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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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26 novembre 2015

Sui conflitti, sulla democrazia, sulla religione, sulla libertà, sull'economia. Riflessioni di Luca Bagatin

Democrazia è governo di popolo.
Non governo della maggioranza.


Non credo in nessuna religione.
Per questo credo in Dio.


I conflitti, ogni tipo di conflitto, nascono dalla nefasta propensione umana dell'invadere la sfera altrui. E ciò può avvenire in molti modi: giudicando il prossimo, facendogli violenza nelle innumerevoli forme possibili (da quella verbale a quella fisica), disturbando o interessandosi agli affari altrui, rompendo le cose altrui (sia metaforicamente che fisicamente) ecc...
Chi si fa gli affari propri campa cent'anni.
Chi non se li fa, finisce per creare situazioni di conflitto e spesso non campa a lungo o, quantomeno, ci auguriamo che ciò non accada.
Una società che voglia evitare i conflitti deve imparare a non essere una società di rompicoglioni (nelle più varie forme possibili).


(Troppa) libertà (di scelta) è schiavitù.


Penso che l'unica lotta efficace alla disoccupazione si trasformarla in tempo libero. E che ci guadagno ? Tempo libero. E come vivo ? Con il baratto. E cosa baratto ? Ciò che non serve a te, ma serve ad altri. E viceversa.


L'Italia è il Paese delle infarstrutture inutili e dannose (vedi TAV e probabile ponte di Messina). Da decenni osservo anche la realizzazione di inutili rotonde stradali e quant'altro...e poi i Comuni italiani, le Province e le Regioni sono sempre lì a battare cassa e a lamentarsi !
I danari pubblici andrebbero usati per una cosa sola: fare stare bene i cittadini, non i politici e le aziende appaltatrici !




11 giugno 2015

Ciao Khaled Fouad Allam, caro amico !

Conobbi Khaled Fouad Allam sedici anni fa, nella primavera del 1999.

Allora avevo vent'anni ed ero iscritto ai Verdi e mi fu presentato da Mario Puiatti, allora esponente di spicco dei Verdi friulani. Fouad, anche se nessuna testata e nemmeno Wikipedia lo riporta, fu allora candidato alle elezioni europee proprio per il partito ambientalista italiano per eccellenza.

In quel periodo, da dissidente, sostenni la campagna elettorale della Lista Emma Bonino, purtuttavia collaborai volentieri anche alla campagna elettorale dei Verdi e ricordo che cenai con Fouad, Mario Puiatti e Italo Corai in un risorantino udinese.

Anni dopo rividi Fouad a Pordenone per un convegno su “Fede e Libertà” e pranzammo ancora una volta assieme, condividendo entrambi una visione laica e libertaria dell'umanità.

Apprendere della sua morte ieri, addirittura ancora avvolta nel mistero, mi rattrista doppiamente.

Il mio pensiero va a quei giorni, alla sua cultura ed intelligenza.

Ovunque ti trovi ora, caro Fouad, il mio cuore e la mia memoria avranno sempre un posto per te.


Luca Bagatin



9 febbraio 2015

Prostituzione: più che "tollerare" sarebbe ora di legalizzare. Oltre che istituire i Parchi dell'Amore

Ben vengano gli operatori sanitari e le unità di strada, del resto sono cose di cui si è sempre occupato anche il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, fondato a Pordenone negli Anni '80 da Pia Covre e Carla Corso ed al quale collaborò anche la femministra Roberta Tatafiore oltre che, pur per un breve periodo, anche il sottoscritto.

Ben vengano perché coloro le quali o i quali decidono di prostituirsi sono persone, tanto quanto lo sono i loro rispettivi clienti. Detto ciò: abbasso il moralismo e l'ipocrisia e l'etica lasciamola fuori dalle lenzuola, per cortesia ! Pensiamo alle persone, ai loro bisogni ed alla loro salute prima di tutto !

La proposta del Sindaco di Roma Ignazio Marino di "tollerare" la prostituzione in un'area specifica dell'EUR – lontana dalle abitazioni - fa discutere ed ancora non si è ben compreso come sarà attuata. Ciò che si sa è che costerà cinquemila euro mensili, ma non si comprende a che cosa servirà. Forse solo a “controllare” un fenomeno, ma quando la politica ci mette troppo lo zampino (specie sotto le lenzuola !) rischia sempre di fare dei danni. E di farli anche pagare a tutti quanti.

Quando con l'On. Ilona Staller mi candidai come indipendente nelle liste del Partito Liberale alle elezioni comunali di Roma del 2013, fummo gli unici (pur pressoché ignorati anche all'interno del partito che ci “ospitò”) a proporre l'istituzione dei cosiddetti “Parchi dell'Amore”, sull'esempio di molti Paesi europei ed anche di diverse città italiane. Ovvero dei luoghi attrezzati, verdi e gestiti dal Comune nei quali le coppie possono appartarsi, senza essere molestate da nessuno, rischiare aggressioni o altro.

Ecco un modo civile e oltretutto remunerativo per le casse del bilancio comunale, ad esempio, per evitare il manifestarsi di situazioni pericolose e di degrado pubblico e urbano.

Quanto alla prostituzione: si legalizzi, punto e basta ! Basta all'ipocrisia dei molti e dei troppi.

Ma lo si faccia in modo adeguato, senza che sia legalizzato lo sfruttamento della prostituzione. Ovvero si legalizzi la prostituzione nella forma dell'autogestione.

A che cosa serve, infatti, tollerare la prostituzione in una piccola area della città se non a ghettizzare ? E poi, che cosa c'è da tollerare ?

Intollerabile è che vi sia lo sfruttamento della prostituzione da parte della malavita ! Intollerabile è che un Comune multi il cliente, ma non faccia di tutto per contrastare il racket della prostituzione: legalizzando, oltre che permettendo i controlli igienico-sanitari opportuni.

Intollerabile poi - ma qui ci permettiamo una digrassione - è che in una società apparentemente “evoluta” come la nostra ci sia ancora l'esigenza di andare a prostitute (o a prostituti, si intende). Una società fatta da persone che sanno che cosa sia l'amore, che sanno amare anziché passare il loro tempo a chattare su Facebook o su Watshapp o a rincoglionirsi davanti alla televisione, certamente non necessiterebbe di altro se non dell'amore in tutte le sue forme. Perché sarebbe una società sessualmente evoluta.

Una società in cui l'educazione sessuale e sentimentale venisse insegnata nelle scuole, anziché delegata ad altro tipo di “insegnamento”, forse sarebbe ben più sana.

Una società in cui ci fosse, peraltro, l'assitenza sessuale ai disabili (e forse ci stiamo arrivando...speriamo !), ovvero fosse garantito anche al diversamente abile la possibilità di fare del sesso, sarebbe una società ben più evoluta della nostra.

Forse certe questioni, certe problematiche, sono originate proprio da questo: ci sentiamo evoluti, ipertecnologici, multimedializzati, mentre in realtà siamo solo repressi, ipocriti, isolati gli uni dagli altri.

Chissà che tornare a parlare nuovamente di certe tematiche non serva, quantomeno, a riflettere un po' di più su noi stessi e su coloro i quali ci circondano, anziché puntare il dito contro qualcuno, ghettizzarlo, dire “questo non si fa”. La proibizione non ha mai fatto bene a nessuno se non a coloro i quali, con il proibizionismo, hanno creato imperi economici sulle spalle della povera gente.

E, purtroppo, continuano – ogni giorno – a farlo.


Luca Bagatin



18 settembre 2014

Roberta Valentini: una donna gentile con l'anima guerriera. Per la serie: colloquiando con Luca Bagatin

Avevo 26 anni ed allora vivevo un periodo sentimentale travagliato” - così esordisce lei, bionda, occhi azzurri, con il suo fare un po' ingenuo ma determinato - “fu allora che sognai di trovarmi in una foresta del Sud America, in piena guerriglia. Nel sogno ero insieme all’uomo che frequentavo in quel momento, alla mia amica del cuore ed il suo allora fidanzato. Ad un certo punto, trovandoci in piena guerriglia, non sapevamo più che fare e come ritornare nelle nostre case !”.

La mia curiosità aumenta e lei prosegue nel raccontarmi il sogno: “Arriva alle mie spalle una donna nera, un'enorme donna nera tutta nuda. Mi prende per mano e mi conduce con lei, staccandomi dai miei amici e dalla persona che a quel tempo faceva parte della mia vita, che evidentemente rimangono preda della guerriglia”.

Immagino la scena. E' chiaramente la Donna Selvaggia, quella che le è apparsa in sogno.

Roberta, dunque, prosegue: “Le corro dietro e ad un certo punto mi trovo in un lungo corridoio con una finestra in fondo. La donna nuda apre la finestra e al di sotto è situata una ferrovia. Mi invita dunque a buttarmi sopra al treno che sta per passare. Io salto e rimango sdraiata sul tetto del treno, finché non giungo in una stazione tranquilla e piena di gente”.

Bel sogno davvero, Roberta !

Lei è Roberta Valentini e, quando la conobbi ormai non molte sere fa a casa di un comune amico, ne rimasi affascinato. Il suo sogno mi aveva davvero colpito proprio perché del mito junghiano della Donna Selvaggia avevo parlato nel mio ultimo saggio, “Ritratti di Donna”.

Ed ora ecco arrivare Roberta e non posso non intervistarla, visto anche che facciamo lo stesso mestiere, per quanto in settori molto diversi.

Qualche tempo dopo il sogno che feci, iniziai come a rinascere e decisi di seguire un corso – finanziato allora dalla CEE - dedicato a ragazze che volevano diventare giornaliste nel settore della moda”. Ho sempre amato la moda, al punto che mia sorella mi chiama “la Regina dei saldi”! Il corso durò nove mesi e subito dopo fui contattata per entrare a far parte della redazione della rivista settimanale per teenager “Cioè”. Successivamente diventai redattrice del settimanale di gossip “Vip”, allora diretto da Paolo Mosca e vi lavorai sino al 2012. Poi c'è stato il picco discendente, anche se proseguo con le mie collaborazioni giornalistiche”.

E' difficile per tutti, Roberta. La crisi...i lettori sono sempre meno...il gossip poi... Cerco di rassicurarla e proseguo, con fare sincero: so che tu lavori nel gossip, ma ti dirò che personalmente non lo amo proprio.

Eh, Luca, ti dirò che a me il gossip becero disgusta. Preferirei parlare dell'anima delle persone, più che dei loro pettegolezzi. Vorrei che le storie che racconto, le storie delle persone che intervisto, possano essere di insegnamento al lettore”.

So che hai intervistato Costantino Della Gherardesca – le chiedo - un tipo molto arguto, mi pare. “Sì, Costantino è una persona molto carina. L'ho intervistato via Skype e mi ha raccontato della sua paura per gli spazi aperti, l'agorafobia, che per molti versi è riuscito a vincere partecipando a Pechino Express, che oggi conduce”.

Interrompo un attimo Roberta e cerco di cambiare discorso, fumando ormai il mio secondo sigaro, incuriosito dalla mia interlocutrice. Dicevamo prima che è difficile, oggi, lavorare nel mondo del giornalismo...

Eh già ! Ho quarant'anni e passa e mi trovo a vivere come una venticinquenne, senza certezze !”.

Ma da dove ha origine questa crisi, secondo te ? Le chiedo a bruciapelo.

Secondo me un po' è una scusa per pagare meno il dipendente. Poi c'è da dire che anche internet, in questo senso, ha fatto sì che molti giornali perdessero ampie fette di mercato. Oggi poi tutti vogliono apparire, sgomitare, emergere anche a scapito degli altri... A me questa cosa non piace molto ! Sarà che ho un'anima un po' naif ed ingenua, ma l'ambizione non fa per me. Amo scrivere, anche perché è meglio che andare in miniera, diciamocelo !”

Ridiamo di gusto alla battuta, e non possiamo dire che non sia vera.

Poi le pongo la mia ultima domanda. Il pomeriggio a chiacchierare e ad intervistarla scorre ormai via, così come il fumo dei miei sigari Antico Toscano. Che ne pensi dell'universo femminile ?

Penso che purtroppo ci sia troppa competizione e poco lavoro di squadra. A volte anche troppi pettegolezzi, specie con le donne della mia generazione. Preferisco relazionarmi con donne più piccole di me di qualche anno, sinceramente”.

Penso che tutto sommato abbia ragione e a dirlo è uno come me che ama davvero le donne e cerca di penetrarne il mistero.

Oggi, quantomeno, ho cercato di tirare fuori, svelare, per molti versi, l'anima di Roberta. Una donna gentile con l'anima guerriera. Una Donna Selvaggia, a suo modo.


Luca Bagatin (nella foto con Roberta Valentini)



11 settembre 2014

Riflessioni ed aforismi quotidiani. By Luca Bagatin



Ho iniziato ad interessarmi e ad appassionarmi di Massoneria da ragazzino (avevo 10 anni), sull'onda della mia passione per il Generale Giuseppe Garibaldi.
A quattordici anni, ad ogni modo, lessi tutta la "Storia della mia vita" di Giacomo Casanova, entusiasta massone anch'egli e via via iniziai, con gli anni, ad interessarmi del conte di Cagliostro.
Dopo anni di ricerche e di studi, ancora una volta, sono certo che Garibaldi, Casanova e Cagliostro - forse proprio in quanto anime trasgressive per i loro stessi tempi - siano stati gli unici, nella Storia della Libera Muratoria, ad incarnare davvero i principi di LIBERTA' (Casanova), UGUAGLIANZA (Garibaldi) e FRATELLANZA (Cagliostro).

Il giudizio pregiudica !

Il progresso non va arrestato, va semplicemente ignorato.

La vera barbarie è la politica dei governi o, meglio, dei malgoverni.
Poco importa se eletti o meno "democraticamente" (ammesso che i sistemi elettorali siano sistemi considerabili democratici).

Corrado Passera scrive "Io Siamo".
Che cosa sia la passera ben lo sappiamo.
Su Passera, invece, preferiamo soprassedere.

La dimostrazione del fatto che la coscienza popolare sta crescendo, in luogo dell'incoscienza dei politicanti, è il fatto che gli scozzesi stanno - finalmente - per decretare la loro indipendenza !





2 settembre 2014

"Ritratti di donna nel nuovo libro di Luca Bagatin". Articolo di Clelia Delponte tratto da "Il Gazzettino" di Pordenone del 30 agosto 2014





PASIANO - Sta riscuotendo interesse il libro "Ritratti di Donna" (Ipertesto Edizioni), scritto da Luca Bagatin, classe 1979, nato a Roma, ma cresciuto a Pasiano. Già collaboratore di diversi giornali e riviste, studioso in particolare di massoneria ed esoterismo, Bagatin è anche autore del blog www.lucabagatin.ilcannocchiale.it, nonchè fondatore nel 2013 del pensatoio (anti)politico e (contro) culturale Amore e libertà. Il libro raccoglie interviste realizzate negli anni a musiciste, artiste, scrittrici, portatrici di un pensiero altro e di punti di vista ed esperienze originali: dalla femminista Roberta Tatafiore a Ilona Staller, affrontando diverse tematiche, dalla psicologia alla politica, dall'eros ai diritti dei disabili, al diritto alla morte. «Le donne - dice Bagatin, impegnato in una serie di presentazioni a Roma - sono da secoli bistrattate oppure oggetto di morbosità da parte di una società patriarcale, maschilista, frustrata, dedita alla ricerca di un piacere effimero e del guadagno facile. Io da sempre amo il mistero che emanano. Il mio modello ideale è una donna libera e liberata. La donna che sarà libera dal potere, dal danaro, dalla religione, saprà recuperare la cultura tipica delle antiche civiltà della terra. Per questo ho dato ampio spazio al mito della Donna selvaggia descritta da Clarissa Pinkola Estés nel saggio Donne che corrono coi lupi. E la dedica è alla memoria di Moana Pozzi: donna eretica, erotica ed eroica. Una Donna Selvaggia». La prefazione è curata da Debora De Angelis, attivista per l'assistenza sessuale ai disabili, un tema che le sta particolarmente a cuore. «La disabilità - dice Bagatin - è uno dei tabù per la nostra società che ci vorrebbe tutti sani, belli e vitali. Ma tutti abbiamo diritto alla sessualità e all'affettività. Altro tabù che affronto è il suicidio attraverso la vicenda di Tatafiore». C'è anche un capitolo Donne e massoneria... «Ho intervistato Francesca Vigni, che ne ha scritto un saggio, e Gabriella Bagnolesi, ex Gran maestra della Gran loggia massonica femminile d'Italia che, pochi sanno, fu fondata dall'attrice Franca Bettoja, moglie di Ugo Tognazzi».

Clelia Delponte

p.s. Due doverose precisazioni. "Ritratti di Donna" non è solo una raccolta di interviste, ma anche di mie poesie ed articoli attorno al mondo femminile. In seconda battuta il libro è dedicato anche alla memoria di Moana, ma lo è soprattutto ad Alessia, Donna Selvaggia doc.



18 agosto 2014

Interviste su Ritratti di Donna: l'ultimo saggio di Luca Bagatin



Per chi se le fosse perse, ripropongo qui l'intervista che ha relizzato PNBOX, la web tv del pordenonese, nonché l'intervista che mi ha fatto Debdeashakti, autrice della prefazione al mio saggio e nota artista dell'eros, presso il Parco di Piazza Vittorio Emanuele a Roma, di fronte alla Porta Alchemica.
Come si evince dalle mie dichiarazioni, Ritratti di Donna è, oltre che un saggio sull'universo femminile, anche un pretesto per parlare di politica, (anti)politica, cultura e (contro)cultura, ovvero di diritto alla libera sessualità, diritto alla vita e diritto alla morte, nonché per ricercare una nuova dimensione spirituale ed una nuova visione del mondo.
Una dimensione che guardi alla donna come fulcro centrale di una nuova umanità ed all'erotismo, oltre che all'esoterismo, quali nuove forme di non-potere e di non-ideologia
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Per acquistare Ritratti di Donna clikka qui e segui le istruzioni:
http://www.iperedizioni.it/dettaglio.aspx?l=253&h=1




3 agosto 2014

Ciao Francesco, mi mancherai ! :'-(

Francesco Uda era un amico.

Era soprattutto un amico di Peter Boom, l'amico più caro che io abbia mai avuto.

Francesco aveva aperto e curato anche il sito ufficiale di Peter dopo la sua scomparsa - www.peterboom.it - nonché il gruppo ufficiale PETER BOOM su Facebook ed è a Francesco che Peter aveva affidato la sua eredità, pur ancora contestata.

Dopo la scomparsa di Peter sono diventato amico di Francesco. Ci sentivamo abbastanza spesso, al punto che dovevamo vederci un paio di settimane fa, a proposito della presentazione informale del mio ultimo saggio “Ritratti di Donna”, che Francesco aveva subito acquistato, come aveva acquistato ed apprezzato il mio primo saggio, “Universo Massonico”, appena uscì in libreria.

Purtroppo, il giorno della presentazione informale, Francesco non potè venire a Roma. Mi aveva detto che i figli lo reclamavano, per cui ci saremmo visti comunque un'altra volta. “Mi dispiace, Luca, comunque se ci fosse stato anche Peter sono certo che ci saremmo venuti insieme”. Alla fine, comunque, la presentazione non riuscii a farla - presso il parco sotto casa mia - causa pioggia torrenziale.

Francesco aveva anche realizzato, volontariamente, i manifestini della mia campagna elettorale alle amministrative di Roma dello scorso anno, quando proposi assieme ad Ilona Staller una campagna colorata e tutta incentrata sui diritti dei disabili, degli anziani, dei bambini e degli animali.

Francesco è stata la prima persona che mi ha chiamato il giorno in cui sono tornato a Roma, alla fine di maggio, quando ero ancora sul treno che da Pordenone mi avrebbe condotto nella Capitale.

Oggi, attraverso la comune amica Doriana Goracci, vengo a sapere che Francesco è volato via. Tragicamente.

Aveva 56 anni ed è morto contro la parete del monte Vettorre nei pressi di Norcia. Francesco era un appassionato scalatore, nonché un pilota esperto di parapendio. Ciò che è accaduto pare essere stata una tragica fatalità.

Non riesco a dire altro se non a riportare l'articolo che Doriana ha scritto sul suo sito www.reset-italia.net.

Ora, io non so dove si trovi Francesco in questo momento. So solo, come ha scritto Doriana, che, come Peter, è volato via.

In gergo massonico direi che è passato all'Oriente Eterno, per quanto Francesco non fosse massone, anche se di Massoneria, grazie a me e Peter, si interessava da tempo.

Mi fa piacere pensare e credere che, ovunque si trovi, si trovi assieme a Peter. Mi piace pensarli su una nuvoletta, lassù, vestiti da clown, che si burlano del mondo. Mi piace pensare che siano lassù, a salutarmi e sorridermi, ogni qual volta guardo il cielo.

Mi mancheranno le telefonate che ci scambiavamo ed i suoi commenti su Facebook, così come mi manca da morire la presenza di Peter.

Posso solo dire che entrambi hanno vissuto comunque sino infondo la loro avventura terrena, come due combattenti per le libertà.

Questo è ciò che conta davvero.

Ciao Francesco !


Luca Bagatin


Francesco Uda è volato via, ciao Amico caro scomparso come un angelo per un lungo viaggio

di Doriana Goracci


Francesco Uda con la moglie Anna ed i figli Stefano e Gianluca

Francesco Uda è volato via, a 56 anni, morendo contro una parete del monte Vettorre nei pressi di Norcia, in Umbria, in località Scoglio dell'Aquila, a quota 2.400 metri.

Dalla pagina facebook del diario di Francesco Uda: Il naso che è sul frigo di casa è di Anna; il mio è sempre con me specialmente se sono in viaggio, qualunque viaggio, da quando Lucia Caracol ce lo ha regalato come sanno alcuni amici, quando mi sento particolarmente triste lo indosso, sorrido immediatamente, penso a Lucia e alla sua vitalità e allegria, rivedo le mie stupide tristezze e lo rimetto a posto per paura di perderlo.

La notizia atroce e drammatica l’ho letta stamattina, prima domenica d’agosto malgrado scenda una pioggerellina come fosse autunno. Sì, Francesco Uda lo conoscevo bene, era un amico: Uda era considerato un pilota esperto, con una lunghissima serie di lanci alle spalle, inoltre, era anche appassionato di arrampicate sulle rocce.

La montagna era il suo ambiente, per questo i suoi amici ritengono impossibile che possa aver commesso una benché minima imprudenza. A ucciderlo, a loro dire, sarebbe stata una tragica fatalità.

L’allarme ai soccoritori è stato dato da altri piloti di parapendio in volo nella stessa area, che hanno assistito all’incidente. Sul posto sono intervenuti l’eliambulanza del 118, mentre una squadra di tecnici del soccorso alpino e spelelogico dell’Umbria ha raggiunto da terra il Pian Grande. Nonostante i tentativi di rianimazione, per il pilota del deltaplano non c'è stato nulla da fare.

Francesco era un carabiniere in pensione da quando era un ragazzino, lascia l’adorata moglie Anna, compagna di tutta la sua vita che era la sua ombra, e definiva con tanto orgoglio la spericolatissima la mia Anna non si ferma davanti a niente e lascia due figli di cui andava enormemente fiero, Stefano e Gianluca.

A lui, Peter Boom attore/scrittore/teorico pansessuale, aveva lasciato la sua eredità. C'è una causa ancora in corso per l’eredità, che spero sarà gestita dalla sua famiglia, perchè questo voleva Francesco, essere riconosciuto come l’amico, di cui ti puoi fidare, da avere come sostegno.

Lui l’aveva seguito nel corso di tutti questi anni e lui aveva costruito il sito in memoria di Peter Boom, per il quale avevamo creato un gruppo su Facebook e il 26 maggio del 2012 un incontro a Bagnaia per ricordarlo.

Scriverò di nuovo presto per far conoscere una lunga lettera che Francesco Uda, carabiniere (e lo sottolineo) mi ha lasciato ma ci tengo a rendere subito pubblici alcuni suoi brani di questo suo ricordo e testimonianza (avevo scritto un articolo per la morte di Giorgiana Masi, e lui non volle subito che io esponessi la sua memoria, oggi non devo mantenere nessun riserbo).

Ecco come iniziava e chiudeva la sua mail: “Il 12 maggio 1977 c'ero anch'io a Roma, stavo dall'altra parte, facevo il carabiniere, avevo anch'io 19 anni, anzi 18 e mezzo. Inizialmente non mi sembrava il caso di dirti come sono andate le cose viste dal mio punto di vista, potresti pensare che non sarei obiettivo, ma due cosette permettimi di dirle.

Come hai detto Tu, e ne sono convinto anch'io, la politica di alcuni personaggi di quel periodo, ha fatto molti danni manovrando, infiltrando, provocando, ecc. Mi sembra che lo facciano tutti quelli che hanno e vogliono mantenere il potere, non è cambiato nulla, guarda cosa combinano oggi. Ne avrei di cose da dirti ma tanto Giorgiana è morta e nulla la riporta indietro. Mi è sempre rimasta impressa dentro e davanti alla sua lapide ci ho portato sia mia moglie che i miei figli quando avevano un'età adeguata, perché ho sempre saputo cosa raccontare o almeno ci ho provato.

Chiudo con una mia riflessione: non dico che sia stato quel 12 maggio 1977 ad influenzare tutto il resto della mia vita da Carabiniere ma sicuramente ha rafforzato quello che era la mia idea di carabiniere. Mi ricorda sempre che io devo proteggere la gente e aiutarla, sono pagato per quello e quello ho sempre cercato di fare. Per me non esiste che un carabiniere possa fare violenza, quella gratuita poi. Scusa del messaggio privato ma non mi piace scrivere nei forum o simili”.

Su Facebook, Francesco aveva scelto per la sua copertina un bambino palestinese abbracciato ad un bambino ebreo. Le foto che allego a questo breve ricordo sono per la maggior parte scattate da Francesco che amava tra le tante cose anche la fotografia. Riporto anche una certa foto in cui Francesco Click Uda scriveva la frase che Peter diceva sempre quando ci salutava: “Comportatevi male!”.

Piaceva una canzone dei Led Zeppelin a Francesco, tanto che l’aveva messa su Facebook a giugno scorso-Una scala per il Paradiso: alla fine la melodia verrà da te quando tutti sono uno e uno è tutti per essere una roccia e non rotolare via e comprare una scala per il paradiso.

Mi avevi scritto una mail. "Mi sembri Peter, forse un po’ lo sei, e non è un’offesa. Un abbraccio". La conservo, con amore. Ciao amico caro scomparso come un angelo. Non perderò mai il tuo ricordo, i tuoi insegnamenti, la tua sincerità e ostinazione, il desidero di giustizia e verità.




La tomba di Peter Boom, esattamente così come avrebbe voluto che fosse - goliardicamente - allestita



21 maggio 2014

STOP AI SUICIDI PER MANCANZA DI LAVORO ! VOGLIAMO UN MONDO DIVERSO E NON PIU' PERVERSO ! (ed i politici chiedano scusa e se ne vadano a casa ! Tutti !) tratto da www.amoreeliberta.blogspot.it

Ieri un ragazzo indiano, in un piccolo paese della provincia di Pordenone, avendo perduto il lavoro da tempo, ha tentato il suicidio ed è ricoverato in ospedale, in fin di vita.
I suicidi ed i tentati suicidi - nel Nordest italiano (e non solo) - stanno aumentando a dismisura e ciò non è ammissibile.

Non possiamo pensare che le persone oneste, che vogliono lavorare onestamente per vivere, si tolgano la vita.

Perché ? Per chi ?

La classe politica dovrebbe quantomeno scusarsi, anziché seguitare a chiedere il voto per promesse non mantenute e per imbrogli di ogni tipo e genere.

Scusarsi e vergognarsi. Magari anche dimettersi e mai più presentarsi alle elezioni.
Ed i Comuni dovrebbero SMETTERLA di tartassare il cittadino. I Sindaci paghino di TASCA LORO gli ammanchi di cassa, oppure taglino gli sprechi !

Occorre non tanto un'Europa diversa, quanto piuttosto un MONDO DIVERSO E NON PIU' PERVERSO !!! Occorre un mondo in cui le persone si amino e si aiutino. Ove non esista più il profitto, il Potere ed il bisogno. Ove i cittadini si autogovernino da sé. Con il buonsenso dell'Amore.

Per questo vogliamo e lottiamo per la CIVILTA' DELL'AMORE (clikka il link relativo) !

“Amore e Libertà”

www.amoreeliberta.altervista.org

www.amoreeliberta.blogspot.it



10 maggio 2014

I moti mazziniani e garibaldini raccontati alle scuole medie

Era la prima volta che, dopo i miei trascorsi scolastici, entravo in una scuola media.

In particolare era la prima volta che intervenivo come relatore per parlare, ai ragazzi, di Risorgimento, moti mazziniani e garibaldini.

E' accaduto sabato 10 maggio – oggi per i lettori del mio blog – presso le scuole medie “Enrico Fermi” di Casarsa della Delizia (Pordenone), patria che peraltro fu di Pier Paolo Pasolini, cantore degli oppressi.

Accanto a me il componente dell'Associazione Mazziniana Italiana, sezione friulana, Sergio Cristante, che è un carissimo amico da molti anni e Loris Artuso, ex Presidente dell'Associazione Amici della Montagna.

Il pretesto era presentare ai ragazzi della terza classe di scuola media un video-documentario storico-naturalistico dal titolo “L'edera ed il maggiociondolo”, che, oltre a presentare la montagna friulana, ripercorre i moti mazziniani e garibaldini di Navarons di Meduno, piccolissimo ma importante Comune montano della provincia di Pordenone.

L'amico Cristante, infatti, fra gli applausi dei ragazzi, dopo un excursus storico relativo al periodo risorgimentale, ha così presentato l'impresa guidata dal medico affiliato alla Giovine Italia e amico intimo di Giuseppe Mazzini e di Giuseppe Garibaldi, Antonio Andreuzzi (1804 – 1874), il quale, nel 1864 guidò appunto i cosiddetti “Moti di Navarons” contro gli Imperiali austro-ungarici.

I Moti, come ricordato dal buon Cristante, fallirono, purtuttavia furono da stimolo per le genti friulane nel ribellarsi al dominio Asburgico e concorrere all'unificazione d'Italia..

Cristante, inoltre, ha presentato, con dovizia di particolari, il pensiero di Giuseppe Mazzini, che fu il primo a parlare di unificazione europea, di democrazia in Europa, di emancipazione dei lavoratori e dei fanciulli (allora costretti a lavorare, sfruttati nelle officine), giungendo persino a fare un parallelismo fra l'Italia e l'Europa dei tempi di Mazzini e quelle attuali.

L'intervento del sottoscritto, invitato in qualità di giornalista e studioso di Storia risorgimentale, è stato invece incentrato sull'attualità del pensiero e dell'azione mazziniana e garibaldina. Ho voluto infatti ricordare ai ragazzi della scuola media che, alla metà dell'Ottocento, era negata ai cittadini la libertà di parola, di associazione, di stampa e di culto e, chi si permetteva di esprimere le proprie idee, era condannato o alla prigione o addirittura alla forca !

Ho voluto in particolare soffermarmi sul più importante libro scritto da Mazzini - “Doveri dell'Uomo” - che si rivolge, non a caso, agli operai, ovvero agli oppressi e sulla successiva istituzione, da parte di mazziniani e garibaldini, delle prime Società Operaie di Mutuo Soccorso, ovvero le prime cooperative di lavoro, guidate unicamente da operai autogestiti, che non dovevano sottostare ad alcun padrone o potente di turno.

Ho colto altresì l'occasione per parlare di Garibaldi, ma, in particolare, della figura di Anita Garibaldi: una giovane brasiliana, di umili origini che già nell'America del Sud si era battuta per l'emancipazione degli oppressi. Una giovane brasiliana che, giunta con il marito in Italia, morirà sotto i colpi di fucile dei soldati francesi (venuti in aiuto del Papa), a soli 28 anni, per la libertà e la Repubblica Romana, nel 1849, ovvero la prima repubblica democratica che l'Italia abbia mai conosciuto.

Nel mio intervento ho in particolare voluto esortare i ragazzi a non abbassare mai la testa di fronte all'oppressione ed alle ingiustizie, di continuare a studiare, ad approfondire, ad emanciparsi sotto ogni punto di vista, ovvero seguire gli insegnamenti che hanno voluto lasciarci Mazzini e Garibaldi, con le loro lotte, che tanto mi appassionarono sin dall'età di tredici anni.

Le nostre relazioni si sono concluse con la visione del documentario storico-naturalistico ed una breve introduzione del sig. Artuso, utile anche a presentare i luoghi paesaggistici e naturalistici nei quali si svolsero le battaglie fra garibaldini e austriaci. Luoghi che, peraltro, gli stessi ragazzi visiteranno per la prima volta la settimana prossima, nell'ambito di una visita guidata organizzata dalla scuola stessa.

Una domanda di fondo, ad ogni modo, è rimasta. Perché mai dei Moti di Navarons nessuno parla mai nei libri di Storia ? Forse perché finirono male ed i “buoni” furono sconfitti.

Personalmente, come ho voluto ricordare anche ai ragazzi, ritengo che una, due o tre sconfitte, sui campi di battaglia, nelle idee, nella scuola o nella vita, non facciano testo.

L'importante è la perseveranza, ma, soprattutto, l'ideale per il quale ci si batte. Che, come fu per Mazzini e Garibaldi, fu prima di tutto un ideale di amore per l'umanità. Per gli oppressi, per coloro i quali, allora, non sapevano nemmeno di avere dei diritti e non conoscevano i loro propri doveri verso l'umanità medesima.

Il bilancio della giornata è stato assolutamente positivo. Contro ogni nostra possibile previsione i ragazzi della scuola media ci hanno ascoltati con passione ed attenzione, al punto che alla fine siamo stati sommersi dai loro applausi.

Magari in ogni scuola d'Italia e, perché no, d'Europa, si spiegasse ed attualizzasse il Risorgimento come abbiamo, umilmente, tentato di fare noi. Quando andavo a scuola io, francamente, questo non accadeva.


Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini