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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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15 settembre 2014

Finalmente il PSE (ed i suoi rappresentanti) se ne va dall'Internazionale Socialista. Il Socialismo, infatti, vive nell'amore e nella libertà dei popoli !


Il volto triste dei paraculi del socialismo europeo


Il volto sorridente degli eredi della tradizione Socialista libertaria, umanitaria e nazionale di Simon Bolivar, Giuseppe Garibaldi, Juan Domingo Peron:
Kirchner, Morales, Lula, Chavez


Il PSE, ovvero il partito che da decenni usurpa e sporca il termine “socialista” in Europa, finalmente decide di uscire dall'Internazionale Socialista.

Un'Internazionale, peraltro, che già aveva accolto nel suo seno, vent'anni fa ed impunemente, gli eredi del comunismo sovietico...sic !

L'Internazionale, secondo il Generale Giuseppe Garibaldi, era il Sol dell'Avvenire. Questi “para-socialisti”, ovvero paraculi del “socialismo au caviar”, venduti alla Banca Centrale Europea, alla Federal Reserve ed al Fondo Monetario Internazionale (il fedifrago Dominique Strauss-Kahn, già direttore generale dello stesso, insegna), diversamente, con l'Internazionale dei Lavoratori non avevano nulla a che vedere.

Parliamo di personaggi quali Martin Schulz, François Hollande (altro noto fedifrago e chi è infedele con chi ha scelto di amare...non può che esserlo anche con il suo popolo !), Matteino Renzi (noto democristiano demitiano, peraltro !), Ed Milliband eccetera...

Parliamo di personaggi per nulla eroici e noti più per le politiche rigoriste applicate nei loro rispettivi Paesi, che per le inesistenti politiche sociali, in favore dei lavoratori e dei meno abbienti.

Oggi questi signori vogliono far parte di una fantomatica Alleanza Progessista, che in Italia ricorda tanto la sfigatissima “gioiosa macchina da guerra” messa in campo da Occhetto nel '94, alleata ai Poteri Forti ed al sistema bancario ed industriale italiano. Ed infatti siamo lì.

Ora, l'Europa si sa, ha rinunciato da tempo alla sua indipendenza e sovranità. Almeno dagli Anni '50 e '60, ovvero sin da quando si rifiutò di accettare la sfida anti-imperialista lanciata dal Generale Charles De Gaulle, alternativa al blocco statunitense e sovietico.

Come scrivevamo in un articolo di luglio: la nostra Europa non è l'Europa dei Popoli e delle Repubbliche sorelle che sognavano Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini; non è l'Europa degli Stati Uniti d'Europa che sognavano Ernesto Rossi, Eugenio Colorni ed Altiero Spinelli. E' l'Europa della Merkel e di Van Rompuy. E' l'Europa degli Schulz e dei Matteo Renzi. E' un'Europa senz'anima e senza fratellanza, che se ne frega dei suoi stessi cittadini i quali sono considerati solo merci di scambio, meri individui utili solo a pagare le imposte ed a reggere un sistema bancario senza via d'uscita, visto che alimentato dal sistema del signoraggio, ovvero dello stampare moneta a più non posso – senza alcun collegamento con l'economia reale, ovvero senza tenere conto dei beni e servizi effettivamente prodotti - e del conseguente debito pubblico impagabile.

E' l'Europa di questi falsi socialisti, ovvero di questi veri politicanti venduti alle banche ed alle elite.

Nel medesimo articolo e in un articolo successivo, ponevamo l'attenzione sui possibili Stati Uniti dell'America Latina. Stati che hanno e si stanno via via emancipando dal Fondo Monetario Internazionale e dalla criminale ed imperialistica politica Statunitense (che ha dimenticato la lezione dei suoi nobili Padri fondatori, da Washinghton a Jefferson).

Gli unici veri leader del Socialismo mondiale, libertario ed umanitario, infatti, sono altri e spesso vivono proprio in America Latina. Sono gli eredi di Juan Domingo Peron, gli eredi di Hugo Chavez, gli Evo Morales, i José Mujica – Presidente dell'Uruguay che ha deciso di vivere in povertà - e tutti coloro i quali da decenni si oppongono ad una globalizzazione che ingloba l'individuo, anziché emanciparlo. Che lo costringe ad un nuovo sfruttamento del lavoro e/o alla disoccupazione endemica. Eredi di una tradizione che va da Simon Bolivar passando per Giuseppe Garibaldi e che nasce proprio in luoghi e territori sfruttati, vilipesi, ove i diritti e la dignità dei lavoratori e dei popoli venivano e continuano ad essere calpestati. Parliamo di Argentina, Bolivia, Uruguay, Venezuela ecc...

E non conta la destra o la sinistra, visto che gli eredi di questa gloriosa tradizione andavano e vanno ben oltre le ideologie. La loro unica ideologia era ed è il benessere del popolo ed il governo del popolo.

Aspetti che questi sedicenti “socialisti europei”, neo regressisti pseudo progressisti, conservatori e reazionari da sempre – ovvero gli Schulz, i Renzi, gli Hollande - non hanno mai voluto comprendere e fare propri. Costoro, per nulla in sintonia con l'anima profonda dei loro popoli, seguitano ed hanno seguitato nella loro realpolitik fatta di tasse, austerità, tagli, a tutto vantaggio dei loro amici e sodali banchieri.

Costoro, infatti, rappresentano – assieme ai loro sodali “popolari” e “liberali” (per nulla popolari e/o liberali, nei fatti) – il volto triste di un'Europa delle elite, che sta condannando noi europei alla povertà e ad una nuova forma di sfruttamento.


Luca Bagatin




1 marzo 2014

Il Socialismo o è libertario o non è. I "socialisti" nelle istituzioni se ne sono completamente dimenticati

Il Partito Democratico entra nel Pse, ovvero nel Partito Socialista Europeo, pur non avendo nulla di socialista.

La cosa grave è che i cosiddetti “socialisti” europei lo accettano nelle loro file.

Il Pd, è storia nota, è un coacervo di postcomunisti e postdemocristiani, peraltro sostenuti da sempre dall'imprenditore Carlo De Benedetti, peraltro Presidente di Sorgenia, l'azienda che sta per rischiare la bancarotta e che controlla il 39% di Tirreno Power, società su cui sta indagando la Procura di Savona per danno ambientale ed omicidio colposo.

Di socialista, nella storia del Pd, dunque, non vi è proprio nulla. Anzi. Vi è un frammisto di conservatorismo economico e destra ideologica.

I comunisti italiani ed i democristiani, ce li ricordiamo infatti e peraltro, come i peggiori nemici del Partito Socialista Italiano di Pietro Nenni prima e di Bettino Craxi poi.

Ma tant'è.

Il Socialismo, peraltro, come vorremmo anche ricordare al Presidente venezuelano Nicolas Maduro - che sta facendo strage del suo popolo e tradendo gli ideali di Bolivar - o è libertario o non è.

Lo sapevano bene i rivoluzionari Giuseppe Garibaldi e Simon Bolivar appunto, che, son il loro sangue ed i loro sacrifici, lottarono per l'emancipazione dei rispettivi popoli e delle classi meno abbienti.

I politicanti pseudo-socialisti mondiali, evidentemente, o non hanno alcuna memoria storica oppure hanno preferito dimenticare la lezione del Socialismo libertario ed umanitario, imponendo un autoritarismo sociale, civile ed economico che fa orrore.

“Il Socialismo è il sol dell'avvenire” dichiarava il Generale Garibaldi, il quale, peraltro – unico uomo politico della Storia – preferì ritirarsi nella sua Caprera a fare il contadino, definendo il Parlamento una “cloaca” ("Quando i posteri esamineranno gli atti del governo e del Parlamento italiano durante il risorgimento, vi troveranno cose da cloaca"), piuttosto che scendere a compromessi con il malaffare politico.

Ve l'immaginate Giuseppe Garibaldi messo a confronto con Matteino Renzi ? Ve l'immaginate Simon Bolivar messo a confronto con il fedifrago François Hollande ?

Abbiamo detto tutto.


Luca Bagatin (nella foto con l'ex deputata Radicale Ilona Staller)



31 gennaio 2009

Europee con sbarramento: tormento della democrazia



Qualche giorno fa riflettevo sul fatto che il sottoscritto, da quando ha acquisito il diritto di voto, non è mai riuscito - alle elezioni politiche – ad incidere nell'elezione di un solo deputato o di un solo senatore.
Nessuno dei partiti che ho votato in precedenza è infatti mai riuscito ad andare oltre lo sbarramento previsto dalla legge elettorale maggioritaria per l'accesso alla Camera o al Senato (visto anche che non ho mai votato, in tali elezioni, per partiti coalizzati).
Mi sono sentito e mi sento dunque totalmente esautorato dal voto, ininfluente, impotente politicamente. E dunque, anche alle imminenti elezioni europee, se cambieranno – come pare certo accadrà - la legge elettorale ed introdurranno questi astrusi sbarramenti al 3, 4 o 5%, non avrà alcun senso che mi rechi alle urne. E molti altri elettori con me.
Siamo dunque inorriditi nel sentir parlare, ancora una volta, di riforma della legge elettorale per le elezioni europee.
Già di per sé è stata una truffa nei confronti di noi cittadini-elettori, l'aver introdotto una legge elettorale maggioritaria per le elezioni politiche (abolendo le preferenze pergiunta !).
In Europa, poi, esistono chiare e precise famiglie e tradizioni politiche che in Italia sono state spazzate via da coloro i quali oggi rappresentano il nulla politico e culturale (i due calderoni Pd-PdL).
In Europa vi sono in primis Popolari, Socialisti, Liberali ed ancora Sinistra Europea, Verdi, Nazionalisti ecc....
In Italia il Partito Democratico non ha ancora deciso la sua collocazione fra le tre (fuguriamoci un po' !), visto che a comporlo vi sono iscritti e componenti il gruppo dirigente che appartengono a tutte e tre le famiglie europee.
Il Popolo delle Libertà ha già deciso (più che altro l'ha deciso il suo leader) di collocarsi nella famiglia dei Popolari ed è gia qualcosa. Per quanto eminentissimi esponenti di questo “calderone” siano dichiaratamente Socialisti ed altri Liberaldemocratici.
La Lega Nord si collocherebbe probabilmente fra i Nazionalisti.
Con lo sbarramento al 3, al 4 o al 5 % rischierebbero di entrare nel Parlamento di Strasburgo – ma non è affatto scontato - anche quelli dell'Italia dei Valori (che si dicono liberali....per quanto abbiamo fortissimi dubbi in merito, viste anche le recenti sparate di Di Pietro contro il Quirinale) e quelli dell'UDC che sicuramente sono Popolari.
Sostanzialmente l'Italia rischierebbe di eleggere, così, a spanna, un buon 80% di Popolari, un 10 % di Nazionalisti, il restante 10% non è dato bene di sapere ove o come si collocherà.
Bella democrazia il nostro Paese ! Un Paese senza tradizione Socialista e senza tradizone Liberale, scomparse ufficialmente nel lontano 1992.
E poi, fra l'altro, ultimamente in Parlamento ci si lamenta che i partiti sono troppi, sic !
E si dice anche che questi partitini (ma quali ?) impedirebbero ai governi di governare !
Ma se Silvio Berlusconi ha oggi la maggioranza per fare le riforme necessarie senza che nessuno gli dia fastidio (a parte la Lega, che sull'abolizione delle Province non ci sente), ci chiediamo se il motivo di certe mancate-riforme siano per caso causa del PRI o del Nuovo PSI, noti partitini della maggioranza che oggi si vorrebbero falcidiare con neonate leggi elettorali epurative.
Ma se proprio da quei partitini storici arrivano, ovvero sono arrivati, determinati progetti di riforma portati avanti dal PdL (dal ritorno al nucleare, alle misure sociali, alla riduzione della spesa pubblica, all'abolizione degli enti inutuli) !
Siamo alla schizofrenia politica, ma tant'è.
Chi scrive ha notoria simpatia per Partito Repubblicano Italiano (al quale è iscritto), per il Nuovo PSI e per il Partito Liberale Italiano di Stefano De Luca (che ha votato e sostenuto alle ultime elezioni politiche). Se non vi fossero sbarramenti di sorta (e quindi il rischio di non avere nemmeno un eletto) sarebbe possibile rilanciare una lista della Casa Laica, collocata nell'ELDR (Liberali e Democratici Europei), che comprenda questi tre partiti, candidando solo ed unicamente under 40 e rilanciando il progetto per gli Stati Uniti d'Europa, ovvero per un Europa finalmente politica, che non discuta solo ed unicamente di pere e mele o di burocrazia, bensì di prospettive per noi giovani cittadini europei.
Probabilmente sogno.....come sempre.
Essendo purtuttavia e mio malgrado un tipo estremamente pratico mi immagino ciò che nei fatti – ahinoi - accadrà: sbarramento al 4 o 5%; liste calderone PD-PdL con tanti attori, cantanti, sportivi, mezze calze, cartapecore; l'Europa questa sconosciuta; Strasburgo che formaggio è !
La solita sbobba all'italiana, insomma. Ed allora varrà la pena rimanere a casetta propria, disertando in massa le urne.




Luca Bagatin



16 febbraio 2008

Una Costituente Laica e Liberaldemocratica per un'alternativa di Governo al Veltrusconismo


Mancano neanche una sessantina di giorni alla chiusura della campagna elettorale e quindi alla data delle elezioni politiche e, guarda un po', non notiamo pressoché alcuna novità rilevante quanto a personale politico e a schieramenti contendenti salvo, forse, una certa semplificazione-camuffamento che vede "contrapporsi" (parola forse un po' grossa) i Popolari delle Libertà Vaticane e  i Democratici de Noantri in salsa prodiana.
La qual cosa ci lascia davvero perplessi, ma, tant'è.
I due principali partiti in lizza appaiono infatti come una caricatura: da una parte del Partito Popolare Europeo e dall'altra del Partito Socialista Europeo, per quanto né il Partito di Berlusconi né quello di Veltroni e Prodi si richiamino nel nome e nei programmi né al popolarismo né tantomeno al socialismo occidentale.
Il loro tasso di conservatorismo in economia, nel campo dei diritti civili ed individuali, nella ricerca scientifica e nell'innovazione, infatti, non ha eguali in Europa ed in Occidente ove gli stessi Conservatori (si pensi a quelli inglesi, a quelli spagnoli, a quelli olandesi e financo al repubblicano USA McCain che nei fatti è un vero liberale, non sono affatto né clericali né tantomeno retrogradi).
In questo bailamme semplificatorio possiamo trovare anche i comunisti della Sinistra Arcobaleno, l'Udc, la Rosa Bianca, e la Destra di Storace. Insomma, le espressioni del comunismo, del clericalismo e del fascismo duro e puro e non ancora edulcorato né dell'ex Sindaco di Roma né dal Berlusca.
Si notino purtuttavia i grandi assenti, ovvero gli unici le cui idee e proposte sono alla base del pensiero Occidentale e Democratico ed infatti hanno cittadinanza in Europa: i Liberaldemocratici ed i Liberalsocialisti.
L'espressione infatti di quei partiti laici (il Pri, il Psdi, il Psi e il Pli) che governarono l'Italia assieme alla Dc dagli anni '50 agli anni '90 e ne arginarono le spinte retrograde e clericali anche con il contributo esterno e movimentista del Partito Radicale, sono pressoché al momento assenti dal dibattito elettorale.
Ad essi non si possono in effetti non addebitare grosse pecche: sono sempre stati disorganizzati, volutamente scarsamente radicati (salvo in talune regioni e realtà locali italiane ove sono ancora tutto sommato forti), insopportabilmente litigiosi fra loro pur avendo programmi convergenti, nonché hanno sempre, negli ultimi anni, preferito "tirare a campare" alleandosi o con lo schieramento cattocomunista o con quello clericofascista.....per un piatto di lenticchie e da sempre comunque inascoltati.
Si vedano oggi radicali di Pannella quanto fanno pena quando si  apprende e legge il pietoso appello sul Riformista a Veltroni affinché li carichi nel suo carro.....
Ma stiamo veramente scherzando ?
Così non si va e non si andrà mai da nessuna parte e lo sosteniamo da almeno una decina d'anni.
In Italia, una voce Laica, Liberale e Libertaria, radicata in Europa nel Partito dei Liberali e dei Riformatori (ELDR), urge.
Il perché è presto detto: noi Laici, Liberali, Libertari e Repubblicani, siamo gli unici a proporre un radicale abbassamento delle imposte dirette e indirette mirando, progressivamente a giungere all'aliquota unica per tutti al 20%; siamo gli unici a proporre un sensibile innalzamento dell'età pensionabile per alleggerire i bilanci previdenziali e per garantire un futuro ai giovani; siamo gli unici a proporre l'abolizione degli enti inutili quali ad esempio Provincie e Comunità Montane e a volere l'accorpamento dei piccoli Comuni; siamo gli unici che da anni predicano il ritorno al nucleare al fine di ridurre non solo i costi delle importazioni energetiche dall'estero ma anche l'inquinamento; siamo gli unici a battersi da anni per una piena attuazione della Legge Biagi con l'introduzione degli ammortizzatori sociali; siamo ormai fra i pochi a batterci per i diritti civli a 360 gradi con l'introduzione di una legge per le coppie di fatto; per una legge che regolamenti la cannabis ed i suoi derivati; per maggiori fondi alla ricerca scientifica senza pregiudizi o nuove crociate proibizioniste...e potremmo anche continuare.
I Liberaldemocratici, Liberalsocialisti e Repubblicani sono insomma gli unici che hanno una radicale ricetta alternativa ai due schieramenti conservatori ed ai loro satelliti: riduzione della spesa pubblica e quindi riduzione delle imposte per rilanciare l'economia; ammortizzatori sociali per gli inoccupati e libertà civili che passano anche per una salute ed una qualità della vita migliore grazie al pieno sviluppo della scienza.
Basta poco, che ce vo, direbbe Giobbe Covatta: una Costituente Laica e Liberaldemocratica come quella avviata dal Partito Repubblicano Italiano assieme al Partito Liberale, nel quale possano convergere magari anche i Radicali di Pannella e i Socialisti sparsi.
Nessun atto di fede ideologico deve essere chiesto (siamo laici anche per questo o no ?). Solo una seria e concreta piattaforma programmatica e di Governo del Paese alternativa al conservatorimo Veltrusconiano.
Ce la facciamo ?
Perché no ?


Luca Bagatin



4 ottobre 2007

UNA COSTITUENTE CHE NON CONVINCE I LAICI, LIBERALI, REPUBBLICANI, LIBERALSOCIALISTI


Venerdì 5 e sabato 6 ottobre si terrà a Roma la conferenza programmatica
della cosiddetta Costituente Socialista lanciata da Lanfranco Turci,
Enrico Boselli, Gianni De Michelis, Gavino Angius e altri il 14 luglio
a Chianciano e debbo dire che sono lieto di aver letto sull'Opinione
delle Libertà del 3 ottobre la lettera di Nicola Cariglia, leader del Polo
Laico Liberalsocialista - Gruppo dei Centouno, in cui declina l'invito
ad aderirvi come invece aveva fatto a Chianciano.
Cariglia afferma che non è interessato ad entrare in una sorta di Sdi
allargato o comunque in un Partito Socialista che, già dal nome, esclude
gli altri laici, liberali, repubblicani e radicali.
Finalmente ho avuto modo di leggere un Cariglia che afferma ciò che io
stesso affermai all'indomani del 14 luglio, ovvero quando Turci, Boselli,
De Michelis e Bobo Craxi lanciarono una costituente socialista non più Laica,
né tantomeno Liberalsocialista, unicamente quale occasione per riunificare i
socialisti della diaspora in un progetto da far nascere all'interno dell'Unione i
n Italia e nel Pse in Europa.
Un progetto, insomma, che non può interessare minimamente nè i liberali,
nè i laici e repubblicani mai stati socialisti, nè i radicali, nè i liberalsocialisti che
da sempre cercano una sintesi fra il liberalismo ed il socialismo non marxista.
Un progetto, fra l'altro, di cui non abbiamo ancora capito bene il programma (
si va verso un liberalsocialismo alla Tony Blair o verso la socialburocrazia scandinava ?).
Ad ogni modo seguiremo con attenzione anche questo evento, pur distanti e
pur ritenendo valido unicamente un progetto di terza forza laica, liberale,
liberalsociaista, repubblicana, radicale con un programma di riforme antiburocratiche,
liberali in economia, che garantiscano un welfare per chi ne ha realmente bisogno, che
abbassino le imposte, che aboliscano le province e l'Ici sulla prima casa.
Un progetto di progresso oltre la destra e la sinistra e soprattutto contrapposto a
questo centrosinistra e a questo centrodestra conservatori e che guardi agli
Stati Uniti d'Europa e all'Occidente con rinnovata fiducia.


Luca Bagatn



29 settembre 2007

NASCE LA COSTITUENTE LAICA E LIBERALDEMOCRATICA: un altro passo per l'aggregazione dei Laici

 


Il 29 settembre presso il Centro Congressi Cavour di Via Cavour 50/A a Roma, si è tenuta l'assemblea nazionale della
Costituente Laica e Liberaldemocratica che ha visto coinvolti laici, liberali
e repubblicani.
L'assemblea è organizzata dal Forum per l'Unità dei Repubblicani e dalla
Federazione dei Liberali e mira ad aggregare tutte le forze laiche che si
riconoscono a livello europeo nell'Eldr mediante un programma di 10 riforme radicali.
Riforme che si sostanziano in : riduzione degli sprechi nelle istituzioni puntando
all'abolizione delle province (storica battaglia repubblicana) ed allo snellimento
della Pubblica Amministrazione e riduzione della spesa pubblica; riforma della
giustizia tale da garantire la certezza della pena, separazione delle carriere fra
giudice e PM, depenalizzazione dei reati minori, costruzione di nuove carceri;
reintroduzione del nucleare al fine di ridurre le importazioni di energia dall'estero
e ridurre l'utilizzo di petrolio, incentivo all'utilizzo di biomasse attraverso il riciclo
dei rifiuti; apertura immediata di nuove imprese riducendo la burocrazia connessa
ad esse, introduzione di una normativa sul licenziamento libero connesso
all'introduzione di ammortizzatori sociali per sostenere la mobilità del lavoratore,
sgravi fiscali sulle assunzioni; rivalutazione della scuola pubblica e forti incentivi
alla ricerca scientifica; abolizione dell'Irap, riduzione delle aliquote Irpef entro un
valore massimo del 30%; rilancio delle battaglie sui diritti civili e riaffermazione
della laicità dello Stato; rilancio degli Stati Uniti d'Europa e di un'Europe federata
ed alleata agli USA.
Mi pare che queste ragioni (che trovate illustrate al link http://www.noiragioniamo.it/index_file/Page473.htm)
siano assolutamente condivisibili e da sostenere.
La Costituente Laica e Liberaldemocratica fa il paio con la Costituente Liberalsocialista
lanciata a Bertinoro da Lanfranco Turci alcuni mesi fa.
Purtuttavia entrambe le Costituenti non si sbilanciano nel voler costruire un'alternativa
comune all'attuale bipolarismo controriformista.
Entrambe, insomma, non dichiarano apertamente la loro avversione all'Unione ed
alla Cdl, ovvero ai due poli conservatori, bensì si dichiarano unicamente "distanti
dal Partito Democratico e dalla Casa delle Libertà".
La qual cosa mi appare assai limitata, soprattutto se le due Costituenti nascono
unicamente per accordi elettoriali che si fermano alle sole elezioni europee o alle
sole politiche.
Diversamente, un progetto Liberaldemocratico-Repubblicano-Liberalsocialista
(che aderisca in Europa tanto all'Eldr quanto al Pse contrapposto all'estrema sinistra,
all'estrema destra ed ai Popolari) con le riforme di cui sopra: civili, europeiste, atlantiche,
liberali e libertarie contrapposto alla conservazione italiana che vede unite l'Unione prodian-veltroniana
(alleata ai Poteri Forti, alle banche ed ai comunisti) e una
fantomatica Casa delle Libertà senza libertà (conservatrice nei diritti civili e in economia),
sarebbe non solo auspicabile ma anche l'unica alternativa per l'alternanza a
questo bipolarismo mediatico e ad un'antipolitica dilagante dovuta proprio al
monopartitismo imperfetto Union-Cidiellino incapace di riformare il nostro Paese alla radice.
 
Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini