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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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10 marzo 2015

Intervento di Luca Bagatin - Presidente e fondatore di "Amore e Libertà" - al 47esimo Congresso del PRI (tratto da Radio Radicale)




25 luglio 2014

Maria Elena Boschi potenziale Donna Selvaggia

Il punto non è che Maria Elena Boschi necessita di una compagna come Selvaggia Lucarelli, come quest'ultima va blaterando, tanto per farsi mediaticamente notare.

Maria Elena Boschi - come dissi in occasione della presentazione ufficiale del mio saggio "Ritratti di Donna" - necessita di riscoprire la sua natura di Donna Selvaggia al fine di liberarsi dal Patriarca Renzi e riscoprire la centralità politica della sua femminilità.



8 luglio 2013

A proposito dell'uso del corpo femminile nelle pubblicità e non solo (ovvero come una politica alla frutta non sappia proprio come farsi notare e tenti di farci mangiare la foglia...di fico !)


Una provocatoria e provocante foto di Ilona a corredo di un provocatorio e provocante articolo
Sento ancora di polemiche (politiche, sic !) a proposito dell'uso del corpo femminile nudo nelle pubblicità. Addirittura si paventano disegni di legge.
L'Italia è un Paese di tristoni e di frustrati. Oltre che di politici poco corretti e privi di buonsenso.
Il corpo nudo, sia esso femminile o maschile, andrebbe utilizzato in ogni dove. Ce lo insegnavano i Popoli antichi, con la relativa Arte (Sacra, ma non solo).
Andrebbe piuttosto vietata la presenza dei politici in tv: è offensiva per il cittadino.

Questa una boutade, ma sino ad un certo punto.

Mi chiedo sempre perché ad essere mercificato, nell'immaginario mediatico e collettivo, persino politico, debba sempre essere il corpo femminile. Perché non mercificare e/o far conoscere la realtà della mercificazione del corpo maschile, parlando anche di modelli storici quali Rodolfo Valentino ? Tutto è lecito, io credo, fra persone intelligenti e consenzienti. Per il resto, tornando a monte della mia “boutate”, vorrei citare una massima dell'ottimo Tinto Brass, coniata durante la sua campagna elettorale per i Radicali : "Meglio un culo che una faccia da culo".

Questa storia della mercificazione del corpo femminile mi sembra un falso problema. Guardo la tv, i cartelli pubblicitari, come spesso accade a chiunque. Non mi pare che la pubblicità che utilizza il nudo sia così eccessivamente diffusa. Però mediaticamente "fa notizia" dire questo. E fa notizia anche fare una legge per vietare questo o quell'aspetto, come ad esempio il gioco d'azzardo, sul quale l'amico Cesare Lanza ha scritto un ottimo saggio, il cui spirito libero e libertario condivido in toto. Il problema, tutt'al più, è che la pubbicità è spesso demenziale e sciocca. Utilizza metodi comunicativi incomprensibili e che sviliscono l'intelligenza del telespettatore (vedi il pinguino della Vodafone, ma non solo).

Personalmente sono per l'esaltazione di tutti i corpi. Questo, forse, nelle pubblicità e in ogni dove, si fa poco. Esaltiamo tutti i corpi, dico io: belli e brutti, semmai esistesse la bruttezza o la bellezza in senso assoluto. Ne ho fatta la mia bandiera contro i pregiudizi da quel dì. E l'ho iniziata allorquando mi vedevo e mi vedevano brutto, goffo, con la pancetta e le braccia magrissime (per non parlare delle gambe corte). Ma chi se ne frega ? Il corpo è bello a prescindere, altrimenti nasceremmo vestiti. Semmai è con l'imposizione dei falsi pudori che...ci vergognamo di essere nudi ! Come quella favoletta "pseudo-cristiana" che ci racconta di Dio che mostrò ad Adamo ed Eva il "peccato" (sic !) di essere nudi. Nudità è libertà e semmai sarebbe un peccato se esistesse un Dio così beota e bigotto ! Viva ora e sempre il Serpente ! E il Serpente è un simbolo gnostico e fallico. Non a caso.

Oggi si è perso il senso del Bello, nel senso assoluto. Si crede bello un corpo magro, ammiccante, ma è davvero così ?

La pubblicità demenziale e trash è accattivante e sensuale ? Ci pensino un po' su i pubblicitari e poi mi dicano.

Viviviamo da qualche decennio una certa involuzione e “americanizzazione” dei costumi. “Americanizzazione” peggiore, se pensiamo che negli USA ci sono stati i più grandi movimenti di Liberazione mondiale, ovvero i movimenti Beatnik e Hippie.

Alla fine degli Anni '70, invece, l'indistinzione l'ha fatta da padrone a dispetto anche dei timidi tentativi di controcultura Cyberpunk. Per arrivare agli Anni '90 e '00, alla caduta positiva dei Muri, ma non delle barriere mentali.

L'economia, piuttosto che i diritti sociali e civili, l'ha fatta da padrone e oggi che accade ? Oggi non si sviliscono tanto i corpi femminili, quanto piuttosto le intelligenze addormentate e annichilite da bombardamenti mediatici, pubblicitari e politici distruttivi.

Il senso del Bello (per non parlare del Buono e del Vero - e nudità è sinonimo di Verità,  se utilizzata libera da ogni condizionamento), è stato in sostanza sostituito dal nonsenso del brutto, del trash, dell'indistinto.

Da Brigitte Bardot e Ilona Staller, da Rodolfo Valentino e Marcello Mastroianni si è giunti a Belen Rodriguez e qualche sconosciuto del Grande Fratello.

Questo volendo parlare in termini meramente mediatico-mediocri di “casa nostra”.

Ma potremo allargare il discorso al cinema o alla politica.

I “grandi del passato” sostituiti dal “passato di verdure” che passa il convento dell'increatività.

Me ne rendo conto, sto andando fuori tema, per quanto sino ad un certo punto.

Mi chiedo se si placheranno le polemiche sui corpi femminili (come quelle sul gruppo di attiviste “Femen” che a me sono molto simpatiche) e se si inizierà a parlare di altro.

Di problemi concreti, di lotta alla corruzione, di sviluppo sostenibile, di diritti individuali e sociali.

Ne dubito, purtroppo. Perché la concretezza raramente fa notizia.


Luca Bagatin (fra Ilona Staller e Ursula Davis Hula Hop, donne mito non mitomani di una grande stagione artistica)



4 aprile 2011

Per una riforma in senso liberaldemocratico della nostra Costituzione


Ho letto, sull'ultimo numero de "L'Azione Mazziniana" di marzo, un comunicato nel quale l'Associazione Mazzinana Italiana vorrebbe difendere l'Articolo 41 della Costituzione da qualsiasi modifica.
Personalmente, da repubblicano mazziniano, sono perplesso relativamente a prese di posizioni politiche dell'AMI, che dovrebbe essere e rimanere un'associazione indipendente dalla politica nazionale ed incidere piuttosto nella cultura e nella diffusione del pensiero di Giuseppe Mazzini, così poco conosciuto.
Nella fattispecie, la difesa ad oltranza dell'Art. 41 non mi ha mai visto concorde. Lo ritengo, assieme agli Articoli 42 e 43 della Costituzione, fortemente lesivo della libera concorrenza e di una cultura pienamente liberaldemocratica.
La Costituzione italiana, purtroppo, risente solo in minima parte della democratica e liberale Costituzione della Repubblica Romana di Mazzini, Saffi ed Armellini del 1849.
La carta costituzionale votata nel dopoguerra, purtroppo, risente moltissimo della cultura cattocomunista che le forze reazionarie Dc e Pci vollero purtroppo imprimerle.
E ciò sin dall'Articolo 1 che vuole l'Italia una Repubblica fondata sul lavoro e non già, come invece proponeva Ugo La Malfa, fondata sui "diritti di libertà e del lavoro" (il lavoro è un diritto, non un dovere come nell'ex Unione Sovietica e la libertà è diritto individuale che è bene sempre rimarcare).
L'Articolo 41 è fortemente ambiguo. Garantisce la libera iniziativa privata, ma al contempo ribadisce l'intervento pubblico in economia, senza garantire nel nostro Paese un'effettiva concorrenza. Che è invece aspetto che, per un Paese che guarda all'Occidente liberale, andrebbe rimarcato proprio nella nostra carta costituzionale.
Gli articoli 42 e 43, invece, parlano degli espropri di Stato che, ribadisco, andrebbero il più possibile limitati proprio per non ledere la proprietà privata che è un bene fondamentale per ciascun cittadino libero.
In tal senso ritengo, nello spirito liberaldemocratico che ha animato i Padri Costituenti di estrazione repubblicana e liberale, che la Costituzione andrebbe rivista proprio nell'ambito di quegli articoli (compreso l'Articolo 7 che ha introdotto i fascisti Patti Lateranensi) di impronta arcaica e comunque di ispirazione cattocomunista, illiberale e dunque conservatrice.

Luca Bagatin



15 marzo 2011

Italia Unita, Risorgimento, Laicità: rilanciamo la nostra identità e cultura



"....tutt'altra Italia io sognava nella mia vita, non questa, miserabile all'interno ed umiliata all'estero ed in preda alla parte peggiore della nazione. E non vorrei che il mio silenzio s'interpretasse siccome un affermazione dell'inqualificabile contegno degli uomini che "sgovernano" il nostro paese....."

Giuseppe Garibaldi Caprera, 24 Settembre 1880

L'Unità d'Italia fu conseguita per mezzo di tre importanti personaggi storici di matrice laica: Giuseppe Mazzini, la mente; Giuseppe Garibaldi, il combattente; Camillo Benso conte di Cavour, il politico.
L'Unità d'Italia vide, per la prima volta nella Storia, la collaborazione - spesso involontaria - di repubblicani e monarchici, di massoni e uomini di chiesa, di liberali, repubblicani e socialisti umanitari. La collaborazione di borghesi, nobili illuminati e persino operai scolarizzati.
L'Italia, si sa, è un Paese di fratricidi che ama più dividersi che unirsi. Sarà per questo che il Risorgimento e l'Unità d'Italia sono sempre stati così invisi tanto nella sinistra di matrice marxista (che non ha mai tollerato la cultura laica e liberaldemocratica), tanto nella destra fascista (che, dopo i Patti Lateranensi, non ha mai tollerato l'anticlericalismo e l'idea di Patria in senso mazziniano e garibaldino, ovvero come comunità di liberi ed eguali). Non ne parliamo poi del centro cattolico, che non ha mai tollerato l'affermazione dei principi massonici propugnati dal Risorgimento di Libertà, Eguaglianza e Fratellanza al di sopra di qualsiasi fede religiosa.
L'Italia fu unita, ma, dopo il fascismo, ci penserà la cultura clericale e comunista a disfare le conquiste dei Padri del Risorgimento. Pensiamo ad esempio all'inserimento - con l'Articolo 7 -  dei fascistissimi Patti Lateranensi nella Costituzione della Repubblica italiana.
Il divorzio, grande lotta emancipatoria dei partiti risorgimentali, sarà ottenuto in Italia negli anni '70 del '900, ma con grandissima fatica e per mezzo dei piccoli partiti laici: PR, PRI, PSI, PSDI E PLI.
Una volta spazzati via con la falsa rivoluzione di matrice clericofascista e cattocomunista di Tangentopoli, ecco spazzate via nuovamente le conquiste dei laici e dei risorgimentali (è a rischio la legge sull'aborto e, quella sul testamento biologico che si sta discutendo in questo periodo, è la più inumana possibile).
Ed ecco tornare al potere forze eversive, senza storia nè cultura: Pd, PdL, Lega Nord e tutti i loro alleati di ispirazione clericofascista e cattocomunista. I Ber-sani, Ber-lusconi, Ber-tinotti, venditori di fumo vendoliani eredi di Ber-linguer (quello che, dicevano, con il comunismo non c'entrava un fico, ma intanto i rubli da Mosca li prendeva), che ancor oggi vogliono darcela a bere.
Ed ecco - alla vigilia del 17 marzo finalmente proclamata Festa Nazionale - un Bersani che si mette a fare pastette con la Lega Nord per un federalismo pasticcione ed anti-Risorgimentale.
Massì, tanto il già comunista Massimo D'Alema definì in tempi non sospetti la Lega come una "costola della sinistra". Sinistra sì, ma di ispirazione marxista, antidemocratica, antioccidentale ed antirisorgimentale.
Eccoli ancora una volta riuniti, gli eredi del dossettismo capaci di venire a patti persino con i baluba del nord.
Lo spirito mazziniano, garibaldino e cavouriano, ad ogni modo, non credano costoro che sia morto: Insorgere e Risorgere era il motto degli Azionisti eredi di Mazzini e dei Rosselli.
Mandiamoli a casa una volta per sempre ! Siano essi al governo o all'opposizione.
Viva la Terza Italia e la Nuova Repubblica che sognò Randolfo Pacciardi !

Luca Bagatin



12 febbraio 2011

Lettera aperta a Silvio Berlusconi: di Peter Boom

Lettera aperta a Silvio Berlusconi
di Peter Boom




Caro Silvio, chi scrive ha la Tua stessa età, ha fatto anche lui il cantante a bordo delle navi di crociera (Angelina Lauro, Homerick, Siosa). Certamente non sarò io a giudicarTi per il fatto che Ti piacciono le ragazze. D'altronde la gioventù piace alla maggior parte delle persone.  Durante la mia vita ne ho combinate tante e dopo aver scoperto a 23 anni il mio lato omosessuale mi sono divertito ancora di più soprattutto durante i miei frequenti viaggi e negli anni che avevo un compagno stabile.
Ho vissuto bellissime esperienze di amicizia, affetto e di vero amore con ragazzi (18 – 32 anni) che avevano il coraggio di stare e/o abitare con me.
Coraggiosi perché l'attivismo gay mi ha sempre fatto vivere le mie tendenze apertamente. Il sesso non è peccato! Perché nasconderlo?
Molti avevano, e hanno tuttora, paura di farsi vedere con me. Ridicolo, vero?
Quando una persona diventa famosa o è detentore di poteri come Te, allora la situazione diventa ancora più difficile proprio perché si ritiene che non sia possibile trovare una amicizia, un affetto o addirittura un Amore vero. Tutti davanti a Te si inchinano, vorrebbero ottenere favori, col risultato che Ti fanno sentire circondato da montagne altissime d'ipocrisia. Quando poi qualcuna-o dovesse sentire vero affetto per Te non ci crederesti più.
Così è andata ad altre persone arrivate in cima alla notorietà, portandole all'autodistruzione come anni fa era successo al mio carissimo amico Nino che poi fortunatamente si è ripreso.
Per quelli della nostra età esistono le giovani o i giovani gerontofili che si sentono attratti maggiormente dalle persone anziane. Uno di questi circa tre anni fa mi disse che per lui ero ancora troppo giovane.
In un mio discorso a Limassol (Cipro) nel 2002 al congresso della European Federation of Sexology ho detto tra l'altro che “per ognuno c'è sempre qualcuno (http://www.pansexuality.it).
Quando si paga (o favorisce in altro modo) una persona per la sua prestazione sessuale non c'è amore o affetto, ma solo sesso. La stragrande parte degli atti sessuali sono determinati unicamente dalla nostra spinta sessuale ed è sacrosanto, è la NATURA.
Il sesso può essere vendibile, l'affetto e l'amore no, quelli sono sentimenti profondi. Naturalmente i sentimenti si possono fingere, ma allora non sono più veri.
Neanche il Papa aveva capito questo quando ha pronunciato la seguente frase.
“Voi giovani non potete e non dovete adattarvi ad un amore ridotto a merce di scambio, da consumare senza rispetto per sé e per gli altri, incapace di castità e purezza”.
Ripeto, l'amore o un sentimento non sono vendibili, non possono essere merce di scambio!
Però, quando si cerca solo sesso,  questo non sembra bastare mai, rimane solo uno sfogo della nostra spinta sessuale. In fondo si cerca anche affetto, una completezza psico-fisica. Si può pagare sperando di trovare così un sentimento autentico nell'altra/o, ma ... diventa poi difficile riconoscerlo. Quando ci sono di mezzo gli interessi le finzioni aumentano.
Quando ci troviamo più avanti con l'età vorremmo godere ancora degli ultimi spruzzi e sprazzi della nostra esistenza, ma forse sarebbe il caso di fermarsi un po'. Può darsi, che quando meno Te lo aspetti, arrivi un'esperienza appagante, bellissima. E forse anche no, chi lo sa.
Non sta a me giudicare, cerco solo di capire e non posso sapere se hai commesso i reati che molti Ti ascrivono. Per quello bisognerà attendere i giudici che purtroppo devono lavorare con gli strumenti a loro disposizione, che sono farraginosi, spesso contraddittori e che possono prolungare i tempi di giudizio in modo intollerabile.

Peter Boom.
http://digilander.libero.it/pboom
http://www.pansexuality.it (testi in italiano, inglese, francese)



5 novembre 2010

Sentieri Repubblicani: il nuovo sito web nel solco della migliore cultura mazziniana

Giuseppe Mazzini, il simbolo del PRI e Renato Traquandi, autore di sentierirepubblicani.it

Trovo da sempre che Renato Traquandi sia rarissimo esempio di giornalista e miltiante politico capace di portare quella ventata di cultura ed impegno che mancava da tempo.
Riportai sul mio blog un suo ottimo pezzo tratto da "La Voce Repubblicana" il 10 gennaio 2008, dal titolo "Ideario Repubblicano".
Renato, militante Repubblicano di Arezzo di lungo corso, è anche parente stretto del militante partigiano del Partito d'Azione Nello Traquandi, sepolto nel cimitero di Trespiano assieme a Carlo e Nello Rosselli, Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini.
Della storia e delle idee politiche di Renato Traquandi condivido praticamente tutto. Ci leggevamo già da tempo sul web ed entrambi abbiamo sempre auspicato un'unificazione fra i partiti laici, liberaldemocratici e liberalsocialisti in alternativa a questo bipolarismo.
E, poi, Renato fu, in gioventù, seguace di Randolfo Pacciardi, eroe partigiano della Guerra di Spagna, mazziniano e promotore dell'Unione Democratica Nuova Repubblica, alla quale anche lui si iscrisse. Aggregazione mazziniana anticomunista oltre che antifascista, che teorizzava la nascita di un partito di ispirazione repubblicano-gollista sul modello della Francia. Per questo subì, assieme a Pacciardi e anche al già partigiano liberale Edgardo Sogno, l'accusa di golpismo da parte di Luciano Violante. Accusa che terminò con una piena assoluzione di tutti i coinvolti.
Questa, fra l'altro, è una vicenda che ho ricordato più volte anche qui, sul mio blog.
E' stato per me, dunque, un gran piacere leggere su "La Voce Repubblicana" di sabato 30 ottobre scorso, un pezzo di Renato Traquandi che presentava il nuovo sito web da lui curato: www.sentierirepubblicani.it.
Un sito graficamente giovane, che, nel maremagnum di internet, ha la sola pretesa (certo non piccola) di raccogliere interventi e saggi di storia politica e culturale repubblicana, come non è mai stato fatto sino ad oggi.
Sentieri Repubblicani, infatti, ha per sottotitolo "Scuola Repubblicana" ed è, dunque, un agilissimo strumento di consultazione ed approfondimento per tutti coloro i quali voglono saperne di più sul nostro Partito Repubblicano Italiano.
Un partito vivo più che mai, come gli ideali di quel Giuseppe Mazzini che, in un'epoca di grandi sconvolgimenti, gettò le basi per un'Italia, un'Europa ed un Occidente laico, moderno ed affratellato. Contro ogni totalitarismo e fondamentalismo politico e/o religioso.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini