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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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16 dicembre 2014

L'inutilità clericale delle "Sentinelle in piedi" e la società dei consumi

Francamente non comprendo le cosiddette “battaglie” delle cosiddette “Sentinelle in piedi”.

Non comprendo perché ce l'abbiano con le coppie omosessuali che desiderano – legittimamente – veder riconosciuto il loro amore di fronte alla legge. Non comprendo la loro idea di “famiglia naturale”, quasi che esistessero forme di “famiglia innaturale”. Al massimo esistono famiglie snaturate, come quelle che maltrattano i propri figli (talvolta li uccidono anche...sic !), oppure sono fondate sul mero interesse economico. Ma su questo, a quanto pare, le “Sentinelle” rimangono sedute e silenti.

Non comprendo, poi, perché ad una coppia o ad un singolo individuo – indipendentemente dal sesso, perché il sesso non dovrebbe essere superiore ai sentimenti, all'amore, anche per un ipotetico figlio – dovrebbe essere negata l'adozione di un figlio.

Non comprendo nemmeno che cosa interessi a queste “Sentinelle in piedi” se una persona – preda di indicibili sofferenze fisiche e/o morali - decide di farsi praticare l'eutanasia, oppure decide di farsi praticare il suidicio assistito, come dignitosamente avviene nella civilissima Svizzera. Tutte cose, precisiamo – come per quanto concerne il matrimonio omosessuale e l'adozione a single o a omosessuali – peraltro non possibili in un Paese illiberale ed incivile come l'Italia !

Illiberale ed incivile perché lede la libertà di coscienza individuale del singolo.

Per cui, francamente, non comprendiamo queste “Sentinelle”, così come, parimenti, non comprendiamo i loro aggressori.

Tutti hanno il diritto di manifestare, anche la cosa più sciocca possibile ! Anzi, se la manifestazione è ritenuta sciocca, tanto vale ignorarla allora !

E' davvero triste pensare a quanto sia mutato il costume italiano al punto che le battaglie civili e libertarie dei nostri Anni '60 e '70 siano scomparse per lasciare spazio a ideologie clericali da una parte – quelle delle “Sentinelle” appunto - e ad ideologie commercial-consumistiche dall'altra.

In questo bailamme assistiamo a coppie che si sposano presto e presto divorziano (il famoso consumismo usa-e-getta dei prodotti viene quindi applicato anche alle persone ed ai sentimenti). Magari nel frattempo hanno anche figliato e quindi i loro bambini si trovano nella triste condizione di vedersi sballottare da un genitore all'altro !

Di questo, però, nessuno parla. Nessuno mette bocca, nessuno dice: ma prima di formarvi una famiglia sarete in grado di amarvi e onorarvi per tutta la vita, oppure lo fate solo per colmare la vostra vanagloria di persone insoddisfatte e bisognose di far credere a voi stesse che, con un matrimonio e figliando, le cose andranno meglio?

Il nocciolo della questione non è tanto il matrimonio omosessuale o meno, ma la capacità o meno di una coppia di amarsi nel lungo periodo. Ed è un problema sociologico e sentimentale, oltre che politico. E' un problema che nasce e si sviluppa anche e proprio in presenza di un sistema economico consumistico-pubblicitario, fondato sui cosiddetti “bisogni indotti” e sull'assenza di relazioni autentiche, siano esse relazioni sentimentali, amicali, famigliari...che magari vadano oltre l'utilizzo degli idioti e limitanti “social-network”.

Di questo, ad ogni modo, le cosiddette “Sentinelle in piedi”, che pur si autoproclamano paladine della “famiglia naturale composta da un uomo e una donna”, non parlano.

E non ne parlano nemmeno i cosiddetti “laici”, i cosiddetti “liberali”, i cosiddetti “socialpappisti all'italiana” venduti al renzismo imperante e dimentichi della spiritualità gandhiana, degli insegnamenti di Mario Pannunzio, di Ernesto Rossi e finanche di Moana Pozzi e di Roberta Tatafiore.

Ne scriviamo noi, per quel che può servire.


Luca Bagatin



8 luglio 2014

"La mia idea di AMOR": monologo by Baglu

Che strana città quella in cui mi sto trasferendo, più che strana direi triste.

Non che al nord le cose vadano meglio, ma da una metropoli che ha conosciuto l'Impero ti aspetteresti quantomeno qualche cosa di diverso.

Penso che con il crollo del celebre Impero sia crollata anche la sua Capitale. La qualità dei suoi abitanti, poi, lascia alquanto a desiderare nonostante io ne faccia parte a pieno titolo da quasi quarant'anni.

“La Grande Bellezza”. Chi ha visto e compreso quel film avrà compreso anche che la vera bellezza sta negli sprazzi, non nel chiacchiericcio e non certo nella Capitale o nel portafoglio o capitale – che dir si voglia - di quelli che alle feste ci vanno solo perché vogliono farsi notare e non hanno un cazzo da fare.

Alle feste ci vado anch'io, ma almeno ho la decenza di presentarmi per ciò che sono. Piacere, Baglu, professione disilluso.

Curioso il fatto che qui le cose, da almeno trent'anni, non siano mutate. L'urbanistica è rimasta quella della fine degli Anni '70, primi '80. Per un nostalgico come me fa quasi tenerezza.

Quando mi parlano di raccolta differenziata, infatti, faccio sempre notare che a cavallo fra gli Anni '70 ed '80 era un concetto che non esisteva. Che, o radi al suolo la città, come fece Nerone e magari la fai ricostruire dal Signor Ikea, oppure stai fresco.

Mi incuriosisce notare che le periferie non sono mutate, che i ragazzini portano ancora i calzoncini corti e giocano con un pallone semiusurato in improbabili parrocchie/chiesuole assolate, che esistono ancora le feste rionali e le fanno ancora lì, dove le facevano negli Anni '70/'80.

Solo le persone sono mutate, nel senso che oggi hanno gli smartphone e usano uozzapp, quella roba che non sai nemmeno che cappero voglia dire quando la pronunci (uozzapp, infatti, sospetto significhi: che cazz'è ?...ah, la mia scarsa considerazione per gli anglo-barbari fa sempre maggiori progressi).

Mi dicono che nelle università, qui, spopola un partito che non sapevo nemmeno esistesse più che si chiama Sinistra Critica. Vedo molti ragazzi che parlano di fascismo e comunismo e cercano di venderti un giornale che credevi ormai esistesse solo nei film vintge di Nanni Moretti: Lotta Comunista. Stranamente la cosa non mi rende nostalgico. Mi fa incazzare e pensare che le idee sono rimaste le stesse, che circolano, sì, ma qui le cose non si muovono affatto. Il malgoverno permane, la burocrazia disorganizzata impazza tanto quanto il traffico, la monnezza affolla le piazze ed i vicoli tanto quanto la paraculaggine, che è l'hobby più diffuso fra la ggente. L'Impero è come se non fosse mai esistito.

Mi fa anche incazzare che chi parla di comunismo non abbia mai letto Marx. Io l'ho letto a sedici anni e per questo sono diventato anticomunista, ovvero per il superamento del capitalismo, ma senza passare né per la struttura né per la sovrastruttura. Sono per l'approfondimento dell'essere umano. Per la sua valorizzazione.

Mi mettono molta inquietudine i pellegrini religiosi. Specie quelli della Scalasanta. Penso che la Scalasanta sia il trionfo dell'ipocrisia tanto quanto le chiese che sovrappopolano questa città.

Penso che siano un insulto a Cristo, a Dio, all'Amore Universale che i pellegrini fottono ogni giorno sotto forma di preghiere vuote allorquando nella vita di tutti i giorni insultano il prossimo, lo vilipendono, lo maltrattano, se ne fregano dell'ambiente, degli animali, dei propri vicini di casa, delle persone che dovrebbero – per pura umanità – rispettare.

Il trionfo dell'ipocrisia para-religiosa, ovvero para-cula mi disgusta tanto quanto il trionfo dell'ipocrisia politica, dei convegni, dei congressi ove si sprecano parole al vento.

Penso che questo popolo sia fatto per essere gestito, prima ancora che di-gestito e di-gerito.

Mi chiedo se davvero sia mai esistito un Impero oppure non sia tutto frutto della fantasia di Valerio Massimo Manfredi. Per decenza del pueblo che quell'Impero dovrebbe oggi rappresentre, mi auguro che sia stato così. Che sia tutto un immenso racconto di fantasia, come la storia dello sbarco sulla luna.

Mi auguro sia solo un grande spot pubblicitario offerto da quelli della Vodafone con il loro pinguino-cretino che ha convinto persino Elio a farsi prestare la voce. Ah, che cosa non fa il danaro e lo showbusiness ove di show non vi è proprio nulla ed il business riescono a gestirlo solo quattro bestie da prima elementare ! Magari anglo-barbare (ma l'Impero non li aveva sconfitti ?) !

Ma perché non ve ne andate tutti quanti affanculo ?

Non vi chiedo il suicidio di massa, come forse meritereste, ma solo un leggero affanculo.

Fra dieci o quindici anni, ad ogni modo, per me, sarete solo un triste ricordo. 




18 giugno 2014

Aforismi (anti)politici ovvero (contro)culturali by Luca Bagatin

La politica (ma anche l'economia) è marcia perché persegue il Potere (e l'accumulazione del danaro). La società, diversamente, dovrebbe spogliarsi del Potere (e del danaro) e ricercare l'Amore (ovvero l'autogestione).
Dopo anni di esperienza con (e talvolta "in") istituti di (dis)credito (ovvero banche), compagnie telefoniche, pubblici uffici, ritengo una volta di più che la loro progressiva scomparsa sia più che auspicabile per il cittadino onesto.
Se parlo spesso delle mie "ex" è per ricordare a me stesso che non ci saranno delle "post".
Solo la presenza di belle fancuille per strada attenua lo sconforto del dover girare per gli uffici pubblici di Roma.
Prima Berlusconi dialoga con Renzi.
Oggi Grillo dialoga con Renzi.
Il Partito Nazionalsocialista sta per rinascere in Italia.
Mi basta uno sguardo per capire una persona. Anche più di una persona.



16 giugno 2014

Telecom ed i suoi disservizi

E' capitato a me, ma poteva capitare a chiunque. Se non è già, di fatto, capitato anche a voi.

Capita in Italia. In un'Italia che non funziona e non solo a causa della classe politica, ma anche di una classe imprenditoriale - parliamo delle grosse aziende, specie quelle un tempo pubbliche ed oggi privatizzate, svendute, smembrate, distrutte – incapace e menefreghista. Oltre che del personale incapace che assume, senza alcun merito e criterio.

Parliamo di Telecom e di come per me sia stato difficile, trasferitomi nella Capitale (e sottolineo che parliamo della Capitale e non di uno sperduto paese situato chissà dove), avere una connessione ADSL. Nonostante il fottìo di pubblicità propinato da questa azienda ad ogni angolo di strada, nei messaggi del cellulare, in televisione.

Parliamo di come alla fine di maggio contatto il call center del settore commerciale di Telecom, per ordinare una linea ADSL. Mi propongono la nuova offerta con fibra ottica. Accetto, fornisco tutti i miei dati (compreso il mio indirizzo, fornito per l'ennesima volta...sic !), fisso l'appuntamento con il tecnico per...il 6 giugno.

In quella data non posso essere in casa. Ritelefono al call center per spostare l'appuntamento e qui scopro che... “Gentile utente, non possiamo metterle l'ADSL come da lei richiesto perché ci risulta che lei abbia Alice Casa”. Rimango sbigottito e rispondo: “Ci dev'essere un errore. Ho semplicemente una normalissima linea telefonica, senza ADSL, altrimenti non ve l'avrei richiesto”. Dall'altra parte, un po' spazientiti rispondono: “Mi dispiace, ma ci risulta che lei ha Alice Casa e quindi non possiamo assolvere alla sua richiesta”. “Ma scusate” - rispondo io - “quindi se non vi avessi chiamati per cambiare la data dell'appuntamento con il tecnico, voi non mi avreste mai chiamato per dirmi di questa cosa...di questo disguido....”. Silenzio dall'altra parte. Riprendo il discorso, risoluto: “Senta, io ho bisogno di una connessione ad internet ! Mi serve per lavoro ! E non mi venga a dire che ho Alice Casa perché è una balla che vi siete inventati voi !”. Dall'altra parte, con calma: “Provvederò a segnalare la cosa”.

La conversazione finisce e riprende, sullo stesso tono, nei giorni successivi, per almeno una settimana (e parliamo di più telefonate al giorno). Loro a dirmi che “forse qualche collega ha erroneamente processato un ordine Alice Casa (che, fra parentesi, non è nemmeno più commercializzato...sic !)” “che, gentile utente, deve attendere la fine del processo...forse fra qualche giorno...meglio fra una settimana...sicuramente per il 18 giugno”. “18 giugno ?!? Ma siete matti ?”. Dopo l'ennesima chiamata su questo tono passo alle minacce: “Cari signori, sarà mia cura segnalare la mia vicenda ai giornali, visto che, sui giornali ci scrivo anche”. Poche ore dopo ecco un sms sul mio cellulare che suona pressappoco così: “Gentile utente, la informiamo che abbiamo preso in carico la sua richiesta per l'ADSL”. Chiamo il call center e – finalmente – riesco a fissare un appuntamento con il tecnico !

Purtuttavia mi richiedono (per l'ennesima volta !) il mio indirizzo. Qualche giorno fa mi contatta il tecnico e mi richiede l'indirizzo, dicendo che quelli del call center non glielo hanno fornito.

Oggi mi contatta il vettore per l'invio dei cordless previsti nel pacchetto dell'offerta Telecom che ho sottoscritto e...mi richiede nuovamente il mio indirizzo ! Ma, ca...volaccio, ma al call center Telecom dormite ? L'indirizzo ve l'ho comunicato in aprile per iscritto, ve l'ho comunicato almeno cinque o sei volte per telefono...ma, dormite davvero o mi/ci state prendendo per i fondelli ????

Come se non bastasse, fra le varie telefonate al call center scopro (solo perché l'ho chiesto io) che la mia richiesta scritta – fatta, badate bene, alla metà di aprile - di addebito delle bollette sul mio conto corrente bancario non è andata a buon fine. Mancano il mio documento d'identità ed il mio codice fiscale. Ma avvisarmi per telefono per tempo, no ????

Un giorno poi, magari, aprirò il capitolo ENI ed i disservizi relativi....ma per ora mi fermo qui, segnalando peraltro che – cosa unica in un Paese civile – vi sono un sacco di zone in Italia senza alcuna copertura ADSL...anche all'interno dello stesso Comune di Roma, peraltro ! Telecom latita sotto ogni punto di vista.

Stanti così le cose non chiediamoci tanto quando o come finirà la crisi, ma perché l'Italia è in crisi da quel dì. Non scandalizziamoci nemmeno o solo per i giri di tangenti del Mose e di quelli storici e storicizzati, quanto che cosa hanno fatto questi signori, siano essi politici o imprenditori delle varie società di telecomunicazioni, del gas, della luce eccetera.

Fra un po', peraltro, delocalizzeranno pure i call center, con relativi problemi connessi. Linguistici e non solo.

Meno offerte a poco prezzo, cari signori, più servizi di qualità !

Meno puttanate pubblicitarie e maggiore serietà nelle persone che assumete !

Il che vuol dire: meritocrazia e trasparenza. Due concetti ostici, spesso, all'italiano medio che in questi giorni è tutto preso nel guardare un mondiale che, indipendentemente dal risultato, non cambierà la vita di nessuno.

Sarà l'ennesima illusione-disillusione mediatica ove a guadagnarci saranno solo gli sponsor e gli operatori della deformazione. In barba al cittadino-consumatore che rimarrà lì, inebetito, a lamentasi ma a seguitare a non fare nulla per cambiare le cose...sic !


Luca Bagatin



17 marzo 2014

Aforismi bagatinian-rivoluzionari: by Luca Bagatin

Al termine "liberaldemocratico" preferisco il termine "liberaldemocritico", ovvero colui il quale è critico nei confronti della democrazia quando questa ostacola la libertà individuale.


Il punto non è tanto avere fiducia in sé stessi, quanto piuttosto averla negli altri.

La vita è fondamentalmente semplice. Sono le persone ad essere inutilmente complicate.

C'è una cosa, in particolare, che mi divide da Berlusconi: lui ha fondato il suo impero sulla pubblicità commerciale, mentre io penso che la pubblicità commerciale debba scomparire, così come sono scomparsi gli imperi.

Quando sento qualcuno dire: "In Italia scoppierà la rivoluzione prima o poi !" rispondo sempre, con una certa pacatezza e rassegnazione: "Se gli italiani fossero davvero un popolo rivoluzionario, avrebbero già defenestrato i propri politicanti da tempo, come fecero i francesi nel 1789 con i loro sovrani".



5 dicembre 2013

"Aforismi e riflessioni d'Amore e Libertà" by Luca Bagatin

Al consenso è preferibile il buonsenso. Al consesso è preferibile il buon sesso.
Se il mattino ha l'oro in bocca significa che tutto sommato non ha risentito della crisi.
C'è chi, infatti, si può permettere capsule decisamente più economiche.
Agli scoop giornalistici preferisco le scopate letterarie.
Antonio Gramsci sosteneva che la verità è sempre rivoluzionaria.
Ma è la nudità a rappresentare, davvero, la verità.
Quindi è la nudità ad essere rivoluzionaria !
Adoro la figura del rivoluzionario Benjamin Franklin, non solo perché fu eminente massone ed attivista della Rivoluzione Americana, ma anche perché non brevettò mai la sue invenzioni. Egli riteneva infatti che dovessero essere appannaggio di tutto il popolo.
Un vero antagonista dei brevetti e dei diritti d'autore, a tutto vantaggio della collettività !
Non c'è nulla di più entusiasmante dell'erotismo, specie se è l'anticamera per il romanticismo.
La pubblicità commerciale, come accaduto per la televisione e per molti giornali, renderà il web meno libero. Ce ne renderemo conto presto, purtroppo.
La differenza fra lealisti berluscones e alfaniani; fra cuperliani e renziani; fra grillini e leghisti ?
Nessuna.
Codeste fazioni, infatti, meriterebbero di essere cacciate dal Parlamento, senza passare per il Via (ovvero senza alcuna indennità pagata dai contribuenti).



31 ottobre 2013

"Aforismi bagatiniani: "Pubblicità & diritti negati" by Luca Bagatin



Il giorno in cui comprenderemo che la pubblicità commerciale ottunde le menti e che è l'opposto dell'arte, allora diventeremo un popolo più consapevole e libero.

Pubblicità commerciale, diritti d'autore e monopolio SIAE: ovvero la negazione dell'arte, della cultura e della diffusione delle idee.

La vera epidemia del nostro tempo è la perdita di memoria: storica, civile, artistica.



11 luglio 2012

"La mia vita è un Caos Calmo": Una volta c'erano le nugatine, oggi, invece, c'è crisi di sentimenti e valori: monologo al vento by Baglu



Sì, lo so, sono un utopista.
Credo ancora nei sentimenti, nei valori, nell'amicizia, nell'amore, nel sesso fatto con chi si ama. In cose così, che, proprio perché ci credo, tengo sufficientemente distanti come la peste.
In realtà mi fido molto poco delle persone, forse perché ne conosco troppe e molte mi hanno lasciato addosso troppe ferite.
Ah già, è vero, le ferite me le sono fatte da solo.
Vabè, poco importa.
E' che io sono di quelli che vorrebbe un mondo diverso, avete presente ?
No, non quello da Mulino Bianco (odio la pubblicità, che è la peggior forma moderna di corruzione della mente). Vorrei un mondo che non ti aspetti, quello che ti stupisce perché fatto da persone che ti stupiscono.
Persone che, ad esempio, non pensano che sia giusto "usare altre persone" e/o "esserne usati".
Purtroppo è un concetto diffuso, questo. Ed è triste ed è spesso all'origine del fatto che esiste un "mercato" delle menti prima ancora che dei corpi.
Ed è anche all'origine di fenomeni come il berlusconismo (e a dirlo è uno che non ha mai votato non solo per Berlusconi, ma nemmeno per coloro i quali gli si sono (fintamente) opposti).
Intendiamoci, io non ho nulla contro la prostituzione, anzi. In passato ho collaborato con il Comitato Nazionale per i Diritti Civili delle Prostitute, figuratevi un po'. Ma il punto non è questo.
Il punto è quando ad essere corrotta è la mente, prima ancora che il corpo: quando ci si lascia soggiogare dall'altro e si soggioga, a sua volta, l'altro.
Quando si è preda di pulsioni e passioni da basso ventre e non si va in profondità. O perché se ne ha paura e/o perché è più facile fare diversamente. Lasciandosi dietro maree di sofferenze e facendo soffrire. Anche se non ci si rende conto di ciò (il che è ancora peggio).
Il mondo va avanti così. Pensiamo anche ai rapporti di lavoro, ove la creatività va a farsi benedire e la prostituzione della mente e del corpo è all'ordine del giorno, in un mercato drogato dai bisogni indotti (e a scriverlo non è certo un marxista, tutt'altro).
Sin da bambini si cresce con il concetto di "mio", di un "mio" astratto. Spesso anche incoraggiato dagli stessi genitori (a loro volta indottrinati da disvalori più o meno indotti, da generazioni passate, magari sconfitte sotto il profilo storico).
Ma perché (cazzo !), non si va in profondità ? Perché non si sviluppano concetti più concreti, fatti di sentimenti, emozioni, profondità interiore.
Io questo non l'ho mai capito, ma forse è anche facile, per me, non averlo mai capito.
A sei anni leggevo Edgar Allan Poe e me ne stavo da solo su di un banco di scuola, possibilmente isolato dagli altri. Non mi interessava giocare con loro in una sorta di gioco del "mio".
A me interessava leggere, capire, approfondire. E mi piaceva anche una bambina che si chiamava Martina e con la quale a volte, alle feste di carnevale della scuola, riuscivo anche a ballare.
Avrei voluto baciarla. Non credo che sia successo. Non lo so, non mi ricordo.
Ma soprattutto gli altri mi prendevano in giro per questo, perché pensavano fosse più importante "possedere" le figurine Panini del tal calciatore oppure, le ragazzine volevano "possedere" l'ultimo modello di Barbie e Ken.
Ecco, io non volevo "possedere" nulla. Volevo solo un bacio. Da Martina.
Poi sono cresciuto ed è andata anche peggio.
Ma vabè, capita, se poi scegli di fare della tua vita la tua professione, ovvero scrivere ed approfondire e magari anche aprire uno studio da psicanalista associato.
Ed allora comprendi meglio le persone e, infondo, capisci che sono tutte uguali (non tutte tutte, intendiamoci !) e che non hanno, invero, nulla da raccontarti che tu già non sappia.
E che ti angoscia.
Però, ribadisco, non è sempre così, anche se la corruzione della mente è dietro l'angolo. Perché ecco arrivare le mode, ecco arrivare i modelli, ecco arrivare i nuovi (pseudo)valori che hanno sostituito la beat generation, le nugatine, Dylan Dog e persino le Esportazione senza filtro, che erano le prime sigarette che fumavo perché, allora, costavano appena tremila lire.
Una volta c'era chi era capace di morire per un ideale (sarà mai questa una delle ragioni per le quali il mio corpo è disseminato di ferite di arma da taglio ed il mio primo romanzo - mai pubblicato - ho scelto di terminarlo tragicamente ?). Oggi, al massimo, c'è chi muore in un incidente stradale per eccesso di velocità o perché si è impasticcato. Ci sono, ad ogni modo, anche vecchi porci - spesso (in)felicemente sposati - zeppi di Viagra che muoiono nel corso di forsennati amplessi con anonime troiette o con transessuali sfruttati da un mondo che non li ama, perché li considera "diversi" (sic !).
Già negli anni '80 c'erano i primi morti per overdose.
Bella fine (sic !).
Ecco perché allora penso che ci siano persone che hanno fallito e non vogliano ammetterlo. Soprattutto non vogliono ammettere di avere fallito con i priopri figli, generazioni vissute nella pseudo-illusione che avranno sempre il culetto coperto.
Ed invece non è né sarà così.
E a dirlo è anche uno che il culetto non lo ha mai avuto coperto, ma ha dovuto farselo a prezzo di vivere in case fatiscenti, fredde e umide, dovendosi rimboccare le maniche un giorno sì e l'altro pure.
Ma che ne so io, che in questo momento mi trovo su una panchina, direte. E infatti non lo so.
Non so nemmeno perché siamo al mondo, anche se (cazzo !), vorrei scoprirlo.
Non necessariamente stasera.



5 gennaio 2009

San Silvestro con un po' di ritardo....è che, sapete com'è: ho fatto SPLASH ! (e tu sai fare splash ?)



Ho fatto splash !
Ho fatto splash !
Dai sù, facciamo splash !
Ho fatto splash !
Ho fatto splash !
Dai sù, facciamo splash !

Vuooooi fare splash !
Vuooooi fare splash !
Ci vuole poco basta che fai come noooooooi !

Un grande splash
Un grande splash
Fai splash assieme a nooooooi !

E tu sai fare SPLASH ?


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