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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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17 novembre 2014

Venerabili nullità

C'è chi ama tanto essere definito "Maestro Venerabile", arrivando addirittura ad utilizzare tale titolo per apparire sulla stampa e vendere qualche libro.
C'è chi, invece, per fortuna, al massimo preferirebbe rimanere per tutta la vita "Apprendista" (oppure non avere nemmeno quel titolo) e dei titoli - in generale - se ne è sempre fregato alla grande.



8 marzo 2014

Il mistero del Re del Mondo e della mitica Agharta



Chi è il Re del Mondo che tutto sa e governa ?

Esiste davvero la mitica Aghartha o Agarthi – regno sotterraneo incontaminato e ove albergano perfezione, bellezza, pace e amore ed ove, appunto, il Re del Mondo vive, al riparo da occhi indiscreti ?

Pressoché tutte le culture, le tradizioni folkloristiche, le correnti gnostiche ed esoteriche ne parlano, anche se con nomi e forme differenti, per quanto solo eruditi studiosi ed esoteristi quali René Guénon, Alexandre Saint-Yves d'Alveydre e Ferdynand Ossendowsky, hanno tentato di penetrarne e raccontarne il segreto.

Il prof. Luigi Pruneti, docente, saggista, scrittore ed ex Gran Maestro della Massoneria italiana della Gran Loggia d'Italia, nel suo ultimo ed agile saggio edito da La Gaia Scienza e con prefazione del principe Tiberio Dobrynia, ovvero “Il mistero del Re del mondo e della mitica Aghartha”, ci presenta l'ampia letteratura a disposizione relativa a tale figura.

Pruneti esordisce con il mito della cosiddetta “Terra Cava”, ovvero l'idea – sviluppatasi in particolare nel corso dell'Ottocento in cenacoli teosofici, occultistici ed esoterici – che la Terra fosse cava e popolata da esseri viventi, talvolta esseri mitologici, talaltra draghi e/o rettili.

In particolare il Pruneti fa riferimento ad opere quali “La razza ventura”, bellissimo romanzo del barone Edward Bulwer-Lytton che racconta del popolo degli Ana, una razza superiore abitante il mondo sotterraneo; oppure alle celebri opere del romanziere d'avventura Jules Verne, quali “Viaggio al centro della terra” e “Le Indie nere”. Come ricorda il prof. Pruneti, già alcuni anni fa fu edito dalle Edizioni Mediterranee un ottimo volume dal titolo “Jules Verne e l'Esoterismo”, nel quale l'autore, Michel Lamy, racconta e dimostra come le opere del celebre scrittore francese racchiudano profondi significati esoterici e facciano riferimento a credenze e studi tipici di noti cenacoli esoterici quali, fra gli altri, la Società Teosofica fondata da Madame Blavatsky e la Massoneria.

René Guénon, Saint-Yves d'Alveydre e Ferdynand Ossendowsky, dicevamo, sono i maggiori studiosi del mito del Re del Mondo. Nelle loro opere - frutto di fonti orientali, afgane, indiane (d'Alveydre), mongole e tibetane (Ossendowsky) - tali studiosi delineano la figura del Re del Mondo quale una sorta di governatore occulto del Mondo, giudato da Dio, abitante di Aghartha, una terra somigliante a Lhasa, la dimora del Dalai Lama in Tibet. Terra di saggi e veggenti, Aghartha, che volendo sarebbero in grado di curare tutti gli infermi del pianeta e resuscitare i defunti.

Molti uomini, nel corso della Storia, hanno ricercato Aghartha e il Re del Mondo. In particolare in Tibet. Fra questi il barone Von Urgern-Sternberg, il quale lottò – ai tempi della guerra civile in Russia – contro l'armata rossa e tentò, invano, di raggiungere Lhasa, purtuttavia non riuscendovi in quanto fu fucilato dai russi prima di poterla raggiungere.

Il prof. Pruneti, nel suo saggio, ci fa notare come, di volta in volta, nel corso della Storia e delle tradizioni, il Re del Mondo sia stato identificato come il Prete Gianni - sovrano e sacerdote d'Oriente (forse indiano o etiope) – oppure come un discendente dei Re Magi, oppure ancora come un alleato di Genghiz Khan.

Il mito rimane e le fonti letterarie, storiche, esoteriche e religiose sono numerosissime e tutte citate dal prof. Pruneti stesso, sia nella documentata bibliografia che nelle ampie note a margine.

Il mito rimane, dicevamo, al punto da aver influenzato anche la cinematografia e la musica. Il regista Frank Capra, nel 1937, girò “Orizzonte perduto”, tratto dall'omonimo romanzo di James Hilton, ovvero la storia dell'equipaggio di un aereo dirottato in una sperduta valle del Tibet ove era celata la città di Shangri-La, i cui abitanti, estremamente longevi, vivevano – a differenza del mondo dei mortali – in una condizione di amore e felicità.

Nel 1973 il regista e scrittore Alejandro Jodorowsky girò “La montagna sacra”, film surrealista ove un ladro e nove ricchi, con l'aiuto di un alchimista, si mettono alla ricerca del cenacolo dei nove saggi della montagna, bramando il segreto dell'immortalità.

Il musicista Franco Battiato, appassionato di esoterismo nonché amico dello stesso Jodorowsky, nel 1979 incise il disco “L'era del cinghiale bianco”, nel quale è contenuta la canzone “Il Re del Mondo”, ove si incrociano critiche alla società dei consumi ed alla guerra e riferimenti alla tradizione sufi, ovvero la tradizione esoterica dell'Islam.

Evidenti riferimenti, ancora una volta, al mito in questione che, si dice, allorquando l'umanità precipiterà nelle barbarie e nelle violenze più turpi, riportetà Agharthi in superficie ed instaurerà una nuova Eta dell'Oro ove la pace e le prosperità trionferanno sull'ignoranza degli uomini.

Tutto ciò e molto altro ne “Il mistero del Re del Mondo e della mitica Agharta”. Ancora una volta Luigi Pruneti non delude, dunque, i suoi lettori più raffinati e curiosi.


Luca Bagatin (nella foto con il prof. Luigi Pruneti)



8 dicembre 2012

"Universo Massonico": compendio di Massoneria ed Esoterismo di Luca Bagatin. Con prefazione del Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM prof. Luigi Pruneti



Sta per uscire, a giorni, il  volume "Universo Massonico" (Bastogi editrice), che raccoglie gran parte degli articoli che ho pubblicato, dal 2005 ad oggi, in riviste specializzate esoteriche e soprattutto su questo blog.
Questo mio primo (e forse ultimo, chissà) libro sulla Massoneria, consta peraltro di una bellissima ed approfondita prefazione del Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM prof Luigi Pruneti.
"Universo Massonico" percorre e ripercorre le origini della Massoneria, trattando poi del significato dell'Iniziazione, del simbolismo massonico ed esoterico; dei simboli massonici ed esoterici disseminati nella letteratura ed in alcune opere musicali contemporanee, arrivando sino al falso scandalo P2 ed alla nefasta inchiesta Cordova, sfatandone e demolendone tutti gli aspetti complottistici, che ancora oggi girano nei mass media deformatori ed in rete.

Un'importante sezione raccoglie le biografie di Grandi Iniziati e massoni, restituendo loro lo spazio e l'importanza che meritano nel panorama spirituale, quali Cagliostro, Madame Blavatsky, Albert Pike, Ernesto Nathan, Saverio Fera, Giovanni Ghinazzi, Giordano Gamberini e Lino Salvini.
La parte finale comprende interviste che ho realizzato ad esperti del settore quali Nathan Gelb, autore di trhiller massonici di livello internazionale; Aldo A. Mola, massimo storico della massoneria in italia; Francesca Vigni, autrice dell'unico libro sulle donne e la massoneria; il prof. Luigi Pruneti, Gran Maestro della GLDI e la Gran Maestra della Gran Loggia Massonica Tradizionale Femminile d'Italia Gabriella Bagnolesi.

Per ricevere già il volume direttamente a casa (15 euro la copia) si può effettuare il pagamento alle seguenti coordinate, intestando il tutto a BASTOGI EDITRICE ITALIANA (specificando, nella causale "RICHIESTA DEL VOLUME "UNIVERSO MASSONICO" DI LUCA BAGATIN):

BANCOPOSTA
IBAN : IT 44 U 07601 1

5700 000011133717

C.C.P.
11133717

Appena effettuato è IMPORTANTE, per evitare ritardi o disguidi, che inviate copia della ricevuta del pagamento al numero di fax 0881/728119 oppure all'indirizzo mail bastogi@tiscali.it
Per eventuali contatti con il sottoscritto, potete scrivermi all'indirizzo mail burroughs279@yahoo.it

Luca Bagatin (nella foto con il prof. Luigi Pruneti)



20 marzo 2012

Fulcanelli svelato da Geneviève Dubois

Fulcanelli.
Nome mitologico certamente evocativo per la mente dei ricercatori dello Spirito, nella fattispecie degli studiosi di alchimia e di storia dell'arte e delle Cattedrali gotiche.
Fulcanelli, autore delle erudite opere quali "Il Misteri delle Cattedrali", "Le Dimore Filosofali" (in due volumi) e "Finis Gloriae Mundi", oggi disponibili per i tipi delle Edizioni Mediterranee, ma, nel passato, stampate in edizioni limitatissime e riservate a pochi esoteristi.
Fulcanelli è, per molti versi (per quanto non tutti), svelato nel libro-reportage di Geneviève Dubois, libraia ed appassionata di esoterismo, che le Edizioni Mediterranee hanno raccolto in Italia nel volume "Fulcanelli: svelato l'enigma del più famoso alchimista del XX secolo", con prefazione di Gianfranco De Turris.
Volume denso di documenti fra la fine dell'800 ed i primi del '900, epoca nella quale il Nostro visse, in una Francia dedita all'occulto ed alla teosofia, ovvero alla scienza del Divino, alla ricerca della propria identità spirituale.
Ma, partiamo dall'analisi del nome: Fulcanelli, ovvero traducibile dal francese pressapoco in "vulcain" e "soleil" - vulcano e sole - che suona piuttosto come "Fuoco del Sole".
Un mito, quello di Fulcanelli, custodito per secoli dal suo discepolo, ovvero dall'alchimista Eugène Canseliet, morto nei primi anni '80 del XX secolo.
Un mito che ha avuto origine, come spiega la Dubois, nell'ambiente degli adepti della Società Teosofica, dell'Ordine Martinista e della Massoneria di Memphis e Misraim, ovvero l'ambiente dei Papus, dei Marc Haven, degli Ambelain e dei René Guénon, ovvero di quei ricercatori dello Spirito che praticavano la Scienza sacra di Ermete Trimegisto e, dunque, l'Alchimia, capace di tramutare il vile spirito umano in spirito divino, perfetto, privo di impurità terrene e materiali.
Fra costoro vi erano Pierre Dujols (1862 - 1926), discendente della nobile famiglia francese dei Valois e proprietario della libreria esoterica "Librairie du Merveilleux", l'amico Jean-Julien Champagne (1877 - 1932), valente pittore ed artista, oltre che inventore e cultore della scienza e René Schwaller de Lubicz (1887 - 1961), egittologo ed alchimista.
Saranno loro tre, assieme al già citato Eugène Canseliet, con le loro ricerche e studi alchemici, nonchè relativi al simbolismo delle cattedrali, a far nascere e diffondere il mito del grande e dotto Fulcanelli.
Saranno dunque le ricerche teoriche e di laboratorio di Dujols e successivamente di Schwaller de Lubicz e di Champagne, a produrre quei risultati contenuti nelle opere "Il Mistero delle Cattedrali" (1926), pubblicato in sole 300 copie e "Le Dimore Filosofali" (1930), pubblicato in 500 esemplari.
Eugène Canseliet (1899 - 1982), già allievo di Jean-Julien Champagne, e futuro prefatore delle opere di Fulcanelli, custodirà sino alla morte il mito del suo Maestro. Dirà persino che Fulcanelli era un essere ultraterreno, immortale, un Adepto della Fratellanza Bianca, un vero Rosa-Croce giunto sulla terra per favorirne l'evoluzione spirituale.
Qualsiasi sia, in sostanza, l'autentica verità di Fulcanelli, ciò che conta è il contenuto delle opere che egli ci ha lasciato.
Opere che svelano il significato del simbolismo delle Cattedrali gotiche, il loro significato religioso, spirituale e filosofico, che affonda le radici nell'Antico Egitto, passando per i templi greci, romani, l'epopea cristiana e medievale. Opere di alta filosofia alchemica, adatte piuttosto al ricercatore istruito, che non si lascia scoraggiare dalle prime difficoltà interpretative.
L'opera-reportage di Geneviève Dubois ci fa assaporare l'epoca degli alchimisti e degli spiritualisti a cavallo fra il XIX ed il XX secolo e ci invita a proseguire il cammino che Fulcanelli - ovvero chi stava dietro alle sue opere - intraprese con grande sacrificio, dispendio di energie e persino di danaro, al fine di ricercare la Pietra Filosofale. Che è la scintilla divina in ciascuno di noi.

Luca Bagatin



11 settembre 2011

Helena Petrovna Blavatsky e la Società Teosofica


Nessuna vita può dirsi più avventurosa della sua. Nessuna vita può essere descritta come un vero e proprio romanzo d'appendice. Nessuna vita fu più ricca di spiritualità e di emozione di quella di Helena Hahn, futura Helena Petrovna Blavatsky, fondatrice della Socientà Teosofica.
Paola Giovetti, giornalista e scrittrice, esperta di tematiche esoteriche, ce la descrive magnificamente nella sua recente biografia - edita dalle Edizioni Mediterranee - "Helena Petrovna Blavatsky e la Società Teosofica".
Helena Hahn, di nobili origini, nacque nella Russia meridionale fra il 30 ed il 31 luglio del 1831. Spirito libero e ribelle che si manifestò sin in tenerissima età, sposò per sfida, a soli diciassette anni l'anziano generale Blavatsky, dal quale presto divorziò per seguire la sua vera vocazione: i viaggi e la spiritualità.
A soli diciassette anni, infatti, abbandonò la famiglia per visitare l'Asia Centrale, l'India, l'America del Sud e l'Africa, visitando le zone più impervie del pianeta.
Sin da bambina, peraltro, mostrò le sue doti di chiaroveggente e la capacità di parlare con quelli che saranno poi da lei definita i "Maestri" o "Mahatma", ovvero esseri viventi che in questa loro incarnazione avevano scelto di guidarla nel suo cammino verso il misticismo (il Maestro Koot Humi ed il Maestro Morya).
Tornata in patria, Helena Petrovna Blavatsky (o HPB, come amava firmarsi), dimostrò in suoi poteri di chiaroveggente all'intera famiglia e persino al suo scettico e positivista padre: ella era infatti in grado di produrre suoni o musica da qualsiasi oggetto volesse; ottenere fra le sue mani oggetti o lettere da lei distantissime (i famosi "apporti"); fornire risposte alle domande anche solo mentali dei presenti, far mutare di peso gli oggetti e le persone presenti.
HPB spiegò poi che tali fenomeni non erano da considerarsi "paranormali", bensì fenomeni latenti, presenti in ogni individuo e che lei era riuscita in qualche modo a risvegliare.
Madame Blavatsky non credette mai agli spiriti o ai fenomeni medianici, per così dire, ma dimostrò come questi fossero prodotti della mente umana e come i Maestri non fossero spiriti di anime morte, bensì esseri viventi che avevano scelto - in questa incarnazione - di guidarla.
Madame Blavatsky, peraltro, come ci racconta Paola Giovetti, nel 1851 era in Italia e fu assidua frequentatrice dei circoli repubblicani di Giuseppe Mazzini (di cui peraltro influenzò profondamente il pensiero spirituale, legato anche alla reincarnazione) e combettè persino nella battaglia di Mentana a fianco del generale Giuseppe Garibaldi (anch'egli profondamente affascinato da HPB e dalle sue dottrine spirituali) contro le truppe pontificie e lì fu ferita. Da allora HPB, fu solita indossare una camicia rossa "alla garibaldina".
Negli anni '70 dell'800 riprese i suoi viaggi verso Oriente, ove conobbe numerosi maestri spirituali e yogin. Sarà purtuttavia determinante il suo incontro con il colonnello americano Henry Olcott, profondo studioso di Massoneria ed esoterismo, di un anno più giovane di lei, che la porterà ad una svolta.
Assieme al colonnello Olcott (con il quale condivideva, oltre gli interessi e gli studi, anche la passione per il fumo, che non abbandonerà nemmeno in punto di morte), Madame Blavatsky intraprese un sodalizio spirituale destinato a durare negli anni al punto che Olcott l'aiuterà nella redazione della sua monumentale opera "Iside Svelata": condensato di scienza, spiritualità, cosmogonia, antropologia e religione che HPB riuscì a scrivere in trance, "sotto dettatura" dei Mahatma e per mezzo di apporti di documenti e libri rarissimi che solo lei riuscì a reperire (alcuni contenuti anche negli archivi segreti del Vaticano).
Nel 1875, su sollecitazione dei Mahatma, Olcott e HPB, fondarono a New York la Società Teosofica, associazione filantropica e adogmatica di studi esooterici, destinata a combattere il dogmatismo, il materialismo ed il bigottismo imperante.
Alla Società Teosofica erano (e sono tutt'ora) ammessi tutti coloro i quali avevano (hanno) desiderio di perseguire questi tre scopi: fondare un nucleo della Fratellanza Universale senza alcuna distinzione di razza, ceto sociale e sesso; studio non dogmatico delle religioni e delle filosofie e riscoprire i poteri latenti dell'individuo.
Successivamente HPB ed Olcott si trasferirono in India, ove iniziarono a fare proseliti ed a fondare il Quartier Generale della Società Teosofica, proprio allo scopo di risvegliare la coscienza spirituale del popolo indù, così ricco di tradizione vedica.
La Società Teosofica fondava il suo insegnamento sul karma, ovvero la legge di causa ed effetto e, dunque, sulla reincarnazione ed il ciclo delle rinascite.
Il Mahatma Gandhi stesso, futuro teosofo, raccontò nella sua biografia che fu grazie all'incontro con Madame Blavatsky se lesse per la prima volta la Gita, ovvero il testo fondamentale della tradizione indù. E fu grazie all'impulso della Società Tesofica se riuscì a conseguire l'unità nonviolenta del popolo indiano contro l'oppressione britannica.
Purtroppo, nel 1884, Madame Blavatsky e la Società Teosofica rischiarono di essere screditati a causa dei due coniugi Coulomb, prima fraternamente accolti da HPB, che trovò loro anche un'occupazione, ma che successivamente produssero delle lettere fasulle secondo le quali Madame Blavatsky stessa dichiarava di essere un'imbrogliona.
Tali accuse giunsero nelle redazioni dei giornali e gettarono grosso scandalo. Fu dunque avviata un'inchiesta dalla Society of Psychical Research (SPR) di Londra, la quale, per mezzo di Mr. Hodgson, effettuò una superficiale ricerca che portò a sostenere le tesi dei Coulomb e a dar credito alle loro lettere fasulle.
Sentitasi screditata, Madame Blavatsky piombò in un profondo stato di sconforto che la porterà presto alla morte. Occorrerà attendere il 1986, ovvero cento anni dopo, affinchè la SPR giunga a scusarsi con Madame Blavatsky, per mezzo delle loro autorevole rivista, nella quale, sostanzialmente, si smascherarono i Coulomb e si disse che HPB era una vera mistica e maestra spirituale.
Dopo l'"affare Coulomb", ad ogni modo, Madame Blavatsky, ormai malata, decise di tornare a Londra e di scrivere un nuovo testo: la monumentale "La Dottrina Segreta", ancora oggi testo fondamentale di ricerca esoterica e teosofica, oltre che scientifica.
A Londra, HPB, farà un altro incontro fondamentale per la sua vita, ovvero conobbe Annie Besant, fervente socialista ed attivista dei diritti civili e sociali delle donne e dei lavoratori. Annie Besant - già co-fondatrice della Società Fabiana e delle prime Logge Co-Massoniche in Inghilterra - aderì ben presto alla Società Teosofica e, alla morte di Madame Blavatsky, ne prese le redini e l'eredità spirituale.
Annie Besant fu protagonista delle prime lotte per l'indipendenza dell'India e per la causa anti-razzista ed anti-casta che pervadeva l'India dell'epoca.
Sarà Annie Besant, assieme al Reverendo Leadbeater, ad adottare e crescere il giovane Jiddu Krishnamurti, futuro filosofo e maestro spirituale conosciuto in tutto il mondo.
La sig.ra Besant e Leadbeater credevano infatti che, viste le sue profonde doti spirituali, Krishnamurti fosse il nuovo Messia, ma ciò divise la Società Teosofica fra favorevoli e contrari a tale tesi. In età adulta, ad ogni modo, fu lo stesso Krishnamurti che, pur offrendo riconoscenza ai suoi maestri, rifiutò di legarsi a qualsiasi istituzione ed a qualsiasi religione ed insegnò, per tutti gli anni '60, '70 ed '80 del '900, la libertà dai dogmi, dai condizionamenti e dalle istituzioni.
La biografia di Paola Giovetti ci parla di questo e di molto altro. Una sezione è peraltro dedicata al già teosofo e poi fondatore dell'Antroposofia Rudolf Steiner, oltre che dell'attuale situazione della Società Teosofica che conta, nel mondo, 30.000 soci di cui 1.100 in Italia.
Chi vi scrive è iscritto alla Società Teosofica Italiana da dieci anni. Se mi sono avvicinato politicamente e culturalmente al pensiero di Giuseppe Mazzini lo devo solamente ad Helena Petrovna Blavatsky ed alla teosofia: una scuola di elevazione morale ed interiore, utile a comprendere la Storia e la realtà molto più di quanto si possa credere.

Luca Bagatin



4 settembre 2011

La razza che verrà



Il mondo sotterraneo, l'Agarthi, la Loggia Bianca, il Re del Mondo, antiche conoscenze gnostiche e teosofiche che, nel corso dei secoli, hanno affascinato numerosi studiosi, esoteristi, Iniziati, occultisti e persino letterati.
Pensiamo ad esempio a Réne Guénon ed al Re del Mondo, che sosteneva regnasse nel mondo di sottoterra, popolato da esseri semidivini: vero e proprio centro spirituale celato alla vista degli uomini. Oppure l'occultista russa Helena Petrovna Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, la quale parlò della Loggia Bianca, la famosa Agarhi, la quale avrebbe dovuto ospitare semidei provenienti da Venere.
Ed ancora, Jules Verne, celebre per i suoi romanzi d'avventura basati sul tema del viaggio ed al quale, alcuni anni fa, abbiamo dedicato un articolo per la rivista di studi massonici “YR Magazine”, a dimostrazione di come nelle sue opere celasse profondi significati esoterici. Pensiamo infatti al "Viaggio al centro della Terra", vero e proprio romanzo massonico nel quale l'autore non solo ci parla della Terra Cava e, attraverso artifizi letterari, di Agarthi, ma desidera mostrare, per allegorie, il percorso dell'Iniziato verso gli Inferi - ovvero il suo Io interiore - per poi risalire alla luce della Conoscenza.
Verne, da buon autore ottocentesco, ovvero di quell'epoca nella quale le Società esoteriche ebbero a loro massima espansione, non fu l'unico ad avventurarsi su questo terreno. Pensiamo infatti alla scrittrice George Sand, legata alla Società Teosofica, ma anche al fondamentale Edward Bulwer-Lytton (1803 - 1873), politico liberale e fine esoterista legato ai Rosacroce.
Bulwer-Lytton, oltre ad aver scritto l'ottimo romanzo "Zanoni", ambientato fra Italia e Francia ai tempi della Rivoluzione Francese (condannandola e indicando invece una via spirituale per uscire da quel terribile e sanguinario conflitto), il cui protagonista è un autentico Rosa+Croce, scrisse un altro raro romanzo, ripubblicato recentemente in Italia in un'elegante edizione da Miraviglia Editore, ovvero "La Razza che verrà".
Al centro della narrativa de "La Razza che verrà" vi è proprio il mondo sotterraneo e la simbologia esoterica e gnostica è pregnante, pur presentando una struttura letteraria semplice e scorrevole.
E' la storia di un ereditiere statuintense che, per varie vicissitudini, si trova ad esplorare il sottosuolo. Qui, inaspettatamente, vi scorge una curiosa popolazione civilizzata dal curioso nome di Vril-ya, derivante appunto dal fluido energetico che utilizzano per la loro sopravvivenza: il vril, appunto. Ricordiamo, per inciso, che dell'esistenza del vril parlò anche Madame Blavatsky nella sua opera teosofica “La Dottrina Segreta”, ovvero di una forza divina che gli antichi maghi e saggi sapevano utilizzare sapientemente a scopi totalmente benefici.
Il protagonista, alter ego di Bulwer-Lytton, sarà dunque ospite nella casa del più ricco fra i Vril-ya, il quale, oltre a renderlo edotto della loro lingua, gli spiegherà il sistema politico e sociale di quell'amena comunità del sottosuolo.
Società divisa in An (maschi) e Gy (femmine), le quali sono molto più forti ed autorevoli degli An.
Le Gy, infatti, oltre ad essere fisicamente più alte, sono anche depositarie della cultura e della saggezza del loro popolo. Inoltre, durante il corteggiamento, spetta alle Gy fare il primo passo e scegliersi il loro timido compagno per poi sposarlo e rimanergli fedele per sempre. Una sorta di inversione rispetto agli usi e costumi della società ottocentesca e, forse, anche di quella attuale.
I Vril-ya non conoscono la democrazia e la disprezzano in quanto foriera di disuguaglianze e di bramosie di potere. Essi perseguono la felicità assoluta che è data, appunto, dalle potenzialità infinite del vril, che permette loro di realizzare invenzioni impensabili persino nella società più avanzata (quali ad esempio delle ali meccaniche da mettersi addosso per poter volare).
I lavori svolti dai Vril-ya non sono imposti da nessuno, ma liberamente scelti da ciascuno in base alle loro rispettive inclinazioni ed interessi. Persino i bambini svolgono mansioni utili alla comunità, la quale non conosce povertà in quanto tutti provvedono alle necessità di tutti. E' anzi il ricco a dover provvedere maggiormente alle necessità degli altri.
Grazie al vril, inoltre, essi possiedono degli scettri capaci di incenerire qualsiasi essere vivente, ma i Vril-ya rifiutano qualsiasi tipo di violenza, non solo nei confronti dei loro simili, ma di qualsiasi essere vivente a meno che non sia minacciata la loro incolumità.
Il Nostro sarà da loro soprannominato Tish, ovvero "Ranocchio" in quanto da loro ritenuto una forma vivente barbara, così come lo erano i loro stessi antenati, che avevano bramosia di potere ed invidia ed ebbero origine niente meno che dalla Rane.
Il sistema politico dei Vril-ya, in sostanza, si basa su consuetudini pacifiche e di autoregolazione che, ad ogni modo, sono supervisionata dal Tur, ovvero dal magistrato supremo che è scelto da uno dei membri del Consiglio dei Saggi, composto solitamente da Gy.
Il Nostro si troverà in difficoltà solamente allorquando la giovane Zee, la Gy più colta ed altruista fra tutte le Gy, si innamorerà di lui...
“La razza che verrà”, oltre ad essere un romanzo esoterico, può essere anche considerato un trattato di vera e propria filosofia spirituale. E' un percorso alchemico che porta alla trasformazione interiore dell'individuo in Essere Spirituale tramite la conoscenza del vril. Questi saranno infatti gli uomini e le donne della razza che verrà: evoluti interiormente e capaci di utilizzare le energie e le conoscenze per portare l'Umenità verso il bene comune.
La scoperta dellla Divinità insita in ciascuno.

Luca Bagatin



12 gennaio 2011

Giuseppe Mazzini, il Partito Repubblicano Italiano e la Massoneria


Mi sono recentemente imbattuto in un dibattito sul web alimentato dall'amico repubblicano Enzo Baccioli relativamente al rapporto fra Giuseppe Mazzini, il Partito Repubblicano Italiano e la Massoneria.
L'amico Enzo ha da subito voluto evidenziare la non appartenenza del Mazzini alla Massoneria la quale, a parere di Enzo, è un'Associazione "etico-morale" incompatibile con l'appartenenza ad un partito politico.
Ho fatto notare all'amico Baccioli che, innanzitutto, la Massoneria è un'Istituzione adogmatica ed apolitica a carattere non già "etico-morale" (termini che si addicono piuttosto a regimi totalitari), bensì spirituale.
In seconda battuta, a proposito del Mazzini massone, le opinioni degli storici sono tutt'ora discordi, visto che non vi sono concrete prove nè della sua appartenenza alla Libera Muratoria, nè della sua non appartenenza. Ci sono, infatti, autorevoli studiosi che sostengono che Giuseppe Mazzini fu iniziato "sulla spada" (ovvero senza alcun rituale massonico) nella fortezza di Priamar, a Savona, dal massone Passano.
Ciò che è purtuttavia certo è che Mazzini, massone o meno, era dotato di una profonda sensibilità spirituale intrisa di cristianesimo gnostico, la quale giunse persino ad influenzare le teorie spirituali di Helena Petrovna Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, che il Mazzini conobbe a Londra e con la quale collaborò al punto che la Blavatsky partecipò attivamente alla battaglia di Mentana fra le truppe garibaldine (e fu iniziata alla Libera Muratoria dallo stesso Generale Giuseppe Garibaldi, il quale risultò profondamente affascinato dalle teorie teosofiche relative alla reincarnazione).
Giuseppe Mazzini, certo, pur condividendone le finalità spirituali, non simpatizzò mai troppo per la Massoneria, ma ciò unicamente in quanto la considerava troppo elitaria. Il Mazzini, infatti, anelava ad una Massoneria di Popolo, aperta alle giovani menti ed alla società nel suo complesso, che si occupasse di diffondere ed infondere negli individui il messaggio Universale di Pace, Amore e Fratellanza senza distinzione alcuna.
L'amico repubblicano Enzo Baccioli, nel suo articolo sul web, poi, sostiene che il Mazzini carbonaro si discostò dalla Carboneria (che è una derivazione della Massoneria che, a differenza di questa, si rifà al simbolismo dei boschi) in quanto la considerava "una specie di P2 della Massoneria". Nulla di più errato e ciò per due essenziali motivi: la Loggia Propaganda fu fondata diversi anni dopo la morte del Mazzini, ovvero nel 1877 e proprio dal mazziniano Giuseppe Mazzoni. Inoltre vi è da dire che il giudizio storico e politico relativo alla Loggia P2 (Loggia regolare del Grande Oriente d'Italia, tutt'altro che segreta) non è ancora concorde e definitivo.
Altri aspetti che non ho condiviso del discorso di Baccioli sono quelli relativi alla "strumentalizzazione del mazzinianesimo e del PRI da parte della Massoneria". Nessuna strumentalizzazione nè vi fu nè vi sarebbe potuta essere in quanto la Massoneria non si occupa affatto di politica e ciò proprio per evitare divisioni profane al suo interno e garantire piena serenità d'animo ai suoi affiliati nelle cosiddette Tornate di Loggia.
Vero è però che nel PRI vi erano e vi sono tutt'ora numerosi massoni e trovo oltremodo assurdo il discorso di Enzo Baccioli relativo all'incompatibilità di appartenenza dei massoni ad un partito politico.
Iniziamo con il dire che, solo i regimi ed i partiti totalitari (nazista, fascista, comunista, socialista quando era di ortodossia marxista) impedirono ai propri affiliati di appartenere alla Massoneria. E ciò per un preciso motivo, ovvero in quanto questa era foriera non solo di libertà individuale, ma persino di libertà spirituale e di pensiero. La Massoneria ed i massoni, infatti, furono e sono perseguitati in ogni regime dittatoriale del mondo, sia esso di destra o di sinistra.
La Massoneria, in questo senso, è infinitamente superiore ad ogni partito politico e racchiude in essa l'essenza di tutte le Tradizioni e Scuole di Pensiero d'Occidente ed Oriente.
Persino il Tricolore della bandiera italiana, tanto amato da Giuseppe Mazzini e decretato nel 1797 a Reggio Emilia, fu coniato dal massone conte di Cagliostro e la prima bandiera tricolore recava, e non a caso, i simboli massonici di Squadra e Compasso.
I concetti mazziniani di "Dio e Popolo", poi, sono concetti profondamente massonici e non esiterei a definirli cagliostriani.
Mazzini fu, infatti, come ho spiegato all'inizio dell'articolo, un Grande Iniziato indipendentemente da fatto che fosse massone o meno. Egli aveva già di per sè interiorizzato i principi delle grandi Tradizioni iniziatiche ed esoteriche e ciò è e fu alla base del suo pensiero umanitario e politico di emancipazione individuale e sociale.
La Massoneria non discute nè di politica nè di religione, lo ribadiamo, semplicemente per evitare divisioni fra Fratelli. Essa le trascende per mezzo di rituali che sono utili al perfezionamento individuale in questo mondo materiale.
In Loggia si è uomini e donne affratellati. Nel mondo profano si fa quel che si ritiene giusto fare. Bene però sarebbe ricordare di avere “un piede in terra ed uno in cielo”.
La fedeltà cieca ad un partito o ad un'ideologia politica (e dunque profana), invece, equivale alla schiavitù della propria mente e della propria coscienza.
La fedeltà ad un principio sia esso morale e/o spirituale, se compreso ed interiorizzato, è utile ad una vita retta.
E' con ciò e per ciò che ritengo la Massoneria l'unica grande Istituzione umanitaria in grado di perpetrarsi nei secoli a venire e di evolversi all'unisono con il sentire dei singoli affiliati.
Oltrettutto è l'unica organizzazione universale in grado di far dialogare pacificamente ed amorevolmente persone diversissime fra loro per cultura, educazione, fede religiosa, orientamento sessuale, ceto sociale, credo politico.

Luca Bagatin



2 ottobre 2010

"Maria Montessori": una biografia di Paola Giovetti



Paola Giovetti, giornalista e scrittrice specializzata nel campo dell'esoterismo e della spiritualità, con il suo "Maria Montessori - una biografia", edita dalla prestigiose Edizioni Mediterranee, ha realizzato un'opera agile e completa sull'educatrice italiana per eccellenza.
Maria Montessori (1870 - 1952) è stata, infatti, pioniera nell'educazione dei bambini - a cominciare da quelli disabili - e nel massimo sviluppo della loro creatività, psiche e spiritualità.
Paola Giovetti, oltre a raccontare la vita di Maria Montessori, dalla nascita sino alla sua sua attività professionale in campo medico e pedagogico, ci parla del fondamentale rapporto fra la Montessori e la Società Teosofica, istituzione spirituale fondata in India alla fine dell'800 da Madame Blavatsky e dal Colonnello Henry Olcott e di come questo rapporto abbia fortemente condizionato il suo metodo educativo. Metodo fondato sull'osservazione dei bambini e sullo sviluppo massimo della loro personalità, lontano da ogni tipo di autoritarismo o costrizione.
Paola Giovetti ci racconta infatti i dieci lunghi anni passati da Maria Montessori e dal figlio Mario in India, ospiti proprio dei teosofi e del loro Presidente George  S. Arundale e della moglie Rukmini Devi, allorquando furono costretti all'esilio dall'Italia fascista.
E nel libro un'ampia sezione è dedicata proprio a Mario Montessori, figlio che Maria ebbe da una relazione con il medico Giuseppe Montesano. Mario, infatti, fu praticamente il primo insegnante del "Metodo" Montessori in India, nonché Presidente dell'Associazione Montessori Internazionale finchè visse, ovvero sino al 1982.
Nella biografia scritta da Paloa Giovetti, si incrociano personalità quali il Mahatma Gandhi ed il poeta Rabrindanath Tagore, che furono fra i primi a sostenere - a livello internazionale - il "Metodo" educativo Montessori ed a ritenerlo il principale passo per un'educazione fondata sulla pace e la fratellanza universale fra gli individui.
Lontana da ogni dogmatismo, Maria Montessori, fu fervente femminista, teosofa pur rimanendo cristiana, ma si contrappose anche pubblicamente ai dogmi della Chiesa cattolica. E degno di nota è il rapporto che la Montessori ebbe con la Massoneria (di cui, peraltro, la Società Teosofica è parte integrante), in particolare quella statunitense, al punto che il suo primo discorso negli Stati Uniti d'America lo tenne presso il Tempio Massonico di Washington nel 1914.
Maria Montessori, fondatrice delle "Case dei Bambini" nel 1907, ci ha lasciato, dunque, un'eredità importante e che, purtroppo, è riconosciuta più all'estero che nella nostra Italia. E ci ha lasciato un'importantissima massima che anche Paola Giovetti rammenta: "Il bambino è il padre dell’uomo, perché ognuno di essi è in realtà il padre dell’adulto che sarà; il futuro ed il progresso dell’umanità non dipendono più dalla trasmissione del sapere e dei modelli comportamentali da parte dell’adulto ai bambini, diventano i bambini i veri protagonisti dell’evoluzione del progresso civile, i soggetti che a pieno titolo sono portatori del loro progetto di auto-educazione e rinnovamento sociale.
Questa capacità creativa è comune a tutti i figli dell’uomo, in qualsiasi parte della terra, in qualunque condizione sociale o culturale si trovino".

Luca Bagatin



2 settembre 2010

"Teosofica.org: il sito ufficiale della Società Teosofica Italiana": articolo di Luca Bagatin tratto dal numero 6 di "Secreta Magazine" del dicembre 2009

Teosofica.org: il sito ufficiale della Società Teosofica Italiana

di Luca Bagatin

tratto dal numero 6 di "Secreta Magazine" del dicembre 2009

Il simbolo della Società Teosofica ed i suoi fondatori: Madame Helena Petrovna Blavatsky ed il colonnello Henry Olcott

Che cos'è la Teosofia ?

Forse è più facile e semplice cominciare con il dire che cosa non è.

Non è una religione, non è una filosofia, non è una scienza.......e allora ?


Radha Burnier, attuale Presidente Internazionale della Società Teosofica ha coniato la seguente definizione: 'La Teosofia non è un genere di filosofia vuota, o una nuova setta o religione, ma ha a che fare con l'imparare qualcosa sulla vita e con la realizzazione della sua bellezza e del suo significato. Quelli che la lavorano in questo senso diventano una luce che irradia amicizia e armonia, gentilezza e amore in atto verso tutti. Se quello che studiamo non porta un tale cambiamento sulla qualità delle nostre relazioni e del nostro atteggiamento, allora c'è qualcosa che manca nel nostro modo di capire la Teosofia'.

Anticamente, la Teosofia, o sapienza divina era considerata la dottrina cardine per entrare in contatto con il Divino per mezzo dell'esperienza mistica.

Fu nel 1875, allorquando l'occultista russa Helena Petrovna Blavatsky ed il colonnello americano H.S. Olcott, fondarono in India - nei pressi di Madras - e successivamente a New York quella che denomineranno Società Teosofica, che essa divenne un'Istituzione o Ente Morale. Entrambi ispirati dai Mahatma orientali Koot Hoomi e Morya.

Non è qui nostro compito addentrarci nello specifico nella dottrina esoterica della Società Teosofica, che è ad ogni modo composta da un sincretismo di insegnamenti vedici, buddhisti, cristiano-esoterici e neoplatonici, i cui fini ultimi sono fondamentalmente tre: formare un nucleo della fratellanza universale dell'umanità senza distinzioni; incoraggiare lo studio comparato delle religioni, filosofie e scienze ed investigare le leggi inesplicate della natura e le facoltà latenti nell'uomo.

Vogliamo qui semplicemente presentare un sito dalla grafica semplice e pulita, oltre che dai ricchi contenuti teosofici: parliamo di www.teosofica.org , ovvero quello della Società Teosofica Italiana, la quale fu fondata nel 1902 ed ha sede nazionale a Vicenza, in Viale Quintino Sella.

Il sito si presenta dunque - in home page - con l'immagine della copertina mensile della Rivista della Società stessa. E dunque è modificata ogni primo giorno del mese. Immagine accanto alla quele troviamo la riproduzione delle due colonne che si trovano all'ingresso della sede della Società Teosofica Internazionale - ad Adyar in India - e che recano rispettivamente le iniziali dei due fondatori: HSO (Olcott) e HPB (la Blavatsky). Colonne che, allegoricamente, si riferiscono in qualche modo alle colonne Boaz e Jakin del Tempio di Salomone.

Poco più sotto troviamo, ordinatamente disposte, le varie sezioni del sito: Società Teosofica (che dà una panoramica sulla storia della Società) all'interno della quale troviamo delle ottime sotto-sezioni: Dichiarazione del principi dell'Associazione; Libertà di Pensiero; Libertà dalle Identificazioni; Significato del nome Teosofia; L'emblema della Società Teosofica, con una minuziosa spiegazione dei simboli esoterici che lo compongono come il Serpente, il Sigillo di Salomone, la Swastika, la Croce Ansata; Alcuni elementi del metodo teosofico, nella quale riscontriamo una descrizione dei principi di tolleranza, assenza dell'interesse economico e trasparenza; Qualche nome di teosofo famoso, con un ampio elenco di teosofi famosi che si sono distinti nei vari campi: dalla letteratura (come L.F. Baum, Yeats, Lewis Carroll ecc...) passando per la scienza (es. Thomas Edison), la psicologia (es. Roberto Assagioli), la pittura (es. Gauguin), la politica (es. Annie Besant, Gandhi), e altri ancora come Maria Montessori che nel suo metodo d'insegnamento adottò ed applicò il metodo teosofico.

Proseguendo nell'analisi delle sotto-sezioni in questione troviamo ancora: Gli scopi della Società Teosofica; L'Organizzazione Generale della S.T., ovvero i suoi organi dirigenti ed elettivi, le sue proprietà ed i suoi Centri di Studio e Ricerca; La Società Teosofica Italiana, ovvero gli anniversari da essa festeggiati, nonché il suo indirizzo e recapito telefonico; I Maestri di saggezza ed i discepoli, ovvero il concetto di Maestro e Discepolo in Teosofia; Fratellanza, ovvero il significato profondo della Fratellanza teosofica, comprendente anche un testo dell'eminente esponente della Società, reverendo Leadbeater. Per finire abbiamo la sotto-sezione Disinformazione su Teosofia e Società Teosofica, che getta luce su tutto il ciarpame che si racconta in giro, specie su certi media mistificatori, della Teosofia come una setta e dei teosofi come dei cospirazionisti.

Tornando a bomba, le altre sezioni di Teosofica.org riguardano i Libri e la letteratura teosofica (divisi in: testi introduttivi, medi, specialistici, superiori, etici, letterari, in modo da permettere al profano e/o al neo-associato di approfondire gradatamente le tematiche trattate); Eventi e Convegni (area riservata ai soci ed ai profani per mezzo di un'apposita registrazione on-line) per essere sempre aggiornati sugli appuntamenti principali della S.T.I.; Indirizzi Internazionali, con l'elenco ed i relativi indirizzi e recapiti mail di tutte le Sedi internazionali della Società Teosofica e del suo Quartier Generale; Rivista Italiana di Teosofia, che è l'organo ufficiale mensile della S.T.I.. Ed in questa sezione possiamo trovare l'indice degli articoli e le tematiche spirituali ed esoteriche trattate - mese per mese - dal Segretario Generale Antonio Girardi e da autorevoli soci o collaboratori; Galleria Storica che comprende un excursus storico della Società, la sua origine, l'elenco dei Presidenti Internazionali dalla sua fondazione ad oggi, una piccola biografia di Madame Blavatsky e del colonnello Olcott, la storia della Società Teosofica Sezione italiana, una piccola galleria di immagini di teosofi famosi e dei convegni teosofici d'oggi, nonché i primi verbali della prima convocazione della Sezione italiana del 1902.

Immancabile, fra le sezioni, la presentazione de “La Dottrina Segreta” di Helena Blavatsky, che, assieme a “Iside Svelata”, è considerata la Bibbia della Teosofia. Gli Spunti di riflessione, con dottissimi articoli scaricabili in pdf sui principali testi e principi teosofici, sui Misteri di Eelusi e sulla vita di Madame Blavatsky (molti dei quali scritti dallo storico Segretario Generale, il triestino Edoardo Bratina).

Per finire abbiamo gli indirizzi delle Sedi e Gruppi teosofici italiani, presenti praticamente in tutte le Regioni d'Italia ed i Contatti, con un apposito modulo on-line con il quale poter porre domande, quesiti o richieste, direttamente alla Sezione italiana della Società Teosofica (e vi garantisco che la risposta arriverà pressoché immediata).

Teosofica.org è dunque il classico sito di un'Associazione – per quanto esoterica o spirituale - dei suoi principi e dei suoi scopi. Un modo per immergersi in una realtà purtroppo ancora oggi scarsamente conosciuta dai più, ma che è patrimonio della nostra Storia e di quella dell'Umanità intera.


Luca Bagatin



26 marzo 2010

"La Massoneria e gli Antichi Misteri": un saggio di Charles W. Leadbeater alla ricerca delle origini della Libera Muratoria


Charles W. Leadbeater (1854 - 1934) con indosso i paramenti del Rito Scozzese Antico ed Accettato ed il libro che fece pubblicare nel 1926

"La Massoneria e gli Antichi Misteri" di Charles W. Leadbeater, edito in Italia dalla Atanor ed a cura di Mariano L. Bianca, è certamente testo fondamentale per tutti coloro i quali - massoni o meno - vogliano comprendere ed approfondire le radici dell'istituzione Libero Muratoria.
Leadbeater ripercorre la storia, i rituali ed i contenuti degli Antichi Misteri: Egiziani, Cretesi, Ebraici, Greci, Mitraici, Cristiani ed in ciascuno di essi è possibile riscontrare profonde analogie con i rituali ed i contenuti della moderna Massoneria che - ufficialmente - nacque nel 1717 nella Taverna dell'Oca e della Graticola.
Il percorso di Leadbeater segue principalmente due direttive: spirituale ed antropologica.
Profondi sono infatti i significati spirituali degli Antichi Misteri: dal culto della triade Iside, Osiride ed Horus sino al panteismo greco-romano.
L'obiettivo finale dell'Iniziato, infatti, non è che la ricerca del Divino, ovvero di quella parte profonda entro sé stesso che gli esplichi il significato primo della sua esistenza terrena.
Charles W. Leadbeater, da buon teosofo e fra i fondatori della Società Teosofica (oltre che 33esimo grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato), non può non parlarci anche di reincarnazione e della lettura degli Antichi Misteri alla luce di questa conoscenza spirituale già in possesso degli Egizi (ed insegnata finanche dal Maestro Gesù - detto Il Cristo - prima che la Chiesa cattolica arrivasse a mistificare i Suoi antichi insegnamenti).
Molto interessante, poi, l'excursus dell'autore relativamente alla diffusione degli Antichi Misteri nel Medioevo mediante le Glide dei costruttori di cattedrali ed i famosi Maestri Comacini e via via il Templarismo, il Rosacrocianesimo ed tutte quelle correnti occulte che si svilupperanno in gran segreto al fine di evitare le sanguinose persecuzioni dell'Inquisizione cattolica.
Excursus che giunge sino alla fondazione ufficiale della Massoneria inglese ed alla sua diffusione in Europa e nelle Americhe e dei relativi Riti fra cui - il principale - quello Scozzese Antico ed Accettato.
Degne di nota le riflessioni conclusive del Leadbeater relativamente alla necessità dell'entrata delle donne in Massoneria, come già avvenne ed avviene nelle Logge Co-Massoniche di cui fu eminente membro la Sorella Annie Besant, già Presidente mondiale della Società Teosofica fra il 1907 ed il 1933.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini