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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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26 marzo 2012

"Il sentiero del bosco incantato": appunti sull'esoterico nella letteratura




Uno degli aspetti che mi ha sempre molto affascinato dell'arte, della pittura, del cinema, della letteratura, è la ricerca di molteplici significati, più o meno celati, più o meno nascosti, che l'occhio umano pressochè non riesce immediatamente a percepire. Oppure non percepisce affatto.
Un'opera dell'ingegno, qualsiasi essa sia, necessita - per essere apprezzata e compresa - di tutti i sensi umani che non sempre sono necessariamente cinque. Il celebre investigatore dell'incubo, nato dalla penna di Tiziano Sclavi, Dylan Dog, direbbe infatti che i sensi sono cinque...e mezzo !
Il cuore, organo che simbolicamente rappresenta il sentimento umano, è forse la chiave di lettura di un'opera nel suo insieme.
Luigi Pruneti, scrittore, saggista, nonchè Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro di una fra le più importanti Obbedienze massoniche italiane - la Gran Loggia d'Italia - è riuscito, in un corposo ed approfondito volume, a raccontare l'esoterico nella letteratura.
"Il sentiero del bosco incantato" (La Gaia Scienza Editrice), con prefazione dell'editore Antonio Tiberio Dobrynia, è un viaggio che parte dall'antichità per giungere alla modernità del fumetto, alla ricerca dei molteplici significati spirituali delle opere letterarie che, almeno una volta nella vita, ci sono capitate sotto gli occhi.
E' un viaggio che parte da Omero, dall'Odissea, dall'Eneide, dall'Antica Grecia la cui cultura è alla base della civiltà occidentale, passa per Dante, probabilmente iniziato alla setta dei "Fedeli d'Amore", il quale, per mezzo delle sue opere ha tentato un rinnovamento della cristianità, farcendo di simboli esoterici e misterici la sua "Divina Commedia". E poi il Rinascimento e dunque l'Umanesimo e la rinnovata ricerca spirituale in appositi circoli culturali atti a diffondere l'antico "Corpus Hermeticum", redatto dal mitologico Ermete Trimegisto, testo all'origine della moderna alchimia.
Luigi Pruneti non può, successivamente, non parlare dei Rosa-Croce e delle opere dei ricercatori spirituali a cavallo fra il 1500 ed il 1600, quali Elias Ashmole, Robert Fludd, Jacob Bohme, John Dee, Micheal Maier ed Emanuel Swedemborg e dunque inquadrarle quale origine e base della moderna Massoneria, nata ufficialmente nel 1717, a Londra e successivamente diffusa in tutta Europa, Asia e nel Nuovo Continente, quale confraternita universale alla ricerca dell'antica Gnosi, della spiritualità autentica ed ostacolata dalle Religioni Istituzionalizzate ed alla ricerca di quella fratellanza universale senza distinzioni così difficile da ottenere non solo nei secoli bui, ma persino in epoca moderna.
Troviamo qui, dunque, le opere letterarie e le commedie di Carlo Goldoni, massone che parlerà di Massoneria persino nelle celebri "Le donne curiose", ma anche quelle del già massone Vittorio Alfieri, nonchè gli accenni alla massoneria di Giacomo Casanova.
Se il Secolo dei Lumi, degna prosecuzione del Rinascimento umanista, sarà il secolo del rinnovamento spirituale senza dogmi, il XIX secolo conoscerà fasi alterne, con l'approssimarsi di correnti antimassoniche che già avevano colpito a morte due illustri vittime nel '700: il poeta Tommaso Crudeli ed il conte Alessandro Cagliostro, torturati ed uccisi dall'Inquisizione cattolica unicamente in quanto massoni ed esoteristi.
L''800 europeo conoscerà dunque le follie di Léo Taxil, già ex massone ed anticlericale, il quale si avvicinerà al clericalismo ed inizierà a scrivere opere antimassoniche nelle quali descriverà i massoni come adoratori del Demonio e le tornate di loggia quali sabba satanici. Alla fine, ad ogni modo, sarà lo stesso Taxil a spiegare che si era trattata di una burla, ma le sue opere sono ancora oggi ritenute veritiere, in particolare da settori clericali e amanti delle cosiddette "teorie del complotto".
L'800, ad ogni modo, come spiega Luigi Pruneti, sarà però anche caratterizzato da una fervente letteratura anticlericale nella quale, in particolare in Italia, ritroviamo la penna di massoni celebri: Giosue Carducci in primis, Vate della Terza Italia, ma anche il Generale Giuseppe Garibaldi, autore di "Clelia il governo dei preti".
In Europa, fra gli autori che più di altri utilizzarono le loro conoscenze esoteriche al fine di celarle nelle loro opere, ritroviamo Jules Verne ed Edward Bulwer-Lytton. Pensiamo ad esempio al "Viaggio al centro della Terra" di Verne, vera e propria allegoria iniziatica, oppure allo "Zanoni" di Bulwer-Lytton, oppure a "La razza ventura", in cui racconta di un ameno popolo sotterraneo ed in ciò è ravvisabile anche una certa influenza da parte della celebre occultista Madame Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, allora molto conosciuta ed apprezzata fra i ricercatori dello spirito ottocenteschi.
Capitolo curioso e molto interessante è quello riservato a Gabriele D'Annunzio, già iniziato alla Serenissima Gran Loggia d'Italia ed amante dell'esoterico, riscontrabile ad esempio nelle liriche dell'"Alcyone", così come in altri celebri autori del '900 quali Herman Hesse, Marguerite Yourcenar, Jorge Luis Borges, sino al celebrerrimo Tolkien e la sua letteratura cosiddetta fantasy, che celebra le antiche Tradizioni del Nord Europa.
Nemmeno le fiabe e le favole sono escluse dalla tradizione esoterica. Luigi Pruneti, infatti, ci parla del "Pinocchio" di Carlo Collodi, viaggio iniziatico di un pezzo di legno - allegoria della pietra grezza - che giunge, dopo numerosissime prove, alla consapevolezza e diventa essere in carne ed ossa, pensante, che giunge a comprendere i valori della Verità, alla Bellezza ed alla Bontà.
In questa disamina dell'esoterismo nelle opere letterarie, non possono mancare i fumetti.
Il celebre fumettista veneziano Hugo Pratt, già massone della Gran Loggia d'Italia iniziato presso la Loggia Hermes e profondo viaggiatore e conoscitore delle culture e civiltà del mondo, con il suo "Corto Maltese", celebrerà l'esoterismo nel fumetto.
Corto Maltese, il marinaio, il viaggiatore, il profano alla ricerca di mondi sconosciuti, il paladino della libertà e dell'emancipazione senza bandiera, è l'esempio fumettistico più azzeccato in questo senso. In "Favola di Venezia", Hugo Pratt, inserirà persino alcuni suoi Fratelli di Loggia, oltre che la mitologica Clavicola di Salomone, ricercata da Corto Maltese.
Luigi Pruneti, ad ogni modo, si sofferma anche ad analizzare fumetti più - per così dire - "commerciali" quali Dampyr e Dylan Dog, portatori e veicolatori di valori positivi ed attinenti alla realtà nella quale viviamo.
L'ultimo capitolo de "Il sentiero del bosco incantato" è dedicato ai simpatici omini blu, ovvero i Puffi, erroneamente creduti da molti quali allegoria dei massoni, aspetto che, purtuttavia, Pruneti sembra escludere e sfatare.
Il saggio di Luigi Pruneti qui per sommi capi riassunto è, ad ogni modo, un'utilissima guida per tutti coloro i quali intendono o intenderanno approcciarsi alla letteratura, sia essa classica, avventurosa o fumettistica, con occhio attento e critico. Alla ricerca di significati percepibili...con quel quinto senso e mezzo presente solo nel cuore di chi sa ascoltare.

Luca Bagatin



11 luglio 2011

Ricordando Peter, che è volato via



Quest'estate avrei dovuto passare le mie vacanze a Bagnaia, provincia di Viterbo, a casa di Peter Boom.
Lo confesso con un po' di commozione perché della sua scomparsa, nonostante sia passato oltre un mese, ancora non mi capacito.
Peter, oltre ad aver animato per diversi anni questo mio blog con una rubrica sulle libertà sessuali ed i diritti civili, è stata anche la persona che più mi è stata vicina dei momenti di maggiore difficoltà.
Si era da poco conclusa la storia d'amore con la mia ormai ex ragazza e Peter è stata l'unica persona che è riuscita a farmi rispondere al telefono ed a parlare. Fu in quell'occasione che mi propose di passare le vacanze da lui, nella sua casa di campagna di Bagnaia, nella quale avrebbe invitato anche gli attori che avevano interpretato il ruolo di cardinali nell'ultimo film di Nanni Moretti, "Habemus Papam".
Peter morì qualche giorno dopo quell'ultima telefonata che mi fece ed io so che questo vuoto, in me, ci sarà sempre, così come se a morire fosse stato un padre o un fratello.
Vorrei qui di seguito ricordalo ancora (e certo non sarà l'ultima), attraverso due video che la comune amica Doriana Goracci ha postato su youtube.
Nel secondo video, in cui si ripercorre la carriera di attore di Peter Boom, passando dagli anni '60 ad oggi, è possibile anche ascoltare la sua voce....mi sembra ieri....

L. B.




6 giugno 2011

Un BOOM per Peter

Martedì 7 giugno 2011, alle ore 21:00 è stata organizzata una FESTA per ricordare PETER BOOM presso il Due Righe Book Bar Via del Macel Maggiore 1-3
VITERBO -zona San Pellegrino


PETER VOLEVA QUESTO





27 maggio 2011

Ciao Peter, ti voglio bene !



Ho appreso ora di una triste, tristissima notizia.
Una di quelle notizie che, quando arrivano, non te le aspetti: ti fanno crollare il mondo addosso.
Un mondo di affetti, di sincere amicizie, di collaborazioni culturali indissolubili.
Peter Boom è deceduto ieri sera nella sua casa di Bagnaia.
Rileggendo quest'ultima frase mi sembra ancora impossibile. Mi aveva scritto solo ieri un commento sul mio blog e ci eravamo sentiti al telefono solo qualche giorno prima.
I suoi amici mi hanno detto che, sino a ieri, stava bene. Poi il suo cuore non ha retto.
E' difficile per me scrivere queste righe nelle quali vorrei dire quanto a Peter ho voluto bene. E' stato per me un padre, un amico, un fratello.
E' sempre stato il primo, fra le persone che conosco, ad avere avuto una parola buona per me, specie nei momenti del bisogno.
Anche nei momenti in cui non volevo sentire nessuno, lui, con pazienza, iniziava a chiamarmi a casa o al cellulare sino a che non rispondevo. E, con un sorriso e qualche battuta, riusciva a tirarmi sù il morale.
Mi mancherà, e moltissimo, il suo accento olandese. Mi mancheranno moltissimo i suoi articoli sulle libertà sessuali, sulla pansessualità ed i diritti civili che, settimanalmente, pubblicavo sul mio blog da oltre tre anni. Mi mancheranno i commenti - sempre molto arguti - che quotidianamente lasciava sul mio blog.
Il mio blog, senza la collaborazione di Peter Boom, non sarà più lo stesso.
Mi aveva confidato che in questo periodo, peraltro, stava scrivendo un libro nel quale parlare, senza pregiudizi, della sua Teoria della Pansessualità (che ancora l'empia Wikipedia rifiuta di riconoscergli, nonostante sia accreditata dalla comunità scientifica internazionale) e di cui ci rimane il suo ottimo sito web http://www.pansexuality.it.
La vita di Peter Boom è stata una vita vissuta in pienezza e totale libertà. E' stato investigatore privato, cantante, attore, doppiatore, militante omosessuale.
Solo ieri, ironia della sorte, ero presente alla proiezione, presso Cinemazero a Pordenone, di un documentario che ricordava l'epopea del FUORI !, il primissimo movimento di liberazione omosessuale in Italia. Peter ne fu parte attiva, negli anni '70, al punto da essere anche il primo a realizzare un disco gay con la canzone "Lui ama lui".
Peter ha, recentissimamente, avuto la possibilità di vedere il successo dell'ultimo film di Nanni Moretti - Habemus Papam - che anche lui ha magistralmente interpretato, recitando i panni del Cardinale O'Neil. Vedremo Peter ancora al cinema ad ogni modo e fra non molto, con "Appartamento ad Atene" di Ruggero Dipaola e di cui vi parlerò quanto prima.
E' stato per me un onore essere il primo a venire a conoscenza delle sue nuove collaborazioni cinematografiche, che hanno rinverdito la sua cinquantennale carriera nel cosiddetto Mondo dello Spettacolo.
Vorrei dire molte cose e, questo, non sarà l'ultimo articolo che dedicherò a Peter.
E' stata una fra le poche persone importanti che hanno riempito ed influenzato la mia vita.
Ciao Peter, ti voglio bene.

Luca Bagatin (nella foto con Peter Boom, a Roma, durante il periodo delle riprese di "Habemus Papam")

I funerali laici di Peter Boom si terranno lunedì 30 maggio, alle ore 14.30, nel Cimitero di San Lazzaro di Viterbo, presso il Tempio Crematorio.



5 maggio 2011

L'INFEDELTA' DELLA COPPIA: articolo di Peter Boom (con riflessione finale di Luca Bagatin)

L'INFEDELTA' DELLA COPPIA

di Peter Boom


Da quando è stata concepita l'idea della fedeltà si è sviluppata l'infedeltà nelle sue diverse applicazioni. Almeno il 50% delle persone che vivono l'esperienza matrimoniale e delle unioni di fatto etero- o omo-sessuali è stato infedele sessualmente al proprio compagno o compagna.

Se poi si dovesse includere nell'infedeltà anche l'auto-erotismo, la masturbazione, il voyeurismo oggi soprattutto su internet, i desideri non realizzati e i sogni lascivi, allora probabilmente la percentuale di infedeli arriverebbe quasi al 100%.

E' noto che circa il sette percento è infedele avendo rapporti sessuali con persone dello stesso sesso, rapporti due volte da nascondere (infedeltà e omosessualità).

Naturalmente le agenzie investigative lucrano e vengono incaricati di scoprire chi se la fa con colleghi di lavoro, attraverso le chat, incontri occasionali o con trans, accompagnatori, escort, etc., un vero business!

Il nostro sistema sociale indirizza la gente al matrimonio con una cerimonia che fa giurare eterna fedeltà (finché morte non vi separi) e di garantire assistenza morale e materiale.

Tutto sembra iniziare con le migliori intenzioni, ma poi ... sorgono problemi di soldi, a causa dei figli, i rapporti sessuali non vanno più come prima, l'amore e l'affetto diminuiscono, la salute non è più quella, possono presentarsi periodi di lontananza come quelli durante le vacanze o viaggi d'affari e molti altri motivi, troppi da enumerare, come cause dell'infedeltà.

Esistono anche le unioni che reggono proprio a causa dell'infedeltà e che altrimenti salterebbero.

Confidarsi col partner è sicuramente problematico perché non si sa mai come reagirebbe. Possono verificarsi reazioni violente, liti continue, complicazioni a livello psichico, finanziario, familiare (parenti, figli, divorzio o separazione), può risultare un senso di repulsione per l'altra persona; non si riescono più ad avere rapporti sessuali, a dormire insieme, insomma le conseguenze possono essere innumerevoli e anche gravi per la convivenza. Se scoppia uno scandalo talvolta si perde la stima dei parenti, dei figli, dei conoscenti, può avere conseguenze sul lavoro, tutte situazioni preferibilmente da evitare.

La nostra spinta sessuale può manifestarsi in ogni momento, proprio quando meno lo aspettiamo e può sorgere anche un vero sentimento di affetto o d'amore e ... tante volte non ci possiamo far niente, capita. Confidarsi quindi col proprio compagno o compagna può essere molto rischioso e bisogna soppesare bene quale disastroso diluvio potrebbe causare.

E tutto questo per una colpa o meglio detto un'azione che fa sicuramente più della metà dell'umanità. D'altra parte bisogna considerare che non confessarsi col partner è disonesto e che sarebbe meglio parlare, sempre se la controparte è disposta a comprendere e perdonare, ma ... questa è e rimane un'incognita rischiosa. Peggio ancora se la cosiddetta trasgressione è di tipo omosessuale o trans. Visto la enorme quantità di “corna” bisognerebbe forse cercare di diminuire i sensi di colpa e dare meno importanza a scandali che sono perfettamente naturali, spesso ineludibili e che quindi non dovrebbero più venir considerati come tali.

La fedeltà nella coppia è bellissima finché dura, ma quando non viene più sentita può diventare un inferno.


Peter Boom – http://www.pansexuality.it - 


L'INFEDELTA' DI COPPIA E' SINONIMO DI IPOCRISIA

di Luca Bagatin




Peter Boom ha sicuramente ragione, ma dal suo punto di vista.
Personalmente la penso diversamente, nel senso che ritengo che sia proprio nell'infedeltà che si manifesta tutta l'ipocrisia e la psicosi della gran patre della Razza Umana.
Se una coppia scoppia, per così dire, perché mai mettere l'uno le corna all'altra o viceversa ? Molto meglio parlarne prima e lasciarsi.
Ed invece no. Ipocrisia, bugie, sensi di colpa, totale mancanza di rispetto nei confronti del prossimo.
In una parola: malattia mentale di matrice colposa.
Malattia mentale di matrice colposa così diffusa da essere il cancro endemico della società occidentale di massa e di classe, ovvero che accomuna tutte le classi sociali.
Personalmente l'infedeltà di coppia è comportamento che non riesco a comprendere. Al massimo lo annovero fra le psicosi e le cattiverie dell'animo umano.
Se una persona non è in grado di essere fedele, molto meglio che lo dichiari a priori.
Se una persona non sopporta più la/il compagna/o, molto meglio che lo dichiari prima di farlo soffrire o prima di cornificarlo di nascosto.
Se una persona scopre di amare un'altra, si chiarisca prima con sè stessa e poi con il partner.
Tutto il resto, cari miei, è ipocrisia, non capacità di affrontare sè stessi e dunque l'altro.
No, non credo vi possano essere scusanti.
Non almeno per me che sono, da questo punto di vista, un bigotto - moralista - conservatore - monogamo impenitente.
E non è un caso che, personalmente, rinunciando alla monogamia, preferisca stare per conto mio.
Al fine di non lasciarmi contaminare troppo dalle psicosi collettive di quella che, a ragione, lo scrittore Mark Twain definiva "Razza Umana".
E concludeva dicendo: più conosco gli uomini (o le donne), più amo gli animali.

Luca Bagatin



21 aprile 2011

"Habemus Papam": il fenomeno cinematografico del momento

Habemus Papam: un film non antireligioso, bensì umano

di Luca Bagatin


Una scena di "Habemus Papam": Peter Boom fra una guardia svizzera e il regista Nanni Moretti


Ho visto in questi giorni, per la prima - e spero non ultima - volta l'atteso film di Nanni Moretti "Habemus Papam", con Michel Piccoli e, fra gli altri, con il mio caro amico Peter Boom, che da anni cura sul mio blog la rubrica sulla Pansessualità ed i diritti civili.
Conoscevo già il contenuto di alcune scene perché proprio Peter me le aveva sommariamente raccontate lo scorso anno, quando mi trovavo a Roma e lui recitava sul set.
"Habemus Papam" è un film semplice, ma profondamente significativo e che merita assolutamente di essere visto più e più volte.
Michel Piccoli è straordinario nella sua verve tragicomica: mostra un Papa dei cattolici per la prima volta umano, denudato dell'ipocrisia del suo ruolo.
Piccoli - Papa dei cattolici
, incarna infatti l'attore che dismette il suo ruolo, per tornare a quello di semplice essere umano.
"Habemus Papam" di Moretti è la rappresentazione cinematografica della realtà dei ruoli pubblici, siano essi quelli di Papa, di politico, di presentatore televisivo: in pubblico fingono come gli attori più consumati, sino a snaturare sè stessi, la loro umanità, per diventare come degli automi nelle mani di altri automi (i Cardinali, il Potere Vaticano, nella fattispecie dei Papi dei cattolici).
Michel Piccoli - Papa
non si sente a suo agio nel ruolo che è stato chiamato a ricoprire. Non sopporta il peso delle sue responsabilità papali, di capo supremo della Chiesa cattolica e, quindi, cade in depressione sino a fuggire, aggirandosi per le vie di Roma.
Lo psichiatra Nanni Moretti, ateo dichiarato, costantemente giudicato ed osservato dal Potere Vaticano dei Cardinali, difficilmente riuscirà a guarirlo. Glielo impediranno proprio loro: gli automi.
Durante la fuga del Papa, purtuttavia, riuscirà ad umanizzare persino i Cardinali, organizzando un grottesco e giocoso torneo di pallavolo. I Cardinali torneranno ad essere bambini ed i bambini, come ricordava Maria Montessori, sono i padri degli uomini.
Da Cardinali seri, grigi, impettiti e persino abusatori di psicofarmaci, tornaranno alle loro origini umane.
Ho amato molto il ruolo interpretato dall'amico Peter Boom: il Cardinale neozelandese O'Neil. Ironicissimo e apparentemente ingenuo nella gestualità e nel modo di porsi. Encomiabile la sua interpretazione durante la partita di pallavolo (nella squadra dell'Oceania, inventata su due piedi dallo psicanalista Nanni).
Non voglio purtuttavia svelarvi il finale del film: il Papa Michel Piccoli, accetterà il suo ruolo di automa fra gli automi, o si avvicinerà a Dio nel modo più naturale possibile, ovvero tornando uomo fra gli uomini ?

Luca Bagatin

HABEMUS PAPAM, una bella avventura

di Peter Boom




Ho vissuto nella parte di un cardinale la lavorazione del film Habemus Papam come una bellissima avventura, ricca di un'autentica e sentita interpretazione artistica e professionale di Nanni Moretti e di tutti gli attori. Il primo ciak per me era per esprimere la paura e la disperazione di venir eletto. E certamente non era per l'enorme responsabilità che in fondo nessun papa è in grado di affrontare e questo si è visto nella storia della chiesa di Roma, ma laddove i cardinali godono ancora di certe libertà i papi sono troppo esposti a controlli e critiche dal interno e da tutta la società.

Il personaggio del papa eletto, interpretato in modo splendido da Michel Piccoli, invece sente profondamente questa responsabilità e non sa come affrontarla in modo giusto e cristiano. Pensiamo ad una morale veramente cristiana, che parla di povertà, di non giudizio e già ci si convince che non è per niente in sintonia con una chiesa che si è dimostrata agli opposti. Il Vaticano infatti non sa affrontare nemmeno un dibattito per un eventuale cambiamento nel senso puramente cristiano e rimane arroccato su politiche anticristiche.

Habemus Papam viene accusato di essere una offesa alla fede cristiana. Sarà un mio parere personale, ma sono proprio i papi ad offendere la figura di un Gesù Cristo, esistito realmente o invece no.

Zeffirelli, che ho conosciuto dai tempi di Rocco e i suoi fratelli (1960) del grande Visconti, parla di un insulto alla fede dei cattolici ed al papa e di un'arruffianata di un regista (Moretti) di sinistra. Ha dimenticato tutto d'un botto che a destra ci stanno molti laici, come a sinistra ci stanno molti cattolici (finti o meno). Visconti era coraggiosamente omosessuale, questo vale anche per Zeffirelli ed io stesso sono un fervente attivista gay o meglio detto “pansessuale” e mi chiedo come faccia Franco Zeffirelli a rispettare una chiesa che lo accusa per omosessualità e blatera a destra e a sinistra allucinanti e fuorvianti giudizi sulla sessualità in genere. Un teologo tedesco ha parlato apertamente dell'omosessualità di papa Ratzingher.

Ho letto l'interessante giudizio del nobile Sforza Ruspoli che dichiara che è lo spirito santo a scegliere i pontefici, dimentico forse che allora le crociate, la caccia alle streghe, l'inquisizione, le atroci torture, il rogo di Giordano Bruno, lo IOR, l'imposizione del segreto sulla pedofilia dei preti e molte altre cose carine sarebbero state ordite ed inspirate in origine da questo loro spirito santo.

Un'altra illuminante esternazione dice che “non è la psicanalisi che salva l'uomo”. Infatti, nel film anche Moretti prende un po' in giro la psicanalisi che invece può aiutare ad approfondire la condizione psichica dell'uomo senza mettere regole o dogmi asfissianti. Pericolosa è invece l'affermazione “gioca con i fanti e lascia stare i santi”, proprio in vista della santificazione di un papa che per diventare santo non avrebbe dovuto sapere niente di ciò che avveniva dentro il Vaticano (IOR, pedofilia, etc., etc.). Forse papa Luciani è morto proprio perché si sentiva più responsabile e volle cambiare certi comportamenti.

Giusta infine la risposta di Nanni: “Vedete prima il film, poi giudicate liberamente!” L'auspicato boicottaggio del film ricorda soltanto il rogo dei libri effettuata dai nazisti nel 1933.


Peter Boom – http://www.pansexuality.it

(nella foto con Michel Piccoli e Nanni Moretti)



15 aprile 2011

HABEMUS PAPAM da oggi al cinema (nel cast anche Peter Boom)

Oggi esce nelle sale cinematografiche "Habemus Papam", l'ultimo film di Nanni Moretti e con protagonista il grande Michel Piccoli.
Lo segnalo per un motivo che mi sta particolarmente a cuore, ovvero in quanto in esso vi recita l'amico e collaboratore di questo blog Peter Boom, che vestirà i panni del cardinale neozelandese.
Quando Peter era impegnato nelle riprese del film, esattamente un anno fa, mi trovavo a Roma. Ci incontrammo ed andammo a mangiare al cinese. Allora ero comprensibilmente triste per una delle tante vicissitudini della vita ed anche allora Peter, da padre, seppe tirarmi sù il morale.
Auguro a Peter cento di questi giorni e che questo film, che ha rilanciato la sua carriera di attore, abbia pieno successo. E ovviamente mi auguro di non dover mai rinunciare alla sua collaborazione che, di volta in volta impreziosisce questo blog

L. B.




30 marzo 2011

Nucleare SI', nucleare NO: un confronto fra Peter Boom e Luca Bagatin

POTERE E ENERGIA

di Peter Boom

 

Qual'è la conseguenza dello stop all'energia nucleare? La risposta è molto breve e si può fare con tre semplici parole: “perdita di potere”.

Prima il potere stava nel carbone, poi nel gas e nel petrolio, tre elementi altamente tossici che hanno non poco contribuito all'inquinamento del nostro piccolo pianeta.

La politica, il potere, naturalmente possiede la tendenza al monopolio per poter controllare meglio l'economia e conseguentemente la vita di tutti.

E' stato pertanto reclamizzata, dichiarata insostituibile insistentemente la NON soluzione dell'energia nucleare.

Il disastro di Cernobyl non ha soltanto inquinato la diretta zona circostante, ma seriamente molti paesi circostanti e un po' tutto il mondo. Quando la radioattività fuoriesce va nell'aria, nell'acqua e nella terra, diventa incontrollabile. Si sparge più forte dove i venti, i corsi d'acqua o le piogge la portano. Infatti, la nube radioattiva dal Giappone è già passata anche sopra l'Italia.

I costi per la costruzione delle centrali sono altissimi, prima che possono iniziare a produrre ci vogliono almeno 12 anni e le scorie radioattive non si sa bene dove portarle, stoccarle o magari si nascondano poi in qualche paese del terzo mondo. Sommando a questi costi i danni degli incidenti con esiti spesso minimizzati e difficilmente riparabili a danni delle persone, della fauna e della flora, si capisce che questo tipo di produzione energetica è in realtà anti-economica ed inoltre difficile da gestire in caso di cataclismi naturali, sabotaggi o terrorismo. Sono pertanto pericolosissime cattedrali nel deserto.

Gli interessi finanziari, già dal momento della progettazione, sono enormi e spesso riescono ad indirizzare certo mondo politico su strade poco edificanti.

Dividere la produzione energetica, come succede con le molteplici possibilità alternative, in impianti piccoli, piccolissimi o medio-grandi, toglie in pratica il controllo del potere politico e dei monopoli dalla governance del comparto mondiale energetico.

L'energia è strategica e indispensabile nelle nostre società moderne, quasi tutto funziona con essa. Senza di lei non si andrebbe più avanti!

Le opzioni di produzione energetica alternativa poco o non inquinanti diventano sempre più accessibili ed adattabili alle diverse condizioni climatiche e dei territori. I costi diminuiscono costantemente senza contare l'importantissimo plusvalore di “non essere inquinanti”.

Naturalmente alcune forze politiche appoggiate da forti, anzi fortissimi produttori di carbone, gas, petrolio ed energia nucleare fanno di tutto per contrastare lo sminuzzamento degli interessi in questo campo e con i mezzi a disposizione controllano una buona parte dei massmedia.

Si legge, che addirittura certi “verdi” protestano contro gli impianti di energia del vento e solare. Forse adesso preferiscono di nuovo l'inquinamento? Parlano di mafie che finanziano i parchi eolici e solari e se questo può essere vero allora devono essere le procure ad interessarsene. E' pur vero che l'ubicazione dei suddetti parchi deve venir scelta senza troppo deturpare paesaggi o città e paesi antichi che soprattutto in Italia rappresentano un grande valore.

In Olanda ho visto il lento, silenzioso e maestoso girare di tante pale eoliche piazzate nei prati verdi dove pascolano pecore, vacche e cavalli. Le energie alternative sono liberatorie e tolgono la dipendenza dal potere politico e dei monopoli. L'energia sta diventando libertà!


Peter Boom

http://digilander.libero.it/pboom 

http://www.pansexuality.it



FRA LE ENERGIE ALTERNATIVE E' ANNOVERABILE ANCHE QUELLA NUCLEARE
SI' AL NUCLEARE: UNA NUOVA BATTAGLIA DI LAICITA'

di Luca Bagatin



Si può pubblicare anche senza essere necessariamente d'accordo. Come è nella tradizione di questo blog. Peter poi, è un amico/collaboratore di questo piccolo prodotto editoriale telenettico blogghizzante.
Sul nucleare, con Peter, mi confronto assai spesso, ma non riesco proprio a condividere quanto sostiene.
L'Italia è il Paese d'o sole, ma solo al sud e/o nelle coste (caro Peter, vieni ad esempio nella mia Pordenone e ti accorgerai che aveva ragione Hemingway a definirla "pisciatoio d'Italia"). Le risorse energetiche, purtroppo, anche quelle del sottosuolo, sono limitatissime.
Come ha dimostrato il prof. Franco Battaglia e l'Associazione Galileo 2001 per la libertà e dignità della scienza, al nucleare non vi sono dunque alternative, salvo continuare ad importare energia nucleare dall'estero e pagare le bollette più care d'Europa.
Ed il nucleare è, oltretutto, un'energia pulita !
Al link www.ilgiornale.it/la_aut.pic1?ID=5750 trovate un bel po' di articoli del Battaglia, tanto per gradire ed approfondire.
Sono dunque fra coloro i quali ritengono che il referendum antinuclearista del 1987 fu una sciagura. E che al refedendum prossimo venturo ci si debba opporre o votando NO, oppure, come penso farò anch'io, astenendosi del tutto.
Il referendum dell'87 fu sciagura mediatica sull'onda del disastro di Chernobyl, ma si consideri che nell'allora URSS non vi erano né seri controlli né le centrali erano costruite, per così dire, "a regola d'arte" (il grosso del bilancio statale se ne andava infatti nella cosiddetta "corsa agli armamenti").
Una sciagura mediatica orchestrata dai Verdi fondamentalisti e da tutte le forze politiche (in prima linea anche socialisti e radicali, salvo diversi ripensamenti negli anni a venire e le perplessità della stessa associazione ambientalista Amici della Terra), a differenza del PRI che a tale referendum si oppose con forza.
I Poteri Forti, poi, sono sempre stati dalla parte dei petrolieri, altro che dei nuclearisti, caro Peter !
I guasti della scelta antinuclearista li stiamo ancora pagando.
Le energie rinnovabili vanno benissimo, ma sono praticabili in maniera molto limitata nel nostro Paese. Dalla solare all'eolica. Non c'è né abbastanza sole né abbastanza vento (non abbiamo una Saint-Malo italiana, per intenderci).
E poi, caro Peter, i business eco-mafiosi sull'eolico ed il fotovoltaico stanno fioccando eccome....all'ombra talvolta dei venditori di fumo vendoliani-sinistri--illibertari-ed-ecomostruosi di cui più volte ci ha parlato l'ottimo giornalista free lance Gianni Lannes, che per questo rischia quotidianamente la pelle, senza che nessuno dica nulla.
Si veda questo ottimo link in proposito:

http://olipan.blogspot.com/2010/11/eolico-e-fotovoltaico-selvaggio-ma.html


Oltre che questo tutorial curato da Alessandro Cecchi Paone:

http://www.ideeinmovimento.net/index.php?option=com_videoflow&task=play&id=11&sl=latest&Itemid=9

Alternativa al petrolio potrebbe essere la Cannabis, questo sì.
Ne parlavamo a Pordenone quando fondammo il comitato antiproibizionista IN / COSCIENZA una decina e rotti anni fa. Constatando peraltro che l'Unione Europea mette a disposizione fior fior di quattrini per gli utilizzi industriali della canapa indiana (come avviene da anni in Svizzera, ad esempio). Utilissima, fra l'altro, per la produzione di carburanti meno inquinanti dei derivati del petrolio.
Qui l'Italia è però come al solito cieca, sorda, bigotta e soprattutto cretina (le famose "radici cretine dell'Italia": dal totalitarismo di destra a quello di sinistra, passando per le influenze clericali e cattocomuniste).
Sulla questione della centrale nucleare giapponese, vorrei precisare - visto che pochissimi media lo hanno fatto - che essa risale agli anni '70, mentre, quelle che si vorrebbero realizzare nei prossimi anni in Italia avranno un grado di sicurezza quattro volte superiore a quella colpita.
Dunque, caro Peter, permettimi questa critica al tuo pezzo, che pur ho pubblicato come sempre, con grande piacere ed onore.

Luca Bagatin



26 marzo 2011

"CROCI...FISSI, CROCI ALLO SBARAGLIO" articolo di Peter Boom

CROCI... FISSI, CROCI ALLO SBARAGLIO

di Peter Boom


Incredibile, anche per molti veri credenti, la sentenza che la croce come unico simbolo possa rimanere esposta nelle scuole ed aule giudiziarie. In fondo non mi meraviglia più di tanto e dimostra il declino della religione cattolica che ha questo grande bisogno di esternazione come qualsiasi altro prodotto vendibile attraverso un'accanita pubblicità. Anzi, ritengo che con questa “fissazione” stiano dando la zappa sui propri piedi.

Si è detto che l'esposizione di un unico simbolo non dovrebbe arrecare danno ad altre convinzioni, ma un simbolo è e fa sempre pubblicità e quindi influenza positivamente o negativamente noi esseri umani. Gli esperti di pubblicità dicono che quando si vede una pubblicità per la terza volta già si forma nel cervello la tendenza all'acquisto. Quando, per esempio si va in un'aula giudiziaria dove sta appeso bene in vista sopra la testa del giudicante un crocifisso col povero Cristo condannato a morte è probabile che si pensa o possa ritenere che il giudice lì sotto sia di parte.

I diritti civili forse non vengono direttamente calpestati a causa di questa sadica esposizione, ma indirettamente ed a lunga scadenza senz'altro mettendo inoltre in crisi la parità delle persone da giudicare che possono essere ebrei, musulmani, buddisti, laici od altro.

Inoltre bisogna tener conto che questo simbolo ha rappresentato nei secoli un'enormità di azioni criminali, persecuzioni, crociate, caccia alle streghe, torture, omicidi, emarginazioni e che tutt'oggi il cosiddetto cristianesimo cattolico è accusato di brogli, riciclaggi (banca del Vaticano, Istituto Opere Religiose), di plurifavoreggiamento della pedofilia ed altre amenità del genere.

E' un simbolo gravemente abusato da una chiesa che avrebbe dovuto dare il buon esempio e perciò non si capisce per quale motivo “educativo” dovrebbe venir esposto soprattutto nelle scuole che sono multinazionali, per forza anche negli uffici pubblici che dovrebbero invece rispettare ogni diversità legale degli abitanti.

E' vero che la nostra cultura è stata influenzata dal cristianesimo, ma poggia le sue basi culturali e di pensiero sul medio oriente più antico, sulla civiltà greca e romana, in seguito sul Rinascimento ed il Risorgimento.

Se tutti i simboli dovrebbero venir esposti nelle aule non ci sarebbe più spazio per noi, eppure per il diritto all'uguaglianza si dovrebbero esporre tutti o....nessuno!

Se continueranno testardamente a riempirci di crocifissi con attaccato quel povero Cristo che pensò di sacrificarsi per salvare tutti noi, allora mettessero almeno un'altra immagine accanto e cioè quella di un terribilmente torturato corpo di Giordano Bruno dato alle fiamme in piazza Campo de' Fiori a Roma e ... visto che sono un pansessuale ci metterei pure un bel quadruccio di Alfredo Ormando datosi alle fiamme proprio in piazza San Pietro in protesta contro la perfida e gravissima emarginazione perpetuata dai cosiddetti preti “cristiani”.

Da ciò si può dedurre che quello che hanno fatto altri contro la persona di Gesù, la chiesa cattolica l'ha fatto con coloro che la pensavano diversamente.

Peter Boom http://digilander.libero.it/pboom - http://www.pansexuality.it



CROCIFISSI O CROCI ANSATE
breve commento di Luca Bagatin



Vorrei intervenire con un breve commento relativamente al crocifisso nei luoghi pubblici.
Da sempre liquido la questione in modo molto semplice: il crocifisso è, innanzitutto, un falso storico. Gesù fu inchiodato ad una "tau" e non ad una croce. Così come era in uso fare presso i Romani all'epoca.
La croce è un simbolo che il cristianesimo, per mezzo dell'Imperatore Costantino (inventore di questa religione), mutuò dalla tradizione dell'Antico Egitto (la famosa Croce Ansata o Ankh).
Il cristianesimo, specie nella sua declinazione cattolica, è una religione relativamente recente e non ha simboli suoi propri: tutti i suoi simboli li ha scientemente mutuati da tradizioni antichissime e precedenti. Tradizioni di cui spesso ha voluto cancellare le tracce (pensiamo al bogomilismo, al catarismo, allo zoroastrismo, tanto per citarne solo alcune).

Luca Bagatin



19 marzo 2011

"Il cassetto chiuso" recensione di Peter Boom

                                                 IL CASSETTO CHIUSO                                               
di Peter Boom




Un libro certamente non commerciale, costruito sui documenti del nonno Filippo de Cupis, ufficiale garibaldino, dal nipote Adriano, edito da Portofranco.
Una testimonianza valida e preziosa del periodo garibaldino, ritrovata in una cassetta sigillata ed ereditata molti anni dopo da Adriano.
Nelle lettere ed i documenti sbiaditi, custoditi gelosamente ed aperti dopo circa 120 anni, si sono ritrovati interessanti e veraci notizie riguardanti la nascita dell'Unità d'Italia.
Nonno Filippo descrive l'entusiasmo che allora mosse la gente a ribellarsi e il coraggio malgrado le continue disfatte e fughe soprattutto dalle truppe francesi sbarcate a Civitavecchia in difesa del Vaticano. Garibaldi riuscì ogni volta a rincuorare le sue camicie rosse ed a tirare su il morale. Gli alti ideali di Libertà, Giustizia, Eguaglianza e Tolleranza davano loro la forza per i tremendi sacrifici, talvolta pagando con la vita.
Ideali che al giorno di oggi sembrano completamente assopiti. L'Italia vive momenti molto difficili ed una buona parte della popolazione vive addirittura di stenti grazie a politiche disastrose, corrotte e colluse con mafie, poteri del Vaticano (IOR) e con un sistema giudiziario e fiscale indegno per un paese moderno e civile.
Chi governa cerca di mantenere il potere in tutti i modi, la corruzione aumenta e, nella maggior parte dei casi, rimane purtroppo impunita. Laddove regna la confusione è molto più facile pescare nel torbido, fare gli affari propri e farla franca.
L'Italia è un paese ricchissimo di risorse umane sia lavorative, scientifiche e di know how, possiede un patrimonio enorme in monumenti, antichità, arte, oltre ad un clima che attrae milioni di turisti da tutto il mondo ogni anno. Il sole, il vento e molte altre possibilità per generare energia pulita potrebbero rendere il paese autosufficiente anche da questo punto di vista.
Forse un novello Garibaldi potrebbe cambiare queste terre bellissime dagli imbrogli, le frodi ed il malcostume endemico facendo reagire le masse popolari.
Una rivoluzione culturale, non violenta, sarebbe veramente necessaria.
I documenti di nonno Filippo testimoniano anche il suo crollo finanziario in conseguenza di truffe borsistiche e bancarie. Ai giorni nostri il malaffare Parmalat fa pensare alla famosa frase “L'histoire se répéte”, malgrado la Consob, verifiche pro forma sulle banche e l'impossibile controllo sullo IOR, la banca del Vaticano.
Il nipote di Filippo De Cupis, il signor Adriano, spirito libero ed anticonformista, ha aggiunto nel libro la prefazione di Annita Garibaldi Jallet, l'introduzione scritta da Amedeo Ciotti e le postfazioni di Elio Veltri  e Marco Travaglio.

Peter Boom
http://digilander.libero.it/pboom
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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini