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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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16 dicembre 2014

L'inutilità clericale delle "Sentinelle in piedi" e la società dei consumi

Francamente non comprendo le cosiddette “battaglie” delle cosiddette “Sentinelle in piedi”.

Non comprendo perché ce l'abbiano con le coppie omosessuali che desiderano – legittimamente – veder riconosciuto il loro amore di fronte alla legge. Non comprendo la loro idea di “famiglia naturale”, quasi che esistessero forme di “famiglia innaturale”. Al massimo esistono famiglie snaturate, come quelle che maltrattano i propri figli (talvolta li uccidono anche...sic !), oppure sono fondate sul mero interesse economico. Ma su questo, a quanto pare, le “Sentinelle” rimangono sedute e silenti.

Non comprendo, poi, perché ad una coppia o ad un singolo individuo – indipendentemente dal sesso, perché il sesso non dovrebbe essere superiore ai sentimenti, all'amore, anche per un ipotetico figlio – dovrebbe essere negata l'adozione di un figlio.

Non comprendo nemmeno che cosa interessi a queste “Sentinelle in piedi” se una persona – preda di indicibili sofferenze fisiche e/o morali - decide di farsi praticare l'eutanasia, oppure decide di farsi praticare il suidicio assistito, come dignitosamente avviene nella civilissima Svizzera. Tutte cose, precisiamo – come per quanto concerne il matrimonio omosessuale e l'adozione a single o a omosessuali – peraltro non possibili in un Paese illiberale ed incivile come l'Italia !

Illiberale ed incivile perché lede la libertà di coscienza individuale del singolo.

Per cui, francamente, non comprendiamo queste “Sentinelle”, così come, parimenti, non comprendiamo i loro aggressori.

Tutti hanno il diritto di manifestare, anche la cosa più sciocca possibile ! Anzi, se la manifestazione è ritenuta sciocca, tanto vale ignorarla allora !

E' davvero triste pensare a quanto sia mutato il costume italiano al punto che le battaglie civili e libertarie dei nostri Anni '60 e '70 siano scomparse per lasciare spazio a ideologie clericali da una parte – quelle delle “Sentinelle” appunto - e ad ideologie commercial-consumistiche dall'altra.

In questo bailamme assistiamo a coppie che si sposano presto e presto divorziano (il famoso consumismo usa-e-getta dei prodotti viene quindi applicato anche alle persone ed ai sentimenti). Magari nel frattempo hanno anche figliato e quindi i loro bambini si trovano nella triste condizione di vedersi sballottare da un genitore all'altro !

Di questo, però, nessuno parla. Nessuno mette bocca, nessuno dice: ma prima di formarvi una famiglia sarete in grado di amarvi e onorarvi per tutta la vita, oppure lo fate solo per colmare la vostra vanagloria di persone insoddisfatte e bisognose di far credere a voi stesse che, con un matrimonio e figliando, le cose andranno meglio?

Il nocciolo della questione non è tanto il matrimonio omosessuale o meno, ma la capacità o meno di una coppia di amarsi nel lungo periodo. Ed è un problema sociologico e sentimentale, oltre che politico. E' un problema che nasce e si sviluppa anche e proprio in presenza di un sistema economico consumistico-pubblicitario, fondato sui cosiddetti “bisogni indotti” e sull'assenza di relazioni autentiche, siano esse relazioni sentimentali, amicali, famigliari...che magari vadano oltre l'utilizzo degli idioti e limitanti “social-network”.

Di questo, ad ogni modo, le cosiddette “Sentinelle in piedi”, che pur si autoproclamano paladine della “famiglia naturale composta da un uomo e una donna”, non parlano.

E non ne parlano nemmeno i cosiddetti “laici”, i cosiddetti “liberali”, i cosiddetti “socialpappisti all'italiana” venduti al renzismo imperante e dimentichi della spiritualità gandhiana, degli insegnamenti di Mario Pannunzio, di Ernesto Rossi e finanche di Moana Pozzi e di Roberta Tatafiore.

Ne scriviamo noi, per quel che può servire.


Luca Bagatin



12 novembre 2014

La tv dei Vescovi, Vladimir Luxuria e l'indecoroso linguaggio mediatico

Si fa un gran parlare, in questi giorni, dell'invito da parte della “tv dei Vescovi” - ovvero di TV2000 – a Vladimir Luxuria di partecipare ad una loro trasmissione per discutere di tematiche cosiddette “etiche” riguardanti la comunità omosessuale e transessuale.

Partecipazione, peraltro, successivamente negata in quanto - come spiegato dal direttore del tg di TV2000 - la trasmissione sarebbe andata in onda in concomitanza con l'assemblea della CEI, che avrebbe dovuto discutere ancora una volta sui temi legati alla famiglia.

Ora, per carità, ciascuno è libero di esprimersi sulle tematiche che desidera, ed in questo senso anche i Vescovi della CEI lo sono. Per quanto dovrebbe essere ben chiaro a tutti che i giudizi dei Vescovi non dovrebbero essere vincolanti per nessuno, visto che, sino a prova contraria, l'Italia dovrebbe essere uno Stato laico. E ciò anche in presenza di una classe politica conservatrice, autoritaria e clericale, oggi anche al governo del Paese.

Al di là di questo la mia riflessione verte piuttosto sull'idea di invitare – a rappresentanza della cosiddetta comunità LGBT, ovvero del mondo omoessuale, bisessuale e transessuale – Vladimir Luxuria, volto noto della tv, “maitre à penser” catodico in sostanza, di cui si è tornati a parlare grazie al suo recente incontro con Silvio Berlusconi e con la sua compagna Francesca Pascale.

Un'idea, quella dell'invito di TV2000 a Luxuria, che segue – ancora una volta – logiche meramente mediatiche, anziché tendenti a rappresentare una realtà umana, un'orientamento sessuale, che certo non può dirsi rappresentato dal solo Luxuria.

Mi sono sempre chiesto perché, nelle varie trasmissioni televisive, in sostanza, poco si invitino cittadini qualsiasi, siano questi omosessuali, transessuali o eterosessuali (infondo siamo tutti esseri umani !), bensì si tendi ad invitare sempre ed unicamente i soliti “maitre à penser” catodici, i soliti giornalisti catodici, i soliti politicanti catodico-imbonitori. Quelli che, in sostanza, siamo abituati a vedere a Ballarò, a Porta a Porta e così via.

Costoro non rappresentano la realtà delle persone, dei cittadini (omosessuali, transessuali, eterosessuali, operai, impiegati, imprenditori, infermieri, insegnanti ecc...), bensì l'indecoroso spettacolo del linguaggio mediatico che filtra una realtà a suo uso e consumo. Uno spettacolo indecoroso già denunciato peraltro da Pier Paolo Pasolini, che lo paragonò al “nuovo fascismo”. Sul “Corriere della Sera” del 9 dicembre 1973, Pasolini scriveva infatti, fra le altre cose: È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere. Non c'è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l'aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione), non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre.

Il mondo dei media, in sostanza, grancassa della società dei consumi e del pensiero unico imposto dalla trimurti "politica-religione-showbusiness", finisce - come ci ricordava già Pasolini - per annientare ogni realtà umana, ogni sentimento umano, ogni orientamento sessual-sentimentale. Oltre che presentarci una realtà falsata, fuorviante, imposta.


Luca Bagatin



24 settembre 2014

La centralità dell'amore nei rapporti di coppia e a proposito delle adizioni a single o a coppie omosessuali

E' un tema di cui scrissi molti, moltissimi anni fa.

L'adozione ai single e/o alle coppie omosessuali. Ricordo che, moltissimi anni fa – parliamo di almeno sedici anni fa – su “Il Gazzettino” di Pordenone ne scrissi infatti un articolo.

Girando in rete mi imbatto, talvolta, in “maitre à penser” del nostro secolo - per così dire - che con piglio ideologico e non poca veemenza si battono contro questo tipo di possibilità, peraltro già di fatto negata nel nostro Paese.

Fra i commenti di un blog di uno di questi “maitre à penser”, in particolare, mi imbatto in Francesca, commentatrice arguta con cui trovo interessante da qualche giorno uno scambio di battute.

Lei la pensa all'opposto rispetto a me e trovo interessante il dibattito proprio per questo.

Purtuttavia ciò che lei scrive, a parer mio, ci allontana dal fulcro centrale della questione.

Lei scrive, riporto testualmente: I bambini non sono cose, non sono oggetti di diritto, non possono essere comprati, ceduti, venduti, regalati (a chi TU ritieni possa amarli di più).
E' immorale - oltre che violenza inaudita - pretendere di comprimere fino ad annullare i diritti dei bambini solo per accontentare le persone omosessuali e i loro “presunti diritti”.
Ciascun essere umano ha il diritto naturale di stare con i propri genitori, di avere un padre e una madre e - nel caso li abbia perduti - due persone che svolgano per lui il ruolo materno e paterno. Non è logico né morale, anzi fatto di gravissima violenza - che per assecondare il desiderio di due adulti si neghi al bambino il diritto di avere un papà e una mamma.
Un diritto è tale solo se non calpesta il diritto di un'altra persona. Nessuno ha il diritto di far nascere o di rendere volontariamente un bambino orfano di padre o di madre.

Penso che Francesca vada davvero fuori tema, nel senso che, nel suo discorso, esclude il tema principale della questione: l'amore. L'amore per il prossimo, in questo caso per un bambino, per un figlio. Figlio che può essere “naturale”, secondo la vecchia dicitura, oppure no.

In realtà io penso che tutti i figli siano naturali, nel senso che – naturalmente – sono persone che hanno il diritto di essere amati. Indipendentemente se da due o da una persona soltanto (come ad esempio è stato per me).

L'amore – come rispondo anche a Francesca - viene prima delle cazzate "tradizionaliste" di una famiglia ormai impunemente disgregata (specie da chi ha nel suo curriculum, divorzi e spesso neo-matrimoni).

Bisognerebbe chiedersi, invece, perché le famiglie si disgregano. Perché si divorzia e/o ci si risposa. Magari ad oltranza. Ed a pagarne le conseguenze, sono sempre gli altri: i figli, ma anche le mogli o i mariti presenti, passati o futuri.

Forse perché non vi è amore. E bisognerebbe anche chiedersi, ancor prima di fare danni nella propria o nella vita altrui, perché ci si forma una famiglia: lo si fa perché si ama, oppure perché si ha paura di rimanere soli ?

Ecco, io tali quesiti me li pongo e li porrei anche al vasto pubblico, alle famiglie o, meglio, alle non-famiglie ed a tutte le coppie, siano esse eterosessuali o omosessuali.

E' nella mancanza d'amore, trovo, che vi sia immoralità e violenza, ed è un aspetto che viviamo OGNI giorno ed in OGNI luogo. E non ci si stupisca dei casi di stalking o di violenza domestica ! Piuttosto si faccia una riflessione nella, della e/o delle coppie.

La Civiltà dell'Amore – come scrivo da tempo - non è la società del piacere, fondata sul Potere, sulla prevaricazione, fondata sulle scelte della politica, dell'economia, basata sul danaro, sulla religione, ovvero fondata sull'inciviltà dell'odio e del dolore. La Civiltà dell'Amore non è fondata nemmeno su che cosa è morale o che cosa non lo è (e chi decide, poi, che cosa è morale e che cosa non lo è ? La religione ? Il danaro ? La politica ? Dio ? L'economia ? Matteo Renzi ? La Merkel ?).

Ed in questo senso - come ho scritto anche alla mia intelocutrice - non parlo di diritti, come invece tende a fare lei nel suo discorso, badate bene, ma di amore. Che è cosa ben diversa e che fa rima con doveRE. Quello che insegnava Giuseppe Mazzini nei suoi "Doveri dell'uomo", ad esempio.

Perché l'amore prevede responsabilità. Nei confronti di sé stessi, della propria compagna, del proprio compagno, del proprio figlio (anche, eventualmente, adottivo) e del proprio prossimo.


Luca Bagatin



27 maggio 2013

Intervista esclusiva di Luca Bagatin alla scrittrice e giornalista Debora Attanasio, già segretaria storica di Riccardo Schicchi


Moana Pozzi, Riccardo Schicchi e Debora Attanasio.
Debora Attanasio con Ilona Staller in arte Cicciolina

Debora Attanasio, romana d'origine e milanese d'adozione.
E' scrittrice e giornalista del mensile al femminile Marie Claire, inoltre ha all'attivo un passato da segretaria del Re dell'eros Riccardo Schicchi, nell'ambito dell'agenzia di casting Diva Futura.
Proprio di questo parla il suo ultimo libro, dall'ironico titolo "Non dite alla mamma che faccio la segretaria - Memorie di una ragazza normale alla corte del re dell'hard" (Sperling & Kupfer), ovvero la sua storia di vent'enne finita alla corte di Cicciolina, Moana Pozzi, Ursula Davis e molte altre simpatiche attrici ed artiste erotiche.
Oggi ho il piacere di intervistarla amichevolmente.


Luca Bagatin: L'ironia del tuo libro traspare sia dal titolo che dalla copertina. Una scelta voluta, immagino.

Debora Attanasio: Certo. Mi ha sempre divertita l'idea che, da fuori, la gente vedesse il porno come un ambiente torbido e perverso, quando invece era un circo quasi demenziale e pieno di relazioni affettuose. Nel mio romanzo ho voluto rendere proprio l'idea dello stupore che ho provato io stessa quando l'ho scoperto, vent'anni fa, decidendo di rimanerci dentro, al sicuro, più a lungo possibile.


Luca Bagatin: Come sei approdata a Diva Futura ?

Debora Attanasio: Nell'estate del '92 ero in vacanza a Rimini, dove ho conosciuto un ragazzo che lavorava con Riccardo Schicchi. Al rientro, a settembre ho iniziato a sostenere un colloquio di lavoro dopo l'altro ed ero in imbarazzo per le proposte lascive dei datori di lavoro. Ricordo uno che mi tirava su la gonna con il righello mentre parlavo. Mi sono lamentata col mio nuovo amico e mi ha detto di venire a fare un colloquio col suo capo che era rimasto senza segretaria, perché non mi avrebbe molestata nessuno.


Luca Bagatin: Per te fu un lavoro imbarazzante ? Avevi pregiudizi o peprplessità relative al mondo del porno e dell'hard ?

Debora Attanasio: Mai nessun imbarazzo. Troverei più disdicevole lavorare per qualche famosa multinazionale che inquina l'ambiente e sfrutta manodopera sottopagata, o per qualche allevamento intensivo, veri lager che, fra cent'anni, saranno considerati dai nostri nipoti una vergogna inconcepibile. Vengo da una buona famiglia in cui si insegnava a guardare oltre le apparenze. E sono buddista, attenta alla causa ed effetto. Mia madre mi ha insegnato a portare rispetto a tutti e ad ascoltare le buone ragioni di tutti. Inoltre, da bambina adoravo Cicciolina, il suo personaggio mi divertiva, a 17 anni avevo cercato di intrufolarmi in un suo spettacolo in discoteca, a Terracina. Pensare che a pochi passi da me, all'ingresso di quel locale, c'era di sicuro anche il mio futuro datore di lavoro, mi fa tanto ridere.


Luca Bagatin: Hai qualche aneddoto relativo al tuo primo lavoro da segretaria ? Qualche aneddoto che riguardi Riccardo Schicchi, Ilona, Moana e le altre ?

Debora Attanasio: Per motivi di lunghezza - il manoscritto iniziale era di quasi 600 cartelle - ho dovuto tagliare via dal libro un bel viaggio con Ilona Staller, a Barcellona. Schicchi non poteva farsi vedere in giro con lei perché era in corso la causa d'affidamento di Ludwig, il figlio che Ilona aveva avuto dal marito americano, e la accompagnai io. Rimasi molto colpita dalle battute così diverse fra quelle volgari degli inservienti all'aeroporto italiano, e quelle dolcissime degli stessi in Spagna, che le mandavano bacini e la chiamavano "guapa!". In Italia non è stata mai compresa in pieno l'ironia e la grandezza di personaggi come lei.


Luca Bagatin: L'anno prossimo ricorrerà il ventennale della morte di Moana Pozzi. Qualcuno sostiene - a parer mio solo per fare gossip spicciolo - che sia ancora viva. Al di là di questi aspetti, che cosa puoi dirci di lei ? Come mai fu così tanto "santificata" dopo la sua morte ?

Debora Attanasio: Rispondo con una citazione del mio libro: quando muore una santa, si pesca nel torbido. Quando muore una peccatrice, si cercano i suoi miracoli. Penso pure che in Italia sia praticato volentieri lo sport di ferire usando un moralismo crudele, per sentirsi migliori di coloro che stiamo attaccando. Se poi la persona che abbiamo attaccato, muore, subentra il senso di colpa e la fretta di ingraziarsela perché ora è vicina al creatore, e magari mette una buona parola. Sono d'accordo con Don Aniello Manganiello, il prete di Scampia impegnato contro la camorra, quando dice che spesso confondiamo la superstizione con la fede.


Luca Bagatin: Se non ricordo male, partecipasti anche all'avventura del Partito dell'Amore, nei primi Anni '90, assieme a Schicchi, Biuzzi, Ilona e Moana. Che cos'era, per te, il Partito dell'Amore di allora ?

Debora Attanasio: Sono arrivata a elezioni concluse. L'ufficio era pieno di volantini e tessere del Partito dell'Amore e nessuno ne parlava piu. Quindi non ne ho un'idea ben precisa. Invece, mi sono candidata con Moana quando si è presentata alle elezioni per il sindaco di Roma. Ho preso solo 10 voti, ma è stata un'esperienza memorabile.


Luca Bagatin: Un progetto di questo tipo alle elezioni politiche, oggi, secondo te, funzionerebbe e sarebbe utile ?

Debora Attanasio: L'Italia ha bisogno di elettori ed eletti onesti e se un'ex diva dell'hard riesce a far capire alla gente comune che tutti devono dare il loro contributo per risalire la china, ben venga. I candidati hanno sempre paura di spiegare agli elettori che per pretendere vertici irreprensibili, devono iniziare ad esserlo anche loro. Quindi, niente evasione fiscale, niente raccomandazioni, niente falsi invalidi, niente mazzette, niente falsi parcheggi invalidi. Dell'impegno politico di Ilona Staller apprezzo molto la lotta al femminicidio e la violenza sulle donne. Anch'io ho avuto un compagno violento e so bene come la società ignori le tue invocazioni d'aiuto, in quelle situazioni.

Luca Bagatin: Come mai hai deciso, a distanza di così tanto tempo, di scrivere solo ora il libro relativo al tuoi primo, importante, impiego ?

Debora Attanasio: Perché i tempi sono cambiati. Vent'anni fa, se dicevo di lavorare nel porno, storcevano tutti il naso. Oggi mi ammirano. E poi, i risultati che ho raggiunto col mio lavoro di giornalista, che amo tanto e cerco di svolgere con il massimo della coerenza, danno più credibilità al mio racconto.

Luca Bagatin: Da segretaria a giornalista. Il passo per te è stato breve o impegnativo ?

Debora Attanasio: Negli ultimi anni guidavo il settore editoriale di Diva Futura, avevo già preso confidenza con la pubblicazione. Poi mi ha presa sotto l'ala Marco Gregoretti, un grande giornalista d'inchiesta che al tempo scriveva per Panorama i pezzi sulle nostre star, e il mio primo articolo su una testata importante l'ho scritto dopo aver pubblicato un manualetto per diventare pornoattori. Quindi, si può dire che aver lavorato per Schicchi mi ha spianato la strada. Certo, ho dovuto studiare anche molto, e lo faccio ancora.


Luca Bagatin: Che cosa ti manca del lavoro di allora ?

Debora Attanasio: Il senso di sicurezza. Non c'era il rischio che Schicchi mi licenziasse, non l'avrebbe mai fatto. Mi pagava anche il giusto e con regolarità, cosa che oggi non è scontata ovunque. E poi, volevo bene a molte persone, come Eva Henger o Francesco Malcom, l'attore. Siamo rimasti amici, ma le occasioni per frequentarsi sono drasticamente diminuite per i troppi impegni di tutti, e mi mancano molto.


Luca Bagatin: Relativamente alla tua pregressa esperienza, pensi che il lavoro compiuto da Diva Futura e le avventure politiche di Ilona e Moana, abbiamo contribuito a far cadere non pochi tabù nella bigotta società italiana ?

Debora Attanasio: Oggi non sono più così convinta che la missione di Riccardo Schicchi, liberare gli italiani dai tabù, sia riuscita. Mi sembra che i suoi ideali siano stati distorti e se ne siano appropriati proprio coloro che voleva colpire. Riccardo sognava un mondo dove non c'è bisogno di dividere sante e puttane, dove una donna che offre il suo corpo liberamente, per ottenere e dare piacere, non debba temere di rovinarsi la reputazione. O dove, addirittura, nessuno debba pagare per fare sesso, e nessuna sia costretta a fare sesso per sbarcare il lunario. Il sesso, per lui, era un rito magico, e amava e rispettava la donne. Invece vedo un paese dove risorge la misoginia, le madri sono bistrattate, le donne lavoratrici firmano lettere di dimissioni in bianco e comunque, prendono salari inferiori agli uomini, a parità di qualifiche. Un abisso tra noi e altri paesi stranieri civili. Qualcosa non è andato per il verso giusto, e non certo per colpa di Schicchi, o delle sue star.


Luca Bagatin



14 maggio 2013

Al consiglio comunale di Roma votiAMO per i diritti ! VOTA BAGATIN: un Repubblicano mazziniano (eroticamente e follemente compatibile) nelle liste Liberali ;)



Lo scrittore e giornalista Luca Bagatin e l'ex parlamentare Ilona Staller, candidati indipendenti del Partito Liberale Italiano alle elezioni comunali di Roma del 26 e 27 maggio dichiarano: Dobbiamo impedire a Marino ed Alemanno - ovvero i riferimenti romani dell'inciucio nazionale - di vincere queste elezioni comunali. E vogliamo farlo come candidati indipendenti nel Partito Liberale Italiano.
Marino e Alemanno rappresentano - rispettivamente - quel Pd e quel PdL che, da almeno vent'anni, si spartiscono il potere in Italia. Nella fattispecie rappresentano l'alleanza fra sinistra e destra che oggi governano il Paese senza essere stati democraticamente eletti da nessuno, bensì nominati da una legge elettorale per nulla democratica, come quelle vigenti negli ultimi vent'anni.
All'antipolitica dell'inciucio destra-sinistra, contrapponiamo le politiche in favore di disabili, degli anziani, dei bambini, degli omosessuali, delle prostitute, delle donne sole, dei senzatetto e degli animali. All'antipolitica dell'inciucio, contrapponiamo gli ultimi, i più bisognosi, che necessitano di strutture socialmente utili, parchi, asili nido sempre più insufficienti, reddito di cittadinanza, trasporti efficienti e meno costosi.
Tutte cose che potrebbero essere attuate abbattendo del 50% gli stipendi di Sindaco, Assessori, consulenti e funzionari pubblici.

Oltre a ciò occorre introdurre una vera trasparenza nella politica Capitolina, introducendo l'Anagrafe pubblica degli eletti.

Il nostro modello ideale e politico è la rigorosa e onesta Amministrazione romana di Ernesto Nathan, indimenticato Sindaco di Roma di fine Ottocento di ispirazione Repubblicana, Liberalsocialista e Radicale.

Luca Bagatin
Ilona Staller
candidati del Partito Liberale Italiano alle elezioni comunali di Roma del 26 e 27 maggio


www.ilonastallerperroma.blogspot.it



14 marzo 2013

Al Papa dei cattolici Checco, noto misogino ed omofobo

Al nuovo Papa dei cattolici, Checco, nemico di donne (da lui definite "inadatte per compiti politici") ed omosessuali (il matrimonio dei quali sarebbe da lui considerato nientepopodimenoché "segno del diavolo ed attacco devastante ai piani di Dio", dimostrando così scarsa conoscenza della Divinità misericordiosa ed insita in ciascuno), questo blog vuole dedicare un antico stornello anticlericale che - lontano dall'essere antireligioso - ribadisce i valori Universali e morali portati avanti dal Libero Pensiero e dalla Libera Spiritualità di Giordano Bruno, Giuseppe Garibaldi e Federico Campanella.
 





26 gennaio 2013

Vladimir Putin va condannato per crimini contro l'Umanità e violazione dei Diritti Umani



Il dittatore russo Vladimir Putin - già agente del KGB e stalinista della prima ora - oltre ad intimidire da sempre le forze di opposizione al suo partito "Russia Unita"; oltre ad aver fatto arrestare il gruppo musicale "Pussy Riot" solo perché manifestava contro la sua politica oscurantista; oltre ad essere il mandante materiale degli omicidi dei giornalisti Antonio Russo (che ebbi modo anche di conoscere personalmente) ed Anna Politkovskaja; oltre ad essere responsabile dell'oppressione e del continuo massacro del popolo ceceno, oggi ha vatato una legge contro l'omosessualità.
Ora, in Russia, sarà reato persino parlare di amore omosessuale.
Questo blog ha sempre sostenuto e vuole ancora rilanciare la necessità di far condannare Vladimir Putin, in sede internazionale, per crimini contro l'Umanità e violazione dei Diritti Umani.
E' altresì vergognoso che governi come quello olandese siano in ottimi rapporti con il dittatore mascherato Putin e che attori-evasori fiscali come Gérard Depardieu lo stimino e ricevano con onore la cittadinanza russa.



14 gennaio 2013

Appello per Marco Pannella alla Presidenza della Repubblica

A maggio 2013 sarà eletto il nuovo Presidente della Repubblica italiana.
Il Presidente della Repubblica dovrebbe, o, quantomeno, avrebbe dovuto rappresentare il garante massimo della Costituzione repubblicana, oltre che figura imparziale della politica italiana. Dal 1948 non lo è pressoché mai stato.
E' per questo che, a maggio 2013, vorremmo che le cose andassero diversamente e che fosse eletto un Presidente della Repubblica espressione degli alti valori ispirati dal Risorgimento e dalla Resistenza.

Valori di onestà, laicità, rigore morale, trasparenza, spirito di abnegazione.
E' per questo che vorremmo proporre la figura dell'On. Marco Pannella, quale candidato ideale alla Presidenza della Repubblica.
Le battaglie civili, democratiche, liberali e nonviolente dell'On. Pannella, condotte - spesso a rischio della sua stessa vita ed incolumità fisica - con rigore morale e passione civile, senza alcun tornaconto personale, ce lo rendono candidato ideale a garantire una Costituzione repubblicana - spesso violata, in passato, anche dalle stesse Istituzioni - conquistata con il sangue dei martiri del Primo e del Secondo Risorgimento.
Le denunce al sistema dell'illegalità partitocratica e della mancanza di informazione plurale nel nostro Paese, rendono l'On. Marco Pannella personalità ideale a garantire il corretto svolgimento di un'attività politico-istituzionale, improntata a valori di onestà e trasparenza, ai quali tutti gli attori in campo dovrebbero attenersi ed uniformarsi.
E' per questo che, attraverso il mio blog politico e culturale - www.lucabagatin.ilcannocchiale.it - vorrei lanciare tale appello, affinché possa essere diffuso, letto e sottoscritto da tutti coloro i quali - personalità pubbliche o della società italiana nel suo complesso - lo condividono e desiderano dunque appellarsi a partiti ed Istituzioni, affinché sappiano accoglierlo pienamente ed eleggano l'On. Marco Pannella nuovo Presidente della Repubblica italiana.

Luca Bagatin

scrittore, autore e collaboratore di testate giornalistiche

Per aderire inviatemi una mail all'indirizzo: burroughs279@yahoo.it autorizzandomi ad apporre il vostro nome in calce all'appello.



26 dicembre 2012

"Intervista esclusiva all'On. Ilona Staller in arte Cicciolina" di Luca Bagatin

Ilona Staller in arte Cicciolina, classe 1951, ungherese di nascita e italiana di adozione. Prima pornostar eletta in Parlamento - peraltro con 20.000 voti di preferenza, tutti conquistati sul campo - nelle file del Partito Radicale, nel 1987.
"Scoperta" in Italia del recentemente scomparso Riccardo Schicchi, fotografo e regista italiano che seppe innovare il costume del bigotto e apparentemente "perbenista" Stivale e con lui ideatrice della prima lista ambientalista nel nostro Paese, la "Lista del Sole", nel 1979 e successivamente del Partito dell'Amore, che portò poi avanti Moana Pozzi.
Ilona è una nostra carissima amica, solare, simpatica, gentile e soprattutto intellettualmente onesta. Lontana da certa frivolezza che le viene talvolta malignamente attribuita.
Ed abbiamo pertanto il piacere di intervistarla.

ANNI '80: a sinistra con Riccardo Schicchi destra con Nastassja Kinski e Marco Pannella


Luca Bagatin:
Dunque, Ilona, iniziamo da un tuo ricordo di Riccardo Schicchi, con il quale hai convissuto peraltro per molti anni, sino al 1988.
Ilona Staller: Con Riccardo ci siamo conosciuti nel '74. Allora in Italia erano uscite le mie prime foto, in quanto lavoravo come modella a Milano ed avevo un amico che lavorava nel cinema e mi faceva fare piccole parti. Abitavo a Roma, in Via Gaudenzio, sulla Cassia e c'è questo Riccardo, che ancora non conoscevo, che mi bombardava di messaggi, anche in segreteria, proponendomi vari servizi fotografici... Un mattino uscii con il mio cagnolino "Bubu" e mi trovai sotto casa questo ragazzo, giovane quasi quanto me (allora avevamo una ventina di anni), che mi si presentò in una posizione yoga, a testa in giù e con le gambe per aria (Ilona ride...).
Rimasi molto colpita e da allora non ci separammo più. Riccardo amava chiamarmi: "romantica fricchettona" (Ilona sorride). Fricchettoni e trasgressivi eravamo tutti e due, infondo ! (ride).

Schicchi, poi, era innamorato di me e della mia immagine di “ragazza bionda con gli occhi azzurri. Io invece lo vedevo più come un padre, visto che nella mia adolescenza mi era mancata una figura paterna.


Luca Bagatin: Iniziasti quindi a lavorare con lui...
Ilona Staller:
Sì, Riccardo amava fotografarmi, sia nuda che vestita. Anni dopo fondammo l'agenzia di casting "Diva Futura" in cui lanciammo varie modelle e pornoattrici come Moana Pozzi, Ursula Davis, Baby Pozzi e altre.


Luca Bagatin: Che cosa univa te e Riccardo, in particolare ?
Ilona Staller: L'amore per la natura, la rottura dei tabù e dei pregiudizi, soprattutto nel sesso. Amavamo i tramonti e viaggiare in posti esotici. Una volta, nel '75, in un viaggio, scoprii che soffriva di diabete ed ebbe anche una crisi. Non ci innamorammo mai, anche se facevamo sesso, ma non scoccò mai il vero amore che trovai anni dopo, nel '91, quando mi sposai con Jeff Koons, grande artista americano dell'arte contemporanea e dal nostro amore nacque mio figlio Ludwig, il 29 ottobre 1992. Oggi ha vent'anni ed è bellissimo !


Luca Bagatin: Una carriera professionale, ma anche politica quella tua e di Riccardo Schicchi...
Ilona Staller: Sì, certo ! Credevamo molto in quello che facevamo e capimmo subito che fare politica voleva dire darsi da fare sul serio. Fondammo il primo partito ambientalista italiano, la Lista del Sole, prima ancora della nascita dei Verdi, che oggi usano lo stesso simbolo che inventammo noi, ovvero il sole che sorride. Il mio slogan era: “Scaldiamoci con il sole e con l'amore. NO ALL ENERGIA NUCLEARE”. Amavamo la natura e lottavamo per la pace e contro il militarismo. Facemmo un sacco di manifestazioni, con me nuda, per provocare e trasgredire, una volta anche vestita tutta di verdura (Ilona sorride)...
Io poi sono stata la prima a battermi contro la bomba al neutrone e, quando ero nel Partito Radicale, ad invitare i militari italiani a non andare a combattere in Iraq. Allora mi beccai una denuncia per vilipendio alla Patria...


Luca Bagatin: Che poi, di denunce, ne hai collezionate parecchie nel corso della tua carriera politica...
Ilona Staller: Sì, almeno cinquanta, per fortuna tutte amnistiate. Negli anni '70 ed '80 io e Riccardo fummo denunciati per "offesa del comune senso del pudore", si diceva a quei tempi. Oggi per fortuna è un reato che non esiste più ! Pensa che sono finita anche in carcere, a Bruxelles, dopo uno spettacolo, solo perché avevo mostrato appena appena qualche pelo pubico !


Luca Bagatin: Possiamo quindi dire che, se oggi in Italia ci sono un po' meno tabù ed i costumi sono più liberi, lo dobbiamo a te ed a Schicchi.
Ilona Staller: Sì, abbiamo contribuito a far cadere quello che veniva chiamato "comune senso del pudore". Quello con Riccardo, posso davvero dirlo, è stato per me più di un matrimonio.


Luca Bagatin: Puoi raccontarci, brevemente, la tua esperienza da parlamentare radicale ?
Ilona Staller: Sono stata in carica dall'87 al '92 ed ero molto presente a Montecitorio. Ho presentato molte proposte di legge, ancora oggi validissime. E poi voglio anche dire che il 60% del mio stipendio di parlamentare andava al Partito Radicale. Non mi sono arricchita con la politica, anzi. Ero più ricca quando lavoravo come pornodiva. Oggi, anche se abbiamo preso strade diverse, sono comunque vicina alla battaglia che sta combattendo Marco Pannella in difesa dei detenuti.


Luca Bagatin: E poi c'è stato anche il tuo impegno nel sociale...
Ilona Staller: Sì, quando ero deputato, ho raccolto fondi per la lotta all'AIDS, a Tokyo, assieme a Riccoardo Schicchi, donando l'equivalente di circa un milione di euro al Ministero della Sanità giapponese.
Poi nel '91 mi sono sposata e ho avuto poco tempo per la politica... Il Partito dell'Amore infatti rimase in eredità a Moana.


Luca Bagatin: Per concludere, c'è una cosa che proprio non riesci a sopportare ?
Ilona Staller: Sì, gli estremi, gli eccessi. Nel fumo e nell'alcool soprattutto. E anche gli estremismi. Fanno sempre male. Anche in politica.



L'On. Staller al Parlamento giapponese. Ilona Staller oggi.



9 dicembre 2012

Il ritorno politico di Ilona Staller: paladina dei diritti civili

Nessuno ne parla, ma lei sta per tornare.
Ilona Staller, in arte Cicciolina, prima pornostar eletta in Parlamento nelle file del Partito Radicale, nel 1987, sta per tornare sulla scena politica.
Una provocazione ? No di certo.
L'On. Staller, quando fa politica, non provoca mai. Non lo fece nel 1979, quando si candidò nella prima lista ambientalista d'Italia (molto prima della nascita dei Verdi, ovvero quando i movimenti ambientalisti stavano conquistando il Nord Europa), ovvero la "Lista del Sole" e non lo fece nemmeno con i Radicali, allorquando fu eletta con 20.000 preferenze.
Ilona Staller ha, da sempre, le idee chiare in fatto di ambiente, diritti civili, diritti degli omosessuali, dei detenuti, delle prostitute, di lotta agli sprechi ed ai privilegi e così rilancia il suo progetto di sempre con "Democrazia Natura Amore", il neo-partito che ha fondato.
"Natura" ed "Amore", oltre che "libertà di espressione" (in tutti i sensi) del resto, sono da sempre le sue parole d'ordine, come ricorda uno spot elettorale d'annata del Partito Radicale, che la vide protagonista assieme all'On. Marco Pannella.
E non lesina critiche nemmeno a Nicole Minetti ed a Mara Carfagna, sostenendo, in una recente intervista per il sito Excite.it: "io ho una mia storia. Io sono stata eletta con 20.000 voti dal popolo italiano che è sovrano, Nicole Minetti è stata messa lì dal Pdl, punto" E definisce Mara Carfagna "Ministro per grazia ricevuta".
Ilona Staller, afferma, inoltre, che la sua candidatura alle imminenti elezioni del 2013 non è affatto una provocazione e lo dimostra rilanciando un programma in continuità con le sue battaglie Radicali: diritti degli animali (lotta alla vivisezione, alla sperimentazione ed al maltrattamento agli animali); diritti dei disabili e degli invalidi con aumenti pensionistici a loro favore; riconoscimento delle unioni civili e del matrimonio omosessuale (che l'On. Staller vorrebbe anche in senso religioso, per le coppie omosessuali di fede cattolica che lo desiderano); legalizzazione della prostituzione; abolizione del finanziamento pubblico ai partiti; aumento delle pensioni minime a 1000 euro; istituzione di un centro antiviolenza per le donne; abolizione dell'IMU; abbassamento delle imposte in particolare per piccole e medie imprese, oltre che per i cittadini; drastica riduzione delle spese militari e riduzione del 50% degli stipendi di parlamentati e funzionari pubblici o quantomeno rapportarli al tenore di vita di un cittadino italiano medio.
Questi, in sostanza, alcuni dei punti chiave di "Democrazia Natura Amore".
Ammetto che personalmente mi dispiace che vi siano stati o vi siano ancora pregiudizi nei confronti di Cicciolina, in particolare da quel mondo che dovrebbe essere laico e liberale. Perché è quello il mondo ove le idee di Ilona possono e dovrebbero essere meglio comprese.
Ricordo ancora quando scrissi, in un articolo di cinque o sei anni fa, quanto la candidatura di Cicciolina negli Anni '80 fosse stata dirompente ed anti-partitocratica. Ovvero in totale antitesi con quel mondo politico-partitico-parlamentare clericale, socialBurocratico, paracomunista, parafascista ed immancabilmente paraculo, contro il quale i soli Radicali (ma anche molti socialisti, liberali e repubblicani) si battevano sin dagli anni '50 del '900.
Cicciolina, assieme a Marco Pannella, ad Emma Bonino, ad Adele Faccio, ad Enzo Tortora ed altri, rappresentavano e rappresentarono un'alternativa libertaria al Potere ed all'Ordine costituito o, meglio, prostituito (delle Corti prostituzionali, dei presidenti della non-Repubblica e del non-Consiglio, mai eletti da nessuno, allora come oggi). Un'alternativa di etica laica, allora come oggi, alternativa alle destre ed alle sinistre eversive e partitocratiche della Dc, del Pci, del Pd, del PdL, dell'Udc, dell'Idv, di Sel.
Oggi, mi piacerebbe vedere ancora una volta i Radicali marciare assieme ad Ilona Staller ed a "Democrazia Natura Amore". Ma vorrei anche marciassero assieme a "Fermare il Declino" di Oscar Giannino. Marciassero assieme tenendo alta la bandiera delle libertà civili, economiche, sessuali, contro il marciume dei partiti e del decadimento di ciò che rimane delle Istituzioni di questo nostro povero Paese.

Luca Bagatin



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