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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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27 settembre 2012

Alessandro Sallusti rischia 14 mesi di carcere per diffamazione a mezzo stampa. Pericolosità sociale la sua, oppure, piuttosto, quella di talune leggi dello Stato e di taluni magistrati ?



3 luglio 2012

MASSIME ED AFORISMI (caustici) by Luca Bagatin



Il motivo per il quale preferisco curare le piante ed accudire gli animali, piuttosto che frequentare la fauna umana, è che la loro bellezza e mansuetudine compensano le brutture e la stupidità degli uomini.

Meglio divorare, piuttosto che lasciarsi divorare.

Odio la pubblicità su youtube, sui telefonini, in televisione, via radio.
Tutti quei messaggini idioti che fanno solo perdere tempo, innervosiscono ed imbarbariscono il cervello.
I media andrebbero utilizzati meglio.
Ad esempio trasmettendo, più spesso, le gag dei fratelli Marx.

Non sono avezzo discorrere e/o dar retta a colui o a coloro i quali disprezzo.

All'Ordine dei Giornalisti contrappongo il Caos Creativo degli Scrittori.
Il flusso creativo della Verità interiore alla deformazione di una realtà costruita per scopi meramente economicistici e corporativi.




3 agosto 2011

Sosteniamo la piccola editoria ! NO alle tariffe postali insostenibili !



La soppressione delle agevolazioni per le spedizioni in abbonamento postale per quotidiani e periodici penalizza, da oltre un anno, non solo gli operatori del settore, ma in particolare le organizzazioni no profit che devono sostenere tariffe più elevate di quelle applicate per l'editoria commerciale ed i grandi gruppi editoriali.
Da tempo l'Unione Stampa Periodica Italiana si è mossa per sottoporre alle Istituzioni la questione. Nessuna risposta dalla politica.
E' l'ennesima vergogna di un Parlamento e di un Governo che, come da tempo sosteniamo, ha fatto strage dei diritti civili e politici degli elettori.
E' l'ennesima vergogna di chi, per anni, ha sostenuto il finanziamento pubblico a pioggia all'editoria, in particolare favorendo in grandi gruppi editoriali che certo di finanziamenti non hanno mai avuto bisogno.
In Italia pare ci sia la "libertà di stampa" (spesso più "libertà d'insulto e di deformazione") per taluni, ma non per talaltri. Chi fa volontariato o realizza pubblicazioni non "à la page" o "patinate" o, peggio ancora, "gossippare" è destinato a scomparire.
E' per questo che vogliamo essere vicini all'USPI ed alle testate ad essa associate ed in particolare a tutte le testate giornalistiche no profit ed alle piccole case editrici, penalizzate, ancora una volta, dalle scelte scellerate della politica d'oggi.

Luca Bagatin



18 dicembre 2009

In ricordo di Bent Parodi di Belsito


Il sottoscritto, Bent Parodi di Belsito, Moreno Neri ed Aldo Chiarle
a Montefiore Conca (Rimini) il 9 novembre 2008
 

Ho appreso con profonda tristezza della morte di Bent Parodi di Belsito, giornalista, compagno Repubblicano e Grande Oratore Aggiunto del GOI, nonché ultimo discendente della nobile famiglia siciliana dei Gattopardo.
Ho avuto modo di conoscerlo fra il 9 ed il 10 novembre 2008, partecipando entrambi come relatori alla conferenza "Massoneria di Popolo o Massoneria d'Elite ?", organizzata dal Rito Simbolico Italiano del Grande Oriente d'Italia a Montefiore Conca in provincia di Rimini.
Di lui ricordo il temperamento gioviale, le sane mangiate a pranzo, cena e colazione, nonché le fumate di sigaretta che ci siamo piacevolmente fatti trovandoci ad alloggiare nel medesimo hotel, l'uno con la stanza accanto all'altro. E soprattutto ricordo con molto piacere le chiacchierate su esoterismo e massoneria e ciò che mi disse a proposito del mio cognome - Bagatin - che egli sosteneva derivasse da "Bagatto", la nota carta dei Tarocchi che rappresenta il prestigiatore che si evolverà in Mago.
Rimanemmo poi in contatto telefonicamente al punto che in questi giorni lo cercai al telefonino per gli auguri del Solstizio d'Inverno, comprensibilmente senza alcun successo.
Voglio ricordare Bent Parodi con una frase che mi disse proprio in hotel, prima della conferenza che tenemmo: "Per me lo scopo ultimo della Massoneria è quello di far diventare l'Umanità intera un'elite di persone migliori ed affratellate fra loro".
Una frase che non scorderò mai e che porterò sempre con me, come il ricordo di questo grande Maestro.

Luca Bagatin



9 luglio 2009

Blogger e ddl Alfano: perché non passare dalla protesta alla proposta ?


Questa cosa della protesta relativa al DDL Alfano che introduce, fra le altre cose, l'obbligo di rettifica di inesattezze o diffamazioni entro 48 ore per i siti web ed i blog, pena una multa dai 7 ai 12 mila euro, mi lascia un po' perplesso.
Non che il DDL, in sé, non lasci perplessi, ma semplicemente ritengo che il punto sia un altro.
Innanzitutto sarebbe bene rettificare ogni qual volta richiesto - e se tecnicamente ciò non è possibile in 48 ore, si conceda pure un tempo maggiormente dilazionato - se quanto scritto può offendere chiunque sia chiamato in causa. Magari però evitando spiacevoli querele, chiudendo bonariamente la questione quasi fosse una "constatazione amichevole" automobilistica.
Ad ogni modo i protestatari tuonano affermando che così si equiparano i blog ai giornali ed ai mezzi di informazione.
Beh, e allora ?
Lo scandalo mi appare un altro. Ovvero la mancanza della possibilità per i blogger che fanno informazione di essere iscritti di diritto e con tutti i privilegi di casta nell'Ordine dei Giornalisti (istituito ai tempi del fascismo, guarda caso) e la conseguente possibilità, per i suddetti blogger, di usufruire dei contributi previsti dalla Legge sul finanziamento pubblico all'editoria.
Ad un preciso dovere (quello della responsabilità relativa a ciò che si scrive) dunque, si preveda un sacrosanto diritto come per tutti coloro i quali nel nostro Paese si ritengano atti a fare informazione (chi scrive la pensa diversamente, nel senso che nei fatti non occorrerebbe essere titolare della tesserina dell'Ordine - e dunque di relativi privilegi - per scrivere con competenza, ovvero fare informazione. E parimenti chi scrive dovrebbe farlo in primis con la passione dello scrittore e del creativo e non con quella di portarsi a casa la pagnotta. Assoggettandosi così ad un qualsivoglia padrone/editore).
La protesta, al massimo, andrebbe indirizzata in tal senso, ma a quel punto non sarebbe più una protesta strumentale, bensì diventerebbe una proposta.
Provocatoria sin che si vuole, ma anche no.
Da blogger (di cultura più che di informazione, in quanto ritengo ben più utile la formazione, rispetto all'informazione, con quanto ne consegue in termini di giudizio, pregiudizio, pettegolezzo) quale sono da cinque anni, dunque, non parteciperò alla protesta on-line indetta il 14 luglio prossimo da taluni blogger e giornalisti.
Mi limito a proporre, nel maremagnum, qualche cosa di forse un po' più concreto, meno impositivo, ma, ritengo, più positivo e costruttivo anche e soprattutto per i blogger.
E che metta in evidenza le contraddizioni del sistema corporativo italiano. Da riformare, quello sì, dalla radice.


Luca Bagatin



2 giugno 2009

MA COSA STA FACENDO L'INFORMAZIONE ? by Peter Boom

L'INFLUENZA "MAIALA" DELL'INFORMAZIONE
presentazione by Luca Bagatin



Peter Boom si sfoga e qui, gli sfoghi, se ben argomentati, sono sempre bene accetti.
Sono anni che dicono che anch'io - più che scrivere - mi sfogo.
Sarà, ma anche no.
Sarà che sono pochi coloro i quali si prendono il lusso di scrivere quel che pensano (personalmente, fra i giornalisti professionisti, conosco solo l'amico Aldo Chiarle che, superati da un pezzo i 90 anni, continua a far muovere i tasti della sua Lettera 22 con entusiasmo e passione, senza risparmiare nessuno e attenendosi a quella Storia che lui ha vissuto in prima persona e che ormai nessuno più approfondisce o, peggio, si cerca ci mistificare per spicciola convenienza).
Sarà quel che sarà, cantavano i Ricchi e Poveri, ma sarà anche che aveva ragione Gurdjieff a diffidare del giornalismo e dunque affermava:

"Il pubblico non sa mai chi è che scrive. Conosce soltanto il giornale, il quale appartiene a un gruppo di esperti commercianti.
Che cosa sanno esattamente coloro che scrivono su quei giornali, e che cosa succede dietro le quinte della redazione? Il lettore lo ignora completamente. I rappresentanti della civiltà contemporanea, trovandosi a un grado di sviluppo morale e psichico molto inferiore, sono come dei bambini che giocano col fuoco, incapaci di misurare la forza con la quale si esercita l'influenza della letteratura sulla massa."

ed anche.....

"Non posso passare sotto silenzio questa nuova forma letteraria, perché, a parte il fatto che non porta assolutamente nulla di buono per lo sviluppo dell'intelligenza, essa è diventata, a mio avviso, il male de nostri tempi, nel senso che esercita un'influenza funesta sui rapporti umani. Questo genere di letteratura si è molto diffuso i questi ultimi tempi perché - ne sono fermamente convinto - esso corrisponde meglio di ogni altro alle debolezze e alle esigenze determinate negli uomini dalla loro crescente mancanza di volontà".

Più che l'Ordine andrebbero aboliti i giornalisti ? Scrivevo io qualche tempo fa....
Basterebbe sostituirli con scrittori appassionati, artisti, creativi, curiosi per indole capaci di riportare ESATTAMENTE i fatti ed avere magari eventualmente il coraggio di giudicarli in tutta onestà intellettuale.
Ad ogni modo comunque, ecco a voi il nuovo articolo di Mr. Peter Boom, il nostro Osservatore Oland-Viterbese-Internazionale.

Luca Bagatin


MA COSA STA FACENDO L'INFORMAZIONE ?
articolo by Peter Boom



L'Italia sta al 73° posto nella graduatoria della libertà di stampa. I massmedia, soprattutto la stampa e le Tv sembrano tutti politicizzati per cui il dibattito, il contraddittorio, si trova ad un livello minimo. Chi ci rimette? Naturalmente il pubblico il quale sarà sempre meno interessato a leggere le notizie e gli articoli che sembrano oramai pillole da ingoiare passivamente.
Visto che parliamo di pillole. Quella enorme sciagura annunciata che è stata l'influenza aviaria ed ora quella recente che in circa in mese ha fatto l'enorme numero di ben 85 morti in tutto il mondo, la maggior parte deceduta a causa della carenza di difese immunitarie o per complicazioni.
Quando i primi due influenzati (studenti) sono tornati dal Messico, un importante politico ha annunciato che la quarantena non era necessaria e che potevano stare in isolamento a casa loro per non infettare le folle romane (sic!). Un virus gira per aria e anche stando a casa loro questi (gravemente???!!!) ammalati avrebbero attraverso i familiari e attraverso l'aria infettato tutti ugualmente. Viene il sospetto che il vorticoso giro di soldi intorno alle case farmaceutiche stia attuando una perfida disinformazione. Forse non sanno più dove sbattere gli annunciati quaranta milioni di vaccini insieme con l'enorme quantità di mascherine. Si terrorizza la gente con questa influenza “maiala”, che anche nel Messico ha fatto pochi danni, con la conseguenza che le masse si abituano alle notizie dei disastri annunciati e non ne facciano più caso. Se poi dovesse avvenire una minaccia veramente seria nessuno la prenderebbe più sul serio. E questo è grave.
Leggo e sento: “QUATTRO ISLAMICI ARRESTATI”!
Non è bello generalizzare così, visto che la maggior parte degli Islamici è certamente pacifica. I Cristiani nella storia sono stati molto più sanguinari ed assassini e anche di loro non diciamo “tutti i cattolici sono delinquenti”, anche se per diversi motivi non metterei la mano sul fuoco per i dirigenti di quest'ultima religione.
Forse conveniva scrivere:”Quattro persone di una setta fanatica islamica arrestate”. E' veramente terribile, anche immorale fare di ogni erba un fascio. Così si nutre il razzismo e si crea un'emarginazione non giustificata verso una maggioranza di persone che cerca di integrarsi onestamente e lavorando sodo.
Nei dibattiti televisivi ci sono parecchi politici che interrompono continuamente quando parla la controparte in modo che non si capisce più niente. Questo è incivile e proporrei di non invitare più questi signori per i quali il mio consiglio è di non votarli mai.
Non ho finito!
C'è inoltre quella “tremenda” minaccia del caldo, gli anziani e i bambini devono rimanere in casa durante le ore più calde. La gente per le strade, infettate dalle manie informative di certi giornalisti, sbuffa e dice già alle sette di mattina: “che caldo”! Allora cosa dobbiamo dire quando la temperatura arriva a 38 o 43 gradi? No, si potrebbe solo dire che le piantine, siccome ora sono in piena crescita, hanno bisogno di un po' più d'acqua. O no?
L'Italia è il paese d'o sole e in molti luoghi c'è anche il vento, fonti di energia inesauribili. In Germania, in Olanda, in Austria, ed altri paesi dove le condizioni climatiche non son certo così favorevoli, le energie alternative si sono maggiormente affermate. Anche qui bisogna essere preoccupati perché gas (russo) e petrolio costeranno sempre più e potranno anche venir meno ad ogni sbalzo geopolitico. Centrali nucleari pulite di quarta generazione ancora non esistono e poi ci vorrebbe molto tempo per edificarle e farle funzionare in sicurezza (almeno 15 anni). L'Italia è un paese con un clima invidiato da tutti, con bellezze paesaggistiche, paesetti e città magnifiche. Il tesoro di Belle Arti è eccezionale. Non mi pare che queste qualità vengano abbastanza rispettate, importanti anche per l'attrazione turistica di milioni di persone. Ora, nel viterbese, un politico evidentemente antisviluppo e contrario al turismo vuole addirittura chiudere i bar all'una di notte.
Un'altra strana informazione (probabilmente voluta) riguarda il terremoto de L'Aquila. Ho sentito le dichiarazioni che si starà molto attenti alle infiltrazioni mafiose e a come saranno spesi i circa dodici miliardi (ma quanti saranno effettivamente?) per la ricostruzione. Non ho ancora visto arrestare un responsabile tra i costruttori della “sabbia di mare”, dei tecnici corrotti, incapaci o distratti. Non sarà che per pagare le tangenti i costruttori hanno dovuto risparmiare edificando con la sabbia salata, troppo poco cemento e ferro insufficiente? Si indaghi su queste cose e chi sa parli! Quali erano i politici che prendevano le decisioni e forse... molto altro.
Molti di questi signori sono colpevoli di omicidio di massa, di una strage vera e propria, come quelli rimasti impuniti per altri crolli, per il vino adulterato, etc.
Se le leggi in questo paese sono troppe, spesso contraddittorie, facili da eludere con i bravissimi avvocati “del diavolo”, che nei casi peggiori riescono ad arrivare alla prescrizione, questo è colpa e volontà della politica. La stessa cosa vale per il fisco. Dove c'è confusione c'è anche corruzione.
Ritengo l'Italia uno dei paesi più ricchi del mondo dove tutti potrebbero vivere con il massimo benessere e serenità, ma se i politici non vogliono e fanno le leggi per il proprio comodo, il paese vive male.



18 ottobre 2008

RAI: privatizziamola una volta per tutte (anche) per toglierla al controllo della politica



Ancora fumata nera per quanto concerne l'elezione del 15esimo giudice della Corte Costituzionale e del Presidente della Commissione di Vigilanza Rai.
I radicali fanno lo sciopero della fame e a noi rode lo stomaco, nonostante sia discertamente pieno.
Ci rode perché ne abbiamo ben d'onde dei ricatti politici fatti passare per "dialogo fra maggioranza e opposizione" - come ha giustamente rilevato l'opinionista Davide Giacalone su "Libero" del 16 orrobre scorso: io voto per Leoluca Orlando alla Commissione di Vigilanza se tu mi voti Gaetano Pecorella alla Corte Costituzionale.
Ma stiamo scherzando ?
E poi questi qui sono quelli che denigrano la Prima Repubblica e.....l'hanno financo distrutta portando via anche ciò che di buono essa aveva prodotto in termini di successo dell'Italia nello scenario internazionale !
Ci rode anche perché, francamente, siamo stanchi di sentir parlare di organismi inutili quale la Vigilanza Rai: orpello del monopolio pubblico radiotelevisivo controllato dai partiti e dalla politica.
Ciò, peraltro, la dice lunga sul carattere pseudo liberale di questo nostro Paese e la sua radicatissima (in)cultura cattocomunista e clericofascista e che tanto lo hanno reso l'ultima ruota del carro in Occidente.
La questione è seria, ma anche molto semplice: la Rai è un carrozzone costoso ed inutile. Non svolge servizio pubblico né accresce la cultura del Paese ("Super Quark" e "Voyager" sono rarissimi "raggi di sole" fra le "tenebre" della rincorsa all'audience). Serve unicamente per giustificare l'introito dell'ingiusto ed iniquo canone di abbonamento (spesso peraltro sempre più "eluso" dai nuovi utenti della televisione che preferiscono - e non li biasimiamo - non dichiarare di possedere un apparecchio televisivo), nonché per piazzare i soliti "amici degli amici" e - come dicevamo prima - per garantire un controllo politico e partitico del palinsesto.
E' così dai tempi della Prima Repubblica ed è uno scandalo senza eguali nel mondo civile.
Mi fanno sorridere i socialisti di Nencini oggi: fanno lo sciopero della fame imitando Pannella perché le loro proposte di legge non vengono fatte conoscere dai mass media. Ma si ricordano lor signori quando Rai Due era lottizzata al Psi (come Rai Uno lo era alla Dc e Rai Tre al Pci) e non c'era spazio per gli altri ? I radicali già allora denunciavano questo scandalo ! Ma i socialisti zitti !
E' un probelma annoso quello della "parzialità dell'informazione", della "mediaticizzazione" ovvero della non-informazione, della non-comunicazione. In Rai.....ma anche negli altri mezzi di comunicazione di massa ove si tende a far passare ciò che conviene di più in quel preciso momento.
Nel silenzio più totale - peraltro - della casta denominata Ordine dei Giornalisti istituita durante il fascismo ed assente in tutti i Paesi civili....guarda caso !
La Rai è un carrozzone inutile, dicevamo. La si privatizzi allora, come peraltro previsto dal Referendum del 1995 che abrogò la norma che definisce pubblica la Rai.
Referendum che raggiunse il quorum e vinto con il 55 % dei voti. Referendum tradito dalla classe politica di allora: che poi è quella di oggi e che meriterebbe davvero di essere delegittimata dall'elettorato e bollata come antidemocratica (ri-eletta, invece, anche "grazie" all'abolizione delle preferenze sulla scheda elettorale....sic !).
Si privatizzi il carrozzone ed il gioco è fatto: niente più controllo politico sulla televisione, apertura al mercato, ampliamento dell'offerta radio-televisiva e abolizione del canone annuo sulla possessione degli apparecchi televisivi.
Ovviamente si preferisce mantenere tutto com'è e puntare a Leoluca Orlando alla Commissione di Vigilanza per dare maggior spazio mediatico al partito di Di Pietro. Oppure darla a qualcun altro, ma sempre per il medesimo motivo in barba al pluralismo ed alla libertà d'informazione !
Se proprio si vogliono lasciare le cose così come sono (in barba ai cittadini, lo ribadiamo), almeno si cerchi di limitare i danni e l'intrusione "politica" nei palinsesti.
Si nomini un presidente della Commissione indipendente dai partiti, ma autenticamente competente nel settore. Anche un emerito sconosciuto, va benissimo e forse è anche meglio.
La stessa cosa la si faccia con il Consiglio di Amministrazione e la Presidenza della Rai: stop a nomine politiche e partitiche, sì a incarichi dati a professionisti della comunicazione e della cultura indipendente.
Mi viene in mente - or ora - un bravissimo giornalista, comunicatore nonché docente universitario: Alessandro Cecchi Paone.
Uno che sì, ha fatto anche politica, ma lo ha fatto sempre dalla parte dei cittadini e senza alcun tornaconto "di parte".
Ora, io butto lì questa bellissima utopia...concreta.
Siamo purtroppo in pochi a sollevare la questione di cui sopra e la cosa stupisce ancor di più. O forse è l'ennesima conferma che i cittadini sono stanchi della "politica politicata e dell'informazione massmediatica che favorisce solo i soliti noti".
Una questione purtuttavia - questa sì - che riguarda la democrazia e la libertà del nostro Paese.

Luca Bagatin



2 giugno 2008

Forse, più che l'Ordine, andrebbero aboliti i giornalisti



L'avvocato, così come il giornalista, sono figure professionali che mi hanno sempre lasciato perplesso e con l'amaro in bocca.
Il primo è disposto a difendere i peggiori turlupinatori e cialtroni aggrappandosi all'infinitesimale e più insignificante cavillo legislativo che gli consente di "salvarsi e salvare la pelle al suo assistito" (specie in questo nostro Paese ove la certezza della pena è in realtà una vera e propria incertezza e la giustizia non è giammai uguale per tutti), il secondo....beh, lo scopo di questo articolo è proprio quello di approfondire questa arzigogolata quanto paradossale categoria professionale.
Il giornalista è quel particolare soggetto che, per mestiere, scrive sui cosiddetti "organi di stampa" ovvero "testate giornalistiche". Egli è dotato inoltre di una particolare tesserina che ne dimostra l'appartenenza alla relativa corporazione definita "Ordine dei Giornalisti" sancito dalla legislazione fascista negli anni '20 utile all'allora Regime per controllare l'attività di codesti "individui letterari" definiti, appunto, giornalisti.
Beh..."individui letterari". Diciamo che i giornalisti non sono quasi mai "letterari" o "letterati" nel senso più stretto del termine.
Essi si apprestano a riportare sulla carta i fatti del giorno....spessissimo modificandone ed alternandone la realtà a loro uso e consumo e per i più vari scopi. Anche commerciali.
E così non è raro trovare dotte riviste di cucina ove in bella mostra vi è l'intervista all'Assessore o al politico tale, che magari è direttamente o indirettamente finanziatore della stessa testata o è proprietario o cooproprietario del ristorante tale, sponsorizzato ovviamente dalla rivista di cucina di cui sopra.
Nulla di peccaminoso, per carità. E' solo che il giornalista a quel punto diventa un "servo", uno "strumento dell'inconscio collettivo a fini specifici".
Il Maestro spirituale George Ivanovitch Gurdjieff aveva precise opinioni sulla figura del giornalista:

"Il pubblico non sa mai chi è che scrive. Conosce soltanto il giornale, il quale appartiene a un gruppo di esperti commercianti.
Che cosa sanno esattamente coloro che scrivono su quei giornali, e che cosa succede dietro le quinte della redazione? Il lettore lo ignora completamente. I rappresentanti della civiltà contemporanea, trovandosi a un grado di sviluppo morale e psichico molto inferiore, sono come dei bambini che giocano col fuoco, incapaci di misurare la forza con la quale si esercita l'influenza della letteratura sulla massa."

Ed ancora:

"Non posso passare sotto silenzio questa nuova forma letteraria, perché, a parte il fatto che non porta assolutamente nulla di buono per lo sviluppo dell'intelligenza, essa è diventata, a mio avviso, il male de nostri tempi, nel senso che esercita un'influenza funesta sui rapporti umani. Questo genere di letteratura si è molto diffuso i questi ultimi tempi perché - ne sono fermamente convinto - esso corrisponde meglio di ogni altro alle debolezze e alle esigenze determinate negli uomini dalla loro crescente mancanza di volontà".

Il giornalismo professionale, è, insomma, mediaticità. Ovvero l'opposto delle realtà. E' semplificazione e quindi banalizzazione, mediocrità.
Partiamo ad esempio dalla cronaca nera che riempie i mass media di tutto il mondo e fa impennare gli ascolti e le vendite.
Stragi, stupri, violenze di ogni genere che giocano proprio sull'eccitabilità della mente umana. Eventi che da una parte banalizzano la morte in modo disumano e dall'altra la esaltano ed inculcano i più beceri sentimenti nell'animo umano stesso (vendetta, paura, insicurezza).
E' da tempo che io stesso mi rifiuto di guardare per intero un telegiornale e di rimanere quindi intriso da questo genere di pseudo informazione, di estremizzazione e mancanza di rispetto nei confronti degli eventi e del pubblico stesso.
Con ciò non affermo affatto che determinate notizie andrebbero cassate in toto.
Dico solo che dovrebbero essere propedeutiche a più approfondite riflessioni e spunti. Meglio se creativi. Spunti che vadano a toccare l'animo umano, ovviamente, ma che non lo sconvolgano.
Che facciano piuttosto riflettere su chi siamo e su ciò che ci circonda. Con la consapevolezza che "siamo tutti sulla stessa barca" ed assieme ad individui come noi. Non necessariamente migliori o peggiori.
E tutto ciò non è minimamente rilevato dai mass media che sbarrano per la maggior parte la strada alla comprensione ed all'approfondimento. Spesso infarcendo le notizie di giudizi sommari e sanza appello (la famosa gogna mediatica).
Il giornalista andrebbe sostituito dallo scrittore e dall'artista. Dal creativo della parole e dell'immagine, capace di traghettare e condurre il lettore/spettatore in un'universo interiore fatto di molteplicità di visioni e di punti di vista. Di spunti che gli consentano sue proprie riflessioni.
Non meri fatti, bensì immagini, parole il più possibile colte ed elevate (in modo da stimolare l'innata curiosità di chi legge o vede o ascolta).
Colui che scrive dovrebbe avere innanzitutto la capacità e la voglia di farlo.
Colui che è dedito a scrivere/realizzare il cosiddetto "pezzo" dovrebbe avere la consapevolezza del suo ruolo creativo. E non ci sono scuole o università che possono insegnare ciò, ma solamente il "fuoco interiore" e l'esperienza personale e diretta.
La capacità e la volontà di vedere oltre e di andare oltre il fatto in sé.
Colui che scrive lo dovrebbe fare con lo stesso animo con cui fa l'amore con il suo partner.
L'ardore descrittivo, l'ardore dell'argomentazione.
Poco importa l'imparzialità del testo. Anzi !
Sono convinto che lo scrittore/"giornalista" dovrebbe essere assolutamente parziale e dichiarare la sua totale parzialità.
Il suo punto di vista, la sua riflessione ed argomentazione sono, a parer mio, del tutto propedeutiche e utili alla riflessione del lettore/fruitore/uditore.
E' questo ciò che conta: fornire al soggetto-fruitore una chiave per diventare a sua volta "attore" e "partecipe" del processo di riflessione (riflessione, ovvero il contrario di informazione).
Ecco che lo scrittore (non più il giornalista) potrebbe smontare così una notizia, un fatto, e restituircelo al suo stato più puro e più aderente alla realtà e quindi rendercelo utile alla nostra stessa intima comprensione.
Un fatto, una notizia, non hanno alcun senso se non sono di utilità pratica al lettore.
Il pettegolezzo è "robaccia" per coloro i quali hanno tempo e vita da sprecare. Per coloro i quali non hanno più passione e si rassegnano ad essere e divenire, giorno per giorno, soggetti passivi. E quindi a divenire "oggetti", mere "prede" di tutto ciò che li circonda: dal dogma, alla menzogna, alla pubblicità, al "sentito dire".
Ecco dove nasce l'ignoranza e la stupidità.
Concludendo: per quanto concerne gli avvocati, massimo rispetto per coloro i quali con onestà difendono gli innocenti. Massimo garantismo, ma allo stesso tempo massima attenzione individuale e quindi collettiva.
Loro è la responsabilità di quanto accaduto nel passato, di quanto accade nel presente e di quanto accadrà nel futuro.
Massimo rispetto anche per "coloro i quali scrivono" i quali hanno forse una responsabilità ancora maggiore.
L'educazione e la cultura nascono sempre dalla libera circolazione delle idee. Idee che non possono formarsi da meri "pettegolezzi", dal "sentito dire", bensì unicamente dal profondo della creatività individuale.



Luca Bagatin



8 marzo 2008

MUGHINIPENSIERO


Giampiero Mughini è certamente un "intellettuale contro" ma, forse, neanche poi tanto. Egli è, in verità, un "intellettuale pro-sé-stesso", ovvero "pro-libero pensiero": specie se si tratta del suo.
Mughiniano sino al midollo, Giampiero Mughini, più che un fenomeno giornalistico è fenomenale in sé, tanto che il 7 marzo scorso, presso l'"Auditorium della Regione" di Pordenone, è stato un vero e proprio fiume in piena condensando in neanche due ore di tutto e di più: dalla politica allo spettacolo, dal cinema alle donne, dal giornalismo alla massmediologia.
Invitato dall'Associazione Culturale "Eureka", il Nostro, ha esordito raccontando la sua carriera di ex giornalista (oggi, teoricamente, non lo è più): da fondatore del quotidiano comunista "il Manifesto" con Valentino Parlato e Rossana Rossanda ad opinionista libertario di "Libero" di Vittorio Feltri.
"Un percorso coerentissimo" afferma egli stesso: dagli "eretici del comunismo" che volevano collocarsi alla sinistra del più grande partito comunista d'Occidente agli "eretici e basta".
E così, Mughini, il quale si vanta di non aver avuto altra tessera se non quella dell'autobus, è orgoglioso di dirsi completamente "al di fuori del sistema politico, dei partiti e delle lobby".
"Scrivo quello che voglio e mi faccio, se possibile, anche pagare bene perché il mio curriculum culturale e professionale non è affatto da buttar via. E poi non sono certo nato ricco !" risponde agli interivstatori dell'"Eureka" con la sicurezza che lo contraddistingue in televisione. Del resto egli è uno che "aborrisce gli schemi".
Catanese, di padre toscano e madre siciliana, Mughini non può che essere carattere fumantino e bizzoso (per quanto, lasciatemelo dire, anche un romano di madre friulana come me non è certo da meno) e la sua mimica eccentrica tutt'altro che costruita è lì a sottolinearlo (nell'ora e mezza di conversazione si è più volte sbracciato, ha appoggiato più volte le ginocchia sulla scrivania e, se avesse continuato per un'altra oretta sono certo che avrebbe accavallato bellamente le gambe sopra al tavolo della conferenza come a dire: "non c'è niente di più bello al mondo che essere sé stessi nella propria intima spontaneità !").
Ma, veniamo alla politica: "E' prioritario abolire il valore legale della laurea: non serve a nulla. Guardate me che sono laureato in lingue e letteratura moderna e mi occupo di tutt'altro !" e scoppia una risata ed un fragoroso applauso della platea. E, poi, sull'odiato Ordine dei Giornalisti racconta la sua personale vicenda di radiato: "Unicamente per aver recitato in uno spot televisivo di una nota marca di telefonini (e pure malpagato !)". "L'Ordine dei giornalisti va abolito. Con la loro espulsione mi ci sono pulito le scarpe e ho continuato a scrivere articoli. Scrivere articoli è, sino a prova contraria, un diritto costituzionale !". Come non essere d'accordo con questo spirito genuino che, come spiega, non ha mai avuto bisogno o voglia di essere raccomandato da nessuno.
Poi prosegue attaccando il Berlusconi politico: "Berlusconi mi è umanamente simpaticissimo e ho il piacere di conoscerlo da anni, ma è inconcepibile che un editore di giornali e televisioni si candidi alla carica di Premier o abbia fatto il Premier !", sentenzia. E, ancora, la butta sul gossip definendo Fabrizio Corona "Semplicemente un pagliaccio !".
Provocato dagli intervistatori, Mughini svela che, assieme ai libri ed al calcio, l'altra sua grande passione sono le donne e qui, tuttavia, si definisce un "vero maschilista" nel senso che è orgogliosissimo della sua identità di maschio che comunque si "mette a confronto con l'identità femminile, con l'altra metà del cielo". Cita quindi il suo penultimo libro "Sex Revolution" in cui racconta gli anni '60 ed in particolare la liberazione sessuale di cui le donne sono state protagoniste incontrastate e pare quasi avere nostalgia per quegli anni al punto che definisce molte delle soubrette ventenni che si vedono oggi in televisione come la loro esatta antitesi in quanto "prive di qualsiasi profondità: aspettano solo il calciatore di turno".
E, a questo punto, sbotta sul cosiddetto ruolo dell'"opinionista televisivo" nel quale rifiuta totalmente di riconoscersi: "L'opinionista televisivo è colui che apre la bocca e fa rumore", "Nel circolo massmediatico funziona unicamente ciò che è "rapido" e "facile"", "Manca completamente l'approfondimento, la profondità di pensiero". Del resto, Mughini, va in televisione certo, ma con un ruolo del tutto particolare e, quando parla di calcio, è veramente ferrato in materia (non posso dire altrettanto per cui preferisco tralasciare del tutto l'argomento).
Torna poi a parlare di politica, la sua antica passione di giornalista da "il Manifesto" a "Lotta Continua, a "Paese Sera" sino a "Mondoperaio" ovvero dalla stampa comunista a quella socialista pur senza mai aderire né all'extraparlamentarismo di sinistra al né al Psi, ma sapendo cogliere i tratti libertari di entrambe le culture. Specie negli anni del divorzio, una battaglia che diede finalmente alle coppie la possibilità di ricostruirsi un futuro sentimentale.
Un po' diversa, forse, la questione dell'aborto che lo stesso Mughini visse come un dramma allorquando accompagnò la fidanzata di allora da una mammana, non sentendosi entrambi in gradi di assumersi la responsabilità di crescere un figlio non desiderato. "L'aborto andrebbe assolutamente evitato, meglio certamente la prevenzione" afferma con un filo di amarezza e tristezza per quanto anch'egli ritenga che  l'attuale legislazione sull'aborto abbia arginato un fenomeno incontrollato e bestiale come l'aborto clandestino.
Sulla politica d'oggi pensa che siano sicuramente meglio "le facce collaudate" rispetto a quelle cosiddette "nuove".
"Giuliano Amato è certamente un grande professionista e mi spiace moltissimo che non si sia ricandidato" e, nonostante uno spettatore in platea gli faccia notare che Amato in questi ultimi anni si è legato allo schieramento che "ha ucciso il Psi e Bettino Craxi", Mughini è irremovibile: "Non sono assolutamente d'accordo. Certo, Amato non è mai stato un leader ma è stato il miglior consigliere di Craxi ed è oggi uomo di grande levatura politica ed intellettuale".
Conclude parlando degli anni in cui ha collaborato al Foglio ed in particolare di Giuliano Ferrara (che "conosco meglio delle mie tasche", assicura), e della sua pessima idea di mettersi in politica con una lista antiabortista: "Ferrara butta sempre il suo peso fisico in tutto ciò che ha fatto e fa: dai tempi in cui era comunista sino a quando divenne craxiano ed oggi ateo devoto che incontra Ratzinger guardandolo come se fosse la Madonna", "La vita è una cosa troppo complessa per essere utilizzata in campagna elettorale".
Con un colpo di teatro si alza, aglita le spalle con la sua consueta mimica e saluta il pubblico in visibilio che, forse, pensava che in un'Italia così conformista e medievale, uno spirito libertario capace di far sorridere e al contempo pensare fosse ormai più raro della neve a ferragosto.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini