.
Annunci online

  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


EDIZIONI MEDITERRANEE
Margheritando il Cuore
M.
IL MIO LIBRO: Universo Massonico
IL MIO (secondo) LIBRO: Ritratti di Donna
Eduard Limonov
FRENTE TRANSVERSAL Peronista y Kirchnerista
Alianza Pais
FEMEN
Movimiento Evita
PATRICIA VEZZULI
Nathalie Cardone
DEBDEASHAKTI: la Dea che viene da Venere
Studio Stampa
FRENTE AMPLIO
Lettera e Spirito - Rivista di Studi Tradizionali
TRE EDITORI
Partido Socialista Unido de Venezuela
ISTITUTO JUAN DOMINGO PERON
La Vera Cronaca
SERENA MARZUCCHI
Ursula Davis Hula Hop
ARCHIVIO PERONISTA
Mattatoio N. 5
AMORE E LIBERTA' Official Website
Amore e Libertà Blog
Ilona Staller per Roma 2013
DEBDEASHAKTI
Ente Nazionale Protezione Animali
LAVINIA GUGLIELMAN
Massimilano Giannocco
FONDAZIONE "CHE" GUEVARA
Domenico Mazzullo
ASSOCIAZIONE MOANA POZZI
Francesca Veronica Sanzari
PARTITO DELL'AMORE
Partido Justicialista
LA GAUCHE MODERNE
Venexia Editore
ELENA OVECINA
Dignitas
MELAGIOLI
Il Gioco dell'Eroe by Gianluca Magi
ALAIN DE BENOIST
LA VOZ DEL SANDINISMO
PETER BOOM
Imperial Club
CAOS TRA LE PENTOLE
Book Crossing
ORLANDO
George Washington Masonic Memorial
ALDO GRITTI
Museo di Simbologia Massonica
LUIGI PRUNETI
Notiziario Massonico Italiano
ERICA MELARGO
Parti Radical (France)
C.L.I.P.S.A.S.
Venezolana de Television
RON PAUL 2012
Montichiari CONTRO GREEN HILL
LIBERILIBRI
Scaffale Massonico
ENRICA BONACCORTI
Editions Maconniques Castelli
ISTITUTO DI STUDI "LINO SALVINI"
IlSudEst
Grand Orient De France
EVO MORALES Presidente
Socrate 2000
L.I.C.E.
Metis Di Meo
SENTIERI REPUBBLICANI
Moreno Neri
MU'AMMAR GHEDDAFI
Evita Peron
Mouvement Européen pour la Démocratie Directe
Hugo Chavez
EDGARDO SOGNO
Ipertesto Edizioni
CARLO MANCOSU EDITORE
Bocca di strada
EROS E' LIBERAZIONE: Tinto Brass blog
Manfredi Pomar
FRANC MAçONNERIE MAGAZINE
Loggia Heredom 1224
GRAN LOGGIA D'ITALIA UMSOI
Regime Scozzese Rettificato
PSICOSINTESI
Rondò Veneziano
ILARIA DRAGO
Blog maçonnique d un jeune franc-maçon sur la Franc-Maçonnerie en France
PIER CARPI: UN MAESTRO
Secreta Magazine
BYE BYE BEAUTIFUL
Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici
QUATUOR CORONATI
SECRETA: il forum
CUATRO F Periodico del PSUV
Padre Anthony Elenjimittam
LA LETTERA G
FEDERAZIONE GIOVANILE REPUBBLICANA di Romagna
A.M.O.R.C.
Gruppo Studi Swedenborghiani
PORTOBELLO by Enzo Tortora
Hiram Blog
ALICE BAILEY
ROSSLYN CHAPEL
Gran Loggia Italiana
POLAR FRANC-MACON
BLOG DEL RITO DI YORK
Ho fatto SPLASH !
Delitti sotto la cenere by Nathan Gelb: il video
NATHAN GELB
Cagliostro e il Rito Egizio
MAURIZIO NICHETTI
Nuova Carboneria Italiana
RITO DI YORK
Un simpatico gioco McCain Vs Obama
DOVE ERAVAMO RIMASTI ?
Helena is Red
PAMELA SAINO
Ordine Iniziatico dei Cavalieri della Luce
LOGGIA 33
Per il Diritto ad una Morte Dignitosa
ENZO TORTORA
SATHYA SAI BABA Bhajans
Scuola Internazionale della Rosacroce d'Oro
LANFRANCO PALAZZOLO
Giovannino senza paura
ANGELO PEZZANA
ELENA ORLANDO
L'Italia è la mia Patria: Ambra
DISINCANTO
Patrizia D'Amico
CRISTINA KIRCHNER
Pansessualità
PETER BOOM
Giuseppe Varlotta
SICK GIRLS
Kuthuma: periodico di Alchimia e Tradizione Iniziatica Occidentale
MAX BUNKER Press
Blog di Giordano Bruno Guerri
OMBRA D'ARGENTO
Libertarian Party
BrUNO BoZzettO
IL PADRETERNO
Spincon
TRACINGBOARDS: A MASONIC SITE
Amici di Garibaldi
Bombay !!!
GIORDANO BRUNO GUERRI
Solo Pittori Artisti Mutilati
JUPITER EDIZIONI
Non è la Rai
NON E' LA RAI: X ANNI DOPO
Il Mistero di Paul McCartney
LE DROIT HUMAIN
Robert Lomas
Fratellanza Bianca Universale
STORIA DI IERI, OGGI E DOMANI
The Buick Brothers
GIUSTIZIA GIUSTA
IL TIBETANO: Le Scuole Iniziatiche dell'Antica Saggezza
REMO REMOTTI
Mito di Donna: LUCIA "REHAB" CONTI
Partito d'Azione Liberalsocialista
MINA "VAGANTE" WELBY
Il Silenzio Infranto
SEMPRE SULLA BRECCIA
ALACRAN EDIZIONI
Decidere.net
SOCIALISMO LIBERALE PROGRESSISTA
Socialisti.net
MISS WELBY: LA NIPOTE SEGRETA DEL CALIBANO
MARIA MONSE'
Radicali italiani
ITALIA LAICA
La Voce Socialista
L'OPINIONE DELLE LIBERTA'
Fondazione Craxi
ANDREA G. PINKETTS
Il Blog di Panther
Sai Baba
Società Teosofica
UNO STORICO MILITANTE SOCIALISTA: PIER LUIGI BAGLIONI
Laetitia Casta
ASSOCIAZIONE MAZZINIANA ITALIANA
Gran Loggia d'Italia
ASSOCIAZIONE REDUCI GARIBALDINI
Ordo Templi Orientis
SITO DEL PROF. CLAUDIO NICOLINI
Sito di Davide Giacalone
QUADERNI RADICALI
Il Riformista
ANTICLERICALE.NET
Associazione Luca Coscioni
CENTRO MARIO PANNUNZIO
Antiproibizionisti.it
ALESSANDRO CECCHI PAONE
ESOTERIA: Massoneria e dintorni
Grande Oriente d'Italia
G. MAZZINI 2005
Psychomedia: Salute Mentale e Comunicazione
LIBERALCAFE
Un simpatico gioco pro-referendum sulla ricerca scientifica sulle cellule staminali
IO CI METTO LA FACCIA
Lega del Filo d'Oro
ITALIALAICA: IL GIORNALE DEI LAICI
Jiddu Krishnamurti
RIFORMATORI LIBERALI
Giordano Bruno
CARBONERIA
Rito Scozzese Antico ed Accettato
LA TRADIZIONE INIZIATICA TRA ORIENTE ED OCCIDENTE
La Loggia Montesion
WOODY ALLEN
La Melagrana: pagina di cultura esoterica
RITO SIMBOLICO ITALIANO
Federazione dei Liberaldemocratici
CARMELAAAAAA!!!
Ordine Martinista Universale
MOVIMENTO SUFI
Massoneria Italia
IL MANDIR DELLA PACE
Angelologia
LEGA ITALIANA ABOLIZIONE CONCORDATO
Movimento Federalista Europeo
LIBERTA' DI SPIRITO
Aislinn: la Fata-blogger
BAZARDELLEPAROLE
Picaresco: la BloggeRivista
NUVOLAROSSA: PASIONARIO DEL REPUBBLICANESIMO
DAL TRAMONTO ALL'ALBA: PORTALE DEL MISTERO
AKHENATON
MARTIN RUA: un blog massonico
Gran Loggia Regolare d'Italia
UNA STRONZA PERFETTA
Rito Orientale di Misraim e Memphis
BETTY FORD CENTER
Alice è sempre Alice
CALZETTA CHE PASSIONE
Bastogi: Casa Editrice esoterica
FILMOGRAFIA TRASH DI ANDREA G. PINKETTS
Pagine corsare di P.P. Pasolini
GIANFRANCO FUNARI
Le Trottoir
BerCamp: esperimenti democratici
OGGETTISTICA MASSONICA
Radicali di Sinistra
PROFONDO ROSSO STORE
LibMagazine
L'ORLANDO IL PORTENTO
Valeria la Vera
VIOLA VALENTINO
Valeria Manieri
LO SCIAMANO
Fuoco Sacro
AUTISMO ON-LINE
Epilessia Web
EDIZIONI TEOSOFICHE
Democrazia Laica
PER LA ROSA NEL PUGNO
Twin Peaks
TRENITALIA
Facciamo Breccia
Blog Italia
PLASTIC SOLDIER REVIEW
Arcana Intellego
IL FATTO ON LINE: BOLLETTINO D'ATTUALITA' ECO-COMPATIBILE
Severino Mingroni
SABRINA MARINANGELI
Critica Sociale
POLITICALINK
Massoneria sulla stampa
CHIESA EVANGELICA VALDESE
Capanno Garibaldi
SOCIETA' PER LA CREMAZIONE - TORINO
Cremazione.it
BLOG LAICI
Maria Montessori

cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


4 ottobre 2012

Marx & Engels investigatori: il filo rosso del delitto

Karl Marx e Friedrich Engels sono universalmente conosciuti e riconosciuti come i filosofi fondatori del socialismo scientifico, ovvero del comunismo. Nulla di nuovo, se non fosse che due creativi insegnanti di lettere italiani, Dario Piccotti ed Alvaro Torchio, hanno immaginato Marx ed Engels nei panni di due investigatori della loro epoca, l'Ottocento, percorsa dalle molte rivoluzioni: sociali, risorgimentali, anarchiche.
Ed ecco che, dopo "Indagini di classe", edito da Rubbettino, ritroviamo i due filosofi in nuove appassionanti avventure poliziesche in "Marx & Engels investigatori - Il filo rosso del delitto", edito da Stampa Alternativa, con una bellissima copertina gialla e nera, con scritte rosse.
In queste sei avventure, ambientate fra il 1862 ed il 1888, Marx ed Engels si imbattono in Michail Bakunin, leader degli anarchici, il quale è accusato ingiustamente dell'omicidio di un principe suo amico ed i due tentano di scagionarlo. Nella seconda avventura i padri del Comunismo incontrano, nella sua Caprera, il Generale Giuseppe Garibaldi, Gran Maestro della Massoneria e grande condottiero e patriota italiano. Si confrontano con lui relativamente alle idee sociali, ma, pur presentando punti di contatto, non si trovano d'accordo relativamente all'abolizione della proprietà privata. Ad ogni modo si mettono al servizio del Generale per sventare un attentato a lui diretto, forse ordito da Napoleone III, amico di Papa Pio IX e grande nemico dell'anticlericale Garibaldi.
Non manca, nella terza avventura, un incontro con lo scrittore Victor Hugo, accusato anch'egli di omicidio, ma, dotati del loro proverbiale "materialismo investigativo", l'ineffabile coppia di filosofi, riuscirà a risolvere anche questo caso.
Più difficile sarà risolvere il caso dei lupi mannari in Boemia e del traffico di cadaveri di poveri operai, ordito nientepopodimentoche dal dottor Frankenstein...ma si tratterà proprio di lui in persona, oppure di un astuto piano per mettere in difficoltà la classe operaia ed i suoi paladini ?
L'ultima avventura vedrà solamente Friedrich Engels protagonista. Karl Marx è ormai morto cinque anni prima, fra le lacrime dell'inconsolabile amico. Siamo nel 1888 e a Londra imperversa Jack Lo Squartatore, che uccide e sventara delle prostitute nel quartiere di Whitechapel. Il fiuto del filosofo riuscirà persino a risolvere questo caso e a far scomparire per sempre il terribile assassino, difendendo, al contempo, l'onore dell'opera di Karl Marx, del quale rimarrà sino alla morte custode e depositario.
Delle bellissime, spassose ed avvincenti storie noir, con risvolti storici, politici ed economici interessantissimi.
Dario Piccotti ed Alvaro Torchio, ancora una volta, sono riusciti a rendere vivi i teorici del pensiero comunista, rapportandoli alla realtà dell'epoca, con, sullo sfondo, le memorabili figure di Bakunin, Garibaldi, Mazzini, Hugo e dei tanti riformatori sociali di allora. Riformatori che non avrebbero conosciuto, fortunatamente, l'orrore del comunismo reale in Unione Sovietica, forse molto lontano persino dalle ipotesi avanzate dallo stesso Marx, ma, ad ogni modo, profetizzate da Giuseppe Mazzini. Il solo, l'inascoltato.

Luca Bagatin



7 luglio 2012

Le indagini di Marx ed Engels


Karl Marx e Friedrich Engels. Che cosa vi fanno venire in mente ?
Certo, i massimi teorici del comunismo e del socialismo scientifico. Fini filosofi ed economisti, per quanto non totalmente condivisibili, in particolare nella nostra epoca.
Il loro fu un sodalizio che andava, purtuttavia, ben oltre l'attività politica ed intellettuale. Come ricorda Eleanor Marx, figlia del celebre filosofo, i due erano uniti da un profondo senso di amicizia, legata spesso da un fine umorismo che li faceva ridere a crepapelle.
Il lato umano, ma anche filosofico ed in particolare umoristico del duo più celebre della Storia del comunismo, è tratteggiato ottimamente da Dario Piccotti ed Alvaro Torchio, entrambi laureati in Filosofia ed insegnanti di materie umanistiche. I due autori, infatti, in "Marx ed Engels: indagini di classe" (Rubbettino editore), immaginano il duo più celebre della Storia imbattersi in efferati delitti ed in storie curiose, popolate di spettri...ma davvero si tratta di fenomeni soprannaturali ?
A scoprirlo saranno gli stessi Marx ed Engels, che, indossati i panni di investigatori per caso, riusciranno a risolvere cinque enigmi dai risvolti sociali, psicologici e filosofici.
Nei racconti vedremo un Marx umile, a tratti iracondo, ma comunque innamorato della moglie e delle figlie; mentre Engels, ricco industriale inglese, sarà più pragmatico e meno idealista, ma immensamente generoso, particolarmente con l'amico.
In "Delitti spiritico", Marx ed Engels si imbatteranno in un illusionista in grado di far resuscitare i morti ma...ecco che nel teatro ove ha luogo la rappresentazione, muore un celebre membro della borghesia capitalista londinese !
In "Il vampiro assassinato", un celebre banchiere è trovato morto con un paletto conficcato nel cuore all'interno del suo studio chiuso dall'interno ! Per scagionare la classe operaia ecco pronti Marx ed Engels ad investigare.
In "Indagine durante il congresso" ci troviamo in piena preparazione della Prima Internazionale dei Lavoratori, che avrebbe visto uniti per la prima volta marxisti, mazziniani, socialisti ed anarchici. Purtuttavia uno del mambri di spicco dell'Internazionale, Georg Eccarius, ha un problema grave da risolvere: il suo futuro genero è stato coinvolto in un presunto omicidio. Gli amici Marx ed Engels, saranno dunque pronti ad offrirgli i loro servigi ed a scoprirne di più.
In "Spettri a Ramsgate", i padri del comunismo, si troveranno a risolvere un caso, per così dire, dai risvolti "soprannaturali". Purtuttavia il loro spirito positivista verrà loro in soccorso.
Per finire "Morte di un sovversivo", ove i due, giunti in Italia a trovare Giuseppe Garibaldi, si imbatteranno nell'omicidio di un giovane anarchico, seguace di Bakunin.
Lo stile dei racconti è impeccabile ed accattivante. Dei brevi "gialli di classe" in tutti i sensi, quelli di Piccotti e Torchio, ove Storia, analisi sociologica, economica, filosofica (da Kant ad Hegel passando per Feuerbach) e politica si fondono con il genere giallo.
Racconti, quelli di Dario Piccotti ed Alvero Torchio, che proseguiranno nel recente "Marx ed Engels, investigatori - Il filo rosso del delitto" (Stampa Alternativa), che prossimamente sarà nostra cura recensire.

Luca Bagatin



19 maggio 2012

Randolfo Pacciardi: profilo politico dell'ultimo mazziniano



Il clima di sfiducia endemica da parte dei cittadini nei confronti della politica italiana ci riporta alla mente un grande leader Repubblicano: Randolfo Pacciardi.
Pacciardi fu forse il primo a denunciare la crisi dei partiti, trasformatisi, dopo il centrismo degasperiano, in veri e propri centri di potere, talvolta palese, talvolta occulto.
Di Randolfo Pacciardi si ricorda poco, in quanto l'intellighenzia culturale partitocratica, cattocomunista e clericofascista, fecero di tutto per offuscarne la memoria e le battaglie politiche e culturali.
A un anno dalla bellissima raccolta di scritti e discorsi curata dall'amico repubblicano Renato Traquandi, già stretto collaboratore di Pacciardi, ed edita da Albatros, ecco approdare in libreria, per i tipi della Rubbettino, "Randolfo Pacciardi. Profilo politico dell'ultimo mazziniano", del prof. Paolo Palma.
Una biografia completa e corredata anche da rarissime foto in appendice del leader politico repubblicano, durente la Guerra di Spagna; la lotta al fascismo; nei primi comizi ed assieme a Capi di Stato e di Governo italiani e stranieri.
Paolo Palma, che Pacciardi conobbe bene, tratteggia il profilo del leader grossetano di Giuncarico, nato nel 1899, interventista della prima ora a fianco delle forze dell'Intesa e contro gli Imperi Centrali, al fine di completare l'Unità d'Italia, sull'esempio del suo maestro Arcangelo Ghisleri, uno dei padri del repubblicanesimo mazziniano.
E fu così, con l'ideale di Giuseppe Mazzini nel cuore, che Pacciardi, appena quindicenne, si iscriverà al Partito Repubblicano Italiano e successivamente sarà iniziato alla Massoneria e, nel 1917, si arruolerà nell'esercito italiano e sarà inviato al fronte, ove brillerà per ardimento, in particolare collaborando con le truppe anglo-francesi e sarà decorato con la Military Cross e della Croix de guerre avec palme.
A guerra terminata, nonostante i fascisti lo corteggino affinchè passi nelle loro fila, Pacciardi sarà fra i primi a rifiutare tali tendenziosi inviti e a denunciare il pericolo totalitario e filo-monarchico del nascente movimento mussoliniano.
Fonderà dunque giornali antifascisti della primissima ora (cosa assai rara, per quei tempi, se pensiamo che numerosi comunisti e socialisti passeranno presto nelle file del Duce e che lo stesso Giovanni Spadolini, successivamente Segretario del PRI, sarà collaboratore dell'organo antisemita "La Difesa della Razza") e ben presto fonderà il primo movimento antifascista denominato "Italia Libera",  su principi mazziniani, repubblicani, contro ogni tipo di lotta di classe e per l'esaltazione del socialismo etico e dell'insurrezionalismo risorgimentale.
Rondolfo Pacciardi, infatti, fu Repubblicano che seppe rivalutare il pensiero liberalsocialista di Giuseppe Mazzini, contrapposto al nascente bolscevismo e, ovviamente, al fascismo nazionalista.
Fu così che, nel 1925, partecipò ad un tentativo insurrezionale per rovesciare il regime fascista, che, purtroppo, fallì e fu così che, nel 1926, Pacciardi, sarà affidato al confino, ma riuscì a fuggire in Svizzera, rimanendo in contatto con il movimento antifascista "Giustizia e Libertà" e gli anarchici e tentando, nel 1931, di organizzare un'attentato dinamitardo contro Mussolini, anch'esso fallito.
Nel 1936 parteciperà alla Guerra civile spagnola, al comando della celebre e prestigiosa Brigata Garibaldi, contro le truppe nazifasciste e franchiste ed opponendosi persino ai tentativi dei comunisti di annientare socialisti ed anarchici.
Pacciardi, da buon mazziniano, fece poi di tutto per fondere il PRI al Partito d'Azione ed attestando il movimento repubblicano nel solco del socialismo non marxista e liberale e questo sarà il suo obiettivo per tutto il dopoguerra, ove, nel frattempo, fu eletto più volte Segretario del PRI.
Sarà dunque chiamato da Alcide De Gasperi alla Vicepresidenza del Consiglio e successivamente a presiedere il Ministero della Difesa sino al 1953, nei primi governi centristi DC-PRI-PSLI-PLI.
Fu, assieme a Sforza ed Einaudi, fra i più accesi sostenitori del Piano Marshall per la ricostruzione e del Patto Atlantico, anche in funzione anticomunista.
Priorità di Pacciardi fu sempre, infatti, quella di arginare un nuovo pericolo totalitario, nel dopoguerra proveniente dall'URSS e dal suo partito satellite, il PCI.
Fu così che Pacciardi iniziò a sviluppare la sua idea presidenzialista, sull'esempio dell'antifascista francese De Gaulle, e a sviluppare le sue idee federaliste in funzione anti-separatista ed anti-nazionalista, anche sull'esempio della Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Feroci furono le critiche al sistema partitocratico, ovvero a quella che Pacciardi definiva una nuova dittura dei partiti, fatta da interessi di retrobottega ai danni dei cittadini. Ed in questo fu il primo a denunciare il sistema diffuso delle tangenti, della corruzione e delle correnti nei partiti.
Il suo anticomunismo lo porterà ad esaltare il centrismo degasperiano e a diffidare dei socialisti di Nenni, i quali erano ancora troppo vicini al PCI ed al marxismo. Fu così che egli votò contro il primo governo di Centro-Sinistra allargato al PSI.
Pacciardi avrebbe preferito infatti la costituzione di una Terza Forza laica, comprendente repubblicani, socialdemocratici e liberali, da contrapporre, con il tempo, sia alla DC che al PCI.
Il suo voto contrario al Centro-Sinistra, oltre che le critiche alla partitocrazia, ad ogni modo, gli costò l'espulsione dal PRI di Ugo La Malfa e l'ostracismo di gran parte dell'arco parlamentare che, da allora, lo bollerà come fascista e da allora sarà persino fatto seguire dal servizio segreto italiano, il Sifar.
Pacciardi, ad ogni modo, non si perderà d'animo e nel 1964, fonderà il movimento d'ispirazione gollista, nè di destra, nè di sinistra, Unione Democratica Nuova Repubblica, recante per simbolo una primula stilizzata, il quale, pur avendo vita breve e scarsi risultati elettorali, porrà le basi per una nuova battaglia politico-culturale ancora oggi di strettissima attualità: la proposta di far eleggere il Presidente della Repubblica, con funzioni di governo e slegato dai partiti, da parte dei cittadini.
Randolfo Pacciardi, richiamava così l'antica battaglia di Mazzini per una Repubblica democratica di popolo, lontana dai giochi di potere e restituita ai cittadini.
Ciò, ad ogni modo, gli costerà nuove diffidenze, in particolare quando alla battaglia presidenzialista si unirà l'ambasciatore Edgardo Sogno, liberale e già eroe antifascista, ingiustamente accusato di golpismo solo perché aveva dichiarato che avrebbe arginato, assieme a Pacciardi, ogni tentativo di presa del potere da parte del PCI, allora finanziato dalla dittatura sovietica, ed auspicato un governo di emergenza presieduto dallo stesso Pacciardi.
L'ultima battaglia presidenzialista ed antipartitocratica di Pacciardi e Sogno, ad ogni modo, si terrà nel 1975, al Teatro Adriano di Roma, dal titolo "Una soluzione democratica alla crisi di regime", con i giovani del Partito Liberale, pronti ad ostacolare la polizia qualora avesse tentato di far arrestare Sogno.
Randolfo Pacciardi, ad ogni modo, rientrerà nel PRI nel 1980, per morire, ultra noventenne, nel 1991.
La sua idea di riforma presidenziale sarà ripresa dal socialista Bettino Craxi, il quale, confiderà proprio di essersi ispirato a Pacciardi.
Tutto ciò e molto altro è scritto e documentato dal prof. Paolo Palma nell'agile biografia che abbiamo, testè, tentato di riassumere.
E' un testo, assieme a quello dell'amico Traquandi, pubblicato lo scorso anno, da leggere e diffondere in quanto di strettissima attualità.
Probabilmente se oggi, in luogo dei Beppe Grillo, ci fosse un Randolfo Pacciardi, ovvero una personalità di questo tipo, con solide radici culturali e democratiche, forse, una reale speranza di rinascita onesta, civile e democratica per l'Italia, ci sarebbe davvero.
Occorre dunque ai nuovi mazziniani e presidenzialisti, riprendere questa battaglia non ancora vinta.

Luca Bagatin



28 gennaio 2012

Marco Pannella. Biografia di un irregolare



Sarà anche sin troppo elogiativa, ma, la biografia di Marco Pannella scritta dal giornalista Valter Vecellio, "Marco Pannella. Biografia di un irregolare", edito dalla Rubbettino, è indubbiamente il primo ed unico documento che racconta per filo e per segno chi è e chi fu il leader radicale.
Potrebbe apparire strano che una biografia sia scritta prima della dipartita dell'attore principale, ma ciò non fa che renderla contemporanea, attuale.
Come attuali sono le battaglie che conduce il Partito Radicale o come cavolo si chiama di volta in volta (Lista Pannella, Lista Bonino, Rosa nel Pugno...).
Il Partito Radicale di Pannella, come ci racconta lo stesso Vecellio, può dirsi continuatore, per molti versi, di quel Partito Radicale dei Liberali e dei Democratici che fu messo in piedi gli intellettuali laici che, negli anni '50, si raccolsero attorno al settimanale liberale "Il Mondo": Mario Pannunzio, Ernesto Rossi, Gaetano Salvemini, Niccolò Carandini, Leopoldo Piccardi, Ugo La Malfa e molti altri.
Il "primo" Partito Radicale, era forse un po' più "austero", ma aveva gli stessi caratteri di lotta ai privilegi ed alle corporazioni del partito radicale pannelliano.
L'avventura degli Amici del Mondo si concluderà presto e quei radicali finiranno chi nel Partito Repubblicano (la maggioranza), chi nel Partito Socialista, chi fonderà il Partito Radicale che erediterà Pannella.
La biografia di Vecellio parte dalle origini del Nostro: abruzzese di Teramo nato il 2 maggio 1930, battezzato Giacinto in ricordo dello zio ma chiamato dalla madre, Andrea Estechon, di famiglia svizzera francese, Marco. Sarà dunque la madre ad iscrivere il figlio in una delle tre scuole Montessori d'Italia, prima che siano bandite dal fascismo, assieme alla sua fondatrice.
Nel 1938, il bambino Pannella, seguirà corsi di scherma e violino, sotto l'insegnamento del professor Righetti, antifascista e repubblicano, e sarà proprio da lui che inizierà a respirare la prima aria liberaldemocratica.
Pannella, di quegli anni, come racconta a Vecellio, ricorda ancora la sua prima fidanzatina, Adria, che un giorno però non incontrò più e scoprì in seguito che se ne era dovuta andare con la famiglia perché ebrea: erano gli anni delle leggi razziali e quell'episodio fu decisivo per Pannella e per le battaglie per i diritti umani che intraprenderà negli anni a venire.
Un altro episodio segnerà la sua futura connotazione politica, ovvero quando fu ospite di una coppia, nell'alta Savoia, ove era stato spedito dalla famiglia per studiare. La coppia era così mal assortita che litigava tutte le sere e fu allora che iniziò a sentir parlare di divorzio e poi persino di obiezione di coscienza perché, in quegli anni, il figlio della coppia era partiti militare e temava lo scoppio della Guerra.
E' così che, durante la Seconda Guerra Mondiale, il giovane Marco inizia a leggere "Risorgimento Liberale", il foglio clandestino antifascista del Partito Liberale Italiano, fondato e diretto da Mario Pannunzio.
Marco Pannella si sente dunque un liberale, in particolare ricordando che l'Unità d'Italia l'hanno fatta i liberali, mentre l'altro punto di riferimento dell'epoca, ovvero il comunismo, non lo attira a causa della dittatura bolscevica.
Il giovane Pannella matura anche l'idea di andare a parlare con il filosofo Benedetto Croce, per convincerlo ad appoggiare la marcia per Trieste italiana e liberale e ci riesce. A Napoli, a casa di Croce, scopre persino di essere legato a lui da lontana parentela.
Da allora, Pannella, inizierà la militanza nel PLI, ovvero nella Giovane Sinistra Liberale e nell'Unione Goliardica Italiana, che allora raccoglieva laici, liberali, socialisti e repubblicani nelle Università.
Sono gli anni '50 e di qui all'incontro con gli Amici del Mondo e dunque alla fondazione del Partito Radicale dei Liberali e dei Democratici (che comprenderà liberali di sinistra ed ex del Partito d'Azione), il passo è breve.
Non manca, nella biografia di Vecellio su Pannella, un capitolo dedicato agli amori del Nostro.
Pannella ne ha avuti molti, vista anche la sua prestanza fisica ed i suoi occhi azzurri. Affascina, con il suo sguardo, persino Paola Fallaci, sorella di Oriana, la giornalista Natalia Aspesi e Sabina Ciuffini, allora valletta di Mike Bongiorno. Ma l'amore della sua vita è e rimane Mirella Parachini, di ventisei anni più giovane di lui, con la quale ha vissuto sempre un rapporto franco ed aperto.
E poi, ma chi l'avrebbe mai detto che Marco Pannella, abituato agli scioperi della fame, fosse in realtà un abile cuoco ? Fra i radicali sono ancora molti, come documenta Vecellio, che ricordano i suoi conditissimi ed abbondanti piatti di spaghetti. Cucinati anche quando lui faceva i digiuni.
Digiuni di dialogo, a sentire Pannella. Mai ricattatori. Digiuni che hanno origine con i famosi Sathyagraha di Gandhi, per lottare in maniera nonviolenta contro gli inglesi oppressori.
Il primo digiuno Pannella lo portò avanti a Parigi, negli anni '60, quando era corrispondente del quotidiano "Il Giorno", per la libertà dell'Algeria.
In Francia diverrà così popolare che persino il celebre scrittore e drammaturno Eugnène Ionesco ne diverrà amico e si iscriverà al Partito Radicale.
Saranno, del resto, moltissimi gli intellettuali che daranno fiducia a Pannella ed al PR: Leonardo Sciascia, Elio Vittorini, Pier Paolo Pasolini, Vladimir Bukowskij e numerosi altri. Sciascia sarà persino eletto deputato radicale in Parlamento ed a lui, così come ad Enzo Tortora, Pasolini, Pannunzio e Rossi sarà dedicato un capitolo a parte.
Pannella non è dunque solo il paladino dei diritti civili, del divorzio, dell'aborto, del voto ai diciottenni, delle primissime lotte per gli omosessuali con il FUORI! e quelle femministe, ma anche colui il quale, attraverso il determinante contributo di Luca Coscioni, negli anni 2000, porrà al centro della politica la libertà di cura per i malati. Malati di sclerosi laterale amiotrofica come Luca, e non solo.
Luca Coscioni, ricordano Pannella e Vecellio, fu censurato dalla classe politica italiana: a sinistra non vorranno candidare Liste Luca Coscioni, mentre a destra, non vorranno parlare di libertà di cura.
Però quella battaglia, quelle battaglie, non sono mai morte, al punto che oggi, in Parlamento, siede la vedova di Luca: Maria Antonietta Farina Coscioni, una fra le parlamentari più presenti e produttive.
Nelle biografia scritta da Vecellio, di Pannella c'è molto, molto altro: c'è il rapporto con i socialisti di Craxi, ma anche quello con i comunisti.
L'utopia pannelliana era e forse sarebbe quella di rinnovare la sinistra, o, meglio, di democratizzarla. Ci provò persino con Berlusconi, nel '94, quando sembrava l'erede di quella destra storica, che in realtà è la sinistra liberale. Ci ha provato con Bersani, tentando di democratizzare il Pd, anche qui, fallendo.
Il Partito Radicale sopravviverà a Pannella, si chiede l'ultimo capitolo della biografia ? Mah, chissà.
La cosa fondamentale e prioritaria è, ad ogni modo, quella di conoscere la storia, le storie radicali, così vilipese e nascoste dalla vulgata partitocratica e mediatica.
Storie di un'Italia libera e democratica, che, purtroppo, è inconsapevole di sè stessa.

Luca Bagatin



18 aprile 2011

"Mi chiamavano onorevolino": l'autobiografia di Stefano de Luca


"Mi chiamavano onorevolino" è la recente autobiografia edita da Rubbettino e scritta da Stefano de Luca - Segretario nazionale del Partito Liberale Italiano - con l'emblematico sottotitolo "Profilo di un liberale sicialiano".
Stefano de Luca, classe 1942, siciliano doc, è uno dei pochi capitani coraggiosi che, dal 1997 ad oggi, sta portando ancora avanti la bandiera politica che fu di Benedetto Croce e Luigi Einaudi.
In questa autobiografia è percepibile quell'entusiasmo tipicamente siculo che pervade il Nostro.
Cresciuto in un ambiente famigliare tutto sommato benestante, discendente da una famiglia aristocratica di Palermo di tradizione liberaldemocracia e risorgimentale, Stefano de Luca bambino respira già in casa il clima politico che lo porterà, molti anni dopo, a sedere in Parlamento. Lo chiamavano, infatti, "onorevolino", per questa sua passione nel giocare - con le sue cugine ed i suoi compagni di gioco - ad inscenare improbabili comizi del Partito Liberale, con tanto di bandiera tricolore esposta.
Sarà così che, studente universitario, inizierà a frequentare i circoli della Gioventù Liberale Italiana ed a distribure il loro piccolo giornale dal significativo titolo "Controcorrente".
"Mi chiamavano onorevolino" non è, ad ogni modo, la classica e noiosa autobiografia di quei politici consumati e grigi che ci si potrebbe abitualmente attendere. Diversamente, è un concentrato di aneddoti ed un succedersi di avventure galanti che hanno visto protagonista il nostro Stefano de Luca, che si racconta senza risparmiarci alcun avvenimento della sua vita privata più intima.
Uno spaccato dell'Italia dagli anni '50 agli anni '70, dei luoghi di ritrovo della mondanità di allora e delle passioni che hanno sempre accompagnato il de Luca: i cavalli e la barca a vela in primis. Oltre che le belle donne.
Non manca la politica, certo, che però non è la protagonista principale del volume.
Stafano de Luca racconta il PLI ed i suoi protagonisti: da Malagodi a Renato Altissimo di cui fu stretto collaboratore. La sua esperienza di governo come Sottosegretario al Ministero delle Finanze e la caduta rovinosa dei partiti democratici e di governo a causa della falsa rivoluzione giustizialista di Tangentopoli, che distrusse un'intera classe dirigente.
Lo scioglimento, dunque, di quel Partito Liberale Italiano che aveva faticosamente costruito il filosofo Benedetto Croce nel 1943.
Stefano de Luca ne uscirà, ad ogni modo, senza macchia e nessun addebito giudiziario a suo carico.
Si avvicinerà, come ci racconta, prima a Sivlio Berlusconi, visto che sarà - nel 1994 - l'unico politico a proporre la Rivoluzione Liberale e quindi un partito liberale di massa. De Luca sarà dunque eletto europarlamentare nelle file dell'Unione di Centro, esperienza che definirà deludente anche a causa dell'eccessiva burocrazia di Bruxelles e dell'astrusità dei riti che si consumano tutt'ora in seno ad un Parlamento Europeo praticamente inutile.
Stefano de Luca ci racconta poi la delusione nei confronti della politica populista ed inconcludente di Berlusconi, che mai attuerà quella tanto osannata Rivoluzione Liberale.
Sarà così che, nel 1997, deciderà di rifondare il PLI in posizione autonoma ed anticonservatrice al punto che, nel 2008, si candiderà a premer con liste autonome (e, per inciso, otterrà anche il mio voto).
Stefano de Luca è e rimarrà un "onorevolino", come ci ricorda anch'egli. Orgoglioso del suo aver vissuto appieno la vita, senza rimpianti e con il coraggio di chi ha da sempre la coscienza a posto. A differenza della classe politica di oggi, cresciuta nel nulla, mediocre ed improvvisata. Destinata certamente ad un lento, inesorabile oblìo.

Luca Bagatin



30 settembre 2010

Presentazione saggio su Mario Pannunzio a Pordenone venerdì 8 ottobre 2010 alle ore 19.00



Il Partito Repubblicano Italiano della provincia di Pordenone

in occasione del Centenario della nascita del grande giornalista liberale, laico, antifascista ed anticomunista

MARIO PANNUNZIO (1910 - 1968)

invita la S.V.

VENERDI' 8 OTTOBRE 2010 alle ore 19.00

alla presentazione del saggio

MARIO PANNUNZIO: da Longanesi al “Mondo””

Rubbettino editore

a cura del prof. Pier Franco Quaglieni


PRESSO LA SALETTA DELL'EX CONVENTO DI SAN FRANCESCO IN PIAZZA DELLA MOTTA A PORDENONE

L'incontro sarà presentato da

Luca Bagatin

collaboratore de “La Voce Repubblicana”

Relatore

Pier Franco Quaglieni

Presidente nazionale del “Centro Pannunzio” di Torino

L'evento è Patrocinato dal Comune di Pordenone ed è previsto un saluto introduttivo del

Sindaco di Pordenone Sergio Bolzonello



2 agosto 2010

Per il Centenario della nascita di Mario Pannunzio, un nuovo saggio a cura del prof. Pier Franco Quaglieni


Di questo 2010 saranno in pochi a ricordare il Centenario della nascita di Mario Pannunzio, grande giornalista liberale lucchese.
Saranno in pochi perché purtroppo - o per fortuna - Pannunzio è la figura più scomoda del panorama politico e culturale del '900 italiano.
Scomodo a destra perché antifascista della prima ora, sin da quando collaborava con il pur conservatore Leo Longanesi ad "Omnibus".
Scomodo a sinistra perché anticomunista sino ad essere il primo a denunciare, sulle colonne del suo "Risorgimento Liberale", il dramma delle foibe e poi i crimini dei gulag sovietici, nei quali finì anche suo padre, pur militante comunista.
Scomodo a quel centro clericale democristiano che fu, nei fatti, il continuatore di certa politica conservatrice e fascista.
Mario Pannunzio, fra i fondatori del Partito Liberale Italiano, se ne discostò allorquando il partito di Cavour, Benedetto Croce e Luigi Einaudi, preferì l'alleanza con qualunquisti e monarchici.
Fu allora che Pannunzio fondò, nel 1949, il settimanale "Il Mondo": espressione della cultura e della politica laica e liberaldemocratica italiana.
A "Il Mondo" collaborò la crème del giornalismo, della politica e della cultura del dopoguerra: da Ugo La Malfa a Giovanni Spadolini; da Ernesto Rossi a Gaetano Salvemini, a Luigi Einaudi, a Bendetto Croce, raccogliendo così gli ex azionisti non giacobini, i liberali, i repubblicani, i socialisti autonomisti e tutti coloro i quali ritenevano possibile uno spazio politico capace di contrapporsi alle due "Chiese" autoritarie: marxista e cattolica.
Sarà dunque "Il Mondo" ed il successivo Partito Radicale dei Liberali e dei Democratici, fondato dalla stesso Pannunzio e dalla "sinistra liberale", a lanciare le prime battaglie contro la speculazione edilizia, contro i monopoli, la devastazione del paesaggio, a favore del divorzio e dei diritti delle minoranze e a denunciare il dilagante malcostume politico che nacque all'indomani della fondazione della Repubblica italiana.
Tutto ciò e molto altro ancora è raccontato fra le bellissime pagine di rievocazione del saggio curato dal prof. Pier Franco Quaglieni: "Mario Pannunzio. Da Longanesi al Mondo", edito da Rubbettino.
Si alternerano, qui, interventi di Pierluigi Battista, Marcello Staglieno, Carla Sodini, Girolamo Cotroneo, Guglielmo Gallino, Mirella Serri, Angiolo Bandinelli, Mario Soldati e dello stesso Quaglieni, che è Presidente del Centro Pannunzio di Torino e che oggi è il depositario di quanto ci è rimasto di Mario Pannunzio e della sua opera.
Un saggio fra i pochi, purtroppo, assieme a quelli di Massimo Teodori e di Mirella Serri che sono stati pubblicati in questi ultimi anni.
Un saggio di rievocazione storica e giornalistica, di un giornalismo di denuncia e di proposta politica che non c'è più, ma del quale si sente assolutamente necessità in un'Italia per nulla moderna.
Un'Italia che, come scriveva lo stesso Pannunzio, ha purtroppo da sempre espresso il proprio voto per partiti "indigeni" e conservatori: fossero essi comunisti, cattolici e persino fascisti o monarchici.
"Su un elettorato di trenta milioni di individui" - scriveva Pannunzio nel 1966 - "ventitue milioni vanno a partiti diciamo così indigeni che, ad esempio, in Inghilterra e in America, in Scandinavia in pratica neppure esistono".
Gli Amici de il Mondo ed i pannunziani si sentivano invece rappresentati dai partiti della cosiddetta "Terza forza": liberali, repubblicani, radicali e socialisti, i quali in Occidente erano infatti il sale della democrazia e si contrapponevano all'oscurantismo clericale, marxista o conservatore in genere.
Partiti che, al governo dell'Italia, argineranno sino al 1992 il clericalismo ed il conservatorismo della Dc, ma che fondamentalmente non riusciranno mai a costruire un'alternativa di governo alla stessa a causa della loro esiguità e delle loro divisioni interne.
E' così che il sogno di Mario Pannunzio rimarrà incompiuto. Interrotto,  alla sua morte, dal sessantottismo, successivamente dal nascente comporomesso storico fra le "Chiese" Dc e Pci ed ucciso del tutto dalla falsa rivoluzione di Tangentopoli che, anziché moralizzare la vita pubblica, condannò a morte sicura i partiti democratici e consegnò l'Italia alle mezze calzette della politica d'oggi.

Luca Bagatin



15 febbraio 2010

Edgardo Sogno: partigiano liberale ingiustamente vilipeso

Edgardo Sogno fu partigiano liberale, antifascista ed anticomunista al contempo.
Nacque a Torino, il 29 dicembre del 1915, e negli anni '40 iniziò a frequentare i circoli liberali vicini a Benedetto Croce e dell'antifascismo clandestino.
Dopo l'8 settembre del 1943 prese parte alla Resistenza in rappresentanza del Partito Liberale Italiano e tale sua militanza gli valse la Medaglia d'Oro al Valor Militare.
Come molti liberali del tempo, fu acceso sostenitore della Monarchia e si spese attivamente nella campagna elettorale del referendum del 1946 che portò comunque alla vittoria della Repubblica.
Negli anni '50 fu diplomatico a Buenos Aires, Parigi e Londra e negli anni successivi tornò all'impegno politico nel PLI con i Comitati di Resistenza Democratica in funzione anticomunista.
Sarà proprio questo acceso anticomunismo che, nel 1974, lo porterà - assieme all'anticomunista e Repubblicano Randolfo Pacciardi (altro insigne partigiano ed eroe della Guerra civile Spagnola), all'incriminazione per cospirazione politica (quello che sarà poi definito "Golpe Bianco" dall'allora magistrato Luciano Violante, che li accusò).
Fu un'accusa totalmente assurda ed infondata che si basava unicamente sulle opinioni politiche dei due partigiani di ispirazione liberaldemocratica, i quali teorizzavano una "Seconda Repubblica" sull'esempio di De Gaulle in Francia: presidenzialista e con un governo forte e capace di arginare una volta per tutte il pericolo sovietico.
Edgardo Sogno venne dunque arrestato nel 1976, ma assolto da ogni accusa due anni dopo.
Nel frattempo aveva già pubblicato il libro "La seconda repubblica", ove raccolse le sue idee liberali e presidenzialiste e successivamente, nonostante gli fosse precluso l'accesso alle grandi case editrici, "Il Golpe Bianco", nel quale raccontò che il suo preteso "golpe" non fu che una rivoluzione liberale condotta con l'arma democratica delle modifiche istituzionali, nel particolare momento di crisi politica che l'Italia stava vivendo (egli fu fra coloro i quali, peraltro, denunciarono il rischio dell'entrata del Pci - legato alla dittatura sovietica - nell'area di governo).
Gli avversari di Sogno, come accadde per Pacciardi, rimarranno da quel momento i cattocomunisti ed i giacobini, che osteggeranno sempre le sue idee liberali e che non sopporteranno che un liberale, pergiunta monarchico, potesse aver combattuto con valore durante la Resistenza antifascista. Una Resistenza che si voleva unicamente "comunista" a tutti i costi.
Sogno, da liberista, punterà il dito contro l'economia statalista figlia del compromesso storico Dc-Pci e si avvicinerà persino al nuovo corso socialista di Bettino Craxi, arrivando persino a pubblicare un libro - "La grande utopia" - presso la casa editrice Sugarco, espressione dell'allora Psi, ove riprenderà ed attualizzerà il pensiero del filosofo John Stuart Mill.
Dal 1988 al 1992, Edgardo Sogno, pur rimanendo liberale, inizierà la collaborazione con l'organo del Psi "L'Avanti" e finanche con la rivista socialista "Mondo Operaio". Successivamente approderà a "L'Indipendente" di Vittorio Feltri e ad "Il Giornale".
Nel 1996 - da gollista convinto - si candiderà alle elezioni per la Camera dei Deputati come indipendente nelle liste di Alleanza Nazionale.
Non avrà successo, in quanto silenziato dai media e senza mezzi finanziari per far conoscere la propria candidatura. Quella di un liberale storico ed antifascista che accettò comunque di candidarsi in un partito la cui storia era assai diversa dalla sua, ma il cui schieramento ritenne più vicino alla sua prospettiva.
Di Edgardo Sogno, morto tristemente dimenticato da tutti all'età di 85 anni, oggi, ci rimane molto poco.
Quasi tutte le sue pubblicazioni sono ormai fuori catalogo. Citiamo qui, oltre a quelle già citate: "Testamento di un anticomunista": libro intervista a cura di Aldo Cazzullo e "La storia, la politica e le istituzioni" della casa editrice Rubbettino.
Sono invece lieto, da qualche giorno, di aver scoperto in rete un sito a lui dedicato www.edgardosogno.org, ovvero quello del "Comitato per le Libertà Edgardo Sogno", presieduto dal Senatore Francesco Forte ed il cui Presidente onorario è la moglie Anna Sogno.
Un Comitato che a livello internazionale fa capo ai Comitati per le Libertà presieduti dal dissidente russo Vladimir Bukowskij. Uno strumento per far conoscere la vita, le opere e l'azione di un grande liberale, antifascista ed anticomunista, ingiustamente vilipeso in questo nostro Paese che - a livello politico - ha una strana e pericolosa propensione ad osteggiare i paladini delle libertà individuali, civili ed economiche.

Luca Bagatin


sfoglia     settembre        novembre






"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini