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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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24 giugno 2015

L'attuale Papa dei cattolici e la Massoneria



Il Papa dei cattolici Jorge Mario Beroglio, che ci riempie di orgoglio quando parla dei poveri del mondo (ma pretende che il Giubileo si tenga a Roma, con tutti i problemi che ha questa città e non nelle estreme e povere periferie del mondo, ove sarebbe molto più utile, in modo che la povertà possa essere sradicata per sempre o quantomeno arginata, attraverso le offerte dei numerosi pellegrini...sic !), durante la sua visita a Torino ha affermato: "E' stata una città di Massoneria, mangiapreti e satanisti nel passato. Ma nello stesso periodo anche terra di Santi e Sante".
Ora, forse il Sig. Bergoglio ignora che proprio un Santo è caro alla Massoneria ed ai massoni, ovvero San Giovanni Battista, il quale proprio in questi giorni è stato onorato e festeggiato attraverso la celebrazione del Solstizio d'Estate.
Ed ignora anche che della Massoneria hanno fatto e fanno parte persone che mangiapreti o satanisti proprio non sono. Pensiamo, fra gli altri, a Padre Rosario F. Esposito, che agli studi sulla Libera Muratoria dedicò la vita, sino a giungere a farsi iniziare nella Fratellanza.
A tal proposito, penso sarà mia cura - prossimamente - inviare al Sig. Beroglio una copia del mio saggio "Universo Massonico" (Bastogi editrice) e chissà anche che non riceva una sua telefonata nella quale mi sarà possibile spiegargli le forti connessioni fra il cristianesimo delle origini (quello di Cristo, non dell'Imperatore Costantino !) e la Massoneria.
Potrebbe risultarne un interessante arricchimento ed uno spunto per una rinnovameno della Chiesa cattolica che sembra spesso lontanissima dagli insegnementi del Cristo che fu -  come ricorda il prof. Gordon Strachan - peraltro, un Maestro Muratore. Il primo, forse, fra i Liberi Muratori che la Storia - e la Storia della Massoneria in particolare - abbia mai conosciuto.

Luca Bagatin



10 novembre 2014

Stato dell'arte dei rapporti fra Chiesa cattolica e Massoneria: intervista esclusiva di Luca Bagatin al saggista Guglielmo Adilardi

Guglielmo Adilardi, giornalista, saggista e scrittore veneziano, collaboratore delle maggiori riviste italiane di cultura massonica e risorgimentale, oltre che autore di numerosi saggi sul Risorgimento ed in particolare sul rapporto fra Chiesa cattolica e Massoneria e che ho peraltro citato anche in un mio recente articolo sull'argomento, ha accettato di essere intervistato in esclusiva dal sottoscritto, proprio per approfondire meglio i rapporti spesso altalenanti fra la Chiesa cattolica e Massoneria, in particolare italiana.



Nella foto, secondo da sinistra, Guglielmo Adilardi. Accanto a lui l'attuale Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Stefano Bisi

Luca Bagatin: Dunque Guglielmo, per i cosiddetti “addetti ai lavori”, ovvero per coloro i quali hanno – negli anni – approfondito i rapporti fra Chiesa e Massoneria, è noto che tu sei uno dei massimi esperti italiani dell'argomento. Quando hai iniziato ad occuparti di tale fenomeno ?

Guglielmo Adilardi: Direi l’8 marzo 1976 al mio ingresso nella Libera Muratoria. Una laurea in Diritto Ecclesiastico, ma ancor più un’educazione “di tipo ottocentesco” presso il collegio delle Scuole Pie fiorentine dirette dagli Scolopi, con don. Ernesto Balducci, prima, e successivamente presso il Collegio alla Querce retto dai Barnabiti, hanno stimolato in me l’approfondimento di questa secolare lotta fra la Chiesa cattolica e la massoneria.


Luca Bagatin: Il primo e forse anche unico uomo di Chiesa ad aprire i rapporti con la Massoneria italiana fu Padre Rosario Esposito, negli Anni '60 e che tu hai anche avuto modo di conoscere personalmente. Che cosa puoi dirci di lui ?

Guglielmo Adilardi: Don Rosario F. Esposito lo conobbi personalmente nel 1989, quando pubblicai dopo anni di studio Un ‘antica condanna. Le origini di un conflitto tra Chiesa Cattolica e Massoneria ( Bastogi ED. 1989), in cui per la prima volta riportavo alla luce la storia del primo martire massone: Tommaso Crudeli. Per l’occasione organizzai a Prato un convegno con il Centro per la Storia della Massoneria di Roma, diretto da Aldo A. Mola, in coincidenza anche del ventennale dell’incontro di Savona fra don Esposito ed il Gran maestro Giordano Gamberini (1969).

Don Rosario Esposito fu l’artefice non soltanto dell’apertura di un dialogo fra le due Istituzioni, cosa che per allora sembrava un ‘eresia per ambedue le parti, ma fu anche pioniere, insieme a Carlo Francovich e Aldo A. Mola, nel far prendere coscienza ai cattedratici di materie storiche della connessione fra la Massoneria e la società civile in tutti i tempi, fino allora quasi pressoché trascurata. Questi tre storici aprirono un filone di studi che diede in seguito molti succedanei.
Esposito, oltre ad essere stato uno studioso serio della materia – consideriamo anche la scarsità dei documenti che allora si potevano rinvenire - fino al punto di ritrattare coraggiosamente le sue prime tesi avverse sulla massoneria del 1956 (La massoneria e l’Italia dal 1800 ai nostri giorni. Ed. Paoline) nelle successive edizioni, per giungere a scrivere il saggio: Le Grandi concordanze tra Chiesa cattolica e Massoneria (Nardini ED. 1987Ed.) e La riconciliazione tra la Chiesa e la Massoneria ( Ed. Longo, 1979).

In don Esposito vi erano due direttive che lo spingevano ad approfondire tale argomento: la ricerca della verità epurata dai pregiudizi secolari e lo spirito missionario tipico della sua formazione di sacerdote paolino. Per il resto era un uomo molto coraggioso e aperto alla società in divenire, molto critico con alcuni suoi correligionari con cui combatteva la sua battaglia che era poi in definitiva la nostra, cioè tendente a togliere le maschere che denigravano ingiustamente la massoneria fuorviandone gli studi seri sulla stessa. Di ciò abbonda il mio archivio, geloso custode delle Sue corrispondenze, alcune delle quali, dopo la sua dipartita nelle Valli Celesti, pubblicate nei miei saggi sull’argomento.

Al di là della facile retorica per me fu un maestro di vita oltre che un esempio di studioso da imitare. Questo il suo insegnamento che ho fatto mio fin dal principio: “Guglielmo ricordati di non fare lo spazzino della storia”, volendo significare di andare a trovare anche il bene (il bello, la verità platonica) ove questa vi fosse, senza tesi preconcette od ideologiche.

Comunque non dobbiamo dimenticare che don Esposito non fu solo nel perseguire la conoscenza dei fatti sulla materia, in quanto ebbe a suo fianco don Giovanni Caprile (S.J.) scrittore de “La Civiltà Cattolica” e don Vincenzo Miano, segretario generale del Segretariato per i non credenti, più altri che riservatamente ne condividevano gli studi seri sulla materia e le iniziative pacificatorie, uno per tutti José Ferrer Benimeli (S.J.), docente emerito presso l’Università di Saragozza, direttore per circa un ventennio di un Istituto di Storia massonica, il primo in Europa di matrice Universitaria.


Luca Bagatin: Il primo Gran Maestro della Massoneria italiana, parimenti, a cercare un dialogo con la Chiesa cattolica è stato il già Vescovo Giordano Gamberini. Che cosa puoi dirci di lui ?

Guglielmo Adilardi: Giordano Gamberini, fu Vescovo di una Chiesa gnostica, della quale ho rintracciato con qualche incertezza e non poche difficoltà l’origine. Un’ ampia notizia si trova nella nota 192 pag. 275 del mio saggio: Chiesa Cattolica e Massoneria: antiche lotte nuovi orizzonti. (Bastogi, 2009) che è una continuazione, venti anni dopo, di Un’antica condanna… . E’ una Chiesa che discende da Jean Bricaud con deviazione verso Gerard Encausse “Papus”, fino alla sua chiusura dopo la fucilazione il 22 marzo 1944 del patriarca Costantin Chevillon ad opera dei nazisti nella Francia occupata. Alla liberazione la Chiesa gnostica, ebbe vari patriarchi; ne raccolse l’eredità Robert Ambelain con la sua Chiesa Gnostica Apostolica, di cui Gamberini ne divenne vescovo. Quindi una matrice, se vogliamo, Martinista – Martinezista. Questo percorso mistico-religioso fece di Gamberini un cultore delle discipline teologiche cristiane tanto da partecipare alla composizione della “Bibbia concordata” (Edizioni Mondadori) quale traduttore ed esegeta del Vangelo di Giovanni, quello che i massoni dovrebbero ben conoscere essendo obbligatoriamente sempre aperto durante i lavori di Loggia ordinari. In tale Bibbia concordata egli vi figura con la doppia appartenza, sia come Vescovo sia come Gran Maestro del GOI. Ricordiamo, per chi non ne fosse a conoscenza, che tale libro collettaneo fu voluto e partecipato sopratutto dalla Chiesa cattolica; addirittura la prima edizione fu pubblicata dalle Edizioni Paoline e, nonostante il successo, mai più ristampata; per fortuna ora la si trova nei Meridiani Mondadori; con buona pace del Fratello dott. Lucio Lupi (Segretario della Camera dei Deputati) con due lauree (Lettere e Filosofia), anticlericale d’antan, pessimo massonologo a giudizio de “La Civiltà Cattolica” che commentava, alla nomina di Gamberini quale Gran Maestro, che costui avesse soltanto un semplice diplomino chimico conseguito in Svizzera: “ausiliario preparatore di laboratorio”.

Un Gran Maestro che rimarrà nella Storia anche per questi suoi studi, nonostante il processo massonico subito per opera dei vertici del GOI una volta che ne era andato in sonno, non avendo condiviso che nei Landmarks il Grande Architetto dell’Universo fosse fatto retrocedere da Verità Rivelata, come testimonia da secoli la Sacra Bibbia in Loggia, a semplice simbolo. Un processo massonico che ricorda tristemente il processo a papa Formoso, nel quale la Chiesa cattolica volle riesumare il cadavere per un’esemplare giudizio e condanna.
Ma Gamberini fu anche molto altro dal giorno in cui nel 1945 andò incontro alle truppe di liberazione alleate con il suo semplice grembiulino di stoffa da maestro Libero Muratore. Attivo nella vita politica come nella sociale attende ancora una biografia esaustiva sull’uomo, sul religioso, sul politico, sul massone. Qualche traccia si può trovare nel mio saggio: La massoneria di Lino Salvini (Ed. Pontecorboli, 2012).


Luca Bagatin: Nell'estate del 2013, in Francia, un sacerdote – Padre Pascal Vesin – ha dichiarato di appartenere alla Massoneria del Grande Oriente di Francia e si è detto desideroso di incontrare Papa Francesco al punto da aver percorso a piedi chilometri e chilometri per giungere sino a Roma. Personalmente ne fui talmente favorevolmente impressionato che gli dedicai un articolo. Tu che ne pensi del suo gesto ? In particolare, pensi che un gesto come il suo possa essere stato utile a far comprendere alle alte gerarchie ecclesiastiche che, di fatto, i valori propugnati dai massoni sono, di fatto, i medesimi di quelli propugnati dai cattolici, oltre che, ovviamente, da tutti i cristiani ?

Guglielmo Adilardi: Certamente il gesto eclatante, di poco successivo alla nomina di papa Francesco, ha destato l’attenzione non soltanto del mondo massonico. E’ stato un gesto alla Mazzini, i cui fallimenti ripetuti, le battaglie perse, avrebbero avvicinato la vittoria finale. Comunque quel gesto del Fratello Pascal Vesin, ora segregato in un convento francese per i consueti “rigorosi esercizi spirituali” riparatori ha segnato un punto a favore della Libera Muratoria, in quanto se la Chiesa cattolica considerasse ancora nemica la massoneria avrebbe dovuto, anche per il codice canonico del 1983, comminargli “l’interdetto” cioè la scomunica o sospenderlo a divinis , al contrario è stato soltanto rimosso dall’incarico e privato della congrua perché iniziato in una Loggia del Grande Oriente di Francia.

Similmente a ciò che accade ai Fratelli che si recano a confessarsi; non c’è sacerdote che ne impedisca la Comunione, previa qualche penitenziale, nonostante gli avvertimenti espressi da Ratzinger nel 1983 che vietava di ricevere la Comunione.


Luca Bagatin: L'attuale Papa dei cattolici Francesco si è espresso una sola volta sulla Massoneria, paragonando i massoni ad una lobby. Qual è lo stato dell'arte, per così dire, dei rapporti (se ci sono) fra la Chiesa di Papa Francesco e le maggiori Obbedienze massoniche italiane ?

Guglielmo Adilardi: Papa Francesco da fonti assai a Lui vicine deve confrontarsi con problemi giganteschi sia all’interno della Chiesa sia all’esterno (principalmente le persecuzioni dei cristiani e la scristianizzazione dell’Europa). La Libera Muratoria non è all’ordine del giorno, ma i rapporti con i sacerdoti di base ed i massoni sono ottimi e collaborativi su più fronti sociali.

La Chiesa cattolica ufficiale nei secoli ha avuto rapporti più vicini alla Libera Muratoria quando la stessa era un’entità sociale forte e determinante nella società. Senza entrare nella Storia del Settecento e nell’Ottocento, in cui la presenza degli ecclesiastici nelle logge era ben rappresentata, nello stesso Novecento, prima della vicenda P2, la Chiesa cattolica si dimostrò aperturista. Viene da riflettere come nella Storia la Chiesa cattolica ha dovuto fare i conti con chi “conta”, scusate il gioco di parole. Ad oggi perché dovrebbe riconsiderare la massoneria ? Ricordiamo che è sempre stata la Libera Muratoria a cercare la Chiesa cattolica, mai il contrario.
Pertanto alla Massoneria giova andare ancora a ricercare il dialogo con essa per due motivi. Il primo dei quali riguarda il cattomassone che vive questa esclusione con disagio (ripetiamo: è fatto divieto di ricevere la comunione almeno ufficialmente) non trovando nell’appartenenza alla massoneria alcun elemento che logicamente lo connoti quale “peccatore grave”. Il secondo punto riguarda più in generale tutta l’Istituzione massonica senza distinzione di appartenenze e cioè la diuturna diffamazione a mezzo media di alcune frange cattoliche che influenzano i fedeli, facendogli credere che i massoni siano gli adoratori di bafometto di taxiliana memoria e cose simili. In internet ve ne sono a schiere di tali aggregazioni cattoliche, più o meno aggressive. Tutto ciò getta una luce sinistra sulla massoneria in una nazione, ricordiamolo, è di base strutturalmente ed ipocriticamente cattolica.


Luca Bagatin: Oggi e ormai da parecchi decenni è la Gran Loggia d'Italia degli ALAM, più che il Grande Oriente d'Italia, ad avere un rapporto più morbido e conciliante con la Chiesa cattolica. Ricordiamo peraltro che lo stesso Padre Rosario Esposito fu iniziato – pochi anni prima della sua morte - alla Massoneria della Gran Loggia d'Italia, dall'allora Gran Maestro Luigi Danesin. Come è spiegabile, a tuo parere, questa cosa ?

Guglielmo Adilardi: Nel dopoguerra il dialogo con la Chiesa cattolica fu richiesto da varie componenti massoniche che avevano dimostrato anche con affermazioni scritte dei loro dirigenti la volontà di dialogo e pacificazione. Tutte le Obbedienze che richiedevano dei colloqui furono ascoltate ma “… I contatti principali – anzi esclusivi, a livello di gruppo – si ebbero con il Grande Oriente d’Italia (Palazzo Giustiniani ); ma quando esponenti di altre famiglie massoniche chiesero un incontro, sempre a livello individuale, questo non fu negato, anche se in pratica si rivelarono come casi sporadici ed isolati, senza seguito sistematico…( da Massoneria e Chiesa cattolica, ieri, oggi e domani. J.A. Ferrer Benimeli- Giovanni Caprile. Ed. Paoline)”. In pratica fu la determinazione di Giordano Gamberini e la continuità di Lino Salvini che crearono i presupposti di affidabilità per il dialogo.

Padre Esposito per dimostrare la sua autenticità e credibilità nella compatibilità fra massone e cattolico diverse volte aveva chiesto di essere iniziato, lo propose anche al sottoscritto in occasione della visita al Tempio di Prato e alla presenza di alcuni Fratelli (1989). Memore di tale atteggiamento e consapevole che alcuni Fratelli gli avevano chiesto più volte, per verificare l’attendibilità della sua tesi, perché non si facesse Fratello, egli con tale gesto, reputo, abbia voluto dare una testimonianza di veridicità e di amore fraterno col farsi uguale fra gli uguali. Fu così che il 2 dicembre 2006 don Esposito volle dimostrare con un gesto generoso presso gli ALAM che tutto ciò che aveva sostenuto in parole ed opere, circa la compatibilità fra massone e cattolico, era autenticamente veritiero. Il 23 novembre 2007 transitò per le Valli Celesti accolto dal Grande Architetto dell’Universo che è il Dio dei cattolici e parimenti il Dio dei Liberi Muratori, come attesta la Bibbia aperta al Vangelo di Giovanni.
 

Luca Bagatin



3 maggio 2014

Massoneria e Chiesa cattolica. Un ricordo della figura di Padre Rosario F. Esposito

Massoneria e Chiesa cattolica. Due istituzioni apparentemente inconciliabili fra loro, ma perché mai ?

Entrambe, infatti, promuovono la fratellanza fra i popoli e l'eguaglianza di fronte a Dio. Solamente la prima – ovvero la Massoneria – Dio lo chiama Grande Architetto dell'Universo e non ha dogmi.

Purtuttavia tanto bastò perché, nel corso dei secoli, dal XVIII secolo sin quasi ai giorni nostri, i Papi cattolici la considerassero la Sinagoga di Satana e dessero ascolto a tutta la letteratura antimassonica prodotta: da quella dell'abate Barruel passando per Léo Taxil e poco importa se tale letteratura sia stata ampiamente sconfessata con prove documentate.

In Italia è Guglielmo Adilardi, giornalista e scrittore oltre che studioso di Massoneria, ad essersi prevalentemente occupato del fenomeno relativo ai rapporti fra Massoneria e Chiesa cattolica.

A lui va infatti il merito dei numerosi volumi dedicati a tale argomento, negli anni aggiornati.

L'ultimo saggio in merito è stato edito solo pochi giorni fa dall'Istituto di Studi Lino Salvini (www.istitutodistudilinosalvini.com), recante le prefazioni di Paolo Giuntini, presidente dell'Istituto e del prof. Aldo A. Mola, avente per titolo “Massoneria e Chiesa cattolica – Dalla Humanum genus (1884) al dialogo”.

Il saggio è breve, ma molto interessante perché – oltre a presentare la bolla papale che condannò per l'ennesima volta e con forza massoni e Massoneria, dal titolo “Humanum genus”, del 1884, emanata da Leone XIII e la risposta alla stessa del Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico ed Accettato degli Stati Uniti d'America Albert Pike, ricorda figure indimenticabili del mondo cattolico e massonico che - in particolare in Italia - intessero per la prima volta un franco dialogo ed una franca collaborazione reciproca.

Fra queste si ricorda il paolino Padre Rosario Francesco Esposito (1921 - 2007), il quale, dopo aver inizialmente scritto saggi sulla Massoneria tutt'altro che lusinghieri, proseguì gli studi in merito e comprese che, per essere buoni cattolici, occorrerebbe anche essere buoni massoni.

Padre Esposito comprese, in sostanza, che la fede in Cristo non era diversa rispetto alla fede nel Grande Architetto dell'Universo e che sia la Chiesa cattolica che la Massoneria promuovevano e promuovono i medesimi valori di fratellanza, di diffusione della cultura della pace, del dialogo, della tolleranza, dell'amore e delle beneficenza.

Fu ad ogni modo alla metà degli Anni '60 che la Massoneria del Grande Oriente d'Italia – per mezzo dell'allora Gran Maestro Giordano Gamberini, già vescovo valdese – ricercò il dialogo con le gerarchie cattoliche, le quali inviarono in “avanscoperta” Padre Rosario Esposito, Padre Giovanni Caprile, Padre Vincenzo Miano e Padre Franco Molinari. E fu nel 1969 che ci fu un primo ufficioso incontro fra prelati e massoni, ovvero fra Padre Rosario Esposito ed il Gran Maestro Gamberini e da allora nacque una vera e propria collaborazione fra il prete paolino e la Massoneria, che lo porterà a difendere la doppia appartenenza cattolica e massonica sino alla morte, nonostante il permanere della scomunica papale prima e, allorquando la scomunica sarà tolta da parte della Chiesa cattolica nei confronti dei massoni, comunque il permanere dello “stato di peccato grave”.

Ma quale “peccato” possono mai commettere i massoni che Padre Esposito definiva, affettuosamente, “lebbrosi miei compagni di ricovero” ?

L'unico peccato, forse, è una certa concorrenza spirituale, diciamo noi. Sia la Libera Muratoria che la Chiesa cattolica, perseguono l'universalismo. La prima, purtuttavia, non ha dogmi e non è unica, visto che esistono – nel mondo – numerose massonerie: cristiane, atee, mistiche... E nell'ambito della Massoneria è vietatissimo disquisire non solo di politica, ma anche di religione. E ciò per permettere al massone di seguire le proprie personali inclinazioni, senza alcuna imposizione.

La Chiesa cattolica, diversamente, pone spesso paletti invalicabili, forse un po' in contraddizione con la stessa concezione di libertà insegnata dal Cristo.

E proprio gli insegnamenti originari del Cristo hanno animato tutta la vita di Padre Rosario Esposito che, nel 2006, all'età di 85 anni, aderì alla Massoneria della Gran Loggia d'Italia degli ALAM – Obbedienza di Piazza del Gesù, con preghiera di un'iniziazione semplice. E fu così che l'allora Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Danesin lo nominò Maestro Libero Muratore Onorario, per quanto ciò costò al Padre paolino pesanti critiche da parte della Società San Paolo, per bocca del superiore generale don Silvio Sassi.

Oggi, invero, esistono numerosissimi casi non solo di cattolici massoni, ma anche di preti massoni. Recente è il caso del religioso francese Padre Pascal Vesin, massone del Grande Oriente di Francia.

Del resto, come ricordava una fra le più alte autorità massoniche mai esistite, ovvero il già citato Albert Pike, la Massoneria ha santi patroni cristiani, ovvero San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista ed i suoi rituali sono spesso allegorie della Bibbia, che è anche il libro sacro per eccellenza delle logge massoniche cristiane.

Eminenti studiosi cattolici lo sanno e lo sapevano, pur nell'ignoranza generale della gran parte dei Vescovi, specie italiani.

Come scrive Guglielmo Adilardi nelle conclusioni del suo saggio: "Finché la Chiesa cattolica manterrà un atteggiamento di avversità preconcetta, quale quello odierno, la gran massa del popolo italiano sarà sempre avversa alla massoneria".

E tale avversione non porta né porterà certamente nulla di buono per coloro i quali necessiteranno di accostarsi alla spiritualità, all'amore per Cristo e per l'Uomo.

Disse Padre Rosario Esporito (il quale peraltro considerava la Santa Messa un atto iniziatico), di fronte ai confratelli, prima di essere iniziato massone: "Carissimi Fratelli, ho partecipato a tante cerimonie dell'uno e dell'altro gruppo massonico italiano e sempre mi sono sentito profondamente commosso, ma questa mattina davanti ad una manifestazione così, come dire, corale, io sto ringraziando il Grande Architetto dell'Universo che non mi ha fatto commuovere fino al pianto. (...) Fratelli siete e Fratelli vi ho sempre considerato, anche quando ho dovuto sorbire il calice amaro dell'incomprensione, non da parte vostra, mai, ma da parte dei miei, perché io presentavo a loro una pozione non facile da assumere e bene o male, con maggiore o minore sforzo, ho sempre fatto accettare il mio diritto a chiamarvi Fratelli".

Ciò di cui parlava Padre Esposito era il senso di quella Fratellanza dell'Umanità senza distinzioni che dovrebbe essere alla base di tutte le fedi, di tutte le tendenze religiose e spirituali, senza preconcetti, senza steccati, in un mondo che voglia essere unito ed alla ricerca di una piena concordia fra i popoli. Sarebbe bene che tutti quanti se ne ricordassero più spesso.


Luca Bagatin (nella foto con l'ex Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Danesin)



17 marzo 2013

ANNALES della Gran Loggia d'Italia degli ALAM

Gli "Annales - Gran Loggia d'Italia" degli ALAM 1908 - 2012", editi da Atanòr, sono la giusta prosecuzione e revisione degli "Annali della Gran Loggia d'Italia degli ALAM", editi da Giuseppe Laterza nel 2011.
Entrambi curati dal Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Pruneti e dallo Storico della Massoneria Aldo A. Mola, rappresentano un compendio essenziale di oltre cent'anni di Storia della Massoneria italiana.
Dalla scissione del 1908 dal Grande Oriente d'Italia - ad opera del pastore valdese Saverio Fera, in nome della libertà di religione e coscienza dei suoi affiliati - sino allo scorso anno 2012.
Oltre cent'anni di impegno della Massoneria e della GLDI in particolare. Oltre cent'anni di ricerca esoterica e di dialogo con la società e persino con la Chiesa cattolica. Un dialogo, invero, iniziato già negli Anni '60 ad opera del Vescovo della Chiesa Gnostica Italiana e Gran Maestro del GOI Giordano Gamberini, per intercessione del Padre paolino Rosario Esposito, nominato poi Gran Maestro Onorario della Massoneria.
In un secolo di grandi incertezze e di repentini cambiamenti come quello che viviamo è diventato necessario, per l'Istituzione liberomutaroria, adeguarsi ai tempi ed aprirsi ai profani ed alla società nel suo complesso, mantenendo saldi i valori sempiterni di Libertà, Eguaglianza, Fratellanza, Tolleranza e Convivenza.
Pensiamo che, solo l'anno scorso, la GLDI, retta dal prof. Pruneti, ha aperto al pubblico il suo museo, nella centralissima sede di Palazzo Vitelleschi in Via di San Nicola de Cesarini 3, in piena estate, oltre che - in questi anni - ha organizzato numerosi convegni non solo o tanto di rievocazione storica, quanto piuttosto relativi a tematiche etico-pratiche e scientifiche, sulla bioetica, l'eutanasia, il diritto ad una vita dignitosa e quindi anche ad una morte altrettanto digintosa e consapevole.
Una Massoneria totalmente rinnovata, dunque, non più mero club elitario-rotariano all'inglese, bensì istituzione filosofica, morale, spirituale e sociale per e nell'Umanità.
Gli "Annales" sono qui a testimoniarlo, suddivisi in ordine cronologico quasi fossero un'agenda storica.
Oltre cent'anni di attività, ma anche oltre cent'anni di diffidenza e di massonofobia. Con le scomuniche della Chiesa cattolica prima, successivamente con l'avvento del fascismo che bandì dall'Italia le Logge, nel 1925, ed infine con le persecuzioni antimassoniche del falso scandalo P2 e della nefasta e falsa inchiesta condotta dal Pubblico Ministero di Palmi, Agostino Cordova.
Tutte cose ormai appartenenti al passato e sanate - pur con la messa alla gogna di molti massoni - anche grazie all'intervento della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo e con le relative condanne comminate allo Stato italiano per violazione dei diritti di associazione e di libertà.
Con gli "Annales"di Luigi Pruneti, una nuova pietra è stata posata nel panorama culturale della Massoneria italiana.

Sarebbe desiderio di chi scrive che, fra non molti anni, anche in Italia come accade nel mondo anglosassone e protestante, i massoni sfilassero per le strade e le piazze della maggiori città italiane. Magari tendendo la mano al cattolico, al musulmano, all'indù, all'ebreo, al buddista, all'animista. Solo allora, forse, si recherà testimonianza che siamo davvero tutti fratelli, e - forse anche solo per un istante - il mondo potrà essere un po' meno malato.

Luca Bagatin



10 luglio 2012

Tra squadra e compasso - Cento anni della Gran Loggia d'Italia


La Gran Loggia d'Italia degli ALAM, una fra le più grandi ed antiche Obbedienze massoniche italiane, ha compiuto oltre cent'anni.
Nata nel 1910 ad opera del pastore protestante Saverio Fera, garibaldino e Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro del Rito Scozzese Antico ed Accettato, è, oggi, l'unica Obbedienza massonica liberale e adogmatica del nostro Paese.
Essa, oltre ad accettare liberamente le donne al suo interno, non riconosce la Gran Loggia Unita d'Inghilterra, vero e proprio club elitario. Inoltre, da moltissimi anni, anche grazie all'intervento del compianto Padre Rosario Esposito (nominato Maestro Onorario dell'Obbedienza), ha avviato un costruttivo dialogo con La Chiesa cattolica e tutte le altre fedi religiose.
Arnaldo Francia, medico chirurgo e docente di Radiologia all'Università di Torino, nonchè membro effettivo del Supremo Consiglio del Rito Scozzese della Gran Loggia d'Italia, ha dato recentissimamente alle stampe per la casa editrice Tipheret, un ottimo saggio dal titolo "Tra squadra e compasso - Cento anni della Gran Loggia d'Italia".
In esso, l'autore, ripercorre le tappe della nascita della GLDI, sorta dalla scissione dell'allora Grande Oriente d'Italia.
Le cause di tale scissione sono da ravvisarsi, inizialmente, nell'elezione illegale di Achille Ballori a Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese, denunciata da Saverio Fera, allora membro del Supremo Consiglio del Rito Scozzese. La seconda motivazione è da ravvisarsi nell'emendamento alla Camera dei Deputati che presentò il deputato Moschini, massone, al fine di vietare l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole del Regno d'Italia, così come voluto anche dall'allora Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Ettore Ferrari.
In nome della libertà di culto, Saverio Fera ed i Fratelli massoni a lui fedeli, si ribellarono. Così come si ribellarono all'avanzare dell'ateismo nella Massoneria italiana, propugnato dall'allora Gran Maestro del GOI.
Fu così che, nel 1910, nacque la Serenissima Gran Loggia d'Italia di Rito Scozzese Antico ed Accettato ed alla quale furono successivamente iniziate eminenti personalità fra le quali Gabriele D'Annunzio ed il Principe Antonio de Curtis, in arte Totò.
Poichè la Serenissima Gran Loggia d'Italia era allora l'unica Obbedienza massonica totalmente apolitica, essa ricevette immediatamente, numerosi attestati di riconoscimento e di regolarità da parte delle maggiori Obbedienze massoniche del mondo, particolarmente dagli Stati Uniti d'America, potenza massonica per eccellenza.
Alla Gran Maestranza di Saverio Fera successe Raoul Vittorio Palermi, sul quale furono scritte e diffuse - da parte dei detrattori della Gran Loggia d'Italia -  le cose peggiori, pur totalmente infondate (come l'accusa di collusione con il regime mussoliniano).
Palermi, nel 1925, fu costretto a sciogliere le Logge in quanto il Fascismo vietò la Massoneria su tutto il territorio nazionale ed i fascisti ne bruciarono le sedi, perseguitando i massoni.
Fu lo stesso Palermi che tentò di ricostruire la Massoneria di Rito Scozzese trasformandola in un'istituzione di cultura e beneficienza, intestandola a San Giovanni di Scozia, ma anche questo tentativo fu soppresso dai fascisti.
La ricostruzione della Gran Loggia d'Italia di Piazza del Gesù, avvenne a guerra finita ed in particolare grazie al Gran Maestro Giovanni Ghinazzi, che pur dovette subire una nuova micro scissione in seno all'Obbedienza (i cui membri in pochi anni finiranno nelle file del Grande Oriente d'Italia).
Al Generale Ghinazzi va il merito di aver aperto i Templi massonici alle donne e di aver avviato un dialogo con le maggiori Obbedienze massoniche del mondo, anche per mezzo degli organismi internazionali CLIPSAS e CATENA.
Il saggio di Arnaldo Francia prosegue tratteggiando gli anni più recenti della storia della GLDI, ovvero quelli della Gran Maestranza di Luigi Danesin, il quale contribuì a completare l'opera di restauro di Palazzo Vitelleschi, attuale sede dell'Obbedienza, e quella dell'attuale Gran Maestro Luigi Pruneti, saggista e scrittore, che ha contribuito a far conoscere la Massoneria della GLDI anche all'esterno dei Templi (al punto che, proprio oggi, 10 luglio 2012, sarà inaugurato un Museo massonico all'interno della sede romana dell'Obbedienza, aperto al pubblico).
Il saggio di Francia è impreziosito da piccole biografia degli ex Gran Maestri Giovanni Ghinazzi e Mario Bogliolo ed inoltre un ampio capitolo è dedicato alla storia della rivista massonica piemontese "Delta" (Bastogi edizioni), la quale è, sin dagli anni '70 del secolo scorso, una vera e propria pietra miliare in ambito esoterico.
Chi scrive, pur non essendo piemontese, deve proprio a "Delta" (la cui cara amica Barbara de Munari è ottima direttrice) il primo contatto con il mondo culturale ed intellettuale della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, alla quale auguriamo ben oltre mille anni di rinnovati successi.

Luca Bagatin (nella foto con il S.G.C.G.M. della Gran Loggia d'Italia prof Luigi Pruneti, presso la Sala del Tempio dell'Obbedienza di Palazzo Vitelleschi)


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