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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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21 ottobre 2013

Intervista esclusiva di Luca Bagatin all'attrice Patricia Vezzuli, protagonista del dramma erotico "La Sottoveste Rossa"

Patricia Vezzuli è una cara amica che intervistammo già alcuni anni fa, ammaliati dalla sua seducente eleganza.

Bravissima attrice milanese, già finalista a Miss Italia del 2001, molto espressiva, con già alle spalle una lunga carriera di interprete teatrale, oltre che televisiva, sia in ruoli comici in sit-com per la tv, sia in ruoli drammatici, in soap soap opera quali "Vivere", ove divenne celebre al grande pubblico interpretando il ruolo di Marianna Ponti.

Oggi, a distanza di alcuni anni da quell'intervista (era la primavera del 2009), Patricia interpreterà, per la prima volta, un ruolo erotico, nel dramma teatrale "La Sottoveste Rossa" del regista Claudio Boccaccini e di Rosario Galli, drammaturgo, sceneggiatore, regista e attore (da ricordare una sua piccola interpretazione nel film "Ginger e Fred" di Federico Fellini, del 1985, sceneggiato dallo scrittore Tonino Guerra).

"La Sottoveste Rossa" andrà in scena al Teatro Belli di Roma del 28 gennaio al 16 febbraio 2014 e noi siamo intanto onorati di avere la possibilità di intervistare, ancora una volta in esclusiva, la protagonista Patricia Vezzuli.

Luca Bagatin: Dunque Patricia, dai ruoli più drammatici del teatro, ma anche delle soap e delle fiction televisive italiane, ad un ruolo erotico, come protagonista de "La Sottoveste Rossa". Quanto è dovuta cambiare Patricia per calarsi nella parte ?

Patricia Vezzuli: La Sottoveste Rossa rappresenta per me una sfida artistica notevole. Durante lo spettacolo sono sempre in scena e per la maggior parte del tempo interagisco con una voce esterna. Quando lessi il testo per la prima volta me ne innamorai subito e ora avere la possibilita’ di farlo mi da’ molta soddisfazione, ma è anche una grande responsabilità. Il mio personaggio è pieno di sfaccettature e subisce cambiamenti profondi che lo portano ad essere tante donne diverse nel corso della storia. Inutile dire che trovo tutto questo molto stimolante.


Luca Bagatin: Puoi raccontarci la trama del dramma di Rosario Galli e tratteggiarci, per sommi capi, gli interpreti principali ed i loro ruoli ?

Patricia Vezzuli: E’ la storia di un’ attrice di nome Clelia che sta aspettando di sostenere un provino. Dopo attese interminabili si ritrova sola ad aspettare e spazientita decide di andarsene. In quel momento la voce del regista - che sarà interpretato dall’ attore e doppiatore Angelo Maggi- irrompe sulla scena e tutto cambia…Inizia un dialogo serrato e tra i due e cominciano ad accadere diverse cose, una donna algida e misteriosa di nome Evra compare improvvisamente davanti a Clelia e…e di più non si può dire ma ci saranno molte immagini suggestive ed intriganti….


Luca Bagatin: Dalla locandina de "La Sottoveste Rossa" si evince che reciterai completamente nuda. Hai avuto qualche imbarazzo ?

Patricia Vezzuli: Ho sempre avuto un bellissimo rapporto col mio corpo, quindi la nudità non ha mai creato in me alcun imbarazzo. Non credo che sentirsi a proprio agio dipenda dall’abito che si indossa. In un preciso momento dello spettacolo sarò nuda per esigenze di copione, ma sarà anche un momento estremamente drammatico.


Luca Bagatin: Che cos'è l'erotismo per te, oggi ? Può essere ancora oggi uno strumento per rompere i tabù, ovvero andare oltre la censura, il comune senso del pudore ?

Patricia Vezzuli: Considero erotico tutto ciò che stimola il desiderio e la fantasia sessuale. L’erotismo è una sessualità vissuta più a livello cerebrale che carnale. Anche uno sguardo o un semplice gesto può avere una valenza erotica potente. Per quanto riguarda il concetto di pudore è difficile stabilire quale sia il comune senso del pudore nella nostra società. Che cosa è scandaloso ? Cosa si può considerare immorale ? Per quanto mi riguarda la mia risposta è senza dubbio “la meschinità”.


Luca Bagatin: Ne "La sottoveste rossa", se non erro, il tuo antagonista è il "Regista". Un regista voyeurista che osserva l'attrice esibirsi, osservandola attraverso delle telecamere nascoste. E' un po' la metafora del Grande Fratello, sia di orwelliana memoria che quello televisivo, intendo ?

Patricia Vezzuli: Ovviamente in questo dramma la componente voyeuristica è predominante e sì, in un certo modo rispecchia una caratteristica ormai molto presente nelle nostre vite. Personalmente trovo triste che molte persone abbiano rinunciato a vivere la propria vita da protagonisti assumendo un atteggiamento passivo rispetto ad essa. Credo che il voyeurismo imperante ci abbia fatto perdere il senso della realtà e abbia danneggiato notevolmente i rapporti umani.

Luca Bagatin: Il finale sarà a sopresa....qualche possibile anticipazione ?

Patricia Vezzuli: Non posso anticipare nulla….ma posso dire che ci sarà un colpo di scena finale che rimetterà in discussione tutta la storia e….e poi venite a TEATRO !!!!!


Luca Bagatin



12 settembre 2009

Intervista esclusiva all'attrice Valentina D'Agostino per www.lucabagatin.ilcannocchiale.it by Luca Bagatin

Vorrei parlarvi di Valentina D'Agostino un'attice palermitana che mi ha subito colpito vedendola indossare i panni dell'esuberante piperina Alessia nella commedia a puntate "Piper", trasmessa recentemente da Canale 5 ed alla quale ho anche dedicato un entusiastico articolo.
Oggi ho avuto l'amichevole possibilità di intervistarla e, da amante della recitazione e dell'arte, confesso, non le avrei mai proposto un'intervista se non avessi da subito creduto nelle sue capacità artistiche.


Luca Bagatin: Come hai mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo ?

Valentina D'Agostino: Ho accompagnato in estate, dopo la maturità, una delle mie ex-compagne di scuola a un’audizione per la scuola di recitazione del Teatro Stabile di Palermo e uno degli insegnanti mi chiese di salire sul palco e fare un esercizio di improvvisazione. Passai così la successiva selezione.

Luca Bagatin: In televisione sei ricordata in particolare per i ruoli che hai interpretato nelle miniserie "Raccontami" (nel ruolo di Italia) su Rai Uno e nel recente "Piper" (nel ruolo gi Alessia) su Canale 5.
In entrambi i casi hai recitato il ruolo di ragazze simpatiche, ma furbe...che utilizzano la loro avvenenza per un secondo fine. Per quanto senza vera cattiveria, per così dire. Hai avuto difficoltà a calarti in questi ruoli ?

Valentina D'Agostino: Interpretando Italia in “Raccontami” è stato divertimento allo stato puro. Interpretavo una siciliana, quindi avevo come punti di riferimento le donne della mia terra, che ho conosciuto nella mia infanzia: furbe e disinvolte, poi con i registi Riccardo Donna e Tiziana Aristarco e gli attori è scattato subito il feeling giusto. Alessia, in Piper, era un bel ruolo. Ho dovuto ripescare quegli atteggiamenti da Lolita che trovo teneri e a volte anche buffi.


Luca Bagatin: Da Palermo ti sei trasferita a Roma per lavoro. Ti manca molto la tua città ? Ti senti una palermitana doc o sei piuttosto una cosmopolita ?

Valentina D'Agostino: Mi sento palermitana, lo sono e lo mostro anche. Penso in siciliano a volte. Mi manca la città, i suoi ritmi (lentissimi), ma sono contenta d’essere riuscita quanto meno ad allentare il cordone ombelicale con Palermo, che bene non mi faceva.


Luca Bagatin:
Sei molto giovane, ma non vuoi rivelare la tua età. Un vezzo ?

Valentina D'Agostino: ho quasi 27 anni.

Luca Bagatin: Il sottoscritto, entusiasta per natura, ma anche misurato nei giudizi, ti ha definita in un recente articolo la "Brigitte Bardot degli anni 2000".
Ti riconosci in questa definizione ? Quanto di B.B. c'è veramente in te, che pur esteticamente e dal punto di vista recitativo sembri incarnare un'attrice d'altri tempi, simpatica ma smaliziata e disincantata al tempo stesso ?

Valentina D'Agostino: C'è di B.B. tutto in me nello sguardo degli altri. In molti mi dicono che le somiglio tanto. Cambierò colore di capelli, cambierà qualcosa?  Dal punto di vista recitativo, in “Raccontami” e “Piper” ero negli anni '60. Ho cercato di recuperare dalle foto e dai racconti il modo di fare, le movenze, il modo di pensare e quindi di parlare delle mie nonne. Se faccio così anche nei film ambientati ai giorni nostri mi sa che sarebbe un disastro….


Luca Bagatin: Hai recitato dal 2002 al 2006 anche per il teatro in importanti commedie. Preferisci il teatro o la televisione ?

Valentina D'Agostino: Preferisco il teatro che vuole comunicare qualcosa. Esprimerla quantomeno. I polpettoni di un teatro vecchissimo che si ripete sempre uguale a sé stesso mi avevano stancato...

Luca Bagatin: Che ruolo vorresti veramente interpretare ?

Valentina D'Agostino: Beatrice Cenci. Prima che io diventi troppo grande.

Luca Bagatin: Ti autodefinisci un'attirce precaria.....ma è veramente così ?

Valentina D'Agostino: No, non ho mai detto d’essere un'attrice precaria. Il mestiere dell’attore è precario.

Luca Bagatin: Quali sono le tue prospettive future, insomma ?

Valentina D'Agostino: Lavorative ? Ho finito di recitare in un film per Rai Uno, dal titolo “Le cose che restano” di Gianluca Tavarelli, il lavoro in assoluto che mi ha sin ora affascinato di più.




Ringrazio davvero Valentina per la sua immensa disponibilità nell'avermi concesso quest'amichevole intervista, riuscendo anche a prendermi in contropiede (rivelandomi fra l'altro la sua età...).
Ribadisco che questa ragazza sarà una vera rivelazione e non ci resta che attendere di vedere la nuova fiction "Le cose che restano" (nel cast anche Paola Cortellesi ed Ennio Fantastichini), di cui ci ha dato un'anticipazione e che sarà in onda nell'ambito della nuova stagione televisiva di Rai Uno in quattro puntate.

Luca Bagatin



31 maggio 2009

Intervista esclusiva all'attrice Patricia Vezzuli per www.lucabagatin.ilcannocchiale.it by Luca Bagatin

Devo ammettere che, in generale, non seguo le soap opera.
Non che non mi piacciano in sé, più che altro non mi interessano. Pur comprendendo abbastanza bene il motivo per il quale sono seguite da un certa fascia o "target", come si dice in gergo, di persone.
Qualche anno fa mi capitò ad ogni modo di soffermarmi a guardarne una di queste. "Vivere" per l'esattezza, ma unicamente attratto da un solo ed unico personaggio: Marianna Ponti.
Mi sono soffermato su di lei perché l'ho trovata profondamente elegante e seducente. O seducente in quanto elegante. Non parlo del personaggio "Marianna", in sé. Non unicamente almeno. Parlo di Patricia Vezzuli, l'attrice che la interpretava.
E così, come mi capita in questi casi, folgorato da chissà cosa e su chissà quale via di Damasco, ho deciso di documentarmi.
Scoprendo dunque che Marianna...ehm....no, Patricia, fu finalista di Miss Italia del 2001, milanese di Sesto San Giovanni, ex fidanzata di Baccini prima che questi perdesse il lume della ragione per Dolcenera (perdendoci del tutto, a parer mio, con tutto il rispetto per la cantante siciliana), e soprattutto che la ragazza - peraltro mia coetanea - aveva alle spalle un curriculum di tutto rispetto come attrice di teatro (oltre che come interprete di numerosi spot pubblicitari).
Fu così che la contattai, apprezzando anche molto il suo sito web che pur non è graficamente bellissimo. Lei mi rispose, in tutta naturalezza, ed ora eccomi qui a porle delle semplici domande, da bravo curioso, in amicizia.



Luca Bagatin:
Com'era Patricia da bambina ?

Patricia Vezzuli: Era una bambina molto buona..mia madre mi chiamava Papa Giovanni….Da piccola il mio sogno era di diventare una missionaria. Ho sempre mostrato una forte propensione verso le forme d’ arte, caratteristica innata considerando che provengo da una famiglia molto semplice e meravigliosa. Ricordo che portavo dei grossi occhiali rosa, non mi consideravo una bella bambina, così ho lavorato molto sulla mia personalità e sulla mia simpatia per conquistare le persone.Sono sempre stata benvoluta da tutti, adoravo andare a scuola e andavo molto bene. Credo che l’ adolescenza sia stato il periodo più bello della mia vita.


Luca Bagatin: Com'è nata la tua passione per la recitazione ? Voglio dire.....è stato un amore a prima vista ?

Patricia Vezzuli: No…l’ ho scoperta con gli anni…ho iniziato studiando danza classica per otto anni, poi mi sono accorta di avere una bella voce e mi sono dedicata allo studio del canto. Per un periodo ho cantato in un gruppo rock. Infine ho scoperto la recitazione e mi sono resa conto che era la forma d’ arte che mi completava maggiormente, così è iniziata la mia avventura….


Luca Bagatin: I più ti ricordano come Marianna Ponti della soap "Vivere". Che cos'ha "quel" personaggio in comune con te ? In che cosa differisce ?

Patricia Vezzuli: Marianna è un’ idealista, onesta e generosa, sogna l’ amore romantico proprio come me…a dire la verità al momento non mi vengono in mente differenze ma forse perché è un personaggio che ho reso veramente mio…


Luca Bagatin: Come ho scritto, la cosa che mi ha colpito più del tuo modo di recitare è l'eleganza. Dono naturale o frutto (anche) di anni di studio e preparazione ?

Patricia Vezzuli: L’ eleganza è un’ attitudine naturale…non si impara, nasce nel profondo dell’ animo e si manifesta anche nel modo di porsi.



Luca Bagatin: Hai lavorato diversi anni in teatro. Preferisci l'ambiente teatrale o televisivo ?

Patricia Vezzuli: In realtà ho fatto solo delle piccole esperienze teatrali e relative agli studi che ho intrapreso. Ho lavorato di più in televisione e lo scorso anno ho girato un film, un noir in bianco e nero dal titolo Aimless. Mi affascina il cinema e adoro il set.


Luca Bagatin: Che cosa consiglieresti ad una ragazza che vuole intraprendere oggi la carriera di attrice ?

Patricia Vezzuli: Di studiare tanto e di intraprendere questa carriera solo se alla base c’ è una grande passione. E’ un lavoro meraviglioso e molto difficile. Sono più le delusioni che le vittorie e solo l’ amore può darti la forza di andare avanti.


Luca Bagatin: Sarebbe banale chiederti che progetti hai per il prossimo futuro....ed allora ti pongo una domanda che non c'entra nulla con ciò.
Ho notato che su Facebook sei iscritta al G.I.R.P. Gruppo Italiano Ricerche sul Paranormale. Occupandomi di una rubrica fissa per una rivista che tratta di mistero ("Secreta: il Mistero, l'Uomo, l'Infinito", in edicola dal 28 maggio n.d.r.), ti dirò che la cosa mi ha colpito.
Credi al paranormale e/o hai avuto delle esperienze dirette nel settore ?

Patricia Vezzuli: Sono sempre stata affascinata dall’ esoterismo. Questo mi ha portato a studiare tutto ciò che ruota intorno alla spiritualità, dalle arti divinatorie alle religioni e a guardare con occhi diversi i “ segni” che quotidianamente si manifestano nella nostra vita….


Luca Bagatin: Visto che privatamente mi hai rivelato di essere sempre in attesa di qualche cosa.....mi chiedo se si trattasse di quest'intervista amichevole !
Poiché infine non posso non chiedertelo...anche se non amo molto le banalità.....stai lavorando a qualche cosa in questo periodo ?

Patricia Vezzuli: Quest’ anno è stato molto difficile lavorativamente parlando. Ma sono fermamente convinta che la tua intervista mi porterà fortuna!!!!



Beh, ringrazio la simpatica e bella Patricia che, con questo complimento, mi ha reso praticamente un tutt'uno con la mia dylandoghiana camicia rossa d'ordinanza !
Credendo entrambi ai segni che quotidianamente si manifestano nella nostra vita, non posso che annoverare il nostro incontro fra questi.

Luca Bagatin

E.....buon compleanno cara Pat !!!



16 gennaio 2009

Spacciatore, impacciato o Impacciatore ?

Crudités ou Cruauté ?




6 dicembre 2008

Porno tax: come far cassa con il sedere altrui



Certo che far cassa con il – passateci il termine – sedere altrui, è davvero una cosa buffa se non fosse addirittura mortificante.
Ebbene, avevamo appena finito di compiacerci per i provvedimenti sociali intrapresi dall'Esecutivo Berlusconi che dobbiamo notare una falla. Una falla dal sapore moralista come troppo spesso  accade – ahinoi - in questo nostro Paese.
Ci riferiamo alla cosiddetta “porno-tax”, ovvero a quel provvedimento che va a tassare (con un'addizionale del 25%) le opere dell'ingegno (film, opere letterarie, opere teatrali...) che concernono la cosiddetta “pornografia”, ovvero tutte quelle opere o simil tali che hanno per oggetto cardine atti sessuali completi fra persone adulte consenzienti.
Atti sessuali completi, si badi bene !
Ogni simulazione non sarà tassata ! Siamo finanche al paradosso, ordunque.
Ora, chi scrive non ha grande simpatia per le imposte e le tasse in generale. Chi scrive ritiene che uno Stato liberale dovrebbe prima di tutto garantire la libertà dei singoli. E quindi anche la libertà d'espressione.
Il medesimo Stato non dovrebbe peraltro richiedere ai cittadini più del dovuto, ovviamente a fronte di un congruo servizio pubblico essenziale.
Ben sappiamo che l'Italia è Stato assai poco liberale sia per cultura che per tradizione. E ciò è da sempre causa del suo mal.
Nel nostro Paese è il singolo che deve adattarsi alla società in cui vive e non viceversa, come invece accade nella civilissima società anglosassone e luterana.
Nel nostro Paese vige la regola – ovviamente non scritta – dello scaricabarile e, come diceva Ernesto Rossi, della “socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti”.
Paese degli sprechi e degli sperperi è il nostro.
Paese dai mille santi, madonne, crocifissi, chiese e dai relativi moralismi di matrice religiosa e finti perbenismi che nascondono solo immense pruderie sessuali dal sapore troppo spesso malsano e morboso.
E così si arriva a....far cassa, appunto, con il sedere altrui.
A tassare i filmini di Tinto Brass, forse le opere letterarie di Bukowski, quelle del Marchese De Sade, forse anche certe canzoncine spinte....ogni opera di fantasia in cui due corpi nudi consenzienti si uniscono carnalmente per provare reciproco piacere !
Ma Cavalier Berlusconi, dove arriveremo di questo passo ?
Un po' di serietà, che diamine !
Già tassiamo bacco e tabacco....ora vogliamo tassare anche Venere che dir si voglia ?
Di Stato “salutista” per così dire, di certo non sentivamo il bisogno. Perché salutista fa rima con moralista, il che è l'esatto contrario del concetto puro di Stato liberale che per definizione si contrappone allo Stato etico (l'etica è individuale, mai collettiva. Se così fosse ci troveremo in una dittatura).
Se si vuole fare cassa, la si faccia pure, ma con criterio e giudizio.
Si riaprano, ad esempio, le “case di tolleranza” tutelando così finalmente anche le prostitute (specie quelle sfruttate dalla criminalità) che potrebbero ricavarne delle cooperative autogestite.
Si aboliscano le Province, le comunità montane, si accorpino i piccoli Comuni. Così come peraltro abbiamo sempre sostenuto. E magari si privatizzi finalmente l'Ente pubblico radiotelevisivo, un vero buco in mano alla partitocrazia.
Altro che “Porno tax” !
Provvedimenti seri, radicali, incisivi e redditizi per l'erario senza andare a pescare nelle tasche dei contribuenti e/o andare e ledere la libertà d'espressione.

Luca Bagatin



21 aprile 2008

In memoria di Giuliano Gennaio, giovane liberale e grande amico



E' con le lacrime agli occhi che apprendo della morte di un mio carissimo amico, mio coetaneo e liberale come me: Giuliano Gennaio.
Lo apprendo per mezzo di una mail di Luca Bolognini, Presidente del Gruppo Giovani di Società Aperta e dell'articolo dell'editorialista Enrico Cisnetto sul sito Terzarepubblica.it ( http://www.terzarepubblica.it/articolo.php?codice=1990 ).
La notizia mi gela veramente il sangue e me lo sento fluire in testa facendomi rizzare i capelli.
Conoscevo Giuliano non di persona ma via mail da almeno quattro anni. Lui viveva e lavorava a Roma nello staff dello stesso Cisnetto e lì, nel suo ufficio, spesso lo chiamavo pur trovandolo sempre indaffaratissimo.
Come indaffaratissimo era nella gestione dei numerosi portali liberali nei i quali pubblicava e ha sempre pubblicato volentieri i miei articoli e financo qualche mio racconto.
Ricordo l'esperienza di Liberalcafé.it da lui fondato anni fa e con il quale collaborai con grande entusiasmo e slancio intellettuale.
Ricordo di quanto spesso mi avesse invitato a Roma: "Così ci prendiamo finalmente un caffé assieme", mi diceva. Purtuttavia a Roma non ho mai avuto modo e tempo di venire in questi ultimi anni.
Mi spiace moltissimo non averti conosciuto personalmente, carissimo Giuliano.
Tu che fra l'altro negli ultimi anni ti stavi avviando anche al teatro (conservo le mail che mi inviasti segnalandomi  gli spettacoli nei quali recitavi).
Sei stato un esempio per molti giovani liberali e libertari come noi che non ci siamo mai riconosciuti né in questa destra né in questa sinistra.
Giovani che approfondiscono e cercano di elaborare progetti, nel solco degli insegnamenti del grande Ugo La Malfa, di Mario Pannunzio e di Luigi Einaudi.
Giovani nei quali sono convinto rimarrà vivo il tuo esempio di individuo "vivo" nel senso più ampio del termine.
Come sai, del concetto di "morte" ho scritto più volte, specie nei miei racconti. E ne ho sempre scritto con grande leggerezza e naturalezza, ma con grande rispetto proprio perché consapevole che essa è il giusto proseguimento dell'esistenza.
E così voglio salutarti, come ho sempre fatto nelle mail che ti inviavo: un caro saluto e un abbraccio, caro Giuliano.

Luca Bagatin



29 gennaio 2008

Spettacolo e cultura indipendente a Pordenone e dintorni


La "cultura", intesa nella concezione classico-umanistica, è quell'aspetto dell'esistenza attraverso cui si "coltiva l'animo umano".
E come coltivare l'animo umano se non attraverso strumenti con cui divertirlo ed intrattenerlo ?
A Pordenone e dintorni ciò è possibile per mezzo dell'Associazione culturale Odeia che dal 2002 si occupa di eventi teatrali e musicali ed il cui Presidente, l'attivissimo ex musicista Paolo Piuzzi, ci introduce nelle sue molteplici ed accattivanti attività.
Odeia, in primis, gestisce alcuni teatri della provincia di Pordenone: il Teatro Don Bosco di Pordenone città, il Teatro Pileo di Prata di Pordenone ed il Teatro comunale di Polcenigo e collabora con il Comune di San Vito al Tagliamento nell'ambito dell'attività teatrale. Di mese in mese, da ottobre a marzo, Odeia organizza specifici eventi che vengono pubblicizzati per mezzo di un notiziario mensile che illustra la programmazione di ogni singolo teatro e viene distribuito gratuitamente ln 8.000 copie nei principali locali pubblici.
Tutto ciò rientra nel progetto denominato "TeatriAssociati" (www.teatriassociati.org) che nasce proprio con la funzione di dare visibilità ai teatri di piccole e medie dimensioni, al fine anche di ottimizzare i costi di promozione e produzione, nonché per sostenere produzioni artistiche locali e spesso poco valorizzate dalle "major".
Ed ecco che qui entriamo nel "vivo" della funzione di Odeia: essere indipendenti rispetto ai "soliti canali", a quella che Odeia stessa definisce la "cultura propagandistica", in cui ciò che è realmente cultura passa in secondo piano per favorire ciò che è "mass media". Un conto è insomma proporre eventi di qualità, magari anche con pochi mezzi e con artisti semi-sconosciuti ma che raggiungano davvero il cuore e l'animo dello spettatore, un altro è organizzare un evento con lo scopo ultimo di presentare uno spettacolo che ha come protagonista il personaggio mediatico del momento, magari foraggiato da fior fior di quattrini !
Odeia è stata trampolino di lancio per numerosi artisti locali fra cui Juri Dal Dan, Francesco Bearzatti e la Pordenone Big Band, oltre che aver proposto per prima a Pordenone lo spettacolo di Giorgio Tirabassi "Coatto unico senza intervallo", scritto anche dallo stesso attore e, a novembre dell'anno scorso, "Sotto spirito" di Alberto Patrucco con musiche di Georges Brassens, nell'ambito della rassegna "A suon di risate" che vede unite, in un'armonica sinergia, comicità e musica.
Attualmente l'attività di Odeia è tutta concentrata nell'evento più prestigioso da essa ideato proprio alla sua fondazione nel 2002: "Pordenone Jazz Koinè".
"Pordenone Jazz Koinè" si svolge da febbraio a marzo e vede protagonista la musica afroamericana preferita dagli autori della Beat Generation, Jack Kerouac in primis: il jazz.
Dal 2002 ad oggi "Pordenone Jazz Koinè" ha ospitato, oltre ad artisti locali, anche ospiti di fama nazionale ed internazionale fra cui Aldo Romano, Antonello Salis, Daniele D'Agaro, Carlo Actis Dato, Vetiptons, Rita Marcotulli, Andy Sheppard, Sax Pistols, Hiram Bullock e Alex Acuna.
L'edizione di quest'anno sarà interamente dedicata al mitico bassista degli Art Ensemble of Chicago, Malachi Favors, scomparso nel gennaio 2004 e sono previsti cinque concerti di cui tre ospitati al Teatro Don Bosco di Pordenone, uno al Teatro Pileo di Prata e uno al Teatro di Polcenigo e vedranno protagonisti: la Pordenone Big Band e Stefania Petrone in "Strani frutti"; Furio Di Castri in "L'esigenza di andare verso il basso"; l'Orchestra Zlatko Kaucic Kombo in "Suite for Malachi Favors"; Stefano Battaglia in "Re: Pasolini" (a commento delle immagini del film di P.P. Pasoilini "Il Vangelo secondo Matteo") e Alessandro Turchet con Paolo Corsini in "Rivolti dal Basso".
Ci attende quindi una stagione pregna di eventi in cui immergerci a suon di sax ed improvvisazione.....targata Odeia.


Luca Bagatin



19 novembre 2007

Alberto Patrucco: una comicità intelligente e "Sotto Spirito"


Da sinistra a destra: Alberto Patrucco, ritratto di Georges Brassens e un drago sotto spirito.

Alberto Patrucco è decisamente il cabarettista dalla comicità intelligente, ovvero dalla comicità "gratificante" come ama definirla lui stesso.
Una comicità che fa sentire lo spettatore intelligente, soggetto pensante, ovvero l'opposto della comicità spiccatamente "televisiva", "liberatoria", in cui il comico fa comizio, financo politico e che a tratti può farlo scadere nella volgarità alla quale sembra quasi automatico dover ridere per forza.
Alberto Patrucco, voce profonda del cabaret italiano, preferisce invece tornare agli esordi dell'avanspettacolo, ove la parola si trasforma in clava o in fioretto, ma sempre e soprattutto senza voler insegnare niente a nessuno. Tutt'altro.
Chi l'ha visto in televisione a "Zelig" piuttosto che a "Colorado Café" o di recente su La7 a "Crozza Italia Live", non può avere nemmeno lontanamente idea di che pasta sia fatto codesto attore, al punto che egli stesso detesta essere ricordato come personaggio televisivo che ha fatto parte del "cast di.....".
Patrucco, insomma, rifugge gli stessi modi e tempi della televisione e ritiene, non a torto, che essa sia un medium ove lo spettatore stesso perde spontaneità e da "guardatore" si sentra sempre più spesso "guardato".
Voce e mimica sono i punti saldi del repertorio di Patrucco. Nessun orpello tranne la musica che utilizza particolarmente in "Sotto Spirito", lo spettacolo che lo vede protagonista in numerosi teatri italiani non ultimi quelli del Nord Est italiano.
Ed infatti, grazie all'organizzazione dell'Associazione Culturale "Odeia" di Pordenone, lo scorso week end è stato protagonista sia a Pordenone che a Prata di Pordenone e a Pocenigo di quest'incontro di parole e musica.
Musiche di Georges Brassens realizzate dal Quartetto Sotto Spirito, con testi dello stesso Patrucco e di Antonio Voceri, "Sotto Spirito" è un incontro fra la musica di un poeta del secolo scorso tanto caro a Fabrizio De André, Brassens appunto, e le parole corrosive pregne di comicità sottile di Alberto Patrucco che, senza pretesa alcuna, smaschera una certa ipocrisia ed assurdità di ciò che riteniamo essere "attualità", quella spesso raccontata morbosamente dai mass media.
Ed ecco che, "Sotto Spirito", restituisce la genuinità della cronaca legata alla quotidianità. Una quotidianità finita appunto "sotto spirito" e che per una volta tanto permette allo spettatore di sentirsi non solo meno "osservato", ma anche gratificato dai molteplici punti di riflessione forniti dal comico brianzolo.
Sabato scorso, allo storico Bar Woody di Via XXX Aprile a Pordenone (che qualche anno fa ospitò il mio genio creativo), ho avuto la possibilità di parlare letteralmente vis-à-vis con Alberto Patrucco.
Dico letteralmente in quanto, quand'egli ti parla, si piazza a pochissimi centimetri dalla tua faccia e per fortuna che non ha problemi d'alitosi.
Fra una bevuta e l'altra, una sigaretta e l'altra, ho potuto saggiare la verve di questo "guitto" che è tutt'altro che un "guitto" in sé.
E' così raro ridere con intelligenza. E' così raro trovare qualcuno che va in televisione e scrive libri e non ne va fiero, anzi, quasi se ne vergogna.
Alberto Patrucco è così: uno che parla a bassissima voce ma (letteralmente) in (sulla) faccia.
E che conclude invitando alla lettura, abitudine così inusitata nel nostro medievale Paese, con un nonsense magistrale degno di un Mark Twain moderno: "Solo chi legge è uguale per tutti".

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini