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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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26 febbraio 2015

Sì all'educazione sessuale nelle scuole ! Contro la frustrazione e la violenza dilagante

Già è assurdo che in Italia non vi sia, a differenza dei restanti Paesi dell'Unione Europea.

Parliamo dell'educazione sessuale nelle scuole che in Paesi come l'Olanda esiste da quel dì al punto che ai bambini la si insegna da quando hanno 4 anni, mentre da noi è pressoché un tabù. Oppure è oggetto di dileggio e contestazione da parte di associazioni che si proclamano “Pro-Vita” (ma quale vita ? Quella dei tanti frustrati che già si aggirano minacciosi per le nostre città ?), che addirittura hanno organizzato una petizione – con tanto di ridicolo video “promozionale” - contro l'educazione sessuale nelle scuole e contro il fatto che, a scuola, si spieghi che l'omosessualità è un orientamento sessuale del tutto normale.

Oltre ad essere assurdo è addirittura aberrante il fatto che non si comprenda che è proprio la mancanza di un'educazione sessuale e, aggiungiamo, sentimentale nelle scuole, la causa della frustrazione di molti giovani in ambito sentimentale e sessuale; dei troppi casi di stalking nel nostro Paese; di violenza domestica; di ipocrisia domestica che porta padri di famiglia ad andare a prostitute o a transessuali; di violenza verbale e fisica nei confronti di omosessuali ecc...

E nella posizione delle associazioni cosiddette “Pro-Vita” non vi è nulla di cristiano, non vi è nulla di umano, bensì vi è molto, troppo di ideologico e di contro-natura. Perché la natura ci insegna da sempre ad amare. Così come ce lo insegnava il Cristo.

E sarà la prima cosa che insegnerò anche a mio figlio o a mia figlia, così come gli/le insegnerò a rispettare il proprio prossimo, la propria compagna o il proprio compagno al punto dal fargli comprendere che l'ipocrisia, la violenza ed il tradimento sono frutto della repressione, anche sessuale.

Ed è ciò che consiglio a tutte le famiglie che amano davvero i propri figli; ai padri - come potrei essere io stesso - che amano la propria moglie al punto che non la tradirebbero mai; alle coppie etero o omosessuali, felici semplicemente di amare, pur in uno Stato clericofascista, quello italiano, che sembra voler impedire anche questo.


Luca Bagatin



Ringrazio la modella Maria José Peon Marquez per la compartecipazione
alla nostra fotocomposizione artistico-aforistica



21 febbraio 2015

Non chiamiamoli hooligans, ma terroristi !

Pensavamo che il pericolo imminente provenisse in particolare dal Medio Oriente, dalla Libia, dalla Siria ed invece...

Ed invece il terrorismo si aggira per l'Europa e non è di matrice islamica, bensì calcistica.

Li chiamano hooligans, ma in realtà, infatti, dovrebbero essere definiti, senza mezzi termini, terroristi.

E come tali andrebbero trattati e giudicati, anche in sede giudiziaria, perché, devastare una città ed i suoi monumenti – patrimonio dell'Umanità - e praticare violenza significa semplicemente una sola cosa: terrorismo, crimine contro l'Umanità.

E, in questo senso, andrebbero prese sin da subito delle misure in sede europea (se questa Europa politica esistesse davvero !), per sventare attacchi di questo tipo ed evitare finanche che persone di tale pericolosità possano aggirarsi indisturbate nelle nostre città negli anni a venire.

Quanto al pagamento dei danni pare chiaro che, chi rompe paga ed i cocci debbano rimanere suoi.

Temiamo non sarà così e la cosa ci farà indignare doppiamente.


Luca Bagatin



10 luglio 2014

Perché tifiamo per le squadre Latinoamericane. Una riflessione socio-politica per l'emancipazione dell'America del Sud e dell'Europa

Francamente di calcio ci disinteressiamo, purtuttavia questa storia del Mondiale è sulla bocca di tutti da settimane.

In Italia si fermerebbe anche l'economia pur di parlare di calcio. E' il trionfo dell'assurdo, ma tant'è.

Da qualche giorno sentivamo parecchie persone tifare per l'Olanda. Ora, non ne comprendiamo il motivo. Noi, diversamente, preferimmo l'Argentina e per ragioni storico-politiche, che la maggior parte dei profani ignorano, purtroppo.

L'Argentina fu la patria di José de San Martin (1778 - 1850), il liberatore della sua terra dall'oppressione spagnola, tanto quanto lo fu Simon Bolivar (1783 - 1830) nell'America Latina (si pensi ad esempio alla liberazione del Venezuela, del Perù, della Bolivia, della Colombia e non solo) e tanto quanto lo fu il nostro Giuseppe Garibaldi (1807 - 1882) sia in America Latina che in Italia.

L'Argentina è ed è stata una terra oppressa e sfruttata, come lo furono pressoché tutte le terre dell'America del Sud, ricche di risorse e depredate da quella che definiamo l'incultura barbarico-teutonico-anglofona.

E non a caso ci siamo dispiaciuti della sconfitta calcistica del Brasile contro la Germania. La ricca, la tronfia Germania guidata dalla burocrate Angela Merkel, negazione del mito della Donna Selvaggia in quanto donna di mero Potere e di un'austerità senza sentimento, senza amore, senza umanità.

Il nostro è un discorso socio-politico, filosofico se vogliamo e che ben poco ha a che vedere con il calcio, che continuamo a non ritenere affar nostro in quanto sostenuto da logiche mediatico-pubblicitarie, che di sportivo hanno ben poco.

Purtuttavia, attraverso il pretesto di queste partite di fine Mondiale, vogliamo porre l'attenzione sulla cultura latina che è parte della nostra cultura e che nulla ha da imparare dalla cultura barbarico-teutonico-anglofona, che ha preso il sopravvento e depredato gran parte dell'Umanità sin dalla caduta dell'Impero Romano ai giorni nostri.

Vogliamo porre l'attenzione sull'America Latina, che necessita di una nuova liberazione sull'onda non già dei vari dittatori sanguinari che ha conosciuto e che talvolta - se non spesso - sono stati finanziati dalla CIA, bensì sulla base dell'esempio e dell'insegnamento di San Martin, di Bolivar, di Garibaldi.

E vogliamo porre l'attenzione sulla nostra Europa che non è l'Europa dei Popoli e delle Repubbliche sorelle che sognavano Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini; non è l'Europa degli Stati Uniti d'Europa che sognavano Ernesto Rossi, Eugenio Colorni ed Altiero Spinelli. E' l'Europa della Merkel e di Van Rompuy. E' l'Europa degli Schulz e dei Matteo Renzi. E' un'Europa senz'anima e senza fratellanza, che se ne frega dei suoi stessi cittadini i quali sono considerati solo merci di scambio, meri individui utili solo a pagare le imposte ed a reggere un sistema bancario senza via d'uscita, visto che alimentato dal sistema del signoraggio, ovvero dello stampare moneta a più non posso – senza alcun collegamento con l'economia reale, ovvero senza tenere conto dei beni e servizi effettivamente prodotti - e del conseguente debito pubblico impagabile.

Un sistema destinato unicamente a sfruttare l'individuo.

La via d'uscita è e sarebbe molto semplice e la nostra Storia è lì ad indicarcela. Purtuttavia occorre studiare, tornare alle origini. Capire il rapporto fra Potere, economia e media e stravolgerlo. Occorre comprendere che la vera democrazia è finita con l'abbandono dell'Agorà greca, con il trionfo delle monarchie e con la nascita di regimi dittatoriali (di destra e sinistra) e/o di pseudo-repubbliche partitocratiche. La vera democrazia è finita con il trionfo dei media e della pubblicità commerciale in luogo della libera scelta dei cittadini.

Occorre sanare le divisioni e recuperere gli ideali ed i principi della Prima Internazionale dei Lavoratori del 1864 e costituire la Prima Internazionale dell'Amore e degli Individui.

Siamo ancora molto lontani, ma, nel nostro piccolo, cerchiamo di gettare il nostro piccolo seme di riflessione.


Luca Bagatin



30 novembre 2011

Diritto alla vita è anche diritto alla morte


Il suicidio medicalmente assistito di Lucio Magri, fondatore del quotidiano comunista eretico "Il Manifesto", presso la clinica svizzera Dignitas, aiuta e ci aiuta a riflettere.
Ci aiuta a pensare, ad esempio, a quanto privata ed intima sia la scelta di morire, così come lo sia - parimenti - quella di due genitori quando decidono di concepire un figlio.
C'è un parallellismo sottile fra la vita e la morte, un parallellismo che tende dunque a divenire continuità.
Si nasce, si vive e si muore. Si sceglie di dare alla luce un figlio e questi vivrà poi la sua vita e prenderà le sue autonome decisioni, una volta diventato adulto. E potrà anche consapevolmente scegliere di morire.
Che bestialità, potrà dire qualcuno che non riesce a comprendere davvero il senso del vivere e quindi del morire.
Del diritto a concepire, del diritto alla vita quanto al diritto alla gestione della propria vita, del proprio corpo, della propria fine.
La società Occidentale vede da sempre la morte come un tabù. Non ne è mai stata pronta, così come invece lo è quella Orientale, più meditativa, più consapevole della pienezza del proprio vivere e della prosecuzione della vita in un'altra dimensione.
In Occidente consumiamo risorse e corpi che, nell'immaginario collettivo, devono essere perfettissimi e sempre giovani ed efficienti.
In Oriente la competizione fisica è vista come inconcepibile. Qui da noi è quasi la regola: la regola di una società inconsapevole di sè e del proprio intimo Sé.
Una società che non concepisce la propria morte, con tutte le sue conseguenze, anche di decadimento fisico oltre che psichico, non può nemmeno concepire la propria vita.
Ed allora c'è chi sceglie. Chi è eretico. Chi, arrivato ad una certa età dedice di propria spontanea volontà di morire. Con dignità, senza sofferenza, senza disturbare nessuno.
Non c'è tristezza in tutto ciò, bensì profonda consapevolezza di sè e del significato della vita. Di una vita il cui significato è Divino proprio in quanto è profondamente Umano, percepibile con i propri sensi, con la propria coscienza. Con il proprio Spirito.
La Svizzera è un Paese civile. Come lo è il Belgio, l'Olanda, il Lussemburgo e l'Oregon. Lì è garantito il diritto alla vita ed il diritto alla morte ed esistono apposite strutture sanitarie che praticano l'eutanasia ed il suicidio medicalmente assistito. Senza sofferenze, senza dolore, senza pena. Con un semplice narcotico assunto per libera scelta del paziente.
Nel nome dell'autodeterminazione dell'individuo, che possiede un proprio cervello ed una propria coscienza anche e proprio per questo, forse, religiosa, ovvero consapevole della propria scelta.
Il diritto alla vita, così come quello alla morte, andrebbe inserito nella Costituzione di ogni Stato civile e democratico che rispetta la dignità e le scelte dei suoi cittadini, che non sono sudditi da indottrinare.
Qui da noi, in Italia, si fanno ancora discussioni sul testamento biologico, si presentano bozze di legge vaghissime, contraddittorie, ipocrite. Si insulta ancora la memoria di Eluana Englaro. Si parla di suo padre come di un "assassino".
Vergogna. Vergogna a chi afferma certe bestialità.
Ci si ricordi, nel frattempo, che proprio laddove il diritto alla morte è garantito, vi sono standard qualitativi di vita immensamente superiori rispetto al nostro.
Ove forse nemmeno la vita è poi così tanto rispettata.


Luca Bagatin



13 dicembre 2010

Rilanciamo l'antiproibizionismo laico !

Non sono un grande utilizzatore di Facebook, il più famoso social network in voga in questi anni, ma talvolta mi capita di leggere e commentare talune discussioni - anche politiche - interessanti.
E' proprio in una di queste che ho dovuto constatare come siano ancora profondamente radicati pregiudizi ed ignoranza relativi alle impropriamente denominate "droghe leggere", ovvero le non-droghe: cannabis e derivati. E nello specifico mi sono trovato a "scontrarmi" proprio con un compagno repubblicano.
Chi scrive, a soli diciotto anni, fondò a Pordenone il "Comitato In/Coscienza per l'uso legale della cannabis". Correva l'anno 1997 e l'anno seguente l'allora Sottosegretario alla Giustizia, il Verde "liberale" Franco Corleone, presentò una proposta di legge di regolamentazione e dunque legalizzazione delle non-droghe (firmata anche dall'attuale Ministro degli Interni Roberto Maroni).
Il nostro scopo, mediante convegni pubblici, raccolte di firme, ordini del giorno presentati in Consiglio comunale (proprio dall'attuale Sindaco di Pordenone, il liberale Sergio Bolzonello), uscite sulla stampa e sulle reti televisive locali, era quello di sensibilizzare la cittadinanza relativamente alla necessità ed urgenza di legalizzare cannabis e derivati e, dunque, togliere alla criminalità organizzata una buona fetta di "mercato" illegale. Inoltre informavamo i cittadini e la classe politica che ogni anno l'Unione Europea destinava fior fior di danaro in favore degli innumerevoli utilizzi industriali della canapa indiana o cannabis: dai carburanti poco inquinanti passando al cordame sino ai saponi, la birra, le fibre sintetiche. Senza contare i molti malati di tumore che, anche in Italia, fanno uso di marijuana per alleviare le proprie sofferenze.
Facevamo presente, peraltro, dati alla mano, che i derivati della cannabis, ovvero marijuana ed hashish, non possono essere classificati "droghe" sotto un profilo medico-scientifico, in quanto non danno alcuna dipendenza fisica (pensiamo invece a quante droghe legali esistono in commercio: dal tabacco all'alcol ed ai danni devastanti che un loro uso smodato crea).
Ad oggi, dopo la fallimentare legge proibizionista Jervolino-Vassalli (che fu in parte abrogata con il referendum del 1993, vinto a maggioranza) e la legge Fini-Giovanardi, la situazione è ulteriormente peggiorata: con grande svantaggio per i consumatori abituali di cannabis e derivati (che certo non vanno nè possono essere considerati e/o trattati come criminali), bansì con grande vantaggio per le organizzazioni criminali che, invece, su queste (ed altre) sostanze lucrano.
Sarebbe ora, cari amici e compagni laici, repubblicani e liberali, di rilanciare un sano antiproibizionismo laico sulle non-droghe, che possa guardare alle civilissime Olanda e Spagna ed alla ancor più civile Svizzera, ove addirittura i tossicodipendenti sono trattati per mezzo della somministrazione controllata di eroina, ovvero evitando il brusco passaggio alla totale astinenza (con tutti gli scompensi che ne derivano).
Ad oggi, purtroppo, nessuno parla più di antiproibizionismo. Nemmeno sulla ricerca scientifica.
Siamo tristemente un Paese medievale. Con pericolose tendenze al favoreggiamento del crimine organizzato. E ciò è veramente drammatico.

Luca Bagatin



4 agosto 2009

PETER BOOM: una biografia militante



Peter Boom è decisamente un personaggio avventuroso.
Non avrei mai pensato di offrirgli uno spazio su questo blog se non mi avesse colpito subito appena conosciuto. E da subito siamo diventati amici.
Quando lessi i suoi primi pezzi ancora non sapevo bene chi fosse. L'unica cosa che mi aveva incuriosito molto era l'aver appreso che aveva recitato - fra l'altro - nel film "Non ci resta che piangere" con Roberto Benigni e Massimo Troisi, nelle vesti di un frate "alla Savonarola", il cui video potete rivedere al link:

http://www.youtube.com/watch?v=AI96e1vGvpk

Chi mi legge da più di un anno, sa bene quanto preziosi siano i contributi libertari di Peter, specialmente contro l'omofobia ed in favore di una sessualità libera e consapevole.
E' fuor di dubbio che questo blog è, infatti, sessualmente rilevante e psico-politicamente attivo.
Anche per questo e quale omaggio a Peter, di seguito riporto la sua piccola biografia militante che egli stesso mi ha fatto avere, assieme ad alcune foto dell'epoca.
Un'epoca, i '70, irripetibile forse.
Ma il cui spirito continua libertariamente ad aleggiare per una società libera da pregiudizi, da psicopatologie politico-clericali e da puttanate pretofilo-irreligiose.

Luca Bagatin

PETER BOOM: UNA BIOGRAFIA (omosessualmente) MILITANTE



Nel 1972 esce il primo disco gay in Italia con le canzoni FUORI e LUI AMA LUI (Lei ama lei), un 45-giri registrato alla Sonic (RM), cantato da Peter Boom che poté registrare i brani una sola volta a causa della paura del titolare dello studio che temeva carabinieri, ritorsioni, etc.
Il disco ancora senza copertina veniva sequestrato a causa dell'etichetta "Ciao 2001", che era anche il nome di una nota rivista per giovani, la quale bloccò l'uscita non volendo compromettere il buon nome del periodico.
La carriera di cantante di colonne sonore (dischi, cinema, serate) di Peter venne di colpo bloccata.
Un cantante apertamente gay non poteva ancora essere accettato dalla società italiana e purtroppo ancora meno dagli stessi omosessuali.
Peter era apparso su giornali e riviste coperto solo dalla scritta FUORI e nudo su una croce (davanti e di dietro) con invece di INRI la scritta FUORI (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano, federato al Partito Radicale e fondato da Angelo Pezzana n.d.r.).



Intanto Peter era riuscito a salvare una certa quantità dei dischi già stampati e li spedì nel 1975 a molte radio libere, che da poco avevano iniziato le loro trasmissioni in Italia.
A Radio Antenna Musica (Roma) trasmisero il disco e gli fecero un'intervista nella quale dichiarò di non essere sicuro dell'omosessualità di papa Paolo VI, ma che, nel caso costui lo fosse veramente, come affermato da Roger Peyrefitte e da molte altre voci, allora sarebbe la persona più abbietta e ipocrita del mondo, soprattutto dopo quello che aveva scritto sull'HumanaeVitae.
Chiaramente queste parole non erano attaccabili legalmente, come prima non lo erano stati i testi delle canzoni FUORI e LUI AMA LUI, ma evidentemente non venivano perdonate.
Due giorni prima dell'assassinio di Pier Paolo Pasolini Peter subì un attentato che gli costò un dente e diverse abrasioni . Nel mese di aprile 1976 i CC gli ruppero la porta di casa con un mandato che conteneva infamanti accuse. Peter scosso da tutti questi fatti tornò in Olanda dove fece rapporto delle sue disavventure in Italia ad un importante funzionario della Polizia olandese.
Avrebbe voluto denunciare lo Stato Italiano e chiedere risarcimenti per tutti i danni ricevuti.
Tornato a Roma fece parte del primo collettivo omosessuale del quale fecero parte Don Bisceglie (fondatore dell'Arcigay), Nicky Vendola e pochi altri coraggiosi.
E' lì che conosce Franco Grillini e Peter fu uno dei fondatori dell'Arcigay di Roma.
Inoltre frequentava l'Ompos di Massimo Consoli.
Peter, dopo che gli avevano bloccato la carriera di cantante, doveva pur continuare a lavorare e si esibì con I CANTORI MODERNI, fece molti doppiaggi, cinema, teatro e mille altre attività.
Le canzoni FUORI ( su cd: GAY RIGHT COMPILATION - cod.GR/02 - prodotto da GRN, giugno 2002) e LUI AMA LUI si possono ascoltare in un video girato a Nepi "Un barbaro a Nepi" di Marcello Felici e in "Odio i saluti" (Un ricordo di Piera Zanotti) di Julia Pietrangeli.



Il seguente testo uscirà tra poco su un cd, prodotto a Berlino.


LA DOTTRINA DEL DISPREZZO

Sono nero, giallo, bruno, meticcio, bianco albino.
Sono un ebreo, sono vecchio, malato, bambino.
Sono arabo, sono nato nel Sud, di un'altra religione,
di nessuna religione.
Sono omosessuale, cieco e amo la natura.
Non so chi è mio padre, mia madre forse puttana.
Sono donna, sono povero, sono paria e andicappato.
La mia sedia a rotelle è questa società.

Sono un indiano, e sono meno di te e son strano, diverso.
La mia squadra di calcio non è la tua. Peccato.
Porto i capelli fuori moda e vestiti rattoppati.
Sono un animale, una pianta e rispetto la natura.
Sono tutto questo, sono la maggioranza!
E poi sono razzista, ma solo con i razzisti!

Peter Boom

(English Version)
THE DOCTRINE OF CONTEMPT

I'm black, yellow, brown, halfbreed, albino white.
I'm old, I'm a Jew, I'm ill, only a child.
I'm an Arab, born in the South, of another religion,
of no religion.

I'm blind, homosexual, and I love nature.
I don't know my father, my mother perhaps a whore.
I'm a woman, I'm poor, I'm a pariah and handicapped,
my wheelchair is this society.


I'm an indian, I'm less than you and I'm strange, different.
My soccerclub is not yours, sorry.
My haircut is out of fashion and my clothes are patched.
I'm an animal, a plant and I respect nature.
I'm all this, I'm the majority.
And then... I'm a racist, but only with racists.
Peter Boom


FUORI

Musica:Tannis Testo:Boom

Noi usciamo fuori
e con orgoglio al mondo
noi diciam così:
Siamo omosessuali
e siam contenti
di saper amar così!
Via l'ipocrisìa!
E con allegria
noi usciamo fuori
e per l'amor
vogliam la libertà.

Gli omosessuali
son tanti in tutto il mondo
non li sai contar.
Siamo rivoluzionari,
del corpo nostro
disponiamo solo noi.
Via Fallocrazìa!
Via ogni oppressione.
Grideremo insieme
abbasso questa falsa società


LUI AMA LUI (Lei ama lei)

Musica Tannis Testo:Boom

Io amo lui
lui ama me.
La società dice di no!
Ma noi, ce ne freghiamo,
perché l'amore
è più forte
di ogni cosa
al mondo.
Si. Si!

Mio padre disse:"Guai!"
Mia madre singhiozzò.
Non possono capire,
che l'amore, non è far figli.
Un puro amore,
voler bene a lui
con la gioia
nel cuore.
Si. Si!



13 settembre 2008

LA MINISTRA PROIBIZIONISTA E LA PROSTITUZIONE



Proibire di prostituirsi in strada e di andare a prostitute. Galera, quindi, per "bocca di rosa" e cliente.
Certo che la Ministra Carfagna, dalla quale non ci aspettavamo francamente nulla (o quantomeno ci auguravamo di non aspettarci nulla), sta tuttavia facendo un bel po' di danni. Decisamente meglio quando stava in televisione, almeno lì potevi sempre decidere di cambiare canale.
E così ecco che la Ministra ti peggiora la già obbrobriosa, lacunosa e moralista Legge Merlin, presentando un Disegno di Legge che non risolve alcunché e che anzi vedrà ben presto aumentare a dismisura la prostituzione clandestina; discriminare e condannare chi, per libera scelta, decide di vendere il proprio corpo "in piazza" e riempire le carceri di innocenti "rei" solamente del fatto di aver scelto di contrattare una notte di sesso a pagamento.
Bella roba davvero ! Roba che solo mentalità "perbeniste" e "perbenino", dalle quali sempre ci guardiamo, potevano concepire. Come se togliere le prostitute dalla strada risolvesse il problema dello sfruttamento legato al mercato clandestino (mercato clandestino, appunto !) !
Pazzesco, inaudito, tristemente italico se non italidiotico. "Italico" e "mediatico" oserei dire: ovvero "di facciata", di "vetrina": per tutelare unicamente la vista delle persone "perbene", di "buona famiglia". Che magari a puttane ci vanno, di nascosto dalla moglie o dai genitori !
Negli altri Paesi europei, evidentemente ben più civili del nostro anche in questo campo - per così dire - funziona diversamente: dalla Germania, passando per l'Olanda, la Svizzera e la Svezia, la prostituzione è legale. Ovvero si può esercitare in apposite "case di tolleranza", in appositi quartieri della città. La qual cosa non è solo civilissima, specie dal punto di vista igienico-sanitario ovvero tutelante per prostituta e cliente, ma anche l'unico modo concreto per rompere una volta per tutte il mercato criminale legato alla prostituzione anche e proprio perché questi "eros center" sono controllablissimi dalle Forze dell'Ordine.
La stessa cosa vale peraltro per i "Coffee Shop" olandesi, ove tu puoi fumarti uno spinello senza incorrere in sanzioni, ma soprattutto senza venire in contatto con il narcotraffico e senza finire per diventare un tossicomane come accade regolarmente negli Stati proibizionisti e medievali come l'Italia.
A Pordenone esiste da decenni il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, fondato da prostitute stesse, e con il quale ho avuto la possibilità di collaborare una decina di anni fa e di approfondire la questione.
C'è modo e modo di prostituirsi. Spesso, chi lo fa, lo fa per libera scelta. E chi lo fa per libera scelta, lo fa spesso anche con dignità, senza sguaiatezza.
Poi c'è la questione dello sfruttamento che va punito con estrema severità (e non "all'italiana"), specie se riguarda i minori.
Questa è l'unica parte del Disegno di Legge Carfagna condivisibile. Per il resto è tutto da rifare in chiave antiproibizionista e legalitaria. A meno di non voler continuare a rimanere un Paese incivile, sessuofobo e punizionista.

Luca Bagatin



8 dicembre 2007

Senza te morirei o, meglio, muoio...quantomeno diciamo pure che non mi sento tanto bene come Marx (Groucho) e Dio, per quanto non abbia né deliri di onnipotenza né di impotenza a giudicare dalle mie polluzioni notturne e diurne



Apro il portale Yahoo.it e che cosa trovo ?
La notizia che "d'amore si può morire" e che la qual cosa è stata dimostrata scientificamente.
Ora, la cosa non mi tocca più di tanto. Forse anche perché non mi sorprende.
Se penso alle mie pene d'amore passate, specie nell'adolescenza, ma anche attorno ai 23-24 anni, non vorrei affatto tornare indietro.
D'amore si muore e a soffrire le pene d'amore sono soprattutto gli uomini.
Le donne sembrano bastare a sé stesse. Le donne sono più indipendenti, forse anche perché fisicamente più attraenti al punto che il lesbismo non scandalizza tanto quanto l'omosessualità maschile.
Per carità, mi limito a presentare i fatti. A me non scandalizza né il lesbismo né l'omosessualità maschile. A me scandalizzano i cosiddetti "benpensanti". Anzi, diciamo pure che ne ho una fottuta paura.
Ma, torniamo alla querelle del giorno. Volete la mia opinione ? Se siete sul mio blog vuol dire che un po' ve ne frega di quel che penso, per cui tanto vale che....
Sì, io penso che noi maschietti eterosessuali soffriamo di più perché fondamentalmente non capiamo le donne e già sarebbe tanto se anche loro capissero loro stesse.
Noi maschietti siamo "esseri semplici" ed amiamo la semplicità, la genuinità. Forse anche troppo. Il nostro più gran difetto, in generale, è quello che quando siamo con una donna ci sentiamo onnipotenti e tendiamo a farci scoprire....Fondamentalmente, insomma, siamo dei gran "pistola".
Quanto allle donne invece....chiedetelo a loro.
Io sono a tratti maschilista e misogino, lo riconosco, ma non ne faccio una bandiera. Se mi si chiede il motivo rispondo semplicemente che troppe donne mi hanno scottato ed io, non essendo mai stato un tipino docile, le ho ustionate per ripicca. Oppure non le ho più riviste e mi hanno lasciato l'amaro in bocca.
E' che fondamentalmente sono per i rapporti alla pari: io Tarzan e tu Jane, ma possiamo anche invertirci i ruoli. Non è che perché tu sei donna, io uomo devo servirti e riverirti e/o financo non controbattere animatamente alle tue follie femminine.
Se così facessi sarei un vero idiota.
Personalmente preferisco passare per essere un tipo scontroso piuttosto che per idiota ed è cosa che suggerisco un po' a tutti.
Mai farsi mettere i piedi in testa, specie da una donna.
Ma, viceversa, mai mettere i piedi in testa se non si vuole rimanere schiacciato da qualcuno che ha i piedi più grandi e coriacei dei vostri. Del resto lo diceva anche Pietro Nenni: c'è sempre uno più puro che ti epura.
Ed allora è meglio essere impuri, spuri, duri e impuri, duri e spuri, duri e spergiuri. Il segreto è non farsi accorgere che si agisce anche al di sopra delle proprie possibilità psicoattitudinali.
Dicevamo: la rivista 'The Lancet' curata dai ricercatori dell'università di Utrecht (Olanda) ha rilevato che d'amore si può morire, ovvero che i delusi d'amore possono finire per dedicarsi all'alcool, alle droghe...e giungere sino al suicidio tutt'altro che medicalmente assistito.
Ora, io non giudico questi comportamenti in sé. Non sono un moralista e trovo che la morale e l'etica siano alla base dei totalitarismi e delle dittature. Ciascuno faccia quel che meglio crede per sé ed evviva l'individualismo ! Quel che però mi preme e forse a volte non mi lascia dormire la notte è la sofferenza legata alla perdita della persona cara. Parlo di "perdita" perché la delusione d'amore è sempre un lutto, checché se ne possa dire.
Ma, perché ci si lascia ? Perché si lascia la persona sino a ieri amata ? Perché si viene lasciati ? Perché ogni volta che inizio una storia con una ragazza la prima cosa che mi viene in mente è: "sono certo che prima o poi tu ed io finiremo per odiarci profondamente" ?
Fa parte della follia umana. Se fossimo persone un tantino più sane di mente forse capiremo quanto siamo sciocchi e assurdi.
Anche ma soprattutto perché nella stragrande maggioranza dei casi non andiamo mai alla RADICE della questione. Non approfondiamo un beneamato piffero !
Tanto, si dice, "chiusa una porta si apre un portone"....o (why not ?) un porCone o una porCona magari !
Volete sapere la mia ? Tutte scemate.
Non si apre nulla in verità: si ripete la stessa scena all'infinito.
Contenti voi...fate pure.
Personalmente mi annoierei a morte, ma non sarei così sprovveduto dal farmi fuori per poi magari ritrovarmi in un'altra vita a dover ricominciare da capo !
Come sempre, non ci sono risposte, ma solo domande. E, sono proprio le domande quelle che contano veramente nella vita quotidiana. Le risposte, prima o poi verranno......basta non avere alcuna pretesa, alcuna aspettativa, alcun timore nell'avere queste risposte.
E' come nella vita in generale e quindi anche nelle storie d'amore: se avete aspettative, pretese e timori nei confronfronti di voi stessi e degli altri....allora siete bell'e che fritti ! A quel punto potete anche lasciar perdere: eviterete inutili sofferenze a voi, agli altri, all'universo mondo di cui fate parte !



Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini