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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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22 agosto 2014

Eros e Thanatos



Il rapporto fra Eros e Thanatos è forte e imprescindibile. Quando l'Amore fisico raggiunge l'apice, allora ti rendi conto che non sei lontano dal morire e che la morte non è così brutta come viene dipinta dalla cultura dominante. Purtuttavia, per avere una buona morte occorre aver avuto una buona vita. Una vita zeppa di desideri e priva d'Amore ti condurrà in uno stato di illusione tale da non comprendere nemmeno la sacralità della tua morte. E rimarrai, per sempre, un non-morto, ovvero il fantasma di te stesso.

Luca Bagatin





20 febbraio 2014

Beppe Grillo è parte integrante del Sistema. Così come lo sono Renzi e Berlusconi

Renzi è una persona non credibile, certamente.

Come avevamo già scritto qualche giorno fa, Renzi, come il suo omologo Berlusconi, è un personaggio mediatico (e mediocre) senza alcun merito proprio. Ha alle spalle De Mita, De Benedetti e compagnìa economico-finanziaria cantante.

Purtuttavia credibile non lo è nemmeno Beppe Grillo, il quale è cresciuto a pane, Rai lottizzata dai partiti e Pippo Baudo. Oltretutto erano note anche le sue apparizioni televisive para-politiche accanto a Bruno Vespa, nelle tribune elettorali degli Anni '80 !

Non ci venga, dunque, a raccontare che lui è l'uomo nuovo, l'indipendente per eccellenza, la voce dei cittadini.

Non lo è, anche perché lui, la voce, non la concede nemmeno agli eletti del suo partito.

Beppe Grillo, è, anche e proprio in quanto fondatore di un partito – il Movimento Cinque Stelle – uno del Sistema. Segue le regole (in particolare quelle mediatico-comunicative) del Sistema e finge, a parole, di contrastarlo.

Se egli contrastasse davvero, ad esempio, i partiti, avrebbe già sciolto il suo e proposto, come facciamo noi di “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreeliberta.blogspot.it), l'estrazione a sorte fra tutti i cittadini, al posto delle elezioni. Elezioni che, nei fatti, sono solo un esercizio mediatico ove fingiamo di eleggere politici che non rappresentano nessuno, si spartiscono il finanziamento pubblico e prendono decisioni per noi ignari cittadini.

Beppe Grillo, poi, incontrando pubblicamente Matteo Renzi – pur zittendolo continuamente o fingendo di farlo – ne riconosce la leadership. Ma perché mai ? Chi ha eletto Renzi ? Da dove proviene Renzi se non da quel sistema partitocratico che esiste dal 1948 in barba alla Repubblica Romana di mazziniana e garibaldina memoria che, diversamente, voleva il Popolo al potere ?

Beppe Grillo, oltretutto, fa del Festival di Sanremo – l'evento mediatico-mediocre per eccellenza dell'incultura musicale (e non solo) italica – un trampolino per i suoi comizietti e per uscire sulla stampa e sulle televisioni di tutto il mondo. In questo senso ci ricorda il Berlusconi che va da Bruno Vespa a "Porta a Porta" per farsi incensare e il Matteo Renzi che va da Maria De Filippi a fare il “Fonzie” della situazione.

Beppe Grillo figlio dei media e del Sistema, dunque.

Beppe Grillo, se vuole essere credibile davvero, dovrebbe fare autocritica, entrare a far parte dei costruttori della Civiltà dell'Amore, aderire al nostro non-movimento “Amore e Libertà”, cedere la parola ai cittadini - che si autogovernino, finalmente - e dunque promuovere i diritti civili e sociali al di fuori dal sistema dei partiti e dei parlamenti.

Diversamente non è e non sarà diverso da Matteo Renzi e da Silvio Berlusconi. Anzi, ne è la loro fotocopia e cassa di risonanza.


Luca Bagatin



17 febbraio 2014

Aforismi bagatiniani sulla contemporaneità dell'inesistenza (ma con un occhio di riguardo al fascino di Maria Elena Boschi): by Luca Bagatin



L'unica cosa buona di Matteo Renzi è il fascino di Maria Elena Boschi

Per fortuna disconosco l'utilità degli iphone e dei socialnetwork

Sono per la qualità della vita, non certo per la quantità

La mia donna ideale è certemente una donna del passato

All'innovazione e alla crescita preferisco di gran lunga la stagionatura e la decrescita

Bisogna dare escremento all'economia !

Gay è O.K. Putin è K.O.

Si scrive "magnati" (della finanza, dell'economia, dell'editoria ecc...), ma si legge "magnaccia"




1 agosto 2012

Ilona Staller denunciava il declino dell'Italia già nel 1989...



E' stupefacente come da sempre, per screditare l'avversario, in Italia, si sia ricorso a termini quali "qualunquismo" (senza conoscere o ricordare la storia del Fronte dell'Uomo Qualunque, che fu movimento schiettamente liberale, fondato dal già repubblicano mazziniano Guglielmo Giannini) e "antipolitica".
Tali termini sono spesso stati utilizzati e vengono utilizzati tutt'ora dalla "classe dirigente al Potere", al fine di gettare fumo negli occhi agli elettori, allorquando qualche personaggio illuminato ha iniziato o inizia a denunciare ciò che non funziona nel nostro Paese.
Decenni prima di Beppe Grillo, l'On. Elena Anna Staller, radicale, nota con gli pseudonimi di Ilona Staller e Cicciolina - da sempre attiva nel movimento per i diritti civili - denunciava ciò che oggi è praticamente sotto gli occhi di tutti gli italiani: malaffare diffuso, inconcludenza politica, mancato rispetto delle leggi da parte degli stessi rappresentanti delle Istituzioni, mancata legislazione sui diritti civili e le libertà individuali, tassazione ultra elevata, totale mancanza di meritocrazia.
E' per questo che, codesto blog, intende sostenere il suo movimento "Democrazia Natura Amore", qualora si presentasse alle prossime elezioni e, parimenti, intende sostenere il progetto politico di Oscar Giannino per "Fermare il declino", invitando ad aderire e sostenere il progetto al sito: www.fermareildeclino.it
La Rivoluzione Liberale e Libertaria passa tutta da qui.

L. B.





Questo fu il discorso che Ilona Staller (nota con lo pseudonimo di Cicciolina), tenne alla Camera, il 29 luglio 1989, durante la X Legislatura.

ELENA ANNA STALLER
: Signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, vedo con piacere che dopo due mesi di crisi, risse e litigi, avete trovato il modo di dividervi le poltrone. Spero che adesso ve ne starete un po' tranquilli, almeno fino al 1992. Spero che adesso per un po' lascerete in pace la gente; quella gente che è sempre più delusa, ha sempre meno speranze e sta comprendendo sempre di più che tutti questi inutili litigi in famiglia servono solo a chi cerca il potere e vuole usarlo senza essere controllato.

Il nostro è il paese europeo in cui i governi e le legislature durano di meno, i cui elettori sono chiamati più spesso a votare, in media una volta ogni tre anni, ma in questo caso abbiamo rischiato di interromperla dopo neanche due anni dal suo inizio: un record dei record. Credo che denunciare tutto ciò sia molto importante per tutti. Il nostro rischia di diventare l'ultimo paese in Europa e questo non certo a causa mia, cioè della strega Cicciolina, ma per queste crisi continue che servono solo a chi vuole trovare nuovi equilibri di potere, ignorando completamente i contenuti, le proposte, le cose da fare. Le formule di Governo cambiano, ma le vostre facce rimangono sempre le stesse. C'è sempre Gava, c'è sempre Mammì, c'è sempre Misasi, c'è sempre cicciolino Andreotti. Siete sempre gli stessi, e la cosa più grave è che anche i problemi sono sempre gli stessi, ma voi fate finta di niente e continuate a chiedere voti, a far cadere i vostri stessi governi e a farli resuscitare. Gli anni passano e le vostre facce restano. Le facce di chi avrebbe potuto fare e non ha mai dato, di chi è sempre stato sospettato ma non è mai stato condannato, di chi si fa schiaffeggiare con finta tolleranza, di chi ha sempre promesso e non ha mai mantenuto.

A proposito di promesse non mantenute: quando era Presidente del Consiglio, Ciriaco De Mita promise che avrebbe cacciato le pornostar dal Parlamento. È passato qualche mese, lui se ne è andato ed io sono rimasta.[Ilona Staller parla di violenza sulle donne, di aborto, di Aids, di pari opportunità, di libertà di opinione, d'espressione, della libertà della cultura, del diritto dei detenuti alla sessualità, poi conclude...]
Cari colleghi, abbiamo un nuovo Governo: è un Governo vecchio, vecchio negli uomini, vecchio nei programmi, vecchio nelle parole; è un Governo vecchio, composto dagli stessi uomini che sono colpevoli di avere permesso che le periferie delle nostre grandi, grandi città diventassero simili a villaggi messicani e i nostri mari a insalate di alghe. Governi vecchi come questo ne abbiamo avuti tanti che votare la sfiducia a tutti alla lunga è anche faticoso. Cosi, giuro che mi era venuta la tentazione di votargli la fiducia, giusto per regalargli il voto della pornostar di cui tutti quanti avete molta paura. Sarebbe un regalo che imbarazzerebbe un po' tutti i bigotti che ci sono tra voi; sarebbe un brutto regalo sicuramente, però ve lo sareste meritato. Poi ci ho ripensato: la fiducia è meglio darla solo al governo ombra di Achille Occhetto, il vostro è solo un'ombra di Governo e nulla merita.

Ma io spero che cicciolino Andreotti mi smentisca prima della fine della legislatura.



28 luglio 2012

Per un Partito Liberista (o per le Libertà) in grado di fermare il declino del Paese



Oscar Giannino, noto giornalista economico e già esponente di spicco del Partito Repubblicano Italiano, sembra fare sul serio.
Con il suo Manifesto del Partito Liberista dal titolo "Fermare il declino" (al quale è possibile aderire al sito www.fermareildeclino.it), egli mette sul tavolo proposte serie e concrete per riformare l'Italia in senso laico, liberale e libertario, contrapponendosi all'inconcludente classe politica nostrana di destra e sinistra che, in tutti questi anni, si è occupata unicamente del proprio tornaconto personale, a tutto danno dei cittadini-elettori.
Oscar Giannino ed i suoi sostenitori parlano chiaro, ovvero, se ci saranno le condizioni, dal prossimo autunno getteranno le basi per un vero e proprio partito politico schiettamente liberista che avrà due parole d'ordine: meno tasse e più meritocrazia.
Per chi vi scrive, le parole di Giannino contenute nel suo Manifesto, sono una ventata di aria profumata nella cloaca putrida della politica italiana. Sono le medesime cose che, questo mio blog, va scrivendo da anni e per le quali è disposto ad investire in termini di energie e di divulgazione politica, culturale, intellettuale, formativa.
Chi vi scrive, infatti, ha già aderito al manifesto e ha già una proposta per Giannino: dialogo immediato con i Radicali italiani di Emma Bonino e Marco Pannella (ma anche con il nascente movimento di Ilona Staller "Democrazia Natura Amore"), in vista della costituzione di liste Radicali e Liberaldemocratiche unitarie che potrebbero portare, nel simbolo, gli stessi nomi di Emma Bonino ed Oscar Giannino.
Candidando, in tali liste, solo persone della società civile, del mondo del lavoro e dell'impresa, del precariato e soprattutto giovani di età inferiore ai trent'anni.
Ulteriori parole sono e sarebbero inutili. E' per questo che desidero riportare integralmente il testo del Manifesto "Fermare il declino" e le sue dieci proposte.
Libertari e liberisti di tutta Italia: uniamoci !

Luca Bagatin

La classe politica emersa dalla crisi del 1992-94 - tranne poche eccezioni individuali - ha fallito: deve essere sostituita perché è parte e causa di quel declino sociale che vogliamo fermare. L’Italia può e vuole crescere nuovamente.

Per farlo deve generare mobilità sociale e competizione, rimettendo al centro lavoro, professionalità, libera iniziativa e merito individuale. Affinché l’interesse di chi lavora – o cerca di farlo, come i giovani e tante donne – diventi priorità bisogna smantellare la rete di monopoli e privilegi che paralizzano il paese. I problemi odierni sono gli stessi di vent'anni fa, solo incancreniti: l’inefficienza dell’apparato pubblico e il peso delle tasse che lo finanziano stanno stremando l’Italia. Perdendo lavoro e aziende, migliaia di persone non sono più in grado di produrre e milioni di giovani non lo saranno mai.

Tagliare e rendere più efficiente la spesa, ridurre le tasse su chi produce, abbattere il debito anche attraverso la vendita di proprietà pubbliche, premiare il merito tra i dipendenti pubblici, promuovere liberalizzazioni e concorrenza anche nei servizi e nel sistema formativo, eliminare i conflitti di interesse, liberare e liberalizzare l’informazione, dare prospettive e fiducia agli esclusi attraverso un mercato del lavoro più flessibile ed equo. Sono queste le discriminanti che separano chi vuole conservare l’esistente da chi vuole cambiarlo per far sì che il paese goda i benefici dell’integrazione economica europea e mondiale. Nessuno, fra i partiti esistenti, si pone neanche lontanamente questi obiettivi. Noi vogliamo che si realizzino.

Per questo motivo auspichiamo la creazione di una nuova forza politica – completamente diversa dalle esistenti – che induca un rinnovamento nei contenuti, nelle persone e nel modo di fare politica. Cittadini, associazioni, corpi intermedi, rappresentanze del lavoro e dell’impresa esprimono disagio e chiedono cambiamento, ma non trovano interlocutori. Ci rivolgiamo a loro per avviare un processo di aggregazione politica libero da personalismi e senza pregiudiziali ideologiche, mirato a fare dell’Italia un paese che prospera e cresce. Invitiamo a un confronto aperto le persone e le organizzazioni interessate, per costruire quel soggetto politico che 151 anni di storia unitaria ci hanno sinora negato e di cui abbiamo urgente bisogno.

  • 1) Ridurre l'ammontare del debito pubblico. è possibile scendere rapidamente sotto la soglia simbolica del 100% del PIL anche attraverso alienazioni del patrimonio pubblico, composto sia da immobili non vincolati sia da imprese o quote di esse.
  • 2) Ridurre la spesa pubblica di almeno 6 punti percentuali del PIL nell'arco di 5 anni. La spending review deve costituire il primo passo di un ripensamento complessivo della spesa, a partire dai costi della casta politico-burocratica e dai sussidi alle imprese (inclusi gli organi di informazione). Ripensare in modo organico le grandi voci di spesa, quali sanità e istruzione, introducendo meccanismi competitivi all’interno di quei settori. Riformare il sistema pensionistico per garantire vera equità inter—e intra—generazionale.
  • 3) Ridurre la pressione fiscale complessiva di almeno 5 punti in 5 anni, dando la priorità alla riduzione delle imposte sul reddito da lavoro e d'impresa. Semplificare il sistema tributario e combattere l'evasione fiscale destinando il gettito alla riduzione delle imposte.
  • 4) Liberalizzare rapidamente i settori ancora non pienamente concorrenziali quali, a titolo di esempio: trasporti, energia, poste, telecomunicazioni, servizi professionali e banche (inclusi gli assetti proprietari). Privatizzare le imprese pubbliche con modalità e obiettivi pro-concorrenziali nei rispettivi settori. Inserire nella Costituzione il principio della concorrenza come metodo di funzionamento del sistema economico, contro privilegi e monopoli d'ogni sorta. Privatizzare la RAI, abolire canone e tetto pubblicitario, eliminare il duopolio imperfetto su cui il settore si regge favorendo la concorrenza. Affidare i servizi pubblici, incluso quello radiotelevisivo, tramite gara fra imprese concorrenti.
  • 5) Sostenere i livelli di reddito di chi momentaneamente perde il lavoro anziché tutelare il posto di lavoro esistente o le imprese inefficienti. Tutti i lavoratori, indipendentemente dalla dimensione dell'impresa in cui lavoravano, devono godere di un sussidio di disoccupazione e di strumenti di formazione che permettano e incentivino la ricerca di un nuovo posto di lavoro quando necessario, scoraggiando altresì la cultura della dipendenza dallo Stato. Il pubblico impiego deve essere governato dalle stesse norme che sovrintendono al lavoro privato introducendo maggiore flessibilità sia del rapporto di lavoro che in costanza del rapporto di lavoro.
  • 6) Adottare immediatamente una legislazione organica sui conflitti d'interesse. Imporre effettiva trasparenza e pubblica verificabilità dei redditi, patrimoni e interessi economici di tutti i funzionari pubblici e di tutte le cariche elettive. Instaurare meccanismi premianti per chi denuncia reati di corruzione. Vanno allontanati dalla gestione di enti pubblici e di imprese quotate gli amministratori che hanno subito condanne penali per reati economici o corruttivi.
  • 7) Far funzionare la giustizia. Riformare il codice di procedura e la carriera dei magistrati, con netta distinzione dei percorsi e avanzamento basato sulla performance; no agli avanzamenti di carriera dovuti alla sola anzianità. Introdurre e sviluppare forme di specializzazione che siano in grado di far crescere l'efficienza e la prevedibilità delle decisioni. Difendere l'indipendenza di tutta la magistratura, sia inquirente che giudicante. Assicurare la terzietà dei procedimenti disciplinari a carico dei magistrati. Gestione professionale dei tribunali generalizzando i modelli adottati in alcuni di essi. Assicurare la certezza della pena da scontare in un sistema carcerario umanizzato.
  • 8) Liberare le potenzialità di crescita, lavoro e creatività dei giovani e delle donne, oggi in gran parte esclusi dal mercato del lavoro e dagli ambiti più rilevanti del potere economico e politico. Non esiste una singola misura in grado di farci raggiungere questo obiettivo; occorre agire per eliminare il dualismo occupazionale, scoraggiare la discriminazione di età e sesso nel mondo del lavoro, offrire strumenti di assicurazione contro la disoccupazione, facilitare la creazione di nuove imprese, permettere effettiva mobilità meritocratica in ogni settore dell’economia e della società e, finalmente, rifondare il sistema educativo.
  • 9) Ridare alla scuola e all'università il ruolo, perso da tempo, di volani dell'emancipazione socio-economica delle nuove generazioni. Non si tratta di spendere di meno, occorre anzi trovare le risorse per spendere di più in educazione e ricerca. Però, prima di aggiungere benzina nel motore di una macchina che non funziona, occorre farla funzionare bene. Questo significa spendere meglio e più efficacemente le risorse già disponibili. Vanno pertanto introdotti cambiamenti sistemici: la concorrenza fra istituzioni scolastiche e la selezione meritocratica di docenti e studenti devono trasformarsi nelle linee guida di un rinnovato sistema educativo.Va abolito il valore legale del titolo di studio.
  • 10) Introdurre il vero federalismo con l'attribuzione di ruoli chiari e coerenti ai diversi livelli di governo. Un federalismo che assicuri ampia autonomia sia di spesa che di entrata agli enti locali rilevanti ma che, al tempo stesso, punisca in modo severo gli amministratori di quegli enti che non mantengono il pareggio di bilancio rendendoli responsabili, di fronte ai propri elettori, delle scelte compiute. Totale trasparenza dei bilanci delle pubbliche amministrazioni e delle società partecipate da enti pubblici con l'obbligo della loro pubblicazione sui rispettivi siti Internet. La stessa "questione meridionale" va affrontata in questo contesto, abbandonando la dannosa e fallimentare politica di sussidi seguita nell'ultimo mezzo secolo.



12 aprile 2008

LA SANGUINARIA DITTATURA CINESE, LE OLIMPIADI E LA LIBERTA' DEL TIBET



La Cina è una sanguinaria dittatura.
Vogliamo parlare del suo programma di contenimento delle nascite ?
Vogliamo parlare delle bambine uccise e/o abbandonate in conseguenza della politica del governo cinese ?
Vogliamo parlare dei morti e dei perseguitati mongoli, manciù, islamici e, non ultimi, tibetani ?
Vogliamo parlare di questa superpotenza comunista in espansione economica che soggioga il suo popolo negandone libertà di parola ed espressione (si pensi ai controlli degli accessi al web ed alle censure in rete) ?
Vogliamo parlare del fatto che questa sanguinaria dittatura ha diritto di veto all'interno dell'Organizzazione delle Nazioni Unite ?
Vogliamo parlare di quante industrie italiane ed occidentali abbiano investito in questa sanguinaria e barbara dittatura ?
Vogliamo parlarne o continuiamo a metterci il prosciutto sugli occhi ed il sedano nelle orecchie ?
Vogliamo parlare dell'unica fiaccola della pace che può splendere nel mondo, ovvero quella della libertà e della democrazia ?
E la si smetta di lamentarsi e scandalizzarsi tanto del fatto che la fiaccola dei giochi olimpici (che malauguratamente si terranno a Pechino, capitale della dittatura cinese) quest'anno è stata spenta: essa era ed è una fiaccola di morte e persecuzione.
E veniamo al Tibet. A quella meravigliosa ed incontaminata terra buddista e pacifica. Almeno sino all'avvento, nel 1949, della barbara dittatura di Mao Tse Tung figlia del marxismo e dello stalinismo.
E veniamo all'orgoglio tibetano fatto di millenarie radici storico-culturali che ci riportano al tempo di Gautama Buddha: insegnamenti fatti di scoperta e riscoperta della propria Divinità interiore, del proprio Vero Sé, il Dio in noi stessi al di là di ogni assurda e astrusa divinità esteriore ed autoritaria.
Tutte scemenze, evidentemente, per le grette e ristrette menti comuniste bramose di potere e di morte dell'individuo sin nella sua anima più profonda.
E così oggi i tibetani, in ogni parte del mondo, gridano alla libertà del loro Paese soggiogato dal tallone marxista-leninista cinese e lottano assieme a inermi e nonviolenti monaci buddisti, così come nonviolentemente fecero nel settembre 2007 i monaci birmani contro la dittatura militare ancora oggi al potere.
Non ci può essere pace senza giustizia. Non ci può essere giustizia senza libertà individuale. Non ci può essere libertà senza democrazia e quindi rispetto per le minoranze e trionfo dei diritti civili e umani.
L'occidente civile e democratico nel quale crediamo fermamente non può rimanere sordo a tutto ciò.
Intervenga con tempestività e si prenda le sue responsabità qualora ritenga di aver favorito la sanguinaria dittatura cinese.
E, quanto alle Olimpiadi, si eviti di tenerle proprio a Pechino.
Le si sposti piuttosto a Taiwan (che è uno Stato cinese, ma comunque indipendente dalla Cina e più vicino all'Occidente democratico).
Perché il messaggio universale di democrazia e libertà passi anche attraverso lo sport senza riempire ulteriormente le casse dei dittatori di ieri e di oggi che vanno combattutti sempre e con ogni mezzo.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini