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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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27 agosto 2014

Aforismi e riflessioni sulla società del piacere, ovvero del dolore. By Luca Bagatin

Giovanni Giolitti un liberale ?

Ma se fu il criminale che soffocò nel sangue l'impresa libertaria di Fiume !
“Ministro della malavita” lo chiamò Gaetano Salvemini. E non aveva torto.


Al papponismo (di Stato e di mercato) preferisco il populismo (e l'autogestione) !


Corteggiare è certamente intrigante, ma ho smesso di farlo parecchi anni fa.


Ho aperto a caso “Il libro rosso” di Carl Gustav Jung e la prima frase che vi ho letto è stata: “L'amore vede, il piacere invece è cieco”. Le cose non capitano mai per caso.

Il gossip giornalistico è volgarità e vera pornografia. Un Paese civile, forse, non lo incoraggerebbe.


Penso che l'obiezione fiscale, di fronte al fatto che noi contribuenti paghiamo politicanti assai discutibili come Antonio Razzi (e non solo !), sarebbe più che giustificata.


L'umiltà, ammesso che sia tale, è la peggiore delle virtù.


I colori che mi affascinano di più in una donna ? Il rosso ed il blu elettrico.

A proposito dei limiti della democrazia diretta e dei partiti, penso che gli italiani siano un popolo profondamente masochista o sadomasochista, oppure la gran parte degli italiani soffre inconsapevolmente della Sindrome di Stoccolma.
Votano in massa per partiti e sostengono governi - non ultimo il Governo Renzi - che fra tasse e soprattasse (non ultime le varie Tari e Tasi) li/ci stanno portando nel baratro.
La questione andrebbe studiata approfonditamente sotto il profilo psicologico ed antropologico. E la mia non è affatto una battuta o una considerazione faceta.



21 settembre 2013

Erotismo e pornografia nella cultura e nell'arte



Nell'edizione 2013 di Pordenonelegge si è finalmente sdoganato uno di quei temi giudicati – dai più – alquanto “pruriginoso”, per quanto ormai entrato nel vocabolario e nella comune fruizione, ovvero l'erotismo, la pornografia e tutto ciò che ne consegue.

Abbiamo pertanto avuto occasione di incontrare Luca Beatrice, critico d'arte torinese il quale, con il saggio “SEX. Erotismi nell'arte da Courbet a Youporn”, propone un excursus ricco di aneddoti che, dal 1866 ai giorni nostri, dimostra come l'erotismo e la pornografia siano parte integrante dell'Arte universale.

Nel 1866, come spiega Beatrice, l'artista Gustave Courbet, fu il primo a sdoganare il nudo femminile, con il suo dipinto “L'origine du mond” oggi esposto al Museo d'Orsay di Parigi. Allora, ad ogni modo, Courbet lo dipinse unicamente su commissione di un collezionista turco, che, successivamente lo vendette e finì, nei primi del '900, persino nello studio dello psicanalista Lacan, il quale lo custodì proteggendolo alla vista dei più con un apposito pannello e si dice lo mostrasse unicamente agli amici più intimi.

Ci volle, dunque, almeno un secolo affinché il dipinto di Courbet divenisse patrimonio dell'arte francese e la nudità femminile perdesse quell'aspetto di “oscenità” nel quale era stata relegata.

Che cosa, ad ogni modo, differenzia “L'origine du mond”, che ritrae, in tutta la sua bellezza ed evidenza, un pube femminile, da un'immagine pornografica ? Luca Beatrice lo spiega semplicemente così: il dipinto di Courbet non è sprovvisto di cornice ! E sarà proprio questo che, nel corso del '900, incoraggerà gli artisti di tutto il mondo a sdoganare il sesso nell'arte, a partire da artisti come il celebre Picasso.

Sarà ad ogni modo nel '68 che le donne diventeranno vere e proprie protagoniste dell'arte erotica, non più modelle, ma utilizzatrici loro stesse del proprio corpo in maniera esplicita al punto che negli Anni '70, il film “Gola Profonda” interpretato da Linda Lovelace, darà vita alla vera e propria Body-Art femminista e dunque alla filmografia erotica, pornosoft e successivamente pornografica, prima negli USA e successivamente in Italia, ove saranno censurati film come “Ultimo tango a Parigi” di Bertolucci e “Salò” di Pier Paolo Pasolini, che sarà reso visibile integralmente solo alla metà degli Anni '80.

In Italia Tinto Brass sarà, dopo i suoi western all'italiana, il primo capostipite del cinema pornosoft e, negli Anni '80, fotografi come Robert Mapplethorpe racconteranno aspetti della cultura omosessuale ed omoerotica che, sino ad allora, erano rimasti sconosciuti in quanto “vietati” dalla cultura perbenista.

Veri protagonisti degli Anni '80 in chiave erotica e pornografica – come ricorda anche Luca Beatrice nel suo saggio - saranno ad ogni modo Riccardo Schicchi ed Ilona Staller che inventeranno un nuovo modo di fare pornografia, ovvero la renderanno popolare, facendo cadere il cosiddetto “senso del pudore” allora ancora molto diffuso. Ilona Staller e Moana Pozzi, infatti, saranno le prime pornostar ad andare nei talk show più popolari e a dialogare con il pubblico. Aggiungiamo, anche se Luca Beatrice se ne è purtroppo dimenticato, che Ilona e Moana saranno anche le prime pornostar del mondo a fare politica, candidandosi in prima persona e, aspetto fondamentale, a porre l'erotismo, la sessualità e la libertà sessuale al centro del dibattito socio-politico.

Luca Beatrice inserisce fra gli artisti dell'eros anche Jeff Koons, ex marito di Ilona, il quale negli Anni '90 scandalizzò il pubblico della Biennale di Venezia con l'esposizione di “Made in Heaven”, ovvero foto nel quale era ritratto mentre faceva sesso esplicito con la pornodiva ungherese. Per quanto le foto, ricordiamolo, siano state scattate da quel gran geniaccio che era Riccardo Schicchi, recentemente scomparso nel silenzio più totale di quell'intellighenzia culturale e politica che, proprio per la sua intelligenza trasgressiva, mai lo aveva amato.

Negli Anni '90, come ricorda Beatrice, nascono anche le primi correnti artistiche che fanno del sensazionalismo la loro prima ragione d'essere ed anche qui il sesso è uno dei motori cardine di tale forma d'arte. Dagli Anni '90 all'avvento del web il passo è breve al punto che oggi la pornografia non è più un tabù ed è fruibile da tutti attraverso canali tematici quali ad esempio Youporn.

L'asticella dell'osceno - conclude Luca Beatrice - si è dunque alzata.

Ciò è un bene ? Ciò è un male ? E' un segno dei tempi diremmo noi che, pur ben felici del fatto che siano venuti a cadere molti tabù, riteniamo, a differenza di Luca Beatrice, che la strada sia ancora tutta in salita.

Oggi è facile, molto facile, accedere ai contenuti pornografici, ma da qui ad avere una sana idea della sessualità e dell'affettività ce ne corre. E' molto facile clikkare su un filmato pornografico in rete oppure leggere l'ultimo romanzo di Erika Leonard, più difficile è stimolare la propria fantasia, nel proprio intimo privato, coinvolgendo la o il possibile partner. Avere il coraggio, insomma, di stimolare i propri sensi più profondi che, inevitabilmente, devono coinvolgere due o, eventualmente, più persone in una comunione, appunto, di amorosi sensi.

In questo senso il dipinto di Courbet o le foto artistiche di Ilona Staller, Ursula Davis e Moana Pozzi, ci sembrano stimolare molto più l'immaginario erotico e spirituale, rispetto all'ultimo filmino di Sasha Gray che, all'immaginazione ed al coinvolgimento, lascia francamente ben poco.


Luca Bagatin (nella foto con Ilona Staller, Ursula Davis ed il celebre cagnolino di Riccardo Schicchi, Bijou)



1 settembre 2012

VERRA' LA MORTE E NON SARA' CIECA (le mancheranno solo un paio di diottrie): racconto surRenale by Luca Bagatin del 7 aprile 2008



Teofilo Agonia di Cernusco sul Serio (sul serio ? Ma và !), prima di morire, mi scrisse una mail in cui sosteneva che le Sick Girls sono il preludio del sadismo in tutta la sua drammatica drammaturgica dramaticità.
A qualcuno piace caldo. E qualcun altro sosterrebbe che le Sick Girls sono solo delle "gran gnocche".
Personalmente sospendo il giudizio almeno sino al Giorno del Giudizio: sono uno scrittore sadomaso.
Attendo quel Giorno con l'ansia congenita e le arterie otturate da voraci e veloci pasti alla Nutella e alla Salsa Rosè (non necessariamente in questo ordine e non necessariamente assieme).
Attendo l'ora della Sua-venuta.
Antonella Sua era un'impiegata del catasto sindacalista della Cisl nonché mia amica. Quando dico amica intendo amica-amica. Non ci andavo a letto insomma: era troppo alta per un tappo come me (che pur odora di balsamo al Vetyver) oscillante fra i 165 cm di Sarkozy e i 171 cm di Berlusconi.
Antonella Sua era alta 199 cm e senza tacchi: adorava le ballerine. Meglio se classiche: era lesbica.
Ho sempre avuto un debole per le lesbiche e, poi, infondo, sono debole di stomaco e, pertanto, ho un pessimo rapporto con le donne in generale.
Specie quelle in divisa.
Luisella Pravettoni di Cernusco Lambro è una mia ex tornata da poco dall'Afghanistan ove si trovava in missione speciale. Oggi è un bel pezzo di Corpo dei Parà.
Ora si è ri-fidanzata con un caramba, ma io ne conservo ancora le foto segnaletiche: allora, quando ci conoscemmo, ero Ispettore Capo della Squadra Speciale di Cernusco sul Naviglio e l'avevo pizzicata un paio di volte a rubare nella gioielleria di Teofilo Agonia. Il mio amico gioielliere.
Ad ogni modo comunque (parafrasando l'immancabile Dino Buzzati), torniamo a bomba: alle Sick Girls, al sadismo, alla trifola sanguigna e sanguinolenta. Tanto è tutto succo di pomodoro.
Da almeno un mese frequentavo Vitaldeath, una Sick Girl molto vitale e amante, come me, del concetto di morte.
Il concetto della morte, sì, quello del "chi non muore si rivede"; "chi è morto non scagli la prima pietra altrimenti AAAAAHHHHHHH !!! vuol dire che è un fantasma e io sono debole di cuore, cazzo !"; "un morto non può mordere" come diceva Plutarco che è passato a miglior vita con i denti tutti sani. Altri tempi allora !
Insomma, sono giunto alla conclusione che Teofilo Agonia è invidioso e si crogiola nella sua agonia.
Nella sua masochistica e misogina agonia.
Ora, per carità, è vero che l'erba del vicino è sempre più verde, ma farsi una canna a 80 anni non è come farsene una a 20 o....a 30 !
E l'ottuagenario Agonia ci ha rimesso le penne.
Penne all'arrabbiata, quelle che gli faceva sua madre quando aveva ancora 7 anni ed era un tenero bambino e non pensava né alle donne né tantomeno ai gioielli (a quelli ci avrebbero pensato le sue innumerevole fidanzate che praticamente gli avevano svuotato il negozio !).
Il punto non è la virgola e nemmeno le virgolette nelle mutande di quel tale che se l'è fatta sotto dopo aver visto il fantasma di Mosè che scagliava la prima pietra contro Enrico Boselli amico di Gesù detto il Cristo Saragattiano.
"Verrà la morte e avrà i tuoi occhi", scriveva Cesare Pavese che non era ghiotto di pavesini ma, forse, della sua collaboratrice Nanda Pivano che lo avrebbe ben presto abbandonato per quel fustacchione di Jack Kerouac.
Verrà la morte.
Verrà la vita.
Verrà la vita assieme alla morte, come la Nutella assieme alla Salsà Rosè.
Verrà Vitaldeath ed io assieme a lei.



23 luglio 2008

"IL BASSO E LA ZEPPA" racconto (all'altezza o meno) by Luca Bagatin (da un'idea di Lucia "Rehab" Conti)




Mi chiamo Francesco, ma per tutti sono il Basso. In effetti la mia altezza  - tanto per usare un eufemismo - non supera gli 80 centimetri.
Conobbi la Zeppa l'anno scorso in quel di Berlino, all'omonimo zoo.
Io ero una delle tante attrazioni turistiche: faccio il giocoliere.
Ella, invece, è ed era bellissima. Di professione faceva la venditrice di biglietti dello Zoo di Berlino, appunto: rinomato luogo per tossici.
Conobbi la Zeppa dicevo, ma, più che altro, fu lei che mi conobbe, anzi, diciamo pure che scivolò su di me nella sua "pausa sigaretta".
"Fuck !" esclamò inacidita lei.
"A chi, a me ? E che ci posso fare se sono alto quanto una delle tue zeppe ?" In effetti ella calzava un bel paio di zeppe alte almeno 20 centimentri.
"Aò, paisà !" mi gridò lei aiutandomi a rialzarmi. Era di Pomigliano d'Arco.
"Ammazza quanto sei......"
"Grasso ? Lo so, lo ammetto. E' che sono una buona forchetta. Adoro gli arancini preparati da mia sorella Stella....."
"Macchéstaiaddicere ! Ammazza quanto sei ciccillo !", la Zeppa, per quanto faticasse a parlare l'italiano a causa della sua prolungata permamenza in Germania, sapeva come prendermi per la gola !
"Grazie, baby !", le risposi ammiccante e accendendomi un Antico Toscano.
"Aspé, mo devo tornare al travagghio....al lavoro. Ma ci vediamo....iamme, bbé !"
Mi lasciò lì, imbambolato ad ammirare le sue lunghe ed affusolate gambe, i suoi lunghissimi e nerissimi capelli al profumo d'incenso, i suoi profondi occhioni neri che, nel voltarsi indietro, ammiccavano sornioni......
Sospirai.
"Noi, gente di spettacolo facciamo sempre colpo, in effetti !" pensai fra me e me.
Tornai ai miei numeri da circo.
Eccoli arrivare. Di nuovo. Puzzolenti di birra e di piscio irrancidito. Detesto gli Hell's Angels, ma, soprattutto, loro (essi ?) detestavano me.
Eccoli arrivare con le loro catene e i loro gutturali vocaboli teutonici, minacciosi, verso il sottoscritto.
Sempre a prendersela con i più piccoli. Peccato che io avessi le mie armi segrete.
"Ehy, tu, pikkola mosca italika, ja ? Tu rikorda noi, ja ?", ringhiò il primo - Asterix - noto per i suoi baffoni biondi e le trecce.
Lo guardai impensierito. Per lui, ovviamente.
Era la terza volta in due giorni che tentavano di farmi paura interrompendo i miei numeri.
Ora, io sono piccolo e, nella botte piccola ci sarà anche il vino buono......però si da il caso che io sia molto ma molto cattivo. Sarà perché, più che piccolo, diciamocelo pure, sono nano.
Gli scagliai una delle mie palline da circo carica di tritolo, che gli fece scoppiare le cervella le quali si sparsero un po' quà un po' là......toh, un pezzettino finì nella gabbia di Gretha, la tigre, la quale si pappò quelle succulente carni magre e mollicce.
Sorrisi agli altri Hell's: "Ragazzi, che ci volete fare....sono un patito delle bombe a mano".
Ringhiarono, ma non si arrischiarono a rispondermi. Fuggirono immantinente sui loro bolidi motorizzati.
"Ammappalo chegganzo !" mi venne incontro la Zeppa chinandosi e cingendomi le spalle.
"Oh...." arrossii. "Beh....non è stato nulla. A proposito, scusami se prima non mi sono presentato. Piacere, Francesco" le sorrisi, bonario, porgendole la mano.
"Piacere Antonella ma......chiamame Zeppa, và ! E' pè via de 'sti due trampoli che m'hanno detto che fa tanto tendenza.....mah......"
Le feci il baciamano e le dissi: "Allora tu chiamami pure Basso. E' per via......"
"Del fatto che sai suonà !"
"?"
"Beh, pur io me diletto.....Sai, suono il basso"
"Non immaginavo avessi gusti sadomaso......per quanto qualcuno (ma non io !) sosterrebbe che tutte le ragazze vestite di nero in odor di darkettone siano inevitabilmente sadomaso....."
"Ma che stai addicere ! Basso ! Il basso nel senso de na chitarra elettrica, dicemo così !"
"Ahhhhhh....... Beh, quindi abbiamo qualcosa in comune"
"Perché, pure tu suoni qualcosa ?"
"Più che altro diciamo che io "le suono". Sai, se qualcuno mi calpesta le mie scarpette numero 20......"
"Basso, tu sipproprio nu guaglione ciccillo !"
"E tu sipproprio....."....non riuscii a terminare la frase in quanto Zeppa fu chiamata da una signora di mezza età, impettita, indispettita, imbiondita, imbottita che la redarguì nel tedesco più stretto portandosi un pugno sul fianco e agitando una bacchetta in aria.
Capii trattarsi della sua capa, ovvero della sua Kapò.
"Tu appantonato tua postazione, ja ? Tu kiakkiera kiakkiera con pikkola moska italika, ja ?"
La Zeppa si girò verso di me, comprese il mio telepatico messaggio e mi fece un cenno d'intesa.
"Al volo Zeppa !" le lanciai una delle mie palline speciali.
"Tu stronza Hell's Angels ! Beccati 'sto numero da circo !" urlò Zeppa alla stronza di cui sopra e gliela ficcò nel decolté.
Questa volta Gretha, la tigre, si pappò due mammelle che parevano budini con la ciliegina.
Era evidente che io e Zeppa eravamo fatti l'uno per l'altra.
"Alti e bassi", come si dice anche nella musica, oltre che, inevitabilmente nella vita.
Zeppa mi prese in braccio e mi diede un lungo bacio con tanto di schiocco e da allora viviamo felici ai margini di una società che non riusciremo mai ad accettare per quella che è.



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini