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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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24 maggio 2015

Elezioni Amministrative: la necessità del non voto e di una sua rappresentanza popolare

Le elezioni Amministrative sono imminenti e, in assenza di serie rappresentanze popolari, ovvero in presenza di forze politiche oligarchiche ed autoreferenziali, è molto probabile che, ancora una volta a prevalere sarà un sano e auspicabile astensionismo.

Astensionismo che, come dicevamo l'autunno scorso a proposito delle Amministrative di Emilia Romagna e Calabria, meriterebbe un'adeguata rappresentanza cittadina, anziché politico-oligarchica-clientelare-mediatica.

In quale modo ? Attraverso il modello rappresentativo dell'Agorà dell'Antica Grecia, ovvero che preveda l'attribuzione dei seggi dei non votanti a tutti i cittadini aventi diritto al voto, estraendoli a sorte.

Bisognerebbe, in sostanza, far sì che le singole intelligenze delle persone, dei cittadini, possano parlarsi, confrontarsi, approfondire, autogestirsi, attraverso il buonsenso tipico delle Agorà dell'Antica Grecia (Grecia ben diversa da quella attuale).
In questo senso, infatti, nell'ambito del pensatoio “Amore e Libertà” (
www.amoreeliberta.altervista.org - www.amoreeliberta.blogspot.it) ci battiamo da tempo per un sistema elettivo tipico di quel periodo, ovvero la nascita di assemblee popolari estratte a sorte, fra tutti i cittadini compresi fra i 18 ed i 65 anni.

Per la prima volta si permetterebbe così, dunque, alle singole intelligenze, di avere un posto all'interno del Parlamento, dei Consigli Regionali e Comunali. E dunque di costituire, via via, una base per una prima assunzione di responsabilità politica e civile da parte della cittadinanza attiva.
E tutto ciò al di là del solito imbroglio partitico-mediatico-elettorale che, di fatto, rappresenta una vera e propria "delega in bianco" che i cittadini, ormai a larghissima maggioranza, hanno dimostrato e stanno dimostrando di non volere più.


Luca Bagatin



16 maggio 2015

Chi cazzo è Renzi ?

"Cari Pannella, caro Spadaccia, cari amici radicali […] voi non dovete fare altro (io credo) che continuare semplicemente a essere voi stessi: il che significa essere continuamente irriconoscibili. Dimenticare subito i grandi successi: e continuare imperterriti, ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarvi col diverso; a scandalizzare; a bestemmiare"

(Pier Paolo Pasolini, Lettera al Congresso del Partito Radicale del 2 novembre 1975)




14 aprile 2015

Insegnante di Terni sospeso dall'insegnamento. Aveva compiuto il dovere civico di rimuovere il crocifisso dall'aula (sic !)

E' vergognoso, scandaloso e aberrante, ma tant'è.

Tant'è che ad un insegnante di lettere di un'Istituto per Geometri di Terni – il prof. Franco Coppoli - si impedisca di insegnare e lo si sospenda per un mese dal percepire lo stipendio.

E' vergognoso, scandaloso e aberrante perché la motivazione è la seguente: ha tolto il crocefisso dall'aula in cui insegnava.

E allora ? Allora ha fatto bene, perché la scuola è un luogo pubblico ed un crocifisso appeso al muro c'entra come un cane in chiesa !

E invece no. Il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, ha deciso che “il comportamento contestato al Sig. Coppoli Franco, nonostante le motivazioni addotte nella difesa, costituisce una violazione dei doveri connessi alla posizione lavorativa cui deve essere improntata l’azione e la condotta di un docente” per cui ha ritenuto “legittimo erogare la sanzione disciplinare della sospensione dall’insegnamento per trenta giorni”.

La medesima cosa era peraltro accaduta al prof. Coppoli nel 2009 e per la medesima motivazione.

Cioè, fateci capire, il fatto di aver compiuto il dovere civico di rimuovere un simbolo inopportuno in un luogo pubblico costituisce...una violazione ???

Ma in che razza di Stato neo-islamico viviamo !!!???

In un articolo del 2011, riportato anche nel mio saggio “Universo Massonico” (Bastogi Editrice), a proposito dell'inopportunità dei simboli religiosi nei luoghi pubblici scrivevo: Ogni simbolo ha un significato primordiale ed insito dentro noi stessi, così come ci ricorda Jung. Purtroppo però, nel corso della Storia taluni, per ignoranza e/o bramosia, hanno deciso di far propri certi simboli e attribuire ad essi altri significati, spesso fuorvianti e deleteri. Non è isolato il caso della croce cristiana, simbolo Egizio (la famosa Ankh o croce ansata) mistificato dall'Imperatore Costantino, autentico fondatore della religione cristiana (Gesù detto Il Cristo fu inchiodato ad una "tau", come in uso al tempo dai Romani e non certo su una croce), ma anche la swastica, simbolo vedico che rappresenta il sole (o, se vogliamo, la Luce, il Divino entro noi stessi, secondo la medesima tradizione), che Hitler trasformò nel simbolo del nazismo.
Personalmente metto in discussione l'utilizzo propagandistico e deleterio di taluni simboli universali, che vengono dati in pasto alle masse così, senza nessun back ground culturale e spirituale alla base. Ogni simbolo ha in sé una valenza molto grande e potente e sono pochi a conoscerne veramente la portata. Ogni simbolo può essere utilizzato a fini buoni come a fini totalmente negativi. Così è stato nei Secoli e così è tutt'ora.
Nella fattispecie parliamo di inopportunità di certi simboli in determinati luoghi. Un crocifisso posto al muro di un locale pubblico ha il medesimo significato della swastica nazista posta in un locale pubblico: l'autorità del simbolo politico-religioso (non nella sua accezione spirituale, ma etica, totalitaria e totalizzante !) su coloro i quali si trovano in quel preciso luogo. Non è un caso che i regimi totalitari abbiano fatto ampio utilizzo di simboli (spesso di origine religiosa-magica-alchemica). Un simbolo, diversamente, dovrebbe essere interiorizzato. Così come una dottrina, un percorso spirituale. Individuale e mai collettivo, pena la collettivizzazione delle menti. Che è ciò che coloro i quali hanno bramosia di Potere meglio preferirebbero. (…).
(…) La laicità, in questo senso, è l'unico strumento per garantire equilibrio e rispetto delle singole individualità. Oltre che rispetto di ogni tradizione e percorso spirituale. (…).

Da gnostico e da cristiano, oltre che da laico, trovo dunque una vera bestemmia l'apposizione in un luogo pubblico - quale è una scuola - di un simbolo religioso, peraltro imposto dall'Imperatore Costantino per “accattivarsi” i cristiani in epoca antichissima (e non dal Cristo, che mai fondò una religione e che mai impose alcun simbolo !).

Il cristiano, del resto, porta la fede dentro il suo cuore, senza la necessità di trovarsi un crocifisso in un luogo “profano”, in un luogo pubblico, ove il suo significato potrebbe essere frainteso o creare sciocche divisioni.

In questo senso il prof. Franco Coppoli, oltre ad aver esercitato il suo diritto/dovere civico nel rimuovere un simbolo religioso da un'aula scolastica, ha esercitato anche il ruolo di educatore di menti giovani che non devono mai essere preda di simboli imposti dall'esterno.

In questo senso la sospensione dall'insegnamento, anche solo di un mese, è profondamente ingiusta, illegittima, diseducativa e degna solamente di un Paese barbaro e incivile.

Auguriamoci che la questione, oltre ad essere già seguita dal sindacato, sia oggetto anche di una tempestiva interrogazione parlamentare. E che, finalmente, i crocifissi, siano rimossi dai luogni pubblici !


Luca Bagatin




8 aprile 2015

"Maria Elena Boschi I love you !": riflessioni sbarazzine by Luca Bagatin

Mai dare nulla per scontato.
Mai pensare che se si nasce quadrati si deve per forza morire tondi o viceversa.
Mai pensare che la morte sia una cosa negativa e la vita una bellezza.
Mai seguire le opinioni della maggioranza, perché sicuramente saranno errate.
Mai seguire l'effimero, il desiderabile, perché è un'inutile perdita di tempo.
Il termine "qualunquista" deriva dall'Uomo Qualunque, partito fondato dal repubblicano Guglielmo Giannini con un programma liberale ed in favore delle persone comuni.
"Populismo", invece, significa "politica in favore del popolo".
Non ho mai compreso perché nel mondo cosiddetto "Occidentale" debbano essere identificati in modo negativo. Forse per mero calcolo politico.
"Destra" e "sinistra", invece, trovo siano termini negativissimi e nei quali si rifugiano i partiti dell'oligarchia e del capitale.
Il capitalismo economico finanziario non è certo colpa della Massoneria, come afferma qualche pagliaccio prezzolato (anzi !).
Il capitalismo economico finanziario è originato dall'egoismo umano e dall'ideologia del desiderio.
Sin tanto che l'egoismo (ed il desiderio) sarà alla base dei rapporti umani, teniamoci la schiavitù del capitale.
I cosiddetti "figli di papà" per me sono e rimangono dei figli di pappone.
Matteo Salvini è identico a Matteo Renzi: entrambi della stessa inconcludente generazione (che poi è la mia), senza alcuna cultura politica; entrambi dalla sguardo e dal sorrisino "sveglio"; entrambi a intortare le masse, ovvero a raccontare loro le medesime frottole da "consumati politicanti".

C'è chi ti vorrebbe affibbiare etichette politiche per forza: sei socialista, sei liberale, sei...

Sono me stesso ed è già qualcosa. Anzi, sono per la Civiltà dell'Amore e, pertanto, le ideologie politiche trovo abbiano ben poco senso.
Fra le mie utopie c'è quella di accendere il cuore di Maria Elena Boschi. In tutti i sensi. Non smetterò mai di ripetere che ella necessita solo di riscoprire la sua natura di Donna Selvaggia, nel senso junghiano del termine, al fine di liberarsi dal Patriarca Renzi. Ovvero riscoprire la centralità politica della sua femminilità.



2 aprile 2015

La necessità di rilanciare la scuola pubblica, il ruolo degli insegnanti e la formazione


L'immagine è tratta dalla locandina del film-documentario (di cui si parla nell'articolo) "Educazione affettiva"

Ho sempre pensato che la professione di insegnante sia, in assoluto, la professione più nobile e degna che possa esistere.

La formazione, molto più della mera e spesso mediata informazione, è lo strumento di base attraverso il quale un bambino può non solo e non tanto approcciare al mondo adulto, ma raggiungere la piena maturità esistenziale, che gli permetterà di avere tutti gli strumenti – formativi, appunto – per poter essere l'uomo o la donna del domani.

E' veramente triste, invece, assistere da decenni – con il contributo dei Governi e degli Stati, sempre più asserviti alle logiche dei mercati – ad una vera e propria privatizzazione della scuola pubblica – e, dunque, della formazione. Una privatizzazione finalizzata a trasformare gli studenti in nuove generazioni di consumatori/lavoratori passivi e schiavizzati da un sistema che li sta privando, sempre più, di autentiche basi culturali, emotive, affettive e, dunque, formative.

Uno Stato civile e democratico, che ha a cuore il benessere delle persone, non può permettersi di tagliare i bilanci delle scuole. E non può permettersi di far entrare sponsor o privati nelle medesime, che è ciò che, nei fatti, avviene da decenni, inseguendo il modello statunitense che, peraltro, produce da sempre generazioni di somari.

Mi ha fatto molto piacere, dunque, essere stato invitato ieri – presso l'Aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati – alla proiezione ufficiale del film-documentario “Educazione affettiva”, di Federico Bondi e Clemente Bicocchi, prodotto dalla Ardaco, una casa di produzione indipendente (www.educazioneaffettiva.com).

Molte le insegnenti e gli studenti presenti ed anche qualche politico ha fatto capolino.

Interessante e leggero il documentario, realizzato dai bambini della quinta elementare della Scuola-Città Pestalozzi di Firenze e dai loro insegnanti, Matteo e Paolo.

Il film-documentario racconta alcuni momenti della vita scolastica della classe, l'ultima gita, le lezioni di educazione affettiva per imparare a rapportarsi con l'altro ed infine i consigli che i maestri danno agli allievi, nel difficile passaggio che accompagna i bambini verso l'adolescenza.

E' un film, a parer mio, che nella sua semplicità aiuta a riflettere sul ruolo centrale dell'insegnante, sin dalle scuole elementari. Ruolo spesso non compreso sia dai genitori dei ragazzi, che dalla classe politica italiana che, forse, non ha nemmeno le basi formative per comprenderlo.

Ruolo spesso marginale o marginalizzato. Così come ritenuta marginale o marginalizzata è l'educazione affettiva ed anche quella sessuale che – salvo una proposta di legge dell'On. Ilona Staller negli Anni '80 ed oggi dell'On. Valentina Vezzali (che presto intervisteremo) – è ritenuta tabù nelle scuole italiane.

Fa piacere che, ogni tanto, anche la politica getti uno sguardo su tali tematiche.

Farebbe ancor più piacere che si invertisse la rotta, ovvero che si iniziasse a fare spallucce di fronte ai tanti vincoli di bilancio e, dunque, si investisse di più nella scuola pubblica, nella formazione degli insegnanti, nella stabilizzazione di tutti i precari (senza costringerli a pagare fior fior di quattrini per abilitarsi !), nell'istituzione di corsi di educazione affettiva e sessuale sin dalle scuole elementari !

Sarebbe una bella utopia, ma un'utopia lucida e concreta, sulla quale sarà opportuno iniziare a ragionare e sulla quale sarebbe urgente attivarsi.


Luca Bagatin



17 settembre 2014

Aforismi e riflessioni per la Rivoluzione dell'Amore. By Luca Bagatin



Ciò che non hanno mai compreso gli economisti ed i politici, è che - per uscire dalle crisi (economiche, civili, umane, sociali) - è necessario sostutuire i rapporti economici, di classe, geopolitici e politici, con rapporti d'amore, sentimentali e sessuali.
Questo governo è così poco credibile che, per ogni atto che fa, è costretto ad inserire la parola "buona": "svolta buona", "buona scuola"...
Ma dubito che i cittadini italiani siano così cretini dal lasciarsi abbindolare.

Matteo Renzi che parla di meritocrazia mi pare più che un ossimoro.

Solo chi ha conosciuto davvero l'Inferno può pensare di aspirare al Paradiso.
L'unico mistero sulla vita e sulla morte di Moana è che i media, il giornalismo (ed il giornalettismo) d'accatto, non l'hanno mai amata né compresa.
A differenza delle persone comuni.
Le regole servono a chi non sa regolarsi. Per tutti gli altri valga il motto: Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge.



16 luglio 2014

Un incontro con il prof. Antonio Binni, Gran Maestro della Massoneria italiana della Gran Loggia d'Italia degli Alam


Ieri pomeriggio ho avuto - presso il suo studio di Palazzo Vitelleschi, in Roma - un amichevole colloquio con il Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Massoneria italiana della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, prof. Antonio Binni.
Avvocato civilista, Antonio Binni, è succeduto al prof. Luigi Pruneti alla guida dell'Obbedienza di Piazza del Gesù-Palazzo Vitelleschi nel dicembre del 2013.
Ho avuto modo, con il prof. Binni, di parlare di diversi argomenti di interesse comune, fra cui il suo recupero storico-giuridico del valore della Carta del Carnaro (scaturita dall'impresa di Fiume condotta da Gabriele D'Annunzio in primis), scritta dal sindacalista repubblicano mazziniano e socialista Alceste De Ambris, ovvero la prima Costituzione sociale mai scritta che prevedeva, fra le altre cose: la democrazia diretta, la libertà di associazione, la libertà di divorziare, la libertà religiosa e di coscienza (al punto che si proibirono i discriminarori crocifissi nelle scuole), l'assistenza ai disoccupati ed ai non abbienti, la promozione di referendum, la promozione della scuola pubblica ed il risarcimento dei danni in caso di errore giudiziario ed altro ancora.
Ho avuto inoltre modo di donare, al prof. Binni, il mio ultimo saggio "Ritratti di Donna" (Ipertesto Edizioni) e conto, nell'autunno prossimo, di proseguire la mia collaborazione culturale con la Gran Loggia d'Italia, proponendo al Gran Maestro anche un'intervista inedita.



14 novembre 2013

Baby prostitute: la conseguenza di una società consumista e ipocrita, priva di passioni, onestà ed erotismo

Il fenomeno delle “baby prostitute” è un vero problema.

Un vero problema perché banalizza il corpo delle ragazzine che si vendono per il vil danaro di una società consumistica ove la vera crisi è di creatività e di civiltà.

Un vero problema perché mette a nudo intere generazioni di maschi frustrati sessualmente, ricchi, ipocritamente sposati e – più o meno consapevolmente – mentalmente deviati.

Un problema che fotografa l'”altro volto dell'Italia”. Un volto che è sempre esistito almeno sin da quando hanno chiuso i casini. Un volto che si è diffuso a macchia d'olio grazie ai mezzi di comunicazione di massa che sbattono in prima pagina non già l'erotismo, bensì la morbosità e la violenza. Il voyeurismo, che è l'estrema conseguenza della repressione, della mancanza di qualsiasi educazione sentimentale e sessuale.

La nostra è una società ove le donne, emancipate solo in parte, ma per molti versi e purtroppo “mascolinizzate”, si sono stancate di uomini rammolliti e privi di creatività.

La nostra è diventata, con l'incedere degli anni, una società ove niente si può ottenere attraverso il buonsenso, l'amore e la comprensione, bensì tutto si può ottenere con il vil danaro, il commercio, la prostituzione che è prima di tutto mentale.

I sentimenti e l'eros sono stati sostiuiti dal voyeurismo, dall'ipocrisia matrimoniale, dal figliare senza alcuna consapevolezza ed educazione per i figli medesimi, dall'idolatria per il danaro, meglio se facile ed ottenuto senza fatica.

Il corpo è diventato non già esaltazione della bellezza e della verità come nell'arte classica, bensì merce, strumento mediatico di un piacere passeggero ed effimero, esaltato dalle palestre e dai centri benessere profumatamente foraggiati da consumatori/lobotimizzati inconsapevoli.

E così ci stupiamo che ci siano ragazzine (o ragazzini, si veda il caso Paolini) che si prostituiscono a 14 o 16 anni.

Ci stupiamo, ma non ci chiediamo quale ne sia la vera causa, che non è morale o moralista, bensì va ricercata nell'assenza di passioni, pulsioni, emozioni vere. Il danaro, la pubblicità commerciale, i media, lo stesso web intriso di messaggi commerciali ed effimeri, ovvero di bisogni indotti, ha privato la nostra società e dunque i nostri giovani di qualsiasi vero amore per ciò che li/ci circonda.

Non è un caso che gli Anni '60 fossero gli anni della trasgressione-rivoluzione culturale, ideale, sessuale, mentre gli Anni '2000 siano stati gli anni della regressione umana e culturale, dell'indottrinamento mediatico, del soldo facile, della mancanza di comunicazione verbale e gestuale e della mercificazione dei corpi e, dunque, delle menti. Ovvero tutto ciò che ha originato l'attuale crisi mondiale.

Ciò che mi chiedo davvero è, purtuttavia: quanti ne sono davvero consapevoli ?

Quanti si rendono conto che, sin tanto che non ci ribelleremo a questi modelli imposti dall'alto (dall'economia alla politica, passando per i media ed i “cattivi maestri” della pubblicità, dell'incultura e della pseudo-comunicazione) non ne usciremo mai ?

Riapertura delle case chiuse subito !

Educazione sessuale e sentimentale nelle scuole subito !

Invito ai giovani alla lettura, all'approfondimento ed all'uso consapevole, ovvero intelligente, dei mezzi di comunicazione di massa. Invitandoli magari anche al loro boicottaggio intelligente e di controinformazione, sull'onda di quanto avvenne negli USA egli Anni '60 e '70.

Rifiuto della pubblicità commerciale, dei bisogni indotti, del consumismo.

Ritorno a scelte di vita legate alla natura, all'ambiente, all'amore, ovvero basate su stili di comunicazione verbale, gestuale, istintuale verso il proprio prossimo.

Riscoperta di forme di spiritualità antiche come la Donna e l'Uomo, rispetto a quelle imposte dai media, dal soubrettismo religioso dei Bergoglio e delle Belen, che servono unicamente a foraggiare un sistema di Potere prostituito.

Ecco, forse, gli antidoti al disfacimento odierno ed attuale.

Occorre dunque tornare a trasgredire di fronte ad un Sistema corrotto e corruttore.

Diversamente avranno vinto loro: i fanatici della frustrazione mentale, del consumismo, della politica piegata all'economia e dell'economia piegata alla politica, del voyeurismo, della distruzione del patrimonio ambientale, della corruzione dei corpi e delle menti.

Non lasciamoci ma più imbrogliare ed imbrigliare, dunque !


Luca Bagatin



30 agosto 2012

Il Ministro della Salute Renato Balduzzi si dimetta al più presto



Il Ministro della Moralità...ehm, scusate, della Salute Renato Balduzzi, anziché preoccuparsi, appunto, della salute degli italiani e, dunque, di far sì che nel nostro Paese vi siano strutture sanitarie efficienti e funzionanti, anziché avviare una seria lotta ai falsi medici, anziché adoperarsi al fine di ridurre drasticamente i tempi di attesa per le visite in ospedale (sempre più lunghi, anche nel settore privato !), che cosa fa ? Pensa di fare cassa tassando bibite zuccherate (e dunque anche i succhi di frutta !), anzi, tassandone direttamente i produttori (alla faccia della ripresa economica promessa da questo Governo !!!!), introduce nuove pene per chi vende sigarette ai minorenni (come se non potessero procurarsele diversamente. Ah, se penso a mia zia ultraottantenne che iniziò a fumare a 16 anni ed è sana come un pesce !) e, come se non bastasse, si preoccupa pure che i videopoker siano lontani da Chiese e scuole.
Oltre a dette norme moralizzatrici e, permetteteci, da Stato etico e totalitario, si mette pure a far ricorso contro la decisione della Corte Europea dei diritti umani, la quale ha bocciato la Legge 40 sulla procreazione assistita, in quanto viola il diritto al rispetto della vita privata e familiare (e noi laici l'avevamo detto da quel dì !).
Ancora una volta, dunque, ci voleva l'intervento della liberale Europa per introdurre un po' di civilià nell'illiberale ed incivile legislazione italiana, sostenuta peraltro da Ministri incompetenti ed ideologici.
E' vero che questo Governo durerà ancora sei mesi, ma è anche pur vero che, il Ministro Balduzzi, nei prossimi sei mesi può ancora far danni.
Si dimetta al più presto, per carità di patria e per carità cristiana.
Magari vada in ritiro spirituale in qualche Convento. Probabilmente lì, il suo ruolo, potrebbe essere maggiormente ritenuto produttivo e meno dannoso.

Luca Bagatin



24 luglio 2012

"La mia vita è un Caos Calmo": "We Shall Overcome". Ricordi by Baglu



"We Shall Overcome" è il titolo di una canzone di protesta, che divenne l'inno dei diritti civili negli USA, ma è anche il titolo di un film, che ho visto alcune sere fa.
Un film che non conoscevo, con protagonista un bambino danese che si batte contro le ingiustizie commesse dal preside della sua scuola, violento come il sistema sclastico di allora, alla fine degli anni '60, ma non solo.
Mi ricordo che nel 1987 fui picchiato per ben due volte, rispettivamente dalla maestra e, tempo dopo, dal maestro di musica e ginnastica. Ancora me li ricordo gli schiaffi, spesso ripetuti. La maestra nel 1988 morì di tumore ed io, lo confesso ancora oggi, nei fui contento (così come ne fu contento il protagonista del film, quando il preside morirà di infarto).
Non ero certo un tipo che si faceva mettere sotto, già allora.
Ero un ribelle ? Dentro di me, forse, lo ero. In generale ero semplicemente uno che si faceva in fatti suoi e non amava essere disturbato.
I compagni di classe ridevano, così come ridevano i compagni di classe di Fritz, il ragazzino protagonista del film, quando qualcuno veniva picchiato. Fritz, invece, contestava animatamente questo loro sciocco atteggiamento.
La violenza gratuita non mi è mai piaciuta. Specie se verbale.
Allora mi ricordo che nella nostra classe, per un periodo, era arrivato un ragazzino rom, della nostra età, la cui famiglia gestiva un circo, allora di passaggio.
Erano gli anni Ottanta, ed il razzismo, anche se non ne avevamo mai sentito il termine, era percepibile.
I miei (stronzi) compagni di classe (non tutti, forse, ma quasi e gli altri, ad ogni modo, non dissero o fecero nulla) non facevano che prenderlo in giro perché era diverso, scuro...uno "zingaro".
Fui l'unico che lo difese. Mi picchiarono, ma le diedi anch'io. Non fu la prima volta, nella mia vita, nella quale mi sono battuto per una causa giusta. Anche rimanendone sconfitto. Ma mai pentito.
Vedendo quel film danese mi ci sono riconosciuto davvero in Fritz, capelli lunghetti e pettinati in modo strano (altro motivo comune di presa in giro), che già allora corteggiava una ragazzina (altro movito ancora di presa in giro. Pare che, se sei un bambino, tu non possa avere pulsioni sessuali e sentimentali....mah che idiozia !).
Poi c'è una cosa che Fritz dice nel film, ovvero: "Vorrei che non ci fossero più ingiustizie. Vorrei che nessuno debba più aver paura di qualcuno".
Mi sono stupito e commosso nell'ascoltare parole che ho fatto mie sin dall'età di 7 anni. E che, forse, hanno aperto, nel corso della mia vita, ferite irrimarginabili ed una profonda diffidenza nei confronti del prossimo.
E' dura, se decidi di lottare contro la società o, quantomeno, contro buona parte di essa in una sorta di "evoluzione permanente".
Evoluzione, mai rivoluzione. La rivoluzione la fanno i violenti che vogliono prendere il potere. Non certo chi, del potere, non sa cosa farsene. Perché, fra cent'anni, non avrebbe comunque alcun senso l'essersi accaparrato "quel" potere. Che è aspetto che, gli uomini di potere, ad esempio, non comprendono in quanto si ritengono, illusoriamente, "eterni".
"We Shall Overcome" è ambientato ai tempi delle battaglie degli hippie per i diritti civili, la fine della guerra in Vietnam e Fritz ammira profondamente Martin Luther King e la sua lotta antirazzista, raccogliendone scritti, articoli, discorsi. Ha un padre malato di nervi che, purtuttavia, lo sosterrà sempre ed ancor più della madre.
Il rapporto fra padre e figlio è toccante, in particolare alla fine del film. Che è tratto da una storia vera. La storia, anche, forse, di molti di noi beatnik, utopici utopisti non ancora domati dalla sopraffazione e dalla stupidità umana.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini