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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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1 luglio 2015

"La gatta": fiaba junghiana alla ricerca della redenzione del femminile e del maschile

Il gatto è, da millenni, l'animale sacro per eccellenza.

Pensiamo infatti alla venerazione per i gatti nell'Antico Egitto la cui mitologia produsse la Dea gatta Bastet, che i Greci identificarono successivamente con la Dea Artemide.

Il gatto, oltre ad essere animale estremamente intelligente e socevole, si dice sia detentore di poteri misteriosofici, oltre ad essere animale dalle molteplici vite e dalla capacità di superare pressoché ogni tipo di avversità.

Al gatto, Marie-Louise Von Franz (1915 – 1998), psicanalista junghiana e stretta collaboratrice di Carl Gustav Jung (1875 - 1961), dedica una conferenza, contenuta in un bellissimo e agile volume dal significativo titolo: “La gatta”.

La dottoressa Von Franz si rifà all'omonima fiaba rumena, che racconta di un imperatore infelice in quanto non aveva alcuna discendenza, il quale costruisce una nave per la moglie, la quale le ha espresso il desiderio di uscire dal Palazzo. L'imperatore purtuttavia la ammonisce: “Se non tornerai incinta non potrai più stare con me !”.

L'imperatrice e le sue serve approdarono così, dopo alcuni giorni di navigazione burrascosa, ad un'isola ed è qui che lei decide di mangiare una bellissima mela d'oro. Rimanendo così incinta.

La Madre di Dio, purtuttavia, custode del melo, le lancia una maledizione affermando che sua figlia si sarebbe trasformata in una gatta al compimento del diciassettesimo anno d'età e così tutta la sua corte e che solo il figlio di un imperatore, mozzandole coda e testa, avrebbe potuto rompere l'incantesimo. E così accadde.

In un paese molto lontano, un altro imperatore, vedovo ed alcolizzato, inviava i suoi tre figli maschi alla ricerca di una particolare stoffa di lino, così sottile da poter passare per la cruna di un ago. Il primo di questi trovò solo un cagnolino; il secondo trovò un lembo di lino grezzo; mentre il terzo, il più giovane...dopo molte peripezie finì nel palazzo dei gatti ! Qui conobbe la principessa gatta e se ne innamorò.

E sarà proprio la principessa gatta a ricondurlo, molti anni dopo, dal padre che lo credeva morto, con quella particolare forma di lino sottile sottile...contenuta in un chicco di mais.

La gatta chiese poi al giovane principe di tagliarle prima la coda e poi la testa e fu così...che ella si trasformò in una bellissima fanciulla e i due poterono sposarsi. Se non che...il padre del giovane principe, il vecchio imperatore ubriacone, tentò di concupire la nuora, tentando di imprigionare il figlio.

Quest'ultimo radunò un enorme esercito e mosse guerra al padre, annientendo così l'esercito del vecchio imperatore. Questi finì così per chiedere perdono al figlio ed alla nuora, cedendo loro il suo impero.

La fiaba de “La gatta” è ricchissima di simbolismo, che la dottoressa Von Franz analizza con vastità di particolari. Simboli di natura archetipica, inconscia, esoterica, spirituale, alchemica.

Innanzitutto siamo in presenza di due imperi distinti: nel primo l'aspetto femminile è sterile, mentre nel secondo il femminile è scomparso.

Nel primo caso la donna/imperatrice necessita di uscire dal palazzo, nel quale si sente confinata, per recuperare il suo istinto creativo. Nel secondo caso l'uomo/imperatore è vedovo ed il suo stato di abbandono sfocia nell'alcoolismo.

La dottoressa Von Franz spiega come l'universo femminile sia più flessibile e soggettivo, mentre quello maschile sia più rigido. Purtuttavia entrambi si compensano e tale compensazione evita alle donne la formazione di sottili e subdole malignità, spesso fra loro, mentre agli uomini evita il sopravvento dell'aggressività e della brutalità.

Nel caso dell'imperatore che ha tre figli, il suo stato di alcoolismo è causato da uno stato di abbandono – in quanto vedovo – e quindi ciò lo porta a simulare una condizione “estatica”, simile all'”estasi religiosa” che egli tenta di ottenere attraverso l'assunzione di alcolici. E' chiaro che il suo è un problema legato all'Anima, al suo bisogno di spiritualità, che è ferita proprio dal suo stato di abbandono.

L'imperatore senza figli, viceversa, accondiscende al desiderio della moglie di uscire dal Palazzo e le costruisce una nave che, come sottolinea la dottorezza Von Franz, è, simbolicamente un contenitore femminile, associata peraltro alla luna e alle dee lunari. Egli non teme che possa accadere qualche cosa alla moglie, anzi, la spinge ad attraversare il mare, ovvero, simbolicamente, a compiere un cammino interiore e spirituale che la porterà così, ad essere fertile.

Sull'isola l'imperatrice trova un melo dalle mele d'oro e ne mangia una, ma non sa che esso è custodito dalla Vergine Maria che, peraltro, rappresenta originariamente la dea Iside, simbolo di fertilità, la figura più importante degli dei al punto da diffondersi, dall'Egitto sino in tutta Europa – nonostante le mistificazioni di matrice cattolica - il culto delle cosiddette “Madonne Nere” raffiguranti infatti Iside che tiene in braccio suo figlio Horus, identificato anche con il Cristo.

La dottoressa Von Franz rammenta che le donne in gravidanza hanno una grande vicinanza con il mondo della morte in quanto, mettendo al mondo una nuova vita, una parte di loro deve simbolicamente morire. E quindi sono anche legate molto di più all'inconscio ed al mondo dei sogni: sogni sull'origine dell'uomo e sul mistero degli spiriti che si sono reincarnati.

Nella nostra fiaba, nella fattispecie, la Vergine Maria maledice il bambino che deve neascere, ma...in realtà la maledizione è parte di un disegno più ampio, di redenzione del femminile e finanche del maschile, come vedremo poi.

La bambina che nascerà si trasformerà dunque in gatta, un animale che, come dicevamo, è da millenni ritenuto sacro e che nella mitologia ha sempre avuto aspetti benefici quale guaritore, servitore ed anche medium, ponte con il mondo dei morti.

Forse proprio per le sue qualità gnostico-esoterico-mitologiche la cultura cristiano-cattolica (che nulla ha a che vedere con gli insegnamenti del Cristo, che erano, appunto, di matrice gnostico-esoterica) ha successivamente fatto strage di gatti, attribuendo ad essi – in modo mistificatorio, sciocco e superstizioso – qualità malefiche e sataniche.

Si pensi invece che, anticamente, un gatto bianco posto ai piedi della croce, in Francia, rappresentava il Cristo stesso e per secoli è stato ritenuto animale caro alle streghe che sono tutt'altro che da considerarsi come degli esseri spregevoli, ma delle donne custodi dell'Anima. Spesso dell'Anima maschile.

Jung in particolare si chiese che cosa avesse a che fare la Vergine Maria con la persecuzione delle streghe e spiegò come, prima del culto della Vergine Maria, fosse diffuso l'amor cortese. Il cavaliere corteggiava la dama prescelta, vedendo il lei quella che Jung chiama la “donna-Anima”.

La Chiesa cattolica, purtuttavia, abolì ben presto l'amor cortese imponendo che gli uomini non potessero più scegliere la loro dama, ma dovessero combattere per conquistare il cuore di una donna a glorificazione della Vergine Maria. Fu allora che, secondo Jung, nacque la caccia alle streghe in nome della Vergine Maria.

Mentre l'amor cortese permetteva a uomini e donne di venire in contatto con la propria interiorità, con la propria Anima, con il culto della Vergine Maria il simbolo della “donna-Anima” venne sostituito da un simbolo collettivo del femminile imposto: quello della Madonna di matrice cattolica.

Le streghe, in questo senso, rappresentano l'elemento individuale delle donne, che permettono all'uomo, peraltro, di ricongiungersi con la sua Anima, spesso ferita. E con la caccia alle streghe l'Inquisizione cattolica iniziò, come già detto, a perseguitare anche i gatti.

Ennesima barbarie compiuta dalla Chiesa cattolica ai danni del patrimonio animistico, sacro, esoterico, spirituale ed interiore dell'umanità !

Tornando alla nostra fiaba, nel regno governato dall'imperatore ubriacone, questi vuole che i suoi figli recuperino della stoffa di lino sottilissima. Come spiega la dottoressa Von Franz, il lino era utilizzato per la veste di sacerdoti e stregoni ed ha una forte connessione con il femminile. Egli, dunque, come con l'uso dell'alcool, ricerca in qualche modo una connessione con il mondo spirituale e femminile – che nel suo regno è da considerarsi aspetto morto - e lo fa inviando i figli alla ricerca.

Solo il terzo figlio ne uscirà vincitore, dopo un percorso di patimenti e peripezie (l'eroe maschile nelle fiabe si trova sempre a soffrire, ovvero si trova ad assumere un'attitudine passiva e femminile) e vi riusicrà per mezzo della figura della gatta. Figura sacra e femminile per eccellenza. Sarà lei a guidarlo e a fornirgli il lino da consegnare al padre, novella dama dell'amor cortese e novella strega-donna-Anima.

Purtuttavia ora la donna-Anima, la gatta, per riscoprire il suo aspetto istintuale e dunque umano, necessita che l'eroe le tagli la coda e la testa. E così, pur con molte insistenze, ciò accade. E lei torna ad essere fancuilla e può sposare il suo principe: i due sono finalmente una cosa sola.

Purtuttavia devono ancora sfidare la concupiscenza del vecchio satiro, l'imperatore ubriacone che, non ancora ricongiuntosi con la sua Anima, con la sua parte femminile, rimane legato ai bassi istinti. E ne rimane sconfitto.

L'insegnamento racchiuso ne “La gatta”, presentata dalla dottoressa Marie-Louise Von Franz, è un percorso alchemico interiore. Un percorso di redenzione umana, maschile e femminile. Un percorso che – sulla base della mitologia, del simbolo e della spiritualità gnostica e pagana – va a toccare il rapporto di coppia, analizzandone la sua intima essenza e trovandone la chiave di lettura.

Un saggio che peraltro riscopre il valore sacro del gatto, della strega-donna-Anima, che è quanto di più prezioso il cuore di un uomo dovrebbe saper risconoscere e ricercare.


Luca Bagatin



3 aprile 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: Non tutti sono uguali". Racconto by Baglu


Dicono, mi dicono anzi, che molte donne preferiscono l'uomo stronzo, indifferente, superiore, quello che fa soffrire la sua donna.
Ci sono però uomini che amano davvero le loro donne,
che non fanno mai mancare loro conforto, sostegno, comprensione.
Ci sono uomini che non alzano mai le mani contro le loro donne
se non per accarezzarle e stringere loro le mani.
Ci sono uomini che sanno calmare il respiro delle proprie donne -
dettato dalla preoccupazione - attraverso il loro stesso respiro.
Ci sono uomini che soffrono quando le loro donne
li abbandonano (eh sì, perché anche gli uomini vengono abbandonati !)
e non smettono mai di pensarci.
Ci sono uomini il cui sogno è sposare le loro donne
e vivere per sempre felici.
Ci sono uomini che, sin da bambini, pensano che sarebbe semplice vivere felici se solo
ci fosse un po' di buonsenso.
Quel buonsenso che manca al mondo.
Un mondo malato, che è causa del suo stesso autoannientamento.
Penso di far parte di questa categoria di uomini anche se, me ne rendo conto, sono solo un personaggio di fantasia. Scaturito, però, dalla fantasia di un uomo che...a sua volta, è forse il prodotto della fantasia di qualcun altro.
Baglu, dopo aver fatto queste riflessioni, si siede per terra, portando le ginocchia al volto, mettendosi in posizione fetale, nell'angolo più buio della stanza.
Il suo autore, dopo aver vuotato l'ultimo bicchiere di Bourbon ed aver tirato l'ultima boccata di Antico Toscano, non riesce a trattenere una lacrima che, dopo aver percorso il suo volto, finisce sulla tastiera del suo computer portatile.



11 aprile 2011

IO SONO ANCORA QUA'....eh già ;-D


Eh già, sono ancora quà.
Credevo fosse la fine del mondo e invece...
E invece il mondo continua, và a rotoli, certo, ma...
Ma perché lasciarlo in mano all'ingiustizia, alla menzogna, all'ipocrisa, all'invidia, all'ignoranza ?
Sono, come tutti, una goccia in mezzo al mare, ma molte gocce fanno una marea, un'inondazione.
Non sto a dire ciò che mi è capitato e che mi rimarrà dentro come una ferita (l'ennesima !), che mai potrà rimarginarsi (sono soggetto a cheloidi).
Sono una goccia, una lacrima, che per fortuna qualcuno ha saputo raccogliere. Gli amici vicini e lontani (ma mai troppo lontani), a dispetto del fatto che io volessi negarmi a tutti, mi sono stati vicini, a dispetto persino del fatto che di amici io ne abbia sempre voluti ed accettati pochi (sono un misantropo, orso, rompicoglioni, egocentrico e spesso intollerante, senza mai perdere il vizio per rimarcarlo e, talvolta, rivendicarlo ).
Grazie a tutti, senza di voi - ne sono certo - non ce l'avrei fatta, ma, soprattutto, non ce la farei ancora non solo a sorridere, ma persino ad uscire di casa (sempre e comunque il meno possibile, è così da anni , visto che faccio fatica a tollerare a lungo la cattiveria spesso inconsapevole di molta, troppa gente).
E così, rieccomi.
Con rinnovato spirito garibaldino, mazziniano, beatnik, massonico, di ricerca interiore ed esteriore.
Sarà dura, certo e, quel che è peggio, è che ne potrò vedere ancora delle brutte.
Però sono inguaribilmente curioso di vedere come andrà a finire quell'avventura assurda chiamata vita (che nel mio caso si sta allargando sempre di più....vabè, mi comprerò una cintura nuova ).

Luca (che mostra il suo sorriso, soprattutto per quelli che fanno fatica ancora a tirare fuori il proprio. Ciao Nuda).



3 gennaio 2011

SESSO E CONDIZIONAMENTI by Peter Boom

SESSO E CONDIZIONAMENTI

di Peter Boom

 

Prima della famigerata legge Merlin, che ha avuto il risultato di gettare il meretricio sulle strade aumentando così le malattie sessualmente trasmesse e compromettendo il lavoro di controllo delle Forze dell'Ordine, un comandante alla prima uscita delle sue reclute aveva l'abitudine di fare un breve discorso raccomandando loro di non ritornare in caserma senza essersi sfogati con una puttana, un omosessuale o almeno con una sega (masturbazione). Le giovani reclute magari non conoscevano termini più urbani e allora lui aveva scelto di parlare in modo “papale papale”. In alcuni paesi nordici la prostituzione è ora regolata in modo che le lavoratrici ed i lavoratori del settore vengano regolarmente sottoposti ad esami medici, paghino le tasse e risultino meno esposti a sfruttatori o bande criminali. Un bel guadagno in salute, risparmio di polizia ed ottimi introiti per le casse dello Stato. L'ipocrisia però regna sovrana nella politica italiana e non si vede come riuscire ad arrivare anche qui ad un sistema più progredito e sano.

Esporrò qui di seguito alcuni altri punti critici o scorretti nel concepire la sessualità.

Molte donne fanno finta di essere arrivate ad un orgasmo, giusto per far contento il loro partner maschile o per far finire prima un rapporto sessuale oramai ridotto a routine e senza più quell'eccitazione reciproca che determina un pieno godimento. Una situazione del genere crea nella donna un senso di frustrazione per il non sentirsi pienamente appagata. Quando poi comincia ad esortare il compagno con: “E dai vieni, vieni anche Tu” o peggio ancora “E ancora non vieni?”, anche l'uomo ne risentirà.

Ecco come possono nascere le prime corna.

Per approfondire questo tema (e non solo) si può leggere il blog della sessuologa Chiara Simonelli su: www.sesso.blogautore.espresso.repubblica.it

La spinta sessuale nascente nei giovani porta alla masturbazione, all'auto-erotismo. Non molti anni fa questo veniva considerato un grave peccato e girava addirittura la voce che masturbandosi si poteva diventare ciechi. Ebbene, a quest'ora saremmo ciechi quasi tutti salvo forse quel cardinale che anni fa mi aveva con pia foga assicurato che lui non si era mai masturbato, neanche quando era ragazzo.

Il sesso represso o non spiegato alle giovani leve può portare a problemi talvolta anche gravi. Una informazione giusta ed esauriente è importantissima per evitare comportamenti estremi o malsani e sensi di colpa con nefaste conseguenze fisiche e psichiche.

Il proibizionismo in genere non serve ad altro che creare tanta ipocrisia, fissazioni e complessi psicologici.

Il sesso nelle sue diverse pratiche è un fenomeno del tutto naturale e dev'essere spiegato senza reticenze. Vanno sempre segnalati con cura i comportamenti nocivi, violenti e contro la volontà della persona.

Il sadomasochismo nelle sue diverse forme è altresì una componente naturale che si può facilmente osservare anche in diverse specie di animali. In genere le persone amanti di questa tipologia sessuale si mettono d'accordo sui limiti da osservare. Naturalmente gli eccessi possono risultare dannosi o addirittura tragici.

Gli attributi sessuali servono per procreare, ma per la maggior parte vengono usate per sfogare le nostre spinte sessuali (con o senza amore). Far sesso è molto salutare e, se fatto bene, può far giungere ad un rilassamento psico-fisico veramente benefico. Infatti, il sesso mette in moto tutto il nostro essere, l'immaginazione, la vista, l'olfatto e il tatto muovono muscoli, nervi e ghiandole fino ad arrivare alla piena soddisfazione (venuta, eiaculazione).

La vagina, il clitoride, il pene, la bocca, la lingua, i seni coi capezzoli, i glutei, il perineo, l'ano, la prostata (ce l'ha solo il maschio), le ascelle, le orecchie, i piedi, le mani e tante altre parti del corpo umano sono sensibili all'eccitazione. Queste cosiddette zone erogene variano molto da persona a persona, ma tutti conoscono bene quali sono le parti del proprio corpo più sensibili e che regalano più godimento. Le persone che, per motivi religiosi od altro, si sentono in colpa quando praticano il sesso non arrivano a quel appagamento e rilassamento psico-fisico tanto salutare e necessario alla persona. Il sesso fatto bene non è mai un “peccato”!

Un altro fraintendimento palese riguarda la penetrazione anale per mezzo di un pene, dita, falli artificiali o altri oggetti. Per la donna questo piacere viene creato dalla stimolazione del tessuto interno e la pressione alternante contro gli organi interni confinanti. L'uomo oltre a questo gode dal massaggio eseguito alla confinante ghiandola della prostata che al momento culminante agevola un'eiaculazione copiosa e totale. La stimolazione anale è quindi molto più appagante per l'uomo e non toglie niente alla sua mascolinità. Le donne più esperte e raffinate questo lo sanno bene. Il termine “passivo” viene nella nostra società a volte pronunciato a scapito. Un maschio che gode di un massaggio alla prostata non si deve proprio vergognare di niente. La natura gli ha regalato questa opportunità e sarebbe ridicolo lasciarsela scappare a causa di pregiudizi assolutamente irrazionali.

L'omosessualità nell'antichità veniva praticata quasi sempre liberamente come avviene anche oggi nelle nazioni più progredite. Certi riti d'iniziazione presso alcuni popoli o tribù anzi fecero conoscere ai ragazzi come suonare il flauto (pene) ed ingerire lo sperma, che aveva lo scopo di farli crescere più forti e sani. Nel mondo occidentale l'omosessualità veniva, grazie ad una religione sessuofoba, vista come un grave peccato che portava all'esclusione, a punizioni stabilite dalla legge e talvolta anche a condanne a morte, come oggi purtroppo succede tuttora in numerosi paesi a maggioranza islamica. Dalla psicologia, la psichiatria, la medicina e naturalmente la sessuologia, l'omosessualità viene considerata naturale e non più come un disordine sessuale.

Religioni o politiche che definiscono l'omosessualità un peccato o un reato sono difatti colpevoli di gravi disagi psichici e fisici nelle persone (suicidi, emarginazione) e di omicidio attraverso l'uso della parola.

L'età non vuole dire granché e quando si ritiene d'essere finite o finiti sessualmente il paradiso può ancora aprirsi.

Il regista e attore Sergio Castellito, con l'apporto della bravissima attrice Laura Morante, con il film “La bellezza del somaro” spiega come nella nostra società odierna certi comportamenti non vengono più tenuti nascosti, ma stanno “coming out”. L'amore e il sesso tra persone di diverse fasce d'età è perfettamente naturale. I gerontofili e le gerontofile sono sempre esistite.

Io stesso all'età di 74 anni, pansessuale ma con una predilezione per giovani uomini, sono dopo un periodo di pausa di nuovo alla ricerca di un amante degli “older” per i miei sentimenti e per i miei gusti sessuali.

Tuttora perdurano presso il mondo degli psicologi, psichiatri e sessuologi, alcuni termini discriminanti come per esempio parafilia o disordine di genere che fanno sentire malate o da curare persone perfettamente sane. Tutti nasciamo diversi, chi con un naso grande, adunco, piatto, largo o piccolo e la stessa cosa vale per i nostri genitali. Infatti, non ho mai visto un pene esattamente uguale ad un altro, anzi, il pene più grande che ho visto in vita mia apparteneva ad un maschio femminilissimo. Chi ha un membro piccolissimo può essere sessualmente molto maschile. Le diversità sessuali sconfinate che esistono dentro di noi non dipendono solo dal nostro corpo, ma in gran parte dalla nostra psiche che regola l'attrazione per un essere umano od altro (per questo si può leggere “La Filosofia della Pansessualità sul sito: http://www.pansexuality.it – testi in italiano, inglese e parzialmente in francese).

Le diagnosi dei disturbi sessuali fatte dagli sessuologi sono già molto diminuite e molte persone, che si reputano malate a causa dei pregiudizi che ancora sopravvivono nelle nostre diverse culture e società, vengono oggi informate che le loro tendenze e caratteristiche sono perfettamente normali e naturali. Non molti anni fa esistevano i reparti della famosa “buoncostume”, oramai obsoleti.

Vale la pena leggere sul sito del professor Erwin J. Haeberle l'articolo “Parafilia” - un concetto Prescientifico ( http://www2.hu-berlin.de/sexology  - cliccare su Archive, settembre 2010 – testo in inglese ed in italiano).

Vorrei con questa breve e semplice esposizione terminare con un consiglio: Non bisogna mai dar retta ai fuorvianti giudizi enunciati da religiosi riguardo al sesso, che in Italia sono soprattutto quelli cattolici. Se volete informazioni più corrette sul sesso rivolgetevi ad un sessuologo.

Anche il signor Ratzinger dovrebbe rivolgersi agli esperti della moderna sessuologia per non predicare più giudizi fuorvianti e dannosi datati di molti secoli quando regnava ancora la quasi più totale ignoranza in materia. Oggi chi divulga notizie false e anti-scientifiche sul sesso incorre in gravi reati.


Peter Boom http://www.pansexuality.it



23 ottobre 2010

"Nel buio della (mia) mente" racconto horror by Luca Bagatin



Era bassa, molto bassa, vecchia, con un naso sporporzionato rispetto al suo viso. Il mento sporgente, gli occhi chiari rabbiosi, i capelli crespi e grigi.
La incontravo ogni notte nei miei sogni: la Strega dal Manto Rosso.
Non so perché si chiamasse così, in quanto nei miei sogni appariva sempre vestita di nero e bianco. Metà del suo abito era nero e l'altra metà bianco.
M fissava sempre, ogni volta che ci trovavamo sull'atrio della sua casa: un'antica villa in disuso. O apparentemente in disuso.
Sapevo che il suo nome era "la Strega dal Manto Rosso". Lo percepivo dentro la mia mente, anche se lei non proferiva mai parola.
Si limitava a fissarmi e a ghignare. Cercavo di sostenere il suo sguardo, ma ogni volta non vi riuscivo: mi osservava in un misto di odio e terrore.
Allora avevo solo sei anni ed ero soggetto a violente crisi epilettiche che mi facevano spesso perdere conoscenza durante il giorno.
Crescendo, l'isolamento al quale ero costretto dai medici a causa della mia malattia, mi risultò sempre più insopportabile.
Fu allora che i miei incubi si popolarono di una nuova "creatura": la Donna Alta.
Era spaventosa nei suoi quasi tre metri di altezza e nella sua magrezza spettrale che mi permetteva di vederle le ossa, le costole, un seno appena abbozzato e cadente, con due capezzoli avvizziti e bianchissimi.
I lunghi capelli biondi e grigi, gli occhi impercettibili e trasparenti.
Cantava una dolcissima melodia. Ne avevo paura.
Una notte la Donna Alta e la Strega dal Manto Rosso mi apparvero, nel medesimo sogno.
Volevano strangolarmi.
Solo allora mi accorsi di possedere dei poteri psichici che mi permettevano, durante il sogno, di tenerle lontane, riuscendo a scaraventarle contro invisibili pareti nere. O quantomeno così apparivano al mio occhio.
Mi svegliai in preda al panico e dalla mia bocca uscirono copiosi fiotti di sangue che sporcarono il cuscino e le bianche lenzuola del mio letto.
Non riuscivo a proferire parola. I miei muscoli erano paralizzati.
La Strega dal Manto Rosso era lì con me: era mia madre.
Mi guardava dall'alto.
Lì, accanto a lei, la Donna Alta: era mio padre.
Abbozzarono un sorriso.
Poi scoppiarono a piangere: il mio letto si era trasformato nella mia tomba, con tanto di lapide.
La vista mi si annebbiò.
Dissolvenza in nero.
Nero.
Scrivo dal buio, con il solo ausilio della mia mente.
Pur consapevole che non c'è nessuno che mi possa sentire.




22 gennaio 2010

L'On. Paolo Grimoldi, Anna Frank e la sessuofobia



Non conoscevamo l'On. della Lega Nord Paolo Grimoldi e forse, oltre che a noi, era sconosciuto anche a più di qualcun altro.
Ad ogni modo e comunque è salito alla ribalta della cronaca, una cronaca nerissima come la pece, per aver sollevato la pretestuosa polemica relativa a "Il Diario di Anna Frank", che, a suo dire, non andrebbe proposto nelle scuole elementari come invece è avvenuto in una scuola del Comune di Usmate Velate (Monza).
Il motivo ?
Detto diario conterrebbe pagine hard che turberebbero le menti dei bambini, in quanto la piccola Anna Frank - ragazza ebrea diventata simbolo della Shoah, trucidata nel campo di sterminio di Bergen-Belsen nel 1945 - avrebbe descritto, in esso e minuziosamente, le sue parti intime.
Ora, sarà anche che l'On. Grimoldi aveva proprio voglia di farsi conoscere (e soprattutto riconoscere) al grande pubblico, ma ci pare che la sua proposta surreale comprenda in sé un tasso di sessuofobia considerevole.
"Il Diario di Anna Frank" racconta della vita di un'adolescente ebrea costretta dai nazisti, assieme alla famiglia, alla clandestinità. Ed è l'unico mezzo che ella ha avuto per esprimersi, per esprimere le sue pulsioni e sentimenti di ragazza che......non diventerà mai grande.
Un documento che proprio i più giovani dovrebbero leggere, perché, infondo, Anna non è che una di loro.
Che l'On. Grimoldi si soffermi su presunte "pagine hard" come le definisce, ciò forse può significare che non abbia per nulla compreso il significato di tale documento (e così i genitori di quella scuola che hanno sollevato il caso), oppure che non ricordi punto la sua adolescenza, fatta anche e proprio della scoperta del proprio corpo, della propria sessualità, delle proprie pulsioni erotiche. Del tutto naturali.
E' per questo che, nelle scuole elementari andrebbe invece introdotta un'ora obbligatoria di educazione sessuale e sentimentale. Senza tabù o pregiudizi, ma con profonda apertura e spirito di curiosità.
Solo culture primitive e dogmatiche hanno timore del sesso in quanto non hanno o non hanno mai voluto affrontare apertamente tale tema.
E così, approfondendo Freud, Jung e tutti i Padri della psicanalisi, si comprenderà che con i tabù sessuali si produrranno perversioni, distorsioni, complessi, omofobia, sessuofobia. E che una corretta educazione sessuale è il miglior antidoto alla violenza ed alla prevaricazione.
Quando la classe politica ed il panorama culturale del nostro Paese lo comprenderanno avremo fatto un passo verso le democrazie liberali, laiche ed occidentali. Sino a quel momento consideriamoci pure e tristemente, ancora un Paese medievale, arretrato e finanche complessato sessualmente.

Luca Bagatin

PS: scusate l'intrusione ma proprio non riesco a non rendervi partecipi di quest'assurdità.
Al link
http://poteriocculti.mastertopforum.biz/articolo-di-luca-bagatin-vt277.html
pare che abbiano il tempo di discutere del sottoscritto....e in maniera veramente esilarante.
Divertitevi a leggere ad esempio questo commento che fa quasi paura....Sono definito come una sorta di Tinto Brass del sadomaso AHAHAHAHA.... :-)))

Amici

ho dato un'occhiata al sito di questo ragazzo, Luca Bagatin.
Penso che queste siano le persone veramente pericolose, perché intelligenti.
Ma la loro intelligenza non è devoluta al bene, al vero, bensì ad ideologie retrograde (che caspita vuol dire liberal-repubblicanesimo mazziniano, se non confusione eletta a sistema?).
Il sito contiene immagini violente: un'arma, arti insanguinati, ed adombra gusti sessuali sado-maso. Tutte le foto di donne presenti richiamano il sado-masochismo.
Il top lo ha raggiunto nell'indicare come suo maestro televisivo il noto pedofilo Gianni Boncompagni! Un vero maestro!


Ma i pensieri di questi anonimi forumisti chi li ha prodotti ? Il Sessantotto ? La televisione di oggi ? La mancanza di ideali e di valori (visto che non sanno nemmeno che significa liberal-repubblicano ! sic !) ????
Io ci rido davvero, non so voi.
Ma ci sarebbe molto da piangere e da rabbrividire.



18 gennaio 2010

"Prendimi l'anima": un film sulla storia d'amore fra Sabina Spielrein e Carl Gustav Jung



Che cos'è l'anima, che cos'è la psiche ?
Può l'anima nei suoi risvolti più profondi, spirituali ed interiori, essere in profonda comunicazione con la psiche ?
Che cos'è l'amore ?
Amore e Psiche, gli eterni amanti descritti da Apuleio e raffigurati dal Canova in un'allegoria che racchiude profondissimi significati mistici e psicologici.
Sono queste immagini, queste figure, che mi sono affiorate alla mente allorquando ho rivisto il bellissimo e drammatico film di Roberto Faenza: "Prendimi l'anima".
Un film del 2002 che ricorda la profonda e tormentata storia d'amore fra lo psichiatra Carl Gustav Jung ed una sua paziente, l'ebrea russa Sabina Spielrein, poi diventata a sua volta celebre psicoanalista.
Una storia che venne alla luce proprio di recente, anche per mezzo dello studio delle conversazioni epistolari fra il padre della psicanalisi Sigmund Freud ed il suo allievo Jung.
Sabina Spielrein, fragile donna che nel 1904 fu ricoverata - a soli vent'anni - in una clinica nei pressi di Zurigo in quanto gravemente malata di isteria. Probabilmente in quanto maltrattata dal padre.
Qui la accoglierà amorevolmente uno Jung alle prime armi, dedito a sperimentare per la prima volta i metodi di Freud.
Metodi diametralmente opposti rispetto a quelli coercitivi in voga all'epoca fatti di docce fredde e camicie di forza.
Il metodo freudiano - che sarà poi alla base di quello junghiano - si fonderà infatti sul dialogo franco ed aperto fra paziente e medico e sulla libera associazione delle parole (mai come in questo film sono stati messi in evidenza, sul grande schermo, i rudimenti di tale metodo).
Sarà proprio la fiducia della Spielrein nei confronti di Jung a garantirle la piena guarigione. Una guarigione - raffigurata - nel film di Faenza, dalla bellissima scena della Spielrein (interpretata da una magistrale Emilia Fox) che canta e suona "Tumbalalaika", canzone d'amore russa della tradizione ebraica, accompagnata dai sorrisi e dagli applausi di tutti i malati psichici della clinica. E da uno Jung che si farà coinvolgere nella danza, con l'evidente disapprovazione di tutti gli altri psichiatri, che già allora lo consideravano un tipo bizzarro.
"Non ci può essere cura senza amore", afferma Jung nel film stesso, che ricorda una delle sue celebri massime: "Dove l'amore impera, non c'è desiderio di potere, e dove il potere predomina, manca l'amore. L'uno è l'ombra dell'altro".
Sarà così che, dopo la guarigione, Jung continuerà a frequentare la donna, incoraggiata da lui stesso ad intraprendere studi in medicina. E sarà così che i due si innamoreranno perdutamente l'uno dell'altra in un'unione perfetta e simbiotica, erotica e passionale.
Jung donerà alla Spielrein, dunque, una pietra, rammentandole che gli uomini primitivi erano soliti credere che l'anima umana fosse contenuta in essa. Egli l'aveva così allegoricamente resa "custode della sua anima".
Carl Gustav Jung è purtuttavia sempre un uomo sposato e si vedrà costretto ad interrompere bruscamente il rapporto con la Spielrein, che nel frattempo si laureerà e sposerà successivamente il medico russo Pavel Scheftel che le darà due bambine.
E' così che la Spielrein tornerà nella sua Russia, a Mosca, ove fonderà un asilo per bambini: l'Asilo Bianco.
Jung, comunque, non la dimenticherà al punto che continuerà a sognarla e saranno proprio i suoi sogni premonitori (ricordiamo che lui stesso si occuperà in diverse occasioni della sua vita di questo particolare fenomeno della psiche, così come dei cosiddetti "fenomeni occulti" di cui si era già occupato nella sua tesi di laurea) a segnalargli i momenti di pericolo corsi dalla donna. Che saranno purtroppo molti.
Nell'Asilo Bianco la Spielrein avrà modo di sperimentare nuovi metodi educativi improntati allo sviluppo della creatività e della massima libertà dei bambini, insegnando loro anche primi rudimenti di educazione sessuale.
E' davvero commovente la scena in cui la Spielrein riesce a far sorridere un bambino chiuso in sé stesso e profondamente triste, distraendolo con un simpatico scimpanzè. Quel bambino è Ivan Ionov, tutt'ora vivente ed ultra ottantenne che non dimenticherà mai quanto fatto dalla psicoterapeuta per lui.
A Mosca, Sabina, aderirà anche al nascente bolscevismo, ma dovrà presto ricredersi nel momento in cui la repressione stalinista le imporrà con la forza di chiudere l'Asilo e metterà all'indice i suoi metodi educativi, considerati contrari alla morale comunista.
E' così che, morto il marito nelle cosiddette "purghe staliniane", la donna tornerà nella sua natia Rostov per tentare di fondare un asilo clandestino, ma i nazisti che stavano avanzando in Unione Sovietica la prenderanno e la trucidetanno assieme alle figlie ed a centinaia di altri ebrei in una sinagoga.
Il film di Faenza è strutturato su due livelli: da una parte la storia di Sabina Spielrein, della sua storia con Jung e della sua carriera di psicoterapeuta infantile e dall'altra quello di due giovani studiosi, Marie e Fraser, che, ai nostri giorni, a Mosca, tenteranno di ricostruire la storia di questa incredibile donna.
Una donna, la Spielrein, che influenzò profondamente l'opera di Jung e finanche di Freud, come documentato dai rapporti epistolari che ebbero i tre.
Nel suo diario personale, ella volle appuntare che avrebbe desiderato - una volta morta - che la sua testa andasse a Jung al fine di sezionarla e di studiarla, mentre il suo corpo avrebbe voluto fosse cremato affinché le sue ceneri fossero sparse ai piedi di una quercia con una semplice lapide con sopra scritto: "Anch'io sono stata un essere umano".
"Prendimi l'anima" è dunque un'opera unica nel suo genere, che parla di anima e di amore a partire da due storie autentiche: quella di un fine studioso dell'inconscio come Jung e quella di un ex malata di mente poi brillante psicanalista.
Un rapporto eterno: anima e amore, destinato ad affascinare e ad entrare sempre e comunque nella vita quotidiana di ciascuno di noi.

Luca Bagatin




9 agosto 2008

NON C'E' 3 SENZA 4: quattro anni di blog by Luca Bagatin



Non c'è 3 senza 4.
Ebbene, siamo giunti a QUATTRO.
Quattro anni di blog pressoché senza quasi interruzioni, nonostante l'onnipresente rischio di chiusura coatta non per cause dipendenti dalla mia volontà.
Di doman non v'è certezza.....è da sempre il mio motto.
Ebbene www.lucabagatin.ilcannocchiale.it, fondato il 9 agosto 2004, ha oggi raggiunto le 211.390 visite con una media di 300 visite al giorno (100 in più rispetto all'anno scorso che eravamo a quota circa 70.000 visite totali !).
Un risultato che è costato una certa fatica fisica e mentale nel cercare di "migliorare" quel che mi piace definire un vero e proprio "prodotto editoriale".
Nel corso di quest'anno blogghifero è stata mia cura aumentare le rubriche ed i contributi esterni, nonché ridurre l'aspetto - per così dire - "politico" al fine di dare maggiore spazio alla libera creatività a tratti surRenale che è la vera ossatura di tutta la struttura.
E così è stato aperto il fun club di Lucia "Rehab" Conti, madrina metal-horror di questo blog, nonché mia musa ispiratrice nelle cui cosce ambisco di scomparire una volta che sarà venuta la mia ora, ovvero quando la Signora con la Falce (ma speriamo senza il martello) mi avrà falcidiato: consegnandomi al Mito ed alla Leggenda.
E così abbiamo aperto una rubrica sulla "Gnosi. Teosofia e Spiritualità" per dare uno sguardo oltre l'orizzonte dell'Anima e della Psiche.
E così siamo sulle tracce di Roberta Carrano - ex ragazza di Non è la Rai - aprendo uno spazio "ad hoc".
E così mi sono spremuto le meningi per cogitare degli aforismi e delle massime caustiche che fossero non tanto e non solo l'essenza del mio pensiero, ma anche un modo per guardare all'Esistenza con maggiore sufficienza ed ironia: valutandola a tratti con qualche cosa di più, a tratti con qualche cosa di meno, di un 6 politico.
E così ho conosciuto l'attore olandese Peter Boom e gli ho offerto una rubrica autogestita sulla Pansessualità e contro le discriminazioni legate all'orientamento sessuale: tema mai come oggi tristemente attuale (e che mi fa incazzare abominevolmente  - già di per sé non sono un tipo calmo - se penso ai recenti fatti di cronaca nera).
E così, noi gente così, abbiamo imparato ad inserire file musicali "ad hoc" e continuato a scrivere, scrivere, scrivere per il piacere di farlo e di essere financo letti.
Ora, poiché di doman non v'è certezza, non sappiamo quel che accadrà.
La nostra volontà è quella di proseguire. Ma, lo sappiamo bene, la volontà non basta. Così come l'ottimismo (quello delle volontà).
E così, noi gente così, abbiamo smesso da quasi un anno di arrabattarci in imprese politiche che ci hanno portato via gran parte delle energie e dell'entusiasmo per finire ad ingrossarci ed ingolfarci lo stomaco la cui bile vorremmo vomitare addosso a chi noi sappiamo.
A sinistra sicuramente: nella quale non abbiamo mai creduto se non quando ancora portavamo i calzoncini corti, eravamo pelle ed ossa e non portavamo né barba, né baffi, né occhiali.
A destra, perché non ci piace la puzza di plastica ed allo stesso tempo non ci piace la destra nazional-statal-leghista.
Al centro, ma solo perché manca un centro laico, liberale, libertario e liberista come noi auspichiamo.
E così, noi gente così, seguitiamo a scrivere sino a che ci è data la possibilità dal fato.
Ringraziamo, pertanto come ogni anno, gli organi di stampa che graziosamente (oh, come sono vezzeggioso !) ci ospitano e che ci danno una voce un po' meno truce di quella che abbiamo: "L'Opinione delle Libertà", "L'Avanti", "Giovanidubbiosi.it", "Terzarepubblica.it", "Resistenza Laica", "Il Pensiero Mazziniano", "Camicia Rossa", scusandomi di non citarli tutti. E, per quanto non trattasi di organi di stampa "blasonati" così come vorrebbe Wikipedia e forse Paris Hilton, assicuro che trattasi di rari esempi di quel che io chiamo "cultura dell'approfondimento".
E qui potremo aprire una parentesi su ciò che io intendo per media e mediaticità, ovvero per giornalismo, che è quella professione che mi lascia del tutto perplesso.
La scrittura è ben altro. La scrittura in quanto tale - e lo dimostriamo quotidianamente con questo blog - non è informazione.
E' catalizzazione di creatività.
A tratti è grottesca e, quindi, surRenale. SurRenale e non surreale, in quanto si avvicina alla realtà molto di più di quanto si possa pensare ad una superficiale lettura.
Ora basta: ho scritto troppo e, conoscendomi, so che potrei andare avanti per ore.
Ordunque: buon proseguimento e, che dite, mi preferite più uomo o acqua e sapone ?

SEMBRO UN VILLANO MA, IN REALTA', SONO SOLO (CA)VILLOSO



26 maggio 2008

VERTIGINE by Luca Bagatin



Vertiginosamente avvolto da uno sguardo stregato nascosto da lunghi capelli corvini.
Vertiginosamente perduto in un labyrinto di calda emotività che coinvolge lo stomaco prima ancora che il cuore e l'intelletto.
Vertiginosamente perduto negli anfratti procaci di filiformi ma solide forme che riempiono il tuo sguardo di intelligente semplicità.
Vertigionosamente attratto dalla tranquillità che la tua immagine infonde nemmeno avesse qualche cosa di mistico.
E' quel frammisto di emozioni sottopelle. Emozioni tue prima ancora che altrui.
Arte Vitale sei tu.
Vitale perché nasce dal buio profondo della psiche umana e si manifesta con sapiente ironia ed autoironia.
Arte che nasce dalla disperazione, una disperazione che fa Rinascere.
Anima, mente, intelletto, sesso, eros.
Vertigine tu sei. E perdersi in te è l'unico modo per comprendere l'immensa corrente di tutto ciò che ci e ti circonda.
Che tutto trascina, che tutto fa passare, che tutto lava e scorrere.
Ed il cerchio si chiude con al centro il Tutto.




25 agosto 2007

Sull'Amore

 
L'Amore è più forte di qualsiasi vizio.

L'ho scritto questa mattina rispondendo ad un commento di Mina Welby arrivato sul mio blog, nel quale lei mi ha riferito che suo marito Piero, prima di essere tracheotomizzato, aveva smesso di fumare a letto per non nuocere alla di lei salute.
La cosa mi ha riportato ad una serie di ricordi, non sempre piacevoli, relativi ai miei fallimenti sentimentali, vissuti sempre come lutti verso i quali si finisce sempre per portare Eterno rispetto.
L'Amore e la Morte. Due polarità che accompagnano sempre, a volte consapevolmente a volte inconsciamente, la vita di ciascuno.
E penso anche al fattaccio di Garlasco, a Chiara, la ragazza barbaramente uccisa. E riesco ad immaginare il dolore di chi l'ha amata e le ha voluto bene.
Riesco a sentirlo nelle mia viscere più profonde.
E provo rabbia e tristezza per chi ha voluto o vuole sfruttare un fatto così macabro ed increscioso, per trasformarlo nell'ennesimo caso mediatico.
Solo un criminale nell'anima può anche solo poter pensare di fare una cosa simile. E come tale andrebbe considerato.
L'Amore, così come la Morte, non andrebbero mai sfruttati a scopi personali o mitizzati in sé, ma sempre vissuti intimamente. Vissuti, ovvero sperimentati con pienezza. "Sentiti", "percepiti" con il cuore che è lo strumento corporeo che più è in contatto con l'Anima.
La vita non è altro che Amore + Morte. Amore Eterno e Morte per giungere ad una nuova Rinascita.
Questo ci hanno insegnato gli Iniziati di tutti i tempi, ma questo è anche ciò che ciascuno di noi può comprendere nel senso più ampio del termine.
L'Amore è più forte di qualisasi vizio, dicevo all'inizio.
L'Amore è la massima apertura del cuore che si sostanzia in atti sia fisici che spirituali, ma non può essere descritto quasi mai a parole.
L'Amore può vincere la morte, e per "morte" con la "m" minuscola, intendo l'assenza di anima, di passioni, di volontà, di interessi, di continua voglia di sperimentare e Conoscere.
Purtuttavia l'Amore non può vincere la Morte per una nuova Rinascita. Essa è connaturata ad esso ed in tutto ciò non c'è nulla di cui si debba aver paura.
E' semplicemente un fatto Naturale da millenni.
E poi, diciamocela tutta, è un'illusione anche il solo pensare che la vita possa arrestarsi per sempre ! La Vita non muore mai.
Sono le Religioni Istituzionalizzate che ci insegnano a temere la Morte, ma tali Religioni non sono altro che allegorie simboliche mal o affatto comprese. Illusioni mentali che possono trasformarsi in vere e proprie patologie.
Le Religioni Istituzionalizzate monoteiste ti insegnano ad "essere buono perché altrimenti vai all'inferno" e sciocchezze simili.
E' assolutamente ipocrita il pensare di essere buoni per salvarsi la pelle !
E poi che cos'è realmente l'inferno ?
Basta guardarsi attorno, ma soprattutto accendere la televisione, guardare il telegiornale, leggere le pagine della crocana nera per accorgersi che, forse, l'inferno non è altro che uno stato della mente confusa e malata.
La sofferenza è il vero inferno sulla terra e non esiste altro inferno che questo.
Solo una mente aperta alla Comprensione ed all'Amore, forse, potrà liberarsi dalla sofferenza, ovvero da uno stato mentale confuso ed in difficoltà.
Il Conte di Saint Germain, Grende Iniziato del '700, ci insegnò che: "Io sono Dio" e così molti altri mistici antecedenti e futuri a lui.
Per cui, come può Dio temere la Morte ? Come può la sofferenza procurargli paura ?
Si tratta quindi di vivere e sperimentare continuamente e soprattutto evitando di perdersi in superstizioni o in credenze, tanto più se queste non le si è prima sperimentate di persona. E non certo con il solo utilizzo della mente, ma anche del cuore.


Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini