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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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1 luglio 2015

"La gatta": fiaba junghiana alla ricerca della redenzione del femminile e del maschile

Il gatto è, da millenni, l'animale sacro per eccellenza.

Pensiamo infatti alla venerazione per i gatti nell'Antico Egitto la cui mitologia produsse la Dea gatta Bastet, che i Greci identificarono successivamente con la Dea Artemide.

Il gatto, oltre ad essere animale estremamente intelligente e socevole, si dice sia detentore di poteri misteriosofici, oltre ad essere animale dalle molteplici vite e dalla capacità di superare pressoché ogni tipo di avversità.

Al gatto, Marie-Louise Von Franz (1915 – 1998), psicanalista junghiana e stretta collaboratrice di Carl Gustav Jung (1875 - 1961), dedica una conferenza, contenuta in un bellissimo e agile volume dal significativo titolo: “La gatta”.

La dottoressa Von Franz si rifà all'omonima fiaba rumena, che racconta di un imperatore infelice in quanto non aveva alcuna discendenza, il quale costruisce una nave per la moglie, la quale le ha espresso il desiderio di uscire dal Palazzo. L'imperatore purtuttavia la ammonisce: “Se non tornerai incinta non potrai più stare con me !”.

L'imperatrice e le sue serve approdarono così, dopo alcuni giorni di navigazione burrascosa, ad un'isola ed è qui che lei decide di mangiare una bellissima mela d'oro. Rimanendo così incinta.

La Madre di Dio, purtuttavia, custode del melo, le lancia una maledizione affermando che sua figlia si sarebbe trasformata in una gatta al compimento del diciassettesimo anno d'età e così tutta la sua corte e che solo il figlio di un imperatore, mozzandole coda e testa, avrebbe potuto rompere l'incantesimo. E così accadde.

In un paese molto lontano, un altro imperatore, vedovo ed alcolizzato, inviava i suoi tre figli maschi alla ricerca di una particolare stoffa di lino, così sottile da poter passare per la cruna di un ago. Il primo di questi trovò solo un cagnolino; il secondo trovò un lembo di lino grezzo; mentre il terzo, il più giovane...dopo molte peripezie finì nel palazzo dei gatti ! Qui conobbe la principessa gatta e se ne innamorò.

E sarà proprio la principessa gatta a ricondurlo, molti anni dopo, dal padre che lo credeva morto, con quella particolare forma di lino sottile sottile...contenuta in un chicco di mais.

La gatta chiese poi al giovane principe di tagliarle prima la coda e poi la testa e fu così...che ella si trasformò in una bellissima fanciulla e i due poterono sposarsi. Se non che...il padre del giovane principe, il vecchio imperatore ubriacone, tentò di concupire la nuora, tentando di imprigionare il figlio.

Quest'ultimo radunò un enorme esercito e mosse guerra al padre, annientendo così l'esercito del vecchio imperatore. Questi finì così per chiedere perdono al figlio ed alla nuora, cedendo loro il suo impero.

La fiaba de “La gatta” è ricchissima di simbolismo, che la dottoressa Von Franz analizza con vastità di particolari. Simboli di natura archetipica, inconscia, esoterica, spirituale, alchemica.

Innanzitutto siamo in presenza di due imperi distinti: nel primo l'aspetto femminile è sterile, mentre nel secondo il femminile è scomparso.

Nel primo caso la donna/imperatrice necessita di uscire dal palazzo, nel quale si sente confinata, per recuperare il suo istinto creativo. Nel secondo caso l'uomo/imperatore è vedovo ed il suo stato di abbandono sfocia nell'alcoolismo.

La dottoressa Von Franz spiega come l'universo femminile sia più flessibile e soggettivo, mentre quello maschile sia più rigido. Purtuttavia entrambi si compensano e tale compensazione evita alle donne la formazione di sottili e subdole malignità, spesso fra loro, mentre agli uomini evita il sopravvento dell'aggressività e della brutalità.

Nel caso dell'imperatore che ha tre figli, il suo stato di alcoolismo è causato da uno stato di abbandono – in quanto vedovo – e quindi ciò lo porta a simulare una condizione “estatica”, simile all'”estasi religiosa” che egli tenta di ottenere attraverso l'assunzione di alcolici. E' chiaro che il suo è un problema legato all'Anima, al suo bisogno di spiritualità, che è ferita proprio dal suo stato di abbandono.

L'imperatore senza figli, viceversa, accondiscende al desiderio della moglie di uscire dal Palazzo e le costruisce una nave che, come sottolinea la dottorezza Von Franz, è, simbolicamente un contenitore femminile, associata peraltro alla luna e alle dee lunari. Egli non teme che possa accadere qualche cosa alla moglie, anzi, la spinge ad attraversare il mare, ovvero, simbolicamente, a compiere un cammino interiore e spirituale che la porterà così, ad essere fertile.

Sull'isola l'imperatrice trova un melo dalle mele d'oro e ne mangia una, ma non sa che esso è custodito dalla Vergine Maria che, peraltro, rappresenta originariamente la dea Iside, simbolo di fertilità, la figura più importante degli dei al punto da diffondersi, dall'Egitto sino in tutta Europa – nonostante le mistificazioni di matrice cattolica - il culto delle cosiddette “Madonne Nere” raffiguranti infatti Iside che tiene in braccio suo figlio Horus, identificato anche con il Cristo.

La dottoressa Von Franz rammenta che le donne in gravidanza hanno una grande vicinanza con il mondo della morte in quanto, mettendo al mondo una nuova vita, una parte di loro deve simbolicamente morire. E quindi sono anche legate molto di più all'inconscio ed al mondo dei sogni: sogni sull'origine dell'uomo e sul mistero degli spiriti che si sono reincarnati.

Nella nostra fiaba, nella fattispecie, la Vergine Maria maledice il bambino che deve neascere, ma...in realtà la maledizione è parte di un disegno più ampio, di redenzione del femminile e finanche del maschile, come vedremo poi.

La bambina che nascerà si trasformerà dunque in gatta, un animale che, come dicevamo, è da millenni ritenuto sacro e che nella mitologia ha sempre avuto aspetti benefici quale guaritore, servitore ed anche medium, ponte con il mondo dei morti.

Forse proprio per le sue qualità gnostico-esoterico-mitologiche la cultura cristiano-cattolica (che nulla ha a che vedere con gli insegnamenti del Cristo, che erano, appunto, di matrice gnostico-esoterica) ha successivamente fatto strage di gatti, attribuendo ad essi – in modo mistificatorio, sciocco e superstizioso – qualità malefiche e sataniche.

Si pensi invece che, anticamente, un gatto bianco posto ai piedi della croce, in Francia, rappresentava il Cristo stesso e per secoli è stato ritenuto animale caro alle streghe che sono tutt'altro che da considerarsi come degli esseri spregevoli, ma delle donne custodi dell'Anima. Spesso dell'Anima maschile.

Jung in particolare si chiese che cosa avesse a che fare la Vergine Maria con la persecuzione delle streghe e spiegò come, prima del culto della Vergine Maria, fosse diffuso l'amor cortese. Il cavaliere corteggiava la dama prescelta, vedendo il lei quella che Jung chiama la “donna-Anima”.

La Chiesa cattolica, purtuttavia, abolì ben presto l'amor cortese imponendo che gli uomini non potessero più scegliere la loro dama, ma dovessero combattere per conquistare il cuore di una donna a glorificazione della Vergine Maria. Fu allora che, secondo Jung, nacque la caccia alle streghe in nome della Vergine Maria.

Mentre l'amor cortese permetteva a uomini e donne di venire in contatto con la propria interiorità, con la propria Anima, con il culto della Vergine Maria il simbolo della “donna-Anima” venne sostituito da un simbolo collettivo del femminile imposto: quello della Madonna di matrice cattolica.

Le streghe, in questo senso, rappresentano l'elemento individuale delle donne, che permettono all'uomo, peraltro, di ricongiungersi con la sua Anima, spesso ferita. E con la caccia alle streghe l'Inquisizione cattolica iniziò, come già detto, a perseguitare anche i gatti.

Ennesima barbarie compiuta dalla Chiesa cattolica ai danni del patrimonio animistico, sacro, esoterico, spirituale ed interiore dell'umanità !

Tornando alla nostra fiaba, nel regno governato dall'imperatore ubriacone, questi vuole che i suoi figli recuperino della stoffa di lino sottilissima. Come spiega la dottoressa Von Franz, il lino era utilizzato per la veste di sacerdoti e stregoni ed ha una forte connessione con il femminile. Egli, dunque, come con l'uso dell'alcool, ricerca in qualche modo una connessione con il mondo spirituale e femminile – che nel suo regno è da considerarsi aspetto morto - e lo fa inviando i figli alla ricerca.

Solo il terzo figlio ne uscirà vincitore, dopo un percorso di patimenti e peripezie (l'eroe maschile nelle fiabe si trova sempre a soffrire, ovvero si trova ad assumere un'attitudine passiva e femminile) e vi riusicrà per mezzo della figura della gatta. Figura sacra e femminile per eccellenza. Sarà lei a guidarlo e a fornirgli il lino da consegnare al padre, novella dama dell'amor cortese e novella strega-donna-Anima.

Purtuttavia ora la donna-Anima, la gatta, per riscoprire il suo aspetto istintuale e dunque umano, necessita che l'eroe le tagli la coda e la testa. E così, pur con molte insistenze, ciò accade. E lei torna ad essere fancuilla e può sposare il suo principe: i due sono finalmente una cosa sola.

Purtuttavia devono ancora sfidare la concupiscenza del vecchio satiro, l'imperatore ubriacone che, non ancora ricongiuntosi con la sua Anima, con la sua parte femminile, rimane legato ai bassi istinti. E ne rimane sconfitto.

L'insegnamento racchiuso ne “La gatta”, presentata dalla dottoressa Marie-Louise Von Franz, è un percorso alchemico interiore. Un percorso di redenzione umana, maschile e femminile. Un percorso che – sulla base della mitologia, del simbolo e della spiritualità gnostica e pagana – va a toccare il rapporto di coppia, analizzandone la sua intima essenza e trovandone la chiave di lettura.

Un saggio che peraltro riscopre il valore sacro del gatto, della strega-donna-Anima, che è quanto di più prezioso il cuore di un uomo dovrebbe saper risconoscere e ricercare.


Luca Bagatin



26 agosto 2012

Emanuel Swedenborg nell'opera musicale di Fabio Mengozzi: spiritualità in musica



Emanuel Swedenborg (1688 – 1772), importante figura del panorama scientifico, filosofico e mistico-spirituale svedese, visse alla corte di re Carlo XII di Svezia di cui divenne anche consulente per le applicazioni militari (pensate che suo è il primo prototipo dell'attuale Hovercraft in uso dalla marina militare).

Swedenborg, come ricorda Lino Sacchi nella sua raccolta di biografie di massoni famosi edita dalle Edizioni Età dell'Acquario, fu massone di Rito Scozzese Antico ed Accettato e, ben presto, sarà conosciuto in tutto l'universo spirituale del XVIII secolo per le sue doti di chiaroveggenza e la sua capacità di sperimentare particolari stati di coscienza molto simili al samadhi della tradizione vedica, con visioni, capacità di preveggenza e medianiche (in particolare legate alla possibilità di comunicare con gli Angeli).

Fu così che elaborò una particolare tecnica di meditazione legata alle varie parti del corpo, molto simile a quella praticata dagli Yogin Himalayani e, tali meditazioni, lo porteranno ad elaborare uno specifico rituale massonico denominato tutt'oggi Rito di Swedenborg o Rito Svedese, diffuso e praticato in Islanda e nei Paesi Scandinavi.

Agli studi ed agli scritti di Swedenborg (oggi disponibili, in Italia, per le Edizioni Mediterranee “Cielo e Inferno” e “Conversazioni con gli Angeli”, volumi che racchiudono la descrizione pressoché completa ed esaustiva delle sue visioni medianiche) si ispirarono numerosissimi intellettuali e studiosi, fra cui lo psicanalista Carl Gustav Jung che nel mistico svedese vide un precursore della psicanalisi, l'insigne filosofo Immanuel Kant, lo scrittore Goethe e – in tempi più recenti – il poeta Jeorge Luis Borges.

A Swdenborg, alcuni anni fa, si è ispirato anche lo scrittore friulano Carlo Sgorlon che, per Mondadori, ha dato alle stampe il romanzo filosofico "Il circolo Swedenborg" e persino l'ambiente musicale è rimasto toccato dall'opera swedenborghana al punto che, un giovane compositore, pianista e direttore d'orchestra quale è l'astigiano Fabio Mengozzi, che mi ha di recente contattato, ha realizzato un brano ove ha applicato la cosiddetta "Dottrina delle Corrispondenze" di Swedenborg.

Tale "Dottrina" è descritta nell'opera "Arcana Coelestia", scritta poco prima del 1750 dal mistico svedese. Essa intende mettere, appunto, in corrispondenza il mondo materiale con quello spirituale. Ogni nostra scelta terrena, infatti, è legata e corrispondente a ciò che ci accadrà quando saremo defunti. I nostro pensieri e le nostre azioni terrene, dunque, sceglieranno se ci collocheremo in quello che Swedenborg definisce "Cielo", oppure nell'"Inferno". Ciò ricorderà a molti la dottrina vedica del karma, non a caso.

Ebbene, Fabio Mengozzi, classe 1980, diplomatosi in pianoforte all'età di 19 anni al Conservatorio di Torino - presentandosi da privatista - avvaldendosi delle relazioni matematiche fra le note, ovvero dei procedimenti numerici cari a Pitagora per trasformare i numeri in musica, ha realizzato - ispirandosi alla mistica swedenborgiana - "Dieci frammenti celesti", una composizione fatta di sonorità inedite e mistiche (ascoltabile su youtube), realizzata, oltre che con il pianoforte, anche con bulloni, viti, gomma e cartone, secondo il metodo ideato dal compositore John Cage.

Fabio Mengozzi mi ha confessato che per lui "il Numero và colto per il suo significato qualitativo oltre che quantitativo". Ed esso è inevitabilmente necessario nelle composizioni musicali, in particolare se si rifanno alla Tradizione.

Il musicista, per Fabio Mengozzi, è, infatti, una sorta di alchimista che mette Ordine al Caos, poiché "Tutto è stato creato nel numero, nel peso e nella misura".

Ed è in base a tale ricerca mistica per mezzo della musica che Fabio Mengozzi si è avvalso, per realizzare la sua musica swedenborgiana, della cosiddetta Successione di Fibonacci, che è connessa con la Sezione Aurea (o Proporzione Divina) che conoscevano molto bene i matematici dell'Antica Grecia e dell'Antico Egitto, oltre che i mistici, i Sufi ed i Costruttori delle Cattedrali...antichi progenitori degli attuali Liberi Mutartori.

L'opera di Mengozzi, ancora purtroppo poco conosciuta, in particolare in Italia, lo ha ad ogni modo messo in contatto con la Swedenborg Scientific Association, che, in Pennsylvania si occupa di divulgare ed approfondire il pensiero filosofico di Emmanuel Swedenborg, nonché gli ha permesso di presentare il brano "Dieci frammenti celesti", in prima assoluta, presso la prestigiosa Winchester Modern Gallery di Victoria, in Canada.

Penso ci sia molto da imparare attraverso l'opera di Fabio Mengozzi.

Innanzitutto permette di comprendere, anche ai ricercatori dello Spirito più navigati, quante applicazioni possa avere la Sezione Aurea e quanto determinati Rituali, anche massonici, siano tutt'altro che inventati o slegati dalla realtà materiale e mistica nella quale viviamo ed alla quale possiamo attingere anche per mezzo dei suoni e della musica. Oltre che della meditazione.

In secondo luogo richiama alla mente l'opera di Swedenborg che fu forse il primo, in Occidente, ad approfondire la tradizione Vedica ed Indù e ad introdurla pesino nel mondo massonico, con perfezione scientifica, senza voli pindarici o ciarlatanerie tipiche dei tanti pseudo-mistici e pseudo-alchimisti di ieri e di oggi.

In terzo luogo, l'opera di Mengozzi, apre le porta ad una riflessione più ampia nel panorama musicale, che non è solo o tanto legato al gusto personale, all'"avere orecchio", come si diceva un tempo. La musica è, come la scrittura, perfezione e responsabilità e, dunque, in particolare se vuole essere efficace a livello "sottile", a livello spirituale, deve contenere le giuste proporzioni, così come è accaduto per la costruzione degli Antichi Templi come quello di Salomone, il Santuario di Asclepio, le Piramidi egizie, le Cattedrali gotiche.

Questo, gli Antichi, lo sapevano bene e questo è il lavoro delle moderne Confraternite spirituali di oggi e di sempre. Mantenere vivo il fuoco della Gnosi, della Conoscenza, in un mondo ove la materialità rischia di offuscare e controllare le menti, svuotandole di ogni intrinseca intelligenza.


Luca Bagatin



11 luglio 2012

"La mia vita è un Caos Calmo": Una volta c'erano le nugatine, oggi, invece, c'è crisi di sentimenti e valori: monologo al vento by Baglu



Sì, lo so, sono un utopista.
Credo ancora nei sentimenti, nei valori, nell'amicizia, nell'amore, nel sesso fatto con chi si ama. In cose così, che, proprio perché ci credo, tengo sufficientemente distanti come la peste.
In realtà mi fido molto poco delle persone, forse perché ne conosco troppe e molte mi hanno lasciato addosso troppe ferite.
Ah già, è vero, le ferite me le sono fatte da solo.
Vabè, poco importa.
E' che io sono di quelli che vorrebbe un mondo diverso, avete presente ?
No, non quello da Mulino Bianco (odio la pubblicità, che è la peggior forma moderna di corruzione della mente). Vorrei un mondo che non ti aspetti, quello che ti stupisce perché fatto da persone che ti stupiscono.
Persone che, ad esempio, non pensano che sia giusto "usare altre persone" e/o "esserne usati".
Purtroppo è un concetto diffuso, questo. Ed è triste ed è spesso all'origine del fatto che esiste un "mercato" delle menti prima ancora che dei corpi.
Ed è anche all'origine di fenomeni come il berlusconismo (e a dirlo è uno che non ha mai votato non solo per Berlusconi, ma nemmeno per coloro i quali gli si sono (fintamente) opposti).
Intendiamoci, io non ho nulla contro la prostituzione, anzi. In passato ho collaborato con il Comitato Nazionale per i Diritti Civili delle Prostitute, figuratevi un po'. Ma il punto non è questo.
Il punto è quando ad essere corrotta è la mente, prima ancora che il corpo: quando ci si lascia soggiogare dall'altro e si soggioga, a sua volta, l'altro.
Quando si è preda di pulsioni e passioni da basso ventre e non si va in profondità. O perché se ne ha paura e/o perché è più facile fare diversamente. Lasciandosi dietro maree di sofferenze e facendo soffrire. Anche se non ci si rende conto di ciò (il che è ancora peggio).
Il mondo va avanti così. Pensiamo anche ai rapporti di lavoro, ove la creatività va a farsi benedire e la prostituzione della mente e del corpo è all'ordine del giorno, in un mercato drogato dai bisogni indotti (e a scriverlo non è certo un marxista, tutt'altro).
Sin da bambini si cresce con il concetto di "mio", di un "mio" astratto. Spesso anche incoraggiato dagli stessi genitori (a loro volta indottrinati da disvalori più o meno indotti, da generazioni passate, magari sconfitte sotto il profilo storico).
Ma perché (cazzo !), non si va in profondità ? Perché non si sviluppano concetti più concreti, fatti di sentimenti, emozioni, profondità interiore.
Io questo non l'ho mai capito, ma forse è anche facile, per me, non averlo mai capito.
A sei anni leggevo Edgar Allan Poe e me ne stavo da solo su di un banco di scuola, possibilmente isolato dagli altri. Non mi interessava giocare con loro in una sorta di gioco del "mio".
A me interessava leggere, capire, approfondire. E mi piaceva anche una bambina che si chiamava Martina e con la quale a volte, alle feste di carnevale della scuola, riuscivo anche a ballare.
Avrei voluto baciarla. Non credo che sia successo. Non lo so, non mi ricordo.
Ma soprattutto gli altri mi prendevano in giro per questo, perché pensavano fosse più importante "possedere" le figurine Panini del tal calciatore oppure, le ragazzine volevano "possedere" l'ultimo modello di Barbie e Ken.
Ecco, io non volevo "possedere" nulla. Volevo solo un bacio. Da Martina.
Poi sono cresciuto ed è andata anche peggio.
Ma vabè, capita, se poi scegli di fare della tua vita la tua professione, ovvero scrivere ed approfondire e magari anche aprire uno studio da psicanalista associato.
Ed allora comprendi meglio le persone e, infondo, capisci che sono tutte uguali (non tutte tutte, intendiamoci !) e che non hanno, invero, nulla da raccontarti che tu già non sappia.
E che ti angoscia.
Però, ribadisco, non è sempre così, anche se la corruzione della mente è dietro l'angolo. Perché ecco arrivare le mode, ecco arrivare i modelli, ecco arrivare i nuovi (pseudo)valori che hanno sostituito la beat generation, le nugatine, Dylan Dog e persino le Esportazione senza filtro, che erano le prime sigarette che fumavo perché, allora, costavano appena tremila lire.
Una volta c'era chi era capace di morire per un ideale (sarà mai questa una delle ragioni per le quali il mio corpo è disseminato di ferite di arma da taglio ed il mio primo romanzo - mai pubblicato - ho scelto di terminarlo tragicamente ?). Oggi, al massimo, c'è chi muore in un incidente stradale per eccesso di velocità o perché si è impasticcato. Ci sono, ad ogni modo, anche vecchi porci - spesso (in)felicemente sposati - zeppi di Viagra che muoiono nel corso di forsennati amplessi con anonime troiette o con transessuali sfruttati da un mondo che non li ama, perché li considera "diversi" (sic !).
Già negli anni '80 c'erano i primi morti per overdose.
Bella fine (sic !).
Ecco perché allora penso che ci siano persone che hanno fallito e non vogliano ammetterlo. Soprattutto non vogliono ammettere di avere fallito con i priopri figli, generazioni vissute nella pseudo-illusione che avranno sempre il culetto coperto.
Ed invece non è né sarà così.
E a dirlo è anche uno che il culetto non lo ha mai avuto coperto, ma ha dovuto farselo a prezzo di vivere in case fatiscenti, fredde e umide, dovendosi rimboccare le maniche un giorno sì e l'altro pure.
Ma che ne so io, che in questo momento mi trovo su una panchina, direte. E infatti non lo so.
Non so nemmeno perché siamo al mondo, anche se (cazzo !), vorrei scoprirlo.
Non necessariamente stasera.



18 settembre 2010

Esther Freud a Pordenonelegge 2010: la scrittura come modo per raccontarsi....dal punto di vista dei minori



Dietro all'aria seria e compassata si cela una profonda osservatrice dell'anima fanciullesca.
Questa è Esther Freud, londinese, figlia del pittore Lucian Freud e pronipote del Padre della Psicanalisi Sigmund, autrice del recente "Innamoramenti" (Voland editore), che ama raccontare le storie dal punto di vista dei ragazzi, degli adolescenti, persino dei bambini.
Storie autobiografiche, come ella ha spiegato nel corso della conferenza stampa di sabato 18 settembre a Pordenone nel corso della manifestazione "Pordenonelegge".
Esther Freud non riesce, infatti, a non scrivere storie che partano dal suo vissuto, sin dai primi ricordi ed emozioni che ella stessa ha provato fra i quattro ed i sei anni. E poi via via nel corso dell'adolescenza.
Esther utilizza, infatti, la scrittura come una forma di meditazione - praticata ogni mattina dedicando ad essa almeno quattro ore - che le permette di condividere i suoi segreti, i suoi ricordi, il suo vissuto anche familiare. Ella avverte infatti una vera e propria "urgenza" di raccontare. Al fine di sentirsi così più presente alla vita.
La signora Freud, che non da alcuna importanza al suo altisonante nome, ritiene che lo scrittore dovrebbe innanzitutto scrivere ciò che a lui stesso interessa e non necessariamente ciò che conosce. E se ella stessa ha al suo attivo anche dei romanzi storici, ciò non esclude che anche in essi vi ha riposto molti ricordi e racconti del padre.
In "Innamoramenti", Esther Freud, si è decisamente ispirata alla figura del padre ed ha voluto proporre il profondo amore che prova per lui, che è persino superiore a quello che la protagonista del romanzo - Lara, alter ego dell'autrice - prova per il ragazzo conosciuto in un viaggio in Toscana.
Il romanzo che attualmente sta finendo di scrivere e che sarà pubblicato l'anno prossimo in Inghilterra si intitola "Luky Break" e parla di attori. In esso, infatti, inserisce moltissimi aneddoti del suo passato di attrice e della passione per il teatro che condivide con il marito, attore anch'egli.
Nel giugno del 2011 è invece prevista l'uscita, in Italia, di "Marrakech", già conosciuto al pubblico per il film "Un treno per Marrakech", del '98, con Kate Winset. Ovvero la storia di una giovane donna e delle sue due bambine (una delle quali, Lucy, di cinque anni, è la narratrice del romanzo), in fuga dalle convenzioni della società inglese per mezzo di un cammino iniziatico che la porterà a conoscere la tradizione mistica del sufismo diffusa in Marocco.
Una vera scoperta, dunque, la signora Freud. Capace di affascinare con le sue storie e di appassionare tutti coloro i quali hanno frenesia di raccontare. E, soprattutto, di raccontarsi.

Luca Bagatin

PS: sono riuscito a scrivere il pezzo quasi in tempo reale, subito dopo la conferenza stampa, a causa dell'annullamento dell'incontro sulla storia della Democrazia Cristiana con Mino Martinazzoli e Massimo Franco



18 gennaio 2010

"Prendimi l'anima": un film sulla storia d'amore fra Sabina Spielrein e Carl Gustav Jung



Che cos'è l'anima, che cos'è la psiche ?
Può l'anima nei suoi risvolti più profondi, spirituali ed interiori, essere in profonda comunicazione con la psiche ?
Che cos'è l'amore ?
Amore e Psiche, gli eterni amanti descritti da Apuleio e raffigurati dal Canova in un'allegoria che racchiude profondissimi significati mistici e psicologici.
Sono queste immagini, queste figure, che mi sono affiorate alla mente allorquando ho rivisto il bellissimo e drammatico film di Roberto Faenza: "Prendimi l'anima".
Un film del 2002 che ricorda la profonda e tormentata storia d'amore fra lo psichiatra Carl Gustav Jung ed una sua paziente, l'ebrea russa Sabina Spielrein, poi diventata a sua volta celebre psicoanalista.
Una storia che venne alla luce proprio di recente, anche per mezzo dello studio delle conversazioni epistolari fra il padre della psicanalisi Sigmund Freud ed il suo allievo Jung.
Sabina Spielrein, fragile donna che nel 1904 fu ricoverata - a soli vent'anni - in una clinica nei pressi di Zurigo in quanto gravemente malata di isteria. Probabilmente in quanto maltrattata dal padre.
Qui la accoglierà amorevolmente uno Jung alle prime armi, dedito a sperimentare per la prima volta i metodi di Freud.
Metodi diametralmente opposti rispetto a quelli coercitivi in voga all'epoca fatti di docce fredde e camicie di forza.
Il metodo freudiano - che sarà poi alla base di quello junghiano - si fonderà infatti sul dialogo franco ed aperto fra paziente e medico e sulla libera associazione delle parole (mai come in questo film sono stati messi in evidenza, sul grande schermo, i rudimenti di tale metodo).
Sarà proprio la fiducia della Spielrein nei confronti di Jung a garantirle la piena guarigione. Una guarigione - raffigurata - nel film di Faenza, dalla bellissima scena della Spielrein (interpretata da una magistrale Emilia Fox) che canta e suona "Tumbalalaika", canzone d'amore russa della tradizione ebraica, accompagnata dai sorrisi e dagli applausi di tutti i malati psichici della clinica. E da uno Jung che si farà coinvolgere nella danza, con l'evidente disapprovazione di tutti gli altri psichiatri, che già allora lo consideravano un tipo bizzarro.
"Non ci può essere cura senza amore", afferma Jung nel film stesso, che ricorda una delle sue celebri massime: "Dove l'amore impera, non c'è desiderio di potere, e dove il potere predomina, manca l'amore. L'uno è l'ombra dell'altro".
Sarà così che, dopo la guarigione, Jung continuerà a frequentare la donna, incoraggiata da lui stesso ad intraprendere studi in medicina. E sarà così che i due si innamoreranno perdutamente l'uno dell'altra in un'unione perfetta e simbiotica, erotica e passionale.
Jung donerà alla Spielrein, dunque, una pietra, rammentandole che gli uomini primitivi erano soliti credere che l'anima umana fosse contenuta in essa. Egli l'aveva così allegoricamente resa "custode della sua anima".
Carl Gustav Jung è purtuttavia sempre un uomo sposato e si vedrà costretto ad interrompere bruscamente il rapporto con la Spielrein, che nel frattempo si laureerà e sposerà successivamente il medico russo Pavel Scheftel che le darà due bambine.
E' così che la Spielrein tornerà nella sua Russia, a Mosca, ove fonderà un asilo per bambini: l'Asilo Bianco.
Jung, comunque, non la dimenticherà al punto che continuerà a sognarla e saranno proprio i suoi sogni premonitori (ricordiamo che lui stesso si occuperà in diverse occasioni della sua vita di questo particolare fenomeno della psiche, così come dei cosiddetti "fenomeni occulti" di cui si era già occupato nella sua tesi di laurea) a segnalargli i momenti di pericolo corsi dalla donna. Che saranno purtroppo molti.
Nell'Asilo Bianco la Spielrein avrà modo di sperimentare nuovi metodi educativi improntati allo sviluppo della creatività e della massima libertà dei bambini, insegnando loro anche primi rudimenti di educazione sessuale.
E' davvero commovente la scena in cui la Spielrein riesce a far sorridere un bambino chiuso in sé stesso e profondamente triste, distraendolo con un simpatico scimpanzè. Quel bambino è Ivan Ionov, tutt'ora vivente ed ultra ottantenne che non dimenticherà mai quanto fatto dalla psicoterapeuta per lui.
A Mosca, Sabina, aderirà anche al nascente bolscevismo, ma dovrà presto ricredersi nel momento in cui la repressione stalinista le imporrà con la forza di chiudere l'Asilo e metterà all'indice i suoi metodi educativi, considerati contrari alla morale comunista.
E' così che, morto il marito nelle cosiddette "purghe staliniane", la donna tornerà nella sua natia Rostov per tentare di fondare un asilo clandestino, ma i nazisti che stavano avanzando in Unione Sovietica la prenderanno e la trucidetanno assieme alle figlie ed a centinaia di altri ebrei in una sinagoga.
Il film di Faenza è strutturato su due livelli: da una parte la storia di Sabina Spielrein, della sua storia con Jung e della sua carriera di psicoterapeuta infantile e dall'altra quello di due giovani studiosi, Marie e Fraser, che, ai nostri giorni, a Mosca, tenteranno di ricostruire la storia di questa incredibile donna.
Una donna, la Spielrein, che influenzò profondamente l'opera di Jung e finanche di Freud, come documentato dai rapporti epistolari che ebbero i tre.
Nel suo diario personale, ella volle appuntare che avrebbe desiderato - una volta morta - che la sua testa andasse a Jung al fine di sezionarla e di studiarla, mentre il suo corpo avrebbe voluto fosse cremato affinché le sue ceneri fossero sparse ai piedi di una quercia con una semplice lapide con sopra scritto: "Anch'io sono stata un essere umano".
"Prendimi l'anima" è dunque un'opera unica nel suo genere, che parla di anima e di amore a partire da due storie autentiche: quella di un fine studioso dell'inconscio come Jung e quella di un ex malata di mente poi brillante psicanalista.
Un rapporto eterno: anima e amore, destinato ad affascinare e ad entrare sempre e comunque nella vita quotidiana di ciascuno di noi.

Luca Bagatin




17 maggio 2009

L'ISLAM RICONOSCE L'OMOSESSUALITA' by Peter Boom

E-VOLUTION R-EVOLUTION

presentazione by Luca Bagatin

Oggi, 17 maggio, si celebra la Giornata Mondiale Contro l'Omofobia.
Quale modo migliore per celebrarla con un articolo del nostro amico Peter Boom "a tema", mi sono detto ?
Qualcuno si chiederà - forse - il motivo per il quale questo blog dà tanto spazio a questa tematica.
Invero, qui,abbiamo sempre dato spazio ad ogni tipo di tematica politica e soprattutto culturale, che avesse come tema centrale la libertà dell'individuo da qualsiasi dogma e/o autorità costituita.
Nella fattispecie si parla di libertà di amare e/o di scopare (perdonate il giovanilistico termine, ma, invero, siamo giovani noi stessi) con chi ci pare e piace. Con l'unico limite di essere reciprocamente consenzienti.
Beh....la cosa mi pare lapalissiana !
Omofobia....bah ! Mi chiedo che brutto mondo sarebbe se a noi eterosessuali fosse impedito di amare l'altro sesso....
La società odierna non è che frutto di lotte di liberazione individuale. Abbiamo passato e superato l'Impero Romano, i Barbari, il Medioevo, l'Assolutisimo dei Sovrani, il Terrore della Rivoluzione Francese, il Nazifascismo con il suo Olocausto, il Marxismo al Potere, un paio di governi Prodi....
Superare il dogma, il pregiudizio, la paura del diverso che non è che il nostro specchio....
Una nuova Rivoluzione Culturale, dunque. Ovvero un'Evoluzione Individuale !



L'ISLAM RICONOSCE L'OMOSESSUALITA'
by Peter Boom

Questo è il titolo di un interessante articolo sul giornale Indonesiano in lingua inglese "The Jakarta Post" ( http://www.thejakartapost.com/news/2008/03/27/Islam-039recognizes-homosexuality039.html ).
In nove paesi islamici vige ancora la pena di morte per omosessualità ed in molti altri paesi questa è ancora considerata contro la legge e viene punita in svariati modi.
In molti paesi anche la posizione delle donne è a dir poco precaria e non vengono rispettati i diritti umani.
Il dibattito su The Jakarta Post inizia così: "Omosessualità ed omosessuali sono naturali e creati da Dio, dunque permissibili dentro l'Islam. Studiosi musulmani moderati hanno affermato che per l'Islam non ci sono ragioni per rifiutare gli omosessuali e che la condanna di omosessuali od omosessualità da parte di importanti ulema (studiosi di teologia) e molti altri musulmani è basata su interpretazioni grette (narrowminded) dell'Islam stesso.

Siti Musdah Mulia della Conferenza Indonesiana delle Religioni e della Pace ha citato la "al-Hujurat" (49:3) affermando che una delle benedizioni per gli esseri umani è che tutti gli uomini e le donne sono uguali per etnia, ricchezza, posizione sociale ed anche per orientamento sessuale. Non c'è differenza tra lesbiche e non-lesbiche. Negli occhi di Dio le persone vengono valutate per la loro devozione (piety).

Una dichiarazione senz'altro in linea con la Dichiarazione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Anche i Valdesi ed altre religioni cristiane sono della stessa opinione mentre la chiesa cattolica rimane ancora dell'avviso che gli atti omosessuali vadano condannate mettendosi sullo stesso piano immorale di certi paesi islamici fanatici che si rifiutano di firmare la richiesta per la depenalizzazione dell'omosessualità (proposta dal Presidente Sarkozy presso le Nazioni Unite).

Un altro partecipante alla Conferenza Indonesiana si è espresso come segue:"L'essenza della religione (Islam) è di rendere umane le persone, di rispettarle e di conferirle dignità. Anche l'omosessualità è creazione di Dio e dovrebbe essere considerata naturale.

I musulmani hanno bisogno di abbracciare la ijtihad ( l'iter per prendere una decisione legale per mezzo di una interpretazione indipendente dal Corano e/o la Sunnah) per evitare di rimanere prigionieri del vecchio paradigma senza sviluppare interpretazioni di più larghe vedute.

Alla conclusione della conferenza è stato affermato che la cultura indonesiana accetta l'omosessualità. La condanna dell'omosessualità veniva richiesta soltanto da due gruppi di musulmani conservatori i quali dichiaravano che il rapporto tra persone dello stesso sesso è un peccato, ma che non consideravano i gay come nemici.

Un altro grande paese orientale è l'India dove, malgrado il puritanesimo inglese, i pregiudizi sono minori e sul "Kolkata Mirror", importante giornale in lingua inglese, si trova un'intervista a diverse persone con la domanda cosa pensino della pansessualità. Le risposte sono nel segno di una grande apertura mentale, come per esempio: "Ad ognuno il suo, non c'è niente di sbagliato in un rapporto consensuale tra adulti", o anche "la sperimentazione sessuale dovrebbe essere incoraggiata".

L'Asia infatti ha avuto sempre tradizioni molto poco condizionanti per quanto riguarda una pansessualità libera, malvista solo quando esagerata o violenta. L'India ha prodotto il famoso Kama Sutra, la Cina il Tao (via o cammino) con l'insegnamento che una vita spiritualmente valida richiede anche molto buon sesso. Lo Yin e Yang chiusi in un unico cerchio simboleggianti l'interscambiabilità tra il femminile ed il maschile, era l'affermazione forse più antica della pansessualità. Come si vede non c'è niente di nuovo sotto il sole.

Nei paesi a maggiore influenza islamica la situazione è più complessa, ma i primi tentativi di liberazione sessuale sono arrivati pure lì come ultimamente a Beirut nel Libano, dove duecento omosessuali hanno manifestato in piazza contro la repressione esercitata dalla polizia.

A Kampala (Uganda) venti omosessuali quasi tutte lesbiche (tante volte le donne sono più coraggiose degli uomini!) hanno apertamente dimostrato in piazza a favore della depenalizzazione dell'omosessualità ( sette anni di carcere!!!). Un ministro ha dichiarato che l'Uganda è un paese cristiano (sic!).

Personalmente mi ricordo la prima manifestazione gay a San Remo nel mese di aprile 1972. La polizia ci aveva praticamente assediati e quando mi sono baciato in bocca con un bel ragazzo norvegese abbiamo rischiato l'arresto, ma ... la cultura avanza, seppur troppo lentamente.

In conclusione resta da sperare che il mondo attraverso la globalizzazione soprattutto nelle comunicazioni diventi più libero e liberato da quelle gerarchie ecclesiali fanatiche e completamente obsolete.



11 maggio 2009

OMOSESSUALI RAPINATI AL BULLICAME by Peter Boom

LE BRUTTE BESTIE DELL'UMANITA'
presentazione by Luca Bagatin

E' di soli alcuni mesi fa una notizia che ha visto coinvolto un ragazzo omosessuale disabile, picchiato selvaggiamente a Pordenone da alcuni balordi, poi presi ed identificati dalle forze dell'ordine.
Curioso o forse emblematico il fatto che ciò sia avvenuto in pieno centro e che pochi siano coloro i quali hanno denunciato il fatto con tempestività. Tutto documentato dalla stampa, con rilevanza anche a livello nazionale.
Di balordi è pieno il mondo e così anche di conigli a due gambe: due specie della razza umana dalle quali guardarsi bene e dalle quali stare ben alla larga.
L'ignoranza, l'incultura e la paura sono brutte bestie e personalmente le ho sempre ritenute i peggiori mali dell'umanità, dalle quali peraltro sono anche scaturiti i peggiori crimini contro la stessa.
Lasciovi dunque all'articolo di Peter Boom di oggi onde evitare d'andare in escandescenze.


OMOSESSUALI RAPINATI AL BULLICAME
by Peter Boom

Nell'anno del Signore 1997 la Questura di Viterbo aveva istituito il primo numero di telefono "Gayfriendly" (amico dei gay) in Italia proprio per ricevere le chiamate degli omosessuali in difficoltà. L'intelligente e lungimirante iniziativa era del Questore Vincenzo Boncoraglio il quale garantiva alle eventuali vittime di rapine, maltrattamenti, estorsioni, etc. la più completa privacy. Sono trascorsi 12 anni e ancora i gay, ma anche i bisessuali ed i pansessuali non possono o non vogliono (per paura) vivere una vita aperta, serena ed alla luce del sole. No, devono andare a cercare compagnia al buio in luoghi appartati il più possibilmente nascosti e perciò pericolosi. A Viterbo non esistono locali dove si possono riunire o saune che senz'altro sarebbero più sicure.
Ma quando questo paese diventerà un paese normale dove tutti possano godere degli stessi diritti? Sarebbe ora!!!
Le persone che frequentano di notte le diverse acque albule sono moltissime, tra di loro signori con incarichi prestigiosi, operai, artigiani, politici, preti, sposati, nonni, etc. Una parte di loro si trasferisce a Terni dove sono meno conosciuti o vanno a Roma che abbonda oramai di saune, di organizzazioni GLBT (gay, lesbo, bi, trans) e di diversi tipi di locali specializzati. A Siena si sono ultimamente evoluti dando vita ad una organizzazione pansessuale.
Il gay poi non va a denunciare quando viene rapinato grazie ad una mentalità ipocrita di una società arretrata che è causa di conseguenze talvolta molto gravi.
Questo succede purtroppo anche nel caso di coppie eterosessuali che si appartano in macchina. In paesi più avanzati e liberi i genitori preferiscono che i giovani facciano l'amore a casa invece di correre questi inutili rischi, ma ... il sesso viene ancora considerato "peccato" mentre invece è la cosa più naturale che esista.
Ora i carabinieri e le altre forze dell'ordine si stanno adoperando per catturare una banda specializzata in questo tipo di rapine, ma certamente loro hanno bisogno delle giuste informazioni da parte delle vittime e degli altri frequentatori del Bullicame.
A loro va un nostro grazie.



21 aprile 2009

MIRACOLO ! by Peter Boom

MIRACOLO !
di Peter Boom

Quando a Bagnaia ci sono le feste (quelle sante e no) gli handicappati sono miracolati, di punto in bianco vengono considerati guariti da tutti i loro mali o ... piuttosto vengono considerati figli di ...nessuno.
Le insegne stradali che indicano i posti di parcheggio riservati a loro vengono coperti da sacchi neri della mondezza addirittura con anticipo di circa 24 ore per cui in sostanza tutti si potrebbero mettere su questi posti riservati, ma temporaneamente annullati e già tanto usurpati da automobilisti senza scrupoli ed altamente incivili.
I cosiddetti portatori di handicap vivono in queste occasioni le feste come momenti di grande difficoltà e se fosse veramente necessario di liberare le strade e piazze si chiede che almeno vengano a loro riservati e messi a disposizione posti di parcheggio facili da raggiungere.
I vigili urbani, evidentemente incapaci di risolvere il problema ed infastiditi, in più occasioni mi hanno risposto di non avere tempo. Probabilmente sarebbe incostituzionale levare i pochi parcheggi a questi "privilegiati" che possiedono il contrassegno o il permesso di parcheggiare, ma questo è un problema del quale si devono occupare certe istituzioni che certamente sono molto carenti nell'assistenza a persone bisognose in genere.
Questo è l'Italia, paese nel quale esistono tre milioni di case abusive, non accastate e che non pagano le tasse. Dove, grazie a politici (volutamente???) incompetenti, spesso corrotti, il sistema fiscale è inefficiente così come l'apparato giudiziario che a causa della farraginosità e la conseguente lunghezza dei processi dà ampia possibilità di sfuggire alle condanne a chi può permettersi buoni avvocati ( frodi edilizie - terremoti - etcetera, etcetera). Ho sentito dire addirittura che quasi nessun imprenditore sia scampato al dover pagare tangenti o far comunque favori a trasversali politici nel caso di appalti pubblici.
Così i palazzi nuovi, i ponti e le autostrade continueranno a crollare ad ogni scossa moderata di terremoto e anche gli handicappati potranno dirsi fortunati di venir miracolati almeno durante le feste.



POSTFAZIONE
Quando mi chiesero come mi sarei figurato il Paradiso, risposi:
"Senza rompiballe ed automobili !"
by Luca Bagatin


Ebbene non è forse solo una questione di feste, caro Peter.
I disabili sono purtroppo snobbati da tutti in questo nostro Paese e personalmente sono persuaso a ritenere autenticamente handicappati solo coloro i quali li snobbano e non mettono loro a disposizione adeguate strutture.
Siamo indietro anche qui a Pordenone che si dice essere la prima città che ha abbattuto le barriere architettoniche  in Italia (essendo un pedone ed un camminatore militante, guardandomi in giro, noto che non è affatto così).
Quanto ai parcheggi di cui tu parli....è anche un problema di educazione. Ed è raro già di per sé trovare un parcheggiatore e/o un automobilista educato (ma lasciamo perdere. Non è il caso qui di parlare dei miei pregiudizi non del tutto infondati sugli automobilisti e sulle automobili. Mezzi che, se posso, frequento il meno possibile).
Quanto al resto è vero: l'Italia è drammaticamente il Paese dell'impunità e/o del punizionismo a senso unico (vedi Tangentopoli) che colpisce solo chi fa comodo buttando via non solo l'acqua sporca....ma anche il bambino !
Ed è anche un Paese moralista senza morale: moralista nel pubblico, immorale nel privato.
Ciò è anche il retaggio di certa cultura dogmatica.... vabé, lo sappiamo.
Mai delegare ad altri se puoi fare da te. Ovvero: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te, ovvero ancora: fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te.
Ed ancora: vivi e lascia vivere !
Semplici detti che sarebbero sufficienti a rendere più vivibile la vita di ciascuno nell'Italia d'oggi, di ieri e di domani.



14 aprile 2009

FAVOLETTA SCHIFOSISSIMA by Peter Boom

O.R.G.A.S.M. Or ORGASM ?

Peter Boom è cittadino olandese e vive in Italia dagli anni '50.
E' una sorta di osservatore europeo o, se volete, internazionale o, meglio, vivendo in quel della provincia di Viterbo: un Osservatore naturalizzato Viterbese (che non è proprio un Osservatore Romano, ma poco di manca !).
Ordunque qui ci presenta, anziché un suo articolo, una favoletta da lui definita schifosissima prossimo-futurologica.
Per quanto siamo più ottimisti di Peter e dunque crediamo nella possibilità e nella potenzialità in un prossimo futuro di una decadenza della attuali illiberalità praticate nel nostro Paese (e dunque in una rinnovata apertura della e delle Coscienze), riteniamo utile presentarvi la visione - per quanto sottoforma di favola - di un osservatore che, non a caso, ha sempre rifiutato la cittadinanza italiana.

Luca Bagatin



FAVOLETTA SCHIFOSISSIMA PROSSIMO-FUTUROLOGICA

UN FUTURO LUMINOSO

Di Peter Boom

E' previsto in Italia, dopo la decisione che non siamo nemmeno liberi di scegliere la morte dolce (eutanasia), un enorme investimento per toglierci dalla crisi economica e dal problema "morte", che consiste nella costruzione di molte fabbriche della "Morte Vivente" con tecnologie avanzatissime etiche e benedette. Si vocifera che le adesioni, a causa della predicata paura della morte, saranno numerosissime. Le tecniche di sopravvivenza biologica stanno facendo passi da gigante per cui si prevedono anche trapianti di organi per tenere in vita i corpi di persone persino senza testa, cuore o cervello altrimenti penosamente decedute. Saranno profumati alla mentuccia o al finocchio i tubi per la respirazione artificiale e per la nutrizione artificiale attaccati a speciali macchine che automaticamente erogheranno cibi di prima qualità e vini prelibati in occasione delle feste e delle sante messe ai pazienti i quali brinderanno artificialmente e sorrideranno.
Lo svuotamento degli sfinteri sarà previsto sempre per manipolazione manuale, un piacere che non si possa negare a nessuno. Un compito quasi religioso ed altamente qualificato che verrà eseguito dai membri di una confraternità o di una consorellastrinità di amanti dei morti, scelti con cura tra necrofili e pedofili, tutta gente che sente nel profondo dell'anima l'esigenza di avere rapporti sessuali con persone indifese.
Per verità di cronaca bisogna dire che era stato inventato pure un macchinario ad energia solare automatico per la nutrizione e lo svuotamento anale, ma questo metodo non era stato approvato per non perdere la dimensione di naturalezza, umana e divina.
Le industrie che producono bambole e bamboli di gomma per i sexshop, temendo una forte contrazione della vendita, si stanno organizzando per fare dimostrazioni di protesta in tutte le città italiane con la partecipazione delle stesse bambole ed i bamboli in grandi cortei. Naturalmente le Forze dell'Ordine si stanno attrezzando con chiodi e spille per rendere inoffensive queste aggressive pupazze e gli scandalosi pupazzi pronti a strillare con le loro bocche sempre aperte.
Lo Stato, oramai completamente "Capital-Socialista-Religiosa" C.S.R., finanzierà queste fabbriche chiamate "O.R.G.A.S.M.", Opere Redivive Garanti Attesa Sacra della Morte.
E' stato proposto una legge per garantire a tutti i morti viventi, tra l'altro sempre più numerosi, un posto assicurato in queste fabbriche dopo un periodo di tre anni trascorsi negli ospedali. Fabbriche in grado di fornire una sopravvivenza di minimo venti anni, e a chi paga, anche di 50 o addirittura di 100 anni, grazie appunto alle sempre più perfezionate tecnologie.
Il tutto sarà completamente finanziato dallo Stato, escludendo naturalmente da questo enorme vantaggio i non credenti, gli omosessuali, gli zingari e gli extracomunitari che dovranno pagare cospicue rette per poter usufruire di questo sofisticato servizio.
Un potente ministero sarà creato proprio a questo uopo sotto la grave responsabilità di un nuovo ministro di nome Smorto, eminente professore di etica, il quale, visto il suo ottimo rapporto con il presidente dello Stato, godrà anche dei proventi delle fabbriche.




9 marzo 2009

COPYLEFT by Peter Boom

A SINISTRA DI PONTE MILVIO
breve presentazione by Luca Bagatin

Sarà che sono mancino, ma anch'io, come Peter, amo il Copyleft.
Ovvero la libera diffusione delle informazioni a 360 gradi.
Ecco anche perché un anno e rotti fa ho proposto a Mr. Boom di pubblicare in libertà su questo mio piccolo strumento di comunicazione, aprendogli una rubrica ad hoc.
In hoc signo vinces, come si dice.
E già Peter Boom, nei panni di un inquietante frate medievale, nel film "Non ci resta che piangere" del 1984 con l'accoppiata Benigni-Troisi, ci ricordava che.....dobbiamo morire !
Ce lo siamo debitamente segnato.
Ma nel frattempo....SPASSIAMOCELA ALLA GRANDE  !

Luca Bagatin


COPYLEFT

Gli articoli che scrivo sono "copyleft" (Creative Commons), sono di e per tutti, senza copyright, sono pensieri miei creati per la comunità, non mi devono rendere niente salvo naturalmente la soddisfazione di venir letti, apprezzati oppure criticati. L'unica cosa che non vorrei è che venissero cambiati o manipolati.
Voglio prendere come esempio il grande sessuologo professor Erwin J.Haeberle, Fondatore e Direttore dell'Archivio di Sessuologìa alla Humboldt University di Berlino, che sul suo sit

http://www2.hu-berlin.de/sexology , ha pubblicato gratuitamente a disposizione di tutti, i suoi corsi di sessuologia e tutte le informazioni sulla storia e la medicina sessuologica, sull'igiene e la psicologìa, complete di bibliografia in molte lingue tra le quali anche il cinese. La sua scienza è di e per tutti e sono convinto che questo suo altruismo ha salvato già molte vite e fatto evitare molte malattie sessualmente trasmesse a moltissime persone in tutto il mondo.

Un mondo che ha un urgente bisogno di informazioni scientifiche socialmente trasmesse, soprattutto indirizzate a quelle società dove per tradizione popolare e/o religiosa esistono ancora forti pregiudizi e malinformazione spesso con gravissimi danni per la salute pubblica sia fisica che psichica.

E' un dovere morale per lo scienziato di rendere accessibile a tutti il proprio sapere come dovrebbe essere obbligatorio per gli Stati di rendere possibile la divulgazione di esso in modo globale. Il professor Haeberle fa tutto da solo e auto- finanzia i suoi progetti preziosissimi.

Anch'io, nel mio piccolo, sopravvivendo con una piccola pensione ed un computer che ancora non dispone di ADSL ( e vivo in un paese moderno che si chiama Italia a soli 80 chilometri da Roma! ) cerco di fare del mio meglio per trasmettere internazionalmente il mio pensiero e ... un po' ci riesco pure.


Peter Boom.

pansex@libero.it

http://digilander.libero.it/pansexuality - www.lucabagatin.ilcannocchiale.it - www.bancadellamemoria.it

Notiziole di oggi:

Il sei marzo a Viterbo inizia il Mese Bruniano in onore di Giordano Bruno che si è fatto torturare e bruciare per le sue idee, ma che non ha mai bruciato nessuno per le sue idee.

Sul giornale La Nazione in prima pagina il martirio di tre bambini. Molto bene e giusto parlarne, ma dei migliaia di bambini abusati dai preti qui in Italia si parla poco perché il vaticano ha ordinato la segretezza ( è un loro fatto privato e guai a chi tocca i preti ).



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini