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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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2 gennaio 2016

Lettera aperta a Gianroberto Casaleggio da parte di Luca Bagatin, Presidente di "Amore e Libertà" (tratta da www.amoreeliberta.blogspot.it)


Casaleggio "guarda" ad "Amore e Libertà" ?

Gentile Gianroberto Casaleggio,


da qualche tempo si parla del suo recente saggio “Veni vidi web” che, mi dicono, abbia trovato pessime recensioni sulla stampa e finanche nel movimento da lei fondato, il Movimento Cinque Stelle, in pochi ne vogliano parlare.

Non nutro alcuna simpatia per il Movimento da lei fondato e ne ho spiegato le ragioni in innumerevoli articoli, ma le dirò che, poiché non amo i pregiudizi di nessun genere, ho voluto approfondire le cose da lei scritte nel suo testo e vi ho trovato diverse assonanze con le cose che andiamo dicendo nell'ambito del pensatoio che ho fondato nel maggio 2013, ovvero “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreeliberta.blogspot.it).

Unitamente alle assonanze ho trovato anche parecchie dissonanze e assurdità non di poco conto. La prima il suo contrapporre Garibaldi a Gandhi (che poi mi dicono che in realtà lei vorrebbe sostituire le statue di Garibaldi con quelle di Gengis Khan, più che con quelle di Gandhi !).

Si dà il caso che, tanto Garibaldi che Gandhi siano figure ispiratrici del nostro pensatoio che, peraltro, ha per simbolo una illustre Garibaldi, ovvero la combattente e combattiva Anita.

Forse lei ignora che Giuseppe Garibaldi e il Mahatma Gandhi furono entrambi teosofi, oltre che massoni. Appartenenti proprio a quella Massoneria che il suo Movimento Cinque Stelle tanto contesta e che vorrebbe rendere illegale e che, invece, è associazione spirituale sulla quale possono fondarsi le basi di un'autentica Fratellanza, Uguaglianza e Libertà fra le persone ed i popoli.

Forse lei e il suo sodale Beppe Grillo ignorate che in realtà fra Garibaldi e Gandhi vi sono fortissime assonanze ed un nome che li unisce: Giuseppe Mazzini. Altra figura ispiratrice del nostro “Amore e Libertà”.

Giuseppe Mazzini fu infatti autore di un testo visionario per l'epoca, ovvero i “Doveri dell'Uomo”. Testo rivolto agli operai ed alla povera gente, che parlava, per la prima volta, di associazionismo, di autogestione, di unione fra capitale e lavoro e di fratellanza fra i lavoratori ed i cittadini. E, molto prima di Lei e di Grillo, parlava di Cittadini liberi ed eguali. Oltre che poneva una seria critica al sistema politico dell'epoca.

Si dà il caso che i “Doveri dell'Uomo”, oltre ad aver ispirato Garibaldi – il quale fu, assieme a Mazzini, fra i fondatori della Prima Internazionale dei Lavoratori nel 1864 – ispirò il Mahatma Gandhi che ne fu avido lettore al punto di fondare la sua Rivoluzione nonviolenta e l'India da lui immaginata, su principi mazziniani, oltre che teosofici.

Forse lei ignora peraltro il fatto che Garibaldi abbandonò il suo seggio in Parlamento per tornare a fare l'agricoltore proprio perché non condivideva affatto le “pastette” dei politicanti di allora, non dissimili da quelle di oggi. Garibaldi, infatti, fu forse il primo esponente (anti)politico che l'Italia abbia mai conosciuto !

Dunque le statue di Garibaldi, Eroe non solo italiano ed europeo, ma anche latinoamericano di quell'America Latina che si è poi ispirata al Socialismo del XXIesimo secolo ed al Peronismo, non vanno sostituite. Ma accanto ad esse vanno aggiunte statue di Giuseppe Mazzini, oltre che di Gandhi. E accanto a queste andrebbero aggiunte statue di Anita Garibaldi, Eroina dei Due Mondi, che morì per l'unica vera Repubblica che l'Italia abbia mai conosciuto, ovvero la Repubblica Romana del 1849.

Precisato questo, che non ci pare affatto cosa da poco, vorremmo andare oltre.

Lei profetizza un sistema elettorale di estratti a sorte tanto quanto lo auspichiamo noi da quando siamo nati (ed ancora oggi ci prendono per pazzi) e per questo siamo contrari ad ogni tipo di sistema elettorale ed invitiamo gli elettori ad astenersi ad ogni tornata elettorale. Addirittura noi sosteniamo che i voti non espressi alle elezioni, ovvero il numero degli astenuti, andrebbe ripartito ed assegnato a cittadini comuni estratti a sorte. Purtuttavia non è cosa che fa il movimento da lei fondato: il Movimento Cinque Stelle, infatti, avalla il sistema elettorale e si presenta alle elezioni eleggendo deputati, senatori, consiglieri di ogni tipo. Peraltro dando precise indicazioni di “comportamento” ai suoi eletti. Cosa che, in un sistema democratico, ovvero di rappresentanza popolare diretta, senza mediazioni ai sorta, non dovrebbe avvenire: ciascun cittadino dovrebbe essere libero di votare come meglio gli detta la sua coscienza.

Lei poi nel suo saggio si pone “contro il mercato”, ma è in palese contraddizione essendo lei stesso un imprenditore, peraltro un imprenditore della comunicazione. Noi di “Amore e Libertà”, diversamente, come si evince dal nostro Manifesto d'intenti (http://amoreeliberta.altervista.org/html/manifesto.htm), ci poniamo in antitesi rispetto al mercato ed alla società di mercato proponendo il sistema della cooperazione e dell'autogestione diretta delle imprese da parte dei lavoratori, sostenendo peraltro la socializzazione di imprese ex pubbliche, municipalizzate e/o pubblico/private (dall'Eni alla Telecom/Tim sino all'Acea ed alla Rai) e la conseguente autogestione di esse da parte di tutti i cittadini. Non mi pare che lei ed il suo Movimento proponiate altrettanto e, se fosse davvero coerente con quanto afferma, dovrebbe lei per primo abbandonare il mercato e cedere la sua azienda ai suoi dipendenti, che diventerebbero i nuovi proprietari associati e dunque i nuovi produttori.

Oltretutto noi parliamo di introduzione dell'economia del dono e del baratto, tipica delle Società Matriarcali ancora oggi esistenti. Unica alternativa all'economia fondata sul capitale e sull'egoismo, ovvero sulla speculazione.

La visione prospettata dal suo saggio, che è poi quella che pratica assieme a Beppe Grillo nel suo Movimento, è in realtà una visione piuttosto autoritaria ed imposta dall'alto. Lo vediamo con le continue espulsioni nei confronti di coloro i quali “non seguono la linea” da voi dettata e stabilita.

Diversamente, la visione di “Amore e Libertà”, essendo una visione sentimentale e non ideologica, è l'unica visione autenticamente democratica, perché permette a chiunque di autogestirsi e di tentare di comprendere, anche attraverso gli errori, il proprio prossimo.

E' chiaro che, per elevare le coscienze, più che delle “rieducazioni forzate” come lei prospetta, noi proponiamo la costituzione di scuole di formazione politica, culturale, spirituale ecc... totalmente gratuite ed accessibili a tutti. I partiti elettoralistici stessi – che perderebbero ogni loro funzione - e le loro Fondazioni potrebbero essere riconvertiti in scuole di formazione politica sin da ora !

Vi sono innegabilmente aspetti comuni fra il suo pensiero ed il nostro, ma noi non dimentichiamo di dire – e lo ricordiamo sempre - che sono aspetti che hanno radici antiche e traggono lifa dal pensiero gnostico, esoterico, spirituale, oltre che socialista libertario, mazziniano, anarchico, finanche massonico. Dalle Società Matriarcali (vedi il punto relativo alla cura dei figli disagiati da parte della comuità, oltre che l'aspetto dell'economia del dono) sino al socialismo di Saint Simon (al quale si rifaceva anche Garibaldi); dalla Teosofia sino al pensiero mazziniano, passando persino per talune battaglie storiche del Partito Radicale prima maniera e del Partito dell'Amore di Moana Pozzi.

Noi di “Amore e Libertà”, ad ogni modo, siamo coerenti e conseguenti. Non siamo un partito elettoralistico, ma un libero pensatoio che è consapevole – sin dal suo simbolo rappresentato da Anita Garibaldi su fondo rosso, contornata da una miriade di cuori bianchi – di avere radici antiche.

Voi del Movimento Cinque Stelle, in realtà, sembrate più che altro parte del Sistema che noi e solo noi, al momento, vorremmo modificare.

Se quanto le ho scritto le accenderà qualche “lampadina” e le “risuonerà” in qualche modo, saremmo pronti ad un serio confronto sul presente e sul futuro di quanto ci circonda.

Diversamente sarà l'ennesima occasione perduta.


Cordiali saluti.


Luca Bagatin

www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

www.amoreeliberta.altervista.org

www.amoreeliberta.blogspot.it



28 dicembre 2015

Per salvare il Pianeta occorre puntare alla decrescita

La situazione è critica e stiamo forse andando verso un punto di non ritorno.

Mai come in questi ultimi tempi stiamo vedendo e subendo i danni dovuti al surriscaldamento globale, ai cambiamenti climatici ed allo smog: già l'abbiamo visto con un caldo da record l'estate scorsa ed oggi lo vediamo con un inquinamento da record in Pianura padana come non mai nella cosiddetta “terra dei fuochi”; con le inondazioni in Gran Bretagna; con tornado e inondazioni in Texas e continui terremoti in Asia. La lista dei danni causati dal cambiamento climatico è lunga e potrebbe diventare, nel corso dei prossimi anni, davvero critica per l'intero Pianeta. Una situazione, in sostanza, forse ancor più preoccupante del terrorismo dell'Isis perché potrebbe mietere molte più vittime e modificare radicalmente il nostro modo di vivere.

La cosa sembra preoccupare solo di recente i politicanti i quali, a parte qualche misura inuile e palliativa come la circolazione delle automobili a targhe alterne, sembrano non fare altro.

Da tempo poniamo una seria critica al sistema economico globale dell'accumulazione della ricchezza e della crescita economica che, nei fatti, si traduce in industrie di ogni tipo che inquinano. E che, invece, senza tanti giri di parole, andrebbero chiuse e riconvertite. Pensiamo alla situazione critica della Cina capital-comunista, oltre che all'impero del capitalismo globale, ovvero gli USA, massimo responsabile, assieme alla Cina e all'India (ove il pessimo governo ha ridotto i controlli sull'inquinamento delle fabbriche) del surriscaldamento del Pianeta e del cambiamento climatico. Pensiamo alla distruzione della foresta Amazzonica, autentico polmone verde del Pianeta e ad interi ettari di verde, di boschi, di foreste in tutto il globo terrestre in nome di un progresso che, nei fatti, è una vera sconfitta e un vero regresso per tutti gli esseri viventi.

Ci stiamo scavando la fossa con le nostre mani in nome di un benessere effimero e di una crescita che rende solo una piccola parte del pianeta ricco, grasso, grosso e fottutamente opulento alla faccia dei miliardi di persone che da secoli sono sfruttate, private del loro sostentamento, della loro cultura e persino delle loro colture.

Ecco, forse anche noi dovremmo imparare a vivere come loro e tornare alle colture agricole, ovvero alle culture originarie degli antichi popoli della terra. Puntando dunque alla decrescita economica, come prospettato da decenni dall'economista francese Serge Latouche e sostenuto anche dal filosofo Alain De Benoist, il quale afferma, fra le altre cose: “Decrescita non significa arresto di ogni attività economica o la fine della storia. Bisogna solo abituarsi a moderare il nostro modo di vivere, cioè capire che “più” non è sempre sinonimo di “meglio””.

Per vivere meglio e magari evitarci un cancro ai polmoni o altrove, in sostanza, occorre pensare ad un nuovo equilibrio fra uomo e natura, ponendosi il problema della sovrappopolazione de Pianeta e puntando ad un'economia basata sull'autogestione, sulla cooperazione, sul baratto, sulla cosiddetta economia del dono praticata anche ai giorni nostri, peraltro, dalle società matriarcali ancora esistenti. Ovvero un'economia che non crei bisogni indotti, bensì soddisfi i bisogni necessari a vivere. L'esatto opposto dell'economia di mercato che, nei fatti, ci sta portando al baratro sotto il profilo umano, sociale, materiale e, non ultimo, sotto il profilo della salute.

Detta così sembra pura utopia, ce ne rendiamo conto, specie in una società capitalistico-borghese fondata sull'egoismo, sui bisogni indotti e sui bassi istinti, ove i politicanti di turno trovano cosa buona e giusta l'”aumento dei consumi” quando, in realtà, ciò si traduce in una nuova schiavitù del lavoro, in aumento dell'inquinamento (e dunque dei cambiamenti climatici), in accumulo della ricchezza in mano a pochi banchieri e politicanti loro satelliti e sodali.

Ecco che, allora, questa utopia può rappresentare l'unica via di fuga da un punto che rischia di diventare di non ritorno ed ove l'unico responsabile, l'unico terrorista, rischia di essere rappresentato dall'essere umano stesso.


Luca Bagatin



12 ottobre 2015

"La libertà dell'Occidente si difende abbattendo le mura di Washington e di Mosca": riflessioni e aforismi by Luca Bagatin



Se l'idea di progresso significa tecnologia al posto di spiritualità, ovvero danaro, mercanteggiamento, libero commercio, al posto di umanesimo, natura e amore, sono e mi sento profondamente conservatore e reazionario.


In Russia - per contrastare l'oligarca Putin - si sono uniti liberali, nazionalisti, socialisti e comunisti nella coalizione Drugaja Rossija (L'Altra Russia). Allo stesso modo penso dovrebbero fare in Italia liberali, nazionalisti, socialisti e comunisti contro Renzi. Esattamente come fecero, durante l'occupazione nazifascista, i partigiani di ogni colore politico.
Diversi ma tutti uniti contro il Potere che ci sta prendendo per il sedere !
E che sia, possibilmente, una coalizione non elettoralistica, ma di attivisti e rivoluzionari. Di partigiani, appunto.


La libertà dell'Occidente si difende abbattendo le mura di Washington e di Mosca.


Recenti indagini condotte da PornHub dimostrano che il numero di donne che guarda film pornografici in Italia è in aumento.
La cosa personalmente non mi stupisce affatto, ma ammetto di essere un "addetto ai lavori".
La cosa che mi stupisce è che la società ancora si scandalizza e stereotipizza. Lo stereotipo del maschio visto come predatore e la femmina vista come preda priva di pulsioni erotiche dovrebbe essere superato da decenni !


Di sessista c'é solo la stupidità dei sessuofobi.




Il mio terzo saggio "Amore e Libertà - Manifesto per la Civiltà dell'Amore" (clikka qui)



22 settembre 2015

Beppe Grillo, la massonofobia ed il nuovo fascismo

Beppe Grillo, tornato dalle vacanze nella sua villa, nel suo lungo sproloquio dal 2042 dell'altro giorno, non dimentica di tirare in ballo la Massoneria, dichiarando che, con il suo partito al governo, essa sarebbe abolita ed i massoni non potrebbero essere candidati.

Ora, come abbiamo scritto più volte, Beppe Grillo ed i suoi adepti si comportano esattamente come fecero i fascisti, i nazisti ed i comunisti autoritari di tutto il pianeta e, prima di loro, i monarchi autoritari ed i clericali: abolire un'istituzione di libero pensiero, nella quale, peraltro, nei Paesi latini, hanno trovato posto e fatto carriera anche noti rivoluzionari e riformatori sociali quali Voltaire, Simon Bolivar, George Washington, Benjamin Franklin, Giuseppe Garibaldi, Che Guevara, Gandhi, Salvador Allende e moltissimi altri.

Tutto ciò o Grillo lo ignora - ma ne dubitiamo - oppure il suo disegno autoritario è completo: mettere il bavaglio a possibili sobillatori della sua autorità indiscussa e quella degli imprenditori Casaleggio & Associati, mica di operai, impiegati, casalinghi qualsiasi !

Si noti come il Paese rischi di finire nelle mani, dopo gli autoritarismi antisociali di Berlusconi e Renzi, nell'ennesimo autoritarismo.

Si noti, peraltro, come il movimento di Grillo sia costituito non solo da un ricco comico già lanciato in Rai da Pippo Baudo e nella quale ha fatto ampia carriera, ma anche da imprenditori quali i Casaleggio, come imprenditore era Silvio Berlusconi (amico, peraltro, dell'oligarca autoritario Vladimir Putin) e come dagli imprenditori è finanziato Matteo Renzi, il premier che, più di tutti, ha attuato leggi antisociali e antidemocratiche. L'esatto opposto, insomma, di forze politiche nate dal basso, dalle esigenze dei diseredati, degli operai e delle operaie, degli impiegati e delle impiegate, dei casalinghi e dei casalinghi, degli insegnanti (martoriati da una riforma della scuola che tende ad escludere e a premiare il demerito e la raccomandazione) e così via.

Tutte forze politiche peraltro - i Cinque Stelle fra questi - elettoralistiche e quindi che non rappresentano affatto la maggioranza degli elettori che, in massa, non a caso, alle elezioni si astengono.

La parola, infatti, dovrebbe passare ai cittadini, ovvero alla vera democrazia diretta, fondata su comitati popolari o assemblee spontanee, volendo anche estratte a sorte, come ai tempi della democrazia ateniese. Abolendo, come sostiene il saggista belga David Van Reybrouck nel suo ultimo saggio, le elezioni che, nei fatti, rappresentano solo i politicanti e le loro lobby economiche di riferimento.

Pensiamo ad esempio alla tanto sbandierata riforma del Senato. Finalmente ci sarebbe la possibilità di dare la parola ai cittadini, rendendo il Senato non già elettivo e composto da politicanti, bensì da cittadini estratti a sorte. Finalmente la parola passerebbe davvero a rappresentanti comuni del popolo e potrebbe fungere da contrappeso agli interessi delle lobby politico-economiche, dei partiti, dei pagati dai contribuenti che impongono le loro leggi. Leggi non decise dai cittadini in primis.

Sappiamo purtuttavia come stanno andando le cose e le varie forze politiche - dal Pd a Forza Italia sino ai Cinque Stelle grillini - stanno studiando una riforma che favorisca questo piuttosto che l'altro partito, in un bailamme autoritario ed antidemocratico, in quanto non deciso dai cittadini.

Del resto, in un Paese addormentato come il nostro, ove la politica e l'economia hanno ucciso il pensiero, le persone hanno smesso di mostrare il loro volto rivoluzionario. Come accadde invece durante il Risorgimento, anche e proprio grazie all'istituzione massonica, guida morale ed intellettuale per e degli spiriti liberi e rivoluzionari. Come durante la Rivoluzione Americana. Come durante la Rivoluzione cubana, ove la maggioranza dei castristi era anche componente della Massoneria, Che Guevara in primis. Oppure durante la Rivoluzione nonviolenta dell'India ove il massone Mohandas Gandhi ispirò la sua azione a quella dei mazziniani e dei teosofi.

Oggi, diversamente, assistiamo a sedicenti massoni o a ex iniziati alla Massoneria che si divertono a scrivere libelli antimassonici, discettando di presunte “Ur-Lodges” (di cui dicono di aver fatto parte) ed il loro scopo è unicamente quello di occupare posti di potere (come fecero quando erano affiliati alle “Ur-Lodges”, peraltro !), fondando ulteriori partiti elettoralistici contigui, peraltro, al caravanserraglio di Beppe Grillo e della Casaleggio & soci.

Occorre che le menti si risveglino. Approfondiscano, studino, lottino con ogni mezzo contro l'avanzare di questo nuovo fascismo fatto, ancora una volta, da gente ricca e che, ancora una volta, vuole comandare su tutti.

Occorre che le menti libere ricerchino l'autogestione e l'autogoverno: delle imprese, della politica, dell'economia, del proprio corpo, della propria anima. Smettendo di andare a votare e imparando a ricercare nuovi (o, meglio, antichi quanto l'Agorà Greca e le società matriarcali) strumenti di governo e di gestione dell'economia. Puntando all'economia del dono tipica delle società matriarcali. Puntando all'abolizione del debito pubblico, all'abolizione del libero commercio (che, nei fatti, è prostituzuone), al ritorno allo stato di natura, ovvero alla ricerca della Civiltà dell'Amore, alternativa a quella attuale dell'odio, del dolore e della prevaricazione del Potere sulle menti e sui corpi.


Luca Bagatin



11 luglio 2015

Amore e Libertà: Manifesto per la Civiltà dell'Amore. Il libro - terzo saggio di Luca Bagatin - è online e scaricabile gratis !



Nella filosofia del dono, della condivisione (reale, non virtuale, come quella proposta dagli a-socialnetwork), della diffusione delle idee senza lucro, rilanciata da "Amore e Libertà", abbiamo deciso di rendere pubblico in anteprima e almeno per l'estate, il terzo saggio di Luca Bagatin "Amore e Libertà - Manifesto per la Civiltà dell'Amore" (Edizioni clandestine Amore e Libertà), con prefazione del principe A. Tiberio di Dobrynia.


Il libro, che ormai è molto più di un e-book, bensì uno strumento di militanza attiva, è scaricabile al seguente link:

https://drive.google.com/file/d/0B5hvm8jRoLWYNnBXZTZuYnZweVk/view?usp=sharing


Per eventuali problemi di visualizzazione contattate l'Autore all'indirizzo e-mail: burroughs279@yahoo.it


tratto da: http://amoreeliberta.blogspot.it/2015/07/amore-e-liberta-manifesto-per-la.html


Recensione di Enza D'Alonzo, Presidente della Società delle Donne di Ipazia

Conosco Luca, la sua onestà intellettuale di profondo e serio pensatore, scevro da logiche e scelte partitiche ma animato solo dalla sua immacolata ideologia libertaria...

In questo suo terzo saggio - “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell'Amore”, che il principe Antonio Tiberio di Dobrynia che ne ha curato la prefazione definisce “un critico e irriverente pamphlet sociopolitico” - l'autore si sofferma tra le altre cose sul movimento da lui fondato, “Amore e libertà”, che è un “pensatoio politico, storico, sentimentale, erotico, spirituale” - ed io aggiungerei anche “eroico”, perché le battaglie che porta avanti il Nostro sono quelle battaglie incruente, ma non per questo meno dure, che si affrontano solo se si è animati da uno smodato desiderio di verità, di libertà dai tanti vincoli e laccioli politici, sociali, convenzionali, di comodo, di facciata, di partitocrazia; predicando, di contro, la pulizia intellettuale, la lotta ad ogni forma di discriminazione, l'attenzione ai disabili, ai diversi, agli emarginati, agli invisibili, ai disperati. Un’opera, questa, in cui Luca Bagatin, partendo sempre come riferimento più alto da una “Civiltà dell'Amore”, considera attentamente i vari aspetti del sociale, rilevando che, ahinoi, di amore e tolleranza ce n’è ben poco.

C’è da chiedersi, dunque, sino a che punto l'essere umano sia veramente libero, se privato del suo piacere, sottomesso suo malgrado ad interessi forti, ai quali importa ben poco della sua salvezza, del suo benessere.

Tutta la nostra vita è regolata da rapporti economici, che nulla lasciano alla spontaneità, all'amore, alla tolleranza reciproca, al mutuo soccorso. Una società malata, dove i rapporti umani sono regolati da fredde regole pragmatiche: “do ut des”. E tutto ciò senza tener presente i veri e imprescindibili bisogni dell'essere umano: dell'enorme potenziale dell'affratellamento dei popoli, dell’innegabile desiderio di ognuno di amare ed essere amato.

Tanti sono i temi, i più disparati, trattati dall'autore. Ci si interroga, ad esempio, sul problema delle baby prostitute, vere e proprie “merci” in una realtà massificata a cui dare un valore (commerciale, purtroppo) e quindi un prezzo. Saggio invito, a questo punto, ad una più sana consapevolezza sessuale e sociale, da principiare già nelle scuole. Un invito ad una riscoperta di antiche forme di sacralità sessuale: la ineffabile potenza del rapporto tantrico uomo/donna, rigorosa risposta al “soubrettismo religioso dei Bergoglio e delle Belen”.

L’autore si spende anche a favore di “Femen” (il saggio è dedicato anche alla loro leader Inna Shevchenko), il noto movimento fenomenalistico nato in Ucraina, ove attiviste nude si battono e manifestano contro la globalizzazione dei consumi, contro il turismo sessuale, e così via.

E ancora: per quanto concerne l'utilizzo dei media, ci si chiede quanto di “affettivo” e di creativo si possa raggiungere a livello umano, comunicando sentimenti solo dietro una fredda tastiera di un computer malvestiti e malcelati. Fermo no alla discriminazione sessuale; alla guerra di religioni, “che non conoscono Dio” e si nascondono dietro i monoteismi, quando l'unico vero messaggio di Gesù il Cristo fu: eguaglianza tra la gente, amore e libertà tra i popoli; sì, invece, all’(anti)politica fondata sull’associazionismo dei popoli. Perché “Non si può governare senza amore”.

A seguire, poi, l'autore prende in considerazione le grandi personalità della storia, passando egregiamente in rassegna il pensiero sempre attuale di certe vette, quali: Marx, Bakunin, Mazzini, Garibaldi, pur affermando però che al contrario dei primi, Mazzini e Garibaldi avevano una visione “sentimentale e spirituale della vita”. Tra le altre leggendarie figure del passato, che con le loro gesta e pensieri gli hanno ispirato ideali, sogni, albe di nuovi orizzonti e spunti importanti per il suo movimento “Amore e Liberta'”, Luca Bagatin non dimentica: Bolivar, Angelica Balanoff, D'Annunzio, Peron e la dottrina peronista, José "Pepe" Mujica, Chavez, sino a Riccardo Schicchi, a Moana Pozzi ed all'esperienza del Partito dell'Amore. Tutte personalità eretiche e libertarie che cercarono di tenere fede al loro grande e visionario progetto di libertà e amore verso i popoli.

E’ possibile una terza via tra capitalismo e marxismo? Una terza posizione che, come afferma il filosofo francese Alain de Benoist, è critica nei confronti della globalizzazione, della dittatura del denaro, sarebbe oggi più che mai necessaria. Ed anche di ciò ci parlano le brillanti pagine di Luca Bagatin, sospese tra storia e società, introspezione psicologica e analisi sociologica e politica, costumi attuali e simboli profondi di un’umanità errante, da tempo a tempo sempre e soltanto raggrumata in un due unici possenti aneliti e grida arcane: Amore e Libertà !

Enza D'Alonzo



7 luglio 2015

Ripensare il Mondo: alla ricerca di uno sviluppo umanista alternativo alla crescita economica ed allo sfruttamento

La questione greca è emblematica, così come lo è la questione Mediterranea, dell'immigrazionismo imposto “grazie” a quelle forze franco-anglo-statunitensi che hanno bombardato degli Stati sovrani...regalandoci Daesh (l'Isis).

Immigrazione peraltro egoisticamente bloccata a Ventimiglia da quel governo francese che prima produce il danno e poi...fingendo che l'Italia non sia membro dell'Unione Europea, lascia che ce la risolviamo da soli (sic !).

Così come la Germania e gli altri Paesi pretendono di soffocare ancor più la Grecia, che, con uno scatto d'orgoglio, ha scelto da che parte stare: dalla parte della sovranità nazionale, dalla parte della crescita interna, senza imposizioni da parte di Paesi globalisti al servizio del Fondo Monetario Internazionale.

Ad ogni modo ormai non è nemmeno più questione di stare o meno dentro il sistema euro, oppure dentro o meno il sistema del dollaro. La questione è molto più semplice, ma proprio per questo molto più radicale.

Bisogna avere il coraggio di scegliere, specie in questo momento di profonda crisi umanitaria – perché in Grecia la gente sta morendo di fame e così accadrà presto anche da noi - se seguitare a stare all'interno del sistema monetario internazionale, oppure tornare alle economie di sussistenza, rinunciando ad un benessere effimero e a inutili consumi che ci hanno resi degli imbecilli addormentati e degli sfruttatori egoisti nei confronti di chi ha poco o nulla.
Solo allora si riscoprirà l'economia del dono, tipica delle civiltà matriarcali, così lontane dalla società del piacere effimero di matrice occidentale, che ci sta portando all'autodistruzione.

Può sembrare ciò utopistico ? Certo, di fronte a quei mercati, specie finanziari, che non tengono conto delle persone, ciò è altamente utopistico.

Come ho già detto più volte, le ideologie del Novecento, figlie del positivismo e dunque del materialismo, non hanno mai tenuto conto dell'essere umano. Delle sue pulsioni, sentimenti e delle sue passioni. Del suo bisogno di vivere in armonia con il cosmo e con la natura, traendo insegnamento da essa.
Il liberalismo, in questo senso, è contiguo al comunismo ed al socialismo marxista. Entrambe le ideologie andrebbero rigettate, in nome dell'umanesimo e di una visione spirituale della realtà.

E proprio per non aver tenuto conto di questa realtà, marxisti da una parte e liberali dall'altra, hanno lasciato il campo libero alla speculazione finanziaria globale. Allo sradicamento di interi popoli, allo spopolamento delle campagne, ad un progresso tecnologico-industriale indiscriminato che, anziché garantirci un vero benessere e la possibilità di godere dei suoi frutti (sia in termini di tempo libero che di crescita intellettuale/spirituale), ci ha obbligati prima a lavorare dieci ore al giorno e successivamente a subire gli effetti della cosiddetta “crescita”...con conseguente disoccupazione endemica.

Occorre una soluzione alternativa che guardi all'essere umano, senza tante chiacchiere o discussioni inutili che nascondono solo la volontà dei ricchi di seguitare a sfruttare i poveri.

Occorre ripensare l'idea stessa di Mondo.


Luca Bagatin



4 luglio 2015

Le società matriarcali: un percorso verso la Civiltà dell'Amore e l'uscita dalla crisi

Nella società matriarcale un genere, femminile, piuttosto che maschile, non si sostituisce ad un altro, così come ci ricorda la filosofa tedesca Heide Göttner-Abendroth.

Nella società matriarcale donne e uomini percorrono un unico cammino, assieme, fondato sulla cooperazione e sull'amore comunitario per i figli, che rappresentano la reincarnazione dei loro antenati e che sono un bene di tutti, ovvero della società nel suo complesso. E non devono essere feriti o privati dell'amore di uno dei due genitori, come avviene nella società moderna, patriarcale, capitalista, opulenta e fondata sul possesso e sul piacere effimero. Che fa pagare un prezzo altissimo alle persone in termini affettivi, sentimentali, economici.

Le società matriarcali non sono solo un retaggio del Neolitico, ma esistono tutt'oggi, nelle Americhe, in Africa e in Asia. E sono società che, inevitabilmente devono difendersi dalla globalizzazione, dall'avanzare del progresso occidentale che le spazzerebbe via, come accaduto nel passato. Società o, meglio, civiltà ove non esiste la gerarchia, il potere, la prevaricazione, bensì le decisioni sono prese all'unanimità, dopo numerose discussioni. Affinché a prevalere sia il bene di tutti, della natura, della Madre Terra che è il simbolo della Donna per eccellenza.

Civiltà ove non esiste il femminicidio, lo stupro, ove non esiste violenza. Civiltà sane che stridono fortemente con le società malate di casa nostra. Opulente sì, ma nevrotiche. Fondate sul possesso di beni materiali anziché sui sentimenti. Fondate sulla competizione, anziché sulla condivisione.

E quindi soggette alla crisi economica, che è prima di tutto una crisi umana, come peraltro vado ripetendo nell'ambito del pensatoio “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreeliberta.blogspot.it), che ho fondato due anni fa e dal quale uscirà a breve un saggio socio-politico e che intende proprio denunciare la società capitalista e patriarcale.

Di questo si è parlato il 3 luglio, a Roma, presso la Biblioteca Vaccheria Nardi nel quartiere Colli Aniene, alla presenza delle autrici del saggio “Matriarchè”, Monica Di Bernardo e Francesca Colombini. Un saggio che è anche un documentario, con interviste e contributi, fra gli altri, di Vandana Shiva, attivista ambientalista indiana.

E proprio Vandana Shiva parla del rapporto fra capitalismo e patriarcato, fra potere del danaro e dei maschi che lo utilizzano, per prevalere nella società. In una società competitiva, di mercato, ove il progresso distrugge l'ambiente e le relazioni umane. A differenza invece delle civiltà matriarcali, la cui economia è fondata sul dono, ove proprio lo scambio di beni permette alle persone di relazionarsi, di conoscersi meglio, di comprendersi, di amarsi.

Ecco che, pensando alla crisi greca, se l'Unione Europea scegliesse - come andiamo dicendo da tempo - una strada diversa ed abbracciasse l'economia del dono - anziché azioni sanzionatorie e di sfruttamento - se fosse in sostanza un'Europa di popoli affratellati e ormai affamati, alla ricerca di un percorso comune alternativo rispetto a quello dei governanti e dei capitalisti, forse allora una nuova civiltà, una Civiltà dell'Amore potrebbe nascere e la crisi via via scomparire. Come nel sogno di Mazzini, Garibaldi, Ernesto Rossi e Altiero Spinelli.

Ma quanti errori ancora dovrà commettere l'uomo opulento prima di comprendere che la strada dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo è una strada di autodistruzione ?

La globalizzazione, peraltro, ha già dimostrato il suo volto aberrante, modificando l'assetto della natura e annientando le diversità, che, invece, sono un valore prezioso.

Gli stessi invasati sostenitori della presunta “teoria gender”, sessuofobi della prima ora, temono a tal punto la diversità dal chiudersi a riccio e ripropongono vecchi modelli patriarcali e machisti che hanno portato persino molte donne a “mascolinizzarsi”, a perdere la loro sensibilità ancestrale, tipica di Madre Natura.

I veri pericoli sono questi e sono sotto i nostri stessi occhi.

Lo studio e la conoscenza approfondita delle società/civiltà matriarcali, assieme alla ricerca di una possibile Civiltà dell'Amore fondata sulla cooperazione e l'autogestione, forse, potrà salvarci dal baratro nel quale ci stiamo infilando ed al quale stiamo condannando le generazioni future. Che di certo non ci saranno grate.


Luca Bagatin


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