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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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11 aprile 2014

"Mi ricordo quattro anni fa...": monologo by Baglu

Quanti anni sono passati ?

Quattro.

Quattro esatti o quasi.

Stavamo ancora assieme e ancora rimpiango il fatto di non aver fatto in tempo a conoscere tuo padre.

Venni a Roma, in quei giorni, ricordi ?

Tuo padre morì lo stesso giorno in cui io arrivai.

Quando me lo discesti scoppiai in lacrime e, ancora oggi, quando ci ripenso, mi accade.

Non conobbi mai R., ma mi sarebbe piaciuto. Secondo me saremmo diventati amici.

Forse addirittura, a volte, ti avremmo rimproverata entrambi. Eheh, lo so, ho sempre avuto con te questo atteggiamento da padre, che forse hai sempre odiato. Mi avessi lasciato per questo, forse, avrei anche capito.

Mai sentirsi il padre della propria donna. Eh, che ci vuoi fare. Ho sempre pensato che sarei stato un pessimo padre, però l'istinto paterno (o, meglio/peggio, paternalistico) l'ho sempre avuto.

Ricordo quando andammo al mare, a Torvaianica. Passeggiavamo sulla spiaggia. Conservo ancora le foto di quei giorni, che spesso rivedo. Com'è accaduto anche ieri.

Eravamo forse un po' diversi da come siamo ora. Io sono peggiorato. Perdo i capelli, anche se sono molto più lunghi di allora. Però eravamo una bella coppia, credo.

Ripenso a quei giorni con tristezza e nostalgia.

Non avrei mai voluto che R. vi lasciasse. Di fatto, credo, non lo abbia mai fatto. La sua anima ha fatto una scelta. E vai mai a capire la ragione per cui le anime fanno certe scelte.

Ricordo una foto, in cui tu, bambina, stavi sulla pancia di tuo padre. Sorridevate entrambi. Credo di averla conservata da qualche parte, quella foto. Sicuramente nella mia memoria.

Qualche giorno dopo vidi Peter e andammo a mangiare ad un cinese del centro. Peter mi fu vicino anche quando mi lasciasti. Oggi Peter non c'è più. E' volato via anche lui.

Tutti volano via. Magari sono liberi, mi chiedo spesso ? E mi rispondo “sì, lo sono”.

Qui, noi, lo saremo invece mai ?

Mi sono sentito libero, quando sono stato accanto a te.

Non lo dimentico e non ti dimenticherò, qualsiasi cosa accada o stia accadendo.

Perché le cose accadono, ci scivolano addosso. A volte nelle cose ci scivoliamo noi stessi.

Per quel che mi riguarda cerco di rimanere con i piedi per terra. Pervaso dai ricordi.




31 marzo 2014

"Incidenti": monologo by Baglu

Un incidente.

Due incidenti.

La vita è lastricata di incidenti, purtroppo.

Ma non sempre o per tutti è così.

E' crudele se un incidente accade ad una persona che non conosci, ad una ragazza giovane, bella, sicuramente intelligente e piena di prospettive presenti e future.

Un incidente, specie se grave e che potrebbe compromettere molto della vita di questa persona, riesce a sconvolgerti. Specie se, l'incidente, riguarda indirettamente anche una donna a te cara.

Mi sembra di scrivere sempre un mucchio di banalità, epperò mi aiuta a sfogarmi. A comprendere e ad accettare meglio le crudeltà dell'esistenza.

Crudeltà.

Tutto potrebbe essere spiegato dal karma. Studio da anni filosofia e spiritualità orientale ed occidentale. Dovrei saperle queste cose, ma, chissà perché, non sono mai riuscito ad accettarle sino in fondo.

Anche quando morì il padre di Lei, nell'aprile del 2010. Ricordo ancora quegli abbracci, fra noi, a due passi dalla camera mortuaria. Ed io a spiegarle del karma. Del fatto che l'anima di ciascuno di noi sceglie il suo percorso e che tale percorso è utile alla sua evoluzione spirituale.

Se c'è una cosa che mi hanno insegnato, in famiglia, sin da bambino, è che la sofferenza va evitata. Affrontata, sì, ma, se possibile, evitata sempre. E, in questo senso, questa cosa del karma (alla quale mi appassionai pur sin da ragazzino), mi ha sempre dato un certo fastidio.

La vita andrebbe goduta, sperimentata, vissuta, con leggerezza, con pienezza, senza fastidi, sofferenze, incidenti. E soprattutto questi dovrebbero capitare solo a coloro i quali li meritano davvero: subito e in questa vita !

No, non funziona così. Ecco che mi inalbero e finisco per andare fuori tema e sviluppare quel senso di vendetta atavico che non serve a nulla.

Non in questo caso, almeno.

Sono fiducioso.

Questa non è la classica frase di circostanza, ma una cosa alla quale credo davvero.

Domani, o nei prossimi giorni, lei starà meglio. Avrà ancora il suo braccio, tornerà a casa e vi riabbraccerete.

No, non è un happy end tanto auspicato, ma una sensazione che ho nel cuore e che coincide anche con il lieto fine auspicato da tutti. Anche da coloro i quali non ti conoscono.

Non so se mi posso permettere di sbagliare. Non voglio sbagliarmi.

Voglio che, almeno per una volta, sia evitata una crudeltà inutile.




12 gennaio 2012

"La mia vita è un Caos Calmo: Rimorsi e rimpianti" monologo by Baglu



Un giorno, era periodo di campagna elettorale, quando mi capitò fra le mani un volantino di un candidato sindaco del mio paese e nel quale, sfogliandolo, trovai questa frase: "Preferisco avere rimorsi piuttosto che rimpianti". Fui certo che io, un tizio così, non solo non l'averi mai votato, ma ne provai addirittura vergogna: per lui e per tutti i suoi elettori.
Che frase schifosa.
Ma come si fa, io dico, a preferire i rimorsi ai rimpianti ! E la cosa triste è che la maggioranza di voi, lettori di questo post, magari dirà che sì, è giusto così, che la vita va vissuta a fondo, che sì, si può anche passare sopra al prossimo pur di non negarsi la propria felicità... Massì, dai, avete ragione: facciamo le scarpe al nostro collega, fottiamoci la ragazza del nostro amico, giustifichiamo il pedofilo che, sì, adesca e violenta i ragazzini, ma lo fa per non avere rimpianti ! Poi chissenefrega se ha dei rimorsi, vero ? Se commetterà questo crimine.
Giustificiamo i ladri e gli assassini, ma no, perché non diventiamo anche noi ladri ed assassini ? Non avremo il rimpianto di non essere diventati ricchi rapinando una banca o, perché no, ucciso il nostro peggior nemico !
Massì, evviva i rimorsi, abbasso i rimpianti !
Pensate che sia giusto ? Che sia positivo tutto ciò ? Pensate che io sia un moralista ?
Eh no, cari amanti del rimorso, ma non del rimpianto. Cari amanti della "felicità ad ogni costo" pur di non avere rimpianti.
Sapete che anch'io ho un rimorso ? Una cosa se volete sciocca, ma che mi rode ancora la coscienza e che ancora oggi, nonostante la cosa fosse sciocca e sia stato perdonato dalla persona interessata, no, non riesco ancora a perdonarmi ?
Guardate che non dovete nemmeno giustificarvi con me, che sto qui, seduto su questa panchina e, pergiunta, sono un personaggio di fantasia. Sì, voi che non la pensate così mi fate un po' schifo, ma il problema non è certo mio. Ma vostro.
Magari, chissà, sono proprio la vostra Coscienza. Magari una Coscienza l'avete ancora, nonostante abbiate buttato una vita a credere di fare gli edonisti, sempiterni ragazzini deficienti rottinculo, abbiate insegnato persino ai vostri figli o ai figli dei vostri figli che sì, "meglio avere rimorsi che rimpianti".
Tanto...la vita è una sola, no ?
Con tutto il mio più profondo disprezzo umano ed i miei più sentiti calci nel deretano.




15 giugno 2011

"La mia vita è un caos calmo: voglio il diritto all'infelicità !": racconto monologale by Baglu




Come stai ?
Abbastanza male, grazie.
Ad ogni modo, non ne voglio parlare.
Voglio il diritto all'infelicità.
Voglio rimanere con il mio dolore, non perché ci sto bene, ma, perché, non ci sto poi così male.
E' lacerante aprire e riaprire le vecchie ferite.

Elenco delle cose che non voglio riaprire:

il cassetto dei ricordi
le mie casse piene di libri, già imballate per un eventuale trasloco
i rapporti chiusi non da me
i rapporti chiusi da me
quella porta
lo scomparto del freezer: è troppo pieno e rischia di cadermi addosso la vaschetta di gelato che ho faticosamente tentato di piazzare
le discussioni vuote

Quali sono le discussioni vuote ?
Quelle politiche, ormai, da qualche tempo.

Ho interrotto l'elenco. Sì, lo so.
Magari lo riaprirò, forse, in seguito.

Sono un avvocato, o, meglio, utilizzo valigette da avvocato.
Nere, sicure, talvolta con combinazione, talvolta in pelle, talaltra in cuoio.
Rigorosamente nero.
Che cosa ci porto dentro ? Strumenti da lavoro, scartoffie...
In realtà ci porto dentro solo una foto di mio figlio.
Oggi ho visto un padre ed una madre che camminavano, fieri e sicuri, impettiti, lasciando dietro loro il loro figlio di dodici anni circa. E lui a gridare loro: "Aspettatemi !", mentre loro, niente...lì ad ignorarlo e ad andare avanti, oppure a guardarlo in cagnesco.
I figli vanno amati.
Confesso che avrei voluto spaccare la faccia a quei due genitori e l'avrei fatto se non fosse che mi sono fermato qualche secondo prima. Ho gridato al ragazzo: "Ehy !" e l'ho salutato, sorridendogli.
Lui ha ricambiato il sorriso.
Vabè, il mondo è pieno di stronzi. Peccato solo che ce ne siano troppi e che non esista un referendum per abrogarli.
Viviamo in democrazia ed io troppo democratico non lo sono mai stato.
No perché non è che puoi far parlare tutti, che puoi lasciare spazio anche a quelli che rompono le palle, che se ne fottono dei propri figli, a quelli che dicono la loro perché si annoiano di stare a pensare ai fatti loro.
Lo so, sono snob. Sono profondamente snob, ma mi va bene così.

Ve la ricordate Roma negli anni '80 ?
D'estate, dopo le sei di sera, il sole, la calura, i palazzi, camminare da bambini, per le strade di Trastevere o del Gianicolo.
Io me la ricordo. E' uno dei miei ricordi più belli.
A me l'estate non piace punto, però, l'estate, a Roma, negli anni '80 era tutta un'altra cosa.
Era l'83 o '84, era dopo i Mondiali. Faceva caldo, non pioveva, noi ragazzini ridevamo, giocavamo, mangiavamo all'aperto.
Mi sembra passato un secolo e, forse, è così.

Elenco delle cose che mi piacevano da bambino:

i dolci
le ragazze più grandi
il gelato al pistacchio
le torte
le caramelle, soprattutto mou
Asterix
le figurine Panini
la Roma
il soldato romano (mi se che non era così però) delle monete da cento lire
il giardino interno della palazzina di mia zia in Via Monte del Gallo
i soldatini
i gatti, anche quelli randagi, soprattutto quelli randagi
Pippo
i gelati Eldorado
il colore giallo
Kunta Kinte
Il libro della giungla



4 giugno 2011

"La mia vita è un caos calmo": soliloquio nervoso by Baglu



Dovrei scrivere, vorrei scrivere, ma non mi riesce così facilmente oggi.
A voce, o, meglio, nella mia testa - sino a ieri almeno - le frasi si stampano più facilmente: pensieri sui quali riflettere, spesso, a voce alta.
Fra uno sbuffo e l'altro.
Partiamo, ad esempio, dalla politica.
Da una frase che mi da fastidio sentire, ultimamente o, meglio, da qualche anno: "sei ideologico".
Ma che vuol dire ? Io non lo so, anche se a dirmelo sono questi fighetti di sinistra oggi quasi sessantenni. Gente che ha perso la sua gioventù da gente benestante (non come me, che benestante non lo sono mai stato; non come me, che di sinistra non lo sono mai stato nemmeno quando militavo a sinistra) correndo dietro a un'ideale di pace universale...con alle spalle l'Unione Sovietica, il volto triste di Berlinguer, il moralismo di Giuliano Ferrara.
Oggi, questi quasi sessantenni danno a me, che con la loro cultura estremista non ho mai avuto nulla a che fare, dell'"ideologico".
Ma vi sentite quante cazzate sparate o quante ne avete sparate negli anni '70 ? Voi bocconiani, voi "à la page" con la bandierina rossa ?
Voi che davate dei "froci" agli omosessuali e dei "negri" agli africani ?
Oggi no, tutti a rassicurare...a fare i politically correct....
Vabè, fingiamo di cambiare argomento.
Parliamo di donne.
Ne ho conosciuta una. Non dirò il suo orientamento politico perché è inunfluente (comunque una di sinistra). Ecco, questa qui fa parte della mia generazione. E' stronza per questo ?
No, perché è stronza è basta. Non puoi scriverle sulla sua pagina di facebook (oggi, questa cazzata internettica, è così "à la page", pare) una frasetta che subito ti cancella dagli amici, o non ti caga più, oppure ti dice che il comitato centrale del suo partito le impone di fare la brava bambina anche nella sua vita privata.
I giovani in politica, oggi, sono le fotocopie escrementizie dei loro vecchi predecessori.
Vabè, sono incazzato, va bene ?
Chi mi conosce sa che non dico mai parolacce, ma che ne scrivo troppe.
E chi mi conosce sa che ci sono delle persone che mi mancano molto, ma sa anche che io sto bene da solo, con il mio dolore.
Che non voglio parlare con nessuno perché ho superato da solo i miei quattordici anni e, quindi, potrò superare anche quelli a venire.
Ora ci vorrebbe un bell'elenco ed invece vi parlo di Luisa.
Luisa aveva diciassette anni, quando la conobbi, quasi diciotto.
Io ne avevo ventiquattro.
Ci innamorammo (?).
Vabè, una frequentazione di due mesi, nemmeno troppo assidua.
Mi lasciò senza dirmi nulla, nel senso che scomparve.
Dovetti farle la posta, aspettarla fuori da scuolaguida per poterle parlare. Solo per qualche minuto, al parco.
Mi disse che voleva lasciarmi, che però non voleva farmi soffrire e che lo faceva perché mi vedeva più come un amico. E mi disse anche che lei aveva aspettato tutta la vita il "principe azzurro" e che con me lo aveva trovato, ma che ora aveva capito che non era quello che voleva.
Non ditemi che sono ragionamenti da una diciassettenne-diciottenne.
Non ditemelo perché mi fate solo incazzare. Non dite cazzate, per favore. Evitate anche di scriverlo.
Non è così. Luisa lo avrebbe detto anche se avesse avuto quarant'anni, magari con termini un po' diversi.
Vabè, io Luisa l'ho sognata qualche notte fa, ma non mi ricordo molto del sogno. O forse non voglio ricordarmelo.

Elenco delle cose che non voglio ricordarmi:

di dover incontrare delle persone che non voglio rivedere
di lavare due magliette zozze
di dover ringraziare quel mio amico per quella cosa che mi ha spedito
di andare ad una festa di cui non me ne importa nulla
di alzarmi presto
di scrivere quell'articolo di cui non mi importa nulla
di Lei che dovrei cercare di dimenticare e che invece non voglio dimenticare

Oggi è la Festa della Repubblica e qualcuno mi ha chiamato, stamattina, per invitarmi a un convegno-incontro-celebrazione.
Avevo caldo e sonno ed ho così rifiutato.
Pensavo all'estate scorsa, a quando sono stato al cinema con Lei.
Una sera abbiamo visto "Sex and the City 2". Non che mi andasse, io amo i film horror e trhiller. L'ho fatto per Lei.
Mi sono anche divertito e molto e Lei con me, a vedere quelle quattro sgallettata ad Abu Dhabi. Lei teneva la sua testa sulla mia spalla.
Lo faceva spesso.
Poi abbiamo visto anche altri film, fra cui "Toy Story 3" in 3D. A entrambi era simpatico il personaggio del maiale.
Non so perché ogni tanto certi ricordi riaffiorano. E' strano perché io di solito cerco di pensare alle cose negative del mio passato. Per evitarle nel presente.
Bei ricordi, già.
Prima di conoscere Lei non dicevo mai "già". Oggi lo uso abitualmente.

Elenco delle parole che dico abitualmente:

insomma
già
quindi
mah
uff
boh
però
perché
ah

Mi sto dilungando troppo, per oggi.



26 maggio 2011

"Io mi devo difendere": monologo caotico, ma calmo by Balgu



La felicità, se esiste deve essere assoluta.
Perché sporcarla con tutto questo dolore.
A voi sembra giusto ?

Mi è stato chiesto di fare un elenco delle cose che amo.
Mi è stato fatto notare, dunque, indirettamente, che io un elenco di questo tipo non l'avevo ancora fatto.
I miei elenchi, ormai, stanno persino prendendo piede sul web.
Peccato che non siano miei, ma una metafora del "caos calmo" che ci circonda. In tanti.
Ecco, vabè, facciamolo quest'elenco.
Elenco delle cose che amo...no, ecco, io non amo.
Amare è una parola troppo grossa, troppo alta. Un po' come la felicità: è assoluta. Perché sporcarla con tutto questo dolore ?
Diciamo che farò l'elenco delle cose che mi piacciono.
Elenco delle cose che mi piacciono:

leggere
scrivere
andare in bicicletta
corteggiare le belle ragazze
mangiare
mangiare molto, soprattutto dolci
dedicarmi a giochi di strategia al computer
fare politica, ma solo un tempo
chiacchierare
chiaccherare al telefono
fumare
bere caffè
camminare, per le strade di qualsiasi città, rigorosamente da solo
i gatti

Perché questo elenco mi deprime ?
Perché non lo sento mio. Non che non siano vere le cose che ci sono scritte ma solamente....che senso ha fare un elenco del genere ?
Le cose che mi piacciono le conosco già, non occorre che le fissi su carta, su foglio elettronico o altrove.
Le faccio, le realizzo.
Sono lì. Ci saranno sin che morte non mi separi.

Le cose cambiano, le persone si trasformano...quanto ho odiato questa frase.
Me le raccontavano anche quando ero adolescente. Ho iniziato ad odiarla allora.
Da allora non sono più cambiato. Al massimo ho cercato di smussare qualche angolo, di essere più comprensivo, maggiormente onnicomprensivo. Onnivoro no: il formaggio non mi piaceva allora e non mi piace nemmeno adesso.
Magari sarò imperfetto, però voglio essere coerente.
Poi c'è un'altra frase che non ho mai accettato: "Sai, Baglu, ti devo parlare, è stato tutto molto bello, ma l'amore è finito".
Non ci posso pensare. E preferisco chiudere prima, perché aprire significa creare voragini che difficilmente possono essere, anche con il tempo, colmate.
E' vero, come diceva Michele Apicella: "Io mi devo difendere".


Ringrazio e saluto l'amica Valentina D'Agostino, di cui qui ho voluto riportare la foto tratta da "Un passo dal cielo"



13 maggio 2011

"La mia vita è un caos calmo": monologo o cortometraggio in atto unico by Baglu

Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
Non accontentarmi di piccole gioie quotidiane

(Franco Battiato)



Comincio ad avere problemi di insonnia.
Di solito mi succede, anche se sempre più di rado, credevo, con la primavera.
Odio la primavera e l'estate. L'oppressione del caldo che mi sale alla gola e mi fa sbuffare in continuazione, tutta la notte.
Ho iniziato a sbuffare anche di giorno. E a dire "cheppalle".
Prima mal sopportavo le situazioni. Oggi proprio non le tollero.
Se poi qualcuno si permette qualche screzio, esordisco con una bestemmia. E poi lo uccido inveendogli contro.
Infondo bestemmiavo lui. Perché tutti siamo Dio, solo che in questa vita materiale ci comportiamo come merdine che non sanno di essere tali.
Tanto vale ricordarlo a qualcuno ogni tanto.
Mi ricordo di quando mangiavo delle crepes alla nutella con Lei. A Torvaianica l'estate scorsa. Era la Festa del Mare o qualcosa del genere.
Chiacchieravamo su una panchina. Ci dicevamo cose. Cose che non mi va di dire, un po' perché non me le ricordo, un po' perché non mi va. Cose, persone.
Quella sera mangiammo anche una pizza e giocammo a quel gioco, quello del piattello sospinto da dell'aria, che devi cercare di mandare nella porta dell'avversario.
Sono stato bene quella sera. Penso lo sia stata anche Lei.
Elenco delle cose che odio:

litigare
gli automobilisti
gli automobilisti che mettono la musica a palla
la musica a palla
gli automobilisti che suonano il clacson, specie se per salutare qualcuno per strada
i rompipalle
le donne che dicono che sanno ciò che vogliono dalla vita
quelli che discriminano
gli impiccioni
gli stronzi
gli uomini sopra i quarant'anni quando si credono dei ragazzini
gli uomini sopra i quarant'anni che sparano cazzate
i genitori che si separano
i poligami
la gente che parla troppo
la gente, intesa come folla
i luoghi comuni
i self made man
quelli che ogni due parole te ne tirano fuori una terza in inglese

Di cose ce ne sarebbero ancora. Ora non mi vengono in mente, ma sicuramente ce ne sono.

Adoro mangiare. Ma non ... no, questa la cancello, magari la riscrivo meglio un'altra volta.
Mi ricordo quella volta...no, non mi ricordo. Ho sempre avuto una pessima memoria e poi io vivo troppo spesso di ricordi.
E' importante vivere di ricordi, perché questi ci fanno vivere e pensare.
Una cosa che non riesco più a fare è piangere. Mi si sono richiusi i rubinetti.
Non ricordo l'ultima volta che piansi.
Una volta, da bambino, piansi perché ricordo che mi prendevano in giro perché non ero agile e a ginnastica cadevo sempre per terra ad ogni esercizio fisico.
Una volta mi ricordo che fra l'altro si divertivano a giochicchiare con il mio cappello. Ho sempre amato portare cappelli e quei piccoli figli di mignotta si divertivano a lanciarsi il mio cappello...ahah...se ci penso ora che so che erano veramente figli di mignotta... No, non mi viene da ridere, mi viene da pensare.
Mi viene da pensare a tante cose, a tante persone. A quelle vive, ma soprattutto a quelle morte. Che sono anche la maggioranza fra coloro i quali ho conosciuto in vita mia.
Non riesco a pensare alla morte come ad una cosa serena.
Da bambino ero convinto che un morto fosse un vivo che, una volta diventato vecchio, sarebbe stato rinchiuso per l'eternità in una cassa sotto terra. Per non rompere i coglioni, forse.
Chissà perché i bambini pensano sempre che i vecchi rompano i coglioni. Poi si cambia, per fortuna.
Ricordo che allora non volevo morire.

Elenco delle cose che non riesco a vedere ed a cui non riesco a pensare:

i morti
la cronaca nera
i deportati nei campi di sterminio
a Lei
a Bruno Vespa
i politici fasulli delle trasmissioni di Bruno Vespa (tutti)
la pubblicità
il prelievo del sangue
alla morte di mia madre
a Gigi Marzullo, che incrociai nei corridoi di Via Teulada ed ignorò tutti gli spettatori in fila indiana, me compreso
al domani.

Vorrei dire altre cose.
Meglio che mi sto zitto.
Fare altri elenchi, altri bilanci.
Chiedermi se è il caso di ri-cominciare oppure di lasciarsi cullare dalle onde o, meglio, se è il caso di continuare ad incazzarsi.
No, non me lo chiedo. Vado avanti così perché è l'unico modo che conosco per andare avanti.
Mai tornare indietro, mai guardarsi alle spalle.
Semmai: guardarsi le spalle.
Ora sono stanco, ho sonno e non ho voglia di proseguire questo delirio monologale.
Ho sempre amato coniare nuovi vocaboli.




9 giugno 2009

"......TI VENGO A CERCARE ?": monologo surRenale (a tratti romantico, a tratti ermeneutico) by Luca Bagatin



….....ero perplesso.
Più perplesso di quando sono solitamente perplesso.
E non che la cosa mi sia mai piaciuta più di tanto.
Odio il caldo. Non è una novità. Il caldo mi fa star male. Mi rende triste e nervoso.
Amo la pioggia, il freddo, la neve.
Indossare il cappotto. Nero, scuro. Vestirmi di scuro per nascondere i chili di troppo. La trippa.
Indossare il Borsalino modello Humphrey Bogart ed accendermi un sigaro Antico Toscano.
Ma non è questo il punto.
Il punto è....una donna. Una bella donna.
Una ragazza, anzi, direi, piuttosto.
Kia C.
La conscevo appena. Anzi, è forse il caso di dire che non la conoscevo affatto. A parte il fatto che lei era seduta dietro ad un bancone ed io di tanto in tanto le chiedevo....informazioni.
Per così dire.
Mi ero informato sul suo nome e, già che c'ero, anche sul suo congome.
Per vedere se era reperibile su feisbuc.
Quel contenitore di facce di buco (a cominciare dalla mia) non mi ha mai veramente entusiasmato. Però era un buon modo per vedere se.....se potevo trovare il sistema di mettermi in contatto con lei evitando di recarmi al suo bancone e.......
E che cosa ?
E invitarla a bere un caffè...o che so io. No. Non sarei riuscito a invitarla, così, su due piedi.
E poi...era sempre pieno di gente e allora...... E allora non mi va di mettere in imbarazzo nessuno.
Tantomeno lei.
E allora era la solita storia. Punto e a capo. Senza né capo né tantomeno coda. Senza coda né tantomeno....Nè tantomeno il gusto di conoscere una ragazza che t'intriga solo perché ha delle peculiari caratteristiche che t'intrigano.
Le tette ed il culo non c'entrano.
Parlo di occhi, parlo di sguardi, parlo anche di denti e di sorrisi. Parlo di voce. Non necessariamente sensuale. Anzi, quasi da bambina.
Adoro l'innocenza delle mie quasi coetnee, perché mi sono sempre sentito colpevole.
E, poi, non esistevano quasi più quelle che piacevano a me. Quelle non sensuali, quelle non carnali, quelle eteree come qualche cosa che potevi assaporare solo una quarantina d'anni fa. In certi giardini all'inglese. In certi Café parigini. In certi luoghi più letterari che letterali.
Avrei potuto chiedere consiglio a Boris Price Webster, che poi è il mio nuovo fratellino.
Un gatto, s'intende.
In realtà Boris Price Webster non è che si chiamasse proprio così. Diciamo che il suo nome casalingo era Mirtillo.
Ma che cosa avrei potuto chiedere a Mirtillo, che mi guardava con i suoi occhioni verdi nel suo pigiamino nero. Pigiamino, sì. Parlo del suo manto, ovviamente.
E poi non conosco l'inglese e lo sanno tutti che i gatti se c'è una lingua che conoscono è quella inglese !
Come la zuppa.
Avete presente quei video che girano anche su yuttubb con quei mici che parlano ? In che lingua parlano ? Semplice: inglese.
Fatto sta che Mirtillo è un micio davvero simpatico ed abbiamo fatto subito amicizia. Quasi subito, ovvero dopo un paio di zampate reciproche facendo attenzione a non menarci colpi bassi !
E' riduttivo dire che TUTTI i gatti parlano SOLO l'inglese. Ho avuto gatti sin da quando avevo pochi mesi (posso dimostrarlo con tanto di foto ! Uno di loro – Fulmine - giocava con me nella mia culla quando non avevo che un paio di mesi o giù di lì) e sarebbe sciocco da parte mia non rivelare che riesco a parlare correntemente con ciascuno di loro (loro, non essi ! E non costringetemi a BESTIEmmiare...$xyçòXX).
Ovviamente riesco a parlare con ciascun gatto in perfetto italiano !
Uff....se qualche editore o critico letterario leggesse questo mio scritto sicuramente obietterebbe che: è un flusso di coscienza dell'autore e pertanto non è pubblicabile.
Non amo molto coloro i quali giudicano i testi altrui (anche perché magari non ne hanno mai scritti). Sia detto per inciso. A meno che non siano ottimi amici e non abbiano a cuore che l'elevazione dell'autore in questione.
Non ho mai giudicato testi scritti di qualcuno che non fossi io stesso, ma, se proprio fossi costretto a farlo, penso proprio che giudicherei ottimi solo ed esclusivamente i flussi di coscienza. Che poi non sono che flussi d'incoscienza.
Un po' come i flussi mestruali: a tratti più, a tratti meno fastidiosi....
Ma, dunque, dicevamo......
No, Boris Price Webster sta dormendo....dunque. Kia C. ecco il dilemma !
Come invitare ad uscire Kia C. per conoscerla un po' di più rispetto ai convenevoli abituali buongiorbuonasera ?
Mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm.....
Non sono molto forte con gli inizi. Prefirisco gli indizi.
Da lasciare ermeticamente in giro.



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini