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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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5 gennaio 2015

Assenteismo e disservizi ? Autogestiamo i servizi pubblici !

La città di Roma, a dispetto della sua Storia millenaria, della sua arte, della sua cultura, del suo essere Capitale di un Paese storicamente glorioso, del suo essere una fra le più grandi metropoli al mondo, è una città che – oggettivamente – ha numerosi e gravi problemi strutturali, infrastrutturali, di organizzazione politica, logistica eccetera eccetera.

Il problema è annoso e risale almeno sin dai tempi dell'avvento della Partitocrazia, ovvero allorquando l'Italia divenne una pseudo-Repubblica in balìa dei partiti e di politicanti talvolta corrotti, talaltra senza scrupoli.

Lontani sono, in sostanza, i fasti della Roma Antica e di quella post-Risorgimentale governata dal Sindaco mazziniano Ernesto Nathan.

Non parliamo poi dell'ultimo Ventennio neo-burocratico: da Rutalli a Veltroni passando per Alemanno e Marino. Quattro sindaci che, oltre a non aver risolto nemmeno un decimo dei problemi di questa città, l'hanno addirittura completamente rovinata. E non ci si stupisca – infatti – dei vari Fiorito e dell'inchiesta“mafia Capitale” !

La mafia, a Roma, in sostanza, è stata quasi legalizzata. E non ci si stupisca nemmeno del recente assenteismo dei vigili urbani, dei disservizi dell'Ama, dell'Acea, dell'Atac, ovvero di gloriose aziende pubbliche fondate proprio da Ernesto Nathan a beneficio dei cittadini - specie meno abbienti - e che nei primi anni del '900 erano il fiore all'occhiello della città ed oggi invece sono spesso fonte di disagio per il cittadino-contribuente.

Come tentare, quantomeno, di risolvere/arginare il problema ? In modo ovviamente radicale e non con i renziani “decreti salva-Roma” che di fatto sono stati dei “decreti salva politicanti da strapazzo” e che sono costati ai contribuenti fior fior di quattrini !

Innanzitutto occorrerebbe chiamare a rispondere di tasca propria i Sindaci e le giunte che hanno malgovernato la città, facendo loro ripianare quantomeno parte del disavanzo pubblico e dei disservizi, oltre che dichiarandoli incandidabili ed ineleggibili per tutte le future tornate elettorali.

Occorrerebbe poi abolire il perverso sistema delle gare d'appalto, foriero nel nostro Paese di corruttela, ovvero occorrerebbe far gestire i servizi pubblici direttamente ai cittadini stessi, attraverso apposite assemblee alle quali i residenti dei rispettivi Municipi potrebbero partecipare. In questo modo, ovvero rendendo i vari enti (Ama, Atac, Acea...) completamente autogestiti dai cittadini medesimi, il personale preposto – composto a sua volta di cittadini con pari diritti e doveri – diverrebbe a quel punto responsabile diretto nei confronti del servizio offerto. Se un dipendente è sgarbato o inefficiente, insomma, ne dovrebbe direttamente rispondere al cittadino a cui ha offerto il servizio inadeguato, pena una decurtazione dello stipendio o un possibile rischio di licenziamento.

In questo modo, finalmente, i vari enti pubblici – a Roma, ma volendo questa cosa potrebbe essere estesa a tutte le città italiane – non sarebbero più soggetti al controllo politico, ovvero non rientrerebbero più nella cosiddetta “macchina del consenso” che, spesso, ha favorito l'assunzione dei cosiddetti “amici degli amici”.

Le assunzioni potrebbero anzi avvenire semplicemente in modo trasparente, diretto, controllabile da parte di ogni cittadino residente, anche online volendo. Ed i servizi erogati, essendo controllati/autogestiti dai cittadini medesimi, difficilmente potrebbero risultare scadenti proprio in quanto a scapito del singolo e dunque della collettività nel suo complesso.

Una proposta semplice, radicale, solo apparentemente utopistica in quanto siamo troppo abituati a delegare agli altri, anziché assumerci le nostre responsabilità.

La medesima cosa vale peraltro per i sistemi elettorali: noi deleghiamo sempre ad altri, ai politici, ai governanti, con un voto che, di fatto, va spesso a favorire/eleggere il più ricco, il più paraculo, il politico che sa vendersi (o svendersi) meglio. Ma che, alla fine, si fa gli affari suoi e che spesso non ha mai lavorato in vita sua !

Diversamente, con un sistema ricalcato sull'Agorà dell'Antica Grecia, ovvero fatto di assemblee popolari, di quartiere, senza un governo centrale e centralizzato, il cittadino-contribuente sarebbe costretto ad assumersi le sue responsabilità: civiche, civili, politiche, ideali, pecuniarie e così via.

Esempio di autogestione da parte dei cittadini - anche delle imprese private peraltro, oltre che di diversi servizi pubblici - esistono peraltro da diversi anni in America Latina (in Venezuela e Uruguay in primis). Paesi con una cultura peraltro non così dissimile dalla nostra ed ove sino ad alcuni decenni fa la corruzione politica la faceva da padrone.

Oltretutto è da Porto Alegre in Brasile che si è avuta, nel 1989, la prima esperienza di bilancio parcetipativo, ovvero la parcecipazione attiva dei cittadini nell'elaborazione della politica municipale.

Altro che le solite chiacchiere da bar pseudo-partecipative del Movimento Cinque Stelle che, assieme a Pd e Forza Italia, si spartisce il potere in Parlamento, in sostanza ! Occorrono fatti ed assunzioni di responsabilità da parte di una cittadinanza che deve imparare ad alzare la testa e a smettere di delegare al prossimo la gestione dei servizi di pubblica utilità.


Luca Bagatin



4 novembre 2013

La mia scelta laica eretica-erotica

Confesso, che poi non è nemmeno una confessione per chi mi conosce bene, di essere sempre stato un eretico.

Eretico in politica, nella vita privata ed in ambito culturale.

Ho fatto parte, sin da quando avevo sedici anni, di molti partiti politici ad esempio. Ne sono stato iscritto e talvolta ho ricoperto anche diverse cariche pubbliche, per così dire. Purtuttavia ho sempre e solo pensato con la mia testa e sono sempre rifuggito dalle ideologie e dai feticismi-fanatismi di partito.

Per me concetti quali “centralismo democratico”, oppure “disciplina di partito” sono sempre stati estranei ed astrusi.

Ho sempre avuto di fronte e per scelta personale, invece, poche ma chiare idee: libertà individuale spasmodica, laicità, onestà intellettuale e morale, arte e bellezza.

Allorquando queste prospettive collimavano con il tal partito, solo allora mi inscrivevo e iniziavo a lavorare...per portare avanti questi e solo ed unicamente questi princìpi.

Entrai così nei Verdi (salvo un rapidissimo passaggio nei giovani comunisti di Rifondazione, ma solo perché a sedici anni avevo letto quasi tutto Marx e ne rimasi affascinato...pur per un brevissimo lasso di tempo), successivamente bazzicai fra i Radicali, poi mi iscrissi ai partiti della galassia liberalsocialista ed infine approdai al Partito Repubblicano Italiano e, più recentemente, prima dando una mano al movimento di Oscar Giannino e poi riproponendo Ilona Staller in politica - ideandone la candidatura - mi candidai con lei nel Partito Liberale Italiano alle Amministrative romane, sperendo così di “erotizzare” gli “sclerotizzati” laico-liberali (che, fu subito evidente, preferirono rimanere "sclerotizzati").

Frequentai così, e per bene, le varie anime della sinistra, almeno quella autentica, libertaria e laica. Pur discostandomi sempre dalla ideologia e dalle visioni ideologiche, feticistiche e voyeuristiche del partitismo.

Invero, alla fine della fiera, nell'ambito di tali partiti non riuscii a soddisfare appieno i miei princìpi e così, in quasi vent'anni di militanza, me ne discostai totalmente, preferendo non avere più tessere di partito.

Del resto nell'ambito dei medesimi partiti feci sempre di testa mia: prima teorizzando (anticipando i tempi su quella che sarebbe diventata la Rosa nel Pugno) un'unificazione fra Verdi-Radicali e Socialisti e, successivamente, puntando ad un polo laico che si battesse per le libertà civili, sessuali, sociali ed economiche, contro il Potere Pd-PdL (anticipando per molti versi le denunce del Movimento Cinque Stelle). Ciò non avvenne né, credo ormai, in ambito politico-partitico, potrà mai avvenire.

I partiti ragionano secondo regole fisse, alchimie stantìe e di Potere, senza alcuna onestà morale ed intellettuale, mentre il sottoscritto crede nell'eresia, nell'erotismo e dunque anche nell'erezione, che è aspetto condannato e combattuto dalla “cultura” dominante del Potere-Prepotente-Impotente (PPI).

I Radicali, almeno per ciò che attiene al periodo dei mitici Anni '60 e '70 (e per certi versi '80), furono gli unici a comprendere la necessità di un linguaggio diverso. Un approccio nuovo alla politica-partitica-sclerotica. Introdussero l'arte, l'erotismo, la goliardia nelle loro battaglie di libera-Azione, ovvero di liberazione. Il Partito Radicale fu, per decenni, il partito delle donne, degli ecologisti, degli omosessuali, dei transessuali, delle prostitute, dei libertari, liberisti, libertini, anarcosocialisti, degli spiritualisti e delle pornostar.

Fu il partito del sincretismo fra Sacro e Profano. Dell'intelligenza controculturale che, negli USA, affondava le sue radici nella cultura beatnik, mai approdata davvero (nonostante i contributi di Nanda Pivano) nelle coste della buonista, bigotta, conformista, clericofascista e cattocomunista Italia.

Purtroppo anche i Radicali, con gli anni, si sono mutati e globalizzati. Ovvero inglobalizzati in un sistema conformista-consumista e di Potere al punto che – e non è un caso – oggi Emma Bonino siede al governo della Famiglia Letta-Berlusconi.

Quanto ai verdi, socialisti, liberali e repubblicani, si sono divisi equamente le poltrone elargite loro dal Potere dei Prodi, dei D'Alema e dei Berlusconi, dimenticando totalmente le loro antiche battaglie e oggi rimanendo addirittura con il cerino in mano, visto che non esistono più né verdi, né socialisti, né liberali, né tantomeno repubblicani-mazziniani.

E' anche per questo che ho smesso di andare a votare e farmi prendere per il deretano. La libertà, l'eresia non hanno prezzo.

Mai rinunciare al pensare con la propria testa, attraverso un constante studio ed approfondimento della realtà.

Mai rinunciare a ciò per il Potere, ovvero per quella che chiamano “politica” che, nei fatti, ne è la sua più becera espressione e che da secoli danneggia l'intelligenza umana.


Luca Bagatin



7 maggio 2013

Il 26 e 27 maggio 2013 a Roma votiAMO Ilona STALLER e Luca BAGATIN nel PARTITO LIBERALE ITALIANO. Per una Capitale laica, liberale, libertaria, eroticamente, socialmente e civilmente sostenibile



I componenti del comitato “Con Ilona Staller per Roma” candidati nelle liste del Partito Liberale alle elezioni comunali di Roma del 26 e 27 maggio, ovvero Luca Bagatin (scrittore, blogger, autore della candidatura di Cicciolina nelle liste liberali), Soraya Roselli e la stessa Ilona Staller, lanciano alcune idee una Roma diversa rispetto a quella degli ultimi vent'anni. Una Roma senza burocrazia, senza clientelismo, alternativa rispetto a coloro i quali l'hanno governata in questi anni.

Roma è una metropoli, ma non ha raggiunto ancora livelli europei di vivibilità. Pensiamo ai trasporti pubblici: dopo le 22 di sera le metropolitane finiscono la loro corsa e, la domenica, i mezzi pubblici sono ridottissimi. Come fa un povero cittadino o un turista ad andare da una parte all'altra della città ?

Poi c'è la questione della continua cementificazione del territorio: si continua a costruire da decenni, senza criterio e l'ambiente non è salvaguardato. E a guadagnarci sono solamente i grandi costruttori e non certo la povera gente, che cerca casa ma non la trova se non a prezzi elevatissimi.

E' fondamentale, poi, eliminare gli sprechi di danaro pubblico dell'amministrazione Capitolina, destinando risorse ai più bisognosi e meritevoli, accorpando magari anche le varie circoscrizioni”.




L'ex parlamentare Ilona Staller, lo scrittore e giornalista Luca Bagatin e Soraya Roselli, candidati nelle liste del Partito Liberale Italiano alle elezioni comunali di Roma del 26 maggio prossimo, propongono - fra le altre cose - di istituire cliniche per animali convenzionate con il Comune di Roma, al fine di garantire cure sanitarie adeguate agli amici animali dei cittadini che, sempre di più, fanno fatica a potersi permettere cure veterinarie presso strutture private. Inoltre, per combattere il fenomeno dell'abbandono e del maltrattamento di animali, propongono pene più severe, in quanto l'animale domestico è un vero e proprio componente della famiglia e come tale merita tutela e rispetto.
Oltre a questo Staller, Bagatin e Roselli, intendono promuovere l'istituzione dell'Anagrafe pubblica degli eletti nel Cosiglio comunale, al fine di garantire la piena trasparenza delle istituzioni. I cittadini hanno il diritto di sapere chi sono i loro amministratori, consiglieri ed assessori, ovvero quanto sono presenti, quanto guadagnano ed i compiti che svolgono.



Una città civile ed europea come dovrebbe essere Roma, non può non venire incontro alle esigenze dei suoi cittadini ed in particolare dei cittadini disabili.
E' di pochi giorni fa la denuncia di un ragazzo diversamente abile che, alla fermata di Piazza di Spagna, ha riscontrato il non funzionamento dell'apposito montacarichi e così non ha potuto muoversi in centro città.
La medesima problematica, a Roma, è annosa, come segnalato anche più volte anche dalla trasmissione televisiva "Striscia la Notizia".
Noi, componenti del comitato "Con Ilona Staller per Roma", ovvero Luca Bagatin, Soraya Roselli e la stessa Ilona Staller, candidati nelle liste del Partito Liberale Italiano alle elezioni amministrative di Roma, intendiamo batterci fuori e dentro il Consiglio comunale, affinché i trasporti pubblici siano accessibili a tutti.
Altra fondamentale battaglia politica che vogliamo condurre a fianco dei disabili, è quella relativa all'abbattimento delle barriere architettoniche (come già è stato fatto nella città di Pordenone, che non da oggi è la prima città italiana senza barriere architettoniche), ovvero affinché i marcapiedi ed i luoghi pubblici siano dotati di scivoli che permettano ai diversamente abili di salire e scendere, in totale sicurezza e libertà.

Noi componenti del comitato "Con Ilona Staller per Roma", candidati nelle liste del Partito Liberale Italiano alle elezioni comunali di Roma del 26 maggio, ovvero lo scrittore e giornalista Luca Bagatin, Soraya Roselli e la stessa Ilona Staller, proponiamo per la Capitale più strutture socialmente utili, per anziani, bambini e senzatetto. Strutture verdi e fruibili da tutti, con personale specializzato composto da animatori ed educatori.
Inoltre, per quanto riguarda il rispetto delle norme del condice stradale, proponiamo una cultura della formazione e dell'informazione, che veda protagoniste le stesse forze di polizia municipale, affinché formino ed informino gli stessi automobilisti al rispetto delle norme del codice. Auspichiamo, in questo senso, un'Amministrazione pubblica amica del cittadino e che responsabilizzi il cittadino medesimo al rispetto delle norme e del comune vivere civile.





Anziché proporre ingiustificati aumenti del prezzo del biglietto dei trasporti pubblici di Roma, come ha proposto qualcuno, vorremmo piuttosto ridurre i prezzi dei biglietti e rendere efficiente il servizio di trasporti pubblico urbano, anche nei giorni festivi e oltre le ore 22 di sera.
Roma è una metropoli turistica oltretutto, che non può permettersi di fornire ai suoi cittadini ed ai turisti servizi costosi ed inefficienti, specie in periodi di crisi.
Non possiamo inoltre più tollerare continui scioperi nel settore dei trasporti. Occorrono seri tavoli di concertazione con gli autisti di metro e autobus, al fine di venire incontro alle loro giuste esigenze, senza purtuttavia danneggiare i lavoratori romani, gli studenti, i pendolari ed il turismo della città di Roma.




L'ex parlamentare ed artista Ilona Staller in arte Cicciolina e lo scrittore e giornalista Luca Bagatin, entrambi candidati nelle liste del Partito Liberale Italiano alle elezioni comunali di Roma del 26 maggio, aderiscono alla campagna di raccolta firme lanciata in questi giorni dall'Associazione Luca Coscioni, relativa all'eutanasia legale.
Staller e Bagatin ritengono che la battaglia per l'eutanasia legale non solo sia una lotta di civiltà, diritto, libertà ed autodeterminazione dell'individuo, ma anche una battaglia d'amore e di profonda umanità, contrapposta alla sofferenza dei malati che, consapevolmente, vogliono avere la possibilità di decidere sul loro destino, con dignità.


Ilona Staller: Quando fui eletta in Parlamento, negli Anni '80, denunciai, prima e meglio di Beppe Grillo, la crisi della partitocrazia ed il malaffare politico. Oggi la situazione è ulteriormente peggiorata e così, assieme all'amico scrittore, giornalista e blogger Luca Bagatin - che mi ha presentata al Partito Liberale – e che ha ideato la mia candidatura e che sarà candidato con me in lista, ho deciso di tornare ad impegnarmi concorrendo alla carica di consigliere comunale. Sempre dalla parte dei cittadini e sempre con idee libertarie.

Vorrei una Roma diversa rispetto a quella degli ultimi vent'anni. Una Roma senza burocrazia, senza clientelismo, alternativa rispetto a coloro i quali l'hanno governata in questi anni.

Destra e sinistra, in Italia ed a Roma, praticamente, si assomigliano. Fingono di litigare fra loro, ma, alla fine, si spartiscono il potere. E' quanto accade ed è accaduto, per questo ho deciso – con Luca Bagatin – di presentarmi, come già feci in passato, in un partito diverso: il Partito Liberale Italiano, che ha una storia antica e porta avanti ideali di libertà, al di fuori del Pd e del PdL.

Roma è una metropoli, ma non ha raggiunto ancora livelli europei di vivibilità. Pensiamo ai trasporti pubblici: dopo le 22 di sera le metropolitane finiscono la loro corsa e, la domenica, i mezzi pubblici sono ridottissimi. Come fa un povero cittadino o un turista ad andare da una parte all'altra della città ?

Poi c'è la questione della continua cementificazione del territorio: si continua a costruire da decenni, senza criterio e l'ambiente non è salvaguardato. E a guadagnarci sono solamente i grandi costruttori e non certo la povera gente, che cerca casa ma non la trova se non a prezzi elevatissimi.

E' fondamentale, poi, eliminare gli sprechi di danaro pubblico dell'amministrazione Capitolina, destinando risorse ai più bisognosi e meritevoli, accorpando magari anche le varie circoscrizioni.

Un'altra mia storica battaglia è quella della regolamentazione della prostituzione. I comuni sono pronti ad incassare i miliardi di euro che si avrebbero da una prostituzione censita, fiscalizzata e controllata, evitando così prelievi “pornografici” come l'Imu. Voglio quindi istituire un comitato elettorale fuori dai partiti e trasversale, magari proprio a partire da Roma.

Con Luca Bagatin e Soraya Roselli, entrambi candidati con me nella lista del Partito Liberale a mio sostegno, proponiamo poi la realizzazione dei Parchi dell'Amore, sull'esempio dei Paesi più civili d'Europa, destinate ad attività sessuali in piena sicurezza.

Poi, sempre assieme a Bagatin ed a Roselli, ho sottoscritto ieri la piattaforma "Per Roma Gay Friendly", proposta dalle associazioni Gay Center, Arcigay Roma, ArciLesbica Roma e Azione Trans, che si sostanzia in questi punti fondamentali: riconoscimento e tutele per le coppie di fatto. Roma, dove c’è una delle maggiori realtà metropolitane italiane, deve adoperarsi per sostenere la famiglia recependo la definizione che ne dà il DPR 223/89. Con tale definizione, si ricomprendono infatti nel concetto di famiglia anche le coppie di persone dello stesso sesso conviventi e ad esse si attribuiscono i medesimi diritti che hanno tutte le famiglie. In questo modo è possibile rafforzare e incrementare i servizi per tutte le forme familiari, a prescindere dal tipo di riconoscimento giuridico, come ad esempio per l’assegnazione delle case popolari o il sostegno alle giovani coppie.
E' poi necessario dedicare più attenzione agli aspetti culturali del mondo LGBT incentivando, sviluppando e sostenendo progetti per la realizzazione di spazi culturali, mostre, cinema, teatro e di tutte le forme artistiche che si propongono di diffondere una cultura dell’inclusione e delle differenze. Roma deve riconoscere e valorizzare le iniziative a temativa LGBT di aggregazione e visibilità nei quartieri della città, così come le attività turistiche e commerciali aperte a tutte e a tutti, per superare ogni forma di discriminazione, partendo dalla attuale Gaystreet, favorendo tale modello anche in altre zone della città.
Bisogna migliorare i servizi di assistenza e di prevenzione relativi alle malattie a trasmissione sessuale. Un particolare riguardo va riservato alle persone sieropositive all'HIV o affette da AIDS, per le quali vanno migliorate l'assistenza domiciliare e gli altri servizi sociali.
Sono infine necessarie specifiche campagne e iniziative di informazione e comunicazione tese a contrastare il pregiudizio omofobico e transfobico e le discriminazioni, soprattutto attraverso interventi nelle scuole e promozione di buone pratiche.



1 luglio 2012

Casini: alleanza dei cattocomunisti è strada del futuro (sic !)



Casini: alleanza dei cattocomunisti è strada del futuro (sic !)


Vendola: alleanza con il Pd solo se c'è Di Pietro.

Via libera, dunque, al fasciocomunismo (sic !)


Maroni - Alfano: prove di alleanza.
Ecco a voi il ladrocomunismo (sic !)



Al centro, a sinistra, a destra, il Comunismo non è morto !
VIVA MARX - VIVA LENIN - VIVA SAN-DRO-BONDI !



29 febbraio 2012

Il Circo Barnum della legge elettorale


E' curioso come il tema della legge elettorale sia ancora oggi più caldo che mai.
E' parimenti curioso che nessuna forza politica rilevi che la Costituzione della Repubblica italiana preveda un'unica legge elettorale, modificabile solo modificando gli articoli 56 e 57 della medesima, i quali prevedono un sistema elettorale proporzionale puro.
E' dunque quantomeno incredibile che, dal '93 ad oggi siano state introdotte leggi elettorali maggioritarie (o, meglio, falsamente maggioritarie, ovvero veramente pasticciate) e che si siano ammessi persino referendum di modifica alla legge elettorale.
Il nostro, politicamente, è un Paese davvero curioso, ove le forze politiche sembrano piuttosto raggirare gli elettori a loro esclusivo tornaconto...elettorale, appunto !
Orbene, se proprio la legge elettorale si vuole modificare, sarebbe bene che il Presidente della Repubblica proclamasse l'elezione di un'Assemblea Costituente atta allo scopo. Purtroppo, così non avviene da lungo tempo e la discussione su improbabili leggi elettorali pasticciate e pasticcione prosegue inesorabile (e per fortuna che, quantomeno, si è evitata l'ammissione dell'ennesimo quesito referendario, ancora una volta incostituzionale).
Ad ogni modo, chi scrive, posto che, per legge, sia opportuna un'Assemblea Costituente, ritiene che le uniche leggi elettorali in grado di soddisfare l'elettorato senza prenderlo per i fondelli (come avvenuto dal '93 ad oggi), siano o il proporzionale puro o il maggioritario puro.
Il primo garantisce rappresenzanza elettorale, senza antidemocratici sbarramenti (che rimangono antidemocratici anche se applicati in altri Paesi europei). Il secondo garantisce stabilità di governo.
Chi scrive, da lungo tempo, ritiene che sarebbe opportuno introdurre un sistema elettorale a due schede: la prima per l'elezione diretta del Presidente della Repubblica, finalmente con funzioni di governo e di nomina e revoca dei ministri, slegato dai partiti ed eletto a turno unico da tutti gli aventi diritto al voto. La seconda scheda per l'elezione del Parlamento, monocamerale, con funzioni unicamente legislative e di controllo ed eletto su base proporzionale pura, senza alcuno sbarramento e con il sistema delle due o tre preferenze.
Un siffatto sistema garantirebbe al 100% rappresentatività parlamentare e stabilità governativa. Sarebbe a totale vantaggio degli elettori che, finalmente, vedrebbero effettivamente pesare il loro voto. Sarebbe invece a totale svantaggio delle segreterie di partito che non potrebbero più condizionare l'attività di un governo che dovrebbe essere totalmente indipendente dai partiti politici e dunque non condizionabile.
A quel punto potrebbero essere introdotte misure quali ad esempio i referendum propositivi, che restituirebbero totalmente lo scettro del potere nelle mani dei cittadini.
Sappiamo bene che tali misure sono e saranno sempre avverse alla politica italiana per la sua congenita scarsa fiducia nei confronti dell'elettorato, così come scarsa fiducia ebbero le proposte di riforma presidenziale proposte dal già Eroe della Resistenza Randolfo Pacciardi, in tempi non sospetti.
Sappiamo però altrettanto bene che esse sono le uniche in grado di rendere le elezioni politiche italiane autenticamente democratiche e degne della più ampia partecipazione. Diversamente ci chiediamo davvero che senso abbia ancora andare a votare in Italia.


Luca Bagatin



25 gennaio 2012

Appello ai laici italiani: unitevi, sciogliete i vostri partitini in un unico soggetto, aggregatevi al Terzo Polo e candidate solo giovani



E' almeno dal 2006 che lo vado dicendo e scrivendo.
Non mi interessa avere la primogenitura di alcunchè, ma, francamente, sono stanco. E ritengo che ad essere stanchi siamo in molti.
Sono stanco di un Paese come l'Italia ove la laicità, le libertà economiche, civili, sociali, sono negate ed ove i laici sono preda di classi dirigenti vecchie, inascoltate, pressochè ininfluenti.
Sono stanco di chi, in Parlamento, si garantisce poltrona e pensione. Magari con slogan e promesse alle quali non crede più nessuno.
Già nel 2006 scrivevo agli amici e compagni laici, liberali, libertari, liberalsocialisti, radicali, repubblicani e suggerivo un progetto di ampio, ampissimo respiro, assai lontano dalla partitocrazia, dal mero elettoralismo, dalle poltrone.
Evidentemente, sono rimasto inascoltato, visto che i vecchi vizi sono duri a morire e l'ininfluenza dell'area laica regna sovrana.
Ieri come oggi proponevo due cose semplici, alle quali, oggi, ne vorrei aggiungere un'altra.
Scioglietevi, sciogliamoci, in un unico soggetto politico: trasformate, trasformiamo, i vostri/nostri vecchi partiti e partitini in fondazioni e circoli culturali, smettetela/smettiamola di difendere Edere, Garofani, Foglie di fico. Lasciatele/lasciamole alla Storia ed alla cultura, ma oggi, parlate/parliamo alle persone di cose più concrete. Tirate/tiriamo fuori programmi concreti che ce ne sono e ce ne sarebbero. E soprattutto unitevi.
Uniamoci.
Non più Liberali, Repubblicani, Radicali, Socialisti, ma Laici Uniti.
Mandate/mandiamo in pensione, oltre che le nostre classi dirigenti, anche il PRI, PLI, Radicali, socialismi sparsi. Unitevi/uniamoci in un unico soggetto e candidate/candidiamo solo giovani.
Solo giovani dai 18 ai 35 anni, nella misura del 100, 90, 85%. E sicuramente a capo di questo nuovo soggetto politico: sia nella Direzione nazionale che in Parlamento.
Basta ai partitini laici fatti di reduci e di mummie da Antico Egitto. Stop all'autoreferenzialità ed all'ininfulenza. Stop a risultati elettorali da zerovirgola.
E soprattutto pensiamo alle alleanze, perché, con qualsiasi sitema elettorale se ne uscirà, esse sono sempre e comunque prioritarie.
Aggregatevi/aggreghiamoci al Terzo Polo, perché è l'unica coalizione oggi in grado di dimostrare moderazione ed equilibrio e maggiormente aperta al liberalismo ed alla laictià (pensate solo alla presenza dell'associazione Libertiamo e di Gay Lib in Futuro e Libertà).
Contrastate/contrastiamo gli estremisti, la destra e la sinistra italiane che, nei fatti, rappresentano il pantano della politica degli ultimi vent'anni.
Prendete e prendiamo esempio dal Parti Radical francese (www.partiradical.net) di Jean-Louis Borloo, che è alleato all'Unione per il Movimento Popolare di Sarkozy, rappresentandone l'anima laica, repubblicana, liberale e liberalsocialista.
E poi prendiamo esempio dal candidato libertario alle primarie del Partito Repubblicano americano, ovvero Ron Paul, che sta risalendo sempre più nei consensi, con il suo programma liberale in economia e libertario nei diritti civili.
Occorre contrapporsi alla social-Burocrazia ed al conservatorismo.
Dobbiamo costruire un grande movimento laico-liberale-libertario che sia parte integrande di un più ampio schieramento riformatore, moderato e liberale. Ne abbiamo tutte le possibilità, se solo sapremo e vorremo sfruttarle.
Per quanto riguarda il nostro possibile programma unitario è presto detto:

- Introduzione della flat tax al 20% ed innalzamento della no tax area per i redditi sino ai 12.000 euro annui

- Abolizione degli Ordini professionali

- Privatizzazione della Rai

- Pagamento dell'ICI da parte del Vaticano sui relativi immobili

- Abolizione di qualsiasi tipo di finanziamento pubblico a partiti e sindacati

- Aumento delle pensioni sociali

- Ammortizzatori sociali per chi non ha un lavoro

- Abolizione delle Province, delle Comunità Montane e dei Consorzi

- Privatizzazione delle Municipalizzate

- Riforma elettorale che preveda l'elezione diretta - a turno unico - del Presidente della Repubblica con funzioni di governo e del Parlamento con sistema proporzionale

- Separazione delle carriere dei magistrati

- Introduzione della responsabilità civile dei magistrati

- Legalizzazione di cannabis e derivati

- Legalizzazione dell'eutanasia

- Introduzione di programmi medici che prevedano la somministrazione controllata di eroina ai tossicodipendenti

- Legalizzazione della prostituzione

- Legge sulle unioni civili ed il matrimonio omosessuale, con conseguente possibilità di adozioni

Queste alcune possibili proposte di un movimento fusionista laico.
Chiamatelo, chiamiamolo Laici Uniti, oppure Unione Democratica Liberale, come piacerebbe a me, oppure ancora Partito Radicalsocialista, oppure Partito Radical-liberale.
Non sono importanti i nomi, le sigle, ma i contenuti, la fusione dei soggetti, la candidatura di soli giovani e giovanissimi.
Diversamente, cari laici, candidatevi e candidiamoci alla scomparsa, all'estinzione, in un'Italia che non ha mai fatto prigionieri.

Luca Bagatin



7 dicembre 2011

Il governo Monti e la manovra salva Italia


La si potrà criticare, così come tutte le manovre economiche che l'Italia ha avuto in tutti questi anni, ma una manovra come quella attuata dal governo Monti era necessaria.
Era necessaria e ci appare anche, tutto sommato, condivisibile ed equa.
Ci sono delle ombre e non sono poche, è vero. Almeno due ed evidenti: l'aumento dell'IVA, a decorrere da ottobre 2012 di ben due punti percentuali, il che porterà a comprimere i consumi in un momento nel quale andrebbero incentivati; la seconda è il ritorno dell'ICI sulla prima casa, un po' un salasso visto che la casa dovrebbe essere un diritto senza dover pagare per questo una tassa allo Stato.
Ma tant'è.
Ci sono però anche delle luci, anche queste, non poche: finalmente si aumenta l'età pensionabile, raggiungendo una media europea, e ciò per poter garantire un futuro alle giovani generazioni che altrimenti una pensione non potrebbero certo godersela; finalmente si aboliscono le giunte provinciali e, dunque, di fatto si aboliscono le Province quali enti politici, per restituire loro il vero scopo per il quale sono nate: ovvero enti tecnico-amministrativi; si introducono poi incentivi alle aziende che assumeranno giovani di età inferiore ai 35 anni e donne nel Mezzogiorno ed inoltre non ci saranno nuove tasse sulle imprese; inoltre saranno introdotte nuove tassazioni su automobili, imbarcazioni ed aereomobili di lusso.
E' vero, si poteva fare di più, come ad esempio privatizzare il carrozzone Rai-Tv; decurtare drasticamente gli stipendi dei politici nazionali e locali; innalzare la no tax area per le categorie meno abbienti.
Si poteva fare di più, certo, ma si poteva fare anche di meno. Ovvero così come hanno fatto i governi di destra e sinistra in questi ultimi diciassette anni.
Il governo Monti, in soli diciassette giorni ha fatto molto per il Paese ed ora toccherà vedere se le forze politiche lo sosterranno oppure faranno, come al solito, il bello ed il cattivo tempo.
Già gli estremisti di Lega Nord ed Italia dei Valori sono sul piede di guerra e ciò ci fa piacere, perché dimostrano una volta di più che le misure attuate da Mario Monti sono misure liberali. Sono misure liberali che, guarda caso, hanno sostenuto – in tutti questi anni – le piccole forze laiche, liberaldemocratiche e liberalsocialiste presenti in Parlamento, o comunque gli esponenti che ad esse facevano riferimento: nell'uno o nell'altro scheramento.
Il Terzo Polo sostiene il governo incondizionatamente, gli altri, invece, vedremo.
Fatto sta che: o lo faranno, oppure la crisi non si arresterà mai.
Occorre pensare alle nuove generazioni e non a fare demagogia, sosteneva De Gasperi. Con Monti ed i suoi ministri tecnici, che non hanno alcuna velleità elettorale, ciò sembra possibile.
Hanno il sostegno dell'Europa, degli Stati Uniti d'America, dei media intellettualmente onesti e dei cittadini intellettualmente onesti.
Li si lasci, finalmente, lavorare.

Luca Bagatin



26 ottobre 2011

Italia: "Repubblica" incostituzionale



Stiamo da lungo tempo assistendo al totale tracollo del nostro Paese, senza che la classe politica italica, peraltro, se ne stia rendendo conto.
Si vivacchia, come sempre, con manovre che pesano sul cittadino, sul consumatore, sul povero diavolo di turno che, poiché giustamente rispetta le leggi in vigore, non può fare altro che pagare e subire.
Il governo in carica è riuscito a fare la medesima figura barbina del suo omologo precedente di matrice cattocomunista: più tasse, più burocrazia, più Stato, meno individuo, meno mercato, meno diritti.
L'opposizione, capitanata dal caravanserraglio dei post-comunisti e dei post democristiani, alleati al populismo dipietrista, non è, peraltro, in grado di assucurare alcuna stabilità e futuro al nostro Paese, nemmeno qualora riuscisse a vincere le elezioni. Cosa che, probabilmente, comunque, difficilmente accadrà.
Il cosiddetto Terzo Polo potrebbe anche essere un'alternativa possibile, ma che cosa rappresenta ? Quale linea politica hanno elaborato Casini, Fini e Rutelli ? Non si sa.
L'Italia è ormai il Paese degli Scilipoti che, uscito dall'Italia dei Valori (come il suo precedente omologo Sergio de Gregorio), si inventa un movimento, ci appioppa un simbolo della tradizione orientale che con l'Italia c'entra come la cioccolata sulla pastasciutta, e se ne va a reggere il moccolo del governo.
Governo che, obbligato dall'Europa, ad innalzare l'età pensionabile (riforma liberale giustissima, ma che avremmo dovuto attuare almeno cinque o sei anni fa), si trova di fronte il veto della Lega Nord, novello Partito Comunista d'Italia.
Abbiamo un sistema elettorale incostituzionale dal '93 ad oggi, visto che la Costituzione prevede un sistema elettorale proporzionale puro, con governi che si formano in Parlamento.
Siamo l'unico Paese al mondo che ha visto spazzare via un'intera classe politica democratica, per sostituirla con una peggiore ed antidemocratica.
Abbiamo una Repubblica che dovrebbe essere riformata dalle fondamenta, diventare presidenziale, senza condizionamenti partitocratici e con minori costi per il Parlamento e per la politica.
Un Parlamento che dovrebbe occuparsi unicamente di fare le leggi, possibilmente il più laiche e liberali possibili ed invece così non è.
La Cancelliera tedesca Angela Merkel ed il Presidente francese Sarkozy, intanto, ridono di noi. Possiamo mai biasimarli ?

Luca Bagatin



5 ottobre 2011

Ranfolfo Pacciardi: il combattente di cui avrebbe bisogno l'Italia di oggi


Randolfo Pacciardi: repubblicano mazziniano, partigiano antifascista, Eroe della guerra civile spagnola, comandante della Brigata "Garibaldi", anticomunista, atlantista, Ministro della Repubblica, Segretario del Partito Repubblicano Italiano prima e poi ingiustamente espulso dal PRI e successivamente ingiustamente accusato di golpismo dai cattocomunisti e dai fascisti. Fondatore del movimento mazziniano Unione Democratica per la Nuova Repubblica, presidenzialista e strenuo difensore della Repubblica laica e liberale. Uomo del popolo ed ascoltato dal popolo, contro la Casta politica già nel 1964 !
Un uomo che oggi potrebbe seppellire culturalmente e politicamente tutta la classe politica di faccendieri e di fannulloni di destra e sinistra, ovvero i nuovi dittatori di questo triste Paese.
Quello che segue è un video a lui dedicato, che si apre con una frase di Giuseppe Mazzini - suo maestro appunto - e si conclude con la massima pacciardiana: "Mi dicono: abbiamo la libertà. Quale libertà ? La libertà di una protesta inutile come quella che faccio io oggi".
Questo video è dedicato a tutti i repubblicani, i mazziniani, i garibaldini, i presidenzialisti puri, agli italiani, in particolare a tutti coloro i quali sono schifati dalla politica di oggi e che, come me, non vanno più a votare per protesta e per vergogna.


24 giugno 2011

Stefania Craxi si accorge solo ora del pericolo Lega Nord



Mi stupisce alquanto la lettera di oggi (24 giugno 2011) del Sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi al Direttore de "Il Foglio" Giuliano Ferrara, in cui evidenzia le sue perplessità relative alla Lega Nord, dicendo che Berlusconi "ha perso per eccesso di leghismo".
E prosegue criticando le eccessive richieste della Lega Nord al governo ed il nuovo appello di Pontida al grido di "secessione".
Ci chiediamo, dunque, dove sia stata Stefania Craxi in tutti questi anni e come faccia solo oggi ad accorgersi della pericolosità e dello statalismo becero di Bossi e dei suoi compagni.
Ci stupiamo davvero ed ancora una volta comprendiamo il motivo per il quale il socialismo in Italia è morto nel 1992 e da allora non si è più ripreso: nessuno è stato in grado di eguagliare la statura politica di Bettino Craxi. Tra costoro non vi sono riusciti nemmeno i suoi figli.
Nella stessa lettera, Stefania Craxi, ipotizza dunque di attenuare il rapporto con la Lega e di aprire al cosiddetto Terzo Polo (e sarebbe ora !). Però eccola lì, nuovamente, a fare un ulteriore scivolone: lei scrive che, così facendo, si dovrebbe poi aprire anche a Bersani (sic !).
Ancora una volta non comprendiamo davvero le parole della Craxi. Il Terzo Polo dovrebbe essere nato per costruire un nuovo centro-destra. Un centro-destra che dovrebbe richiamarsi proprio ai valori degasperiani, giolittiani, turatiani, pacciardiani ed einaudiani ai quali anche la cultura politica di Stefania Craxi dovrebbe richiamarsi.
Ed invece lei che cosa scrive ? Che se si apre a Fini, Casini e Rutelli, si dovrà poi aprire anche ai cattocomunisti ! Ma quando mai ?
Stafania Craxi ha dunque ragione quando scrive che è necessario arginare la Lega Nord, se si hanno a cuore i destini della nazione. Stupisce che ella ci sia arrivata parecchi anni dopo di chi scrive e di molti altri commentatori politici dell'area laica, liberale, liberalsocialista, repubblicana.
Però sarebbe bene anche dire che, per arginare la Lega Nord, reale costola sinistra del cattocomunismo, è necessario anche costruire un nuovo, diverso, Centro-Destra di ispirazione liberaldemocratica, cattolico liberale, liberalsocialista, repubblicana. Contro il cattocomunismo di sempre: oggi in salsa ancor più estremista e piazzaiola, ovvero vendoliana e dipietrista, che, se vincesse, sarebbe pericoloso tanto quanto la Lega Nord.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini