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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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25 settembre 2015

"Non prendere, imprendere, pretendere. Semplicemente intraprendi !". Riflessioni e aforismi di Luca Bagatin

“Siete tutti figli di puttana ! Io sono il Casanova e il Che Guevara della letteratura russa ! In questo mondo di belle donne e di uomini malvagi, in questo mondo del sangue, della guerra, degli eroi e dei draghi, io mi sono già conquistato un posto alla tavola rotonda degli eventi”.


(Eduard Limonov)




Forse anche io avrei preferito vivere durante la Seconda Guerra Mondiale. Allora almeno c'erano i partigiani che, armi in pugno, si battevano contro i fascisti al governo. Oggi ci sono solo pappamolla. Eppure i fascisti al governo ci sono ancora.

Non ho capito perché tanti ce l'hanno con la nuova Miss Italia.
Il dramma è che esistano ancora manifestazioni ebeti per ragazze che possono mostrare solo il loro corpo (e solo in parte !) e non la loro anima.


Mi guardo bene dall'essere di sinistra, ma sicuramente non sono di destra.


La vita è mistero. Non possiamo che arrenderci al mistero e tentare di comprenderlo. Ma senza pretendere di giungere per forza alla verità. Ciò implica l'eterno dubbio.


Non credo ai ruoli imposti, alle risposte scontate e ai luoghi comuni.
Se sono diventato cinico e mi sono alquanto rotto le palle è perché la mentalità dell'universo mondo è pressoché piatta e appiattita su sé stessa.


Ho trovato più solitudine e isolamento a Roma che in trent'anni vissuti in un piccolo paese del nord.


Le donne sono imprevedibili e ciò non sempre in modo positivo. Personalmente mi sono dovuto organizzare di conseguenza.
Puoi stare con me per piacere o per amore, ma togliti dalla testa l'idea di fidanzarti o di spostarti con me.
Le storie non durano ed il mio cuore è stato fatto a pezzi già da quel dì.

(non so quanti uomini o, meglio, maschi, abbiano il coraggio di essere sinceri quanto me...)


La mia idea di impresa è una società senza imprese né imprenditori.
Ovvero senza sfruttatori né ladri.


Non voglio prendere, pretendere, imprendere. Ovvero non voglio rubare.
Preferisco intraprendere.





22 luglio 2014

Intervista esclusiva di Luca Bagatin a Francesco Serra di Cassano, autore di "Tutta colpa di Berlinguer" (che inizialmente doveva intitolarsi "Prima di restare orfani")

Francesco Serra di Cassano è un amico con il quale ultimamente esco e chiacchiero spesso.

In realtà è un mio amico da poco tempo e la nostra conoscenza è avvenuta per caso.

Alla metà di giugno un'amica mi invita a presenziare ad un convegno a Montecitorio nel quale è presentato “Tutta colpa di Berlinguer”, il romanzo del giornalista Francesco Serra e che dovrebbe essere presentato dal Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. La mia amica sa che ho un debole per la Ministra Boschi e che le vorrei regalare una copia del mio ultimo saggio “Ritratti di Donna”.

Ci vado, dunque, ma il convegno alla fine è presentato da Veronica Gentili, attrice e amica dell'autore.

Ne faccio un articolo, purtroppo non entusiastico, in quanto si parla di tutto tranne che del romanzo di Serra. Si parla troppo di politica comunista e lo si fa con un piglio poco critico.

Francesco Serra, giorni dopo, legge il mio articolo e mi contatta, stranamente entusiasta. Mi dice di essere un lettore del mio blog da ben cinque anni, addirittura. Ne sono visibilmente felice e ci incontriamo.

Da allora scopro una persona squisita ed iniziamo ad uscire spesso assieme. Scopro uno spirito libero nato nel 1964, che vive a Roma ma che ha studiato filosofia a Pisa, che a vent'anni era giovane comunista e che i suoi avi erano i celebri Serra di Cassano di Napoli, che diedero un importante contributo alla causa della Repubblica napoletana del 1799.

Non posso, dunque, non intervistarlo, vista la moltitudine di spunti che la sua vita racchiude.


Luca Bagatin: Bene Francesco, non puoi sottrarti alla fatidica domanda di rito. Parlaci un po' di te e delle origini della tua famiglia.

Francesco Serra: Iniziamo con il dire che miei avi sono i Serra di Cassano, nobile famiglia napoletana di origine genovese che, nel 1799, si contraddistinsero per aver partecipato attivamente al movimento rivoluzionario della Repubblica napoletana, a fianco dei francesi.

Palazzo Serra di Cassano è stata proprio la sede del comitato rivoluzionario e si dice che il mio avo Gennaro Serra fosse non solo amico intimo, ma addirittura l'amante dell'eroina Eleonora Pimentel Fonseca.

Gennaro Serra, ad ogni modo, fu tradito da un libraio venduto ai Borboni e venne decapitato nella piazza di Napoli, a soli 27 anni.

Da allora i genitori di Gennaro decisero di chiudere il Palazzo per 200 anni, in segno di lutto e protesta contro il Regno Borbonico.

Mio nonno Francesco, che era un capitano d'industria, nel dopoguerra, si occupò del restauro del Palazzo e nel 1960 lo inaugurò, proprio in occasione delle Olimpiadi di Roma, dando a Palazzo una grande festa alla quale furono invitati, fra gli altri, Maria Callas e Aristotele Onassis.

Nel 1982, Palazzo Serra di Cassano, fu ceduto da mio nonno allo Stato ed è attualmente la sede dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.


Luca Bagatin: Di famiglia nobile, benché rivoluzionaria, dunque. Ma, come approdi al Partito Comunista Italiano?

Francesco Serra: Alla fine degli Anni '70 frequentavo l'Università statale di Pisa. Allora in città il partito più forte era quello comunista. Oltretutto mia madre fu, per diversi anni, la compagna dello sceneggiatore Franco Solinas, legato al PCI e fra l'altro sceneggiatore de “La battaglia di Algeri”. Respirai quell'aria sin da ragazzino, quindi.


Luca Bagatin: Come nasce il tuo rapporto con Enrico Berlinguer ? Raccontaci della tua gavetta di giovane comunista.

Francesco Serra: Nel 1989 mi laureo con una tesi su “Strategia del Compromesso Storico”. In quegli anni Antonio Tatò, segretario di Berlinguer, mi chiama a lavorare a Botteghe Oscure e, volendo io intraprendere la carriera del giornalista, inizio a collaborare a “L'Unità” e, successivamente, per due anni, divento collaboratore di Achille Occhetto. Anch'io, come lui, volevo che il PCI cambiasse nome. Io, purtuttavia, già allora mi sentivo uno spirito liberale - sarà che fra i miei avi ci sono stati anche liberali e repubbliani – e criticavo pesantemente l'ideologia comunista, sino a che uscii definitivamente dal partito.


Luca Bagatin: Dopo quell'esperienza nel PCI, hai continuato a fare politica ?

Francesco Serra: Negli Anni '90 inizio a collaborare e a lavorare come capo ufficio stampa di Alleanza Democratica, il partito di Ferdinando Adornato e Willer Bordon. Rappresentavano per me quella sinistra moderata di cui l'Italia aveva bisogno. Purtuttavia e purtroppo il partito scomparve presto dalla scena politica italiana. Dal 1995 al 1997 mi iscrissi al Partito Radicale Trasnazionale e quella fu definitivamente il mio ultimo rapporto con la politica attiva e di partito.


Luca Bagatin: Come nasce invece il tuo rapporto con la cultura ?

Francesco Serra: Nasce nel 2001. Allora decido di collaborare con il Festival della letteratura di Mantova e con la Fondazione cinema per Roma.


Luca Bagatin: Come nasce, invece, l'idea di un libro su Berlinguer ?

Francesco Serra: Nasce nel dicembre del 2012. Inizio a scrivere il romanzo perché mi disgusta la diatriba fra Renzi e Bersani e non è un caso che io non mi sia mai iscritto al PD. Questa diatriba rischiava nuovamente di far subire l'ennesima sconfitta alla sinistra e la causa l'ho individuata nel fatto che i dirigenti postcomunisti non hanno mai approfondito il loro passato, nel bene o nel male.

Il passato del PD non era né è stato metabolizzato, ovvero è stato sostituito da miti che non c'entravano nulla con la tradizione comunista, quali ad esempio Kennedy.

Ho voluto dunque far sì, con questo libro, che quelle persone ricordassero invece – nel bene o nel male – l'ultimo leader carismatico del PCI, ovvero Enrico Berlinguer.

Oggi non nego la mia simpatia per Renzi, che è più umana che politica e ciò perché Renzi ha, anche anagraficamente, oltre che politicamente, caratteristiche diverse rispetto agli eredi del PCI.

Tutta colpa di Berlinguer” è un romanzo prima di tutto autocritico, che fa leva su aspetti emozionali più che politici, infatti.


Luca Bagatin: Come mai un titolo così commerciale ? “Tutta colpa di Berlinguer”, come ho scritto in un mio precedente articolo, ricorda molto uno degli ultimi filmetti di grido, “Tutta colpa di Freud”.

Francesco Serra: Ti dirò che il titolo che avevo originariamente pensato doveva essere diverso e non a caso, ovvero: “Prima di restare orfani”. Poi, per ragioni di marketing e su consiglio anche di Concita De Gregorio, l'abbiamo cambiato in “Tutta colpa di Berlinguer”.


Luca Bagatin: Che cosa puoi dirmi del rapporto fra Berlinguer e Craxi ? Chi aveva ragione, secondo te ?

Francesco Serra: Il rapporto fra i due è certamente stato deleterio e per responsabilità di entrambi. Entrambi, peraltro, erano caratterialmente molto diversi fra loro. Craxi era arrogante e aveva una visione dinamica della società. Berlinguer, invece, era schivo e aveva una visione conservatrice, statica della società.

Sarebbe stato utile, per la sinistra, che le loro idee convergessero. Purtuttavia sarebbe stato impossibile in quanto Berlinguer si rifiutava di staccarsi dalla tradizione comunista e non avrebbe mai aderito al socialismo europeo.

Paradossalmente il PSI di Craxi dialogava molto di più con l'estrema sinistra (Lotta Continua, Autonomia Operaia) di quanto non lo facesse il PCI, anche perché aveva necessità di ritagliarsi uno spazio politico autonomo dai due blocchi PCI e DC.


Luca Bagatin: E come mai tu, spirito libero, non sei passato subito al PSI ?

Francesco Serra: Perché allora ero troppo giovane ed ideologizzato. Avevo una visione dottrinaria delle cose. Ne parlo anche nel mio romanzo, infatti.


Luca Bagatin: Che cosa rimane, oggi, di quella stagione ?

Francesco Serra: Non rimane nulla. Rimane, al massimo, nelle generazioni che quella stagione hanno vissuto, una consapevolezza superiore rispetto agli altri.


Luca Bagatin: E sulla politica di oggi, che mi dici ?

Francesco Serra: La politica, oggi, non mi appassiona più. Preferisco rimanere un battitore ed uno spirito libero.


Luca Bagatin



25 settembre 2013

L'ignoranza dei ragazzini di Forza Nuova e le loro sciocche bravate antimassoniche

Sò ragazzi, si dirà.

Sì, sò ragazzi e pure ignoranti che, forse, non sanno nemmeno che cosa sia l'ideologia alla quale fanno riferiento.

Ci riferiamo a quattro o cinque ragazzini di "Lotta Studentesca" (sic !), ovvero il fantomantico movimento che fa riferimento a Forza Nuova, la nota organizzazione neofascista che, di tanto in tanto, presentandosi alle elezioni, cerca sempre di rincorrere qualche seggio in Parlamento.

Questi ragazzini, in sostenza, che hanno fatto ? Una bravata dal sapore alquanto sciocco, ovvero hanno incollato all'ingresso del Liceo "Mamiani" di Pesaro, un manifesto invitando la scuola a cambiare nome. E perché mai ? Perché quel Terenzio Mamiani a cui è intestato il loro liceo fu nientepopodimenoche un massone ! Ah, però !

Un massone come lo fu Garibaldi, peraltro contemporaneo del Mamiani e peraltro carbonaro e dunque patriota risorgimentale. Uno che, insomma, a differenza dei ragazzini di Forza Nuova - che nella peggiore delle ipotesi rischieranno una denuncia - rischiò la vita per i suoi ideali di libertà e affinché l'Italia fosse unita e sovrana. Uno che divenne Ministro del'Istruzione e che, oltretutto, si attivò per includere l'insegnamento della religione cattolica fra le materie di studio fondamentali. Tutt'altro che un anticlericale, quindi e oltrettutto.

Purtroppo, è evidente che questi ragazzini neofasci non abbiano studiato la Storia e solo per questo meriterebbero - in luogo di qualsivoglia denuncia - di frequentare il liceo per almeno dieci o quindici anni, obbligatoriamente. In secondo luogo, è evidente che non sanno nemmeno che cosa sia la Massoneria in quanto, nel volantino che hanno ben pensato di appendere, si leggono le solite cialtronate complottiste che, francamente, hanno stancato:

La massoneria non è un’associazione normale, si basa sulla segretezza e ha finalità oscure. Segrete sono le loro riunioni, le sedi, i membri, i documenti e i sostenitori. Non possiamo dimenticare quelle cricche che, a livello nazionale, detengono il monopolio degli appalti milionari, dell’amministrazione scorretta del denaro pubblico, dell’uso fraudolento del sistema bancario e della distorsione degli apparati giudiziari al fine di favorire gli interessi dei ricchi, dei potenti o degli appartenenti alla cricca stessa.

Rispondiamo a costoro che:

- La Massoneria è un'associazione normalissima e riconosciuta dalla legge e, quando non lo fu, lo fu in quanto i massoni come Mamiani erano costretti ad agire in clandestinità proprio per garantire la libertà anche di questi ragazzini neofascisti, ed a rischio della vita.

- L'unico segreto che custodisce la Massoneria è mistico e spirituale ed è racchiuso nell'emozione che suscitano al massone i rituali che egli pratica in Loggia.

- Le finalità della Massoneria sono filantropiche e tutt'altro che oscure. Le sedi delle varie Obbedienze massoniche sono così segrete che...i loro indirizzi si trovano anche sul web e persino nell'elenco telefonico, a volte anche con tanto di Squadra e Compasso stampati.

- I nomi degli aderenti sono secretati, è vero, ma lo sono tanto quanto quelli di tutte le organizzazioni al mondo, compresa Forza Nuova, e questo per ragioni di privacy, come prevede la legge.

- Se la Massoneria, poi, avesse tutto quel potere che questi ragazzini neofascisti le attribuiscono, beh, allora sì che gli ideali di Fratellanza, Libertà ed Uguaglianza sui quali essa si fonda avrebbero già trionfato. Purtroppo, invece, non è così. Al punto che, se la Massoneria ha una pecca, è che esistono tante Obbedienze massoniche che si fanno la guerra fra loro e non riescono mai a trovare un'intesa.

- L'unica cricca che possiamo osservare qui all'opera è quella dei ragazzini ignoranti e quella dei loro cattivi maestri che, di volta in volta, per farsi notare dalla stampa, si inventano assurdità che non fanno certo loro onore. E lo fanno ancor meno all'Italia.

L'Italia di Terenzio Mamiani, ma soprattutto di Giuseppe Garibaldi, Primo Massone d'Italia ed Eroe senza macchia che rischiò la pelle anche per quegli italiani che, pur inconsapevolmente, oggi vivono nell'immeritato agio e nell'altrettanto immeritata bambagia e si permettono di imbrattare l'ingresso di una scuola pubblica ! Ma si vergognino !


Luca Bagatin



18 agosto 2013

L'immondo squadrismo al Potere



C'è chi ancora oggi crede che abbia senso parlare di "sinistra" o di "destra", come se si avesse ancora contezza di che cosa significhino, o, meglio, significassero, questi due termini.

C'è chi oggi difende Berlusconi e si definisce "di destra" e talvolta anche "liberale", ma non si rende conto o fa finta di non rendersene conto, che Berlusconi è il miglior amico dei dittatori filo-comunisti e filo-islamisti d'occidente e oriente e, quando era al governo, ha fatto i suoi interessi e/o quelli della social-burocrazia.

C'è chi oggi parla di diritti e libertà e si definisce "di sinistra", ma al suo interno ha componenti omofobe, fascistoidi, conservatrici sotto il profilo economico-sociale. E governa con Berlusconi.

C'è chi, poi, forte di aver passato anni ad essere imboccato da Mamma-Rai (salvo essere stato stoppato da Craxi e forse giustamente), fa il "figo" gridando alla piazza, foraggiato dal suo sodale capellone che ha deciso che, ogni militante e ogni parlamentare, devono essere delle pedine nelle loro mani.

Sembra di essere in un film di Fellini ed invece è la realtà del Belpaese o, meglio, del Brutpaese alle soglie del 2014.

Ah, fra le altre cose c'è anche chi chiede la grazia per i pluripregiudicati direttamente a Napolitano e chi sta pensando di punire anche chi fuma nella propria automobile e non solo.

E' il nuovo Ventennio, senza più il Duce, ma con tanti ducetti più o meno incompetenti al comando di una nave che affonda.

Eppure sarebbe molto semplice cambiare le cose, senza ideologie, partiti o partitini. Basterebbe il buonsenso. Poche ma chiare regole.

Un possibile decalogo o giù di lì ?

Chi scrive, ovvero il sottoscritto, ha proposto quello di "Amore e Libertà" (www.amoreeliberta.blogspot.it)

1) piena trasparenza delle Istituzioni (anche attraverso l'Anagrafe pubblica degli eletti)

2) che ogni carica pubblica/istituzionale torni ad essere al servizio del cittadino, ovvero percepisca uno stipendio onesto, in linea con la professione svolta prima del precedente incarico e non eccedente.

3) che la meritocrazia, l'onestà intellettuale e l'amore universale diventino non solo o non tanto "termini di moda", ma siano praticati quotidianamente

4) lotta ad ogni forma di discriminazione, ovvero lotta al razzismo, all'omofobia, alla massonofobia e all'odio religioso


5) attuazione di politiche in favore della disabilità, con accesso delle strutture pubbliche e private da parte dei disabili, anche per quanto concerne l'aspetto ludico e sessuale

6) introduzione di una legislazione che consenta il matrimonio omosessuale e che garantisca a tutte le coppie i medesimi diritti delle coppie sposate. Adozioni comprese.

7) introduzione di una legislazione che consenta l'eutanasia legale ed il suicidio assistito, in apposite strutture e con personale medico specializzato, anche sotto il profilo psicologico, sull'esempio svizzero

8) introduzione di una legislazione che legalizzi cannabis e derivati, con tutti i benefici che ne possono derivare anche sotto il profilo industriale e ambientale.

9) istituzione dei parchi dell'amore

10) lotta alla vivisezione, rispetto di ogni forma di vita e difesa dell'ambiente

11) legalizzazione della prostituzione

12) introduzione, nelle scuole, dell'ora di educazione sessuale


13) introduzione, nelle scuole, in luogo dell'”ora di religione”, l'”ora di Storia delle religioni”

14) abolizione degli enti inutili quali Province, consorzi, comunità montane.

Possiamo anche aggiungere: aliquota unica, per tutti, al 20% ed IVA ridotta al 4%; separazione delle carriere dei magistrati e responsabilità civile del giudice; nessun divieto di fumo, nemmeno nei locali pubblici, salvo disposizione diversa del proprietario.

E comunque lo ribadiamo: non c'è destra o sinistra che tengano, né in Italia né in Europa.

Occorrono buonsenso, passione, amore e senso estremo di libertà individuale e dunque collettiva.

Mano Stato, più individuo. Più cuore e mente. Burocrazia ridotta all'osso e nessun incentivo per banche, grande industria e mafie più o meno legalizzate.

Ci riusciremo ? Per ora la strada è in salita e l'odio, l'oppressione e la criminalità...legalizzata regnano sovrane.

Luca Bagatin 



5 agosto 2013

Condanna a Berlusconi: l'ex premier chieda scusa ed esca di scena. E altrettanto facciano tutti gli altri

Berlusconi è stato condannato.

Ora, non si tratta di essere garantisti o giustizialisti, bensì di essere un minimo obiettivi.
La condanna arriva dopo anni e sulla base di prove inoppugnabili. Qui, in sostanza, non siamo di fronte all'ennesimo caso Tortora, così come invece è accaduto per l'ingiusta condanna comminata all'On. Ottaviano Del Turco di cui, chissà mai perché, non parla più nessuno. Specie nel mondo politico di destra e sinistra.
E a nulla valgono i paragoni di Berlusconi – del tutto fuori luogo – ai partiti democratici della Prima Repubblica, il paragonarsi ai grandi del passato, come ad esempio a Bettino Craxi.
Qui non si tratta di aver preso soldi “in nero” per finanziare l'attività politica e le proprie idee politiche, bensì si tratta di frode fiscale per favorire il proprio tornaconto personale e la propria azienda.
Detto ciò, spiace che Berlusconi non chieda scusa agli italiani, si cosparga il capo di cenere ed esca di scena. Sarebbe stato così ricordato dalla Storia con rispetto. Con il rispetto che si deve all'uomo che sbaglia e che se ne rende conto. Che fa ammenda anche del fatto di aver mal governato il Paese, con il concorso esterno e oggi interno della sinistra cattocomunista (da sempre a sostenere le sue leggi “ad personam”, in un modo o in un altro), per vent'anni.
Un Berlusconi che ammette le proprie colpe, anche politiche, è e sarebbe stato diverso da un Berlusconi che – in barba a tutto e a tutti – afferma di voler rimanere “in campo” e di voler rifondare Forza Italia. Tutto ciò è profondamente grottesco ed anacronistico.
Così come sono grotteschi i suoi sodali del PdL che, anziché voler costituire un vero partito liberale di massa, come era nello spirito del '94, magari con un leader nuovo e che non ha mai fatto politica, seguitano a sostenere l'assurda tesi della “magistratura politicizzata”.
La magistratura fu sì politicizzata, ma lo fu negli Anni '70 con il caso del falso golpe di Sogno e Pacciardi (poi, infatti, assolti); lo fu negli Anni '80 nell'ambito del falso scaldalo P2 (ove tutti i cosiddetti “piduisti” furono - e giustamente - assolti per non aver commesso nulla) e fu politicizzata durante la falsa rivoluzione di Tangentopoli. Allora c'erano di mezzo due blocchi contrapposti: da una parte i fautori della democrazia, invisi ai comunisti ed ai magistrati comunisti, dall'altra il blocco sovietico, la sinistra Dc e pauperista ed il Pci berlingueriano, che volevano far cadere il centrismo ed i partiti laici al governo, cosa che accadde, infatti, nel 1993, ovvero allorquando morì la democrazia in Italia.
Ma Berlusconi che cosa ha mai rappresentato in questi anni se non il vero sodale di quei cattocomunisti che, grazie a lui, hanno potuto fingere di fare opposizione ?
Lo abbiami visto nella totale mancanza di riforme liberali, nell'amicizia con i comunista Putin, nelle mancate liberalizzazioni, nel mancato rispetto per i diritti civili. E lo vadiamo oggi: berluscones e cattocomunistones al Potere assieme, uniti nel nome della famiglia Letta.
Di che cosa stiamo parlando, allora ?
Forse sarebbe il caso che la verità si facesse strada e che più di qualcuno facesse ammenda. Che le responsabilità della crisi politica fossero accertate, assieme alle varie frodi commesse da questa classe politica ai danni dei cittadini italiani.
Forse sarebbe il caso che questo governo cadesse, che questa classe politica si ritirasse e si aprisse un nuovo processo costituente. Composto di persone nuove, magari estranee alla politica degli ultimi sessant'anni.

Luca Bagatin



10 luglio 2013

"Amore e Libertà" appoggia i dodici referendum Radicali


Dodici referendum.

Saranno tanti, saranno pochi.

Serviranno oppure no, chissà.

Sempre meglio di niente e, soprattutto, sempre meglio che dare il voto a partiti inconcludenti.

I Radicali, quando si sono mobilitati con le loro iniziative di piazza, hanno sempre saputo catalizzare e focalizzare l'attenzione politica su questioni vitali per il cittadino e la comunità.

La fanno ancora una volta con dodici quesiti molto utili ed interessanti e che qui riportiamo, come tratto dal sito www.radicali.it:

  • Abolizione Finanziamento pubblico partiti
    Per abolire il finanziamento pubblico dei partiti e la truffa dei rimborsi elettorali.

  • 8xmille
    Per lasciare allo Stato le quote di chi non esprime una scelta.

  • Custodia cautelare
    Per limitare il carcere preventivo, cioé prima della sentenza di condanna, ai soli reati gravi.

  • Divorzio breve
    Per eliminare l’inutile obbligo di tre anni di separazione prima di poter chiedere il divorzio.

  • Droghe: niente carcere per fatti di lieve entità
    Per eliminare quelle norme che riempiono inutilmente le carceri e paralizzano la giustizia.

  • Ergastolo
    Per abolire il carcere a vita ed ottenere una pena detentiva che abbia la finalità di rieducare il condannato.

  • Lavoro e immigrazione*
    Per abrogare quelle norme discriminatorie che ostacolano il lavoro e il soggiorno regolare degli stranieri.

  • Magistrati fuori ruolo
    Per far rientrare nei Tribunali le centinaia di magistrati attualmente dislocati ai vertici della pubblica amministrazione per smaltire l’enorme debito giudiziario.

  • Responsabilità civile dei magistrati*
    Perché i cittadini possano ottenere dal magistrato, e in tempi rapidi, il giusto risarcimento dei danni a seguito di irregolarità e ingiustizie da loro subite.

  • Separazione delle carriere dei magistrati
    Per ottenere la garanzia di essere giudicati da un giudice terzo obiettivo ed imparziale che abbia una carriera diversa da quella del Pubblico ministero che accusa.

(* due quesiti)

Tematiche vitali, dicevo, alle quali vanno aggiunte anche la battaglia per l'eutanasia legale ed il suicidio assistito.

Tematiche che sto portando avanti cultural-politicamente “fuori dal Palazzo” anche con “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.blogspot.it), il movimento-non movimento politico-antipartitico che ho ideato alla fine del mese di maggio.

E' per questo che “Amore e Libertà”, con amore e libertà, ha deciso di appoggiare la raccolta di firme dei Radicali per queste dodici battaglie di civiltà che sono in grado – da sole – di spazzare via gran parte dell'insulsaggine e del malaffare della classe politica odierna.

Togliamo i danari ai partiti. Responsabilizziamo i magistrati e garantiamo ai cittadini una giustizia davvero giusta. Garantiamo dignità e lavoro ai nostri immigrati. Facciamo sì che i detenuti siano trattati con rigore sì, ma anche con dignità. Permettiamo a chi lo desidera di divorziare nel p breve tempo possibile, evitando sciocche ipocrisie di coppia avallate dallo Stato.

Servono 500 mila firme entro settembre.

Forza e coraggio, cari lettori. Firmate presso i vostri Comuni di residenza o presso i tavoli di raccolta firme. Non diamola vinta a chi ci vuole ancora immersi nell'oscurantismo e nella barbarie di legislazioni ipocrite e che avvantaggiano solo talune oligarchie di Potere.

Luca Bagatin (nella foto con Mina Welby)



15 novembre 2012

Lucide utopie politiche che, temiamo, non si realizzeranno



Volendo fare una disamina dell'attuale situazione politica, non se ne uscirebbe tanto facilmente.
La partitocrazia sta facendo di tutto per recuperare credibilità, pur arrancando, proponendo fantomatiche primarie che ci chiediamo se, almeno questa volta, saranno vere ed autentiche.
Osserviamo cinque candidati nel Pd e cinque candidati nel PdL e dobbiamo ammettere che, anche noi, pur non avendo mai votato e/o sostenuto né il Pd né il PdL, abbiamo le nostre preferenze.
Preferenze dettate sempre dalla necessità di una radicale riforma liberale del nostro sistema politico-partitico-economico ed istituzionale.
Se fossimo del Pd, in sostanza, sosterremmo Matteo Renzi; se fossimo del PdL, in sostanza, sosterremmo Giancarlo Galan.
Entrambi presentano programmi riformatori e liberali, oltre che sarebbero gli unici candidati in grado di "rottamare", nel primo caso l'establishment cattocomunista e, nel secondo caso, quello clericofascista, ovvero i peccati originali sia del Pd che del PdL.
Non siamo degli illusi e sappiamo molto bene - salvo miracoli - che le cose non andranno così: in sella al groppone partitocratico torneranno Bersani ed Alfano, ovvero Prodi e Berlusconi, i due maggiori responsabili del disastro italiano degli ultimi vent'anni.
Sul fronte grillesco (non grillino, mi raccomando, sennò Giuseppe Piero Grillo si incazza !), ovvero sul fronte del clan "Grillo-Casaleggio-Il (mis)FattoQuotidiano", lungi dal rappresentare un'alternativa democratica alla partitocrazia, ancora una volta fioccano espulsioni, critiche e scomuniche, come ai tempi della Santa Inquisizione.
Un giorno scrissi sullo stesso blog del Giuseppe Piero (in arte Beppe) una proposta (che mi pare fu censurata, ma bisognerebbe ricontrollare meglio), che qui vorrei rilanciare.
Suggerivo ai militanti non irregimentati del Movimento 5 Stelle di ribellarsi ai Capi, ovvero fondare il Movimento 6 Stelle, su base civica, indipendente dal duo Grillo-Casaleggio. Un movimento che potrebbe chiamarsi per esteso così: "Movimento 6 Stelle: Civici e Indipendenti", fondato su comitati locali, comunali e cittadini, che si occupi di tematiche locali e che decida - antonomamente - le alleanze locali su base civico-programmatica.
Questa, in sostanza, la democrazia dal basso che il Giuseppe Piero (che non ci faceva ridere nemmeno negli anni '80, quando eravamo pischelli), non sa nemmeno dove sia di casa.
Altra cosa che mi viene in mente è sul fronte strettamente liberaldemocratico.
Occorre una sinergia fra le forze liberali, liberiste e libertarie, ovvero fra Radicali Italiani, Fermare il declino di Oscar Giannino e Democrazia Natura Amore di Ilona Staller.
Una lista unitaria ed indipendente da tutti gli schieramenti, sarebbe quantomeno prioritaria.
Detto ciò sarebbe opportuno addentrarsi nella questione della legge elettorale.
Tutte le leggi elettorali presentate dalla partitocrazia in questi anni  (non ultima quella del solito pasticcione Calderoli, che sarebbe bene la smettesse di cogitare leggi elettorali) non solo non garantiscono la governabilità, ma nemmeno la rappresentanza massima. Con leggi elettorali di questo tipo, di fatto, è praticamente inutile andare a votare ed io credo che, finalmente, gli italiani lo abbiano compreso.
Vi è una sola legge possibile, in grado, in un sol colpo, di garantire governabilità e rappresentanza, ovvero la seguente: il partito che ottiene più voti, automaticamente, governa ed ottiene il 51% dei seggi. Non sono previste coalizioni. Non sono previsti sbarramenti. Tutti gli altri partiti ottengono seggi in proporzione al numero dei voti ottenuti.
In tal modo, non solo sono evitati gli accordi clientelari fra partiti, ma il voto di ogni singolo elettore ha un senso. Ha un senso il voto di coloro i quali votano il partito che prenderà la maggioranza assoluta, ma ha un senso anche il voto di un partito che otterrà solo l'1% dei consensi ed andrà, giustamente, all'opposizione.
In tal modo, in particolare, si otterrà una maggioranza stabile, come avviene nelle maggiori democrazie occidentali.
Una siffatta legge, ad ogni modo, non è conveniente alla partitocrazia che da decenni lucra sugli accordi sotto e sopra banco ai danni dell'elettorato e del Paese.
Purtroppo siamo ancora una volta in un vicolo cieco, temo.

Luca Bagatin



11 maggio 2011

Il 15 e 16 maggio 2011 vota per la laicità ed i diritti: contro la sinistra e questa destra !

Il 15 e 16 maggio prossimi si terranno, in molte realtà locali, le elezioni amministrative e, come di consueto, questo blog prende parte attivamente alla campagna elettorale.
L'indicazione che voglio dare è, ovunque vi saranno liste, di votare le liste con l'Edera del Partito Repubblicano Italiano.


In ben tre realtà locali, invece, vi invito a votare per i candidati laici, liberali, e libertari.
Sto parlando di:

Rimini
, città in cui vi invito a votare per l'ottimo cantante ed artista omosessuale, militante di GayLib, Ciri Ceccarini candidato in Futuro e Libertà con il candidato Sindaco Pasquale Barone.



Milano
, città in cui vi invito a votare per Andrea Furcht, Repubblicano Indipendente ed esponente dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, il quale si candida per il Nuovo Polo per Milano, che sostiene il candidato Sindaco Manfredi Palmeri.



Pordenone, città in cui vi invito a votare per il sottoscritto che, dopo sette anni, si rimette in gioco in una candidatura politica. Ancora una volta al di fuori e contro gli attuali schieramenti politici.
Mi candido infatti come esponente del PRI nella lista civica Il Ponte che sostiene il candidato Sindaco Giovanni (detto Gianni) Zanolin.



Tre candidature laiche, per i diritti civili, contro i due schieramenti eversivi e bolliti.
Contro la sinistra e contro questa destra.



23 gennaio 2011

Lettera ai compagni del PRI in vista del Congresso nazionale del partito (che purtroppo non si terrà più il 28 gennaio 2011)

Randolfo Pacciardi: partigiano Repubblicano mazziniano, antifascista ed anticomunista, fondatore del movimento Unione Democratica per la Nuova Repubblica

Cari compagni ed amici Repubblicani, ero lieto che finalmente, fra pochi giorni - ovvero dal 28 al 30 gennaio - si tenesse a Roma il Congresso nazionale del nostro PRI.
Ne ero lieto in particolare perché ritenevo che, forse, finalmente, si potessero sciogliere dubbi e riserve e si riuscisse a comprendere ove il nostro partito intendesse andare e collocarsi. Apprendo invece che, la data del Congresso, subirà uno slittamento.
Personalmente, nonostante abbia più volte avuto modo di apprezzare l'operato e l'equilibrio del nostro Segretario nazionale Francesco Nucara, da diverso tempo faccio fatica a comprenderlo ed a condividerlo.
Non condivido e non ne ho condiviso, infatti, la sua strenua difesa dell'indifendibile, ovvero dell'attuale maggioranza di governo presieduta dall'On. Silvio Berlusconi.
Il PRI ha lealmente sostenuto Berlusconi dal 2001 ad oggi e su concreti punti programmatici. Da parecchio tempo questi punti sono stati ampiamente disattesi e sfido lo stesso Francesco Nucara a dimostrarmi il contrario.
L'attuale maggioranza di governo non ha ridotto nè la spesa pubblica improtuttiva, nè conseguentemente ridotto le imposte. L'attuale maggioranza di governo non ha investito un solo euro in ricerca scientifica, ma ha introdotto norme proibizioniste e liberticide quali ad esempio la Legge 40 sulla fecondazione assistita (per non parlare di ciò che intende fare in materia di testamento biologico).
L'attuale Presidente del Consiglio, di concerto con il suo Ministro degli Esteri Franco Frattini, ha avviato una politica estera profondamente pericolosa che si fonda sull'amicizia e cooperazione con i peggiori dittatori del Pianeta: i comunisti stalinisti Vladimir Putin e Aleksandr Lukashenko ed il Colonnello Mu'ammar Gheddafi. Politica estera che, da repubblicani mazziniani, democratici ed atlantisti, non possiamo non avversare.
Come se tutto ciò non fosse sufficiente, la politica dell'attuale maggioranza di governo è praticamente dettata dalla conservatrice Lega Nord, che ha impedito non solo le riforme istituzionali, ma finanche l'abolizione delle inutili e costose Province italiane.
Il nostro Segretario nazionale Nucara si illude quando vuole che l'Udc entri nell'attuale maggioranza di governo: Casini sa bene che, sino a che la Lega non uscirà dal governo, le forze responsabili del Paese non potranno appoggiare Berlusconi.
E' questo il più macroscopico errore dell'attuale dirigenza Repubblicana: il non voler comprendere che Berlusconi, politicamente, ha fallito il suo compito e che la Lega Nord è un partito da isolare politicamente.
Per queste ragioni auspico un profondo cambiamento dell'attuale Direzione nazionale del PRI ed un nuovo Segretario, giovane ed aperto alla possibilità di costruire un nuovo schieramento politico alternativo al cattocomunismo ed al giustizialismo incarnati dall'asse Pd-Idv-Sinistra vendoliana. In questo senso ritengo che, sino ad oggi, solo Gianfranco Fini sia riuscito a comprendere la fine di un'era politica e la necessità di costruirne una nuova a partire da un nuovo Centro-Destra in linea con l'Occidente democratico e liberale.
In questo senso il PRI potrebbe essere importante e fondamentale a tale scopo. Raccogliere il testimone di tutte le forze dell'area laica e costruire un'Unione Democratica Liberale all'interno del Polo della Nazione ed allearsi dunque a Futuro e Libertà, Api ed Udc.
Costruire dunque un nuovo schieramento politico: laico, liberale, libertario, gollista, che sappia dialogare con il movimento cattolico, ma che non rinunci ed anzi rafforzi il concetto di laicità dello Stato.
O il PRI saprà finalmente essere "ape battagliera" di un progetto ambizioso di tal fatta oppure sarà destinato sempre di più alla marginalità politica e/o ad essere "mosca cocchiera" dell'asse Berlusconi-Lega Nord-Santanchè-Storace. A quel punto, tanto vale sciogliersi e costituire un'Associazione culturale o una Fondazione ove ciascuno possa rimanere Repubblicano a modo suo, visto che un Repubblicano mai potrebbe appoggiare l'estremismo di destra o sinistra.
Occorre, insomma, tornare a Randolfo Pacciardi e fondare una componente interna al PRI, oggi magari ancora minoritaria. Una componente che possa prendere il nome di "Nuova Repubblica": per una nuova legge elettorale finalmente coerente (o proporzionale pura o maggioritaria pura all'anglosassone, evitando in entrambi i casi antidemocratici e pasticciati sbarramenti), per i diritti civili e le libertà individuali, per le libertà economiche, la riduzione della spesa pubblica e la riforma del sistema delle aliquote che le porti ad un massimo di due o tre.
In questo senso auspico che tale componente riceva pieno riconoscimento da parte del Partito Repubblicano Italiano, con la possibilità di esprimere le proprie idee in ogni sede e nell'organo di stampa del Partito, ovvero "La Voce Repubblicana".
Sarebbe davvero molto triste assistere a nuove lacerazioni in casa repubblicana mazziniana sulla base del semplice sostegno o meno ad un personaggio alquanto macchiettistico come il Cavalier Silvio Berlusconi.
Viva Giuseppe Mazzini ! Viva Randolfo Pacciardi ! Viva il Partito Repubblicano Italiano ! Viva la Nuova Repubblica !

Luca Bagatin

PS: L'amico Renato Traquandi mi ha scritto un'incoraggiante missiva - in risposta al mio documento politico - che desidero di seguito riportare. Renato è parente stretto dello storico partigiano del Partito d'Azione Nello Traquandi. E' militante Repubblicano di lungo corso e collaborò con l'eroe della Resistenza Randolfo Pacciardi, aderendo, nel 1970, al movimento mazziniano Unione Democratica per la Nuova Repubblica fondato dallo stesso Pacciardi.


Luca carissimo,
 
Ho letto con particolare attenzione il tuo scritto.
Per prima cosa devo dirti che non ho trovato "buono" il tuo inizio. Cari compagni ed amici  sa di stantio, di antico.
Un consiglio, per il futuro fanne a meno, ci guadagnerai. 
Il succo dei tuoi ragionamenti è condivisibile in tutto e per tutto, i ma che ci metto io, sono convinto, saranno anche le tue conclusioni. 
Siamo ridotti a poche centinaia in tutto il Paese, non abbiamo risorse tali da controbattere i nostri avversari. 
Certo, in parte è colpa nostra, che non siamo stati in grado di resistere al clero ed agli ex comunisti, ai socialisti, i liberali e la Lega. 
Nucara lega la sua scelta alla riconoscenza e alla convinzione che il Dottor Tromba  sia il peccato minore, dacchè dagli altri fronti non abbiamo preso che sonori schiaffoni. 
La Malfa vuole a tutti i costi conquistarsi la possibilità di candidarsi, convinto com'è di campare della sua personale rendita politica. 
La Sbarbati regna sovrana della sua isola deserta e i liberaldemocartici in genere vagolano tra le nebbie dei desideri. 
Il prossimo congresso non risolverà nulla, almeno nell'immediato, dal momento che quasi tutti i relatori si impegneranno a fare il loro compitino e nulla di più. 
Se troviamo un gruppo, tra i quali molti giovani, disponibile a organizzare convegni qua e la per l'Italia e farsi sentire, con un programma e delle idee.... investire insomma, sulla cultura della politica e sulla storia del partito, allora forse un certo consenso lo potremmo trovare, anche se non andremo incontro alle richieste dell'italiano/a medio/a che vuole soldi, successo e qualcuno ( gigante, pensaci tu) che gli risolva i problemi della vita quotidiana. 
Se riesci a mettere su un gruppo di questo genere conta pure sul mio aiuto.

Renato Traquandi
www.scuolarepubblicana.it



19 maggio 2010

A proposito dei manifesti anti-omofobia a Pordenone e Udine.....da quando un bacio può considerarsi aggressivo ?

COMUNICATO STAMPA



Relativamente alla campagna anti-omofobia lanciata da Arcigay e Arcilesbica nei giorni scorsi a Pordenone e Udine, è oltremodo ridicolo che il tutore dei minori - il Consigliere regionale leghista Edouard Ballaman -  consideri un bacio come "una comunicazione eccessivamente aggressiva". Da quanto un bacio può considerarsi, infatti, aggressivo ?
Ritengo invece che questa campagna possa sensibilizzare proprio i minori e far comprendere loro che l'amore va ben oltre l'orientamento sessuale. E poi se un minore avesse pulsioni omosessuali sono proprio campagne di sensibilizzazione come queste che gli permetterebbero di sentirsi "meno solo" in una società che culturalmente sembra considerare "normale" unicamente l'eterosessualità.
Come laici, peraltro, sono decenni che chiediamo l'introduzione di un'ora di educazione sessuale obbligatoria a scuola (ove si insegna fra l'altro che l'amore di due uomini o di due donne è condizione del tutto naturale), come avviene nella gran parte dei Paesi europei e negli Stati Uniti d'America.

Luca Bagatin
componente del direttivo del Partito Repubblicano Italiano della provincia di Pordenone




DA www.ilfriuli.it
del 18 maggio 2010

I commenti a caldo

Telegrafico Luca Bagatin, componente del direttivo del Partito Repubblicano Italiano della provincia di Pordenone, che in una nota afferma "Relativamente all'oscuramento dei manifesti di Arcigay ed Arcilesbica rivendicato dall'esponente de La Destra Ernesto Pezzetta, penso che ci sia davvero di che riflettere relativamente alle legittimazione democratica di movimenti estremisti come il suo, che dimostrano di non rispettare nemmeno le regole del comune senso civico. E' oltremodo ridicolo, pertanto, che egli affermi di rispettare le persone omosessuali".


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini