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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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15 aprile 2013

EMMA FOR PRESIDENT !

A giorni si terranno le prime votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica.
E, almeno questa volta, in questo particolare momento storico di crisi politico-culturale-economica, è necessario che il nuovo Presidente sia VERO garante della Costituzione e dello Stato italiano.
Chi scrive -  assieme all'amica Ilona Staller - lanciò, solo pochi mesi fa, la proposta di candidare l'ultimo Padre Storico dell'Italia repubblicana ed antifascista, ovvero Marco Pannella.
Marco, oggi, non è fra i cosiddetti "papabili" al Quirinale, per cui, assieme ad Ilona, abbiamo pensato di rilanciare la campagna EMMA FOR PRESIDENT, per Emma Bonino al Quirinale.
In questo senso, vorrei e vorremmo cogliere l'occasione per riportare qui un articolo che pubblicai il 27 dicembre 2004, che racconta un po' la campagna che, assieme ad alcuni amici, lanciammo a Pordenone - nel 1999 - sposando l'iniziativa di Caterina Caselli e degli amici Radicali.
Una campagna, oggi, attuale come non mai.



EMMA FOR PRESIDENT (primavera 1999)
di Luca Bagatin

Nel gennaio 1999 alcuni utopisti lanciarono l'idea di candidare a Presidente della Repubblica la pasionaria appassionata radicale Emma Bonino, allora Commissara europea.
In quel periodo scrissi una poesia che venne poi pubblicata sulla stampa pordenonese:

"Emma for President"

Emma Bonino, una dei tanti radicali scalzi
che popolavano negli anni ‘70 le piazze delle città
per affermare i diritti di tutti, anche dei più derelitti di questo mondo,
contro un regime violento, burocratico, partitocratico e clericale,
che aveva in gloria solo la gestione del Potere: la poltrona sicura di Ministro, Cardinale o Presidente.
Emma Bonino: una donna, un simbolo dell’Europa e per l’Europa, a dispetto di chi ha cercato e cerca di oscurarla con ogni mezzo.
Emma Bonino: oggi di nuovo alla ribalta come degna Commissaria europea, sempre in prima linea per l’affermazione dei diritti umani, civili e politici, come ieri, più di ieri.
Loro, i Potenti, forse ti saranno avversi, ma è certo che la gente è con te
e con le tue battaglie di libertà e legalità.
Un augurio di cuore!
Una speranza dal profondo!
....magari una piacevole utopia: Emma for President


Nel marzo dello stesso anno si costituirono alcuni comitati spontanei a sostegno della candidatura di Emma a Presidente. Il sottoscritto ne costituì uno a Pordenone, assieme ai radicali storici John Fischetti (oggi nel direttivo nazionale dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica) e a Paola Scaramuzza.
Raccogliemmo in quattro sabati circa 500 firme a sostegno della candidatura. Emma non fu Presidente, ma il Parlamento preferì Carlo Azeglio Ciampi, un Presidente a mio giudizio poco imparziale e mediocre. Ovvio, quasi scontato. Ma fu il lancio dell'estenuante campagna "Emma for Europe". Obiettivo: Stati Uniti d'Europa.
Nell'aprile '99 partecipai anch'io, presso il Park Hotel Villa Fiorita, assieme a John ed a Paola (e come dimenticare Marco Gentili, Mirta Grilli...) all'Assemblea di Monastier di Treviso dal titolo: "Libertà di Lavoro ed impresa" per il lancio della campagna referendaria liberale e liberista.
Fu proprio nel corso dell'Assemblea che conobbi personalmente Emma e le diedi la poesia che le avevo scritto: "Grazie, grazie" mi disse lei con una pacca sulle spalle, stanchissima, stressata, fra tanta gente... E conobbi Marco Pannella del quale conservo ancora la foto che facemmo insieme, sorridente, gentilissimo, accanito fumatore, che, come Emma, pretendeva gli si desse del "tu" (mai dare del "lei" ad un radicale!).
E proprio tale Assemblea sancì la nascita della Lista Emma Bonino per le elezioni europee di giugno. E come posso dimenticare di aver chiacchierato io e Lilli (figlia di Paola), con Antonio Russo, giornalista di Radio Radicale assassinato l'anno seguente in Cecenia...
Caro Marco, cara Emma...cara Lilli, caro John, cara Paola...soprattutto cara Paola, ricordi io e te a raccogliere le firme in piazza per i referendum nel caldo maggio e giugno? Io e te soli nell'indifferenza completa dei mass-media locali! Io e te a distribuire volantini inneggianti "Emma for Europe" e ad attaccare manifesti sui tebelloni elettorali? E poi, in quel torrido 13 giugno '99, il tripudio!!! 8,5% nazionale alla Lista Bonino. 14,5% a Pordenone alla Lista Bonino! Il secondo partito in provincia! Io e te, Paola, due quasi emeriti sconosciuti abbiamo conquistato la prima pagina del Gazzettino e grande spazio nel Messaggero Veneto!
Il merito era quasi tutto di Emma, certo, lo sapevamo. E noi lì a spiegare che l'Italia dei referendum non era morta! Che l'Italia del divorzio, che l'Italia del concepire con amore anziché procreare come bestie, che l'Italia proiettata verso un'economia più liberale e verso gli Stati Uniti d'Europa (dell'Europa di Ernesto Rossi, di Altiero Spinelli...) era viva più che mai.
E' stata una stagione intensa. E le battaglie successive, questo blog compreso, io credo, non sono che un prosieguo di quella stagione, di quelle stagioni.


Luca Bagatin



3 novembre 2012

La verità sulla terribile dinastia dei Kennedy

Il primo a smascherare la più terribile dinastia della Storia del '900, ovvero i Kennedy, fu Pier Carpi, classe 1940, giornalista d'inchiesta e prima ancora fumettista e regista, scomparso nel 2000 povero e dimenticato da tutti, in particolare da quell'intellighenzia culturale "politically correct" che ha sempre mal digerito i liberi pensatori ed i liberi ricercatori.
Con "La banda Kennedy", edito per la prima volta nel 1980 (Centroedizioni) e ripubblicato nel 1992 (Gribaudo editore), Pier Carpi - nella forma del romanzo - racconta l'ascesa e la caduta dei Kennedy: da Patrick J. Kennedy, ex taverniere e successivamente politico statunitense, figlio di immigrati irlandesi e già con le mani in pasta con la mafia d'Irlanda infiltratasi negli Stati Uniti; passando per il figlio Joseph "Joe" Kennedy, il "grande burattinaio" della dinastia; sino a John Kennedy, Robert “Bobby-Bob” Kennedy e Teddy "the Kid".
Una dinastia che, come racconta e documenta Pier Carpi nel suo romanzo, si è fatta strada grazie alla collaborazione della mafia irlandese ed italiana negli anni '20 e '30 del secolo scorso e successivamente collaborando con il nazismo hitleriano.
Andando con ordine, ne "La banda Kennedy", possiamo osservare all'azione Joseph Kennedy, prima imprenditore nell'ambiente cinematografico, amante di Gloria Swanson e successivamente promesso sposo - per interesse politico ed economico - di Rose Fitzgerald, figlia del sindaco democratico di Boston, "Honey Fitz".
Joseph "Joe" Kennedy, il quale aveva fatto i soldi grazie al proibizionismo e dunque alla sua amicizia con Al Capone, che, purtuttavia, su richiesta della CIA guidata da Edgar Hoover, troverà il modo di farlo arrestare ed in questo modo si garantirà le simpatie dei servizi segreti americani, diventando, ben presto, diplomatico statunitense in Europa.
Sarà proprio qui che inizieranno le sue simpatie per il regime di Hitler, al punto di tentare di influenzare la Corona Britannica in un'alleanza con il dittatore nazista e facendo pressione affinché la sua amica Wallis Simpson sposasse il Duca di Windsor Edoardo, di dichiarate simpatie naziste. E questa operazione tentò di orchestrarla per mezzo di un oscuro figuro, che agirà sempre nell'ombra, anche negli anni a venire, ovvero il barone Erwin Von Honnestein, già amante del Duca di Windsor.
Su pressione di Churchill, ad ogni modo, Edoardo di Windsor non salirà mai al trono, bensì sarà allontanato dallo stesso Regno Unito con la carica onorifica di Governatore delle Bahamas.
Da allora ed anche dopo la fine del nazismo e della Seconda Guerra mondiale, i rapporti fra Joe Kennedy e Erwin Von Honnestein si intensificheranno e, scopo del "patriarca" dei Kennedy, sarà quello di far giungere un Kennedy alla presidenza degli Stati Uniti d'America, orchestrandone lui stesso la politica.
Cattolico di ferro, Joseph Kennedy, farà iniziare i suoi figli John e Robert, ai Cavalieri di Colombo, ovvero una confraternita cattolica legatissima al Vaticano, di cui era già grande dignitario. Sarà così che otterrà il pieno appoggio della Chiesa cattolica per i suoi piani successivi.
Grazie all'appoggio della Chiesa, della mafia irlandese, di quella italiana, dei sindacati di Jimmy Hoffa e della CIA, Joe Kennedy riuscirà nell'impresa di far eleggere alle primarie del Partito Democratico e successivamente a Presidente degli USA, suo figlio John che, come ricorda Pier Carpi, era sostanzialmente un fifone nelle mani del padre e del fratello Robert, detto Bobby.
Joe Kennedy, riuscì nell'impresa pur avendo contro Eleanor Roosvelt, moglie dell'ex Presidente USA ed Harry Truman, ex Presidente, i quali lo consideravano un tipo pericoloso e squallido.
Fu così che iniziò l'era di John Kennedy alla guida degli USA, con una moglie, Jackie, che fu purtuttavia l'amante ufficiale del fratello Bob, oltre che dell'armatore greco Aristotele Onassis, che, dopo la morte del marito, sposerà.
E fu così che il padre del Presidente, ovvero il "grande burattinaio" Joe, manovrerà la politica estera ed interna del figlio, grazie al prezioso contributo del nazista Erwin Von Honnestein, sopravvissuto al secondo confilitto mondiale.
L'idea di invadere la Cuba di Fidel Castro, con armi statunitensi, fu infatti del padre di John Kennedy, il quale fece infiltrare ex ufficiali tedeschi fra i ribelli cubani, che avrebbero dovuto essere appoggiati dagli USA contro il regime di Fidel Castro. Ufficialmente, ad ogni modo, si sarebbe dovuto trattare di semplici ribelli cubani...
Nacque così, in sostanza, lo storico "sbarco nella baia dei Porci", appoggiato dalla CIA, ma successivamente fallito. Sbarco sostenuto particolarmente, più che dal Presidente Kennedy, da suo fratello Bob, entrato ormai in ottimi rapporti con Von Honnestein e vero pupillo del padre Joe.
Pochi, peraltro, sanno o ricordano che Bobby Kennedy e suo fratello John, su indicazione del padre, furono fra i maggiori sostenitori della politica maccartista, ovvero della famosa "caccia alle streghe" anticomunista ideata dal senatore repubblicano Joseph McCarthy. Una caccia alle streghe condotta senza esclusione di colpi e con azioni dal sapore illiberale, fatta di interrogatori, pestaggi e persino espulsioni celebri quale quella dell'attore Charlie Chaplin, al quale fu cancellata la possibilità di rientrare negli USA.
Robert Bobby Kennedy, fu peraltro consulente del dipartimento di investigazioni istituito da McCarthy, ma, ciò, come il resto, si è preferito dimenticarlo e/o occultarlo, facendolo passare come un "paladino dei diritti civili", quando in realtà era un'arrivista della prima ora, a caccia dei voti delle persone di colore, pur mantenendo il suo intimo razzismo e disprezzo per le minoranze. Tutte cose che la sua amante Marilyn Monroe sapeva molto bene e minacciava di raccontare...e proprio sul suo presunto suicidio e sul relativo coinvolgimento di Bob Kennedy, il romanzo di Pier Carpi getta una nuova e sinistra luce.
Una volta ucciso a Dallas - da un colpo di arma da fuoco - il fratello John, che non aveva mai amato, Bobby tentò di fare pressione su suo padre Joe, affinché manovrasse al fine di accaparrarsi la sedia di nuovo Presidente degli Stati Uniti. Il padre, questa volta, ad ogni modo, gli negò ogni aiuto in quanto Bob, nel suo mandato di Ministro della Giustizia, ci era andato "troppo pesante" con i mafiosi ed i sindacalisti di Hoffa, che sempre avevano rappresentato un'ottimo bacino elettorale democratico e per i Kennedy, a cominciare dall'amicizia di Frank Sinatra con il Clan.
Robert Kennedy, ad ogni modo, vinse comunque le primarie del Partito Democratico, ma anch'egli fu ucciso. Probabilmente, si ipotizza, su mandato del capo dei sindacalisti USA, Hoffa, che si sentì tradito dal Clan dei Kennedy, con il quale pure aveva sempre curato ottimi affari.
Seppellito anche il "patriarca" Joe, rimaneva solo il senatore Ted Kennedy, soprannominato Teddy the Kid, il quale, a causa del suo basso quoziente intellettivo, era stati rifiutato persino dall'iniziazione nei Cavalieri di Colombo. Amante di orge al limite del grottesco e della violenza, alcolista come la moglie, Ted, non fece mai una grande carriera politica. Ma sarà ricordato, nel libro di Pier Carpi, come colui il quale fu coinvolto nell'omicidio della giovane Mary Jo, probabilmente incinta di lui ed il cui scandalo cercò di far placare solo il Presidente Jimmy Carter.
A causa della pubblicazione di questo romanzo-verità, Pier Carpi subì proprio le minacce del senatore Ted Kennedy. Ce lo ricorda lo stesso autore nella prefazione alla seconda edizione, affermando che lo minacciò di "rompergli le ossa" e di "farlo assassinare". Ad ogni modo l'autore non fu mai nemmeno querelato.
Purtuttavia, scientemente o meno, dagli anni '90 ad oggi, Pier Carpi è stato quasi dimenticato, forse proprio grazie alle scottanti verità che raccontò e documentò.
E' del settembre 2010 il libro "Kennedy Shock", edito da Kaos Edizioni, a cura del giornalista di Radio Radicale Lanfranco Palazzolo, il quale riprende proprio queste scottanti verità (riportate anche sul relativo blog www.kennedyshock.blogspot.it).
Morto anche l'ultimo dei Kennedy, Ted, nel 2009, le verità sulle trame occulte, i segreti, i delitti ed i crimini della terribile dinastia dei Kennedy, stanno dunque finalmente venendo a galla.
Come ha scritto nell'incipit alla seconda edizione de "La banda Kennedy" lo stesso Pier Carpi, anche noi, che pur con difficoltà siamo riusciti a reperire questo prezioso libro, dedichiamo tutto ciò..."Al Sogno Americano, che una sola famiglia è riuscita a distruggere, violentando la realtà". Affinché tutto ciò faccia riflettere le menti libere e prive di condizionamenti.

Luca Bagatin



21 ottobre 2009

Costruire un Polo Laico-Liberaldemocratico.....nonostante Pannella


L'altro giorno, un lettore del mio blog, mi ha lasciato un commento nel quale ha scritto:

"purtroppo nell' Italia del PD e del PD+L non vi sarà mai laicità.
laici , liberali, repubblicani, azionisti, socialisti, libertari dovrebbero unirsi intorno al carisma di Marco Pannella e tentar di modificar i rapporti di forza.
Brunetta, Fini , LaMalfa, Nucara, DellaVedova, Pannella, Nencini, Bobo Craxi, Pittella, Amato ed ora anche Bonelli in un unica alleanza con Emma premier contro la Vaticalia fascista e sfascista".


In linea di massima, sarei anche d'accordo epperò.....mi ha fatto pensare alla conversazione settimanale che Marco Pannella, padre padrone dei Radicali Italiani, ha tenuto recentissimamente con Massimo Bordin ai microfoni di Radio Radicale.
Pannella pare che si sia messo da qualche tempo a rincorrere i Verdi di Bonelli e le anime in fuga da Sinistra e Libertà.
E per l'ennesima volta non lo capisco.
Non capisco questo vecchio signore che pur quando ero ragazzino mi affascinava per la sua battaglie nonviolente e laiche. Non capisco perché perda tempo a rincorrere questi "sinistri" che di nonviolenza e laicità se ne sono sempre fregati alla grande, privilegiando le "battaglie" sindacatocratico-parassitarie e ambiental-fondamentaliste per il mantenimento dello status quo. Contro le libertà individuali e del mercato, che sono invece la premessa per le libertà civili.
Quando avevo 17 anni sono stato iscritto ai Verdi. Non l'ho mai nascosto. E' stato lì, infatti, che ho conosciuto i primi radicali storici ed è stato ancora lì che ho iniziato a prendere le distanze da certa sinistra.
I Verdi, peraltro, nel corso degli anni hanno mutato il loro DNA: da partito di sinistra moderata e per i diritti civili a utili idioti dei comunisti e serbatoio per i centri sociali più estremisti.
Che Pannella li insegua per le elezioni regionali dell'anno prossimo, mi appare l'ennesima follia radicale.
Follia radicale come quella del non volersi pressoché mai presentare alle elezioni amministrative, come spesso accaduto sulla base dei diktat pannelliani. Quando invece è proprio a livello locale che si può agire meglio politicamente: abbattendo la burocrazia, garantendo servizi migliori per i cittadini, garantendo più sicurezza e gestendo al meglio le risorse.
Quel che propone oggi Pannella sembra essere questo: per le Regionali lanciamo dei candidati comuni e facciamoli sostenere da quante più liste laiche possibili dai Verdi ai Socialisti (quali ?) e magari anche con Repubblicani e Liberali. Un bel minestrone calato dall'alto, alla faccia degli elettori e delle problematiche locali.
Ora, io che seguo da anni l'evoluzione strategica dei partiti laici italiani, mi chiedo perché Pannella si sia opposto - in sede di elezioni europee - a fare una lista con Repubblicani e Liberali, come propostogli, preferendo invece lanciare ancora una volta la personalistica Lista Pannella-Bonino.
Quello sarebbe stato non solo un bel banco di prova laico-liberaldemocratico (e non laico-minestroncratico), ma anche la sede appropriata ove rilanciare gli Stati Uniti d'Europa, cavallo di battaglia della nostra tradizione da Mazzini ad Ernesto Rossi.
E mi chiedo anche perché Pannella continui ad inseguire il nulla, ovvero non solo i Verdi ma anche i Socialisti "de sinistra" (come si definiscono), che non si sa nemmeno se esistono più dopo l'esperienza fallimentare della Rosa nel Pugno prima e di Sinistra e Libertà poi.
Con un leader così non solo i Radicali non andranno da nessuna parte (se non rimanere gli utili idioti del Pd, partito dei cattocomunisti), ma nemmeno i laici.
Diverso sarebbe proporre alle Regionali delle liste laiche locali, su problematiche essenzialmente locali. Ed accenno al fatto che, a Pordenone, come Repubblicani, stiamo per lanciare un'associazione laica trasversale che comprenda non solo chi è impegnato politicamente sul fronte laico, ma anche e soprattutto singoli cittadini sensibili ai diritti civili ed alle libertà del mercato. Il tutto organizzando settimanalmente delle riunioni il più possibile aperte.
Sul fronte nazionale, invece, come sostenitamo da anni peraltro, sarebbe opportuno avviare un percorso che porti alla costituzione di un unico soggetto politico laico-liberaldemocratico, ancorato all'Internazionale Liberale ed all'Eldr, che raccolga Repubblicani, Liberali, Radicali e tutti quei Riformatori e Liberalsocialisti che anelano ad una casa comune.
Un unico soggetto che possa anche partire da una spaccatura costruttiva dell'attuale PdL (e raccogliere gli sparuti liberali del Pd) e che potrebbe vedere protagonisti non solo Renato Brunetta, ma anche Gianfranco Fini.
Un unico soggetto politico con un'unico simbolo, un'unica sede nazionale (anche per risparmiare sui costi), un unico giornale di partito e così via.
Con un programma condiviso che sul piano economico vada dal rigore nei conti pubblici, all'aliquota unica per tutti al 20%, all'allungamento dell'età pensionabile; che sul fronte civile vada dalla  libertà di cura, di vita, di morte, per il matrimonio omosessuale e così via. Ed in politica estera miri alla creazione dell'Europa politica, amica degli Stati Uniti e dello Stato d'Israele.
Se qualcuno inizierà già a lavorare a questo progetto, non è escluso che si possa davvero ridisegnare un nuovo bipolarismo che ci veda davvero protagonisti.

Luca Bagatin



5 ottobre 2009

ENERGIE ALTERNATIVE E PULITE by Peter Boom

ENERGIE PULITE SI'......ANCHE SE....
presentazione by Luca Bagatin

Come ho già scritto tempo fa, su questo punto concordo solo in parte con l'amico Peter Boom.
Dati alla mano dimostrano che le energie alternative pulite vanno benissimo (da anni peraltro sosteniamo che anche con i derivati della cannabis si potrebbero produrre carburanti meno inquinanti dei derivati del petrolio), ma senza il nucleare - a tutt'oggi - conti alla mano, siamo fritti.
E già l'Italia, che ha sciaguratamente deciso di chiudere a suo tempo le sue centrali nucleari (con la sola opposizione, ai tempi, del nostro Partito Repubblicano Italiano), si trova oggi ad importare energia dall'estero con gravi costi in bolletta. Per quanto si stia finalmente cercando di invertire la rotta.
Ad ogni modo vi propongo quest'articolo dell'amico Peter che è un'ottimo spunto di riflessione nell'ambito delle energie pulite ed alternative sulle quali è sempre e comunque necessario investire.

Luca Bagatin

ENERGIE ALTERNATIVE E PULITE

di Peter Boom

 

Le energie alternative e pulite basterebbero al fabbisogno energetico del mondo intero.

L'energia del vento sta già facendo importanti passi avanti nonostante l'avversione da parte di certi ambientalisti che forse vedrebbero di buon occhio (per un motivo o l'altro) il perdurare delle centrali a carbone, gas, nucleari, etc., che non sono per niente pulite, costano molto e guastano il paesaggio.

Forse non ci sarebbe neanche più bisogno del vento perché si potrebbe inventare una ruota che gira sempre senza vento o altro.

L'energia solare fa importanti passi avanti e sono già stati inventati pannelli solari a costi molto più bassi di quelli finora in commercio. In Italia sono vietati nei centri storici, forse per non togliere spazio ai milioni di antenne e parabole. Esistono già pannelli solari che imitano i caratteristici coppi che coprono i nostri tetti antichi.

Molti altri sistemi alternativi per produrre energia vengono inventati e messi in pratica ed anche questa diversificazione ci dà la speranza di poterci liberare dall'inquinante uso del petrolio, del carbone, del nucleare, etc.

Dal “Club of Amsterdam” mi è giunto un interessante articolo riguardante strade e autostrade ad energia solare. In pratica bisognerebbe collocare su strade, autostrade e parcheggi dei pannelli solari appositamente prodotti per questo scopo invece di continuare a coprire il manto stradale con l'asfalto (inquinante prodotto petrolifero).

I suddetti pannelli solari conterrebbero anche dei “led” (strisce o punti luminosi) con la funzione di rendere visibili da sotto le linee di divisione delle strade, un sistema molto più sicuro soprattutto per la guida durante la notte. I “led” servirebbero anche per dare indicazioni ai guidatori. Inoltre riscalderebbero la superficie stradale per contrastare la formazione di ghiaccio.

Stazioni di rifornimento elettrico toglierebbero di mezzo ogni uso di carburanti inquinanti e l'auto elettrica diventerebbe l'unico ed anche più economico mezzo di trasporto.

Per coprire le superficie asfaltate con pannelli solari super-resistenti nei soli Stati Uniti basterebbero cinque bilioni di dollari (un ottimo investimento!) che renderebbero tre volte il fabbisogno energetico del popolo nord-americano, una quantità di energia quasi abbastanza per il mondo intero.

Un affare enorme anche per le industrie petrolifere che potrebbero convertire i loro sforzi, i loro investimenti in questo storico mega-cambiamento indispensabile per salvare il mondo da un inquinamento irreversibile e dalla sempre meno disponibilità di risorse carburabili.



11 luglio 2009

ENERGIA NUCLEARE: un confronto con Peter Boom

AFFARISTI, CORROTTI E CATTEDRALI NEL DESERTO
di Peter Boom



L'Italia paese d'o sole, del mare, del vento, dal sottosuolo ricco d'energia! No, importiamo gas che  esplode, petrolio che inquina ed ora vogliono costruire centrali nucleari altamente a rischio, per inquinamento, sicurezza, terrorismo e forse pronti tra 15 – 20 anni (sic!). Negli Stati Uniti, dopo le discusse politiche di Bush il neo-presidente Obama è già stato capace di cambiare parecchie carte in tavola (energia-inquinamento, politica estera, politica sociale, libertà basilari), ma in Italia si va avanti col vecchio, con l'asociale, con i diritti negati e forse tra poco anche con internet controllato (free speech- libertà di parola).
Dicono che la crisi sia passata, ma … se non si modernizza, proponendo le enormi risorse delle energie alternative, pulite e non rischiose delle quali l'Italia è ricchissima, rimarremo sempre energia-dipendenti dai paesi arabi, dalla Russia e da altri stati attraverso i quali passano le condutture, anche quelle sempre più a rischio. Inoltre, lo sviluppo delle diverse energie alternative creerebbe in maniera subitanea moltissimi posti di lavoro e il mercato ne trarrebbe enorme vantaggio. Ora invece i licenziamenti aumentano, senza garanzia di appropriati ammortizzatori sociali, e di conseguenza sempre meno gente avrà la possibilità di investire sulla casa, sulle automobili (obsolete anche quelle) e quant'altro.
Oggi si vogliono spendere i soldi per ponti a rischio terremoti, aeroporti su suoli termali, di interesse archeologico e turistico, centrali a carbone e nucleari. Certa politica corrotta o comunque incapace e shortsighted (corta di vista) fa costruire scuole, prefetture e autostrade che crollano, non esercita controlli su multinazionali che fanno passare una normale influenza come una pandemia inesistente, lascia un apparato giudiziario sempre più lento, debole ed insicuro, cosa che garantisce invece una diffusa criminalità dei colletti bianchi (white collar crime) e punisce praticamente soltanto i poveracci ed i diseredati.
L'Italia è un paese bellissimo e ricchissimo di varia potenzialità, CHE PECCATO!!!
ORDINE, DEMOCRAZIA, RISPETTO PER I DIRITTI CIVILI ED UMANI

Peter Boom


CARO PETER, ECCO PERCHE' SOSTENGO L'ENERGIA NUCLEARE (oltre alle energie rinnovabili).....
di Luca Bagatin



Si può pubblicare anche senza essere necessariamente d'accordo. Ed io, questa volta, sono assai poco d'accordo con quanto scrive il nostro Peter Boom nell'articolo riportato qui sopra, con il quale voglio pur confrontarmi.
L'Italia è il Paese d'o sole, ma solo al sud e/o nelle coste (caro Peter, vieni ad esempio nella mia Pordenone e ti accorgerai che aveva ragione Hemingway a definirla "pisciatoio d'Italia"). Le risorse energetiche, purtroppo, anche quelle del sottosuolo, sono limitatissime.
Come ha dimostrato il prof. Franco Battaglia e l'Associazione Galileo 2001 per la libertà e dignità della scienza, al nucleare non vi sono dunque alternative, salvo continuare ad importare energia nucleare dall'estero e pagare le bollette più care d'Europa.
Ed il nucleare è, oltretutto, un'energia pulita !
Al link www.ilgiornale.it/la_aut.pic1?ID=5750 trovate un bel po' di articoli del Battaglia, tanto per gradire ed approfondire.
Sono dunque fra coloro i quali ritengono che il referendum antinuclearista del 1987 fu una sciagura.
Una sciagura mediatica sull'onda del disastro di Chernobyl, ma si consideri che nell'allora URSS non vi eran né seri controlli né le centrali erano costruite, per così dire, "a regola d'arte" (il grosso del bilancio statale se ne andava infatti nella cosiddetta "corsa agli armamenti").
Una sciagura mediatica orchestrata dai Verdi fondamentalisti e da tutte le forze politiche (in prima linea anche socialisti e radicali, salvo diversi ripensamenti negli anni a venire e le perplessità della stessa associazione ambientalista Amici della Terra), a differenza del PRI che a tale referendum si oppose con forza.
I guasti della scelta antinuclearista li stiamo ancora pagando.
Le energie rinnovabili vanno benissimo, ma sono limitatamente praticabili nel nostro Paese. Dalla solare all'eolica. Non c'è né abbastanza sole né abbastanza vento (non abbiamo una Saint-Malo italiana, per intenderci).
Alternativa al petrolio potrebbe essere la Cannabis, questo sì.
Ne parlavamo a Pordenone quando fondammo il comitato antiproibizionista IN / COSCIENZA una decina e rotti anni fa. Constatando peraltro che l'Unione Europea mette a disposizione fior fior di quattrini per gli utilizzi industriali della canapa indiana (come avviene da anni in Svizzera, ad esempio). Utilissima, fra l'altro, per la produzione di carburanti meno inquinanti dei derivati del petrolio.
Qui l'Italia è però come al solito cieca, sorda, bigotta e soprattutto cretina (da qualche tempo - non a caso - sto sostenendo la teoria di quelle che definisco le "radici cretine dell'Italia": dal totalitarismo di destra a quello di sinistra, passando per le influenze clericali giudaico-islamo-cristiane. E sottolineo clericali, non certo spirituali, che sono cosa ben diversa !).
Dunque, caro Peter, permettimi questa presentazione critica al tuo pezzo, che pur ho pubblicato come sempre, con grande piacere ed onore.

Luca Bagatin



11 marzo 2009

Liberalismo e Cristianesimo



In questi anni di grande confusionismo ideale, in Italia, si è giunti persino ad affermare che il liberalismo ed il cristianesimo di matrice cattolica sono dottrine “contigue” e “complementari”.
E' emblematico che tale dibattito avvenga in Italia - Paese che ha conosciuto il liberalismo al governo solamente durante il Risorgimento – ove il Potere Temporale ha sempre esercitato un notevole influsso sulle coscienze dei governanti (salvo, appunto, durante il periodo risorgimentale).
La questione, tuttavia, potrebbe già dirsi risolta allorquando si prenda coscienza dell'astrusità del porre sullo stesso piano una religione messianica con una dottrina politico-economica propugnatrice e foriera di libertà individuale e quindi, di coscienza.
Capirei, al massimo, se si volesse disquisire di ideologie messianiche: la principale delle quali il marxismo.
Quest'ultima, invero, non è forse così lontana dal finalismo giudaico-cristiano-cattolico di una società perfetta (quella che Orwell riassunse nel suo “1984”), idilliaca, imposta da un ipotetico Dio  - magari per mezzo dei suoi rappresentanti terreni - o dallo Stato (o dallo Stato che si fa Dio), magari una società finanche senza classi. Una società ove l'etica e la morale  - e quindi l'autorità statuale e/o ecclesiastica (con a capo il Funzionario di Partito e/o il Cardinale) primeggiano rispetto alla coscienza del singolo individuo. Individuo che purtuttavia – nei fatti - non è ontologicamente affatto perfetto, perché la vita stessa non può essere perfetta in quanto è permeata da una continua ed incessante ricerca entro e fuori sé stessa.
E' infatti l'individuo a trovarsi ontologicamente a giocare la sua partita, a ricercare sé stesso, per mezzo delle sue stesse potenzialità fisiche, ma anche e soprattutto intellettuali e psicologiche.
Tornando alla querelle relativa al liberalismo ed al cristianesimo, specie quello di matrice cattolica,  sarà ad ogni modo utile tornare ad Alexis de Tocqueville ed al suo “Democrazia in America”. Testo peraltro così amato dal nostro Camillo Benso conte di Cavour.
Qui Tocqueville parla anche e giustamente del cristianesimo e di come gli Stati Uniti d'America, patria del liberalismo per eccellenza, siano da sempre permeati da una profonda coscienza religiosa cristiana (ed anche massonica, aggiungerei io, sollolineando il fatto che la spiritualità massonica è fortemente connessa ad una profonda spiritualità di matrice gnostico-cristiana) e di come gli statunitensi siano allo stesso tempo permeati da un forte senso di libertà. Proprio tale coscienza ha fatto sì che lì le leggi fossero assolutamente autonome rispetto a qualsiasi morale religiosa, rispettando quel principio che il Cavour definì di “Libera Chiesa in libero Stato”.
Si noti come invece da noi, ove l'influenza del dogma cattolico è molto forte – anche e soprattutto nelle leggi dello Stato - dilaghi l'irresponsabilità individuale, l'immoralità, la corruzione, e finanche l'ateismo (concetto pressoché sconosciuto negli USA ove al massimo si giunge ad un sano angosticismo).
Si noti poi come un altro grande filosofo liberale del '900, Benedetto Croce, affermava sì che “Non possiamo non dirci cristiani”, rivalutando l'influenza del cristianesimo nel pensiero occidentale (già pregno dalla cultura greco-romana), ma intendendo per cristianesimo una rivoluzione “umana” e non già “divina”, ove il Dio crociano era una divinità immanente, ma non trascendente.
Non a caso Benedetto Croce fu in prima linea contro il Concordato fra l'Italietta fascista di Mussolini ed il Vaticano. Concordato che abolì nei fatti il “Libera Chiesa in libero Stato” dell'Italia liberale di Cavour e di Giolitti e tristemente inserito nella Costituzione repubblicana all'Articolo 7 grazie all'accordo unanime di democristiani e comunisti (eredi e propugnatori, non a caso, delle ideologie messianiche di cui abbiamo parlato all'inizio dell'articolo).
Non è forse un caso che nella confusa Italia d'oggi, i maggiori sostenitori di un liberalismo di matrice giudaico-cristiana siano i cosiddetti “atei-devoti”, magari financo formatisi culturalmente e politicamente in ambiente marxista e/o vicini all'estremismo socialista (vedi Giuliano Ferrara, Ferdinando Adornato e Fabrizio Cicchitto).
E non è un caso che la Chiesa cattolica oggi, rischiando di perdere sempre più fedeli (ormai stanchi di dogmi e rituali pragmaticamente lontani dalla loro vita quotidiana), cerchi di permeare non già la società , bensì la politica: imponendole una sua personalissima visione della vita, della morte, della morale e via discorrendo (si pensi all'attualissima discussione sul fine vita).
Ci chiediamo sino a quando una situazione di tal fatta sia ancora possibile e sostenibile in un Paese collocato nell'Occidente progredito e democratico.
Una situazione destinata presto o tardi a veder prevalere o l'oscurantismo di matrice medievale o l'illuminismo di matrice liberale.

Luca Bagatin



17 febbraio 2009

FEBBRAIO: MESE DI LAICITA'



Sarà per merito (o colpa) del fato, ma il mese di febbraio è indubbiamente il periodo più denso di avvenumenti "caldi" per chi milita o ha militato nella cosiddetta area laica-liberaldemocratica-liberalsocialista e di libero pensiero.
Non saprei francamente da dove iniziare, ma credo sia il carso di iniziare in ordine cronologico.
Il 9 febbraio si commemora il 160esimo anniversario della Repubblica Romana (1849) che vide protagonisti Mazzini, Garibaldi, Aurelio Saffi, Gofferdo Mameli e molti altri rivoluzionari repubblicani e patrioti che per 5 mesi riuscirono a costituire nello Stato pontificio una piccola repubblica democratica estromettendo il Papa dai suoi poteri temporali. Una repubblica la cui Costituzione rispecchiò in linea generale la Costituzione degli Stati Uniti d'America (che risentì negli anni successivi di un forte influsso mazziniano, oltre che chiaramente essere imprtontata ai valori massonici di Fratellanza, Uguaglianza e Libertà) e di quella italiana attuale.
Il 9 febbraio di 42 anni fa moriva poi un grande ed encomiabile "ribelle" del liberalsocialismo: Ernesto Rossi. Un "democratico ribelle" come passò poi alla storia. Una storia ingrata che spesso dimentica questa fondamentale figura del Partito d'Azione, dell'antifascismo, dell'anticomunismo, dell'anticlericalismo e del socialismo liberale italiano. Ernesto Rossi fu uomo politico in prima linea nella denuncia delle angherie del regime corporativo fascista (segnaliamo il celebre "Il manganello e l'aspersorio"). Dopo la caduta del regime mussoliniano e l'avvento di quello democristiano, fu fervente anticlericale denunciando l'ingerenza del Vaticano nella politica e nella cultura italiana (si ricordino le mitiche "Pagine anticlericali").  La sua arguta e brillante penna contribuì alla fondazione del settimanale laico e liberale "Il Mondo" diretto da Mario Pannunzio (in cui collaborò poi tutta la "créme" liberalsocialista e repubblicana del dopoguerra da Gaetano Salvemini a Ugo La Malfa passando per Vittorio De Caprariis, Bendetto Croce, Einaudi e financo un giovanissimo Marco Pannella) nel quale non mancavano mai le sue inchieste sul malaffare politico e finanziario del nostro Belpaese denunciando in particolare l'oligarchia della grande industria e dell’alta finanza che nel nostro Paese ha prosperato con l’aiuto dell’intervento pubblico, secondo la consueta «comoda politica della privatizzazione dei profitti e della socializzazione delle perdite».
Proseguendo nel nostro excursus sugli avvenimeti cruciali di questi giorni, come non ricordare il centenario della morte (16 febbraio 1907) del Vate del Risorgimento ovvero di Giosue (senza l'accento finale, mi raccomando !) Carducci di cui è recentissimamente uscita una approfondita biografia dello storico Aldo A. Mola edita da Bompiani: "Giosue Carducci: scrittore, politico, massone". Chi scrive ammira il Carducci non solo in quanto la sua celebre poesia "San Martino" fu l'unica che ebbe facilità ad imparare ai tempi della scuola elementare, quanto piuttosto per i versi dell'"Inno a Satana", componimento scritto dal Poeta in una notte e assai poco conosciuto (a causa di una certa cultura clericale onnipresente quando c'è da mistificare la Bellezza e la Verità dell'umana espressione che attinge da un cuore puro e sincero). Ricordiamo qui: "Via l'aspersorio/prete, e il tuo metro! No, prete, Satana/Non torna in dietro!" ove il suo Satana è in realtà, come ci ricorda lo stesso Prof. Mola: "il Dio della libertà che sconfigge il Geova dei sacerdoti, ossia il clericalismo bigotto, invadente negli affari di Stato e ostacolo al progresso sociale." Carducci ha insomma la stessa visione del Divino che hanno i mazziniani e gli gnostici come il frate domenicano di Nola, Giordano Bruno, condannato al rogo dalla Chiesa cattolica ed ivi morto il 17 febbraio 1600 per aver affermato che «Cristo non era Dio ma un mago incredibilmente abile" e che "L'universo è infinito e contiene un numero similmente infinito di mondi, e che tutti sarebbero abitati da esseri intelligenti" oltre che per la sua visione di Dio come immanente ovvero che "il Divino che è il Tutto, e del Tutto che è il Divino". Giordano Bruno fu un libero pensatore gnostico che attinse le sue Conoscenze per mezzo dell'esperienza diretta (unione con il Divino) ed i suoi studi ermetici (da Ermete Trimegisto, il Dio Thot degli Egizi) ed i quali meriterebbero un articolo di approfondimento a parte. Ci limitiamo qui a riportare queste mere nozioni che auspichiamo siano utili a coloro i quali vogliano approfondire l'argomento.
L'8 febbraio del 2007 è invece venuta a mancare una militante che ha fatto sognare molte donne negli anni '70: Adele Faccio. Grazie ad Adele (nonché ad Emma Bonino e a Marco Pannella), oggi le donne sono più libere e consapevoli dei loro diritti. Grazie al carcere che ha dovuto affrontare per aver dichiarato pubblicamente di aver interrotto volontariamente una gravidanza oggi vi è una legge sull'aborto che tutela le donne e le loro scelte consapevoli (grazie alla quale fra l'altro gli aborti si sono ridotti e quelli clandestini in condizioni inumane sono pressoché completamente scomparsi). Come non equiparare Adele Faccio ai grandi del Risorgimento e della Resistenza antifascista libertaria e socialista.
In questo febbraio 2009 è invece venuta a mancare Eluana Englaro, il cui spirito è finalmente stato liberato da un corpo reso vegetale.
La sua dipartita ha riaperto la vecchia frattura fra laico liberali e cattolici fondamentalisti.
Che questo febbraio 2009 ci porti consiglio e buone nuove per un avvenire che auspichiamo essere più civile, democratico, europeo ed occidentale. E che veda contrapposti unicamente Liberali e Conservatori.



Luca Bagatin



1 novembre 2008

HALLOWEEN....



Caro Jack La Lanterna,
abbiamo commesso così tanti peccati su questa terra, ovvero abbiamo agito ascoltando la nostra coscienza e rigettando i principi morali, al punto che oggi non siamo accettati né in Paradiso né all'Inferno (specie da quando giocammo quel brutto tiro a Satana).
E così ci troviamo a vagare in questo mare internettico alla ricerca della Luce....in compagnia della nostra fida lucerna.
Il mondo dei Vivi, oggi, si confonde con quello dei Morti.
E noi, chi siamo ?

BagLU





29 settembre 2008

Il ruolo dei Laici e dei Liberali per il futuro dell'Italia



Massimo Teodori, professore di Storia delle istituzioni degli Stati Uniti d'America all'Università di Perugia e già parlamentare del Partito Radicale prima e di Forza Italia poi, con "Storia dei laici nell'Italia clericale e comunista", completa un po' il ciclo di quei libri "clandestini" e "vieti" in quest'Italia, appunto, che ha visto i laici, liberaldemocratici, repubblicani e liberalsocialisti, relegati da sempre in un ruolo marginale. Pur essendo i vincitori della Storia e avendo costruito anche in questo Paese, le fondamenta di uno Stato civile, democratico e liberale.
Altro libro "vieto" è l'ormai quasi introvabile "Il Mondo 1949/66: Ragione ed illusione borghese" di Paolo Bonetti ed edito da Laterza negli anni che furono e che narra l'avventura del liberale Mario Pannunzio, del suo settimanale laico e dei suoi redattori "pazzi malinconici", già provenienti dalle file del Partito d'Azione, del Partito Repubblicano e del Partito Liberale. Nonché i contributi di quei socialisti in dissenso con la linea marxista del Psi di allora.
Massimo Teodori ci regalò anche, non molti anni fa, un volumetto da lui curato dal titolo "L'anticomunismo democratico in Italia: Liberali e Socialisti che non taquero su Stalin e Togliatti", edito dalla Fondazione Liberal ed in cui sono raccolti gli scritti di quei democratici e antifascisti italiani che si opposero con pari forza al comunismo sovietico ed italiano, con le sue violenze ed il suo autoritarismo.
Infine, sempre il Teodori, scrisse un pamphlet di denuncia nei confronti dei cosiddetti "atei devoti" o "laici pentiti", ovvero tutti quei politici e intellettuali che, partendo da posizioni laiche o financo atee, si ritrovano oggi a reggere la veste del Papa dei cattolici e plaudono alle sue ingerenze nella politica dello Stato Italiano.
Con "Storia dei laici", abbiamo ulteriormente modo di approfondire un antico filone storico e culturale che ha le sue radici nel Risorgimento mazziniano, garibaldino e cavouriano e che prosegue nella costituzione delle prime Società Operaie di Mutuo Soccorso da una parte e nell'edificazione dell'Italia Liberale dall'altra.
E così, la lotta al fascismo prima in nome della Repubblica ed al comunismo in nome della Libertà e dei valori occidentali passando per la lotta ai monopoli, ai Poteri Forti, alla speculazione edilizia, per il divorzio e la suola pubblica.
E così si va da Salvemini a Pannunzio, da Ernesto Rossi a Luigi Einaudi e Ugo La Malfa.
Pazzi malinconici, ma mai velleitari. Lucidi sognatori in perenne dialogo ed al governo con la Democrazia Cristiana, ma capaci di offrire un'alternativa ed un'argine laico ed occidentale ad essa ed al suo clericalismo imperante.
I laici di allora sognavano una Terza Forza liberaldemocratica e liberalsocialista che li unificasse. Il progetto fallì miseramente, spesso a causa di divisioni e gelosie dei vari partiti di riferimento.
Una riflessione sulla situazione attuale si impone.
Io sono fra coloro i quali ritengono che non si possa minimamente stare dalla parte dell'attuale opposizione di matrice cattocomunista e inconsistente su tutti i fronti, oltre che alleata ad un partito reazionario come l'Italia dei Valori.
L'attuale governo Berlusconi non è la panacea di tutti i mali, ma ha saputo dimostrare di risolverne taluni con misure liberali e financo socialiste: dalla cosiddetta Robin Tax sui petrolieri, alla lotta ai fannulloni, alla detassazione degli straordinari, all'emergenza rifiuti in Campania, alla recente proposta di Brunetta in favore dei diritti alle coppie di fatto.
Non a caso gli storici partiti laici (dal PLI al PRI al Nuovo PSI ai Riformatori Liberali) hanno, negli anni, preferito sostenere sempre la CdL o il PdL piuttosto che l'Ulivo o il Pd.
Certo, trattasi di un governo a sovranità limitata (Berlusconi non è eterno) e con, ahinoi, forti componenti reazionarie e sfasciste (penso alla fallimentare e proibizionista "guerra alla droga" o alla "guerra alle puttane e relativi cllienti").
E' per questo che oggi si può e si deve costruire l'alternativa per l'alternanza (come diceva Pannella, peccato che lui sia così confusionista da essere finito in pasto ai nipotini di Berlinguer e di Dossetti).
L'alternativa a partire dal sostegno contingente a questo governo, ma per garantire, nell'arco dei prossimi 5-10 anni, un'alternanza alla conservazione del PdL.
Per costruire un vero Partito della Libertà, della Laicità, della Democrazia Liberale. Un partito ancorato all'Internazionale Liberale e all'ELDR e che possa finalmente garantire anche all'Italia un vero bipolarismo o bipartitismo, se è questo che la maggioranza degli italiani vuole.
Ma un vero bipartitismo-bipolarismo, presuppone l'esistenza di culture politiche omogenee e radicate nella Storia dell'Europa e dell'Occidente.
E quindi: Liberali contro Conservatori.
Mi viene in mente la Gran Bretagna, ma anche la Francia, ove i laburisti e i socialisti hanno perso tutto il loro appeal riformatore, mentre i liberali avanzano. Portatori di nuovi diritti, di nuove opportunità individuali e quindi sociali.
In Italia la cosiddetta sinistra ha spazzato via il Partito Socialista prima, osteggia da sempre i Laici e i Liberali e, quando decide di fare opposizione, si appella al parolaio Di Pietro e ai suoi girotondi modaioli.
E' anche per questo che i Laici e quindi i Liberali di cui parla anche Massimo Teodori nel suo saggio, forti della loro Storia e cultura di governo, avrebbero la possibilità di fare un salto di qualità.
Non tanto e non solo per il loro bene, quanto per quello dell'Italia che altrimenti non conoscerà mai più una vera alternanza di governo capace di garantire il futuro a tutti noi ed alle generazioni future.

Luca Bagatin



28 luglio 2008

Berlusconi decida se vuol diventare un vero Statista Europeo ed Occidentale: eviti di modificare la legge elettorale per le Europee e si apra ai temi laici



Abbiamo ultimamente avuto modo di plaudire più volte al Governo Berlusconi IV ed alle sue misure liberalsocialiste che vanno dalla detassazione degli straordinari passando per l'abbattimento dell'Ici sulla prima casa, la tessera sociale di 400 euro annui, un nuovo piano per le abitazioni per famiglie e meno abbienti, sino al taglio alle spese dei ministeri ed alle misure contro i "fannulloni" nella Pubblica Amministrazione. Plaudiamo anche al Lodo Alfano che finalmente prevede l'immunità per le alte cariche istituzionali e che andrebbe estesa anche ai Parlamentari i quali, una volta eletti dal popolo, solo da questo possono essere giudicati e solo una volta non rieletti possono e devono essere giudicati dalla Magistratura per eventuali infrazioni della Legge. Legge che deve essere uguale per tutti e non "più o meno uguale per qualcuno", come il periodo di Tangentopoli ci ha tristemente insegnato falcidiando un'intera classe dirigente e mantenendone illesa un'altra non certo incolpevole.
Purtuttavia rimaniamo assolutamente esterrefatti relativamente alla proposta di legge elettorale presentata dal PDL relativamente allle Elezioni Europee, ove si fa vera e propria strage di democrazia tanto quanto, se non peggio, della legge elettorale delle Politiche.
Ancora una volta si vuole togliere la possibilità agli elettori di apporre la propria preferenza sui candidati dei relativi partiti ed in tal modo - come per le Politiche - si pretende che ciascun elettore "approvi" la lista dei candidati decisi dalla Segreterie di Partito. Un po' come durante il fascismo ..... tanto più se consideriamo che la suddetta legge prevede uno sbarramento del 5% (ma nei fatti del 20% in quanto le circoscrizioni sono aumentate da 5 a 15) e quindi si vuole a priori falcidiare fior fior di partiti ad unico vantaggio dello stesso PDL, del PD, della Lega e, forse, dell'Italia dei Valori.
L'ennesimo scippo democratico che certo non fa onore ad un partito che si proclama "delle Libertà". Uno scippo che questa volta non perdoniamo al Cavaliere, il quale, se vorrà essere davvero ricordato come uno Statista di stampo liberal-popolare ed Occidentale capace in qualche modo di unire laici e cattolici, dovrà fare i conti anche e proprio su questo tema ripristinando democrazia e pluralismo che peraltro sono i valori fondanti dell'Europa stessa.
Oltre a ciò ci permettiamo anche di suggerire al Premier di aprirsi a temi laici e quindi di civiltà giuridica come l'eutanasia - riportata alla ribalta anche dei media con il caso di Eluana Englaro e di Paolo Ravasin - e quindi il testamento biologico; la possibilità di aprire alla ricerca scientifica a 360 gradi sul modello anglosassone; la pillola del giorno dopo;  ma anche la lotta alle narcomafie confrontandosi ed aprendo alle ricette antiproibizioniste e quindi legalitarie contro il disordine d'oggi in meteria.
Questi dei timidi suggerimenti ad un Governo che oggi ha la possibilità di essere ricordato come un Governo "diverso" rispetto agli ultimi 15 anni. Un governo capace di imprimere la sua svolta riformatrice, arginando le derive sfasciste della destra e facendo rivivere la stagione riformatrice del vero ed unico Centro Sinistra di De Gasperi, Einaudi, La Malfa e Craxi.




Luca Bagatin (nella foto con suo fratello Silvestro)


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini