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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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2 ottobre 2015

Quando Facebook censura la Storia

La Storia non può essere censurata. Va raccontata, in tutto il suo orrore. E a raccontarla, nel corso dei secoli, appunto, sono stati gli storici, ma anche le immagini.

Le immagini parlano e ci parlano, meglio di ogni testo scritto.

E proprio nell'era dell'immagine, le immagini, per quanto crude, non dovrebbero essere censurate.

Perché ci aiutano a ricordare.

Così come le immagini dei campi di sterminio nazisti ci aiutano a ricordare l'orrore compiuto dall'uomo contro altri esseri umani, così anche le immagini dei gulag sovietici ed anche quelle del colonialismo europeo in Africa, oppure le barbarie statunitensi compiute a Guantanamo.

Curioso che alla “comunità di Facebook” tutto ciò non interessi e preferisca, implacabilmente, censurare, segnalare account e/o persino minacciare di chiuderli solo perché, magari, contengono immagini storiche, per quanto esplicite possano essere.

E' accaduto anche a me e ad altri come me, solo per aver postato una foto tratta dal sito Rotten.com, in cui dei colonialisti francesi hanno in mano delle teste mozzate di indipendentisti algerini. Due delle quali con in bocca i loro organi genitali mozzati.

Facebook le considera come foto di “nudo esplicito” e pertanto da rimuovere.

Siamo certi avrebbero fatto la medesima cosa se avessimo postato delle foto di persone nude condannate alla camera a gas in un lager nazista.

Ecco come l'internato nei lager, la persona con la testa mozzata e vilipesa, viene paragonata ad un'immagine pornografica. Il massimo dell'insulto, anche per la memoria di quei martiri. Oltre che per la nostra.

Ed ecco che vengono censurate anche le immagini delle attiviste di Femen, solo perché a seno nudo. Poco importa, a quelli di Facebook, se la loro è una battaglia per i diritti umani e civili. A loro, dei diritti delle persone, se non portano dollari freschi nelle tasche del loro fondatore, non interessano.

Evidentemente il caravanserraglio zuckerbergiano, figlio della società edonista e dei consumi, preferisce che in rete, su Facebook, appaiano foto di ragazzine minorenni in atteggiamenti spinti. Quelle no, non vengono censurate. Così come non vengono censurate, spesso, offese ed insulti espliciti.

La società dell'immagine, rissosa, trash, arricchita, modaiola e cazzeggiona deve essere salvaguardata e deve passare sopra a tutto e a tutti.

Parola di un suo degno rappresentante: Mark Zuckerberg.


Luca Bagatin



1 marzo 2014

Breve ma ragionata critica dei social network

Li chiamano social, ma, in realtà, hanno davvero una funzione sociale ?

Sono divertenti certo, ma, invero, non aiutano alla socializzazione.

Incoraggiano semplicemente l'ego, il litigio facile, la presunzione insita in ciascuno di noi.

Incoraggiano pseudo-leader politici e pseudo-capi di Stato e di Governo nei loro deliri social.

Incoraggiano la superficialità, racchiusa in tweet di massimo 130 caratteri.

Impossibile esprimere pensieri profondi. Impossibile pensare che, quanto scriviamo, sia davvero interiorizzato da chi ci legge. Per quanto ci clikki con un mi piace.

L'ideologia del mi piace, invero, nasconde pochezza di pensiero. Omologazione. Scarsa propensione al dialogo in quanto non si possiedono più di 120-130 vocaboli. Il linguaggio, questo sconosciuto.

Belle foto, spesso nelle pose più assurde e, all'apparenza, provocanti. Però, nei social, sono bandite le foto di nudo...anche se artistico !

Assurdo. L'arte paragonata a pornografia. L'arte paragonata a voyeurismo. Il voyeurismo, forse, delle menti degli ideatori dei social che, nei fatti, sono degli (a)social. Dei luoghi-nonluoghi che esistono solo per veicolare pubblicità più o meno palesi, più o meno occulte, in banner che compaiono nel web ormai in e da ogni dove.

E' questo il Grande Fratello webbizzato post-marcuzzizzato. Il controllo dei gusti e delle tendenze degli utenti dei social, controllati dai professionisti della pubblicità e del marketing economico e finanche politico.

Nessuno sbocco creativo. Nessuno sbocco affettivo. Solo un freddo schermo del computer e, là fuori, i signori dell'economia e della politica spicciola. Più diversi voyeur, alla ricerca di sesso facile. Spesso, purtroppo, a pagamento.


Luca Bagatin



10 novembre 2013

"Pecore da tosare": un saggio sulla crisi (economica e non solo)

La crisi economica c'è, ma, forse, non è reale. O, meglio, è stata creata ad arte.

Questa la tesi di fondo di Andrea Bizzocchi, autore di numerosi saggi sul tema e dell'ultimo “Pecore da tosare: la sopravvivenza tra banche, crisi e truffe”, edito dalle Edizioni Punto d'Incontro.

Un pamphlet economico-sociale, chiaro e agile ove scoprire che cos'è in realtà il danaro, i suoi meccanismi; il debito pubblico ed il ciclo perverso da cui è stato generato; il ruolo delle banche centrali quali la Banca Centrale Europea e la Federal Reserve e le loro truffe ai danni dei cittadini-risparmiatori-consumatori.

Un saggio che spiega il meccanismo del signoraggio primario e secondatrio, ovvero il guadagno che realizza chi emette moneta, sorto dalla differenza fra il costo per produrre la moneta ed il suo valore nominale che, nei fatti, è infinitamente superiore. Valore nominale che va tutto a vantaggio delle Banche Centrali che lo emettono, chiedendo a coloro i quali il danaro viene prestato - ovvero Stati e cittadini - interessi altissimi generati dal nulla.

Un saggio - “Pecore da tosare” - che dimostra, appunto, la grande truffa perpetrata dalle Banche ai danni dei cittadini e tutto ciò con il beneplacito dei Governi di tutto il mondo e delle loro classi politiche, se consideriamo che il valore nominale di ogni singola moneta o cartamoneta non corrisponde affatto alle riserve auree possedute da ciascuno Stato e ciò sin dal 1933, overo da quando il Presidente USA Roosvelt decise di vietare la conversione del dollaro in oro.

Spiace solo che l'autore del saggio – inspiegabilmente peraltro - non citi il libertario del Partito Repubblicano USA Ron Paul, ovvero l'unico politico al mondo ad opporsi al sistema della Federal Reserve ed a promuovere il ritorno alla convertibilità in oro e, proprio per questo, oscurato dai media tradizionali.

“Pecore da tosare” dimostra, ad ogni modo ed in sostanza, come tale sistema - costituito ad arte da banche e politici - abbia generato la spirale di un debito pubblico impagabile e, nei fatti, costringa i cittadini-risparmiatori ad essere tartassati ed a lavorare incessantemente per ripagare i debiti, sia contratti dagli Stati (con le banche), sia da loro stessi, attraverso l'accensione dei mutui. Un sistema che, non a caso, ha generato l'attuale crisi mondiale che è al di là dall'essere termiata.

Il saggio di Andrea Bizzocchi è, come dicevamo, molto interessante ed attendibile, in quanto si basa su dati ed esempi concreti. Purtuttavia la sezione finale, quella intitolata “I Signori dell'Universo”, lascia alquanto perplessi, anche perché suffragata unicamente da congetture dell'autore e degli autori che egli cita (quali un certo Marco Pizzuti, autore di un saggio complottista), non suffragate da alcuna prova concreta e, pertanto, alquanto fuorvianti.

Pensiamo solo al fatto del tirare in ballo – totalmente a sproposito e dimostrando non conoscenza di quanto afferma – il fantomatico Ordine degli Illuminati quale origine di tutti i mali del mondo e della nascita di un presunto Nuovo Ordine Mondiale. Teniamo qui a precisare che l'Ordine degli Illuminati, sorto nel XVIII secolo, era semplicemente una società segreta bavarese il cui unico scopo era quello di raggiungere una società ideale, combattendo le monarchie e gli imperi, fondata su principi proto-comunisti, in quanto i suoi membri teorizzarono l'abolizione della proprietà privata ben prima di Marx ed Engels. Un Ordine, quindi, tutt'altro che vicino alle “alte sfere della finanza” e composto da rivoluzionari ed idealisti.

Spiace infatti che Bizzocchi si sia lasciato trascinare in discorsi dal sapore complottista che, francamente, esulano dalle ottime analisi economico-sociali di fondo del suo saggio.

Ad ogni modo le conclusioni e le suggestioni offerte dal suo saggio sono interessanti.

L'idea che l'emissione di moneta debba essere libera da ogni interesse e fungere da base gestionale di un'economia che soddisfi bisogni reali è assolutamente realistica e, forse, l'unica in grado di farci uscire dalla crisi che, prima di tutto, è umana ed esistenziale, ovvero fondata su basi egoistiche, consumistiche e materialistiche.

La critica di Bizzocchi, poi, al sistema dei media e dei mezzi mediatici e di mediazione quali i cellulari ed i social network, poi, è assolutamente condivisibile e dimostra quanto le relazioni umane, prima ancora che economiche, si siano deteriorate ed abbiano generato una società di persone sole e aride, senza creatività né prospettive.

Un passo che ci è piaciuto molto del saggio di Bizzocchi è, in questo senso, proprio questo: “E' forse un caso che la solitudine, questa grande sconosciuta di ogni epoca del passato, coinvolge chi più chi meno tutti noi moderni ? Riscoprire invece gli sguardi, riscoprire il contatto diretto con gli altri e con la Natura, riscoprire il potere taumaturgico degli abbracci, riscoprire valori basilari dell'esistenza umana quali l'onestà, il rispetto della parola data, il dono, l'aiuto reciproco e altro ancora. Osservare i bambini e imparare da loro invece che pretendere di “educarli” (il che significa educarli al mondo tossico che abbiamo costruito”).

Valori umani e spirituali, dunque, quelli proposti dall'autore di “Pecore da tosare”, in alternativa ad una politica o, meglio, ad un'antipolitica dilagante. Quella delle Banche, dei partiti, degli Stati e dei Governi.

Un'alternativa, direi, racchiusa in questa frase, che conclude proprio il saggio di Bizzocchi: “La felicità non è mai nella conquista del potere, ma nella capacità di saper vivere senza”.


Luca Bagatin



16 ottobre 2013

Il governo dei giocolieri Letta & Alfano



Già in un articolo del 30 agosto scorso parlavamo del "gioco delle tre carte" masso in piedi dal governo dell'oligarchia monolitica Letta-Alfano.

Raccontavamo di come avrebbero sì tolto l'IMU, ma avrebbero aumentato l'IVA, nonché introdotto nuove imposte.

Ed ecco infatti che, da allora, l'IVA è aumentata ed ecco arrivata anche la TRISE, a discrezione dei Comuni e delle Regioni, che di fatto triplica la tassazione immobiliare.

E Enrico Letta ha ben poco da esultare - per indorare la pillola ai lavoratori e agli italiani tutti - in quanto, come segnala peraltro Enrico Marro sul Corriere della Sera del 16 ottobre, le retribuzioni nette aumenteranno, se va bene, di appena 10-15 euro mensili e la pressione fiscale subirebbe comunque una riduzione infinitesimale. Posto che i consumi sono proprio da questo governo disincentivati e così il mercato immobiliare.

Questo governo, in sostanza, come i precedenti peraltro, ma forse più degli altri, è il governo dei giochetti, dei balzelli, del "buon viso a cattivo gioco". Del "tolgo di qui per rimettertelo lì". E' il governo della "Stabilità", ma solo quella dell'oligarchia al Potere Destro-Centro-Sinistro, come dicevamo anche in quel nostro articolo del 30 agosto.

Non sono stati fatti interventi strutturali, eppure si parla di una "crescita" (come da cinquant'anni a questa parte, oltretutto !) che, con queste (contro)misure non può certo arrivare.

In quel nostro già citato articolo, non a caso, proponevamo misure ben più efficaci, che andassero alla radice dei problemi e che restituissero sovranità al cittadino e non al politicante di turno che, oltretutto - con le leggi elettorali introdotte nll'ultimo Ventennio (neofascista) 1993/2013 - non è stato eletto da nessuno.

Occorreva ed occorre: abolire ogni imposta sulla prima casa, abbassare l'IVA attraverso l'abolizione delle Province e delle comunità montane ed attraverso l'accorpamento dei Comuni inferiori a 15.000 abitanti. Ecco già un primo forte risparmio per le casse dell'erario. Poi si potrebbe pensare ad introdurre un'unica tassa, ma a carico delle forze politiche (con l'abolizione totale del finanziamento pubblico ai partiti, con decorrenza immediata) e dei politici stessi, oltre che dei manager pubblici, attraverso la riduzione del 60% degli stipendi. Una “tassa”, per così dire, finalmente di equità e di giustizia sociale a favore del Terzo Stato, in opposizione alle oligarchie al Potere.

Il duo Letta-Alfano, con l'appoggio esterno-interno di Berlusconi e Napolitano e l'opposizione fasulla dei grillini, ovviamente, proseguirà per la sua strada. Fra un tweet ed un post su facebook, ove fingono di lasciarsi per poi, subito dopo, riprendersi e gridare all'unisono...ALL'INDULTO (vero insulto per il cittadino onesto) !

Questa è l'Italia del 2013, all'ombra degli a-socialnetwork.


Luca Bagatin



29 settembre 2013

ALL'OMBRA DEGLI A-SOCIALNETWORK: La soubrette apostolica benedice la soubrette trash del momento. Per la serie "Dont'cry for me Argentina"



Benedizione, peraltro, concessa a pagamento...sic !




30 agosto 2012

Il Ministro della Salute Renato Balduzzi si dimetta al più presto



Il Ministro della Moralità...ehm, scusate, della Salute Renato Balduzzi, anziché preoccuparsi, appunto, della salute degli italiani e, dunque, di far sì che nel nostro Paese vi siano strutture sanitarie efficienti e funzionanti, anziché avviare una seria lotta ai falsi medici, anziché adoperarsi al fine di ridurre drasticamente i tempi di attesa per le visite in ospedale (sempre più lunghi, anche nel settore privato !), che cosa fa ? Pensa di fare cassa tassando bibite zuccherate (e dunque anche i succhi di frutta !), anzi, tassandone direttamente i produttori (alla faccia della ripresa economica promessa da questo Governo !!!!), introduce nuove pene per chi vende sigarette ai minorenni (come se non potessero procurarsele diversamente. Ah, se penso a mia zia ultraottantenne che iniziò a fumare a 16 anni ed è sana come un pesce !) e, come se non bastasse, si preoccupa pure che i videopoker siano lontani da Chiese e scuole.
Oltre a dette norme moralizzatrici e, permetteteci, da Stato etico e totalitario, si mette pure a far ricorso contro la decisione della Corte Europea dei diritti umani, la quale ha bocciato la Legge 40 sulla procreazione assistita, in quanto viola il diritto al rispetto della vita privata e familiare (e noi laici l'avevamo detto da quel dì !).
Ancora una volta, dunque, ci voleva l'intervento della liberale Europa per introdurre un po' di civilià nell'illiberale ed incivile legislazione italiana, sostenuta peraltro da Ministri incompetenti ed ideologici.
E' vero che questo Governo durerà ancora sei mesi, ma è anche pur vero che, il Ministro Balduzzi, nei prossimi sei mesi può ancora far danni.
Si dimetta al più presto, per carità di patria e per carità cristiana.
Magari vada in ritiro spirituale in qualche Convento. Probabilmente lì, il suo ruolo, potrebbe essere maggiormente ritenuto produttivo e meno dannoso.

Luca Bagatin



10 febbraio 2012

"La mia vita è un Caos Calmo: Ricreazione" monologo by Baglu



Mi ricordo il profumo di quel gel lavamani e mi viene un po' di magone, di malinconia. Sarà che mi apre la memoria ad altri ricordi.
Mi ricordo dei cremini di quando ero bambino, quelli che portavo a mia nonna il giorno di San Nicolò e che benedivamo in Chiesa, assieme a tutta la classe. Glieli portavo, ma in realtà me li mangiavo tutti io, perché lei non aveva i denti per farlo.
Mi ricordo i Masters...ve li ricordate i Masters ? He Man, Skeletor...
Da qualche parte ho ancora qualche pupazzo della serie, che oggi scopro essere di culto fra i collezionisti.
Poi mi ricordo anche quando la maestra mi diede uno schiaffo perché non volevo tornare in classe, dopo la ricreazione, perché avrei voluto rimanere a rotolarmi fra le foglie.
Quanto vorrei nevicasse e rotolarmi sulla neve.
Quanto vorrei tornare bambino e mangiare i cremini che allora avevano un sapore diverso da quelli di oggi.
Oggi è tutto più grigio. Sono finiti gli anni '80 e del piccolo Arnold rivedi solo le repliche.
Una volta ho sentito una signora, una di quelle "à la page", che però si vantava di aver fatto il Sessantotto, di essere stata una femminista, ecco sento che dice "Vorrei proporre un'idea giovane, smart".
Ora, ecco, ma che cazzo vuol dire smart ?
Ecco, io di smart conosco e nemmeno troppo bene le automobili e già quelle non le concepisco.
Cioè, mi spiegate il senso di questo termine barbarico ? "Smart". Un'idea giovane. Che vuol dire idea giovane ? Abbiamo bisogno di idee giovani proferite da gente che si sente giovane anche se ha quaranta, cinquanta, sessant'anni ?
Ecco, per me uno giovane è uno che ha meno di trent'anni. Massimo trentacinque. Ma oltre i quarant'anni si è più che maturi. Quasi stagionati ed in Italia la parola "smart" non dovrebbe essere nemmeno proferita, perché non vuol dire nulla.
In Italia i giovani non vinceranno mai, perché non hanno mai davvero posto una questione generazionale. E non la porranno per almeno dieci o vent'anni.
Ma perché, perché dico io ci deve essere così tanta superficialità ?
Ma perché, poi, oggi la regola è che per essere un "vincente" devi per forza denigrare il prossimo, considerato come l'avversario da battere, come se fosse una cosa bella. Ma perché dobbiamo vedere tutti come avversari ?
Ecco, io proprio non riesco a vedere nessuno coma avversario. Al massimo, se proprio uno non mi piace, evito di considerarlo, di frequentarlo, di rispondere a ciò che dice.
Ho una lista molto lunga di questi soggetti, accumulata negli anni.
Non sopporto l'ipocrisia e non sopporto nemmeno i vecchi che frequentano le ragazze giovani.
Non sopporto i resort ed i ristoranti giapponesi.
Anzi, diciamo pure che non sopporto la parola "resort" che è come "smart" e forse anche peggio.
Non sopporto le palestre ed i social network.
Non sopporto la maggioranza della gente.
Mi chiedo ancora che cosa sia la new economy e perché cazzo dobbiamo sempre parlare di "crescita" ed "innovazione" quando non solo non sappiamo che cosa significano, ma non abbiamo nemmeno il tempo di utilizzare i vecchi rimedi che sì, funzionano meglio di quelli nuovi, anche se magari sono più lenti, macchinosi, ma danno soddisfazioni maggiori.
Non acquisterei mai un telefonino o un computer a mio figlio prima di avergli insegnato a giocare con il Meccano. Ve lo ricordate il Meccano ?
No, ecco, bravi, siate "smart".
Credetevi eternamente giovani alla ricerca della fonte del piacere perduto chissà dove.
Chiamate il prete sul letto di morte, quando sarete decrepiti e rifiutate di "decidere come e quando morire", che non è una cosa "smart", ma è un modo per fregare il destino.
Un destino inesorabile ed ineluttabile per tutti.
No, ecco, io decisamente non capisco perché oggi si mettano al mondo dei figli, magari con donne o uomini diversi.
No, ecco, io le famiglie allargate non le capisco. Non le approvo. Sì, non le approvo.
Magari sarò anche bigotto, però io credo alle famiglie composte da due persone che si amano e che amano i loro figli.
Non mi importa il sesso di queste persone, non mi interessa, insomma, se si tratta di un uomo e una donna, due donne o due uomini. Ecco, io non capisco nemmeno chi giudica in base al sesso o all'orientamento sessuale che non è il vero problema.
Anzi, diciamo pure che io odio gli omofobi, che in Italia non sono nemmeno perseguiti per legge e questo mi mette ancor più tristezza e mi fa pensare a quanto siamo barbari e - quel che è peggio - non ce ne rendiamo nemmeno conto.
Il vero problema è che si è smesso di pensare ai figli. Si pensa troppo a sè stessi, a quanto si debba essere "smart" e non ci si rende conto di quanto si sia merda. Altro che smart !
Non si riflette mai. Si agisce, spesso per impulso.
Quanto dolore si trascina dietro a tutto questo, senza che nessuno se ne renda conto.
Appunto.



21 febbraio 2011

"Intervista esclusiva all'attrice, conduttrice ed autrice televisiva Metis Di Meo": di Luca Bagatin



Di Metis Di Meo non ci occupavamo, purtroppo, da qualche anno e, da allora, come purtuttavia avevamo previsto, di strada ne ha fatta parecchia. Quel che più conta, ad ogni modo, è che ne abbia fatta unicamente con le sue gambe !
L'avevamo previsto già due anni fa, allorquando scrivemmo che questa giovane ex attrice di fotoromanzi, aspirante ballerina a Ballando con le Stelle e aspirante giornalista, bucava il video.
E lo faceva non certo e non solo per la sua naturale bellezza, quanto piuttosto per la sua innata simpatia. Innata simpatia rara nelle giovani ragazze di oggi: aspiranti a tutto ed al contrario di tutto, senza nè arte nè parte, ma con il solo obiettivo di arrivare. Arrivare dove ? Non certo a bucare il video, a dire qualche cosa di intelligente o di raffinato, a divertire con intelligente ironia, ma di avere una vita agiata e comoda: possibilmente senza lavorare, mantenute dal riccastro di turno.
Metis, anche quando ballava sul palco del reality di Milly Carlucci, era goffa e rigida: aveva purtuttavia la capacità di ironizzare e di prendersi in giro. Non pretendeva di essere brava, anzi. Pretendeva di essere sè stessa, di divertire e di divertirsi.
Metis ha poi un grandissimo pregio - rarissimo nel mondo dello spettacolo d'oggi - ovvero non avere "scheletri nell'armadio", scandali a sfondo amoroso o gossip di rilievo.
Metis è solo Metis: cerbiattesca, un po' burlesque, un po' Jessica Rabbit. E poi è profondamente umile.
E' partita dalla gavetta, dai fotoromanzi, dalle piccole parti nelle fiction, senza mai tramutarsi in una preudo-opinionista "prezzemolina" dei programmi tivù d'oggi, il cui livello contenutistico è sotto le scarpe.
Oggi Metis è diventata conduttrice ed autrice televisiva, ma, lasciamo che sia lei a raccontarci i nuovi programmi che la vedranno protagonista, per mezzo di questa amichevole intervista che mi ha rilasciato in esclusiva assoluta.



Luca Bagatin: Parlaci innanzitutto di questo nuovo programma: “Social King”.

Metis Di Meo
: Social King è il primo e unico campionato a squadre del social web.
A presenarlo siamomo io e Livio Beshir, volto di Rai 2 da un paio d'anni.
E' prodotto da Rai Ragazzi ed andrà in diretta ogni sabato e domenica, a partire dal 12 febbraio, dalle 9 alle 10 su Rai 2.
In ogni puntata del programma due squadre, composte da rappresentanti delle più attive community di Facebook e dei social network italiani, nonché dai migliori nuovi talenti emersi su YouTube e in streaming, si sfideranno in quiz e prove di abilità. Il pubblico da casa - o connesso via Internet mobile - influirà in maniera determinante sul risultato, votando in tempo reale i concorrenti e stabilendo così un’innovativa classifica di popolarità “virtuale”.
L’obiettivo finale di ogni puntata sarà quello di eleggere il Re dei Social Network. Il miglior giocatore all’interno della squadra vincente verrà infatti incoronato Social King. Ma la corona è rimessa in palio sin dal giorno seguente, perché attraverso la presenza web del programma il pubblico continuerà tutta la settimana, ventiquattro ore su ventiquattro, ad interagire e spostare gli equilibri del campionato.
La mission di Social King è realizzare infotainment di alto profilo, divertendo, presentando in anteprima i video più amati su internet e al tempo stesso informando gli abbonati sui nuovi media e la cultura digitale.
Con una fortissima presenza sui social network, Facebook, Twitter e i blog, Social King intende avvicinare la Rai al cuore pulsante dell’Internet italiano, offrendo agli spettatori un livello di interattività senza eguali.


Luca Bagatin: Parlaci della tua collaborazione autoriale a quel nuovo programma Rai di cui mi accennasti in privato.

Metis Di Meo: Sto regitrando un programma per Rai 1, che andrà in onda nella prossima stagione. Mi occupo della conduzione e della parte autoriale e creativa, infatti. Si chiamerà “Un giorno in divisa”.
Il programma televisivo racconta il lavoro e la vita quotidiana degli uomini appartenenti alle forze dell’ordine e armate italiane.
Faremo conoscere al grande pubblico non solo la loro professione, ma anche il privato.
Troveremo le risposte alle tante curiosità dei cittadini e spettatori. Incontreremo inoltre questi uomini nelle medesime località dove sono state girate le fiction televisive più famose, come il Maresciallo Rocca, il Commissario Montalbano, il Capitano, Gente di Mare, Don Matteo, la Squadra ecc…. Entreremo anche nelle accademie e nelle scuole militari per scoprire i luoghi dove questi uomini e donne vengono formati.
L’obiettivo sarà quello di scoprire il vissuto dei nostri uomini in divisa, di conoscere le gioie e le preoccupazioni di coloro che sacrificano parte della loro vita per difendere il bene comune
La regia del programma è di Gincarlo Nicotra, uno dei piu' grandi registi televisivi di sempre.


Luca Bagatin: Hai poi una parte nel recentissimo film “Femmine contro Maschi”, se non erro...


Metis Di Meo: Sì, infatti !  “Femmine contro Maschi” è il sequel di “Maschi contro Femmine”, di Fausto Brizzi.
Brillanti commedie di successo dal cast spettacolare e dagli intrecci intraprendenti e comici: Bisio, Brilli, Solfrizzi, Litizzetto, Ficarra e Picone, Cortellesi, Preziosi, Vaporidis, Signoris, De Luigi..insomma una strepitosa partecipazione di tutta la comicità italiana che si diverte in questa guerra dei sessi con storie entusiasmanti e veritiere.
Nella doppia pellicola io interpreto il ruolo di Tatiana, una ragazza simpatica e svampita, soprannominata La bella addormentata nel bosco da Nancy Brilli, ex moglie di Bisio, della quale Tatiana è assistente nel suo studio di chirurgia. A dire il vero, come si vedrà nel film, Tatiana pensa a tutto per lui. La ritroviamo ad organizzare le loro finte vacanze, ma anche ad uscire con Preziosi e mettere zizzania tra lui e la Cortellesi e ad attrarre i due amici di sempre: Chiara Francini e Nicolas Vaporidis, che tendono ad innamorarsi della stessa donna.


Luca Bagatin: Come se tutto ciò non bastasse, sei impegnata anche in un altro programma su Sky...

Metis Di Meo: Sì, conduco con Pino Galliano “Wine Bar”. Un rality culturale dove a tavola il vino è un buon compagno per dialogare di cultura, arte e tanto altro, incontrando a cena, in ogni puntata, persone nuove ed interessanti di particolare spessore legate alle tematiche scelte di volta in volta in giro per l'Italia, nei migliori ristoranti e nelle piu' note aziende della penisola. Va in onda su 53 emittenti Digitali, più canali tematici Sky, 941, 932 web tv e circuiti statali e privati.


Luca Bagatin
: Di strada, dai fotoromanzi della "Lancio" a "Ballando con le Stelle", si direbbe che tu ne abbia fatta parecchia. Ci sveli il tuo segreto ?


Metis Di Meo: Impegno, preparazione e determinazione. Lavoro in continuazione con il massimo dell'energia, lavoro su me stessa, sul procacciarmi il lavoro, sul creare dei progetti, sul conoscere persone con le quali costruire qulacosa insieme. Sono quasi petulante nel seguire le mie utopie. Mi impegno contemporanemanete su dieci progetti nei quali so che ne andrà in porto non più di uno, che di solito non è quello a cui tengo di più. Investire a tutto tondo vuol dire anche seminare e ricevere inaspettatamente ogni tanto, pur fra le tante ingiustizie che ricevo. La meritocrazia ha i suoi buoni risultati, perché le persone preparate, prima o poi, tornano utili. Le persone piacevoli e capaci, prima o poi, vengono chimate. Le persone professionali sostituiscono gli incompetenti....Ogni tanto però...


Luca Bagatin: Come mai la Rai ha pensato di assegnare la conduzione di un programma innovativo come "Social King" - che si occupa di nuovi media - proprio a te ? Sei un'appassionata del web, di blog, di social network ?

Metis Di Meo
: Studio al Dams Discipline dello Spettacolo. Sono preparata sull'argomento del nostro millenio, i nuovi media. Ma essenzialmente sono curiosa: utilizzo in maniera esponenziale sempre più piattaforme, i motori di ricerca sono a portata di smartphone e di conseguenza li utilizzo di continuo, per cultura, curiosità, netta utuilità o semplice scommessa. Il web è la conoscenza del mondo con un click. Un sapere inestimabile in uno spazio intangibile, ma dal valore infinito. La conoscenza è tutto nel nostro mondo: ci rende presenti, partecipi, vivi oltre che semplicemente acculturati come un tempo. Non ti palo di propietà di linguaggio, di dati dimenticati nella memoria dei tempi soltanto, ma di una conoscenza multimediale e poliedrica che riempie la vita a tutto tondo, come la navigazione gps per muoversi, la videomusic per accompaganre un tragitto, le immagini per semplificare un concetto. E qui arriva la condivisione. Abbiamo molti più amici nella vita virtiuale che in quella reale oramai. Come non considerare, essenzialmente, il mondo virtiuale quasi parallelo se non coeso al mondo reale?
Del resto, come posso comunicare a cinquemila amici che sono a Torino, o che sono triste, oppure che sto ascoltando Barry White, ma specialmente che condurro Social King da sabato 12 febbraio ???


Luca Bagatin: Sappiamo che, da qualche anno, curi un visitatissimo profilo Facebook. Hai mai pensato, invece, di curare un blog tutto tuo, nel quale raccontarti e nel quale mantenere un filo più diretto con il tuo pubblico ?

Metis Di Meo: Scrivo molto su Facebook appena sento di voler esprimere qualcosa. A volte è un pensiero generico, a volte voglio solo condividere ciò che faccio con il mondo, altre ancora lancio messaggi ben specifici, ma poco comprensibili per la rete. E spero che i miei pescatori colgano l'amo. Nel mio nuovo sito, metisdimeo.com, aprirò la home con un diary in cui scriverò, senza il limite del social, contenuti personali e lavorativi: con foto, video ed info varie. Non riuscirò a garantire una regolarità calcolando la mia vita, ma la passione e l'intensità di certe mie lunghe digressioni sono sicura che possa già coinvolgere i visitatori del web.


Luca Bagatin
: Dalla prossima stagione ti vedremo non solo nei panni della conduttrice, ma, come hai già accennato prima, persino in quelli dell'autrice nel programma "Un giorno in divisa". Com'è nata l'idea di questo programma ?


Metis Di Meo: Nulla di nuovo ! Scrivo programmi da quando ho iniziato a collaborare per le reti private all'età di sedici anni. Il sogno di una conduttrice ambiziosa e creativa è quello di poter rappresentare con il proprio volto le idee, frutto della propria mente, farcite dal team dei creativi e tecnici televisivi di sua fiducia.
Ho sempre avuto idee da vendere e la capacità di metterle nero su bianco. Il tempo è l'esperienza mi hanno dato modo di comprendere le molteplici esigenze televisive: tempi, target e persino i budget. Ho avuto una certa libertà sulle reti private e satellitari, collaborato ai testi nelle occasioni più importanti. Ho seguito come semplice spettatrice i grandi delle reti generaliste, in cui, nonostante la collaborazione, poco è stato riconosciuto. Nel frattempo non ho mai smesso di scrivere e sognare nuovi format ed eventi. Il mondo sul quale mi sono concentrata negli ultimi anni, dopo l'esperienza della televisione americana, è il virtuale, ovvero il mondo dell'infotaitment giovanile. Target al quale sono molto legata. Poi, le occasioni ti portano nuove esperienze e cosi e' stato per “Un giorno in divisa”. Da un’idea di Nicola Paparusso, Giancarlo Nicotra presenta per i 150 anni dell' Unità d'Italia: dieci puntate itineranti dedicate alle diverse forze dell'ordine, attraverso un intreccio tra vita privata e pubblica, tra fiction e realtà. Un'occasione istituzionale per raccontare in maniera anticonvenzionale un argomento forse già conosciuto, ma in realtà poco noto nella sua vera realtà.


Luca Bagatin: Colgo l'occasione per una personale critica da fare. Non è certo una critica a te, quanto piuttosto ai palinsesti Rai, relativamente al fatto che da sempre - nei programmi e nelle fiction - sono privilegiate unicamente due categorie che ricordano un tantino la trimurti del Ventennio: "Dio - Patria - Famiglia": le Forze dell'Ordine e gli Ordini Religiosi (senza contare le "casalinghe disperate"....). Non pensi che ci siano profonde lacune, invece, per quanto riguardano altri aspetti fondamentali dell'Italia, quali ad esempio gli Eroi del nostro Risorgimento, oppure fiction che abbiano il coraggio di parlare anche delle lotte civili e democratiche (quindi non ideologiche) degli anni '70: sul divorzio, sull'aborto, sull'obiezione di coscienza o, più recentemente, di batttaglie sulla ricerca scientifica e sull'eutanasia, portate avanti rispettivamente da nuovi "martiri" laici come Luca Coscioni e Piero Welby ?

Metis Di Meo: Colgo l'occasione per ringraziare il nostro direttore di Rai Ragazzi, Noferi, un uomo coraggioso. Qui non si parla di ideologie, ma di puro e semplice coraggio verso la sperimentazione. Sarò cinica e concreta, ma ricordiamoci che l'intrattenimento è un intermezzo rispetto agli spazi pubblicitari che la rete vende al pubblico televisivo. Di conseguenza il triumvirato da te eletto rappresenta l'etichetta che la rete vuole usare per richiamare un pubblico in particolare a casa. E' il contrario, sono quelle temetiche che entusiasmano un pubblico che a loro interessa e di conseguenza loro le sfruttano e lavorano. Poi possiamo parlare di tentativi, pochi e di innovazioni, pari al nulla. Il nostro Paese riesce solo ad acquistare format generalmente ben sperimentati all'estero (guarda il mio Dancing Whit the stars o X Factor), in cui i margini di guadagno degli spazi pubblicitari sono già segnati.
Cambiare vuol dire prendersi delle responsabilità: vittoria in caso di successo, decadenza in caso di sconfitta, a volte decesso. Quindi, chi vorrebbe mai sperimentare ? Pochi lo fanno e vanno incoraggiati. Noi ci vogliamo avvalere della facoltà di vantarci di essere i primi in Italia a sperimentare un gioco interattivo sulla tv generalista. In uno scambio di pubblico continuo tra la rete giovane di Mamma Rai e i network più cliccati. Social King vuole confrontare e far incontrare due pubblici diversi che forse hanno gusti più simili di quanto immaginino.

Luca Bagatin



17 luglio 2009

FACEBOOK: CHE CHIAVICA !



Ciao,

I nostri sistemi indicano che hai fatto un uso improprio di alcune funzioni del sito. Questa è un'e-mail di avviso. L'utilizzo improprio delle funzioni di Facebook o la violazione delle Condizioni d'uso possono portare alla disattivazione del tuo account. Ti ringraziamo in anticipo per la comprensione e la collaborazione.

Per ulteriori informazioni, fai riferimento a questo http://www.facebook.com/help.php?page=421.

Il Team di Facebook

Con questa asettica e robotizzata missiva quegli "intelligentoni" di Facebook (il social network inventato da quel ragazzetto poco brillante dal nome crucco, do you remember ? Quel Zukerberger Zimmermann o giù di lì) hanno ben pensato di cancellarmi dopo sette mesetti di attività.
Proprio ora che questo FB stava cominciando a prendermi..... Ma evidentemente pare che non puoi scrivere troppo in giro in quella piattaforma....perché i loro sistemi orwelliani sono in agguato !
Ti cancellano e mandano a farsi benedire i tuoi contatti, le tue foto e tutti i fottuti gruppi ai quali eri iscritto. Tanto loro i soldi a palate continuano a farli, visto che di dati immagazzinati ce ne sono comunque a bizeffe.
Idioti.
Non c'è definizione più azzeccata, ma tant'è.
Dei 500 amici Facebook, circa, oggi non me ne rimane nemmeno uno. Tutti fagocitati da una invisibile macchina WASP. Alla faccia del social network democratico !!!!!
Ho sempre avuto fortissimi dubbi su questo stumento modaiolo, lo ammetto. Oggi posso solo dire che il mio giudizio su FB è peggiorato.
Ma esserci o non esserci, nelle piattaforme più utilizzate, per chi cerca di fare un minimo di comunicazione nel senso più ampio del termine, fa evidentemente la differenza. E ringrazio davvero l'amico Alessandro Zaccaro che è riustico a rabbonirmi ed a convincermi comunque dell'utilità di questo mezzo.
Per cui continuo ad esserci e mi sono riattivato (ho dovuto addirittura creare un indirizzo di posta alternativo, visto che il mio personale non me lo accettavano più.....sic !).
Consapevole dei limiti orwelliani alla 1984 del mezzo facebucchico.
Non fatevi fregare raga ! Inviate proteste se vi disattivano ingiustamente. Inviate proteste anche se questi tizi permettono ancora che si inneggi alla pedofilia, alla violenza, all'insulto, alla mafia e compagia cantante.
Siateci, ma non fate il loro gioco ! Quelli fanno i dané, i piccioli, le swanziche alle nostre spalle di consumatori inconsapevoli. Consapevolizziamoci: siamo i piloti dei mezzi internettici a disposizione ! Così come dobbiamo diventarlo delle nostre singole vite alla faccia di dogmi e stronzate inculcateci sin da quando eravamo ragazzini.
E, se proprio vi va, aggiungetemi agli amici di Facebook e clikkate lì anche sul mio fan club che da oggi è attivo.

http://www.facebook.com/editphoto.php?aid=136870&id=129583865148&success=4&failure=0#/pages/Luca-Bagatin/129583865148?ref=s

ed anche

http://www.facebook.com/group.php?gid=116572567517#/group.php?gid=116572567517

(fate copia-incolla se non si clikka.....)

Ovviamente il grosso della mia attività cultural-comunicativa proseguirà su questo blog.
Perché, come ho sempre sostenuto e dimostrato i blog sono la porta della comunicazione. Il resto sono giochini buoni per ragazzini che amano il cazzeggio più che l'approfondimento.
Va bene esserci: ma solo se finalizzi il tutto verso l'interconnessione di cervelli liberi e non condizionati.

Luca Bagatin



21 gennaio 2009

FACEBOOK: OVVERO LA CRISI DEI RAPPORTI SOCIALI ED UMANI



Dopo i forum di discussione e i blog, ecco arrivato Facebook: la moda del momento.
Facebook si presenta come un “social network”, ovvero come un mezzo di comunicazione ove è possibile inserire i propri dati personali, le proprie foto, i propri video e condividerli in rete con utenti di tutto il mondo diventando loro “amici virtuali”.
Nulla di nuovo, nei fatti.
Facebook è una sorta di versione rivisitata del graficamente più lento (ma decisamente più accattivante) MySpace, utilizzatissimo specie dai gruppi musicali per farsi conoscere. Purtuttavia è un medium ampliato con la possibilità di condividere immagini e finanche opinioni per mezzo di appositi forum di discussione.
Sicuramente Facebook è il contrario di un blog. Non è, infatti, né un diario on-line, né tantomeno un “luogo virtuale” ove è possibile postare (e quindi condividere) riflessioni, articoli, immagini e video a completamento del testo stesso, racconti ecc... e quindi tutto ciò che presuppone la scrittura e l'immagine nel senso più ampio del termine. Ovvero tutto ciò che presuppone una lettura più approfondita del medium stesso.
Facebook da questo punto di vista è limitatissimo. Riassumendo potremmo dire che è cazzeggio puro.
Così puro da darti la possibilità di “diventare virtualmente” fan del tal personaggio famoso (sia esso storico o contemporaneo), semplicemente clikkando “diventa fan” sotto la fotografia dello stesso.
A che pro ? Non è dato di sapere.
Chi scrive è iscritto a Facebook da un mese o giù di lì e non riesce a vederne grandi potenzialità oltre a quanto testè riferito.
Facebook può essere un buon “veicolo” per promuovere il proprio sito, il proprio blog, le proprie iniziative culturali o politiche, ma, per la maggior parte, esso evidenzia solamente un grande vuoto di comunicazione fra gli individui.
Individui sempre più virtuali e sempre più alla ricerca di una propria identità: vera o presunta che sia.
Se l'identità che virtualmente si assume è ad ogni modo veritiera, si tende comunque a presentarsi al meglio sia nelle foto sia nel proprio profilo e lo si fa quindi per autopromuoversi. Nulla di male, per carità. Purché il “reale” – ovvero ciò che si è – non rischi di essere oscurato dal “virtuale” (ovvero ciò che si vorrebbe idealisticamente essere).
Molti sono entusiasti di Facebook perché lo considerano un mezzo che permette loro di vedere (ovviamente virtualmente) e ri-sentire persone i cui contatti si sono perduti da anni.
Già di per sé il fatto che tu non le veda e non le senta da anni forse significa che un motivo o più d'uno c'è...non credi ? Quando poi finisce che su Facebook li “aggiungi agli amici”, ovvero lo clikki suggerendo loro di accettarti come loro amico (virtuale, sottolineiamo ancora), loro magari lo fanno anche: ti danno una bella stretta di mano via web, ti chiedono come stai e buona notte al secchio.
La tua goduria rimane tale solo fin tanto che vai a vedere le loro foto virtuali nel loro profilo-Facebook e nello scoprire come sono “invecchiati” o comunque cambiati.
Un po' triste e limitato, no ?
Un tempo per vedere o sentire un amico bastava una telefonata, che so, un biglietto di auguri, magari (ma qui forse chiediamo troppo...) anche andarlo a trovare direttamente a casa !
Oggi pare non sia più consuetudine: tutti quanti a casetta propria davanti al proprio computerino a con-chattare su Facebook.
Eh sì, perché su Facebook puoi anche chattare direttamente con i tuoi amici-Facebook on-line !
Un paio di scambi di battute (ciao, come stai ? Io bene e tu ?) e sei felice e contento di rimanere in contatto con cotanta popolazione di internauti webbizzati.
A parer mio tutto ciò è il modo migliore per perdere il proprio tempo e soprattutto per negare le grandi potenzialità che ha un mezzo civile e democratico come internet.
Un mezzo ove tu puoi realmente condividere. Ma per alla fine andare oltre il virtuale.
Per costruire una rete di scambi (di idee, opinioni, riflessioni, immagini creative, progetti creativi) che permetta di crescere tanto dentro quanto fuori ciascuno di noi. Realizzando concretamente, magari, quei progetti prima solamente virtuali !
E' così deprimente vedere quanto i rapporti umani in questi ultimi decenni si siano davvero deteriorati se non incancreniti.
Facciamo davvero così fatica a dialogare con gli altri realmente ? Se esistono medium come Facebook, evidentemente è così.
Ci si frequenta sempre meno fra consimili e si tende sempre di più a costruire e a costruirci attorno un mondo virtuale.
La causa non è né internet né il progresso (come taluni facilmente tenderebbero pensare), statene pur certi. La causa è unicamente il nostro cervello.
Il nostro cervello che, seguendo pressoché inconsapevoli processi di massa indotti anche da un certo tipo di “modelli imposti” dai media (a scopo pubblicitario o comunque di Controllo dei consumatori/cittadini), finisce per rimanerne del tutto “drogato”, per così dire.
E così la società intera è preda di una vera e propria mutazione antropologica.
Mutazione antropologica che rischia sempre più di inaridirci come esseri umani e che ci allontana sempre più dalle potenzialità liberatorie del web.
Potenzialità che portebbero davvero renderci piloti (cyber = pilota) della nostra esistenza reale !
Ma se e solo se riusciremo ad andare oltre gli artifizi modaioli e impareremo ad utilizzare la rete con una consapevlezza creativa tale da permetterci di entrare veramente in comunicazione gli uni con gli altri.
Possibilmente passando dal virtuale al reale. E non viceversa !

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini