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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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18 settembre 2014

Roberta Valentini: una donna gentile con l'anima guerriera. Per la serie: colloquiando con Luca Bagatin

Avevo 26 anni ed allora vivevo un periodo sentimentale travagliato” - così esordisce lei, bionda, occhi azzurri, con il suo fare un po' ingenuo ma determinato - “fu allora che sognai di trovarmi in una foresta del Sud America, in piena guerriglia. Nel sogno ero insieme all’uomo che frequentavo in quel momento, alla mia amica del cuore ed il suo allora fidanzato. Ad un certo punto, trovandoci in piena guerriglia, non sapevamo più che fare e come ritornare nelle nostre case !”.

La mia curiosità aumenta e lei prosegue nel raccontarmi il sogno: “Arriva alle mie spalle una donna nera, un'enorme donna nera tutta nuda. Mi prende per mano e mi conduce con lei, staccandomi dai miei amici e dalla persona che a quel tempo faceva parte della mia vita, che evidentemente rimangono preda della guerriglia”.

Immagino la scena. E' chiaramente la Donna Selvaggia, quella che le è apparsa in sogno.

Roberta, dunque, prosegue: “Le corro dietro e ad un certo punto mi trovo in un lungo corridoio con una finestra in fondo. La donna nuda apre la finestra e al di sotto è situata una ferrovia. Mi invita dunque a buttarmi sopra al treno che sta per passare. Io salto e rimango sdraiata sul tetto del treno, finché non giungo in una stazione tranquilla e piena di gente”.

Bel sogno davvero, Roberta !

Lei è Roberta Valentini e, quando la conobbi ormai non molte sere fa a casa di un comune amico, ne rimasi affascinato. Il suo sogno mi aveva davvero colpito proprio perché del mito junghiano della Donna Selvaggia avevo parlato nel mio ultimo saggio, “Ritratti di Donna”.

Ed ora ecco arrivare Roberta e non posso non intervistarla, visto anche che facciamo lo stesso mestiere, per quanto in settori molto diversi.

Qualche tempo dopo il sogno che feci, iniziai come a rinascere e decisi di seguire un corso – finanziato allora dalla CEE - dedicato a ragazze che volevano diventare giornaliste nel settore della moda”. Ho sempre amato la moda, al punto che mia sorella mi chiama “la Regina dei saldi”! Il corso durò nove mesi e subito dopo fui contattata per entrare a far parte della redazione della rivista settimanale per teenager “Cioè”. Successivamente diventai redattrice del settimanale di gossip “Vip”, allora diretto da Paolo Mosca e vi lavorai sino al 2012. Poi c'è stato il picco discendente, anche se proseguo con le mie collaborazioni giornalistiche”.

E' difficile per tutti, Roberta. La crisi...i lettori sono sempre meno...il gossip poi... Cerco di rassicurarla e proseguo, con fare sincero: so che tu lavori nel gossip, ma ti dirò che personalmente non lo amo proprio.

Eh, Luca, ti dirò che a me il gossip becero disgusta. Preferirei parlare dell'anima delle persone, più che dei loro pettegolezzi. Vorrei che le storie che racconto, le storie delle persone che intervisto, possano essere di insegnamento al lettore”.

So che hai intervistato Costantino Della Gherardesca – le chiedo - un tipo molto arguto, mi pare. “Sì, Costantino è una persona molto carina. L'ho intervistato via Skype e mi ha raccontato della sua paura per gli spazi aperti, l'agorafobia, che per molti versi è riuscito a vincere partecipando a Pechino Express, che oggi conduce”.

Interrompo un attimo Roberta e cerco di cambiare discorso, fumando ormai il mio secondo sigaro, incuriosito dalla mia interlocutrice. Dicevamo prima che è difficile, oggi, lavorare nel mondo del giornalismo...

Eh già ! Ho quarant'anni e passa e mi trovo a vivere come una venticinquenne, senza certezze !”.

Ma da dove ha origine questa crisi, secondo te ? Le chiedo a bruciapelo.

Secondo me un po' è una scusa per pagare meno il dipendente. Poi c'è da dire che anche internet, in questo senso, ha fatto sì che molti giornali perdessero ampie fette di mercato. Oggi poi tutti vogliono apparire, sgomitare, emergere anche a scapito degli altri... A me questa cosa non piace molto ! Sarà che ho un'anima un po' naif ed ingenua, ma l'ambizione non fa per me. Amo scrivere, anche perché è meglio che andare in miniera, diciamocelo !”

Ridiamo di gusto alla battuta, e non possiamo dire che non sia vera.

Poi le pongo la mia ultima domanda. Il pomeriggio a chiacchierare e ad intervistarla scorre ormai via, così come il fumo dei miei sigari Antico Toscano. Che ne pensi dell'universo femminile ?

Penso che purtroppo ci sia troppa competizione e poco lavoro di squadra. A volte anche troppi pettegolezzi, specie con le donne della mia generazione. Preferisco relazionarmi con donne più piccole di me di qualche anno, sinceramente”.

Penso che tutto sommato abbia ragione e a dirlo è uno come me che ama davvero le donne e cerca di penetrarne il mistero.

Oggi, quantomeno, ho cercato di tirare fuori, svelare, per molti versi, l'anima di Roberta. Una donna gentile con l'anima guerriera. Una Donna Selvaggia, a suo modo.


Luca Bagatin (nella foto con Roberta Valentini)



19 settembre 2009

Slavoj Zizek a Pordenonelegge: un filosofo marxista che non ci convince punto. E a capo



Ammetto spudoratamente: non lo conoscevo né ne avevo mai sentito parlare. Sarò anche un ignorante, ma non meno curioso.
Infondo se una cosa non la conosci, questa stessa, ti spinge ad approfondire. E senza pregiudizio alcuno.
E così mi sono recato alla conferenza stampa-incontro tenutasi a Pordenone nell'ambito di Pordenonelegge - ormai nota manifestazione letteraria - con Slavoj Zizek, che scopro essere filosofo e psicanalista (lacaniano) sloveno. Fra l'altro pare anche essere "fra protagonisti indiscussi del panorama filosofico internazionale" (così recita la brochure di Pordenonelegge).
Ora, sin da subito mi lascia perplesso: inizia a parlare di Berlusconi.
Afferma che è il simbolo di un fenomeno globale da non sottovalutare. Quello di un grande vuoto morale iniziato in Argentina con Carlos Menem e proseguito poi con Reagan che si prendeva in giro da solo e parlava senza vergogna (sì, ma di che ?).
Sostanzialmente Zizek afferma che "non c'è più dignità nei governanti d'oggi" (sì, va bene, ma il punto qual è ?).
E qui attacca a parlare della "destra" (sì, ma, quale ?) che ha "ribaltato le buone maniere", che ha assunto una sorta di lunguaggio "sessantottesco" (?!?). Mentre la "sinistra" (a ri-quale ?) dovrebbe fare più attenzione al "decoro".
Zizek versione Marco Travaglio ?, mi sono chiesto...
Un giornalista gli pone un'ottima domanda sulla sua visione della Religione. Zizek risponde che si definisce un "materialista cristiano", ovvero un ateo che purtuttavia crede nel cristianesimo comunitario, egalitario (magari, aggiungiamo noi, pure messianico....quello che porta agli "ismi"). La sua critica alla Chiesa è dunque rivolta al fatto che essa non riesce ad affrontare la questione di costituirsi quale "comunità non gerarchica.....come invece fece il Partito Comunista" (e qui strabuzzo gli occhi !!!).
Prendo dunque la parola. L'occasione è troppo ghiotta per porgli la domanda fatidica: "Mi sembra di capire che lei sia un marxista. Ma il marxismo non è quell'ideologia totalitaria che ha mietuto e continua a mietere milioni di morti in tutto il mondo ?"
Mi sorride, un po' imbarazzato, poi risponde: "Beh, se volete risposte brevi è meglio mi facciate domande più stupide e meno complesse di quella che mi ha posto il signore qui presente" (uno a zero per me, dunque !).
Gentilmente passa a rispondermi con un lungo discorso che tenterò di riassumere.
Afferma che si può ancora imparare molto da Karl Marx. Che la Rivoluzione d'Ottobre fu una cospirazione anarchica dalla quale lui preferisce prendere le distanze, così come dallo stesso pensiero anarchico.
Si dice marxista, ma un marxista che cerca di andare alla radice della questione, dell'ideologia. E che una critica seria al marxismo la possono fare solo i marxisti, i quali hanno la base ideologico-culturale per poterlo fare (ordunque, noi sfigati liberaldemocratici, meglio che stiamo zitti....).
Slavoj Zizek prosegue affermando che uno dei compiti della "sinistra" (e ora comprendiamo di quale sinistra egli parli: quella comunista di matrice marxista) è proprio quello di analizzare e criticare il fenomeno staliniano e comunista.
Zizek dice che il 99% della sinistra tende purtroppo (per lui, non certo per noi !) ad accettare passivamente il capitalismo democratico liberale che, a parer suo, è un sistema iniquo che non potrà mai risolvere i "vari antagonismi" (così li definisce), come il problema ecologico, quello del razzismo e della biogenetica.
Conclude affermando che "bisogna reinventarsi qualche cosa", per opporsi al "capitalismo autoritario" che ha prodotto la Russia di Putin e la Cina (che però - vorremmo fargli notare - sono prodotti diretti del marxismo....e non certo della democrazia liberale !) che sono un pericolo per la democrazia (come lo furono l'Urss prima e la Cina di Mao, vorremmo nuovamente fargli notare).
Zizek stigmatizza il fatto di essere definito "mago del marxismo" in quanto "non ha tutte le risposte" (ah....non ce n'eravamo mica accorti !), ma ha comunque una visione apocalittica.
La visione apocalittica, dopo averlo sentito, l'abbiamo un tantinello noi. Ma non certo per il presente ed il futuro che necessitano di essere governati con gli unici strumenti possibili: la libertà e la democrazia.
Un filosofo e psicanalista che ci ripropone la vecchia lezione marxista della Storia, ritenendo di attualizzarla, ci lascia letteralmente basiti ed attoniti soprattutto alla luce di argomentazioni che -  obiettivamente -  sembrano latitare alquanto.
Leggeremo i suoi saggi, ma riteniamo che la lezione liberale, antidogmatica, antimessianica ed antitotalitaria di Mazzini, Toqueville e Stuart Mill sia di gran lunga più stimolante, attuale e soprattutto utile ad una "Società Aperta".

Luca Bagatin



18 settembre 2009

Lo spirito vivo del nostro XX Settembre

Come ogni anno i Massoni del Grande Oriente d'Italia, il XX Settembre, celebrano l'Equinozio d'Autunno (e dunque la ripresa dei lavori massonici) ed il ricordo della Breccia di Porta Pia (XX Settembre 1870), allorquando, con l'entrata dei Bersaglieri in Roma, si pose fine al Potere temporale dei Papi e si riportò la città alla civiltà.
In questi giorni ho avuto modo di trovarmi fra le mani un vecchio numero della "Rivista Massonica" del GOI, diretta dall'ex Gran Maestro Giordano Gamberini, del gennaio 1975.
Vi ho trovato un bell'articolo di Spartaco Mennini, a ricordo proprio del XX Settembre e dell'Unità d'Italia.
Nell'articolo è detto chiaramente che la Massoneria non partecipò direttamente al processo di unificazione ed emancipazione dell'Italia dal giogo austriaco, papalino, francese e borbonico, ma allo stesso tempo furono molti i Massoni a parteciparvi. Massoni che furono imprigionati, che morirono a Novara, Custoza, Curtatone, Montanara, che furono decapitati a Roma in Piazza del Popolo e così via....
Questo, spiega Mennini, perché "la Massoneria è l'anima delle cose, è l'idea che muove ma che mai può pretendere o meglio che mai deve imporre la soluzione temporale". Ed ancora: "Il Massone deve essere il cavaliere della libertà, ma non deve imporre un modello di libertà....".
Questo a dire quali alti ideali antidogmatici ed antitotalitari ispirarono personalità carismatiche e coraggiose quali Giuseppe Garibaldi e Goffredo Mameli e moltissimi altri, persino dall'estero e persino donne come Madame Helena Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, che combattè fra le truppe garibaldine nella battaglia di Mentana.
Tornando al XX Settembre, ad ogni modo, essa è la festa di tutti i sinceri democratici, laici, liberali, repubblicani e monarchici per le libertà, di tutti gli ebrei, i carbonari, i massoni, i cattolici liberali, di tutti gli italiani e le italiane insomma.
E Festa Nazionale deve tornare ad essere, come proposto dal disegno di legge di iniziativa dei deputati Mario Pepe (PdL), Maria Antonietta Farina Coscioni (Radicali), Giancarlo Lenher (PdL) e Maurizio Turco (Radicali), perché abolita ingiustamente dal totalitarismo fascista negli anni '20 del '900 e perché patrimonio dell'Italia intera in quanto simbolo della stessa Unità Nazionale.
Unità Nazionale che compirà fra poco 150 anni e della quale dovremmo davvero andare orgogliosi. Non per mero ed illusorio "sentimento di Patria", bensì perché siamo un Paese tutto sommato libero anche se non del tutto democratico e civile (a causa anche di una classe politica assai poco colta e lungimirante). E perché siamo un Paese ancorato all'Occidente, nonostante le pericolose spinte vaticane.
Un Paese di fratelli con un'unica lingua e medesimi usi e costumi.
Un Paese che dovrebbe provare dunque vergogna per coloro i quali propongono di insegnare nelle scuole il dialetto e/o osano parlare in dialetto persino nel Parlamento Europeo (non volendosi dunque far comprendere dai più), sede democratica e civile per eccellenza !
E' altresì vergognoso che quest'anno sia stato espressamente vietato ai Radicali di tenere la consueta "marcia anticlericale" il 19 settembre da Porta Pia a Piazza Pio XII, davanti al Vaticano, nemmeno se svolta "in fila indiana".
Ad ogni modo i Radicali affermano con forza che in quella data, a partire dalle 14.00, a Porta Pia, ci saranno comunque.
Come ci saranno fisicamente - o con il cuore - tutti coloro i quali credono che la laicità dello Stato non sia mai bieca o malata, ma sempre e comunque civile ed emancipatoria.
E che ritengono che la "malattia" stia altrove, ovvero laddove vi è teocrazia, ideologia, totalitarismo in nome del mero Potere.
Questo è e sarà - come sempre – lo spirito vivo del nostro XX Settembre.


Luca Bagatin


Ecco la proposta di legge presentata alla camera e attualmente ancora al vaglio delle commissioni.

XVI LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

N. 449

PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati

MARIO PEPE (PdL), FARINA COSCIONI ( Pd-Radicali), GIANCARLO LEHNER ( PdL), MAURIZIO TURCO ( Pd-Radicali )

Ripristino della festa nazionale del 20 settembre

Presentata il 29 aprile 2008

Onorevoli Colleghi! - Per un lungo periodo il 20 settembre 1870, data della presa di Porta Pia a Roma da parte delle truppe piemontesi, è stato festeggiato come giornata della riunificazione nazionale e della conquista di un'identità nazionale, perduta sin dai tempi della caduta dell'Impero romano d'Occidente nel lontano anno 476.
Le basi liberali dello Stato unitario sono state a lungo oscurate dopo la conclusione del periodo risorgimentale, con la fine della prima guerra mondiale, da molti considerata la quarta guerra d'indipendenza. Subito dopo, per ragioni non chiare, tale festa venne abolita.
Paradossalmente questa memoria è rimasta nel nome delle vie e delle piazze site in quasi tutte le città italiane. E molto spesso a portare il nome «XX Settembre» sono le vie e le piazze principali, realizzate nei tumultuosi anni successivi alla riunificazione nazionale e custodi ormai dello stile costruttivo oltre che della concezione di città moderna dell'Italia liberale e risorgimentale. Luoghi che sarà opportuno sottoporre al regime vincolistico dei beni culturali, in quanto depositari di una precisa memoria storica.
Tuttavia quanti, fra coloro che vi abitano o vi lavorano, sanno cosa è successo il 20 settembre? L'oscuramento, la rimozione della data in cui l'Italia ha ritrovato la sua capitale, è quasi totale.
Il settennato del Presidente Ciampi ha riportato in auge l'inno di Mameli: che piaccia o no è il nostro inno nazionale, tutti lo conoscono, lo cantano e ci si riconoscono, è un elemento della nostra identità.
È ora pertanto che la Nazione recuperi la memoria del 20 settembre 1870, giorno dal quale non siamo più stati «calpestati e derisi» e siamo diventati un popolo.
Riproporre la festività del 20 settembre significa recuperare alla memoria collettiva una data fondante per la nostra Nazione e al contempo respingere ogni forma di inaccettabile revisionismo per quanto riguarda le gloriose vicende del nostro Risorgimento.


PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

1. A decorrere dall'anno 2008 la celebrazione del Risorgimento italiano ha nuovamente luogo il 20 settembre di ciascun anno, che pertanto è ripristinato come giorno festivo, ai fini di cui all'articolo 2 della legge 27 maggio 1949, n. 260.

Art. 2.

1. Il Ministro per i beni e le attività culturali, su istanza motivata dell'ente locale interessato, presentata alla soprintendenza competente per territorio, provvede alla verifica della sussistenza degli elementi che consentano la dichiarazione dell'interesse culturale, ai sensi e per gli effetti del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, delle vie, delle piazze e di ogni altro luogo intitolato alla ricorrenza del 20 settembre.

Art. 3.

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.



16 settembre 2009

Pordenonelegge.it : un inizio sotto i peggiori...auspici



Ora, non si è mai capito bene se a Pordenone, (poco sor)ridente città del Nord Est italico, si legga o meno......nonostante PordenoneleggePuntoIt (la kermesse del libro-incontro con gli Autori, che dal 16 al 20 settembre ci vedrà impegnati in probabili ed improbabili reportage).
Ad ogni modo quest'anno non si poteva iniziare....peggio.
Confermando quanto sostenuto dal grande Ernest Hemingway (che proabilmente delle kermesse letterarie se ne sarebbe impiPPato alla grande), Pordenone, oggi, è stata letteralmente il "pisciatoio d'Italia" con temporali e conseguente pioggia a dirotto prevista anche per i giorni successivi.
Come se non bastasse, uno degli eventi clou della serata è stato il recital dell'attrice Claudia Koll con poesie dedicate alla Madonna in collaborazione con le Edizioni Vaticane (sic !).
Dal pornosoft al clericaleggiante...in salsa comunistarda.
Abbiamo ordunque dato forfait.
Per finire....erano del tutto assenti le piacevolissime bancarelle del libro (presenti solo gli stand vuoti ancora in allestimento) !!!!
Tristo inizio. Non può dunque andare peggio.
Finirà in bellezza il 20 settembre, giornata in cui parlerà Beppino Englaro....nel mitico giorno a ricordo della Breccia di Porta Pia !
Come potrebbe essere diversamente del resto (PordenoneleggePuntoVirgolaDuePuntiAcapo.It o meno) !

Luca Bagatin

PS: un ringraziamento meritato invece allo staff dell'Ufficio Stampa di Pordenonelegge: scritto, diretto ed interetato dall'amica radicale (dai tempi della fondazione della Lista Emma Bonino) Paola Sain e dalla sua socia Daniela Volpe.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini