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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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8 gennaio 2014

Antiproibizionismo In/Coscienza: ovvero come imparai ad amare la cannabis e a ritenere tossicodipendenti i politicanti da strapazzo (collusi con la criminalità organizzata)

Visto il tornare alla ribalta - dopo anni di oblìo - il tema della legalizzazione di cannabis e derivati, ripubblichiamo (con una piccola aggiunta al titolo) uno stralcio del nostro articolo del 7 giugno 2008, che ripercorre la storia del Comitato Antiproibizionista IN/COSCIENZA per l'uso lagale della Cannabis, sorto nel 1997 a Pordenone e fondato dal sottoscritto e che già allora riscosse consensi bipartisan.
Nell'articolo noterete come si ricordi che il leghista Roberto Maroni (che oggi fa ipocritamente lo gnorri) abbia, in tempi non sospetti, firmato la proposta di legge per la legalizzazione della cannabis presentata dall'allora Sottosegretario verde alla Giustizia Franco Corleone nel 1997.

L.B.


Antiproibizionismo In/Coscienza: ovvero come imparai ad amare la cannabis e a ritenere tossicodipendenti i politicanti da strapazzo (ipocriti o collusi con la criminalità organizzata)

di Luca Bagatin



Sabato 26 luglio 1997: si parte con la fondazione del comitato In/Coscienza per l'uso legale della canapa indiana, ovvero della Cannabis !
Pordenone è una città notoriamente bigotta e storicamente clericale. Oggi come ieri.
I primi tavoli di raccolta firme per la legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati li ho organizzati a 17 anni, assieme ad alcuni radicali del Club Pannella Riformatori. Pochi, pochissimi risultati allora.
Ci voleva quindi un'idea nuova, trasversale, che coinvolgesse il mondo della cultura oltre che quello della politica.
Così, nell'estate del '97 ho avuto l'idea, assieme ad altri amici, di fondare un comitato antiproibizionista per diffondere proprio la cultura della regolamentazione delle non-droghe.
Era un pomeriggio dal sole cocente. Era appunto il 26 luglio 1997 quando il sottoscritto, allora portavoce dei Giovani della Federazione dei Verdi (quando i Verdi non erano rossi, bensì liberali), il radicale John Fischetti (oggi nel direttivo nazionale dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica), l'allora Presidente della Sinistra Giovanile pordenonese Massimiliano Santarossa (che oggi ha abbandonato la politica e ha recentemente dato alle stampe un libro sull'emarginazione giovanile a Pordenone. Peraltro da me recensito per l'Opinione delle Libertà) e l'indipendente Andrea Satta (di cui si sono perse le tracce...) ci siamo riuniti nell'allora sede provinciale dei Verdi per gettare le basi dell'associazione. Il nome fu scelto da John: In/Coscienza, ovvero un gruppo di "coscienti incoscienti" capaci di sfidare, mettendosi in gioco, il bigottismo locale raccogliendo adesioni trasversali.
Il tutto con il principale scopo di spiegare i motivi del perché oggi si muore di proibizionismo sulle droghe e sulle non-droghe. Un proibizionismo antiscientifico che genera scippi, rapine, carcere, prostituzione, mafia, criminalità d'ogni genere.
Dopo qualche settimana dalla fondazione di In/Coscienza, ricevemmo la chiamata da parte di una rete televisiva locale, "Canale 55", per un'intervista concordata: il velo d'indifferenza era rotto !
Nei mesi successivi organizzammo tavoli di raccolta firme a sostegno della proposta di legge antiproibizionista depositata alla Camera dall'allora Sottosegretario verde Franco Corleone, osteggiata dalla destra (ma sottoscritta dal leghista Roberto Maroni), dal centro cattolico e dalla sinistra più retrograda (oggi diremmo dal Partito Democratico). Nonché dall'allora Presidente del Consiglio Mortadellone-Prodi (di cui oggi, per fortuna, non sentiamo più parlare).
Con i nostri tavoli scendemmo in piazza, ma anche ai concerti locali, alle feste paesane ecc...e raccogliemmo, in poco tempo, oltre che adesioni trasversali di cittadini (ma anche di politici da Rifondazione Comunista sino a Forza Italia), anche fondi per le nostre campagne politico-culturali: 300.000 lire in tutto in neanche una settimana.
Nei mesi successivi fummo invitati a dibattiti pubblici e televisivi a "Canale 55" "contro" i giovani di AN, proibizionisti ed oscurantisti da sempre. Ricordo ancora quando io, emozionatissimo e visibilmente paonazzo in volto, assieme ad Andrea Satta, in diretta, tenevamo testa con umiltà alle argomentazioni prive di fondatezza scientifica dei giovani aennini. Noi non contrapponevamo lo "spinello libero" all'ordine costituito come spesso faceva la "sinistra de noantri", assolutamente no ! Contrapponevamo invece lo spinello LEGALE all'illegalità politica e comune di un proibizionismo che si fonda solo sulla morale individuale, che, appunto, in quanto individuale, è opinabile e non può essere fatta valere indiscriminatamente per tutti. Inoltre affermavamo che proprio l'Unione Europea stanziò fondi per la coltivazione di cannabis ad uso industriale per la produzione di carburanti meno inquinanti dei derivati del petrolio, di cordami, saponi, fibre sintetiche come avviene in Svizzera e in Olanda e poi, come dimenticare i malati di tumore che alleviano le loro sofferenze attraverso l'uso della canapa indiana ? E lo fanno anche in Italia. Illegalmente: come sempre.
Le nostre battaglie giunsero sino ai banchi del Consiglio Comunale attraverso una mozione che avrebbe impegnato il Comune di Pordenone a farsi portavoce in Parlamento della proposta di legge per la regolamentazione delle non-droghe. Una mozione libertaria e liberale, presentata proprio dall'allora liberale Sergio Bolzonello (oggi Sindaco di Pordenone nella giunta di centrosinistra, che tuttavia ha abbandonato ogni residuo di liberalismo approssimandosi invece al "democristianesimo"). Pochi i voti a sostegno, a dire il vero, ma, ce l'aspettavamo. L'obiettivo in ogni caso fu raggiunto: il voto favorevole di ben due leghisti (la Lega aveva la maggioranza assoluta del Consiglio Comunale!) e l'astensione del Presidente del Consiglio Comunale (leghista anche lui). Avevamo scovato qualche "anima laica" anche nella Lega, al punto tale che uno dei Consiglieri, il giovane Davide Scaglia, si iscrisse al nostro comitato.
Che fine ha fatto oggi il comitato In/Coscienza ? I suoi quattro militanti-fondatori principali oggi hanno preso strade e percorsi diversi. Le battaglie proseguono in altri settori, in altri
ambiti. Fu una stagione assolutamente positiva, certo. Ahinoi non più ripetuta.




25 febbraio 2013

Fine della politica. Evoluzione della Coscienza.


L'ultima immagine a destra è tratta dal sito (amico) del Partito dell'Amore

Non so, non sappiamo, forse nemmeno immaginiamo come siano o possano essere andate queste elezioni politiche invernali, a poche ore di risultati definitivi.
Ciò che sappiamo è che questa campagna elettorale ci ha delusi profondamente. Non abbiamo visto alcun entusiasmo di piazza, escluso quello mediatico-indottrinatorio di Beppe Grillo, che, a nostro parere, farà il pienone nelle urne a dimostrazione di quanto sia facile, ancora una volta, imbrogliare ed imbrigliare le masse (già imbrigliate ed imbrogliate dal Berlusconismo e dal Cattocomunismo in questi ultimi decenni).
Abbiamo visto pochi manifesti; abbiamo sentito molti dire che avrebbero votato "turandosi il naso", altri a dire che non sarebbero andati a votare per la prima volta. Perché non si sarebbero comunque sentiti rappresentati.
Chi scrive è rimasto basito. Basito dal comportamento di Oscar Giannino, alquanto poco comprensibile. Oltre che basito dal comportamento di Luigi Zingales, a pochi giorni dal voto.
Se non puoi fidarti nemmeno degli amici...si direbbe che tu debba contare, ancora una volta, sulle tue forze.
Sull'alternativa politica, ovvero sull'alternativa controculturale alla politica. Sull'utilizzo della politica per veicolare idee e progetti millenari di Libertà e Liberazione. Questo solo ha, da sempre, un senso.
Lo ha avuto alla fine degli Anni '50, negli Anni '60 e '70 statunitensi, attraverso le controculture letterarie ed artistiche Beatnik e Hippie (Liberazione dal Militarismo, Liberazione Sessuale, Liberazione dal Dogma e dal Potere, Liberazione Spirituale e riscoperta della Spiritualità Neopagana e Gnostica)  e, successivamente, negli Anni '80, con l'avvento del Cyberpunk, che ha dato vita all'avvento del web e della comunicazione globale, svincolata dai mass-media.
Da sempre, in sostanza, gli autentici cabiamenti coscienziali e sociali, non sono mai avvenuti attraverso la politica tradizionale ("Se le elezioni cambiassero qualcosa non ce le lascerebbero fare"- Mark Twain), bensì, attraverso singole intelligenze creative. Correnti artistiche, letterarie, erotiche, individualiste.
Questo blog, nel suo piccolo, ha sempre cercato, da quasi dieci anni a questa parte - con ottime e poliedriche collaborazioni di alta qualità artistica - di creare tale alternativa controculturale.
Da eredi della trazione risorgimental-garibaldin-mazziniana e, quindi, Azionista, non molleremo !

Luca Bagatin



21 febbraio 2013

Elezioni del 24 e 25 febbraio 2013: l'appello all'EX VOTO di www.lucabagatin.ilcannocchiale.it (sposando così l'appello del Partito dell'Amore)


L'immagine è tratta dal sito (amico) del Partito dell'Amore

Mancano pochi giorni, ore, minuti, all'esercizio mediatico e mediocre di massa: il voto elettorale.
Un esercizio a proposito del quale, il celebre scrittore ed umorista ottocentesco Mark Twain, affermava: "Se le elezioni cambiassero qualcosa non ce le lascerebbero fare".
Ecco, beh, diciamo che noi alle elezioni, in tempi non sospetti, credevamo. Credevamo e militavamo e, per molti versi, militiamo anche oggi.
Ma non ci stracciamo più le vesti per nessuno.
La vicenda che ha visto coinvolto Oscar Giannino è triste, ma lo è ancor più a causa del "fuoco amico tafazziano" presente in FARE per Fermare il Declino.
A proposito di questo, proprio ieri, scrivemmo un'email indirizzata alla Segreteria nazionale del movimento stesso, ad Oscar Giannino ed alla Segreteria di FARE del Friuli.
Riportiamo, qui di seguito, il testo:

Buongiorno a tutti,

relativamente alla decisione presa dal candidato Premier di FARE, Oscar Giannino, mi sento di esprimere, brevemente, quanto segue.
La vicenda è spiacevole, in sé, ma non tanto per quel "master" che è sfuggito a Giannino nell'intervista che ben tutti conosciamo ed abbiamo ascoltato. Quanto per l'uscita del prof. Zingales, il quale, a pochi giorni dal voto, poteva risparmiarsela, onde evitare di danneggiare non tanto o solo Giannino, quanto piuttosto l'intero movimento FARE ed i suoi militanti.
Questa storia del "master", in sé, diciamocela, non è poi così grave. Possiamo intenderla come una parola sfuggita a Giannino ? Oppure come un lapsus ? Oppure come una innocente menzogna ?
Ci sta tutto, ma, per favore, non prendiamola così sul serio perché ciò significa e significherebbe vanificare il lavoro svolto da luglio ad oggi, oltre che dai fondatori del movimento, anche dei militanti di FARE sparsi per l'Italia.
Ora, posso esprimere solo la mia opinione personale, in qualità di collaboratore di testate giornalistiche, osservatore, studioso, scrittore, blogger e simpatizzante di FARE (oltre che militante per qualche giorno): se Oscar Giannino rinuncerà al suo seggio, non ha alcun senso votare.
E non ha senso andare a votare, perché significherebbe dare ragione ai Tafazzi che, a pochi giorni dal voto, hanno danneggiato FARE. E significherebbe peraltro e pergiunta avvalorare questo sistema corrotto e partitocratico.
In questo senso: O GIANNINO IN PARLAMENTO O NIENTE.
Con viva cordialità,

Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it


Per completezza, riportiamo anche la pur laconica risposta:

Salve,

grazie per il sostegno morale.
Se voi elettori ce ne darete la possibilità faremo del nostro meglio per portare a buon fine Il nostro programma.

Le auguro buona giornata.

Team Fermare il declino

Ora, al di là delle cose che dice o millanta dadaisticamente Oscar Giannino, la mia personale stima nei suoi confronti non viene né verrà meno.
In un mondo ed in un'Italia marcia - anche nel privato di ciascuno, oltre che nel pubblico (aspetto che non va affatto sottovalutato, tutt'altro) - e dunque in una politica che segue il suo putrido corso, queste facezie gianniniane, fanno quantomeno sorridere.
Oscar Giannino è e rimane persona competente in campo economico e sociale, anche da autodidatta (in effetti personalmente non avevo mai sentito di titoli a lui attribuiti o auto-attribuiti). Autodidatta come chi scrive, peraltro, aspetto rivendicato con orgoglio in un Paese ove tutti hanno la laurea ma nessuno conosce né la Storia, né la politica e/o altri aspetti dello scibile umano.
Detto ciò, è notizia di ieri, Giannino ha dichiarato che, se eletto, rinuncierà al seggio parlamentare.
Ha fatto bene ? Ha fatto male ? Non sta a me dirlo e/o giudicare tale decisione.
La decisione di questo blog è, di conseguenza, EX VOTO, in accordo - peraltro -  con l'invito del Partito dell'Amore, guidato dall'amico Mauro Biuzzi, che intervistammo solo quache giorno fa.
EX VOTO, ovvero obiezione di coscienza al voto, in quanto, se proprio dovevamo votare, lo avremmo fatto per mandare Oscar Giannino - e non altri, magari cravattoni - in Parlamento. Di cravattoni non abbiamo bisogno. Di lucidi folli di cultura pannunziana e pazzi melanconici - per citare Gaetano Salvemini - sì, invece.

EX VOTO dunque perché:

Ci rifiutamo di avvalorare questo sistema partitocratico ed autoreferenziale, delle leggi elettorali incostitizuonali, con sbarramenti, con liste elettorali bloccate.

Ci rifiutiamo di avvalorare una politica-spettacolo mediatica e mediocre, che ha fatto strage dei valori repubblicani e risorgimentali sui quali fu fondata la Repubblica Romana del 1849 (e non già la Repubblica Partitocratica e Cattocomunista del 1948, nella quale non ci riconosciamo).

Ci rifiutiamo di prendere parte all'indecoroso spettacolo eversivo che danno, da oltre un anno, Berlusconi-Bersani-Monti, con l'avallo dei media, tutti pronti a dare la parola a loro e solo a loro, in primis.

Ci rifiutiamo di dare l'avallo a chi ha mal governato l'Italia negli ultimi vent'anni, dando vita al Partito Unico Pd-PdL, oggi con il concorso montian-casinista.

Auspichiamo una Repubblica fondata su valori di Democrazia Laica, Libertarismo, Liberalsocialismo, Liberalismo, Amore Universale e senza distinzioni.

Auspichiamo un sistema elettorale coerente, con il ritorno delle preferenze: o maggioritario purissimo, ove il primo partito governa, senza compromessi, oppure proporzionale purissimo, senza sbarramenti.

Auspichiamo l'elezione diretta del Presidente della Repubblica, con funzioni di governo ed al di fuori del sistema dei partiti.

Auspichiamo la liberazione del mercato del lavoro (senza oppressioni stataliste-classiste-bancarie), che è diretta emanazione delle lotte di liberazione sessuale e sociale degli Anni '60 e '70, delle Generazioni Beatnik, Hippie e Cyberpunk, pur nelle loro diversità e peculiarità.

Auspichiamo la liberazione civile del nostro Paese: una legge per legalizzare droghe e non droghe; introduca il matrimonio omosessuale; introduca il diritto all'eutanasia ed al suicidio assistito, in pieno accordo con il rispetto della volontà della singola persona umana.

Auspichiamo tutto ciò e, forse, molto altro.
In tutto ciò, chi scrive, ha proposto la sua candidatura come consigliere comunale al Partito Liberale Italiano, come indipendente, per le elezioni amministrative di Roma del 26 e 27 maggio. Con quattro punti concreti e senza fronzoli: recupero del verde pubblico; riduzione della spesa pubblica improduttiva; costituzione dei Parchi dell'Amore; lotta alla corruzione ad ogni livello.
Crediamo ancora nel valore civico, in particolare in aree metropolitane come quella di Roma, ove peraltro fu costituita la già citata Repubblica Romana, il 9 febbraio 1849.
Non crediamo più nei partiti - in particolare quelli storici riteniamo debbano diventare delle Fondazioni culturali - ma a livello locale, piccole realtà ideali, possono ancora emergere dalla cloaca dell'indistinzione mediatica.

Detto ciò, buon EX VOTO a tutti.

Luca Bagatin


Tratto da www.partitodellamore.it/attivita/index.html#interviste
- 21 febbraio - s. Eleonora
La nostra campagna dell'Ex Voto.


  Il blogger Luca Bagatin, dopo l’incidente di percorso di Oscar Giannino che lo priva di un riferimento parlamentare, ha deciso di sostenere la ns campagna Ex Voto da un punto di vista certamente repubblicano e che, come tale, non possiamo che apprezzare.
   Ha addirittura pubblicato il ns quadro programmatico qui a sinistra.
  
   Anche lui festeggia con Moana, con il PdA e con gli italiani che non vogliono più dare a nessuno la propria delega in bianco, una scommessa che abbiamo già vinto!




7 gennaio 2013

Alle elezioni politiche del 24 febbraio occorre abbattere la partitocrazia. Ovvero contrastare l'"Agenda Monti-Berlusconi-Bersani-Vendola-Grillo-Ingroia-Di Pietro-Maroni"



Che faccia tosta !
Che faccia tosta Silvio Berlusconi criticare oggi Mario Monti, dopo averlo sostenuto per oltre un anno al governo e, recentemente, avergli proposto di guidare il PdL, quale candidato Premier di centrodestra.
Che faccia tosta Mario Monti, che prima non pensa nemmeno lontanamente di candidarsi e poi fonda una lista di centro tutta sua.
Che faccia tosta Pierluigi Bersani, anche lui sostenitore di Monti della prima ora e poi a lui contrario, che organizza anche delle primarie "di popolo", ma riservandosi un "listino di candidati" da piazzare nelle liste bloccate di questo porcellum di legge elettorale.
Che faccia tosta, questa partitocrazia, sostenitrice del sistema delle banche centrali e della Fed, stampatrici di cartamoneta e foriere di inflazione, a tutto danno dei cittadini onesti, dei lavoratori e del mercato.
Che faccia tosta, questa partitocrazia sostenuta dal Vaticano, con la sua potente banca, lo IOR ed i suoi traffici.
Che faccia tosta, questa partitocrazia che, con Monti - sostenuto praticamente da tutti - ci aumenta l'IVA, comprimendo i consumi e danneggiando le famiglie con asprissime imposte sulla casa e sul reddito.
Che faccia tosta, Giuseppe Piero Grillo, in arte "Beppe l'urlatore", che sbraita a destra e a manca, denuncia il malaffare, salvo poi espellere chiunque la pensi diversamente da lui.
Che faccia tosta quei magistrati che, anziché essere indipendenti come il loro alto ufficio e professione richiederebbero, si candidano in politica, magari come Ingroia che sul suo simbolo inserisce, "rubandolo", il bellissimo quadro di ispirazione socialista di Giuseppe Pelizza da Volpedo, "Il Quarto Stato", forse per non dire che la casta dei magistrati in politica rappresenta un "Quinto Potere", l'ennesimo sulla testa dei cittadini inermi.
L'Agenda sul tappeto di queste elezioni è unica e non si chiama solo "Agenda Monti". Bensì "Agenda Monti-Berlusconi-Bersani-Vendola-Grillo-Ingroia-Di Pietro-Maroni". E' l'agenda della conservazione partitocratica ai danni degli elettori.
A contrastare tutto ciò solo due, piccoli movimenti che, anche loro, hanno la faccia tosta di presentarsi pur con una legge elettorale antidemocratica.
Stiamo parlando di "Fermare il Declino" di Oscar Giannino e Luigi Zingales e dei Radicali con la loro lista "Amnistia Giustizia Libertà".
Liste coraggiose guidate da amici e compagni liberali, repubblicani e libertari. Per le libertà economiche, i diritti civili ed i diritti sociali. Di tutti, anche di coloro i quali, come diceva Pier Paolo Pasolini, "non sanno di avere diritti".
L'alternativa, insomma, è fra la massa delle barbarie che hanno martoriato questo Paese, e le minoranze sveglie, oneste e consapevoli, di questa nostra Italia. Che merita, finalmente, civiltà e onestà intellettuale.

Luca Bagatin



13 dicembre 2012

Silvio Berlusconi rasenta ormai il ridicolo



Silvio Berlusconi rischia di rasentare il ridicolo a causa della sua incoerenza politica. Prima fa cadere Monti al Senato, per una dichiarazione del Ministro Passera, costringendoci ad elezioni anticipate e, successivamente, lo candida alla guida dei moderati.
E' persona seria costui ?
Ma già ci aveva lasciati basiti allorquando disse di volersi ritirare dalla vita pubblica e di non ricandidarsi più e poi, invece, fece marcia indietro e dichiarò di volersi ricandidare.
Oggi Berlusconi dice anche di essere un "convinto europeista", come se non fosse stato lui ad appoggiare - quando era al governo - i nemici dell'Europa e dell'Occidente, ovvero Gheddafi, Lukeshenko e Putin.
Silvio Berlusconi e quel che resta del PdL hanno perduto ogni possibile credibilità ed i sondaggi li danno in caduta più che libera (bene che vada si attesteranno al 20% massimo dei consensi). Si sono rimangiati, oltretutto, ogni singola proposta liberale e di riforma dei loro programmi elettorali, non solo del '94, ma anche del 2001 e del 2008.
Che poi, volere un'alleanza di moderati assieme ai neofascisti ed estremisti de La Destra e quelli della Lega Nord...beh, anche qui ci scappa un tantino da ridere.
Non che nel carro sinistro le cose vadano meglio. Le primarie non hanno fatto altro che riproporre il leader dei cattocomunisti Pierluigi Bersani, che sta per allearsi con i neocomunisti di Vendola e quel che rimane dell'IdV.
Si torna, in sostanza, al '96, alla contrapposizione Berlusconi-Prodi, che è come se fossimo negli Anni '80 ed ascoltassimo ancora il Quartetto Cetra.
Un tristissimo spettacolo tutto partitocratico al quale ci auguriamo possano contrapporsi forze di alternativa quali Fermare il Declino di Oscar Giannino, Democrazia Natura Amore di Ilona Staller ed i Radicali. Auguriamocelo perché, con questa legge elettorale e con le firme da raccogliere in poco più di trenta giorni, si rischia davvero il tracollo del Paese ed il ritorno di zombie e mummie in Parlamento.

Luca Bagatin



16 dicembre 2011

Intervista esclusiva di Luca Bagatin al giornalista d'inchiesta Lanfranco Palazzolo


Lanfranco Palazzolo, romano, classe 1965, è militante repubblicano di lungo corso, nonchè giornalista di Radio Radicale ed autore di numerosi saggi e libri-inchiesta.

Ricordiamo qui il libro su Leonardo Sciascia deputato radicale; i discorsi parlamentari di Marco Pannella; il libro relativo agli scritti ed ai discorsi di Enzo Tortora sulla giustizia giusta; il libro-inchiesta sull'ex Presidente degli Stati Uniti d'America John F. Kennedy e le sue simpatie fasciste; quello sulla Banca Nazionale del Lavoro e “Fumus persecutionis”, che mette a nudo le regalie di assoluzioni ed impunità dei parlamentari durante la XVI legislatura. Tutti editi da Kaos Edizioni.

Oggi Lanfranco ha dato alle stampe “Il compagno Napolitano” (Kaos Edizioni), un dossier sul Capo dello Stato Giorgio Napolitano ed “Allarme Rosso – 5 anni di governo Togliatti”, ovvero una riedizione di un romanzo di fantapolitica degli anni '50. Entrambi con introduzione del politologo Giorgio Galli.

Ma vediamo di approfondire, assieme a Lanfranco, le tematiche relative ai suoi libri e di parlare un po', con lui, di attualità politica.

Luca Bagatin: Sei il primo giornalista che, obiettivamente, ha scritto un libro che racconta dell'imbarazzante passato comunista del Presidente della Repubblica. Com'è nata quest'idea ?

Lanfranco Palazzolo: L’idea non è mia. Alla fine dello scorso luglio, l’editore Kaos mi aveva proposto di fare una ricerca su Napolitano. Invece di fare questa ricerca ho scritto il ‘Compagno Napolitano’. Alla fine di agosto, quando l’editore è tornato dalle vacanze si è ritrovato il libro sul tavolo. Nei mesi di settembre ed ottobre abbiamo curato i particolari del libro. Sapevamo che questa raccolta di interventi non avrebbe aumentato la nostra popolarità. Da parte nostra non c’era nessuna intenzione di toccare la figura del Capo dello Stato, ma solo di mettere i puntini sulle i per far capire agli italiani come si forma un “grande” politico.


Luca Bagatin: Che cosa "svela", di nuovo "Il compagno Napolitano" ?

Lanfranco Palazzolo: “Il libro è utile per le giovani generazioni e per chi si è formato un’idea sbagliata su Giorgio Napolitano. Molti immaginano questo personaggio come un moderato del PCI. Invece, per molti anni non lo fu. Si è creato il mito del comunista moderno e aperto all’Occidente. Invece Napolitano rimase ancorato all’orbita del mondo comunista fino agli sgoccioli chiedendo che non fosse sciolto il Patto di Varsavia, non fosse riunificata la Germania e impedendo il passaggio dei parlamentari comunisti, nell’estate del 1989, nel gruppo parlamentare del socialismo europeo. Il libro è tutto un programma. La serie degli interventi del ‘Compagno Napolitano’ si apre con un durissimo intervento contro la Nato a Napoli. Napolitano è stato il più conformista dei comunisti. Ha fatto carriera politica lavorando, ma anche evitando di guardare in faccia i compagni. Del resto, la sua carriera spiccò il volo all’indomani del discusso intervento a favore dei carri armati sovietici in Ungheria. Napolitano svolse quell’intervento per distruggere Antonio Giolitti con uno scopo ben preciso: farsi strada nel PCI. In quel caso fu bravissimo.


Luca Bagatin: Il tuo spirito intransigentemente anticomunista, oltre che informativo, peraltro, non si è fermato ed hai riesumato addirittura un romanzo di fantapolitica risalente agli anni '50, pubblicato dalla DC per contrapporsi al Fronte socialcomunista...

Lanfranco Palazzolo: Non sono anticomunista. Non mi piacciono le semplificazioni dell’ideologismo. Queste manipolazioni portano solo a perseguire una linea politica di rigido realismo politico. Quando i comunisti vanno al potere diventano come i loro predecessori, anzi peggio di loro. Il governo in carica è lo specchio di questa tattica. Purtroppo si tratta di una logica aberrante. Quando ho deciso di pubblicare ‘5 anni di Governo Togliatti’ l’ho fatto perché pensavo che il comunismo di ieri fosse come quello di oggi. Il fatto stesso che una delegazione del PD si reca ancora sulla tomba di Togliatti è a dir poco illuminante.


Luca Bagatin: Puoi raccontarci qualcosa, in anteprima, di "Allarme Rosso - 5 anni di governo Togliatti" ?

Lanfranco Palazzolo: Il libro riporta alla luce un opuscolo della Dc realizzato durante le elezioni politiche del 1953 per dimostrare cosa sarebbe successo all’Italia se il 18 aprile del 1948 avessero vinto i comunisti. Da repubblicano ho visto la sorte che, nella finzione del racconto fantapolitico, tocca a Randolfo Pacciardi. Il nostro amato leader repubblicano, pur di non essere fucilato dai comunisti, si uccide in carcere. Credo che se lo avessero preso per farlo fuori, Pacciardi avrebbe fatto proprio così per non dare ai comunisti la soddisfazione di impallinarlo.


Luca Bagatin: Kaos Edizioni e Stampa Alternativa. Due case editrici di controcultura con le quali sei riuscito a pubblicare i tuoi saggi...

Lanfranco Palazzolo: Averli pubblicati con queste due case editrici è una fortuna. Non le cambierei mai con una grande casa editrice. La Rizzoli, tanto per non fare nomi, due libri così non me li farebbe fare.


Luca Bagatin: C'è spazio, secondo te, oggi, per la saggistica "scomoda", non convenzionale, o, meglio ancora, lontana dalla cosiddetta "egemonia culturale" della sinistra cattocomunista ?

Lanfranco Palazzolo: No, i cattocomunisti sono troppo potenti.


Luca Bagatin: Sei un repubblicano di lungo corso, già giovanissimo nella Federazione Giovanile Repubblicana. Che cosa ti ha spinto, sin da ragazzo, ad iscriverti al partito di Giuseppe Mazzini ?

Lanfranco Palazzolo: Credevo che ci fosse una sinistra diversa da quella comunista. Con gli anni mi sono reso conto che quel tipo di cultura ha divorato e cannibalizzato i nostri ideali per riutilizzarli nel peggior modo possibile. E’ la storia di Mazzini che sposa Marx. Mi sembra che la storia sia andata diversamente. Purtroppo questa è l’altra faccia del cattocomunismo: mi riferisco al Laico-comunismo.


Luca Bagatin: Che ne pensi, obiettivamente, della politica di oggi?

Lanfranco Palazzolo: Mi sembra che tutti siano schifati della politica. Non sono d’accordo con questo schifo per due ragioni: io ci vivo tutti i giorni e non voglio fare la figura del masochista; negli anni ’70 la gente moriva per la politica. Oggi mi sembra che la politica non produca morte, ma solo disgrazie. Direi che è un passo avanti.


Luca Bagatin: C'è spazio, a tuo parere, per un'alternativa laica e repubblicana ?

Lanfranco Palazzolo: Dovrei dire di sì. Ho l’impressione che molti, soprattutto coloro che non si sono formati con la cultura mazziniana e democratica, abbiano operato una sorta di furto e di saccheggio nei confronti di questo patrimonio. Mi riferisco alla Chiesa, che ha partecipato in pompa magna alle celebrazioni del 150 anniversario della nascita dello Stato Unitario e alle forze di sinistra, le quali hanno sempre disprezzato gli ideali del Risorgimento associandoli al fascismo. Di fronte a questa sorta di trasformismo culturale i veri repubblicani sono rimasti pochi. Dovrebbero avere più coraggio e impedire certe appropriazioni indebite. Tuttavia, devo constatare che sono stati proprio molti di loro ad incoraggiare questa pessima operazione di furto culturale. Il fatto che il PRI sia andato nel centrodestra è stata la conseguenza estrema di questa situazione.


Luca Bagatin (nella foto con Lanfranco Palazzolo)



27 ottobre 2009

Primarie Pd: un esito scontato che poco interessa al Paese


Orbene, questa storia delle "primarie" del Pd è finalmente terminata con l'ennesimo esito scontato.
Come alle scorse "primarie", ha vinto il candidato dell'apparato cattocom: ieri Uolter, oggi Piergigi.
Lo spottone "democratico" ha ad ogni modo funzionato alla grande: il partito dei cattocomunisti è stato presente nei media come non mai (pur senza lanciare alcuna proposta concreta per il destino del Paese) e, con i due euro richiesti ad ognuno dei tre milioni di "elettori", è anche riuscito a far cassa.
Peccato che in tutto ciò manchi la serietà dei Padri nobili della tradizione cattocomunista da Togliatti a Berlinguer passando per Aldo Moro e Dossetti che, saranno anche stati dei gran clericaloni e conservatori, ma non mancavano certo di equilibrio e sobrietà politica.
Un'americanata così, insomma, dubitiamo l'avrebbero tollerata.
Che poi, a dirla tutta, le americanate bisogna anche saperle fare per bene.
Negli Stati Uniti d'America - unico Paese al mondo ove esiste l'istituto delle primerie (quelle serie, appunto) - i candidati in lizza si presentano alcuni mesi prima delle elezioni nazionali. Ed è lì che si decide democraticamente chi sarà a guidare il partito che lo porterà ad essere il nuovo Presidente degli USA. Detti candidati, inoltre, non solo girano in lungo ed il largo il Paese spiegando i loro programmi, ma finanche spendono un fottio di soldi provenienti dalle loro tasche (negli USA non esiste, come da noi, il sistema del finanziamento pubblico ai partiti o rimborsi elettorali) e sostenuti alla luce del sole dalle lobby di riferimento. Che, nel bene o nel male, pesano nell'esito dell'elezione (il fatto che ciò avvenga alla luce del sole, purtuttavia, garantisce una trasparenza praticamente inesistente qui in Italia).
L'esatto opposto di quanto avviene da noi ove è l'apparato del Pd a fare da padrone. E, magari, quando c'è un candidato "outsider" come Ignazio Marino, si arriva finanche ad attaccarlo sui media tirandogli fuori vecchi scheletri nell'armadio....magari pure presunti !
Non vediamo, insomma, che cosa ci sia da esultare quando all'orizzonte non vi sono comunque programmi alternativi a quelli del PdL.
Ci auguriamo purtuttavia che nel PdL vi sia un serio chiarimento relativamente alla linea da seguire: è impensabile che si possano fare le riforme di cui questo Paese ha bisogno con un Ministro dell'Economia statalista come Giulio Tremonti, che vuole mentenere la pressione fiscale agli attuali livelli e che ripropone una vecchia chimera cattocomunista: il posto fisso.
Su almeno tre punti il Premier Berlusconi non può rimandare o avere dubbi: abolizione delle Province ed enti inutili; abolizione progressiva dell'Irap e riforma della giustizia che preveda finalmente la separazione delle carriere dei magistrati.
Se così non sarà il PdL avrà perso la scommessa con l'Italia intera e non sarà per davvero dissimile dal carro cattocomunista.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini