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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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12 agosto 2011

A quattro palmenti...ou désespérément sexy goulûment !






2 luglio 2011

Come diceva mia nonna, l'Egidia Bertolo: "Me vien A(l)fano de stomego !"

Angelino Alfano è stato eletto per acclama-zione.
Lo Zione ha acclmato la folla e il Gigi D'Alessio della politica nostrana è stato eletto al grido:




ANGELI', SITTUTTINOI !!!!



21 marzo 2011

"Il sofisma di Peano": racconto surRenale by Baglu



"Pietro e Paolo sono apostoli, gli apostoli sono dodici, quindi Pietro e Paolo sono dodici", diceva Peano nel suo sofisma.
Peano era un sofistico a cui tutto dava fastidio. Pietro e Paolo erano due peones.
Bruno, che conosco da ben quindici anni saluta sempre tutti dicendo: un oceanico cielo solare di gloriosa felicità. No, scusate, ho sbagliato. Un oceanico cielo solare di accidiosa oceanità. Un cielo sereno oceanico di solare felice solarità. Un sereno oceanico e solare oceano felice di solitaria felicità.
Bruno è un pazzo. Da almeno quarant'anni. Non dategli ascolto.
Pietro e Paolo sono apostoli, gli apostoli sono dodici, quindi Pietro e Paolo sono due dodicesimi degli apostoli. Pietro e Paolo erano astigmatici, ma, poichè ai tempi di Gesù gli occhiali da vista non erano ancora stati inventati, gli apostoli erano solamente sei. La fame, gli stenti, la miopia, l'astigmatismo fece sì che se ne vedessero sempre dodici.
Dodici decimi.
In gruppo o a coppie.
Pietro e Paolo erano due mentre Bruno, che si crede un profeta, è uno solo. Pietro e Paolo sono morti mentre Bruno è vivo. Anche se sembra un vegetale.
Pietro e Paolo erano vegetariani.
Luca e Paolo sono due comici, i comici nel mondo sono milioni, quindi Luca e Paolo al Festival di Sanremo hanno guadagnato milioni di euri.
Non soffocate un sofisma, specie se di Peano.
Peano potrebbe adontarsene.
Oggi, al posto di Peano, alla cattedra di Logica Matematica di Torino siede Piergiorgio Odifreddi.
Lino Sacchi sostiene che Odifreddi sia un parricida di Peano.
Ma, lasciamo perdere le disquisizioni ed andiamo alla sostanza.
Sostanzialmente Peano era un matematico logico, un po' come Odifreddi che però è un matematico catodico.
Catodico come il tubo della televisione, sì, certo.
Catodico come l'adepto della religione del tubo.
Viva oggi e sempre il catodicesimo ! Altrimenti il canone Rai-Tv-FurtodiStato-edi-mercato sarebbe ben più salato.
Chi la fa l'aspetti.
Ed i cocci sono suoi.



16 aprile 2010

"Inseminando Zizzania": monologo surRenale by Luca Bagatin



Che cosa resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani ?
Niente, neppure una riminescenza.
A Rimini ci andai alcuni anni fa.
Odio il mare. Amo Rimini.
A Rimini si possono ammirare molte cose.
Le bellezze locali in primis.
A Rimini si può ammirare o rimirare ?
Amo le rime. Odio le rane.
Amo la rena di Rimini.
Ricordo quel dì a Montefiore Conca che, però, non è situato in zona marina.
Ricordo il Montefeltro, perché a "Montefeltro" è necessario aggiungere l'articolo.
Non ricordo a quale articolo di codice penale a giurispurdenza arrivammo a rimirare il mare.
Che cosa resta di tutto il dolore che ?
Cosa resta, ecco, appunto.
Poiché in base alle tue parole sarai giustificato in base alle tue parole sarai condannato.
Parole di condanna piovevano, che è forma decisamente più corretta di "piovvero".
Piovvero parole sulla città, che è come dire....una metafora, ecco, appunto.
Duepunti e acCapo.
Dopo il "post scriptum" non ci vogliono i duepunti. Io CE li metto da sempre.
Detesto il singolo puntino - solitario, appunto - apposto dopo la pi e la esse.
Piesseduepunti. La forma che preferisco.
E la forma è anche sostanza.
Sostanzialmente penso che abbia davvero, in questo senso, ragione Aldo Busi.
La forma è anche sostanza.
Che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto ?
Abbiamo creduto di provare dolore.
Abbiamo. Creduto.
Creduto di obbedire, ma non di combattere.
Forse, di controbattere.
Abbiamo forse creduto di soffrire da giovani ?
E da vecchi, allora ?
Da vecchi non si soffre forse più ?
Che cosa resta ancora da approfondire di una vita che ha creduto - da giovane - di soffrire ?
Il peggio si riduce a un risolino......di stupore.
E le angoscie di un tempo ci appaiono così lontane da............
Da ritenere Rimini, il Montefeltro, quale metafora di un seminario sulla gioventù e oltre.




21 agosto 2009

PRO - FUMO DI MARE O PROFUMO DI MARE ?: Crudités ou Cruauté ?

h(ER)r Komandante Unknow(n)





14 agosto 2009

UNA GONNA SENZA L'UOVO: surRenalità d'agosto


A Meri Lao, a Roberta Tatafiore, a tutte le femministe non fancazziste
Agli uomini come me che non amano le donne che li odiano
Alla fallocrisia, che è l'ipocrisia di colui il quale pensa che le dimensioni contino qualche cosa. Specie quanto perde una partita sotto il tavolino.
A Novembre, quando la città si accende in un istante.....nonostante a dicembre risulti ben più illuminata.
Ma soprattutto ai bambini che, innocentemente, hanno scoperto il gusto per la beSTIEmmia.
Perché Dio è, prima di tutto, un bambino che l'ha fatta grossa. E ne va pure fiero ! (anvedi un po'...mortacciSua).

Baglu - Libero Marinaio dell'Inverno che tarda a venire

Una donna senza uomo è...
E’ come un naso senza officina
Un capitombolo senza la mitria
Un dizionario senza benzina
Un parafulmine senza la cipria
Una donna senza uomo è
Un perizoma senza pignatta
Un pipistrello senza culatta
Un pomodoro senza ciabatta
Un purosangue senza cravatta Una donna senza uomo è
Un paralume senza bagnino
Un palissandro senza orecchino
Un palinsesto senza zerbino
Un partigiano senza girino
Una parentesi senza diuretico
Donna è
Una pellicola senza capezzolo
C’est une femme
Una piramide senza solletico
Woman is
Una polemica senza corbezzolo
Es mujer
Mentre un uomo senza donna
Mentre un uomo senza donna
Che cazz’è
Che cazz’è
Che cazz’è...

di Meri Lao per "La città delle donne" di Federico Fellini




Una gonna senza l'uovo
parafrasando uno
Sfogo figo di una figa
monologo suRenale apparentemente illogico
ma ontologicamente onto (dal Veneto: unto)

by Baglu

Una donna senza un uomo, diciamocelo pure chiaramente, checché se ne dica, vive meglio e - forse - anche più a lungo.
Una donne senza uomo è come un naso senza officina.
Ma soprattutto un perizoma senza pignatta. Orsù, e diciamocelo: ma che ci fa un perizoma con la pignatta ! Mica è sexy una pignatta con un perizoma !
Capirei una pignatta con il capezzolo con l'orecchino o un palissandro senza la mitria (quella del prete zoroastriano ?).
Ma un purosangue senza cravatta ! Ma dove si è mai visto un purosangue senza cravatta signoramia !
E poi quella storia di Lei che è dietro al bancone e lui le dice: hai una nuova pettinatura anche oggi ?
E lei: che te tu non ha niente da fare, bellino ?
Accipicchiaripicchia ! M'ha chiamato bellino !
E quello lì comincia a fantasticare........ Ecco, perché un uomo, oggi, sa solo fantasticare.
Mica sa crearsi un futuro: prendi la legna, appoggia la legna, riprendi la legna, riappoggia la cazzuola.
E i figli ? Mica possiamo affittare il furuto (il FU-RU-TO) dei nostri figli a Lucia Rizzi !
E pensare che c'è chi non farebbe un passo senza i consigli di Lucia Rizzi che sì, vabè, assomiglia a ......(non ricordo) ma con i bimbi ci sa fare eccome !
E poi mica possiamo diventare vecchi e sbavare dietro alla barista sexy vestita come arlekkino ad Harlem e chiederle: per favore UNA CONA !
Una che ? (ti chiede la barista stronza che si diverte a farti fare la figura del fregnone).
Una CONA, che si dice tale in quanto (che) non ho ancora mangiato abbastanza gelato da vomitare.
Se l'avessi fatto mi sarebbe venuto un CONato. E allora sì che sarebbe stato maschile !
Questa guerra fra i sessi !
Ordunque dicevamo: che cazz'è un uomo senza officina o una donna senza la cipria ?
O una donna che urla: sono fieVa delle mie Vughe ! Non ho paura d'invecchiare, non ho paura di morire e trovo che l'amore E' meraviglioso !
TUTTE LE DONNE SON GIOVANI
TUTTE LE DONNE SON BELLE !
TUTTE LE DONNE HANNO PAURA D'INVECCHIARE CON UN PANTOFOLAIO ROTTINCULO CHE UNA VOLTA STUFO DI LORO LE FA APPEZZI E LE FICCA DIETRO A UN MURO !
TUTTE LE DONNE HANNO VENT'ANNI.....NON COME LA DICCI' CHE A VENT'ANNI ERA GIA' COSI' PUTTANA !



9 giugno 2009

"......TI VENGO A CERCARE ?": monologo surRenale (a tratti romantico, a tratti ermeneutico) by Luca Bagatin



….....ero perplesso.
Più perplesso di quando sono solitamente perplesso.
E non che la cosa mi sia mai piaciuta più di tanto.
Odio il caldo. Non è una novità. Il caldo mi fa star male. Mi rende triste e nervoso.
Amo la pioggia, il freddo, la neve.
Indossare il cappotto. Nero, scuro. Vestirmi di scuro per nascondere i chili di troppo. La trippa.
Indossare il Borsalino modello Humphrey Bogart ed accendermi un sigaro Antico Toscano.
Ma non è questo il punto.
Il punto è....una donna. Una bella donna.
Una ragazza, anzi, direi, piuttosto.
Kia C.
La conscevo appena. Anzi, è forse il caso di dire che non la conoscevo affatto. A parte il fatto che lei era seduta dietro ad un bancone ed io di tanto in tanto le chiedevo....informazioni.
Per così dire.
Mi ero informato sul suo nome e, già che c'ero, anche sul suo congome.
Per vedere se era reperibile su feisbuc.
Quel contenitore di facce di buco (a cominciare dalla mia) non mi ha mai veramente entusiasmato. Però era un buon modo per vedere se.....se potevo trovare il sistema di mettermi in contatto con lei evitando di recarmi al suo bancone e.......
E che cosa ?
E invitarla a bere un caffè...o che so io. No. Non sarei riuscito a invitarla, così, su due piedi.
E poi...era sempre pieno di gente e allora...... E allora non mi va di mettere in imbarazzo nessuno.
Tantomeno lei.
E allora era la solita storia. Punto e a capo. Senza né capo né tantomeno coda. Senza coda né tantomeno....Nè tantomeno il gusto di conoscere una ragazza che t'intriga solo perché ha delle peculiari caratteristiche che t'intrigano.
Le tette ed il culo non c'entrano.
Parlo di occhi, parlo di sguardi, parlo anche di denti e di sorrisi. Parlo di voce. Non necessariamente sensuale. Anzi, quasi da bambina.
Adoro l'innocenza delle mie quasi coetnee, perché mi sono sempre sentito colpevole.
E, poi, non esistevano quasi più quelle che piacevano a me. Quelle non sensuali, quelle non carnali, quelle eteree come qualche cosa che potevi assaporare solo una quarantina d'anni fa. In certi giardini all'inglese. In certi Café parigini. In certi luoghi più letterari che letterali.
Avrei potuto chiedere consiglio a Boris Price Webster, che poi è il mio nuovo fratellino.
Un gatto, s'intende.
In realtà Boris Price Webster non è che si chiamasse proprio così. Diciamo che il suo nome casalingo era Mirtillo.
Ma che cosa avrei potuto chiedere a Mirtillo, che mi guardava con i suoi occhioni verdi nel suo pigiamino nero. Pigiamino, sì. Parlo del suo manto, ovviamente.
E poi non conosco l'inglese e lo sanno tutti che i gatti se c'è una lingua che conoscono è quella inglese !
Come la zuppa.
Avete presente quei video che girano anche su yuttubb con quei mici che parlano ? In che lingua parlano ? Semplice: inglese.
Fatto sta che Mirtillo è un micio davvero simpatico ed abbiamo fatto subito amicizia. Quasi subito, ovvero dopo un paio di zampate reciproche facendo attenzione a non menarci colpi bassi !
E' riduttivo dire che TUTTI i gatti parlano SOLO l'inglese. Ho avuto gatti sin da quando avevo pochi mesi (posso dimostrarlo con tanto di foto ! Uno di loro – Fulmine - giocava con me nella mia culla quando non avevo che un paio di mesi o giù di lì) e sarebbe sciocco da parte mia non rivelare che riesco a parlare correntemente con ciascuno di loro (loro, non essi ! E non costringetemi a BESTIEmmiare...$xyçòXX).
Ovviamente riesco a parlare con ciascun gatto in perfetto italiano !
Uff....se qualche editore o critico letterario leggesse questo mio scritto sicuramente obietterebbe che: è un flusso di coscienza dell'autore e pertanto non è pubblicabile.
Non amo molto coloro i quali giudicano i testi altrui (anche perché magari non ne hanno mai scritti). Sia detto per inciso. A meno che non siano ottimi amici e non abbiano a cuore che l'elevazione dell'autore in questione.
Non ho mai giudicato testi scritti di qualcuno che non fossi io stesso, ma, se proprio fossi costretto a farlo, penso proprio che giudicherei ottimi solo ed esclusivamente i flussi di coscienza. Che poi non sono che flussi d'incoscienza.
Un po' come i flussi mestruali: a tratti più, a tratti meno fastidiosi....
Ma, dunque, dicevamo......
No, Boris Price Webster sta dormendo....dunque. Kia C. ecco il dilemma !
Come invitare ad uscire Kia C. per conoscerla un po' di più rispetto ai convenevoli abituali buongiorbuonasera ?
Mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm.....
Non sono molto forte con gli inizi. Prefirisco gli indizi.
Da lasciare ermeticamente in giro.




1 maggio 2009

"LUI, LEI, CIOE' NOI": racconto surRenale by Luca Bagatin

Presentazione concludentemente sconclusionata
by Luca Bagatin

Non so preché, per questo racconto, ho utilizzato come titolo quello di un vecchio film (l'unico, se non erro !) di Luciano Secchi in arte Max Bunker.
Non so perché. Forse perché non sono mai riuscito né a vedere né a rintracciare una qualche copia di quell'introvabile film.
O forse perché Max Bunker mi ricorda la mia infanzia fatta di antieroi di carta che sognavo di emulare.
Antieroi più che supereroi. Perché, mentre i secondi già si sapeva che avrebbero sempre vinto (cheppalle !), ai primi era dato il beneficio del dubbio.
I primi saranno gli ultimi.
Ma, fra un piatto di pastasciutta al sugo ed un secondo, nel primo caso, non rischi di mangiarti il cadavere cotto di un animale che – tutto sommato – non ti ha fatto nulla.
I primi sono dunque sempre i primi.
E dunque....FUORI i secondo, cazzo !



LUI, LEI, CIOE' NOI
racconto surRenale by Luca Bagatin




Forse quella sera ero troppo stanco per rientrare a casa.
Anzi no, senza il forse.
Senza il forse, diciamo pure che: ero stanco per rientrare nella mia lercia casa vuota.
Fu così che feci una puntatina al Woody Speed Biliardo Bar.
Il Woody Speed, un tempo, era solo il bar Woody di Via XXX Aprile. Ora era un bar-salagiochi-biliardo, sito in Viale Treviso 1.
Inutile dire che non so giocare né a quelle dannate macchinette chiamate videopoRker, né tantomeno a biliardo. Al Woody ci andavo più per nostalgia (canaglia !), per noia e soprattutto per sport.
Per bar sport.
Ordinai un paio di birre gelate e fu lì che incontrai Giada Martinis Marinetti dei Colonnati. Adoro i nomi composti. Figuriamoci i congomi !
“Piacere Giada”
“Piacere Giuda”
“Giuda....?”
“Giuda e basta. Per gli amici Iscariota, ma non è il mio vero cognome”
“Io sono Giada Martinis Marinetti dei Colonnati”
“Marinetti il futurista ?”
“Quello era un mio pro-pro-pro zio”
“Prosit !”. Brindai con lei alla nostra reciproca conoscenza.
“Che fai nella vita, Giuda ?”
“Faccio libri e li vendo. Un po' come quel tal Dal Moro....che pubblicava anche una rivistina “Ellin Silae”, se non ricordo male”
“Ah ! Sei un intellettuale !”
“No, sono uno scrivano”
“Ma scrivano vuol dire anche parassita....”
“Ecco, Giada, vedo che capisci al volo !”
La ragazza mi guardò con stupore.
Ma....scusate. Ho dimenticato il più, ovvero di descrivervela: capelli fluenti di un biondo ramato (sicuramente tinti, ma non si dice !); altezza mediamente alta per uno come me che non arriva neanche al metro (sono 98 cm esatti); occhi cerbiattescamente azzurri; guance bambinescamente rosse; denti conigliescamente sporgenti.
Praticamente il mio tipo: un mostro di eccessi e vistosità (se sommati, poi, anche al cognome composito....).
Glielo dissi. Lei rise.
Immaginai di strangolarla. Lei mi prese in braccio....le sferrai un calcio sull'occhio (non dire braccio se non ce l'hai nel sacco !).
Urlò: “OrkoGiuda !”
Mi divincolai e caddi a terra con il sedere (AHIA ! Fottuta cervicale !).
La redarguii: “Vedi che sei stata tu a prendermi in giro !”
“Ma và ! Ridevo solo perché mi trovi attraente. Di solito mi giudicano eccessiva”.
“Vabé, e che cosa dovrei dire io che sono nano ?”, la guardai con disprezzo accendendomi una senzafiltro (al Woody mi hanno sempre lasciato fumare. Nella vecchia, come nella nuova gestione. Nella buona, come nella cattiva sorte. E poi ero incazzato becco !).
“Nano.... Tu sei solamente terribilmente permaloso !”
“Beh ? E allora, baby ?”. Rincarai con il mio sguardo incarognito (Urka ! Burka !)
“E allora non ti sei accorto che i due tizi che sedevano vicino a te ti hanno fottuto il portafoglio che avevi sul bancone”
“Orkogiudaikocretino che non sono altro ! Ma tu perché non mi hai avvertito ?”
“Stavo per farlo, ma tu mi hai sferrato quel calcione nell'occhio.....”
“Pardonne moi !”
“Figurati, dai. Come si dice....è acqua gassata ! Offro io le birre, non preoccuparti”
Finimmo la serata a tarallucci e vino nel suo letto a baldacchino.
Lei sopra io sotto.
Adoro le metafore sessuali se almeno si concretizzassero. Qui la vedevo dura per quanto io ami le dure.
Eravamo sbronzi entrambi ed entrambi non ci reggevamo in piedi.
Ordunque ci sedemmo. Entrambi sui rispettivi letti.
“Cazzo Giada, sembriamo allo specchio ! Tutti e due che facciamo gli stessi gesti !”
“Mmmm....non riesco a dormire. E' che penso che domani dovrò svegliarmi alle 7 per un ricevimento organizzato dai miei con parentado ed il Vescovo e non ho nessuna voglia di andarci !”
“Puff..... Vabé, dai, ti accompagno”
“Ma non hai neanche l'abito adatto !”
“L'abito non fa il monaco. E soprattutto, come dicono a Venezia, l'abito non fa il mona. Io sono sufficientemente affascinante da risultare elegante anche nudo. E tieni conto che il “fascino” non ha nulla a che vedere con la “bellezza” ! Che è come dire: sono un cesso, ma un cesso dell'Hilton Hotel ! La classe non è acqua, ma nemmeno vin brulé !”
“Ok, andremo assieme. Ma nudo no, Giuda, ti prego !”
“Non pregarmi, baby. Sono sempre Giuda. Mica Gesù, Buddha, Maometto, Krisha...o, che so, Renato Brunetta !”.
“Sei simpatico, Jude !”
“Hey Giada ! Non ti allargare. E soprattutto: non diciamo cazzate. Non sono simpatico, al massimo cerco di evitare le ostilità”.
Scesa dal letto, per mezzo della scaletta, Giada mi baciò sulle labbra, a bruciapelo (ma pungendosi con i MIEI di peli. Quelli della barba !).
“Urka ! Burka !”
“Hai un buon sapore, Giuda”
“Anche tu, Giada”
Facemmo l'amore per tutta la notte ed il giorno dopo ancora. Non ci recammo, dunque, al ricevimento, né rispondemmo al telefono che continuò a squillare per tutta la giornata.
Alla fine le feci una promessa solenne: “Non ti tradirò mai, baby”.




15 febbraio 2009

TRENTENNALE BAGATINIANO

15 febbraio 1979 - 15 febbraio 2009



Morte e risurrezione delle ossa (con ciccia annessa....sopratTutto)

IL TRENTENNALE
(ballata un po' stonata e a tratti esaGItTata)

IL TRENTENNALE
A Carnevale
Non è un maiale

IL TRENTENNALE
Ogni scherzo vale
E poi no, no, CHE non fa male

IL TRENTENNALE
Un po' di pepe &... un po' di sale
Vado dar cinese.... a cucinaLe

La vita è la vita e lo sai perché ?
Non devo render conto.... nemmeno a teeeee

Quando mi sveglio alla mattina
E capisco che è una giornata strana
Mi sento così..... un po' una ranaaaaa

Penso e ripenso alla mia età
Do cosìììì.... un bacio alla mia metààààà (sai com'è ieri  - che era San Valentino - s'era magnata er baccalà)
E partecipe la rendo del triste lutto
Che poi se ci pensi bene non è così bruttooooo

Sono arrivato a 30
Non posso più mangiar caramelle alla menta
Ed allor.....dico che ne ho 15 !

(quindiciiiiii)

IL TRENTENNALE
Festeggio col caviale
No, no, non credo....che faccia così male

IL TRENTENNALE
CHE TEMPORALE !
Non riesco quasi a parlare

IL TRENTENNALE
Che rotta di ba...e

IL TRENTENNALE
Che rotta di ballllll !!!!!!

BI-BI-BI-BI
DU BA DU'

DUUUUUUUUUUUUUU'




16 gennaio 2009

Spacciatore, impacciato o Impacciatore ?

Crudités ou Cruauté ?



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini