.
Annunci online

  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


EDIZIONI MEDITERRANEE
Margheritando il Cuore
M.
IL MIO LIBRO: Universo Massonico
IL MIO (secondo) LIBRO: Ritratti di Donna
Eduard Limonov
FRENTE TRANSVERSAL Peronista y Kirchnerista
Alianza Pais
FEMEN
Movimiento Evita
PATRICIA VEZZULI
Nathalie Cardone
DEBDEASHAKTI: la Dea che viene da Venere
Studio Stampa
FRENTE AMPLIO
Lettera e Spirito - Rivista di Studi Tradizionali
TRE EDITORI
Partido Socialista Unido de Venezuela
ISTITUTO JUAN DOMINGO PERON
La Vera Cronaca
SERENA MARZUCCHI
Ursula Davis Hula Hop
ARCHIVIO PERONISTA
Mattatoio N. 5
AMORE E LIBERTA' Official Website
Amore e Libertà Blog
Ilona Staller per Roma 2013
DEBDEASHAKTI
Ente Nazionale Protezione Animali
LAVINIA GUGLIELMAN
Massimilano Giannocco
FONDAZIONE "CHE" GUEVARA
Domenico Mazzullo
ASSOCIAZIONE MOANA POZZI
Francesca Veronica Sanzari
PARTITO DELL'AMORE
Partido Justicialista
LA GAUCHE MODERNE
Venexia Editore
ELENA OVECINA
Dignitas
MELAGIOLI
Il Gioco dell'Eroe by Gianluca Magi
ALAIN DE BENOIST
LA VOZ DEL SANDINISMO
PETER BOOM
Imperial Club
CAOS TRA LE PENTOLE
Book Crossing
ORLANDO
George Washington Masonic Memorial
ALDO GRITTI
Museo di Simbologia Massonica
LUIGI PRUNETI
Notiziario Massonico Italiano
ERICA MELARGO
Parti Radical (France)
C.L.I.P.S.A.S.
Venezolana de Television
RON PAUL 2012
Montichiari CONTRO GREEN HILL
LIBERILIBRI
Scaffale Massonico
ENRICA BONACCORTI
Editions Maconniques Castelli
ISTITUTO DI STUDI "LINO SALVINI"
IlSudEst
Grand Orient De France
EVO MORALES Presidente
Socrate 2000
L.I.C.E.
Metis Di Meo
SENTIERI REPUBBLICANI
Moreno Neri
MU'AMMAR GHEDDAFI
Evita Peron
Mouvement Européen pour la Démocratie Directe
Hugo Chavez
EDGARDO SOGNO
Ipertesto Edizioni
CARLO MANCOSU EDITORE
Bocca di strada
EROS E' LIBERAZIONE: Tinto Brass blog
Manfredi Pomar
FRANC MAçONNERIE MAGAZINE
Loggia Heredom 1224
GRAN LOGGIA D'ITALIA UMSOI
Regime Scozzese Rettificato
PSICOSINTESI
Rondò Veneziano
ILARIA DRAGO
Blog maçonnique d un jeune franc-maçon sur la Franc-Maçonnerie en France
PIER CARPI: UN MAESTRO
Secreta Magazine
BYE BYE BEAUTIFUL
Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici
QUATUOR CORONATI
SECRETA: il forum
CUATRO F Periodico del PSUV
Padre Anthony Elenjimittam
LA LETTERA G
FEDERAZIONE GIOVANILE REPUBBLICANA di Romagna
A.M.O.R.C.
Gruppo Studi Swedenborghiani
PORTOBELLO by Enzo Tortora
Hiram Blog
ALICE BAILEY
ROSSLYN CHAPEL
Gran Loggia Italiana
POLAR FRANC-MACON
BLOG DEL RITO DI YORK
Ho fatto SPLASH !
Delitti sotto la cenere by Nathan Gelb: il video
NATHAN GELB
Cagliostro e il Rito Egizio
MAURIZIO NICHETTI
Nuova Carboneria Italiana
RITO DI YORK
Un simpatico gioco McCain Vs Obama
DOVE ERAVAMO RIMASTI ?
Helena is Red
PAMELA SAINO
Ordine Iniziatico dei Cavalieri della Luce
LOGGIA 33
Per il Diritto ad una Morte Dignitosa
ENZO TORTORA
SATHYA SAI BABA Bhajans
Scuola Internazionale della Rosacroce d'Oro
LANFRANCO PALAZZOLO
Giovannino senza paura
ANGELO PEZZANA
ELENA ORLANDO
L'Italia è la mia Patria: Ambra
DISINCANTO
Patrizia D'Amico
CRISTINA KIRCHNER
Pansessualità
PETER BOOM
Giuseppe Varlotta
SICK GIRLS
Kuthuma: periodico di Alchimia e Tradizione Iniziatica Occidentale
MAX BUNKER Press
Blog di Giordano Bruno Guerri
OMBRA D'ARGENTO
Libertarian Party
BrUNO BoZzettO
IL PADRETERNO
Spincon
TRACINGBOARDS: A MASONIC SITE
Amici di Garibaldi
Bombay !!!
GIORDANO BRUNO GUERRI
Solo Pittori Artisti Mutilati
JUPITER EDIZIONI
Non è la Rai
NON E' LA RAI: X ANNI DOPO
Il Mistero di Paul McCartney
LE DROIT HUMAIN
Robert Lomas
Fratellanza Bianca Universale
STORIA DI IERI, OGGI E DOMANI
The Buick Brothers
GIUSTIZIA GIUSTA
IL TIBETANO: Le Scuole Iniziatiche dell'Antica Saggezza
REMO REMOTTI
Mito di Donna: LUCIA "REHAB" CONTI
Partito d'Azione Liberalsocialista
MINA "VAGANTE" WELBY
Il Silenzio Infranto
SEMPRE SULLA BRECCIA
ALACRAN EDIZIONI
Decidere.net
SOCIALISMO LIBERALE PROGRESSISTA
Socialisti.net
MISS WELBY: LA NIPOTE SEGRETA DEL CALIBANO
MARIA MONSE'
Radicali italiani
ITALIA LAICA
La Voce Socialista
L'OPINIONE DELLE LIBERTA'
Fondazione Craxi
ANDREA G. PINKETTS
Il Blog di Panther
Sai Baba
Società Teosofica
UNO STORICO MILITANTE SOCIALISTA: PIER LUIGI BAGLIONI
Laetitia Casta
ASSOCIAZIONE MAZZINIANA ITALIANA
Gran Loggia d'Italia
ASSOCIAZIONE REDUCI GARIBALDINI
Ordo Templi Orientis
SITO DEL PROF. CLAUDIO NICOLINI
Sito di Davide Giacalone
QUADERNI RADICALI
Il Riformista
ANTICLERICALE.NET
Associazione Luca Coscioni
CENTRO MARIO PANNUNZIO
Antiproibizionisti.it
ALESSANDRO CECCHI PAONE
ESOTERIA: Massoneria e dintorni
Grande Oriente d'Italia
G. MAZZINI 2005
Psychomedia: Salute Mentale e Comunicazione
LIBERALCAFE
Un simpatico gioco pro-referendum sulla ricerca scientifica sulle cellule staminali
IO CI METTO LA FACCIA
Lega del Filo d'Oro
ITALIALAICA: IL GIORNALE DEI LAICI
Jiddu Krishnamurti
RIFORMATORI LIBERALI
Giordano Bruno
CARBONERIA
Rito Scozzese Antico ed Accettato
LA TRADIZIONE INIZIATICA TRA ORIENTE ED OCCIDENTE
La Loggia Montesion
WOODY ALLEN
La Melagrana: pagina di cultura esoterica
RITO SIMBOLICO ITALIANO
Federazione dei Liberaldemocratici
CARMELAAAAAA!!!
Ordine Martinista Universale
MOVIMENTO SUFI
Massoneria Italia
IL MANDIR DELLA PACE
Angelologia
LEGA ITALIANA ABOLIZIONE CONCORDATO
Movimento Federalista Europeo
LIBERTA' DI SPIRITO
Aislinn: la Fata-blogger
BAZARDELLEPAROLE
Picaresco: la BloggeRivista
NUVOLAROSSA: PASIONARIO DEL REPUBBLICANESIMO
DAL TRAMONTO ALL'ALBA: PORTALE DEL MISTERO
AKHENATON
MARTIN RUA: un blog massonico
Gran Loggia Regolare d'Italia
UNA STRONZA PERFETTA
Rito Orientale di Misraim e Memphis
BETTY FORD CENTER
Alice è sempre Alice
CALZETTA CHE PASSIONE
Bastogi: Casa Editrice esoterica
FILMOGRAFIA TRASH DI ANDREA G. PINKETTS
Pagine corsare di P.P. Pasolini
GIANFRANCO FUNARI
Le Trottoir
BerCamp: esperimenti democratici
OGGETTISTICA MASSONICA
Radicali di Sinistra
PROFONDO ROSSO STORE
LibMagazine
L'ORLANDO IL PORTENTO
Valeria la Vera
VIOLA VALENTINO
Valeria Manieri
LO SCIAMANO
Fuoco Sacro
AUTISMO ON-LINE
Epilessia Web
EDIZIONI TEOSOFICHE
Democrazia Laica
PER LA ROSA NEL PUGNO
Twin Peaks
TRENITALIA
Facciamo Breccia
Blog Italia
PLASTIC SOLDIER REVIEW
Arcana Intellego
IL FATTO ON LINE: BOLLETTINO D'ATTUALITA' ECO-COMPATIBILE
Severino Mingroni
SABRINA MARINANGELI
Critica Sociale
POLITICALINK
Massoneria sulla stampa
CHIESA EVANGELICA VALDESE
Capanno Garibaldi
SOCIETA' PER LA CREMAZIONE - TORINO
Cremazione.it
BLOG LAICI
Maria Montessori

cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


28 gennaio 2012

Marco Pannella. Biografia di un irregolare



Sarà anche sin troppo elogiativa, ma, la biografia di Marco Pannella scritta dal giornalista Valter Vecellio, "Marco Pannella. Biografia di un irregolare", edito dalla Rubbettino, è indubbiamente il primo ed unico documento che racconta per filo e per segno chi è e chi fu il leader radicale.
Potrebbe apparire strano che una biografia sia scritta prima della dipartita dell'attore principale, ma ciò non fa che renderla contemporanea, attuale.
Come attuali sono le battaglie che conduce il Partito Radicale o come cavolo si chiama di volta in volta (Lista Pannella, Lista Bonino, Rosa nel Pugno...).
Il Partito Radicale di Pannella, come ci racconta lo stesso Vecellio, può dirsi continuatore, per molti versi, di quel Partito Radicale dei Liberali e dei Democratici che fu messo in piedi gli intellettuali laici che, negli anni '50, si raccolsero attorno al settimanale liberale "Il Mondo": Mario Pannunzio, Ernesto Rossi, Gaetano Salvemini, Niccolò Carandini, Leopoldo Piccardi, Ugo La Malfa e molti altri.
Il "primo" Partito Radicale, era forse un po' più "austero", ma aveva gli stessi caratteri di lotta ai privilegi ed alle corporazioni del partito radicale pannelliano.
L'avventura degli Amici del Mondo si concluderà presto e quei radicali finiranno chi nel Partito Repubblicano (la maggioranza), chi nel Partito Socialista, chi fonderà il Partito Radicale che erediterà Pannella.
La biografia di Vecellio parte dalle origini del Nostro: abruzzese di Teramo nato il 2 maggio 1930, battezzato Giacinto in ricordo dello zio ma chiamato dalla madre, Andrea Estechon, di famiglia svizzera francese, Marco. Sarà dunque la madre ad iscrivere il figlio in una delle tre scuole Montessori d'Italia, prima che siano bandite dal fascismo, assieme alla sua fondatrice.
Nel 1938, il bambino Pannella, seguirà corsi di scherma e violino, sotto l'insegnamento del professor Righetti, antifascista e repubblicano, e sarà proprio da lui che inizierà a respirare la prima aria liberaldemocratica.
Pannella, di quegli anni, come racconta a Vecellio, ricorda ancora la sua prima fidanzatina, Adria, che un giorno però non incontrò più e scoprì in seguito che se ne era dovuta andare con la famiglia perché ebrea: erano gli anni delle leggi razziali e quell'episodio fu decisivo per Pannella e per le battaglie per i diritti umani che intraprenderà negli anni a venire.
Un altro episodio segnerà la sua futura connotazione politica, ovvero quando fu ospite di una coppia, nell'alta Savoia, ove era stato spedito dalla famiglia per studiare. La coppia era così mal assortita che litigava tutte le sere e fu allora che iniziò a sentir parlare di divorzio e poi persino di obiezione di coscienza perché, in quegli anni, il figlio della coppia era partiti militare e temava lo scoppio della Guerra.
E' così che, durante la Seconda Guerra Mondiale, il giovane Marco inizia a leggere "Risorgimento Liberale", il foglio clandestino antifascista del Partito Liberale Italiano, fondato e diretto da Mario Pannunzio.
Marco Pannella si sente dunque un liberale, in particolare ricordando che l'Unità d'Italia l'hanno fatta i liberali, mentre l'altro punto di riferimento dell'epoca, ovvero il comunismo, non lo attira a causa della dittatura bolscevica.
Il giovane Pannella matura anche l'idea di andare a parlare con il filosofo Benedetto Croce, per convincerlo ad appoggiare la marcia per Trieste italiana e liberale e ci riesce. A Napoli, a casa di Croce, scopre persino di essere legato a lui da lontana parentela.
Da allora, Pannella, inizierà la militanza nel PLI, ovvero nella Giovane Sinistra Liberale e nell'Unione Goliardica Italiana, che allora raccoglieva laici, liberali, socialisti e repubblicani nelle Università.
Sono gli anni '50 e di qui all'incontro con gli Amici del Mondo e dunque alla fondazione del Partito Radicale dei Liberali e dei Democratici (che comprenderà liberali di sinistra ed ex del Partito d'Azione), il passo è breve.
Non manca, nella biografia di Vecellio su Pannella, un capitolo dedicato agli amori del Nostro.
Pannella ne ha avuti molti, vista anche la sua prestanza fisica ed i suoi occhi azzurri. Affascina, con il suo sguardo, persino Paola Fallaci, sorella di Oriana, la giornalista Natalia Aspesi e Sabina Ciuffini, allora valletta di Mike Bongiorno. Ma l'amore della sua vita è e rimane Mirella Parachini, di ventisei anni più giovane di lui, con la quale ha vissuto sempre un rapporto franco ed aperto.
E poi, ma chi l'avrebbe mai detto che Marco Pannella, abituato agli scioperi della fame, fosse in realtà un abile cuoco ? Fra i radicali sono ancora molti, come documenta Vecellio, che ricordano i suoi conditissimi ed abbondanti piatti di spaghetti. Cucinati anche quando lui faceva i digiuni.
Digiuni di dialogo, a sentire Pannella. Mai ricattatori. Digiuni che hanno origine con i famosi Sathyagraha di Gandhi, per lottare in maniera nonviolenta contro gli inglesi oppressori.
Il primo digiuno Pannella lo portò avanti a Parigi, negli anni '60, quando era corrispondente del quotidiano "Il Giorno", per la libertà dell'Algeria.
In Francia diverrà così popolare che persino il celebre scrittore e drammaturno Eugnène Ionesco ne diverrà amico e si iscriverà al Partito Radicale.
Saranno, del resto, moltissimi gli intellettuali che daranno fiducia a Pannella ed al PR: Leonardo Sciascia, Elio Vittorini, Pier Paolo Pasolini, Vladimir Bukowskij e numerosi altri. Sciascia sarà persino eletto deputato radicale in Parlamento ed a lui, così come ad Enzo Tortora, Pasolini, Pannunzio e Rossi sarà dedicato un capitolo a parte.
Pannella non è dunque solo il paladino dei diritti civili, del divorzio, dell'aborto, del voto ai diciottenni, delle primissime lotte per gli omosessuali con il FUORI! e quelle femministe, ma anche colui il quale, attraverso il determinante contributo di Luca Coscioni, negli anni 2000, porrà al centro della politica la libertà di cura per i malati. Malati di sclerosi laterale amiotrofica come Luca, e non solo.
Luca Coscioni, ricordano Pannella e Vecellio, fu censurato dalla classe politica italiana: a sinistra non vorranno candidare Liste Luca Coscioni, mentre a destra, non vorranno parlare di libertà di cura.
Però quella battaglia, quelle battaglie, non sono mai morte, al punto che oggi, in Parlamento, siede la vedova di Luca: Maria Antonietta Farina Coscioni, una fra le parlamentari più presenti e produttive.
Nelle biografia scritta da Vecellio, di Pannella c'è molto, molto altro: c'è il rapporto con i socialisti di Craxi, ma anche quello con i comunisti.
L'utopia pannelliana era e forse sarebbe quella di rinnovare la sinistra, o, meglio, di democratizzarla. Ci provò persino con Berlusconi, nel '94, quando sembrava l'erede di quella destra storica, che in realtà è la sinistra liberale. Ci ha provato con Bersani, tentando di democratizzare il Pd, anche qui, fallendo.
Il Partito Radicale sopravviverà a Pannella, si chiede l'ultimo capitolo della biografia ? Mah, chissà.
La cosa fondamentale e prioritaria è, ad ogni modo, quella di conoscere la storia, le storie radicali, così vilipese e nascoste dalla vulgata partitocratica e mediatica.
Storie di un'Italia libera e democratica, che, purtroppo, è inconsapevole di sè stessa.

Luca Bagatin



25 gennaio 2012

Appello ai laici italiani: unitevi, sciogliete i vostri partitini in un unico soggetto, aggregatevi al Terzo Polo e candidate solo giovani



E' almeno dal 2006 che lo vado dicendo e scrivendo.
Non mi interessa avere la primogenitura di alcunchè, ma, francamente, sono stanco. E ritengo che ad essere stanchi siamo in molti.
Sono stanco di un Paese come l'Italia ove la laicità, le libertà economiche, civili, sociali, sono negate ed ove i laici sono preda di classi dirigenti vecchie, inascoltate, pressochè ininfluenti.
Sono stanco di chi, in Parlamento, si garantisce poltrona e pensione. Magari con slogan e promesse alle quali non crede più nessuno.
Già nel 2006 scrivevo agli amici e compagni laici, liberali, libertari, liberalsocialisti, radicali, repubblicani e suggerivo un progetto di ampio, ampissimo respiro, assai lontano dalla partitocrazia, dal mero elettoralismo, dalle poltrone.
Evidentemente, sono rimasto inascoltato, visto che i vecchi vizi sono duri a morire e l'ininfluenza dell'area laica regna sovrana.
Ieri come oggi proponevo due cose semplici, alle quali, oggi, ne vorrei aggiungere un'altra.
Scioglietevi, sciogliamoci, in un unico soggetto politico: trasformate, trasformiamo, i vostri/nostri vecchi partiti e partitini in fondazioni e circoli culturali, smettetela/smettiamola di difendere Edere, Garofani, Foglie di fico. Lasciatele/lasciamole alla Storia ed alla cultura, ma oggi, parlate/parliamo alle persone di cose più concrete. Tirate/tiriamo fuori programmi concreti che ce ne sono e ce ne sarebbero. E soprattutto unitevi.
Uniamoci.
Non più Liberali, Repubblicani, Radicali, Socialisti, ma Laici Uniti.
Mandate/mandiamo in pensione, oltre che le nostre classi dirigenti, anche il PRI, PLI, Radicali, socialismi sparsi. Unitevi/uniamoci in un unico soggetto e candidate/candidiamo solo giovani.
Solo giovani dai 18 ai 35 anni, nella misura del 100, 90, 85%. E sicuramente a capo di questo nuovo soggetto politico: sia nella Direzione nazionale che in Parlamento.
Basta ai partitini laici fatti di reduci e di mummie da Antico Egitto. Stop all'autoreferenzialità ed all'ininfulenza. Stop a risultati elettorali da zerovirgola.
E soprattutto pensiamo alle alleanze, perché, con qualsiasi sitema elettorale se ne uscirà, esse sono sempre e comunque prioritarie.
Aggregatevi/aggreghiamoci al Terzo Polo, perché è l'unica coalizione oggi in grado di dimostrare moderazione ed equilibrio e maggiormente aperta al liberalismo ed alla laictià (pensate solo alla presenza dell'associazione Libertiamo e di Gay Lib in Futuro e Libertà).
Contrastate/contrastiamo gli estremisti, la destra e la sinistra italiane che, nei fatti, rappresentano il pantano della politica degli ultimi vent'anni.
Prendete e prendiamo esempio dal Parti Radical francese (www.partiradical.net) di Jean-Louis Borloo, che è alleato all'Unione per il Movimento Popolare di Sarkozy, rappresentandone l'anima laica, repubblicana, liberale e liberalsocialista.
E poi prendiamo esempio dal candidato libertario alle primarie del Partito Repubblicano americano, ovvero Ron Paul, che sta risalendo sempre più nei consensi, con il suo programma liberale in economia e libertario nei diritti civili.
Occorre contrapporsi alla social-Burocrazia ed al conservatorismo.
Dobbiamo costruire un grande movimento laico-liberale-libertario che sia parte integrande di un più ampio schieramento riformatore, moderato e liberale. Ne abbiamo tutte le possibilità, se solo sapremo e vorremo sfruttarle.
Per quanto riguarda il nostro possibile programma unitario è presto detto:

- Introduzione della flat tax al 20% ed innalzamento della no tax area per i redditi sino ai 12.000 euro annui

- Abolizione degli Ordini professionali

- Privatizzazione della Rai

- Pagamento dell'ICI da parte del Vaticano sui relativi immobili

- Abolizione di qualsiasi tipo di finanziamento pubblico a partiti e sindacati

- Aumento delle pensioni sociali

- Ammortizzatori sociali per chi non ha un lavoro

- Abolizione delle Province, delle Comunità Montane e dei Consorzi

- Privatizzazione delle Municipalizzate

- Riforma elettorale che preveda l'elezione diretta - a turno unico - del Presidente della Repubblica con funzioni di governo e del Parlamento con sistema proporzionale

- Separazione delle carriere dei magistrati

- Introduzione della responsabilità civile dei magistrati

- Legalizzazione di cannabis e derivati

- Legalizzazione dell'eutanasia

- Introduzione di programmi medici che prevedano la somministrazione controllata di eroina ai tossicodipendenti

- Legalizzazione della prostituzione

- Legge sulle unioni civili ed il matrimonio omosessuale, con conseguente possibilità di adozioni

Queste alcune possibili proposte di un movimento fusionista laico.
Chiamatelo, chiamiamolo Laici Uniti, oppure Unione Democratica Liberale, come piacerebbe a me, oppure ancora Partito Radicalsocialista, oppure Partito Radical-liberale.
Non sono importanti i nomi, le sigle, ma i contenuti, la fusione dei soggetti, la candidatura di soli giovani e giovanissimi.
Diversamente, cari laici, candidatevi e candidiamoci alla scomparsa, all'estinzione, in un'Italia che non ha mai fatto prigionieri.

Luca Bagatin



10 gennaio 2012

Il "progetto liberaldemocratico", così come delineato, è velleitario. Occorre più pragmatismo.



"Progetto liberaldemocratico", da troppo tempo sento, in casa Repubblicana e laica, parlare di questa cosa.
Lodevolissimo progetto, per carità, il quale, però, non è mai stato declinato, ovvero non se ne è mai parlato nello specifico se non per tramite di paroloni altisonanti, privi di fattivo contenuto.
A quanto mi è perso di capire si tratta dell'ennesima riproposizione della forza di ispirazione Liberaldemocratica europea, in Italia.
Peccato che progetti di questo tipo, dal '93 ad oggi, ce ne siano stati a bizzeffe e nemmeno uno sia sopravvissuto per più di qualche mese. Bene che sia andata.
Mi ricordo l'alleanza PRI-PLI alle elezioni europee del 1989; successivamente ricordo, nel 1999 la fondazione della Lista Emma Bonino, che raccoglieva anche laici e liberali; poi ancora, nel 2000 la fondazione del Polo Laico, con Giovanni Negri ed Arturo Diaconale; successivamente, nel 2004, l'idea di Diaconale e Davide Giacalone della fondazione della Casa Laica, che si sostanziò purtroppo nella mera presentazione di liste comuni alle regionali: PRI-PLI-NUOVO PSI (risultato: meno dell' 1%); poi ancora, la Rosa nel Pugno nel 2006 e successivamente, in Triveneto, nel 2007, ci inventammo il Coordinamento dei Liberaldemocratici e poi ancora, un paio di annetti fa, con un amico, mi inventai persino l'Associazione Laica Giuseppe Garibaldi, che raccoglieva repubblicani, radicali e qualche liberale del Pd e del PdL.
Tutti progetti svaniti entro pochissimo tempo: pochi mezzi, poche persone, pochi voti e sostegni.
In Italia, sia chiaro una volta per tutte, noi liberali e laici siamo degli appestati, l'arretratezza regna sovrana e gli sprechi in politica nemmeno si contano più.
Ora, a parer mio, il PRI, il PLI e quanto è rimasto dei partiti laici dovrebbero una volta per tutte sciogliersi in un nuovo unico partito: chiamatelo come volete, ma sappiate che con qualcuno, con qualsiasi legge elettorale vogliate, si deve alleare. Se va da solo perde e prende l'ennesimo zerovirgola, anche se nessuno ve lo vorrà raccontare con franchezza.
Ma dove vogliamo andare con Segretari che, con tutto il rispetto, hanno un'età da pensione ? No perché oggi, se parlo di PRI, PLI, radicali ecc... ancora mi sento rispondere: Nucara, De Luca, Pannella, la Bonino La Malfa, la Sbarbati...ed invece io vorrei sentire: Oscar Giannino, Cecchi Paone, Di Placido, Montesi, Kahlun, Palazzolo e qualche altro nome, magari ancor più sconosciuto, di persone che hanno sempre pagato di tasca loro per la politica e mai intascato un euro da essa. Che vivono d'altro.
Ma dove vogliamo andare con fantomatici "progetti liberaldemocratici", con troppe idee ma senza una prospettiva di lungo, lunghissimo periodo che duri almeno dieci o vent'anni minimo ?
Veniamo alle alleanze, perché ci si dovrà pur pensare.
Con chi vuoi allearti ? Con i cattocomunisti retrogradi attaccati al loro posto fisso, ma che non vogliono garantirlo ai giovani ? No.
Con i berluscones, peones, scilipotones, legisti e filo-statalisti del caravanserraglio "pseudo" centro-destrorso ? No.
Beh, rimangono i democristi, sì, certo. Ed anche i finiani.
Con i democristi i laici hanno governato dal 1948 al 1992. Con fasi alterne, certo, ma sicuramente non c'era alternativa. Fini invece è cambiato, si è dato una ripulita liberaldemocratica e Rutelli possiamo anche sopportarlo. Infondo nell'Api c'è anche Valerio Zanone che è comunque un amico.
La risposta ve/ce la siete/siamo dati da soli.
Il "progetto liberaldemocratico", insomma, è un progetto velleitario.
Un progetto di fusione laica, liberaldemocratica, liberalsocialista, che faccia da quarta gamba del Terzo Polo, invece, è l'unica alternativa pragmatica.
Prenderemmo il 2 %, benissimo che ci vada, ma almeno otterremo una cospicua rappresentanza parlamentare. Staremo in coalizione con i moderati, che è sempre meglio di stare con gli estremisti di sinistra e di destra. Non ci perderemo in feticismi di partito, perché i nostri vecchi partitini saranno messi in soffitta, fra i nostri ricordi più cari, magari li trasformeremo in Fondazioni o Circoli culturali, ma non più entità politiche/partitiche.
Forse, magari, a quel punto l'Italia sarà un po' più laica, più libera economicamente, meno spendacciona, perché saremo presenti uniti e non più divisi in mille rivoletti ideologici e un tantino feticisti.

Luca Bagatin



30 dicembre 2011

L'oligarchia partitocratica e le riforme che il governo Monti non riesce ad attuare



Oligarchia partitocratica. Di questo soffre il nostro Paese.
Lo vediamo da parecchi anni, ovvero da quando siamo abituati al balletto "destra-sinistra", che, nei fatti, sono in realtà due blocchi statalisti ed alquanto "sinistri" entrambi.
Il governo Monti potrà fare qualche cosa in questa situazione di precarietà, visto che è retto proprio da quelle forze politiche che oggi sì e domani pure gli correggono e gli rispediscono al mittente delle ottime riforme di rilancio dell'economia e del mercato del lavoro ?
Mah.
Sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori - che già i radicali tentarono di abolire con il referendum le cui firme raccolsero nel '99 - le forze politiche nicchiano, ovvero si rifiutano di abolirlo. E così condannano le aziende alla loro bella crisi e a non assumere più nessuno.
Sulle liberalizzazioni ? Apriti cielo ! Nessuno vuole attuarle ! E così siamo l'unico Paese occidentale a mantenere Ordini professionali e Corporazioni volute ed imposte dal Fascismo.
Monti ed il suo governo sarebbero gli unici, oggi, in grado di dare una sferzata liberale all'economia ed al mercato italiani. Glielo lasciassero fare !
E invece no: tutti (con l'esclusione del Terzo Polo che è l'unico a sostenere responsabilmente questo governo) si comportano come gli "utili idioti" (per usare un'espressione cara a quel Lenin da cui questi neocomunisti derivano) della Lega Nord e dell'Italia dei Valori. Con l'unica differenza che, mentre Lega ed IdV fanno opposizione dura a Monti, loro, il Pd ed il PdL, lo sostengono, ma gli cassano tutte le riforme liberali !
E quindi: niente abolizione delle Province; niente abolizione dell'articolo 18; niente liberalizzazioni e niente rilancio liberale dell'economia.
Pd e PdL avrebbero fatto la gioia di Lenin, ma anche di Mussolini, infatti.
I controriformatori parlano del governo Monti come di un governo di "banchieri", quando invece è un governo composto da persone di alto livello che nella loro vita hanno sempre vissuto del loro lavoro e non meramente di politica. Oltre che trattasi di figure che, a differenza di moltissimi parlamentari, sanno parlare correttamente l'italiano.
Dal Pd al PdL passando per Lega Nord ed IdV, le forze politiche, pensano invece alle prossime elezioni, ovvero a come lanciare nuovi slogan per tentare di recuperare i consensi inevitabilmente perduti.
Ma l'Italia non sarà certo così fessa dal votarli ancora.

Luca Bagatin



7 dicembre 2011

Il governo Monti e la manovra salva Italia


La si potrà criticare, così come tutte le manovre economiche che l'Italia ha avuto in tutti questi anni, ma una manovra come quella attuata dal governo Monti era necessaria.
Era necessaria e ci appare anche, tutto sommato, condivisibile ed equa.
Ci sono delle ombre e non sono poche, è vero. Almeno due ed evidenti: l'aumento dell'IVA, a decorrere da ottobre 2012 di ben due punti percentuali, il che porterà a comprimere i consumi in un momento nel quale andrebbero incentivati; la seconda è il ritorno dell'ICI sulla prima casa, un po' un salasso visto che la casa dovrebbe essere un diritto senza dover pagare per questo una tassa allo Stato.
Ma tant'è.
Ci sono però anche delle luci, anche queste, non poche: finalmente si aumenta l'età pensionabile, raggiungendo una media europea, e ciò per poter garantire un futuro alle giovani generazioni che altrimenti una pensione non potrebbero certo godersela; finalmente si aboliscono le giunte provinciali e, dunque, di fatto si aboliscono le Province quali enti politici, per restituire loro il vero scopo per il quale sono nate: ovvero enti tecnico-amministrativi; si introducono poi incentivi alle aziende che assumeranno giovani di età inferiore ai 35 anni e donne nel Mezzogiorno ed inoltre non ci saranno nuove tasse sulle imprese; inoltre saranno introdotte nuove tassazioni su automobili, imbarcazioni ed aereomobili di lusso.
E' vero, si poteva fare di più, come ad esempio privatizzare il carrozzone Rai-Tv; decurtare drasticamente gli stipendi dei politici nazionali e locali; innalzare la no tax area per le categorie meno abbienti.
Si poteva fare di più, certo, ma si poteva fare anche di meno. Ovvero così come hanno fatto i governi di destra e sinistra in questi ultimi diciassette anni.
Il governo Monti, in soli diciassette giorni ha fatto molto per il Paese ed ora toccherà vedere se le forze politiche lo sosterranno oppure faranno, come al solito, il bello ed il cattivo tempo.
Già gli estremisti di Lega Nord ed Italia dei Valori sono sul piede di guerra e ciò ci fa piacere, perché dimostrano una volta di più che le misure attuate da Mario Monti sono misure liberali. Sono misure liberali che, guarda caso, hanno sostenuto – in tutti questi anni – le piccole forze laiche, liberaldemocratiche e liberalsocialiste presenti in Parlamento, o comunque gli esponenti che ad esse facevano riferimento: nell'uno o nell'altro scheramento.
Il Terzo Polo sostiene il governo incondizionatamente, gli altri, invece, vedremo.
Fatto sta che: o lo faranno, oppure la crisi non si arresterà mai.
Occorre pensare alle nuove generazioni e non a fare demagogia, sosteneva De Gasperi. Con Monti ed i suoi ministri tecnici, che non hanno alcuna velleità elettorale, ciò sembra possibile.
Hanno il sostegno dell'Europa, degli Stati Uniti d'America, dei media intellettualmente onesti e dei cittadini intellettualmente onesti.
Li si lasci, finalmente, lavorare.

Luca Bagatin



17 novembre 2011

Governo Monti: una possibile garanzia di crescita e sviluppo


Solo qualche giorno fa avevamo scritto di come un tecnico al governo, oggi, fosse preferibile ad un politico in quanto avrebbe certamente fatto danni minori al Paese. Confermiamo ciò e rilanciamo. Ma questa volta in senso decisamente più positivo.
Mario Monti, nuovo Presidente del Consiglio, ha presentato un governo di tecnici altamente qualificati sotto ogni profilo: sia esso istituzionale che culturale. Un governo equilibrato, senza fronzoli, senza nomine politiche inadeguate alla situazione d'oggi, visto anche il bassissimo profilo della classe politica degli ultimi diciassette anni.
Il Governo Monti, dunque, a noi piace ed anche per altre ragioni: è inviso agli estremisti di sinistra e di destra dall'IdV a SeL, ai Comunisti vari, sino alla Lega Nord ed è governo che, sin dalle prime dichiarazioni, appare riformatore e capace di dare un po' di sollievo al dilettantismo dei governo precedenti: da destra a sinistra.
Mario Monti ha già parlato di riforma fiscale, di privatizzazione delle muncipalizzate, di tagli ai costi della politica, di tagli agli stipendi pubblici, di liberalizzazione degli Ordini professionali. Bene, benissimo: è proprio da ciò che riteniamo da sempre si dovrebbe partire per aggredire la crisi (e non dalla tasche degli italiani). L'unica cosa che a noi non piace è la probabile reintroduzione dell'Ici sulla prima casa: un'imposta iniqua che colpisce la proprietà individuale a vantaggio di Comuni talvolta microscopici e che noi vorremmo fossero aboliti ed aggregati a Comuni con un maggior numero di abitanti.
Ad ogni modo e comunque, in sostanza, giudichiamo positivamente il nuovo Governo Monti, con una sola incognita: sarà sostenuto da quelle forze politiche anti-riformatrici che, dal '94 sino ad oggi, non hanno fatto certo gli interessi del Paese: dal Pd e dal PdL in primis. Auguriamoci che queste non gli tolgano mai la fiducia, altrimenti l'Italia sprofonderà davvero nel baratro.
A noi piacerebbe che il Governo Monti avesse carta bianca e fosse sostenuto, in questo senso, dall'Europa e dagli Stati Uniti d'America, sino a che l'Italia non ricominciasse davvero a decollare.
Piacerebbe, dunque, che il Governo Monti sopravvivesse ben oltre il 2013, magari che durasse almeno cinque o sei annetti, poi, chissà, magari le forze politiche italiche, nel 2020, potrebbero anche essere mature per tornare a governare.
Ma prima sicuramente no.

Luca Bagatin



14 novembre 2011

La crisi del liberalismo è la crisi di un'Italia senza alcuna via d'uscita



Il governo Berlusconi è caduto.
Non sappiamo se questa sia la fine del berlusconismo, ma, ad ogni modo, il berlusconismo, inteso come nuovo liberalismo, era finito da tempo.
Finì allorquando il Cavaliere, anzichè attuare il programma liberale e liberista del 1994 (che prevedeva: riforma della giustizia con separazione delle carriere dei magistrati e spoliticizzazione del CSM; abolizione delle Province quali enti politici; riduzione ad un massimo di tre aliquote fiscali; piano casa; flessibilità del mercato del lavoro e congrui ammortizzatori sociali per le categorie più svantaggiate; riforma del pubblico impiego e relativa riduzione della presenza statale in ogni settore; privatizzazione del carrozzone Rai-Tv), finì per seguire le derive stataliste e cattocomuniste della Lega Nord e pose, al Ministero dell'Economia, uno statalista come Tremonti.
Sfumate, dunque, tutte le promesse del '94 e del 2008. Ed anche tutti i buoni propositi liberali del PdL, raccolti nell'ottimo volume "La mia politica" (Marsilio Editore) di Reneto Brunetta.
E pensare che, Silvio Berlusconi, nel '94, fu l'unico in grado di contrapporsi alla deriva golpista di Tengentopoli che - unico caso al mondo - aveva raso al suolo ben cinque partiti democratici di governo e stava per assicurare il Paese agli sconfitti dalla Storia.
Berlusconi termina la sua carriera politica avendo attuato la medesima politica economica e sociale attuata da Romano Prodi, da Vincenzo Visco e da Massimo D'Alema: come a dire "con Berlusconi al governo avevano già vinto i cattocomunisti e gli sconfitti dalla Storia".
Un Paese dalla scarsissima cultura liberale, il nostro e che, proprio per questo, paga in termini di arretratezza socio-economica e fa pagare ai cittadini onesti e lavoratori, ai giovani ed ai pensionati al minimo, tutto il fardello, lasciando pressochè intaccate tutte le categorie già iper-protette dallo Stato e dalle cosiddette "parti sociali".
Se non sei "coperto", in Italia, allora è meglio che emigri altrove.
Cade Berlusconi e che cosa accade ? Arriva un tecnico come Mario Monti. Bene. E' persona preparata e poi, un tecnico, oggigiorno, farà certamente meno danni di un politico.
I politici oggi, infatti, oltre ad averci aumentato l'IVA, stanno rivalutando di farci nuovamente pagare quella vecchia iniqua imposta chiamata ICI.
Ma privatizzassero le municipalizzate, privatizzassero la Rai, abolissero gli enti inutili come Province, consorzi e comunità montane, anzichè mettere le mani nelle tasche di tutti noi !
Vabè, ma dopo Mario Monti ?
Il rischio è che le elezioni le vincano i cattocomunisti: da Bersani a Vendola, passando per il solito Di Pietro.
Per l'Italia si attendono tempi molto bui. E nessuna prospettiva, all'orizzonte, di nuovi leader liberali, liberisti e libertari, capaci di farci uscire dalla crisi e di dare la possibilità - a ciascuno di noi - di poter governare, davvero, il nostro futuro.

Luca Bagatin



26 ottobre 2011

Italia: "Repubblica" incostituzionale



Stiamo da lungo tempo assistendo al totale tracollo del nostro Paese, senza che la classe politica italica, peraltro, se ne stia rendendo conto.
Si vivacchia, come sempre, con manovre che pesano sul cittadino, sul consumatore, sul povero diavolo di turno che, poiché giustamente rispetta le leggi in vigore, non può fare altro che pagare e subire.
Il governo in carica è riuscito a fare la medesima figura barbina del suo omologo precedente di matrice cattocomunista: più tasse, più burocrazia, più Stato, meno individuo, meno mercato, meno diritti.
L'opposizione, capitanata dal caravanserraglio dei post-comunisti e dei post democristiani, alleati al populismo dipietrista, non è, peraltro, in grado di assucurare alcuna stabilità e futuro al nostro Paese, nemmeno qualora riuscisse a vincere le elezioni. Cosa che, probabilmente, comunque, difficilmente accadrà.
Il cosiddetto Terzo Polo potrebbe anche essere un'alternativa possibile, ma che cosa rappresenta ? Quale linea politica hanno elaborato Casini, Fini e Rutelli ? Non si sa.
L'Italia è ormai il Paese degli Scilipoti che, uscito dall'Italia dei Valori (come il suo precedente omologo Sergio de Gregorio), si inventa un movimento, ci appioppa un simbolo della tradizione orientale che con l'Italia c'entra come la cioccolata sulla pastasciutta, e se ne va a reggere il moccolo del governo.
Governo che, obbligato dall'Europa, ad innalzare l'età pensionabile (riforma liberale giustissima, ma che avremmo dovuto attuare almeno cinque o sei anni fa), si trova di fronte il veto della Lega Nord, novello Partito Comunista d'Italia.
Abbiamo un sistema elettorale incostituzionale dal '93 ad oggi, visto che la Costituzione prevede un sistema elettorale proporzionale puro, con governi che si formano in Parlamento.
Siamo l'unico Paese al mondo che ha visto spazzare via un'intera classe politica democratica, per sostituirla con una peggiore ed antidemocratica.
Abbiamo una Repubblica che dovrebbe essere riformata dalle fondamenta, diventare presidenziale, senza condizionamenti partitocratici e con minori costi per il Parlamento e per la politica.
Un Parlamento che dovrebbe occuparsi unicamente di fare le leggi, possibilmente il più laiche e liberali possibili ed invece così non è.
La Cancelliera tedesca Angela Merkel ed il Presidente francese Sarkozy, intanto, ridono di noi. Possiamo mai biasimarli ?

Luca Bagatin



22 luglio 2011

Ridare dignità ai cittadini-elettori contro la casta politica di oggi



Con il rischio di una nuova Tangentopoli, la classe politica odierna tenta di correre ai ripari attraverso qualche ritocco alla spesa pubblica improduttiva qua e là: qualche accorpamento di Provincia, qualche riduzione del numero dei parlamentari, qualche ritocco ai costi del Quirinale. Nulla di strutturale, insomma, solo qualche pennellata, tanto per distrarre gli elettori dal fallimento degli ultimi vent'anni di governi "destra-sinistra", che porterà ben presto all'archiviazione della Seconda Repubblica e, forse, di queste forze politiche che hanno saputo essere di gran lunga peggiori di quelle della Prima.
Il Pentapartito, nel '92, quando aveva stravinto le elezioni, almeno, ebbe il coraggio di proporre riforme radicali e di struttura. E forse anche per questo gli si avventarono contro i Poteri Forti e le procure. Oggi, invece, un falso bipolarismo fatto di inciuci bipartisan, sembra piuttosto proporre molto fumo e nessun arrosto.
Le uniche forze politiche che, oggi come ieri, propongono radicali riforme di struttura sono purtuttavia sotto rappresentate: parliamo dei Repubblicani del PRI, dei Liberali del PLI e dei Radicali che però, questi ultimi, da parecchi anni vanno al traino del Pd controriformatore.
Per rimettere in sesto i conti pubblici, ridare credibilità alla politica e rilanciare il Paese, occorre, diversamente, un progetto serio ed organico e che preveda: l'abolizione delle Province, dei Consorzi, delle Comunità montane; l'accorpamento dei Comuni inferiori a 15.000 abitanti; la privatizzazione del carrozzone Rai; l'accorpamento delle aliquote fiscali ad un massimo di tre, innalzando la no-tax area per i redditi medio-bassi; la riforma del sistema pensionistico e sindacale, evitando veti sindacali a vantaggio solamente di alcune categorie protuttive ed a totale svantaggio di altre categorie e del Paese; occorre ridurre il numero dei parlamentari, dei loro stipendi e di quelli dei Consiglieri regionali, almeno del 30 %; occorre poi riformare la Costituzione - rilanciando un'Assemblea Costituente - in senso liberale, ovvero abolendo quegli articoli come il 41 ed il 42 che non garantiscono i pieni diritti di proprietà privata e riformando la legge elettorale e le funzioni del Presidente della Repubblica.
Occorre che il Presidente della Repubblica sia eletto direttamente dai cittadini - a turno unico - abbia funzioni di governo e sia slegato dai partiti. Il Parlamento, invece, dovrebbe tornare alla sua funzione originaria di organo legislativo e di controllo e dovrebbe essere eletto su base proporzionale pura, con il sistema delle preferenze, per garantire il massimo della democrazia e della rappresentatività.
Molte altre sono le riforme che attendono questo Paese in balìa di un Parlamento che lo sta totalmente danneggiando. Occorre finalmente riformare la giustizia, separando le fuinzioni dei giudici da quelle dei PM; far eleggere direttamente dai cittadini i componenti del CSM ed introdurre la responsabilità civile del giudice. La giustizia, insomma, non dovrebbe più rispondere alla politica, bensì direttamente ai cittadini-elettori.
Non parliamo poi dell'introduzione di normative di diritto civile, come l'introduzione del riconoscimento delle unioni civili; la legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati e la legalizzazione della prostituzione.
Un programma di riforme organico, insomma, contro la casta e che ridia finalmente dignità ad un elettorato che non ne può davvero più.

Luca Bagatin



24 giugno 2011

Stefania Craxi si accorge solo ora del pericolo Lega Nord



Mi stupisce alquanto la lettera di oggi (24 giugno 2011) del Sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi al Direttore de "Il Foglio" Giuliano Ferrara, in cui evidenzia le sue perplessità relative alla Lega Nord, dicendo che Berlusconi "ha perso per eccesso di leghismo".
E prosegue criticando le eccessive richieste della Lega Nord al governo ed il nuovo appello di Pontida al grido di "secessione".
Ci chiediamo, dunque, dove sia stata Stefania Craxi in tutti questi anni e come faccia solo oggi ad accorgersi della pericolosità e dello statalismo becero di Bossi e dei suoi compagni.
Ci stupiamo davvero ed ancora una volta comprendiamo il motivo per il quale il socialismo in Italia è morto nel 1992 e da allora non si è più ripreso: nessuno è stato in grado di eguagliare la statura politica di Bettino Craxi. Tra costoro non vi sono riusciti nemmeno i suoi figli.
Nella stessa lettera, Stefania Craxi, ipotizza dunque di attenuare il rapporto con la Lega e di aprire al cosiddetto Terzo Polo (e sarebbe ora !). Però eccola lì, nuovamente, a fare un ulteriore scivolone: lei scrive che, così facendo, si dovrebbe poi aprire anche a Bersani (sic !).
Ancora una volta non comprendiamo davvero le parole della Craxi. Il Terzo Polo dovrebbe essere nato per costruire un nuovo centro-destra. Un centro-destra che dovrebbe richiamarsi proprio ai valori degasperiani, giolittiani, turatiani, pacciardiani ed einaudiani ai quali anche la cultura politica di Stefania Craxi dovrebbe richiamarsi.
Ed invece lei che cosa scrive ? Che se si apre a Fini, Casini e Rutelli, si dovrà poi aprire anche ai cattocomunisti ! Ma quando mai ?
Stafania Craxi ha dunque ragione quando scrive che è necessario arginare la Lega Nord, se si hanno a cuore i destini della nazione. Stupisce che ella ci sia arrivata parecchi anni dopo di chi scrive e di molti altri commentatori politici dell'area laica, liberale, liberalsocialista, repubblicana.
Però sarebbe bene anche dire che, per arginare la Lega Nord, reale costola sinistra del cattocomunismo, è necessario anche costruire un nuovo, diverso, Centro-Destra di ispirazione liberaldemocratica, cattolico liberale, liberalsocialista, repubblicana. Contro il cattocomunismo di sempre: oggi in salsa ancor più estremista e piazzaiola, ovvero vendoliana e dipietrista, che, se vincesse, sarebbe pericoloso tanto quanto la Lega Nord.

Luca Bagatin


sfoglia     dicembre        febbraio






"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini