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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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22 settembre 2015

Beppe Grillo, la massonofobia ed il nuovo fascismo

Beppe Grillo, tornato dalle vacanze nella sua villa, nel suo lungo sproloquio dal 2042 dell'altro giorno, non dimentica di tirare in ballo la Massoneria, dichiarando che, con il suo partito al governo, essa sarebbe abolita ed i massoni non potrebbero essere candidati.

Ora, come abbiamo scritto più volte, Beppe Grillo ed i suoi adepti si comportano esattamente come fecero i fascisti, i nazisti ed i comunisti autoritari di tutto il pianeta e, prima di loro, i monarchi autoritari ed i clericali: abolire un'istituzione di libero pensiero, nella quale, peraltro, nei Paesi latini, hanno trovato posto e fatto carriera anche noti rivoluzionari e riformatori sociali quali Voltaire, Simon Bolivar, George Washington, Benjamin Franklin, Giuseppe Garibaldi, Che Guevara, Gandhi, Salvador Allende e moltissimi altri.

Tutto ciò o Grillo lo ignora - ma ne dubitiamo - oppure il suo disegno autoritario è completo: mettere il bavaglio a possibili sobillatori della sua autorità indiscussa e quella degli imprenditori Casaleggio & Associati, mica di operai, impiegati, casalinghi qualsiasi !

Si noti come il Paese rischi di finire nelle mani, dopo gli autoritarismi antisociali di Berlusconi e Renzi, nell'ennesimo autoritarismo.

Si noti, peraltro, come il movimento di Grillo sia costituito non solo da un ricco comico già lanciato in Rai da Pippo Baudo e nella quale ha fatto ampia carriera, ma anche da imprenditori quali i Casaleggio, come imprenditore era Silvio Berlusconi (amico, peraltro, dell'oligarca autoritario Vladimir Putin) e come dagli imprenditori è finanziato Matteo Renzi, il premier che, più di tutti, ha attuato leggi antisociali e antidemocratiche. L'esatto opposto, insomma, di forze politiche nate dal basso, dalle esigenze dei diseredati, degli operai e delle operaie, degli impiegati e delle impiegate, dei casalinghi e dei casalinghi, degli insegnanti (martoriati da una riforma della scuola che tende ad escludere e a premiare il demerito e la raccomandazione) e così via.

Tutte forze politiche peraltro - i Cinque Stelle fra questi - elettoralistiche e quindi che non rappresentano affatto la maggioranza degli elettori che, in massa, non a caso, alle elezioni si astengono.

La parola, infatti, dovrebbe passare ai cittadini, ovvero alla vera democrazia diretta, fondata su comitati popolari o assemblee spontanee, volendo anche estratte a sorte, come ai tempi della democrazia ateniese. Abolendo, come sostiene il saggista belga David Van Reybrouck nel suo ultimo saggio, le elezioni che, nei fatti, rappresentano solo i politicanti e le loro lobby economiche di riferimento.

Pensiamo ad esempio alla tanto sbandierata riforma del Senato. Finalmente ci sarebbe la possibilità di dare la parola ai cittadini, rendendo il Senato non già elettivo e composto da politicanti, bensì da cittadini estratti a sorte. Finalmente la parola passerebbe davvero a rappresentanti comuni del popolo e potrebbe fungere da contrappeso agli interessi delle lobby politico-economiche, dei partiti, dei pagati dai contribuenti che impongono le loro leggi. Leggi non decise dai cittadini in primis.

Sappiamo purtuttavia come stanno andando le cose e le varie forze politiche - dal Pd a Forza Italia sino ai Cinque Stelle grillini - stanno studiando una riforma che favorisca questo piuttosto che l'altro partito, in un bailamme autoritario ed antidemocratico, in quanto non deciso dai cittadini.

Del resto, in un Paese addormentato come il nostro, ove la politica e l'economia hanno ucciso il pensiero, le persone hanno smesso di mostrare il loro volto rivoluzionario. Come accadde invece durante il Risorgimento, anche e proprio grazie all'istituzione massonica, guida morale ed intellettuale per e degli spiriti liberi e rivoluzionari. Come durante la Rivoluzione Americana. Come durante la Rivoluzione cubana, ove la maggioranza dei castristi era anche componente della Massoneria, Che Guevara in primis. Oppure durante la Rivoluzione nonviolenta dell'India ove il massone Mohandas Gandhi ispirò la sua azione a quella dei mazziniani e dei teosofi.

Oggi, diversamente, assistiamo a sedicenti massoni o a ex iniziati alla Massoneria che si divertono a scrivere libelli antimassonici, discettando di presunte “Ur-Lodges” (di cui dicono di aver fatto parte) ed il loro scopo è unicamente quello di occupare posti di potere (come fecero quando erano affiliati alle “Ur-Lodges”, peraltro !), fondando ulteriori partiti elettoralistici contigui, peraltro, al caravanserraglio di Beppe Grillo e della Casaleggio & soci.

Occorre che le menti si risveglino. Approfondiscano, studino, lottino con ogni mezzo contro l'avanzare di questo nuovo fascismo fatto, ancora una volta, da gente ricca e che, ancora una volta, vuole comandare su tutti.

Occorre che le menti libere ricerchino l'autogestione e l'autogoverno: delle imprese, della politica, dell'economia, del proprio corpo, della propria anima. Smettendo di andare a votare e imparando a ricercare nuovi (o, meglio, antichi quanto l'Agorà Greca e le società matriarcali) strumenti di governo e di gestione dell'economia. Puntando all'economia del dono tipica delle società matriarcali. Puntando all'abolizione del debito pubblico, all'abolizione del libero commercio (che, nei fatti, è prostituzuone), al ritorno allo stato di natura, ovvero alla ricerca della Civiltà dell'Amore, alternativa a quella attuale dell'odio, del dolore e della prevaricazione del Potere sulle menti e sui corpi.


Luca Bagatin



10 giugno 2015

Salvador Allende massone: convegno del Grande Oriente d'Italia

Di Salvador Allende si parla sempre troppo poco nel nostro Paese e forse ha ragione il filosofo Gian Mario Cazzaniga quando afferma che ciò è forse dovuto al fatto che i principali partiti della sinistra italiana, PCI in testa, si sono convertiti all'americanismo troppo presto e ciò ha influito negativamente nella memoria storica dei medesimi, influenzandone la cultura nel suo complesso e finendo per far “morire” fugure storiche importanti, come Allende, due volte.

Salvador Allende, che comunista non fu, fu ad ogni modo un socialista, un marxista, un libertario e un massone.

E proprio di questa sua ultima appartenenza tratta il saggio “Allende massone” di Juan Gonzalo Rocha, pubblicato postumo in Italia dalla casa editrice Mimesis e presentato martedì 9 giugno scorso, presso Casa Nathan, a Roma, dalla Massoneria del Grande Oriente d'Italia, alla presenza del Gran Maestro Stefano Bisi, del Gran Bibliotecario Bernardino Fioravanti e degli studiosi Gian Mario Cazzaniga, Raffaele Nocera, del saggista Andrea Mulas e dell'attore Achille Brugnini che ha letto alcuni brani tratti dal volume.

Il Gran Maestro Bisi ha esordito ricordando che Allende non solo abbracciò con entusiasmo gli ideali massonici, ispirato dal nonno, già Gran Maestro della Gran Loggia del Cile e aderì alla Massoneria nel 1935, a 26 anni, ma dichiarò anche che se la sua iniziazione massonica fosse stata incompatibile con la sua iscrizione al Partito Socialista, allora avrebbe subito abbandonato il Partito Socialista, pur rimanendo socialista nel cuore. Parimenti Allende dichiarò anche che se in qualità di massone non avesse potuto essere marxista, allora avrebbe abboandonato la Massoneria, in quanto quest'ultima avrebbe rinnegato il suo spirito di tolleranza.

Il Gran Bibliotecario del GOI Bernardino Fioravanti ha invece voluto introdurre l'argomento tratteggiando la figura di Benjamin Teplitzky, già ministro di Allende ed esponente del Partito Radicale cileno, il quale entrò nella Massoneria del Grande Oriente d'Italia grazie all'amicizia che lo legava ad Ivan Mosca, esponente di spicco della Loggia Montesion all'Oriente di Roma. Teplitzky, peraltro, successivamente fondò in Italia la Loggia Prometeo, sempre appartenente dal GOI, ove iniziò suo figlio Daniele.

Il prof. Nocera ha poi tratteggiato la figura di Allende sotto il profilo della formazione politica, ovvero socialista libertaria, anarchica e marxista, come quella di suo nonno, medico e massone anch'egli. E ha ricordato la sua partecipazione alla fondazione Partito Socialista del Cile nel 1933 e la successiva partecipazione ai governi del Fronte Popolare dal 1938 al 1941 come Ministro della Sanità e delle Politiche Sociali e, successivamente, la sua partecipazione a quattro tornate elettorali alla guida della coalizione di sinistra, la quale passò dal 5% dei primi Anni '50, alla maggioranza assoluta nel 1970, allorquando Allende divenne Presidente della Repubblica del Cile.

Aspetto ricordato dal saggista Andrea Mulas è che il contesto internazionale nel quale si trovava ad operare Allende non era per nulla favorevole. Il Cile di Allende aveva già ricevuto apprezzamenti da parte della Cuba di Fidel Castro e dall'Argentina del presidente peronista Hector Campora, oltre che dallo stesso Juan Domingo Peron. Purtuttavia la cosiddetta “via cilena al socilismo” avviata da Allende - ovvero un programma di riforme in campo agrario, sociale, nell'ambito dei diritti civili (attraverso l'introduzione del divorzio) e del benessere sociale ed economico (attraverso le nazionalizzazioni), senza voler instaurare una dittatura proletaria – era ostile tanto agli USA, i quali attraverso le multinazionali controllavano le miniere di rame cilene, quanto all'URSS che non vedeva di buon occhio l'esistenza di una democrazia di tipo liberalsocialista o radical-socialista in America Latina, che non accettava l'idea di instaurare una dittatura di tipo comunista, sotto il controllo sovietico.

Tutto questo - in particolare l'influenza degli USA attraverso la CIA - assieme all'ostilità della Democrazia Cristiana del Cile e del Partito Nazionale, oltre che della casta militare, contribuì all'avvento del golpe militare dell'11 settempre 1973 guidato dal generale Augusto Pinochet, il quale mise fine alla democrazia in Cile e fu condannato, solo molti decenni dopo, per crimini contro l'umanità.

Il prof. Gian Mario Cazzaniga, infine, ha rammentato che la Massoneria, oltre ad essere profondamente legata alla storia della nascita dell'America Latina, è stata profondamente influenzata - in tale continente - da correnti spiritualiste, deiste, a-cristiane e teosofe, anche di ispirazione socialista (pensiamo all'esperienza del sandinismo, derivante dal rivoluzionario nicaguarese Augusto Sandino, che fu teosofo e massone).

Per volontà del Gran Bibliotecario e del Servizio Biblioteca del Grande Oriente d'Italia è molto probabile, peraltro, che il saggio “Allende massone" sarà ampliato con nuovi documenti e che vi saranno ulteriori convegni relativi alla storia della Massoneria nell'America Latina.

Chi scrive ritiene che ciò non possa che essere un'iniziativa utilissima, in quanto gli ideali massonici di Libertà, Fratellanza e Uguaglianza, enunciati dal conte Alessandro Cagliostro nel XVIII secolo, siano la base per una società rinnovata e rivoluzionaria, così come nello spirito dei popoli latinoamericani che, solo da qualche decennio, stanno cominciando a rivedere la luce.


Luca Bagatin



6 giugno 2015

#NiunaMenos !



Chiara Paez, una ragazzina argentina di 14 anni, è l'ennesima vittima di femminicidio.
Uccisa dal fidanzatino di 16 anni perché incinta. Sepolta viva.

In Argentina, patria di Evita Peron, eroina del riscatto dei popoli e delle donne in particolare, viene uccisa una donna ogni 30 ore: da fidanzati, da mariti, da sconosciuti.
La presidentessa della Repubblica artentina Cristina Fernandez de Kirchner accusa i media e la cultura maschilista e machista per come la donna viene trattata: come oggetto, anziché come soggetto.
E, in rete, è sorta spontaneamente la campagna "NiunaMenos" (nemmeno una di meno), con centinaia di migliaia di argentini scesi mercoledì in piazza per chiedere la fine della violenza contro le donne.
Appena un anno fa scrissi un saggio sulle donne "Ritratti di Donna" (Ipertesto Edizioni). E' stato il mio omaggio alla metà del cielo più interessante del Pianeta, fonte di ispirazione millenaria per ogni uomo che desideri essere un nobile Cavaliere senza macchia, per ogni artista, per ogni scrittore, poeta, inventore.
Non è un saggio sul o contro il femminicidio, ma vuole analizzare diversi ritratti femminili ed i miti ancestrali relativi all'universo femminile, ovvero le chiavi per una autentica emancipazione della donna.
Donna Selvaggia, che merita sempre di essere ascoltata e amata. Come scrissi in un mio recente aforisma: "Una cosa che eviterò di fare è smettere di ascoltare il cuore delle persone. Soprattutto quello delle donne. E soprattutto quello delle donne (o della donna) che amo".
Sarebbe bello che tutto l'universo maschile fosse in grado di interiorizzare questo semplice messaggio. La civiltà umana ne trarrebbe sicuro giovamento.

Luca Bagatin




5 giugno 2015

Salvador Allende massone: appuntamento a Roma del Grande Oriente d'Italia



MARTEDI’ 9 GIUGNO Ore 18.30

Casa Nathan – Centro Polifunzionale del Grande Oriente d’Italia

Piazzale Medaglie d’Oro, 44 - Roma

Presentazione del volume

ALLENDE MASSONE. IL PUNTO DI VISTA DI UN PROFANO

di Juan Gonzalo Rocha (Mimesis)

Il Presidente Allende partecipa ad una catena di unione in occasione della sua visita alla Loggia “Aurora 6” di Valparaiso, la Loggia Madre di suo nonno il dottor Ramon Allende Padin

 

All’età di 27 anni, Salvador Allende Gossens diviene massone, fedele a una tradizione familiare che risale al nonno paterno, figura indelebile nella memoria del nipote, il dottore Ramón Allende Padín, che pagava le medicine dei suoi pazienti indigenti ed era stato eletto Gran Maestro della Gran Loggia del Cile. Nei discorsi rivolti ai Fratelli, Allende riconosce in sé tutta l’influenza dei valori di questa Istituzione, “né una setta né un partito”, che educa alla tolleranza e al perseguimento dei principi di Libertà, Uguaglianza, Fratellanza. È un socialista che combatte contro le tentazioni discriminatorie ai danni dei massoni nel suo partito, e che altrettanto farebbe all’interno della sua Obbedienza massonica, se essa, errando, dichiarasse delle pregiudiziali politiche. Eppure ciò è un aspetto finora rimasto nell’ombra. Per la prima volta, con tanta ricchezza di documenti, la ricerca di Juan Gonzalo Rocha – giornalista cileno “profano” e obiettivo – dimostra come “la presenza della Massoneria attraversa l’intera esistenza di Salvador Allende, dall’infanzia all’ultimo istante di vita”. Del resto, la storia della Massoneria nell’America Latina è sempre stata intrecciata con le lotte di liberazione nazionale e con il progresso civile dei popoli di questo continente. La correttezza democratica del “compagno Presidente”, la sua onestà politica e intellettuale portata al sacrificio della propria vita, fanno parte di questa storia, sono uno dei suoi più grandi capitoli. Sono il testamento di Allende, massone.

Intervengono: STEFANO BISI Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, GIAN MARIO CAZZANIGA (Università di Pisa), ANDREA MULAS (Saggista), RAFFAELE NOCERA (Università di Napoli “L’Orientale”)

L’attore ACHILLE BRUGNINI leggerà alcuni brani del volume

 

L’ingresso in sala sarà consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili.




14 gennaio 2009

Bettino Craxi: l'ultimo statista dell'Italia repubblicana



Sono passati nove anni dalla morte di Bettino Craxi, l'ultimo grande statista della Prima Repubblica.
Forse sarebbe meglio dire: l'ultimo grande statista dell'Italia repubblicana.
Dopo la sua dipartita fisica ed ancor prima politica, avvenuta questa nei primi anni '90, nessun politico è riuscito ad eguagliarlo per risultati conseguiti.
Ci duole ricordare che la fine politica di Craxi avvenne per mezzo di quella che egli stesso definì la “falsa rivoluzione” giudiziaria, che vide convergenti parte della magistratura, i Poteri Forti, la sinistra democristiana ed i post-comunisti: coalizzatisi tutti contro la ventata d'aria nuova portata dal garofano socialista craxiano.
I soliti moralisti e gli pseudo moralizzatori della politica, oggi autoproclamatisi “democratici”, hanno così creduto di sostituirsi agli unici partiti democratici che l'Italia abbia mai avuto dal dopoguerra: la Dc, il Psi, il Pri, il Psdi ed il Pli ed invece sono stati ripetutamente sconfitti dal Cavalier Berlusconi, che peraltro fu intimo amico dello stesso Bettino Craxi che, come è noto, nel governo oggi da lui stesso presieduto, ha dato grande rilievo alla componente socialista liberale.
Ho recentissimamente visto su Canale 5 il documentario girato da Paolo Pizzolante e scritto anche in collaborazione con lo storico Ugo Finetti su Bettino Craxi e dal titolo “La mia vita è stata una corsa”.
Tale documentario ha ripercorso le esperienze politiche più significative della vita di Craxi: dalla sua gavetta come allievo di Pietro Nenni, passando per il ricordo di Salvador Allende al cimitero di Vina del Mar in Cile nel quale lo stesso Craxi si trovò puntati contro i fucili del regime di Pinochet, passando ancora per il “contratto con gli italiani” lanciato da Craxi nel 1979 (ben 22 anni prima di quello proposto da Silvio Berlusconi) nel quale egli chiedeva un voto al Partito Socialista Italiano per garantire il rinnovamento del Paese.
Ed un rinnovamento Bettino Craxi lo impresse di certo: nominato nel 1983 Presidente del Consiglio di una rinnovata coalizione di pentapartito (Dc, Psi, Pri, Psdi, Pli), dichiarò da subito che il suo non sarebbe stato un governo conservatore. Esaltò i caratteri del socialismo liberale, del liberalismo repubblicano e quelli del cristianesimo sociale, che erano le radici fondanti dell'unico centro-sinistra che l'Italia ebbe ed ha mai potuto conoscere.
Attraverso la sua azione di governo si svilupparono via via le piccole e medie imprese: il cosiddetto “Made in Italy”; si ridusse l'inflazione grazie al taglio di alcuni punti della scala mobile (contro il volere dei comunisti e dell'onnipresente e conservatrice Cgil); si restituì prestigio all'Italia a livello internazionale garantendole pari dignità con gli altri Paesi europei e con gli Stati Uniti d'America; si sancì che la religione cattolica non era più religione di Stato (per quanto il Nuovo Concordato stipulato da Craxi con il Vaticano concesse a quest'ultimo immensi privilegi, fra cui il sistema dell'8 per mille ancora oggi in vigore) e, per finire, l'Italia divenne la quinta potenza mondiale per Prodotto Interno Lordo.
Bettino Craxi propose addirittura la cosiddetta Grande Riforma, la quale puntava ad un rafforzamento dei poteri del governo per garantire la governabilità e nel settore della giustizia puntava alla separazione delle carriere del magistrati e ad uno stop alla politicizzazione della magistratura.
Risultati e proposte inimmaginabili per quegli anni, ma oggi di strettissima attualità. Risultati che non piacquero certamente ai Poteri Forti, alla magistratura, alla sinistra democristiana di Ciriaco De Mita, né piacquero tantomeno al Partito Comunista che diverrà poi Partito Democratico della Sinistra con Occhetto, D'Alema e Veltroni alla guida, una volta caduto ad Est il Muro di Berlino.
E pensare che Bettino Craxi stesso aveva proposto negli anni '90 una convergenza con i post-comunisti, lanciando un progetto di Unità Socialista (Claudio Martelli - delfino di Craxi - aveva peraltro lanciato una costituente di sinistra che potesse comprendere Psi, Pds, Radicali, Pri e Psdi).
Sdoganò addirittura i post-comunisti facendoli entrare nell'Internazionale Socialista  !
Sbagliò ed ebbe modo di pentirsene.
I post-comunisti gli diedero addosso additandolo quale conservatore e ladro. La magistratura politicizzata gli diede contro e così la stampa legata ai Poteri Forti che tanto Craxi aveva combattuto.
Il resto è Storia che conosciamo e che vede un Bettino Craxi in esilio forzato ad Hammamet in Tunisia, un Partito Socialista fatto a pezzi, così come la Democrazia Cristiana, il Partito Repubblicano, quello Liberale e quello Socialdemocratico. Un'intera classe politica democratica falcidiata solo perché finanziava illegalmente i propri partiti.....come facevano tutti ! Compresi i comunisti ed i partiti minori di ogni colore politico !
Bettino Craxi lo dichiarò pubblicamente nei suoi ultimi discorsi in Parlamento. Fu l'unico ad avere il coraggio di ammettere che dal dopoguerra tutti i partiti violavano la legge sul finanziamento ai partiti.
Craxi la violò anche per finanziare cause e battaglie di liberazione dei popoli oppressi in tutto il mondo. Ma questo allora, ovviamente, non lo disse nessuno.
C'era una lotta politica che durava dal dopoguerra: da una parte i partiti democratici occidentali finanziati dagli Stati Uniti d'America e da privati vicini all'area di governo e dall'altra un Partito Comunista finanziato dalla dittatura sovietica e poi, via via, sostenuto dai Poteri Forti. Altro che superiorità morale dei comunisti !
Questo il sistema di finanziamento illegale dei partiti politici al quale, come sostenuto anche da Craxi, si poteva porre rimedio in Parlamento senza scomodare i magistrati e soprattutto senza falcidiare un'intera classe dirigente. Sostituita peraltro poi da un'altra meno colta, meno competente e non certamente più onesta.
Oggi le indagini giudiziarie stanno colpendo coloro i quali allora si contrapposero a Craxi ed alla sua azione riformatrice. Era forse ora che si indagasse anche lì, ma la questione è e rimane comunque politica.
E forse non è un caso che dal 1994 ad oggi gli eredi del socialismo liberale, del liberalismo repubblicano e del cristianesimo sociale, si ritrovino per la maggior parte nella coalizione guidata da Silvio Berlusconi.
Una coalizione che non è certo la panacea e che abbisognerebbe di una grande spinta laica e libertaria nel solco dei Turati, degli Einaudi, dei Pannunzio, dei La Malfa, dei Pacciardi e dello stesso Craxi, ma che in ogni caso oggi può garantire ciò che altri – pseudo democratici, moralisti e pseudo moralizzatori “de sinistra”– non hanno e non saprebbero comunque garantire. Né oggi né mai.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini