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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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10 novembre 2014

Stato dell'arte dei rapporti fra Chiesa cattolica e Massoneria: intervista esclusiva di Luca Bagatin al saggista Guglielmo Adilardi

Guglielmo Adilardi, giornalista, saggista e scrittore veneziano, collaboratore delle maggiori riviste italiane di cultura massonica e risorgimentale, oltre che autore di numerosi saggi sul Risorgimento ed in particolare sul rapporto fra Chiesa cattolica e Massoneria e che ho peraltro citato anche in un mio recente articolo sull'argomento, ha accettato di essere intervistato in esclusiva dal sottoscritto, proprio per approfondire meglio i rapporti spesso altalenanti fra la Chiesa cattolica e Massoneria, in particolare italiana.



Nella foto, secondo da sinistra, Guglielmo Adilardi. Accanto a lui l'attuale Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Stefano Bisi

Luca Bagatin: Dunque Guglielmo, per i cosiddetti “addetti ai lavori”, ovvero per coloro i quali hanno – negli anni – approfondito i rapporti fra Chiesa e Massoneria, è noto che tu sei uno dei massimi esperti italiani dell'argomento. Quando hai iniziato ad occuparti di tale fenomeno ?

Guglielmo Adilardi: Direi l’8 marzo 1976 al mio ingresso nella Libera Muratoria. Una laurea in Diritto Ecclesiastico, ma ancor più un’educazione “di tipo ottocentesco” presso il collegio delle Scuole Pie fiorentine dirette dagli Scolopi, con don. Ernesto Balducci, prima, e successivamente presso il Collegio alla Querce retto dai Barnabiti, hanno stimolato in me l’approfondimento di questa secolare lotta fra la Chiesa cattolica e la massoneria.


Luca Bagatin: Il primo e forse anche unico uomo di Chiesa ad aprire i rapporti con la Massoneria italiana fu Padre Rosario Esposito, negli Anni '60 e che tu hai anche avuto modo di conoscere personalmente. Che cosa puoi dirci di lui ?

Guglielmo Adilardi: Don Rosario F. Esposito lo conobbi personalmente nel 1989, quando pubblicai dopo anni di studio Un ‘antica condanna. Le origini di un conflitto tra Chiesa Cattolica e Massoneria ( Bastogi ED. 1989), in cui per la prima volta riportavo alla luce la storia del primo martire massone: Tommaso Crudeli. Per l’occasione organizzai a Prato un convegno con il Centro per la Storia della Massoneria di Roma, diretto da Aldo A. Mola, in coincidenza anche del ventennale dell’incontro di Savona fra don Esposito ed il Gran maestro Giordano Gamberini (1969).

Don Rosario Esposito fu l’artefice non soltanto dell’apertura di un dialogo fra le due Istituzioni, cosa che per allora sembrava un ‘eresia per ambedue le parti, ma fu anche pioniere, insieme a Carlo Francovich e Aldo A. Mola, nel far prendere coscienza ai cattedratici di materie storiche della connessione fra la Massoneria e la società civile in tutti i tempi, fino allora quasi pressoché trascurata. Questi tre storici aprirono un filone di studi che diede in seguito molti succedanei.
Esposito, oltre ad essere stato uno studioso serio della materia – consideriamo anche la scarsità dei documenti che allora si potevano rinvenire - fino al punto di ritrattare coraggiosamente le sue prime tesi avverse sulla massoneria del 1956 (La massoneria e l’Italia dal 1800 ai nostri giorni. Ed. Paoline) nelle successive edizioni, per giungere a scrivere il saggio: Le Grandi concordanze tra Chiesa cattolica e Massoneria (Nardini ED. 1987Ed.) e La riconciliazione tra la Chiesa e la Massoneria ( Ed. Longo, 1979).

In don Esposito vi erano due direttive che lo spingevano ad approfondire tale argomento: la ricerca della verità epurata dai pregiudizi secolari e lo spirito missionario tipico della sua formazione di sacerdote paolino. Per il resto era un uomo molto coraggioso e aperto alla società in divenire, molto critico con alcuni suoi correligionari con cui combatteva la sua battaglia che era poi in definitiva la nostra, cioè tendente a togliere le maschere che denigravano ingiustamente la massoneria fuorviandone gli studi seri sulla stessa. Di ciò abbonda il mio archivio, geloso custode delle Sue corrispondenze, alcune delle quali, dopo la sua dipartita nelle Valli Celesti, pubblicate nei miei saggi sull’argomento.

Al di là della facile retorica per me fu un maestro di vita oltre che un esempio di studioso da imitare. Questo il suo insegnamento che ho fatto mio fin dal principio: “Guglielmo ricordati di non fare lo spazzino della storia”, volendo significare di andare a trovare anche il bene (il bello, la verità platonica) ove questa vi fosse, senza tesi preconcette od ideologiche.

Comunque non dobbiamo dimenticare che don Esposito non fu solo nel perseguire la conoscenza dei fatti sulla materia, in quanto ebbe a suo fianco don Giovanni Caprile (S.J.) scrittore de “La Civiltà Cattolica” e don Vincenzo Miano, segretario generale del Segretariato per i non credenti, più altri che riservatamente ne condividevano gli studi seri sulla materia e le iniziative pacificatorie, uno per tutti José Ferrer Benimeli (S.J.), docente emerito presso l’Università di Saragozza, direttore per circa un ventennio di un Istituto di Storia massonica, il primo in Europa di matrice Universitaria.


Luca Bagatin: Il primo Gran Maestro della Massoneria italiana, parimenti, a cercare un dialogo con la Chiesa cattolica è stato il già Vescovo Giordano Gamberini. Che cosa puoi dirci di lui ?

Guglielmo Adilardi: Giordano Gamberini, fu Vescovo di una Chiesa gnostica, della quale ho rintracciato con qualche incertezza e non poche difficoltà l’origine. Un’ ampia notizia si trova nella nota 192 pag. 275 del mio saggio: Chiesa Cattolica e Massoneria: antiche lotte nuovi orizzonti. (Bastogi, 2009) che è una continuazione, venti anni dopo, di Un’antica condanna… . E’ una Chiesa che discende da Jean Bricaud con deviazione verso Gerard Encausse “Papus”, fino alla sua chiusura dopo la fucilazione il 22 marzo 1944 del patriarca Costantin Chevillon ad opera dei nazisti nella Francia occupata. Alla liberazione la Chiesa gnostica, ebbe vari patriarchi; ne raccolse l’eredità Robert Ambelain con la sua Chiesa Gnostica Apostolica, di cui Gamberini ne divenne vescovo. Quindi una matrice, se vogliamo, Martinista – Martinezista. Questo percorso mistico-religioso fece di Gamberini un cultore delle discipline teologiche cristiane tanto da partecipare alla composizione della “Bibbia concordata” (Edizioni Mondadori) quale traduttore ed esegeta del Vangelo di Giovanni, quello che i massoni dovrebbero ben conoscere essendo obbligatoriamente sempre aperto durante i lavori di Loggia ordinari. In tale Bibbia concordata egli vi figura con la doppia appartenza, sia come Vescovo sia come Gran Maestro del GOI. Ricordiamo, per chi non ne fosse a conoscenza, che tale libro collettaneo fu voluto e partecipato sopratutto dalla Chiesa cattolica; addirittura la prima edizione fu pubblicata dalle Edizioni Paoline e, nonostante il successo, mai più ristampata; per fortuna ora la si trova nei Meridiani Mondadori; con buona pace del Fratello dott. Lucio Lupi (Segretario della Camera dei Deputati) con due lauree (Lettere e Filosofia), anticlericale d’antan, pessimo massonologo a giudizio de “La Civiltà Cattolica” che commentava, alla nomina di Gamberini quale Gran Maestro, che costui avesse soltanto un semplice diplomino chimico conseguito in Svizzera: “ausiliario preparatore di laboratorio”.

Un Gran Maestro che rimarrà nella Storia anche per questi suoi studi, nonostante il processo massonico subito per opera dei vertici del GOI una volta che ne era andato in sonno, non avendo condiviso che nei Landmarks il Grande Architetto dell’Universo fosse fatto retrocedere da Verità Rivelata, come testimonia da secoli la Sacra Bibbia in Loggia, a semplice simbolo. Un processo massonico che ricorda tristemente il processo a papa Formoso, nel quale la Chiesa cattolica volle riesumare il cadavere per un’esemplare giudizio e condanna.
Ma Gamberini fu anche molto altro dal giorno in cui nel 1945 andò incontro alle truppe di liberazione alleate con il suo semplice grembiulino di stoffa da maestro Libero Muratore. Attivo nella vita politica come nella sociale attende ancora una biografia esaustiva sull’uomo, sul religioso, sul politico, sul massone. Qualche traccia si può trovare nel mio saggio: La massoneria di Lino Salvini (Ed. Pontecorboli, 2012).


Luca Bagatin: Nell'estate del 2013, in Francia, un sacerdote – Padre Pascal Vesin – ha dichiarato di appartenere alla Massoneria del Grande Oriente di Francia e si è detto desideroso di incontrare Papa Francesco al punto da aver percorso a piedi chilometri e chilometri per giungere sino a Roma. Personalmente ne fui talmente favorevolmente impressionato che gli dedicai un articolo. Tu che ne pensi del suo gesto ? In particolare, pensi che un gesto come il suo possa essere stato utile a far comprendere alle alte gerarchie ecclesiastiche che, di fatto, i valori propugnati dai massoni sono, di fatto, i medesimi di quelli propugnati dai cattolici, oltre che, ovviamente, da tutti i cristiani ?

Guglielmo Adilardi: Certamente il gesto eclatante, di poco successivo alla nomina di papa Francesco, ha destato l’attenzione non soltanto del mondo massonico. E’ stato un gesto alla Mazzini, i cui fallimenti ripetuti, le battaglie perse, avrebbero avvicinato la vittoria finale. Comunque quel gesto del Fratello Pascal Vesin, ora segregato in un convento francese per i consueti “rigorosi esercizi spirituali” riparatori ha segnato un punto a favore della Libera Muratoria, in quanto se la Chiesa cattolica considerasse ancora nemica la massoneria avrebbe dovuto, anche per il codice canonico del 1983, comminargli “l’interdetto” cioè la scomunica o sospenderlo a divinis , al contrario è stato soltanto rimosso dall’incarico e privato della congrua perché iniziato in una Loggia del Grande Oriente di Francia.

Similmente a ciò che accade ai Fratelli che si recano a confessarsi; non c’è sacerdote che ne impedisca la Comunione, previa qualche penitenziale, nonostante gli avvertimenti espressi da Ratzinger nel 1983 che vietava di ricevere la Comunione.


Luca Bagatin: L'attuale Papa dei cattolici Francesco si è espresso una sola volta sulla Massoneria, paragonando i massoni ad una lobby. Qual è lo stato dell'arte, per così dire, dei rapporti (se ci sono) fra la Chiesa di Papa Francesco e le maggiori Obbedienze massoniche italiane ?

Guglielmo Adilardi: Papa Francesco da fonti assai a Lui vicine deve confrontarsi con problemi giganteschi sia all’interno della Chiesa sia all’esterno (principalmente le persecuzioni dei cristiani e la scristianizzazione dell’Europa). La Libera Muratoria non è all’ordine del giorno, ma i rapporti con i sacerdoti di base ed i massoni sono ottimi e collaborativi su più fronti sociali.

La Chiesa cattolica ufficiale nei secoli ha avuto rapporti più vicini alla Libera Muratoria quando la stessa era un’entità sociale forte e determinante nella società. Senza entrare nella Storia del Settecento e nell’Ottocento, in cui la presenza degli ecclesiastici nelle logge era ben rappresentata, nello stesso Novecento, prima della vicenda P2, la Chiesa cattolica si dimostrò aperturista. Viene da riflettere come nella Storia la Chiesa cattolica ha dovuto fare i conti con chi “conta”, scusate il gioco di parole. Ad oggi perché dovrebbe riconsiderare la massoneria ? Ricordiamo che è sempre stata la Libera Muratoria a cercare la Chiesa cattolica, mai il contrario.
Pertanto alla Massoneria giova andare ancora a ricercare il dialogo con essa per due motivi. Il primo dei quali riguarda il cattomassone che vive questa esclusione con disagio (ripetiamo: è fatto divieto di ricevere la comunione almeno ufficialmente) non trovando nell’appartenenza alla massoneria alcun elemento che logicamente lo connoti quale “peccatore grave”. Il secondo punto riguarda più in generale tutta l’Istituzione massonica senza distinzione di appartenenze e cioè la diuturna diffamazione a mezzo media di alcune frange cattoliche che influenzano i fedeli, facendogli credere che i massoni siano gli adoratori di bafometto di taxiliana memoria e cose simili. In internet ve ne sono a schiere di tali aggregazioni cattoliche, più o meno aggressive. Tutto ciò getta una luce sinistra sulla massoneria in una nazione, ricordiamolo, è di base strutturalmente ed ipocriticamente cattolica.


Luca Bagatin: Oggi e ormai da parecchi decenni è la Gran Loggia d'Italia degli ALAM, più che il Grande Oriente d'Italia, ad avere un rapporto più morbido e conciliante con la Chiesa cattolica. Ricordiamo peraltro che lo stesso Padre Rosario Esposito fu iniziato – pochi anni prima della sua morte - alla Massoneria della Gran Loggia d'Italia, dall'allora Gran Maestro Luigi Danesin. Come è spiegabile, a tuo parere, questa cosa ?

Guglielmo Adilardi: Nel dopoguerra il dialogo con la Chiesa cattolica fu richiesto da varie componenti massoniche che avevano dimostrato anche con affermazioni scritte dei loro dirigenti la volontà di dialogo e pacificazione. Tutte le Obbedienze che richiedevano dei colloqui furono ascoltate ma “… I contatti principali – anzi esclusivi, a livello di gruppo – si ebbero con il Grande Oriente d’Italia (Palazzo Giustiniani ); ma quando esponenti di altre famiglie massoniche chiesero un incontro, sempre a livello individuale, questo non fu negato, anche se in pratica si rivelarono come casi sporadici ed isolati, senza seguito sistematico…( da Massoneria e Chiesa cattolica, ieri, oggi e domani. J.A. Ferrer Benimeli- Giovanni Caprile. Ed. Paoline)”. In pratica fu la determinazione di Giordano Gamberini e la continuità di Lino Salvini che crearono i presupposti di affidabilità per il dialogo.

Padre Esposito per dimostrare la sua autenticità e credibilità nella compatibilità fra massone e cattolico diverse volte aveva chiesto di essere iniziato, lo propose anche al sottoscritto in occasione della visita al Tempio di Prato e alla presenza di alcuni Fratelli (1989). Memore di tale atteggiamento e consapevole che alcuni Fratelli gli avevano chiesto più volte, per verificare l’attendibilità della sua tesi, perché non si facesse Fratello, egli con tale gesto, reputo, abbia voluto dare una testimonianza di veridicità e di amore fraterno col farsi uguale fra gli uguali. Fu così che il 2 dicembre 2006 don Esposito volle dimostrare con un gesto generoso presso gli ALAM che tutto ciò che aveva sostenuto in parole ed opere, circa la compatibilità fra massone e cattolico, era autenticamente veritiero. Il 23 novembre 2007 transitò per le Valli Celesti accolto dal Grande Architetto dell’Universo che è il Dio dei cattolici e parimenti il Dio dei Liberi Muratori, come attesta la Bibbia aperta al Vangelo di Giovanni.
 

Luca Bagatin



10 maggio 2014

I moti mazziniani e garibaldini raccontati alle scuole medie

Era la prima volta che, dopo i miei trascorsi scolastici, entravo in una scuola media.

In particolare era la prima volta che intervenivo come relatore per parlare, ai ragazzi, di Risorgimento, moti mazziniani e garibaldini.

E' accaduto sabato 10 maggio – oggi per i lettori del mio blog – presso le scuole medie “Enrico Fermi” di Casarsa della Delizia (Pordenone), patria che peraltro fu di Pier Paolo Pasolini, cantore degli oppressi.

Accanto a me il componente dell'Associazione Mazziniana Italiana, sezione friulana, Sergio Cristante, che è un carissimo amico da molti anni e Loris Artuso, ex Presidente dell'Associazione Amici della Montagna.

Il pretesto era presentare ai ragazzi della terza classe di scuola media un video-documentario storico-naturalistico dal titolo “L'edera ed il maggiociondolo”, che, oltre a presentare la montagna friulana, ripercorre i moti mazziniani e garibaldini di Navarons di Meduno, piccolissimo ma importante Comune montano della provincia di Pordenone.

L'amico Cristante, infatti, fra gli applausi dei ragazzi, dopo un excursus storico relativo al periodo risorgimentale, ha così presentato l'impresa guidata dal medico affiliato alla Giovine Italia e amico intimo di Giuseppe Mazzini e di Giuseppe Garibaldi, Antonio Andreuzzi (1804 – 1874), il quale, nel 1864 guidò appunto i cosiddetti “Moti di Navarons” contro gli Imperiali austro-ungarici.

I Moti, come ricordato dal buon Cristante, fallirono, purtuttavia furono da stimolo per le genti friulane nel ribellarsi al dominio Asburgico e concorrere all'unificazione d'Italia..

Cristante, inoltre, ha presentato, con dovizia di particolari, il pensiero di Giuseppe Mazzini, che fu il primo a parlare di unificazione europea, di democrazia in Europa, di emancipazione dei lavoratori e dei fanciulli (allora costretti a lavorare, sfruttati nelle officine), giungendo persino a fare un parallelismo fra l'Italia e l'Europa dei tempi di Mazzini e quelle attuali.

L'intervento del sottoscritto, invitato in qualità di giornalista e studioso di Storia risorgimentale, è stato invece incentrato sull'attualità del pensiero e dell'azione mazziniana e garibaldina. Ho voluto infatti ricordare ai ragazzi della scuola media che, alla metà dell'Ottocento, era negata ai cittadini la libertà di parola, di associazione, di stampa e di culto e, chi si permetteva di esprimere le proprie idee, era condannato o alla prigione o addirittura alla forca !

Ho voluto in particolare soffermarmi sul più importante libro scritto da Mazzini - “Doveri dell'Uomo” - che si rivolge, non a caso, agli operai, ovvero agli oppressi e sulla successiva istituzione, da parte di mazziniani e garibaldini, delle prime Società Operaie di Mutuo Soccorso, ovvero le prime cooperative di lavoro, guidate unicamente da operai autogestiti, che non dovevano sottostare ad alcun padrone o potente di turno.

Ho colto altresì l'occasione per parlare di Garibaldi, ma, in particolare, della figura di Anita Garibaldi: una giovane brasiliana, di umili origini che già nell'America del Sud si era battuta per l'emancipazione degli oppressi. Una giovane brasiliana che, giunta con il marito in Italia, morirà sotto i colpi di fucile dei soldati francesi (venuti in aiuto del Papa), a soli 28 anni, per la libertà e la Repubblica Romana, nel 1849, ovvero la prima repubblica democratica che l'Italia abbia mai conosciuto.

Nel mio intervento ho in particolare voluto esortare i ragazzi a non abbassare mai la testa di fronte all'oppressione ed alle ingiustizie, di continuare a studiare, ad approfondire, ad emanciparsi sotto ogni punto di vista, ovvero seguire gli insegnamenti che hanno voluto lasciarci Mazzini e Garibaldi, con le loro lotte, che tanto mi appassionarono sin dall'età di tredici anni.

Le nostre relazioni si sono concluse con la visione del documentario storico-naturalistico ed una breve introduzione del sig. Artuso, utile anche a presentare i luoghi paesaggistici e naturalistici nei quali si svolsero le battaglie fra garibaldini e austriaci. Luoghi che, peraltro, gli stessi ragazzi visiteranno per la prima volta la settimana prossima, nell'ambito di una visita guidata organizzata dalla scuola stessa.

Una domanda di fondo, ad ogni modo, è rimasta. Perché mai dei Moti di Navarons nessuno parla mai nei libri di Storia ? Forse perché finirono male ed i “buoni” furono sconfitti.

Personalmente, come ho voluto ricordare anche ai ragazzi, ritengo che una, due o tre sconfitte, sui campi di battaglia, nelle idee, nella scuola o nella vita, non facciano testo.

L'importante è la perseveranza, ma, soprattutto, l'ideale per il quale ci si batte. Che, come fu per Mazzini e Garibaldi, fu prima di tutto un ideale di amore per l'umanità. Per gli oppressi, per coloro i quali, allora, non sapevano nemmeno di avere dei diritti e non conoscevano i loro propri doveri verso l'umanità medesima.

Il bilancio della giornata è stato assolutamente positivo. Contro ogni nostra possibile previsione i ragazzi della scuola media ci hanno ascoltati con passione ed attenzione, al punto che alla fine siamo stati sommersi dai loro applausi.

Magari in ogni scuola d'Italia e, perché no, d'Europa, si spiegasse ed attualizzasse il Risorgimento come abbiamo, umilmente, tentato di fare noi. Quando andavo a scuola io, francamente, questo non accadeva.


Luca Bagatin



3 maggio 2014

Massoneria e Chiesa cattolica. Un ricordo della figura di Padre Rosario F. Esposito

Massoneria e Chiesa cattolica. Due istituzioni apparentemente inconciliabili fra loro, ma perché mai ?

Entrambe, infatti, promuovono la fratellanza fra i popoli e l'eguaglianza di fronte a Dio. Solamente la prima – ovvero la Massoneria – Dio lo chiama Grande Architetto dell'Universo e non ha dogmi.

Purtuttavia tanto bastò perché, nel corso dei secoli, dal XVIII secolo sin quasi ai giorni nostri, i Papi cattolici la considerassero la Sinagoga di Satana e dessero ascolto a tutta la letteratura antimassonica prodotta: da quella dell'abate Barruel passando per Léo Taxil e poco importa se tale letteratura sia stata ampiamente sconfessata con prove documentate.

In Italia è Guglielmo Adilardi, giornalista e scrittore oltre che studioso di Massoneria, ad essersi prevalentemente occupato del fenomeno relativo ai rapporti fra Massoneria e Chiesa cattolica.

A lui va infatti il merito dei numerosi volumi dedicati a tale argomento, negli anni aggiornati.

L'ultimo saggio in merito è stato edito solo pochi giorni fa dall'Istituto di Studi Lino Salvini (www.istitutodistudilinosalvini.com), recante le prefazioni di Paolo Giuntini, presidente dell'Istituto e del prof. Aldo A. Mola, avente per titolo “Massoneria e Chiesa cattolica – Dalla Humanum genus (1884) al dialogo”.

Il saggio è breve, ma molto interessante perché – oltre a presentare la bolla papale che condannò per l'ennesima volta e con forza massoni e Massoneria, dal titolo “Humanum genus”, del 1884, emanata da Leone XIII e la risposta alla stessa del Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico ed Accettato degli Stati Uniti d'America Albert Pike, ricorda figure indimenticabili del mondo cattolico e massonico che - in particolare in Italia - intessero per la prima volta un franco dialogo ed una franca collaborazione reciproca.

Fra queste si ricorda il paolino Padre Rosario Francesco Esposito (1921 - 2007), il quale, dopo aver inizialmente scritto saggi sulla Massoneria tutt'altro che lusinghieri, proseguì gli studi in merito e comprese che, per essere buoni cattolici, occorrerebbe anche essere buoni massoni.

Padre Esposito comprese, in sostanza, che la fede in Cristo non era diversa rispetto alla fede nel Grande Architetto dell'Universo e che sia la Chiesa cattolica che la Massoneria promuovevano e promuovono i medesimi valori di fratellanza, di diffusione della cultura della pace, del dialogo, della tolleranza, dell'amore e delle beneficenza.

Fu ad ogni modo alla metà degli Anni '60 che la Massoneria del Grande Oriente d'Italia – per mezzo dell'allora Gran Maestro Giordano Gamberini, già vescovo valdese – ricercò il dialogo con le gerarchie cattoliche, le quali inviarono in “avanscoperta” Padre Rosario Esposito, Padre Giovanni Caprile, Padre Vincenzo Miano e Padre Franco Molinari. E fu nel 1969 che ci fu un primo ufficioso incontro fra prelati e massoni, ovvero fra Padre Rosario Esposito ed il Gran Maestro Gamberini e da allora nacque una vera e propria collaborazione fra il prete paolino e la Massoneria, che lo porterà a difendere la doppia appartenenza cattolica e massonica sino alla morte, nonostante il permanere della scomunica papale prima e, allorquando la scomunica sarà tolta da parte della Chiesa cattolica nei confronti dei massoni, comunque il permanere dello “stato di peccato grave”.

Ma quale “peccato” possono mai commettere i massoni che Padre Esposito definiva, affettuosamente, “lebbrosi miei compagni di ricovero” ?

L'unico peccato, forse, è una certa concorrenza spirituale, diciamo noi. Sia la Libera Muratoria che la Chiesa cattolica, perseguono l'universalismo. La prima, purtuttavia, non ha dogmi e non è unica, visto che esistono – nel mondo – numerose massonerie: cristiane, atee, mistiche... E nell'ambito della Massoneria è vietatissimo disquisire non solo di politica, ma anche di religione. E ciò per permettere al massone di seguire le proprie personali inclinazioni, senza alcuna imposizione.

La Chiesa cattolica, diversamente, pone spesso paletti invalicabili, forse un po' in contraddizione con la stessa concezione di libertà insegnata dal Cristo.

E proprio gli insegnamenti originari del Cristo hanno animato tutta la vita di Padre Rosario Esposito che, nel 2006, all'età di 85 anni, aderì alla Massoneria della Gran Loggia d'Italia degli ALAM – Obbedienza di Piazza del Gesù, con preghiera di un'iniziazione semplice. E fu così che l'allora Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Danesin lo nominò Maestro Libero Muratore Onorario, per quanto ciò costò al Padre paolino pesanti critiche da parte della Società San Paolo, per bocca del superiore generale don Silvio Sassi.

Oggi, invero, esistono numerosissimi casi non solo di cattolici massoni, ma anche di preti massoni. Recente è il caso del religioso francese Padre Pascal Vesin, massone del Grande Oriente di Francia.

Del resto, come ricordava una fra le più alte autorità massoniche mai esistite, ovvero il già citato Albert Pike, la Massoneria ha santi patroni cristiani, ovvero San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista ed i suoi rituali sono spesso allegorie della Bibbia, che è anche il libro sacro per eccellenza delle logge massoniche cristiane.

Eminenti studiosi cattolici lo sanno e lo sapevano, pur nell'ignoranza generale della gran parte dei Vescovi, specie italiani.

Come scrive Guglielmo Adilardi nelle conclusioni del suo saggio: "Finché la Chiesa cattolica manterrà un atteggiamento di avversità preconcetta, quale quello odierno, la gran massa del popolo italiano sarà sempre avversa alla massoneria".

E tale avversione non porta né porterà certamente nulla di buono per coloro i quali necessiteranno di accostarsi alla spiritualità, all'amore per Cristo e per l'Uomo.

Disse Padre Rosario Esporito (il quale peraltro considerava la Santa Messa un atto iniziatico), di fronte ai confratelli, prima di essere iniziato massone: "Carissimi Fratelli, ho partecipato a tante cerimonie dell'uno e dell'altro gruppo massonico italiano e sempre mi sono sentito profondamente commosso, ma questa mattina davanti ad una manifestazione così, come dire, corale, io sto ringraziando il Grande Architetto dell'Universo che non mi ha fatto commuovere fino al pianto. (...) Fratelli siete e Fratelli vi ho sempre considerato, anche quando ho dovuto sorbire il calice amaro dell'incomprensione, non da parte vostra, mai, ma da parte dei miei, perché io presentavo a loro una pozione non facile da assumere e bene o male, con maggiore o minore sforzo, ho sempre fatto accettare il mio diritto a chiamarvi Fratelli".

Ciò di cui parlava Padre Esposito era il senso di quella Fratellanza dell'Umanità senza distinzioni che dovrebbe essere alla base di tutte le fedi, di tutte le tendenze religiose e spirituali, senza preconcetti, senza steccati, in un mondo che voglia essere unito ed alla ricerca di una piena concordia fra i popoli. Sarebbe bene che tutti quanti se ne ricordassero più spesso.


Luca Bagatin (nella foto con l'ex Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Danesin)



23 agosto 2013

Pascal Vesin: il sacerdote massone nuovo simbolo di libertà religiosa



Si chiama Pascal Vesin ed è un sacerdote cattolico francese.

Da qualche giorno si parla di lui poichè sospeso dal suo ministero religioso in quanto...ha dichiarato apertamente di appartenere alla Massoneria e di essere affiliato al Grande Oriente di Francia da tredici anni.

Apriti cielo !

Ecco l'antico anatema: se sei cattolico e, pergiunta, prete, non puoi essere anche massone.

Ma perché mai ?

Perché i massoni sono atei anticlericali ? Ma dove sta scritto ? Semmai alcuni di loro lo sono diventati, ma proprio a causa delle persecuzioni cattoliche contro l'Antica Istituzione dei Liberi Muratori che, checché se ne dica, ha una sola origine ed è gnostica, un solo credo ed è quello in Dio ed un solo scopo o, meglio, almeno tre: elevare culturalmente, spiritualmente e socialmente l'umanità intera.

E quindi Père Pascal è reo di che cosa ? Di predicare il verbo di Cristo e di farlo pergiunta due volte in quanto affiliato anche alla Massoneria ?

Forse i prelati francesi e quelli italiani non sono a conoscenza di un testo, peraltro da noi recentemente recensito, ovvero “Gesù il Maestro Muratore” di Gordon Strachan, che dimostra come lo stesso Gesù detto Il Cristo, fosse un libero muratore, ovvero un costruttore di Templi in onore a Dio.

A quale Dio si dirà ? A quello degli Ebrei, dei Cristiani, dei Buddhisti, degli Indù e persino dei Musulmani. Al Dio che pervade ogni fibra e ogni atomo del nostro corpo e dell'Universo. Al Dio della Bibbia, del Corano, del Talmud e delle Upanishad.

E' questo che dà fastidio alla Chiesa cattolica ? Lo si dica apertamente e si apra anche un confronto fra le varie fedi. Ma lo si faccia lasciando da parte le antiche rivalità e le antiche Crociate che - tesori veri o presunti dei Templari a parte - hanno causato solo morti e continuano a causarne nei Paesi ove vige il fondamentalismo religioso e la teocrazia.

Oggi, Père Vesin, dopo un pellegrinaggio a piedi - dalla Francia all'Italia - durato ben 39 giorni, è giunto a Roma ed è determinato ad incontrare il suo Papa, ovvero Jorge Mario Bergoglio, detto "Papa Francesco". A tal proposito è sorto anche un gruppo Facebook di sostenitori del sacerdote massone, intitolato "Groupe de suotien au Père Vesin", che ha all'attivo numerosissime adesioni da tutto il mondo e che ha incontrato anche il nostro più sincero consenso.

Non sappiamo quale sarà la decisione che prenderà il signor Bergoglio in merito, purtuttavia, sommessamente, desideriamo qui ricordare che la fede in Dio è un fatto di cuore, che sfugge alle leggi terrene e della pura razionalità.

Non sappiamo, dunque, se Père Vesin - che peraltro in ottemperanza al Verbo del Cristo, esempio di libertà per tutti, si è espresso anche a favore dei matrimoni omosessuali - potrà continuare a servire il Signore nella Chiesa cattolica, come egli desidera, oppure potrà farlo solo nella sua Loggia massonica. Il suo esempio, ad ogni modo, è encomiabile e merita tutto il nostro sostegno di credenti.

Credenti nella libera spiritualità del cuore, al di là del dogma.


Luca Bagatin



21 marzo 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: "Braccialetto (e occhi) viola". Monologo mistico by Baglu



Penso che.
Anzi no, mi ricordo.
Quanto amo ricordare.
Amo ricordare quasi quanto, allora, amavo vivere.
Ciò che stavo vivendo.
Ricordo con grande nostalgia e con una certa eccitazione quando dormimmo nudi, abbracciati. Il mio petto suo suo seno. Il mio sesso sul suo.
Dormimmo così, completamente senza vestiti - anche se Lei aveva qualche pudore.
Pensate che, ancora oggi, la notte, molto spesso, mi trovo a pronunciare il suo nome, a bassa voce, cercandola nella parte destra del mio letto. Per poi svegliarmi del tutto ed accorgermi che Lei non c'è.
Anche quando stavamo assieme, quand'ero a casa mia, ovvero lontano da Lei, mi capitava. Ma, allora, sapevo che - presto o tardi - l'avrei rivista.
Oppure come quando Lei aveva la febbre alta e dormimmo su un divanoletto, con Lei che moriva di caldo mentre io la abbracciavo, anche durante la notte, stretta a me.
Sì, è vero, "aspettarsi" è il giusto gesto d'amore. Solo che dubito che, oggi, Lei aspetterebbe me. Io forse sì, la aspetterei.
Ma per amare bisogna essere in due.
Il fatto è che - oggi possodirlocazzo - l'Amore, come cosa concreta, non esiste. Esiste come ideale a cui tendere. L'Amore è come il Socialismo utopistico: bellissimo, ma irraggiungibile. Almeno su questa terra.
Nel Nirvana non saprei dire, francamente.
C'è stato un tempo in cui osservavo particolari rituali e credevo fermamente alla Legge del Karma di causaeffetto. Da parecchi anni, francamente, me ne fotto.
Non che non ci creda o roba così, solo che Ganesha è dentro di te. Non certo nei rituali e nell'esteriorità. Krishna è dentro di te. Dio è dentro di te, anche quando e se lo bestemmi. Forse soprattutto allora, nella sua forma più animalesca. Perché sono gli Animali (ovvero i principali detentori dell'Anima) ad essere i più vicini a Dio. Non certo gli uomini.
Ed un presunto Vicario di Cristo non ha alcuna voce in capitolo, perché lo stesso parlare di "Vicario di Cristo" è una burla della mente umana. Un controsenso, visto che Cristo venne sulla terra senza alcuna autorità. E certo oggi non necessita di alcuna autorità.
Perché l'autorevolezza è l'esatto opposto dell'autorità.
Spesso temo, pensando a Lei, che possa sposarsi o andare a vivere con qualcun altro. Sono un idiota. Forse. Però, nonostante le nostre litigate e qualche incompresione fra caratteri artistici, mi emozionava. E mi emoziona ancora, pensarla.
Una volta credo di essere riuscito ad emozionare anche Lei. Con quella dedica stampata.
Lei, invece, è riuscita a farmi arrabbiare non poco e non poche volte. Ma, vabè, capita.
A volte mi ha anche spaventato, come è normale che capiti quando temi di perdere una persona. Poi la perdi e che cosa ti rimane ? Il vuoto.
Il vuoto Zen ? Mmh. Non saprei.
Ora non sto parlando dalla mia solita panchina, ma sopra una nuvoletta. Quella nuvoletta ove immagino si trovino tutte le persone scomparse della mia vita. E che da bambino avrei immaginato di incontrare, un giorno.
La verità è che il misticismo mi è entrato nel sangue allorquando non riuscivo a capire il significato della vita e cercavo di dargliene uno, ma colorato.
Ho sempre odiato i crocifissi. Ho sempre amato le belle forme. Perché la forma è sostanza. Anche nella scrittura.
Non puoi credere in un uomo che "muore per il genere umano", bensì vale la pena di credere in un Essere che rigenera sé stesso.
Non puoi credere a un'ideologia, ma solo tendere ad essa. Puoi credere nell'Amore, nell'Eros, nel Socialismo libertario e utopistico.
Puoi credere in te stesso o negli altri ?
No di certo.
Come non puoi credere nel futuro, ma in un eterno presente.
Però puoi ricordare di quando hai messo in gioco te stesso, quando hai - quantomeno - tentato di amare.



9 marzo 2013

La Massoneria è un movimento che vuol promuovere l'umanesimo: parola di Gran Maestro !


Nella foto il sottoscritto con il Gran Maestro Luigi Pruneti presso il Tempio di Palazzo Vitelleschi

Milano (TMNews) - Nessun burattinaio e nessun complotto segreto: la massoneria è un movimento che vuole promuovere l'umanesimo. E' questa la posizione del Sovrano gran commendatore gran maestro Luigi Pruneti della Gran Loggia d'Italia degli A.L.A.M che, in un'ottica di apertura e comunicazione, si è presentato davanti alle telecamere di TMNews per spiegare che cos'è la massoneria italiana oggi. "La massoneria in Italia - ci ha detto Pruneti - e soprattutto la Gran Loggia d'Italia, è un'associazione che ormai conta più di tre secoli di vita e mira al miglioramento dell'uomo e della società attraverso un metodo che punta al risveglio della coscienza". Intorno alla massoneria, però, continua ad alimentarsi una "leggenda nera", che secondo il professor Pruneti è particolarmente radicata in Italia. Tra i nemici dei liberi muratori il Gran Maestro indica la Chiesa cattolica, il fascismo e il marxsismo. Ma ci sono anche motivazioni antropologiche. "L'uomo - ci ha spiegato Pruneti - ha bisogno di riferire tutte le sue difficoltà, tutti i suoi mali a un principio oscuro. Negli ultimi due secoli il grande regista dei mali dell'umanità è stato individuato spesso e volentieri nella massoneria. E anche oggi, quando le cose non vanno bene si pensa al grande burattinaio occulto". Al centro degli interessi e dell'azione della Gran Loggia d'Italia c'è dunque solo la cultura. "La massoneria - ha aggiunto il professore - può agire solo su un piano culturale. Se cerca di agire su altri piani, su quello politico per esempio, sbaglia, non è più massoneria". Niente politica dunque, e addio alla segretezza, nel nome di due parole d'ordine che potrebbero sorprendere i profani: comunicazione e apertura. "Per eliminare questi falsi miti - ha concluso il gran maestro - la massoneria deve aprirsi il più possibile".

IL LIBRO "UNIVERSO MASSONICO"
scritto da Luca Bagatin con prefazione del Gran Maestro Luigi Pruneti



E' uscito in tutte le librerie il  volume "Universo Massonico" (Bastogi editrice), che raccoglie gran parte degli articoli che Luca Bagatin ha pubblicato in riviste specializzate esoteriche e soprattutto sul suo blog www.lucabagatin.ilcannocchiale.it.
"Universo massonico", che avrà la prefazione del Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Pruneti, inizia dalle origini della Massoneria, tratta del significato dell'Iniziazione, del simbolismo massonico ed esoterico; dei simboli massonici ed esoterici disseminati nella letteratura ed in alcune opere musicali contemporanee, arrivando sino al falso scandalo P2 ed alla nefasta inchiesta Cordova, sfatandone e demolendone tutti gli aspetti complottistici.
Un'importante sezione raccoglie le biografie di Grandi Iniziati e massoni quali Cagliostro, Madame Blavatsky, Albert Pike, Ernesto Nathan, Saverio Fera, Giovanni Ghinazzi, Giordano Gamberini e Lino Salvini. 
La parte finale comprende interviste che Luca Bagatin ha realizzato ad esperti del settore quali Nathan Gelb, autore di trhiller massonici di livello internazionale; Aldo A. Mola, massimo storico della massoneria in italia; Francesca Vigni, autrice dell'unico libro sulle donne e la massoneria; il prof. Luigi Pruneti, Gran Maestro della GLDI e la Gran Maestra della Gran Loggia Femminile d'Italia Gabriella Bagnolesi.


Per ricevere già il volume direttamente a casa (15 euro la copia) si può effettuare il pagamento alle seguenti coordinate (specificando, nella causale "RICHIESTA DEL VOLUME "UNIVERSO MASSONICO" DI LUCA BAGATIN):

BANCOPOSTA
IBAN : IT 44 U 07601 15700 000011133717

C.C.P.
11133717

Appena effettuato è IMPORTANTE, per evitare ritardi o disguidi, che inviate copia della ricevuta del pagamento al numero di fax 0881/728119 oppure all'indirizzo mail  bastogi@tiscali.it



5 marzo 2013

Appello per Marco Pannella alla Presidenza della Repubblica

A maggio 2013 sarà eletto il nuovo Presidente della Repubblica italiana.
Il Presidente della Repubblica dovrebbe, o, quantomeno, avrebbe dovuto rappresentare il garante massimo della Costituzione repubblicana, oltre che figura imparziale della politica italiana. Dal 1948 non lo è pressoché mai stato.
E' per questo che, a maggio 2013, vorremmo che le cose andassero diversamente e che fosse eletto un Presidente della Repubblica espressione degli alti valori ispirati dal Risorgimento e dalla Resistenza.

Valori di onestà, laicità, rigore morale, trasparenza, spirito di abnegazione.
E' per questo che vorremmo proporre la figura dell'On. Marco Pannella, quale candidato ideale alla Presidenza della Repubblica.
Le battaglie civili, democratiche, liberali e nonviolente dell'On. Pannella, condotte - spesso a rischio della sua stessa vita ed incolumità fisica - con rigore morale e passione civile, senza alcun tornaconto personale, ce lo rendono candidato ideale a garantire una Costituzione repubblicana - spesso violata, in passato, anche dalle stesse Istituzioni - conquistata con il sangue dei martiri del Primo e del Secondo Risorgimento.
Le denunce al sistema dell'illegalità partitocratica e della mancanza di informazione plurale nel nostro Paese, rendono l'On. Marco Pannella personalità ideale a garantire il corretto svolgimento di un'attività politico-istituzionale, improntata a valori di onestà e trasparenza, ai quali tutti gli attori in campo dovrebbero attenersi ed uniformarsi.
E' per questo che, attraverso il blog politico e culturale - www.lucabagatin.ilcannocchiale.it - vorremmo lanciare tale appello, affinché possa essere diffuso, letto e sottoscritto da tutti coloro i quali - personalità pubbliche o della società italiana nel suo complesso - lo condividono e desiderano dunque appellarsi a partiti ed Istituzioni, affinché sappiano accoglierlo pienamente ed eleggano l'On. Marco Pannella nuovo Presidente della Repubblica italiana.

Luca Bagatin

scrittore, autore e collaboratore di testate giornalistiche
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

On. Ilona Staller
artista, ex parlamentare
www.cicciolinaonline.it



25 febbraio 2013

Fine della politica. Evoluzione della Coscienza.


L'ultima immagine a destra è tratta dal sito (amico) del Partito dell'Amore

Non so, non sappiamo, forse nemmeno immaginiamo come siano o possano essere andate queste elezioni politiche invernali, a poche ore di risultati definitivi.
Ciò che sappiamo è che questa campagna elettorale ci ha delusi profondamente. Non abbiamo visto alcun entusiasmo di piazza, escluso quello mediatico-indottrinatorio di Beppe Grillo, che, a nostro parere, farà il pienone nelle urne a dimostrazione di quanto sia facile, ancora una volta, imbrogliare ed imbrigliare le masse (già imbrigliate ed imbrogliate dal Berlusconismo e dal Cattocomunismo in questi ultimi decenni).
Abbiamo visto pochi manifesti; abbiamo sentito molti dire che avrebbero votato "turandosi il naso", altri a dire che non sarebbero andati a votare per la prima volta. Perché non si sarebbero comunque sentiti rappresentati.
Chi scrive è rimasto basito. Basito dal comportamento di Oscar Giannino, alquanto poco comprensibile. Oltre che basito dal comportamento di Luigi Zingales, a pochi giorni dal voto.
Se non puoi fidarti nemmeno degli amici...si direbbe che tu debba contare, ancora una volta, sulle tue forze.
Sull'alternativa politica, ovvero sull'alternativa controculturale alla politica. Sull'utilizzo della politica per veicolare idee e progetti millenari di Libertà e Liberazione. Questo solo ha, da sempre, un senso.
Lo ha avuto alla fine degli Anni '50, negli Anni '60 e '70 statunitensi, attraverso le controculture letterarie ed artistiche Beatnik e Hippie (Liberazione dal Militarismo, Liberazione Sessuale, Liberazione dal Dogma e dal Potere, Liberazione Spirituale e riscoperta della Spiritualità Neopagana e Gnostica)  e, successivamente, negli Anni '80, con l'avvento del Cyberpunk, che ha dato vita all'avvento del web e della comunicazione globale, svincolata dai mass-media.
Da sempre, in sostanza, gli autentici cabiamenti coscienziali e sociali, non sono mai avvenuti attraverso la politica tradizionale ("Se le elezioni cambiassero qualcosa non ce le lascerebbero fare"- Mark Twain), bensì, attraverso singole intelligenze creative. Correnti artistiche, letterarie, erotiche, individualiste.
Questo blog, nel suo piccolo, ha sempre cercato, da quasi dieci anni a questa parte - con ottime e poliedriche collaborazioni di alta qualità artistica - di creare tale alternativa controculturale.
Da eredi della trazione risorgimental-garibaldin-mazziniana e, quindi, Azionista, non molleremo !

Luca Bagatin



21 febbraio 2013

Elezioni del 24 e 25 febbraio 2013: l'appello all'EX VOTO di www.lucabagatin.ilcannocchiale.it (sposando così l'appello del Partito dell'Amore)


L'immagine è tratta dal sito (amico) del Partito dell'Amore

Mancano pochi giorni, ore, minuti, all'esercizio mediatico e mediocre di massa: il voto elettorale.
Un esercizio a proposito del quale, il celebre scrittore ed umorista ottocentesco Mark Twain, affermava: "Se le elezioni cambiassero qualcosa non ce le lascerebbero fare".
Ecco, beh, diciamo che noi alle elezioni, in tempi non sospetti, credevamo. Credevamo e militavamo e, per molti versi, militiamo anche oggi.
Ma non ci stracciamo più le vesti per nessuno.
La vicenda che ha visto coinvolto Oscar Giannino è triste, ma lo è ancor più a causa del "fuoco amico tafazziano" presente in FARE per Fermare il Declino.
A proposito di questo, proprio ieri, scrivemmo un'email indirizzata alla Segreteria nazionale del movimento stesso, ad Oscar Giannino ed alla Segreteria di FARE del Friuli.
Riportiamo, qui di seguito, il testo:

Buongiorno a tutti,

relativamente alla decisione presa dal candidato Premier di FARE, Oscar Giannino, mi sento di esprimere, brevemente, quanto segue.
La vicenda è spiacevole, in sé, ma non tanto per quel "master" che è sfuggito a Giannino nell'intervista che ben tutti conosciamo ed abbiamo ascoltato. Quanto per l'uscita del prof. Zingales, il quale, a pochi giorni dal voto, poteva risparmiarsela, onde evitare di danneggiare non tanto o solo Giannino, quanto piuttosto l'intero movimento FARE ed i suoi militanti.
Questa storia del "master", in sé, diciamocela, non è poi così grave. Possiamo intenderla come una parola sfuggita a Giannino ? Oppure come un lapsus ? Oppure come una innocente menzogna ?
Ci sta tutto, ma, per favore, non prendiamola così sul serio perché ciò significa e significherebbe vanificare il lavoro svolto da luglio ad oggi, oltre che dai fondatori del movimento, anche dei militanti di FARE sparsi per l'Italia.
Ora, posso esprimere solo la mia opinione personale, in qualità di collaboratore di testate giornalistiche, osservatore, studioso, scrittore, blogger e simpatizzante di FARE (oltre che militante per qualche giorno): se Oscar Giannino rinuncerà al suo seggio, non ha alcun senso votare.
E non ha senso andare a votare, perché significherebbe dare ragione ai Tafazzi che, a pochi giorni dal voto, hanno danneggiato FARE. E significherebbe peraltro e pergiunta avvalorare questo sistema corrotto e partitocratico.
In questo senso: O GIANNINO IN PARLAMENTO O NIENTE.
Con viva cordialità,

Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it


Per completezza, riportiamo anche la pur laconica risposta:

Salve,

grazie per il sostegno morale.
Se voi elettori ce ne darete la possibilità faremo del nostro meglio per portare a buon fine Il nostro programma.

Le auguro buona giornata.

Team Fermare il declino

Ora, al di là delle cose che dice o millanta dadaisticamente Oscar Giannino, la mia personale stima nei suoi confronti non viene né verrà meno.
In un mondo ed in un'Italia marcia - anche nel privato di ciascuno, oltre che nel pubblico (aspetto che non va affatto sottovalutato, tutt'altro) - e dunque in una politica che segue il suo putrido corso, queste facezie gianniniane, fanno quantomeno sorridere.
Oscar Giannino è e rimane persona competente in campo economico e sociale, anche da autodidatta (in effetti personalmente non avevo mai sentito di titoli a lui attribuiti o auto-attribuiti). Autodidatta come chi scrive, peraltro, aspetto rivendicato con orgoglio in un Paese ove tutti hanno la laurea ma nessuno conosce né la Storia, né la politica e/o altri aspetti dello scibile umano.
Detto ciò, è notizia di ieri, Giannino ha dichiarato che, se eletto, rinuncierà al seggio parlamentare.
Ha fatto bene ? Ha fatto male ? Non sta a me dirlo e/o giudicare tale decisione.
La decisione di questo blog è, di conseguenza, EX VOTO, in accordo - peraltro -  con l'invito del Partito dell'Amore, guidato dall'amico Mauro Biuzzi, che intervistammo solo quache giorno fa.
EX VOTO, ovvero obiezione di coscienza al voto, in quanto, se proprio dovevamo votare, lo avremmo fatto per mandare Oscar Giannino - e non altri, magari cravattoni - in Parlamento. Di cravattoni non abbiamo bisogno. Di lucidi folli di cultura pannunziana e pazzi melanconici - per citare Gaetano Salvemini - sì, invece.

EX VOTO dunque perché:

Ci rifiutamo di avvalorare questo sistema partitocratico ed autoreferenziale, delle leggi elettorali incostitizuonali, con sbarramenti, con liste elettorali bloccate.

Ci rifiutiamo di avvalorare una politica-spettacolo mediatica e mediocre, che ha fatto strage dei valori repubblicani e risorgimentali sui quali fu fondata la Repubblica Romana del 1849 (e non già la Repubblica Partitocratica e Cattocomunista del 1948, nella quale non ci riconosciamo).

Ci rifiutiamo di prendere parte all'indecoroso spettacolo eversivo che danno, da oltre un anno, Berlusconi-Bersani-Monti, con l'avallo dei media, tutti pronti a dare la parola a loro e solo a loro, in primis.

Ci rifiutiamo di dare l'avallo a chi ha mal governato l'Italia negli ultimi vent'anni, dando vita al Partito Unico Pd-PdL, oggi con il concorso montian-casinista.

Auspichiamo una Repubblica fondata su valori di Democrazia Laica, Libertarismo, Liberalsocialismo, Liberalismo, Amore Universale e senza distinzioni.

Auspichiamo un sistema elettorale coerente, con il ritorno delle preferenze: o maggioritario purissimo, ove il primo partito governa, senza compromessi, oppure proporzionale purissimo, senza sbarramenti.

Auspichiamo l'elezione diretta del Presidente della Repubblica, con funzioni di governo ed al di fuori del sistema dei partiti.

Auspichiamo la liberazione del mercato del lavoro (senza oppressioni stataliste-classiste-bancarie), che è diretta emanazione delle lotte di liberazione sessuale e sociale degli Anni '60 e '70, delle Generazioni Beatnik, Hippie e Cyberpunk, pur nelle loro diversità e peculiarità.

Auspichiamo la liberazione civile del nostro Paese: una legge per legalizzare droghe e non droghe; introduca il matrimonio omosessuale; introduca il diritto all'eutanasia ed al suicidio assistito, in pieno accordo con il rispetto della volontà della singola persona umana.

Auspichiamo tutto ciò e, forse, molto altro.
In tutto ciò, chi scrive, ha proposto la sua candidatura come consigliere comunale al Partito Liberale Italiano, come indipendente, per le elezioni amministrative di Roma del 26 e 27 maggio. Con quattro punti concreti e senza fronzoli: recupero del verde pubblico; riduzione della spesa pubblica improduttiva; costituzione dei Parchi dell'Amore; lotta alla corruzione ad ogni livello.
Crediamo ancora nel valore civico, in particolare in aree metropolitane come quella di Roma, ove peraltro fu costituita la già citata Repubblica Romana, il 9 febbraio 1849.
Non crediamo più nei partiti - in particolare quelli storici riteniamo debbano diventare delle Fondazioni culturali - ma a livello locale, piccole realtà ideali, possono ancora emergere dalla cloaca dell'indistinzione mediatica.

Detto ciò, buon EX VOTO a tutti.

Luca Bagatin


Tratto da www.partitodellamore.it/attivita/index.html#interviste
- 21 febbraio - s. Eleonora
La nostra campagna dell'Ex Voto.


  Il blogger Luca Bagatin, dopo l’incidente di percorso di Oscar Giannino che lo priva di un riferimento parlamentare, ha deciso di sostenere la ns campagna Ex Voto da un punto di vista certamente repubblicano e che, come tale, non possiamo che apprezzare.
   Ha addirittura pubblicato il ns quadro programmatico qui a sinistra.
  
   Anche lui festeggia con Moana, con il PdA e con gli italiani che non vogliono più dare a nessuno la propria delega in bianco, una scommessa che abbiamo già vinto!




16 febbraio 2013

Alessandro De Nicola a Pordenone per spiegare come FARE per Fermare il Declino dell'Italia



Alessandro De Nicola, giurista e Presidente della Adam Smith Society - associazione che si occupa della diffusione dei principi di libera iniziativa economica e di libera concorrenza - oltre che fondatore del movimento politico FARE per Fermare il Declino, è stato presente nella città di Pordenone venerdì 15 febbraio scorso, per presentare il movimento che, alle elezioni politiche del 24 febbraio, candida Oscar Giannino alla carica di Premier.
FARE per Fermare il Declino, come spiegato dal coordinatore pordenonese Michele Daniel, non ha preso un solo euro di finanziamento pubblico ai partiti, né intende prenderlo. Per questo, ogni candidato in lista, ha versato una quota associativa allo scopo di autofinanziare il movimento.
Un movimento che, come spiegato da De Nicola, nasce dalla buona volontà di sette persone, fra giuristi, economisti e giornalisti economici fra cui Luigi Zingales, Michele Boldrin e lo stesso Giannino, con lo scopo di abbattere drasticamente la spesa pubblica e, successivamente, abbattere drasticamente le imposte. Vere cause - spesa pubblica e imposte elevate - della recessione economica e dell'impoverimento dei cittadini meno abbienti e meritevoli.
"FARE per Fermare il Declino è nato da un senso di angoscia" - ha spiegato De Nicola - da parte di persone come noi, che non hanno mai fatto politica, ma che hanno pensato ai propri figli, ormai condannati a cercare lavoro all'estero in quanto, in Italia, il merito ed il talento sono penalizzati".
E così, il gruppo costitutivo di FARE per Fermare il Declino - fra la fine di luglio e gli inizi di agosto 2012 - ha pagato degli spazi pubblicitari sul Sole 24 Ore, Il Fatto Quotidiano, Il Gazzettino, Il Mattino, il Messaggero di Roma ed Il Foglio, per diffondere dieci punti concreti per abbattere la spesa pubblica e ridurre le imposte. Nel giro di una settimana il movimento ha ricevuto ben 120.000 adesioni ed 85.000 euro di contributi volontari da singoli cittadini.
E' chiaro che, FARE per Fermare il Declino, non è un movimento improvvisato, "che parla a vanvera come fanno Bersani, Berlusconi e Monti, proponendo di tutto e di più", ha proseguito Alessandro De Nicola, ma un movimento che "propone innanzitutto di togliere i 25 miliardi di sussidi statali alle imprese, in modo da rompere il clientelismo fra imprese e politica; togliere l'IRAP sulle imprese, permettendo loro di crescere ed assumere; ridurre il carico pensionistico in quanto in Italia si spende ben il 17% del PIL in particolare in pensioni d'oro a fronte del 13% in Francia e dell'11% in Germania; abolire i 5.600 Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti; abolire le Comunità montane e le Province (in tutto riusciremo a recuperare il 4,2% del PIL); vendere i beni immobili dello Stato, che esso stesso mal amministra; vendere le aziende pubbliche".
Questi, in sostanza, i punti programmatici di FARE per Fermare il Declino che, come ha concluso Alessandro De Nicola, ha anche lo scopo di "cambiare il paradigma culturale, ovvero vogliamo un'Italia ove a primeggiare siano il merito, l'opportunità, la concorrenza e la diffusione della conoscenza, proprio per rispondere alle aspettative dei cittadini più svantaggiati".

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini