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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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18 settembre 2015

XX Settembre: ricorrenza tradita dai liberal-giolittiani ed affossata prima dai fascisti e poi dalla partitocrazia

Con il 20 Settembre 1870, l'entrata dei bersaglieri a Porta Pia e la conseguente caduta del potere temporale del Papa dei cattolici, si compie l'Unità d'Italia.

Data storica che, prima dell'avvento dei fascismo - sceso a patti con la Chiesa cattolica – era anche considerata festa nazionale.

Festa nazionale ormai cancellata e la data pressoché dimenticata da tutti, salvo da noi anticlericali, repubblicani, mazziniani e massoni.

Non va dimenticato che il 20 Settembre vide per la prima vola uniti repubblicani mazziniani, socialisti e persino liberali che, con Cavour, dichiararono “Libera Chiesa in libero Stato”. Salvo tradire lo stesso Cavour, nel 1913, con il patto Gentiloni voluto da quello che Gaetano Salvemini definì il “Ministro della malavita”, Giovanni Giolitti.

Il patto, infatti, previde un accordo fra liberali e cattolici dell'Unione Elettorale Cattolica Italiana, che prevedeva una nutrita quantità di seggi cattolici in seno al partito liberale. E ciò per contrastare l'avanzare dei repubblicani e dei socialisti. Un patto che permise ai liberal-cattolici di ottenere il 51% dei voti. Ovviamente le elezioni erano a suffragio universale ristretto !

Ecco che lo spirito del 20 Settembre fu tradito dai liberal-giolittiani prima e affossato dal fascismo mussoliniano nel 1929 e dalla sedicente Repubblica italiana del 1948, la quale, fondata sul tacito accordo fra cattolici e comunisti, rimarrà in mano alla partitocrazia ed agli umori del Papa dei cattolici, non più Re, ma pur sempre condizionante l'attività del Parlamento, salvo essere contrastato dallo spirito libertario dei radicali, repubblicani, socialisti e liberali del dopoguerra, i quali riusciranno quantomeno ad ottenere la legge sul divorzio e sull'aborto, confermate dal voto popolare referendario.

Di questo oggi rimane ben poco. La Repubblica italiana rimane una non-Repubblica delle banane, ovvero un'oligarchia di politicanti senza arte né parte. La stessa legge sulle unioni civili che dovrebbe essere approvata è imposta da Bruxelles e sarà sicuramente all'acqua di rose. I diritti delle persone, come sempre da noi, calpestati in nome della stupidità dogmatico-religiosa, che di spirituale e di umanitario non ha mai avuto nulla.

A parte queste facili e desolanti constatazioni, desideriamo segnalare un interessante saggio, appena uscito per le ezioni Ibiskos, realizzato da Renato Traquandi, repubblicano mazziniano della prima ora, che con “Le strategie vaticane” racconta proprio le alterne vicende e rapporti fra il nascente Stato unitario e la Chiesa cattolica. Una lettura storica e politica interessante, che andrebbe suggerita anche al Papa dei cattolici Francesco o Sig, Bergoglio che dir si voglia, che ci appare piuttosto l'ennesimo burattino nelle mani di un potere che rappresenta tutto salvo che gli insegnamenti di fratellanza, povertà e uguaglianza dettati dal Cristo.


Luca Bagatin



16 settembre 2013

XX Settembre, festa di laicità, libertà, concordia. Uccisa dal fascismo e dalla partitocrazia.

Il 20 settembre è una giornata di festa.

Una festa purtroppo abolita e dimenticata, dal Fascismo prima e della Repubblica partitocratica poi.

La vera festa dell'Unità d'Italia in quanto il 20 settembre del 1870 l'Italia, con la conquista di Roma da parte dei Bersaglieri e la deposizione del potere temporale dei papi, divenne, finalmente, davvero unita.

Una giornata di concordia fra le ideologie politiche democratiche -  repubblicane mazziniane, socialiste, garibaldine, monarchiche - e le sensibilità spirituali, siano e fossero esse cattolico democratiche, ebraiche o massoniche.

Una giornata che permise agli italiani di essere davvero, per una volta, fratelli. Una giornata che il più grande Sindaco di Roma, ovvero Ernesto Nathan, soleva ricordare con un grande discorso a Porta Pia, dai profondi contenuti laici e spirituali al contempo.

Una giornata - il 20 settembre - purtuttavia invisa ai clericali ed ai fascisti e, nel dopoguerra, invisa ai comunisti - allora a braccetto ideologico con clericali e missini - ed ai democristiani che, non a caso, introdussero - per far piacere al Vaticano - in Costituzione, i fascistissimi Patti Lateranensi.

E' così che oggi, il 20 settembre, è una festa non ricordata, caduta in disuso, disprezzata da quella Repubblica Monarchica dei Partiti che nel 1948 tradì gli ideali di Mazzini, Garibaldi e Cavour e consegnò il Paese nelle mani dei nuovi barbari che si spartirono in Potere. Dc e Pci in testa, pur contrastati da qualche laico intransigente che, in cuor suo, non aveva dimenticato la lezione del Partito d'Azione, unico partito italiano a non essere mai sceso a patti con nessuno ed aver coerentemente portato avanti ideali di laicità e libertà.

Oggi, solo la Massoneria italiana nelle sue varie Obbedienze, il Partito Radicale e le associazioni mazziniane e garibaldine, rammentano ancora il 20 settembre con manifestazioni pubbliche a Porta Pia. Eppure senza il 20 settembre l'Italia non sarebbe diventata un Paese laico, civile, liberale e l'istruzione pubblica non sarebbe mai stata gratuita ed estesa a tutti, ma esisterebbero ancora profondissime disparità fra classi sociali.

La Storia, ad ogni modo, l'hanno riscritta altri, ovvero gli eredi delle dittature rosse e nere, oltre che i nuovi barbari eredi di Berlinguer, Berlusconi, Bossi e Grillo che, se non ci fosse stata la falsa rivoluzione di Tangentopoli, oggi, sarebbero a vendere patate al mercato.

Il 20 di settembre di quest'anno scadrà il termine di presentazione dei dodici referendum Radicali. Referendum che vorrebbero abolire il finanziamento pubblico ai partiti, il sistema perverso dell'8 per mille, l'ergastolo, per separare le carriere dei magistrati ed altri, tutti molto interessanti, come sempre sono le proposte dei Radicali.

E' difficile prevedere se le firme necessarie saranno tutte raccolte, per quanto ce lo auguriamo. Purtuttavia, anche se i quesiti passassero con dodici SI' a maggioranza, siamo certi che questo o il prossimo Parlamento - composto dalla stessa partitocrazia che ha ucciso ogni spirito liberale degli ultimi 150 anni - non li disattenderebbero ?

Abbiamo stima di Marco Pannella, ma vogliamo anche ricordare che "questi" Parlamenti con "questi" partiti, sono quelli che gli anno negato il voto come Presidente della Repubblica e lo hanno negato anche ad Emma Bonino.

E' facile, molto facile, firmare dei quesiti referendari come ha fatto Berlusconi (ma ve lo ricordate quando egli definì "comunisti" i referendum liberisti dei radicali del 1999 ? Sic !). Molto più difficile è sostenere battaglie liberali e civili in Parlamento. E "questi" partiti, mandanti della scomparsa del 20 settembre quale Festività Nazionale, di civile e liberale non hanno proprio nulla.


Luca Bagatin



17 settembre 2011

XX Settembre: la festa di tutti gli italiani

Quest'anno si sono festeggiati i 150 anni dell'Unità d'Italia.
Ad essere precisi, purtuttavia, dovremmo dire che si sono festeggiati i 150 anni che sono intercorsi dalla proclamazione del Regno d'Italia (17 marzo 1861) ad oggi.
L'Unità d'Italia si ottenne infatti il 20 settembre del 1870, allorquando i bersaglieri entrarono a Porta Pia, mettendo fine al potere temporale dei Papi e Roma fu proclamata Capitale d'Italia.
Il 20 settembre non è più festa nazionale dall'avvento del fascismo e questa è la più grande vergogna della nostra Repubblica che, dal 1946 ad oggi, non l'ha più ripristinata.
Il 20 settembre è e dovrebbe essere la festività laica più importante, poichè vide uniti - per la prima volta nella Storia d'Europa - repubblicani e monarchici, massoni e cattolici, nobili e popolani, ebrei e protestanti, donne e uomini, in nome dell'Italia e della libertà religiosa.
Il 20 settembre di ogni anno a Porta Pia si recano, in onore di quelle antiche gesta, solamente i radicali ed i massoni del Grande Oriente d'Italia. Quasi che tale festività fosse una manifestazione "di parte", per pochi intimi.
Così non è e non dovrebbe essere e sarebbe ora che il Popolo sovrano chiedesse a questa putrescente classe politica (senza più speranze) ciò che loro spetta: il ripristino del 20 settembre quale festa nazionale di riconciliazione fra le fedi e le ideologie, sotto la bandiera dell'Unità nazionale e della laicità dello Stato.
"Libera Chiesa in libero Stato", diceva il conte Camillo Benso di Cavour e, finalmente, nel 1871, fu approvata la "Legge delle Guarentigie", che stabiliva precise garanzie per il Papa dei cattolici, il quale diventava suddito dello Stato italiano.
Sarà successivamente il fascismo a spazzare via tale liberale norma e ad introdurre il fascistissimo Concordato, inserito poi in Costituzione con i voti dei cattocomunisti e rinnovato nel 1984 da Craxi.
Triste destino, quello dell'Italia laica e liberale e, dunque, quello della libertà e della pace religiosa.
E' per tutto ciò che, dal prossimo 20 settembre, vorrei vedere sfilare a Porta Pia, non solo i soliti radicali ed i soliti esponenti del GOI, ma i repubblicani del PRI e dell'Associazione Mazziniana Italiana assieme ai monarchici dell'Unione Monarchica Italiana; i massoni del GOI e quelli della Gran Loggia d'Italia degli ALAM (che, nel 1910, fu la prima, per mezzo di Saverio Fera, a comprendere la necessità di un dialogo con la Chiesa cattolica); l'Unione delle Comunità Ebraiche assieme agli esponenti della Conferenza Episcopale Italiana; musulmani assieme a buddhisti, induisti e valdesi; donne e uomini; omosessuali ed eterosessuali.
Vorrei dunque che, a Porta Pia, ogni 20 settembre, ci fosse tutto il popolo italiano unito: in nome dell'amore per l'Italia, la libertà e la laicità.
Sarebbe la festa più bella. La più importante ed affratellata d'Italia.


Luca Bagatin



1 gennaio 2011

Buon 150enario (Terza) ITALIA !!!!







20 settembre 2010

XX Settembre: festa dei liberali e dei democratici italiani

Sono passati esattamente 140 anni da quel 20 Settembre 1870 che vide entrare i Bersaglieri italiani ed i Garibaldini a Roma, aprendosi una breccia a Porta Pia, sconfiggendo così le truppe papaline e mettendo fine al potere temporale dei Papi.
Nacque così - ufficialmente - un'Italia unita, laica e liberale, voluta da mazziniani, garibaldini, liberali repubblicani, liberali monarchici, ebrei, massoni, anticlericali e cattolici liberali e da quel momento - il XX Settembre - divenne Festa Nazionale.
Festa Nazionale abolita ed oscurata dall'avvento del fascismo e dai suoi Patti Lateranensi, inseriti poi, con l'Articolo 7, nella Costituzione repubblicana con i voti favorevoli di democristiani e comunisti. Autentici continuatori del fascismo.
Oggi siamo in pochi – purtroppo - a celebrare il XX Settembre.
Sicuramente lo celebrano ancora i Massoni che, il XX Settembre celebrano anche l'Equinozio d'Autunno, ovvero l'inizio dei lavori massonici. E sicuramente ce ne ricordiamo tutti noi laici, liberali e repubblicani, che dobbiamo a Mazzini, Garibaldi, Cavour e Vittorio Emanuele la liberazione dal giogo e dall'arretratezza del Papa Re di intere Regioni italiane, oggi modernissime.
E mi fa piacere che anche l'organo di stampa vicino all'Udc "Liberal", ogni anno (mi auguro voglia farlo anche oggi), pubblichi volentieri il mio pezzo in ricordo ed onore del XX Settembre, il che, forse, significa anche che è interesse del mondo politico cattolico liberale e di cultura degasperiana quello di ripristinare tale importante festività.
Importante festività di e per tutti gli italiani ed i sinceri democratici. E pensare poi che in Parlamento giace ancora una Proposta di Legge bipartisan di inizitiva dei daputati Pepe (PdL); Farina Coscioni (Radicali-Pd), Lehner (PdL) e Turco (Radicali-Pd) per il ripristino del XX Settembre quale Festa Nazionale.
Vediamo invece e purtroppo il riaffacciarsi di tentativi revisionisti relativamente al Risorgimento. Non ultimi gli attacchi del regista e sceneggiatore Mario Martone che ha definito Giuseppe Mazzini un "terrorista" e lo ha paragonato ai fondamentalisti islamici.
Oppure i tentativi filo borbonici e filo clericali di onorare la memoria dei caduti zuavi pontifici. Che è poi cosa non troppo dissimile dall'onorare la memoria dei caduti nazifascisti, scusate.
Se l'Italia è oggi unita, sovrana e democratica, nel bene e/o nel male, lo dobbiamo anche se non soprattutto al Risorgimento ed ai suoi martiri.
Martiri che combatterono o a fianco dell'emancipazione dei lavoratori e degli operai guidati da Mazzini e Garibaldi, oppure a fianco della Monarchia sabauda guidata dal conte di Cavour e da Vittorio Emanuele.
Tutti eredi di quel laicismo, liberalismo ed anticlericalismo che si è da sempre opposto ai totalitarismi ed ai dogmatismi. In nome della libertà di scienza, coscienza e di culto.

Luca Bagatin



31 marzo 2010

Ernesto Nathan: quel Sindaco repubblicano, massone, laico ed anticlericale che cambiò il destino di Roma



Ernesto Nathan fu il Sindaco di Roma che maggiormente lasciò il segno nella Città Eterna, caratterizzandola per la buona amministrazione, il senso civico e la laicità delle istituzioni.
Ernesto Nathan lasciò - inoltre - il segno nella politica italiana, specialmente in quella che si rifà tutt'ora alla sinistra antimarxista (Repubblicana, Socialista, Liberale) e nella Massoneria del Grande Oriente d'Italia, che rinnovò profondamente.
Cercherò qui di presentare, brevemente ed evitando il più possibile la retorica, il profilo biografico di questo grande repubblicano mazziniano e massone, ancor oggi ineguagliato.
Ernesto Nathan nacque a Londra il 5 ottobre del 1845 da Sara Levi e Mayer Moses Nathan.
Attorno agli anni '60 dell'800 la famiglia Nathan si stabilisce in Italia: dapprima a Firenze e successivamente a Milano e poi vicino a Genova.
In seguito, Ernesto Nathan, si trasferirà nuovamente a Londra e sposerà Virginia Mieli.
Conoscerà dunque Giuseppe Mazzini, Apostolo dell'Unità Italiana, il quale lo invierà a Roma per assumere l'amministrazione del suo quotidiano "La Roma del Popolo", il quale avrebbe dovuto formare la coscienza civile degli italiani, finalmente uniti, e sconfiggere l'analfabetismo. Correva infatti l'anno 1870.
Nel 1872 morirà il Mazzini, nella casa della sorella di Ernesto Nathan - Giannetta Nathan Rosselli -  e dunque sarà la stessa famiglia Nathan ad assumersi il compito di lottare contro l'analfabetismo, la povertà diffusa e per l'emancipazione della classe lavoratrice, come propugnato dall'ideale mazziniano.
Sara Levi fonda dunque la scuola elementare "Giuseppe Mazzini", aperta a tutti, ed ove viene impartito un insegnamento laico a partire dallo studio del mazziniano "Doveri dell'Uomo" ed altre scuole fioriranno per mezzo del contrubuto delle numerose Società Operaie di Mutuo Soccorso, tutte di matrice mazziniana e garibaldina.
La famiglia Nathan, acquisiti i diritti, si occuperà proprio in questi anni della diffusione delle opere di Giuseppe Mazzini.
Attorno al 1886, Ernesto Nathan inizia ad appassionarsi ai problemi sociali relativamente ai ceti deboli, partecipando ai primi congressi operai e sostenendo il diritto di sciopero.
Inizia a lottare contro lo sfruttamento della prostituzione, per la tutela del lavoro minorile e femminile, per la lotta all'analfabetismo, per l'affermazione della libertà di culto delle minoranze religiose e per un'etica laica e patriottica.
Ernesto Nathan fa dunque suo il pensiero e l'azione del suo maestro Giuseppe Mazzini. Inizia così l'attività politica del Nostro.
Nel 1887 Nathan aderisce alla Massoneria, in accordo con i suoi ideali di libero pensatore e di emancipatore. Viene iniziato "sulla spada" dallo stersso Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Adriano Lemmi, nella Loggia Propaganda Massonica.
L'anno successivo Ernesto Nathan acquisisce la cittadinanza italiana e così - finalmente - tutti i diritti politici e nel 1889 è eletto consigliere provinciale a Pesaro.
Questo incarico gli permetterà di schierarsi - forse fra i primi -  contro la gestione barbarica dei manicomi dell'epoca e sosterrà che la causa prima della malattia mentale risiede nell'indigenza e nella povertà.
Successivamente si presenterà, nelle file radicali, con Andrea Costa, alle elezioni per il Parlamento nazionale, senza purtuttavia essere eletto (ricordiamo che allora il suffragio era ristretto, maschile e legato al censo e quindi le classi popolari erano escluse dal voto).
Nel 1895, Nathan, con alcuni scritti significativi, attacca l'allora Primo Ministro Francesco Crispi, accusandolo di spreco di danaro pubblico e di corruzione. Egli propone inoltre l'allargamento del suffragio alle classi popolari, l'indipendenza della magistratura dal potere politico, la restrizione dei poteri dell'esecutivo ed il miglioramento delle condizioni economiche degli insegnanti.
Sarà così eletto nel consiglio comunale di Roma.
Nel 1896 è eletto Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, succedendo a Lemmi, ed inizierà un processo di rinnovamento dell'Istituzione massonica, rafforzandola e mettendola al servizio dell'etica laica e dell'emancipazione delle classi popolari.
Arrivò persino a sostenere - come prima di lui aveva già fatto il Gran Maestro Giuseppe Garibaldi - l'iniziazione massonica delle donne, affermando testualmente: "...l'uomo e la donna siano le due note musicali che formano l'accordo umano, le due ali su cui l'essere si solleva sempre più alto per legge di eterno progresso nell'etere dell'infinito".
Nei primi anni del '900, Ernesto Nathan, propone un'alleanza elettorale fra repubblicani, radicali e socialisti che sarà denominata "Blocco popolare" e con quesa lista, nel 1907, sarà eletto Sindaco di Roma con un'ampia maggioranza.
Quale Sindaco della Città Eterna, Nathan, istituì le municipalizzate tutt'ora funzionanti: l'Atac e l'Acea; promuoverà l'istituto dei referendum per permettere alla cittadinanza di partecipare direttamente alla gestione della cosa pubblica; ostacolerà gli speculatori ed i proprietari terrieri che si opponevano al nuovo piano regolatore; aumenterà il numero delle scuole e promuoverà la cultura laica.
Celebre il suo discorso - a Porta Pia - del 20 Settembre 1910, ove denunciò l'oscurantismo della Chiesa cattolica e la sua scarsissima sensibilità nei confronti del ceti meno abbienti.
Passò alla Storia della cultura popolare, poi, il celebre motto coniato dallo stesso Ernesto Nathan "non c'è trippa per gatti" a proposito della necessità di risparmiare danaro pubblico finanche nelle frattaglie da dare ai gatti, allora utilizzati dal Comune quali cacciatori di topi.
Nel 1914, il "Blocco popolare" guidato da Nathan, prese il nome di "Unione liberale democratica", riconfermando per le amministrative di Roma l'alleanza fra repubblicani, radicali e socialisti. E nello stesso anno, in Nostro, prende posizione a favore dell'entrata in guerra dell'Italia contro gli Imperi centrali, necessaria a completare il processo di Unità nazionale e di emancipazione dagli Asburgo.
Il suo irredentismo è così acceso che decide, nel 1915, di arruolarsi volontario nell'esercito, nonostante i suoi settant'anni e sarà assegnato ai reparti di Croce Rossa.
Infine, nel 1919, si dimette dalla carica di Gran Maestro del GOI per dedicarsi alla cura dell'Edizione Nazionale delle opere di Giuseppe Mazzini.
Morì nel 1921 e gli fu così risparmiata la sciagura del fascismo che spazzò via, tristemente, ogni residuo di cultura laica e risorgimentale, mettendo all'indice gli ideali mazziniani (arrivando persino a distorcerli e ad utilizzarli ad uso e consumo del fascismo), radicali, socialisti e mettendo fuori legge la Massoneria.
Ernesto Nathan fu rarissimo esempio di uomo di governo coerente con i suoi ideali: mazziniani dalla nascita alla morte. Esempio di buona amministrazione e lungimiranza purtroppo mai eguagliata in quasi cent'anni dalla sua morte.

Luca Bagatin



18 settembre 2009

Lo spirito vivo del nostro XX Settembre

Come ogni anno i Massoni del Grande Oriente d'Italia, il XX Settembre, celebrano l'Equinozio d'Autunno (e dunque la ripresa dei lavori massonici) ed il ricordo della Breccia di Porta Pia (XX Settembre 1870), allorquando, con l'entrata dei Bersaglieri in Roma, si pose fine al Potere temporale dei Papi e si riportò la città alla civiltà.
In questi giorni ho avuto modo di trovarmi fra le mani un vecchio numero della "Rivista Massonica" del GOI, diretta dall'ex Gran Maestro Giordano Gamberini, del gennaio 1975.
Vi ho trovato un bell'articolo di Spartaco Mennini, a ricordo proprio del XX Settembre e dell'Unità d'Italia.
Nell'articolo è detto chiaramente che la Massoneria non partecipò direttamente al processo di unificazione ed emancipazione dell'Italia dal giogo austriaco, papalino, francese e borbonico, ma allo stesso tempo furono molti i Massoni a parteciparvi. Massoni che furono imprigionati, che morirono a Novara, Custoza, Curtatone, Montanara, che furono decapitati a Roma in Piazza del Popolo e così via....
Questo, spiega Mennini, perché "la Massoneria è l'anima delle cose, è l'idea che muove ma che mai può pretendere o meglio che mai deve imporre la soluzione temporale". Ed ancora: "Il Massone deve essere il cavaliere della libertà, ma non deve imporre un modello di libertà....".
Questo a dire quali alti ideali antidogmatici ed antitotalitari ispirarono personalità carismatiche e coraggiose quali Giuseppe Garibaldi e Goffredo Mameli e moltissimi altri, persino dall'estero e persino donne come Madame Helena Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, che combattè fra le truppe garibaldine nella battaglia di Mentana.
Tornando al XX Settembre, ad ogni modo, essa è la festa di tutti i sinceri democratici, laici, liberali, repubblicani e monarchici per le libertà, di tutti gli ebrei, i carbonari, i massoni, i cattolici liberali, di tutti gli italiani e le italiane insomma.
E Festa Nazionale deve tornare ad essere, come proposto dal disegno di legge di iniziativa dei deputati Mario Pepe (PdL), Maria Antonietta Farina Coscioni (Radicali), Giancarlo Lenher (PdL) e Maurizio Turco (Radicali), perché abolita ingiustamente dal totalitarismo fascista negli anni '20 del '900 e perché patrimonio dell'Italia intera in quanto simbolo della stessa Unità Nazionale.
Unità Nazionale che compirà fra poco 150 anni e della quale dovremmo davvero andare orgogliosi. Non per mero ed illusorio "sentimento di Patria", bensì perché siamo un Paese tutto sommato libero anche se non del tutto democratico e civile (a causa anche di una classe politica assai poco colta e lungimirante). E perché siamo un Paese ancorato all'Occidente, nonostante le pericolose spinte vaticane.
Un Paese di fratelli con un'unica lingua e medesimi usi e costumi.
Un Paese che dovrebbe provare dunque vergogna per coloro i quali propongono di insegnare nelle scuole il dialetto e/o osano parlare in dialetto persino nel Parlamento Europeo (non volendosi dunque far comprendere dai più), sede democratica e civile per eccellenza !
E' altresì vergognoso che quest'anno sia stato espressamente vietato ai Radicali di tenere la consueta "marcia anticlericale" il 19 settembre da Porta Pia a Piazza Pio XII, davanti al Vaticano, nemmeno se svolta "in fila indiana".
Ad ogni modo i Radicali affermano con forza che in quella data, a partire dalle 14.00, a Porta Pia, ci saranno comunque.
Come ci saranno fisicamente - o con il cuore - tutti coloro i quali credono che la laicità dello Stato non sia mai bieca o malata, ma sempre e comunque civile ed emancipatoria.
E che ritengono che la "malattia" stia altrove, ovvero laddove vi è teocrazia, ideologia, totalitarismo in nome del mero Potere.
Questo è e sarà - come sempre – lo spirito vivo del nostro XX Settembre.


Luca Bagatin


Ecco la proposta di legge presentata alla camera e attualmente ancora al vaglio delle commissioni.

XVI LEGISLATURA

CAMERA DEI DEPUTATI

N. 449

PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati

MARIO PEPE (PdL), FARINA COSCIONI ( Pd-Radicali), GIANCARLO LEHNER ( PdL), MAURIZIO TURCO ( Pd-Radicali )

Ripristino della festa nazionale del 20 settembre

Presentata il 29 aprile 2008

Onorevoli Colleghi! - Per un lungo periodo il 20 settembre 1870, data della presa di Porta Pia a Roma da parte delle truppe piemontesi, è stato festeggiato come giornata della riunificazione nazionale e della conquista di un'identità nazionale, perduta sin dai tempi della caduta dell'Impero romano d'Occidente nel lontano anno 476.
Le basi liberali dello Stato unitario sono state a lungo oscurate dopo la conclusione del periodo risorgimentale, con la fine della prima guerra mondiale, da molti considerata la quarta guerra d'indipendenza. Subito dopo, per ragioni non chiare, tale festa venne abolita.
Paradossalmente questa memoria è rimasta nel nome delle vie e delle piazze site in quasi tutte le città italiane. E molto spesso a portare il nome «XX Settembre» sono le vie e le piazze principali, realizzate nei tumultuosi anni successivi alla riunificazione nazionale e custodi ormai dello stile costruttivo oltre che della concezione di città moderna dell'Italia liberale e risorgimentale. Luoghi che sarà opportuno sottoporre al regime vincolistico dei beni culturali, in quanto depositari di una precisa memoria storica.
Tuttavia quanti, fra coloro che vi abitano o vi lavorano, sanno cosa è successo il 20 settembre? L'oscuramento, la rimozione della data in cui l'Italia ha ritrovato la sua capitale, è quasi totale.
Il settennato del Presidente Ciampi ha riportato in auge l'inno di Mameli: che piaccia o no è il nostro inno nazionale, tutti lo conoscono, lo cantano e ci si riconoscono, è un elemento della nostra identità.
È ora pertanto che la Nazione recuperi la memoria del 20 settembre 1870, giorno dal quale non siamo più stati «calpestati e derisi» e siamo diventati un popolo.
Riproporre la festività del 20 settembre significa recuperare alla memoria collettiva una data fondante per la nostra Nazione e al contempo respingere ogni forma di inaccettabile revisionismo per quanto riguarda le gloriose vicende del nostro Risorgimento.


PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

1. A decorrere dall'anno 2008 la celebrazione del Risorgimento italiano ha nuovamente luogo il 20 settembre di ciascun anno, che pertanto è ripristinato come giorno festivo, ai fini di cui all'articolo 2 della legge 27 maggio 1949, n. 260.

Art. 2.

1. Il Ministro per i beni e le attività culturali, su istanza motivata dell'ente locale interessato, presentata alla soprintendenza competente per territorio, provvede alla verifica della sussistenza degli elementi che consentano la dichiarazione dell'interesse culturale, ai sensi e per gli effetti del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, delle vie, delle piazze e di ogni altro luogo intitolato alla ricorrenza del 20 settembre.

Art. 3.

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.



16 settembre 2009

Pordenonelegge.it : un inizio sotto i peggiori...auspici



Ora, non si è mai capito bene se a Pordenone, (poco sor)ridente città del Nord Est italico, si legga o meno......nonostante PordenoneleggePuntoIt (la kermesse del libro-incontro con gli Autori, che dal 16 al 20 settembre ci vedrà impegnati in probabili ed improbabili reportage).
Ad ogni modo quest'anno non si poteva iniziare....peggio.
Confermando quanto sostenuto dal grande Ernest Hemingway (che proabilmente delle kermesse letterarie se ne sarebbe impiPPato alla grande), Pordenone, oggi, è stata letteralmente il "pisciatoio d'Italia" con temporali e conseguente pioggia a dirotto prevista anche per i giorni successivi.
Come se non bastasse, uno degli eventi clou della serata è stato il recital dell'attrice Claudia Koll con poesie dedicate alla Madonna in collaborazione con le Edizioni Vaticane (sic !).
Dal pornosoft al clericaleggiante...in salsa comunistarda.
Abbiamo ordunque dato forfait.
Per finire....erano del tutto assenti le piacevolissime bancarelle del libro (presenti solo gli stand vuoti ancora in allestimento) !!!!
Tristo inizio. Non può dunque andare peggio.
Finirà in bellezza il 20 settembre, giornata in cui parlerà Beppino Englaro....nel mitico giorno a ricordo della Breccia di Porta Pia !
Come potrebbe essere diversamente del resto (PordenoneleggePuntoVirgolaDuePuntiAcapo.It o meno) !

Luca Bagatin

PS: un ringraziamento meritato invece allo staff dell'Ufficio Stampa di Pordenonelegge: scritto, diretto ed interetato dall'amica radicale (dai tempi della fondazione della Lista Emma Bonino) Paola Sain e dalla sua socia Daniela Volpe.



20 settembre 2008

BUON XX SETTEMBRE: il nostro, il vosto. Per le Libertà e le Democrazie.



E dunque......Buon XX Settembre a tutti !
Buona festa della Democrazia, delle Libertà, dell'Unità d'Italia e della Liberazione dal dogma e dall'assolutismo temporale vaticano !
Oggi è il giorno della festa della laicità. Una laicità che è sempre sana e positiva proprio in quanto consente a tutti di esprimere in un libero, civile e democratico Stato sovrano la propria opinione.
Il 20 settembre 1870 i Bersaglieri entravano a Porta Pia e restituivano Roma all'Italia, incoronandola capitale del Regno e sconfiggendo il Potere papalino, austroungarico e napoleonico, garantendo e costruendo pian piano uno Stato liberale e moderno coronando così il sogno dei monarchici liberali cavouriani, ma anche quello dei repubblicani mazziniani e garibaldini, dei massoni, degli ebrei (da sempre discriminati dal Potere vaticano), degli anticlericali ovvero di coloro che, lungi dall'essere antireligiosi, si battono da sempre contro i dogmi e gli assolutismi di ogni colore e fede politica o religiosa.
Il fascismo, negli anni '20, abolì la festa del XX Settembre anche proprio per ingraziarsi il favore della Chiesa cattolica.
Oggi le cose non sono cambiate. Lo stesso Bettino Craxi, pur laico, sancì un nuovo Concordato fra Stato italiano e Chiesa cattolica che, se da una parte garantiva una nuova separazione dei poteri, dall'altra concedeva al Vaticano il perverso sistema di finanziamento per mezzo dell'8 per mille in sede di dichiarazione dei redditi e la possibilità di assumere e scegliere insegnanti di religione, purtuttavia mantenuti dallo Stato italiano !
I vari leader politici di oggi, italiani o europei, da Berlusconi a Veltroni passando per Sarkozy e financo per l'ultimo Tony Blair, hanno dimostrato come è assai facile chinarsi di fronte al Vaticano. Del resto quest'ultimo ha dalla sua una potentissima banca che rende conto solo al Papa, ovvero lo IOR (Istituto per le Opere Religiose), nota anche per i suoi traffici sin dai tempi del fascismo e del nazismo passando per lo scandalo del Banco Ambrosiano.
Triste storia davvero, documentata anche dalle ottime opere di approfondimento del grande democratico azionista e liberale Ernesto Rossi da "Il manganello e l'aspersorio" a "Il Sillabo e dopo" sino a "Nuove pagine anticlericali".
Oggi più che mai il nuovo Capo dei cattolici, Sig. Joseph Ratzinger, cerca di entrare nelle sale del potere al fine di imporre i dogmi della sua Chiesa e costringendo, specialmente l'Italia, a rimanere indietro nella ricerca scientifica, la quale sarebbe capace di garantire nuovi scenari per la salute, e nell'ambito dei diritti civili ed individuali. Ciò è gravissimo e non degno dell'Occidente progredito e democratico.
Per questo è importante ricordare e celebrare il XX Settembre, Equinozio d'Autunno, che peraltro rappresenta una festa Pagana e Gnostica le cui tradizioni sono invise al dogma clericale in quanto portatrici di Luce e Verità interiore: figlie delle più Antiche Civilità che popolarono la Terra.
Oggi, come ogni anno, i Massoni del Grande Oriente d'Italia si recheranno a Porta Pia anche per rendere omaggio ai 60 anni della Costituzione Repubblicana con importanti interventi pubblici di Oscar Giannino, Massimo Teodori e molti altri.
I Radicali, invece, quest'anno celebreranno il XX Settembre a Londra, presso l'Istituto Italiano di Cultura, per dare un respiro europeo a questa festività, ricordando il Risorgimento Liberale e Repubblicano d'Europa e l'indimenticabile Sindaco di Roma Ernesto Nathan, mazziniano, radicale, ebreo, massone e d'origine inglese, il quale fu l'unico che riformò radicalmente la città in favore delle classi sociali più deboli, si prodigò per gli asili e la scuola pubblica gratuita per tutti e diede alla politica dell'epoca una forte impronta laica ed anticlericale.
Dunque, come dicevamo, Buon XX Settembre a tutti e che i Lumi di Porta Pia e dell'Equinozio d'Autunno possano illuminare le nostre menti e quelle delle generazioni successive per garantirci un presente ed un futuro civile, liberale e democratico.

Luca Bagatin



27 agosto 2008

Laicità e Religiosità per un nuovo 20 settembre italiano ed europeo


Marco Pannella scrive: "Credo che sia giunta di gran tempo l’ora di sottolineare che il 20 settembre 1870 (data della Breccia di Porta Pia e della liberazione di Roma dal potere pontificio) ha avuto un significato e un valore grande nella storia europea ed internazionale, sul piano istituzionale, politico, laico e religioso" - ed aggiunge - "che da tempo le tradizionali celebrazioni del XX Settembre, a Porta Pia mi sembrano troppo poco europee come dovrebbero essere".
E così, il leader storico dei Radicali lancia il primo Convegno di studio sulla laicità in ambito europeo con l'intento finale di celebrare l'anniversario del 20 settembre di quest'anno a Londra, una delle più grandi metropoli occidentali ed europee che, peraltro, fu la patria d'esilio di Giuseppe Mazzini: Apostolo e propugnatore dell'Unità Italiana, della Repubblica e della Laicità dello Stato.
E così, dal 27 al 29 agosto, presso la sede del Parlamento Europeo di Bruxelles, il Partito Radicale Transnazionale assieme all'Alleanza dei Liberaldemocratici Europei (Alde), ha indetto un Convegno dal titolo:  “Religiosità e laicità di fronte alla violenza fondamentalista”.
Come ci ricorda Pannella, esso può essere occasione per parlare anche "del 20 Settembre italiano e della fine degli Stati Pontifici”; “Ernesto Nathan londinese e romano: radici culturali e politiche familiari e britanniche, vicenda storica italiana”; “Lord Acton e gli eventi religiosi e politici degli anni ‘860 e ‘870 pontifici e italiani”; “Cause e conseguenze in Europa, nel mondo politico, in quello religioso (in particolare cattolico, evangelico, anglicano), in quello massonico e laico”; “Cause e conseguenze francesi del 20 settembre 1870, dell’Unità italiana e della Terza Repubblica”…
Dal Risorgimento liberale italiano, insomma, a quello Europeo. Ovvero a quel grande movimento borghese e popolare, liberale e repubblicano, laico e massonico, che ha portato via via alla caduta dell'Assolutismo monarchico ovvero al suo ridimensionamento e contemporaneamente all'affermazione di una nuova religiosità laica al servizio dell'individuo e dell'Umanità. Una religiosità al di là dei dogmi e al di là delle differenze di classe sociale, propugnata dal Mazzini sin dai tempi clandestini in cui scriveva sulla stampa inglese e che giunse ad influenzare positivamente gli Stati Uniti d'America in favore delle lotte risorgimentali italiane.
Questa volta Marco Pannella ci ha proprio preso. Piuttosto di organizzare la solita ed ennesima manifestazione radicale a Porta Pia, apre all'Europa ed a tutta la cultura laica e risirgimentale. Ma anche alle verie Chiese e forme spirituali che saranno peraltro presenti al Convegno con rispettivi relatori: cristiani, ebrei, muslulmani e buddhisti.
Un momento di confronto spirituale ed umano.....sotto i Lumi di Porta Pia !




Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini