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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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27 febbraio 2014

"Templari oggi ? Settecento anni dopo il rogo": articolo del prof. Aldo A. Mola

L'Italia è un immenso giacimento di reliquie dei Templari. Perciò i Milites Christi meritano una mappa aggiornata della loro diffusione nel Bel Paese (*). Sono un Mito al di sopra del tempo. Molti dicono che proprio oggi v'è bisogno di Cavalieri-monaci, di un Ordine iniziatico militare, per superare le crisi più difficili. Ma secondo altri i Templari sono più o meno stregoni collusi col Baphomet. Chi furono davvero? E ve ne sono ancora? Domande destinate a rimanere senza risposte precise, anche perché la forza del mito sta nella sua vaghezza, che non è vacuità ma sconfina nel sogno e conduce all “Incontro tra i due Mari”, dove la cronaca sfuma in leggenda e questa diviene Storia. Epoca dopo epoca anche la favola (rosea o nera che sia all'origine) può divenire buona novella.

Il 18 marzo del 1314, sette secoli fa, Jacques de Molay, Gran Maestro dell'Ordine dei Templari, e Geoffroy de Charnay, Gran Precettore di Normandia, furono arsi vivi nell'Ile de Paris. Poche ore prima erano stati tradotti ad assistere alla loro condanna al carcere perpetuo: si erano confessati colpevoli delle terribili imputazioni contro il loro Ordine: blasfemia, sodomia, eresia. Ma proprio lì, in faccia ai giudici, d'improvviso de Molay proclamò l'innocenza propria e dei Templari: aveva ammesso solo perché sottoposto ad atroci lunghissime torture. Il processo era falsato dai metodi con i quali era stato condotto. Quella pubblica denuncia avrebbe dovuto imporne un altro, regolare. Il Gran Maestro chiese clemenza per i confratelli. Da anni centinaia di Templari erano stati sottoposti a strazianti torture come peggio non avrebbero saputo fare gli islamici, murati per il resto dei loro giorni, arsi vivi. I più fortunati migrarono in terre remote. Ma invece di ottenere giustizia, quando denunciò la falsità del processo de Molay divenne “relapso”, cioè “ricaduto nella colpa”, irredimibile, e quindi fu immediatamente messo sul rogo: sinistro viatico alle fiamme eterne che lo attendevano, secondo la credulità del tempo. Chi aveva titolo per giudicarlo in terra e in cielo? Papa Clemente V, francese e succubo del re di Francia, il 3 aprile 1312 con la bolla “Vox in excelso” abolì l'Ordine dei Templari su pressione di Filippo IV, detto il Bello, lo stesso che aveva mandato Guglielmo di Nogaret a incarcerare Bonifacio VIII. Secondo la tradizione, Nogaret alzò la mano sul Pontefice: una profanazione applaudita dagli anticlericali fatui, deprecata da chiunque abbia senso del Sacro e dell'Ordine e sa bene che chi semina vento raccoglie tempesta. Ieri, oggi. Sempre.

Chi erano dunque i Templari? Perché la persecuzione? Perché la condanna? E quale fu la loro sorte dopo il rogo del Gran Maestro?

Costituiti nel 1118 per tutelare le vie dei pellegrini in Terra Santa, nel 1099 sottratta con la prima Crociata agli islamici, essi ebbero stanza in un locale prospiciente la Moschea di al-Aqsa, edificata sulle rovine del Tempio di Salomone. Di lì il nome. La loro regola fu dettata da San Bernardo di Chiaravalle, che ne scrisse anche l'Elogio. I Templari capirono che non bastava fronteggiare nei pochi chilometri della Palestina le ondate di popoli avanzanti dall'Asia. Per consolidare la loro libertà nei Luoghi Santi o, se preferisce, il loro dominio sul Vicino Oriente (dall'attuale Turchia a Siria e Palestina), i cattolici dovevano anzitutto organizzarsi in Europa. Facile da dire, impossibile da fare. In primo luogo il Patriarcato di Costantinopoli non riconosceva il primato del papa come vicario di Cristo, esattamente come ancora fanno il Patriarcato di Mosca, cioè la Terza Roma, gli evangelici e i protestanti. Inoltre il Sacro Romano Impero aveva perduto autorevolezza morale e politica. Gli imperatori erano stati ripetutamente scomunicati dai papi, combattuti e vinti da sovrani e Comuni. Per l'eterogenesi dei fini, a quel modo anche i papi indirettamente minarono il Vaticano. Bonifacio VIII, che pretendeva la sovranità spirituale e temporale, perse; l'imperatore Enrico VII non vinse. L'Europa si sgretolò. Svaniti i sogni dilagarono gl'incubi.

Nel 1187 Saladino conquistò Gerusalemme. Nel 1244 i cristiani furono sconfitti a Gaza. Nel 1270 Luigi IX di Francia “il Santo” morì a Tunisi mentre intraprendeva l'ultima crociata. Nel 1291 cadde anche San Giovanni d'Acri. Nel frattempo i Templari avevano esteso una immensa rete di Opere in tutta la cristianità occidentale, dal Baltico alla Scozia, dalla penisola iberica alla Puglia. Vi erano molti altri Ordini: i Cavalieri di San Giovanni, Ospitalieri, poi passati a Cipro, Rodi e infine a Malta; i Teutonici, l'Ordine di Calatrava... Ma essi erano e rimasero i migliori. I più valorosi e i più ricchi, i più generosi e i più potenti. Proprio perciò finirono vittime dell' invidia degli dei”, quella malasorte che (osservò già Erodoto) perseguita i popoli più felici e ne causa la rovina. Avido dei loro beni, il 13 ottobre 1307 Filippo il Bello ordinò l'arresto di tutti i Templari tacciandoli dei peggiori peccati e di idolatria. I Cavalieri si votavano alla morte in combattimento sul campo e sapevano che, alla peggio, sarebbero stati suppliziati dal nemico con atroci sofferenze: impalati vivi o scorticati. Non immaginavano di finire torturati per mano dei cristiani. Avevano creato la prima Banca euro-mediterranea, inventato la cambiale, lo sconto. Erano la prima grande organizzazione transnazionale. Pensavano in europeo. Avevano anche capito la favola dei tre anelli...: tutte le religioni contengono una verità, possono coesistere pacificamente. I Templari erano troppo avanti rispetto alla rapace cecità di Filippo il Bello e alla pochezza di papa Clemente V. Furono sterminati.

“Spesso gli uomini credono quello che vogliono”, scrisse Tacito: non la verità, ma il pregiudizio, le chiacchiere. Lo sanno bene i manipolatori dell'informazione: “al popolo, questo eterno fanciullone, bisogna proprio contarle grosse perché le beva più facilmente” osservò Gaetano Salvemini. Soprattutto bisogna contarle “all'ingrosso”.

E' quanto è avvenuto anche in Italia dal 1981 in poi con la demonizzazione degli avversari scomodi: un lungo rosario di accuse e di condanne, confutate cammin facendo, o in giudizi di secondo o terzo grado, quando però irreparabili danni erano già stati fatti e le vittime non potevano più reagire. Come dal 1307 al supplizio di Jacques de Molay, si susseguirono scandali artificiosi e la condanna alla pubblica gogna di persone poi risultate innocenti.

Leggenda vuole che tra le fiamme de Molay abbia chiamato a sé il papa e il re, subito dopo morti tragicamente. Comunque sia, il suo rogo invita a riflettere sull'amministrazione della giustizia nei tempi moderni. Come insegnò Giosue Carducci, “Quando porge la man Cesare a Piero,/ da quella stretta sangue umano stilla:/ quando il bacio si dan Chiesa ed Impero/ un astro di martirio in ciel sfavilla”.

V'è bisogno di Templari? Anzitutto v'è bisogno di conoscenza del passato, di cognizione del mondo d'oggi. Rasate o capellute, occorrono teste di uomini liberi, senza retorica, capaci di ideali, com'erano i Milites Christi: stole disadorne, calzari semplici, un cavallo per due, il Beaussant in una mano, la spada nell'altra e la divisa: “Non a me, Signore, ma a Te dài gloria”, anticipatrice di quella dei Gesuiti, “Ad maiorem Dei gloriam”.


Aldo A. Mola


La dedica a cui sono più legato è quella che mi scrisse in un suo saggio il prof. Aldo A. Mola, massimo storico contemporaneo del Risorgimento e della Massoneria il 28 novembre 2012:

"A Luca Bagatin capitano coraggioso in un mondo di anime morte. Con i fraterni saluti. Aldo A. Mola"



13 ottobre 2013

I "Testimoni del mistero" di Pier Carpi



Pier Carpi è indubbiamente l'autore più versatile ed eclettico che sia mai esistito nel Novecento.

Saggista, giornalista, fumettista, narratore, poeta, regista e ricercatore del mistero, Pier Carpi morì nel 2000 a soli sessant'anni, dimenticato da tutti, nonostante egli abbia lasciato un solco profondo nella cultura del nostro Paese.

Autodidatta cresciuto in un rigido collegio emiliano, senza aver mai conosciuto i genitori, iniziò ben presto a disegnare e a lavorare prima come fumettista - nel corso degli Anni Sessanta - ideando personaggi noir quali Zakimort e Teddy Bob e collaborando a numerose storie di Diabolik e Topolino e, successivamente, appassionandosi al mistero, all'occulto, all'esoterismo, diventando autore di pietre miliari nella storia del genere, quali "Storia della Magia", "Le società segrete", "Cagliostro", "Rasputin" e numerosi altri volumi.

E' dai suoi saggi, del resto, che nascono i film che ha diretto quali "Un'ombra nell'ombra", "Cagliostro" e "Povero Cristo", nei quali lavorarono attori del calibro di Bekim Fehmiu, Valentina Cortese, Irene Papas, Massimo Girotti, Rosanna Schiaffino, un giovanissimo ed allora sconosciuto Mino Reitano ed anche il mio caro amico fraterno Peter Boom.

Ho recensito diversi saggi di Pier Carpi, in questi anni, ne ho parlato diffusamente anche nel mio libro "Universo Massonico" e, in questi giorni, mi sono imbattuto nel suo ennesimo capolavoro saggistico, ormai, come gli altri, fuori catalogo da anni e reperibile solamente in qualche mercatino dell'usato, presso qualche appassionato del genere o su ebay, anche a modico prezzo.

"Testimoni del mistero", edito da Rusconi nel febbraio del 1979, è una raccolta di sei racconti-incontri che Pier Carpi ha avuto con personaggi curiosi e misteriosi, tutti appassionati di esoterismo e mistero, quali Agatha Christie, Giorgio Strheler, Irene Papas, Felix Yussupoff, Giuliana d'Olanda e Walt Disney.

Personaggi curiosi ed al contempo insospettabili. Agatha Christie con la sua strana amnesia che la portò lontana da casa per giorni, senza che lei stessa sapesse ove si fosse recata e la sua convinzione che ogni autore di romanzi gialli sia, in sé, un anticipatore della realtà; Giorgio Strehler, già iniziato alla Massoneria in gioventù, poi "bruciato fra le colonne", ovvero espulso, da Maestri incapaci di insegnargli l'arte Libero Muratoria e la sua passione per il mago John Dee, grande alchimista Cinquecentesco, conoscitore del segreto delle macchine magiche del teatro elisabettiano; Irene Papas ed i fantasmi che la perseguitarono allorquando recitò nel film "Un'ombra nell'ombra" e si fece beffe del rituale magico che Pier Carpi aveva allestito per girare la scena madre del film, dopo averlo studiato negli anni approfonditamente; Felix Yussupoff, incontrato da Pier Carpi assieme allo scrittore Pitigrilli a Parigi, negli Anni Sessanta, il quale si dice che avesse ucciso il monaco-mistico russo Rasputin, la cui figura lo stesso Pier Carpi tentò di riabilitare in un suo saggio, anni dopo; la Regina Giuliana d'Olanda e la sua passione per la stregoneria, ovvero le sue gite a Castletown, nell'Isola di Man, in Irlanda, presso la quale ha sede il museo internazionale di stregoneria, gestito da moderne streghe e stregoni, i quali hanno il compito, attraverso rituali antichissimi, di diffondere energia positiva laddove ve ne sia bisogno. E, infine, l'incontro fra Pier Carpi ed il mitico Walt Disney, in una villa veneta, presso un raduno Internazionale dell'Ordine Templare Jacques de Molay, al quale, notoriamente, Disney era affiliato. Ed ecco, dunque, Walt Disney, amabilmente discorrere con Pier Carpi della storia e dei segreti dell'Ordine del Tempio, tutt'oggi esistente e tutt'oggi depositario di millenarie conoscenze esoteriche, le quali, nei secoli, furono ostacolate dal Potere politico e religioso.

"Testimoni del mistero" è un saggio breve, ma allo stesso tempo molto illuminante.

Pier Carpi, ancora una volta, come nel suo stile, presenta i fatti per quelli che sono e pone ai suoi intelocutori domande precise, con autentico approccio giornalistico, alla ricerca delle verità celate, nascoste, velate. Storie di questo e dell'altro mondo, ove avvenimenti storici si succedono ad avvenimenti supernormali e soprannaturali, che hanno visto protagonisti scrittori, registi, attori, nobili e fumettisti celebri del Novecento, tutti conosciuti, incontrati e dunque intervistati personalmente dall'autore.


Luca Bagatin



6 ottobre 2013

Le nove chiavi dell'antiquario: intervista esclusiva di Luca Bagatin all'autore Martin Rua

Martin Rua è un amico, collega blogger e scrittore che conosco da dieci anni.

Ci incrociammo sul web, attraverso i rispettivi blog, quando egli - prima di aprire il sito ufficiale www.martinrua.com - curava il suo mitico primissimo blog www.martinrua.ilcannocchiale.it con lo scopo primario di divulgare il materiale narrativo che, allora, teneva nel cassetto e che meditava di far pubblicare.

Nel 2008 vi riuscì, finalmente, con "L'Ombra d'Argento", un bellissimo thriller edito dalla A&B, con prefazione del prof. Luigi Pruneti, attuale Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, ove alchimia, massoneria e lotta al nazismo si fondevano.

Oggi, Martin, dopo successi editoriali in e-book quali "La luna di sabbia" e "Il Codice Baphomet", che hanno avuto oltre diecimila scaricamenti sul web, è approdato alla Newton Compton, la quale gli ha pubblicato il bel tomo cartonato dal titolo "Le nove chiavi dell'antiquario" e dove il protagonista è, ancora una volta, un antiquario napoletano aderente alla Massoneria, ovvero Lorenzo Aragona.

Lorenzo Aragona, nel primo volume della Parthenope Trilogy, così come il Martin Rua de "L'Ombra d'Argento", dovrà scongiurare l'avvento della Nuova Thule, ovvero un'organizzazione neonazista mai scomparsa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la quale ha l'obiettivo di ricostituire il Reich.

In "Le nove chiavi dell'antiquario" la Thule vorrà impossessarsi del mitologico Baphomet dei Cavalieri Templari, nel quale è racchiuso il Guardiano della Soglia, altra figura mitica di cui parlò, per la prima volta, lo scrittore ottocentesco Edward Bulwer-Lytton nel suo "Zanoni".

Ma a che scopo risvegliare il Guardiano della Soglia ? E che cosa c'entra l'antiquario massone Lorenzo Aragona in questa vicenda ?

Fra Napoli, Kiev, Zurigo e Roma, il romanzo di Martin Rua si snoda su tre livelli narrativo-temporali: la Gerusalemme dei Templari, la Berlino del 1945 e i giorni nostri in un susseguirsi di colpi di scena, donne affascinanti, enigmatiche e tutt'altro che docili e personaggi alquanto bizzarri.

Lungi dal voler svelare altri arcani del romanzo, oggi ho il piacere e l'onore di intervistare, per la prima volta e in esclusiva, l'amico Martin.

Lua Bagatin: Iniziasti come blogger, nel 2004, proprio per promuovere i tuoi primi scritti. Ne è passata di acqua sotto i ponti, da allora...

Martin Rua: Eh sì, sono decisamente più vecchio di allora ! E di certo più consapevole di limiti e capacità.


Luca Bagatin: Come è nata la tua passione per la scrittura, il mistero, l'esoterismo?

Martin Rua: Le tre cose non sono necessariamente collegate. Ho iniziato a scrivere da piccolo, prima soprattutto poesie, poi anche racconti e infine romanzi. La passione per il mistero l’ho sempre avuta e poi, a un certo punto, ho trovato nelle discipline esoteriche un ulteriore approfondimento.


Luca Bagatin: Quanto ha influenzato la tua conoscenza della Massoneria nella stesura dei tuoi romanzi?

Martin Rua: Parecchio direi, tanto che il mio protagonista, Lorenzo Aragona, è egli stesso massone, anche se questa sua appartenenza verrà fuori di più nei romanzi successivi.


Luca Bagatin: Come ti spieghi il successo senza precedenti di titoli come “La luna di sabbia” e “Il Codice Baphomet”, tutti pubblicati in formato e-book ?

Martin Rua: In realtà il vero boom l’ho avuto con “Il Codice Baphomet” – che poi sarebbe una versione meno curata de “Le nove chiavi dell’antiquario”. Mi sono sempre spiegato il successo come una combinazione di tre elementi: una buona storia, una bella copertina, un prezzo interessante.


Luca Bagatin: Pensi che gli e-book surclasseranno i libri tradizionali?

Martin Rua: Fintanto che ci saranno tradizionalisti come te, no ! (ride). Scherzi a parte, non credo proprio, ma stanno comunque guadagnando terreno. Vanno tenuti in considerazione.


Luca Bagatin: E' vero che sei un “alchimista operativo”? Ovvero?

Martin Rua: Non è esattamente così. Mi appassiona l’alchimia, quella vera, quella da laboratorio e i libri che leggo sono quelli scritti da alchimisti che materialmente lavoravano ai fornelli nei loro laboratori. Questo però non vuol dire che lo faccia anche io. Almeno non ancora. Ho molto da imparare.


Luca Bagatin: Nel tuo ultimo romanzo “Le nove chiavi dell'antiquario” si parla sia di Massoneria che di Templari. Tematiche che, negli ultimi anni, sembrano andare per la maggiore. Come te lo spieghi?

Martin Rua: Sono due argomenti che portano con sé un bagaglio di segreti e misteri. Due elementi che affascinano l’uomo da sempre. Mettili insieme e ottieni una miscela esplosiva.


Luca Bagatin: A tuo parere i massoni speculativi odierni sono davvero gli eredi degli antichi Templari?

Martin Rua: No, e chi lo pensa è un illuso. Primo perché i Templari sono ufficialmente finiti nel 1314. Secondo perché dei massoni speculativi di oggi credo che pochi abbiano ancora le conoscenze esoteriche di un tempo. Detto questo, però, sono convinto che esistano ancora iniziati, in giro per il mondo, che sanno più di quello che noi sappiamo sulla reale conoscenza dei Templari. E questi iniziati possono anche essere massoni, ma non necessariamente. La Massoneria è una via, un metodo per avvicinarsi all’illuminazione. Ma è “un” metodo, non “il” metodo.


Luca Bagatin: Il tuo primo romanzo, “L'ombra d'argento”, ha avuto come protagonista te stesso. Oggi Martin Rua sembra aver ceduto il passo all'antiquario massone napoletano Lorenzo Aragona, come mai questa modifica?

Martin Rua: Per evitare una certa confusione tra autore e protagonista. Meglio tenere le due cose separate. Almeno per ora !


Luca Bagatin: Che cos'è, per te, la Massoneria oggi ?

Martin Rua: Ho un'idea di Massoneria abbastanza idealizzata e sicuramente lontana da tutti gli stereotipi complottisti così in voga. La Massoneria è una scuola iniziatica, insegna un metodo per migliorarsi. Ma è anche una degli ultimi depositari di antiche tradizioni esoteriche, ormai quasi scomparse. Da questo punto di vista i massoni hanno la grande responsabilità di "custodi".


Luca Bagatin



23 agosto 2013

Pascal Vesin: il sacerdote massone nuovo simbolo di libertà religiosa



Si chiama Pascal Vesin ed è un sacerdote cattolico francese.

Da qualche giorno si parla di lui poichè sospeso dal suo ministero religioso in quanto...ha dichiarato apertamente di appartenere alla Massoneria e di essere affiliato al Grande Oriente di Francia da tredici anni.

Apriti cielo !

Ecco l'antico anatema: se sei cattolico e, pergiunta, prete, non puoi essere anche massone.

Ma perché mai ?

Perché i massoni sono atei anticlericali ? Ma dove sta scritto ? Semmai alcuni di loro lo sono diventati, ma proprio a causa delle persecuzioni cattoliche contro l'Antica Istituzione dei Liberi Muratori che, checché se ne dica, ha una sola origine ed è gnostica, un solo credo ed è quello in Dio ed un solo scopo o, meglio, almeno tre: elevare culturalmente, spiritualmente e socialmente l'umanità intera.

E quindi Père Pascal è reo di che cosa ? Di predicare il verbo di Cristo e di farlo pergiunta due volte in quanto affiliato anche alla Massoneria ?

Forse i prelati francesi e quelli italiani non sono a conoscenza di un testo, peraltro da noi recentemente recensito, ovvero “Gesù il Maestro Muratore” di Gordon Strachan, che dimostra come lo stesso Gesù detto Il Cristo, fosse un libero muratore, ovvero un costruttore di Templi in onore a Dio.

A quale Dio si dirà ? A quello degli Ebrei, dei Cristiani, dei Buddhisti, degli Indù e persino dei Musulmani. Al Dio che pervade ogni fibra e ogni atomo del nostro corpo e dell'Universo. Al Dio della Bibbia, del Corano, del Talmud e delle Upanishad.

E' questo che dà fastidio alla Chiesa cattolica ? Lo si dica apertamente e si apra anche un confronto fra le varie fedi. Ma lo si faccia lasciando da parte le antiche rivalità e le antiche Crociate che - tesori veri o presunti dei Templari a parte - hanno causato solo morti e continuano a causarne nei Paesi ove vige il fondamentalismo religioso e la teocrazia.

Oggi, Père Vesin, dopo un pellegrinaggio a piedi - dalla Francia all'Italia - durato ben 39 giorni, è giunto a Roma ed è determinato ad incontrare il suo Papa, ovvero Jorge Mario Bergoglio, detto "Papa Francesco". A tal proposito è sorto anche un gruppo Facebook di sostenitori del sacerdote massone, intitolato "Groupe de suotien au Père Vesin", che ha all'attivo numerosissime adesioni da tutto il mondo e che ha incontrato anche il nostro più sincero consenso.

Non sappiamo quale sarà la decisione che prenderà il signor Bergoglio in merito, purtuttavia, sommessamente, desideriamo qui ricordare che la fede in Dio è un fatto di cuore, che sfugge alle leggi terrene e della pura razionalità.

Non sappiamo, dunque, se Père Vesin - che peraltro in ottemperanza al Verbo del Cristo, esempio di libertà per tutti, si è espresso anche a favore dei matrimoni omosessuali - potrà continuare a servire il Signore nella Chiesa cattolica, come egli desidera, oppure potrà farlo solo nella sua Loggia massonica. Il suo esempio, ad ogni modo, è encomiabile e merita tutto il nostro sostegno di credenti.

Credenti nella libera spiritualità del cuore, al di là del dogma.


Luca Bagatin



7 agosto 2013

"Il settimo templare": un incontro fra Storia e Massoneria

Questa volta è la Newton Compton Editori a pubblicare in italiano il nuovo gustosissimo romanzo di Eric Giacometti e Jacques Ravenne, due fra i migliori autori di thriller a sfondo massonico ed esoterico che esistano al mondo.

“Il settimo templare” è infatti il quinto romanzo del duo francese pubblicato in Italia dopo “Il rituale dell'ombra”, “I Fratelli oscuri”, “La congiura Casanova” e “La setta del Kaos”. Il pubblico italiano si attendeva anche gli altri due libri di Giacometti e Ravenne, già pubblicati in Francia dalla Fleuve Noir (“Lux Tenebrae” e “Apocalypse”), ma probabilmente dovremo ancora attendere.La trilogia del commissario Antoine Marcas in Francia è diventata un vero culto, al punto che ne stanno anche realizzando un ottimo fumetto.Antoine Marcas, commissario di polizia francese del dipartimento Beni Culturali, è un massone dichiarato appartenente al Grande Oriente di Francia.
E' lui l'avventuroso protagonista dei romanzi di Giacometti (noto per aver condotto diverse inchieste giornalistiche sulla Massoneria) e Ravenne (Maestro massone di Rito Francese) che, attraverso la sua cultura esoterica, riuscirà a risolvere intricati enigmi.
Ne “Il settimo templare” Marcas si troverà a dover risolvere l'enigma relavito alla decapitazione del Fratello massone Jean Balmont, peraltro stranamente appartenente all'Ordine dei Gesuiti (da sempre in lotta contro la Massoneria) e fondatore della Loggia di derivazione templare Secreti Templum, composta da sette templari massoni legati alla Chiesa cattolica, i quali si dice custodiscano il segreto relativo alla vendetta dei Cavalieri Templari nei confronti di Re Filippo Il Bello e di Papa Clemente V, rei nel 1307, di aver fatto arrestare e condannare a morte i Cavalieri del Tempio per meri intrighi di potere e di ricchezza.
Che cosa si cela dietro al motto della Loggia Secreti Templum, ovvero “Sette Templari, tre porte, un'unica Verità” ?
Come mai il Vaticano ha assoldato dei pericolosi terroristi dell'Est allo scopo di conoscere il segreto di tale Loggia ?
Dove si trova il mitico tesoro che i Templari fuggiti alla persecuzione si dice siano riusciti ad occultare ?
Come sempre i romanzi di Giacometti e Ravenne sono scritti su due livelli narrativi: uno storico e l'altro ambientato ai giorni nostri. La terribile persecuzione ai danni dei Templari e la loro conseguente vendetta si mescolano agli avvenimenti odierni. Così come i rituali dei Templari che, secoli dopo, saranno mutuati dalle Logge massoniche, sono perfettamente descritti tanto quanto i rituali della moderna Massoneria.
Il lettore, dunque, più che in un romanzo qualsiasi, sembra di vivere la Storia. Una Storia che si tramanda – nel secretum – anche ai giorni nostri. La spiritualità templare e massonica contrapposta alla religione cattolica, fondata piuttosto sul potere e sulla ricchezza, piuttosto che su solide basi gnostiche e spirituali.
I romanzi di Giacometti e Ravenne si soffermano molto su che cos'è la Massoneria e sul suo ruolo storico e moderno. Per questo possono essere di assoluto interesse, sia per l'Iniziato che per il profano che di Massoneria ed esoterismo serio mastica poco o ne ha solo sentito lontanamente parlare.
Oggi, in particolare nei Paesi mediterranei quali Francia e Italia, i massoni sono spesso e anche a ragione, ritenuti anticlericali. Ma anticamente poteva dirsi così ? Si pensi che i massoni del XV secolo erano profondamente credenti in Cristo che si dice essere stato anch'egli un Libero Muratore. Fu poi l'ortodossìa cattolica a renderli anticericali, in quanto questa si discostò profondamente dal messaggio cristiano di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza che ancora oggi è alla base della moderna Massoneria .
Ne “Il settimo templare” vedremo come nel 1314 i Cavalieri Templari – per sfuggire all'Inquisizione cattolica - divennero muratori operativi e portarono nelle Logge le conoscenze provenienti da Oriente. E scopriremo come mai nella Chiesa di Saint-Merri, costruita a Parigi nel XVI secolo, sia ben visibile una statua raffigurante il Bafometto dei Templari, ovvero una sorta di “demone androgino”, che, secondo molti occultisti, potrebbe simboleggiare il “Padre della Conoscenza”.
Scopriremo anche il significato del grado massonico praticato nel Rito Scozzese Antico ed Accettato, ovvero il grado di Cavaliere Kadosh, simbolo della vendetta templare ai danni di Trono (potere statuale) ed altare (potere temporale), ovvero i due poteri che negarono da sempre le conoscenze gnostiche dell'Antichità portate avanti dai cosiddetti “eretici”, fossero questi Bogomili, Catari, Templari, Alchimisti o Liberi Muratori.
Antonie Marcas in quest'avventura si avvarrà inoltre della collaborazione di Gabrielle, una Sorella massona della Gran Loggia Femminile di Francia ed anche tale particolare elemento non può che essere di sicuro interesse per il lettore che desidera addentrarsi nella conoscenze delle Obbedienze massoniche femminili che, banché ritenute minoritarie, sono invece, sia in Francia che nella nostra Italia, molto attive.

Luca Bagatin



4 giugno 2013

La Massoneria Rivelata

"La Massoneria Rivelata" di Luigi Pruneti e Marco Dolcetta è, finalmente, il primo libro divulgativo sulla Massoneria edito in Italia e scritto da due italiani.
Divulgativo in quanto edito da una casa editrice nazionale, la Mondadori, ed i cui contenuti sono finalmente volti a penetrare tutte le leggende, le storie, i miti complottistici e misteriosofici che avvolgono da secoli la Massoneria.
Luigi Pruneti, che è un nostro caro amico, è il Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Massoneria italiana della Gran Loggia d'Italia degli ALAM. E' ed è stato un Gran Maestro non solo colto sotto il profilo letterario, ma da sempre nelle sue opere rifugge da ogni retorica e da ogni faciloneria.
Marco Dolcetta, invece, è autore cinematografico e televisivo, oltre che collaboratore di giornali quali "Il Corriere della Sera", "L'Unità" e "Il Fatto Quotidiano".
In questo testo, Pruneti e Dolcetta si adoperano in un excursus storico che fa comprendere al lettore le motivazioni per le quali la Massoneria è stata spesso non vista di buon occhio. In particolare dalla Chiesa cattolica, la quale perseguitò, in Italia, i primi Liberi Muratori, addirittura creando involontariamente due martiri: il poeta Tommaso Crudeli ed il conte Alessandro di Cagliostro.
Pruneti, in particolare, si sofferma sul mito dei Templari, spesso associati ai Massoni, anche se forse il paragone è un po' azzardato e tirato per i capelli, come osserva il Pruneti medesimo.
Luigi Pruneti, poi, da ottimo esperto di antimassoneria, tratteggia le losche figure dell'abate Augustin Barruel, vero padre del cospirazionismo, il quale, con le sue nefande opere, riuscì a convincere persino il popolino che i Massoni non fossero altro che cospiratori politici ai danni di Trono ed Altare e adoratori di Belzebù.
Non dissimile, poi, da quanto scrisse nell'Ottocento quel burlone narcisista di Léo Taxil, ex massone anticlericale, il quale ordirà la più grande disinformazione e deformazione possibile ai danni della Massoneria, attraverso opere divulgative che ancora oggi molti ritengono autentiche, nonostante lo stesso Taxil, tempo dopo, ne abbia dichiarato la falsità.
Chissà perché, poi, queste "deformazioni antimassoniche", colpiranno sempre personaggi quali ad esemipio Albert Pike, celebre Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico e Accettato degli Stati Uniti, oppure il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Adriano Lemmi. Personaggi noti in verità per la loro filantropia, per il loro mazzinianesimo ed i valori cari alla causa repubblicana, oltre che per aver divulgato i valori massonici. Sarà che i buoni di spirito sono più facili ad essere colpiti dall'imbecillità umana, che spesso ha avuto fra le sue fila ecclesiastici, scribacchini, ma anche ex massoni farlocchi di cui Taxil è solo uno degli esempi più antichi.
Marco Dolcetta, nel volume, si sofferma invece piuttosto sul falso mito dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion, ovvero quel falso documento prodotto dalla polizia segreta zarista - l'Okhrana - atto a far credere che fosse in atto une cospirazione ebraica mondiale.
Ecco che ancora torna in gioco la storia della cospirazione, triste mito che ha pervaso tutta la fine dell'Ottocento sino ai giorni nostri. Le menti criminali sono sempre state considerate gli ebrei e i massoni, così come un tempo lo erano - per le Chiese Istituzionalizzate - i liberi pensatori e gli eretici (oltre che, come sempre, gli ebrei, sic !).
Non sarà che forse esiste davvero una cospirazione, ma ai danni di massoni, liberi pensatori e minoranze religiose, ordita invece e piuttosto dal Potere politico e religioso ?
Fateci caso, ma i documenti fasulli prodotti per "incastrare" massoni ed ebrei sono stati prodotti proprio da organismi religiosi (ecclesiastici) e politici (come ad esempio l'Okhrana, ma si pensi anche al falso scandalo P2 e all'inchiesta Cordova, nell'Italia degli Anni '80 e '90, che portarono ad un nulla di fatto ma screditarono profondamente ed ingiustamente la Massoneria del Belpaese).
Ma forse questa cospirazione è sotto gli occhi di tutti, da secoli, e pochi hanno interesse a "graziare" i liberi pensatori/muratori che, nel silenzio mistico delle Logge, dovranno pur far qualche cosa.
Edificare Templi alla virtù e scavare profonde e oscure prigioni al vizio - nel silenzio delle Logge, appunto - è forse considerato da sempre meno nobile rispetto alla politica politicata dell'arraffare tangenti o vendere armi a questa o a quella potenza...magari nascondendosi dietro ad astruse "guerre di religione" e/o dietro sacramenti di cui non si conosce nemmeno l'intimo significato.
"La Massoneria Rivelata" di Pruneti e Dolcetta, forse, apre uno spiraglio per far comprendere, ai più, che la Massoneria ancora oggi fa paura a molti, proprio perché a molti ha secoli di Storia e di cultura da insegnare. Senza dogmi né vizi di fondo.

Luca Bagatin



14 dicembre 2012

E' uscito "Universo Massonico": compendio di Massoneria ed Esoterismo di Luca Bagatin con prefazione del Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM prof. Luigi Pruneti



E' finalmente uscito il  volume "Universo Massonico" (Bastogi editrice), che raccoglie gran parte degli articoli che ho pubblicato, dal 2005 ad oggi, in riviste specializzate esoteriche e soprattutto su questo blog.
Questo mio primo (e forse ultimo, chissà) libro sulla Massoneria, consta peraltro di una bellissima ed approfondita prefazione del Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM prof Luigi Pruneti.
"Universo Massonico" percorre e ripercorre le origini della Massoneria, trattando poi del significato dell'Iniziazione, del simbolismo massonico ed esoterico; dei simboli massonici ed esoterici disseminati nella letteratura ed in alcune opere musicali contemporanee, arrivando sino al falso scandalo P2 ed alla nefasta inchiesta Cordova, sfatandone e demolendone tutti gli aspetti complottistici, che ancora oggi girano nei mass media deformatori ed in rete.

Un'importante sezione raccoglie le biografie di Grandi Iniziati e massoni, restituendo loro lo spazio e l'importanza che meritano nel panorama spirituale, quali Cagliostro, Madame Blavatsky, Albert Pike, Ernesto Nathan, Saverio Fera, Giovanni Ghinazzi, Giordano Gamberini e Lino Salvini.
La parte finale comprende interviste che ho realizzato ad esperti del settore quali Nathan Gelb, autore di trhiller massonici di livello internazionale; Aldo A. Mola, massimo storico della massoneria in italia; Francesca Vigni, autrice dell'unico libro sulle donne e la massoneria; il prof. Luigi Pruneti, Gran Maestro della GLDI e la Gran Maestra della Gran Loggia Massonica Tradizionale Femminile d'Italia Gabriella Bagnolesi.

Per ricevere il volume direttamente a casa (15 euro la copia) si può effettuare il pagamento alle seguenti coordinate, intestando il tutto a BASTOGI EDITRICE ITALIANA (specificando, nella causale "RICHIESTA DEL VOLUME "UNIVERSO MASSONICO" DI LUCA BAGATIN):

BANCOPOSTA
IBAN : IT 44 U 07601 1

5700 000011133717

C.C.P.
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Appena effettuato è IMPORTANTE, per evitare ritardi o disguidi, che inviate copia della ricevuta del pagamento al numero di fax 0881/728119 oppure all'indirizzo mail bastogi@tiscali.it
Per eventuali contatti con il sottoscritto, potete scrivermi all'indirizzo mail burroughs279@yahoo.it



23 novembre 2012

Pier Carpi svela l'Occulto

Di Pier Carpi abbiamo parlato diffusamente in molti articoli, attengendo talvolta ai suoi articoli ed alle sue opere misteriosofiche.
Ancora una volta siamo riusciti a ritrovare una vera e propria "chicca", a proposito degli studi sull'occulto dello scrittore e regista emiliano, ovvero "Occulto", un agile libretto ove sono racconti articoli da lui elaborati, in collaborazione con il Gruppo Ricerche Occulto e pubblicato alla fine degli anni '70.
La particolarità degli studi di Pier Carpi è sempre stata quella di presentare al lettore una realtà misteriosofica semplice e depurata di ogni pregiudizio.
Allorquando Pier Carpi ad esempio ci presenta la cosiddetta "Chiesa di Satana", avendo egli a suo tempo avuto modo di incontrare, in California, il cosiddetto "Gran Capro Lucifer", ovvero il capo di tale congregazione, ci racconta piuttosto la storia di questa curiosa istituzione, senza giudicarla negativamente.
La cosiddetta "tradizione demoniaca" trova terreno fertile nel mondo anglosassone, in particolare quello imperniato da un certo puritanesimo, ove trovano terreno fertile astinenze o, per contro, sregolatezze sessuali, vegetarianesimo e persino fanatismo.
In tal senso l'Inghilterra è zeppa di congregazioni "demoniache" e, fra queste, l'Ordine della Giarrettiera, fondato da Re Edoardo III, già Gran Capro della Chiesa di Satana nel Medioevo.
Come racconta Pier Carpi nel suo libro, si narra, infatti, che Re Edoardo durante un ballo di corte danzasse con la contessa di Salisbury e che a quest'ultima cadesse una giarrettiera rossa dalla gamba sinistra, fra lo sconcerto generale. Il Re la raccolse, la indossò a sua volta alla sua gamba sinistra, sotto il ginocchio, affermando il celebre motto: "Honni soint qui mal y pense", che diverrà poi motto dell'Ordine della Giarrettiera.
Ciò è da interpretare come simbolo magico, ovvero svelò la sua identità "satanica", per così dire, sfidando così l'intera corte, scoprendo anche la sua "succube", ovvero la contessa di Salisbury.
Ciò per quanto riguarda il passato, ma, nell'era moderna, la Chiesa di Satana continua ad esistere e lo stesso Pier Carpi ebbe modo di parlare direttamente con il Gran Capro, alla fine degli anni '70.  L'intervista è riportata interamente in "Occulto", ma non sortirà affatto l'effetto sperato.
In sostanza, come rivelato dal Gran Capro, non vi è nulla di malvagio nel cosiddetto "satanismo", come si è voluto far credere in passato.
Il Gran Capro, secondo la tradizione satanista, è il rappresentante del Demonio sulla terra. Demonio inteso come Lucifero, ovvero Angelo portatore di Luce e Conoscenza.
Il Gran Capro spiegò a Pier Carpi che non è possibile entrare nella Chiesa di Satana, ma si è sempre prescelti da qualcun altro e la Chiesa di Satana segue una tradizione che si collega ai culti misterici dionisiaci, orfici, egizi e babilonesi.
Ingiustamente, come spiega il Gran Capro allo scrittore, furono condannate per secoli le streghe, ma loro non erano affatto delle adepte di Satana come fu fatto credere.
Ma, in sostanza, chi è il Satana sostenuto da questa congregazione ? Non certo quello grottesco della tradizione cristiana, rosso e con la coda, in quanto l'Inferno stesso non esiste, secondo le rivelazioni del Gran Capro. Satana è Lucifero, il quale insegna che uomini e dèi convivono, pur senza saperlo...
Questo, in sostanza ed in sintesi uno degli appassionanti articoli contenuti in "Occulto", ma ve ne sono degli altri, come quello che ricorda le profezie di Papa Giovanni XXIII e del quale parleremo in un articolo ad hoc, dedicato all'omonimo libro che Pier Carpi stesso dedicò al pontefice; il raduno delle Streghe moderne nell'Isola di Man, nel Mare d'Irlanda ed al quale partecipò annualmente anche la Regina Giuliana d'Olanda. Un vero e proprio raduno di appassionati di rituali magici ed esoterici, ma a soli scopi benefici !
"Occulto" ci parla anche di Francesco Racanelli - medico guaritore già amico di Pier Carpi - e dei suoi prodigi; delle ricerche ufologiche del Presidente Jimmy Carter e di sua moglie; del mago Houdini e, interessantissimo il pezzo conclusivo che racconta la vera storia del poverello di Assisi, ovvero San Francesco.
Un vero Iniziato, figlio di un mercante ebreo convertito e di una prostituta, iniziato ai misteri dell'Antico Egitto ed al segreto della Tau dal mistico Gioacchino da Fiore e, successivamente, entrato in contatto con i Templari e con le loro conoscenze gnostiche ed esoteriche apprese in Terrasanta dai Sufi e dalla cosiddetta "Setta degli Assassini", fumatori di hashish.
Frate Francesco, il cui messaggio di ricerca dei Divino in ogni essere scioglierà persino il cuore del Papa e contribuirà a far prendere alla Chiesa dell'epoca una direzione diversa, più umana e più spirituale. Un messaggio tramandato sin dai tempi di Ermete Trimegisto e che anche oggi trova un suo proseguimento simbolico al punto che, racconta Pier Carpi, tutt'oggi vi sono dei discepoli segreti di San Francesco, i quali sono usi intagliare i Tau - simbolo della conoscenza divina - dallo stesso ulivo piantato da Frate Francesco.
Ancora una volta il buon Pier Carpi è riuscito - con il suo "Occulto" - a chiarire ed a svelare aspetti che la Storia e la tradizione cattolica ci hanno tramandato in maniera del tutto errata e distorta.

Luca Bagatin



28 giugno 2012

Una visita presso la sede della Massoneria italiana Gran Loggia d'Italia degli ALAM - Palazzo Vitelleschi (parte seconda)


Largo Argentina: Via di S. Nicola de' Cesarini, a Roma, ove ha sede la Massoneria italiana Gran Loggia d'Italia degli ALAM - Palazzo Vitelleschi



Palazzo Vitelleschi, sede della Massoneria italiana Gran Loggia d'Italia degli ALAM


Sala del Tempio della Massoneria italiana Gran Loggia d'Italia degli ALAM - Palazzo Vitelleschi


Luca Bagatin all'ingresso del Tempio della Gran Loggia d'Italia degli ALAM - Palazzo Vitelleschi, fra le colonne Jachin e Boaz


Luca Bagatin (simpaticamente, ma con profondo rispetto) sul Trono del Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM - Palazzo Vitelleschi


Ancora
sul Trono del Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM - Palazzo Vitelleschi


Sala riunioni all'interno della sede della Gran Loggia d'Italia degli ALAM - Palazzo Vitelleschi.
Si possono notare, alla parete, i ritratti dei Fr. Giosue Carducci e Giovanni Pascoli


Teca con oggettistica massonica donata all'Obbedienza dall'attuale Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro prof. Luigi Pruneti


Paramenti ed oggettistica massonica, conservata presso la Gran Loggia d'Italia degli ALAM - Palazzo Vitelleschi


Bottiglie con i paramenti massonici. Non sono simpatiche ? ;-)



15 maggio 2012

Grandezze e miserie del pensiero liberale

Il liberalismo è molto più che una dottrina economico-politica.
E' un modo di essere, di vivere, di concepire il mondo in totale pieno rispetto del diverso, delle opinioni altrui, purchè, ovviamente, non si tratti di opinioni totalitarie o intolleranti. Il liberale non è un fesso che lascia correre tutto. Nè il liberale è un democratico tout court. Egli antepone la libertà di pensiero (ragionato, argomentato) al mero chiacchiericcio, al mero vociferare di tutti coloro i quali vorrebbero dir la propria: magari senza alcun back ground culturale alle spalle.
Mauro Cascio, giovane giornalista e scrittore, con "Grandezze e miserie del pensiero liberale: da Pericle ai Templari, dal Seicento europeo a John Rawls, da Amartya Sen alla Loggia P2" (Bastogi editrice), inquadra molto bene questi concetti e lo fa per mezzo di uno stringato ma approfondito excursus storico-politico.
L'introduzione del saggio è curata da Licio Gelli, il quale avvisa il lettore che - il saggio di Cascio - "non è una storia dell'ideologia, né un saggio di filosofia politica (…) E' piuttosto una rivendicazione della legittimità di un pensiero fra i più significativi ed importanti della civiltà occidentale...".
Il liberalismo, come ricorda lo stesso Gelli, peraltro, è stata (ed è) l'occasione per salvare la dignità nazionale dagli opposti estremismi.
E così, Mario Cascio, va a ritroso nel tempo e ci fa scoprire che, forse, le radici del liberalismo nascono con Pericle, nato attorno al 550 a.C..
Pericle, nobile politico, il quale introdusse per primo la remunerazione nei pubblici uffici, permettendo così, anche ai cittadini meno abbienti, di accedere al governo della città.
Liberalismo e laicismo non sono nè potranno mai essere due entità separate. L'uno va di pari passo con l'altro e chi non propugna la laicità dello Stato, confondendo principi religiosi con leggi dello Stato, mai potrà dirsi liberale o amante della libertà. Lo sapevano bene filosofi come Pitagora e Socrate. Quest'ultimo, peraltro, al fine di fuggire qualsiasi dogmatismo, non solo non lasciò nulla di scritto, ma non fondò nemmeno una scuola filosofica. Socrate, semplicemente e laicamente, inviterà a porre l'uomo ed i suoi problemi al centro di ogni riflessione.
La filosofia socratica, peraltro, invita a ricercare la verità entro ciascuno e la verità non è mai cosa assoluta, bensì è conquista personale.
Di qui, peraltro, l'assurdità delle pericolose e scarne argomentazioni di coloro i quali combattono ogni tipo di relativismo, in nome di astrusi e/o pericolosi assolutismi (religiosi, politici...).
Ma chi l'avrebbe mai detto che persino i Templari, memori degli antichi insegnamenti, fossero - più che dei monaci-guerrieri a difesa della Cristianità - dei veri ricercatori della Verità entro sè stessi e ciò anche grazie ai viaggi ed alle ricerche esoteriche compiute in Oriente ?
Saranno dunque i Templari, poi bruciati al rogo per motivi sia politici che religiosi, che ispireranno nuove forme di letteratura ed architettura, dando vita, nei secoli successivi, ad un nuovo Umanesimo.
Nuovo Umanesimo propugnato da Federico II di Svevia, in Sicilia, grande cultore di scienze, filosofia e cultura, tanto da dubitare dei dogmi cristiani ed essere scomunicato.
Ma sarà con Erasmo da Rotterdam e, successivamente, con Pico della Mirandola e Marsilio Ficino, che il nuovo Umanesimo avrà il suo massimo splendore e darà vita al più luminoso dei secoli dopo quello del Lumi, ovvero il Rinascimento.
Pico della Mirandola, peraltro, divenne celebre ed illustre, per il suo tentativo di individuare il nucleo di verità fra le tre grandi religioni monoteiste, ovvero Cristianesimo, Ebraismo ed Islamismo. Egli, infatti, tentò di conciliare la Qabalah ebraica con la teologia cristiana, il pensiero filosofico con quello magico, Platone con Ermete Trimegisto.
Siamo all'origine del vero pensiero liberale, ma anche di quello massonico-esoterico-spiritualista che avrà come suo massimo esponente Giordano Bruno, il frate dominicato di Nola, successivamente filosofo ed arso vivo dall'Inquisizione cattolica per aver affermato e dimostrato - fra le altre cose - che l'individuo non è affatto separato da Dio, ma è Dio stesso incarnatosi in uomo. Purtuttavia sarà necessario attendere il 1689, con la pubblicazione dell'Epistola de Tolerantia di John Locke, affinichè si inizi a parlare di tolleranza religiosa.
Da tale tolleranza, ad ogni modo, erano esclusi sia atei che cattolici, entrambi portatori di posizioni dogmatiche ed assolutistiche.
Con l'avvento del XVIII secolo e, dunque, l'Illuminismo, possiamo trovare le posizioni di Montesquieu e di Kant. Il primo propugna la separazione dei poteri statali, mentre il secondo parla dell'esistenza di diversi tipi di fede religiosa, le quali vanno sempre e comunque tollerate.
Possiamo dunque notare come, all'origine del pensiero liberale, questioni politiche e questioni religiose andassero di pari passo, percorse, entrambe, da antichissime correnti filosofiche ed umanistiche.
Fu con Wilhem Von Humboldt, nel 1792, che si iniziò a parlare, in ambito liberale, di riduzione dei poteri e delle prerogative dello Stato.
Humboldt sosteneva infatti che "lo Stato è coercizione e che la società è libertà degli individui che la compongono". Secondo Humboldt, dunque, lo Stato è un male necessario, ma occorre comunque che sia un male minore, ovvero le sue prerogative debbono essere unicamente limitate a garantire la sicurezza da nemici interni ed esterni.
Il filosofo Jeremy Bentham, pressochè contemporaneo di Humboldt, elaborerà invece la teoria dell'utilitarismo, ovvero l'improntare la legislazione e la condotta morale a puri fini utilitaristici, ottenuti mediante la somma algebrica di tutti i dolori e vantaggi e di tutti i piaceri e vantaggi dell'individuo nel corso della sua vita. Tale teoria, peraltro, sarà oggetto di feroci critiche da parte di Giuseppe Mazzini, il quale - diversamente - riteneva che l'individuo dovesse improntare la sua condotta morale sui doveri, prima ancora che sui diritti e sui piaceri.
Altri importanti teorici del pensiero liberale furono Benjamin Constant, Tocqueville e Stuart Mill, i quali, peraltro, riterranno che "il governo della mediocrità è un governo mediocre" e "per infrangere l'oppressione è necessario essere eccentrici".
I liberali, infondo, a differenza dei democratici (che possono anche essere dei mediocri, al punto dal tollerare eventuali "dittature della maggioranza"), sono da sempre degli “eccentrici”. Nel senso buono, s'intende.
Fra costoro il celebre Karl Popper, liberale puro per antonomasia.
Popper, infatti, aveva una fiducia incondizionata nella ragione empirica e riteneva che lo Stato fosse un male necessario, in quanto è un male perché implica un certo grado di coercizione, necessario in quanto indispensabile a risolvere i contrasti sociali. Inoltre egli si definiva "democratico" non in quanto ritenesse che la maggioranza dovesse sempre avere ragione, bensì in quanto "gli istutiti democratici rappresentano il male minore".
Inoltre egli riteneva che le istituzioni liberaldemocratiche, affinchè possano funzionare, devono essere suffragate da solide tradizioni politiche e culturali, in assenza delle quali esse rischiano di scivolare verso la dittatura. Per finire, Popper, affermava chiaramente che, in nome della Tolleranza e della società aperta e liberaldemocratica, si deve essere disposti a negare tale tolleranza agli intolleranti, i quali devono essere sempre e comunque combattuti. Pena il decadimento della società aperta e liberaldemocratica.
L'analisi di Mauro Cascio prosegue, sino a toccare Amartya Sen, celebre economista indiano, e concludere con la Loggia massonica Propaganda 2 di cui fu Venerabile Licio Gelli ed il cui programma (Piano di Rinascita Democratica) è inserito nel saggio stesso, in appendice.
Un programma economico-politico che, come ebbe modo di dirmi il prof. Aldo Alessandro Mola, in una intervista che gli feci nel settembre 2011, se lo si legge senza pregiudizi "esso mirava a consolidare la democrazia ed a conciliare i cittadini".
"Grandezze e miserie del pensiero liberale" è dunque un ottimo testo di approfondimento per ricercare, senza pregiudizi, le origini del liberalismo e comprendere i motivi per i quali, in Paesi scarsamente liberali, come ad esempio l'Italia, fu spesso osteggiato e vilipeso.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini