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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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21 dicembre 2015

Solstizio d'Inverno

Oggi ho ricevuto via mail il seguente testo, che desidero riproporvi con i miei migliori auguri di buone festività solstiziali.

L. B.

Siamo al Solstizio d’Inverno, dal latino sostitium, composto da sol-, “sole” e -sistere, “fermarsi”, che quest’anno cade o meglio si eleva, poiché in astronomia il sole raggiunge, si declina al massimo lungo l’eclittica, esattamente alle 05,48, ora italiana, di martedì 22 dicembre.

Se avete un po' di pazienza e voglia di leggere, vi voglio porgere i miei auguri facendo una banale dissertazione sui significati di questa ricorrenza. Cerchiamo sempre di usare tolleranza poiché questo ci permette di conoscere l’altrui punto di vista e lo spirito muratorio è e deve essere fondato sul valore in aggiunta e non sulla negazione e depauperazione dell’essere e dei suoi valori e questo ce lo insegna molto bene anche la cristianità.

Il solstizio è importante da tutti i punti di vista.

Astronomicamente il Solstizio d’Inverno dà inizio alla stagione invernale, anche se meteorologicamente l’inverno inizia con il 1° di dicembre. E’ il giorno più corto dell’anno, anche se apparentemente ci appare tale il 13, Santa Lucia, nel quale giorno il tramonto è anticipato, ma non la durata complessiva del tempo di luce solare.

La notte più lunga dell’anno significa che, da quel momento, la Luce inizia a riacquistare vigore, aumenta la durata come tempo di esposizione luminosa, rispetto alle ore di buio. Lentamente, in circa tre mesi, l’allungarsi del periodo di luce porterà la durata del giorno ad equiparasi a quella del periodo di notte e poi la Luce a sopravanzare nettamente il buio, fino al Solstizio d’Estate, per poi riperdere vigore sino al prossimo solstizio …

Questa alternanza di Luce ed oscurità ha sempre infiammato le nostre meningi e originato speculazioni, filosofia, credenze e substrati religiosi sin dall’antichità.

Per molti popoli il Solstizio d'Inverno è il passaggio dalle Tenebre alla Luce, è da questo giorno che il sole resta progressivamente sempre più a lungo nel cielo allungando così le nostre giornate. Questa è una festa di luce, dai profondi messaggi iniziatici ed esoterici legati al risveglio interiore. Secondo la tradizione cristiana le porte Sostiziali sono controllate dai due Giovanni; il Battista al solstizio estivo e l'Evangelista a quello invernale. Il solstizio stesso è chiamato "la porta", un tempo custodita dal guardiano Giano Bifronte (con l'avvento del cristianesimo il romano Giano dai due volti ha ceduto il posto ai due Giovanni) che sono il simbolo di una contemporanea esistenza di due dimensioni, che durante i solstizi si congiungono e le porte sono aperte ed è permesso il varco.

In Scandinavia, La festa di Juul era una festa pre-cristiana che celebrava il solstizio d'inverno con l'accensione di fuochi. I fuochi erano destinati a simboleggiare la proprietà vivificante del calore e luce del Sole. La parola "Juul" è l'origine della parola "Yule", che significa "Natale".
I cristiani hanno cercato di sostituire le celebrazioni pagane esistenti con il Natale, celebrando in quel periodo la nascita di Gesù, conosciuta come la "vera luce del mondo".

In realtà, in molte culture e tradizioni religiose, il solstizio d'inverno è utilizzato per segnare l'inizio di un anno. Il solstizio d'inverno significa rinascita , un tema che può essere trovato in molti festeggiamenti invernali: il Sol Invictus per i pagani; i Saturnalia nell'antica Roma (dal 17 al 23); il Natale per il cristianesimo; Yule nel neopaganesimo.

In Gran bretagna, a Stonehenge, sopravvivono gli imponenti ruderi di un tempio druidico: due cerchi concentrici di monoliti che raggiungono le 50 tonnellate. L'asse del monumento è orientato astronomicamente, con un viale di accesso al cui centro si erge un macigno detto "pietra del calcagno" (Heel Stone, detta anche Fryar's Heel, Tallone del frate). Al solstizio d’estate il sole si leva al di sopra della Heel Stone. Stonehenge, insomma, sarebbe non solo un tempio, ma anche un calendario.

A Nabta Playa vi è un circolo calendariale, dove due monoliti hanno allineamento Nord-Est in direzione del sorgere del sole il 21 giugno e risulta essere più antico di Stonehenge di almeno mille anni.

Tracce di culti solari si incontrano in tutto il mondo, dalla Polinesia all’Africa alle Americhe e giungono fino ai nostri giorni: per gli eschimesi il Sole è la Vita mentre la Luna la Morte, in Indonesia il Sole si identifica con un uccello e con il potere del volo, tra le popolazioni africane primitive la pioggia è il seme fecondatore del dio Amma, il Sole, creatore della Terra.

Per gli Inca, la divinità Inti è il Sole, sovrano della Terra, figlio di Viracocha, il creatore, e padre della sua personificazione umana, l'imperatore. Attorno a Cuzco, capitale dell'impero, sorgono i "Mojones", torri usate come "mire" per stabilire i giorni degli equinozi e dei solstizi. A Macchu Picchu, luogo sacro degli Inca, si può ancora vedere il "Torreon", una pietra semicircolare incisa per osservazioni astronomiche, e l'"Intihuatana", un orologio solare ricavato nella roccia.

Per i Maya il Sole è il supremo regolatore delle attività umane, sulla base di un calendario nel quale confluiscono credenze religiose e osservazioni astronomiche per quell'epoca notevolmente precise.

Tra gli indiani d’americal Sole è simbolo della potenza e della provvidenza divine. Presso gli Aztechi è assimilato a un giovane guerriero che muore ogni sera e ogni mattina risorge, sconfiggendo la Luna e le stelle; per nutrirlo il popolo azteco gli offriva in sacrificio vittime umane. Leggende analoghe, anche se fortunatamente meno feroci, si trovano ancora tra le popolazioni primitive nostre contemporanee. Gli stessi Inuit (eschimesi) ritenevano fino a poco tempo fa che il Sole durante la notte rotolasse sotto l'orizzonte verso nord e di qui diffondesse la pallida luce delle aurore boreali: convinzione ingenua, ma non del tutto errata, visto che è stato studiato come le aurore polari siano proprio causate da sciami di particelle nucleari proiettate nello spazio ad altissima energia dalle regioni di attività solare. Tutto il culto degli antichi Egizi è dominato dal Sole, chiamato Horus o Kheper al mattino quando si leva, Ra quando è nel fulgore del mezzogiorno e Atum quando tramonta. Eliopoli, la città del Sole, era il luogo sacro all'astro del giorno, il tempio di Abu Simbel fatto costruire da Ramses II nel tredicesimo secolo avanti cristo, era dedicato al culto del Sole.

Il Solstizio d‘Inverno è una festa del ciclo solare che cade quando le ore diurne sono al loro minimo, mentre le notti sono più lunghe; si può dire che dal punto di vista celtico, o comunque del mondo antico, l’alternanza del periodo luce – buio e l’alternanza Samos – Giamos fanno parte degli eventi naturali e hanno quindi un’influenza sugli atteggiamenti umani.

Anche se il Solstizio d’inverno, a primo acchito, può apparire come il Trionfo del buio sulla luce, in realtà è il momento nel quale le giornate ricominciano ad allungarsi e le notti ad accorciarsi; è un momento di passaggio che prelude al cambiamento, un segno di risveglio e di gioia, anche se le notti saranno ancora lunghe per un po’ di tempo. L’eterno ciclo notte – giorno, buio – luce, freddo – caldo, morte – rinascita, fa parte della natura e quindi affonda nel cuore della cultura celtica.
Plinio il Vecchio descrive la cerimonia della raccolta del vischio presso i celti; i druidi vestiti di bianco tagliano con un falcetto d’oro il vischio dagli alberi su cui si trova, deponendolo su dei panni bianchi. La cerimonia viene fatta nelle notti con la luna splendente e termina con il sacrificio del toro bianco. Siamo in un periodo dell’anno segnato dalla forte contrapposizione buio – luce, il vischio si presenta di un bel colore verde in mezzo agli alberi che nella stagione invernale perdono le foglie: è quindi un trionfo della vita in mezzo alle piante spoglie in riposo.

Siamo in un momento estremamente importante e denso di significati. Il solstizio, in celtico Yule, rappresenta un passaggio fondamentale per tutte le persone impegnate sul sentiero spirituale, da comprendere ed interiorizzare. È il momento in cui la luce vince l'oscurità, il momento in cui la dea partorisce il bambino sacro, il momento in cui la vibrazione della speranza si diffonde come un'onda sulla Terra. Passaggio essenziale sulla Ruota dell'anno, il miracolo del sole che nasce è celebrato ancora oggi in tutto il mondo, con riti che variano da cultura a cultura, pur mantenendo intatto il messaggio di base.

Siamo alla Natività di Cristo, non a caso, è celebrata, pure con storica esattezza, il 25 dicembre, a pochi giorni da Yule.

Importante, a questo punto, è ricordare il culto di MITRA, culto che ha origini molto antiche, intorno al 1400 a.C. Come forma originaria indo-persiana e che ha poi avuto una profonda rielaborazione romana con le religioni misteriche databili dal I° secolo avanti cristo sino al V° secolo di era volgare. Molto può servire di confronto e di confusione, Mitra è nato da una vergine, al solstizio d’inverno “Shab-e-Yalda o il 25 dicembre, ma è nato adulto. Nel mito zoroastriano è rappresentante del divino Ahura-Mazda, è il “Giudice delle anime”, protettore della verità e dei giusti dalle forze demoniache. Da ultimo consideriamo anche che Mitra nasce da una roccia affiancato da due testimoni assistenti mitologici e Cristo è onorato alla nascita dai pastori, in entrambi i Culti è presente il battesimo, anche se in forme e con valenze differenti.

Nella storia di Maria che dà alla luce Gesù, simbolo di rinascita e speranza per tutti i cristiani, possiamo leggere una metafora di ciò che accade in natura. Troviamo la stessa metafora raccontata nei miti pagani, secondo cui il vecchio sole muore, per lasciare il passo al sole bambino, che nasce all'alba del Solstizio dal grembo di Madre Terra. Questa storia di vita, morte e rinascita è la stessa che ha ispirato il mito egiziano di Iside, Osiride ed Horus. Quest'anno, durante il portale solstiziale, assisteremo ad un altro evento magico ed pregno di significati. Il 25 dicembre, notte del Santo Natale, potremo godere di una magnifica luna piena. Si tratta di un evento che non accadeva dal 1977 e si ripeterà solo nel 2034. Quest'anno la Dea, dopo aver donato al mondo il frutto del suo grembo, si mostra a noi nella sua veste più bella. Mentre il sole, simbolo del maschile, rinasce dall'utero della Dea, la luna, simbolo del femminile, raggiunge la pienezza. La luna piena di dicembre è conosciuta anche come luna fredda o luna della neve.




23 dicembre 2014

Buon Natale ! Feliz Navidad ! Amor, Libertad y Revolucion (Bolivariana) !

Ma ve li immaginate, da noi, in Italia, Renzi e Napolitano che fanno un discorso presidenziale natalizio al contempo così semplice e così profondo, magari davanti ad un tradizionale presepe ?




FELIZ NAVIDAD !
VIVA CHAVEZ E LA REVOLUCION BOLIVARIANA !
VIVA L'AMOR Y LA LIBERTAD !



17 dicembre 2014

La Filosofia del Natale nell'ultimo saggio del prof. Claudio Bonvecchio

La filosofia è fondamentalmente amore per la sapienza e la sapienza, già di per sé stessa, trasforma le persone, l'animo umano, arricchendolo.

Queste le premesse del prof. Claudio Bonvecchio – Professore Ordinario di Filosofia delle Scienze Sociali presso l'Università degli Studi dell'Insubria di Varese e Como e Grande Oratore della Massoneria del Grande Oriente d'Italia – che, mercoledì 17 dicembre scorso, a Roma, presso “Casa Nathan”di Piazzale delle Medaglie d'Oro 44 ha presentato il suo ultimo saggio: “Filosofia del Natale” (Alboversorio Editrice).

Incalzato dall'ottimo Gran Bibliotecario del Grande Oriente d'Italia Bernardino Fioravanti, il prof. Bonvecchio ha presentato all'uditorio un testo agile ed unico nel suo genere. Un testo che vuole tornare alle origini spirituali, gnostiche e sacre della festività nazalizia, che trae le sue origini dalla festività pagana del Solstizio d'Inverno, il giorno della Festa della Luce, del cosiddetto “Sole Invincibile” o “Sol Invictus” ovvero il “Dies Natalis Solis Invicti” (Giorno Natale del Sole Invincibile), festeggiato tanto dalle popolazioni indo-iraniche devote al dio del sole Mithra, quanto dagli antichi romani attraverso le celebrazioni dei “Saturnalia” in onore, appunto, di Saturno, il mitico dio della pace e della felicità.

Con l'avvento del cristianesimo, come spiegato anche dal prof. Bonvecchio, per volontà dell'Imperatore romano Costantino, fu deciso di cumulare la festa del Sol Invictus con quella della nascita del Cristo, considerato, appunto, la “Luce del Mondo” e fu così che il 25 dicembre divenne la data ufficiale della festività del Natale. Di quel Natale ricco di simboli antichissimi, dunque, tutti spiegati nella “Filosofia del Natale” del prof. Bonvecchio: dall'Albero natalizio – simbolo dell'unione fra cielo e terra – passando per il significato della stella di Natale, del vischio, dei cibi natalizi, dei canti di Natale e via via sino agli ornamenti dell'albero di Natale stesso e del presepe.

In particolare il prof. Bonvecchio si è soffermato sulla spiegazione del simbolismo della grotta, ovvero della capanna nella quale, secondo quanto scritto nei Vangeli Apocrifi (e non in quelli canonici), nacque il Cristo. La grotta, secondo tutte le tradizioni simboliche, rappresenta infatti l'“uterus mundi”, ovvero il luogo nel quale si trovano le acque primordiali che, come il liquido amniotico per il feto, portano alla nascita/rinascita di una nuova vita. Oltretutto, come spiegato dal prof. Bonvecchio anche nel suo saggio, le grotte erano i luoghi nei quali non solo nascevano le grandi divinità, ma erano anche il santuario nel quale venivano praticati i rituali in onore alla Grande Madre o al dio Mithra, imperniati non a caso sulla morte simbolica e sulla rinascita dell'iniziando.

Altra figura simbolica del Natale è quella relativa a “Babbo Natale”, il quale incarna la figura di San Nicola, vescovo in Asia Minore e protettore dei bambini ai quali, come tradizione vuole, porta in dono dei regali. I bambini, peraltro, secondo tutte le tradizioni simboliche, sono considerati l'incarnazione degli antenati morti che, peraltro, erano i veri protagonisti della festività romana dei “Saturnalia”. E' così che, per allontanare l'immagine della morte dalla società e farci credere nella vita, Babbo Natale colma i bambini di doni, propiziandosi così anche le anime degli antenati defunti.

A conclusione sia del saggio del prof. Bonvecchio, sia dell'incontro di presentazione, una morale di fondo, ovvero una critica serrata nei confronti della cosiddetta secolarizzazione, ovvero l'abbandono dello spirito religioso, della dimensione del sacro da parte di un'incalzante società mercatista e dei consumi che ha trasformato il Natale in un happening del commercio, come giustamente l'ha definito il prof. Bonvecchio. Un happening figlio di una società sempre più relativista, nichilista, fredda, tecnologica, edonista, globalizzata.

Ecco dunque la necessità di invertire la rotta, di ricercare la luce dentro noi stessi, attraverso la riscoperta della dimensione del sacro: restituendo dignità al simbolo, alla simbolica, alla filosofia del Natale, liberando così la società della metaforiche tenebre che l'avvolgono.

Solo allora potremo assistere ad una nuova rinascita del Vero, del Buono, del Bello, ovvero quando ci riapproprieremo dell'autentico significato tanto gnostico quanto cristiano della festività natalizia. Non il Natale del consumismo, dunque, ma il Natale della Luce, del Sole, dell'innocenza dei bambini non più resi adulti da una società senza coscienza, ma aperti alla conoscenza di sé stessi per costruire, da adulti, un mondo d'amore, armonia e fratellanza universale.


Luca Bagatin (nella foto con, a sinistra, il prof. Caludio Bonvecchio)



27 dicembre 2013

"L'unica ideologia che ho" by Luca Bagatin

L'unica ideologia che ho è la liberazione dalle ideologie. Per lasciar spazio alle Idee.
O, meglio, alle Dee.

(Luca Bagatin)



Ciò che non capiranno mai gli Enrico Letta, i David Cameron, i Mariano Rajoy, i Vladimir Putin (o, meglio, quel gran figlio di Putin), i Barack Obama, i Papa Francesco-Belen Rodriguez, le Angela Merkel e tutti i gran Kapò di Stato, è che sin tanto che la Politica sarà fondata sul Potere, sul Danaro, sul senso del Possesso (anziché sul sesso senza possesso), non ci sarà alcuna possibile uscita dalla crisi.
Che è prima di tutto umana.
Un vento di Amore e Libertà, ovvero di SeXtremismo dovrebbe finalmente travolgere la politica ufficiale, ovvero l'antipolitica ufficiosa.
In FEMEN we trust.
Ovvero in GODDESSES we trust.



25 dicembre 2013

Natale dello (nello) Spirito



“Il sacerdote accende il falò e le candele ai quattro angoli, e tutti intonano l'inno:
Io che sono morto, oggi sono di nuovo vivo.
Questo è il compleanno del Sole !
Questo è il giorno in cui nasce la vita, l'amore e le ali,
e dei grandi festeggiamenti gioiosi su tutta la Terra.
Siamo rinati, e vivremo di nuovo!
Il Sole Bambino, il Re nato in inverno!
Create un canto di potere, concentratevi sul risveglio di tutta la vita. Fate festa e divertitevi, l'ideale sarebbe sino all'alba. Prima di terminare, la Sacerdotessa dice:
Il Dio Oscuro è passato attraverso il cancello,
è rimnato per mezzo della Madre,
Assieme a lui, tutti noi siamo rinati! (…) “

(Starhawk – La Danza a Spirale)


OMAGGIO A PETER BOOM
(1936 - 2011)




Sono nero, giallo, bruno, meticcio, bianco albino.

Sono un ebreo, sono vecchio, malato, bambino.

Sono arabo, sono nato nel Sud, di un'altra religione, di nessuna religione.

Sono omosessuale, cieco e amo la natura.

Non so chi è mio padre, mia madre forse puttana.

Sono donna, sono povero, sono paria e andicappato.

La mia sedia a rotelle è questa società.

Sono un indiano, e sono meno di te e son strano, diverso.

La mia squadra di calcio non è la tua. Peccato.

Porto i capelli fuori moda e vestiti rattoppati.

Sono un animale, una pianta e rispetto la natura.

Sono tutto questo, sono la maggioranza!

E poi sono razzista, ma solo con i razzisti!

(Peter Boom)



23 dicembre 2013

23 dicembre: giornata dell'Orgoglio Massonico !!!

Siamo in pieno Solstizio d'Inverno o Festa della Luce (il Natale non è che una rievocazione cristiana di tale antica festività gnostica) e dunque.....



"Nella ricorrenza di San Giovanni Evangelista, uniamoci con tutti gli altri Massoni del mondo ! Sventolando un vessillo, mettendo una spilla o una cravatta, mostriamoci orgogliosamente Massoni ! In questo giorno onoreremo e ricorderemo tutti i Massoni e la Massoneria stessa ! Saremo la voce dei Fratelli che vivono oppressi da regimi tirannici e faremo loro sapere che non sono soli, adesso né mai".

Personalmente, come di consueto, estendo l'invito a tutti coloro i quali si sentono davvero Fratelli e Sorelle senza distinzione di sesso, colore politico, razza, credo religioso, orientamento sessuale...
Perché l'Umanità intera possa diventare un'Elite di Illuminati (non necessariamente con il grembiule).



21 dicembre 2012

Buon Solstizio ! Buon Inizio ! Buone Feste (anche con, se vorrete, "Universo Massonico")

Eccoci arrivati al consueto messaggio augurale di questo blog.
Se lo state leggendo significa che il mondo non è ancora finito. O, quantomeno, non in questa frazione di secondo ;-)

Come ogni anno, arrivati a questo punto (fine del mondo permettendo), desidero farVi gli auguri per un Buon Solstizio d'Inverno e di un 2013 ricco di approfondimenti, curiosità, sessualità consapevole, viaggi astrali, mentali, psicodinamici, o puramente fisici.
E, come ogni anno, desidero rammentarVi il significato profondo della festività nella quale stiamo entrando, ripulita dalle astrusità delle Religioni Monoteiste Istituzionalizzate, foriere di menzogna e malafede.
Fra il 21 ed il 25 dicembre, anticamente, si festeggiava il "Natale del Sole Invincibile" o "Sol Invictus", mutuato successivamente anche dalla religione cristiana come data convenzionale della nascita di Gesù detto "Il Cristo".
Anche oggi, gli gnostici, festeggiano la "Festa della Luce" o "Natale del Sole invincibile" in quanto astronomicamente - nell'emisfero nord - il sole sembra fermarsi in cielo ed inverte il proprio moto.
Il buio della notte raggiunge dunque la sua massima estensione e la luce del giorno, la minima.
Subito dopo il Solstizio, la luce del giorno torna ad aumentare ed il buio della notte si riduce sino al solstizio d'estate.
Il sole, dunque, non sprofonda nelle tenebre, ma "rinasce" e diventa "invincibile".
Ecco perché il 25 dicembre è la festa di tutta l'Umanità e di tutte le culture e civiltà del mondo: in Egitto si festeggia la nascita del Dio Horus, in Persia il Dio Mitra, nella cultura vedica la nascita di Krishna e così via Zaratustra, Attis, Adone, Freyr....e dunque Gesù.
E questo da secoli prima del primo Natale cristiano, imposto (in malafede, appunto) dall'Imperatore Costantino nel 330 d.C.
Il 25 dicembre ha dunque un profondissimo valore simbolico e spirituale che abbraccia - forse per la prima volta - tutte le Culture e le Tradizioni del globo, all'insegna dell'Illuminazione esteriore ed interiore.
E' dunque Natale ed occorre vesteggiare la nascita, ovvero la rinascita del Divino in ciascuno di Noi che, anche se non ne siamo consapevoli, siamo il Cristo Cosmico apparso in carne ed ossa su questa Terra e no, non ci lascieremo crocifiggere dai beoti, bensì cercheremo di crocifiggere il nostro ego.
Questo messaggio non smetterò mai di trasmetterlo e di trasmettervelo, perché, altrimenti, nulla avrebbe senso.
E, come ogni anno, desidero fare auguri speciali e ringraziamenti, alle persone che hanno in qualche modo caratterizzato questo mio 2012 e che lo hanno arricchito.
Quest'anno desidero ringraziare Luigi Pruneti; Aldo A. Mola; Lavinia Guglielman; Nathan Gelb (che mi auguro si manifesterà presto, perché lo sto cercando spasmodicamente); Ilona Staller (alla quale faccio i migliori auguri per la sua lista "Democrazia Natura Amore", che questo blog sta sostenendo, alla faccia di tutti i pregiudizi, le ipocrisie ed i clericalismi sessuofobici); Andrea Galatà e Chiara De Caroli e Marcella Andreini. E, un augurio e ringraziamento speciale, voglio farlo anche a Marco Pannella, che, ancora una volta, sta combattendo una battaglia di diritto per tutti noi, novello Gesù, anche se nessuno sembra rendersene conto (e questa è la cosa grave).
Non dimentico poi l'amico Peter Boom, il cui augurio di buon Solstizio d'Inverno, mi manca immensamente.
Anche Baglu vorrebbe dire qualcosa, ma una certa malinconia e nostalgia di chi scrive gli impedisce al momento di esprimersi.

E ora, dopo i discorsi seri, passiamo a quelli feceti.
Si da il caso sia uscito
da qualche giorno il mio libro “Universo Massonico” (Bastogi editrice), con prefazione del prof. Luigi Pruneti, Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, una fra le maggiori Obbedienze massoniche in Italia.


Il libro tratta di tutto lo scibile massonico: dalle origini ai giorni nostri, con ampi capitoli dedicati a figure di Grandi Iniziati; alla massoneria nella letteratura e nella cultura ed alle nefaste inchieste antimassoniche degli anni '80 e '90 del '900 (falso scandalo P2 ed inchiesta Cordova).

Il libro si conclude con una serie di interviste ad esperti del settore.

Ora, trovandoci in periodo di festività, non mi sembra fuori luogo chiedervi di regalarvelo e di regalarlo ;-)

Fra l'altro notate bene che il libro è stato pubblicato nel dicembre 2012 e forse questo non è propriamente un caso... ;-)

Beh, insomma, intanto che meditate, io vi fornisco gli estremi per ordinarlo e riceverlo, direttamente a casa al modico prezzo di copertina di 15 euro la copia (non vi rovinerete, credetemi, l'ho acquistato anch'io ;-)):


Per ricevere il volume direttamente a casa potete dunque effettuare il pagamento alle seguenti coordinate, intestando il tutto a BASTOGI EDITRICE ITALIANA (specificando, nella causale "RICHIESTA DEL VOLUME "UNIVERSO MASSONICO" DI LUCA BAGATIN):


BANCOPOSTA
IBAN : IT 44 U 07601 1
5700 000011133717


C.C.P.
11133717

Appena effettuato è IMPORTANTE, per evitare ritardi o disguidi, che inviate copia della ricevuta del pagamento al numero di fax 0881/728119 oppure all'indirizzo mail bastogi@tiscali.it
Per eventuali contatti con il sottoscritto, potete scrivermi all'indirizzo mail burroughs279@yahoo.it


BUON SOLSTIZIO E BUON INIZIO !



14 dicembre 2012

E' uscito "Universo Massonico": compendio di Massoneria ed Esoterismo di Luca Bagatin con prefazione del Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM prof. Luigi Pruneti



E' finalmente uscito il  volume "Universo Massonico" (Bastogi editrice), che raccoglie gran parte degli articoli che ho pubblicato, dal 2005 ad oggi, in riviste specializzate esoteriche e soprattutto su questo blog.
Questo mio primo (e forse ultimo, chissà) libro sulla Massoneria, consta peraltro di una bellissima ed approfondita prefazione del Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM prof Luigi Pruneti.
"Universo Massonico" percorre e ripercorre le origini della Massoneria, trattando poi del significato dell'Iniziazione, del simbolismo massonico ed esoterico; dei simboli massonici ed esoterici disseminati nella letteratura ed in alcune opere musicali contemporanee, arrivando sino al falso scandalo P2 ed alla nefasta inchiesta Cordova, sfatandone e demolendone tutti gli aspetti complottistici, che ancora oggi girano nei mass media deformatori ed in rete.

Un'importante sezione raccoglie le biografie di Grandi Iniziati e massoni, restituendo loro lo spazio e l'importanza che meritano nel panorama spirituale, quali Cagliostro, Madame Blavatsky, Albert Pike, Ernesto Nathan, Saverio Fera, Giovanni Ghinazzi, Giordano Gamberini e Lino Salvini.
La parte finale comprende interviste che ho realizzato ad esperti del settore quali Nathan Gelb, autore di trhiller massonici di livello internazionale; Aldo A. Mola, massimo storico della massoneria in italia; Francesca Vigni, autrice dell'unico libro sulle donne e la massoneria; il prof. Luigi Pruneti, Gran Maestro della GLDI e la Gran Maestra della Gran Loggia Massonica Tradizionale Femminile d'Italia Gabriella Bagnolesi.

Per ricevere il volume direttamente a casa (15 euro la copia) si può effettuare il pagamento alle seguenti coordinate, intestando il tutto a BASTOGI EDITRICE ITALIANA (specificando, nella causale "RICHIESTA DEL VOLUME "UNIVERSO MASSONICO" DI LUCA BAGATIN):

BANCOPOSTA
IBAN : IT 44 U 07601 1

5700 000011133717

C.C.P.
11133717

Appena effettuato è IMPORTANTE, per evitare ritardi o disguidi, che inviate copia della ricevuta del pagamento al numero di fax 0881/728119 oppure all'indirizzo mail bastogi@tiscali.it
Per eventuali contatti con il sottoscritto, potete scrivermi all'indirizzo mail burroughs279@yahoo.it



27 dicembre 2011

"Le armonie dei quadrati": commento alla poesia di Luca Bagatin by Marica Bonaiuti


Poesia di Luca Bagatin

Al chiaro di luna

ho scritto per te questo messaggio

affinché il tuo cuore si apra

alla gioia delle Feste.

Luci, colori, profumi di caldi fiori appena colti

iluminano il tuo viso riflesso in un sorriso

di un bimbo che suona la sua arpa d’oro

e ti dona l’armonia di una nuova Alba.

Alba di loto,

fiore di loto,

sulla tua bocca, sul tuo cuore, sul tuo corpo,

sul tuo sorriso riflesso nel tuo viso.


LE ARMONIE DEI QUADRATI

Commento alla poesia di Luca Bagatin

di Marica Bonaiuti


Nonostante, come si sa, la mia inclinazione poetica sia piuttosto inesistente, apprezzare e saper cogliere i tratti distintivi dei testi poetici è attività di prosatori. E pertanto m’accingo.

Si noti la poeticità della formulazione delle intenzioni prima ancora della breve analisi di cui sotto presentiamo.

La poesia, che si apre come un allegro e invitante augurio per le feste, raccoglie, a uno sguardo non viziato dalla banalità di un complimento, notevoli immagini evocative.

Di particolare interesse è, per iniziare, il verso sei.

In questo compare l’espressione centrale, per posizione ma anche per contenuto, “il tuo viso riflesso in un sorriso”. E’ un’espressione giocata in aperta opposizione col verso finale ed esprime, in una brevità di non facile realizzazione, il concetto articolato dell’espressività di certi tratti specifici piuttosto che del tutto. Ci sono alcuni sorrisi, sembra volerci comunicare l’autore, che fanno cogliere l’interezza delle “efficacia” visiva, che fanno cogliere quello che solo un intero volto potrebbe mostrare. Sono sorrisi particolari, non banali e nemmeno di facile realizzazione: si ha l’impressione che arrivino, senza annunci, pretese e sforzi, in particolarissime occasioni.

Ed è forse l’occasione che fa, come parlassimo di un romanzo in versi, da ambientazione alla poesia ad offrirci quello che l’autore descrive.

E l’occasione è non un banale Natale di panettoni e bambinelli ma una festa di luce: è il sole il divino di cui festeggiamo la nascita.

L’autore fornisce una semplicità estetica notevole a un concetto, nelle sue intenzioni, almeno secondo la mia interpretazione, molto più raffinato. Infatti il termine “Alba”, che compare al verso ottavo, ha, come si sa, grande eco popolare: l’alba è qualcosa che rumorosamente “i più” conoscono e ricercano nelle romanticherie banali. Nelle intenzioni dell’autore invece Alba è usato come richiamo alla vera festività, occasione del sorriso, a cui l’autore di rivolge: la festività del Sol Invictus. E il maiscolo è volutamente usato per sottolineare come il termine popolare abbia in realtà grandi risvolti mistici.

Non è, pertanto, affatto marginale il riferimento al fiore di loto presente nei versi successivi. E’ un riferimento di tutta una tradizione che già nell’antico Egitto fa la sua prima comparsa: il fiore di loto è un fiore di luce, simbolo di luce, immagine di luce; infatti, secondo l’antica cosmologia egizia, Ra (divenuto poi Aton –disco solare) nacque proprio dal bocciolo di un fiore di loto.

E tutto ciò è, a mio avviso, ben reso, nella espressione “Alba di loto”. Espressione che mi ha particolarmente colpita e che perfettizza il termina Alba già incontrato.

E’ un’espressione particolarmente ben resa: innovativa, inusuale, incisiva e sembra il perno dell’intera poesia.

Al verso undici compare un malcelato (volutamente) riferimento al sesso. Forse, inconsciamente o meno, per quanto l’amore, il sesso, le nascite siano, indissolubilmente, anche morte, l’autore non sa abbandonare l’idea, che fa trapelare un genuino ottimismo, di una vita completa e che “si illumina” (mantenendo l’idea centrale) solo con l’Amore.

E’ un amore fisico e carnale, quello a cui il poeta accenna, e che offre, proprio per questa fisicità, un bell'equilibrio al testo. Così come la festa della luce è, per stessa ammissione fisica (la luce ha prevalentemente effetti ondulatori, non materiali), intoccabile, così il corpo e le labbra della donna, illuminata dai fiori di loto (e questa è una bella improprietà mia, lo so), sono tangibili, reali, visibili, toccabili.

Meno convincente appare invece il verso sette in cui vi è l’immagine del bimbo che suona l’arpa. Infatti nonostante l’arpa dorata dia ancora il senso di questa festa della luce, tema centrale della poesia, l’immagine del bambino, molto popolare forse, suona, agli occhi di noi cinici commentatori, piuttosto stonata.

I bambini nell’immagine collettiva sono il bene, l’innocenza e la giocosità mentre in alcuni autori, filosofi soprattutto, e nella personalissima visione di chi scrive il commento, sono esseri umani con il potenziale al bene (se educati a questo) ma non con l’inclinazione naturale a farlo o pensarlo.

Non ci sembra fuori luogo, a questo punto, citare De Andrè “c’è un bambino che sale un cancello/ ruba ciliegie e piume di uccello/ tira sassate, non ha dolori”.

In poche parole, e a gusto personale, quel bambino con l’arpa, richiamo di qualche angioletto da fontanella, sarebbe preferibile lasciasse il posto a una simbologia forse più complessa.

Non vogliamo, noi poveri prosatori andati in fissa col plurale maiestatis di questi “noi”, suggerire di che entità popolare le sue poesie al poeta, ma ci permettiamo, in occasione di questo commento, una “fuga fantasiosa”: il bambino e il suono della sua arpa possono diventare il rumore del fuoco in cui una fenice si è appena accesa per ritornare, dalla cenere, alla vita.

Abbiamo scelto l’immagine di una fenice e il rumore del suo fuoco perché questo sembra offrirci la vera armonia. L’arpa offre un’armonia facile a morire, fatta di accordi e sinonimi mentre solo qualcosa di meno addomesticato, come il rumore, magari di un fuoco, offre l’armonia articolata e durevole di contrasto e opposizione.

Un’armonia, se così vogliamo sintetizzare, di quadrati e non di facili tondi.



25 dicembre 2011

Buon Solstizio ! Buon Inizio ! Questo è il nostro Buon Natale BLU BLU BLU !


Carissime amiche, amici, lettrici e lettori,

come ogni fine anno, desidero, con questo post, farVi gli auguri per un Buon Solstizio d'Inverno e per un 2012 ricco di approfondimenti, curiosità, viaggi astrali, mentali, psicodinamici, o puramente fisici.
E, come ogni anno, desidero rammentarVi il significato profondo della festività nella quale stiamo entrando, ripulita dalle astrusità delle Religioni Monoteiste Istituzionalizzate, foriere di menzogna e malafede (a proposito di fede....).
Fra il 21 ed il 25 dicembre, anticamente, si festeggiava il "Natale del Sole Invincibile" o "Sol Invictus", mutuato successivamente anche dalla religione cristiana come data convenzionale della nascita di Gesù detto "Il Cristo".
Anche oggi, gli gnostici, festeggiano la "Festa della Luce" o "Natale del Sole invincibile" in quanto astronomicamente - nell'emisfero nord -  il sole sembra fermarsi in cielo ed inverte il proprio moto.
Il buio della notte raggiunge dunque la sua massima estensione e la luce del giorno, la minima.
Subito dopo il Solstizio, la luce del giorno torna ad aumentare ed il buio della notte si riduce sino al solstizio d'estate.
Il sole, dunque, non sprofonda nelle tenebre, ma "rinasce" e diventa "invincibile".
Ecco perché il 25 dicembre è la festa di tutta l'Umanità e di tutte le culture e civiltà del mondo: in Egitto si festeggia la nascita del Dio Horus, in Persia il Dio Mitra, nella cultura vedica la nascita di Krishna e così via Zaratustra, Attis, Adone, Freyr....e dunque Gesù.
E questo da secoli prima del primo Natale cristiano, imposto (in malafede, appunto) dall'Imperatore Costantino nel 330 d.C.
Il 25 dicembre ha dunque un profondissimo valore simbolico e spirituale che abbraccia - forse per la prima volta - tutte le Culture e le Tradizioni del globo, all'insegna dell'Illuminazione esteriore ed interiore.
E' dunque Natale ed occorre vesteggiare la nascita, ovvero la rinascita del Divino in ciascuno di Noi che, anche se non ne siamo consapevoli, siamo il Cristo Cosmico apparso in carne ed ossa su questa Terra e no, non ci lascieremo crocifiggere dai beoti, bensì cercheremo di crocifiggere il nostro ego.
Desidero, dunque, come ogni anno, fare gli auguri alle persone che sono state per me speciali
durante tutto quest'anno e che hanno contribuito ad arricchire, con la loro presenza nella mia vita, la loro propositività e talvolta con i loro contributi, questo mio blog.
Sto parlando di: Angelo Nino Bagatin; Paolo Bianchi (presto in arrivo su questo blog una sua nuova rubrica fissa); Marica Bonaiuti; Metis Di Meo; Nathan Gelb; Erica Melargo; il prof. Aldo A. Mola; il prof. Luigi Pruneti e Francesca Vigni.
Fra di loro, ovviamente, non dimentico certo Peter Boom che, pur non essendo più fisicamente con noi, è e sempre rimarrà colonna portante di questo sito web.
I suoi articoli sulle libertà sessuali ed i diriti civili, scritti fra queste pagine, sono ancora visitatissimi e di scottante attualità ed è a lui -  che in questo periodo visitava i bambini malati degli ospedali del viterbese e distribuiva loro dolcuimi e regali - che vorrei dedicare l'ultimo pensiero di questo post augurale.

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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini