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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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29 novembre 2010

"Consigli surRenali per venire a patti con chiunque. Tranne che con la vostra coscienza" by Baglu



Non scrivete mai la verità su qualcuno, specialmente se questa corrisponde esattamente alla verità dei fatti per come si presentano di fronte anche ad un imbecille. Qualcuno, infatti, potrebbe dirvi che siete saccenti, ignoranti o - peggio - avete la penna in vendita (o in affitto) oppure cercate notorietà.
Se, ad esempio, il Re è nudo: evitate di farglielo notare. Dategli semplicemente ragione ed elogiatelo per il bell'abito che...ehm..."indossa".

Se dovete fare una recensione siate sempre lusinghieri e benevoli, ovvero non criticate mai negativamente il libro che andate recensendo anche se questo è robaccia o, meglio, roba buona solo a nettarsi il deretano.
Diversamente l'autore vi accuserà di non averlo letto o, peggio, di incompetenza e vi additerà come incapace persino a leggere libri o, peggio, a nettarvi il deretano.

Se ricevete l'apprezzamento di qualcuno che, magari, così, per simpatia, decide di pubblicare ciò che avete scritto, RIFIUTATE ! Qualcuno, dotato di particolare "UMILTA'" potrebbe accusarvi di dossieraggio, di killeraggio, di aggiotaggio, di primomaggio !
Se è la festa del lavoro vi consigliamo dunque di passarla a letto. Se è un qualsiasi altro giorno della settimana, ANCHE ! Ogni cosa che scriverete potrà essere usata contro di voi ed ogni singola lettera digitata potrebbe causarvi particolari disturbi gastrointestinali.

Anche se conoscete discretamente bene un argomento o, magari, lo sapete anche a menadito o magari ne siete così curiosi da averlo approfontito per anni: evitate di esprimere un'opinione in merito o, peggio, di parlarne, di scriverne, di discettarne.
Rischierete altrimenti di farvi dare del "tuttologo" o, peggio, dell'"indemoniato".

Già che ci siete, evitate di esprimere opinioni, specie se ben argomentate: non sarete mai abbastanza titolati a farlo quanto qualcun altro.

Qualcuno o qualcun altro sono il vostro Dio.
Voi stessi siete il vostro Satana.
Purificatevi, spurgatevi. E ricordatevi di nettarvi il deretano con particolare cura (se sapete leggere e recensire un libro come si deve !!!!).

Non scrivete mai consigli surRenali. Qualcuno potrebbe adontarsene.



24 novembre 2010

"Non ho un buco libero" (cit.): racconto surRenale by Luca Bagatin



Impedire che il figlio nascesse era il mio segreto proposito.
Beh, detto così suonerebbe brutto.
Brutto come un pasticciaccio brutto di Via Margutta ove non c'è il negozio di pasticci della Sig.ra Lovett perché quello sta - o, meglio, stava  - in Fleet Street.
Sono contro l'aborto di Stato, ma ancor più sono contro l'aborto di mercato.
Sono contro l'aborto clandestino.
Impedire che il figlio nascesse era il suo, non certo il mio, segreto proposito.
Io non ho un buco libero.
Io non ho un buco: ho una vagina.
Io sono mia e il mio corpo me lo gestisco io.
Non credo al gestalt e penso che la gestazione sia una pratica utilizzata dagli automobilisti incazzati.
Non credo alle creme abbronzanti.
Sono una credenza. Impopolare.
Sono una cretina che ha un marito assassino. O potenziale tale.
Solo perché il mio potenziale figlio non è figlio suo. Impotente.
Lo chiameranno figlio della colpa, ma la colpa è di chi ? E che non si dica figlio di....
Noi due lo stesso pensiero. Noi due lo stesso destriero. Noi due che ci libriamo in volo.
Mannaggià a me e a quando ho incontrato Fabio Volo.
Ho gettato mio marito dalla torre. E' stato un gioco.
Il gioco della torre. L'arrocco.
L'allocco era lui. La torre era quella di Pisa.
Il suo dente pendeva. Il suo pene anche. Era nudo. Come la verità non menzognera.
Si è sfracellato al suolo con le cervella spappolate come la pappapappapappa col pommopommopommodor.
Rita Pavone è la mia vicina di casa e mi invita spesso a cena.
Devo sempre rinunciare. Non ho un buco libero.





11 aprile 2008

Segnalazioni pinkettsiane by Luca Bagatin



Vorrei prendermi un po' di spazio.
Anzi, vorrei prendermi questo spazio che peraltro è gia mio in quanto gentilmente concessimi dalle Edizioni il Cannocchiale - www.ilcannocchiale.it
Vorrei prendermi questo spazio per fare delle segnalazioni: 2.
Due segnalazioni in merito ad un amico che pur non sento da una vita: Andrea G. Pinketts.
L'ultima volta (il giorno di Pasqua dell'anno scorso) che lo vidi allo Smouth di Via Buonarroti a Milano, era barbosamente ed incazzosamente appena tornato dall'astigiano ove stava girando le riprese del film "Zoe" di Giuseppe Varlotta.
Dopo un tris di birre, il Nostro, ha vuotato il sacco e mi ha raccontato del film in anteprima. Io ne ho accennato anche in un mio vecchio articolo ma, non voglio dirvi di più: sciroppatevi direttamente il trailer e la trama dal sito www.giuseppevarlotta.com (che è anche da poco fra i link del presente blog).
E quindi la prima segnalazione è fatta.
Andiamo alla seconda: "La fiaba di Bernadette che non ha visto la Madonna". Ovvero l'ultimo romanzo (della madonna) di Pinketts.
Un miscuglio fra avvenenza e contravvenzione.
Un romanzo per Sick Girl e lettori del mio blog oserei dire: per stomaci forti e streghe dissolute in vena di dissolvere uomini paffuti, procacciatori d'affari e poco di buono.
Direttamente dalle Edizioni Il Filo eccovi il video-promo: http://www.ilfiloonline.it/Albatros/2007/lafiabadibernadette.asp
Andrea G. Pinketts: un nome una garanzia. Una minaccia alcoolica di parole alla quale, se non lo aveste letto, non dareste due lire (leggi: due birre).
Eppur fu lui, giornalista investigativo, il protagonista delle inchieste che portarono a sgominare nei primi anni '90 la setta dei "Bambini di Satana" e le infiltrazioni camorristiche nel litorale romagnolo che gli valsero l'onoreficenza di Sceriffo di Cattolica (lui, blasfemo e ateo).
Eppur fu lui che nel 2006 fu insignito dell'onoreficenza di Cavaliere al Merito Culturale della Repubblica Francese (in Francia è ai primi posti nelle classifiche; in Italia solo in quelle redatte da Luca Bagatin, ovvero il sottoscritto).
Eppur fu lui la persona con la quale passai i migliori pomeriggi nei peggiori bar di Milano e con la quale conto di scrivere il mio primo romanzo surRenale (se solo entrambi ne avessimo il tempo).




7 aprile 2008

VERRA' LA MORTE E NON SARA' CIECA (le mancheranno solo un paio di diottrie): racconto surRenale by Luca Bagatin





Teofilo Agonia di Cernusco sul Serio (sul serio ? Ma và !), prima di morire, mi scrisse una mail in cui sosteneva che le Sick Girls sono il preludio del sadismo in tutta la sua drammatica drammaturgica dramaticità.
A qualcuno piace caldo. E qualcun altro sosterrebbe che le Sick Girls sono solo delle "gran gnocche".
Personalmente sospendo il giudizio almeno sino al Giorno del Giudizio: sono uno scrittore sadomaso.
Attendo quel Giorno con l'ansia congenita e le arterie otturate da voraci e veloci pasti alla Nutella e alla Salsa Rosè (non necessariamente in questo ordine e non necessariamente assieme).
Attendo l'ora della Sua-venuta.
Antonella Sua era un'impiegata del catasto sindacalista della Cisl nonché mia amica. Quando dico amica intendo amica-amica. Non ci andavo a letto insomma: era troppo alta per un tappo come me (che pur odora di balsamo al Vetyver) oscillante fra i 165 cm di Sarkozy e i 171 cm di Berlusconi.
Antonella Sua era alta 199 cm e senza tacchi: adorava le ballerine. Meglio se classiche: era lesbica.
Ho sempre avuto un debole per le lesbiche e, poi, infondo, sono debole di stomaco e, pertanto, ho un pessimo rapporto con le donne in generale.
Specie quelle in divisa.
Luisella Pravettoni di Cernusco Lambro è una mia ex tornata da poco dall'Afghanistan ove si trovava in missione speciale. Oggi è un bel pezzo di Corpo dei Parà.
Ora si è ri-fidanzata con un caramba, ma io ne conservo ancora le foto segnaletiche: allora, quando ci conoscemmo, ero Ispettore Capo della Squadra Speciale di Cernusco sul Naviglio e l'avevo pizzicata un paio di volte a rubare nella gioielleria di Teofilo Agonia. Il mio amico gioielliere.
Ad ogni modo comunque (parafrasando l'immancabile Dino Buzzati), torniamo a bomba: alle Sick Girls, al sadismo, alla trifola sanguigna e sanguinolenta. Tanto è tutto succo di pomodoro.
Da almeno un mese frequentavo Vitaldeath, una Sick Girl molto vitale e amante, come me, del concetto di morte.
Il concetto della morte, sì, quello del "chi non muore si rivede"; "chi è morto non scagli la prima pietra altrimenti AAAAAHHHHHHH !!! vuol dire che è un fantasma e io sono debole di cuore, cazzo !"; "un morto non può mordere" come diceva Plutarco che è passato a miglior vita con i denti tutti sani. Altri tempi allora !
Insomma, sono giunto alla conclusione che Teofilo Agonia è invidioso e si crogiola nella sua agonia.
Nella sua masochistica e misogina agonia.
Ora, per carità, è vero che l'erba del vicino è sempre più verde, ma farsi una canna a 80 anni non è come farsene una a 20 o....a 30 !
E l'ottuagenario Agonia ci ha rimesso le penne.
Penne all'arrabbiata, quelle che gli faceva sua madre quando aveva ancora 7 anni ed era un tenero bambino e non pensava né alle donne né tantomeno ai gioielli (a quelli ci avrebbero pensato le sue innumerevole fidanzate che praticamente gli avevano svuotato il negozio !).
Il punto non è la virgola e nemmeno le virgolette nelle mutande di quel tale che se l'è fatta sotto dopo aver visto il fantasma di Mosè che scagliava la prima pietra contro Enrico Boselli amico di Gesù detto il Cristo Saragattiano.
"Verrà la morte e avrà i tuoi occhi", scriveva Cesare Pavese che non era ghiotto di pavesini ma, forse, della sua collaboratrice Nanda Pivano che lo avrebbe ben presto abbandonato per quel fustacchione di Jack Kerouac.
Verrà la morte.
Verrà la vita.
Verrà la vita assieme alla morte, come la Nutella assieme alla Salsà Rosè.
Verrà Vitaldeath ed io assieme a lei.




25 marzo 2008

"Il Convitato di Pietra": rubrica di surRenalità by Luca Bagatin



C'è chi in settimana mi ha chiesto se sono innamorato di Lucia "Reahb" Conti, vocalist del gruppo fuck'n roll Betty Ford Center.
Curiosa domanda merita curiosa risposta, ovvero una nuova domanda: "Io innamorato ?".
Certo che per sviare i discorsi le pensiamo proprio tutte ! Ad ogni modo trovo che il termine "innamoramento" implichi un sacco di aspetti che meriterebbero approfondimento.
Per cui semplifichiamo: l'"innamoramento in Luca Bagatin" implica inappetenza, insonnia e tendenza ad un fumo di sigarette smodato.
Tre aspetti già di per sé rarissimi in me: gran mangiatore, noto dormiglione e fumatore moderato (tanto poi mi dite che sono estremista in altro...sic !).
Ergo: cambiamo discorso.
Certo che Sbriciolina non mi ascolterà mai ! E' la sosia sputata di Ambra Angiolini e, anziché sfruttare la cosa.....che fa ? Continua a scrivere racconti pseudo-erotici con un utilizzo personalissimo della grammatica !
Le ho dato dei consigli ma lei....nisba ! Potrebbe realizzare dei video cantando "Margheritando il cuore" ed invece....preferisce posare seminuda per i raccontini del suo blog.
Mah...
Certo che dovrei telefonare a Piattaforma in arte Valeria Manieri (o viceversa !) e chiederle come sta Roberto Cicciomessere che, chissà perché, quando lo nomino in quel di Pordenone molti mi chiedono a loro volta se è quel tal "noto fascista vattelapesca".
Ma Wikipedia la sapete usare ? O vi basta sgobbare in infimi mobilifici 10 o 12 ore al giorno e portarvi a casa i dané ?!?
Perdonatemi, ma il Nord Est italiano con particolare riferimento a Pordenone e dintorni mi fa proprio schifo !
Ooopsss...forse non è il caso di essere così "politically uncorrect" ! Poi finisce che mi dicono per l'ennesima volta che scrivo come Vittorio Feltri che, del resto come me, ha un carattere assolutamente impossibile.
Avete mai sentito parlare dei tipi "umorali" ?
Non che io lo sia in sé e per sé. Di umorale al massimo conosco l'"umor vaginale" che smodatamente amo rendere "buon" (umore vaginale) !
Un paio di settimane fa mi ha telefonato Renzo Tondo, candidato alla Presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia per il PDL.
E' stato molto gentile e cordiale e mi ha anche dato un apppuntamento....salvo poi non rispettarlo !
Per carità, non è stata causa sua ! Un paio di venerdì fa aveva un impegno con gli Industriali (anche mio nonno Giovanni Bagatin classe 1893 lo era, ma dubito avrebbe voluto incontrare qualche "pezzo grosso" della politica...pardon dell'inciso !) di Pordenone e la cosa è andata per le lunghe.
Dopo una mezz'ora buona d'anticamenra con Isidoro Gottardo (sic !) impegnato in un'interminabile telefonata ho preferito consegnare alla receptionist un biglietto nel quale mi scusavo ma non potevo attendere oltre l'On. Tondo avendo già un altro impegno imminente.
E così addio Renzo Tondo: mai più sentito.
Vabé...ora non chidetemi se lo voterò. E' come la storia degli innamoramenti: meritano approfondimento.
Ah, Renzo Renzo....se almeno mi avessi ascoltato e avessi sganciato la Destra di Storace e quei retrogradi di Lega e Udc !
Forse avresti anche potuto dire con orgoglio che eri socialista e che negli anni che furono eri anche personalmente a fianco del friulano Loris Fortuna !
Ma, ditemi voi: che differenza c'è fra la pubblicità, la politica e la prostituzione ?
Per carità, lasciamo perdere e....RIAPRIAMO LE CASE CHIUSE !



PS: ringraziamo l'amichevole, seppur involontaria, partecipazione di Lucia Conti, Sbriciolina e dell'On. Renzo Tondo, ai quali auguriamo un buon proseguimento di attività nei rispettivi ambiti creativi.



16 novembre 2007

A VOLTE RI-TORNANO....."I racconti del Cubo", ovvero "le storielle surRenali" by Luca Bagatin


Da sinistra a destra: Ambra Angiolini a quindici anni nota icona anni '90 e sosia di Valentina Li Puma; parte del corpo femminile ambita dai maschietti quindicenni con rispetto parlando per gli stessi; Silvio Berlusconi scende in campo mostrando alla piazza la sua (di piazza).

QUANDO AVEVO QUINDICI ANNI, PER QUANTO E, ANZI, VISTO CHE CORREVA L'ANNO 1994, NON NE AVEVO GIUSTAMENTE SEDICI
racconto surRenale by Luca Bagatin

Quando avevo quindici anni scrivevo stronzate come questa: "L'anno si sta spegnendo ma il mio amore rimane acceso, come un fuoco che brucia i ricordi di un periodo lontano. Come la follia di un uomo che non si placherà mai. Come le onde di un mare oscuro allo sgomento, che si frangono impetuose su una spiaggia grigia e deserta. Non c'è amore, a questo mondo, senza dolore e tristezza".
Quando avevo quindici anni credevo di essere innamorato pazzo di Verusca De Pol di Malnisio di Montereale Valcellina (Pn) alla quale scrivevo miriadi di melense letterine ed alla quale dedicai anche la poesia di cui sopra nonché il mio primo romanzo mai pubblicato e tutt'ora inedito (una sorta di Elisa di Rivombrosa, ma ambientato in Prussia). Oggi chissà che fine ha fatto. Verusca intendo.
Quando avevo quindici anni anni lessi il "Manifesto del Partito Comunista" del duo Marx-Engels e mi convinsi di essere comunista anch'io sino a che, anni dopo, quando divenni maggiorenne, lo rilessi assieme ad altre opere e mi accorsi di quanto infantile ero stato. Da allora divenni più anticomunista di Berlusconi che fra l'altro giudicai (e giudico) assai più marxista di quanto volesse (e voglia) sembrare.
Quando avevo quindici anni non soffrivo di polluzioni né diurne né notturne, pur a dispetto della giovane età.
Quando avevo quindici anni ero terrorizzato dalla mia insegnante di italiano - tale Pasqualina Boldarin che incontrai anni dopo al Supermercato Pam Panorama di Corso Garibaldi - la quale mi fece odiare la mia materia preferita per un paio d'anni.
Quando avevo quindici anni ne avevo uno meno di sedici, benché a sedici anni dimostrassi fisicamente la stessa età di quando ne avevo quindici ed oggi, che ne ho ventotto, ne dimostro più o meno venti.
Quando avevo quindici anni ero un tipo assai taciturno e solitario al punto che non uscivo pressoché mai di casa tranne che per andare a scuola la mattina. Oggi sono un  tipo coriaceo, quindi, attenti a come mi rivolgete la parola.
Quando avevo quindici anni correva l'anno 1994 e Silvio Berlusconi stava per scendere in campo per contrastare la gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto e nella mia scuola, fra i ragazzini, andava per la maggiore la Lega Nord.
Quando avevo quindici anni mi sentivo come Asterix ed Obelix e non solo credevo che il cielo potesse cadermi sulla testa da un momento all'altro, ma lo sperimentai di persona.
Quando avevo quindici anni entravo in classe con un quotidiano sottobraccio che leggevo per intero escluse le pagine sportive.
Quando avevo quindici anni ancora non conoscevo la bionda Verena né tantomeno l'esistenza di codesto latinico nome. La conobbi tredici anni dopo sulla corriera delle 18.45 e non me ne pentii punto.
Quando avevo quindici anni lessi (oltre al "Manifesto" di cui molto più sopra), "Storia della mia vita" di Giacomo Casanova. Punto e a capo.
Quando avevo quindici anni ero appassionato di libri e film gialli (lo sono ancora oggi), ma allora non sapevo ancora che..." Perfino le più chiare e perfette prove indiziarie possono essere errate, per cui andrebbero considerate con cautela. Prendete il caso di una matita qualsiasi, temperata da una donna qualsiasi; se avete dei testimoni, scoprirete che ha usato un temperino; ma se prendete in considerazione soltanto l'aspetto della matita, direte che l'ha temperata con i denti".
Evidentemente, a quindici anni, non conoscevo ancora Wilson lo Zuccone.

Da sinistra a destra: simbolo dei "Progressisti per Sant'Anastasia" movimento che contrastò il Berlusca quando avevo 15 anni; io a 8 anni (a destra, riconoscibile dalla bassezza e dalla simpatica felpina); Mark Twain l'unico ed inimitabile Wilson lo Zuccone ti tutti i tempi.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini