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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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18 dicembre 2013

Risposta della Segreteria di FARE per Fermare il Declino al mio articolo/proposta di alcuni giorni fa. Ovvero: FARE PER FERMARE IL DECLINO "versus" AMORE E LIBERTA'

Oggi la Segreteria di FARE per Fermare il Declino ha risposto al mio articolo/proposta di qualche giorno fa relativo alle scelte politiche di Michele Boldrin e del movimento da lui presieduto.
Di seguito la risposta a firma di Costantino De Blasi, membro della Direzione nazionale di FARE e la mia controreplica.


L.B.


Missiva di Costantino De Blasi
per conto della Segreteria Nazionale di FARE per Fermare il Declino



Caro Luca,

confesso che alcuni passaggi della tua lettera,la stessa vedo pubblicata sul tuo blog, mi lasciano perplesso. Accanto a giuste riserve, quelle ad esempio sull'alleanza con partiti che hanno attraversato la prima e la seconda repubblica e sulla quale tornerò dopo, mi sfugge il senso dell'alternativa che proponi. Quello che intuisco è che la tua proposta consta di una sorta di velleitarismo antipartitico che ponga Fare al di fuori dell'agone politico (fai riferimento all'Agorà greca) altrimenti Boldrin sarà destinato all'oblio della memoria. Ti invito a ragionare sull'impatto che ha avuto sino ad ora Amore e Libertà e su quale seguito potrà in un futuro breve contare. A me non sembra che questo tipo di azione in Italia sia mai riuscito ad uscire dal perimetro di una sterile autoreferenzialità. Non vedo inoltre sul tuo blog alcuna proposta politica concreta né alcun tentativo di dare al Paese risposte ai tanti problemi, soprattutto economici, che lo attanagliano.

Nel tuo invito scrivi "Per essere visibili non sono necessari finanziamenti. Basta darsi da fare nella quotidianità".

Noi lo stiamo facendo. Ci stiamo dando da fare nella quotidianità attraverso banchetti nelle piazze, incontri con il mondo delle partite iva, ascolto delle istanze di fasce della popolazione che non ce la fanno più a tirare avanti con uno Stato violento e confuso. Tutto questo però costa. E costa non soltanto in termini economici ma anche sotto il profilo del tempo che sottraiamo alle nostre famiglie e alle nostre professioni, giacché tutti, dal coordinatore nazionale all'ultimo dei tesserati, siamo dei volontari della politica. Le idee, caro Luca, hanno bisogno di gambe su cui camminare e le gambe hanno sempre bisogno di energia
In Italia, ma non solo in Italia, la politica si fa sia nelle strade che nelle istituzioni perché se si facesse solo nelle strade o sui blog il numero delle persone che ascolterebbero le tue idee sarebbe inevitabilmente trascurabile. 
Noi pensiamo di avere buone idee; pensiamo di avere la lucida visione della situazione economica e delle ricette per risolverla. Se limitassimo la nostra azione alla sterile enunciazione delle stesse molti dei nostri potenziali interlocutori ci accuserebbero, giustamente, di fare filosofia a danno della realtà quotidiana.

Le alleanze.
Alcuni dei partiti con cui stiamo dialogando hanno effettivamente visioni non propriamente coincidenti con le nostre. Abbiamo però voluto provare a superare le differenze per esaltare di contro le affinità e metterle a valor comune. Non sappiamo se questo esperimento avrà successo. I primi segnali ci dicono di si. Tuttavia sentiamo il dovere di rinunciare a un poco del nostro particolare per poter essere più forti e rappresentare una vera alternativa per il maggior numero possibile di elettori. In questo senso Passera è stato fino ad ora uno degli interlocutori più affini e affidabili, avendo condiviso la necessità di imprimere una vera svolta alla politica italiana. Da parte sua c'è il vantaggio di conoscere bene il funzionamento della macchina dello Stato e di aver individuato le criticità strutturali. Contrariamente a quello che affermi, è stato molto critico con il governo di cui ha fatto parte e ha provato, dall'interno, a combatterne le politiche economiche. Per ora questo ci basta. Nelle prossime settimane vedremo se anche lui dalla teoria vorrà passare alla pratica. Se lo farà avremo un partner affidabile e credibile con cui lavorare.

Mi fermo qui per ora, disponibile ad un ulteriore confronto

Cordialità

Costantino De Blasi
Membro della Direzione Nazionale di Fare per Fermare il Declino

Risposta di Luca Bagatin

blogger, giornalista, Presidente fondatore di "Amore e Libertà"


Gentile Costantino,

innanzitutto permettimi di ringraziarti per questa tua risposta.

L'articolo a cui ti riferisci, nella sua prima parte, vuole semplicemente fotografare una realtà.

Una realtà che, peraltro, ho vissuto in prima persona dal 1996 ad oggi, ovvero da quando iniziai a fare politica nell'area laica, liberale, libertaria e repubblicana.

Una realtà che, purtroppo, è diventata sterile ed autoreferenziale a causa di ideologie che la maggior parte dei cittadini non conosce (e ciò è un peccato e non a caso, da anni, propongo di istituire Fondazioni culturali di alto profilo intellettuale, in luogo di partiti o movimenti politici, affinché i giovani possano conoscere la Storia dei partiti storici che hanno fatto grande questo Paese). Ed in particolare a causa di dirigenti politici che, anziché inseguire il bene comune, ovvero il buonsenso, hanno preferito o perseguire il proprio tornaconto personale oppure scelte politiche senza alcun costrutto.

In passato lo abbiamo visto con i vari Poli Laici (di Taradash e Giovanni Negri) e Case Laiche (di Diaconale e Giacalone), con le Rose nel Pugno (di Pannella e Boselli) e, oggi, con quest'improvvisata alleanza di partitini.

Sono cose che sappiamo tutti come sono finite e mi ha davvero stupito che una personalità estranea al mondo politico/partitico come Michele Boldrin si sia lasciata prendere la mano in questo senso.

Detto ciò, passo a risponderti a quanto scrivi: tu mi scrivi "ti invito a ragionare sull'impatto che ha avuto sino ad ora Amore e Libertà e su quale seguito in futuro breve potrà contare".

Il punto è che le tue premesse sono errate. "Amore e Libertà", così come scritto nel nostro Manifesto d'intenti, non ha di queste pretese. Anzi, non ha alcuna pretesa. E' un pensatoio. Un pensatoio pubblico (anche con tutta l'ironia del gioco di parole, poiché è l'ironia che ci fa muovere, non c'erto la competizione). "Amore e Libertà" si limita a veicolare proposte. Un elenco di proposte appannaggio di chiunque. Senza chiedere danari. Senza essere o pretendere di essere un'organizzazione. Come dico sempre: siamo un simbolo (quello di Anita Garibaldi e ciò che la sua figura rappresenta, tutt'oggi, pur nell'ignoranza mediatica generale) ed un manifesto. Non ambiamo ad essere più di questo.

Nel Manifesto d'intenti non ci sono risposte a tutto, certo. Non siamo né una Chiesa né un Partito. Vorremmo solo stimolare le persona a ragionare e a proporre.

In questo senso va la mia proposta a Michele Boldrin ad aderire a questo Manifesto. Le sue idee economiche e sull'abolizione del diritto d'autore sono preziose e non vanno sprecate/perdute confondendosi con la mera politica-partitica.

Tutto ciò che fate, confondendovi con i partiti e con i partitini, finirà per essere vano. Per essere stata una mera perdita di tempo. Lo dico per esserci già passato, ma, ad ogni modo, ciascuno è libero di seguire la propria strada come meglio crede.

Le energie politiche, in questo Paese, sono mancate proprio a causa di una classe politica e di un sistema politico-economico (Ron Paul negli USA insegna, a proposito della sua denuncia del sistema FED) che ha frodato i cittadini.

Ed in questo senso i cittadini si stanno disinteressando alla politica. E lo stanno facendo anche coloro i quali, anni fa, alla politica hanno dato importanti contributi. Non è antipolitica (che oggi è rappresentata unicamente dalle forze che siedono in Parlamento), ma un dato di fatto.

Sembra che ciò vi sfugga completamente. Quantomeno oggi.

Allorquando FARE fu costituito ricordo che scrissi un'entusiastico pezzo che l'amico Cesare Lanza pubblicò sul suo sito ufficiale (http://www.lamescolanza.com/Temp=2012/082012/oscar_giannino=010812.htm). Allora, però, FARE sembrava un'altra cosa. Sembrava puntare sulla società civile e non sulle alleanze partitocratiche (con partiti che peraltro hanno rinnegato la loro Storia da quel dì, da Einaudi sino a Mario Pannunzio...se qualcuno li ricorda ancora).

Tu mi scrivi che i primi segnali di quest'alleanza con i partitini dimostrano che sarà un successo. Un successo di che cosa e di chi (ammesso che riusciate a superare l'1%, che è la soglia massima alla quale ragionevolmente potrete ambire) ?

Sono decenni che si parla di "svolta", ma nessuno declina mai che cosa sia questa "svolta".

La vera svolta, io credo, dovrebbe essere una politica fatta d'amore e con amore. Da persone consapevoli, libere, aperte da ogni condizionamento. Da persone comuni che fanno ciò che fanno unicamente per passione. Sull'esempio di Anita Garibaldi, che, peraltro, morì giovanissima per difendere l'unica vera Repubblica democratica che questo Paese abbia mai conosciuto, ovvero la Repubblica Romana (tradita dalla non-Repubblica dei partiti antirisorgimentali e antilaici, nel 1948).

Ti rinnovo ad ogni modo i ringraziamenti per questa tua missiva, a cui sarà mia cura dare pubblicazione al fine di contribuire al dibattito. Dibattito al quale mi farebbe piacere partecipasse quanto prima anche Michele Boldrin.

Con viva cordialità,


Luca Bagatin



4 novembre 2013

La mia scelta laica eretica-erotica

Confesso, che poi non è nemmeno una confessione per chi mi conosce bene, di essere sempre stato un eretico.

Eretico in politica, nella vita privata ed in ambito culturale.

Ho fatto parte, sin da quando avevo sedici anni, di molti partiti politici ad esempio. Ne sono stato iscritto e talvolta ho ricoperto anche diverse cariche pubbliche, per così dire. Purtuttavia ho sempre e solo pensato con la mia testa e sono sempre rifuggito dalle ideologie e dai feticismi-fanatismi di partito.

Per me concetti quali “centralismo democratico”, oppure “disciplina di partito” sono sempre stati estranei ed astrusi.

Ho sempre avuto di fronte e per scelta personale, invece, poche ma chiare idee: libertà individuale spasmodica, laicità, onestà intellettuale e morale, arte e bellezza.

Allorquando queste prospettive collimavano con il tal partito, solo allora mi inscrivevo e iniziavo a lavorare...per portare avanti questi e solo ed unicamente questi princìpi.

Entrai così nei Verdi (salvo un rapidissimo passaggio nei giovani comunisti di Rifondazione, ma solo perché a sedici anni avevo letto quasi tutto Marx e ne rimasi affascinato...pur per un brevissimo lasso di tempo), successivamente bazzicai fra i Radicali, poi mi iscrissi ai partiti della galassia liberalsocialista ed infine approdai al Partito Repubblicano Italiano e, più recentemente, prima dando una mano al movimento di Oscar Giannino e poi riproponendo Ilona Staller in politica - ideandone la candidatura - mi candidai con lei nel Partito Liberale Italiano alle Amministrative romane, sperendo così di “erotizzare” gli “sclerotizzati” laico-liberali (che, fu subito evidente, preferirono rimanere "sclerotizzati").

Frequentai così, e per bene, le varie anime della sinistra, almeno quella autentica, libertaria e laica. Pur discostandomi sempre dalla ideologia e dalle visioni ideologiche, feticistiche e voyeuristiche del partitismo.

Invero, alla fine della fiera, nell'ambito di tali partiti non riuscii a soddisfare appieno i miei princìpi e così, in quasi vent'anni di militanza, me ne discostai totalmente, preferendo non avere più tessere di partito.

Del resto nell'ambito dei medesimi partiti feci sempre di testa mia: prima teorizzando (anticipando i tempi su quella che sarebbe diventata la Rosa nel Pugno) un'unificazione fra Verdi-Radicali e Socialisti e, successivamente, puntando ad un polo laico che si battesse per le libertà civili, sessuali, sociali ed economiche, contro il Potere Pd-PdL (anticipando per molti versi le denunce del Movimento Cinque Stelle). Ciò non avvenne né, credo ormai, in ambito politico-partitico, potrà mai avvenire.

I partiti ragionano secondo regole fisse, alchimie stantìe e di Potere, senza alcuna onestà morale ed intellettuale, mentre il sottoscritto crede nell'eresia, nell'erotismo e dunque anche nell'erezione, che è aspetto condannato e combattuto dalla “cultura” dominante del Potere-Prepotente-Impotente (PPI).

I Radicali, almeno per ciò che attiene al periodo dei mitici Anni '60 e '70 (e per certi versi '80), furono gli unici a comprendere la necessità di un linguaggio diverso. Un approccio nuovo alla politica-partitica-sclerotica. Introdussero l'arte, l'erotismo, la goliardia nelle loro battaglie di libera-Azione, ovvero di liberazione. Il Partito Radicale fu, per decenni, il partito delle donne, degli ecologisti, degli omosessuali, dei transessuali, delle prostitute, dei libertari, liberisti, libertini, anarcosocialisti, degli spiritualisti e delle pornostar.

Fu il partito del sincretismo fra Sacro e Profano. Dell'intelligenza controculturale che, negli USA, affondava le sue radici nella cultura beatnik, mai approdata davvero (nonostante i contributi di Nanda Pivano) nelle coste della buonista, bigotta, conformista, clericofascista e cattocomunista Italia.

Purtroppo anche i Radicali, con gli anni, si sono mutati e globalizzati. Ovvero inglobalizzati in un sistema conformista-consumista e di Potere al punto che – e non è un caso – oggi Emma Bonino siede al governo della Famiglia Letta-Berlusconi.

Quanto ai verdi, socialisti, liberali e repubblicani, si sono divisi equamente le poltrone elargite loro dal Potere dei Prodi, dei D'Alema e dei Berlusconi, dimenticando totalmente le loro antiche battaglie e oggi rimanendo addirittura con il cerino in mano, visto che non esistono più né verdi, né socialisti, né liberali, né tantomeno repubblicani-mazziniani.

E' anche per questo che ho smesso di andare a votare e farmi prendere per il deretano. La libertà, l'eresia non hanno prezzo.

Mai rinunciare al pensare con la propria testa, attraverso un constante studio ed approfondimento della realtà.

Mai rinunciare a ciò per il Potere, ovvero per quella che chiamano “politica” che, nei fatti, ne è la sua più becera espressione e che da secoli danneggia l'intelligenza umana.


Luca Bagatin



17 ottobre 2013

"Papa Francesco, Scalfari e Pannella". Articolo di Giacomo Properzj

Pubblichiamo qui un bellissimo articolo dell'amico Giacomo Properzj scritto per www.linkiesta.it, che mette in luce tutto il soubrettismo neo-post-radicale (o, meglio, antiradicale storico) di Eugenio Scalfari e di Marco Pannella i quali plaudono alla neo-soubrette mediatica Jorga Mario Bergoglio, autoproclamatasi Papa Francesco.

Le due corna, se così posso esprimermi con tutto il rispetto, dell'esile movimento radicale in Italia, sono rappresentate da Eugenio Scalfari, giornalista, fondatore di Repubblica, da sempre autorevole espressione della sinistra e da Marco Pannella, promotore di un'infinità di referendum, non sempre fortunati e protagonista di eventi di ogni genere, come si sa, finalizzati ad iniziative politiche. Talvolta elettoralmente legato anche a Berlusconi.
Stranamente, Papa Francesco ha trovato consenso in questa sottile area politica sia stabilendo rapporti epistolari con Scalfari che si tradurranno nel giro di pochi giorni in un libro strenna per Natale sia ottenendo, senza peraltro incontrarlo, un grande e rumoroso consenso da parte di Pannella che lo definisce “quest'amore de Papa” e ha presentato per le prossime elezioni regionali in Lucania una lista dedicata anche ai credenti.
Scalfari, che ha sempre avuto di se stesso una considerazione superiore a quella che il mondo in genere gli concedeva, trova oggi in questa corrispondenza pontificia, sugli altissimi problemi della vita e della coscienza, un appagamento che non ha mai avuto e forse il rischio è che faccia come la rana di Esopo e cioè scoppi dal piacere. Quanto a Pannella non è ancora riuscito a penetrare nelle stanze vaticane e si esprime da qualche tempo come un predicatore cristiano americano quelli, per intendersi dei tea-party tanto che se non si prende la linea giusta in certi orari si confonde facilmente Radio Radicale con la contigua Radio Maria. Preso questo mood, come si è detto, Pannella si è recato in Lucania a presentare questa lista radico-cristiana la quale, per ora, non ha ancora scelto con quale presidente stare visto che, come accade, il Pd presenterà un suo presidente e gli altri uno dei loro però nelle ultime ore sembrano orientati sul candidato di destra. Non pare questo un fatto importante per il gruppo degli strettissimi collaboratori pannelliani i quali inoltre hanno presentato la lista senza dire nulla all'associazione dei radicali italiani che per i comuni mortali sembrerebbe essere il partito o il movimento dei radicali. Non è vero, è stato spiegato che “i radicali italiani” sono una delle sette organizzazioni che compongo il movimento radicale in Italia (delle altre sei si hanno informazioni saltuarie e non sono in grado di farne l'elenco), inoltre il movimento radicale fa parte del partito radicale transnazionale, disperso un po' in tutto il mondo ma di cui spesso non si hanno notizie, come del suo segretario che è un avvocato del Mali ma di cui mancano informazioni da diverso tempo.
Naturalmente le due corna, con tutto il rispetto, del movimento radicale si odiano tra di loro e si detestano ma questo rapporto con il mondo vaticano sembra trovare una sua analoga linea concettuale seppur susseguosa per quanto riguarda Scalfari e stracciaculo, sempre con tutto il rispetto, per quanto riguarda Pannella. Il risultato sarà identico perché Papa Francesco è un gesuita e sa dove mettere le mani per ridicolizzare gli ultimi rari laici italiani.

Giacomo Properzj
www.linkiesta.it



10 ottobre 2013

Radicali sul viale del tramonto e FEMEN in pole position: fotografie lampo by Baglu

Proprio ieri sera (fra un disgusto di "Radio Belva" e l'altro, la peggiore trasmissione pseudo-giornalistica degli ultimi anni) parlavo con un amico di Marco Pannella.
Ne parlavo con grande nostalgia, pensando alle battaglie libertarie degli Anni '60-'70 e '80. A come un partito trasgressivo ed irriverente si sia trasformato in partito ministerialista e governativo, ovvero inutile all'evoluzione umana, prima ancora che politca.
Oggi ricevo una mail dei Radicali che parlano di questa loro nuova "lista democratica, cristiana, socialista e liberale", che avrebbe come simbolo ancora una volta la Rosa nel Pugno.
E, una volta di più, rimpiango il vecchio partito radicale, quello di Pannunzio con la Minerva dal Berretto Frigio e quello con la Rosa nel Pugno listata a lutto.
Un'altra epoca.
Del resto erano ancora viventi, allora, Adele Faccio, Adelaide Aglietta e Roberta Tatafiore.


...e un messaggio ai naviganti
Anche questa volta ci schieriamo dalla parte di FEMEN.
Eroine moderne in un mondo di codardi e pagliacci da Circo Barnum (come Mariano Rajoy e tutti i capi di stato e di governo del mondo)




28 gennaio 2012

Marco Pannella. Biografia di un irregolare



Sarà anche sin troppo elogiativa, ma, la biografia di Marco Pannella scritta dal giornalista Valter Vecellio, "Marco Pannella. Biografia di un irregolare", edito dalla Rubbettino, è indubbiamente il primo ed unico documento che racconta per filo e per segno chi è e chi fu il leader radicale.
Potrebbe apparire strano che una biografia sia scritta prima della dipartita dell'attore principale, ma ciò non fa che renderla contemporanea, attuale.
Come attuali sono le battaglie che conduce il Partito Radicale o come cavolo si chiama di volta in volta (Lista Pannella, Lista Bonino, Rosa nel Pugno...).
Il Partito Radicale di Pannella, come ci racconta lo stesso Vecellio, può dirsi continuatore, per molti versi, di quel Partito Radicale dei Liberali e dei Democratici che fu messo in piedi gli intellettuali laici che, negli anni '50, si raccolsero attorno al settimanale liberale "Il Mondo": Mario Pannunzio, Ernesto Rossi, Gaetano Salvemini, Niccolò Carandini, Leopoldo Piccardi, Ugo La Malfa e molti altri.
Il "primo" Partito Radicale, era forse un po' più "austero", ma aveva gli stessi caratteri di lotta ai privilegi ed alle corporazioni del partito radicale pannelliano.
L'avventura degli Amici del Mondo si concluderà presto e quei radicali finiranno chi nel Partito Repubblicano (la maggioranza), chi nel Partito Socialista, chi fonderà il Partito Radicale che erediterà Pannella.
La biografia di Vecellio parte dalle origini del Nostro: abruzzese di Teramo nato il 2 maggio 1930, battezzato Giacinto in ricordo dello zio ma chiamato dalla madre, Andrea Estechon, di famiglia svizzera francese, Marco. Sarà dunque la madre ad iscrivere il figlio in una delle tre scuole Montessori d'Italia, prima che siano bandite dal fascismo, assieme alla sua fondatrice.
Nel 1938, il bambino Pannella, seguirà corsi di scherma e violino, sotto l'insegnamento del professor Righetti, antifascista e repubblicano, e sarà proprio da lui che inizierà a respirare la prima aria liberaldemocratica.
Pannella, di quegli anni, come racconta a Vecellio, ricorda ancora la sua prima fidanzatina, Adria, che un giorno però non incontrò più e scoprì in seguito che se ne era dovuta andare con la famiglia perché ebrea: erano gli anni delle leggi razziali e quell'episodio fu decisivo per Pannella e per le battaglie per i diritti umani che intraprenderà negli anni a venire.
Un altro episodio segnerà la sua futura connotazione politica, ovvero quando fu ospite di una coppia, nell'alta Savoia, ove era stato spedito dalla famiglia per studiare. La coppia era così mal assortita che litigava tutte le sere e fu allora che iniziò a sentir parlare di divorzio e poi persino di obiezione di coscienza perché, in quegli anni, il figlio della coppia era partiti militare e temava lo scoppio della Guerra.
E' così che, durante la Seconda Guerra Mondiale, il giovane Marco inizia a leggere "Risorgimento Liberale", il foglio clandestino antifascista del Partito Liberale Italiano, fondato e diretto da Mario Pannunzio.
Marco Pannella si sente dunque un liberale, in particolare ricordando che l'Unità d'Italia l'hanno fatta i liberali, mentre l'altro punto di riferimento dell'epoca, ovvero il comunismo, non lo attira a causa della dittatura bolscevica.
Il giovane Pannella matura anche l'idea di andare a parlare con il filosofo Benedetto Croce, per convincerlo ad appoggiare la marcia per Trieste italiana e liberale e ci riesce. A Napoli, a casa di Croce, scopre persino di essere legato a lui da lontana parentela.
Da allora, Pannella, inizierà la militanza nel PLI, ovvero nella Giovane Sinistra Liberale e nell'Unione Goliardica Italiana, che allora raccoglieva laici, liberali, socialisti e repubblicani nelle Università.
Sono gli anni '50 e di qui all'incontro con gli Amici del Mondo e dunque alla fondazione del Partito Radicale dei Liberali e dei Democratici (che comprenderà liberali di sinistra ed ex del Partito d'Azione), il passo è breve.
Non manca, nella biografia di Vecellio su Pannella, un capitolo dedicato agli amori del Nostro.
Pannella ne ha avuti molti, vista anche la sua prestanza fisica ed i suoi occhi azzurri. Affascina, con il suo sguardo, persino Paola Fallaci, sorella di Oriana, la giornalista Natalia Aspesi e Sabina Ciuffini, allora valletta di Mike Bongiorno. Ma l'amore della sua vita è e rimane Mirella Parachini, di ventisei anni più giovane di lui, con la quale ha vissuto sempre un rapporto franco ed aperto.
E poi, ma chi l'avrebbe mai detto che Marco Pannella, abituato agli scioperi della fame, fosse in realtà un abile cuoco ? Fra i radicali sono ancora molti, come documenta Vecellio, che ricordano i suoi conditissimi ed abbondanti piatti di spaghetti. Cucinati anche quando lui faceva i digiuni.
Digiuni di dialogo, a sentire Pannella. Mai ricattatori. Digiuni che hanno origine con i famosi Sathyagraha di Gandhi, per lottare in maniera nonviolenta contro gli inglesi oppressori.
Il primo digiuno Pannella lo portò avanti a Parigi, negli anni '60, quando era corrispondente del quotidiano "Il Giorno", per la libertà dell'Algeria.
In Francia diverrà così popolare che persino il celebre scrittore e drammaturno Eugnène Ionesco ne diverrà amico e si iscriverà al Partito Radicale.
Saranno, del resto, moltissimi gli intellettuali che daranno fiducia a Pannella ed al PR: Leonardo Sciascia, Elio Vittorini, Pier Paolo Pasolini, Vladimir Bukowskij e numerosi altri. Sciascia sarà persino eletto deputato radicale in Parlamento ed a lui, così come ad Enzo Tortora, Pasolini, Pannunzio e Rossi sarà dedicato un capitolo a parte.
Pannella non è dunque solo il paladino dei diritti civili, del divorzio, dell'aborto, del voto ai diciottenni, delle primissime lotte per gli omosessuali con il FUORI! e quelle femministe, ma anche colui il quale, attraverso il determinante contributo di Luca Coscioni, negli anni 2000, porrà al centro della politica la libertà di cura per i malati. Malati di sclerosi laterale amiotrofica come Luca, e non solo.
Luca Coscioni, ricordano Pannella e Vecellio, fu censurato dalla classe politica italiana: a sinistra non vorranno candidare Liste Luca Coscioni, mentre a destra, non vorranno parlare di libertà di cura.
Però quella battaglia, quelle battaglie, non sono mai morte, al punto che oggi, in Parlamento, siede la vedova di Luca: Maria Antonietta Farina Coscioni, una fra le parlamentari più presenti e produttive.
Nelle biografia scritta da Vecellio, di Pannella c'è molto, molto altro: c'è il rapporto con i socialisti di Craxi, ma anche quello con i comunisti.
L'utopia pannelliana era e forse sarebbe quella di rinnovare la sinistra, o, meglio, di democratizzarla. Ci provò persino con Berlusconi, nel '94, quando sembrava l'erede di quella destra storica, che in realtà è la sinistra liberale. Ci ha provato con Bersani, tentando di democratizzare il Pd, anche qui, fallendo.
Il Partito Radicale sopravviverà a Pannella, si chiede l'ultimo capitolo della biografia ? Mah, chissà.
La cosa fondamentale e prioritaria è, ad ogni modo, quella di conoscere la storia, le storie radicali, così vilipese e nascoste dalla vulgata partitocratica e mediatica.
Storie di un'Italia libera e democratica, che, purtroppo, è inconsapevole di sè stessa.

Luca Bagatin



10 gennaio 2012

Il "progetto liberaldemocratico", così come delineato, è velleitario. Occorre più pragmatismo.



"Progetto liberaldemocratico", da troppo tempo sento, in casa Repubblicana e laica, parlare di questa cosa.
Lodevolissimo progetto, per carità, il quale, però, non è mai stato declinato, ovvero non se ne è mai parlato nello specifico se non per tramite di paroloni altisonanti, privi di fattivo contenuto.
A quanto mi è perso di capire si tratta dell'ennesima riproposizione della forza di ispirazione Liberaldemocratica europea, in Italia.
Peccato che progetti di questo tipo, dal '93 ad oggi, ce ne siano stati a bizzeffe e nemmeno uno sia sopravvissuto per più di qualche mese. Bene che sia andata.
Mi ricordo l'alleanza PRI-PLI alle elezioni europee del 1989; successivamente ricordo, nel 1999 la fondazione della Lista Emma Bonino, che raccoglieva anche laici e liberali; poi ancora, nel 2000 la fondazione del Polo Laico, con Giovanni Negri ed Arturo Diaconale; successivamente, nel 2004, l'idea di Diaconale e Davide Giacalone della fondazione della Casa Laica, che si sostanziò purtroppo nella mera presentazione di liste comuni alle regionali: PRI-PLI-NUOVO PSI (risultato: meno dell' 1%); poi ancora, la Rosa nel Pugno nel 2006 e successivamente, in Triveneto, nel 2007, ci inventammo il Coordinamento dei Liberaldemocratici e poi ancora, un paio di annetti fa, con un amico, mi inventai persino l'Associazione Laica Giuseppe Garibaldi, che raccoglieva repubblicani, radicali e qualche liberale del Pd e del PdL.
Tutti progetti svaniti entro pochissimo tempo: pochi mezzi, poche persone, pochi voti e sostegni.
In Italia, sia chiaro una volta per tutte, noi liberali e laici siamo degli appestati, l'arretratezza regna sovrana e gli sprechi in politica nemmeno si contano più.
Ora, a parer mio, il PRI, il PLI e quanto è rimasto dei partiti laici dovrebbero una volta per tutte sciogliersi in un nuovo unico partito: chiamatelo come volete, ma sappiate che con qualcuno, con qualsiasi legge elettorale vogliate, si deve alleare. Se va da solo perde e prende l'ennesimo zerovirgola, anche se nessuno ve lo vorrà raccontare con franchezza.
Ma dove vogliamo andare con Segretari che, con tutto il rispetto, hanno un'età da pensione ? No perché oggi, se parlo di PRI, PLI, radicali ecc... ancora mi sento rispondere: Nucara, De Luca, Pannella, la Bonino La Malfa, la Sbarbati...ed invece io vorrei sentire: Oscar Giannino, Cecchi Paone, Di Placido, Montesi, Kahlun, Palazzolo e qualche altro nome, magari ancor più sconosciuto, di persone che hanno sempre pagato di tasca loro per la politica e mai intascato un euro da essa. Che vivono d'altro.
Ma dove vogliamo andare con fantomatici "progetti liberaldemocratici", con troppe idee ma senza una prospettiva di lungo, lunghissimo periodo che duri almeno dieci o vent'anni minimo ?
Veniamo alle alleanze, perché ci si dovrà pur pensare.
Con chi vuoi allearti ? Con i cattocomunisti retrogradi attaccati al loro posto fisso, ma che non vogliono garantirlo ai giovani ? No.
Con i berluscones, peones, scilipotones, legisti e filo-statalisti del caravanserraglio "pseudo" centro-destrorso ? No.
Beh, rimangono i democristi, sì, certo. Ed anche i finiani.
Con i democristi i laici hanno governato dal 1948 al 1992. Con fasi alterne, certo, ma sicuramente non c'era alternativa. Fini invece è cambiato, si è dato una ripulita liberaldemocratica e Rutelli possiamo anche sopportarlo. Infondo nell'Api c'è anche Valerio Zanone che è comunque un amico.
La risposta ve/ce la siete/siamo dati da soli.
Il "progetto liberaldemocratico", insomma, è un progetto velleitario.
Un progetto di fusione laica, liberaldemocratica, liberalsocialista, che faccia da quarta gamba del Terzo Polo, invece, è l'unica alternativa pragmatica.
Prenderemmo il 2 %, benissimo che ci vada, ma almeno otterremo una cospicua rappresentanza parlamentare. Staremo in coalizione con i moderati, che è sempre meglio di stare con gli estremisti di sinistra e di destra. Non ci perderemo in feticismi di partito, perché i nostri vecchi partitini saranno messi in soffitta, fra i nostri ricordi più cari, magari li trasformeremo in Fondazioni o Circoli culturali, ma non più entità politiche/partitiche.
Forse, magari, a quel punto l'Italia sarà un po' più laica, più libera economicamente, meno spendacciona, perché saremo presenti uniti e non più divisi in mille rivoletti ideologici e un tantino feticisti.

Luca Bagatin



11 giugno 2009

Alcune riflessioni sul voto del 6-7 giugno


Ad alcuni giorni dal voto europeo, vorrei permettermi alcune sommesse riflessioni relative ai risultati.
Nulla di nuovo sul fronte italiano. Risultati più che prevedibili: salvo qualche percentuale in meno raccolta PdL e qualche percentuale in più andata al Pd, rispetto alle ipotesi iniziali.
Prigionieri entrambi, con l'attuale legge elettorale, dei più esagitati e populisti partiti italiani: Lega Nord ed Italia dei Valori, che aumentano i loro voti grazie ad un sapiente utilizzo dello slogan facile.
Il dato che risalta di più è invece l'astensionismo: con ogni probabilità dovuto ad una legge elettorale con sbarramento al 4 % che – come accade già da anni in alcuni Paesi europei – ha falcidiato milioni di voti sul nascere. E così milioni di elettori, temendo di non essere rappresentati, hanno preferito astenersi direttamente.
In effetti non sono poche le liste che non hanno raggiunto il 4 %, ma ad ogni modo hanno raggiunto un dignitosissimo 3 % o 2 %.
Comunisti a parte, che dimostrano di aver ormai perduto il loro zoccolo duro, pensiamo ai Radicali della lista Pannella-Bonino che addirittura hanno ottenuto un risultato percentualmente superiore, anche se di poco, alla Rosa nel Pugno (in cui si erano presentati in alleanza ai socialdemocratici di Boselli) ed alla precedente lista Bonino delle europee 2004.
L'unico dato confortante è forse la stabilità del governo Berlusconi, con un PdL che non sfonda, ma che raccoglie a pieno titolo l'eredità della Democrazia Cristiana. Lo stesso Pierferdinando Casini dovrebbe riflettere.
In casa Pd, diversamente, si straparla. Si dice che non è stata una sconfitta e verrebbe da chiedersi se ci credono davvero. Probabilmente no, ma ci si deve pur salvare la faccia in qualche modo.
Qualcuno addirittura dice che quel 26 % di oggi è al netto della presenza dei Radicali......dimenticando che i Radicali hanno sempre preso più voti o quando hanno corso da soli o quando erano alleati a Berlusconi. E dimenticando che, sempre i Radicali, quei nove posticini sicuri nel Pd se li sono dovuti sudare a suon di scioperi della fame.
Il Pd, dunque, se esisterà ancora, è destinato ad una lunghissima opposizione. Specie se, come ventilato, deciderà di imbarcare ancora una volta i comunisti: rossi o verdi che siano.
E così non rimane che attendere il referendum o, meglio, una nuova legge elettorale.
Una legge elettorale che, ci auguriamo, non sia “ad personam”: ovvero fatta su misura per i due calderoni più grossi.
Una legge autenticamente seria potrà essere unicamente: o puramente proporzionale o puramente maggioritaria.
La prima ipotesi è probabilmente al di là da venire. La seconda sarebbe quasi a portata di mano se passasse il SI' al referendum del 21 giugno.
Dico quasi perché il sistema delle preferenze bloccate rimarremme inalterato e non vi sarebbe alcuna introduzione di collegi uninominali.
Però sarebbe anche l'unico sistema per sbarrare la strada alla Lega Nord e per garantire al Paese un governo stabile, con in sella l'unico partito che oggi ha la possibilità di garantire riforme che altri nemmeno si sognerebbero: il PdL.
Non sarà il massimo, ma il male minore di sicuro.

Luca Bagatin


RISULTATI AMMINISTRATIVI PER IL PRI


En passant, vorrei segnalarvi i risultati definitivi del voto conseguito in Romagna dai candidati Repubblicani sostenuti da questo blog con l'iniziativa OGGI IN ROMAGNA, DOMANI IN ITALIA per un Partito Mazziniano del Terzo e Quarto Millennio.

A Cesena, l'amico Luigi Di Placido, candidato Sindaco Repubblicano sostenuto, oltre che dal PRI anche dalla Lega Nord e da Cesena Domani, ha ottenuto complessivamente il 14,8 % dei voti con un PRI al 5,4 %.

Il Repubblicano Moraldo Fantini, a Cervia (Ravenna), sostenuto dal PRI, dal PdL e dall'UDC, non ha battuto il candidato del centrosinistra (che ad ogni modo alle scorse comunali aveva preso quasi il 20 % in più rispetto ad oggi), ma ha comunque ottenuto un 33,2 % (3 % in più rispetto alla candidata di centrodestra alle precedenti elezioni comunali del 2004) con un PRI in ottima forma al 7,1 %.

Lauro Biondi a Forlì si è beccato un dignitoso 2,4 % (si noti che Biondi era in contrapposizione anche al candidato Sindaco del centrosinistra Roberto Balzani, presidente pro tempore dell'Associazione Mazziniana Italiana, che pur non ha al momento raggiunto il 50 % dei consensi).

Per finire segnalo il comunque dignitoso 2,8 % del candidato del PRI alla provincia di Forlì-Cesena Giovanni Lucchi.

Concludendo: non è e non sarà molto. Però si consideri l'alto astensionismo e la presenza di più liste di contendenti. Oltre che la pressoché mancanza di mezzi per comunicare i propri progetti politici. Se il PRI, a livello nazionale, riuscisse ad ottenere una media dei risultati ottenuti a livello amministrativo, ovvero un 3 - 4 %, come ai vecchi tempi, sarebbe davvero il top.

Or ora l'amico Carmine Pezzullo mi segnala che nel Collegio Frattamaggiore di Napoli il PRI, candidato Giuseppe Capasso, ha preso l'8,3 %.
Davvero qualcuno ha ancora il coraggio di darci per morti ?



22 febbraio 2008

Della serie "i radicali comprati"....una conversazione elettronica fra Rita Bernardini e Luca Bagatin del 18 febbraio scorso


In data 18 febbraio, la Segretaria di Radicali Italiani ha ben pensato di rispondere al mio articolo apparso sul mio blog in data 16 febbraio e dal titolo “Una Costituente Laica e Liberaldemocratica per un'alternativa di Governo al Veltrusconismo”.
Quella che segue è la nostra “conversazione elettronica”:



RITA BERNARDINI: troppo preso a scrivere, ti manca sempre qualche passaggio; la voglio proprio vedere la costituente laica dei buoni a nulla

LUCA BAGATIN:  Cara Rita,io ti stimo molto come persona per la tua storia e le tue battaglie.
Epperò epperò riconosco anche in questa missiva lo stile settario dei Radicali italiani (che peraltro fu la cosa che me ne fece allontanare diversi anni fa pur continuando a seguire le vostre battaglie anche partecipando a taluni congressi).
E' lo stile del "o stai con me o stai contro di me". Uno stile che personalmente mi disgusta e che mi sembra assai simile al clericalismo dei vaticani talebani.
Uno stile che etichetta chi non la pensa voi in tutto e per tutto come l'"avvesrario", il "buono a nulla", lo "sfigato" o l'"opportunista".
A me mancheranno anche molti passaggi (e forse anche qualche rotella, però lo ammetto) ma non è questo il punto in quanto non sono io l'oggetto della questione.
La questione diversamente è: continuare ad accettare il piatto di lenticchie di Veltroni o tornare al lucido "utopismo" del Mondo di Pannunzio ?
La scelta voi l'avete già fatta. E a questo punto poco dovrebbe importarvi di possibili Costituenti Laiche e loro eventuali denigrazioni.
Un caro saluto.

RITA BERNARDINI: Io so una cosa: che alle conquiste civili hanno ben poco contribuito le costituenti laiche o i tentativi di unione che si sono sempre trasformati in divisioni e frantumazione degli atomi. Saremmo settari e magari pure antipatici però se il nostro Paese ha fatto qualche passo in avanti, noi vi abbiamo contribuito in modo determinante. Ultimo "fatto", la moratoria delle esecuzioni capitali.
Poi se ti gratifica dire che i radicali sono dei venduti, ok, buon divertimento.

LUCA BAGATIN: so bene quello che avete fatto ed è proprio in quanto ho seguito per anni le vostre battaglie e vi ho spesso votati che vi critico con pari forza.
Io so un'altra cosa rispetto a te: che, senza la rappresentanza istituzionale dei partiti laici e democratici, ovvero dei liberali, repubblicani e socialisti, i radicali non sarebbero riusciti così facilmente a spuntarla  sulle conquiste civili che hanno reso l'Italia un Paese un po' più moderno e civile.
Non sarebbe più utile, serio, pragmatico, coerente ed appassionante il cercare di costituire un nucleo di Riformatori, Liberali e Radicali contro la conservazione del Pd e del Pdl ?

Dopo questa mail Rita non mi ha più risposto.
L'avrò presa per stanchezza ?
Fatto sta che non mi ha comunque risposto.
Ed oggi i radicali si sono (s)venduti ai conservatori, ai cattocomunisti del Pd per 9 deputati, il riconoscimento del finanziamento pubblico al loro partito, il 10% degli spazi di propaganda in tv e un ministero ad Emma Bonino in caso di vittoria.
Cara Rita: non mi gratifica dire che i radicali sono dei venduti. Mi fa incazzare. Mi fate incazzare e pensare a come l'amico Mauro Suttora oggi in un ampio ed approfondito articolo su Libero abbia inquadrato in pieno che cosa siete diventati.
Ora basta, ho abbastanza mal di stomaco (ed il mio di stomaco che da qualche tempo è già di per sé prominente non merita ulteriori torture) !



16 febbraio 2008

Una Costituente Laica e Liberaldemocratica per un'alternativa di Governo al Veltrusconismo


Mancano neanche una sessantina di giorni alla chiusura della campagna elettorale e quindi alla data delle elezioni politiche e, guarda un po', non notiamo pressoché alcuna novità rilevante quanto a personale politico e a schieramenti contendenti salvo, forse, una certa semplificazione-camuffamento che vede "contrapporsi" (parola forse un po' grossa) i Popolari delle Libertà Vaticane e  i Democratici de Noantri in salsa prodiana.
La qual cosa ci lascia davvero perplessi, ma, tant'è.
I due principali partiti in lizza appaiono infatti come una caricatura: da una parte del Partito Popolare Europeo e dall'altra del Partito Socialista Europeo, per quanto né il Partito di Berlusconi né quello di Veltroni e Prodi si richiamino nel nome e nei programmi né al popolarismo né tantomeno al socialismo occidentale.
Il loro tasso di conservatorismo in economia, nel campo dei diritti civili ed individuali, nella ricerca scientifica e nell'innovazione, infatti, non ha eguali in Europa ed in Occidente ove gli stessi Conservatori (si pensi a quelli inglesi, a quelli spagnoli, a quelli olandesi e financo al repubblicano USA McCain che nei fatti è un vero liberale, non sono affatto né clericali né tantomeno retrogradi).
In questo bailamme semplificatorio possiamo trovare anche i comunisti della Sinistra Arcobaleno, l'Udc, la Rosa Bianca, e la Destra di Storace. Insomma, le espressioni del comunismo, del clericalismo e del fascismo duro e puro e non ancora edulcorato né dell'ex Sindaco di Roma né dal Berlusca.
Si notino purtuttavia i grandi assenti, ovvero gli unici le cui idee e proposte sono alla base del pensiero Occidentale e Democratico ed infatti hanno cittadinanza in Europa: i Liberaldemocratici ed i Liberalsocialisti.
L'espressione infatti di quei partiti laici (il Pri, il Psdi, il Psi e il Pli) che governarono l'Italia assieme alla Dc dagli anni '50 agli anni '90 e ne arginarono le spinte retrograde e clericali anche con il contributo esterno e movimentista del Partito Radicale, sono pressoché al momento assenti dal dibattito elettorale.
Ad essi non si possono in effetti non addebitare grosse pecche: sono sempre stati disorganizzati, volutamente scarsamente radicati (salvo in talune regioni e realtà locali italiane ove sono ancora tutto sommato forti), insopportabilmente litigiosi fra loro pur avendo programmi convergenti, nonché hanno sempre, negli ultimi anni, preferito "tirare a campare" alleandosi o con lo schieramento cattocomunista o con quello clericofascista.....per un piatto di lenticchie e da sempre comunque inascoltati.
Si vedano oggi radicali di Pannella quanto fanno pena quando si  apprende e legge il pietoso appello sul Riformista a Veltroni affinché li carichi nel suo carro.....
Ma stiamo veramente scherzando ?
Così non si va e non si andrà mai da nessuna parte e lo sosteniamo da almeno una decina d'anni.
In Italia, una voce Laica, Liberale e Libertaria, radicata in Europa nel Partito dei Liberali e dei Riformatori (ELDR), urge.
Il perché è presto detto: noi Laici, Liberali, Libertari e Repubblicani, siamo gli unici a proporre un radicale abbassamento delle imposte dirette e indirette mirando, progressivamente a giungere all'aliquota unica per tutti al 20%; siamo gli unici a proporre un sensibile innalzamento dell'età pensionabile per alleggerire i bilanci previdenziali e per garantire un futuro ai giovani; siamo gli unici a proporre l'abolizione degli enti inutili quali ad esempio Provincie e Comunità Montane e a volere l'accorpamento dei piccoli Comuni; siamo gli unici che da anni predicano il ritorno al nucleare al fine di ridurre non solo i costi delle importazioni energetiche dall'estero ma anche l'inquinamento; siamo gli unici a battersi da anni per una piena attuazione della Legge Biagi con l'introduzione degli ammortizzatori sociali; siamo ormai fra i pochi a batterci per i diritti civli a 360 gradi con l'introduzione di una legge per le coppie di fatto; per una legge che regolamenti la cannabis ed i suoi derivati; per maggiori fondi alla ricerca scientifica senza pregiudizi o nuove crociate proibizioniste...e potremmo anche continuare.
I Liberaldemocratici, Liberalsocialisti e Repubblicani sono insomma gli unici che hanno una radicale ricetta alternativa ai due schieramenti conservatori ed ai loro satelliti: riduzione della spesa pubblica e quindi riduzione delle imposte per rilanciare l'economia; ammortizzatori sociali per gli inoccupati e libertà civili che passano anche per una salute ed una qualità della vita migliore grazie al pieno sviluppo della scienza.
Basta poco, che ce vo, direbbe Giobbe Covatta: una Costituente Laica e Liberaldemocratica come quella avviata dal Partito Repubblicano Italiano assieme al Partito Liberale, nel quale possano convergere magari anche i Radicali di Pannella e i Socialisti sparsi.
Nessun atto di fede ideologico deve essere chiesto (siamo laici anche per questo o no ?). Solo una seria e concreta piattaforma programmatica e di Governo del Paese alternativa al conservatorimo Veltrusconiano.
Ce la facciamo ?
Perché no ?


Luca Bagatin



15 febbraio 2008

Marco Pannella scrive (anche) a Luca Bagatin. Luca Bagatin gli risponde (financo per le rime !)

Caro Luca,

ti mando in anteprima la pagina pubblicitaria che giovedì 14 febbrario troverai su il Riformista (segnalalo per favore a quante più persone possibili, in ufficio, al lavoro, agli amici). Come vedi non ci arrendiamo, è possibile che l'appello sortisca gli effetti che speriamo.

Che ti pare dell'appello?

Ciao,

  

      
Marco (pannella@radicali.it)


Caro Marco,
mi pare che siano soldi buttati e per una causa non solo persa ma anche indegna della storia radicale che si abbassa al disegno cattocomunista e neoautoritario di Veltroni & Co (che peraltro vi ha recentemente insultati anche per bocca di Fassino).
Sono deluso di voi da molto tempo, ovvero da quando fondaste la Rosa nel Pugno con i boselliani (che peraltro vi tradirono...come loro costume del resto) e vi alleaste a Prodi.
L'unica alternativa Laica, Liberale, Socialista, Radicale, Repubblicana è quella di costruire una Terza Forza Liberaldemocratica e Liberalsocialista per costruire un Eldr italiano contrapposto al conservatorismo del Pd e del Pdl, peraltro indegni eredi financo del socialismo e del popolarismo europeo.
Ma la lezione dei Salvemini, dei Rossi, dei Pannunzio e di tutto il Mondo ve la siete davvero scordata ?
Un caro saluto.


Luca Bagatin (burroughs279@yahoo.it)


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