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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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16 dicembre 2014

L'inutilità clericale delle "Sentinelle in piedi" e la società dei consumi

Francamente non comprendo le cosiddette “battaglie” delle cosiddette “Sentinelle in piedi”.

Non comprendo perché ce l'abbiano con le coppie omosessuali che desiderano – legittimamente – veder riconosciuto il loro amore di fronte alla legge. Non comprendo la loro idea di “famiglia naturale”, quasi che esistessero forme di “famiglia innaturale”. Al massimo esistono famiglie snaturate, come quelle che maltrattano i propri figli (talvolta li uccidono anche...sic !), oppure sono fondate sul mero interesse economico. Ma su questo, a quanto pare, le “Sentinelle” rimangono sedute e silenti.

Non comprendo, poi, perché ad una coppia o ad un singolo individuo – indipendentemente dal sesso, perché il sesso non dovrebbe essere superiore ai sentimenti, all'amore, anche per un ipotetico figlio – dovrebbe essere negata l'adozione di un figlio.

Non comprendo nemmeno che cosa interessi a queste “Sentinelle in piedi” se una persona – preda di indicibili sofferenze fisiche e/o morali - decide di farsi praticare l'eutanasia, oppure decide di farsi praticare il suidicio assistito, come dignitosamente avviene nella civilissima Svizzera. Tutte cose, precisiamo – come per quanto concerne il matrimonio omosessuale e l'adozione a single o a omosessuali – peraltro non possibili in un Paese illiberale ed incivile come l'Italia !

Illiberale ed incivile perché lede la libertà di coscienza individuale del singolo.

Per cui, francamente, non comprendiamo queste “Sentinelle”, così come, parimenti, non comprendiamo i loro aggressori.

Tutti hanno il diritto di manifestare, anche la cosa più sciocca possibile ! Anzi, se la manifestazione è ritenuta sciocca, tanto vale ignorarla allora !

E' davvero triste pensare a quanto sia mutato il costume italiano al punto che le battaglie civili e libertarie dei nostri Anni '60 e '70 siano scomparse per lasciare spazio a ideologie clericali da una parte – quelle delle “Sentinelle” appunto - e ad ideologie commercial-consumistiche dall'altra.

In questo bailamme assistiamo a coppie che si sposano presto e presto divorziano (il famoso consumismo usa-e-getta dei prodotti viene quindi applicato anche alle persone ed ai sentimenti). Magari nel frattempo hanno anche figliato e quindi i loro bambini si trovano nella triste condizione di vedersi sballottare da un genitore all'altro !

Di questo, però, nessuno parla. Nessuno mette bocca, nessuno dice: ma prima di formarvi una famiglia sarete in grado di amarvi e onorarvi per tutta la vita, oppure lo fate solo per colmare la vostra vanagloria di persone insoddisfatte e bisognose di far credere a voi stesse che, con un matrimonio e figliando, le cose andranno meglio?

Il nocciolo della questione non è tanto il matrimonio omosessuale o meno, ma la capacità o meno di una coppia di amarsi nel lungo periodo. Ed è un problema sociologico e sentimentale, oltre che politico. E' un problema che nasce e si sviluppa anche e proprio in presenza di un sistema economico consumistico-pubblicitario, fondato sui cosiddetti “bisogni indotti” e sull'assenza di relazioni autentiche, siano esse relazioni sentimentali, amicali, famigliari...che magari vadano oltre l'utilizzo degli idioti e limitanti “social-network”.

Di questo, ad ogni modo, le cosiddette “Sentinelle in piedi”, che pur si autoproclamano paladine della “famiglia naturale composta da un uomo e una donna”, non parlano.

E non ne parlano nemmeno i cosiddetti “laici”, i cosiddetti “liberali”, i cosiddetti “socialpappisti all'italiana” venduti al renzismo imperante e dimentichi della spiritualità gandhiana, degli insegnamenti di Mario Pannunzio, di Ernesto Rossi e finanche di Moana Pozzi e di Roberta Tatafiore.

Ne scriviamo noi, per quel che può servire.


Luca Bagatin



19 agosto 2014

L'(anti)politica fondata sull'emancipazione dei popoli ha vinto sulla realpolitik fondata sull'economia e sul potere dei governi. Gli esempi di Bolivar, Garibaldi, D'Annunzio, Peron e Chavez

In un articolo di luglio focalizzammo l'attenzione sulla questione latinoamericana, contrapponendola a quella europea. Scrivemmo, in particolare: “Vogliamo porre l'attenzione sull'America Latina, che necessita di una nuova liberazione sull'onda non già dei vari dittatori sanguinari che ha conosciuto e che talvolta - se non spesso - sono stati finanziati dalla CIA, bensì sulla base dell'esempio e dell'insegnamento di San Martin, di Bolivar, di Garibaldi”. E, a proposito dell'Europa scrivevamo: E” vogliamo porre l'attenzione sulla nostra Europa che non è l'Europa dei Popoli e delle Repubbliche sorelle che sognavano Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini; non è l'Europa degli Stati Uniti d'Europa che sognavano Ernesto Rossi, Eugenio Colorni ed Altiero Spinelli. E' l'Europa della Merkel e di Van Rompuy. E' l'Europa degli Schulz e dei Matteo Renzi. E' un'Europa senz'anima e senza fratellanza, che se ne frega dei suoi stessi cittadini i quali sono considerati solo merci di scambio, meri individui utili solo a pagare le imposte ed a reggere un sistema bancario senza via d'uscita, visto che alimentato dal sistema del signoraggio, ovvero dello stampare moneta a più non posso – senza alcun collegamento con l'economia reale, ovvero senza tenere conto dei beni e servizi effettivamente prodotti - e del conseguente debito pubblico impagabile”.

In questo senso, volendo parlare dell'epopea di Bolivar e Garibaldi, ci rendiamo conto che questi eroi erano eroi (anti)politici. Non dimentichiamo mai che Giuseppe Garibaldi, prima di abbandonare per sempre il suo seggio al Parlamento italiano, per tornarsene nella sua Caprera a fare il contadino, schifato dalla politica post-risorgimentale dell'epoca, dichiarò: “Quando i posteri esamineranno gli atti del Governo e del Parlamento italiano durante il Risorgimento vi troveranno cose da cloaca”. Così come (anti)politici – ma ingiustamente definiti in senso spregiativo “populisti” - furono il Generale Juan Domingo Peron ed il Comandante Hugo Chavez.

Figure del nostro recente passato, Peron e Chavez offrirono tanto al popolo argentino quanto al popolo venezuelano, una prospettiva “terzista”, alternativa rispetto al Potere statunitense e sovietico, alternativa alla destra ed alla sinistra, attraverso una chiave terzomondista ed umanitaria. Peron e Chavez, in sostanza, stavano, almeno idealmente, dalla parte dei poveri e dei diseredati sfruttati dalla corruzione e dalla politica-partitica e pseudo-democratica che, allontanatasi dall'Agorà greca, ha costituito una nuova oligarchia.

L'oligarchia dei Roosvelt che fecero uscire gli USA dal sistema aureo, ovvero vietarono la conversione del dollaro in oro, costringendoci all'attuale signoraggio bancario (consideriamo che il valore nominale di ogni singola moneta o cartamoneta non corrisponde affatto alle riserve auree possedute da ciascuno Stato e ciò a tutto vantaggio delle Banche Centrali e dei Governi); l'oligarchia dei Truman e dei Kennedy, noti guerrafondai ed imperialisti, colonizzatori di Stati indipendenti; l'oligarchia dei Clinton e dei Bush, altrettanto guerradondai, come i loro precessori, che contraddissero l'esempio libertario e umanitario dei Padri Fondatori degli USA quali George Washington e Thomas Jefferson, i quali affermavano che la nazione americana avrebbe dovuto basarsi sul non interventismo, secondo il motto di Jefferson: “Pace, commercio e amicizia tra tutte le nazioni, nessun vincolo d'alleanze”.

In questo senso, il XX ed il XXIesimo secolo hanno visto il consolidarsi negli USA - che di fatto condizionano l'economia e la politica europea e mondiale - di un'alleanza fra liberal e neocon. Fra Partito Democratico in salsa roosveltian-fascio-kennedyana e destra neofascista in salsa famiglia Bush. Un'alleanza anti-libertaria smascherata solamente da personalità quali Barry Goldwater e Ron Paul e dagli antimperialisti quali Peron prima e Chavez, Lula, Morales e Kirchner negli ultimi anni. Per non parlare del Vate italiano Gabriele d'Annunzio nei primi anni del '900, il quale non solo non lesinò critiche alla casta politica (“Veramente sembra che l'Italia non possa assistere allo spettacolo che dà la casta politica se non con le narici turate, come quei cavalieri dei suoi vecchi affreschi fermi davanti ai cadaveri verminosi nelle bare senca coperchio”), ma lanciò invettive anche contro l'economia come mera fonte di accumulazione della ricchezza: “Dovunque la lotta mercantile, la lotta per la ricchezza, porta il pericolo delle più terribili conflagrazioni marziali”.

Il libertarismo e l'(anti)politica, dunque, smascherano la realpolitik e la costringono ad un confronto mediatico, per quanto i media tendano ad oscurare ed a mascherare l'(anti)politica, il libertarismo classico, il socialismo libertario, le posizioni terziste, oltre la destra e la sinistra, le posizioni che, di volta in volta, saranno bollate come “populiste”, “fasciste”, “comuniste”, “golpiste” o “reazionarie”.

Juan Peron era un Giustizialista. Hugo Chavez un Bolivariano.

Il limite dei due fu, semmai, un certo attaccamento al potere. Perché il potere è seduttivo e finisce per fagocitare gli uomini di contro-potere. Quando si scende nell'arena politica, nella competizione elettorale, si finisce spesso per perdere per strada gran parte delle buone intenzioni originarie.

Purtuttavia, ciò che ci interessa qui analizzare, sono le prospettive. Le prospettive di un Chavez che, nel 1992, si ribella alla corruzione che dilaga nel suo Paese, il Venezuela. Alla corruzione dei partiti e della politica e progetta un golpe, non già autoritario, bensì basato su prospettive bolivariane. La figura e gli ideai di Simon Bolivar – il Garibaldi latinoamericano – sono il cardine del progetto anti-autoritario di Chavez e del Movimento Bolivariano Rivoluzionario. Un golpe che fallirà, ma che consacrerà Chavez quale nuovo eroe (anti)politico e libertario dell'America Latina.

Allorquanto Hugo Chavez lancia, fra il 1994 ed il 1995, la sua campagna astensionista contro la corruzione della classe politica venezuelana, compie un atto eminentemente politico e di rottura con il sistema. Ma sarà nel 1998 che Chavez, con il Movimento Quinta Republica, diventerà Presidente del Venezuela con il 56% dei voti.

E ciò gli permetterà di redigere una nuova Costituzione, sempre secondo gli insegnamenti di Bolivar, ponendo attenzione ai diritti umani e via via introducendo norme per la lotta alla povertà ed all'analfabetismo, uscendo poi dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale, promuovendo leggi sulle unioni civili e contro l'omofobia, ottendendo spesso risultati soddisfacenti al punto che, anche dopo la sua morte - avvenuta lo scorso anno - il Partito Socialista Unito del Venezuela, guidato oggi dal Presidente Nicolas Maduro - evoluzione del Movimento Quinta Republica – ha nuovamente la maggioranza dei seggi, pur con risultati non sempre soddisfacenti.

Il potere, ad ogni modo, è un brutto cancro e Maduro dovrebbe ricordarselo, così come tutti noi dovremmo sempre aver presente l'esempio di Bolivar, Garibaldi e del D'Annunzio dell'impresa di Fiume. Eroi con risultati alterni, grandi condottieri, ma animati unicamente dalla ricerca dell'amore per la libertà e della libertà come visione d'amore per l'umanità.

In questo senso l'(anti)politica fondata sull'emancipazione dei popoli ha vinto sulla politica, sulla realpolitik fondata sull'economia, sul mercimonio, sul potere dei governi e delle banche centrali, ovvero su un debito pubblico che, ogni economista serio sa bene, è impagabile ed è fonte unicamente di sfruttamento dell'individuo.

Il lungo ragionamento che abbiamo fatto potrebbe riassumersi in un'unica frase che, forse, potrebbe essere un piccolo incentivo all'uscita dalla crisi (che prima di tutto è umama, di valori, di mancanza d'amore fra gli individui): i popoli, anziché continuare ad eleggere e/o a seguire pedissequamente i propri rappresentanti, dovrebbero raggiungere un livello di evoluzione umana tale da imparare ad autogestirsi e ad auto-governarsi.

Questa è l'essenza dell'insegnamento dei nostri Padri storici e degli Eroi di un passato che è lì, pronto per essere riscoperto.


Luca Bagatin




25 luglio 2014

Perché nessuna persona omosessuale decida di togliersi più la vita a causa della stupidità e la violenza altrui

E' necessario rispettare i morti. Ed onorarne la memoria.

E' necessario piangere e commuoversi, di fronte ad un morto di morte violenta come un suicida.

Ho da sempre profondo rispetto per i suicidi, nonché profonda compassione, nel senso etimologico del termine.

E' il caso dell'ennesimo ragazzo omosessuale. Ora, io non so che cosa significhi essere omosessuale ma so che cosa significhi essere criticato per il tuo modo di essere, di intendere le cose, di amare.

Un omosessuale è una persona che ama. Lo compresi – fortunatamente – sin da bambino. Perché, evidentemente, sin da bambino non ero uno stupido.

Nella vita ho ed ho avuto diversi amici omosessuali. Con uno di questi ho intrapreso anche diverse battaglie politico-culturali assieme per anni, attraverso inchieste ed articoli. Si chiamava Peter Boom e contro l'omofobia ha lottato per oltre cinquant'anni. Peter era un vero leader del movimento di liberazione sessuale ed omosessuale sin dagli Anni '60.

Quando sento di un ragazzo che si suicida “in quanto omosessuale” perché non accettato “dalla società” in cui vive, non posso che provarne un senso di sconforto, di scoramento, di vertigine.

E' questa la razza umana ? E' davvero così cattiva e criminale la razza umana ? E' così violenta da poter spingere un ragazzo al suicidio ? Spesso la rispostà è: sì. Non è forse questa la vera origine della crisi nella quale stiamo vivendo, che è prima di tutto una crisi di umanità ?

Sono cose che mi chiedo da anni. Poi riprendo a fare battaglie, a non smettere di lottare contro la stupidità e l'ipocrisia umana. Contro i rompipalle che non hanno altro da fare se non giudicare l'orientamento sessuale altrui, il pensiero, il comportamento, le opinioni, la famiglia. Sei di buona famiglia ? Allora vai bene. Non lo sei ? Allora sei guasto.

Mi dicono che, solo qualche giorno fa, in un paesino della provincia di Potenza un ragazzo gay si è suicidato gettendosi dalla finestra. Me l'ha detto uno dei suoi più cari amici. Mi ha detto che G. V. subiva le angherie di molti, di troppi (persino di un autista di autobus che lo avrebbe invitato a scendere, in quanto gay) e che la sua fragilità interiore lo ha portato a...

Nonostante la sua solarità e la sua voglia di vivere.

Scopro che i media non ne hanno parlato, che è bene mantenere tutto sotto riserbo. Mi scende una lacrima. Penso che la stupidità, la grettezza mentale e l'omofobia siano un crimine contro l'umanità. Penso che, se esiste un'umanità così, allora significa che è un'umanità criminale, pericolosa socialmente.

Penso che, se fra i valori umani esiste l'amore per il prossimo, queste cose non dovrebbero mai più accadere. Evidentemente questo valore non esiste, oppure è scaduto, oppure non frega a nessuno. Evidentemente siamo condannati.

Oppure no ?

Qualcuno mai vuole imparare ad alzare la testa ? Qualcuno là fuori, dico. Nei paesini più sperduti dello Stivale e dell'Europa. Nelle aule di tribunale, nei Parlamenti ed all'interno dei Governi che – evidentemente – se ne fregano ?

Ci siete razza di cacasotto che se in Italia arrivasse la dittatura lecchereste il culo del nuovo Leader Maximo come avete sempre fatto ???

Vogliamo fare qualche cosa contro la stupidità e la violenza che ci attanaglia tutti quanti ???

Oppure vogliamo morire. Morire di inedia. Morire perché privi e privati della consapevolezza di amare, di pensare e di combattere ?

Ogni qual volta muore una persona in quanto vittima di soprusi e angherie, in realtà, muore un po' anche la nostra coscienza. Non cerchiamo più alibi o scusanti. Ricordiamocelo !


Luca Bagatin



18 agosto 2013

L'immondo squadrismo al Potere



C'è chi ancora oggi crede che abbia senso parlare di "sinistra" o di "destra", come se si avesse ancora contezza di che cosa significhino, o, meglio, significassero, questi due termini.

C'è chi oggi difende Berlusconi e si definisce "di destra" e talvolta anche "liberale", ma non si rende conto o fa finta di non rendersene conto, che Berlusconi è il miglior amico dei dittatori filo-comunisti e filo-islamisti d'occidente e oriente e, quando era al governo, ha fatto i suoi interessi e/o quelli della social-burocrazia.

C'è chi oggi parla di diritti e libertà e si definisce "di sinistra", ma al suo interno ha componenti omofobe, fascistoidi, conservatrici sotto il profilo economico-sociale. E governa con Berlusconi.

C'è chi, poi, forte di aver passato anni ad essere imboccato da Mamma-Rai (salvo essere stato stoppato da Craxi e forse giustamente), fa il "figo" gridando alla piazza, foraggiato dal suo sodale capellone che ha deciso che, ogni militante e ogni parlamentare, devono essere delle pedine nelle loro mani.

Sembra di essere in un film di Fellini ed invece è la realtà del Belpaese o, meglio, del Brutpaese alle soglie del 2014.

Ah, fra le altre cose c'è anche chi chiede la grazia per i pluripregiudicati direttamente a Napolitano e chi sta pensando di punire anche chi fuma nella propria automobile e non solo.

E' il nuovo Ventennio, senza più il Duce, ma con tanti ducetti più o meno incompetenti al comando di una nave che affonda.

Eppure sarebbe molto semplice cambiare le cose, senza ideologie, partiti o partitini. Basterebbe il buonsenso. Poche ma chiare regole.

Un possibile decalogo o giù di lì ?

Chi scrive, ovvero il sottoscritto, ha proposto quello di "Amore e Libertà" (www.amoreeliberta.blogspot.it)

1) piena trasparenza delle Istituzioni (anche attraverso l'Anagrafe pubblica degli eletti)

2) che ogni carica pubblica/istituzionale torni ad essere al servizio del cittadino, ovvero percepisca uno stipendio onesto, in linea con la professione svolta prima del precedente incarico e non eccedente.

3) che la meritocrazia, l'onestà intellettuale e l'amore universale diventino non solo o non tanto "termini di moda", ma siano praticati quotidianamente

4) lotta ad ogni forma di discriminazione, ovvero lotta al razzismo, all'omofobia, alla massonofobia e all'odio religioso


5) attuazione di politiche in favore della disabilità, con accesso delle strutture pubbliche e private da parte dei disabili, anche per quanto concerne l'aspetto ludico e sessuale

6) introduzione di una legislazione che consenta il matrimonio omosessuale e che garantisca a tutte le coppie i medesimi diritti delle coppie sposate. Adozioni comprese.

7) introduzione di una legislazione che consenta l'eutanasia legale ed il suicidio assistito, in apposite strutture e con personale medico specializzato, anche sotto il profilo psicologico, sull'esempio svizzero

8) introduzione di una legislazione che legalizzi cannabis e derivati, con tutti i benefici che ne possono derivare anche sotto il profilo industriale e ambientale.

9) istituzione dei parchi dell'amore

10) lotta alla vivisezione, rispetto di ogni forma di vita e difesa dell'ambiente

11) legalizzazione della prostituzione

12) introduzione, nelle scuole, dell'ora di educazione sessuale


13) introduzione, nelle scuole, in luogo dell'”ora di religione”, l'”ora di Storia delle religioni”

14) abolizione degli enti inutili quali Province, consorzi, comunità montane.

Possiamo anche aggiungere: aliquota unica, per tutti, al 20% ed IVA ridotta al 4%; separazione delle carriere dei magistrati e responsabilità civile del giudice; nessun divieto di fumo, nemmeno nei locali pubblici, salvo disposizione diversa del proprietario.

E comunque lo ribadiamo: non c'è destra o sinistra che tengano, né in Italia né in Europa.

Occorrono buonsenso, passione, amore e senso estremo di libertà individuale e dunque collettiva.

Mano Stato, più individuo. Più cuore e mente. Burocrazia ridotta all'osso e nessun incentivo per banche, grande industria e mafie più o meno legalizzate.

Ci riusciremo ? Per ora la strada è in salita e l'odio, l'oppressione e la criminalità...legalizzata regnano sovrane.

Luca Bagatin 



11 agosto 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: In-comprensioni". Flusso d'incoscienza by Baglu

Sì, una legge sull'omofobia serve, però serve anche comprensione.

Comprensione che non può arrivare dall'arida politica e nemmeno dai compassati "terapeuti".

Comprensione per un ragazzo di 14 anni che si getta dalla finestra (pensateci bene: quanti di voi farebbero un gesto del genere con lucida freddezza ?) dopo aver scritto un biglietto in cui afferma che nessuno comprende - appunto - il suo essere omosessuale e non sa come far capire questo alla sua famiglia.

E poi quegli stronzi compagni che sempre lo deridono.

A 14 anni è facile essere derisi.

Nemmeno io fui capito quando scrivevo e inviavo, un giorno sì e l'altro pure, biglietti d'amore ad una mia coetanea. Verusca si chiamava.

Ne ero cotto.

Anch'io, allora, pensai al suicidio perché era davvero deprimente essere deriso dai miei compagni ed anche da quella ragazza. E mi ricordo ancora quelle scritte sui muri e sulle sedie. Sarà che non sapevo come corteggiare, a 14 anni, una ragazza. Sarà che ero un rospo, come pensavo io allora. Sarà che davo troppo peso a compagni di classe che erano coglioni allora ed oggi lo sono ancora. Solo più grassi, ammogliati, con prole a carico e già divorziati o lì a tradire la moglie con il transessuale di turno o la prima puttana.

Oh, no, non esagero. Guardatevi attorno e troverete frotte di trenta-quarantenni (se non anche cinquantenni) a rappresentare questo cliché.

Ora ne rido e ne ho ben donde. Ora sono io quello che si diverte delle miserie altrui. Perché la fine di quei tizi, io, non l'ho fatta. Dimostro dieci anni in meno della mia età, porto ancora i capelli lunghi, tiro tardi la notte, mangio e bevo a volontà senza ingrassare, scrivo ancora e vivo di ciò che scrivo.

Che poi un briciolo di umanità l'ho sempre avuto e se mi vanto lo faccio ora, che ho tempo per farlo. Ma ne potrei raccontare di cose sulla spicciola umanità e mi fermo qui.

E, anche se sono diventato cinico e pessimista, riesco ancora commuovermi di fronte ad un ragazzo che si suicida perché ama i suoi simili. E mi incazzo di brutto perché non ho mai capito né riuscirò mai a capire perché la gran parte degli individui sia così idiota dall'interessarsi dagli affari altrui: sei un uomo e ti piace un uomo ? Ti danno addosso. Ti piace una donna, magari bellissima, e ti danno addosso perché "tanto non te la dà". Che poi, anche lì, ma quanta banalizzazione ! E non è che sei giustificato perché hai 14 anni, a parer mio. 

In Italia, almeno, si tende a giustificare tutto con l'età. E per me è una gran cazzata, perché l'età non ha alcun valore. Così come il titolo di studio.

A 14 anni, il sottoscritto, sarà perché aveva ricevuto un'educazione diversa, non era né così idiota né così coglione. Bellicoso lo ero, questo sì.

Menavo le mani. Brutto vizio, è vero, ma quando è utile è utile. Come quando feci a botte per difendere un mio compagno di classe, alle scuole elementari, accusato di essere...un "rom".

E allora, di fronte alla supidità umana, alla miseria umana, servono le leggi oppure serve il buonsenso ? E il buonsenso chi lo fornisce ?

L'educazione. Sì, ma se uno ci gode ad essere maleducato ? Oppure a dare fastidio al prossimo ?

Il Parlamento italiano, del resto, di rompiglioni, è sempre stato pieno zeppo.

Ah, ecco, nel frattempo ho anche smesso di credere alla politica. Ma non ho smesso per la stessa ragione della stragrande maggioranza dei beoti che incontrate per strada. Non ho smesso per "qualunquismo", come qualcuno direbbe, bensì per cognizione di causa.

Diciassette anni ad osservare processi politici privi di buonsenso.  Ad osservare e scriverne.

E' l'osservazione, io credo, che manchi. La capacità di entrare e vivere le situazioni. E persino le emozioni.

Per quel che mi riguarda ho provato emozioni fortissime, poi ho smesso del tutto. Ho lasciato spazio ad uno sconfinato cinismo frutto di un'attenta osservazione dell'umano agire.

Ho iniziato questo pezzo come un articolo per poi proseguire in una sorta di flusso di coscienza che l' ha reso, come articolo, impubblicabile.

Vabè, sciveremo poi d'altro.



14 luglio 2013

Una riflessione sulle recenti forme di violenza ed il senso politico-culturale di "Amore e Libertà"




Saranno questioni diverse fra loro, ma personalmente non lo credo più di tanto.

Le minacce sul web contro Mara Carfagna, gli insulti razzisti del leghista Roberto Calderoli (sic !) all'indirizzo del Ministro dell'Integrazione Cécilie Kyenge e l'attentato contro il liceo antiomofobo "Socrate" alla Garbatella, a Roma, mi fanno pensare ad un propagarsi di ingiustificata, sciocca e becera violenza gratuita, ovvero l'esatto opposto di ciò che un Paese ed un Mondo in crisi dovrebbero attendersi.

Da tempo, ritengo che la vera crisi che stiamo vivendo non sia tanto economica, quanto piuttosto di cultura e di personalità.

Nel primo caso l'Italia ha perduto ogni tipo di memoria storica, non conosce il suo passato o, peggio ancora, se ne frega del medesimo.

Nel secondo caso l'italiano medio ha perduto e sta perdendo in stile e personalità e ciò lo spiegavo recentemente anche in un articolo ove parlavo dei modelli televisivi imbarbariti degli ultimi vent'anni, che poi sono i medesimi modelli che ritroviamo in politica e nella società senza idee né prospettive nel suo complesso.

Quando alla fine di maggio ideai il movimento-non movimento "Amore e Libertà" (www.amoreeliberta.blogspot.it), pensai anche e proprio a questa perdita di valori, di sentimenti e di prospettive degli italiani e non solo.

Occorre recuperare assolutamente memoria storica, approfondire chi siamo e da dove veniamo. Solo così possiamo comprendere gli altri ed aprirci al presunto "diverso", che comprenderemo non essere per nulla diverso da noi, ma componente di un Mondo pazzo quanto volete, ma ove c'è posto per tutti.

In secondo luogo occorre riprendere un po' di fiducia ed entusiasmo nelle proprie intrinseche capacità. E' facile invocare l'"uomo forte" in politica, ma la Storia - appunto – ha insegnato che gli "uomini forti" sono sempre stati degli emeriti imbecilli che hanno traghettato il Paese in imprese folli e fallimentari.

E' più difficile, sebbene sia più utile, pensare con la propria testa e pensare che, ciascuno di noi, potrebbe essere la classe dirigente del Paese. Se solo lo desiderasse, se solo lavorasse, studiasse, approfondisse affinché ciò possa essere effettivamente possibile.

Raggiungere un obiettivo costa fatica. I giovani di oggi non vogliono più fare fatica e preferiscono delegare. E lo fanno spesso anche le loro madri e i loro padri. E così, in una spirale senza fine, si è giunti alla crisi di memoria storica e di personalità ed abbiamo dunque permesso che a governarci ed amministrarci fossero incompetenti bramosi di Potere.

Anche questo, e non solo, ciò che vorrei dire attraverso "Amore e Libertà" che, significativamente, ha per icona-simbolo Anita Garibaldi, ovvero l'Eroina dei due Mondi, morta a soli 28 anni per l'unica vera Repubblica che l'Italia abbia mai conosciuto, ovvero la Repubblica Romana del 1849.

Quante eroine e quanti eroi esistono oggi nel nostro Paese ?

Oggi nessuno, ma sta a ciascuno di noi diventare Eroina ed Eroe d'Italia, d'Europa, del Mondo, pena il mantenimento e l'aggravamento della crisi.

Crisi che permette tutt'ora ai governi, all'euro-burocrazia ed al sistema bancario di fare il bello ed il cattivo tempo alle nostre spalle.

Ma chi glielo ha permesso se non noi cittadini inconsapevoli, svogliati e disinteressati ?

Queste le premesse di "Amore e Libertà" che, oltre a ciò, presenta una serie di punti programmatici concreti, che qui desidero riportare per intero:


- vogliamo piena trasparenza delle Istituzioni (anche attraverso l'Anagrafe pubblica degli eletti);

- vogliamo che ogni carica pubblica/istituzionale torni ad essere al servizio del cittadino, ovvero percepisca uno stipendio onesto, in linea con la professione svolta prima del precedente incarico e non eccedente;

- vogliamo che la meritocrazia, l'onestà intellettuale e l'amore universale diventino non solo o non tanto "termini di moda", ma siano praticati quotidianamente;

- vogliamo lottare contro ogni forma di discriminazione, ovvero lottare contro il razzismo, l'omofobia, la massonofobia e l'odio religioso;

- vogliamo l'attuazione di politiche in favore della disabilità, con accesso delle strutture pubbliche e private da parte dei disabili, anche per quanto concerne l'aspetto ludico e sessuale;

- vogliamo l'introduzione di una legislazione che consenta il matrimonio omosessuale e che garantisca a tutte le coppie i medesimi diritti delle coppie sposate. Adozioni comprese;

- vogliamo l'introduzione di una legislazione che consenta l'eutanasia legale ed il suicidio assistito, in apposite strutture e con personale medico specializzato, anche sotto il profilo psicologico, sull'esempio svizzero;

- vogliamo l'introduzione di una legislazione che legalizzi cannabis e derivati, con tutti i benefici che ne possono derivare anche sotto il profilo industriale e ambientale;

- vogliamo l'istituzione dei parchi dell'amore;

- vogliamo lottare contro la vivisezione, ovvero proponiamo il rispetto di ogni forma di vita e difesa dell'ambiente;

- vogliamo la legalizzazione della prostituzione;

- vogliamo l'introduzione, nelle scuole, dell'ora di educazione sessuale;

- vogliamo l'introduzione, nelle scuole, in luogo dell'”ora di religione”, l'”ora di Storia delle religioni”;

      - vogliamo che siano aboliti gli enti inutili quali Province, consorzi, comunità montane.


Punti posti sul tappeto che, ciascuno di voi/noi, può sviluppare, propagandare e/o approfondire a suo piacimento.

Senza professioni di fede, come purtroppo accade nelle chiese, nelle conventicole e nei partiti.


Luca Bagatin (nella foto con Ilona Staller e Ursula Davis)



28 maggio 2013

Nasce AMORE E LIBERTA', ovvero un pensatoio-movimento-associazione-comitato antipartitocratico per il rilancio delle battaglie libertarie !

Ha vinto l'inciucio partitocratico e il risultato elettorale del PLI alle elezioni comunali di Roma è stato purtroppo al di sotto delle nostre aspettative.
Molto probabilmente, se Ilona Staller fosse stata candidata a Sindaco - come personalmente avevo proposto - le cose sarebbero andate diversamente e forse gran parte delle persone che si sono astenute avrebbe votato per noi, che avevamo un progetto di alternativa antipartitocratica al duopolio Pd-PdL.
Oggi, ad ogni modo, occorre ripensare ad un nuovo modo di fare politica. Alternativo, dinamico, al di fuori dai "partiti", che oramai hanno fatto il loro tempo.
Un progetto al di fuori delle ideologie stantìe del Novecento.
Infondo, si può essere liberali anche e meglio, senza avere un partito alle spalle.
E' per questo che ho deciso di proporre un movimento politico e culturale chiamato "Amore e Libertà", che ha per simbolo-icona Anita Garibaldi, moglie del primo Repubblicano e Socialista senza tessera di partito della Storia.
Un movimento che vuole rilanciare le tematiche con cui mi sono battuto, anche con Ilona Staller, in questa campagna elettorale: istituzione dei Parchi dell'Amore, legalizzazione della prostituzione, antiproibizionismo sulle droghe, diritti dei disabili, degli anziani e delle donne, legalizzazione dell'eutanasia e del suicidio assistito, abolizione degli enti inutili quali Province e comunità montane, introduzione nelle scuole dell'ora di educazione sessuale e dell'ora di Storia delle religioni, in luogo dell'ora di religione.
"Amore e Libertà" vuole essere un progetto/pensatoio aperto, non ideologico ed alternativo ai partiti.
Per informazioni ed adesioni è possibile contattarci direttamente al sito www.lucabagatin.ilcannocchiale.it oppure al sito www.amoreeliberta.blogspot.it, ove scaricare anche il Manifesto d'intenti.

Luca Bagatin
Presidente-ideatore di "Amore e Libertà", già candidato indipendente del Partito Liberale Italiano alle elezioni comunali di Roma



MANIFESTO D'INTENTI DI "AMORE E LIBERTA'"

“Amore e Libertà” non è un partito, ma un'associazione, un progetto culturale e politico alternativo ai partiti.
Un pensatoio politico, storico, sentimentale, erotico, spirituale. Un'alternativa alla politica dell'ultimo Ventennio ed alla partitocrazia antirepubblicana dell'ultimo secolo.
La forma-partito si è esaurita non tanto e non solo con l'esaurirsi delle ideologie del Novecento, bensì queste stesse ideologie si sono ingrigite, incupite, spesso sono state mero paravento per nascondere la più vera e nera gestione del Potere da parte di piccole oligarchie o di piccole personalità impolitiche.

Crediamo nelle idee, non nelle ideologie. Crediamo nelle persone che pensano con il cuore, anticamera dell'Amore.
E' per questo che “Amore e Libertà” ha per simbolo-icona Anita Garibaldi, una rivoluzionaria moglie del primo Socialista e Repubblicano senza tessera di partito della Storia. Quel Giuseppe Garibaldi che, assieme alla sua Anita, sarà testimone di valori quali – appunto - Amore e Libertà, da un capo all'altro dell'Oceano.
Amore come la storia che Anita e Giuseppe hanno vissuto, pur contrastata da mille battaglie contro l'oppressore bramoso di Potere: clericale, monarchico o imperiale che fosse.
Anita Garibaldi, morta a soli 28 anni dopo aver combattuto per la Repubblica Romana del 1849.
Repubblica Romana che, a differenza della Repubblica Partitocratica del 1948, è tutt'oggi esempio di laicità, civiltà, onesta e buona amministrazione pubblica.
Questo è e vuole essere “Amore e Libertà”.Il recupero della dimensione storica, ma al contempo Sacra. Il recupero ed il trionfo di quel Femminino Sacro vilipeso da tanti, da troppi o volutamente incompreso dalle Religioni Monoteiste Istituzionalizzate bramose di mero Potere e di controllo delle menti e dei corpi.
“Amore e Libertà” è un'associazione che vuole coniugare sentimento e passionalità. Spiritualità laica e civile. Lucida follia e creatività. Arte e letteratura visionaria.
Non chiediamo professioni di fede, né danari e nemmeno vogliamo vendere o regalare tessere. Né, tantomeno, vogliamo partecipare ad elezioni politiche o amministrative. Specialmente con “queste” leggi elettorali liberticide ed antidemocratiche, che contrastiamo.Abbiamo solo un nome, un simbolo e questo semplice manifesto d'intenti.Vogliamo, dunque e più semplicemente, veicolare le tematiche di sempre a noi care.
Ovvero vogliamo:


- piena trasparenza delle Istituzioni (anche attraverso l'Anagrafe pubblica degli eletti)

- che ogni carica pubblica/istituzionale torni ad essere al servizio del cittadino, ovvero percepisca uno stipendio onesto, in linea con la professione svolta prima del precedente incarico e non eccedente.

- che la meritocrazia, l'onestà intellettuale e l'amore universale diventino non solo o non tanto "termini di moda", ma siano praticati quotidianamente

- lotta ad ogni forma di discriminazione, ovvero lotta al razzismo, all'omofobia, alla massonofobia e all'odio religioso

- attuazione di politiche in favore della disabilità, con accesso delle strutture pubbliche e private da parte dei disabili, anche per quanto concerne l'aspetto ludico e sessuale

- introduzione di una legislazione che consenta il matrimonio omosessuale e che garantisca a tutte le coppie i medesimi diritti delle coppie sposate. Adozioni comprese.

- introduzione di una legislazione che consenta l'eutanasia legale ed il suicidio assistito, in apposite strutture e con personale medico specializzato, anche sotto il profilo psicologico, sull'esempio svizzero.

- introduzione di una legislazione che legalizzi cannabis e derivati, con tutti i benefici che ne possono derivare anche sotto il profilo industriale e ambientale.

- istituzione dei parchi dell'amore

- lotta alla vivisezione, rispetto di ogni forma di vita e difesa dell'ambiente


- legalizzazione della prostituzione


. introduzione, nelle scuole, dell'ora di educazione sessuale

- introduzione, nelle scuole, in luogo dell'”ora di religione”, l'”ora di Storia delle religioni”


- abolizione degli enti inutili quali Province, consorzi, comunità montane


“Amore e Libertà” ha, fra le sue figure ispiratrici, oltre ad Anita ed a Garibaldi stesso, Giuseppe Mazzini, il conte di Cagliostro, Krishna, Buddha, Ermete Trimegisto, Cristo, Maria Maddalena, Platone, Pitagora, Giordano Bruno, Dante, Madame Blavatsky, Krishnamurti, Gurdjeff, Ernesto Nathan, Gandhi, Albert Einstein, Peter Boom, Moana Pozzi, Ursula Davis, Ilona Staller e Debdeashakti. Figure solo apparentemente slegate fra loro. Figure rivoluzionarie e trasgressive che hanno fatto della loro vita una costante ricerca evolutiva di Amore e di Libertà.

Luca Bagatin
Presidente e ideatore di Amore e Libertà

Segnaliamo inoltre due ottimi articoli dedicati alla figura di Anita Garibaldi scritti dall'amico giornalista Paolo Di Mizio, già caporedattore del TG5, che ci ha già espresso il suo entusiasmo per la nascita di AMORE E LIBERTA':


http://leparoledellanotte.laperfettaletizia.com/2013/05/la-leggenda-di-anita-garibaldi.html


http://leparoledellanotte.laperfettaletizia.com/2013/05/guerre-amori-e-morte-di-anita-garibaldi.html



4 giugno 2012

Massimo Polledri: un deputato, molta tristezza


Ignoravamo chi fosse questo Massimo Polledri, che apprendiamo essere deputato al Parlamento della Lega Nord, oltre che psichiatra specializzato in neuropsichiatria infantile
Siamo sgomenti e persino imbarazzati nell'accostare la sua professione medica alle sue recenti dichiarazioni a proposito di omosessualità. Ci inquietano. Ci indignano. Come cittadini e come esseri umani che credono, peraltro, nella scienza e nella medicina.
Alla trasmissione di Radio 24 "La Zanzara", l'On. Polledri ha fatto le seguenti dichiarazioni, citiamo testualmente: "L'omosessualità è una condizione di infelicità che può essere reversibile". "È una situazione di identità sessuale distonica. Non è una malattia ma in quella situazione si può stare male e qualcuno si rivolge a uno psicologo: tre su dieci poi sono stati meglio, ne traggono beneficio". "Se i miei figli fossero gay non sarei contento, sarebbe come se mia figlia mi dicesse 'mi faccio suora' o 'mi sposo con un marocchino'. Anzi, questo sarebbe uno dei peggiori casi che possano capitare".
Ecco che l'On. Polledri riesce ad offendere contemporaneamente: gay, suore, marocchini e persino sua figlia stessa, oltre che i nostri figli, i quali saranno pur liberi di fare le scelte che desiderano, visto che, sino a prova contraria non c'è nulla di male nello scegliere di diventare sacerdoti oppure scegliere di sposare un o una marocchina. Con buona pace del deputato leghista in questione, ciascuno, nella vita, ha una sua vocazione e passione ed è libero di seguirla.
Ora, a parte ciò, che è già di per sé triste, è aberrante che un neuropsichiatra ignori che l'Organizzazione Mondiale della Sanità definisca l'omosessualità "una variante naturale del comportamento umano". Variante naturale. Altro che identità sessuale distonica !
Quanto all'omosessualità come condizione di infelicità, certo, gli omosessuali sono e rimarranno sempre e comunque infelici ogni qual volta riceveranno manifestazioni di intolleranza e dichiarazioni omofobe. In particolare da un terapeuta, che dovrebbe curare le malattie mentali, quelle vere, con una certa professionalità e competenza. Possibilmente.
Da eterosessuali amici di omosessuali da quasi vent'anni, dobbiamo dire peraltro che conosciamo più eterosessuali infelici di quanti non siano gli omosessuali infelici. I primi, in particolare in questi anni, hanno maggiori difficoltà nei rapporti sentimentali rispetto a gay e lesbiche. E non sapete quanto noi stessi li invidiamo, se pensiamo che, purtroppo, la gran parte dei matrimoni e delle convivenze etero sono in crisi !
Ad ogni modo, forse, le esternazioni del deputato leghista sono giustificabili. Infondo lui, l'anno scorso, alla deputata Ileana Argentin - affetta da amiotrofia spinale - disse: "Falla stare zitta quell'handicappata del cazzo!" e ad un'altra giovane deputata disse: "se ci caliamo le braghe noi, può esserci una bella sorpresa per te".
Il personaggio, insomma, si commenta da sè. E noi ci auguriamo che non sieda mai più in Parlamento.
Non è un bell'esempio per l'Italia e per la categoria professionale medica. 


Luca Bagatin



22 maggio 2012

Luca Bagatin ricorda l'attore e militante per i diritti civili Peter Boom (e vi invita alla festa in suo onore)







16 maggio 2011

Lotta all'omofobia, promozione di una sessualità consapevole: le sfide per il Paese del domani


E' incredibile come, proprio a distanza di pochi giorni dal 17 maggio - giornata mondiale contro l'omofobia - si sia scatenata un'ondata di casi di inciviltà omofobica gratuita.
Vediamoli nell'ordine.
Il rappresentante friulano del movimento politico neofascista La Destra, Ernesto Pezzetta, dichiara di voler oscurare i 15.000 manifesti contro l'omofobia promossi da Arcigay e da quindici associazioni.
Un ragazzo omosessuale triestino è stato aggredito a Lubiana.
A Brindisi è stata rifuitata la patente ad un ragazzo in quanto omosessuale. La stessa medesima cosa era peraltro già accaduta a Catania.
Vicende di ordinaria inciviltà, di ordinaria incultura, i cui responsabili andrebbero sanzionati con pene severe.
Sarebbe già un primo passo verso la civiltà, in un Paese come il nostro che, purtroppo, civile non lo è mai stato completamente.
Arcigay, Arcilesbica, GayLib e numerose altre associazioni per i diritti civili, sono da tempo impegnate in campagne di sensibilizzazione sulla questione omosessualità, anche nelle scuole.
E' fondamentale che ciò sia fatto: in ogni città, in ogni Comune, in ogni quartiere.
L'omofobia non è che frutto della non conoscenza del fenomeno. Un fenomeno del tutto naturale, visto che, l'omosessualità, è un orientamento sessuale assolutamente normale.
Rimango spesso stupito quando sento dire, anche da qualche rappresentante di partiti laici (a me è capitato con un amico, ad esempio), che "l'omosessualità va accettata quando non è ostentata".
Posso garantire che nessun omosessuale al mondo "ostenta" la sua omosessualità. E che la maggioranza degli omosessuali non è come è dipinta dall'immaginario collettivo: una macchietta effemminata.
L'omosessuale sei tu, sono io, siamo tutti noi. Persone qualsiasi.
E questo, a chi non conosce la questione, fa paura. Fa paura perché è molto facile associare l'omosessuale all'esibizionista, a colui che può mettere le mani addosso a chiunque. All'effemminato sculettante.
E' facile farlo perché molti non riescono a pensare ad altro che al sesso come ad una cosa morbosa.
Sono assolutamente scandalizzato quando sento persino dire che le Veline del programma satirico e di approfondimento "Striscia la Notizia" mercificano il loro corpo. Mai sciocchezza mediatica fu più grande.
Il punto è sempre quello: il corpo altrui, il corpo di una bella ragazza non ammiccante, visto semplicemente come aspetto morboso.
Penso sia il momento di educare le nuove generazioni ad una sessualità sana, a partire dalle scuole. Ove insegnare ai ragazzi che del proprio corpo non ci si deve vergognare, che sono belli tutti i corpi e che la morbosità è una cosa da malati di mente.
Che l'omosessuale è la variante dell'eterosessuale e che entrambi concorrono a costruire la nostra variegata società. Una società ove ciascuno vive appieno la propria sessualità, nel pieno rispetto gli uni degli altri.
Poi c'è l'aspetto squisitamente politico.
Perché devono esistere coppie di serie A e coppie di serie B ?
Perché due uomini o due donne che si amano debbono avere meno diritti rispetto ad un uomo e ad una donna ?
Perché dobbiamo lasciare che i sessuofobi ed i morbosi continuino a legiferare in maniera così scriteriata ?
Occorre il registro delle unioni di fatto. Direi di più: occorre garantire i medesimi diritti a tutte le coppie che decidono di contrarre un vincolo di amore reciproco. Anche nelle adizioni, certo.
Perché è assurdo pensare che due donne o due uomini non siano in grado di fornire un'esistenza sana ad un bambino.

Poi c'è la questione dei Parchi dell'Amore: perché non aprirne uno in ogni città ove ciascuno, in totale sicurezza ed igiene, possa appartarsi con il/la proprio/a partner ?
Ci arriveremo anche in Italia ?
La sfida è dunque fra rimanere un Paese che guarda al medioevo o va incontro alla civiltà.
Alla civiltà dell'amore e della sessualità consapevole.

Luca Bagatin


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