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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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21 aprile 2014

"Aforismi e riflessioni politiche flash" by Luca Bagatin

A Giacomo Casanova, al Conte Alessandro Cagliostro, a Giuseppe Garibaldi,
tre Grandi Iniziati amati e rimasti nel cuore del Popolo
e che della politica autoritaria dei Paesi che visitarono si fecero beffe e contrastarono,
pagando spesso di persona, talvolta anche con la vita.



Sono troppo onesto per candidarmi a qualsiasi tipo di elezione politica, nel 2014 e negli anni a venire.

Politicamente posso definirmi liberale di sinistra e libertario di destra.

L'unica cosa che so, di preciso, di Forza Italia, è che il simbolo che presenterà alle elezioni europee recherà il nome di un noto pregiudicato.
Il partito di Ageletto Alfano, denominato NCD, ha nominato suo coordinatore nazionale quella quaglia clericale di Quagliariello.
Un motivo in più per seguitare a disgustarlo.
E' oltremodo vergognoso che, alle prossime elezioni europee, siano candidati dei Ministri della Repubblica.
E' vergognoso per una ragione molto semplice: allorquando saranno eletti, proprio in quanto Ministri, NON andranno mai al Parlamento europeo e NON si occuperanno mai di Europa (Debora Serracchiani insegna, visto che, a parte il suo essersi fatta pubblicità, in Europa non ha mai fatto nulla).
Stefania Giannini, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi, ma perché vi candidate e non continuate, invece, ad occuparvi dei vostri rispettivi Ministeri ?
Allorquando il commendator Licio Gelli elaborava un piano di riforma in senso liberale dell'Italia - denominato Piano di Rinascita Democratica, alla faccia di coloro i quali lo tacciarono di autoritarismo - Beppe Grillo faceva il comico prezzolato su Rai 1, lottizzata dalla Democrazia Cristiana, sostenuto dal democristiano Pippo Baudo e a volte affiancato da Bruno Vespa...
Matteo Renzi è un ottimo affabulatore. Del resto ha avuto ottimi maestri del gioco delle tre carte: Ciriaco De Mita e Giulio Andreotti.
La libertà richiede sempre un alto senso di responsabilità. Libertà e responsabilità sono sinonimi, infatti. Mi viene da pensare che i politicanti italiani (ma non solo loro, spesso), non provuovono leggi di libertà proprio in quanto sono privi di ogni senso di responsabilità.  



13 luglio 2013

L'imbarbarimento televisivo (e non solo) degli ultimi vent'anni



Leggevo un articolo di Giuseppe Di Piazza pubblicato sul settimanale "Sette", del 12 luglio scorso, suggerito dal sito dell'amico Cesare Lanza www.lamescolanza.com, a proposito della tv degli ultimi trent'anni.

Sotto accusa - si fa per dire - la "tv commerciale", la "tv del Drive In".

Mi è venuta in mente una riflessione, che non ho potuto non postare - in poche righe - su Facebook.

Non penso, infatti, che l'imbarbatimento della società italica degli ultimi vent'anni sia tanto causa della tv. Piccolo inciso: parlo degli ultimi vent'anni più che degli ultimi trenta, nel senso che ritengo che il vero imbarbarimento culturale, politico e sociale, abbia investito la Penisola negli Anni '90, giundendo all'apoteosi negli Anni - forse non a caso definibili - '00.

Dagli Anni '90 ad oggi, semmai, abbiamo assistito ad un imbarbarimento della tv, del costume e della politica.

La colpa non è certo dei simpatici ed innovativi programmi del genio Antonio Ricci, ideatore di trasmissioni sensuali, surreali, irriverenti e comiche quali "Matrjoska" (che mostrò per la prima volta in tv il nudo integrale di Moana Pozzi, oltre che irrise "Comunione e Librazione" e per questo fu chiusa dopo un'unica puntata), "L'Araba Fenice", del tanto nominato e “vilipeso” "Drive In" o della dirompente “Striscia la Notizia”, unico vero tg d'informazione del Paese.

La colpa, semmai, è di programmini un po' insulsi, vuoti, senza ironia né costrutto. Ove a farla da padrone è il litigio, spesso costruito, l'insulto greve e gratuito e la mancanza di argomentazioni. Programmi ove si cimentano giovani fintamente bellocci, senza arte né parte o quasi.

Programmi ove il voyerismo e la violenza verbale e talvolta fisica sono di gran moda. Forse il Marchese De Sade, nel XVIII secolo, con "Le 120 giornate di Sodoma", anticipò i tempi. Peccato che, per quei tempi, lui sì fosse trasgressivo per davvero ! E Pier Paolo Pasolini, cantore degli ultimi, fotografò - già nel 1975 - con "Salò e le 120 giornate", ciò che sarebbe diventato il nostro Paese.

Programmini televisivi - quelli dell'ultimo Ventennio - confezionati in Italia, ma spesso importati da un Paese che ha perduto persino le sue origini rivoluzionarie, ovvero gli USA.
Ironia, sensualità, simpatia, empatia, irriverenza e contenuti, sono gli ingredinti che mancano alla tv degli ultimi vent'anni, oltre che alla politica ed alla società di casa nostra nel suo complesso.
L'Italia ha perduto la sua memoria storica e non è in grado di darsi uno "scossone". I giovani sembrano più conservatori, annoiati e disillusi dei loro padri e persino dei loro nonni. L'inconsapevolezza e l'inconsistenza regna sovrana e lo Stato riceve continue tirate d'orecchi dall'Unione Europea per mancato rispetto di questa o quella normativa.
O ci si dà una svegliata, ragazzi, oppure dalla crisi - quella nera e vera delle idee e delle progettualità - non ne usciremo mai.
E diamo uno stop, finalmente, a questo finto moralismo e finto perbenismo, che tende a dare la colpa a fenomeni, persone o personaggi che colpe non ne hanno e che, forse, hanno contribuito davvero a rendere il Paese un po' meno medievale, corrotto e triste.


Luca Bagatin (nella foto con Ursula Davis Hula Hop)



2 giugno 2013

Per la Repubblica dell'Amore (non quella partitocratica e degli inciuci)







Anita Garibaldi, Madame Blavatsky, Ilona Staller e Debdeashakti





22 maggio 2013

"Aforismi bagatiniani fra Polis ed Eros" by Luca Bagatin

Non ho feticismi politici né credo al feticismo politico.
Non ho partiti di riferimento, né mi interessa averli. A molti ne sono stato iscritto, ma per me sono stati solo dei mezzi di liberazione e di alternativa culturale prima ancora che politica, per affermare l'onestà intellettuale, l'antibigottismo, la spiritualità che non è mai dogma.
Ce lo insegnarono Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, che mai ebbero una tessera di partito in tasca.
E molti, troppi, se lo sono dimenticato.
Non amo le primedonne, bensì amo le Donne.
Ovvero non le eterne seconde, ma le Eteree prime.
Leggere un e-book è come fare sesso con una bambola gonfiabile.

Perché abolire il 5 per mille alla Chiesa cattolica ? Chiedilo allo...IOR !

Sentire Enrico Letta e Angelino Alfano dire che stanno "lavorando per il bene del Paese" fa un certo effetto.
Pensano davvero che i cittadini siano ancora così fessi ?
Il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di tendere alla Pace (dei sessi) ed allo Spirito (di patata).
Trovo molto più pornografiche le facce di molti politicanti italiani rispetto ad un corpo nudo, come la Verità.



4 maggio 2013

EUTANASIA LEGALE: per vivere liberi sino alla fine



La storia di Piera, così come quelle di tanti altri, come Marcello, vecchio amico di Pordenone, mi commuove. Non può non commuovere, la sofferenza altrui.
Non può non commuovere la storia di Piero Welby o di Ramon Sampedro. La storia di malati che lottano contro la malattia e la sofferenza. Malati terminali o meno che, non potendone più, decidono di togliersi la vita.
Consapevolmente.
Civilmente.
Con Amore per sé stessi e per chi sta loro accanto.
La battaglia per l'eutanasia, come quella per il diritto suicidio, fra tutte, è quella che mi è più cara. Non è solo una battaglia di diritto, autodeterminazione, libertà. E' una battaglia d'amore contrapposto alla sofferenza.
Le parole mi mancano e fanno posto alle lacrime. Ed alla rabbia.
Alla rabbia nei confronti di coloro i quali negano il diritto all'eutanasia legale ed al suicidio assistito legale. Rabbia perché costoro non conoscono né l'amore né la pietà nei confronti del prossimo.
Non ho né avrò mai stima per una persona che non conosce né amore né pietà.
Ed ora voglio lasciarvi alla storia di Piera ed all'invito a firmare per la proposta di legge di iniziativa popolare lanciata in questi giorni dall'Associazione Luca Coscioni.
A fianco dei malati e dei sofferenti. Da sempre.

Baglu





30 ottobre 2012

Elezioni regionali in Sicilia: una sconfitta della partitocrazia

I risultati delle elezioni per il rinnovo dell'Assemblea Regionale Siciliana potevano dirsi una sorta di test nazionale.
Per molti versi così è stato e, queste elezioni, hanno fornito un dato inequivocabile: il 53% dei siciliani si è astenuto, ovvero non ha accettato di scendere a patti con questa partitocrazia che, in Sicilia, rappresentava - a destra come a sinistra - la continuità con le politiche nefaste di Raffaele Lombardo.
Tale partitocrazia, ricordiamolo, ha peraltro escluso dalla competizione la lista civica "LeAli alla Sicilia" - guidata da Davide Giacalone - con accuse infamanti, affermando che un candidato della civica aveva la fedina penale sporca, salvo poi scoprire che si trattava di un caso di omonimia !
Gli indagati, infatti, erano altrove. E, il 53% degli elettori, non li ha votati.
A questo dato, possiamo aggiungere l'exploit del Movimento 5 Stelle che, candidando il trentasettenne Giancarlo Cancelleri, persona pulita e che non ha mai fatto politica in vita sua e proponendo una riduzione degli sprechi e dei privilegi, si è guadagnato il 14% dei consensi, superando il duopolio Pd-PdL.
La partitocrazia, in Sicilia, ma probabilmente anche nel resto d'Italia, appare alla frutta.
E questa non è antipolitica. Precisiamolo.
L'antipolitica è rappresentata dalle facce di bronzo come quella di Angelino Alfano che, nonostante una gestione totalmente fallimentare di quanto resta del PdL, si candida alle primarie, anziché, più seriamente, ritirarsi per sempre dalla vita pubblica.
E dalle facce di bronzo di Bersani e Casini, i quali, assieme, in Sicilia, hanno a malapena raccattato il 30% dei consensi. E, per favore, la smettano di parlare di alleanza fra "progressisti e moderati", perché, a quanto ci risulta, il partito di Bersani è tutto fuorché progressista (si confronti con il Partito Socialista francese e con il Labour Party inglese e poi ci si renderà conto di quanto il carro cattocomunista appartenga ad una storia e ad una cultura completamente diverse e profondamente conservatrici).
Ne escono con le ossa rotte i neo-comunisti di Vendola, i dipietrini e quelli di FLI, che non potevano scegliere candidato peggiore: Gianfranco Miccichè, sul quale evitiamo di fare ulteriori commenti.
Se questo è un test elettorale nazionale, si vede bene come a perdere consensi sia tutto il centrodestra, che ormai ha perduto ogni credibilità ed ha perduto tutto il suo elettorato originario di matrice liberale.
Il centrodestra, ormai, o decide di puntare su personalità credibili quali Oscar Giannino e manda in pensione i vari clericali e statalisti alla Quagliariello, Cicchitto ed Alfano, oppure è destinato a cedere il passo al Movimento 5 Stelle che, per quanto non abbia nulla di liberale, punta ad un programma di riduzione degli sprechi e di lotta alla partitocrazia. In questo senso, in sostanza, risulta molto più credibile, serio ed incisivo.
Il carro cattocomunista, diversamente, continua a non superare il suo storico 30%, con o senza comunisti duri e puri e dipietristi. L'unica carta che rimane loro è dunque una vittoria di Renzi alle primarie ed una svolta del partito in senso democratico (non solo nel nome, ovviamente).
Chissà se la lezione siciliana servirà a questa partitocrazia per invertire la rotta.
Purtroppo, temiamo di no.

Luca Bagatin



12 ottobre 2012

Quando le Istituzioni perdono credibilità e danneggiano i cittadini



E' di questi giorni la bocciatura, da parte della Corte Costituzionale, dei tagli (peraltro mimini) che il governo, nel 2010, aveva introdotto agli stipendi di magistrati e di manager pubblici.
La motivazione della Corte è che tali tagli sono incostituzionali, in quanto vìolano il principio di uguaglianza fra dirigenti del settore pubblico e di quello privato.
Ora, posto che non c'è alcuna uguaglianza, per ragioni oggettive, fra settore pubblico (ove pagano i cittadini) ed il settore privato (ove a rischiare è l'impresa), a ledere il principio di uguaglianza fra tutti i cittadini, ci pare sia proprio questa sentenza della Corte Costituzionale, che garantisce, ancora una volta, altissimi stipendi a magistrati (e dunque ai magistrati che compongono la Corte medesima) e manager, a fronte di nessun miglioramento nei settori della giustizia e dei servizi pubblici.
La Corte Costituzionale, ancora una volta, dunque, si propone quale Casta contro gli interessi pubblici. Da anni, peraltro, ci chiediamo dove fosse suddetta Corte, quando venivano introdotte leggi elettorali incostiuzionali, dal '93 ad oggi. Ed altresì ci chiediamo dove fosse questa Corte quando taluni partiti erano esclusi dai dibattiti pubblici televisivi e dove fosse, questa Corte, relativamente all'applicazione della Costituzione della Repubblica, sistematicamente violata anche dai Presidenti della Repubblica italiana stessi.
A questo vero e proprie "golpe di Stato", ovvero ordito dalle Istituzioni medesime, assistiamo alla presenza, in Parlamento, di una partitocrazia che ha appena approvato, al Senato, l'ennesimo testo di legge elettorale incostituzionale. Senza che la Corte Costituzionale, appunto, dica nulla.
Una legge elettorale che prevede incostituzionali sbarramenti ed assurdi premi di maggioranza alla coalizione vincente.
Ora, se siamo in presenza di sbarramenti del 4% - 5%, ci chiediamo che senso abbia, per milioni di elettori italiani, andare a votare.
Parimenti ci chiediamo che senso abbia andare a votare in presenza di accordi di coalizione fra forze eterogenee, ove fra i presunti "moderati" troviamo i neofascisti ed ove fra i presunti "riformisti" troviamo i comunisti.
E' chiaro che, tale legge, è ancora una volta utile alla partitocrazia per proseguire nell'attuazione di attività consociative, tali da garantire il mantenimento dello status quo, ovvero malgoverno, clientelismo, attività illecite ed illegali.
A destra si difendono le malefatte di Formigoni e delle sue ricevute inesistenti (oltre agli affari della sua ex giunta). A sinistra quelle di Vendola e dell'affare Ilva.
In tutto ciò ci sono primarie più o meno pilotate, ove si sa già per tempo che a vincerle sarà Bersani, con un Renzi che tenterà poi l'accordo con i presunti "moderati". Ove, ricordiamolo, fra codesti...ehm..."moderati" c'è Gaetano Quagliariello, quello che diede dell'"assassino" al padre di Eluana Englaro. E ci sono i leghisti delle forche e martello e dall'imbroglio facile (caso Bossi e Trota docet).
E Mario Monti ? Sembra lo vogliano ricandidare sia a destra che a sinistra. Senza che nessuno ricordi che, proprio Monti che aveva promesso nessun aumento dell'Iva, l'Iva l'ha invece aumentata e che le tasse, salvo qualche ritoccamento, non le ha diminuite punto.
Come se non bastasse sono imminenti le elezioni per il rinnovo dell'Assemblea Regionale Siciiana, ove l'altro giorno all'amico Davide Giacalone è stato impedito di presentare la propria lista civica. Proprio lui, ovvero l'unico a denunciare la mafiosità politica dei partiti siciliani di destra e sinistra.
Siamo amici e vicini al movimento di Oscar Giannino, ai Radicali ed al neomovimento di Ilona Staller, Democrazia Natura Amore. Temiamo che, fra sbarramenti ed imbrogli vari, questi amici e compagni non saranno sufficienti.
Meditiamo l'astensione e la ricerca di altre forme di lotta politica alternativa liberale e libertaria, cari amici e lettori.

Luca Bagatin



17 settembre 2012

"Bella Addormentata" di Marco Bellocchio: metafora dell'Italia

"Bella Addormentata" di Marco Bellocchio è un pugno nello stomaco dello spettatore.
Immagini forti, tutt'altro che scontate, ma, soprattutto, tematica forte e profondamente importante quella del diritto alla morte, poiché non ci può essere vero diritto alla vita, se prima di tutto non è rispettato il diritto alla dignità della morte.
Sullo sfondo la vicenda di Eluana Englaro, il cui corpo è trasportato alla clinica "La Quiete" di Udine ove, forse, potrà finalmente essere liberato dall'indegnità di una vita-non più tale, da diciassette anni.
Era il 2009, solamente tre anni fa, ma sembra il Medioevo. Vedere gruppi di persone invasate, a pregare, brandendo ceri e bottogliette di acqua, e gridare che "Eluana si deve svegliare", che non deve essere "uccisa". Persone incuranti di ogni pietà, veri bestemmiatori di quel Dio nel quale dicono di credere. Ed invece lo mortificano. Perché, come afferma il vero protagonista del film di Bellocchio, un Senatore del PdL interpretato dal magistrale Toni Servillo, la sofferenza mortifica la vita, perché umilia l'essere umano.
"Bella Addormentata" è la storia di Eluana, ma anche di un politico di ispirazione laica che, a costo di ribellarsi ai voleri del suo partito - il PdL - prende la decisione di dimettersi. Alla faccia della tanto decantata "disciplina di partito" che, in ogni partito, è totale mancanza di libertà e di rispetto d'ogni tipo di onestà morale ed intellettuale.
E' la storia di un medico, che salva dal suicidio una ragazza tossicodipendente. E' la storia di una madre profondamente cattolica, che, pur struggendosi e distruggendosi dal dolore, vuole a tutti i costi che sua figlia, nelle stesse condizioni di Eluana Englaro, rimanga per sempre attaccata ad una macchina.
E' la storia di una ragazza cattolica che comprenderà le scelte ideali del padre, il Senatore Beffardi, anche di fronte alla scelta di accorciare le sofferenze di sua madre, alla quale egli praticherà l'eutanasia. Ed è la storia di un amore fra questa ragazza ed un giovane che cerca disperatamente di accudire il fratello, il quale ha spesso violente crisi di nervi.
E' una storia di ordinaria sofferenza, di cui però nessuno parla. Perché tocca profondamente le corde più intime dell'animo italico, abituato ad essere fintamente "rassicurato" da religiosi senza alcuna intima fede, da politici corrotti e corruttori delle menti e da mezzi di comunicazione di massa volutamente deformatori.
E' un film nel quale non vi è alcuna speranza autentica (forse perché è la vita stessa di ciascuno a non dare alcuna certezza ed è bene averne consapevolezza), se non la capacità di ciascuno di ragionare con la propria mente e di aprire il proprio cuore al sentimento. Verso il prossimo, verso i propri famigliari più cari ed intimi, nel momento di più estrema sofferenza.
"Bella Addormentata" è forse la metafora di un Paese addormentato, che si rifiuta di parlare della morte, di comprenderla, di accettarla, sublimandone la sofferenza che non è mai santità, ma chiusura dell'anima, imbarbarimento, violenza.
E' forse l'Italia la "bella addormentata" di Bellocchio, che non ha una legge sul testamento biologico e che costringe i malati terminali e i loro famigliari a praticare comunque l'eutanasia, ad abbreviare in qualche modo le sofferenze del proprio caro.
Dov'è la pietà cristiana in tutto ciò ? Non certo nelle aberranti parole dei Gaetano Quaglieriello, che ebbe il coraggio di affermare che Eluana Englaro è stata uccisa. Da chi ? Da suo padre Beppino che la amava ? E' sconvolgente come è sconvolgente risentire le parole di quel “rappresentante del popolo”, nel film di Bellocchio.
E' sconvolgente quanto politica e religione, in Italia, possano essere sorde di fronte alle vicissitudini umane.
E non potrete uscire dalla sala cinematografica, dopo aver visto "Bella Addormentata", senza un profondo senso di smarrimento, mitigato forse solamente dalla presenza di quel medico che, solo perché animato da un briciolo di umanità, si accosterà alle sofferenze di una tossicodipendente, evitata da tutti.

Luca Bagatin



13 luglio 2011

Quando il Parlamento italiano vìola i diritti dei cittadini



Ancora una volta il Parlamento italiano ha saputo dare il peggio di sè.
Se la settimana scorsa, con il concorso del Pd, era riuscito a mantenere in vita le inutili e costose Province, oggi mantiene in vita coattiva persino i malati terminali che vorrebbero decidere autonomamente del loro fine vita.
Eh sì, perché per quanto concerne il cosiddetto "testamento biologico", la Camera, con il concorso questa volta del PdL e dell'Udc, ha approvato un ddl che stabilisce che a decidere sul destino del paziente debba essere solo ed esclusivamente il medico.
Non cambia nulla, insomma, ed il cittadino-elettore, ancora una volta non conta un piffero.
Oltre ad essere già stato esautorato del suo diritto di voto, con leggi elettorali antidemocratiche ed incostituzionali in vigore dal 1993 ad oggi, è stato anche esautorato dal suo diritto di morire come gli pare e di decidere persino di abolire enti costosissimi ed ultraburocratici.
L'eversività delle forze politiche dell'Italia di oggi sembre non trovare limite.
Che cosa rimarrà da fare, dunque, al cittadino-elettore ora ? Forse solamente il denunciare il Parlamento italiano alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

Luca Bagatin

PS: questo è il testo originale dell'articolo, così come l'ho scritto e postato.
Non è da considerarsi autentico, invece, l'articolo con l'aggiunta (dalla quale prendo in toto le distanze) riportato ad esempio al link
http://www.radicali.it/rassegna-stampa/testamento-biologico-un-sequestro-di-persona



8 maggio 2010

Un nuovo governo per la Gran Bretagna all'insegna del rinnovamento liberale



David Cameron e Nick Clegg fra i loghi dei rispettivi partiti politici

Quel che è certo, all'indomani dell'esito incerto delle elezioni nazionali, è che in Gran Bretagna sta nascendo un governo all'insegna del rinnovamento.
Il merito è del possibile nuovo Primo Ministro conservatore David Cameron, che ha aperto ai Liberaldemocratici di Nick Clegg.
David Cameron, astro nascente del nuovo Conservative Party, già prima della campagna elettorale che lo ha visto protagonista e che gli ha fatto guadagnare il 36 % dei consensi, ha profondamente mutato il dna del suo partito: aprendo agli omosessuali, alla possibilità di legalizzare le cosiddette "droghe" leggere, alla sanità pubblica ed a nuove politiche ambientali.
Optando per un'alleanza con i Liberaldemocratici di Clegg - noto per il suo libertarismo ed il suo anti-statalismo -  non fa che consolidare questa linea di governo all'insegna dei diritti civili e del risanamento economico.
I Laburisti di Gordon Brown, ormai lontani dai successi e finanche dalle politiche riformatrici di Tony Blair che li hanno visti protagonisti della politica britannica dal 1997, sono invece - e meritatamente - arretrati al 29 %.
L'Italia, in questo contesto, avrebbe moltissimo da imparare dalla Gran Bretagna (oltre che, ovviamente, dalla cultura e dalla politica anglosassone).
Nel nostro Paese, oltre a non esistere un partito laburista o socialdemocratico, non esiste nemmeno un partito liberaldemocratico forte e coeso (potremmo dire che gli unici a rappresentare una politica "alla Nick Clegg", da noi, sono i Repubblicani, i Liberali ed i Radicali. Che comunque, assieme, non fanno certo il 23 % dei LibDem britannici). E gli unici che si rifanno alla nuova destra europea di Cameron e di Sarkozy sono oggi i "finiani" e grazie al rinnovamento di posizioni apportato dal Presidente della Camera Gianfranco Fini.
La situazione, da noi, è dunque ben triste ed ancora ben lontana dalla costituzione di un forte asse all'insegna di un nuovo liberalismo che guardi alla riduzione della spesa pubblica, all'abbassamento delle imposte e ad una politica in favore dei diritti civili: dall'approvazione di una legge per le unioni civili sino ad una per la legalizzazione della cannabis, passando per una legge che legalizzi eutanasia e prostituzione.

Luca Bagatin


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 Giuseppe Mazzini