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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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15 febbraio 2014

"Non lo so ". Monologo by Baglu

Non lo so.

Non so capire le persone e capire perché la gran parte delle persone sia pervasa da egoismo e menefreghismo che le porta, di volta in volta, a fregarsene unicamente degli affari propri.

Ma, in particolare, posso dire che quest'ultimo viaggio a Roma mi ha insegnato - semmai non mi fosse stato abbastanza chiaro - che la gran parte dei cosiddetti "amici" sono amici interessati o occasionali, un po' come certi fugaci rapporti sessuali nei quali, purtuttavia, non ho mai creduto (e mai ho voluto praticare).

Sono stanco di cercare le persone. Persone a cui non frega assolutissimamente nulla di me. Sarei più felice, dico sul serio, se me lo dicessero almeno in faccia.

E sono stanco di dover dare corda alle persone che mi si appiccicano come il miele se hanno bisogno di un'intervista, salvo poi disconoscerne il contenuto ed impedirne la pubblicazione allorquando sono diventate famose (magari anche grazie al sottoscritto).

Sono stanco della falsità e per questo non sono mai stato simpatico a nessuno. Perché se sei uno stronzo o una stronza io te lo dico in faccia e te ne dimostro le ragioni con dovizia di particolari.

Ma, per lo più, preferisco lasciar correre salvo gustarmi successiva vendetta se la cosa si fa oltremodo pesante.

Mai provocare un depresso cronico che, pergiunta, non ha nulla da perdere. Quante volte l'ho detto e ripetuto ?

Qualche giorno fa mi sono trovato a piangere e non per una solitudine imposta dagli anni, dalle persone inutili che sovrappopolano questo ingiusto mondo. Mi sono commosso nel leggere la notizia del suicidio di Amnesia, una ragazzina di Padova di quattordici anni. Amnesia si era già da tempo praticata tagli alle braccia.

Mi ha ricordato i miei quattordici anni. Ancora porto le ferite delle mie di lesioni alle braccia. Anche nel mio caso si trattava di un rifiuto d'amore, ma, forse, si trattava anche della percezione che in questo mondo l'amore è solo uno spot pubblicitario. Mercificazione economica spacciata per sentimento ove ragazze e ragazzi fingono di volersi bene, per un periodo, sin tanto che dura.

Ho sempre creduto nell'assoluto. E quindi anche nell'amore assoluto. E penso che Amnesia fosse solo una ragazzina sensibile, alla ricerca dell'amore.

Dubito che fosse depressa. La depressione non esiste. E' solo bisogno d'amore. Quello vero. Non le cretinate che spacciano per amore ogni tre per due nei media o nelle soap e, spesso, purtroppo, anche nella vita reale.

Amnesia si è rifugiata così nel web, cercando aiuto, cercando comprensione. E ricevendone solo ulteriori cretinate di utenti virtuali che la invitavano a morire. Nel giornale ho letto e ho ancora sotto gli occhi frasi quali: "Ti tagli solo per farti vedere", oppure "Secondo me tu stai bene da sola...fai schifo come persona".

Non vorrei mai augurare alle persone che hanno scritto queste frasi di trovarsi nella condizione in cui si è trovata Amnesia. E' vero, forse lo meriterebbero. Ma non è una cosa che vorrei augurare loro. La sofferenza emotiva è un abisso dal quale non ci risolleva facilmente. Perché no, non si fanno certe cose perché si vuole apparire, bensì si vorrebbe scomparire. Per sempre.

Non si vorrebbe essere mai esistiti e tale consapevolezza ti rimane, volente o nolente, per tutta la vita.

Orde immonde di psicologi, commentatori televisivi, criminologi, puttane delle carta stampata da sempre si prodigano nell'elargire la loro insipienza non richiesta sull'argomento. Ma stessero un po' zitti !

Abbracciassero le loro figlie, i loro figli, le loro mogli, compagne, mariti, compagni, fratelli, sorelle, genitori. E facessero sentire loro il bene che hanno da dare e che desiderano ricevere.

Non so se ci sia altro da aggiungere.

Mi viene in mente solo che, anche il prossimo libro che pubblicherò, come fu per il primo, lo pubblicherò unicamente perché con esso sarà pubblicata anche la dedica che ho scritto nel frontespizio.

La dedica che pubblicherò, anche questa volta, sarà più importante del contenuto del libro. Perché è importante, per me, la persona a cui è rivolta.



15 ottobre 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: Fumetto a tinte fosche". Monologo by Baglu

Ormai ho smesso di stupirmi del mio prossimo.

Ci sono amici che credevo amici ed invece.

Invece mi ero, mi sono illuso.

Del resto mi è sempre capitato anche nelle storie d'amore.

Ah no, non credo di essere necessariamente sfortunato io. Penso invece, piuttosto, di essere uno che cerca sempre di andare al di là delle apparenze.

Mi bastano piccoli gesti perché questi mi creino disappunto. E mi offendano.

Conoscendo il mio pessimo carattere, solitamente, cerco di andare oltre e tendo a giustificare sempre l'altra persona.

Potrei fingere, così, un rapporto per anni. Ma a che pro ?

La cosa che più mi dispiace, alla fine, è che le mie storie sono finite non per colpa mia.

La verità è che sono un entusiasta deluso. Deluso da cose in cui ho creduto e che oggi mi creano solo disgusto e, spesso, rabbia.

So ciò che voglio dalla vita, per carità, ma so anche che, per arrivarci, devo percorrere strade che non mi va di percorrere.

Non sono il tipo dei compromessi, delle menzogne, della superficialità. Per questo, a tutto ciò, preferisco una vita di disillusioni, pensando a quel suicidio che medito da anni.

Eppure sono ancora convinto, dentro di me, che la vita sarebbe molto più semplice. Peccato che gli esseri umani non ne ne rendano conto. L'orgoglio è una puttanata. Così anche come l'amor proprio. Per vivere consapevolmente bisognerebbe arrivare ad odiarsi. Forse, allora, si odierebbe meno il prossimo.

Un amico mi ha chiesto perché ho deciso di rimanere single. Gli ho risposto che non sono più disposto a scendere a compromessi con la vita. Perché essa stessa sento che non mi appartiene.

Sono passati quattro anni da quando la conobbi. Non credevo avrei mai potuto innamorarmi così. Da allora non mi mai più successo. Con il tempo, mi dicono, le cose cambiato, megliorano, passano. Per me questo assioma non vale né funziona. 



11 ottobre 2013

Aforismi e riflessioni politicamente scorrette (ma è davvero così ?) by Luca Bagatin



Al governo dei mona preferisco il governo della mona !

Emendatelo a quel Paese ! (a proposito di Beppe Grillo, favorevole al reato di immigrazione clandestina)

L'Italia è un gran bordello ? Magari lo fosse, almeno sarebbe un Paese tollerante.

I diritti civili, oggi, sono difesi solo da un gruppo di eroine, nude e inermi, ovvero da Femen. Pochi maschi, oggi, avrebbero il coraggio di difendere qualche cosa e di mettersi in gioco. E' questa la vera fine dell'uomo moderno.

Impara un'arte ed evita di giocartela a carte.

Vorrei che la vera amicizia, a questo mondo, esistesse davvero. Così come vorrei che esistesse il vero amore.
Non avrei fatto o scritto ciò che ho fatto e scritto sin da quando avevo quattrodici anni, se non fosse così.
Se sono diventato cinico è perché a certe cose non credo più.
Anche se continuo a scriverle.




19 settembre 2013

A proposito del discorso di Silvio-Mao Tse-Tung-Berlusconi

Per dovere d'ufficio mi sono sorbito l'ennesimo grottesco videomessaggio di Silvio Berlusconi.

L'unica cosa che ricordo distintamente, oggi, è la faccia del Cavaliere, ovvero sempre più simile al dittatore comunista Mao Tse-Tung. Del resto Berlusconi - come Mao - rappresenta l'involuzione culturale di un intero Paese, fatta passare per rivoluzione.

Involuzione illiberale, giacché, sin dal 1994, ci fece credere che sarebbe riuscito a mettere mano alla macchina amministrativa statale, a diminuire le tasse, a snellire la pubblica amministrazione, a creare un milione di posti di lavoro. Ad oggi, nonostante i vent'anni dell'Era berlusconiana (con tanto di appoggio della "sinistra" che con il Cavaliere - oggi palesemente e ieri occultamente - governa il Paese) queste semplici riforme sono rimaste del tutto inattuate.

La macchina statale è più forte di prima, le imposte sono aumentate e rischiamo anche un ulteriore aumento dell'IVA, la pubblica amministrazione è più parassitaria di prima e di posti di lavoro se ne sono perduti a milioni.

Spiace che, anziché il solito grottesco messaggio, Silvio Berlusconi non abbia chiesto scusa all'intero Paese per ciò che non ha fatto, per le amicizie scomode con i peggiori dittatori islamo-comunisti da Gheddafi a Putin passando per Lukashenko, per le frodi fiscali e politiche che ha commesso.

Spiace davvero, perché avrebbe potuto uscire di scena da signore. Ed invece no. Alla soglia degli ottant'anni, novello Dottor Sottile Amato, ce lo ritroviamo ancora lì, tronfio, a prendere in giro ancora gli elettori, trasformatisi in vent'anni in telespettatori coccolati da mamma tivù.

Spiace che anche a "sinistra" non facciano ammenda, non ammettano di essere da trent'anni in combutta in il Cavaliere, sin dai tempi di Milano 3 (si veda "Il Baratto" di Michele De Lucia e la biografia di Paolo Guzzanti su Berlusconi). Spiace che tutti quanti non chiedano scusa e si chiuda, finalmente, una brutta pagina del nostro Paese che dura dal 1993, ovvero da quando gli sconfitti dalla Storia e gli imprenditori senza scrupoli hanno preso d'assalto le Istituzioni con il concorso di quella magistratura che, oggi, dicono di voler abbattere.

Purtuttavia, facciamo notare che separazione delle carriere dei magistrati, spoliticizzazione del CSM e responsabilità civile dei giudici, in vent'anni di governi di Centro-Destra-Centro-Sinistra, non sono mai state introdotte. Forse perché faceva e continua a far comodo così.

Commedianti in Parlamento, oggi fintamente sbeffeggiati da quei grillini comandati a bacchetta da un ex comico prezzolato dalla Rai Tv di democristiana gestione. Sic !

Giù la maschera e scenda il sipario su questo circo, please. E l'elettorato nel suo complesso, si svegli un pochino, che sarebbe ora.


Luca Bagatin

Il video-messaggio di Amore e Libertà in risposta al videomessaggio di Silvio Berlusconi: John e Yoko nudi e sorridenti, che mostrano i loro sederi.
Nudità & Verità. Contro odio e menzogna.



9 settembre 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: Alla ricerca della Donna alla Lavanda (il passato ci accompagna)". Monologo by Baglu

Sono passati quattro anni da quando ci sentimmo al telefono per la prima volta.

Oggi, invece, stai con uno che passa il suo tempo a fare le classifiche del fantacalcio.

Vabè, del resto l'indole masochista l'hai sempre avuta, mentre io con il sadomaso non ho mai avuto nulla a che spartire, a parte qualche racconto erotico scritto per il piacere di scrivere.

No, non sto recriminando, figurati. Al massimo mi sfogo un po' scrivendo, ma, infondo, mi sento solo ferito.

Non da oggi, certo. Mi sento ferito da almeno due anni.

Per questo mi piace ricordare e ricordarti quando dicevi che "eri giovane".

Allora ero geloso di te anche quando non ti conoscevo ancora, anche quando mi bastava leggerti. Anche oggi lo sono, però evito spesso di lasciarmi prendere dalle passioni perché, nel momento in cui ci si lascia prendere da esse, si rischia di perdere qual poco di buono che ci/mi/ti rimane.

Ricordo quei primi di settembre del 2009, la tua voce sensuale, quando mi dicevi che il tuo nome - M. - non ti piaceva, ma che ti piaceva come io lo pronunciavo. "Ciao M. un bacio". "A domani, piccola M.".

La prima cosa che ti scrissi quando lessi la prima volta il tuo blog fu che era "un bel blog alla lavanda". Da allora ogni qual volta vedo un campo di lavanda o ne sento il profumo non riesco a non pensare a te. A dire il vero non ho mai smesso di pensare a te e a volte non so nemmeno io il perché.

Mi hai fatto soffrire e molto. Mi hai fatto perdere ogni fiducia nell'universo femminile. Mi hai spesso messo paura e non posso non pensare a questo ogni qual volta avrei voglia di corteggiare sul serio una donna. Che poi, forse, mi è capitato una sola volta da quando mi lasciasti.

Ci intendevamo molto bene e tu mi facevi sorridere. Adoravo la tua ironia, che è una delle cose che più mi affascinano in una donna.

Dicevi di avere un "difetto molto grande", ma io non lo vedevo. Anche se tu non mi hai mai creduto.

Volevo proteggerti  - anche e soprattutto da te stessa - e forse questo "difetto" mi spronava ancor di più a farlo.

C'è chi ha detto che ti vedevo come una figlia, una bambina. A volte sì, lo ammetto. Eri la mia bimba. Eri la donna con cui avrei voluto passare il resto della vita e l'unica dalla quale avrei voluto un figlio. E mi commuovo ancora nel leggere i messaggi che mi scrivevi, a proposito del futuro assieme che avresti voluto con me (mi dicevi anche che secondo te sarei stato un padre fantastico e qui sì, una lacrima mi cola sulla guancia).

Anche quando mi lasciasti, un anno dopo, scrivesti che ero l'unico uomo che avresti sposato e che nessuno ti avrebbe mai amata come ti amavo io.

E' così, ma che ci vuoi fare ?

E' andata diversamente e, come alcuni mesi fa mi dicesti, avrei dovuto aspettarmelo. "Eri giovane", "eravamo distanti" in tutti i sensi...

Forse l'unico giovane ero e sono io, nonostante abbia dieci anni esatti più di te. Forse l'unico a non capire che "l'amore non esiste" (cosa che hai sempre sostenuto e che sostiene anche la donna che ho di recente corteggiato e che precisava  "non credo nell'amore"), che è un'illusione.

E' che le illusioni aiutano a vivere in un mondo di totale inconsapevolezza e di totale inconsistenza.

Sino all'anno scorso penso che mi sarei sciolto in lacrime, distrutto dal dolore, nello scrivere righe come queste.

Oggi sembro quasi sereno, ma sono convinto che ciò sia dovuto al fatto che le ferite, dentro me, sono sempre più profonde. Quando ti abitui al dolore diventi, apparentemente, quasi insensibile. Non riesci più a piangere, anche se l'equilibrio rimane precario. La testa ti gira e, se sei soggetto a crisi epilettiche, hai qualche piccolo attacco che ti riporta all'incoscienza.

Riesci a pensare alla vita e alla morte quasi con distacco, come se non ti riguardassero. E i ricordi non ti fanno più soffrire, ma ti accompagnano per mano sino a volerti dissolvere in essi.
Non ti odio, anzi. Vorrei che vivessi felice, almeno tu che puoi.

Non vorrei o, meglio, non voglio sapere con chi stai o con chi esci. Se sei sposata o hai dei figli. Questo no. A questo non reggerei davvero. O forse sì, reggerei.

Del resto ho deciso di reggere almeno per i prossimi quindici anni, ma, senza di te accanto, non voglio superare la cosiddetta mezza età. Questo mondo di merda non merita la saggezza della mia futura età matura.

E nessuna donna che non sappia guardare oltre la punta del proprio naso, merita un Marito Perfetto.




5 settembre 2013

Possiamo anche chiuderla qui







6 febbraio 2013

Baglu a fumetti












Le foto sono di proprietà esclusiva del sig. Luca Bagatin.
Ogni eventuale  utilizzo può essere autorizzato previo contatto all'indirizzo mail burroughs279@yahoo.it



7 settembre 2011

Intervista esclusiva alla modella Erica Melargo firmata da Luca Bagatin



Erica Melargo, modella, sarda d'origine, simpaticissima ed acqua e sapone. E' un volto nuovo della televisione.
Un curriculum decisamente corposo il suo: laureanda in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università La Sapienza di Roma; ha seguito il corso di formazione politica della Scuola 2010 di Liberalismo vincendo la Borsa di Studio della Fondazione Luigi Einaudi per Studi di Politica ed Economia di Roma. Ha lavorato presso la Camera dei Deputati come assistente parlamentare e ha collaborato inoltre, con la Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa per la traduzione italiana ufficiale del Codice di soft law internazionale di Buona Condotta in materia elettorale. Conosce, oltre all'italiano, ben quattro lingue.
Il grande pubblico se la ricorderà per aver interpretato il ruolo di Sally, l'insegnante d'inglese perfezionista di Gigi D'Alessio in uno spot andato in onda sulle reti Rai.


Luca Bagatin: Ma, facciamoci dire da lei, chi è, veramente Erica Melargo?

Erica Melargo: Da questa tua splendida premessa non può che trasparire con chiarezza una prima “anima” di Erica Melargo, quella che non riesce a staccarsi dai libri, “i libri godono di eternità” - dice lo scrittore israeliano Amos Oz – e di questo ne sono fermamente convinta anche io. In ogni libro c’è sempre un po’di noi e poi, attraverso la penna dei più diversi scrittori scorre tutto un mondo, tutta una vita che altrimenti non potremmo interamente sperimentare, né conoscere, né avvicinare, se non altro, non in poche ore, o giorni. Ho una passione per i viaggi e per le lingue straniere (è da un po’ che mi gira per la testa e penso che quest’anno inizierò a studiare anche un po’di lingua araba). Adoro il mio percorso di studi per il suo carattere interdisciplinare e sempre aperto al fermento del mondo in ogni suo aspetto e poi ho appreso tantissimo dalle diverse esperienze che ho portato avanti nel corso di questi anni.

C’è poi una seconda anima ed è quella artistica che è parte di me: Erica che a 15 anni ha iniziato a muovere i primi passi sulla passerella. Quella parte di Erica che ama fortemente il teatro e l’arte in tutte le sue forme. Per oltre 8 anni ho studiato danza modern-jazz, classica e - con particolare passione - latino-americana. Ho lasciato da 3 anni e non nascondo che mi manca moltissimo. Nel frattempo ho studiato recitazione teatrale, televisiva e cinematografica. Fin dai miei primi spettacoli di danza e Musical con Alex La Rosa, ho sempre avuto una passione per il teatro. Passione anche in parte trasmessa dal mio bisnonno che fino all’età di 90 anni scriveva copioni teatrali. Il teatro ha il potere di catapultarmi virtualmente in un’altra dimensione, è un crocevia di emozioni per l’attore che deve riuscire a trasmetterle al meglio e genuinamente e per il pubblico che spente le luci deve “riceverle” ed emozionarsi. Ciò che a parole non si spiega, perciò consiglio sempre di andare a teatro.

Nel complesso Erica è forse…veramente un turbine di passione, impegno per qualsiasi cosa faccia e tanto, tanto entusiasmo e voglia di imparare, conoscere, “divorare la vita” in ogni suo aspetto e cercando sempre, sempre e ripeto sempre di regalare e lasciare un’emozione, un sorriso alle persone che fanno parte della mia vita e a tutte quelle che non ne fanno parte in prima persona ma che posso incontrare in tante occasioni.


Luca Bagatin: Preferisci il mondo della televisione o quello della moda?

Erica Melargo: Sono due mondi diversi, due modi diversi di esprimere me stessa.

Ho iniziato da piccola con la moda e certamente è un mondo che mi piace per il maggior grado di creatività che riesce a trasmettere e per la possibilità di girare il mondo. Sulle passerelle, così come sulla cartellonistica e sulle pubblicità di ogni tipo si vede il prodotto finito. Dietro tutto, oltre a noi modelle, c’è il lavoro di altre migliaia di persone, teste pensanti e intellettualmente vivaci – direi - che non smettono mai di stupirci. Dietro ciascun abito, ciascuna campagna c’è sempre una lunga storia: viaggi, libri, vita, arte ecc. ecc. ecc.

Però, se dovessi scegliere, ti direi che preferisco il mondo della televisione per la maggiore possibilità che da di veicolare informazioni, stati d’animo, messaggi, parole in positivo e in negativo, la tv ha mille volti e a me piacerebbe poter regalare sempre qualcosa di bello e positivo.


Luca Bagatin: La tua collega Metis Di Meo mi disse che nel cast della trasmissione "Un giorno in divisa" - dedicata alle Forze Armate ed al 150esimo dell'Unità d'Italia - che andrà in onda sulle reti nazionali, ci saresti dovuta essere anche tu, come intervistatrice. Ma quando andrà in onda "Un giorno in divisa"?

Erica Melargo: Colgo l’occasione per salutare Metis, una carissima amica, oltreché donna meravigliosa e vera professionista con una carica vitale inesauribile. Per quanto riguarda il programma “Un giorno in divisa”- che andrà in onda nella prossima stagione - sì, ci sono anche io come intervistatrice per la parte istituzionale. In quello che sarà un “viaggio” teso ad avvicinare l’intenso quotidiano delle forze armate ai cittadini grandi e piccini, io mi occuperò di strappare alcune curiosità a coloro che di solito vediamo solo in contesti cerimoniali o comunque sempre circondati da quella formalità che richiede il protocollo. I più alti esponenti delle rispettive forze armate nonché alcuni Ministri e Sindaci delle città che le ospitano potranno raccontarsi e raccontarci come si svolge un’intera giornata in divisa.


Luca Bagatin: Nel tuo curriculum è evidente il tuo interesse per la politica e per gli ideali liberali. Che ne pensi della politica oggi? C'è spazio, in Italia, per un'area liberale?

Erica Melargo: Ho sempre avuto un forte interesse per gli affari correnti. Al punto in cui siamo, penso sia sotto gli occhi di tutti un colore dei tempi abbastanza confuso e frammentato. La politica, in senso lato e non ideologico, deve ritrovare il suo senso originario, deve essere in grado di avere una più alta funzione pedagogica, etica e di arricchimento della consapevolezza delle persone circa i problemi collettivi. Su temi di così grande rilevanza quali quelli che riguardano noi uomini, tutti, nessuno escluso, è un vero peccato perdere la bussola. Credo che si perda sempre troppo tempo a recriminarsi a vicenda, fare e disfare in un continuo gioco distruttivo, oltreché competitivo. Sarebbe necessario un po’ più di rispetto reciproco, complementarietà, lungimiranza e attenzione a superiori valori umani.

Lo spazio c’è per le diverse aree che compongono l’Italia politica. In questo momento credo sia importante comprendere che i problemi si possono risolvere anche attraverso l’integrazione e la proposizione di soluzioni diverse e senza mai scordarsi di cooperare ognuno con il proprio ruolo.


Luca Bagatin: Erica Melargo, Metis Di Meo...due volti nuovi della televisione italiana.
Due "rosse" rampanti, verrebbe da dire.
E' superata, a tuo parere, l'epoca delle "more" e delle "bionde"?

Erica Melargo: Credo di sì o almeno lo spero. Mi sembra di avvertire che per quanto riguarda il mondo della tv e della moda in generale, si stia superando gradualmente l’epoca delle classificazioni “per forza” e questo mi rende felice. La bellezza di una donna è tale per una molteplicità di aspetti che vanno ben oltre il solo colore dei capelli che a mio parere è accompagnato – se non dalla personalità che si scopre in un secondo momento – quantomeno da una certa dose di fascino, naturalezza e poi la singolarità che appartiene ad ognuna di noi. Quindi, preferenze personali e maschili a parte, a mio parere, spazio alle more, alle bionde e finalmente anche a noi rosse.


Luca Bagatin: Che cosa vorrebbe fare "da grande" Erica Melargo?

Erica Melargo: “Da grande” ti racconterò.


Luca Bagatin



28 luglio 2011

Depilando Pilar

Lazzaro Santandrea è un eroe metropolitano.
Non è un detective, nè tantomeno un poliziotto, ma, chissà perché, volontariamente o involontariamente si trova sempre ad indagare in fatti piuttosto sanguinolenti e che richiedono, oltre che particolare fiuto, anche particolare "phisique du role".
Lazzaro Santandrea è l'unico ed inimitabile alter ego di Andrea G. Pinketts, prolifico scrittore di gialli e noir, apprezzatissimo in Francia e con alle spalle una vita ed una carriera poliedrica ed eclettica: fotomodello, attore nel cinema indipendente, pugile, maestro di arti marziali, giornalista di cronaca nera, consulente della polizia e persino insignito del titolo di Sceriffo dal Sindaco di Cattolica.
Lazzaro Santandrea è praticamente tutto ciò che Pinketts è stato ed è tutt'ora.
Lazzaro è ancora una volta protagonista del nono romanzo del Nostro: "Depilando Pilar", edito da Mondadori nella frizzante collana Strade Blu.
Titolo ancora una volta originale che peraltro fui personalmente il primo a conoscere quando, nell'aprile del 2006, mi trovavo al tavolo dello Smooth di Milano, in Via Buonarroti. Sorseggiavo una birra assieme ad Andrea G. Pinketts quando lui, porgendomi un volume di fotografie zeppo di malattie della pelle, mi disse che stava preparando un nuovo romanzo e che proprio la notte precedente aveva trovato un titolo ottimale: "Depilando Pilar", appunto.
"Depilando Pilar" è un romanzo fra "la pelle ed il pelo" come dice lo stesso autore nella sua introduzione. E' un romanzo noir scoppiettante e ricco di colpi di scena, funambolici giochi di parole e situazioni al limite del paradossale e del grottesco.
Ad accompagnare Lazzaro Santandrea in quest'avventura, gli amici di sempre: Pogo il Dritto, De Sade e la sua temibile consorte, i giornalisti Alice Marradi e Montoya, il gangster Gilles Regard e molti, moltissimi antagonisti armati sino ai denti.
Lazzaro, fra una bevuta e l'altra, fra una puntata al Bar Roncaglia, allo Smooth, al suo bunker ed all'immancabile Trottoir, fra una scazzottata e l'altra è finalmente cresciuto. All'età di 44 anni (più o meno, forse più) sembra finalmente aver trovato un lavoro: televenditore di materassi della Spermaflex. In secondo luogo, purtuttavia, scopre di avere un condiloma al sedere e, come se non bastasse, si è innamorato di una donna barbuta ed ha scoperto di avere un figlio. Un figlio di 38 anni !
Nella Milano degli anni 2000 si aggirano per le strade taxisti assassini ed un bambino che non è un bambino, bensì un pericoloso criminale.
Riuscirà il Nostro, assieme alla sua Corte dei Miracoli, a sgominare il crimine ed a salvare la città ?


Luca Bagatin



17 luglio 2011

Intervallo






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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini