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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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5 luglio 2013

Rome 2013: diamo più colore/calore/Amore alla Città Eterna (se vogliamo che rimanga tale)...ovvero mia raccolta di foto ove si fondono e confondono Sacralità e Profanità



Con Ilona Staller e Lavinia Guglielman alla prima del thriller MULTIPLEX al cinema Adriano




Con Claudio Simonetti dei Goblin alla prima del thriller MULTIPLEX al cinema Adriano




Con Ilona Staller e la scrittrice Tiziana Marini (madre di Lavinia Guglielman) alla prima del thriller MULTIPLEX al cinema Adriano




Con Ilona Staller, Andrea Galatà e Chiara De Caroli alla prima del thriller MULTIPLEX al cinema Adriano




Il trio eroticamente vincente: Ilona Staller Cicciolina, Luca Bagatin Baglu  e Ursula Davis Hula Hop




Con Ilona Cicciolina, Ursula Davis Hula Hop e Filippo Bijoux




Con Ursula Davis Hula Hop (Mito di Donna non mitomane)




Alla conquista di Hula Hop... ;-)




Con Hula e Bijoux




Con la mia sorellina Ilona Staller Cicciolina




Ancora con mia sorella Ilona



Con Ursula Davis Hula Hop, ovvero una coppia perfetta o quasi ;)




Ilona, Hula & Filippo-Bijoux (foto esclusiva di Luca Bagatin)




Con Mina Welby (presso la sede del Partito Radicale)




Con Paolo Di Mizio...dal TG5 con furore !




Nello studio di Cesare Lanza, autore e giornalista libertario che mi assomiglia non poco




Con Debdeashakti




Con Lavinia Guglielman




Con Lavinia Guglielman




Con Amelia Scrocco




Il mio libro UNIVERSO MASSONICO sta spopolando in tutte le librerie !




La Porta Magica di Piazza Vittorio Emanuele




La Porta Magica di Piazza Vittorio Emanuele




La Porta Magica di Piazza Vittorio Emanuele




Presso lo Zoo delle Star di Aprilia




Presso lo Zoo delle Star di Aprilia




Presso lo Zoo delle Star di Aprilia




Presso lo Zoo delle Star di Aprilia






7 aprile 2013

"Nuova intervista esclusiva all'attrice Lavinia Guglielman" di Luca Bagatin

Abbiamo parlato della rivelazione del momento – l'attrice Lavinia Guglielman - a settembre intervistandola e successivamente in novembre a proposito della sua partecipazione alla web serie horror-thriller "Edgar Just Before Dark", ove la vedemmo calarsi nel ruolo di vampira.
Lavinia, lo, ricordiamo, iniziò a recitare all'età di soli nove anni nel film drammatico "Và dove ti porta il cuore" - a fianco di Virna Lisi – e, in questi ultimi anni, ha partecipato a numerose fiction per la tv, oltre che essere stata protagonista di film drammatici quali “Samir”, per la regia di Francesco Munzi e della commedia di Luca Verdone “La ninfetta e il maggiordomo”.

Oggi vogliamo ancora dedicare ampio spazio a questa graziosa Ninfa dell'Arte, che ci parlerà del nuovo film in lavorazione, nel quale ha – ancora una volta - un ruolo da protagonista.

Luca Bagatin: Dunque, carissima, possiamo dire che la tua carriera è proprio in ascesa...

Lavinia Guglielman: Spero proprio di si ! Anzi mi fa molto piacere che tu lo pensi.


Luca Bagatin: Il nuovo film che state girando proprio in questi giorni è un thriller, se non erro. E tu ricoprirai, come abbiamo detto, un ruolo da protagonista. Puoi dirci il titolo del film e raccontarci, brevemente, la trama ?

Lavinia Guglielman: Si intitolerà Multiplex o per lo meno questo è il titolo provvisorio ed è diretto da Stefano Calvagna. Per quanto riguarda la trama, come già hai detto è un thriller e, qualsiasi anticipazione potrebbe togliere allo spettatore la sorpresa di scoprire sequenza dopo sequenza quello che accadrà. Quindi preferisco non raccontarla !


Luca Bagatin: Ancora una volta un film a cui partecipi nel quale la protagonista autentica è la "tensione" pura. Prima nel ruolo di vampira ed oggi....
E' stato difficile, per te, calarti in ruoli sostanzialmente diversi da quelli che ricoprivi sino a qualche anno fa, piuttosto drammatici e sentimentali ?

Lavinia Guglielman: Non particolarmente, anche se ogni personaggio richiede uno studio accurato ed approfondito. In tutti i personaggi che ho interpretato, volontariamente o involontariamente, ho sempre portato qualcosa di me. Credo che fra l’attore e il personaggio ci sia sempre un inevitabile e necessario scambio osmotico.


Luca Bagatin: Dunque, ancora una volta protagonista come nel 2004 con “Samir”. Quante ore stai dedicando, al giorno, allo studio della tua parte ? Che tecniche utilizzi per calarti nel ruolo del personaggio ? Ti ispiri a qualche modello particolare oppure ti viene piuttosto naturale ?
Lavinia Guglielman: Il tempo che dedico alla preparazione di un personaggio è quello che serve a renderlo credibile. Cerco di interiorizzarlo al massimo, senza tuttavia spersonalizzarmi. Per capirlo meglio, immagino il suo passato, la sua storia e lo vivo di conseguenza in questa sua dimensione. Non ho modelli particolari cui ispirarmi,anche se ammiro molti attori. Comunque è innegabile che, poiché sono un’appassionata di cinema, certi modelli, magari inconsciamente, possano ritrovarsi nella mia recitazione. In ogni caso, spero con tutta me stessa di essere un’attrice originale e molto personale.


Luca Bagatin: So che fra le tue attrici preferite c'è Anna Magnani. Oggi, a tuo parere, c'è ancora spazio per un'attrice del suo calibro, capace di far sorridere e commuovere allo stesso tempo ?

Lavinia Guglielman: Attrici del calibro di Anna Magnani ne nascono una ogni secolo. Il secolo passato ha avuto lei. Per il prossimo, al momento, c’è un grande punto interrogativo. Attualmente, la più grande attrice è innegabilmente Meryl Streep, che riesce a rendere indimenticabile ogni personaggio ,come per esempio la casalinga de “I ponti di Madison County”, Miranda Priestly ne “Il diavolo veste Prada”, per non parlare della sua versatilità in “Mamma mia”.


Luca Bagatin: Oggi, secondo te, nel panorama artistico, è privilegiato il merito o piuttosto la raccomandazione ? Quanto è difficile, secondo te, per una persona preparata come te, approdare al cinema ?

Lavinia Guglielman: Io sono per la meritocrazia, ma in qualsiasi ambiente lavorativo si può incappare nella raccomandazione. Ma non posso parlarne direttamente perché, avendo iniziato da piccola, mi sono fatta conoscere dagli addetti ai lavori provino dopo provino, con impegno e serietà. Fare cinema è il sogno di molti giovani, ma non è facile perché c’è molta concorrenza. Quello dell’attore non è un mestiere che si può improvvisare, è importante lo studio, la preparazione, una fisicità che non è necessariamente la bellezza, può essere uno sguardo, un sorriso, anche un difetto, che rendano unico quell’attore. A tutto questo dobbiamo aggiungere che, come in ogni cosa, serve un pizzico di fortuna.


Luca Bagatin: Ed ora una domanda che esula dal tuo lavoro. Come valuti l'attuale situazione italiana. Certamente ti sarai fatta un'idea e mi interesserebbe sapere una tuo opinione in merito. Senza peli sulla lingua.

Lavinia Guglielman: Il periodo storico che stiamo vivendo è un periodo molto difficile, di grande confusione sociale, morale ed intellettuale. Ma questo non riguarda solo l’Italia. Sarà molto difficile venirne fuori nell’immediato. Speriamo che venga messo da parte l’utilitarismo a favore di una visione più equa e giusta della società, soprattutto per le categorie più a rischio, mi riferisco ai giovani, agli anziani e ai poveri che sono, purtroppo, sempre piu numerosi. Nonostante questo, non sono pessimista e credo che alla fine prevarrà, per quanto riguarda la situazione italiana, il buonsenso, si troveranno accordi che permetteranno la governabilità di questo paese, che merita veramente qualcosa di più.



13 gennaio 2013

"La migliore offerta" di Giuseppe Tornatore, ovvero la psicologia della suspance

"La migliore offerta", di Giuseppe Tornatore, è un film strano, che non ti aspetti.
Un film che sembra sentimentale, ma che non lo è. Un film che pensi che ti commuova ed invece non lo fa. E' un film che ti lascia sempre a bocca aperta, ove, quasi sul finale, ti alimenta un'ansia quasi soffocante. Alla fine ti svuota, ma ti fa pensare, discutere, scervellare.
"La migliore offerta" non è un film sentimentale, come penseresti, bensì è un thriller, un giallo d'autore che per moltissimi versi ricorda lo stile di Pupi e Antonio Avati.
Anche i personaggi principali e secondari sono molto "avatiani", se non fosse che il film, anziché essere ambientato nella provincia emiliana, ha un'ambientazione anglosassone.
Bravissimo Geoffrey Rush, da sempre versatile e poliedrico attore, da sempre in grado di trasformarsi in personaggi diversissimi fra loro, tutti enigmatici, tutti stravaganti ed eccentrici.
Ne "La migliore offerta" interpreta Virgil Oldman, ricchissimo battitore d'asta, eccentrico, introverso, timoroso delle donne al punto di non averne mai avuta una in tutta la sua vita. Ma scaltro e furbo nell'accaparrarsi, a prezzi stracciati, opere d'arte di valore inestimabile (tutte raffiguranti volti femminili), grazie al suo vecchio amico Billy (Donald Sutherland).
Virgil è ossessionato dalle donne. Sublima il loro essere nei dipinti, ma teme persino di incrociare il loro sguardo, ogni qual volta incontra una bella donna. Ammette di temerle e di non riuscire a comprenderle. Vi rinuncia per volontà, forse per non soffrire. Rinchiudendosi in una corazza di autoritarismo e spocchia.
Per lui sarà un vero e proprio shock emotivo quello di innamorarsi di una ragazza che un giorno lo chiamerà al telefono, per invitarlo a valutare la vecchia villa dei genitori defunti. Una ragazza che, in un primo tempo, non vedrà mai, in quanto lei vive in una stanza della villa, chiusa a chiave da dodici anni, in quanto afferma di soffrire di agorafobia e di avere paura delle persone.
Nascerà così un rapporto curioso, ove Oldman si preoccuperà costantemente di lei, perdendo le sue abitudini ed ammorbidendo il suo carattere spigoloso ed iracondo.
Lei invece, grazie a lui, uscirà dalla sua "prigionia volontaria" e i due diventeranno presto appassionati amanti.
Oldman, nel corteggiamento, sarà aiutato e guidato da un giovane riparatore di vecchi marchingegni, Robert, il quale... Il quale si scoprirà poi essere una delle pedine di una grande macchinazione ai danni del povero Oldman.
Un grande complotto, insomma, alle spalle di quest'uomo solo, colto, snob, che cela i suoi sentimenti attraverso un'ira ed una spigolosità che in realtà non gli apparterrebbero.
La storia di una giovane donna che sì, lo tradirà per ambizione, contribuendo a sottrargli i suoi oggetti da collezione più cari - i dipinti di volti femminili - ma che lo amerà per davvero.
Un film di classe, quello di Tornatore, oltre che di alta eleganza e raffinatezza, accompagnato dalla musica sublime di Ennio Morricone, ove il sentimento lascia lo spazio alla suspance ed alla psicologia più profonda, sino a disorientare completamente lo spettatore ed invitarlo a porsi, al termine del film, numerosissime domande. Molte delle quali rimarranno, forse, senza una risposta esauriente. Salvo prendere consapevolezza di un aspetto, tipico dell'arte, ma da tenere sempre presente, anche nella vita di ciascuno, ovvero che in ogni falso, si nasconde sempre qualcosa di autentico.
Luca Bagatin




21 novembre 2012

Edgar - Just Before Dark: la web serie



Il web ha cambiato il mondo.
Lo ha cambiato nel modo di lavorare, di produrre, di giocare, ma soprattutto nel modo di comunicare.
Il web ha aperto una vera e propria finestra sul mondo. Una finestra trasversale e multidimensionale. Con il web si sono ridotte distanze e si sono esplorati universi sino a prima sconosciuti.
Il web sta persino surclassando gli stessi mezzi di comunicazione di massa dell'era moderna, ovvero giornali e televisione.
Sul web, oggi, si possono addirittura seguire telefilm o serie televisive (web-serie, per l'esattezza !), in formato, appunto, digitale.
E questo, anche se è ancora un canale comunicativo purtroppo sottovalutato, probabilmente sarà il futuro, anche dello spettacolo, dell'intrattenimento, dell'arte cinematografica.
Per noi appassionati di mistero, esoterismo ed aspetti dell'occulto, "Edgar Just Before Dark" è una web-serie di sicuro interesse e, lo ammettiamo, non solo per i suoi contenuti che stiamo via via cercando di svelare, di dipanare nel corso delle brevi ma intriganti puntate che il canale in streaming Empire (www.empire.twww.tv) sta proponendo dal 29 ottobre, ogni lunedì sera alle 21.00.
"Edgar" è una web-serie girata in vari Paesi (Inghilterra, Giappone, Olanda, Germania, Italia, Spagna e Zambia), ideata da Dario Gulli e diretta - per l'Italia - da un carissimo amico, giovane attore esordiente, che già qualche tempo fa intervistammo, Andrea Galatà, co-protagonista della serie assieme a Gerry Shanahan, in collaborazione con Chiara De Caroli, altra amica oltre che ottima attrice, presente nel cast.
Edgar è un investigatore britannico, la cui indagine verte sulla sua stessa morte. Strani suicidi si stanno infatti susseguendo nel mondo, in posti apparentemente scollegati fra loro, ma il cui artefice pare essere un ambiguo e misterioso personaggio: Ian Toth.
Le forze delle tenebre, vampiri ed esseri demoniaci, renderanno nel frattempo a Roma difficile la vita di Padre Damien (interpretato proprio da Galatà)...
Il cast di "Edgar" è molto vasto (oltre agli attori già citati, comprende anche Iaeli Anselmo, Nela Lucic e Rossana Colace), ma non posso non citare due miei carissimi amici, oltre che amici di questo blog: l'attrice Lavinia Guglielman e lo scrittore Martin Rua, già citato in diversi miei articoli sulla Massoneria, oltre che ex blogger del Cannocchiale.
Il prossimo appuntamento con il mistero è dunque confermato per lunedì prossimo alle ore 21.00 su www.empire.twww.tv (ma, se vi dovesse capitare di perdere una puntata, potete sempre ricercarla nel sito stesso con il sistema "on demand").

Luca Bagatin


Da sinistra: Iaeli Anselmo e Lavinia Guglielman; Rossana Colace e Nela Lucic


Lavinia Guglielman e Andrea Galatà



11 aprile 2012

Con "I custodi delle pergamena proibita", Aldo Gritti svela il mistero del Manoscritto Voynich, l'omicidio premeditato di Pierre Curie, l'affondamento del Titanic e molto altro ancora...(articolo-intervista in esclusiva di Luca Bagatin all'Autore)

Il Manoscritto Voynich è indubbiamente il documento più misterioso al mondo, in quanto nessuno studioso e ricercatore pareva essere ancora riuscito a decifrarlo.  Attribuito all'alchimista Roger Bacon, ma risalente, apparentemente, al XV secolo, è attualmente conservato presso l'Università di Yale, negli Stati Uniti d'America.
Aldo Gritti (www.aldogritti.com), pseudonimo di un giovane sacerdote italiano, è probabilmente riuscito nell'impresa, tanto da redigere un avvincente e particolarissimo thriller-verità: "I custodi della pergamena proibita", edito da Rizzoli ed in libreria da nemmeno un mese.
"Un thriller geniale", afferma il noto scrittore horror e fantasy italiano Valerio Evangelisti e prosegue: "un libro brillante e di rara intelligenza. Aldo Gritti, sotto le parvenze del romanzo, è riuscito a risolvere in via penso definitiva uno dei più impenetrabili enigmi del passato".
Tre efferati delitti. Uno a Firenze, uno a Londra ed il terzo a New Haven, nel Connecticut. Tre martiri innocenti, alla ricerca della verità nascosta dietro al Manoscritto Voynich.
Ma, chi era Wilfrid Michael Voynich ? Ufficialmente un ricco antiquario di origine polacca, già, in passato rivoluzionario bolscevico ed appartenente al movimento sovversivo Proletariat, accanto alla pasionaria marxista Rosa Luxemburg. Ma...non ufficialmente chi era in realtà costui?
Una spia al servizio dell'Impero germanico ? Un doppiogiochista traditore dei suoi ideali ? Il capo di una Confraternita segreta, oppure solo la pedina di una scacchiera incommensurabilmente più grande di lui e del suo stesso ego, coperta da ragioni di Stato inconfessabili ?
Nel romanzo di Gritti, a seguire la pista del Manoscritto, Elda Novelli, ispettrice della Polizia Postale, coadiuvata dal commissario Andrea Corsi, in un'incessante ricerca fra documenti ammuffiti, registrazioni criptiche e rete web.
Come sono coinvolte le vite, ma soprattutto le morti di Pierre Curie, noto fisico francese scopritore della radioattività (e delle sue pericolose implicazioni), della già citata Rosa Luxemburg e l'affondamento dell'apparentemente "inaffondabile" Titanic ?
L'inabissamento del Titanic, di cui proprio quest'anno ricorre il centenario, fu un tragico incidente oppure...dietro ad esso ci fu una mano nascosta fra le righe del misterioso Manoscritto Voynich ?
Aldo Gritti ce lo racconta e spiega, con tanto di immagini, documenti e bibliografia ragionata, conducendo per mano il lettore, in un viaggio fra passato e presente, alla ricerca di una verità misconosciuta e volutamente celata.

Per la prima volta dal 1921, è dunque affrontato l’affaire Voynich in modo globale, in quanto l’autore parte proprio dal proprietario del manoscritto stesso, ovvero il libraio antiquario Wilfrid Michael Voynich. Ne effettua una sorta di scavo di archeologia umana, mettendone a nudo la sua vera attività di “spia pura” al servizio di Potenze straniere, per mero interesse personale.

Il thriller di Aldo Gritti è dunque un prodotto letterario rivoluzionario, per la puntigliosa opera di decrittazione del celebre manoscritto Voynich, la cui tragica e vergognosa verità è messa a nudo.

E’ un thriller controcorrente. L’Autore ha la capacità di leggere oltre la selva d’informazioni - ovvero centinaia di link in internet e numerosa documentazione bibliografica - che non rispondono a domande logiche, proprio perché è sbagliata la domanda di partenza. Tutti si chiedono, infatti, che cosa nasconde il Manoscritto Voynich, ma non si chiedono mai chi fosse, in realta, Mr. Voynich.

Aldo Gritti si tramuta dunque in cacciatore di menzogne, denunciando al mondo il marcio celato nelle pergamene redatte nel XX secolo proprio dallo stesso Mr. Voynich, traditore della sua Patria (la Polonia), filo-germanico, nonché servitore degli USA, unicamente per tornaconto personale. Pertanto si apprende - dal romanzo di Aldo Gritti - che quel Manoscritto era una vera e propria arma di distruzione.

“I custodi della pergamena proibita” – distaccandosi da tutte le fantasiose teorie sinora supposte attorno all'ambiguo manoscritto – racconta, con rigore, una realtà storica ben diversa: dagli omicidi di Pierre Curie e Rosa Luxemburg, sino al sabotaggio del Titanic per la costituzione della Federal National Reserve.

Tale differente realtà è inserita in una cornice attuale di fiction, ove gli omicidi di oggi – raccontati nel romanzo - s’intersecano con quelli eccellenti di ieri.

Una trama intessuta con abilità di Aracne, ove agiscono - come in una lanterna magica - personaggi fittizi tratteggiati con un vigore tale da balzar fuori dalle pagine del romanzo, alternandosi a figure del passato, in cui l'Autore penetra empaticamente.

La “suspance intelligente”, fil rouge dell’intera narrazione, accompagna il lettore dall’inizio alla fine, anche nei cadenzati flash-back. Aldo Gritti, infatti, dà vita a Voynich ed alla sua consorte, trasmettendo ai lettori spavento ed indignazione.

"I custodi della pergamena proibita" è certamente il libro dell'anno. Un libro ove la verità rivelata è più importante dell'identità dell'autore stesso che, ad ogni modo, abbiamo la possibilità, qui, di intervistare in anteprima, al fine di rivelarci ulteriori dettagli della sua opera.

Voynich ed il suo Manoscritto

Luca Bagatin: Aldo Gritti, dunque...preferisce che la chiami Signor Gritti oppure Padre ?

Aldo Gritti: Sacerdote lo sono, ma per motivi legati al mio incarico, utilizzo uno pseudonimo.


Luca Bagatin: Le pongo subito una domanda a bruciapelo: quanto c'è di reale nel suo romanzo ?

Aldo Gritti: Tutte le sezioni storiche, riportate nei flash-back, sono frutto di ricerche e anche di dichiarazioni scritte dallo stesso Voynich.


Luca Bagatin: Che cosa ha portato lei, sacerdote cattolico, ad occuparsi del Manoscritto Voynich ?

Aldo Gritti: La ricerca del lume della verità. E’ un secolo che studiosi di tutto il mondo compulsano quella pergamena, azzardando le ipotesi più svariate, fino a tirare in ballo persino gli…alieni, senza offrire alcuna decrittazione. C’è un tempo per ogni cosa. Adesso è giunto il momento di togliere il velo alla “sfinge” muta, come da molti definita la pergamena Voynich.

Luca Bagatin: Come è riuscito a collegare le vicende inerenti a Pierre Curie, Rosa Luxemburg, Voynich e l'affondamento del Titanic ?

Aldo Gritti: E’ dal manoscritto che emergono questi tragici eventi. Ma non hanno collegamento fra loro. Essi sono il risultato delle informazioni fornite – tramite alcune pagine del manoscritto - dalla spia-Voynich alle Potenze straniere cui si era venduto.


Luca Bagatin
: Possiamo dunque dire che si sono finalmente svelate le ragioni della tragica morte di Pierre Curie, investito da un carro, ed il ritrovamento del corpo di Rosa Luxemburg, novant'anni dopo, negli scantinati dell'ospedale Charité di Berlino ?

Aldo Gritti: Circa la morte di Curie ritengo di sì. Per la Luxemburg è una mia ipotesi che il corpo della Charité sia il suo, considerato che il Governo tedesco ha voluto chiudere l’affaire con una rapida autopsia “di Stato” lasciando quel cadavere senza nome. Il Manoscritto Voynich non può far cenno al ritrovamento di un corpo avvenuto nel 2007 !


Luca Bagatin: Nemmeno l'affondamento del Titanic, dunque, fu davvero casuale ?

Aldo Gritti: Assolutamente no. D’altronde è sempre stato ipotizzato che fosse un incidente programmato. La decrittazione del foglio 46 verso del Manoscritto lo conferma.


Luca Bagatin: Qual è il polveroso volume che ha permesso di decifrare gli incomprensibili glifi della pergamena ?

Aldo Gritti: Il “De Furtivis” (edizione 1602) del crittologo partenopeo Della Porta. A ogni glifo corrisponde una “parola variabile”, secondo lo schema prefissato e da Voynich adattato in base alle sue esigenze. Questo particolare è fondamentale. Finora gli studiosi ritenevano che ad ogni glifo corrispondesse una lettera e ciò li ha portati fuori strada.


Luca Bagatin: Nel suo romanzo, alla pag. 381 è l’immagine che riporta la “voce” di quest’opera, tratta da uno dei cataloghi di Voynich...

Aldo Gritti: Appunto. Era sotto gli occhi degli esperti che si sono arrovellati a cercare altrove il sistema di criptazione. Avrebbero dovuto cercare molto più vicino...

Luca Bagatin: Con il suo thriller-verità, possiamo davvero scrivere la parola "the end" sul Manoscritto Voynich ?

Aldo Gritti: Per chi vuole credere, dovrebbe chiudersi il “capitolo Voynich”. Ma i miti sono duri a morire e, anche se la verità stenta a trionfare, i suoi nemici prima o poi finiscono col “perire”.

Luca Bagatin: Può dirci come è riuscito a trovare la chiave di decrittazione del Manoscritto Voynich ?

Aldo Gritti: Il caso ha voluto che entrassi in possesso della documentazione, consegnata dallo stesso Voynich a un confratello e poi giungesse a me. Tutto ciò, affinché – a 80 anni dalla sua morte - fosse divulgata la verità.


Luca Bagatin: Un ripensamento di Wilfrid Michael Voynich ?

Aldo Gritti: Un esame di coscienza direi, una confessione, anche se rivelabile ottant'anni dopo la sua dipartita. Confessarsi è il fuoco interiore dell’anima.


Luca Bagatin: Il salmo 129 col quale si apre il libro è il De profundis, vero?

Aldo Gritti: Corretto ed è per Voynich. Lo sa che lei è l’unica persona ad avermelo chiesto ?



8 dicembre 2009

Dan Brown: uno spirito laico e spiritualista contro la barbarie dogmatica e materialista



Sono un divoratore di thriller, in particolare di thriller esoterici, ma Dan Brown non è decisamente il mio scrittore preferito, nel settore.
Non che non sia bravo, per carità, solamente non è particolarmente brillante come ad esempio i suoi "colleghi" Eric Giacometti e Jacques Ravenne, autori di numerosissimi thriller a sfondo massonico che da anni stanno spopolando in Francia e prendendo piede anche in Italia.
Dan Brown, sin dal suo primo libro approdato in Italia - Il Codice Da Vinci - mi ha subito lasciato perplesso per il semplice fatto che è stato immeritatamente pompato dai mass-media.
E si noti che la storia di Maria Maddalena sposa di Gesù era arcinota e diffusa in numerose pubblicazioni (ricordiamo qui, per tutti, le Edizioni Amrita) precedenti. Delle quali nessun media ha mai pressoché accennato.
Ridicole sono peraltro le critiche alle opere di Dan Brown provenienti dalla Chiesa cattolica, visto che si tratta di letteratura e visto anche che la Storia della Chiesa è piena zeppa di mistificazioni sin dalla sua fondazione ad opera dell'Imperatore Costantino. E non c'era certo bisogno di un Dan Brown qualsiasi per rivelarlo. E' sufficiente approfondire la sua storia e la sua iconografia (a partire dalla Croce, simbolo mutuato dall'Antico Egitto e che nulla ha a che vedere con la morte di Gesù).
Ad ogni modo, da studioso ed appassionato di Massoneria ed Esoterismo, non potevo lasciarmi sfuggire "Il simbolo perduto", l'ultimo romanzo di Brown di cui, molto probabilmente, vi parlerò più diffusamente in un altro articolo.
Finalmente Dan Brown abbandona le disquisizioni attorno alla Chiesa cattolica ed al Vaticano e ci parla della Massoneria - in particolare di quella americana - e del simbolismo ad essa riferita.
Gli Stati Uniti d'America sono una grande democrazia e lo sono grazie ai massoni.
Dan Brown parte proprio da questo concetto e lo sviluppa via via parlando dei Padri fondatori degli USA: George Washington in primis.
Qui, più che parlare del romanzo in sé, mi interessa piuttosto approfondire le interessantissime e condivisibili affermazioni che Dan Brown ha rilasciato al settimanale Panorama il 29 ottobre scorso.
Brown irride alla "teoria del complotto" che vede la Massoneria come un'organizzazione di complottardi e - pur non essendo massone - si dichiara apertamente benevolo nei confronti della Massoneria in quanto "modello straordinario di tolleranza spirituale a livello globale". A differenza del Vaticano e quindi della Chiesa cattolica che, secondo Brown, esaspera il conflitto religioso e lo definisce "una struttura di potere antica e sorpassata rispetto a un mondo diventato sempre più piccolo dove persone di fedi completamente diverse vivono gomito a gomito".
E' in questo senso che Dan Brown plaude alla Massoneria in quanto foriera di "una spiritualità diversa, più aperta e tollerante" in quanto aperata a tutte le fedi e concezioni spirituali.
Un discorso di questo tipo farebbe subito venire i travasi di bile alle alte Gerarchie Vaticane e sicuramente anche alla nostra triste ed incolta classe politica, sempre meno laica e sempre più china di fronte alle elucubrazioni dettate dalla "fede".
L'approccio spirituale di Dan Brown mi piace decisamente e lo condivido. In special modo quando, nell'intervista, parla di come si sia allontanato da una fede dogmatica inculcatagli da bambino perché un prete gli rispose che non era da "bambini educati" porsi delle domande su Dio (mi ricorda me stesso all'età di 10 anni, quando smisi di frequentare la Chiesa per lo stesso motivo !) .
Dan Brown afferma ad ogni modo di essere deista e spiritualista, un po' come i massoni, e porta a sostegno una particolare scienza - la noetica - di cui parla diffusamente anche ne "Il simbolo perduto", che afferma come i pensieri degli individui abbiano una massa, che possano influenzare la materia, specialmente quando molte persone si concentrano sullo stesso obiettivo.
Mi ha colpito anche molto la passione di Dan Brown - da me condivisa - per le opere di Mark Twain, decisamente sottovalutate in Italia, ma dai profondissimi contenuti morali e filosofici.
Brown afferma che l'ultimo libro che ha letto è stato "Lettere dalla Terra", di Twain, ove il protagonista, Satana, è stato mandato sulla Terra per conto di Dio a studiare l'Umanità. Ed ove Satana ne trae come conclusione che gli esseri umani hanno delle concezioni folli in fatto di sesso e religione.
Un Dan Brown decisamente inconsueto, profondamente laico e profondamente spirituale.
Un figlio dell'America a Stelle e Strisce ove una profonda concezione dello Stato laico convive con una profonda concezione morale e spirituale dell'individuo e dell'Universo che si trova a vivere.
L'esatto opposto della nostra trista Penisola ove crocifissi, telefonini, Grandi Fratelli e banalità politiche sono unite a formare un Circo Barnum di ignoranza e stupidità profondamente radicate.

Luca Bagatin



4 dicembre 2008

Facciamo merenda con Merendi ! Ovvero: "La Pietra dei Maya" non sarà in libreria, bensì.....



Riccardo Merendi è prima di tutto un amico.
Un amico scrittore benché, a differenza di Andrea G. Pinketts, non ho mai avuto ancora il piacere di conoscerlo personalmente.
Ho conosciuto il Merendi pressoché per caso, nel maremagnum internettico, grazie a una certa modella che ha prestato i suoi occhi per il precedente romanzo merendero: "Incunabolo" edito dalle Edizioni Il Punto d'Incontro (Occhioni Blu è venuta anche alla conferenza massonica di Montefiore Conca alla quale ho partecipato come relatore ma, mannaggiallei, non ha voluto manifestarsi al mio cospetto !).
Ho recensito "Incunabolo" l'anno scorso per il quotidiano di Diaconale e Pillitteri "L'Opinione delle Libertà" e debbo dire che mi è piaciuto anche in quanto appassionato del genere thriller-gotico-esoterico-misterico.
Quest'anno Riccardo Merendi vuol fare un regalo a tutti: il suo nuovo romanzo non uscirà nelle librerie !
"La Pietra dei Maya" sarà infatti downoladabile, ovvero (per chi non conoscesse quel barbarico idioma denominato "inglese") scaricabile direttamente dal suo sito: www.riccardomerendi.altervista.org.
Alla faccia di tutte le Case Editrici blasonate tanto amate finanche da Wikipedia ! A favore invece di chi - come noi - ama una letteratura completamente libera e circolante non necessariamente legata al marketing.
Facciamo merenda cultural-letteraria con Merendi ordunque !
Nessuna anticipazione sul romanzo da parte mia: è scritto tutto nel sito di cui sopra.
Buona lettura !

Luca Bagatin



3 maggio 2008

"Incunabolo": l'ultimo thriller di Riccardo Merendi



"Incunabolo", romanzo storico di Riccardo Merendi edito dalle "Edizioni Il Punto d'Incontro", fa parte di quella vasta collana di "thriller-esoterici" che, da "Il Codice Da Vinci" di Dan Brown, hanno spopolato in questi ultimi anni consentendo anche a molti lettori giovani e non, di aprire le loro menti ad universi della conoscenza inusitati, ma non meno presenti nel corso della Storia dell'Umanità.
E così si sono aperti squarci sull'Ordine dei Templari, su quello dei Rosa + Croce, sulla Massoneria, giocando sull'"aria di mistero" che aleggia attorno a queste istituzioni peraltro tutt'ora presenti e attive in tutto il Mondo.
Istituzioni millenarie che hanno da sempre custodito antichi misteri che, nei fatti, non sono altro che il riconoscimento della Divinità e della Creatività dell'individuo e quindi dell'Umanità intera contrapponendosi a qualsiasi autorità costituita dall'alto (con tanto di relativi dogmi buoni solamente a Chiese e Imperi per regnare sulle masse ignoranti).
"Incunabolo" è, nella fattispecie, un curioso romanzo che si divide in due storie parallele che si svolgono in tempi storico-temporali completamente diversi: la prima vede protagonista la ricca ed affascinante collezionista d'arte Donna Carson, è ambientata ai giorni nostri, ed è un vero e proprio gioco di seduzione con il "malcapitato" professor John Forrest, studioso ed esperto d'arte; la seconda è ambientata nel tardo medioevo e ha per protagonista il romantico e appassionato frate Fulgenzio, perdutamente innamorato di Inge, una misteriosa fanciulla che cambierà completamente la sua tranquilla vita monastica trasformandolo in avventuriero.
Le due storie percorreranno strade e trame completamente diverse, salvo, pressoché alla fine del romanzo, unificarsi e gettare luce sui misteri che via via si sono aperti  - come finestre di Windows - nel corso dello svolgersi delle vicende.
Nel romanzo sono sicuramente preminenti due figure: Donna Carson e Fulgenzio, le quali rappresentano un po' i poli opposti: femminile e maschile con le loro curiose sfaccettature.
Donna è una quarantenne volubile che purtuttavia sa essere anche "bambina" e "romantica" giocando di seduzione con lo sconosciuto professor Forrest che, spinto dalla passione per i suoi occhi, la condurrà via via in enigmi esoterici sempre più fitti.
Donna è strega e fata al contempo. Insopportabile e terribilmente intrigante. Indomabile ma facilmente preda dell'ignoto.
Frate Fulgenzio, da parte sua, è invece l'umile fabbro del Convento. Personalità semplice ma incommensurabilmente libera di mente e di cuore al punto da subodorare l'assurdità di determinati dogmi monastici che vorrebbero che financo "il lavarsi il corpo" fosse pratica impura.
Fulgenzio si innamorerà così di Ingeborga, ovvero della ragazza che giungerà al convento rivestita solamente di una pesante armatura e piegata dalla stanchezza.
Il frate si prenderà cura di lei come un padre salvo poi....rendersi conto che l'amore è così grande e, quando Inge sarà rapita da degli oscuri scagnozzi, si metterà in cammino per salvarla aiutato dall'amico guerriero saraceno Ghalib.
Il romanzo che Merendi ci regala è quindi qualche cosa di molto diverso dal classico romanzo-thriller. E' una storia nella storia....a sua volta nella Storia che vi appassionerà sino all'ultima commovente pagina
Tutto da scoprire. Tutto da capire.

Luca Bagatin

PS: ringrazio l'affascinante Isabella Folli, i cui occhi impreziosiscono la copertina di "Incunabolo", per avermi segnalato l'opera ultima di Riccardo Merendi e per aver fornito il mio indirizzo alle "Edizioni Il Punto d'Incontro" per la spedizione del romanzo allo scopo di recensirlo.



22 aprile 2008

"ALLA RICERCA DEL PIACERE PERDUTO" cortometraggio by Luca Bagatin


Interno giorno.

Io e Louise, la mia ex ragazza.

Era strano trovarmela lì di fronte, anni dopo avermi lasciato senza motivo.
Da quel 1 luglio 2003 non l'avevo più vista né sentita, a parte qualche voce di una sua relazione con l'FBI: la polizia federale.



"Dai, cucciolo....Non sei contento di vedermi ?"
"No"
"Perché no ?"
La osservavo e più la guardavo e più mi scendevano le lacrime.

Musica di sottofondo. Un Blues.

Un rantolo. Confusione....alle orecchie.
Strani suoni. Strane voci. Colori e immagini sfocate.
Ancora un rantolo. Un fermito convulso.
Poi più nulla.

Mi svegliai intontito e mi alzai da terra dove probabilmente ero caduto battendo la testa.
Mi usciva del sangue dalla bocca. La mia lingua era tagliata e lussata. La mia testa girava.
Di fronte a me Lei.


"Ciao. Sono Donna, mi riconosci ?"
"No"
"Donna Carson"
"Capisco. E....Louise dov'è ?"
"Morta"
"Morta ?"
"L'ho uccisa e seppellita io questa mattina"
"Ah"

DISSOLVENZA



Interno e/o esterno. Giorno e/o notte. Spazio indefinito.

Una vasca piena di sangue.
Io e Donna facciamo selvaggiamente l'amore......

Voce di sottofondo:
"O forse è solo sesso ?"

E' strano per me fare l'amore in una vasca piena di sangue. Con una donna che conosco appena.
Curioso quantomeno, ma terribilmente eccitante avvertire simultaneamente l'odore del sesso e del sangue fra gemiti impazziti.
Eccolo di nuovo: un rantolo. Confusione. Suoni alternati e alternati da gemiti.
Poi più nulla.

"L'epilessia è così, mio caro Mortimer" mi diceva il dottor S. visitandomi.
"Così come ?"
"Hai presente quando ti si.....beh.....ti ri rizza il pacco ?"


Interno giorno. Ufficio.

Sono alla mia scrivania che sto compilando delle scartoffie in modo del tutto automatico.
Colleghi intorno a me.
Uno di loro, curato, sbarbato, giacca cravatta, occhiali spessi mi si avvicina:

"Louise..... Te la ricordi, Louise ?"
"No"
"Ti sta cercando"
"?"
"Ti sta cercando"
"Prego ?"
"Al primo piano. Ti sta cercando"
"Al primo piano c'è la Direzione Commerciale"
"Ti sta cercando. Louise. Ti sta cercando".


Interno giorno. Ufficio. Primo piano.



Non ricordavo di aver mai visto Louise vestita in modo così seducente.
Ma...forse non si trattava del vestito.
Aveva qualcosa nello sguardo.
Magnetico ?
Non lo so.
Teneramente seduta su quella sedia Luigi XV.....gambe incrociate.....i piedi nudi sulla sedia e....uno sguardo fisso su di me.

"Benvenuto"
"Sì"
"Come va, caro ?"
"Va"
"Vorrai sapere perché me ne sono andata così, senza dirti più niente...."
"Forse. No, dai, è assurdo. E poi lo sai che è meglio lasciar perdere...."
"Ma se sei tu quello che mi ha cercata per anni !"

Mi congedo uscendo dalla stanza salutandola con un cenno del capo.
Fuori trovo un piccolo signore anziano, calvo, dal naso pronunciato come solo gli ebrei ce l'hanno.

"Buongiorno"
"Buongiorno Mortimer"
"Lei conosce il mio nome ?"
"Certo. Sono Altotas, il tuo Maestro, ricordi ?"
"Già !"
"La vita, la morte, il sogno, l'incubo, ricordi, Mortimer ?"
"Sì, Maestro. Ma.....c'è qualcosa che mi sfugge del tutto"

Il vecchio mi sorride.

"Certo, Louise..... Non è vero ?"
"Sì, anche. Ma....qui mi sembra tutto così strano....così irreale...."

Il vecchio scoppia in una fragorosa risata.

"Irreale....E, dimmi, Mortimer, che cos'è "reale" per te ?"
"Forse il Nulla"
"Bene, vedo che ricordi la lezione"

Un rantolo. Confusione....alle orecchie.
Strani suoni. Strane voci. Colori e immagini sfocate.
Ancora un rantolo. Un fermito convulso.
Poi più nulla.

DISSOLVENZA



Donna Carson mi guarda dritto negli occhi.
Solo che io sono riverso a terra e la guardo anch'io, ma alzando con difficoltà la testa.
I suoi passi rimbombano nelle mie orecchie.

"Perché no ?"
"Donna...."
"Mortimer. Perché no ?"
"L'hai uccisa, vero ?"
"Io non ho ucciso proprio nessuno, Mortimer"
"Ma l'ho vista. L'hai seppellita tu !"
"In sogno forse, l'hai vista. Come vanno le tue crisi epilettiche, Mortimer ?"
"Donna...."
"Sogna, Mortimer. Tu sogni sempre. Perché pensi che sia fallito il nostro matrimonio ?"
"Oh, Donna...." mi scendono le lacrime incontrollabilmente.



Altotas: "Louise è viva !" e scoppia a ridere guardando fisso l'obiettivo della telecamera.

Entra in scena Luca Bagatin, trafelato e sudato, scusandosi con il pubblico.
"A volta i personaggi dei miei cortometraggi finiscono sempre per prendere il sopravvendo nella vita reale. Nella mia, come nella vostra ovviamente. Scusatemi, signore e signori".
Fa un inchino verso l'obiettivo. Poi ammicca con l'occhio destro e accenna un sorriso imbarazzato.

DISSOLVENZA



Esterno giorno:

Mortimer e Louise si tengono per mano.
La scena si allarga e si vede chiaramente che sono in posizione supina, all'interno di una grande bara d'ottone poggiata sulla nuda terra.
Donna Carson, munita di badile, getta incessantemente loro addosso del terriccio. Sino a ricoprirli del tutto.
Poi sale in un auto rossa fiammante guidata dal vecchio Altotas.
Si baciano sulla bocca appassionatamente.
L'auto sgomma.



DISSOLVENZA
POI PIU' NULLA.



PS: uno speciale ringraziamento all'attrice Pamela Saino, alla Sick Girl "Kawaii" e al sito www.sickgirl.it



5 aprile 2008

"L'Ombra d'Argento": un thriller massonico



E' proprio il caso di dirlo: Napoli non è solo munnezza e malavita.
Napoli è anche, come diceva lo scrittore Luciano De Crescenzo, città d'amore e di "uomini d'amore" contrapposti ai più rigidi e razionali "uomini di libertà" del nord.
Napoli è città magica ed esoterica per chi ha la passione e l'indole d'approfondire.
E così, il mio amico "napoletanto doc" Martin Rua, profondo conoscitore di Napoli ed il cui nome vero solo pochissimi intimi conoscono, è da qualche mese protagonista del suo stesso romanzo, "L'Ombra d'Argento" (A & B Editrice), un thriller massonico ove egli, appassionato di alchimia, esoterismo e  studioso di antropologia, ci conduce in giro per l'Europa nell'eterna lotta fra il Bene ed il Male questa volta rappresentati rispettivamente dalla Massoneria e dalla Società nazista Thule.
Nulla a che vedere con il "Codice da Vinci", per carità, "L'Ombra d'Argento" ne è la sua vera antitesi.
Il nostro Martin, infatti, a differenza di Dan Brown, attinge esclusivamente dal bagaglio dei suoi studi, viaggi e personali ricerche esoteriche dovute anche all'orgogliosa appartenenza ad una fra le più importanti Obbedienze massoniche d'Italia.
E così, il Martin Rua romanzato è l'alter ego dell'autore, ovvero un giovane antiquario napoletano, studioso di alchimia e Maestro Massone del 30esimo grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato (uno fra i più alti in Massoneria), il quale, durante un viaggio di piacere a Praga, si trova coinvolto in un'intricata vicenda che vede contrapporsi massoni a neo-nazisti e che ha come sfondo un enigma alchemico millenario in un intreccio che collega la Cappella di Sansevero di Napoli alla misteriosa Cattedrale gotica di Chartres in un crescendo di colpi di scena, antiche formule occulte e di studio della simbologia alchemica e religiosa.
La tensione è comunque stemperata da divertentissimi e famigliari quadretti fra Martin e la gelosissima e premurosissima moglie greca Artemis, la quale è il ritratto della razionalità ellenica.
E si pensi che gran parte dei personeggi positivi del romanzo non è affatto di fantasia !
Chiacchierando con Martin apprendo che per lui questo romanzo significa moltissimo. E' un tributo alla Massoneria ed ai suoi principi di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza, ovvero a quel sistema di insegnamenti morali ed interiori che permette a ciascun individuo iniziato ai Suoi "misteri" di migliorarsi quotidianamente, a dispetto di chi paragona i massoni ai mafiosi, ovviamente per ignoranza e pregiudizio.
Nel romanzo più che altro c'è una Massoneria come la vorrebbe l'autore stesso, ovvero più attenta al recupero dell'Antica Saggezza alchemica, ovvero alla Scienza che incontra la Conoscenza, la Gnosi degli Antichi Egizi, ma anche Greci e Caldei, alla quale attinsero anche i Cavalieri Templari e che la Massoneria pose come fondamenta delle sue basi morali e filosofiche.
Martin Rua, infatti, tanto nel romanzo quanto nella realtà, si batte all'interno della sua Loggia proprio per il recupero di tali conoscenze esoteriche che si sono smarrite nel tempo ed il romanzo può essere letto anche e proprio in questa chiave.
"L'Ombra d'Argento" non è di difficile reperibilità. Oltre a poter essere ordinato nelle migliori librerie, può essere acquistato anche su internet al sito dedicato www.ombradargento.it nel quale è possibile trovare anche alcune tavole a fumetti che lo illustrano (c'è in progetto fra l'altro proprio la realizzazione di un albo a fumetti completo, nonché il seguito del romanzo stesso) e la prefazione è realizzata nientepopodimenochè dal Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia, il prof. Luigi Pruneti il quale aggiunge un ulteriore tocco storico-esoterico al racconto del nostro bravo e avventuroso Martin Rua che potrete personalmente contattare visitando il blog www.martinrua.ilcannocchiale.it nel quale cura anche delle "Tornate di Loggia on-line" aperte a tutti coloro i quali sono interessati ad approfondire la Libera Muratoria ed i suoi principi sempiterni.




Luca Bagatin
(Martin Rua è anche l'autore della mia caricatura-avatar qui sopra che utilizzo regolarmente come logo del presente blog)


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