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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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9 aprile 2012

"Lettere dalla Terra" di Mark Twain: un saggio umoristico anticlericale



Ancora una volta, con la pubblicazione di "Lettere dalla Terra" di Mark Twain, la casa editrice Liberilibri (www.liberilibri.it) si caratterizza per il suo spirito libero e libertario. Si tratta infatti di un rarissimo libro che raccoglie gli scritti irreligiosi e scettici del noto romanziere americano.
Mark Twain, infatti, è noto in Italia principalmente per i suoi romanzi dedicati alla letteratura d'infanzia ed invece egli fu anche e soprattutto acceso polemista, umorista ed anticlericale e già seppe dimostrarlo con il suo "Lo straniero misterioso", nonchè con "Il diario di Eva" e "Viaggio in Paradiso", veri e propri racconti filosofici e sui quali meditare, oltre che ridere a crepapelle.
Mark Twain, che conosceva bene la Bibbia e l'aveva interamente letta e studiata sin da quando aveva quindici anni, seppe coglierne tutte le contraddizioni che -  in "Lettere dalla Terra" - illustrerà con il suo proverbiale sarcasmo. Sarcasmo ed irriverenza talmente pungenti da convincerlo a non farlo pubblicare in vita, temendo di perdere gran parte del suo pubblico e da fargli scrivere, in una lettera ad un amico: "Domani ho intenzione di dettare un capitolo che condannerà al rogo i miei eredi e aventi diritto, se oseranno stamparlo prima del 2006 d.C., e non penso lo faranno".
In realtà, "Lettere dalla Terra", sarà pubblicato per la prima volta nel 1962 per volontà della figlia e, di recente, è stato ripubblicato solamente da Liberilibri.
In questo libro il protagonista è Satana, un arcangelo burlone, il quale si fa beffe della Creazione e del suo...Creatore.
Satana, esiliato per l'ennesima volta, decide di visitare la Terra e mantiene una fitta corrispondenza con San Michele e San Gabriele. Scrive infatti loro numerose lettere nelle quali si fa beffe della stupidità umana e delle sue tante contraddizioni ed iporcisie.
Satana, infatti, osserva come l'uomo preghi il suo Dio, anche se questi continua a mandargli innumerevoli punizioni. Si fa beffe dei dogmi cristiani, i quali prevedono Comandamenti in totale contraddizione con la natura umana e racconta di come l'uomo si immagini un Paradiso bruttissimo, fatto di individui che passano il loro tempo a pregare e cantare, ovvero due cose che sulla Terra non sono propriamente tenute in alta considerazione, visto che nessun individuo sano di mente passerebbe l'eternità a pregare e cantare !
Satana, nella fattispecie, si chiede come mai, mentre sulla Terra la cosa più piacevole che gli individui desiderano fare è "fare sesso"...nel Paradiso immaginato dagli uomini stessi, questa pratica sia del tutto proibita ed impensabile !
Inoltre, egli si chiede come mai, mentre sulla Terra i pregiudizi razziali abbondano e l'odio fra le nazioni sia all'ordine del giorno...ciò sia impensabile in Paradiso, ove tutti si amano, come per incanto !
Tanto varrebbe che gli individui cercassero di amarsi anche sulla Terra, osserva infatti Satana.
Ma l'apoteosi del sarcasmo e dell'analisi delle assurdità umane, Satana-Twain, la raggiunge allorquando analizza la religione cristiana e rileva che gli abitanti cristiani della Terra ritengono che la Bibbia contenga la "Parola di Dio".
Un libro che, come osserva Satana-Twain, contiene piuttosto un'innumerevole quantità di violenza gratuita, spesso perpetrata da Dio ai danni dell'uomo. E, pergiunta, prevede anche un luogo terribile che prende il nome di "Inferno".
E, dunque, nelle sue lettere a San Michele e San Gabriele, descrive il contenuto della Bibbia, partendo da Adamo ed Eva e raccontando come loro vennero a conoscenza di quel "Senso Morale" che la Chiesa esalta da secoli...ma che sarà la vera dannazione del mondo !
Adamo ed Eva, infatti, saranno eslulsi dal Giardino dell'Eden e tutti i loro discendenti saranno puniti...solo perché avevano mangiato una mela e scoperto i piaceri del sesso, oltre che rendersi conto di essere nudi...così come peraltro Dio stesso li aveva creati !
La raccolta di lettere di Satana-Twain, prosegue poi con la descrizione dell'Arca di Noè e di come questi radunò quantità impossibili di animali fra i quali...le mosche. Ovvero quegli insetti che poteranno le peggiori malattie infettive sulla Terra !
Il libro è dunque un crescendo di parabole e vicende della Bibbia, analizzate dall'occhio innocente dell'umorista americano e dimostrano lampanti incongruenze e contraddizioni fra la presunta volontà del Dio biblico e quello immaginato dagli uomini.
Certamente il più bel libro umoristico mai scritto dal sapore anticlericale, utilissimo per tutte le menti che amano riflettere ed andare oltre i dogmi e le apparenze.

Luca Bagatin



29 novembre 2010

"Consigli surRenali per venire a patti con chiunque. Tranne che con la vostra coscienza" by Baglu



Non scrivete mai la verità su qualcuno, specialmente se questa corrisponde esattamente alla verità dei fatti per come si presentano di fronte anche ad un imbecille. Qualcuno, infatti, potrebbe dirvi che siete saccenti, ignoranti o - peggio - avete la penna in vendita (o in affitto) oppure cercate notorietà.
Se, ad esempio, il Re è nudo: evitate di farglielo notare. Dategli semplicemente ragione ed elogiatelo per il bell'abito che...ehm..."indossa".

Se dovete fare una recensione siate sempre lusinghieri e benevoli, ovvero non criticate mai negativamente il libro che andate recensendo anche se questo è robaccia o, meglio, roba buona solo a nettarsi il deretano.
Diversamente l'autore vi accuserà di non averlo letto o, peggio, di incompetenza e vi additerà come incapace persino a leggere libri o, peggio, a nettarvi il deretano.

Se ricevete l'apprezzamento di qualcuno che, magari, così, per simpatia, decide di pubblicare ciò che avete scritto, RIFIUTATE ! Qualcuno, dotato di particolare "UMILTA'" potrebbe accusarvi di dossieraggio, di killeraggio, di aggiotaggio, di primomaggio !
Se è la festa del lavoro vi consigliamo dunque di passarla a letto. Se è un qualsiasi altro giorno della settimana, ANCHE ! Ogni cosa che scriverete potrà essere usata contro di voi ed ogni singola lettera digitata potrebbe causarvi particolari disturbi gastrointestinali.

Anche se conoscete discretamente bene un argomento o, magari, lo sapete anche a menadito o magari ne siete così curiosi da averlo approfontito per anni: evitate di esprimere un'opinione in merito o, peggio, di parlarne, di scriverne, di discettarne.
Rischierete altrimenti di farvi dare del "tuttologo" o, peggio, dell'"indemoniato".

Già che ci siete, evitate di esprimere opinioni, specie se ben argomentate: non sarete mai abbastanza titolati a farlo quanto qualcun altro.

Qualcuno o qualcun altro sono il vostro Dio.
Voi stessi siete il vostro Satana.
Purificatevi, spurgatevi. E ricordatevi di nettarvi il deretano con particolare cura (se sapete leggere e recensire un libro come si deve !!!!).

Non scrivete mai consigli surRenali. Qualcuno potrebbe adontarsene.



24 luglio 2010

Amare un libro significa leggerlo



I libri esistono per essere, essenzialmente, letti.
E' oltremodo ridicolo pensare che una casa piena di libri possa fare "l'intellettuale", oppure che un intellettuale sia tale solo perché ha letto molto.
Un libro va letto e, forse, solo dopo, eventualmente conservato.
Un libro può essere feticisticamente annusato, certo, ma se non è letto è praticamente strumento inutile e persino ingombrante.
Oggi esistono quei "cosi" elettronici che non ricordo nemmeno come si chiamano e che fungono da "libri tascabili" attraverso cui puoi "scaricare dal web" una serie di opere..... Ecco, anche quegli strumenti non sono la stessa cosa di un libro da leggere, palpare, annusare, sudare per acquistarlo, sudarci sopra se è estate e ci si accanisce nella lettura per pura passione di lasciarsi avvincere dal conoscere, dal sapere, dal vivere interiormente un'emozione.
Un libro può essere sfogliato, certo, ma se non è letto godi solo per un terzo.
Molto meglio portarlo con sé: in borsa, in valigia, in automobile, sui mezzi pubblici: aprirlo, leggervi anche poche righe, assaporarlo.....
Lasciarlo in giro, se è il caso, così qualcun altro potrà trovarlo e leggerlo a sua volta.
E poi la bellezza di consultare i libri della propria libreria: consultare e/o rinconsultare. Rileggere per rivivere le emozioni che si erano provate quando lo si era letto la prima volta. Rileggere come se fosse la prima volta, come se il nostro cervello fosse ancora vergine alla lettura.
Ecco dunque l'importanza della conservazione dei libri: ma solo dopo averli letti !
Che sciocchezza l'acquistarli solo per poi riporli meramente in anonimi scaffali. Un libro va vissuto !
Anche se regalato, va regalato con la percezione che sarà letto e non solo sfogliato e/o riposto o, peggio, gettato nella cartastraccia.
E poi che meravigliosa invenzione le biblioteche comunali: stanze ricolme di libri da leggere, scroprire, consultare e riconsultare. Luogo ove la parola scritta risuona per mezzo dei cervelli di coloro i quali lo frequentano.
E' estate e, lontano dal caos della città, sorseggiando una bibita, un buon libro è sempre pronto ad accoglierci.
E in città, o nei piccoli paesi ben amministrati, come sarebbe bello che le biblioteche fossero aperte anche in agosto.
Perché una mente attende sempre di leggere ciò che è stato scritto e che rimarrà eterno nella nostra memoria. Individuale e dunque collettiva.

Luca Bagatin



19 febbraio 2010

La libertà di stampa secondo Mark Twain



Libertà di stampa !
Mai tema è stato più di attualità.
Peccato che sia una pia illusione: la libertà di stampa non esiste.....almeno sino a quando non si è defunti !
Parola di Mark Twain (al secolo Samuel Langhorne Clemens: 1835 - 1910) e dei suoi articoli inediti rivalutati dalla Piano B Edizioni che - in occasione del centenario della sua morte - ha deciso di pubblicarli in un agile volumetto dal titolo - appunto - "Libertà di stampa".
Ed ecco dunque che l'umorista americano più amato dai ragazzi (ma anche e forse soprattutto dai liberipensatori) ci mette in guardia dalla categoria dei giornalisti (di cui egli stesso ha fatto parte, e dunque a ragion veduta !).
"I giornalisti onesti ci sono" - sentenzia Mark Twain - "Soltanto costano di più !".
Ed ancora -  come abbiamo scritto all'inizio - la questione del si è liberi di scrivere ciò che si vuole solo da morti, quando non si ha più un editore al quale dover rendere conto, non si è esposti al pubblico giudizio e ad un'opinione pubblica che - come dimostra lo stesso Twain - è orientata dai giornali stessi che.....deformano, appunto, la realtà !
"Esistono leggi per la libertà di stampa, ma nessuna che faccia qualcosa per proteggere le persone dalla stampa", una fra le lapidarie e significative frasi di un articolo che Mark Twain scrisse....senza mai vederselo pubblicato in vita (per ovvie ragioni) !
"I nostri principi morali decadono in modo direttamente proporzionale all'aumento del numero dei giornali". "Per un giornale che fa del bene ve ne sono cinquanta che fanno del male". E così via, raccontando esperienze personali di quando fu ad esempio candidato alla carica di Governatore dello Stato di New York, nelle file degli Indipendenti, e fu calunniato dai giornali al punto che dovette ritirarsi dalla corsa.
Esilarantissimi come sempre gli scritti di Mark Twain, ma anche profondamente schietti, sinceri, lapidari, attualissimi.
"Libertà di stampa" contiene anche alcuni articoli contro la guerra che gli Stati Uniti d'America mossero alle Filippine e l'impegno antimilitarista ed antischiavista dello scrittore americano emergono profondamente, a rimarcare il suo indomito spirito di fronte alle questioni strettamente politiche e sociali.
Una raccolta di scritti, dunque, che ci fanno guardare la questione della "libertà di stampa" da un'angolazione diversa. Anticonformista in quanto è proprio la lotta al conformismo della presunta "opinione pubblica" il principale oggetto di critica degli articoli di Mark Twain.
E sarebbe bene ricordarselo ogni qual volta leggiamo un articolo di giornale, ci informiamo attraverso la televisione o qualsiasi altro mezzo mediatico. E dunque mediocre e deformatore.

Luca Bagatin



12 febbraio 2010

La maestra ci faceva cantare, ma io non riuscivo perché non capivo le parole.....



"Anche se dovessi andare nella valle dell'ombra della morte non temerò alcun male perché Tu sei con me"




"Guarda sempre il cielo e non odiare mai nessuno



4 giugno 2009

Uno Yankee del Connecticut......



Mark Twain scrittore ed umorista sorprendente.
Per anni è stato relegato ad autore di storie per ragazzi, e talvolta è persino raro trovare nelle librerie edizioni per adulti dei suoi meravigliosi romanzi !
Romanzi filosofici, per lo più. Romanzi del sapore pungente, caustico, persino anticlericale.
Romanzi che si fanno beffe della stupidità di quella che Mark Twain stesso definisce sarcasticamente Razza Umana.
Romanzi di profonda umanità, come Il Principe e il povero, ma anche Uno Yankee del Connecticut alla Corte di Re Artù.
Romanzo pubblicato nel 1889, che si fa letteralmente beffe del Medioevo, dell'aria dogmatica e superstiziosa respirata allora, delle inique leggi dei Sovrani e della Chiesa cattolica.
Ecco che, inventandosi una sorta di viaggio nel passato - il protagonista - uno Yankee del Connecticut appunto, si ritrova catapultato nel VI secolo, alla corte del mitologico Artù.
Qui è considerato una sorta di Mago, più potente dello stesso Merlino (che defenestrerà ben presto, con l'utilizzo della ragione e della scienza, ai tempi arturiani completamente sconosciute) e pertanto avrà il privilegio di divenire primo ministro del Re con l'appellativo da egli stesso scelto: Il Principale !
Il Principale – con l'aiuto di un giovane paggio di corte, il fido Clarence - inizierà ben presto a prendersi gioco della cavalleria di Lancillotto, trasformando i cavalieri in cartelloni pubblicitari ambulanti, ma anche a rendere più progredita e prospera quella società avviando ogni sorta di industrie moderne e persino......avviando una rete telefonica ed un giornale dell'epoca !
Nel corso delle sua avventure lo Yankee, dimostrerà come il diritto divino dei Re non sia che una stupidaggine inventata dalla Chiesa al fine di soggiogare i fedeli-sudditi, costretti a vivere in condizioni più che miserevoli. E dimostereà anche come il Re non sia che un individuo pari a tutti gli altri, solamente con degli atteggiamenti diversi dovuti all'educazione ricevuta.
E così, il Nostro, avrà in mente solo di trasformare quella società medievale in una società pienamente democratica e progredita.....nonostante l'onnipresente Chiesa farà di tutto affinché ciò possa essere ostacolato. Innescando una vera e propria una battaglia all'ultimo sangue contro lo Yankee (è così anche oggi...figuriamoci nel VI secolo...sic) !
Unicamente il genio di Mark Twain può essere giunto a tanto, descrivendo peraltro ottimamente scene strazianti, fatte di torture assai verosimili compiute proprio nel VI secolo d.C.. A dimostrazione di quanto l'umanità possa essere crudele qualora chini la testa di fronte ai soprusi del Potere e del dogma.
Samuel Langhorne Clemens, in arte Mark Twain, è senza dubbio lo scrittore più spassoso dell'800 ed anche il più umano. Eterno Peter Pan, anche in età avanzata, fece della sua vita un'eterna lotta contro la stupidità, l'ignoranza, lo schiavismo, il militarismo. E fu anche grande fautore della scienza (fra l'altro fu molto amico dello scienziato Nikola Tesla, il cui laboratorio frequentò spesso).
Non nascose mai il suo carattere a tratti iracondo, per il quale era noto. Ma la sua indole fu caratterizzata dalla più spassionata bontà (specie con i figli, morti purtroppo in giovane età) e candore al punto che ad un certo punto della sua vita decise di vestire esclusivamente di bianco, quale segno distintivo.
Nacque con l'avvento della cometa di Halley nel 1835 e se ne andò con essa nel 1910, come egli stesso aveva profetizzato.
E profeta fu per tutta la vita. Altro che semplice raccontastorie per ragazzi !

Luca Bagatin (nella foto con il suo fratellino Boris Price Webster, per gli aMici Mirtillo)



21 maggio 2009

La Chiesa cattolica secondo Mark Twain

Quando ancora andavo alle scuole superiori, venne per qualche giorno un supplente di Religione assai simpatico ed abbastanza stravagante.
Si divertiva a farci disegnare alla lavagna degli alberi ed interpretava così la nostra indole psicologica, per così dire.
Un tipo davvero straordinario oserei definirlo !
L'ultimo giorno di supplenza ci assicurò che - se fosse tornato nella nostra classe - ci avrebbe dimostrato l'esistenza matematica di Dio mediante un'equazione.
Ciò non accadde, ma sono certo che quel tipo sarebbe sicuramente riuscito nell'impresa.
Chi è abituato a leggermi sa quanto io sia preplesso se non contrariato nei confronti dell'ateismo e degli atei, che trovo affatto dissimili dai clericali per inclinazione assolutistica ed in quanto - come affermava il clown di Heinrich Boll - finiscono per parlare SEMPRE ed OVUNQUE di Dio.
Ordunque, anni dopo, anche grazie all'amico Bazardelleparole che me lo fece apprezzare, scoprii un autore che avevo tralasciato nei miei anni giovanili di pur lettore accanito: Mark Twain !
Fu così che riuscii a comprendere che, se - forse - era possibile dimostrare l'esistenza matematica di Dio, sicuramente era possibile dimostrarne quella letteraria !
Leggendo e rileggendo Mark Twain, mi rendo conto di quanta essenza Divina ci sia in quel simpatico ometto baffuto, umorista, scrittore, businessman, pacifista, antischiavista, repubblicano, bizzoso ed incazzoso, che tanto trovo mi somigli (ovviamente anche nella presunzione !)......

Vi riporto qui di seguito due ghiottissimi passi tratti da Uno Yankee del Connecticut alla Corte di Re Artù, edito nel 1889.
Potrete notare come le opere di Mark Twain siano dei veri e propri trattati filosofici, altro che delle storielle per ragazzi (che pur sarebbe bene leggessero, e nella versione integrale) ! Andrebbero adottate nelle scuole al posto di mattoni remissivi come I Promessi Sposi, che, francamente, trovo abbiano assai poco da insegnare ad una società già sufficientemente pecoronizzata.

Luca Bagatin



....Qui potete vedere la mano di quel tremendo potere che è la Chiesa Cattolica Romana. In due o tre secolini, essa aveva convertito una nazione di uomini in una nazione di vermi. Prima dell'avvento della supremazia della Chiesa nel mondo, gli uomini erano uomini, e tenevano alta la testa, e avevano l'orgoglio, lo spirito d'indipendenza dell'uomo; e la grandezza e la posizione che una persona raggiungeva le venivano soprattutto dall'opera e non dalla nascita. Ma poi la Chiesa si fece avanti con un interesse privato da servire; ed era saggia ed astuta, e conosceva più di un mezzo per scorticare un gatto - o una nazione; inventò il "diritto divino dei Re", e lo puntellò tutt'intorno, mattone su mattone, con le Beatitudini - strappandole dal loro buon fine per usarle e rafforzarne uno cattivo; predicò (al plebeo), l'umiltà, l'ubbidienza ai superiori, la bellezza del sacrificio di sé stesso; predicò, (al plebeo), la rassegnazione sotto l'insulto; predicò, (ancora al plebeo, sempre al plebeo), pazienza, povertà di spirito, non-resistenza all'oppressione; ed introdusse caste ereditarie ed aristocrazie ed insegnò a tutti i popoli cristiani della terra a prostrarsi davanti a loro e venerarle.



Per prima cosa avevo iniziato una fabbrica di insegnanti ed una quantità di scuole domenicali; come risultato avevo ora in quei luoghi un mirabile sistema di classi e di scuole elementari in pieno sviluppo, e anche una completa varietà di congregazioni protestanti, tutte in condizioni prospere e fiorenti. Ognuno poteva essere il tipo di Cristiano che desiderava; v'era libertà completa in questo campo. Ma io confinai l'insegnamento pubblico religioso nelle chiese e nelle scuole domenicali, non consentendolo negli altri miei edifici d'educazione. Avrei potuto dare la preferenza alla mia propria setta e far tutti presbiteriani senza alcuna fatica. Ma questo sarebbe stato fare un affronto a una legge di natura umana; i bisogni spirituali e gli istinti sono tanto vari nella famiglia umana quanto lo sono gli appetiti fisici, i colori e le fattezze, e un uomo è moralmente vestito con gli abiti migliori quando è munito dell'abito religioso il cui colore e la cui forma e misura meglio si adattano al colorito, alle angolarità e alla statura spirituali dell'individuo che lo indossa; e inoltre avevo paura di una Chiesa unita; essa costituisce una potenza straordinaria, la più straordinaria concepibile, e allora quando essa poco dopo finisce in mani egoiste, come sempre è pronta a fare, ciò significa morte per la libertà umana, e paralisi per il pensiero umano.



30 luglio 2008

Lo Straniero Misterioso di Mark Twain, ovvero le avventure del giovane Satana



Mark Twain è uno scrittore ed umorista statunitense da sempre assai sottovalutato e relegato fra gli autori di storie per l'infanzia.
Niente di più errato ! Non a caso tutte le sue opere, comprese le celeberrime "Le avventure di Tom Sawyer", erano dirette agli adulti al fine di farli riflettere sulla loro "anima bambina" che li accompagna sempre e comunque, al di là delle convenzioni "morali".
La "morale", ovvero il "senso morale", è un concetto profondamente detestato da Mark Twain, dissacrante paroliere, il quale illustra al meglio questa sua concezione della vita nei suoi quattro manoscritti rielaborati dalla sua "La storia del giovane Satana" che sarà pubblicata definitivamente con il titolo "44 lo Straniero Misterioso".
Il Nostro inizia ad interessarsi e a giocare con la figura di Satana nei primi del '900 ed elabora appunto quattro storie diverse che hanno per protagonista un govane straniero dai poteri soprannaturali - Satana appunto - il quale funge da "reagente" per mettere in luce tutta la crudeltà, la codardia e la follia degli esseri umani.
Su questo punto Twain ha le idee ben chiare nel momento in cui egli si pone la filosofica domanda di matrice darwinista Che cos'è l'uomo ?, egli risponde candidamente: "L'uomo è un animale inferiore, discende in senso letterale e morale dai primati, è l'unico animale che sia crudele, che infligga il dolore per il solo piacere di farlo".
Posizione radicale quella dell'umorista, purtuttavia delineata con uno stile innocente e quasi bambino nella fiaba de "Lo Straniero Misterioso".
La versione che riassume tutta la trilogia del "giovane Satana", ovvero "44 lo Straniero Misterioso", è ambientata attorno al 1500 in Austria e narra appunto dell'arrivo di 44 (il cui nome completo egli stesso tiene a specificare essere: 44 Nuova Serie 864.962, lasciando i suoi interlocutori esterrefatti di un siffatto nome !) un ragazzo sedicenne, mendicante fragile ed affamato, il quale si presenta nella tipografia del paese a cercare ristoro e un lavoro. Qui riceve tutta la disponibilità da parte del tipografo, il quale gli da da mangiare e lo assume. Purtuttavia 44 riceve anche tutto l'odio da parte degli altri operai e della moglie del tipografo, i quali lo costringono a mangiare per terra il cibo dei cani e lo umiliano in ogni modo, financo picchiandolo.
Il ragazzo sopporta in silenzio, senza piagere né lamentarsi e questo indispettisce ancor di più i suoi antagonisti.
L'unico a provare simpatia per 44 è August, un operaio suo coetaneo, al quale il giovane straniero si offre di mostrare i suoi prodigi.
44 infatti riesce a far apparire dal nulla qualsiasi cosa: cibo, oggetti di valore ecc...e tutti provenienti dal passato e addirittura dal futuro e da Paesi ancora non scoperti nel tardo Medioevo (come l'America) !
Ovviamente, per non indispettire ulteriormente gli altri operai e per evitare di finire sulla forca come previsto dalla Chiesa per gli "eretici" di allora, 44 attribuisce tutto il merito delle sue magie al mago del paese. Il quale in realtà è un profittatore e un imbroglione mangiapane a tradimento del tipografo.
44 non è in pena per i maltrattamenti che subisce, anzi. La cosa lo diverte in quanto gli permette di mostrare ad August tutta la stupidità e crudeltà della "razza umana", come la chiama lui. Una "razza umana" devotissima alla Chiesa e quindi a Padre Adolf, il parroco sempre pronto a scovare streghe ed eretici ovunque. Specie se innocenti !
44 non è altro che Satana, il quale è assai diverso da come ci si aspetterebbe che fosse. Egli è, appunto, un "reagente": attore e protagonista del romanzo che finge di subire le cattiverie altrui per il solo scopo di metterle in luce in un crescendo di umorismo privo del "senso morale" che pervade l'umanità addormentata dal conformismo imperante.
Solo nell'ultimo capitolo il giovane 44 svelerà la sua vera natura e quella di tutto ciò che ci circonda: non esiste nulla in realtà (e sottolinea il fatto che sarebbe pazzesca cotanta cattiveria e follia umana in un “mondo reale”). Esiste solo un pensiero ed il suo amico August, il quale a sua volta non è che "un pensiero nell'eternità vuota d'ogni cosa".
Una conclusione grottesca come è a tratti grottesca è questa meravigliosa fiaba per adulti capace di incantare e di lasciarci a esterrefatti di come Mark Twain sia stato capace di fotografare e di prendere in giro l'intima essenza della “razza umana”.... facendoci così sorridere, ma anche vergognare di noi stessi ! Come è giusto che sia.



Non esiste autore che, come il signor Samuel Clemens in arte Mark Twain, riesca a farmi comprendere la vita e la morte ed a farmele amare nonché a farmi sorridere di esse.
Penso che, se io ed il signor Clemens ci fossimo conosciuti e quindi fossimo stati contemporanei, sarebbe stato assai difficile distinguerci per indole umorale, bizzosa e burlona.
Egli amava fumare molto, portare i baffi ed i capelli lunghi e vestirsi sempre di bianco "per sentirsi pulito in un mondo sporco".
Amo fumare anch'io il sigaro e non solo, portare baffi, barba e capelli lunghi quando il caldo non mi tormenta. E vestirmi sempre con camicie e magliette......rosse "per sentirmi vivo in un mondo non troppo in salute".
Non è difficile rimanere bambini per tutta la vita. Specie quando si è consapevoli che un giorno dovremo morire e per questo ricordarci di lasciare ai posteri un ricordo di noi stessi non troppo avizzito dal tempo.


Luca Bagatin (scusate, ma mio fratello Silvestro è un vero pigrone !)



15 marzo 2008

Massime e risposte individualiste sulla vita, sulla morte, sul Paradiso e sull'Inferno: ovvero sull'esistenza. By Luca Bagatin



SBRICIOLINA: confondo ancora il sesso con l'amore.
LUCA: non penso sia grave. Figurati che io confondo il sesso con l'amore, con la vita e con la morte.
Del resto Inferno e Paradiso non sono che i due pilastri dell'esistenza, ovvero della nostra interiorità.

Vedi che l'avevo detto io che il matrimonio rovina tutto quanto !
Il matrimonio è la tomba dell'individuo e, lasciamelo dire con franchezza, è la sua intima negazione.
Siamo nati individui e rimarremo individui. Ogni possibile vincolo contrattuale che attiene ai sentimenti non è che un prodotto di una mente distorta che mira al controllo dell'individuo stesso.

Per carattere, indole e scelte personali, sono spiccatamente un'individualista ed un propugnatore dell'individualismo anche nelle sue forme più edonistiche.
Ritengo infatti che l'individuo, financo e specie nella sua più intima essenza, sia la più alta forma di Divinità adorabile sulla terra.

Non vi rammaricate se la società non vi accetta per quello che siete.
Il vero problema nasce quando iniziate voi ad accettare la società per quel che è e non vi accorgete quanto sia piena di idioti che non riescono a vedere al di là delle proprie convenzioni o elucubrazioni mentali.

Non so se esiste l'Inferno, non so se esiste il Paradiso. Quasi sicuramente essi sono un prodotto della nostra immaginazione.
Ciò che esiste, nonché è sperimentabile da ciascuno in ogni momento della sua vita è la sua interiorità, con i suoi alti e i suoi bassi: ovvero con i suoi Paradisi ed i suoi Inferni.



3 marzo 2008

DI GIORNO ? DI NOTTE ? ALLA FRUTTA ? Margheritando il Cuore, ovvero: zibaldone di racconti sentimental-surRenali by Luca Bagatin

Fra il settembre del 2001 e il settembre 2002 animavo, fra gli altri, una rivistina  cultural-letterar-musical-fancazzista chiamata "Officina No C(opyright)" prima della sua definitiva dipartita per consunzione. Sino a quando, insomma, non giunsero le nuove tecnologie che ci permisero di esprimerci per mezzo dei blog e altro.
Rispolverando il mio archivio ho ritrovato una serie di pezzi tratti da "Officina" e anche un ottimo testo surRenale che ho pubblicato in esclusiva su questo blog un paio di anni fa.
Il tema di fondo ? L'amore, il sesso e oltre.
Null'altro per cui valga la pena vivere e, quindi, morire.

Luca Bagatin




RICCIOLI D'ORO
(di giorno)

Riccioli d’oro sbocciano da un fiore di loto passando per la via erbosa della Città della Gioia.
Riccioli d’oro escono come fumo leggero da una sigaretta levandosi al cielo di primavera formando una nuvola rosa confetto illuminata dal sole.
Riccioli d’oro scorrono nella mia mente elaborando armonie antiche  e giochi di parole divertenti.
Riccioli d’oro che se non fossero riccioli e non fossero d’oro sarebbero comunque da ricordare e ammirare assieme agli sguardi, ai sorrisi, alle parole, ai colori d’oro racchiusi in un corpo da favola.



FOSCO E NUTA
(di notte)

La ragazza che ho incontrato ieri era proprio carina. Nuta. Mi pare che si chiamasse così. Ho davvero delle grosse amnesie sui nomi. Quando me li dicono me li dimentico subito. I nomi. I volti no, e nemmeno i corpi. Nuta era decisamente…superiore ad ogni mia facoltà immaginativa. Nel senso che…Ma poi perché sto sempre qui chiuso in camera a fantasticare…Il fatto è che, cazzo, faccio schifo! Eppoi che ci vado a fare là fuori?
L’altra sera al bar mi ci ha portato l’unico amico che ho. Lo conosco dai tempi della scuola. Io non ci volevo andare fra tutta quella gente. Chissà che avranno pensato di me poi! “Ma guarda quello sfigato con gli occhialini da Archimede (quello dei fumetti)” “Saranno froci quei due?” e finezze di questo genere. Ma che ci posso fare io se sono brutto e sfigato?
Eppoi è arrivata quella ragazza, Nuta, con i suoi lunghi capelli biondi e le sue labbra rosse come una rosa, con il suo profumo… Me l’ha presentata il mio amico. “Ciao io sono Nuta” (Nuda? Avevo all’inizio capito io nella mia confusione ormonale. Macché nuda!) “Ciao io sono Fosco” sono le uniche parole che mi sono uscite di bocca. Eppoi lei mi ha parlato di una certa Lidia che le aveva parlato di me…di meeee?!? E chi è ‘sta Lidia??? Ma se le uniche persone del “mio giro” (per così dire) sono il mio amico Alberto e sua sorella Grimilde!!! A quel punto la mia ansia congenita mi ha impedito di risponderle e, dicendole che non mi sentivo niente bene mi sono fatto riaccompagnare a casa da Alberto.
Tornando a casa siamo passati per la pedemontana, in quel tratto in cui dicono che ci sono gli “alberi dei desideri” in cui chiunque può appendere un messaggio….una cosa da ragazzini insomma. Ma domani voglio tornarci… eppoi sono anch’io un ragazzino nel cuore e ci voglio appendere un bel desiderio, un bel sogno, una bella utopia.
“Cara Nuta, di ragazze ne ho viste tante nella vita. Conosciute poche. In realtà non mi ha mai filato nessuna vista la mia imbranataggine e il mio fisico mingherlino. Tu potresti essere una delle tante ma … non so, da quando ti ho incontrata mi sono sentito riemergere e ho ricominciato a sperare. A sperare di poter conoscere una come te, che per uno come me sarebbe il massimo! Sarebbe come chiedere di avere in regalo dai propri genitori un viaggio per il Nepal di sola andata! Sarebbe come…per un bambino avere in regalo montagne di gelati! Sarebbe…sarebbe troppo per me. E soprattutto per te. Ma nel senso negativo. Che te ne faresti della brutta copia di Woody Allen! Vabbé ma avere un piccolo sogno nel cassetto non è mica reato, no? E allora lo butto lì anch’io il mio sogno. Vorrei conoscerti e sposarti e fuggire insieme a te incontro al sole dell’avvenire che con i suoi caldi raggi brucia tutte le amarezze della vita. Con amore, Fosco.” Ho appeso questo messaggio ad un albero. Accanto al mio ce n’era uno di Nuta.
“Caro Fosco, ti ho visto appena ma è come se ti conoscessi da sempre. Hai aperto una ferita che credevo non mi appartenesse più, così profonda da farmi rabbrividire. Eppure guardo i tuoi occhi, vita pura, il tuo volto che non smette di emozionarmi. Mi piacerebbe che si potesse dare un nuovo corso alle cose, agli eventi. So che non è possibile, sento il mio limite, mi sento fuori pista, non pronta, perdente. Rimango chiusa nel guscio di noce ascoltando la tua carezza lontana. Con amore, Nuta.”
Posso ricominciare a sperare. Possiamo ricominciare a sperare. Le nostre ferite possono finalmente chiudersi in un tenero abbraccio benedetto dal sole.



LA VITA è SENZ'ALTRO MERAVIGLIOSA
(alla frutta)

La vita è senz'altro meravigliosa, scrive Ted Berrigan il quale asserisce peraltro che "Quando si è innamorati sempre ci si annoia". Poi, in un'altra sua poesia, il buon Ted, si mette a parlare di sesso...del fatto che si scoperebbe i suoi amici anche se non è omosessuale.
Adriano, acuto osservatore, afferma che Ted Berrigan "si fa di viagggi mentali". Andrea G. Pinketts, invece, si fa di assenzio.
La vita è senz'altro meravigliosa anche in assenza dell'assenzio.
Quando sono innamorato solitamente mi annoio in quanto raramente sono corrisposto. Funziono di più, diciamo, con gli amori per corrispondenza. Io sono uno che scrive! Sono uno scrivano, io! La vita è per me meravigliosa quando ricevo innumerevoli e quotidiane lettere di ammiratrici sconosciute (e forse bellissime...mah) da Stoccolma, Parigi, Atene...Malta.
Sono anche poliglotta, ve l'ho mai detto? Poliglotta politicante amante del 6. Del 6 politico. Purtuttavia il numero che preferisco è il 69. Con o senza prefisso. Con o senza suffisso. Con o senza soffitto. Il tetto è aperto. Le tette della Vanda, invece, sonoo prorompenti. Prosopopeiche e, direi, financo O-NO-MA-TO-PEI-CHE. Sembra infatti che facciano BLOMP BLOMP nel mentre in cui la Vanda mi passa accanto.
La Vanda è la mia segretaria.
Sono uno scrivano e ho bisogno di una segretaria.
La Vanda mi piace e ne sono innamorato. Ovviamente non sono corrisposto.
Tuttavia, un giorno, le ho lasciato un biglietto anonimo sulla scrivania. Un biglietto di sola andata per la Vita.
La vita è senz'altro meravigliosa. La vita della Vanda è stretta. E' un vitino. Taglia 42 e 6a di seno. Seno, coseno e tangente. Di tangenti non ne ho mai prese ed in geometria sono sempre stato una schiappa.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini