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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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25 febbraio 2009

PALPITAZIONI: cortometraggio by Luca Bagatin



Mi trovavo a teatro....ascoltavo quel concerto jazz....tutti quei musicisti e....quella cantante di colore.
Che profondità nella voce.
Amo il jazz, voglio dire, non che io non riesca a non ascoltare altra musica, solo che Duke Ellington.....
Non riesco a capire come sia potuto accadere: addormentarmi al secondo pezzo e ritrovarmi in quella specie di foresta con Emma.
Emma era bella, con la sua dolce arpa, i suoi capelli neri, il suo sguardo da bambina.
Mi ricordavo di lei al tempo del College. Avevamo avuto una storia, nulla di importante....almeno per lei.
Ah...era difficile per me tornare indietro di quasi trent'anni. Preferivo così lasciarmi cullare dalle sue note: Haydn, Mozart, Bach....con Emma che mi sorrideva nel suo abito rosso.
No, non era rosso. Era la mia Coscienza alterata a farmelo percepire tale. Lei era in bianco e nero.
Fu terribile ritrovarmi d'incanto sul palco, con i musicisti jazz attorno e con tutto quel sangue a terra. Con...quella donna che mi osservava, il suo sguardo truce... Lei non era Emma.
Pallida, emaciata, capelli nerissimi, occhi profondi, labbra rosse e carnose.
Ma...riecco la scena con Emma: la foresta, la cascata, l'arpa.
Ci baciammo.
Fu un attimo bellissimo interrotto da un forte dolore al dito mignolo della mia mano destra.
Eccolo lì, a terra, sul palco del teatro. Sanguinante.
Lei, lo raccoglie. Se lo porta alle labbra e lecca tutto il sangue. Lei non è Emma, è l'altra.
Ligeya, mi sussurra all'orecchio.
Lei è Ligeya. Ma chi è Ligeya ?
Intorno a me il vuoto. Le tende rosse. La Loggia Nera.
Vorrei non entrarvi. Desisto. Poi entro.
Emma è lì ad aspettarmi. Ci baciamo. Ancora.
ARBMES EMOC IAM E' ETNIEN
La guardo. Emma si trasforma in Ligeya. Ligeya mi bacia.
Annuisco. Grido. Cado a terra con un coltello conficcato nel mio cuore.
I musicisti del teatro mi guardano e sorridono. Duke Ellington, guardandomi da sopra, reclina la testa: prima a destra e poi a sinistra. Ride. Scompare.
- Emma ! -, chiamo.
Suono d'arpa. Sempre più forte. E' nel mio orecchio.
Sono in acqua. Nuoto anche se ricordo che prima di allora non avevo mai saputo farlo. La cascata bagna e lava la mia testa. Mi rinfresca, ma poi sento freddo.
- E' il freddo della morte –, dice Ligeya, nuda, di fronte a me
- Consolante –, rispondo ironico io.
In realtà vorrei capire ciò che sta accadendo. Sto sognando oppure no ?
E perché mi trovo in questa strana dimensione onirica, con uno strano torpore addosso ?
- La risposta è sopra al Tempio: Do you know yourself ? - mi dice, ridendo, Ligeya.
Scuoto la testa in segno di negazione.
Due mani afferrano le mie.... per un attimo temo il peggio ed un brivido scuote la mia schiena.
Sono di nuovo seduto a teatro, al concerto jazz in onore di Duke Ellington. Accanto a me c'è Emma.
Mi prende la mano amorevolmente carezzandomela. Recide il mignolo della mia mano destra con un coltellino d'argento molto affilato, sorridendo. Getta il dito a terra.
La macchina da presa lo inquadra in un Primissimo Piano.



Con uno speciale ringraziamento a Emanuela Battigelli (Emma; prima foto a sinistra ed alla fine del racconto) ed a Lucia "Rehab" Conti (Ligeya; prima foto a destra
)



9 febbraio 2009

TrasgreKattiva ragazza per TrasgreKattivo blog



Ahahaha...in 30 anni di vita penso di non aver mai conosciuto una donna che mi ha fatto virtualmente girare la testa come lei. Al punto che - pur da fuorilegge del matrimonio - se mi chiedessero di sposarla non ci penserei due volte, a costo di rovinarmi definitivamente la vita e soprattutto di rovinarla a lei !
Così frizzante e creativa. Così piena di scritte sulle braccia. Così naturalmente vicina al mio stile nell'intendere la vita ed agli spunti a tratti surRenali che vi propino in questo blog.
E' da un po', forse, che non parlo di lei, ma di sicuro non me ne sono scordato.

Non avendo la possibilità tecnica di postarli, vi segnalo i link ai video di Youtube su Lucia "Rehab" Conti che più mi hanno divertito ed appassionato:

http://www.youtube.com/watch?v=Z1dat_3Q5Xw&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=czKi_v0iXuI
(qui non spaventatevi se vedete Maurizo Costanzo all'inizio del video e lo sentite dire robe tipo "sciosciaria rock" o "è una cattiva piena"...sic !)

Inoltre ecco a voi il link al nuovissimo video dei Betty Ford Center PSYCHOVICIOUS che personalmente mi ricorda un po' il fumetto "Maus" di Spiegelman ed un racconto horror/grottesco dal titolo "Niente è mai come sembra", che scrissi a quattro mani proprio con Lucia qualche anno fa ambientato - anche - in un manicomio.

http://www.youtube.com/watch?v=nntMHU7ZOY4






25 ottobre 2008

"Lucia "Rehab" Conti nel Paese delle Bambole": mediometraggio allegorico by Luca Bagatin



Non si sa com'è e/o come non è.
Fatto sta che Lucia "Rehab" Conti si ritrovò nel bosco circondata da bambole d'ogni specie e orsacchiotti di pezza dalle dimensioni a dir poco smisurate.
Vestita nel suo abito da sera più nero e fine, con indosso delle calze nere provocanti e delle scarpette rosse con il tacco da far invidia alla versione più avventente di "Dorothy" del Mago di Oz, ella guarda il nostro teleobiettivo, sorniona e divertita. Per nulla stupita da ciò che la circonda.
Il nostro teleobiettivo inquadra l'evidente scritta rossa sul suo decoltè: ALICE.
Ora si siede per terra, incurante del tavolino e delle sedie bianche sulle quali sono sedute talune bambole dagli abiti coloratissimi e financo d'epoca (vi sono bambole abbigliate con costumi del '500 e del '700).
Si ravviva i lunghi capelli neri. Si sente anch'ella un po' bambola, un po' bambina, un po' donna.
Se non che una di queste simpatiche creaturine immateriali prende vita. E' una Barbie o simila. Biondissima, con un abitino da collegiale, sorridente nella sua innocenza. Tende la mano a Lucia, la quale gliela bacia con una certa voluttà lasciandole copiosamente il segno del rossetto.
La bambola ritira la mano e se la porta alla bocca, baciando a sua volta il rossetto lasciato da Lucia, la quale si alza, fa l'occiolino verso di noi e porge le braccia al collo della biondona oramai non più immateriale.
La bambola la guarda con i suoi occhioni azzurri, le sorride ancora....ma il suo sorriso si ferma nel momento in cui Lucia la bacia sulla bocca con trasporto.
Le due donne si avvinghiano l'un l'altra giungendo a fondersi.
E' qui che il nostro teleobiettivo smette di riprenderle per lasciare tranquillamente alle loro effusioni.
L'orsacchiottone senza un occhio, seduto sulla bianca seggiola, ci guarda, un po' corrucciato. E' in quel momento che ci accorgiamo che, poco più in la, sono riuniti dei gatti d'ogni colore e razza, eretti su due zampe, in una stanza senza pareti ma con il solo pavimento a scacchi bianchi e neri. Bardati tutti quanti con fascie, medaglioni, guanti bianchi e grembiulini.
Si tratta senza dubbio della Gran Loggia dei Gatti.
Un gatto bianco, poco più grosso degli altri, è posto fra due colonne contrassegnate, alternativamente, dalle lettere J e B che sorreggono: l'una il Sole, l'altra la Luna.
Si tratta di Fat McQuack, il Maestro Venerabile.
Gli altri gatti, rispettosamente, lo ascoltano mentre lui brandisce un maglietto.
"Fratelli, i Lavori di questa Rispettabile Loggia devono proseguire nella Camera di Mezzo. Fratello Maestro delle Cerimonie, conduci i Fratelli Compagni d’Arte fuori dal Tempio, avvertendoli di attendere la ripresa dei Lavori nel loro Grado".
Uno dei gatti, quello rossiccio, esegue.
"Fratello Maestro delle Cerimonie, provvedi a decorare il Tempio per la Camera di Mezzo."
Il gatto Maestro delle Cerimonie esegue.
Il Venerabile McQuack batte tre colpi di maglietto.
Poi prosegue: "Fratello 1° Sorvegliante, sei tu Maestro Libero Muratore?"
Il gatto che ora inquadra il nostro teleobiettivo, a chiazze nere e bianche, risponde senza indugio: "Venerabilissimo Maestro, come Apprendista ho imparato a conoscere gli strumenti del Libero Muratore ed ho salito una scala dritta di tre gradini; come Compagno d’Arte ho imparato a servirmi degli strumenti ed ho salito una scala curva di cinque gradini; ora conosco l’Acacia e sono in grado di lavorare sulla Tavola da Disegno".
.........
La tenuta di Loggia è improvvisamente interrotta dall'arrivo di Lucia e della Barbie di cui sopra....
"MIAOOOOO.....Due donne !" qualche gatto afferma allarmato.
"Calmatevi, Fratelli !" interviene Fat McQuack. "Le signore avranno i loro buoni motivi per aver interrotto i lavori di questa Rispettabile Loggia....nevvero ?".
Lucia, sommessamente interviene: "Beh....no....dev'essere questo bosco...."
Fat McQuack la osserva, comprensivo e sorridente. Nell'ostilità generale, specie dei gatti-massoni più anziani.
"Siamo passate dalla stanza delle tende rosse....." cerca di spiegare Lucia.
Il Maestro Venerabile assume un'espressione improvvisamente seria e preoccupata.
Una luce abbaglia tutti i presenti e lo stesso nostro teleobiettivo si annebbia completamente.....sino a fissarsi su una figura, una donna in età, con i capelli castani e gli occhiali grandi e spessi. Tiene in mano un ceppo di legno. Ne siamo certi: è la Signora Ceppo.
"....ora l'afferra.....la sta schiantando a terra.....non c'è......non c'è più.....non c'è più il soffio.....il soffio della vita" proferisce con roca flebile voce scoppiando in un pianto a dirotto che si trasforma in un lamento e successivamente in un latrato.
La Signora Ceppo scompare.
Fat McQuack si mette una zampa sotto il mento, pensoso. "FORZA" "SAGGEZZA", gridano i gatti-massoni tutti quanti assieme.
Fat McQuack annuisce, poi afferma: "Contro l'ipocrisia". Fa un lungo silenzio, poi riprende: "L'individuo è lo specchio del mondo. L'ipocrisa presuppone il "non detto". Ma il vero Segreto è il Conosci te stesso. La menzogna e la calunnia, il non detto, l'ipocrisa....sono il tradimento del Segreto. La negazione della Vita".
"LO SPECCHIO RIFLETTE IL SEGRETO" proferiscono in coro i gatti-massoni.
Il nostro teleobiettivo inquadra la scritta rossa sul decoltè di Lucia: ALICE.
Lucia e Barbie si baciano appassionatamente.
DISSOLVENZA.
Nella scena successiva compare improvvisamente Leonardo Da Vinci (interpretato da Peter Boom) che fissa il nostro teleobiettivo, pensoso.
Con marcato accento olandese ci dice: "Sesso e genere sono insignificanti fra loro. L'essere umano è un essere sessuale completo. Il problema nasce con il condizionamento....esterno".
DISSOLVENZA
Lucia "Rehab" Conti ci guarda. Ci manda un bacio, mostrandoci il suo sguardo più accattivante.
Infine inghiotte una tartaruga.



by Luca Bagatin



23 luglio 2008

"IL BASSO E LA ZEPPA" racconto (all'altezza o meno) by Luca Bagatin (da un'idea di Lucia "Rehab" Conti)




Mi chiamo Francesco, ma per tutti sono il Basso. In effetti la mia altezza  - tanto per usare un eufemismo - non supera gli 80 centimetri.
Conobbi la Zeppa l'anno scorso in quel di Berlino, all'omonimo zoo.
Io ero una delle tante attrazioni turistiche: faccio il giocoliere.
Ella, invece, è ed era bellissima. Di professione faceva la venditrice di biglietti dello Zoo di Berlino, appunto: rinomato luogo per tossici.
Conobbi la Zeppa dicevo, ma, più che altro, fu lei che mi conobbe, anzi, diciamo pure che scivolò su di me nella sua "pausa sigaretta".
"Fuck !" esclamò inacidita lei.
"A chi, a me ? E che ci posso fare se sono alto quanto una delle tue zeppe ?" In effetti ella calzava un bel paio di zeppe alte almeno 20 centimentri.
"Aò, paisà !" mi gridò lei aiutandomi a rialzarmi. Era di Pomigliano d'Arco.
"Ammazza quanto sei......"
"Grasso ? Lo so, lo ammetto. E' che sono una buona forchetta. Adoro gli arancini preparati da mia sorella Stella....."
"Macchéstaiaddicere ! Ammazza quanto sei ciccillo !", la Zeppa, per quanto faticasse a parlare l'italiano a causa della sua prolungata permamenza in Germania, sapeva come prendermi per la gola !
"Grazie, baby !", le risposi ammiccante e accendendomi un Antico Toscano.
"Aspé, mo devo tornare al travagghio....al lavoro. Ma ci vediamo....iamme, bbé !"
Mi lasciò lì, imbambolato ad ammirare le sue lunghe ed affusolate gambe, i suoi lunghissimi e nerissimi capelli al profumo d'incenso, i suoi profondi occhioni neri che, nel voltarsi indietro, ammiccavano sornioni......
Sospirai.
"Noi, gente di spettacolo facciamo sempre colpo, in effetti !" pensai fra me e me.
Tornai ai miei numeri da circo.
Eccoli arrivare. Di nuovo. Puzzolenti di birra e di piscio irrancidito. Detesto gli Hell's Angels, ma, soprattutto, loro (essi ?) detestavano me.
Eccoli arrivare con le loro catene e i loro gutturali vocaboli teutonici, minacciosi, verso il sottoscritto.
Sempre a prendersela con i più piccoli. Peccato che io avessi le mie armi segrete.
"Ehy, tu, pikkola mosca italika, ja ? Tu rikorda noi, ja ?", ringhiò il primo - Asterix - noto per i suoi baffoni biondi e le trecce.
Lo guardai impensierito. Per lui, ovviamente.
Era la terza volta in due giorni che tentavano di farmi paura interrompendo i miei numeri.
Ora, io sono piccolo e, nella botte piccola ci sarà anche il vino buono......però si da il caso che io sia molto ma molto cattivo. Sarà perché, più che piccolo, diciamocelo pure, sono nano.
Gli scagliai una delle mie palline da circo carica di tritolo, che gli fece scoppiare le cervella le quali si sparsero un po' quà un po' là......toh, un pezzettino finì nella gabbia di Gretha, la tigre, la quale si pappò quelle succulente carni magre e mollicce.
Sorrisi agli altri Hell's: "Ragazzi, che ci volete fare....sono un patito delle bombe a mano".
Ringhiarono, ma non si arrischiarono a rispondermi. Fuggirono immantinente sui loro bolidi motorizzati.
"Ammappalo chegganzo !" mi venne incontro la Zeppa chinandosi e cingendomi le spalle.
"Oh...." arrossii. "Beh....non è stato nulla. A proposito, scusami se prima non mi sono presentato. Piacere, Francesco" le sorrisi, bonario, porgendole la mano.
"Piacere Antonella ma......chiamame Zeppa, và ! E' pè via de 'sti due trampoli che m'hanno detto che fa tanto tendenza.....mah......"
Le feci il baciamano e le dissi: "Allora tu chiamami pure Basso. E' per via......"
"Del fatto che sai suonà !"
"?"
"Beh, pur io me diletto.....Sai, suono il basso"
"Non immaginavo avessi gusti sadomaso......per quanto qualcuno (ma non io !) sosterrebbe che tutte le ragazze vestite di nero in odor di darkettone siano inevitabilmente sadomaso....."
"Ma che stai addicere ! Basso ! Il basso nel senso de na chitarra elettrica, dicemo così !"
"Ahhhhhh....... Beh, quindi abbiamo qualcosa in comune"
"Perché, pure tu suoni qualcosa ?"
"Più che altro diciamo che io "le suono". Sai, se qualcuno mi calpesta le mie scarpette numero 20......"
"Basso, tu sipproprio nu guaglione ciccillo !"
"E tu sipproprio....."....non riuscii a terminare la frase in quanto Zeppa fu chiamata da una signora di mezza età, impettita, indispettita, imbiondita, imbottita che la redarguì nel tedesco più stretto portandosi un pugno sul fianco e agitando una bacchetta in aria.
Capii trattarsi della sua capa, ovvero della sua Kapò.
"Tu appantonato tua postazione, ja ? Tu kiakkiera kiakkiera con pikkola moska italika, ja ?"
La Zeppa si girò verso di me, comprese il mio telepatico messaggio e mi fece un cenno d'intesa.
"Al volo Zeppa !" le lanciai una delle mie palline speciali.
"Tu stronza Hell's Angels ! Beccati 'sto numero da circo !" urlò Zeppa alla stronza di cui sopra e gliela ficcò nel decolté.
Questa volta Gretha, la tigre, si pappò due mammelle che parevano budini con la ciliegina.
Era evidente che io e Zeppa eravamo fatti l'uno per l'altra.
"Alti e bassi", come si dice anche nella musica, oltre che, inevitabilmente nella vita.
Zeppa mi prese in braccio e mi diede un lungo bacio con tanto di schiocco e da allora viviamo felici ai margini di una società che non riusciremo mai ad accettare per quella che è.




9 luglio 2008

NOI, BAMBINI DI IERI


Il fanciullo è, più spesso di quanto non si creda, "il padre dell'uomo"
da "Zanoni" di Edward Bulwer Lytton






Il little Bazardelleparole ed il grande Dario Marini sosia di Veltroni
La simpatica little Annina Esposito e la grande Vulvia
Lo svedese little Bagatin e l'evergreen Baglu
La vispa little Rehab e la grande bomba Lucia Conti



28 giugno 2008

INDIANO MENTROPOLITANO SULL'ORLO DI UNA CRISI DI VERMI (con sorpresa finale) By Luca Bagatin



Penso che non sia facile arrivare alla mia età senza quasi aver fatto un proprio bilancio della vita.
C'è chi alla mia età è sposato ed ha dei figli.
C'è chi alla mia età ha una casa di proprietà, due automobili, due o tre conti in banca e chi, per contro, alla mia età, non ha nemmeno gli occhi per piangere.
Chi è precario e, quanto a sicurezze, ne ha solo di insicure.
C'è chi, come me, un bilancio vero e proprio non l'ha mai fatto.
C'è chi, come me, segue sogni antichi, ma soprattutto li vive.
E non sempre se lo può permettere.
Il mondo, se può, cerca di inghiottire ed inghiottirti ed allora non puoi far altro che tentare di volare.
Sì, lo so. C'è la questione delle ali. E poi, con questo caldo, se fai come Icaro, rischi che ti si sciolgano.
Ed allora scrivi. E pensi alle tue donne. A quelle passate, si intende. Che di presenti e future, non è il caso.
E allora pensi....e allora ti alzi un attimo e ti fai una bella birra ghiacciata. Non come ai vecchi tempi, che lo sai che l'alcol oggi ti fa male.
E allora pensi che questo buco di culo di città e paese del Nord Est in cui vivi e che bazzichi da anni fa davvero molto più schifo di quel che ti raccontavano da bambino quando lasciasti Roma.
Porno Eden (e provincia): la città del sesso sicuro. La città dei delitti passionali, delle pornoprof e dei filmini hard a go-go distribuiti in giro per l'Italia.
Porno Eden. Chi l'avrebbe mai detto che questa cittadina di spilungoni dalle vocali aperte come l'orifizio posteriore di un elefante, contenesse cotante frivolezze !
Eh, mi piacerebbe raccontarle al Dr. S. queste cose ! E invece no, eccomi qui a scrivere e a postare.
E poi l'avete sentita quella delle 17 sedicenni americane che pur di figliare tutte nello stesso anno scolastico hanno fatto un patto e copulato a destra e a manca ?
Naaaa !!!! Io mica ci credo !
Allora dovrei pensare che questa del figliare (come se non fossimo già abbastanza nel Mondo e, chissà, nell'Universo) è una vera e propria ossessione !
E poi ho sentito quella dell'On. Giovanardi che ti racconta che al massimo solo 10 deputati sniffano coca !
Ahah !!
Naaaaa, ora mi ci vuole una birra doppia come ai bei tempi !
Ubriacone ti diranno !
SPARAMI ! risponderò io imitando il vecchio Jack.
Imitare, già, imitare.



"Rosso come l'abito di passione nel mattino più blu.
E non posso non correre nei prati e non posso rincorrere le viole distese al sole nel momento in cui si posano i tuoi lunghi capelli ramati sul mio petto villoso ed è quello l'istante in cui il fondersi delle ore più dolci e candide della notte plasmano i nostri corpi madidi di un intenso umido profumo d'oriente.
E' la stella che sul tuo viso si posa e sboccia una rosa che vive pulsante sul ventre ricolmo di the.
E' lì che sboccieranno le ali per gridare lontano l'allupato lamento del SOLE (che fa CUCCUCUCUCCUCUCUCUCUCUCUCUCCCUCUUUUUUUU), ridondante strumento del cuore. Ruminante martello. Baccanale isolato. Onde tumide a festa. Labbra magiche, nella mia testa".








28 maggio 2008

Michele Boselli VS Luca Bagatin: una (impari) lotta fra erotomani in quel di Porno Eden

Il soggetto qui sotto nella foto è quel travesta di Michele Boselli, in arte Miss Welby (www.misswelby.blogspot.com), il quale manca da Pordenone da tempo immemorabile.
Il suo nome mi ronza nelle orecchie da quando avevo 17 anni, ovvero da quando raccoglievo firme con i Club Pannella Riformatori assieme a persone equivoche che negli anni che furono adoravano scatenarsi in forsennati spogliarelli pubblici a sostegno di Ilona Staller in arte Cicciolina, eletta nel Parlamento italiano nei gloriosi anni '80.



Il soggetto qui sopra nella foto che scorrazza allegramente sul radical-trabiccolo, non si sa dove abiti oggi né di che cosa si occupi esattamente.
Voci di corridoio affermano che egli si occupi di spettacolo in rinomati locali "en travesti" a Londra. Altre voci mi parlano di lui come di un callcenterista e/o un venditore porta a porta.
Fatto sta che la galassia radicale è piena di fancazzisti.



Il soggetto con gli occhi pieni di borse di cui in queste foto è sempre lui: versione capelli e versione peli pubici.
Fatto sta che il Boselli di cui sopra (l'unico Boselli per cui potrei mai simpatizzare) mi ha definito BARBOSO EROTOMANE e mi ha dedicato questo lungo sproloquio in un barbaro linguaggio a me pressoché quasi del tutto sconosciuto (un po' come il friulano ed il triestino, linguaggi che mi lasciano del tutto basito).
Sproloquio che riporto interamente (con breve carrellata di mie recentissime foto, per la gioia di Sbriciolina !):


This disgusting individual with the piggy eye is the horribly failed Italian blogger Luca Barbatin. Nowadays you can't possibly visit any of the best and most beautiful fellow Italian liberal bloggers - such as Valeria, Vulvia and many others - without stumbling in his sickening comments asking them to bare their breasts, show up in high heels, or plainly proposing (actually begging) to have sex with him.
Which is the most unlikely thing on this planet - except for me winning the lottery or the planet itself being visited by aliens -, as Barbatin's penis is no bigger than his blog's pagerank or authority: close to zero.
Barbatin lives nearby Pordenone, a small town in North-East Italy which, coincidentally, you'll easily anagram into Porno Eden. Every single day he travels by bus to Pordenone in order to connect to the internet and sistematically harass any female blogger he finds by phishing in my blogroll, and yours'.
Mind you: not just women. He's also obsessed with journalist Mario Suttora and other masculine fellow bloggers. Anyone, anything he can pleasure himself with in front of a screen. I felt we must do something to relieve him out of his misery: kill him. My friend Londradical is a professional hitman who's going to take care of the pitiful case.


Michele Boselli, è, insomma, un genio.
Un genio della comicità internettica capace di inventarsi Miss Welby, la nipotina segreta di Piergiorgio detto il Calibano, e di trasformare quella desolatissima landa del NordEst chiamata Pordenone in Porno Eden.
Porno Eden come terra di mezzo.
Pordenone come terra da zappare.
Porno Eden come patria adottiva di Luca Barbatin (che infatti è nato a Roma).
Pordenone come patria adottiva dei suonatori di claxon a tutte le ore, come patria delle automobili che se possono ti investono SOPRATTUTTO se passi sulle striscie e con il verde pedonale (Luca Barbatin è fra i pochi che utilizzano ancora i mezzi pubblici che, come disse Bruno Lauzi, sono il mezzo di trasporto dei liberali).
Porno Eden come fucina della politica sexy.
Pordenone come fucina della politica spaccamaroni ai cittadini.
Porno Eden come la terra di quelli che da ragazzini raccoglievano firme antiproibizioniste, inneggiavano alla diversità di orientamento sessuale, andavano a cena con Mario Puiatti e sopportavano i suoi insopportabili rimproveri impartiti con cadenza marziale.
Pordenone come la terra di quei ragazzini che neanche conoscono il significato della parola "tazebao" (magari pensano sia un neologismo friulico o triestico. Sic !).
Ad ogni modo, BASTA !
Non querelerò Michele Boselli, ma gli erigerò un munumento !
Però erotomane.....iooooo ?!?
Ma dai, Londradical, che stai a dì ?
Al massimo, beh, sì, sono internetticamente perdutamente innamorato di tre DONNE.
Eccheddonne !



(beh, a dire il vero....nel caso specifico di quella sulla destra è lei che è internetticamente perdutamente persa per me...mentre io nicchio alquanto anzichenò. Per quanto, a suo dire, tutti pensano che io e lei siamo andati a letto. E forse non hanno tutti i torti....chi può dirlo !
Dora Pezzilli forse ?)



26 maggio 2008

VERTIGINE by Luca Bagatin



Vertiginosamente avvolto da uno sguardo stregato nascosto da lunghi capelli corvini.
Vertiginosamente perduto in un labyrinto di calda emotività che coinvolge lo stomaco prima ancora che il cuore e l'intelletto.
Vertiginosamente perduto negli anfratti procaci di filiformi ma solide forme che riempiono il tuo sguardo di intelligente semplicità.
Vertigionosamente attratto dalla tranquillità che la tua immagine infonde nemmeno avesse qualche cosa di mistico.
E' quel frammisto di emozioni sottopelle. Emozioni tue prima ancora che altrui.
Arte Vitale sei tu.
Vitale perché nasce dal buio profondo della psiche umana e si manifesta con sapiente ironia ed autoironia.
Arte che nasce dalla disperazione, una disperazione che fa Rinascere.
Anima, mente, intelletto, sesso, eros.
Vertigine tu sei. E perdersi in te è l'unico modo per comprendere l'immensa corrente di tutto ciò che ci e ti circonda.
Che tutto trascina, che tutto fa passare, che tutto lava e scorrere.
Ed il cerchio si chiude con al centro il Tutto.




18 febbraio 2008

Dal "Calendario di Wilson lo Zuccone"



Il coraggio è la capacità di resistere alla paura: non è l'assenza di paura.
Se un essere non è un tantino codardo, chiamarlo coraggioso non è un complimento: è solo un uso improprio della parola.
Prendiamo la pulce ! Incomparabilmente la più coraggiosa delle creature di Dio, se l'ignoranza della paura fosse coraggio.
Sveglio o addormentato che tu sia, ti attacca comunque, incurante del fatto che per mole e forza tu sei, al suo confronto, come gli eserciti uniti della terra rispetto ad un poppante; essa vive giorno e notte e tutti i giorni e tutte le notti nel grembo stesso stesso del pericolo e nell'immediata presenza della morte, e tuttavia non ha più paura di quanta ne abbia l'uomo che cammina per le strade di una città minacciata dieci secoli prima da un terremoto.
Quando diciamo di Clive, Nelson e Putnam che erano uomini "che non sapevano cosa fosse la paura", dovremmo aggiungere all'elenco la pulce e metterla in testa al gruppo.



29 gennaio 2008

"MI SONO INNAMORATO, ANCHE SE, MA PERO'...." racconto by Luca Bagatin


Sono di Roma, classe ’59, quindi vecchio. Faccio il musicista New Age e lo scrittore a tempo perso.
Ho un problema. Mi sono innamorato. Normale direte voi. Normale un piffero dico io. Lei ha quasi trent’anni meno di me.
Ma non è questo il problema. Il problema è che mi sono innamorato. Anzi no, invaghito. Visto che io non mi innamoro da più di dieci anni.
Il fatto più grave è che anche lei, Alessia, si è innamorata di me, anche di più. Lei è strana.
Fuma tre pacchetti al giorno di MS, beve almeno una decina di caffè…ma mi sono stancato di parlare di lei. Il fatto è che il mio amico Baz mi ha detto: “Scrivi un racconto d’amore, di quelli che sai scrivere tu, così te lo pubblico sull’ “Osterina”” (la fanzine che Baz dirige).
A Baz ! Se scrivo un racconto và a finì che lo faccio autobbiografico!
Flasback: nel ’79 ero iscritto al PCI e lavoravo in fabbrica. Mi sono fatto il culo per dieci anni, poi nell'88 ho smesso. Mi sono licenziato.
Nel ’88 ho conosciuto Nina, la mia ex compagna. La Nina l’ho conosciuta a Roma, in Campo de’ Fiori, ad un comizio di Marco Pannella. Lei, elegante, in tailleur. Io barba lunga e capelli oltre le spalle. “A Marco! Passa ‘na canna!”
Ogni volta che ho visto una donna nella mia vita no ci  ho mai più capito niente !
Comunque con Nina è andato tutto liscio. Ci siamo subito trovati sulla stessa lunghezza d’onda tanto che l’anno successivo ci siamo sposati con rito induista. Sì, perché pure lei aveva mollato l’Ideologia per un modello di vita più.....”sostenibile”. Con lei mi sono fatto il mio primo trip acido. Fuori tempo massimo.
Eravamo disoccupati all’epoca, ma una piccola comunità Hare Krishna vicino Latina ci aveva dato ospitalità. E noi eravamo felici, con i nostri canti devozionali.
Poi ho iniziato a suonare la chitarra elettrica e a comporre musica New Age. Lei cantava come un angelo ed io suonavo. Capelli biondissimi e lunghissimi entrambi, avvolti dai fiori, facevamo le nostre turneé alle feste de l’Unità o nelle comuni hippy e provos di tutta Italia.
Poi un impresario del nord mi ha scritturato e ho iniziato a comporre musica sul serio, in pieni anni ’90. Di colpo ci siamo ritrovati ricchi. Anzi no, mi sono ritrovato ricco. Perché lei già non c’era più. Non ricordo se se nei sia andata lasciando il suo corpo fisico perché morta, o se ne sia andata fisicamente perché non mi sopportava più. Non ricordo. Troppi trip acidi. Troppe canne. No. E' che ho voluto dimenticare.
Adesso sono stanco. Adesso penso solo a mia madre artritica ultra ottantenne. Adesso devo recuperare le stronzate commesse, rimettere in sesto il mio karma.
Eppoi sò triste ragà! Scusate le digressioni romanesche ma quando sò triste, me viè così! Pensavamo de cambià er monno, de fa la Rivoluzione GGentile, noi Niuagge! M’ affanc…
No, che sto dicendo! Io sono ricco! Appunto…
No, un momento.
Ammazza! Devo chiamà l’Alessia!
- Pronto Alé! -
- Dimmi, caro… -
- Allora come d’accordo, ci vediamo domani sera al Gambrius (è un posto che mi ha consigliato un mio amico consigliere comunale di un partito che si chiama Partito Democratico Cristiano Conservatore Italiano)
- Ok! Alle ventuno? Sei sempre il solito galantone! Lo sai che le rose che mi hai regalato la settimana scorsa non sono ancora appassite…? -
(Alé ancora co ‘ste rose? So tutti i ggiorni che me telefoni peddimme lo stato de salute de ‘ste pore rose!)
- Right Alé! Al Gambrinus - (“Right” fa molto John Lennon! Stronzatestronzatestronzate)
Arriva il giorno dell’appuntamento. I miei coetanei, specie se già sposati, al mio posto, avendo una squinzia per le mani si sarebbero messi a dieta, il parrucchino, la protesi nuova, sarebbero assidui frequentatori di palestre à la page. Io me ne fotto. Nell''85 mi chiamavano “El Che” e tale sono rimasto, nell’aspetto. Sigaro cubano annesso. Nell’animo…rivoluzionario arrugginito.
Sono le diciannove, mancano due ore. L’agenzia di viaggi vicino casa è ancora aperta.
Che dite? Rinuncio all’appuntamento con la squinzia che più squinzia non si può?
Tanto.... alla mia età? Andà dietro a ‘na sbarba?
Eppoi vabbé che la Nina non c’è ma la Nina era la Nina. L’Alessia è l’Alessia. La Nina c’avrà avuto anche cinque anni più de me ma era tutta n’artra cosa! Dimenticaredimenticaredimenticaredimenticaredimenticaredimenticare. Valium con ghiaccio!
Entro nell’agenzia di viaggi.
Un biglietto singolo. Sola andata per il Nepal, Katmandu.

P.S.: Scusa Baz ma il racconto per l’”Osterina” non te l’ho più scritto. Sto in Nepal. Non torno più. Pubblica questo se vuoi.
Ciao! NAMASTE’! OM NAMAH SHIVAYA!


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini