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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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31 marzo 2015

"Politica VS Sensualità": riflessioni (anti)politiche e (contro)culturali by Luca Bagatin

"Ragazzo e ragazza, l'uno tra le braccia dell'altra, Maggie e Jack, nella triste pista da ballo della vita, già demoralizzati, gli angoli della bocca pieni di rinuncia, le spalle che si afflosciano, accigliati, le menti prevenute - l'amore è amaro, dolce è la morte"

(Jack Kerouac)
Viviamo in un'epoca di apparente ricchezza e di reale povertà (interiore, economica...). Questa la conseguenza della globalizzazione e del capitalismo. Ovvero dell'egoismo.
Un tempo si chiamavano usurai e falsari. Oggi si chiamano banchieri.
L'alternativa alla crisi economica mondiale può essere l'esproprio e la conseguente nazonalizzazione/socializzazione del sistema bancario privato.
Prima lo si comprende meglio è.
Ogni qual volta sento proferire dalla bocca di un politico o di un imprenditore le parole "crescita", "innovazione" e "competitività" dalla mia bocca fuoriesce un rutto.
Le battute a sfondo sessuale non hanno mai fatto male a nessuno. Anzi.
E' la malizia che fa male, tanto quanto l'ipocrisia umana.
Due aspetti che rifuggo il più possibile.
Barack Obama paragonò il Colosseo di Roma ad un campo da baseball.
Questo il livello culturale del Presidente di una Repubblica federale che con la cultura ha sempre fatto a cazzotti.
Perdendo inesorabilmente.
Più conosco "sexy star" e più mi rendo conto di quanto siano interessanti e diverse dagli "stereotipi", dalla "vulgata" che le vorrebbe tutte corpo e nulla di più.
La parte più erotica di una "sexy star" (e di una donna, in generale) è l'anima.
Ed è la parte che mi piace sempre scoprire...di più.




7 novembre 2013

Claudio Martelli: la mia icona laica !



In questi giorni è uscita in libreria "Ricordati di vivere" (Bompiani), l'autobiografia di Claudio Martelli, uno fra i politici riformatori e liberalsocialisti più grandi che l'Italia abbia mai conosciuto e che mai più - ne siamo certi - conoscerà.
In attesa di recensire il volume per questi schermi telenettici, desidero riproporvi l'articolo che scrissi l'11 novembre 2006 a celebrazione dell'"icona-Martelli", che per me in particolare è sempre stato un faro politico in tutti gli anni della mia militanza laica e libertaria.

L.B.



Claudio Martelli : la mia icona laica !
di Luca Bagatin
(articolo dell'11 novembre 2006
)



La scuola elementare che ha ospitato le mie giovani membra di studente pseudo-diligente oggi è stata completamente abbattuta: la Scuola Elementare "Giuseppe Garibaldi" (e chi se no !) di Cecchini di Pasiano provincia di Pordenone che frequentai dal 1985 al 1990 oggi è un cumulo di macerie. E così, dopo essersene andati i mitici anni '80 che non ritorneranno più (la Storia per me è finita con i primi anni '90 per poi dissovversi del tutto negli anni '00), se ne è andato anche un pezzo della mia vita. Ora però posso sempre dire
di essere più giovane di cinque anni.
Ripensando agli anni '80 ed ai primi '90 mi tornano alla mente i miei miti. Al di là di Gigi & Andrea nonché Zuzzurro & Gaspare e la sex symbol Ilona Staller in arte Cicciolina (alla quale dedicai un anno fa un intero post), il mio mito politico era Claudio Martelli.
Era e rimane dovrei dire, anche se da diversi anni Martelli è più defilato: cornuto, mazziato e deluso da una politica (con la P maiuscola) che non esiste più. Oggi si dedica infatti al giornalismo.

Ma, andiamo con ordine e soprattutto cerchiamo di far conoscere questa storica figura di colui che per me incarna il politico ideale, nel bene o nel male.
Alla voce Martelli Claudio, Wilkipedia, l'enciclopedia di internet ci dice: Claudio Martelli (Gessate, MI, 24 settembre 1943) è un uomo politico italiano, esponente storico del Partito Socialista Italiano. Ha frequentato il noto liceo classico Giosuè Carducci di Milano, lo stesso frequentato da Bettino Craxi. Laureato in lettere e filosofia, ha lavorato come assistente nella stessa facoltà di Filosofia dell'Università di Milano.
Ha lavorato come giornalista e preso parte come conduttore a programmi televisivi.
BIOGRAFIA Aderisce all'unità socialista nel 1966 e comincia la carriera nei quadri locali milanesi socialisti. Viene chiamato a Roma da Bettino Craxi nel 1976, lascia la carriera accademica ed entra nella direzione nazionale del Partito Socialista Italiano. Viene poi eletto deputato nel collegio di Mantova e Cremona. In occasione del congresso del PSI a Palermo (1981) diviene uno dei due vicesegretari del partito accanto a Valdo Spini.
Nel 1984 al congresso di Verona diviene vicesegretario unico. È eletto al Parlamento Europeo nel collegio di Roma, Firenze, Perugia, Ancona. È nuovamente rieletto deputato nel 1987 sia nel collegio di Mantova e Cremona, sia in quello di Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta.
Nel luglio 1989 diviene vicepresidente del Consiglio dei Ministri del governo Andreotti, e nel 1991 ministro di Grazia e Giustizia. Durante Tangentopoli, nel 1993, è candidato ad assumere la guida del PSI, ma a seguito di un avviso di garanzia sul 'conto protezione' abbandona la carriera politica. Dopo la sua traumatica vicenda giudizaria, fonda l'associazione umanitaria Opera e quella civile Società Aperta nel 1996. Diventa direttore di Mondoperaio nel 1997.
Nel 1998 è consulente del Ministro Livia Turco nella commissione per le politiche d'integrazione degli immigrati e della consulta degli immigrati, incarico da cui si dimette a seguito di divergenze politiche con il governo. È eletto eurodeputato nel 1999 per lo SDI nella circoscrizione Marche-Umbria-Toscana-Lazio. Esce dallo SDI nel 2000 e successivamente aderisce al Nuovo PSI. È espulso di conseguenza dal gruppo socialista al Parlamento Europeo ed entra in quello liberaldemocratico. Nel 2001 fonda assieme a Gianni De Michelis e Bobo Craxi il Nuovo PSI, di cui diventa portavoce. Abbandona la politica ancora una volta nel 2005, stavolta definitivamente. Nel 2005 conduce i programmi televisivi Claudio Martelli racconta e L'incudine su Italia 1.
CURIOSITA': Giovanni Botero, il protagonista de Il portaborse, il film di Daniele Luchetti interpretato da Nanni Moretti, è stato giudicato una sintesi delle personalità di Claudio Martelli e Gianni De Michelis. (FU CON QUESTO FILM CHE LUCA BAGATIN SMISE DI STIMARE NANNI MORETTI LE CUI FAZIOSITA' POLITICHE DEGLI ANNI SUCCESSIVI - SALVO IN "LA STANZA DEL FIGLIO" - LO INCORONANO SENZA MEZZI TERMINI QUALE "MAITRE A' PENSER DE LA GAUCHE AU CAVIAR").

Wilkipedia dimentica solo la militanza repubblicana di Claudio Martelli prima di approdare al Psi di Bettino Craxi.
Quel Psi che diede nuovo lustro all'Italia nel Mondo attraverso la promozione del Made in Italy, l'abbassamento dell'inflazione attraverso anche l'abolizione della scala mobile e confermò l'Italia fra le maggiori potenze Atlantiche d'occidente.
Quel Psi che mirò da sempre all'unità laica delle forze laiche: Psdi, Pri e radicali e che con la caduta del Muro di Berlino propose l'Unità Socialista al Pds, il quale invece gli scatenò contro le Procure (neanche i postcomunisti fossero onesti e non avessero preso finanziamenti "in nero". Tanto più da una dittatura straniera: l'Urss).
Claudio Martelli ebbe così anch'egli i suoi guai giudiziari durante la "falsa rivoluzione giustizialista di Tangentopoli" montata principalmente dai postcomunisti e dalle loro Procure amiche con il concorso dei soliti Poteri Forti antilaici: Banche, Fiat, De Benedetti, Cgil....
Ciò che ne seguì è storia recente: il Psi e gli altri partiti laici scomparvero dalla scena politica italiana; Bettino Craxi fu costretto ad andare in esilio ad Hammamet ed in Italia nacque un'alleanza pseudo progressista capitanata da Occhetto e dall'altra parte scese in campo un imprenditore parvenu privo di qualsiasi cultura politica: Silvio Berlusconi. La politica non era più in mano ai partiti, bensì alle lobby economiche. Ciò che è ancora oggi con questo bipolarismo all'italiana con all'interno tutto ed il contrario di tutto e ove i due grandi poli sono nei fatti privi di prospettive politiche di lungo termine ed autenticamente riformatrici.
Toranando al mio mito, Caludio Martelli, debbo dire che sin da ragazzino l'ho seguito ed apprezzato. Fu il primo a proporre un'alleanza fra tutti i laici e a portarla avanti con una certa determinazione anche in questi ultimi anni. Da sempre garantista ed antiproibizionista consumatore (fu anche beccato con del "fumo" in Kenya), Martelli rappresenta quella frangia socialista che si contrappone al vecchiume proibizionista dei craxiani doc.
E poi come non dimenticare il Martelli "viveur" in compagnia della soubrette Yvonne Sciò (allora starlette del programma tv "Non è la Rai" di
cui il sottoscritto fece proficua indigestione).
Ora, come sopra scritto, il Nostro, arrivato alla "veneranda" età di 63 anni ha smesso con la politica (a differenza di incapaci politici cammelloni come De Michelis, Signorile, Boselli, Benvenuto ed altri che hanno ucciso definitivamente il socialsimo italiano) per dedicarsi al giornalismo televisivo e carteceo.
Il buon Martelli (che ebbi modo di conoscere personalmente a Pordenone nel 1998 per una comune campagna politica) rappresenta per me un po' un ideale: un frammisto di socialismo liberale, competenza ed amore per la vita ed il giornalismo. Un'icona che, nella mia spiritualità laica pongo a fianco di un altro grande politico ed intellettuale di quell''epoca: Carlo Tognoli ex sindaco Psi di Milano della fine degli anni '70 alla metà degli anni '80.

Luca Bagatin

"L'amore di cui parlo è eros ma non solo, è amore di quel che ci manca e senza il quale non possiamo stare; è anelito a una donna, desiderio di comunione e di fusione, voluttà ma dello scambio totale, tra pari".

(Claudio Martelli, "Ricordati di vivere" pagg. 14-15)



19 ottobre 2009

Che fine ha fatto Roberta Carrano ? (una testimonianza)


A sinistra: Ambra Angiolini e Roberta Carrano
A destra: parte del cast di Non è la Rai


C'è una rubrica che langue su questo blog.
Anzi, una rubrica che languiva.
Chi ha incastrato Peter Pan, francamente, poco c'importa e - per inciso - Capitan Uncino ci stava pure simpatico. Ordunque se anche è stato lui, buon pro gli faccia.
Nel dicembre 2007 - ovvero quasi due anni fa - ci chiedemmo:

CHE FINE HA FATTO ROBERTA CARRANO ?

Ed aprimmo "ad hoc" una rubrica su questi schermi telenettici blogghizzati con lo scopo ultimo di farla riapparire (urka burka !!).
Grazie alle nostre molteplici risorse ed alla nostra provata capacità pinkettsian-alanfordian-investigativa tentammo anche di scovarla, ma....senza alcun successo (scovammo solo Giovanni Negri che, se permettete, non è la stessa cosa).
Ma, andiamo con ordine.
Chi è Roberta Carrano ?
Quelli della mia degenere generazione, allora denominata X, se la ricordano bene come una delle ragazze più esuberanti di "Non è la Rai", il programma d'intrattenimento a tratti surreale dell'intramontabile Gianni Boncompagni, che andò in onda su Canale 5 nei primissimi anni '90 e presentato da Enrica Bonaccorti.
Un programma con ragazze giovanissime, ma per nulla ammiccanti o discinte e finanche divertente.
Un programma che lanciò numerosissime soubrette poi diventate attrici come Ambra Angiolini, Sabrina Impacciatore, Ivonne Sciò, Antonella Elia, ed anche il giornalista Antonello Piroso, oggi personaggio punta dei programmi di approfondimento de La7.
Personalmente non me ne persi una puntata ed imparai a memoria tutto il repertorio di Lucio Battisti e Gianna Nannini. Oltre al tormentone: "Please don't go", ovvero plisdongò, come andava di moda chiamarlo ai tempi (correva l'anno 1992).
Fatto sta che di Roberta Carrano, dal 1994, ovvero da quando "Non è la Rai" terminò definitivamente, non se ne seppe più nulla.

Alcuni giorni fa mi scrive un ragazzo, Dario Morenghi di Piacenza, che mi racconta di aver conosciuto personalmente Roberta Carrano e la sua famiglia, sino al 1999, e poi ad un certo punto.....sparita.
Beh, non mi dilungherò oltre in quanto voglio farvi leggere il messaggio-appello che Dario mi ha inviato e che ha accettato di far pubblicare qui assieme anche ad alcune foto che lo ritraggono con Roberta stessa.
E di questo lo ringrazio immensamente.
E' uno spaccato di vita di quegli anni, se posso permettermi di dire. Quando quelle ragazzine dolcissime ci avevano fatti innamorare tutti con la loro semplicità, i loro sorrisi, il loro non essere per nulla formose. Il loro essere sé stesse davanti alle telecamera, cantando, ballando, talvolta prendendosi anche in giro.
Dario mi ha fatto ricordare tutto questo.
E mi auguro davvero che la sua testimonianza possa far sì che Roberta si faccia viva, magari anche solo per un saluto.
Se non a me, almeno a Dario, che - come scrive - vuole in particolare chiederle "scusa".

Luca Bagatin



Ciao Luca,

Cerchero’ di spiegarti brevemente come sono andate le cose , perche’ altrimenti dovrei scrivere un libro.

L’ho conosciuta nel 1993 quando avevo 17 anni.

Io sono di Piacenza , ma ho i parenti a Roma e per questa ragione ho potuto andare tante volte a trovarla , visto che poi me ne stavo a dormire da loro.

Ero andato fuori di testa per lei e dopo centinaia di lettere e di “ricerche sul campo” avevo scoperto dove abitava e ho passato diversi pomeriggi ad aspettarla sotto casa , quando ancora non eravamo entrati in confidenza.

Non sono mai stato ossessivo o insistente con lei , forse e’ per questo che incontro dopo incontro lei mi ha concesso la sua fiducia.

Io andavo a trovarla 4 / 5 volte l’anno , questo dal 1994 al 1999 circa.

E’ sempre stata molto gentile , sia lei che la sua famiglia e il suo fidanzato ( che all’inizio nel '93 non aveva )

Un paio di volte c’era anche mia mamma.

Io mi accontentavo di passare un’oretta con lei , di questa sorta di amicizia che per me era ovviamente importantissima.

Ci sentivamo anche al telefono , una volta al mese piu’ o meno.

Io cercavo di non esagerare mai ne’ con le chiamate ne’ quando ci vedevamo di persona , pero’ ultimamente notavo ( dal 1998 al 1999 ) che facevo sempre piu’ fatica a parlarle.

Avevo l’impressione che si negasse o che non me la volessero piu’ passare.

Ti giuro che ancora adesso mi chiedo perche’.

A quel punto , spinto dalla rabbia e dalla delusione , le ho lasciato dei messaggi in segreteria un po’ troppo nervosi e credo che questo sia stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Ho chiesto spiegazioni a sua madre , ma lei diceva che mi sbagliavo.

Non sono + riuscito a trovare il suo indirizzo ( dal '93 al '98 ha cambiato casa almeno 3 volte ) e il suo numero di telefono.

Mi dispiace moltissimo.

Vorrei tanto avere sue notizie.

Tutto quello che avevamo costruito insieme ( poco per lei forse , ma immenso per me ) e’ stato credo rovinato e ancora oggi non ne capisco il motivo.

Se lei mi leggesse in qualche modo ( io non ho il computer a casa ) , vorrei chiederle scusa , ma lei sa quanto le ho voluto bene e cosa rappresentava per me.

Se hai qualche curiosita’ Luca , a me fa molto piacere parlarne.

Ciao

Dario Morenghi


La foto sotto casa sua e’ datata giugno 1994 , avevo 17 anni ( e i capelli un po’ portoricani ).

Lei stringe l’album di foto di cui ti avevo parlato.

La foto dentro casa sua e’ datata Marzo 1996.

C’e’ anche una dedica sul retro di una foto.

Ciao

Grazie.

E grazie a Dario. Non so se questo poliedrico blog riuscirà a fare la carrambata, ma, ad ogni modo, non potremo dire di non averci provato.

L.B.



27 luglio 2009

Un viaggio felliniano nel Pianeta Donna


Ammetto che è il mio film onirico preferito.
Adoro il Fellini grottesco e a tratti clownesco. Con “La città delle donne”, il regista romagnolo, è riuscito addirittura ad essere politico - nel periodo post-femminista - muovendo non tanto una critica al femminismo in sé, quanto piuttosto raccontando con sarcasmo una sorta di follia collettiva. Una follia che fu violenta nei gesti e negli slogan.
La follia di certe femministe scalmanate dell'epoca, fortemente sessiste, e l'ipocrisia di certi uomini fallocratici e sessualmente allupati, ma quasi sempre fondamentalmente impotenti. Anche nel senso lato del termine.
Ed ecco che, per mezzo di Snaporaz-Mastroianni, ovvero del protagonista incontrastato di questo affresco felliniano, riusciamo ad esplorare - con divertimento e giocosità - l'universo-pianeta donna in tutte le sue sfaccettature.
Dalla donna-moglie alla donna-amante; dalla donna-femminista alla donna-materna; dalla donna-castrante alla donna-lesbo-autosufficiente e così via in un crescendo di surrealismo e comicità.
Rivedendo questo ottimo film, ho potuto anche riscontrare una certa similitudine con quanto proposto televisivamente da Gianni Boncompagni fra la fine degli anni '80 ed i primi anni '90. Si pensi alla scena dell'inno “La donna senza uomo è.....”, cantato in coro dalle donne-femminist-felliniane sedute per terra, che ricordano moltissimo le ragazze di "Non è la Rai" o dei primi “Domenica In” di Boncompagni, appunto.
Le donne-giocose-soubrette senza ammiccamenti, magari piene di contraddizioni (come quella magistralmente interpretata da Donatella Damiani), divertenti, che prendono in giro e sanno prendersi in giro. Giocando allegramente fra loro (penso anche alla scena delle pattinatrici scalmanate che si tengono per mano e circondano Snaporaz-Mastroianni tenuto per mano dalla Damiani), con una complicità raramente immaginabile in anni in cui la competizione femminile pare aver superato di molto quella fra maschi per la conquista-del-territorio.
Le soubrette, per così dire, precedenti alle Veline di oggi, ma che in realtà fanno parte del loro stesso back-ground (e sbaglia in pieno chi considera le Veline una categoria assimilabile alle vallette vuote degli anni che furono).
Donne forse idealizzate dall'immaginario collettivo maschile ? Forse, ma anche no. Anzi, decisamente direi di no.
Perché talvolta l'universo maschile non va oltre il modello tette-culo driveiniano o tintobrassiano, rilanciato oggi dal modello trash Belen Rodriguez per intenderci, che, artisticamente, diciamolo pure, non rappresenta nulla se non il nulla della televisione d'oggi.
Perché non si capisce perché una donna bella, magari sensuale, ma anche una ragazza acqua e sapone particolarmente accattivante e simpatica, non possa anche avere la capacità di far sorridere oltremodo, anziché mostrare il culo. Appunto.
Attenzione però miei cari maschietti ! “La città delle donne” è un vero e proprio viaggio onirico di un uomo incerto (ed anche maturo), che si lascia attrarre con facilità dal bel sesso giungendo finanche a trascurare o tradire la moglie, anche se solo idealmente. E tutto sommato non facendoci nemmeno una gran bella figura.
Finzione ? Realtà ? Gioco ?
Tutto si mischia nel film di Federico Fellini, che ci regala come sempre nuovi spunti di ricerca interiore ed esteriore.
In questo caso nell'ambito dell'immarcescibile lotta-scontro-gioco fra i sessi. All'inizio degli edonisti anni '80, così come anche oggi, nei confusi e a tratti fumosi anni '00.

Luca Bagatin



22 giugno 2009

EVVIVA LE VELINE (metafora patafisica contro la catarsi dei falsi moralisti de noantri)



Veline, Velone, Vele, Velette.
Un tempo c'erano le Vallette e già loro erano additate dalla Pubblica Piazza dei Moralisti de noantri come oche pocodibuono. Sic !
Oggi, il nuovo maschilismo talvolta camuffato da veterofemminismo antilaico ed antilibertario tanto caro ai "politically correct" di certa sinistra cattocom (ovvero quella conservatrice), ma anche di molta destra clericale e bigotta, è tutto in fermento contro....le Veline appunto !
Bum bum bum cicabumbumbum ! Chioserebbe il Gabibbo.
Questa storia delle Veline l'hanno fatta addirittura diventare una questione politica quando di strettamente politico, qui, non c'è proprio nulla.
E se c'è una categoria del mondo dello spettacolo che và salvata è proprio quella della Velina. Lasciate che lo dica uno che ritiene programmi come il Grande Fratello, Buona Domenica e Amici (quest'ultimo diretto dall'ultimo dei Sessantottini non pentiti Paolo Pietrangeli...guarda caso)  una riedizione nemmeno troppo lontana di "Le 120 giornate di Sodoma" del marchese De Sade.
Ovvero il contrario dell'intelligenza e della creatività individuale. Il trionfo dell'ipocrisia e della follia collettiva di una gioventù mal rappresentata. Ma che forgia modelli oltremodo diseducativi (ultimo retaggio del '68 italiano antilaico ed antilibertario, ovvero l'opposto della cultura beatnik ed hippy americana ? Molto probabile, riteniamo).
La Veline sono cosa ben diversa. Lo spiega lo stesso Antonio Ricci che le ideò: sono un'astrazione patafisica, come definì lo scrittore surrealista Alfred Jarry, "quanto vi è di grottesco nell'universo" (per inciso, per chi ancora non se ne sia accorto, questo stesso mio blog - nella sua poliedricità culturale - utilizza canoni prettamente patafisici a partire dal frontespizio).
E il filone surrealista, nonsense e patafisico nella televisione nostrana - che pur di pecche ne ha moltissime - lo seguì a suo tempo anche l'ottimo Gianni Boncompagni.
Criticatissimo per i suoi programmi pieni di colore, musica e soprattutto ragazze giovanissime.
Ragazze, ricordiamolo per i più, che non avevano nulla di ammiccante, di provocante, di sensuale. Che erano semplicemente loro stesse, si divertivano e divertivano nella surrealtà del contesto televisivo creato da Boncompagni stesso.
Moltissime fra loro, peraltro, hanno fatto carriera unicamente grazie alle loro intrinseche capacità artistiche. Pensiamo alla cantante Giorgia, all'attrice comica Sabrina Impacciatore, all'attrice impegnata Yvonne Sciò, alla poliedrica Ambra Angiolini, a Nicole Grimaudo..... E la lista è lunghissima, cari i miei Moralisti da Pubblica Piazza.
Ed allora finitela un po' con questa storia del dare addosso alla Velina !
Iniziate a guardare una ragazza per le sue doti artistiche e lasciate da parte le vostre pruderie sessuali che vi accompagnano sin dagli anni '60: quando davate addosso alle minigonne ed alle piperine !
Quando per voi un atto sessuale era un atto politico....ma era pur sempre l'uomo a comandare !
Si può discutere sul fatto che in televisione del corpo femminile si faccia ampio mercimonio. E' vero ed è una vergogna. Ma le Veline o le ragazze di Non è la Rai dei vecchi tempi non c'entrano un piffero.
C'entrano piuttosto certi altri programmi che ho citato ben prima e che fanno delle pruderie sessuali (leggi: della morbosità), il segreto del loro successo.
Ora, io non so se abbia ragione Lele Mora quando afferma che la tv trash è quanto il pubblico desidera. Fatto sta che è ciarpame, che non ha nulla di creativo e che si avvicina piuttosto a certo catartisimo orgiastico tipico delle opere del Divin Marchese di cui sopra.
Si dirà: sei un moralista anche tu allora ! Affatto, sono semplicemente obiettivo.
Un conto è una ragazza (ma potrebbe essere benissimo anche un ragazzo, nulla in contrario, figuriamoci !) che canta e balla, senza troppi ammiccamenti ed in un contesto divertente e a tratti surreale. Un altro è esibizione di carne.....da macello in un contesto di macellai del gossip.
La differenza è abissale. Ed anche qui, il caso è tutto, tristemente e preoccupantemente italiano (con le sue influenze clericali, marxiste, fasciste...).


Luca Bagatin



28 marzo 2009

SeSSoEsse: ovvero parliamo di sentimenti, amore, eros, donne e altre b(e)alle




E' da qualche annetto che cerco di evitare qualsiasi tipo di coinvolgimento sentimentale.
Sarà che finalmente ho preso consapevolezza dei miei limiti fisici, costituiti da un'altezza alquanto brunettian-berlusconiana e da una falsa magrezza che mi ha portato – con gli anni ed il cibo alquanto poco salubre ingurgitato– ad accumulare un discreto e discrepante (rispetto alla media dei miei coetanei trent'enni) stomaco.
Sarà anche che ho preso consapevolezza del mio carattere assai ostico, caratterizzato dalle tre ESSE: spigoloso, scostante e stravagante.
Con siffatte caratteristiche, insomma, sono alquanto poco appetibile e dunque è il caso di mettersi il cuore in pace.
E poi.....sì, insomma, non sono più disposto a soffrire pene d'amore che non hanno fatto altro che indurire la mia indole già di per sé assai poco docile.
E poi....con le donne non ho mai avuto rapporti così tanto idilliaci: se penso alle mie coetanee o sù di lì non trovo altro che ricerca dell'uomo ideale da sposare (no grazie !) e se penso alle ragazzine trovo alquanto spesso la voglia di divertirsi e sollazzarsi senza alcun inpegno sentimentale (anche qui dico ben volentieri: no grazie !).
Sono ordunque un centrista laico anche nei sentimenti: no agli impegni a vita, ma nemmeno a nessun impegno !
Diciamo che sarei anche per gli eterni fidanzamenti.....se magari avessi il fisico di George Clooney ed il carattere di Paolo Bonolis !
Eh sì, si finisce sempre per fare dei paragoni gossippar-mediatici ma, che ci volete far.....
Almeno questo è un post di quelli leggeri come piace a me.
E allora, dopo che abbiamo scodellato un po' di futilità personali dal sapor amoroso......
Proseguiamo con una classifichina dello stesso tenore.
Personalmente, da ragazzino, ero escluso da tutte le classifiche delle mie coetanee di allora.
Troppo magro, troppo serio, troppo taciturno.
Oggi sono l'opposto. Evidentemente gli estremi......non attraggono !
Ordunque dicevo, è brutto classificare. Certo.
E' brutto classificare come è sgradevole parlare di classi. E ogni volta che parliamo di classi mi vengono in mente anche le masse e dunque mi viene in mente Marco Pannella e la storia dell'aborto clandestino di massa e di classe.
Non è uno scherzo. Quando associo – verbalmente o musicalmente – qualche cosa, quest'associazione non è mai casuale o insensata.
C'è una linea rosso-sangue fra l'aborto clandestino, le clessi e le masse.
Per questo è meglio parlare degli individui, possibilmente messi in disordine (ma non necessariamente ontologicamente disordinati, o forse anche sì), e di vita nel senso di quella roba che senti quando hai la pancia e la mente piena.
E allora parliamo delle tre cose che – secondo me – meglio caratterizzano la vita, ovvero la vitalità: la bellezza, l'introspezione ed il simbolismo.
Ed allora....parliamo di DONNE !
Parliamo di donne alla luce di ciò che a me piace di loro, ovvero le caratteristiche che di loro mi incuriosiscono figurativamente, simbolicamente ed introspettivamente.
Parliamo delle donne che piacciono a me e diamo pure qualche votarello, così, pour joux.


Luca Bagatin

Cominciamo da......

Laetitia Casta



E' sempre stato il mio mito di donna.
Adoro la vistosità dei suoi denti. Adoro i suoi occhi eternamente fanciulleschi. Adoro la sua erre moscia e soprattutto il suo essere al di fuori dei riflettori.
Voto: 9

Proseguiamo con.....


Lucia “Rehab” Conti



E' l'unica persona a cui ho chiesto e con cui ho avuto la possibilità di scrivere dei racconti a quattro mani e ne sono rimasto entusiasta.
Mi ha sempre ispirato grande tranquillità (raramente una donna me ne ispira).
E' per me vera fonte di ispirazione artistica e – da quando la conosco - non riesco mai a non pensare a lei ogni qual volta inizio a scrivere o a leggere un racconto dai toni noir.
Forse è l'unica donna che sposerei.....in un'altra vita e dotato dunque di ben altre caratteristiche fisiche e caratteriali.
Voto: 10


Anne Hathaway



L'ho inserita più per far dispetto all'amico Mauro Suttora che altro.
Diciamo che adoro la vistosità del suo viso, i suoi occhioni grandi in primis. Il suo essere eternamente ragazzina, la sua vistosa magrezza.
Suttora, che l'ha intervistata più volte, mi ha invitato a guardarmene bene per tutta una serie di motivi.
Sospetto ciò sia dovuto al fatto che non voglia presentarmela.
Voto: 7


Metis Di Meo



L'ho scoperta da poco e me ne sono subito invaghito.
Anche lei non passa certo inosservata con i suoi occhi cerbiatteschi ed i suoi capelli rosso fuego.
Le ho dedicato un articolo neanche tanto corto un mese e rotti fa.
Siamo amici su Facebook (sai che bellezza !) e le ho anche inviato una mail.
Non mi ha risposto e per questo andrebbe giudicata gravemente insufficiente.
Suttora afferma che le rosse puzzano e mi suggerisce di guardarmi bene anche da lei.
Se mi capiterà di conoscerla personalmente temo dovrò quindi presentarla a Lanfranco Palazzolo.....
Voto: 6,5


Patricia Vezzuli



L'ho scoperta guardando fugacemente qualche soap opera e – di primo acchito – mi ha ricordato Lucia “Rehab” Conti.
Ho scoperto il suo sito web e ho apprezzato molto le sue poesie.
Ci siamo scritti anche un po' di volte. E' certamente una donna brillante e temo che Baccini abbia a suo tempo perso una perla rara.
Ma, si sa com'è la vita e dunque l'amore.....nulla è eterno.
Per quanto le mie posizioni sull'argomento siano le medesime di Loredana Bertè (e anch'io non sono un signore e per me la guerra giammai sarà finita ! Specie sull'argomento).
Voto: 8


Pamela Saino



Decisamente little for me.
E poi le la ricordo nelle fiction quando era una bimba !
Lo sguardo accattivante mi ha sempre catturato e così le sue labbra espressive.
Ci siamo scritti un po' di volte, è stata molto cordiale, ma – come dice la parola stessa - non si è “sbilanciata” più di tanto....che è come dire buongiorno e buonasera.
Voto: 7


Caterina Guzzanti




Amo i Guzzanti da anni: dal padre ai figli, passando per gli eventuali spiriti santi.
Ma soprattutto adoro le donne attraenti che sanno far ridere.
Non riuscirei mai ad apprezzare e/o ad amare una donna che non abbia una spiccata vena comica.
Caterina Guzzanti, poi, sa fare anche le voci ed è forse il primo caso di una donna che potrebbe alternativamente cimentarsi in parti comiche ed allo stesso tempo horror.
Inquietantemente romantica.
Voto: 8,5


 Ilona Staller



Senza di lei non avrei mai iniziato ad interessarmi di politica.
Il suo spirito sbarazzino, fricchettone, ingenuo, a tratti bambinesco e trasgressivo, la rendono un'eroina senza tempo, un'icona fra "sacro e profano".
Le sue posizioni politiche libertarie ed intransigenti l'hanno inoltre resa un mito della politica intellettualmente onesta.
Voto: 11

Giulia Innocenzi



La prima volta che l'ho sentita nominare è stato su Radio Radicale, intervistata dall'amico Lanfranco Palazzolo. Con lui, poi, non ho mai avuto modo di approfondire l'argomento.
Ha fatto una estenuante campagna elettorale per farsi eleggere leader dei giovani del Partito Democratico.
Le ho anche scritto (per darle qualche “suggerimento politico”, e forse anche per dirle che stava perdendo il suo tempo), non mi ha risposto.
So che l'hanno contattata quelli dello staff del Grande Fratello affinché entrasse nella “Casa”. Ha rifiutato.
Penso sia come i suoi “padrini” Marco Pannella e Daniele Capezzone: renderebbe meglio in televisione, magari condicendo un programma di intrattenimento.
Parlo molto seriamente.
Adoro il suo accento romagnolo e questo la “salva” quasi del tutto.....
Voto: 6,5


Giorgia Meloni



Da lei mi divide tutto, ma mi colpiscono i suoi occhi “a palla”.
Sembra una burla, ma vi assicuro che non lo è, perché è la cosa che me la rende più accattivante e (si può dire ?) sexy. E per me gli occhi sono la parte più erotica che esista. Quelli "a palla" hanno un non so che....
Ho sempre amato le ragazze di destra al punto che quando avevo 16 anni (all'epoca ero – ahimé - alquanto “rosso”), mi infrattavo nelle conferenze di Azione Giovani – come uditore – solo per ammirare queste ragazze compite, serissime, vestite di nero, a tratti truci: il massimo dell'erotismo per un tipino curioso come me !
Giorgia Meloni, un po' le rappresenta e mi fa ricordare la mia adolescenza.
Voto: 7



16 gennaio 2009

Spacciatore, impacciato o Impacciatore ?

Crudités ou Cruauté ?




16 settembre 2008

Che guapa la bimba bomba....BUM BUM BUM CICABUM !!!



Non ho nulla contro le Veline, anzi.
Diciamo pure che mi sono simpatiche e che non mi vergognerei affatto se mia figlia facesse la Velina. Anzi.
Sono ragazze divertenti, solari ed acqua e sapone che ricordano tanto le divette di "Non è la Rai", il programma cult di Gianni Boncompagni e di cui penso di non essermi perso nemmeno una puntata. Perché si sa: tutto è buono quando non è la Rai. Specie se hai 14 anni.
Antonio Ricci stesso ha studiato il fenomeno "Non è la Rai" al fine di riproporlo. Per quanto riuscendoci solo in parte.
Gianno Bincompagni, nella sua surrealtà televisiva, cercava di proporre una visione divertente ed ironica delle teenagers e con Sabrina Impacciatore ed Ambra Angiolini ha veramente colto nel segno al punto che oggi le due sono davvero delle maestre in comicità. Meglio se surreale.
Ricci, purtroppo, relega le due Veline ad un ruolo un po' troppo marginale e pertanto, marginalmente ironico, marginalmente comico, che finisce per far apparire le ragazze solo avvenenti e poco più. Il che è un tantino triste per un tg satirico di successo.
Elena Barolo, ex Velina bionda, ha dovuto attendere diversi anni dopo Striscia la Notizia per mostrare a tutti la sua vena profondamente comica nella sit-com "Sette vite" !
E così, discussioni mediatiche a parte, quest'anno sono in grado di annunciarvi e con scarsa approssimazione le due nuove veline: la bionda Jade Canali e la mora Cristina Buccino.
Non mi chiedete il perché. Sono un "talent scout istintuale", ma vedrete se non andrà così.
Ma NON mi ci gioco la barba.

Luca Bagatin



Questa previsione l'ho fatta esattamente sabato 13 scorso.
Ho anticipato il post ad oggi (sarebbe dovuto uscire domani mattina) e avrete tutto il tempo per smentirmi financo prima della finale di Veline prevista per giovedì 18 settembre (visto che questa sera Jade potrebbe essere eliminata).



9 agosto 2008

NON C'E' 3 SENZA 4: quattro anni di blog by Luca Bagatin



Non c'è 3 senza 4.
Ebbene, siamo giunti a QUATTRO.
Quattro anni di blog pressoché senza quasi interruzioni, nonostante l'onnipresente rischio di chiusura coatta non per cause dipendenti dalla mia volontà.
Di doman non v'è certezza.....è da sempre il mio motto.
Ebbene www.lucabagatin.ilcannocchiale.it, fondato il 9 agosto 2004, ha oggi raggiunto le 211.390 visite con una media di 300 visite al giorno (100 in più rispetto all'anno scorso che eravamo a quota circa 70.000 visite totali !).
Un risultato che è costato una certa fatica fisica e mentale nel cercare di "migliorare" quel che mi piace definire un vero e proprio "prodotto editoriale".
Nel corso di quest'anno blogghifero è stata mia cura aumentare le rubriche ed i contributi esterni, nonché ridurre l'aspetto - per così dire - "politico" al fine di dare maggiore spazio alla libera creatività a tratti surRenale che è la vera ossatura di tutta la struttura.
E così è stato aperto il fun club di Lucia "Rehab" Conti, madrina metal-horror di questo blog, nonché mia musa ispiratrice nelle cui cosce ambisco di scomparire una volta che sarà venuta la mia ora, ovvero quando la Signora con la Falce (ma speriamo senza il martello) mi avrà falcidiato: consegnandomi al Mito ed alla Leggenda.
E così abbiamo aperto una rubrica sulla "Gnosi. Teosofia e Spiritualità" per dare uno sguardo oltre l'orizzonte dell'Anima e della Psiche.
E così siamo sulle tracce di Roberta Carrano - ex ragazza di Non è la Rai - aprendo uno spazio "ad hoc".
E così mi sono spremuto le meningi per cogitare degli aforismi e delle massime caustiche che fossero non tanto e non solo l'essenza del mio pensiero, ma anche un modo per guardare all'Esistenza con maggiore sufficienza ed ironia: valutandola a tratti con qualche cosa di più, a tratti con qualche cosa di meno, di un 6 politico.
E così ho conosciuto l'attore olandese Peter Boom e gli ho offerto una rubrica autogestita sulla Pansessualità e contro le discriminazioni legate all'orientamento sessuale: tema mai come oggi tristemente attuale (e che mi fa incazzare abominevolmente  - già di per sé non sono un tipo calmo - se penso ai recenti fatti di cronaca nera).
E così, noi gente così, abbiamo imparato ad inserire file musicali "ad hoc" e continuato a scrivere, scrivere, scrivere per il piacere di farlo e di essere financo letti.
Ora, poiché di doman non v'è certezza, non sappiamo quel che accadrà.
La nostra volontà è quella di proseguire. Ma, lo sappiamo bene, la volontà non basta. Così come l'ottimismo (quello delle volontà).
E così, noi gente così, abbiamo smesso da quasi un anno di arrabattarci in imprese politiche che ci hanno portato via gran parte delle energie e dell'entusiasmo per finire ad ingrossarci ed ingolfarci lo stomaco la cui bile vorremmo vomitare addosso a chi noi sappiamo.
A sinistra sicuramente: nella quale non abbiamo mai creduto se non quando ancora portavamo i calzoncini corti, eravamo pelle ed ossa e non portavamo né barba, né baffi, né occhiali.
A destra, perché non ci piace la puzza di plastica ed allo stesso tempo non ci piace la destra nazional-statal-leghista.
Al centro, ma solo perché manca un centro laico, liberale, libertario e liberista come noi auspichiamo.
E così, noi gente così, seguitiamo a scrivere sino a che ci è data la possibilità dal fato.
Ringraziamo, pertanto come ogni anno, gli organi di stampa che graziosamente (oh, come sono vezzeggioso !) ci ospitano e che ci danno una voce un po' meno truce di quella che abbiamo: "L'Opinione delle Libertà", "L'Avanti", "Giovanidubbiosi.it", "Terzarepubblica.it", "Resistenza Laica", "Il Pensiero Mazziniano", "Camicia Rossa", scusandomi di non citarli tutti. E, per quanto non trattasi di organi di stampa "blasonati" così come vorrebbe Wikipedia e forse Paris Hilton, assicuro che trattasi di rari esempi di quel che io chiamo "cultura dell'approfondimento".
E qui potremo aprire una parentesi su ciò che io intendo per media e mediaticità, ovvero per giornalismo, che è quella professione che mi lascia del tutto perplesso.
La scrittura è ben altro. La scrittura in quanto tale - e lo dimostriamo quotidianamente con questo blog - non è informazione.
E' catalizzazione di creatività.
A tratti è grottesca e, quindi, surRenale. SurRenale e non surreale, in quanto si avvicina alla realtà molto di più di quanto si possa pensare ad una superficiale lettura.
Ora basta: ho scritto troppo e, conoscendomi, so che potrei andare avanti per ore.
Ordunque: buon proseguimento e, che dite, mi preferite più uomo o acqua e sapone ?

SEMBRO UN VILLANO MA, IN REALTA', SONO SOLO (CA)VILLOSO



18 luglio 2008

Che fine ha fatto.....Giovanni Negri ?

Uno degli obiettivi che si è prefissato questo blog dall'inizio dell'anno è quello di rinvenire notizie fresche su Roberta Carrano, ex ragazza di Non è la Rai di cui si sono perse le tracce e, perché no, riuscire a portarla su questi teleschermi internettici con un commento o, meglio, con un intervento pubblico ed uno privato.



Sino ad ora non siamo riusciti nell'impresa, purtuttavia abbiamo "scovato" un personaggio non meno degno di nota: Giovanni Negri.
Giovanni Negri, giornalista, scrittore, politico, imprenditore, classe 1957, giovanissimo Segretario del Partito Radicale negli anni '80, protagonista di battaglie ambientaliste e garantiste come il "caso Tortora".
Avevamo perso le sue tracce nel settembre del 2000 allorquanto, assieme ad Arturo Diaconale, Peppino Calderisi, Marco Taradash, Luca Barbareschi, Roberta Tatafiore ed altri aveva dato vita al Polo Laico, un movimento politico laico, liberale e radicale all'interno del Polo delle Libertà. Un movimento, peraltro, al quale avevamo anche noi aderito, morto pressoché quasi subito (e proseguito nella Casa Laica, altro progetto nel quali ci imbarcammo, ma che si concluse con la mera pubblicazione del volume "Democrazia e Libertà - Riflessioni laiche").



E così, ecco il Nostro quando, ragazzino, appariva emaciato e deperito nel corso di uno sciopero della fame radicale. Ai tempi in cui i maligni assicuravano che egli fosse l'amante di Marco Pannella (beh, anche di Capezzone lo si disse....ma poco ci importa, invero).



E rieccolo invece ora, finalmente più vitale ed in salute, con la bella figlia Giulia a guidare l'azienda del barolo Serradenari (ed ora anche fra i link ufficiali di codesto blog).
Mi ricorda un po' mio nonno, Giovanni Bagatin, classe 1893 e magnate dell'omonima grappa e un po' Elena, ma sì, la Barolo, quando vinse il concorso di Veline.
Ad ogni modo, tergiversazioni a parte, siamo lieti di rivedere una nostra cara, vecchia icona di quando eravamo ragazzini. Una vecchia icona nuovamente sorridente e in pista in una nuova, fruttuosa e proficua attività.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini