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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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26 ottobre 2015

Tony Blair, più che scusarsi, dovrebbe consegnarsi alla giustizia internazionale

Tony Blair si scusa e lo fa in un'intervista alla CNN americana, ma è troppo tardi e ha troppe vittime sulla coscienza.

Altrettanto non fa George W. Bush che, quantomeno, è sparito dalle scene.

La guerra in Iraq fu una guerra sporca e ha favorito, di fatto, l'Isis. Le prove delle armi di distruzione di massa: semplicemente inventate a tavolino da Blair e Bush che, stranamente, non sono mai stati incriminati per crimini contro l'umanità come invece sarebbe stato giusto e come chiesto più volte in sede Internazionale, peraltro, dall'allora Presidente del Venezuela Hugo Chavez.

Peccato che Blair, nel frattempo non più premier della Gran Bretagna, abbia ricoperto l'incarico di inviato di pace (sic !) in Medio Oriente su mandato dell'ONU, di UE, Russia e USA. Una vergogna di proporzioni colossali che merita di essere ricordata dai libri Storia e che fa il paio con gli atroci crimini commessi dalle forze anglo-franco-statuitensi che hanno invaso la Libia, fatto ammazzare il governante legittimo, ovvero il colonnello e Raìs Gheddafi e, ancora una volta, favorito l'Isis. Quell'Isis che, come ricordò a suo tempo l'ex generale Wesley Clark, fu per decenni finanziato dagli amici degli Stati Uniti d'America.

Grazie, dunque, ai sedicenti leader falsamente democratici inglesi, statunitensi e francesi ! Mille grazie Blair, Bush, Obama e Hollande ! Grazie per averci portato il terrorismo in casa !

A poco servono o serviranno le vostre scuse postume e si è visto. Drammatico, semmai, il fatto che siate e rimarrete impuniti, alla faccia dei diritti umani e civili che avete calpestato. E alla faccia dei popoli che vi hanno eletti e che avete per anni imbrogliato.


Luca Bagatin



29 ottobre 2014

Evo Morales ed il sogno boliviano


A sinistra: il Vicepresidente della Bolivia Alvaro Garcia Linera ed il Presidente Evo Morales
A destra: il saggio biografico di Martin Sivak edito dalle edizioni Alegre

Ha trionfato per la terza volta alle elezioni presidenziali lo scorso 13 ottobre, ottenendo il 60% dei consensi. La crescita economica – da quando governa il suo Paese, ovvero dal 2006 – è arrivata al 5% annuo; i prezzi delle materie prime del suo Paese hanno aumentato di nove volte i proventi delle esportazioni nazionali; il suo Paese ha un surplus fiscale ed ha accumulato 15,5 miliardi di dollari in riserve internazionali; è riuscito a far uscire mezzo milione di persone dalla povertà; ha garantito sussidi per bambini e anziani ed il suo Paese è stato dichiarato dall'Unesco libero dall'analfabetismo.

Chi sarà il leader politico che è riuscito ad ottenere, in così pochi anni, risultati così straordinari ? Stiamo parlando di Evo Morales, Presidente della Bolivia e leader del Movimento per il Socialismo (MAS) che, con il suo programma di nazionalizzazioni nel settore degli idrocarburi, l'aumento del controllo statale nel settore delle risorse naturali ed una loro razionalizzazione finalizzata a rendere i massimi benefici per la società boliviana, l'approvazione di una nuova Costituzione che oggi garantisce maggiori autonomie locali e maggiore rappresentanza a tutte le etnie boliviane, oltre che un programma di austerità statale e di indipendenza dall'estero, è riuscito – in pochi anni – a trasformare completamente il volto di questo fiero Stato sudamericano.

Evo Morales è ed è stato, peraltro, il primo Presidente indigeno - di etnia aymara - a guidare il suo Paese, oltre ad aver designato un Gabinetto con il 50% di presenza femminile ed aver stabilito che, i principi guida della sua azione politica, si sarebbero poggiati sulle antiche regole insegnate dagli Inca: “ama sua” (non rubare), “ama llula” (non mentire), “ama quella” (non essere pigro).

Pigro certamente Evo Morales non è, visto che la sua attività inizia alle cinque del mattino e termina la notte molto tardi, al punto dal non avere una vera vita privata, ed avendo costretto i suoi più stretti collaboratori a mutare stile di vita, spesso peraltro invitandoli a giocare ad appassionanti partite di calcio, sport che il Presidente ama molto.

Un ottimo profilo biografico del Presidente Morales è tracciato dal giovane giornalista argentino Martin Sivak, classe 1975, nel suo “Evo Morales – ritratto intimo di un presidente”, edito in Italia dalle edizioni Alegre.

Martin Sivak ha infatti avuto la possibilità di seguire, passo passo, ogni attività di Evo Morales, diventandone anche molto amico ed il suo saggio – che ci ha aiutato molto nella redazione di questo articolo, ovvero nella ricostruzione della vita del Presidente Morales - è, pertanto, un resoconto completo e talvolta molto dettagliato dell'attività di questo inaspettato ed umano leader boliviano.

Nato in una famiglia povera di agricoltori dell'Altopiano boliviano, ex pastore di lama, contadino e coltivatore di coca egli stesso, Morales – i cui studi si fermano alle scuole superiori – divenne prima leader sindacale e successivamente, negli Anni '90, attivista politico anche in opposizione alla politica dell'Amministrazione USA guidata allora da Bush padre, che voleva lo sradicamento totale delle coltivazioni di coca, principale fonte di guadagno dei contadini boliviani e coltivata da millenni dai popoli andini, oltre che utilizzata anche per produrre farmaci ed infusi.

Fu così che Morales iniziò a simpatizzare per la politica antimperialista di Fidel Castro, che ebbe modo di conoscere in uno dei suoi viaggi a Cuba e che, nel 2003, gli consigliò caldamente di evitare l'utilizzo della forza o della lotta armata per raggiungere il potere dicendogli, testualmente, come riportato nel saggio di Sivak: “Non fate quello che abbiamo fatto noi: fate una rivoluzione democratica. Siamo in altri tempi e i popoli vogliono trasformazioni profonde senza guerre”. Fidel, peraltro, gli consigliò anche di ricercare intese con i Presidenti di Argentina, Venezuela e Brasile, tutti eredi della tradizione del Libertador Simon Bolivar, di Juan Domingo Peron e di una trasformazione in senso socialista democratico dell'America Latina.

Fu così che, nel 1997, Evo Morales fu eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati nelle fila del Movimento per il Socialismo (MAS), fondato nel 1987 da una frangia sinistra della Falange Socialista Boliviana, ovvero un movimento che fondeva in sé il socialismo classico, il nazionalismo ed il katarismo, ovvero una corrente che si ispirava alle gesta del leader indigeno Tupac Katari, ribellatosi ai colonizzatori nel 1781.

Da allora la sua carriera sarà in ascesa: unico leader ad opporsi all'oligarchia dei partiti tradizionali, servili nei confronti delle politiche degli USA e delle multinazionali straniere, oltre che moralmente corrotti, Morales diverrà anche leader del movimento per l'emancipazione degli indigeni e, coadiuvato dal professore in sociologia Alvaro Garcia Linera - che diverrà suo vice alla Presidenza – riuscirà a vincere le elezioni del dicembre 2005 con quasi il 54% dei consensi e, dunque, a diventare Presidente per la prima volta, carica successivamente riconfermata nel 2009 con il 61% dei consensi ed infine confermata una terza volta il 13 ottobre scorso, come abbiamo già scritto all'inizio del nostro articolo.

Gli ottimi risultati dell'Amministrazione Morales sono, del resto, sotto gli occhi di tutti e i più possono anche essere stupiti del fatto che un ex pastore, contadino e sindacalista non laureato, sia riuscito ad ottenere ciò che molti altri cosiddetti “leader mondiali” - plurilaureati e/o pluridecorati – non sono mai riusciti nemmeno lontanamente a sognare. Forse la differenza sta proprio nell'impegno e nella dedizione di leader sudamericani ed autoctoni come Morales, ovvero nell'amore per una patria e per un popolo che ha subìto secoli di violenze, depredazoni, saccheggi e razzìe: prima da parte dei colonizzatori, poi da parte dei vari dittatori militari sostenuti dagli USA e dei politicanti corrotti ed infine da parte delle multinazionali straniere.

Una patria ed un popolo fiero, quello della Bolivia, ormai proiettato verso un presente ed un futuro di emancipazione sociale ed individuale.


Luca Bagatin



11 settembre 2013

Quando l'Amore spazzerà via ogni 11 settembre del mondo

Quando l'Amore scoppierà, i governi e la politica decadranno da soli.
Quando l'Amore trionferà, le guerre, figlie della politica dei governi, avranno fine.
Quando l'Amore trionferà, i confilitti fra gli esseri umani cesseranno di esistere.
Quando l'Amore avrà voce, il silenzio della pace non avrà più confini.
Quando l'Amore percorrerà le strade che oggi separano la mente dell'individuo dal suo cuore, l'atmosfera sarà purificata ed i sorrisi cederanno il passo alle lacrime. L'odio ed il dolore saranno solo un triste ricordo di un mondo grigio.
Da dimenticare.




26 gennaio 2013

Vladimir Putin va condannato per crimini contro l'Umanità e violazione dei Diritti Umani



Il dittatore russo Vladimir Putin - già agente del KGB e stalinista della prima ora - oltre ad intimidire da sempre le forze di opposizione al suo partito "Russia Unita"; oltre ad aver fatto arrestare il gruppo musicale "Pussy Riot" solo perché manifestava contro la sua politica oscurantista; oltre ad essere il mandante materiale degli omicidi dei giornalisti Antonio Russo (che ebbi modo anche di conoscere personalmente) ed Anna Politkovskaja; oltre ad essere responsabile dell'oppressione e del continuo massacro del popolo ceceno, oggi ha vatato una legge contro l'omosessualità.
Ora, in Russia, sarà reato persino parlare di amore omosessuale.
Questo blog ha sempre sostenuto e vuole ancora rilanciare la necessità di far condannare Vladimir Putin, in sede internazionale, per crimini contro l'Umanità e violazione dei Diritti Umani.
E' altresì vergognoso che governi come quello olandese siano in ottimi rapporti con il dittatore mascherato Putin e che attori-evasori fiscali come Gérard Depardieu lo stimino e ricevano con onore la cittadinanza russa.



19 agosto 2011

L'isola sbagliata: una spy-story in tre volumi


Franco Freddi è un giornalista turistico che ha dedicato tutta la vita al servizio dello Stato italiano nell'esercito e nei Servizi Segreti.
Nell'estate del 2003 viene richiamato in servizio dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri italiana per una missione segreta sotto l'egida dell'ONU e della NATO. Egli dovrà, sotto le mentite spoglie del giornalista, coordinare una missione militare comprendente: quindici scienziate, ventuno Carabinieri e due ufficiali statunitensi, da svolgersi in un'isola sperduta nel Pacifico...
E' qui che hanno inizio le avventure de "L'isola sbagliata" la spy-story in tre volumi scritta da Umberto e Roberto Granati ed edita dalla Ipertesto Edizioni (www.iperedizioni.it).
Umberto Granati è Generale di Corpo d'Armata in pensione, oggi ottantaduenne e dedito, assieme alla moglie ed al figlio Roberto, all'attività di giornalista, in particolare nel settore turistico. Con Ipertesto ha già pubblicato, peraltro, oltre a numerose guide, anche il saggio da noi recentemente recensito: “28 anni dopo: diario di un Piduista”, nel quale racconta la persecuzione che ha ingiustamete subito a causa del suo aver dichiarato pubblicamente di essere stato iscritto alla Loggia massonica regolare del GOI denominata P2.
Franco Freddi, il protagonista delle avventure della trilogia de “L'isola sbagliata”, è un po' il suo alter ego e sarà proprio la sua profonda e lunga esperienza di miltare ad avergli ispirato questa serie dall'accattivante sottotitolo: "Il mondo affascinante e torbido dei Servizi Segreti".
Nel redigerla è stato aiutato dal figlio Roberto, dicevamo, laureato con lode in Storia ed esperto di arti marziali.
La lettura de "L'isola sbagliata" è profondamente scorrevole ed invitante, per quanto condita da linguaggio tecnico tipico dell'ambiente militare e dei Servizi Segreti, il che ci permette comunque di entrare in contatto con un mondo sconosciuto ed affascinante.
Avventure tutte raccontate in prima persona e con ironia da Franco Freddi, di volta in volta coadiuvato dagli amici che l'hanno accompagnato nella missione nell'Isola di Maria Theresa, nel Pacifico: il Maggiore Mele e Montanti dei Carabinieri; il Tenente colonnello Jonson e consorte - la dottoressa Carlucci - conosciuta proprio durante la missione, così come accaduto a Mele; la dottoressa Bonamici e l'ufficiale Rayder e persino l'Ispettore Capo Ernest Anderson dell'FBI.
Tutti riuniti amichevolmente a raccontarsi e, dunque, a raccontarci, le loro mirabolanti imprese a difesa e servizio della sicurezza internazionale.
Tre libri, quelli de "L'isola sbagliata", che sono, in sè, delle e vere e proprie raccolte di racconti da non perdere. Dedicate agli appassionati del genere spionistico ed agli amanti dell'avventura.

Luca Bagatin



15 aprile 2011

Berlusconi è un prodotto della sinistra cattocomunista


Discutere di politica, ormai, è diventata la pratica più difficile e noiosa del mondo.
Un tempo, almeno sino a vent'anni fa, la politica, appassionava. Oggi annoia al punto che nemmeno io, che pur questa volta sarò candidato in prima persona (alle amministrative di Pordenone, come Repubblicano in una lista civica Indipendente), non ne scrivo più, se non sempre più raramente.
E i discorsi sono sempre gli stessi: tutti a dire il meglio o il peggio di Berlusconi.
Ora, in assenza di argomentazioni consistenti, capisco che sia più facile parlare per tifoserie. Ma lo potrei capire meglio se si parlasse di argomenti che non riguardano grandi approfondimenti, analisi o ragionamenti.
Nella fattispiecie, purtuttavia, non si tratta nemmeno di parlare per tifoserie: si parla di un'unica persona che, francamente, fra cinque-sei anni o forse meno, in Italia, non conterà nemmeno più nulla.
Perché mai non si riesce ad andare oltre il berlusconismo ?

Perché non ci sono argomenti. Perché si preferisce delegare la risoluzione dei problemi agli altri. Perché non esistono più i partiti politici.

Questo stato di cose ha un'origine ben precisa: il biennio giustizialista del '92-'93. Preparato ad arte già alla metà degli anni '70 dal connubio Pci-Dc.
Si approfondisca un po', non ci si lasci ingannare dalle apparenze e si vedrà bene che gli spazi di discussione sono stati ridotti da una classe politica ideologizzata che, da almento trent'anni, fa e faceva riferimento a precise forze eversive.
Berlusconi non è nato a caso e così la Lega: sono le vere costole della sinistra cattocomunista che in Italia, nei numeri, è destinata a perdere, ma dal '94 ad oggi è purtroppo destinata a governare (grazie agli appoggi sottobanco dei vari "Prodinotti" prima ed oggi dei Bersani, Di Pietro, Vendola). Sinistra cattocomunista che è destinata a governare, dicevamo, e a governare male. E si vede.
E ciò sin tanto che non torneremo a parlare di problemi concreti, non si tornerà alla democrazia dei partiti ed a una legge elettorale che consenta il massimo della rappresentatività possibile.
E sin tanto che non nasceranno e cresceranno generazioni che approfondiranno il loro passato ed avranno la capacità ed il coraggio di opporsi a quelle forze estremiste che hanno prodotto l'attuale stato di cose.
Passeranno decenni prima che l'Italia possa tornare ad essere un Paese pienamente liberale, prima ancora che democratico.
E purtroppo c'è chi, in questo stato di cose, ancora ci marcia e ci gode.

Luca Bagatin



26 gennaio 2011

La Massoneria è un'istituzione seria ed adogmatica. Non vende certo lauree o affini.



Ai massoni ed alla Massoneria, nel corso dei secoli, attraverso le discriminazioni perpetrate dalla Chiesa cattolica e da ex massoni in odore di carriera come Leo Taxil (e qualche recente imitatore nostrano che, sull'onda della Massoneria, cerca di far carriera politica), sono state attribuite le peggiori nefandezze: stregoneria, patti con il Diavolo, riti orgiastici, assassinii, poteri occulti e quante altre più scempiaggini possibili.
Se la storia della Massoneria e dei suoi rituali fosse studiata, magari anche nelle scuole, si capirebbe ben presto che essa è unicamente un'Istituzione spirituale, morale e culturale. Che però dà fastidio ai dogmatici ed ai totalitari in quanto insegna semplicemente a ricercare la Verità (che non è mai ultima), entro sè stessi.
Ieri sera, guardando l'ottima "Striscia la Notizia" - telegiornale satirico di profonda intelligenza ed approfondimento - mi sono imbattuto nell'ennesimo caso di un falso dentista, non laureato, non iscritto all'albo, che abusivamente svolgeva la professione medica. Ovvia l'indigiazione, ma, sin qui, nulla di troppo anomalo.
Lo stupore cresce, purtuttavia, quando codesto ciarlatano tira fuori la storia della Massoneria, ovvero che lui la laurea l'ha comprata dalla Massoneria e, sollecitato dall'inviato di "Striscia", Max Laudadio, afferma che pensa (pensa, non ne è certo, sic !) che di casi come il suo ce ne siano molti.
Sì, vabè, adesso i massoni si mettono anche a vendere le lauree.
Il "dentista" paraculo, tarocco come una banconota da due euro, una volta preso in castagna, anzichè ammettere di essere un bugiardo patentato, dà le colpe alla Massoneria ! Ma si vergogni doppiamente, costui, che non ha il coraggio di ammettere le proprie colpe ed infanga una nobile istituzione di cui certamente ha solo sentito parlare alla lontana !
Per chi ha la pazienza e la volontà di approfondire l'argomento Massoneria, scoprirà ben presto che essa non vende alcunchè, ma è semplicemente un luogo di incontro per cervelli pensanti alla ricerca di valori universali quali la Fratellanza (universale, senza distinzione alcuna), l'Uguaglianza (di fronte al Grande Architetto dell'Universo e dunque di fronte all'Uomo) e la Libertà (dai dogmi in primo luogo).
In seconda battuta poi, vorrei invitare quelli di "Striscia", che ad ogni modo è e rimane un'ottima trasmissione televisiva nel marasma dei palinsesti d'oggi, a frequentare ed a svolgere servizi mirati sulle due Obbedienza più antiche e serie d'Italia: il Grande Oriente d'Italia e la Gran Loggia d'Italia degli ALAM.
Scopriranno che qui non si vendono lauree, brevetti o fanno raccomandazioni: qui si studia e si lavora costantemente per edificare il Tempio dell'Uomo in accordo con la filosofia di Platone e di tutti i Grandi Iniziati di ogni epoca.
E, per favore, la smettano i furbi, gli ignoranti e taluni politicanti da strapazzo di tirare in ballo la Massoneria per i propri scopi personali o per pararsi il deretano.
Si ricordino, costoro, che è grazie alla Massoneria ed agli ideali massonici se oggi l'Italia è unita e democratica; se esiste un'organismo di cooperazione internazionale come l'ONU e l'Unesco; se la laicità ha trionfato nella società occidentale e via via sta penetrando in quella orientale e islamica. E si ricordino che, nei campi di concentramento, i nazisti ci sbattevano anche i massoni. Rei di essere portatori di libero pensiero democratico.

Luca Bagatin



24 agosto 2010

Al via AlchimiAlchimie 2010....con qualche polemica clericale



Anche quest'anno si sta tenendo a San Leo (RN), nel Montefeltro, dal 21 al 26 agosto, la kermesse sull'alchimia e l'esoterismo dal titolo "AlchimiAlchimie", che vede convergere, ancora una volta, le due maggiori Obbedienze massoniche italiane: il Grande Oriente d'Italia e la Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori.
Il tutto in onore e ricordo di quel Grande Iniziato che fu il conte Alessandro Cagliostro, che proprio nella fortezza di San Leo fu brutalmente torturato ed imprigionato ad opera dell'Inquisizione cattolica.
Vorrei - brevemente e a tal proposito - segnalare che, in pieno stile clericale, il Vescovo di San Martino-Montefeltro, Luigi Negri, ha espresso le sue perplessità relativamente al sostegno dell'Amministrazione comunale all'iniziativa "AlchimiAlchimie" ed ha inoltre definito i massoni come espressione di una "cultura totalitaria" che "non hanno dato un contributo positivo all'evoluzione di questa nostra società".
Ma guarda un po' !
E pensare che i massoni hanno promosso istituzioni umanitarie come l'Onu, Fao, la Croce Rossa Internazionale, la Lega Italiana per i Diritti dell'Uomo, la Società Umanitaria....e che nei secoli hanno combattuto - pena la morte - contro tutti i dogmatismi ed i totalitarismi e senza mai chiedere nulla in cambio (visto che la Massoneria non fa alcun proselitismo).
Non sarà che il Vescovo Negri preferisce dimenticare che è piuttosto la Chiesa cattolica a doversi vergognare con: la Santa Inquisizione, con i roghi nei confronti dei cosiddetti "eretici" (Templari compresi), con lo spirito anti-italiano ed anti-patriottico durante il Risorgimento, con gli ammiccamenti a nazismo e fascismo, con le discriminazioni nei confronti di ebrei ed omosessuali, con con i recentissimi scandali del pretume pedofilo ?
Piccola ma doverosa parentesi a parte, il programma completo di "AlchimiAlchimie 2010", lo potete trovare anche al sito: www.san-leo.it ed è il seguente:

Ogni giorno dalle 11.00 a tarda notte il mercatino alchemico: per le vie del paese: magie di erbe e di profumi, cristalli e pietre magiche, astrologia e letture di tarocchi, rune, candele, oracoli e talismani.

Ogni giorno sarà contraddistinto da un tema diverso con incontri, mostre d’arte, conferenze e dibattiti a tema, a Palazzo Mediceo e mostre alla Fortezza originali e uniche.

Nelle serate di sabato 21, domenica 22 e giovedì 26  gli spettacoli multiformi, ricercati e indimenticabili fino al  gran finale con l’Incendio della Fortezza.

 

*DI GIORNO: GLI INCONTRI, I WORKSHOP, LE CONFERENZE a PALAZZO MEDICEO*

Sabato 21/8 – La Massoneria e l’unità d’Italia

Come da tradizione, Le conferenze del Grande Oriente d’Italia inaugurano la prima giornata del festival: dalle 10.30 del mattino interventi di Virginio Gastaldi, Marco Novarino, Morris Ghezzi, Claudio Bonvecchio e Stefano Bisi.

 

Domenica 22/8 – Le Nuvole Sapienti. L’immaginario magico nel mondo del fumetto

L’intera giornata è dedicata all’affascinante mondo del fumetto,. Dalle 11 il workshop “Come nasce una sceneggiatura” a cura di Andrea Aromatico, seguito da incontri fra i più importanti autori del fumetto Italiano, collaboratori di case editrici quali Disney a Starcomics,  Eura Editoriale e Sky Fantasy.

 

Lunedì 23/8 – L'Armonia ed il benessere

In collaborazione con l’Istituto di Medicina Naturale di Urbino incontri su wellness e benessere olistico: yoga, fiori di Bach, Feng Shui, inquinamento elettromagnetico, biorisonanza, aura di Kirlian, e la suggestiva cerimonia vedica del fuoco a cura della scuola Satinan con Swami Anandananda Saraswati.

 

Martedì 24/8 – Tarocchi e cartomanzia: carte da gioco o alfabeto del destino?

 “Carte da gioco o alfabeto del destino?” dalle ore 16.00 quattro incontri alla scoperta dell’affascinante mondo delle lame, degli Arcani e dei Trionfi, dal Medioevo a oggi misteriosi e immancabili strumenti per scrutare l’insondabile.

 

Mercoledì 25/8 – L'Antimassoneria

Una giornata a cura della Gran Loggia d’Italia per conoscere da vicino il controverso mito di Giuseppe Balsamo, o Alessandro, Conte di Cagliostro prigioniero illustre nella fortezza di San Leo fino alla sua morte avvenuta nel 1795. Alle 20.30 la tradizionale ed esclusiva Cena Alchemica in Piazza Dante, con prenotazione obbligatoria.

 

Giovedì 26/8 – L’Alchimia e Cagliostro

La data del 26 agosto è dedicata a alchimia, medicina spagirica, filosofia del fuoco con Andrea Aromatico, Giorgio Sangiorgi, Maurizio Di Massimo, Stefano Stefani, Edoardo Tomasi, Elio Occhipinti, Deborah Pavaniello, fino agli inediti quaderni di Giuseppe Balsamo ritrovati a Strasburgo e illustrati da Umberto Nardi.

 

 

*LE MOSTRE alla FORTEZZA*

 

“Alchimia della Ragione” (16 luglio -16 ottobre, Fortezza, piano terra) – lo scultore incontra l’alchimista: mostra di disegni e ceramiche d’arte del maestro Giò Urbinati ispirate e dedicate a Cagliostro

 

 L'Antimassoneria”(20 agosto – 5 settembre, Fortezza, Torre Valadier) – alcuni tra i principali pezzi fra illustrazioni, articoli, vignette, manifesti che documentano la propaganda negativa nei confronti della massoneria.

 

“I guardiani dello spirito(20-19 settembre, Fortezza, secondo piano) 15 pittori e 2 artiste performative, 1 scultore e due fotografi per 54 opere inedite sul rapporto fra gli immaginari esoterici, il mito, il fantastico e la pittura figurativa contemporanea con opere di Dino Valls, Guido Razzi, Saturno Buttò, Rocco Normanno, Ugo Levita, Roberta Serenari, Moreno Bondi e tanti altri.

 

 

* IL POMERIGGIO E LA SERA: GLI SPETTACOLI  (Centro storico, il 21, 22 e 26/8 dalle 16.30 a tarda notte)*

 

AlchimiAlchimie 2010 si arricchisce di spazi e spettacoli dedicati ai piccoli nelle giornate di sabato, domenica e giovedì dalle 16.30: teatro per ragazzi, burattini, storie di elfi, buffoni, diavoli e fate, danza, colore e musica, trampoli, maschere e fuoco. Alcuni titoli: “L’Alchimista”,Bertoldo, Bertoldino e l’allegra brigata”, “Palcoscenico in movimento. Per i più piccini, tutti e sei i giorni c’è Fucinafole: maschere in cuoio di elfi, folletti, buffoni e diavoli con officina dimostrativa, laboratorio narrativo e piccole storie di fate e di streghe a cura di Giorgio de Marchi e Giulia Baldassari

 

Dopo il tramonto è il momento degli spettacoli “clou” di AlchimiAlchimie, epici e originali, capaci di scatenare fantasie inafferrabili, avvengono:

 

Sabato 21/8 -  ALCHIMIA DELLA DANZA

Musica etnica e contaminazioni in collaborazione con l’Associazione Fermento Etnico: dal  Sud Italia, Damadakà, pizzica del Salento, tammurriate del Vesuvio e tarantelle. Dal Nord Italia e Francia: Quinta Rua, giga, Scottish, Mazurca francese e Bourèe.

 

Domenica 22/8 – ALCHIMIA DI CULTURE

Bolle Giganti” l’incanto e la magia iridescente delle creazioni di Simone Melissano

Sospinti da una brezza misteriosa, appaiono all’improvviso i candidi angeli  del Silence Teatro, che attraversano la piazza sollevando mulinelli di emozioni e scaglie di ricordi.

Clou della serata: “A-men”, dall’antica tradizione Maori i Lumen Invoco propongono uno spettacolo Poid Pois di origine neozelandese che mischia danza, fuoco, energia e luce in modo ipnotico e originale.

 

Giovedì 26/8 – ALCHIMIA DEL FUOCO

“Bolle Giganti” l’incanto e la magia iridescente delle creazioni di Simone Melissano

Come Angeli dal Cielo”, con le silenziose e irreali creature alate dei candidi mimi di Silence Teatro.

Clou della serata “Bagliori”, spettacolo di fuoco di Pietro Chiarenza fra trampoli, mostri, serpenti e portali e specchi fiammeggianti con costumi ed effetti in stile tolkeniano

 

Ore 23.30 INCENDIO DELLA FORTEZZA

La Fortezza di San Leo va a fuoco: le fiamme divampano, accendendo il cielo della Valmarecchia in un crescendo mozzafiato di coreografie pirotecniche perfettamente sincronizzate a musiche senza tempo.

Nei giorni di sabato 21, domenica 22 e mercoledì 26 agosto l’ingresso al centro sarà a pagamento dal primo pomeriggio: il biglietto d’accesso di 5 Euro è valido sia per il centro storico che per la Fortezza. Ingresso sempre gratuito per i minori di 10 anni. In serata servizio-navetta gratuito dai parcheggi al centro storico. In collaborazione con Bonelli Bus, servizio bus serale da Gabicce M., Cattolica, Misano, Riccione e Rimini (info: www.bonellibus.com, Tel 0541-662069). Le prenotazioni per la cena in piazza di Mercoledì 25 si ricevono presso l’Ufficio Turistico - IAT di San Leo Tel. 0541-926967, Numero Verde 800 553800, o sul sito del comune di San Leo www.san-leo.it.



23 novembre 2009

GELLI E LA P2 FRA CRONACA E STORIA: una recensione al saggio del prof. Alessandro A. Mola



Di Licio Gelli e della Loggia Propaganda 2 sono state scritte un sacco di cose.
Quasi tutte pressoché a sproposito a cominciare dal fatto che fu una "Loggia segreta".
La P2, Loggia all'Ordine del Grande Oriente d'Italia, fu - diversamente - una Loggia "coperta" di diretta pertinenza del Gran Maestro dell'Obbedienza.
"Coperta" in quanto al suo interno vi erano personalità di spicco (del panorama culturale, politico, artistico ecc...) che - per la loro particolare posizione professionale - preferivano non rivelare l'appartenenza alla Massoneria e dunque figurare unicamente "all'orecchio" del Gran Maestro, come si dice in gergo massonico.
Si pensi solo al fatto che la Loggia Propaganda Massonica (poi P2) fu fondata nel 1877 e di essa vi faceva parte anche il Vate della letteratura risorgimentale Giosue Carducci e l'ottimo ed indimenticato Sindaco di Roma Ernesto Nathan.
Tutto ciò e molto altro ancora è spiegato dettagliatamente e con una ricchissima documentazione e bibliografia dallo storico Alessandro Aldo Mola - Medaglia d'Oro per la Cultura dal 1980 - nel suo ultimo saggio "Gelli e la P2 fra cronaca e storia" edito dalla Bastogi.
Mola, senza faziosità alcuna, racconta di come il "presunto scandalo" P2 non fu che il pretesto per una lotta senza quartiere contro i massoni e la Massoneria italiana, da sempre vista con sospetto da settori clericali, fascisti e comunisti.
Mola ripercorre così - come già fece lo scrittore Pier Carpi nel suo "Il Venerabile" nei primi anni '90 - la vita di Licio Gelli sin dai tempi della Guerra di Spagna quando combattè a fianco dei franchisti e successivamente in Italia a Capo del Fascio di Pistoia. Sino a quando salvò da morte certa 62 prigionieri fra ebrei e partigiani, evitando così la loro deportazione nei campi di sterminio in Germania.
Ciò gli vantò un attestato da parte del Comitato di Liberazione Nazionale di Pistoia e gli consentì, a guerra finita, di rifarsi una vita. Prima come commerciante di prodotti di cancelleria e via via, negli anni '50, nell'ambito della Permaflex ove divenne direttore dello stabilimento di Frosinone.
E così, successivamente, come racconta Mola, Gelli decise di farsi iniziare massone negli anni '60 con l'obiettivo di rendere la Massoneria un organismo in grado di risolvere le controversie internazionali e nazionali. Un po' come durante il Risorgimento italiano o con la fondazione della Società delle Nazioni e dell'ONU.
Nulla, insomma, di oscuro e di occulto. Anzi.
Un capitolo molto denso del saggio di Mola, oltre a quello dell'amicizia fra Gelli ed il generale Peron, è infatti dedicato alla fondazione dell'OMPAM da parte di Licio Gelli, ovvero dell'Organizzazione Mondiale Per l'Assistenza Massonica.
Un organismo sovranazionale, appunto, in grado di "contribuire a soccorrere ed ad elevare le condizioni morali, spirituali e materiali dell'Uomo e della Famiglia umana, operando secondo i principi etici propri dell'insegnamento massonico", come dichiarato dal promotore stesso.
Un organismo che faceva leva proprio sulla fratellanza massonica che era l'unico principio in grado di superare tutte le divisioni in fatto di politica, razza, religione....
Un organismo "alla luce del sole", che fu riconosciuto anche in sede ONU alla stregua della Fao e dell'Unesco e che si proponeva di integrare l'opera umanitaria laddove le giurisdizioni massoniche non disponessero di strutture economicamente  e giuridicamente idonee per operare sia all'interno dei singoli Stati che a livello internazionale.
Operazione ambiziosa che purtroppo la stampa nostrana omise di far conoscere al grande pubblico. E che si arenò con l'avvento del presunto scandalo P2, nel 1981.
L'OMPAM fu tuttavia un'operazione autonoma di Gelli e per nulla legata al Grande Oriente d'Italia, anche se egli stesso propose all'allora Gran Maestro del GOI, Lino Salvini, di nominare il suo predecessore - Giordano Gamberini - alla carica di Ambasciatore del GOI presso l'OMPAM.
Licio Gelli, sia detto per inciso, allora non era ancora Venerabile della Loggia P2, anche se la P2 era attiva e nota ai Gran Maestri sopra citati ed ai loro predecessori senza scandalo alcuno come spiegato all'inizio di questo articolo.
Gelli fu solamente un personaggio particolarmente attivo sia all'interno che all'esterno della Massoneria. Il che lo porterà ad occuparsi di cose estranee alla stessa Istituzione come ad esempio  di politica (si noti bene che le Costituzioni di Anderson del 1723, vietano espressamente ai massoni di occuparsi di politica e religione in Loggia).
Ma ad ogni modo anche qui nessuno scandalo "profano", come rilevato dall'ottimo Alessandro Mola nel capitolo dal titolo "Gelli per la Seconda Repubblica".
Alla metà degli anni '70  - vista l'estrema fragilità e litigiosità della coalizione di Pentapartito e l'incalzante terrorismo rosso e nero - l'Italia si trovò ad un bivio: o una dittatura clericale di estrema destra, oppure un ancor meno auspicabile regime di estrema sinistra.
Licio Gelli stilò così il famigerato "Schema R" (Rinascita), all'indomani dell'avanzata del Pci alle elezioni amministrative del 1975.
Lo "Schema R", come documentato dal saggio di Mola, non fu altro che un piano riformatore, che elaborava la strategia politica per arginare la dilagante avanzata dei comunisti - alleati alla dittatura sovietica - in Italia, per mezzo di un rafforzamento della coalizione di Pentapartito (Dc, Psi, Psdi, Pri, Pli) a partire dalla Democrazia Cristiana, a patto che essa si depurasse da correnti ed alchimie che la rendevano inefficiente ed inefficace.
L'obiettivo finale di Gelli non era altro che un ritorno ai "fasti ed al prestigio della Segreteria De Gasperi".
Un rafforzamento, dunque, della democrazia centrista e moderata. Altro che autoritarismo filo-fascista tanto sbandierato dalla grande stampa dell'epoca !
Gelli delineò nel suo "Schema", anche un elenco molto preciso di riforme che - peraltro - erano condivise dalla gran parte degli italiani di allora e di oggi e che proprio oggi  - trent'anni dopo - sono di scottantissima attualità e dibattito.
Dalla riforma presidenziale all'abrogazione dell'immunità parlamentare; dalla riduzione ad una Camera dei Deputati sino all'abolizione dei ministeri e degli enti inutili quali le Province; dall'introduzione di pene severissime per i reati di corruzione perpetrati da politici, funzionari e pubblici ufficiali sino alla privatizzazione del carrozzone Rai-Tv. Riforme allora necessarie come lo sono oggi.
Al punto che lo stesso Gelli precisò subito che tutto ciò "non preludeva ad un colpo di Stato", bensì intendeva "scongiurare l'irreparabile jattura di una guerra civile e allontanare dall'Italia il pericolo di un governo dittatoriale di ispirazione comunista o fascista".
Chi accusò Gelli di cospirazione politica sulla base dello "Schema R" o fu in mala fede oppure quello "Schema" non lo lesse punto. Come i fatti - documentati dal Mola - si sono incaricati di dimostrare.
Che poi, forse, il Gran Maestro di allora - Lino Salvini – avesse concesso troppo "potere massonico" a Licio Gelli, siamo d'accordo.
Licio Gelli fu elevato al grado di Maestro Venerabile della P2 il 9 maggio 1975 e ciò fu un po' un'anomalia visto che la P2 era storicamente di pertinenza del Gran Maestro in carica.
Come un'anomalia massonica fu che Gelli iniziasse gli aspiranti Fratelli "in punta della spada", ovvero senza alcun rituale massonico, come ricordò anche il prof. Claudio Bonvecchio in un recente convegno sulla Massoneria tenutosi a Pordenone. Ma, come il Bonvecchio ed il Mola ricordano: la P2 divenne il capro espiatorio del malaffare di gran parte delle forze politiche di allora, le quali montarono ad arte la famosa "teoria cospirazionista ai danni dello Stato", istituendo addirittura una costosissima ed inutile Commissione Parlamentare d'Inchiesta presieduta da Tina Anselmi e che si concluse con nulla di fatto. Mettendo a nudo unicamente l'ignoranza di gran parte dei politici e dei magistrati di allora in fatto di Massoneria ed Esoterismo.
La P2, dunque, non era affatto una organizzazione segreta, bensì una "Loggia coperta" come ve ne sono moltissime anche all'estero e per i motivi già sopra spiegati.
Il saggio di Alessandro Mola lo chiarisce, citando anche le sentenze della Corte d'Assise di Roma che fra il '94 ed il '96, assolsero sia la P2 dalle accuse di "complotto ai danni dello Stato" che lo stesso Gelli per le innumerevoli accuse attribuitegli.
Il tutto documenti alla mano, come peraltro - un vent'ennio fa - fece anche lo scrittore e regista Pier Carpi con il suo "Il caso Gelli" (1982) ed il romanzo "Il Venerabile" (1993). Scritti che gli costarono l'esilio da parte del panorama culturale dell'epoca....sic !
Rimane solo una domanda di fondo, che emerge dalla conclusione stessa del saggio di Mola: perché i mass-media tacquero in merito a queste sentenze al punto che ancora oggi Gelli e la P2 sono bollati con marchio d'infamia ?
Quella di "Gelli e la P2 fra cronaca e storia" è senza dubbio una lettura appassionante, dunque, che permette al lettore di addentrarsi in una vicenda mai del tutto trattata per com'è stata nei fatti, con un'analisi dell'Italia degli ultimi trent'anni.
Un'Italia ancora incapace di scrollarsi di dosso il suo pesante passato.

Luca Bagatin



1 novembre 2009

Solidarietà all'Assessore Ezio Gabrielli della Giunta comunale di Ancona



Mi unisco alla solidarietà espressa da Giuseppe Gambioli. Segretario regionale del Pri delle Marche, sulle pagine de La Voce Repubblicana del 30 ottobre scorso nei confronti dell'Assessore Ezio Gabrielli della Giunta comunale di Ancona, che ha dichiarato la sua appartenenza ad una Loggia massonica del Grande Oriente d'Italia.
La Massoneria, in particolare quella del GOI, è un'istituzione nobile (tanto che il Gran Maestro Giuseppe Garibaldi la definì "grande istituzione Umanitaria"), che ha contribuito nei secoli all'edificazione della democrazia (l'ONU ed i suoi organismi, ad esempio, sono emanazioni di ispirazione massonica) ed in Italia all'indipendenza ed alla sovranità dello Stato.
La Massoneria è stata ed è ancora vilipesa e condannata nei Paesi totalitari ed antidemocratici, siano essi di ispirazione fascista o comunista (tranne a Cuba, ove l'eroe nazionale Che Guevara fu massone dichiarato), proprio per i suoi valori umani e civili improntati al trinomio coniato dal conte Alessandro Cagliostro: "Libertà, Uguaglianza, Fratellanza".
Libertà dal bisogno e dai condizionamenti. Uguaglianza dei diritti e dei doveri. Fratellanza dell'Umanità, senza distinzione alcuna.
Leggi antimassoniche e dunque contro la libertà di associazione e di riservatezza sono già state condannate dalla Corte Europea ed ogni istanza di discriminazione nei confronti dei massoni è da ritenersi di stampo profondamente squadrista ed antidemocratico.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini