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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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15 aprile 2013

EMMA FOR PRESIDENT !

A giorni si terranno le prime votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica.
E, almeno questa volta, in questo particolare momento storico di crisi politico-culturale-economica, è necessario che il nuovo Presidente sia VERO garante della Costituzione e dello Stato italiano.
Chi scrive -  assieme all'amica Ilona Staller - lanciò, solo pochi mesi fa, la proposta di candidare l'ultimo Padre Storico dell'Italia repubblicana ed antifascista, ovvero Marco Pannella.
Marco, oggi, non è fra i cosiddetti "papabili" al Quirinale, per cui, assieme ad Ilona, abbiamo pensato di rilanciare la campagna EMMA FOR PRESIDENT, per Emma Bonino al Quirinale.
In questo senso, vorrei e vorremmo cogliere l'occasione per riportare qui un articolo che pubblicai il 27 dicembre 2004, che racconta un po' la campagna che, assieme ad alcuni amici, lanciammo a Pordenone - nel 1999 - sposando l'iniziativa di Caterina Caselli e degli amici Radicali.
Una campagna, oggi, attuale come non mai.



EMMA FOR PRESIDENT (primavera 1999)
di Luca Bagatin

Nel gennaio 1999 alcuni utopisti lanciarono l'idea di candidare a Presidente della Repubblica la pasionaria appassionata radicale Emma Bonino, allora Commissara europea.
In quel periodo scrissi una poesia che venne poi pubblicata sulla stampa pordenonese:

"Emma for President"

Emma Bonino, una dei tanti radicali scalzi
che popolavano negli anni ‘70 le piazze delle città
per affermare i diritti di tutti, anche dei più derelitti di questo mondo,
contro un regime violento, burocratico, partitocratico e clericale,
che aveva in gloria solo la gestione del Potere: la poltrona sicura di Ministro, Cardinale o Presidente.
Emma Bonino: una donna, un simbolo dell’Europa e per l’Europa, a dispetto di chi ha cercato e cerca di oscurarla con ogni mezzo.
Emma Bonino: oggi di nuovo alla ribalta come degna Commissaria europea, sempre in prima linea per l’affermazione dei diritti umani, civili e politici, come ieri, più di ieri.
Loro, i Potenti, forse ti saranno avversi, ma è certo che la gente è con te
e con le tue battaglie di libertà e legalità.
Un augurio di cuore!
Una speranza dal profondo!
....magari una piacevole utopia: Emma for President


Nel marzo dello stesso anno si costituirono alcuni comitati spontanei a sostegno della candidatura di Emma a Presidente. Il sottoscritto ne costituì uno a Pordenone, assieme ai radicali storici John Fischetti (oggi nel direttivo nazionale dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica) e a Paola Scaramuzza.
Raccogliemmo in quattro sabati circa 500 firme a sostegno della candidatura. Emma non fu Presidente, ma il Parlamento preferì Carlo Azeglio Ciampi, un Presidente a mio giudizio poco imparziale e mediocre. Ovvio, quasi scontato. Ma fu il lancio dell'estenuante campagna "Emma for Europe". Obiettivo: Stati Uniti d'Europa.
Nell'aprile '99 partecipai anch'io, presso il Park Hotel Villa Fiorita, assieme a John ed a Paola (e come dimenticare Marco Gentili, Mirta Grilli...) all'Assemblea di Monastier di Treviso dal titolo: "Libertà di Lavoro ed impresa" per il lancio della campagna referendaria liberale e liberista.
Fu proprio nel corso dell'Assemblea che conobbi personalmente Emma e le diedi la poesia che le avevo scritto: "Grazie, grazie" mi disse lei con una pacca sulle spalle, stanchissima, stressata, fra tanta gente... E conobbi Marco Pannella del quale conservo ancora la foto che facemmo insieme, sorridente, gentilissimo, accanito fumatore, che, come Emma, pretendeva gli si desse del "tu" (mai dare del "lei" ad un radicale!).
E proprio tale Assemblea sancì la nascita della Lista Emma Bonino per le elezioni europee di giugno. E come posso dimenticare di aver chiacchierato io e Lilli (figlia di Paola), con Antonio Russo, giornalista di Radio Radicale assassinato l'anno seguente in Cecenia...
Caro Marco, cara Emma...cara Lilli, caro John, cara Paola...soprattutto cara Paola, ricordi io e te a raccogliere le firme in piazza per i referendum nel caldo maggio e giugno? Io e te soli nell'indifferenza completa dei mass-media locali! Io e te a distribuire volantini inneggianti "Emma for Europe" e ad attaccare manifesti sui tebelloni elettorali? E poi, in quel torrido 13 giugno '99, il tripudio!!! 8,5% nazionale alla Lista Bonino. 14,5% a Pordenone alla Lista Bonino! Il secondo partito in provincia! Io e te, Paola, due quasi emeriti sconosciuti abbiamo conquistato la prima pagina del Gazzettino e grande spazio nel Messaggero Veneto!
Il merito era quasi tutto di Emma, certo, lo sapevamo. E noi lì a spiegare che l'Italia dei referendum non era morta! Che l'Italia del divorzio, che l'Italia del concepire con amore anziché procreare come bestie, che l'Italia proiettata verso un'economia più liberale e verso gli Stati Uniti d'Europa (dell'Europa di Ernesto Rossi, di Altiero Spinelli...) era viva più che mai.
E' stata una stagione intensa. E le battaglie successive, questo blog compreso, io credo, non sono che un prosieguo di quella stagione, di quelle stagioni.


Luca Bagatin



6 aprile 2010

Ciao Roberta !

«La scelta del suicidio non è pura e semplice volontà di morire. Ci si può uccidere per eccesso di voglia di vivere»
Giorgio Antonucci, psichiatra



L'8 aprile dell'anno scorso moriva suicida la giornalista femminista e militante dei diritti civili Roberta Tatafiore.
La volli ricordare su questo blog con un articolo che - con profondo dispiacere - feci già allora difficoltà a scrivere e che fu poi pubblicato anche da "La Voce Repubblicana".
Feci difficoltà a scriverlo, come faccio ora a scrivere queste poche righe di presentazione.
Roberta Tatafiore, poco conosciuta ai più, fu per molti di noi irriducibili libertari (a cui della "destra" e della "sinistra" non è mai importato nulla), un mito.
Un mito di libertà individuale, di coscienza civile all'anglosassone, di liberazione che personalmente non esito a definire "psicosessuale" (consapevolezza dell'utilizzo della propria mente e del proprio corpo, senza costrizioni, condizionamenti o gabbie mentali).
Una donna che ha sempre, del resto, vissuto con coerenza la sua esistenza giungendo financo a decidere il giorno ed il modo in cui morire.
Da mercoledì 7 aprile prossimo, uscirà in libreria il suo diario "La parola fine - diario di un suicidio", edito da Rizzoli con il contribito del quotidiano "Il Foglio", che la Tatafiore iniziò a scrivere a gennaio del 2009 proprio per documentare la sua scelta estrema con riflessioni, paure, dubbi, ma anche con la certezza che la sua scelta di morire sarebbe stata ineluttabile.
Vorrei qui riprodurre l'articolo che scrissi all'indomani della sua morte, aggiungendo una piccola riflessione che Roberta Tatafiore riprodusse nel suo diario: «A chi appartiene la vita? Credo che la vita appartenga a ogni individuo libero di affidarla a chi vuole in base a ciò che gli suggerisce la coscienza».

Luca Bagatin

UN ATTO DI ESTREMA COERENZA
di Luca Bagatin
da "La Voce Repubblicana" del 28 aprile 2009




Ricordo che la prima volta che ho sentito parlare di lei è stato......
Avevo 17 anni ed allora ero un verde militante. Fu così che conobbi i primi radicali storici, quelli che avevano vissuto i mitici anni Sessanta, Settanta ed Ottanta con le loro lotte per i diritti civili (divorzio, aborto, obiezione di coscienza alla leva militare, voto ai diciottenni, liberazione sessuale, omosessuale, transessuale, antiproibizionismo su droghe, non droghe, ricerca scientifica, ambientalismo laico, autogestione del proprio corpo e della propria mente....).
Frequentavo la sede dei Verdi di Pordenone, allora sita in Via Rovereto, ove oggi c'è un call center per immigrati. Mi avevano lasciato una copia delle chiavi ed allora mi dilettavo a riordinare il polverosissimo archivio fatto di vecchi numeri di Quaderni Radicali (ne conservo a casa ancora un sacco di copie), di Frigidaire (con un poster di Ilona Staller, al secolo Cicciolina), di Radicalchic (una rivistina radicale di satira che usciva nei primi anni '80), de Il Male, dei vecchissimi numeri di Lotta Continua e.....Lucciola, il giornale dei diritti delle prostitute diretto da lei: Roberta Tatafiore.
Non so perché, ma sono sempre stato attratto dai diritti degli “sconciati”, dei “diversi”, degli “emarginati”. Forse perché, sin da ragazzino, sono sempre stato un tipino abbastanza stravagante, poco incline al conformismo (nei comportamenti, nel modo di vestire, nelle abitudini, nel modo di pensare....), ontologicamente controcorrente.
Per me l'amore per tossici, puttane, disabili, froci e lesbiche e chi più ne ha più ne metta è stato dunque naturale. Più che amore è stata empatia, comprensione. Fra anticonformisti ci si riconosce a pelle.
E' così che ho iniziato a leggere quel vecchio numero di Lucciola, gli articoli della Tatafiore e ricordo persino un buffissimo quanto emblematico fotoromanzo a tema prostituzione con protagonisti la stessa Tatafiore ed un giovanissimo Chicco Testa.
Ma chi era Roberta Tafafiore ? Una femminista, proveniente dal quotidiano “Il Manifesto” e poi una militante radicale in prima linea per i diritti civili delle prostitute e dunque per la loro autogestione.
Ironia della sorte, nel 1999, collaborerò io stesso – lavorativamente parlando, pur per un breve periodo – con il Comitato dei Diritti Civili delle Prostitute, fondato anche con il contributo di quelle battaglie libertarie e con sede nazionale proprio a Pordenone.
Ormai abbandonata la militanza sinistrorsa nei Verdi (che stava diventando sin troppo sinistrorsa ed ideologizzata per un individialista liberale e libertario come me) e anche quella nella Lista Emma Bonino per la quale avevo comunque condotto – con nessun mezzo ed assieme alla radicale storica Paola Scaramuzza – la campagna elettorale per le europee in città (secondo partito a Pordenone con il 14% dei voti: ci dedicarono anche la prima pagina de “Il Gazzettino"), mi sono per molti versi avvicinato al progetto del Polo Laico e poi della Casa Laica. Per un'area libertaria nel centrodestra.
Il Polo Laico era animato da persone che culturalmente e politicamente stimavo molto: Givanni Negri, Arturo Diaconale, Luca Barbareschi e.....Roberta Tatafiore appunto !
Eccola che ritorna. Ascoltai su Radio Radicale anche il suo intervento di fondazione di quel progetto che pur ebbe vita breve.
Come poteva una femminista ex di sinistra avvicinarsi ad un progetto nell'alveo del centrodestra ? Poteva eccome, se era sufficientemente laica e libertaria da rendersi conto che dall'altra parte – nei salotti buoni della gauche au caviar - i “diversi” sono sempre stati trattati come degli appestati (personalmente ricordo che allora, solo con i giovani di Alleanza Nazionale riuscivo a parlare apertamente, in dibattiti pubblici e televisivi, di legalizzazione della cannabis e di somministrazione controllata di eroina ai tossicomani. Io a favore e loro contro. Con i “sinistri” era impensabile, tanto erano attenti a mantenere buoni rapporti con i loro amici cattolici).
Non a caso, lo storico leader del Partito Repubblicano Italiano, Randolfo Pacciardi, preferendo l'alleanza con i clericali piuttosto che quella con i comunisti, affermava: “Meglio una messa al giorno che una messa al muro”. Come non dargli torto !
Ma ecco che comunque, anche lì, fra quegli ingenui clericaloni e parrucconi del centrodestra berlusconiano, i laici, liberali e libertari duri e puri davano fastidio. Solo qualcuno si è salvato quà e là. Mi pare che la stessa Tatafiore abbia aderito ai Riformatori Liberali di Della Vedova e Taradash, ma, ad ogni modo.....non c'è stata trippa pè gatti !
Negli ultimi anni Roberta Tatafiore curava una rubrica  - Thelma e Louise - su “Il Secolo d'Italia”, in cui continuava a parlare libertariamente di femminismo con Isabella Rauti.
In un recente articolo su “La Voce Repubblicana” l'ho persino citata come rappresentante di quei radicali dalla mente libera (come anche Adele Faccio, Angelo Pezzana, Giovanni Negri....), che non hanno chinato la testa di fronte ai deliri pannelliani che hanno portato quella tradizione alla totale distruzione politica e culturale.
In questi giorni, per mezzo di un bellissimo articolo dell'amico Vittorio Lussana su “L'Opinione delle Libertà” (che con la Tatafiore per un periodo ha anche convissuto), vengo a sapere che ella si è tolta la vita all'età di 66 anni. Mi scende una lacrima, poi comprendo e rispetto.
Rispetto una scelta consapevole e rifletto. Rifletto sul fatto che – come andiamo ripetendo da anni - solo noi siamo i padroni della nostra esistenza, solo noi siamo in grado di gestirci ed autogestirci, perché noi siamo “il pilota” della nostra vita, della nostra mente, della nostra coscienza. E' un discorso filosofico, ma anche eminentemente politico. E forse Roberta Tatafiore ha così compiuto il suo ultimo, estremo, atto politico di un'esistenza profondamente coerente, liberale e libertaria.
Penso quindi ad Alex Langer. Poi a Piero Welby ed infine a Beppino Englaro ed a Eluana.
Esperienze che non c'entrano assolutamente nulla fra loro. Non le giudico, sorrido, e penso a quanto sia fortunato ad aver potuto comprendere ed apprendere – nel mio piccolo – qualche cosa dalle loro esistenze.




3 marzo 2010

Per Emma Bonino ? Magari ci fossero stati anche i Liberali ed i Riformatori !



Sono nato a Roma e lì ho vissuto parte della mia infanzia.
A Roma ho ancora degli affetti, passati e più recenti, e confesso che presto mi farebbe davvero piacere ritornare stabilmente nella Città Eterna.
Anche sparsi per il Lazio ho diversi amici, per cui non potevo esimermi dallo schierarmi politicamente - anche per mezzo del mio blog www.lucabagatin.ilcannocchiale.it - nelle elezioni regionali del 28 e 29 marzo che si terranno anche in questa regione, così come ho deciso di fare per la Campania a sostegno del candidato socialista del PdL Stefano Caldoro e del candidato a Sindaco di Venezia Renato Brunetta. Candidature laiche e libertarie, contro la conservazione dilagante.
Ci sono motivi di affetto e di profonda stima politica per Emma Bonino, che sostenni a Pordenone già nel 1999 - assieme solo alla militante radicale Paola Scaramuzza - nella utopistica raccolta di firme per "Emma Bonino al Quirinale".
La sostenni anche alla fondazione della Lista Emma Bonino - nello stesso 1999 - che si tenne presso un hotel di Monastier di Treviso e nell'occasione le regalai anche una mia poesia a lei dedicata.
Condivisi dunque le sue battaglie europeiste, libertarie e liberiste: per le libertà individuali ed economiche.
Condivisi meno lo spirito cocciuto dei radicali pannelliani, che finiranno presto fra le braccia dei cattocomunisti e dei giustizialisti, ma, ad ogni modo, Emma Bonino è tutta un'altra storia. Come recita il suo stesso slogan.
E' un'altra storia rispetto ai conservatori di destra e di sinistra: sempre pronti a difendere lo Stato, il parastato, la burocrazia parassitaria, le Chiese, i dogmi e i pregiudizi.
Emma Bonino, val dunque bene un voto a Governatore del Lazio.
Anche se è sostenuta dai cattocomunisti e dai giustizialisti come Di Pietro: lontani anni luce dalla sua storia e forse più vicini a quella di Renata Polverini, sindacalista di destra conservatrice.
Ma, si sa, il bipolarismo porta spesso ad alleanze contronatura.
Per ovviare purtittavia a questa snaturazione e per rendere coerente la candidatura Bonino con un progetto di "Rivoluzione Liberale", ecco che vi era a suo sostegno la lista dei Liberali e Riformatori: Partito Liberale Italiano e Rinascita Repubblicana uniti, i cui riferimenti web sono: www.liberalieriformatori.ilcannocchiale.it   e   www.liberalieriformatori.com).
Dico "vi era" perché non è riuscita a raccogliere le firme per la presentazione alle elezioni.
Una lista, quella del PLI e di Rinascita Repubblicana, che proponeva: snellimento della burocrazia; riduzione della spesa pubblica improduttiva; promozione del merito; liberalizzazioni; promozione del patrimonio turistico ed artistico.
Una lista laica che richiamava dunque gli ideali storici, mazziniani e civici, dell'indimenticato Sindaco repubblicano di Roma Ernesto Nathan.
Il Segretario del PLI Stefano De Luca ha comunque voluto ritirare l'appoggio alla candidata Bonino in quanto ella non ha accettato che candidati liberali entrassero nel cosiddetto "listino".
E in questo senso si è comportata malissimo.
La mia personale indicazione di voto è dunque quella di votare comunque per la candidata a Governatrice più liberale - ovvero Emma Bonino - ma di utilizzare il voto disgiunto, votando per la lista del Partito Repubblicano Italiano (che pur si presenta nella coalizione della Polverini).


Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini