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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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29 novembre 2010

"Consigli surRenali per venire a patti con chiunque. Tranne che con la vostra coscienza" by Baglu



Non scrivete mai la verità su qualcuno, specialmente se questa corrisponde esattamente alla verità dei fatti per come si presentano di fronte anche ad un imbecille. Qualcuno, infatti, potrebbe dirvi che siete saccenti, ignoranti o - peggio - avete la penna in vendita (o in affitto) oppure cercate notorietà.
Se, ad esempio, il Re è nudo: evitate di farglielo notare. Dategli semplicemente ragione ed elogiatelo per il bell'abito che...ehm..."indossa".

Se dovete fare una recensione siate sempre lusinghieri e benevoli, ovvero non criticate mai negativamente il libro che andate recensendo anche se questo è robaccia o, meglio, roba buona solo a nettarsi il deretano.
Diversamente l'autore vi accuserà di non averlo letto o, peggio, di incompetenza e vi additerà come incapace persino a leggere libri o, peggio, a nettarvi il deretano.

Se ricevete l'apprezzamento di qualcuno che, magari, così, per simpatia, decide di pubblicare ciò che avete scritto, RIFIUTATE ! Qualcuno, dotato di particolare "UMILTA'" potrebbe accusarvi di dossieraggio, di killeraggio, di aggiotaggio, di primomaggio !
Se è la festa del lavoro vi consigliamo dunque di passarla a letto. Se è un qualsiasi altro giorno della settimana, ANCHE ! Ogni cosa che scriverete potrà essere usata contro di voi ed ogni singola lettera digitata potrebbe causarvi particolari disturbi gastrointestinali.

Anche se conoscete discretamente bene un argomento o, magari, lo sapete anche a menadito o magari ne siete così curiosi da averlo approfontito per anni: evitate di esprimere un'opinione in merito o, peggio, di parlarne, di scriverne, di discettarne.
Rischierete altrimenti di farvi dare del "tuttologo" o, peggio, dell'"indemoniato".

Già che ci siete, evitate di esprimere opinioni, specie se ben argomentate: non sarete mai abbastanza titolati a farlo quanto qualcun altro.

Qualcuno o qualcun altro sono il vostro Dio.
Voi stessi siete il vostro Satana.
Purificatevi, spurgatevi. E ricordatevi di nettarvi il deretano con particolare cura (se sapete leggere e recensire un libro come si deve !!!!).

Non scrivete mai consigli surRenali. Qualcuno potrebbe adontarsene.



31 maggio 2010

"Maturità": piccole poesie in versi liberi di Luca Bagatin



Notte nella quale rifugiarsi
Notte buia ma sicura
Notte illuminata dalla luna
Oppure no
Notte di lucciole o di lanterne
Notte d'inverno oppur d'inferno
Notte, che questa notte, mi porti via lontano.

Correre liberi quel tanto che ancora si può
Assaporare la giovinezza senza rimanerne legati
Crescere senza credere troppo ad un futuro che ci siamo costruiti
Nella mente.

Salpare con la nave della fantasia
E' forse questa l'ultima magia che ci resta di quando eravamo bambini ?
Correre, giocare, ridere ?
Non tutti i bambini hanno avuto un'infanzia felice
Qualcuno non l'ha nemmeno avuta
Un'infanzia
E sono molti
E sono troppi
Condannati dagli adulti.





13 aprile 2010

Le riforme liberali di cui l'Italia avrebbe bisogno



Si fa un gran parlare - in questo periodo post-elezioni regionali - di riforme istituzionali come ad esempio l'introduzione di un nuovo sistema elettorale che preveda il semipresidenzialismo alla francese.
Verrebbe da chiedersi che senso abbia.
O, meglio, avrebbe sicuramente senso cambiare il sistema elettorale, ma di certo il "semipresidenzialismo alla francese" non risolverebbe alcun problema.
Il sistema elettorale andrebbe innanzitutto cambiato, ma per garantire la massima rappresentanza elettorale. In particolare di quell'elettorato che - al 40 % - oggi si astiene.
Rappresentanza che, da quando sono stati introdotti antidemocratici sbarramenti e sono state negate le preferenze, è di fatto non più garantita in alcuna competizione elettorale.
In secondo luogo le riforme di cui si dovrebbe parlare sono ben altre.
Le riassumerò qui.
Per tentare di uscire un tantino dalla crisi nella quale anche l'Italia è inesorabilmente incappata, occorrerebbe liberalizzare il mercato del lavoro da una parte e fornire congrui ammortizzatori sociali a chi un lavoro non ce l’ha. Seguendo però il modello della Gran Bretagna e non quello dell’assistenzialista Svezia.
Le piccole e medie imprese dovrebbero essere le prime ad essere favorite (e non già la grande industria), arrivando finalmente a proporre una radicale riforma fiscale che preveda l’aliquota unica al 20 % per tutti. Stop ad altre imposte, dunque.
E i lavoratori potrebbero essere aiutati abolendo una volta per tutte le trattenute in busta paga.
Via Irap e Irpef, ordunque: aliquota unica per tutti e innalzamento della no tax area.
Ciò, ovviamente, comporterebbe una drastica riduzione della spesa pubblica a partire dal taglio immediato di enti inutli quali le Province, i consorzi e le comunità montale e l'accorpamento dei Comuni.
E si dovrebbe pensare anche ad una riforma delle pensioni che preveda un sistema a capitalizzazione.
Veniamo poi alla giustizia.
E' necessario separare le carriere dei magistrati e stabilire che, quando un giudice sbaglia, paga di tasca sua e non deve essere la collettività a dover risarcire per le colpe dello stesso.
Ciò avviene in tutti i Paesi civili e democratici, non si comprende perché in Italia le cose vadano diversamente.
Sui diritti civili, poi, si comprenda, una volta per tutte, che la vita appartiene al singolo: che può decidere di vivere o meno, a sua discrezione.
Lo Stato non è una “balia-mamma” che ha la potestà sui suoi cittadini, come crede certo confessionalismo di casa nostra.
L'anticlericalismo, dunque, a destra come a sinistra, non dovrebbe essere visto come un qualche cosa di "ideologico", ma sinonimo di laicità, democrazia e libertà contro la prevaricazione di chi ritiene che la sua fede o il suo “dio” possano essere anteposti alle leggi di uno Stato laico, liberale e dunque leggero.
Le vere riforme di cui questo Paese avrebbe dunque bisogno sono inevitabilmente estreme, ma non estremiste.
Riforme moderate in quanto liberali, ma estreme in quanto necessarie a rivoltare "la casta" come un calzino per garantire finalmente chi non è mai stato garantito e per togliere - una volta per tutte - i privilegi di coloro i quali si riempiono la bocca di "riforme" inutili o mai attuate sulla carta.

Luca Bagatin



6 aprile 2010

Ciao Roberta !

«La scelta del suicidio non è pura e semplice volontà di morire. Ci si può uccidere per eccesso di voglia di vivere»
Giorgio Antonucci, psichiatra



L'8 aprile dell'anno scorso moriva suicida la giornalista femminista e militante dei diritti civili Roberta Tatafiore.
La volli ricordare su questo blog con un articolo che - con profondo dispiacere - feci già allora difficoltà a scrivere e che fu poi pubblicato anche da "La Voce Repubblicana".
Feci difficoltà a scriverlo, come faccio ora a scrivere queste poche righe di presentazione.
Roberta Tatafiore, poco conosciuta ai più, fu per molti di noi irriducibili libertari (a cui della "destra" e della "sinistra" non è mai importato nulla), un mito.
Un mito di libertà individuale, di coscienza civile all'anglosassone, di liberazione che personalmente non esito a definire "psicosessuale" (consapevolezza dell'utilizzo della propria mente e del proprio corpo, senza costrizioni, condizionamenti o gabbie mentali).
Una donna che ha sempre, del resto, vissuto con coerenza la sua esistenza giungendo financo a decidere il giorno ed il modo in cui morire.
Da mercoledì 7 aprile prossimo, uscirà in libreria il suo diario "La parola fine - diario di un suicidio", edito da Rizzoli con il contribito del quotidiano "Il Foglio", che la Tatafiore iniziò a scrivere a gennaio del 2009 proprio per documentare la sua scelta estrema con riflessioni, paure, dubbi, ma anche con la certezza che la sua scelta di morire sarebbe stata ineluttabile.
Vorrei qui riprodurre l'articolo che scrissi all'indomani della sua morte, aggiungendo una piccola riflessione che Roberta Tatafiore riprodusse nel suo diario: «A chi appartiene la vita? Credo che la vita appartenga a ogni individuo libero di affidarla a chi vuole in base a ciò che gli suggerisce la coscienza».

Luca Bagatin

UN ATTO DI ESTREMA COERENZA
di Luca Bagatin
da "La Voce Repubblicana" del 28 aprile 2009




Ricordo che la prima volta che ho sentito parlare di lei è stato......
Avevo 17 anni ed allora ero un verde militante. Fu così che conobbi i primi radicali storici, quelli che avevano vissuto i mitici anni Sessanta, Settanta ed Ottanta con le loro lotte per i diritti civili (divorzio, aborto, obiezione di coscienza alla leva militare, voto ai diciottenni, liberazione sessuale, omosessuale, transessuale, antiproibizionismo su droghe, non droghe, ricerca scientifica, ambientalismo laico, autogestione del proprio corpo e della propria mente....).
Frequentavo la sede dei Verdi di Pordenone, allora sita in Via Rovereto, ove oggi c'è un call center per immigrati. Mi avevano lasciato una copia delle chiavi ed allora mi dilettavo a riordinare il polverosissimo archivio fatto di vecchi numeri di Quaderni Radicali (ne conservo a casa ancora un sacco di copie), di Frigidaire (con un poster di Ilona Staller, al secolo Cicciolina), di Radicalchic (una rivistina radicale di satira che usciva nei primi anni '80), de Il Male, dei vecchissimi numeri di Lotta Continua e.....Lucciola, il giornale dei diritti delle prostitute diretto da lei: Roberta Tatafiore.
Non so perché, ma sono sempre stato attratto dai diritti degli “sconciati”, dei “diversi”, degli “emarginati”. Forse perché, sin da ragazzino, sono sempre stato un tipino abbastanza stravagante, poco incline al conformismo (nei comportamenti, nel modo di vestire, nelle abitudini, nel modo di pensare....), ontologicamente controcorrente.
Per me l'amore per tossici, puttane, disabili, froci e lesbiche e chi più ne ha più ne metta è stato dunque naturale. Più che amore è stata empatia, comprensione. Fra anticonformisti ci si riconosce a pelle.
E' così che ho iniziato a leggere quel vecchio numero di Lucciola, gli articoli della Tatafiore e ricordo persino un buffissimo quanto emblematico fotoromanzo a tema prostituzione con protagonisti la stessa Tatafiore ed un giovanissimo Chicco Testa.
Ma chi era Roberta Tafafiore ? Una femminista, proveniente dal quotidiano “Il Manifesto” e poi una militante radicale in prima linea per i diritti civili delle prostitute e dunque per la loro autogestione.
Ironia della sorte, nel 1999, collaborerò io stesso – lavorativamente parlando, pur per un breve periodo – con il Comitato dei Diritti Civili delle Prostitute, fondato anche con il contributo di quelle battaglie libertarie e con sede nazionale proprio a Pordenone.
Ormai abbandonata la militanza sinistrorsa nei Verdi (che stava diventando sin troppo sinistrorsa ed ideologizzata per un individialista liberale e libertario come me) e anche quella nella Lista Emma Bonino per la quale avevo comunque condotto – con nessun mezzo ed assieme alla radicale storica Paola Scaramuzza – la campagna elettorale per le europee in città (secondo partito a Pordenone con il 14% dei voti: ci dedicarono anche la prima pagina de “Il Gazzettino"), mi sono per molti versi avvicinato al progetto del Polo Laico e poi della Casa Laica. Per un'area libertaria nel centrodestra.
Il Polo Laico era animato da persone che culturalmente e politicamente stimavo molto: Givanni Negri, Arturo Diaconale, Luca Barbareschi e.....Roberta Tatafiore appunto !
Eccola che ritorna. Ascoltai su Radio Radicale anche il suo intervento di fondazione di quel progetto che pur ebbe vita breve.
Come poteva una femminista ex di sinistra avvicinarsi ad un progetto nell'alveo del centrodestra ? Poteva eccome, se era sufficientemente laica e libertaria da rendersi conto che dall'altra parte – nei salotti buoni della gauche au caviar - i “diversi” sono sempre stati trattati come degli appestati (personalmente ricordo che allora, solo con i giovani di Alleanza Nazionale riuscivo a parlare apertamente, in dibattiti pubblici e televisivi, di legalizzazione della cannabis e di somministrazione controllata di eroina ai tossicomani. Io a favore e loro contro. Con i “sinistri” era impensabile, tanto erano attenti a mantenere buoni rapporti con i loro amici cattolici).
Non a caso, lo storico leader del Partito Repubblicano Italiano, Randolfo Pacciardi, preferendo l'alleanza con i clericali piuttosto che quella con i comunisti, affermava: “Meglio una messa al giorno che una messa al muro”. Come non dargli torto !
Ma ecco che comunque, anche lì, fra quegli ingenui clericaloni e parrucconi del centrodestra berlusconiano, i laici, liberali e libertari duri e puri davano fastidio. Solo qualcuno si è salvato quà e là. Mi pare che la stessa Tatafiore abbia aderito ai Riformatori Liberali di Della Vedova e Taradash, ma, ad ogni modo.....non c'è stata trippa pè gatti !
Negli ultimi anni Roberta Tatafiore curava una rubrica  - Thelma e Louise - su “Il Secolo d'Italia”, in cui continuava a parlare libertariamente di femminismo con Isabella Rauti.
In un recente articolo su “La Voce Repubblicana” l'ho persino citata come rappresentante di quei radicali dalla mente libera (come anche Adele Faccio, Angelo Pezzana, Giovanni Negri....), che non hanno chinato la testa di fronte ai deliri pannelliani che hanno portato quella tradizione alla totale distruzione politica e culturale.
In questi giorni, per mezzo di un bellissimo articolo dell'amico Vittorio Lussana su “L'Opinione delle Libertà” (che con la Tatafiore per un periodo ha anche convissuto), vengo a sapere che ella si è tolta la vita all'età di 66 anni. Mi scende una lacrima, poi comprendo e rispetto.
Rispetto una scelta consapevole e rifletto. Rifletto sul fatto che – come andiamo ripetendo da anni - solo noi siamo i padroni della nostra esistenza, solo noi siamo in grado di gestirci ed autogestirci, perché noi siamo “il pilota” della nostra vita, della nostra mente, della nostra coscienza. E' un discorso filosofico, ma anche eminentemente politico. E forse Roberta Tatafiore ha così compiuto il suo ultimo, estremo, atto politico di un'esistenza profondamente coerente, liberale e libertaria.
Penso quindi ad Alex Langer. Poi a Piero Welby ed infine a Beppino Englaro ed a Eluana.
Esperienze che non c'entrano assolutamente nulla fra loro. Non le giudico, sorrido, e penso a quanto sia fortunato ad aver potuto comprendere ed apprendere – nel mio piccolo – qualche cosa dalle loro esistenze.




4 aprile 2010

Riflessioni pasquali, forse, sulla resurrezione, forse, sul tempo che è stato, forse, sul tempo che sarà e che è



Non amo la Pasqua come festività.
Sarà che non sono cristiano e men che meno cattolico, avendo abbandonato all'età di dieci anni la religione che mi fu inculcata dalle convenzioni sociali.
Sarà che non amo la primavera e men che meno l'estate che la primavera prelude.
Ho letto l'ultimo post di Mario Adinolfi (del 2 aprile) e sono scoppiato a piangere come un bambino.
Di solito i post di Adinolfi mi fanno piangere. Ma dalle risate. Quasi sempre beffarde.
Adinolfi parla degli affetti che gli sono mancati: prima la sorella ed oggi la nonna, e lo fa con uno stile per la prima volta davvero struggente.
Uno stile che, per la prima volta sul suo blog, scopro autentico.
Gli affetti famigliari, delle persone che ci stanno accanto, le donne della nostra vita.
E noi a ricordarci e a riscoprirci bambini, come un tempo. Come alla fine degli anni '70 o '80. A ritrovare le foto un po' sbiadite, talvolta con i bordi arrotondati dell'epoca e quei vestiti e quelle acconciature che non vediamo più da decenni.
La perdita degli affetti è il più grande dolore che una persona possa tentare anche solo di sopportare. Tutto il resto passa giustamente in secondo piano.
La vita è una ruota, certo, e il Buddhismo la rappresenta molto bene con la celeberrima "Ruota del Dharma": il ciclo delle rinascite.
Si nasce, si vive, si muore, ci si reincarna in una nuova vita ove - comunque - gli affetti delle vite precedenti ci saranno nuovamente vicini. Solo in forme diverse.
Non so, francamente, se crederci o meno. Forse non è nemmeno il caso di pensarci.
Viviamo, intanto, qui ed ora.
L'immagine della "ruota", ad ogni modo, è profondamente significativa.
La ruota ed i suoi raggi: noi con attorno i nostri affetti che comunque ci sorreggono.
Piangiamo i nostri cari estinti, certo, come ricordiamo i momenti belli che abbiamo vissuto da bambini.
La nostra ruota seguiterà comunque ad andare avanti, a percorrere il nostro cammino, il nostro viaggio in un'evoluzione continua.
Forse è questo il vero significato della Resurrezione ?
Risorgere dentro noi stessi. Risorgere alla luce dopo il buio.
Risorgere ed Insorgere, come i vecchi azionisti.....
Insorgere di fronte alle ingiustizie, ai soprusi, alle violenze.
Non pretendere di rivoluzionare alcunché, ma semplicemente dare un contributo all'evoluzuone interiore di questa vita, di questo tempo.
Che è il nostro.

Luca Bagatin



31 dicembre 2009

Problemi di visualizzazione di alcuni post con Explorer ? No problem !

A causa di un problema tecnico della piattaforma, i lettori che- nelle ultime settimane - hanno avuto accesso a questo blog attraverso il browser INTERNET EXPLORER, non hanno avuto la possibilità di leggere alcuni post visibili invece senza alcun problema con il browser FIREFOX (che comunque consiglio caldamente a tutti i lettori di scaricare onde evitare ulteriori problemi di lettura del blog ed anche perché molto più agevole e veloce di Explorer).
Per consentire anche a coloro i quali non hanno avuto la possibilità di leggerli ed eventualmente commentarli, ho approfittato dell'ultimo giorno dell'anno per riproporli integralmente.
Con i miei migliori auguri di BUON 2010 !!!
A risentirci presto !!!!

Luca Bagatin



24 dicembre 2009

PROBLEMI DI VISUALIZZAZIONE DI QUESTO BLOG per chi utilizza Explorer

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

PER MOTIVI TECNICI - DA QUALCHE GIORNO - QUESTO BLOG E'
VISUALIZZABILE UNICAMENTE PER MEZZO DEL
BROWSER FIREFOX.
CHIUNQUE LO VISUALIZZI CON BROWSER DIVERSI (INTERNET EXPOLORER, AD ESEMPIO) AVRA' DEI PROBLEMI DI VISUALIZZAZIONE CON POST NON VISUALIZZABILI, MANCANTI, PARTI DEL TESTO DISTORTE O PASTICCIATE E/O ALTRE PROBLEMATICHE.
HO COMUNICATO IL PROBLEMA ALLA REDAZIONE DEL "CANNOCCHIALE" CHE MI AUGURO SARA' IN GRADO DI OVVIARE AL PROBLEMA.
AD OGNI MODO CONSIGLIO TUTTI I LETTORI DI SCARICARSI GRATUITAMENTE IL BROWSER FIREFOX (http://www.mozilla-europe.org/it/firefox ) PER POTER ANCORA LEGGERMI SENZA SPIACEVOLI INCONVENIENTI.

Luca Bagatin



19 dicembre 2009

Prendere il sopravvento sul tempo: excursus bagatiniano



Se c'è una persona al mondo che si è rifiutata di crescere quella sono io !
Non erano le responsabilità della vita che, da bambino mi spaventavano, bensì "il Mondo dei Grandi".
Il Mondo dei Grandi, per uno gnometto creativo come me, era (è) decisamente privo di fantasia e di tutti quegli elementi che l'avrebbero potuto (potrebbero ) rendere (renderlo) davvero brillante (e meno complesso, per sommo gaudio di tutti).
Ora, se gli Adulti non fossero così idioti e folli - e questo in tutte le culture e tradizoni della Razza Umana - allora forse forse potrei anche dire che la giovinezza e l'adolescenza sono una malattia.
Non stando ontologicamente così le cose, dico che al Mondo dei Grandi andrebbe contrapposto il Mondo dei Vivi.
Da bambino ero decisamente.....più taciturno ed introverso di oggi.
Ma questo solo perché non trovavo all'esterno rispondenza con il mio mondo interiore: decisamente creativo e simpatico !
Ora, io mi rifiutavo di fare a botte con gli altri bambini - come era uso fare durante l'intervallo scolastico ed all'uscita - non tanto perché non avrei voluto farli soffrire (oh beh, magari non tutti. Solo la gran parte. Ovvero quelli che da Adulti sarebbero diventati intolleranti, privi di fantasia, palloni gonfiati senza midollo ecc...), quanto piuttosto perché lo giudicavo stupido.
Non voglio tediarvi oltre.
Sarebbe troppo lungo e a tratti troppo triste.
Qualcuno ha scritto: amo l'umanità, è la gente che non sopporto.
Quello sì che la sapeva lunga e merita di essere ricordato fra i più grandi filosofi del globo !


Dall'archivio dei ricordi ho avuto la folle idea di tirare fuori un po' di mie foto....d'epoca.
In questa qui - decisamente di qualità scadente - avevo all'incirca sei o sette anni e quella simpatica siamese era Duchessa, la mia Tata.


Da ragazzo, attorno ai dodici-tredici anni, ero decisamente più magro e alto di oggi.
In altezza, purtuttavia, mi fermai attorno a quell'età.
In larghezza proseguii.....per la legge di compensazione.


Sin da giovanissimo avevo una certa propensione per la teatralità ed il travestimento.
Più che un cow boy, sognavo di fare il medico del Far West.
Una sorta di Doc West d'antan.


A quattordici anni ero decisamente un figurino.
Non avevo alcun successo con le ragazzine, ma, in compenso, scrissi il mio primo romanzo.



Ed ecco un po' di oggi.....
Oggi inteso anche e soprattutto come 19 dicembre 2009.
Ha nevicato e la neve è l'unica cosa positiva che possa capitare nella zona di Pordenone.
Almeno una volta l'anno.



10 settembre 2008

Chiamali, se vuoi, pensieri sparsi BEAT ! by Luca Bagatin

AMANDO AMANDA NELLA STAZIONE DI MODE
ALL'ANGOLO DI QUELLA DI TWIN (fottuto) PEAKS


C'è una scena, un'immagine, che ogni notte prima di coricarmi ripropongo nella mia mente. Mi rilassa.
Immagino di essere alla Stazione dei Treni. Scendo dal treno e ad accogliermi c'è Amanda. Ci abbracciamo e baciamo appassionatamente.
Amanda è la mia amante che scompare appena scendiamo i gradini della ferrovia. Dall'altra parte mi attende mia moglie Christina, assieme a Betty Suarez, una sua amica.
Amanda spesso scompare all'interno del muro dei sotterranei della stazione. Una volta ci sono stato anch'io là dentro: c'è la Stanza con le Tende Rosse e il pavimento a Scacchi Bianchi e Neri, quella di Twin Peaks.
Lì una volta, se non ricordo male, con Amanda ho anche fatto l'amore.
Solitamente ad ogni modo risalgo i gradini per raggiungere l'altro binario ed incontro mia moglie che a sua volta mi presenta Betty e poco dopo incontro Daniel con Alexis Meade che dovrebbero essere dei miei soci in affari.
Adoro il Bar Stazione di Ignacio ! Porcavacca, Ignacio è di una cortesia unica che mi fa dimenticare anche quella squinternata con i capelli rossi che cerca sempre di pugnalarmi alle spalle ! Charlie si chiama...mi pare.
Io so tutti i nomi dei personaggi di quella dannata immagine mentale che riproduco ogni notte da almeno un mese. E poi finisce che i personaggi sfuggono anche al mio controllo ma, ad ogni modo, la scena è sempre quella.
Mia moglie mi ripete: "Allora andiamo, Luca ?", ma mai una volta che riusciamo ad uscire da quella Stazione.

UN MORTO NON PUO' MORDERE. UN FELINO SI'
OCCHIO GRAN FIGLIO DI PUTTANA AMMAZZAFELINI !


Il mio gatto rosso si chiama Silvestro.
Il mio gatto rosso, invero, è arancione. Praticamente un Tigrotto di gatto.
I gatti arancioni io li chiamo Silvestro. Non me ne chiedete il motivo.
Così come i gatti neri li chiamo Cagliostro e quelli bianchi Merlino.
L'"anima nera" e l'"anima bianca": un giusto equilibrio di Poteri !
Fatto sta che Silvestro da qualche tempo si è innamorato di una gattina piccolissima bianca: Merlina. Non posso far entrare quella gattina in casa, non mi posso permettere di allevare nidiate di gatti come quando avevo 12 anni !
Naaaa: tu resti fuori, right ? Io ti do da mangiare, ma tu resti fuori !
Silvestro, NO ! Smetti di insegnarle a saltare la finestra, ORKOZEUS !
Billy Burroughs affermava che i gatti sono i nostri "compagni psichici". Quanto è vero !
Secondo me lo sono tutti i felini. I felini sono animali FELIci, lo dice la parola stRessa !
I felini sono.....incredibilmente teneri e nobili, specie da piccoli.
Da bambino sognavo di avere un Leone o una Tigre come animali domestici. Mi sarei anche fatto mangiare da loro e per me sarebbe stato un onore con le loro belle mascelle e i denti aguzzi e la lingua atta a togliere eventuali impurità pilifere.
Che animali puliti e sornioni, i felini !
I cani no. I cani non sono animali indipendenti. Sono il miglior amico dell'uomo in quanto, come l'uomo, essi non sanno essere indipendenti salvo rarissime eccezioni.
Non ho simpatia per i cani di taglia......ecco, tipo i Cani Lupo.
Sono stato quasi sbranato da un Cane Lupo all'età di 9 anni, cazzo !
Ma ne avevo paura anche prima: io ho un'"anima gatta" prima ancora che felina !
Chi uccide un felino è senza dubbio un minus habens.

NON MI CHIEDERE PERCHE' PENSO TANTO AL PASSATO
SENZA LE VERDURE



Non mi chedete perché mi piacciono le Sick Girl.
Non mi chiedete perché sono affascinato da Vala Mal Doran, da Helena Is Red, da Lucia "Rehab" Conti che preciso NON essere delle Sick Girl.
Non mi chiedete perché a volte mi piace dare libero sfogo ai miei pensieri.
Non mi chiedete perché ho da sempre un feeling speciale con le Lesbiche.
Non mi chiedete perché a tratti scrivo surRenalità e perché uso questa parola che ho coniato io stesso.
Non mi chiedete nulla perché uso DENIM per l'Uomo che non deve chiedere Mai.
Non mi chiedete perché a volte sono triste senza motivo o per troppi motivi o perché mi va di sperimentare questa condizione per sentirmi ancora una volta Vivo.
Non mi chiedete perché se decido di mettermi sentimentalmente in gioco, la mia Lei deve essere una tipa che mi trasmette un senso di Pace e Tranquillità (Ambra Angiolini, Laetitia Casta e Lucia Conti mi fanno quest'effetto....mah).
No No No: le tipe ragazzine sono carine, ma non affidabili ! Loro ti fanno soffrire matematicamente perché una volta che hanno trovato il Principe Azzurro poi lo scaricano in quanto hanno OTTENUTO CIO' CHE VOLEVANO.
Meglio le Dure & Impure. Come me.
Non mi chiedete che cosa significa Dure & Impure.
Non si può spiegare un nonsense.
Non si può spiegazzare una tovaglia appena stirata dopo che è stata lavata in lavatrice con l'aggiunta di Calfort al fine di non......sì, insomma, è la questione della serpentina che si riempie di calcare !
Ah ! Io faccio i lavori di casa da quando avevo 14 anni ! Mi rompe ma....eh, chi vive da solo che deve fare ?
No, dai, non è neanche che mi rompe. Se mentre li fai ti metti su due cuffiette ed ascolti Mozart o Radio Radicale (consiglio: Media & Dintorni con Targia e Fleishner. sconsiglio: Pannella & Bordin) allora vedi che il tempo vola.
Con Api si Vola.
Giuliano Gennaio ci ha lasciati.
Ed ancora.
Anche se.
Non lo conoscevo di Persona.
Mi viene il Magone.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini