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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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7 maggio 2013

Il 26 e 27 maggio 2013 a Roma votiAMO Ilona STALLER e Luca BAGATIN nel PARTITO LIBERALE ITALIANO. Per una Capitale laica, liberale, libertaria, eroticamente, socialmente e civilmente sostenibile



I componenti del comitato “Con Ilona Staller per Roma” candidati nelle liste del Partito Liberale alle elezioni comunali di Roma del 26 e 27 maggio, ovvero Luca Bagatin (scrittore, blogger, autore della candidatura di Cicciolina nelle liste liberali), Soraya Roselli e la stessa Ilona Staller, lanciano alcune idee una Roma diversa rispetto a quella degli ultimi vent'anni. Una Roma senza burocrazia, senza clientelismo, alternativa rispetto a coloro i quali l'hanno governata in questi anni.

Roma è una metropoli, ma non ha raggiunto ancora livelli europei di vivibilità. Pensiamo ai trasporti pubblici: dopo le 22 di sera le metropolitane finiscono la loro corsa e, la domenica, i mezzi pubblici sono ridottissimi. Come fa un povero cittadino o un turista ad andare da una parte all'altra della città ?

Poi c'è la questione della continua cementificazione del territorio: si continua a costruire da decenni, senza criterio e l'ambiente non è salvaguardato. E a guadagnarci sono solamente i grandi costruttori e non certo la povera gente, che cerca casa ma non la trova se non a prezzi elevatissimi.

E' fondamentale, poi, eliminare gli sprechi di danaro pubblico dell'amministrazione Capitolina, destinando risorse ai più bisognosi e meritevoli, accorpando magari anche le varie circoscrizioni”.




L'ex parlamentare Ilona Staller, lo scrittore e giornalista Luca Bagatin e Soraya Roselli, candidati nelle liste del Partito Liberale Italiano alle elezioni comunali di Roma del 26 maggio prossimo, propongono - fra le altre cose - di istituire cliniche per animali convenzionate con il Comune di Roma, al fine di garantire cure sanitarie adeguate agli amici animali dei cittadini che, sempre di più, fanno fatica a potersi permettere cure veterinarie presso strutture private. Inoltre, per combattere il fenomeno dell'abbandono e del maltrattamento di animali, propongono pene più severe, in quanto l'animale domestico è un vero e proprio componente della famiglia e come tale merita tutela e rispetto.
Oltre a questo Staller, Bagatin e Roselli, intendono promuovere l'istituzione dell'Anagrafe pubblica degli eletti nel Cosiglio comunale, al fine di garantire la piena trasparenza delle istituzioni. I cittadini hanno il diritto di sapere chi sono i loro amministratori, consiglieri ed assessori, ovvero quanto sono presenti, quanto guadagnano ed i compiti che svolgono.



Una città civile ed europea come dovrebbe essere Roma, non può non venire incontro alle esigenze dei suoi cittadini ed in particolare dei cittadini disabili.
E' di pochi giorni fa la denuncia di un ragazzo diversamente abile che, alla fermata di Piazza di Spagna, ha riscontrato il non funzionamento dell'apposito montacarichi e così non ha potuto muoversi in centro città.
La medesima problematica, a Roma, è annosa, come segnalato anche più volte anche dalla trasmissione televisiva "Striscia la Notizia".
Noi, componenti del comitato "Con Ilona Staller per Roma", ovvero Luca Bagatin, Soraya Roselli e la stessa Ilona Staller, candidati nelle liste del Partito Liberale Italiano alle elezioni amministrative di Roma, intendiamo batterci fuori e dentro il Consiglio comunale, affinché i trasporti pubblici siano accessibili a tutti.
Altra fondamentale battaglia politica che vogliamo condurre a fianco dei disabili, è quella relativa all'abbattimento delle barriere architettoniche (come già è stato fatto nella città di Pordenone, che non da oggi è la prima città italiana senza barriere architettoniche), ovvero affinché i marcapiedi ed i luoghi pubblici siano dotati di scivoli che permettano ai diversamente abili di salire e scendere, in totale sicurezza e libertà.

Noi componenti del comitato "Con Ilona Staller per Roma", candidati nelle liste del Partito Liberale Italiano alle elezioni comunali di Roma del 26 maggio, ovvero lo scrittore e giornalista Luca Bagatin, Soraya Roselli e la stessa Ilona Staller, proponiamo per la Capitale più strutture socialmente utili, per anziani, bambini e senzatetto. Strutture verdi e fruibili da tutti, con personale specializzato composto da animatori ed educatori.
Inoltre, per quanto riguarda il rispetto delle norme del condice stradale, proponiamo una cultura della formazione e dell'informazione, che veda protagoniste le stesse forze di polizia municipale, affinché formino ed informino gli stessi automobilisti al rispetto delle norme del codice. Auspichiamo, in questo senso, un'Amministrazione pubblica amica del cittadino e che responsabilizzi il cittadino medesimo al rispetto delle norme e del comune vivere civile.





Anziché proporre ingiustificati aumenti del prezzo del biglietto dei trasporti pubblici di Roma, come ha proposto qualcuno, vorremmo piuttosto ridurre i prezzi dei biglietti e rendere efficiente il servizio di trasporti pubblico urbano, anche nei giorni festivi e oltre le ore 22 di sera.
Roma è una metropoli turistica oltretutto, che non può permettersi di fornire ai suoi cittadini ed ai turisti servizi costosi ed inefficienti, specie in periodi di crisi.
Non possiamo inoltre più tollerare continui scioperi nel settore dei trasporti. Occorrono seri tavoli di concertazione con gli autisti di metro e autobus, al fine di venire incontro alle loro giuste esigenze, senza purtuttavia danneggiare i lavoratori romani, gli studenti, i pendolari ed il turismo della città di Roma.




L'ex parlamentare ed artista Ilona Staller in arte Cicciolina e lo scrittore e giornalista Luca Bagatin, entrambi candidati nelle liste del Partito Liberale Italiano alle elezioni comunali di Roma del 26 maggio, aderiscono alla campagna di raccolta firme lanciata in questi giorni dall'Associazione Luca Coscioni, relativa all'eutanasia legale.
Staller e Bagatin ritengono che la battaglia per l'eutanasia legale non solo sia una lotta di civiltà, diritto, libertà ed autodeterminazione dell'individuo, ma anche una battaglia d'amore e di profonda umanità, contrapposta alla sofferenza dei malati che, consapevolmente, vogliono avere la possibilità di decidere sul loro destino, con dignità.


Ilona Staller: Quando fui eletta in Parlamento, negli Anni '80, denunciai, prima e meglio di Beppe Grillo, la crisi della partitocrazia ed il malaffare politico. Oggi la situazione è ulteriormente peggiorata e così, assieme all'amico scrittore, giornalista e blogger Luca Bagatin - che mi ha presentata al Partito Liberale – e che ha ideato la mia candidatura e che sarà candidato con me in lista, ho deciso di tornare ad impegnarmi concorrendo alla carica di consigliere comunale. Sempre dalla parte dei cittadini e sempre con idee libertarie.

Vorrei una Roma diversa rispetto a quella degli ultimi vent'anni. Una Roma senza burocrazia, senza clientelismo, alternativa rispetto a coloro i quali l'hanno governata in questi anni.

Destra e sinistra, in Italia ed a Roma, praticamente, si assomigliano. Fingono di litigare fra loro, ma, alla fine, si spartiscono il potere. E' quanto accade ed è accaduto, per questo ho deciso – con Luca Bagatin – di presentarmi, come già feci in passato, in un partito diverso: il Partito Liberale Italiano, che ha una storia antica e porta avanti ideali di libertà, al di fuori del Pd e del PdL.

Roma è una metropoli, ma non ha raggiunto ancora livelli europei di vivibilità. Pensiamo ai trasporti pubblici: dopo le 22 di sera le metropolitane finiscono la loro corsa e, la domenica, i mezzi pubblici sono ridottissimi. Come fa un povero cittadino o un turista ad andare da una parte all'altra della città ?

Poi c'è la questione della continua cementificazione del territorio: si continua a costruire da decenni, senza criterio e l'ambiente non è salvaguardato. E a guadagnarci sono solamente i grandi costruttori e non certo la povera gente, che cerca casa ma non la trova se non a prezzi elevatissimi.

E' fondamentale, poi, eliminare gli sprechi di danaro pubblico dell'amministrazione Capitolina, destinando risorse ai più bisognosi e meritevoli, accorpando magari anche le varie circoscrizioni.

Un'altra mia storica battaglia è quella della regolamentazione della prostituzione. I comuni sono pronti ad incassare i miliardi di euro che si avrebbero da una prostituzione censita, fiscalizzata e controllata, evitando così prelievi “pornografici” come l'Imu. Voglio quindi istituire un comitato elettorale fuori dai partiti e trasversale, magari proprio a partire da Roma.

Con Luca Bagatin e Soraya Roselli, entrambi candidati con me nella lista del Partito Liberale a mio sostegno, proponiamo poi la realizzazione dei Parchi dell'Amore, sull'esempio dei Paesi più civili d'Europa, destinate ad attività sessuali in piena sicurezza.

Poi, sempre assieme a Bagatin ed a Roselli, ho sottoscritto ieri la piattaforma "Per Roma Gay Friendly", proposta dalle associazioni Gay Center, Arcigay Roma, ArciLesbica Roma e Azione Trans, che si sostanzia in questi punti fondamentali: riconoscimento e tutele per le coppie di fatto. Roma, dove c’è una delle maggiori realtà metropolitane italiane, deve adoperarsi per sostenere la famiglia recependo la definizione che ne dà il DPR 223/89. Con tale definizione, si ricomprendono infatti nel concetto di famiglia anche le coppie di persone dello stesso sesso conviventi e ad esse si attribuiscono i medesimi diritti che hanno tutte le famiglie. In questo modo è possibile rafforzare e incrementare i servizi per tutte le forme familiari, a prescindere dal tipo di riconoscimento giuridico, come ad esempio per l’assegnazione delle case popolari o il sostegno alle giovani coppie.
E' poi necessario dedicare più attenzione agli aspetti culturali del mondo LGBT incentivando, sviluppando e sostenendo progetti per la realizzazione di spazi culturali, mostre, cinema, teatro e di tutte le forme artistiche che si propongono di diffondere una cultura dell’inclusione e delle differenze. Roma deve riconoscere e valorizzare le iniziative a temativa LGBT di aggregazione e visibilità nei quartieri della città, così come le attività turistiche e commerciali aperte a tutte e a tutti, per superare ogni forma di discriminazione, partendo dalla attuale Gaystreet, favorendo tale modello anche in altre zone della città.
Bisogna migliorare i servizi di assistenza e di prevenzione relativi alle malattie a trasmissione sessuale. Un particolare riguardo va riservato alle persone sieropositive all'HIV o affette da AIDS, per le quali vanno migliorate l'assistenza domiciliare e gli altri servizi sociali.
Sono infine necessarie specifiche campagne e iniziative di informazione e comunicazione tese a contrastare il pregiudizio omofobico e transfobico e le discriminazioni, soprattutto attraverso interventi nelle scuole e promozione di buone pratiche.



25 gennaio 2012

Appello ai laici italiani: unitevi, sciogliete i vostri partitini in un unico soggetto, aggregatevi al Terzo Polo e candidate solo giovani



E' almeno dal 2006 che lo vado dicendo e scrivendo.
Non mi interessa avere la primogenitura di alcunchè, ma, francamente, sono stanco. E ritengo che ad essere stanchi siamo in molti.
Sono stanco di un Paese come l'Italia ove la laicità, le libertà economiche, civili, sociali, sono negate ed ove i laici sono preda di classi dirigenti vecchie, inascoltate, pressochè ininfluenti.
Sono stanco di chi, in Parlamento, si garantisce poltrona e pensione. Magari con slogan e promesse alle quali non crede più nessuno.
Già nel 2006 scrivevo agli amici e compagni laici, liberali, libertari, liberalsocialisti, radicali, repubblicani e suggerivo un progetto di ampio, ampissimo respiro, assai lontano dalla partitocrazia, dal mero elettoralismo, dalle poltrone.
Evidentemente, sono rimasto inascoltato, visto che i vecchi vizi sono duri a morire e l'ininfluenza dell'area laica regna sovrana.
Ieri come oggi proponevo due cose semplici, alle quali, oggi, ne vorrei aggiungere un'altra.
Scioglietevi, sciogliamoci, in un unico soggetto politico: trasformate, trasformiamo, i vostri/nostri vecchi partiti e partitini in fondazioni e circoli culturali, smettetela/smettiamola di difendere Edere, Garofani, Foglie di fico. Lasciatele/lasciamole alla Storia ed alla cultura, ma oggi, parlate/parliamo alle persone di cose più concrete. Tirate/tiriamo fuori programmi concreti che ce ne sono e ce ne sarebbero. E soprattutto unitevi.
Uniamoci.
Non più Liberali, Repubblicani, Radicali, Socialisti, ma Laici Uniti.
Mandate/mandiamo in pensione, oltre che le nostre classi dirigenti, anche il PRI, PLI, Radicali, socialismi sparsi. Unitevi/uniamoci in un unico soggetto e candidate/candidiamo solo giovani.
Solo giovani dai 18 ai 35 anni, nella misura del 100, 90, 85%. E sicuramente a capo di questo nuovo soggetto politico: sia nella Direzione nazionale che in Parlamento.
Basta ai partitini laici fatti di reduci e di mummie da Antico Egitto. Stop all'autoreferenzialità ed all'ininfulenza. Stop a risultati elettorali da zerovirgola.
E soprattutto pensiamo alle alleanze, perché, con qualsiasi sitema elettorale se ne uscirà, esse sono sempre e comunque prioritarie.
Aggregatevi/aggreghiamoci al Terzo Polo, perché è l'unica coalizione oggi in grado di dimostrare moderazione ed equilibrio e maggiormente aperta al liberalismo ed alla laictià (pensate solo alla presenza dell'associazione Libertiamo e di Gay Lib in Futuro e Libertà).
Contrastate/contrastiamo gli estremisti, la destra e la sinistra italiane che, nei fatti, rappresentano il pantano della politica degli ultimi vent'anni.
Prendete e prendiamo esempio dal Parti Radical francese (www.partiradical.net) di Jean-Louis Borloo, che è alleato all'Unione per il Movimento Popolare di Sarkozy, rappresentandone l'anima laica, repubblicana, liberale e liberalsocialista.
E poi prendiamo esempio dal candidato libertario alle primarie del Partito Repubblicano americano, ovvero Ron Paul, che sta risalendo sempre più nei consensi, con il suo programma liberale in economia e libertario nei diritti civili.
Occorre contrapporsi alla social-Burocrazia ed al conservatorismo.
Dobbiamo costruire un grande movimento laico-liberale-libertario che sia parte integrande di un più ampio schieramento riformatore, moderato e liberale. Ne abbiamo tutte le possibilità, se solo sapremo e vorremo sfruttarle.
Per quanto riguarda il nostro possibile programma unitario è presto detto:

- Introduzione della flat tax al 20% ed innalzamento della no tax area per i redditi sino ai 12.000 euro annui

- Abolizione degli Ordini professionali

- Privatizzazione della Rai

- Pagamento dell'ICI da parte del Vaticano sui relativi immobili

- Abolizione di qualsiasi tipo di finanziamento pubblico a partiti e sindacati

- Aumento delle pensioni sociali

- Ammortizzatori sociali per chi non ha un lavoro

- Abolizione delle Province, delle Comunità Montane e dei Consorzi

- Privatizzazione delle Municipalizzate

- Riforma elettorale che preveda l'elezione diretta - a turno unico - del Presidente della Repubblica con funzioni di governo e del Parlamento con sistema proporzionale

- Separazione delle carriere dei magistrati

- Introduzione della responsabilità civile dei magistrati

- Legalizzazione di cannabis e derivati

- Legalizzazione dell'eutanasia

- Introduzione di programmi medici che prevedano la somministrazione controllata di eroina ai tossicodipendenti

- Legalizzazione della prostituzione

- Legge sulle unioni civili ed il matrimonio omosessuale, con conseguente possibilità di adozioni

Queste alcune possibili proposte di un movimento fusionista laico.
Chiamatelo, chiamiamolo Laici Uniti, oppure Unione Democratica Liberale, come piacerebbe a me, oppure ancora Partito Radicalsocialista, oppure Partito Radical-liberale.
Non sono importanti i nomi, le sigle, ma i contenuti, la fusione dei soggetti, la candidatura di soli giovani e giovanissimi.
Diversamente, cari laici, candidatevi e candidiamoci alla scomparsa, all'estinzione, in un'Italia che non ha mai fatto prigionieri.

Luca Bagatin



24 giugno 2011

Stefania Craxi si accorge solo ora del pericolo Lega Nord



Mi stupisce alquanto la lettera di oggi (24 giugno 2011) del Sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi al Direttore de "Il Foglio" Giuliano Ferrara, in cui evidenzia le sue perplessità relative alla Lega Nord, dicendo che Berlusconi "ha perso per eccesso di leghismo".
E prosegue criticando le eccessive richieste della Lega Nord al governo ed il nuovo appello di Pontida al grido di "secessione".
Ci chiediamo, dunque, dove sia stata Stefania Craxi in tutti questi anni e come faccia solo oggi ad accorgersi della pericolosità e dello statalismo becero di Bossi e dei suoi compagni.
Ci stupiamo davvero ed ancora una volta comprendiamo il motivo per il quale il socialismo in Italia è morto nel 1992 e da allora non si è più ripreso: nessuno è stato in grado di eguagliare la statura politica di Bettino Craxi. Tra costoro non vi sono riusciti nemmeno i suoi figli.
Nella stessa lettera, Stefania Craxi, ipotizza dunque di attenuare il rapporto con la Lega e di aprire al cosiddetto Terzo Polo (e sarebbe ora !). Però eccola lì, nuovamente, a fare un ulteriore scivolone: lei scrive che, così facendo, si dovrebbe poi aprire anche a Bersani (sic !).
Ancora una volta non comprendiamo davvero le parole della Craxi. Il Terzo Polo dovrebbe essere nato per costruire un nuovo centro-destra. Un centro-destra che dovrebbe richiamarsi proprio ai valori degasperiani, giolittiani, turatiani, pacciardiani ed einaudiani ai quali anche la cultura politica di Stefania Craxi dovrebbe richiamarsi.
Ed invece lei che cosa scrive ? Che se si apre a Fini, Casini e Rutelli, si dovrà poi aprire anche ai cattocomunisti ! Ma quando mai ?
Stafania Craxi ha dunque ragione quando scrive che è necessario arginare la Lega Nord, se si hanno a cuore i destini della nazione. Stupisce che ella ci sia arrivata parecchi anni dopo di chi scrive e di molti altri commentatori politici dell'area laica, liberale, liberalsocialista, repubblicana.
Però sarebbe bene anche dire che, per arginare la Lega Nord, reale costola sinistra del cattocomunismo, è necessario anche costruire un nuovo, diverso, Centro-Destra di ispirazione liberaldemocratica, cattolico liberale, liberalsocialista, repubblicana. Contro il cattocomunismo di sempre: oggi in salsa ancor più estremista e piazzaiola, ovvero vendoliana e dipietrista, che, se vincesse, sarebbe pericoloso tanto quanto la Lega Nord.

Luca Bagatin



22 aprile 2010

Costruire con Gianfranco Fini l'alternativa Gollista e Liberaldemocratica per l'Italia



Da oltre un anno Gianfranco Fini si sta muovendo per l'alternativa.
L'alternativa a che cosa ?
Ad una maggioranza di governo capitanata - "ad interim" - da un Silvio Berlusconi che, checchè ne dica, è al traino di una Lega Nord conservatrice e statalista.
Un Silvio Berlusconi neo-filo-sovietico amico di Putin e di Gheddafi in chiave anti-occidentale.
Un Silvio Berlusconi che ha selezionato la sua classe dirigente sulla base più del "sex appeal" che delle reali competenze politiche.
Un Silvio Berlusconi che, da troppo tempo, ha dimostrato di non voler fare alcuna riforma liberale e garantista del mondo del lavoro e della giustizia.
Gianfranco Fini è passato dunque al contrattacco fondando prima un "think-tank", Fare Futuro, ed oggi una corrente interna al PdL.
Ovviamente ci aspettiamo molto, ma molto di più.
Il PdL non è un partito, ma un "comitato d'affari" al pari del suo omologo Pd. Non ha un'ossatura ideale né tantomeno un progetto politico di ampio respiro.
Gianfranco Fini, è vero, proviene dalle file del principale partito della destra italiana. Un partito, il Msi prima e An poi, che certo non ha mai avuto nulla a che spartire con la destra liberale europea.
Purtuttavia, poiché solo i cretini non cambiano mai idea, Fini ha dimostrato di essersi evoluto sia ideologicamente che politicamente.
A differenza dei cattocomunisti, ha abiurato in toto al suo passato postfascista e ha contribuito - già con An - a dare un'impronta gollista al suo partito. Il che, infatti, gli è costata la scissione dei fascisti della destra sociale di Storace e della Santanchè.
Oggi Gianfranco Fini ed i suoi fedelissimi mirano alla costruzione di un partito moderno, laico, gollista e di destra liberale. Che guarda a Sarkozy, a Cameron e persino ai Liberaldemocratici inglesi.
In questo senso, infatti, sarebbe utile una spaccatura costruttiva del PdL, come sostengo da tempo, per la costruzione di un'alternativa liberal-moderata alla conservazione esistente.
Un'alternativa capace di attrarre non solo i voti di quanti non si riconoscono nell'attuale leadership berlusconiana, ma anche di coloro i quali non vanno più a votare o sono delusi dall'attuale centrosinistra.
In questo senso, Fini, potrebbe costruire un suo movimento politico che da subito potrebbe attrarre - approssimativamente - il 10% dell'elettorato. E partire con la costruzione di una nuova coalizione di centro-destra (con il trattino !) in alternativa alla Lega ed a Berlusconi, ma anche, certamente, all'ormai marginalissimo Pd.
Una coalizione che potrebbe contare sul sostegno dell'Udc di Casini e dell'Api di Rutelli e Tabacci, alla quale si sono già aggregati anche i liberali di Zanone.
E a noi laici, repubblicani del PRI, liberali del PLI e - se lo volessero - anche i Radicali, non rimarrebbe che costituire un rassemblement denominabile, preferibilmente, "Unione Liberaldemocratica" a sostegno dello stesso Gianfranco Fini.
Forse corro troppo con la fantasia, ma ritengo che una coalizione a quattro (Movimento di Fini, Udc, Api, Laici-Libdem) di tal fatta potrebbe certamente scompaginare i giochi e puntare a rappresentare quasi un terzo dell'elettorato.
Coalizione unita su pochi ma condivisi punti programmatici: politica estera filo-occidentale senza tentennamenti o connivenze con dittature o presunte tali; politica di integrazione dell'immigrazione con il riconoscimento dei diritti di cittadinanza, ma anche di rigore nei confronti dei clandestini; politica economica di sostegno alle piccole e medie imprese che miri alla detassazione dei redditi ed all'erogazione di congrui ammortizzatori sociali; riforma della giustizia che punti alla separazione delle carriere dei magistrati ed alla responsabilità civile del giudice ed alla spoliticizzazione del CSM; abolizione delle Province, dei consorzi, delle comunità montane ed accorpamento dei piccoli comuni.
Con Gianfranco Fini leader ed una sinergia fra moderati, laici e liberali, tutto ciò, forse, sarà possibile. Diversamente, la stagnazione regnerà sovrana.

Luca Bagatin



31 marzo 2010

Ernesto Nathan: quel Sindaco repubblicano, massone, laico ed anticlericale che cambiò il destino di Roma



Ernesto Nathan fu il Sindaco di Roma che maggiormente lasciò il segno nella Città Eterna, caratterizzandola per la buona amministrazione, il senso civico e la laicità delle istituzioni.
Ernesto Nathan lasciò - inoltre - il segno nella politica italiana, specialmente in quella che si rifà tutt'ora alla sinistra antimarxista (Repubblicana, Socialista, Liberale) e nella Massoneria del Grande Oriente d'Italia, che rinnovò profondamente.
Cercherò qui di presentare, brevemente ed evitando il più possibile la retorica, il profilo biografico di questo grande repubblicano mazziniano e massone, ancor oggi ineguagliato.
Ernesto Nathan nacque a Londra il 5 ottobre del 1845 da Sara Levi e Mayer Moses Nathan.
Attorno agli anni '60 dell'800 la famiglia Nathan si stabilisce in Italia: dapprima a Firenze e successivamente a Milano e poi vicino a Genova.
In seguito, Ernesto Nathan, si trasferirà nuovamente a Londra e sposerà Virginia Mieli.
Conoscerà dunque Giuseppe Mazzini, Apostolo dell'Unità Italiana, il quale lo invierà a Roma per assumere l'amministrazione del suo quotidiano "La Roma del Popolo", il quale avrebbe dovuto formare la coscienza civile degli italiani, finalmente uniti, e sconfiggere l'analfabetismo. Correva infatti l'anno 1870.
Nel 1872 morirà il Mazzini, nella casa della sorella di Ernesto Nathan - Giannetta Nathan Rosselli -  e dunque sarà la stessa famiglia Nathan ad assumersi il compito di lottare contro l'analfabetismo, la povertà diffusa e per l'emancipazione della classe lavoratrice, come propugnato dall'ideale mazziniano.
Sara Levi fonda dunque la scuola elementare "Giuseppe Mazzini", aperta a tutti, ed ove viene impartito un insegnamento laico a partire dallo studio del mazziniano "Doveri dell'Uomo" ed altre scuole fioriranno per mezzo del contrubuto delle numerose Società Operaie di Mutuo Soccorso, tutte di matrice mazziniana e garibaldina.
La famiglia Nathan, acquisiti i diritti, si occuperà proprio in questi anni della diffusione delle opere di Giuseppe Mazzini.
Attorno al 1886, Ernesto Nathan inizia ad appassionarsi ai problemi sociali relativamente ai ceti deboli, partecipando ai primi congressi operai e sostenendo il diritto di sciopero.
Inizia a lottare contro lo sfruttamento della prostituzione, per la tutela del lavoro minorile e femminile, per la lotta all'analfabetismo, per l'affermazione della libertà di culto delle minoranze religiose e per un'etica laica e patriottica.
Ernesto Nathan fa dunque suo il pensiero e l'azione del suo maestro Giuseppe Mazzini. Inizia così l'attività politica del Nostro.
Nel 1887 Nathan aderisce alla Massoneria, in accordo con i suoi ideali di libero pensatore e di emancipatore. Viene iniziato "sulla spada" dallo stersso Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Adriano Lemmi, nella Loggia Propaganda Massonica.
L'anno successivo Ernesto Nathan acquisisce la cittadinanza italiana e così - finalmente - tutti i diritti politici e nel 1889 è eletto consigliere provinciale a Pesaro.
Questo incarico gli permetterà di schierarsi - forse fra i primi -  contro la gestione barbarica dei manicomi dell'epoca e sosterrà che la causa prima della malattia mentale risiede nell'indigenza e nella povertà.
Successivamente si presenterà, nelle file radicali, con Andrea Costa, alle elezioni per il Parlamento nazionale, senza purtuttavia essere eletto (ricordiamo che allora il suffragio era ristretto, maschile e legato al censo e quindi le classi popolari erano escluse dal voto).
Nel 1895, Nathan, con alcuni scritti significativi, attacca l'allora Primo Ministro Francesco Crispi, accusandolo di spreco di danaro pubblico e di corruzione. Egli propone inoltre l'allargamento del suffragio alle classi popolari, l'indipendenza della magistratura dal potere politico, la restrizione dei poteri dell'esecutivo ed il miglioramento delle condizioni economiche degli insegnanti.
Sarà così eletto nel consiglio comunale di Roma.
Nel 1896 è eletto Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, succedendo a Lemmi, ed inizierà un processo di rinnovamento dell'Istituzione massonica, rafforzandola e mettendola al servizio dell'etica laica e dell'emancipazione delle classi popolari.
Arrivò persino a sostenere - come prima di lui aveva già fatto il Gran Maestro Giuseppe Garibaldi - l'iniziazione massonica delle donne, affermando testualmente: "...l'uomo e la donna siano le due note musicali che formano l'accordo umano, le due ali su cui l'essere si solleva sempre più alto per legge di eterno progresso nell'etere dell'infinito".
Nei primi anni del '900, Ernesto Nathan, propone un'alleanza elettorale fra repubblicani, radicali e socialisti che sarà denominata "Blocco popolare" e con quesa lista, nel 1907, sarà eletto Sindaco di Roma con un'ampia maggioranza.
Quale Sindaco della Città Eterna, Nathan, istituì le municipalizzate tutt'ora funzionanti: l'Atac e l'Acea; promuoverà l'istituto dei referendum per permettere alla cittadinanza di partecipare direttamente alla gestione della cosa pubblica; ostacolerà gli speculatori ed i proprietari terrieri che si opponevano al nuovo piano regolatore; aumenterà il numero delle scuole e promuoverà la cultura laica.
Celebre il suo discorso - a Porta Pia - del 20 Settembre 1910, ove denunciò l'oscurantismo della Chiesa cattolica e la sua scarsissima sensibilità nei confronti del ceti meno abbienti.
Passò alla Storia della cultura popolare, poi, il celebre motto coniato dallo stesso Ernesto Nathan "non c'è trippa per gatti" a proposito della necessità di risparmiare danaro pubblico finanche nelle frattaglie da dare ai gatti, allora utilizzati dal Comune quali cacciatori di topi.
Nel 1914, il "Blocco popolare" guidato da Nathan, prese il nome di "Unione liberale democratica", riconfermando per le amministrative di Roma l'alleanza fra repubblicani, radicali e socialisti. E nello stesso anno, in Nostro, prende posizione a favore dell'entrata in guerra dell'Italia contro gli Imperi centrali, necessaria a completare il processo di Unità nazionale e di emancipazione dagli Asburgo.
Il suo irredentismo è così acceso che decide, nel 1915, di arruolarsi volontario nell'esercito, nonostante i suoi settant'anni e sarà assegnato ai reparti di Croce Rossa.
Infine, nel 1919, si dimette dalla carica di Gran Maestro del GOI per dedicarsi alla cura dell'Edizione Nazionale delle opere di Giuseppe Mazzini.
Morì nel 1921 e gli fu così risparmiata la sciagura del fascismo che spazzò via, tristemente, ogni residuo di cultura laica e risorgimentale, mettendo all'indice gli ideali mazziniani (arrivando persino a distorcerli e ad utilizzarli ad uso e consumo del fascismo), radicali, socialisti e mettendo fuori legge la Massoneria.
Ernesto Nathan fu rarissimo esempio di uomo di governo coerente con i suoi ideali: mazziniani dalla nascita alla morte. Esempio di buona amministrazione e lungimiranza purtroppo mai eguagliata in quasi cent'anni dalla sua morte.

Luca Bagatin



16 ottobre 2008

"VALERIA ED IO", perché no ?


Naso e bocca di Valeria Manieri; capelli ed occhi del sottoscritto

Dovrei proporre a Massimo Bordin, direttore di Radio Radicale (che mi informano peraltro essere un lettore di codesto mio blog) una trasmissione d'intrattenimento radiofonico.
Fra un mozartiano Requiem e l'altro (assolutamente Divino, alla faccia degli atei ascoltatori di Radio Radicale !), perché non inserire un contenitore di svago e fancazzismo puro ? Una sorta di "chiavetta usb" nel Pannellico Sistema Radiofonico Scatarrante Senza Filtro e Senza Veline (mannaggialloro !) ?
Con l'aiuto di Valeria Manieri (www.piattaforma.ilcannocchiale.it), forse, si potrebbe.
"Valeria ed io" (nella variante surCLASSante: "Valeria e Dio") oppure "Forma Piatta". Titoli semplici e lineari. Ovvero controcorrente.
I testi autoprodotti dal sottoscritto e dalla bionda blogger romana.
Musica di sottofondo di Battisti, della Nannini e di Cristicchi. Ma anche cacofonie e CACCHIOfonie di sottofondo.
"Radical Blog", ecco un altro titolo che mi sovviene.
Per parlare di noi blogger, ma anche di pensieri, parole, illusioni, speranze, racconti, poesie. Di quello che ci pare insomma.
Introducendo magari qualche filo diretto con gli ascoltatori.
Non sto scherzando, Bordin. Se ci sei batti un colpo.
Questo blog qui è una fucina di idee. E se è riuscito a rac(C)imolare 600 visite quotidiane nel giro di poco tempo, non è certo perché si pettina i peli pubici (peraltro impettinabili. Ribelli financo al gel ! Ma non provate per credere....PLIIIIIIISSSSSS !!!).
E così, a volte, mi piace mettere a disposizione le mie idee per qualche valido progetto (ovviamente non gratis però ! Si deve pur vivere....per quanto a buon mercato) cultural-comunicativo-marketingaro.
Ovviamente il progetto cadrà nel nulla, si badi bene.
Così come sono sempre i migliori ad andarsene. Sbattendo la porta con il sorriso posto fra le Grandi Labbra ed il Monte di Venere.


Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini