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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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24 marzo 2014

Cari liberali, o abbracciate la linea extraparlamentare oppure siete destinati all'oblìo. "Amore e Libertà" ve ne offrirebbe la possibilità...

  VERSUS

Non conoscevo questo Guy Verhofstadt, così come non conoscevo questo Tsipras di cui pur i media si occupano, in vista dello spettacolo pornocratico delle elezioni europee previste per fine maggio.

Uno spettacolo pornocratico, dicevamo, utile unicamente a spartire le poltrone di un Parlamento europeo senza alcun potere se non quello di determinare la...lunghezza delle zucchine o giù di lì (se non è pornocrazia questa !).

Uno spettacolo inutile se non fosse che 751 politicanti eletti a Bruxelles si spartiranno altrettanti stipendi loro lautamente pagati dai contribuenti europei ai quali, della lunghezza zucchine e del resto, francamente, interessa poco o nulla.

Ma torniamo a Guy Verhofstadt che, un po' come Tsipras per i comunisti italiani, sta diventando un'icona liberaldemocratica da utilizzare a mo' di feticcio di un'accozzaglia partitocratica utile solo a raccattare qualche voto e tentare di superare la fatidica soglia del 4%. Impresa, lo abbiamo sempre sostenuto, peraltro, impossibile.

Ora, qui non ci interessa tanto parlare di Guy Verhofstadt, sicuramente degnissimo politico liberale belga (che però di partiti italiani temiamo conosca poco o nulla), ma dell'alleanza-accozzaglia che vogliono mettere in piedi il Centro Democratico di Tabacci (che nel Parlamento italiano sta con i cattocomunisti) e quel che resta di Fare per Fermare il Declino di Michele Boldrin. Un'alleanza-accozzagli che vuole richiamarsi all'Alde - ovvero all'Alleanza Liberaldemocratica Europea - e dovrebbe chiamarsi “Scelta Europea con Guy Verhofstadt”.

Apprendiamo che anche ciò che resta del Partito Nucariano...ehm, del Partito Repubblicano Italiano (ben diverso dal partito che fu di Ugo La Malfa e Randolfo Pacciardi, intendiamoci) ha aderito a quest'alleanza e che sarebbero corteggiati anche il neo-partito di Giannino ALI; quel che resta del PLI del sempreverde De Luca e forse anche ciò che resta di Scelta Civica (partito peraltro inutile all'indomani dell'uscita del suo leader Mario Monti).

Ora, ci si chiede a chi giovi tutto ciò in casa liberale, ovvero quale programma comune di ispirazione liberale e magari libertaria possa scaturire da una tale accozzaglia che vede uniti democristian-cattocomunisti e pseudoliberali in salsa ammuffita.

Tanto più ci chiediamo a che cosa serva una lista liberale (ma anche una socialista, popolare o comunista o grillina o neofascista) in Europa, visto che l'Unione Europea è di fatto governata dalla Banca Centrale Europea e, per decidere della lunghezza delle zucchine, ripetiamo, non servono liberali, socialisti o popolari !

Diverso sarebbe se i liberali, quelli duri e puri però, contaminati da un sano liberlsocialismo e da un sano repubblicanesimo mazziniano e garibaldino, che conoscono le battaglie di Ernesto Rossi, Mario Pannunzio, Ernesto Nathan e ancor prima quelle di Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini per un'Europa affratellata, ove il Popolo governa sull'economia e sulle ruberie politico-bancarie, iniziassero una sana battaglia extraparlamentare.

E' ciò che da lungo tempo ho proposto loro, così come lo propongo a tutti i cittadini pensanti (magari anche ai dissidenti ex grillini, se non rimanessero sordi all'appello del loro stesso elettorato) allorquando ideai “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreeliberta.blogspot.it), che non è un partito elettoralistico, bensì è un Partito d'azione. D'azione extraparlamentare in primis, per la Civiltà dell'Amore, per un'Europa affratellata, per i diritti sociali e politici che possono essere ottenuti fornendo ai cittadini una sovranità che non è mai stata fornita loro. Attraverso l'autogestione e la libertà di scelta: del proprio corpo, delle attività economiche, della circolazione delle idee (attraverso lo sviluppo del copyleft e l'abolizione del copyright), dell'autogestione dei capitali attraverso l'unione fra capitale e lavoro di mazziniana memoria.

Tutto ciò è utipistico, forse. Ma è utile ed ha senso. Per uscire da una crisi che è prima di tutto umana. Da una crisi imposta dall'economia per mezzo della politica. Imposta da una cattiva politica fatta da persone che ritengono sia più utile il proprio posto assicurato nelle istituzioni-prostituzioni - pagato dal cittadino-contribuente - rispetto all'interesse del cittadino.

Temiamo di rimanere, purtuttavia, una volta di più inascoltati dai partiti tradizionali. Ma, ad ogni modo, ci auguriamo di non esserlo dalla gran parte degli elettori (o, meglio, degli ex elettori) che, a maggio, si rifiuteranno di partecipare allo spettacolo pornocratico delle elezioni europee. E preferiranno dare una chances all'amore ed alla libertà di crescere in un'Europa e in un mondo senza violenze e soprusi politico-economico-sociali.


Luca Bagatin



6 dicembre 2010

Sfiduciare Berlusconi, costruire l'Unione Democratica Liberale ed una nuova coalizione di Centro riformatore



Il 15 settembre lodavo il tentativo del mio Segretario nazionale, Francesco Nucara, leader del Partito Repubblicano Italiano, di tentare di "salvare il salvabile", ovvero l'attuale maggioranza di governo. Confermo questa lode ma oggi, a pochi giorni dal voto di fiducia al governo, ritengo che non ci siano oggettivamente più le condizioni per tenere in piedi una compagine governativa guidata da un Berlusconi che ha fatto e sta facendo di tutto per risultare impresentabile (a se stesso, al Parlamento, oltre che agli elettori).
Berlusconi, infatti, lo dissi già qualche tempo fa, è la principale causa del suo stesso mal.
Da quando si è messo in testa di seguire la Lega Nord ed il Ministro Giulio Tremonti relativamente alle controriforme "social-burocratiche", è finita la parabola del leader liberale e liberista quale si presentò agli elettori nel 1994, contrapponendosi all'ingloriosa "macchina da guerra" di Achille Occhetto & Compagni che, fortunatamente, allora fu sconfitta.
Come se ciò non fosse sufficiente - Berlusconi -  ha proseguito nella sua amicizia interessata con il leader russo - già agente non pentito del KGB ed estimatore del dittatore comunista Stalin - Vladimir Putin; con il leader comunista bielorusso Aleksandr Lukashenko (noto non certo per il suo democraticismo) e con il dittarote libico Mu'ammar Gheddafi.
Che oggi vengano fuori certe "rivelazioni" di Wikileaks sul Cavaliere, non deve certo stupire: le aveva già fatte il giornalista Paolo Guzzanti, già deputato PdL e Presidente della Commissione Mitrokhin ed oggi Vicesegretario del PLI, nella sua biografia su Berlusconi edita un anno fa da Aliberti editore.
Se a tutto ciò aggiungiamo anche l'ipocrisia di un Berlusconi che, sotto le lenzuola si comporta in un modo, mentre pubblicamente si permette di "bacchettare" gli omosessuali e quanti non rispettano i dettami di Santa Romana Ecclesia.....
Beh, ne consegue che il Cavaliere di Arcore deve essere sfiduciato e sostituito da un governo di responsabilità nazionale che escluda a priori le estreme - Lega Nord ed Italia dei Valori - e che approvi una legge elettorale decisamente più democratica e con il ritorno alle preferenze (meglio di tutto sarebbe una legge o proporzionale pura, senza sbarramenti o, al massimo, una legge maggioritaria pura, con l'uninominale all'anglosassone, senza doppi turni).
Meglio ancora potrebbe essere indetta un'Assemblea Costutiente eletta su base proporzionale che riscriva le regole del gioco.
Detto ciò, passiano a "noi". A "noi" repubblicani, laici, radicali, liberali e liberalsocialisti.
E' prioritario costruire una nuova aggregazione nella quale fonderci e che potrebbe chiamarsi Unione Democratica Liberale. Nel 150esimo dell'Unità d'Italia sarebbe davvero il momento di far cadere gli steccati che dividono le forze di ispirazione risorgimentale, unite comunque dal laicismo che ha fatto dell'Italia un Paese moderno.
E' il momento di unire il Partito Repubblicano Italiano, il Partito Liberale Italiano, i Radicali, i Socialisti sparsi a destra e sinistra in un'Unione Democratica Liberale che in Europa si riconosca nell'ELDR, ovvero nell'Internazionale dei Liberali e dei Riformatori.
E per questo è il momento di parlare assieme di diritti civili, libertà individuali ed economiche, laicità, rigore nei conti pubblici, riforma della magistratura in senso garantista.
Sia ben chiaro, dunque, che non vogliamo morire democristiani, ma, per governare, sappiamo bene che i nostri interlocutori privilegiati sono e devono essere loro: i Popolari europei.
E' per questo che è necessario, una volta costruita quest'Unione, aprire un dialogo con Futuro e Libertà, Api ed Udc (evitiamo, magari, di aprire all'Mpa di Lombardo, filo leghista, secessionista e neoborbonica) e, assieme a loro, costruire una forte coalizione di governo per un nuovo Centro riformatore e liberaldemocratico, capace di guardare oltre la destra e la sinistra.
Forse, chissà, a quel punto, il nostro Paese, diventerò un po' più moderno, un po' più europeo.

Luca Bagatin



31 gennaio 2009

Europee con sbarramento: tormento della democrazia



Qualche giorno fa riflettevo sul fatto che il sottoscritto, da quando ha acquisito il diritto di voto, non è mai riuscito - alle elezioni politiche – ad incidere nell'elezione di un solo deputato o di un solo senatore.
Nessuno dei partiti che ho votato in precedenza è infatti mai riuscito ad andare oltre lo sbarramento previsto dalla legge elettorale maggioritaria per l'accesso alla Camera o al Senato (visto anche che non ho mai votato, in tali elezioni, per partiti coalizzati).
Mi sono sentito e mi sento dunque totalmente esautorato dal voto, ininfluente, impotente politicamente. E dunque, anche alle imminenti elezioni europee, se cambieranno – come pare certo accadrà - la legge elettorale ed introdurranno questi astrusi sbarramenti al 3, 4 o 5%, non avrà alcun senso che mi rechi alle urne. E molti altri elettori con me.
Siamo dunque inorriditi nel sentir parlare, ancora una volta, di riforma della legge elettorale per le elezioni europee.
Già di per sé è stata una truffa nei confronti di noi cittadini-elettori, l'aver introdotto una legge elettorale maggioritaria per le elezioni politiche (abolendo le preferenze pergiunta !).
In Europa, poi, esistono chiare e precise famiglie e tradizioni politiche che in Italia sono state spazzate via da coloro i quali oggi rappresentano il nulla politico e culturale (i due calderoni Pd-PdL).
In Europa vi sono in primis Popolari, Socialisti, Liberali ed ancora Sinistra Europea, Verdi, Nazionalisti ecc....
In Italia il Partito Democratico non ha ancora deciso la sua collocazione fra le tre (fuguriamoci un po' !), visto che a comporlo vi sono iscritti e componenti il gruppo dirigente che appartengono a tutte e tre le famiglie europee.
Il Popolo delle Libertà ha già deciso (più che altro l'ha deciso il suo leader) di collocarsi nella famiglia dei Popolari ed è gia qualcosa. Per quanto eminentissimi esponenti di questo “calderone” siano dichiaratamente Socialisti ed altri Liberaldemocratici.
La Lega Nord si collocherebbe probabilmente fra i Nazionalisti.
Con lo sbarramento al 3, al 4 o al 5 % rischierebbero di entrare nel Parlamento di Strasburgo – ma non è affatto scontato - anche quelli dell'Italia dei Valori (che si dicono liberali....per quanto abbiamo fortissimi dubbi in merito, viste anche le recenti sparate di Di Pietro contro il Quirinale) e quelli dell'UDC che sicuramente sono Popolari.
Sostanzialmente l'Italia rischierebbe di eleggere, così, a spanna, un buon 80% di Popolari, un 10 % di Nazionalisti, il restante 10% non è dato bene di sapere ove o come si collocherà.
Bella democrazia il nostro Paese ! Un Paese senza tradizione Socialista e senza tradizone Liberale, scomparse ufficialmente nel lontano 1992.
E poi, fra l'altro, ultimamente in Parlamento ci si lamenta che i partiti sono troppi, sic !
E si dice anche che questi partitini (ma quali ?) impedirebbero ai governi di governare !
Ma se Silvio Berlusconi ha oggi la maggioranza per fare le riforme necessarie senza che nessuno gli dia fastidio (a parte la Lega, che sull'abolizione delle Province non ci sente), ci chiediamo se il motivo di certe mancate-riforme siano per caso causa del PRI o del Nuovo PSI, noti partitini della maggioranza che oggi si vorrebbero falcidiare con neonate leggi elettorali epurative.
Ma se proprio da quei partitini storici arrivano, ovvero sono arrivati, determinati progetti di riforma portati avanti dal PdL (dal ritorno al nucleare, alle misure sociali, alla riduzione della spesa pubblica, all'abolizione degli enti inutuli) !
Siamo alla schizofrenia politica, ma tant'è.
Chi scrive ha notoria simpatia per Partito Repubblicano Italiano (al quale è iscritto), per il Nuovo PSI e per il Partito Liberale Italiano di Stefano De Luca (che ha votato e sostenuto alle ultime elezioni politiche). Se non vi fossero sbarramenti di sorta (e quindi il rischio di non avere nemmeno un eletto) sarebbe possibile rilanciare una lista della Casa Laica, collocata nell'ELDR (Liberali e Democratici Europei), che comprenda questi tre partiti, candidando solo ed unicamente under 40 e rilanciando il progetto per gli Stati Uniti d'Europa, ovvero per un Europa finalmente politica, che non discuta solo ed unicamente di pere e mele o di burocrazia, bensì di prospettive per noi giovani cittadini europei.
Probabilmente sogno.....come sempre.
Essendo purtuttavia e mio malgrado un tipo estremamente pratico mi immagino ciò che nei fatti – ahinoi - accadrà: sbarramento al 4 o 5%; liste calderone PD-PdL con tanti attori, cantanti, sportivi, mezze calze, cartapecore; l'Europa questa sconosciuta; Strasburgo che formaggio è !
La solita sbobba all'italiana, insomma. Ed allora varrà la pena rimanere a casetta propria, disertando in massa le urne.




Luca Bagatin



29 ottobre 2007

RILANCIAMO LA POLITICA EUROPEA ATTRAVERSO L'ELDR


La politica italiana, oggi, è francamente poco o per nulla edificante.
Negli ultimi 15 anni di regime "bipolare" (fra "virgolette" in quanto le confuse
leggi elettorali introdotte dal '93 ad oggi, pur avendo imposto un sistema bipolare,
hanno anche mantenuto una minima parte di proporzionale ed hanno introdotto le
famigerate "liste bloccate", tanto per far decidere alle Segreterie di Partito chi saranno
gli eletti e chi no) abbiamo assistito al ricambio di ben 7 governi sostenuti da una miriade
di partitini spesso espressione di meri personalismi.
I due principali candidati premier, peraltro, sono prerssoché sempre stati gli stessi:
Berlusconi e Prodi con qualche variante diniana, rutelliana, dalemiana, amatiana.
Quanto ai programmi, nessuno dei due schieramenti che si contendono aspramente
(quantomano a parole, nei fatti uniti da un comune intento egemonico ed oligarchico)
il governo del Paese hanno mai introdotto alcuna riforma seria e concreta.
Penso ad un mercato del lavoro ancora ingessato, penso ad una riforma delle pensioni
che ancora garantisce chi è già garantito e lascia scoperte le nuove generazioni prive di
garanzie, penso alla ricerca scientifica ancora ostacolata dai clericali e dagli ambientalisti
talebani che si rifiutano di aprire agli Ogm ed al nucleare, penso ai diritti individuali ancora
negati, penso alla mancanza di una piena integrazione europea che sino ad oggi è solo
sulla carta e si potrebbe continuare.
Quando poi, sempre più spesso da qualche anno, sento ripetere in giro l'aberrante concetto:
"vado a votare per il meno peggio", mi si restringe ancor più lo stomaco.
E' il fallimento del bipolarismo all'italiana, del monopartitismo perfetto Union-Cidiellino.
Penso anche a coloro i quali (postcomunisti, postfascisti, leghisti, neocomunisti e neofascisti)
negli anni '90 gridavano "al ladro, al ladro !" nei confronti dei partiti democratici (Dc, Psi, Pri,
Psdi, Pli) ed oggi si ritrovano con inquisiti nei governi da loro stessi sostenuti.
La verità è che la corruzione ed il clientelismo sono tutt'altro che finiti con Tangentopoli. Anzi.
Il fenomeno è addirittura peggiorato ed ha fatto sì che l'economia, la finanza, il sistema
bancario prevalessero sulla politica stessa.
Se l'Italia fosse davvero un Paese democratico probabilmente non avremo mai avuto detti fenomeni
e gli opposti estremismi non sarebbero mai stati legittimati al governo del Paese.
Peraltro, se gli stessi partiti democratici (dai laici Psi, Pri, Psdi, Pli alla Dc) che dal dopoguerra
sino agli anni '90 ci hanno, nel bene e/o nel male governato, si fossero autoriformati anziché scadere
in posizioni di mero potere probabilmente sarebbero riusciti ad arginare il cataclisma
di Tangentopoli. E' inutile nasconderlo ma, questi partiti in primis, avrebbero dovuto perseguire
e condannare il loro diffuso sistema di clientele ed allontanare coloro i quali utilizzavano la
politica quale sistema di arricchimanto personale.
Qualcuno ha detto: "lo facevano tutti, nessuno escluso !". Certo, e allora ?
Se uno imbroglia i cittadini ed il suo partito è giusto che continui a farlo perché un suo
avversario fa lo stesso ?
Personalmente non lo credo proprio.
Fatto sta che oggi, in Italia, ci ritroviamo punto a capo, e addirittura con due aggravanti.
La prima è che la politica ha perso ogni riferimento ideale e culturale. La seconda è che i
potentati economici prevalgono sulla politica stessa, come abbiamo già scritto.
Ebbene, personalmente, dopo quasi 12 anni di politica attiva nell'area laica e liberalsocialista,
al di là ed al di fuori degli attuali schieramenti politici, ho deciso di occuparmi di cose ben più produttive
e di lasciar perdere, se possibile, la politica nostrana.
Lo dico soprattutto ai giovani come me, ma anche ai più giovani: approfondite sempre la
cultura e la Storia politica e non vi lasciate convolgere dalle perdite di tempo dei vari partiti
politici italiani d'oggi.
Essi, per la maggior parte, sono specchietti per le allodole senz'anima. Serbatoi di voti e di pubblico
danaro che succhiano per mezzo di leggi reintrodotte ad hoc e bocciate a suo
tempo con il 90 % dei voti dei cittadini.
E la si smetta con la pseudo divisione fra destra e sinistra.
Si guardi piuttosto ai modelli dell'Occidente democratico, al mondo anglosassone ed all'
Europa stessa.
Quell'Europa per la quale i riformatori, i repubblicani ed i liberalsocialisti da Giuseppe Mazzini
ad Altiero Spinelli hanno teorizzato una piena integrazione politica oltre che economica.
Guardiamo allora con rinnovata fiducia al rilancio del progetto degli Stati Uniti d'Europa
teorizzati da Ernesto Rossi e dallo stesso Spinelli negli anni '40 con il "Manifesto di Ventotene".
Stati Uniti d'Europa alleati all'Occidente democratico e per l'allargamento ad essi allo Stato d'Israele
per la tutela della sua indipendenza.
Al Parlamento europeo esistono partiti e filoni culturali di grande prestigio che non sono minimamente
paragonabili ai nostri risibili partitini di plastica a partire dal nome stesso:
partito democratico, forza italia, lista Mastella-udeur ecc...
I tre partiti maggiori in Europa sono: Il Partito Socialista Europeo, il Partito Popolare Europeo
e l'ELDR ovvero il Partito dei Liberaldemocratici e dei Riformatori.
E' in particolare su quest'ultimo che vorrei soffermarmi. Partito di grande tradizione riformatrice, l'Eldr,
European Liberal Democrat and Reform Party che aderisce al Gruppo Parlamentare Europeo dell'Alleanza dei
Liberali e dei Democratici, ragguppa tutti gli aderenti agli ideali laici
e libertari al di là della destra e della sinistra.
Una forza che guarda con rinnovata fiducia alle istituzioni europee e che si batte per la libertà
in tutte le sue forme: sia sotto il profilo economico che sotto il profilo delle libertà individuali,
dei diritti civili e della ricerca scientifica.
Una forza non ideologica che pure fa riferimento alle grandi tradizioni liberali del passato
dalla Rivoluzione americana a quella Francese (nei suoi principi, non certo per quanto concerne il periodo del Terrore antidemocratico di Robespierre) passando per il Risorgimento italiano, l'antifascismo libertario e l'europeismo del XXesimo secolo.
Oggi siamo nel XXIesimo secolo e sono certo che molti giovani e meno giovani aperti all'informazione
corretta ed alla ricerca storica, scientifica e culturale hanno già compreso
per che cosa sia giusto e valido lottare e viceversa per cui sia totalmente inutile spendersi.
La politica italiana di oggi, che nei fatti è la vera antipolitica, evidentemente è ancora sorda
a qualsiasi richiamo serio e pragmatico che vada al di là dei meri interessi di retrobottega.
Andiamo avanti senza curarci di loro: con mente limpida e ricordando sempre che la libertà,
nel senso più ampio del termine, non ci è concessa da nessuno, ma va sempre e comunque conquistata.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini