoneria”
recensione di Luca Bagatin tratta dal numero 7 di "YR Magazine"
organo ufficiale del Rito di York del Grande Oriente d'Italia



"Miti della Massoneria" e, a destra, l'autore Lino Sacchi

Il nuovo libro di Lino Sacchi analizza, con la consueta ironia e competenza, la mitologia massonica passata e presente.
Lino Sacchi, fine studioso di Massoneria nonché egli stesso massone del Grande Oriente d'Italia e del Rito Scozzese Antico ed Accettato, anche quest'anno ci sorprende con un agile volumetto delle Edizioni L'Età della'Acquario sui "Miti della Massoneria".
Lo stile profondamente ironico di Sacchi è inconfondibile, in particolare per coloro i quali si sono già divertiti nel leggere il saggio "Storie sorprendenti di Liberi Muratori", che abbiamo peraltro recensito per "Secreta Magazine" qualche numero fa. In "Miti della Massoneria", il Sacchi approfondisce gli aspetti "mitologici", per così dire, della Libera Muratoria.
Troviamo, dunque, i Cavalieri Templari che, pur non potendosi considerare dei precursori della Massoneria, hanno fornito talune basi rituali alla stessa, in particolare a quella di Rito Scozzese Antico ed Accettato. Troviamo poi i mitici Rosa Croce, la cui reale esistenza è per molti versi messa in dubbio dallo stesso Lino Sacchi, ma il cui mito servì a raggruppare intellettuali ed alchimisti in vere e proprie confraternite nelle quali propagandare ideali e conoscenze scientifiche, osteggiate dalla Chiesa cattolica.
?Lino Sacchi dedica poi una sezione del libro a Dante Alighieri e sfata il mito del Dante Cavaliere Templare, Rosacroce o proto-massone. Dante, insomma, fu un sommo poeta e nulla di più. Ad ogni modo è innegabile che ispirò moltissimi ricercatori dello Spirito nei secoli a venire.
Un'ampia sezione del volume è dedicata alla "teoria del complotto" massonico che, in ogni tempo e in ogni epoca, ha affascinato numerosi curiosi, anche sul web. Teoria la cui origine è racchiusa nelle paure dell'uomo relative alla crisi economica, alle rivoluzioni, alle malattie, ovvero, come spiega egregiamente Lino Sacchi, nelle "pulsioni archetipali che inducono l'individuo a identificare come responsabile un nemico". ?Nei secoli, sappiamo bene, sono stati identificati come nemici gli ebrei, i massoni, gli omosessuali, le persone di colore..... Ecco come, in sostanza, si è creata questa assurda "teoria del complotto". Teoria alimentata da personaggi abietti come l'abate Barruel o l'ex massone Leo Taxil, secondo i quali la Massoneria era retta da Satana in persona ed i suoi adepti avevano il compito di complottare con lo scopo ultimo di decidere i destini del Mondo, anche per mezzo di lobby ed élite finanziarie.?Ovviamente, tale teoria, non poteva che essere alimentata dalla Chiesa cattolica, in aperta ostilità con ogni forma di spiritualità diversa dal dogma religioso da essa imposto.
"Miti della Massoneria" presenta poi, alla fine del volume, una serie di "appendici" di approfondimento relative ai miti trattati.? Quelli che personalmente mi hanno affascinato di più sono gli aneddoti "massonici" relativi alla Rivoluzione Americana del 1776, la quale, a differenza di quella Francese, fu proclamata da massoni e sulla base di principi massonici di libertà e democrazia.
"Miti della Massoneria" è decisamente proprio quel tipo di libro che non può mancare nella libreria di un perfetto ricercatore spirituale e del mistero.

Luca Bagatin

Desidero segnalare che al link http://www.grandeoriente.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1672:rimini-1-2-3-aprile-2011-programma-della-gran-loggia-2011&catid=27:eventi-e-news&Itemid=12 potete trovare il programma della Gran Loggia 2011 del Grande Oriente d'Italia che si tiene dall' 1 al 3 aprile.



17 marzo 2011

BUON CENTOCINQUANTENARIO (TERZA) ITALIA ! (e chi non la vuole ancora riconoscere se ne vada all'estero, grazie)




16 dicembre 2010

Ciao Bent !

Ad un anno dalla scomparsa di Bent Parodi di Belsito, vorrei qui di seguito ricordarlo con l'articolo che pubblicai su questo blog il 31 dicembre del 2009



Ho appreso con profonda tristezza della morte di Bent Parodi di Belsito, giornalista, compagno Repubblicano e Grande Oratore Aggiunto del GOI, nonché ultimo discendente della nobile famiglia siciliana dei Gattopardo.
Ho avuto modo di conoscerlo fra il 9 ed il 10 novembre 2008, partecipando entrambi come relatori alla conferenza "Massoneria di Popolo o Massoneria d'Elite ?", organizzata dal Rito Simbolico Italiano del Grande Oriente d'Italia a Montefiore Conca in provincia di Rimini.
Di lui ricordo il temperamento gioviale, le sane mangiate a pranzo, cena e colazione, nonché le fumate di sigaretta che ci siamo piacevolmente fatti trovandoci ad alloggiare nel medesimo hotel, l'uno con la stanza accanto all'altro. E soprattutto ricordo con molto piacere le chiacchierate su esoterismo e massoneria e ciò che mi disse a proposito del mio cognome - Bagatin - che egli sosteneva derivasse da "Bagatto", la nota carta dei Tarocchi che rappresenta il prestigiatore che si evolverà in Mago.
Rimanemmo poi in contatto telefonicamente al punto che in questi giorni lo cercai al telefonino per gli auguri del Solstizio d'Inverno, comprensibilmente senza alcun successo.
Voglio ricordare Bent Parodi con una frase che mi disse proprio in hotel, prima della conferenza che tenemmo: "Per me lo scopo ultimo della Massoneria è quello di far diventare l'Umanità intera un'elite di persone migliori ed affratellate fra loro".
Una frase che non scorderò mai e che porterò sempre con me, come il ricordo di questo grande Maestro.

Luca Bagatin (nella foto accanto a Bent Parodi)



12 agosto 2010

Questionando attorno al Grande Oriente d'Italia ed al "Grande Oriente Democratico"



Tempo fa, verso la fine di aprile, mi è capitato di scoprire e lodare l'attività del gruppo "Grande Oriente Democratico", una corrente interna alla Massoneria del Grande Oriente d'Italia fondata da Gioele Magaldi che si proponeva di riformare il GOI il senso democratico e libertario.
Ho anche sottoposto loro alcuni miei scritti in tal senso e, gentilmente, li hanno pubblicati sul loro sito che ho anche pensato di linkare sul mio blog.
Da qualche tempo mi capita di leggere e sentire il sig. Magaldi sui media nostrani. E di sentirlo parlare, più che di valori massonici ed esoterici, di politica, di Berlusconi, del Gran Maestro del GOI Gustavo Raffi che sarebbe berlusconiano (cosa assai improbabile vista la sua comprovata fede repubblicana mazzinana), eccetera.
Ed allora ho cominciato a pensare che questo "Grande Oriente Demcoratico" non fosse altro che l'ennesima associazione politica e/o para-politica che, francamente, con l'esoterismo e la Massoneria c'entra come il due di picche.
Magaldi, che ama molto esporsi sui media, parla di Berlusconi come del "Fratello Silvio", quando è stato ampiamente dimostrato anche da un recente saggio del prof. Aldo Mola, che Berlusconi, come molti della P2 di Gelli (loggia regolare, certo, ma che di massonico aveva poco o nulla), ricevette al suo indirizzo una semplice "tesserina" del GOI senza ricevere alcun rituale massonico e senza alcuna serietà sotto il profilo iniziatico-esoterico. Dunque: Berlusconi non è un massone.
E poi il sig. Magaldi parla, nei suoi recenti scritti che si possono leggere tranquillamente sul sito www.grandeoriente-democratico.com, di voler costruire un'Associazione politico-culturale che si proponga come obiettivo una "nuova coalizione di centro-sinistra". Più che legittimo, per carità. Ma non si confonda la politica con la Massoneria. E non è per nulla simpatico l'utilizzare il vessillo massonico a scopi politici o personali.
La Massoneria, infatti, è un'organizzazione spirituale che raccoglie persone dalle più varie fedi religiose ed anche dai più vari ideali politici. Non è possibile, nel suo seno, discutere nè di politica nè tantomeno di religione, proprio allo scopo di salvaguardare l'antidogmaticità dell'associazione e la più ampia concordia fraterna.
Sarebbe piuttosto da chidersi se questo "Grande Oriente Democratico" si stia muovendo più in vista delle prossime elezioni politiche - fiancheggiando quel Pd che condanna, al suo interno, i massoni - che per il rinnovamento della Massoneria italiana.
Massoneria italiana che necessiterebbe un ritorno alle sue origini gnostiche ed esoteriche, mandando del tutto a farsi un bagno le questioni meramente politiche (che francamente hanno, negli ultimi quindici anni, raggiunto il loro livello più basso) e profane.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini